大委员会若干成员的发言1
墨索里尼的讲话2
墨索里尼回顾此次大委员会会议的由来3。召开会议的要求,是4几位同志向他提出的;他们曾由党总书记陪同前来,就已向报界发布消息的各省报告会一事听取指示。他接受这一要求时,便打算在会上就军事形势作一次详细的、有文件为据的报告。由国王委托5武装部队最高统帅权一事,出于巴多格里奥(Badoglio)元帅的提议。为证明此说,他出示了1940年5月3日的文件,以及约30天后发出的一份通令。他在这份通令中通告,他已接掌武装部队最高统帅权6。
然而,他说,“我是意大利最没人服从的人”。他的设想和指令一贯遭到违抗。此外7,他的合作者在军事方面向他报告的常常是8不准确的情况。他的原话还有:“这是一场谎言成了家常便饭的战争。”
他知道人们把许多责任归到他头上;但实际上他从未[2]指挥过这场战争,他主要是主持战争的后勤组织工作9。他说自己只指挥过一场战役,是在卡瓦莱罗(Cavallero)元帅不在的时候:潘泰莱里亚的那一场10战役。
当前11这场战争可以截然分为2个阶段:第一阶段对我方有利,以“隆美尔(Rommel)攻势”的失败告终。“这次失败,原因在于敌潜艇在塔兰托湾和地中海洋面上击沉12我国商船。最致命的损失是油轮。
第二阶段主动权完全转入敌手,始于10月23日。从这时起,除潜艇战方面的行动外,敌人不断取得胜利。”谈到潜艇战,他强调同盟国方面目前已想出特殊的防御办法。“德国人则正在研究反制办法。”
接着他提到我军的历次撤退,从埃及退到的黎波里塔尼亚,直至丢掉的黎波里。他指出,阿拉曼的行动失败后,他曾多次要求卡瓦莱罗元帅恢复利比亚—埃及旧边界上的防御阵地13。[第一张有编号的手写页] 2 他知道人们把许多责任算在他身上;但实际上他从未指挥过作战行动,他所做的几乎只限于在后勤方面进行协调。他只指挥过一场战役,是在卡瓦莱罗元帅不在的时候:潘泰莱里亚海空战。
关于从阿拉曼撤退到撤出西西里大部这一连串事态,他声明,如果在同法国签订停战协定时获准占领突尼斯,北非的局势本会大不相同。
隆美尔攻势之所以失败,主要是因为敌潜艇在塔兰托湾和地中海洋面上击沉我国商船。最致命的损失是油轮。
自那次攻势失败起,确切地说自10月23日起,战争进入新阶段,主动权完全转入敌手。此后,除潜艇战的战绩外,敌人不断取得胜利。谈到潜艇战,他强调敌方目前已想出新的防御装置。德方则正在研究反制办法。[第二张有编号的手写页] 3 领袖接着提到我军从埃及向的黎波里塔尼亚的撤退。他指出,阿拉曼受挫后,他曾多次要求卡瓦莱罗元帅恢复利比亚—埃及旧边界上的防御阵地。但隆美尔将军[有编号的打字页,编号3,上方手写改为] 4不肯听,坚称德方在阿拉曼附近占据的阵地同样守得住14。结果恰恰相反,“由于敌军兵力占优势,我们不得不仓促撤退。所幸人员和物资损失有限”。
此后领袖15曾下令在胡姆斯(Homs)高原一带抵抗,凭那里的地理位置本可以保住的黎波里。“在这里,巴斯蒂科(Bastico)和隆美尔之间爆发16了争执,隆美尔总觉得敌人的坦克在迂回包抄。他带着他的部队向突尼斯撤退,我们因此连的黎波里也丢了。”
谈到对隆美尔的看法,领袖称他是一名勇敢的战士17,总是同他的士兵一起在第一线。他承认18隆美尔也是出色的战术家,但在战略上没有什么可教给我国将领的。他一再谈到隆美尔的无畏19和指挥方式,这同格拉齐亚尼(Graziani)元帅采用的方式大不相同,后者20把大本营设在离前线450公里的地方。他还说,当年他墨索里尼21去利比亚,让人把大本营前移50公里,竟被看作鲁莽之徒。
“在那几天,还发生了另一件具有头等重要意义的历史事件:英美军队在北非登陆。于是我们不得不在突尼斯迎击他们22,在那里遇到的困难越来越严重。”他确认,[有编号的打字页,编号4,上方手写改为] 5在突尼斯的意大利部队确实打得很好,而别处发生的事就不能这样说了23。
领袖随后谈到潘泰莱里亚的陷落24。他先强调那座岛是他“发明”的,然后讲述了围绕岛上应修筑的防御工事,他和他的军事合作者之间发生的种种争执25:尤其是空军部副部长瓦莱(Valle)将军,不赞同他的想法。“尽管如此,潘泰莱里亚还是配备了一切现代化设施,可以把飞机藏进山洞,也有能力自卫。这是一座绝对‘攻不破’26的岛,1个月里伤亡极少就是证明:平民死亡2人,军人死亡58人。”据海军上将27亚基诺(Jachino)的一份报告,军人死亡58人应减为38人。“在该岛遭受海空轰炸期间,我从要塞司令、海军上将帕韦塞(Pavese)〔译注:记录 B 作 Pavesi(帕韦西)〕那里先收到两封电报,他在电报里保证该岛正坚定地28顶住轰炸、进行自卫。几天后的凌晨3点,我又收到一封电报,这位海军上将在电报里向我报告说他再也无法抵抗,请求准许投降。”29领袖30声明他批准了,因为当今世上只有2个人能命令自己的士兵和人民就地战死:斯大林(Stalin)和天皇。他痛心地承认,他本来很乐意看到潘泰莱里亚成为地中海的斯大林格勒31;但他这个愿望没有实现。经验表明,由于海军人员和陆上作战人员的思维方式必然有差距,海军将领不能在[有编号的打字页,编号5,上方手写改为] 6陆上担任指挥。后来在奥古斯塔发生的事就是证明32。
