Documento 12
1480–1481

12. Gli scioperi del marzo-aprile 1943 a Torino e Milano nei rapporti dei Sindacati fascisti e dei Carabinieri

a) Rapporti di Giuseppe Landi al Ministero delle Corporazioni sugli scioperi a Torino (6-20 marzo 1943) e a Milano (24 marzo - 2 aprile 1943)

Torino

6 marzo

Dalla Unione di Torino vengono segnalate queste manifestazioni:

1) La mattina del 5 corrente alle ore 10, 100 dei 500 operai della Ditta Rasetti – V. Salerno – hanno sospeso il lavoro e si sono presentati al Capo Officina per chiedere aumento di paga dichiarando di non voler compiere atto di insubordinazione, ma soltanto rappresentare le loro disagiate condizioni economiche in rapporto alla loro qualità di sinistrati o sfollati.

Dopo dieci minuti tornavano al lavoro.

2) Alle ore 11 nello stabilimento delle stessa Ditta Rasetti a Corso Ciriè, tutta la maestranza di circa 600 lavoratori ha sospeso il lavoro, chiedendo un aumento di paga.

Intervenuto un Organizzatore della Unione Lavoratori Industria ha preso contatto con i Dirigenti vari gruppi di operai inducendoli a riprendere il lavoro alle ore 11,30.

Intanto venivano fermati, su richiesta della Direzione, 10 operai.

3) Altre manifestazioni dovevano aver luogo altrove come presso la Fiat Mirafiori, Società Anonima Metalli, alla RIV, alla SPA, ove si sono avute soltanto manifestazioni individuali.

4) Presso la SPA – ingresso via Montenegro – sono stati rinvenuti manifestini dattilografati invitanti gli operai ad astenersi dal lavoro lunedí 8 corrente per una manifestazione di protesta in Piazza Castello.

Anche alla Fiat Mirafiori sono state raccolte voci secondo cui la manifestazione odierna sarebbe stata rinviata a lunedí.

Il Prefetto ed il Federale sono stati informati.

8 marzo

Alle ore 17,30 ho avuto una telefonata dal Consigliere Nazionale Balletti il quale precisando la situazione cosí come è venuta a determinarsi negli stabilimenti industriali di Torino in ordine alla nota tendenza delle maestranze industriali di alcuni stabilimenti a manifestare il loro malcontento circa talune questioni di carattere salariale non ancora risolte, il quale ha riferito quanto appresso:

Questa mattina alle ore 10 si sono verificate effettivamente numerose interruzioni di lavoro che hanno avuto la durata di un’ora – un’ora e mezza e che si sono estese a circa 30-35 mila operai. Alla Fiat Aeronautica (circa 5 mila operai) l’astensione è stata completa. In ciascuno stabilimento erano i nostri organizzatori (alla Fiat Aeronautica era il Segretario dell’Unione Balletti) i quali hanno provveduto a che il lavoro fosse ripreso nel piú breve tempo possibile assicurando gli operai del loro interessamento per la risoluzione delle questioni che li riguardano.

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Non si è verificata la manifestazione minacciata in Piazza Castello per le ore 10 di stamane; peraltro sembra vi sia qualche minaccia per le ore 20 di questa sera.

Per quanto ha riferimento ai motivi del malcontento, questi debbono essere ricercati:

  • a) – nel premio di sfollamento – che i lavoratori torinesi reclamano. A questo riguardo è opportuno tener presente che anche a seguito della telefonata intercorsa fra il Duce e il Prefetto di Torino la Fiat avrebbe provveduto a pagare tale premio sulla scorta dei certificati presentati dagli operai.
  • b) – indennità di disagio nei centri bombardati – per tale questione il camerata Balletti insiste perché si provveda con urgenza ad adottare un provvedimento che potrebbe a suo dire tranquillizzare la situazione. Si tratta di definire la proposta avanzata a suo tempo dalla Confederazione e successivamente elaborata e che in questi ultimi giorni, anche a seguito della riunione di questa mattina, ha trovato una indicazione finanziaria.

Per quanto ha riferimento ai due sistemi prospettati stamane, quello della percentuale sui salari e sull’indennità fissa di L. 20 per gli impiegati, di L. 10 per gli operai, e di L. 6 per le donne e i ragazzi, il Segretario dell’Unione di Torino fa presente l’opportunità dell’ultimo dei sistemi, l’indennità fissa, la quale migliora le condizioni dei salari piú bassi.

Anche la Confederazione ritiene che sarebbe la soluzione piú indicata pur implicando qualche lieve aumento di onere in rapporto a quello percentuale. Del resto gli stessi industriali si sono dichiarati piú favorevoli a questa soluzione anche per la semplicità dell’erogazione.

Il Segretario dell’Unione di Torino insiste sull’urgenza del provvedimento da prendersi perché, a suo dire, si potrebbe riparare con una sollecita deliberazione al ritardo già verificatosi nella elaborazione del provvedimento stesso.

Si potrebbe, infatti, realizzare prima ancora che questo stato di tensione si manifesti in forme piú vaste.

9 marzo

Facendo seguito alla comunicazione di ieri, rendo noto quanto appresso che mi è stato comunicato telefonicamente stamattina alle ore 12,40 dal Consigliere Nazionale Balletti, Segretario dell’Unione di Torino.

La situazione nel pomeriggio di ieri, appariva effettivamente tranquilla e tendeva alla normalizzazione.

Questa mattina alle ore 10 si sono peraltro verificate nuove astensioni in 7-8 stabilimenti, fra i quali alcuni che non avevano manifestato ieri. Il numero degli operai che avrebbe sospeso il lavoro per qualche tempo è inferiore a quello di ieri.

Nelle Ferriere Fiat presenziava il Segretario dell’Unione; alcuni reparti hanno sospeso e ripreso il lavoro. Nel reparto Laminatoi 300 operai non hanno invece voluto riprendere il lavoro in quanto subordinavano la ripresa del lavoro stesso alla scarcerazione di quattro operai che erano stati ieri arrestati.

