德韦基(De Vecchi)的发言1
德韦基在1943年7月24—25日大委员会上的讲话
墨索里尼声称我军战事不利应归咎于士兵:“意大利人不肯打仗,你们叫我有什么办法?”德博诺(De Bono)起而为皇家陆军乃至整个武装部队辩护,但他太激动了,德韦基觉得他的辩护不够有力。德韦基第二个发言,坚决驳斥了墨索里尼的论点。他说,意大利青年面对一场因缺乏理想而得不到他们认同的战争,确有某种迷惘,这应归因于他们所受的教育。他提到,这个问题他本人已多次同墨索里尼谈过,在大委员会里也谈过。他又提到,巴尔博(Balbo)表示过同样的看法,而且正是在这同一个座位上、在上一次会议上强调过同一个问题。墨索里尼恼火地耸了耸肩。德韦基仍说下去,提起那些像一串串葡萄似的蹲在或吊在卡车上的人,仿佛对突击队如此杂乱而轻率、[一词无法辨认]毫不严肃的模仿,对青年的精神准备除了负面作用还能有什么别的作用似的。他断言,斯塔拉切(Starace)主持党务期间给青年教育[2]定下的整个调子,实质上就是无纪律和混乱。
他又说,然而凡是军事指挥机关起了作用的地方,青年在战争中都以令人惊讶的速度轻而易举地重新振作了精神,从而在许多地段树立了军人英勇的光辉榜样,其光彩肯定不亚于1915—1918年战争中所见的榜样。可见,说他们不肯打仗并不属实。他慷慨激昂地断言,意大利士兵是[一词无法辨认]总是在指挥得当的时候。他接着说,这句格言由来已久,听上去也许像老生常谈,其实不然。它是人所共知的绝对真理,任何首领都不该不知道。他断言,在这场战争中,问题比以往任何时候都更在于军官队伍。指挥的人缺乏军人精神,部下又怎么会有?德韦基这番明显的影射随后淡化为这样的断言:军官乃至将官都是逆向淘汰选出来的,以致最高晋升委员会常常面对出自政治方面的晋升或免职命令,其理由与严格的军事考虑毫不相干。最后他断言,有什么样的长官,就必然有什么样的部下;然而在长官合乎时局要求的许多场合,他确信部下是英勇顽强的。对德韦基这番简短的讲话,墨索里尼的回答是又耸了耸肩,一副满不在乎乃至轻蔑的神态。
Intervento di De Vecchi1
Parole di De Vecchi al Gran Consiglio del 24-25 luglio del 1943
De Bono era tanto commosso che la difesa del Regio Esercito ed in generale delle forze armate da lui assunta di fronte alla affermazione mussoliniana doversi attribuire l’infausta sorte delle nostre armi ai soldati: “Che volete che ci faccia io se gli italiani non si vogliono battere?” sembrò a De Vecchi insufficiente. De Vecchi fu il secondo a parlare, respinse fermamente la tesi di Mussolini. Disse che un certo disorientamento della gioventù italiana di fronte a una guerra non sentita perché priva di ideali doveva attribuirsi alla educazione ricevuta. Ricordò che un tale argomento era stato da lui stesso trattato molte altre volte con Mussolini anche in Gran Consiglio. Rammentò che Balbo si era espresso nello stesso ordine di idee e che aveva proprio dallo stesso seggio e nella ultima precedente seduta insistito sullo stesso argomento. Mussolini scrollava le spalle indispettito. De Vecchi insisteva rammentando i grappoli umani appollaiati o sospesi sugli autocarri come se quelle così disordinate e facili parodie [parola illeggibile] senza serietà dei reparti d’assalto potessero influire in forma men che negativa sopra una preparazione spirituale della gioventù. Affermò che tutta la intonazione data alla educazione giovanile [2] sotto il governo Starace nel partito era stata sostanzialmente di indisciplina e disordine.
Aggiunse che tuttavia là dove avevano funzionato i comandi militari, in guerra la gioventù si era rifatta un’anima con facilità e rapidità sorprendenti così da offrire in molti settori esempi splendidi di eroismo militare non certamente meno luminosi di quelli veduti nella guerra 1915-1918. Non era dunque vero che non si volesse battere. Affermò vibratamente che il soldato italiano è [parola illeggibile sempre quando è ben comandato. L’aforisma è antico e può anche sembrare un luogo comune, soggiunse, ma non è. E’ invece una verità assoluta di dominio comune che nessun Capo dovrebbe ignorare. Affermò che nella presente guerra più che mai si era trattato di una questione di quadri. Se chi comandava mancava di spirito militare come ne potevano avere i gregari? L’accenno palese di De Vecchi sfumò poi nello affermare che i quadri anche dei generali erano stati scelti con selezioni alla rovescia, così che la Commissione suprema di avanzamento si trovava spesso di fronte a ordini di promozione o di rimozione dati dalla politica e per motivi che non avevano nulla a vedere con la stretta ragione militare. Concluse affermando che se tali erano i capi tali dovevano essere i gregari ma che tuttavia egli era ben sicuro dello strenuo valore dei secondi nei molti casi nei quali i primi avevano ben risposto alle esigenze dell’ora. Mussolini rispose al breve discorso di De Vecchi con una repplicata scrollata di spalle e con l’atteggiamento di noncuranza se non anche di disprezzo.