接着他转而分析西西里的局势。对西西里33,当时并没有人提出过分的担忧;但他说自己并不放心,所以曾决定亲自去一趟,只是因健康原因不得不推迟行程34。防务交给了由岛上的士兵和军官组成的海岸师35,这难以令人放心。他曾提议把所有西西里籍军官换成同样数目的波河流域人;这道命令没有执行,或许是因为来不及36。“入侵发生时,西西里有皇家陆军约23万人,加上海军部队、空军部队,再加上德方武装部队。岛上共有30多万人。参谋部确信,对该岛的进犯48小时内就会被击退;事实却与这一预计相反,不幸还有7万人被俘,其中有5名将军和2名海军将领。
必须承认37[有编号的打字页] 6,出现了可怕的溃散:先是水兵擅离岗位,接着是空军士兵,然后是陆军士兵;尤其是本岛籍的,脱下军装,换上便服回了各自的家乡;有时还干起抢劫的勾当。“意大利人不肯打仗,你们叫我有什么办法?38”就目前局势而言,新防线或许有利于我方抵抗,但说到这里,他要再次提及一件令人痛心的事:奥古斯塔的陷落。
“奥古斯塔是完好无损地被拿下的,莱奥纳尔迪(Leonardi)海军上将在危险尚未显露时就炸毁了要塞。敌人说什么夺回奥古斯塔:根本谈不上夺回,因为奥古斯塔此前从未陷落;敌人占领起来再方便不过。”他还强调,总的说来居民表现良好;他声明,从中渔利的只是一些反法西斯分子,他们竭力为对手效劳。“目前,按古佐尼(Guzzoni)将军的说法也是如此,在包括圣弗拉泰洛(Sanfratello)、布龙泰(Bronte)、兰达佐(Randazzo)和阿奇雷亚莱(Acireale)的新防线上,可以进行顽强的抵抗。”
至于撒丁岛,他声明那里的部队约有16万人。“按参谋部的预计,在撒丁岛登陆是不可想象的;同样据参谋部称,也预料不到敌人会进一步在半岛登陆。”
说到这里,[有编号的打字页] 7他宣读了德方39向意大利提供原料和军用物资的数字,并说明了德方40部队在科西嘉、撒丁岛、西西里和大陆的部署。此外他提到,在最近一次同希特勒(Hitler)的会谈中,希特勒表示还可以再派几个师来;他还宣读了元首(Führer)就德国进一步提供援助的可能性写给他的一封信。
到这时,领袖向大委员会提出两难抉择:战争还是和平?投降还是抵抗到底?他指出,人民感到失望,但守纪律;又长篇论述一切战争都不得民心。他特别谈到征服埃塞俄比亚、建立帝国一事,其间宣读了巴多格里奥元帅1935年10月18日就英国舰队出现在地中海一事写给他的信。他断言,英国是同意大利作战,不是同法西斯主义作战;不可能有媾和的出路;必须提防机会主义的政策,因为这种政策不会使局势有任何改变41。
[有编号的手写页] 7 领袖接着说:“奥古斯塔是完好无损地被拿下的。莱奥纳尔迪海军上将在危险尚未显露时就炸毁了要塞。敌人宣布夺回了奥古斯塔;可是根本没有什么夺回,因为奥古斯塔当时还没有被攻克;它是后来才被攻克的,而且轻而易举、从容不迫。”整个西西里出现了可怕的溃散。在那支主要由西西里人组成的部队[有编号的手写页] 8背后,是轰炸造成的社会混乱:一切公共服务中断,无数住宅被毁,粮食匮乏,或有150万人因此突然生计无着,逃往乡间四处流浪。
原指望保卫祖国本土时终能出现有效的抵抗,这一希望就这样落空了。值得注意的是,连英国的宣传也对我方在西西里毫无防御力量可言表示惊讶;英国的宣传向来对对手评价很高,因为这样做无论胜败都于己有利,此前它已承认意大利第1集团军在突尼斯战役中英勇顽强。出现了可怕的溃散:先是水兵擅离岗位,接着是空军士兵,最后是陆军士兵,尤其是岛上本地人;这些人脱下军装,胡乱换上便服回到家乡,有时还干起抢劫的勾当。大批身穿便服的军官拥挤在墨西拿海峡的渡口。擅离职守者如此之多,却只枪毙了1人,即海上炮兵民兵(Milmart)的一名分队长〔译注:capo manipolo,民兵军衔,约合中尉〕,而且是奉领袖本人的命令。“意大利人不肯打仗,你们叫我有什么办法?”