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In detto reparto gli operai sono stati convocati dal Segretario della Unione il quale ha parlato loro. Poiché il Segretario della Unione ha rilevato l’inopportunità d’ordine politico dell’atteggiamento e l’interpretazione che da tale atteggiamento stesso si sarebbe potuta dare specie dal nemico che è in osservazione e sfrutta le piú piccole manifestazioni del settore operaio, alcuni operai riuniti avrebbero dichiarato che non si tratta di una questione politica e tanto meno di un loro atteggiamento ostile alla Nazione in questo particolare momento, ma che si tratta di una questione economica la cui soluzione rappresenta per essi operai una necessità di sussistenza che da tempo era stata prospettata.

Nel suddetto stabilimento, come in tutti gli altri stabilimenti, gli organizzatori sono a stretto contatto con i lavoratori e la loro opera di persuasione ha fatto sí che la situazione particolarmente delicata verificatasi ieri mattina si sia sensibilmente migliorata.

Gli organizzatori sindacali hanno anche fatto presente come i problemi del premio di sfollamento e l’indennità di disagio che sono stati posti a base delle richieste operaie dell’industria torinese, erano stati già elaborati dalla Confederazione, prospettati al Ministero ed erano in corso di discussione per una sollecita soluzione. Hanno anche aggiunto, come del resto avevo dato istruzioni fino da venerdí u.s., che ogni atto di indisciplina e di impazienza non poteva che ritardare per ovvie ragioni di carattere politico la risoluzione dei problemi che dal punto di vista tecnico, economico e finanziario non presentavano invece alcuna difficoltà.

11 marzo

Comunico quanto mi è stato fatto presente dalla Unione di Torino alle ore 17,30.

La situazione che ieri appariva notevolmente migliorata questa mattina ha subito qualche lieve peggioramento.

Fino alle ore 12 non si era verificato niente di particolare se si toglie qualche astensione alla Lancia al segnale della sirena delle ore 12.

Verso le ore 12 vi sono state notevoli astensioni al Lingotto Fiat per un’ora; a Mirafiori dopo la refezione per circa mezz’ora; ma soprattutto alla Villarperosa dove l’astensione è stata totalitaria e malgrado l’intervento di nostri organizzatori sindacali non è stato possibile convincere gli operai – oltre duemila – a riprendere il lavoro.

È intervenuta la forza pubblica e in seguito a tale intervento, dopo qualche manifestazione di ostilità, il lavoro è stato ripreso.

Qualche manifestazione del genere si è verificata anche nel settore chimico, tessile e del legno.

11 marzo

A seguito della precedente comunicazione in data odierna, trascrivo fonogramma pervenutomi dall’Unione di Torino in merito alla questione in oggetto:

«Ore 17,30 La situazione verso mezzogiorno è sensibilmente peggiorata astensioni dal lavoro si sono pure registrate nei settori chimici, tessili e legno. L’episodio piú grave è avvenuto alla RIV dove tutti i duemila operai hanno sospeso il lavoro dalle 12 alle 14,30; sono rientrati al reparto a seguito dell’intervento della forza pubblica.

A Lingotto fermata di un’ora; a Mirafiori è stata ritardata la ripresa dopo la refezione; Lancia tre reparti per pochi minuti; Michelin 250 per un’ora; la Sitta tessili 400 per un’ora; Schiapparelli Torino 170 per poco tempo; Fantrero Legno 200 per 40 minuti».

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12 marzo

Segnalo le comunicazioni avute in data odierna da parte dell’Unione di Torino:

Fonogramma ricevuto alle ore 15,45 «Situazione notevolmente migliorata; stamane non si sono verificate astensioni del lavoro, salvo che in un piccolo stabilimento (ditta Solex) dove una quarantina di operai hanno sospeso il lavoro per alcuni minuti. Dopo la refezione alla RIV dalle ore 12 alle 14 quasi tutte le donne, circa 700, sono rimaste nel refettorio chiedendo che fossero scarcerati due ragazzi che erano stati arrestati nella nottata. In seguito all’intervento di nostri organizzatori il lavoro è stato ripreso. 300 operai della SAIT e 250 della Paracchi hanno sospeso il lavoro per breve tempo. A Mirafiori nel reparto 17 M circa 280 operai dalle ore 13 non hanno ancora ripreso il lavoro. Tutti i nostri organizzatori hanno fatto opera di persuasione parlando agli operai di moltissimi stabilimenti ed intervenendo laddove veniva segnalato qualche atto di indisciplina».

Ore 16,45 Ho conferito telefonicamente con il Segretario della Unione, Consigliere Nazionale Balletti, il quale mi ha riferito quanto appresso: Confermato il fonogramma sopraindicato relativamente alla situazione generale che appare migliorata i nostri organizzatori hanno potuto prendere contatto con gli operai in numerosi stabilimenti dove hanno svolto opportuna propaganda al fine di evitare le astensioni dal lavoro. Si ha la sensazione che questo contatto sia avvenuto in migliori condizioni di quelle dei giorni scorsi.

In alcuni stabilimenti i nostri dirigenti sindacali hanno potuto anche parlare e fare opera di convincimento in una atmosfera di una certa serenità.

È peraltro da segnalare il fatto che nel pomeriggio a Mirafiori, alle ore 16, una buona parte delle maestranze ha sospeso il lavoro anticipando di un’ora la normale fermata. Tale manifestazione si sarebbe diffusa in quasi tutti i reparti dello stabilimento. Si è ritenuto di non dar corso a particolari atteggiamenti dato che una parte dei lavoratori, anche se esigua, ha continuato a lavorare e il fatto si è verificato nell’ultima ora lavorativa.

Il Segretario dell’Unione di Torino, il quale ha assicurato che tutto il complesso della nostra Organizzazione sindacale è mobilitato al fine di eseguire le disposizioni ricevute al centro sul piano di una assoluta fermezza non disgiunta da tutto lo spirito di persuasione possibile e attuabile, è in complesso d’avviso che la situazione sia un poco migliorata nei confronti dei giorni precedenti.

Sono stato anche in diretto contatto telefonico con i Segretari delle Unioni di Milano e di Genova.

A Genova la situazione appare assolutamente normale ed il Segretario dell’Unione, camerata Lippi, ha tenuto a ripetere le piú formali assicurazioni della sua tranquillità in ordine all’andamento del lavoro. Del resto questi giorni in quella Provincia si sono fatte diverse riunioni di stabilimento e di dirigenti sindacali nelle varie zone e si ha la sensazione che tutto sia nella condizione normale.

