阿尔比尼的发言
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阿尔比尼(Albini)的发言⁠1

法西斯大委员会

1943年7月24日(法西斯纪元第21年)会议

阿尔比尼——内政部副部长:

我认为自己也有责任发言。事态的悲剧性发展,领袖您所作的报告,还有在我之前发言的各位同志的报告,都使我深为激动,我不知道自己能否克制住这种激动。

你们当中有几位扯到一些枝节上去了,这可能使我们的心思离开每个人本应唯一挂念的事。敌人已经进了我们的家门。因此我要回到严酷的现实上来谈一谈:这既是因为我担任的职务,也因为我是一个老法西斯分子,曾以最纯洁的信念、毫无私心地信仰过、工作过。

不必清算过去,但应当回顾我们这场战争灾难性的进程。先是帝国,接着是利比亚,接着是突尼斯,接着是潘泰莱里亚,接着是西西里。这片土地同祖国的每一寸土地一样神圣,可就在这里,我们也不得不承受敌人的压倒优势。领袖,我们听了您的一些辩解,这些辩解使我们大家困惑不解、深感痛心。有人谈到奥古斯塔,谈到锡拉库萨,谈到平民。但应当记住,平民几个月来早已陷入严重困难:几乎一切生活必需品都无法从大陆运来,又没有及时备下储备,民用服务不是被敌机轰炸打乱,就是因军事征用而缩减到完全不敷应用的地步;敌人进攻之时,他们除了战争带来的苦难,还得忍受最严酷的匮乏。应当让大家知道,在西西里的城市里,除了死于战事的人,还有饿死的人!

[2]⁠2 这可以部分说明入侵何以相对容易;不幸的是,入侵已无法遏止。

如今铁路枢纽遭到系统性轰炸,同样悲惨的局面可能出现在意大利任何一个大区,尤其是南方:众所周知,我国各省在经济上毫无自给能力,因而要靠运输来弥补本地生产的不足。

各城市遭到系统性轰炸,平民以真正英勇的精神承受了下来;比轰炸更可能使国内战线破裂的,是可能出现的断粮,再加上输水管道和其他公共设施被毁。我判断国内战线已系于一根丝线,我有责任指出这一点。军事方面不该由我来谈,然而不幸的是,谁都知道我们在进行现代战争所需的装备上处于绝对劣势;鉴于敌方这类装备的规模不断增大,民众担心大陆不久还会有新的登陆。

我们大家和所有好意大利人都希望抵抗到底。但每个人都在问(当然不是出于怯懦):这可能吗?这个可怕的问题,我们谁也回答不了;但我认为,我们每个人都有权要求掌握判断依据的人冷静地正视现实,作出回答。

我心里、我们每个人心里都有一种煎熬和忧虑,其中没有也不应当有丝毫个人的考虑。我想,在座的各位同志心情与我相同,已经忘掉或者准备忘掉个人,以一种信仰之举把自己献给祖国,献给有责任也有权利以祖国的名义对我们讲话的人。

因此我认为,应当作议案[3]所指出的那种尝试;我本着军人和意大利人的良知,也在这份议案上签了名。

Intervento di Albini1

Gran Consiglio del Fascismo

Seduta del 24 luglio 1943-XXI

Albini- Sottosegretario di Stato per l’Interno:

Ritengo doveroso prendere anch’io la parola. Non so se riuscirò a vincere la profonda emozione in me causata e dallo svolgersi tragico degli avvenimenti e dalla relazione da Voi fatta, DUCE, e da quelle dei Camerati che mi hanno preceduto.

Alcuni di voi hanno divagato in particolari che potevano allontanarci dalla preoccupazione unica che deve essere in ognuno di noi. Il nemico è già in casa nostra. Intendo quindi richiamarmi alla realtà dura e parlarne, oltre che per la carica che ricopro, quale vecchio fascista che ha creduto e operato con purissima fede e con assoluto disinteresse.

Senza fare processi al passato, va ricordato l’andamento disastroso di questa nostra guerra. Prima fu l’Impero, poi la Libia, poi la Tunisia, poi Pantelleria, poi la Sicilia. Anche in questa terra sacra come ogni lembo della Patria, abbiamo dovuto subire la strapotenza del nemico. Abbiamo sentito da Voi, DUCE, dalle giustificazioni che lasciano tutti noi perplessi e profondamente addolorati. Si è parlato di Augusta, di Siracusa, di popolazioni civili. Ma va ricordato che le popolazioni civili, già da mesi in gravi difficoltà per il mancato rifornimento dal continente di quasi tutti i generi di prima necessità, senza scorte in tempo predisposte, con i servizi civili sconvolti dai bombardamenti aerei nemici, o ridotti a limiti di assoluta insufficienza dalle requisizioni militari, si sono trovate nel momento dell’attacco nemico a dover subire, oltre ai disagi della guerra, le più dure privazioni. È bene si sappia che nelle città siciliane, oltre ai morti per fatti di guerra, vi sono stati morti per fame!

[2]2 Questo può spiegare in parte la relativa facilità dell’invasione, purtroppo non più arginabile.

Ora, col bombardamento sistematico dei nodi ferroviari, uguale situazione tragica può determinarsi in qualunque regione d’Italia, specie nel Meridione essendo nota la nessuna indipendenza economica delle nostre provincie e la necessità quindi dei trasporti per colmare la deficienza della produzione locale.

Più che i bombardamenti sistematici delle città, sopportati con senso veramente eroico dalle popolazioni civili, è questa possibilità di mancanza di viveri, oltre che la distruzione degli acquedotti e di altri servizi pubblici, che può portare alla frattura del fronte interno che giudico e che ho il dovere di segnalare legato a un filo di seta. Non spetta a me di parlare del settore militare, però è purtroppo nota la nostra assoluta inferiorità nei mezzi atti a combattere una guerra moderna e data la imponenza sempre in aumento di tali mezzi da parte del nemico, il Paese teme a breve scadenza altri sbarchi nel continente.

Tutti noi e tutti i buoni Italiani vogliono che si resista ad oltranza. Ma la domanda che ognuno si fa, non certo per viltà, è questa: è possibile? Nessuno di noi può rispondere a questo terribile interrogativo, ma penso che ognuno di noi ha il diritto di pretendere che la risposta sia data da chi ha gli elementi di giudizio, con visione fredda della realtà.

È in me e in ognuno di noi un tormento e una preoccupazione che non hanno e non debbono avere nulla di personale. Penso che i Camerati presenti, avendo il mio stesso stato d’animo, abbiano dimenticato o siano pronti a dimenticare le loro persone per offrirsi, con un atto di fede alla Patria e a chi ha il dovere e il diritto di parlarci in nome della Patria.

Per queste ragioni penso che si debba fare il tentativo indicato nell’ordine [3] del giorno, anche da me sottoscritto, con coscienza di soldato e di italiano.

注释 · Note


  1. 打字稿,共3页,单面书写,未编号。 ↩

  2. 左上角有手写标注:“Albini”(阿尔比尼)。 ↩


  1. Testo dattiloscritto di pp. 3, scritte su una sola facciata e non numerate. ↩

  2. In alto a sinistra indicazione manoscritta: “Albini”. ↩