不过他指出,总的说来,居民表现得还算不错。无论如何,他们很快就会感到占领的重负,全部存粮被征用便是原因之一。从入侵中得到好处的,只有那些[有编号的手写页] 9竭力为入侵者效劳的反法西斯分子。
“据古佐尼将军报告,就目前情况看,在包括圣弗拉泰洛、布龙泰、兰达佐和阿奇雷亚莱的新防线上,可以进行像样的抵抗。”
至于撒丁岛,领袖通报说,我军在那里的兵力约16万人。“按参谋部的预计,在撒丁岛登陆是不可想象的,进一步在半岛登陆也是如此。”
接着他陈述了德国向意大利提供原料和军用物资的全部数据,并说明了德方部队在科西嘉、撒丁岛、西西里和大陆的部署。此外他提到,在最近一次同希特勒会谈时,希特勒表示还可以再向意大利派几个师;他还宣读了元首就德国提供更多援助的可能性写给他的一封信。
考虑到西西里登陆得以成功的各种因素,或许有人要问为什么没有在海上进行防御。领袖反驳说,当时在拉斯佩齐亚只有1艘3.5万吨的军舰可用。那两艘“换了底”的战列舰[有编号的手写页] 10要到8月底前后才能在塔兰托准备就绪。如果敌人试图进攻撒丁岛,我们将有3艘大型战列舰可以投入战斗。
这时墨索里尼向大委员会提出两难抉择:战争还是和平?无条件投降还是抵抗到底?毫无疑问,从来没有一场战争是得民心的,复兴运动〔译注:复兴运动(Risorgimento),原意“复兴”,指19世纪意大利争取独立、统一和自由的民族运动,至1861年建国、1870年并入罗马大体告一段落。〕的历次战争就已如此。1915—1918年的战争中有53万名逃兵,这在一定程度上或可说明尼蒂的大赦不无道理。埃塞俄比亚战役中我们死的人很少,太少了;无论如何应当记得登贝吉纳(Debenguinà)事件引起的那一阵消沉。至于当前这场战争,其原因和性质都不容易为人民所理解。要判断当前局势,须记住:英国是在同意大利作战,不是同法西斯主义作战。因此必须提防临到最后关头的机会主义政策,因为这种政策不会使局势有任何改变。
讨论开始,德博诺(De Bono)声音激动地抗议领袖的说法:领袖把普遍不愿作战这一点不公正地加在意大利士兵头上,说成这场战争[有编号的手写页] 11种种不幸遭遇的原因。其实原因多种多样,也不限于军事方面。发言人指出,其中之一是高级指挥机关的危机,这是选拔往往不当造成的,例如C. 将军的晋升就使整个陆军感到惊讶和厌恶。随后他就现有兵力尤其是空军的战斗力提了几个问题。
INTERVENTI DI ALCUNI MEMBRI DEL GRAN CONSIGLIO1
Discorso di Mussolini2
Mussolini ricorda come la riunione del Gran Consiglio abbia avuto origine3. La convocazione gli è stata chiesta da4 alcuni camerati, che erano stati accompagnati dal Segretario del Partito per ricevere istruzioni circa i rapporti provinciali di cui era stata data notizia alla stampa. Egli accogliendo tale richiesta, si ripromise di fare nella seduta una particolareggiata e documentata relazione sulla situazione militare. La delega per parte del Re5, del comando supremo delle Forze Armate nacque ad iniziativa del Maresciallo Badoglio. A conforto di questa affermazione esibisce i documenti in data 3 maggio 1940 ed una successiva circolare inviata circa 30 giorni dopo. Con essa egli dava comunicazione che assumeva il comando supremo delle Forze Armate6.
Senonché “io sono”, egli afferma, “l’uomo più disobbedito d’Italia”. C’è stata una trasgressione sistematica dei suoi concetti e delle sue direttive. Inoltre7, da parte dei suoi collaboratori, nel settore militare gli sono state spesso riferite8 cose inesatte. Aggiunge testualmente: “Questa è una guerra nella quale la menzogna è all’ordine del giorno”.
Egli sa che gli si attribuiscono molte responsabilità; ma, in sostanza, egli non ha [2] mai diretto la guerra; ha sopra tutto presieduto all’organizzazione logistica di essa9. Soltanto una battaglia, afferma d’aver diretto, in assenza del Maresciallo Cavallero: quella10 di Pantelleria.
L’attuale11 conflitto si può dividere in due nette fasi: una prima, a noi favorevole, che termina con il fallimento dell’“offensiva Rommel”. “Tale fallimento si deve agli affondamenti eseguiti12 dai sommergibili nemici a danno di nostro naviglio mercantile, sia nel golfo di Taranto, sia in aperto Mediterraneo. Le perdite più esiziali sono quelle relative alle petroliere.
La seconda fase, della quale l’iniziativa passa decisamente al nemico, ha inizio il 23 ottobre. Da questo periodo in poi, salvo le eccezioni relative alle iniziative della guerra sottomarina, i nemici continuano a conseguire successi”. A proposito della guerra sottomarina, pone in rilievo come attualmente siano stati escogitati, da parte delle nazioni alleate, particolari sistemi di difesa. “A loro volta i tedeschi stanno studiando sistemi di contromisura”.