Ho anche conferito con il camerata Consigliere Nazionale Malusardi, il quale ha fatto presente che anche nella sua provincia la situazione può considerarsi normale. Evidentemente è un poco preoccupato per le notizie che sono pervenute già da Torino ed ha assicurato che l’Organizzazione è vigilante dovunque, al fine di individuare qualsiasi eventuale manifestazione.

Ha riferito che in serata è stato convocato dal Prefetto e che domani mattina sarà preciso al riguardo.

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Ho confermato anche al camerata Malusardi le precise direttive già date ai camerati Balletti e Lippi, facendogli presente che la realizzazione di quanto è stato prospettato in ordine ai problemi economici dello sfollamento e dei centri bombardati non è assolutamente possibile se prima non si ha la certezza della piú completa normalizzazione dell’attività industriale laddove tale normalità è stata in questi giorni turbata.

13 marzo

Il Consigliere Nazionale Balletti, Segretario dell’Unione di Torino, ha fatto, alle ore 11,45, la seguente comunicazione:

«Stanotte a Mirafiori gli operai dei reparti 19 e 20 hanno abbandonato il lavoro ed hanno indotto gli operai degli altri reparti a fare altrettanto.

Poiché alcuni lavoratori non aderivano, gli scioperanti usavano la forza tanto che gli stessi dirigenti ritenevano opportuno sospendere il lavoro in tutte le officine.

Gli operai sono rimasti per tutta la notte nei refettori e negli spogliatoi.

Stamane hanno sospeso il lavoro tutte le donne della RIV (stabilimento di Torino). Il lavoro è stato pure sospeso nelle Officine RIV di Villarperosa, paese a 40 km da Torino.

Sono preannunciate astensioni dal lavoro in altre località della Provincia, in particolare ad Avigliana presso i dinamitifici della Società Montecatini.

Tale movimento lascia intendere come le richieste operaie vadano orientandosi verso un carovita generale rendendo vana l’azione che avevamo svolto e svolgiamo per far capire che la normalizzazione dell’attività lavorativa avrebbe favorito l’attuazione di provvedimenti in favore degli operai delle città bombardate.

Si prevede che lunedí si effettuerà una astensione dal lavoro pressoché totalitaria e ci sono state riportate anche notizie circa l’intenzione degli operai di uscire dagli stabilimenti.

Il sottoscritto e tutti gli organizzatori continuano a svolgere opera di persuasione che fino ad ora è servita a far ritornare al lavoro molte migliaia di operai. Tale azione, però, diventa sempre piú inefficace.

Sono stati distribuiti migliaia di manifestini dall’Organizzazione invitando gli operai alla disciplina e al lavoro».

16 marzo

Il Segretario dei Sindacati, Cons. Naz. Balletti, alle ore 9,30 di questa mattina ha comunicato che la situazione in città può considerarsi stazionaria. Perdurano qua e là arresti di attività di breve durata negli stabilimenti meccanici e altre industrie. Il fatto piú significativo delle ultime 24 ore è costituito da un fermo pressoché generale degli operai di Villarperosa, a 40 km da Torino (stabilimento per la produzione di cuscinetti a sfera). Il fermo è durato tutta la giornata e anche le lavorazioni di turno di notte.

È sul posto il Vice Segretario del Partito, Cons. Naz. Scorza, che procede a riunioni delle Gerarchie politiche.

*ore 16,30*

A Torino la situazione quasi normale; soltanto 150 operaie del Cotonificio Valdisusa hanno sospeso il lavoro per circa mezz’ora. Si sono effettuate invece molte sospensioni di lavoro nella Vallata di Pinerolo, Perosa, Argentina. Particolarmente negli stabilimenti RIV e Villarperosa.

È stata presieduta dal Vice Segretario del PNF, Cons. Naz. Scorza, un’assemblea di Fiduciari aziendali che sono intervenuti numerosissimi.

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17 marzo

L’Unione di Torino comunica: oggi 17 marzo alle ore 12,30 la situazione in città è tornata completamente tranquilla.

Perdura però una situazione anormale a Pinerolo dove quasi tutta la maestranza non ha ripreso il lavoro.

A Villarperosa sembra che la situazione si sia normalizzata perché l’azienda avrebbe promesso ai lavoratori la corresponsione di una indennità giornaliera.

20 marzo

Dalla comunicazione avuta dall’Unione di Torino alle ore 17,25, risulta che la situazione degli stabilimenti della città appare del tutto normale.

Vi è qualche residuo in Provincia e in modo particolare a Valpellice (Pinerolo) dove si è verificata qualche sporadica astensione che non assume, però, alcun aspetto di particolare rilievo.

La situazione, secondo l’opinione dei dirigenti di Torino, appare quindi normalizzata.

Milano

24 marzo

ore 10,45

Il Vice Segretario dell’Unione, camerata Micheli, segnala che nella mattinata si è avuta notizia di un fermo di attività verificatosi allo Stabilimento «Unione» della Società Kalck in Sesto S. Giovanni. Lo Stabilimento occupa circa 800 operai. Si è recato sul posto il Cons. Naz. Malusardi.

Altri fermi si sono verificati, sempre questa mattina, in due stabilimenti della «Pirelli»: uno in località Bicocca, nei pressi di Milano, ove lavorano circa 800 operai, l’altro in città – Stabilimento di Via Filzi – ove lavorano da 200 a 300 operai. Sono sul posto gli organizzatori della nostra Unione. Sembra che si delinei la possibilità di una rapida ripresa del lavoro.

Per quanto si riferisce al fermo verificatosi il giorno 22 alla Bovisa (Milano), si tratta di uno stabilimento della Ditta Broggi. Il malcontento trae origine dal fatto che l’azienda ha fin qui retribuito tutti i suoi operai, soltanto col minimo di paga contrattuale.

Gli operai si sono rivolti al Direttore dello Stabilimento il quale ha ricevuto una commissione e dopo aver ascoltato le lagnanze del suo personale ha proposto di aumentare le paghe di lire 0,10 all’ora.

Da qui il malcontento delle maestranze che avrebbe determinato il fermo di cui sopra.

Il Cons. Naz. Malusardi è prontamente intervenuto e ha vivamente protestato con il Direttore, che fingendo di ignorare l’Organizzazione sindacale (compreso il Fiduciario di fabbrica) ha preferito prendere contatto direttamente con le maestranze alla vecchia maniera.

La nostra Unione di Milano ritiene che si manifesti sempre piú urgente la necessità di dar corso ai provvedimenti predisposti.

1486–1487

25 marzo

Alle ore 18 ho ricevuto dal Consigliere Nazionale Malusardi, una comunicazione con la quale si rende noto quanto appresso:

Anche quest’oggi si sono avuti alcuni casi di astensione del lavoro sia nella città che nella provincia. Nella città si sarebbero verificate le seguenti astensioni:

  • Pirelli alcuni reparti;
  • Borelli circa 300 operai;
  • FACE circa 500 operai.

In provincia Monti e Martini di Melegnano circa 200 operai; Isotta Fraschini di Ressano 2 reparti.

Questi ultimi però hanno preso appiglio ad una errata interpretazione delle disposizioni esistenti sulla trasferta a favore dei lavoratori che seguono l’azienda trasferita. Questi operai, in realtà, vanno e vengono con un automezzo che dà la Società ed hanno una sola ora di indennità. Gli stessi pretenderebbero invece di avere L. 35 giornaliere di trasferta.

Dappertutto i nostri organizzatori sono intervenuti; anche il Segretario della Unione è intervenuto ed i lavoratori sono rientrati al loro posto.

Per domani è stato indetto un rapporto di fiduciari sindacali a Sesto S. Giovanni ed uno a Milano. In tali rapporti il Segretario dell’Unione illustrerà il telegramma che è stato inviato dal Duce al Prefetto di Milano nel quale si rende noto che si provvederà nel prossimo mese di aprile alla istituzione dell’indennità di disagio nei centri bombardati. Queste sarebbero le istruzioni impartite dal Prefetto al nostro Segretario di Unione.

Essendo stato convocato per sabato 27 corrente il Comitato Interministeriale di Coordinamento per gli Approvvigionamenti la Distribuzione e i Prezzi, provvedendosi nella giornata di oggi e domani all’esame della situazione salariale delle singole categorie, ho dovuto rinviare la mia partenza per Milano che avverrà appena sarò libero dall’impegno delle sedute del suddetto Comitato.

Quanto sopra rendo noto a modifica della precedente comunicazione nella quale facevo presente la mia partenza per Milano in data odierna.

26 marzo

Secondo quanto viene comunicato telefonicamente alle ore 15,30 da parte del Consigliere Nazionale Malusardi, Segretario dell’Unione Provinciale dei Lavoratori dell’Industria di Milano, la situazione sarebbe la seguente:

Nella città questa mattina si sarebbero verificate nuove astensioni in alcuni stabilimenti (Borletti, Tecnomasio, Face, Cinemeccanico, Toriani, Bertelli ed anche Caproni). Si tratta di alcune fermate di reparti per una o due ore effettuate alternativamente cogliendo l’occasione o della sirena delle ore 10 o dell’ora della mensa.

Alla periferia ed in Provincia la situazione invece sembra si sia normalizzata come per il caso di Sesto S. Giovanni dove non si è verificata alcuna fermata e dove ieri il Segretario dell’Unione ha tenuto una riunione di fiducia e i corrispondenti aziendali.

L’elemento che appare piú propenso alla fermata è costituito dalle donne e dai ragazzi che, secondo quanto afferma il Segretario dell’Unione, sarebbero peraltro sobillati dagli uomini che invece restano, per ora, al loro posto di lavoro.

L’opera di persuasione che l’Organizzazione sindacale sta svolgendo attraverso i propri elementi in tutti gli stabilimenti ha in alcuni casi effetto di far riprendere il lavoro; qualche altra volta, invece, non ha alcun effetto.

1487

È stato lamentato da parte del Segretario dell’Unione di Milano che qualche fascista non solo non si è opposto ma ha solidarizzato con gli elementi partecipanti alle astensioni.

Il Segretario dell’Unione di Milano conferma che per un complesso di motivi il movente delle fermate appare sempre piú di carattere politico anche perché presi a gruppo e individualmente i lavoratori non hanno delle opinioni ben definite circa i motivi della loro astensione, e si contraddicono dimostrando come i motivi stessi siano riferiti a diversi punti e precisamente: alimentazione, mense, borsa nera, prezzi eccessivamente elevati, ecc. che, probabilmente, sono stati loro indicati da qualche sobillatore.

Il camerata Malusardi nell’esprimere le opinioni sopraindicate è, altresí, d’avviso che sia necessario un sopraluogo da parte della competente Autorità politica centrale in unione magari con quella Sindacale, per esaminare i vari aspetti della situazione che se dovesse permanere senza provvedimenti drastici potrebbe aggravarsi. Lo stesso pensa, inoltre, che sia opportuno dare la sensazione della maniera forte.

26 marzo

Trascrivo il testo stenografico della comunicazione telefonica effettuata in data odierna, alle ore 18,30, dal Segretario dell’Unione Provinciale di Milano, Consigliere Nazionale Malusardi:

«Nella giornata odierna si sono verificate le seguenti astensioni dal lavoro:

Ditta Face Circa 2500 operai per tre ore. Dopo molta fatica una nostra rappresentanza sindacale è riuscita a convincerli e a far riprendere il lavoro. Però c’è il pericolo che tornino a fermarsi in quanto vi sono stati 4 arresti e quindi minacciano di fare una ulteriore astensione per solidarietà con gli arrestati.

Ditta Olap Circa 2000 operai hanno fermato il lavoro nei vari reparti a turno, per un’ora, con una piccola ripresa nel pomeriggio, anche essa breve. Anche qui abbiamo mandato i nostri rappresentanti che hanno fatto opera di persuasione, insieme ad una rappresentanza di mutilati.