Accenna quindi alle nostre ritirate, dall’Egitto alla Tripolitania, fino alla perdita di Tripoli. Fa presente come egli avesse più volte invitato il Maresciallo Cavallero, dopo il fallimento dell’iniziativa di El Alamein, a ripristinare le posizioni difensive sul vecchio confine libico-egiziano13. [prima pagina manoscritta numerata] 2 Egli sa che si fanno risalire a lui molte responsabilità; ma, in sostanza, egli non ha mai comandato le operazioni belliche: ha esplicato quasi esclusivamente un’azione di coordinamento nel campo logistico. Soltanto una battaglia ha diretto, in assenza del Maresciallo Cavallero: quella aeronavale di Pantelleria.
Circa la successione degli avvenimenti, dalla ritirata di El Alamein allo sgombro di gran parte della Sicilia, dichiara che la situazione dell’Africa Settentrionale sarebbe stata ben diversa, qualora fosse stata consentita l’occupazione della Tunisia, allorché fu stipulato l’armistizio con la Francia.
Il fallimento dell’offensiva Rommel è stato cagionato principalmente dagli affondamenti eseguiti dai sommergibili nemici a danno di nostro naviglio mercantile, sia nel golfo di Taranto, sia in aperto Mediterraneo. Le perdite più esiziali furono quelle delle petroliere.
Dal fallimento di quella offensiva, e precisamente dal 23 ottobre, comincia una nuova fase del conflitto, con la quale l’iniziativa passa decisamente al nemico. Da allora, salvo le eccezioni costituite dalle imprese della guerra sottomarina, i nemici continuano a conseguire successi. A proposito della guerra sottomarina, pone in rilievo come attualmente siano stati escogitati, da parte avversaria, nuovi apparati di difesa. A loro volta i germanici stanno studiando sistemi di contromisura. [seconda pagina manoscritta numerata] 3 Il Duce accenna quindi alla nostra ritirata dall’Egitto alla Tripolitania. Fa presente come egli avesse più volte invitato il maresciallo Cavallero, dopo lo scacco di El Alamein, a ripristinare le posizioni difensive sul vecchio confine libico-egiziano. Ma il generale Rommel [pagina dattiloscritta numerata 3, corretto sopra a mano] 4 non ne volle sapere, sostenendo che anche le posizioni che i germanici occupavano presso El Alamein erano difendibili14. Al contrario, “dovemmo ritirarci precipitosamente per la preponderanza delle forze nemiche. Per fortuna le perdite di uomini e di materiale furono limitate”.
Successivamente il Duce15 aveva dato disposizioni affinché si resistesse verso l’altopiano di Homs, la cui posizione geografica avrebbe permesso di difendere Tripoli. “Qui scoppiò16 il dissidio fra Bastico e Römmel, che vedeva sempre la manovra avvolgente di carri nemici. Egli si ritirò con le sue forze verso la Tunisia, e di conseguenza perdemmo anche Tripoli”.
Esprimendo il suo pensiero su Rommel, il Duce lo qualifica un combattente17 coraggioso, sempre nella prima linea con i suoi soldati. Riconosce18 che è pure un grande tattico, ma che, dal punto di vista strategico, non ha nulla da insegnare ai nostri generali. Insiste sull’intrepidezza19 di Rommel e sul suo sistema di comando, molto diverso da quello adottato dal Maresciallo Graziani, il quale20 aveva stabilito il suo quartiere generale a 450 km dalle linee, ed osserva che, quando egli, Mussolini21, si recò in Libia e fece spostare di 50 km in avanti il quartiere generale, fu considerato un temerario.
“In quei giorni avveniva intanto un altro fatto storico di capitale importanza: lo sbarco delle truppe anglo-americane in Africa Settentrionale. Dovemmo quindi fronteggiarle in22 Tunisia, ove incontrammo sempre più serie difficoltà”. Constata che le truppe [pagina dattiloscritta numerata 4, corretto sopra a mano] 5 italiane in Tunisia si sono battute veramente bene, mentre altrettanto non si può dire per ciò che è accaduto altrove23.