Ditta Borletti Circa 1200 operai alternativamente in vari reparti hanno fermato da un minimo di mezz’ora a un massimo di 3 ore. Anche qui sono intervenuti i nostri rappresentanti che hanno fatto opera di persuasione: anche in questo stabilimento un reparto minaccia di riprendere la fermata a causa di alcuni arresti.

Ditta Tecnomasio Circa 600 operai – fermata di un’ora. Sono intervenuti i nostri rappresentanti ed un organizzatore ha parlato, cercando di persuadere i lavoratori.

Ditta Safar Circa 100 operaie – è stato un tentativo di mezz’ora. Dietro l’intervento degli organizzatori sindacali hanno ripreso il lavoro.

Ditta Caproni Circa 3000 operai per tre ore di fermata. Sono intervenuto personalmente insieme al Vice Segretario Federale. Ha parlato prima il Vice Federale poi il sottoscritto. Le maestranze hanno ripreso il lavoro quasi completamente.

Ditta Bianchi Quasi tutti i reparti, circa 2000 operai si sono fermati alternativamente a cominciare dalle donne. Le fermate sono state da mezz’ora ad un’ora per ogni reparto. Un solo reparto non si è fermato.

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Ditta Grazioli Quasi tutta la maestranza – 400 operai – saltuariamente per un’ora.

Minacciano di fermarsi ancora domani se non vengono accolte le richieste presentate dalla Commissione alla Ditta. Noi abbiamo dato ordine di non fare alcuna concessione, riferendosi al riguardo al telegramma del Duce.

Ditta Cinemeccanica Circa 300 operai hanno fermato il lavoro per la durata di un’ora e mezza saltuariamente. Sono intervenuti i nostri rappresentanti sindacali.

Ditta Torriale Circa 100 operaie – la fermata è stata breve in seguito all’intervento persuasivo dei nostri rappresentanti.

Ditta Bertelli Circa 200 operaie – fermata di circa un’ora. Anche qui sono intervenuti i nostri rappresentanti facendo opportuna opera di persuasione.

È da rilevare che in quasi tutti gli stabilimenti l’inizio delle fermate è stato fatto dalle donne e dai ragazzi che sono i piú turbolenti e che evidentemente sono manovrati dagli uomini i quali stanno piú dietro le quinte e intervengono in un secondo tempo.

Le motivazioni sono le piú disparate non soltanto da stabilimento a stabilimento, ma da reparto a reparto e da individuo a individuo. Chi fa la questione dell’alimentazione; chi chiede di abolire la borsa nera e vuole l’aumento delle derrate che vengono concesse con la tessera; chi chiede aumenti salariali; chi protesta lamentando che il vitto somministrato dalle mense non è buono, in quanto le stesse non sono sempre in grado di dare un secondo piatto soddisfacente; chi fa riferimento a questioni di carattere sindacale; c’è stato persino qualcuno che ha lamentato le restrizioni e l’aumento del prezzo dei tabacchi, ecc.

Insomma, ripeto, le motivazioni sono le piú disparate; le maggiori però sono la richiesta di aumento salariale e, ancora di piú, l’abolizione della borsa nera e il conseguente aumento dei generi tesserati.

Però, dato che questi movimenti avvengono negli stabilimenti ausiliari e particolarmente in quelli metallurgici e in alcuni chimici di produzione bellica, sono piú che mai convinto che vi sia un substrato politico che faccia leva sul disagio economico e alimentare per interrompere la produzione bellica e nuocere alla Nazione in guerra.

La grande massa è naturalmente manovrata e si agita per questioni che in un modo o nell’altro la interessa; ma è evidente che vi sono degli individui o nuclei che agiscono sul terreno antinazionale.

Ritengo che il movimento, anziché esaurirsi, tenda ad estendersi e pertanto penso che la situazione debba essere esaminata al piú presto anche dagli organi centrali in tutti i suoi aspetti».

27 marzo

Il Segretario dell’Unione di Milano, Consigliere Nazionale Malusardi ha oggi telefonato facendo presente che la giornata odierna non avrebbe portato ulteriore aggravamento della situazione; anzi si sarebbe verificata la tendenza ad una minore asprezza. Egli considera tale situazione derivante dal fatto essere oggi giornata di paga.

I fermi e le sospensioni hanno avuto il seguente andamento:

Saffa Il fermo è avvenuto in due reparti – circa 300 operai – In un reparto è durato per due ore in un altro soltanto un quarto d’ora.

In questa azienda è in corso una vertenza derivante dall’inquadramento del personale nel settore del legno anziché in quello chimico con danno dei lavoratori che vengono a percepire salari piú bassi.

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L’Organizzazione sindacale ha posto il problema dell’inquadramento dell’azienda stessa nel settore chimico. Il Ministero delle Corporazioni ha approvato tale decisione emanando al riguardo le apposite istruzioni che peraltro non sono state applicate in quanto l’azienda ha ricorso ulteriormente. Il fermo è stato motivato da parte degli operai nel senso che la suddetta vertenza non era ancora stata risolta.

Pirelli Trenta donne hanno sospeso il lavoro.

Bianchi La sospensione è stata motivata dal fatto che non è ancora andata in vigore la mensa aziendale malgrado la stessa sia stata promessa da tempo e malgrado le insistenze dell’Organizzazione sindacale.

Borletti Due reparti per solidarietà agli operai arrestati nelle manifestazioni precedenti.

Vedeme L’astensione ha avuto luogo da parte di una maestranza prevalentemente femminile la quale ha addotto motivi di malcontento per scarsa alimentazione e per salario insufficiente in rapporto al costo della vita.

Il Segretario dell’Unione avrebbe riunito questa sera i fiduciari e dirigenti del settore metalmeccanico e successivamente quello dei chimici. Occorre tener presente che il telegramma del Duce al Prefetto di Milano per disposizioni che a quanto risulta sarebbero state date dalla locale Autorità è stato portato a conoscenza delle maestranze anche da parte delle singole aziende con volantini e manifesti murali.

La Confederazione ha confermato nuovamente al Segretario dell’Unione di Milano le istruzioni impartite sin dal primo giorno e cioè che la Confederazione stessa era nettamente contraria a qualunque provvedimento a favore dei lavoratori fintanto che non si fosse ristabilita completamente l’assoluta tranquillità e la disciplina delle maestranze.