Il Duce parla poi della caduta di Pantelleria24. Dopo aver messo in evidenza ch’egli aveva “inventato” quell’isola, fa la storia dei contrasti che sorsero fra lui e i suoi collaboratori militari per le opere di fortificazione da attuare colà25: soprattutto il generale Valle, sottosegretario all’aeronautica, non condivideva il pensiero di lui. “Tuttavia Pantelleria fu munita di tutti i mezzi moderni per ospitare in caverne gli aerei e perché fosse in grado di difendersi. Era una isola assolutamente ‘inespugnabile’26, e lo dimostrano le pochissime perdite che si ebbero in un mese: due morti civili e 58 morti militari”. Da un rapporto dell’ammiraglio27 Jachino si apprende che i 58 morti militari si devono ridurre a 38. “Io ebbi durante i bombardamenti navali ed aerei dell’isola, dall’ammiraglio Pavese, che era comandante della piazzaforte, prima due telegrammi nei quali assicurava che l’Isola affrontava fermamente28 i bombardamenti e si difendeva. Alle 3 del mattino di pochi giorni dopo, ebbi un altro telegramma con il quale, lo stesso ammiraglio, mi segnalava che non avrebbe più potuto resistere, e chiedeva di essere autorizzato alla resa”29. Il Duce30 dichiara di averla autorizzata, perché soltanto due uomini al mondo possono oggi dare disposizione ai loro soldati e al loro popolo di morire sul posto: questi sono Stalin e il Mikado. Confessa con dolore che egli avrebbe visto volentieri diventare Pantelleria la Stalingrado del Mediterraneo31; ma questo suo desiderio non si è realizzato. L’esperienza ha dimostrato che, per un divario inevitabile fra la mentalità marinara e quella dei combattenti terrestri, gli ammiragli non possono tenere il comando a [pagina dattiloscritta numerata 5, corretto sopra a mano] 6 terra. Ciò che è accaduto poi ad Augusta ne è la conferma32.
Passa poi ad esaminare la situazione della Sicilia. Per essa33 non si erano prospettate eccessive preoccupazioni; asserisce che, tuttavia egli non era tranquillo, tanto che aveva stabilito di recarsi colà; ma il viaggio dovette essere rinviato per ragioni di salute34. La difesa, assegnata a divisioni costiere composte di soldati e ufficiali isolani35, non poteva dare serio affidamento. Egli aveva proposto di sostituire tutti gli ufficiali siciliani con altrettanti padani; l’ordine non fu eseguito, forse perché ne mancò il tempo36. “In Sicilia al momento dell’invasione vi erano circa 230 mila uomini del R. Esercito, più reparti di Marina, più reparti di Aviazione, più forze armate germaniche. Erano oltre 300 mila uomini che si trovavano nell’isola. Lo Stato Maggiore era convinto che in 48 ore l’aggressione all’Isola sarebbe stata respinta: contro tale previsione stanno i fatti e, purtroppo, 70 mila prigionieri, fra i quali 5 generali e 2 ammiragli.
Bisogna riconosce37- [pagina dattiloscritta numerata] 6 re che vi è stato uno sbandamento terribile: prima i marinai abbandonarono i loro posti, poi gli avieri poi i soldati; soprattutto quelli dell’isola si toglievano la divisa ed in abito borghese raggiungevano le loro località; talvolta si davano al saccheggio. «Che volete che ci faccia io, quando gli italiani non si vogliono battere?38». Nell’attuale situazione la nuova linea potrebbe essere favorevole per la nostra resistenza, ma, a questo punto, egli vuole riferirsi ancora una volta ad un triste episodio: la caduta di Augusta.
«Augusta è stata presa intatta, l’ammiraglio Leonardi ha fatto saltare la piazzaforte, quand’ancora non si delineava il pericolo. Il nemico ha parlato della ripresa di Augusta: non vi è stata alcuna ripresa, perché Augusta non era mai caduta; il nemico ha avuto le più facili comodità per l’occupazione». Mette anche in evidenza come, nel complesso, la popolazione si sia portata bene; dichiara che ne hanno approfittato solo degli antifascisti che si sono prodigati nel rendere servizio all’avversario. «Allo stato attuale, secondo anche le dichiarazioni del generale Guzzoni, sulla nuova linea che comprende che comprende Sanfratello, Bronte, Randazzo e Acireale, è possibile una strenua resistenza”.
Quanto alla Sardegna, egli dichiara che ivi la truppa è composta di circa 160 mila uomini. “Secondo le previsioni dello Stato Maggiore non è pensabile uno sbarco in Sardegna, e neppure è prevedibile, sempre per dichiarazione dello stesso Stato Maggiore, un ulteriore sbarco nella penisola”.
A questo punto dà let- [pagina dattiloscritta numerata] 7 tura di quanto i germanici39 abbiano fornito all’Italia in materie prime e materiale bellico, e dà la dislocazione delle forze germaniche40 in Corsica, in Sardegna, in Sicilia, nel continente. Inoltre accenna come nell’ultimo colloquio avuto con Hitler questi abbia affermato che qualche altra divisione potrà essere inviata, e dà anche lettura di una lettera inviatagli dal Führer circa le ulteriori possibilità di aiuto da parte della Germania.
Da questo momento il DUCE pone al Gran Consiglio il dilemma: guerra o pace? Resa o resistenza ad oltranza? Constata che il popolo è deluso, ma disciplinato; e fa una lunga dissertazione sulla impopolarità di tutte le guerre. Tratta in modo particolare della conquista dell’Impero e, fra l’altro, dà lettura della lettera inviatagli dal Maresciallo Badoglio il 18 ottobre 1935 circa la presenza della flotta inglese nel Mediterraneo. Afferma che l’Inghilterra fa la guerra all’Italia non al fascismo; che non vi possono essere alternative di pace; che occorre guardarsi dalla politica dell’opportunismo, perché essa non potrebbe produrre nessun mutamento nella situazione41.
[pagina manoscritta numerata] 7 «Augusta, prosegue il Duce, è stata presa intatta. L’ammiraglio Leonardi ha fatto saltare la piazzaforte, quando ancora non si delineava il pericolo. Il nemico ha annunziato la ripresa di Augusta; ma non vi è stata alcuna ripresa, perché Augusta non era ancora stata espugnata, il che è succeduto con ogni facilità e comodità». In tutta la Sicilia è avvenuto un terribile sbandamento. Dietro quella unità [pagina manoscritta numerata] 8 costituita prevalentemente di Siciliani era il caos sociale prodotto dai bombardamenti, con la sospensione di tutti i servizi pubblici, con la distruzione di innumerevoli abitazioni, con la mancanza di viveri, e col conseguente errare qua e là di forse un milione e mezzo di persone, datesi alla campagna perché private improvvisamente di ogni risorsa.
Così è rimasta delusa la speranza che nella difesa del suolo della Patria potesse manifestarsi finalmente una resistenza efficace. È importante notare che la stessa propaganda inglese, la quale tende a valutare altamente gli avversari, perché ciò le giova tanto in caso di vittoria come in caso di sconfitta, e che già aveva ammesso lo strenuo valore della 1ª armata italiana nella battaglia di Tunisia, esprimeva la sua sorpresa per il vuoto di qualsiasi consistenza difensiva da parte nostra in Sicilia. È avvenuto uno sbandamento terribile: prima i marinai hanno abbandonato i loro posti, poi gli avieri, alla fine i soldati, soprattutto i nativi dell’Isola; costoro si toglievano l’uniforme e rivestiti alla peggio raggiungevano i loro paesi e talvolta si davano al saccheggio. Numerosi ufficiali in borghese si sono affollati ai traghetti dello stretto di Messina. Dei tanti che hanno abbandonato i loro posti, uno solo è stato fucilato, un capomanipolo della Milmart, per ordine dello stesso Duce. “Che volete che ci faccia io, quando gli Italiani non si vogliono battere?”
Tuttavia egli osserva che, nel complesso, la popolazione si è portata abbastanza bene. Comunque essa si accorgerà presto del peso dell’occupazione, anche per la requisizione di tutte le riserve di derrate. Dell’invasione hanno profittato solo quegli antifascisti che si [pagina manoscritta numerata] 9 sono prodigati nel rendere servizi agli invasori.
“Allo stato attuale, secondo quanto comunica il generale Guzzoni, sulla nuova linea che comprende Sanfratello, Bronte, Randazzo e Acireale, è possibile una seria resistenza”.
Quanto alla Sardegna, il Duce informa che ivi le nostre forze ammontano a circa 160 mila uomini. “Secondo le previsioni dello Stato Maggiore non è pensabile uno sbarco in Sardegna, e neppure un ulteriore sbarco nella Penisola”.
Espone poi i dati su tutto ciò che la Germania ha fornito all’Italia in materie prime e materiale bellico, e dà la dislocazione delle unità germaniche in Corsica, in Sardegna, in Sicilia e nel continente. Per di più accenna che nell’ultimo colloquio avuto con Hitler questi ha dichiarato che qualche altra divisione potrà essere inviata in Italia, e dà altresì lettura di una lettera inviatagli dal Führer circa maggiori possibilità di aiuto da parte della Germania.
Considerando i coefficienti del riuscito sbarco in Sicilia, taluno potrà domandare perché non fu effettuata una difesa sul mare. Il Duce obietta che in quel momento una sola nave da 35,000 tonnellate era disponibile alla Spezia. Le due corazzate “risuolate” [pagina manoscritta numerata] 10 saranno pronte a Taranto verso la fine di agosto. Se sarà tentato l’attacco alla Sardegna, avremo tre grandi navi da battaglia da impegnare nel combattimento.
A questo punto Mussolini pone al Gran Consiglio il dilemma: - guerra o pace? resa a discrezione o resistenza ad oltranza? Non vi è dubbio che mai alcuna guerra fu popolare, a cominciare da quelle del Risorgimento. Nella guerra 1915-18 vi furono 530,000 disertori, ciò che potrebbe fino a un certo punto dare ragione all’amnistia nittiana. Nella campagna etiopica avemmo pochi, troppo pochi morti; ad ogni modo è da ricordare il momento di depressione causata dall’episodio di Debenguinà. La guerra attuale, poi, ha ragioni e caratteri che non possono essere facilmente compresi dal popolo. Per giudicare la situazione attuale conviene tener presente che l’Inghilterra fa la guerra all’Italia, non al fascismo. Pertanto occorre guardarsi dalla politica dell’opportunismo dell’ultima ora, perché essa non potrebbe produrre nessun mutamento nella situazione.
Aperta la discussione, DE BONO, con voce commossa, protesta contro l’asserzione del Duce circa una diffusa contrarietà a combattere, attribuita ingiustamente ai soldati italiani, come causa delle disgraziate vicende [pagina manoscritta numerata] 11 di questa guerra. Si tratta invece di un complesso di cause molto diverse e non soltanto militari. Fra queste l’oratore indica la crisi degli alti comandi, determinata da una selezione spesso poco felice, come nel caso della promozione del generale C., che ha sorpreso e disgustato tutto l’Esercito. Formula poi alcune domande sull’efficienza delle forze attualmente disponibili, particolarmente aeree.