Faccio presente come ho già predisposto la mia partenza per Milano dove mi tratterrò fintanto che la situazione sia completamente ristabilita.

Questa mattina alle ore 11,45 il Vice Segretario della nostra Unione di Milano ha comunicato che a Milano città la situazione si presenta normale. Ha confermato che la manifestazione delle maestranze che hanno partecipato alla riunione tenuta presso i Sindacati è stata veramente vibrante e si è sciolta al canto degli inni della Rivoluzione.

Risulta invece che ad Abbiategrasso le maestranze di quattro ditte e cioè: Tessitura Scagliotti 100 operaie, calzificio Piedenze 120 operaie, ditta Metrè (alimentazione) 200 operaie, cotonificio Bellacqua 630 operaie, hanno sospeso il lavoro.

Sono sul posto il Presidente Landi e il Segretario dell’Unione Malusardi. Si prevede che il lavoro sarà ripreso in giornata.

Per incarico del Presidente Landi il Vice Segretario della Unione di Milano ha fatto anche la seguente comunicazione:

In provincia di Vercelli ieri 200 operaie del lanificio Picco di Velio, 300 operaie della tessitura Botto di Valle, 100 operaie della filatura Simoni Giuseppe di Valle, hanno sospeso il lavoro.

È sul posto il Segretario della locale Unione. Si ritiene che il lavoro sia stato ripreso dopo poche ore di interruzione.

1490

2 aprile

Oggi tutto tranquillo tranne un piccolo episodio alla Magneti Marelli. Si è fermato stamane il Reparto Candele dove lavorano circa 400 donne per la durata di circa 20 minuti.

Lo stabilimento conta circa 3000 operai.

È intervenuto prima il fiduciario aziendale che, facendo opera di persuasione, è riuscito a far ritornare le donne al lavoro. Ho inviato poi sul posto il Capo Gruppo dei metallurgici ed un altro organizzatore per accertare la causa della fermata e per rilevare dalla viva voce delle operaie le ragioni della fermata stessa. Si è potuto constatare che le operaie avevano fermato il lavoro a causa di una errata applicazione del contratto per le donne metalmeccaniche.

Le operaie anzidette, che lavorano col sistema del cottimo collettivo, alla prima liquidazione del cottimo, fatta dopo l’applicazione del contratto, nella grande maggioranza avevano riportato un danno economico. Solo pochissime avevano ottenuto un miglioramento.

È stato disposto perché per alcuni giorni si rechi allo Stabilimento un organizzatore del Gruppo Metallurgici per ascoltare le operaie e raccogliere tutti gli elementi allo scopo di eliminare immediatamente le ragioni del malcontento e per ottenere migliore applicazione del contratto.

L’organizzatore si tratterrà con le operaie durante le ore della mensa.

1491–1492

b)

Rapporti dei Carabinieri al Comando della Difesa territoriale di Torino (e da questo trasmessi al Gabinetto del Ministero della Guerra) sugli scioperi a Torino e nell’area di competenza della Legione di Torino (9 marzo - 2 maggio 1943)

9 marzo

Per doverosa notizia comunico che nelle giornate dell’8 e del 9 corrente nei piú importanti stabilimenti industriali della città e provincia, si sono verificate le seguenti sospensioni del lavoro da parte delle maestranze ivi impiegate:

Giorno 8 marzo

  • 1) ore 10 – Stabilimento Aeronautica d’Italia di Torino circa duemila operai per minuti 35 scopo ottenere aumento paga e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 2) ore 10 – Stabilimento «Tubi Metallici» – Torino 250 operai, per minuti 50, scopo ottenere corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 3) ore 10 – Stabilimento «Ferriere Piemontesi» Torino 250 operai per minuti 45, scopo ottenere aumento paga e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 4) ore 12,30 – Stabilimento Aeronautica d’Italia – Torino 200 operai per minuti 40, scopo ottenere corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 5) ore 14 – Stabilimento Fiat – reparto ferriere – Torino circa 100 operai per minuti 30, scopo ottenere indennità sfollamento.
  • 6) ore 16 – Stabilimento Ferriere Piemontesi – reparto tubi metallici – Torino – 15 operai, scopo ottenere aumento paga e 192 ore indennità sfollamento.
  • 7) ore 10 – Stabilimento «Vinzio Rosi» Lavorazione alluminio Torino – 100 operai per minuti 25 circa, scopo ottenere pagamento doppia mensilità anche per famiglie non sfollate.
  • 8) ore 10 – Officine Ricambi Fiat – Torino – 1200 operai per minuti 30, scopo ottenere pagamento doppia mensilità anche per famiglie non sfollate.
  • 9) ore 10 – Officina Meccanica «Fista» – Torino – 70 operai per minuti 30, scopo ottenere pagamento doppia mensilità anche per famiglie non sfollate.

Giorno 9 marzo

  • 1) ore 8 – Stabilimento Ausiliario «Fimet» – Torino – circa 400 operai iniziavano lavoro con 10 minuti ritardo, scopo ottenere aumento caro viveri e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 2) ore 10 – Stabilimento Fiat – Sezione Ferriere Piemontesi – Torino – 600 operai, reparti acciaierie e laminatoi, per circa 2 ore, scopo ottenere aumento indennità caro viveri e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 3) ore 10 – Stabilimento Ausiliario Fabbrica Accessori Aeronautici Rivoli – circa 800 operai, per minuti 30, scopo ottenere corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
1492

Dal momento delle sospensioni e dalle ore in cui si sono verificate, appare evidente che esse non debbono essere considerate come fatti sporadici determinati da situazioni particolari, ma come manifestazioni preordinate ed attuate in dipendenza di un piano organico di azione.

In questi ultimi tempi è stata effettivamente constatata una intensificazione della propaganda sovversiva a mezzo di manifestini e scritte murali incitanti le masse operaie a reclamare un miglioramento del trattamento economico, a scuotere il gioco delle categorie dirigenti, alla sospensione delle ostilità con pace separata immediata ecc. ed invitando la popolazione ad adunarsi l’8 corr. in Piazza Castello per atto di protesta.

Non potendo praticamente attuarsi nel senso desiderato di pubblica manifestazione sediziosa, il movimento ha ugualmente avuto luogo sotto forma di sospensione del lavoro nei principali stabilimenti industriali.

L’autorità di P.S. e l’Arma sono dovunque intervenute ristabilendo l’ordine e fermando numerosi individui maggiormente indiziati come promotori del movimento; con la promessa di concessioni da parte dei dirigenti le Aziende e dei rappresentanti Sindacali, il lavoro è stato ovunque ripreso.

Per il momento la situazione è tranquilla.

12 marzo

A seguito del foglio n. 219/5 del 9 corrente si comunica che negli stabilimenti della giurisdizione si sono verificate le seguenti altre sospensioni del lavoro:

Giorno 9 marzo

  • 1) ore 10 – Stabilimento «Nebiolo» – Torino – n. 50 operai, per minuti 15, scopo ottenere doppia mensilità anche per famiglie non sfollate et concessione caro vita.

Giorno 10 marzo

  • 1) ore 10 – Stabilimento «Paracchi» – Torino – n. 60 operai per minuti 15, scopo ottenere aumento paga et corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 2) ore 10 – Stabilimento Fabbriche Riunite Industria Gomma – Torino n. 400 operai per minuti 20, scopo ottenere aumento paga e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 3) ore 12,30 – Stabilimento S.A. Concerie Italiane Riunite – Torino n. 400 operai per minuti 20, scopo ottenere aumento paga e corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 4) ore 12,30 – Stabilimento Industriale Lampade Elettriche Radio Torino – n. 70 operaie, per 20 minuti circa, scopo ottenere corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
  • 5) ore 13,30 – Stabilimento S.A. Brevetti Italiani Farina – Collegno – n. 60 operai, per minuti 30 circa, scopo ottenere corresponsione 192 ore indennità sfollamento.
1493

Giorno 11 marzo

  • 1) ore 10 – Stabilimento Villar Perosa – Torino – n. 5000 operai per un’ora, scopo ottenere liberazione camerati fermati giorni precedenti ed immediato aumento paga.
  • 2) ore 10 – Stabilimento Fiat Lingotto – Torino – n. 500 operai per un’ora circa, scopo ottenere liberazione camerati fermati giorni precedenti ed immediato aumento paga.

Seguito intervento dirigenti aziende, organi sindacali et autorità di polizia il lavoro veniva ovunque ripreso, senza ulteriori incidenti.

Sono stati operati alcuni arresti e proseguono indagini per identificazione promotori movimento.

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Torino Po (B.P.S.U.)

N. 79/20 di prot. [...] Torino li 11 marzo 1943 XXI

Ore 13 oggi 15 000 operai officine Fiat Mirafiori (Torino) astenevansi lavoro ore una reclamando miglioramento economico.

Intervento Arma et P.S. procedevano fermo un operaio et ottenevano ripresa lavoro.

Nessun incidente.

Situazione alquanto allarmante.

Segnalazione estesa. S.Tenente Conturbia.

N. 79/22 di prot. [...]

Ore 13 oggi Stabilimento Villar Perosa (Torino) 2000 donne astenevansi lavoro reclamando corresponsione caro vita mentre 3000 uomini continuavano lavoro.

Intervento Arma et P.S. ottenevano ripresa lavoro ore 16,30.

Due operai fermati.

Direzione stabilimento accordatasi fabbriguerra revocherà esonero operai piú riottosi.

Saranno presi provvedimenti carico donne.

Nessun incidente.

Situazione alquanto allarmante.

Segnalazione estesa. S.Tenente Conturbia.

* * *

13 marzo

Per notizia si trascrivono le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Pinerolo

N. 251/4 di prot. Pinerolo li 12 marzo 1943

Ieri 11 corrente le operaie dello spazzolificio Fratelli Obert di Piscina (Torino) in n. di 32 che dovevano iniziare il lavoro alle ore 13,15 sostarono all’ingresso dello stabilimento rifiutandosi di riprendere il lavoro e di specificare al proprietario dello stabilimento il motivo di tale decisione.

1494

Solo in seguito all’intervento dei militari dell’Arma della stazione provvisoria di Piscina le operaie ripresero il lavoro dichiarando ai militari stessi che la loro astensione dal lavoro era stata effettuata per ottenere un aumento di paga.

Le operaie sono state assenti dal lavoro dalle ore 13,15 alle ore 13,45 e non hanno inscenato manifestazioni di sorta.

Non si prevedono disordini né ulteriori manifestazioni del genere anche perché il proprietario dello stabilimento, che ha riconosciuto che le tariffe sindacali previste per le operaie suddette (lire 1,60 orarie) sono esigue ed inadeguate al momento attuale, ha promesso di elargire alle operaie stesse un premio di cointeressenza.

L’Arma indaga per l’identificazione e arresto di eventuali istigatori o capeggiatori di tale forma di protesta.

Segnalazione estesa. Capitano Turin.

Tenenza di Torino Po

N. 79/27 di prot. Torino li 12 marzo 1943 XXI

Ore 13 oggi 150 donne Stabilimento Villar Perosa et 500 operai stabilimento metallurgico Fornara Torino astenevansi lavoro ore una, reclamando miglioramenti economici et liberazione camerati fermati giorni precedenti.

Nessun incidente.

Segnalazione estesa. Sottotenente Conturbia.

Tenenza di Torino Dora

N. 123/24 di prot. Torino li 12 marzo 1943 XXI

Oggi ore 13 Stabilimento ausiliario Lanificio Bona occupante 400 operai verificavasi sospensione lavoro di 20 persone per 10 minuti provocata da richiesta aumento caro viveri et corresponsione 192 ore indennità sfollamento. Intervento dirigente lavoro veniva ripreso senza incidenti.

Segnalazione estesa. Tenente Albasio.

Tenenza Torino Po

N. 79/28 di prot. Torino li 12 marzo 1943 XXI

Ore 19 dodici corrente milletrecento operai turno notturno Fiat Mirafiori rimanevano inattivi nei refettori insultando et lanciando pezzi ferro contro 800 camerati che lavoravano.

Altri 1000 non entravano stabilimento.

Fatto dovuto richiesta miglioramenti economici.