注释 · Note
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中央国家档案馆,费代尔佐尼(Federzoni)文件(Carte Federzoni),案卷:“Gran Consiglio del fascismo”。
本案卷汇集了投票赞成迪诺·格兰迪(Dino Grandi)议案的几位大委员会成员的发言稿,写成并交给费代尔佐尼的日期无从确定;只有格兰迪和阿尔弗雷多·德马尔西科(Alfredo De Marsico)的两篇是1956年寄给他的,有随稿的信件为证。 ↩
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稿共14页,其中7页打字,穿插7页手写,均单面书写,有费代尔佐尼亲笔所作的大量修改和增补,并非都能辨认。 ↩
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打字稿作:“领袖说明此次大委员会会议的由来”。 ↩
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手写添加。稿中此句原作:“几位同志曾由党总书记陪同到他那里,就已向报界发布消息的各省报告会接受指令”。其后有划去的字,无法辨认。 ↩
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稿中此句原作:“他说明武装部队最高统帅权的由来。它出于巴多格里奥(Badoglio)元帅的提议”。 ↩
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手写,在旁边:“(见《大棒与胡萝卜》[Bastone e Carota])”。 ↩
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从“然而”起的整段是手写添加在稿中的,写在一句划去的话上方:“他着重说明关于战争准备和加强各军种的若干设想。他强调他的设想和指令一贯遭到违抗。此外,他指出”。 ↩
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打字稿作:“他的合作者在这方面向他报告的总是”。 ↩
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打字稿作:“他说他知道人们把许多责任归到他头上,但实际上他从未指挥过这场战争”。其后的文字是用钢笔添加的。 ↩
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打字稿此后有“海上”一词,已划去。 ↩
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打字稿作:“又谈了几点之后,他说当前这场战争……” ↩
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打字稿作:“perpretati”〔译注:意为“犯下”;改定稿作 eseguiti(实施),都是说击沉商船〕。 ↩
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其后有两行划去:“(说到这里,他具体讲了他当时划定的几条防线,但口头报告时这些内容未能记下)”。 ↩
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打字稿作:“隆美尔(Rommel)将军不肯听,声称他们在阿拉曼附近占据的阵地同样守得住” ↩
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“领袖”是手写插入的 ↩
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打字稿作:“产生” ↩
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打字稿作:“他(一词无法辨认)他是一名军人” ↩
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打字稿作:“他说” ↩
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打字稿作:“他一再谈到勇敢” ↩
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手写改定,写在“che”之上〔译注:che 与改后的 il quale 都是关系代词,意思不变〕 ↩
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手写插入 ↩
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打字稿作:“去管突尼斯”。 ↩
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打字稿作:“他要指出,在突尼斯的意大利部队当时确实打得很好,而最近这一仗的情形就不能这样说了” ↩
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打字稿作:“接着他提到潘泰莱里亚的陷落” ↩
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打字稿作:“他先强调该岛是他‘发明’的,然后讲述了他同他的军事合作者在应当实施的防御工事上有过的种种争执” ↩
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打字稿作:“拿不下” ↩
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打字稿作:“将军” ↩
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打字稿作:“他在电报里声称该岛正勇敢地顶住” ↩
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打字稿作:“司令向我报告说他再也无法抵抗,请求投降” ↩
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打字稿作:“他” ↩
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打字稿作:“他痛心地说,他本来很乐意看到潘泰莱里亚成为地中海的斯大林格勒”。其后两行是手写添加的。 ↩
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这一行是手写添加的。 ↩
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打字稿作:“随后他转而分析西西里和撒丁岛的局势。安布罗西奥(Ambrosio)将军5月7日给他的一份报告称,撒丁岛完全守得住,对该岛不应有过分的担忧。对西西里也” ↩
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打字稿作:“所以曾定下一次行程,后因健康原因不得不推迟” ↩
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打字稿作:“西西里由本地士兵和军官组成的海岸师防守” ↩
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打字稿中有一整句划去:“此外他说,西西里居民在空袭后散往乡间,对军事调动妨碍甚大,由此造成的混乱使作战部队的处境也更加困难” ↩
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这两个词已划去。 ↩
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打字稿作:“德国人打得很好,但平民溃散了” ↩
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打字稿作:“德国人” ↩
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打字稿作:“德国” ↩
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打字稿作:“必须提防机会主义的政策,因为这种政策换不来任何声援”。其后有划去的六行:“随后相继发言的有德博诺(De Bono)、法里纳奇(Farinacci)、德韦基(De Vecchi)、博塔伊(Bottai)、格兰迪、波尔韦雷利(Polverelli)、法里纳奇、齐亚诺(Ciano)、法里纳奇、德马尔西科、费代尔佐尼、比尼亚尔迪(Bignardi)、巴斯蒂亚尼尼(Bastianini)、比吉尼(Biggini)、加尔比亚蒂(Galbiati)诸同志。然后领袖就上述各位同志提出的各项议题和意见作了” ↩
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Archivio centrale dello Stato, Carte Federzoni, fasc.: «Gran Consiglio del fascismo».
Il fascicolo riunisce i testi dei discorsi tenuti da alcuni membri del Gran Consiglio che votarono l’ordine del giorno Grandi, scritti e consegnati a Federzoni in data non precisabile, ad eccezione di quelli di Grandi e De Marsico che gli vennero inviati nel 1956, come attestano le lettere a cui sono allegati. ↩
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Testo di pp. 14, di cui 7 dattiloscritte inframezzate da 7 manoscritte, tutte scritte su una sola facciata e con numerose correzioni e integrazioni autografe di Federzoni, non sempre decifrabili. ↩
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Nel testo dattiloscritto: «DUCE spiega come la riunione del Gran Consiglio ebbe origine». ↩
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Aggiunto a mano. Nel testo la frase era “Alcuni camerati che erano stati accompagnati dal Segretario del Partito presso di lui per ricevere le direttive circa i rapporti provinciali di cui era stata data notizia alla stampa». Seguono parole cancellate non leggibili. ↩
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Nel testo la frase era: “Spiega l’origine del comando supremo delle Forze armate. Esso nacque ad iniziativa del Maresciallo Badoglio”. ↩
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A mano, di fianco: «(v. Bastone e Carota)». ↩
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Tutto il brano da “Senonché” è aggiunto a mano nel testo sopra a una frase cancellata: «Si sofferma ad illustrare alcune concezione circa la preparazione bellica e il potenziamento delle varie Forze Armate. Sottolinea come i suoi concetti e le sue direttive siano state sistematicamente disobbidite. Inoltre, mette in evidenza come». ↩
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Nel testo dattiloscritto: “da parte dei suoi collaboratori in questo settore gli fossero sempre riferite” . ↩
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Nel testo dattiloscritto: “Afferma che egli sa che gli si attribuiscono molte responsabilità ma che, in sostanza, egli non ha mai diretto la guerra”. Il seguito è aggiunto a penna. ↩
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Nel testo dattiloscritto segue la parola: “navale” cancellata. ↩
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Nel testo dattiloscritto: “Dopo altre considerazioni egli dice che l’attuale conflitto…” ↩
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Nel testo dattiloscritto: “perpretati”. ↩
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Seguono due righe cancellate: “(a questo punto precisa le linee che aveva disegnato, che però sono sfuggite nella relazione verbale)”. ↩
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Nel testo dattiloscritto: “Il generale Rommel non ne volle sapere affermando che anche le posizioni che essi occupavano presso El Alamein erano difendibili” ↩
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“il Duce “è inserito a mano ↩
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Nel testo dattiloscritto: ”nacque” ↩
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Nel testo dattiloscritto: “egli lo (parola illeggibile) un soldato” ↩
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Nel testo dattiloscritto: ”Afferma” ↩
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Nel testo dattiloscritto: “Insiste sul coraggio” ↩
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Corretto a mano sopra a “che” ↩
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Inserito a mano ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Occuparci della Tunisia». ↩
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Nel testo dattiloscritto: “Vuole osservare come le truppe italiane in Tunisia si batterono veramente bene mentre altrettanto non si può dire per le vicende di quest’ultima battaglia» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Accenna quindi alla caduta di Pantelleria» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Dopo aver messo in evidenza ch’egli aveva “inventato” tale isola, fa la storia dei contrasti che ebbe con i suoi collaboratori militari per le opere di fortificazione da mettere in atto» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Imprendibile» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «generale» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «nei quali affermava che l’Isola affrontava coraggiosamente» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «il comandante mi segnalava che non avrebbe più potuto resistere, e chiedeva la resa» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Egli» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Afferma, con dolore, che egli avrebbe visto volentieri che Pantelleria fosse diventata la Stalingrado del Mediterraneo». Le due righe che seguono sono aggiunte manoscritte. ↩
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Questa riga è aggiunta a mano. ↩
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Nel testo dattiloscritto: «Passa successivamente ad esaminare la situazione della Sicilia e della Sardegna. In un rapporto fattogli dal generale Ambrosio il 7 maggio si afferma che la Sardegna si può difendere benissimo e che non debbono esserci preoccupazioni eccessive per quest’isola. Anche per la Sicilia» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «tantochè aveva stabilito un suo viaggio che dovette essere rinviato per ragioni di salute» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «La Sicilia, difesa da divisioni costiere composte di soldati e ufficiali locali» ↩
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Nel testo dattiloscritto un intero periodo cancellato: «Inoltre egli afferma come la situazione anche per le truppe combattenti fosse resa più difficile dal caos esistente in Sicilia per la popolazione che sparsasi nelle campagne dopo i bombardamenti aerei, costituiva un notevole impedimento per i movimenti militari» ↩
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Le due parole sono cancellate. ↩
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Nel testo dattiloscritto: «I Tedeschi si sono battuti molto bene ma la popolazione civile si è sbandata» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «tedeschi» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «tedesche» ↩
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Nel testo dattiloscritto: «che occorre guardarsi dalla politica dell’opportunismo, perché essa non potrà procurare nessuna solidarietà» Seguono sei righe cancellate: «Prendono successivamente la parola i camerati De Bono, Farinacci, De Vecchi, Bottai, Grandi, Polverelli, Farinacci, Ciano, Farinacci, De Marsico, Federzoni, Bignardi, Bastianini, Biggini, Galbiati. Quindi il DUCE, sui vari argomenti e sulle osservazioni che sono state mosse dai camerati sopracitati, fa» ↩