Nessun incidente.

Segnalazione estesa. S. Ten. Conturbia.

N. 79/26 di prot. Torino li 12 marzo 1943 XXI

Ore 13 stamane 6000 operai Fiat Mirafiori astenevansi lavoro per intero pomeriggio reclamando miglioramenti economici senza riprenderlo.

Cinque operai fermati.

Nessun incidente.

Segnalazione estesa. S. Ten. Conturbia.

1495

14 marzo

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Venaria Reale

N. 45/1 di prot. Ris. Venaria Reale li 13 marzo 1943

Stamane ore 10,30 dopo refezione 150 operai su 2000 reparto torcitura Stabilimento ausiliario Snia Viscosa in Venaria Reale, riprendevano lavoro dopo circa 15 minuti e solamente in seguito intervento direttore.

Motivo attuale situazione economica. Nessun incidente. Fermate n. 3 donne fra le piú riottose et tradotte Torino disposizione R. Questura.

Segnalazione estesa. S. Tenente Festa.

N. 46/1 di prot. Ris.

Oggi ore 13,45 in Caselle Torinese 50 operai Stabilimento non ausiliario Magnoni e Tedeschi fabbrica coperte hanno sospeso lavoro circa 15 minuti segno protesta trattamento economico.

Sono in corso accertamenti responsabilità. Nessun incidente. S. Ten. Festa.

N. 47/1 di prot. Ris.

Oggi a tre riprese ore 9,30 - 11,15, - et 14,30 circa 200 operaie stabilimento ausiliario dinamite Nobel Allemandi di Avigliana sospeso lavoro circa 15 minuti protesta situazione economica. Nessun incidente. Indagini in corso accertamento responsabili. S. Ten. Festa.

Tenenza di Pinerolo

N. 216/4 di prot. Pinerolo 13 marzo 1943 XXI

Ore 10 tredici marzo 1943 tremila operai 1º e 2º turno officine Villar Perosa (Torino) segnale sirena cessavano lavoro at scopo ottenere aumento paga et generi razionati rimanendo in luogo alt Lavoro non è stato ripreso alt Nessun incidente alt Maresciallo Maggiore Franchini.

Tenenza di Torino Po

N. 79/31 di prot. Torino li 13 marzo 1943 XXI

Ore 7 oggi 4000 operai Fiat Mirafiori et 500 Lingotto non intraprendevano lavoro reclamando miglioramenti economici punto Nessun incidente. S. Tenente Conturbia.

15 marzo

Comando del presidio di Moncalieri

Per doverosa comunicazione informo che oggi alle ore 13 gli operai delle fonderie e officine Limone di Moncalieri in numero di circa 500 si sono rifiutati di riprendere il lavoro, reclamando un aumento di paga.

Nessuna richiesta di truppa è stata fatta a questo Comando per servizio O. P.

1496–1497

16 marzo

Comando Difesa Territoriale Alessandria

Il Comando Zona Militare di Cuneo mi segnala che ieri mattina, poco dopo le 10, in vari reparti lavori delle officine di Savigliano è stato per breve tempo sospeso il lavoro, come affermazione degli operai di richieste di miglioramenti economici e soprattutto alimentari.

L’Autorità di P.S. che si trova sul posto, ha chiesto di tener pronti 250 uomini per O.P., forza di cui il Presidio può disporre.

Poiché sul posto si trova pure un centinaio di Carabinieri, non ho ritenuto – per ora – di inviare rinforzi, che però ho fatto predisporre in località vicina in modo da poterli colà farli affluire al primo cenno.

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Torino Dora

N. 123/38 di prot. Torino, 15/3/1943 XXI

Oggi ore 10 Stabilimento Cotonificio «Valle Susa» – corso Regina Elena 54 occupante 450 operaie verificavasi sospensione lavoro 160 donne reparto telai provocata da richiesta aumento paga.

Arma et Pubblica Sicurezza intervenuta lavoro veniva ripreso ore 12,30 senza ulteriori incidenti. Nessun fermo né arresti. Situazione incerta.

Tenente Albasio.

Tenenza di Pinerolo

N. 216/7 di prot. Pinerolo 15/3/1943 XXI

Ore 8 circa 15 marzo 1943 seguenti operai cessavano lavoro at scopo ottenere aumento salario et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo punto 1100 setificio Guttermann Perosa Argentina (Torino) – 122 Stabilimento Talco Grafite Villar Perosa (Torino) – 279 cotonificio Wideman San Germano Chisone (Torino) – 144 Società Talco Grafite Val Chisone Porte (Torino) alt Astensione lavoro continua alt nessun incidente alt Arma indaga per identificazione promotore alt Maresciallo Franchini.

Tenenza di Pinerolo

N. 216/8 di prot.

Ore 14 circa 15 marzo 1943 620 operai cotonificio Valli Susa Perosa Argentina (Torino) cessavano lavoro at scopo ottenere aumento salario et per solidarietà operai stabilimenti alt Nessun incidente alt Arma indaga per identificazione promotori alt Maresciallo Franchini.

Compagnia di Pinerolo

N. 250 di prot.

Ore 10 15 marzo 1943 430 operai Officine Meccaniche Poccardi, 110 Fabbrica Chiodi Mustad, 100 Filanda Tirati et 350 Elettrodi Talco Grafite Stanza Pinerolo (Torino) scopo ottenere aumento salari et per solidarietà operai altri stabilimenti cessavano lavoro rimanendo in luogo punto Continua astensione lavoro punto Arma indaga per identificazione promotori punto Nessun inconveniente punto Capitano Turin.

1497

Tenenza di Venaria Reale

N. 45/5 di prot. Riservato

Stamane ore 7 circa 150 operaie Stabilimento Ausiliario Snia Viscosa in Venaria Reale (Torino) rimasero ferme refettorio causa mancata liberazione 3 compagne fermate giorno 13 cui tratta segnalazione 41/1 Ris. 13 detto. Ripresero lavoro ore 9 dietro promessa Direzione interessamento presso autorità politiche punto Nessun incidente segnalazione estesa. Sottotenente Festa.

(La segnalazione 45/1 Ris. è stata trascritta con notiziario n. 1/77 del 13 corrente).

Tenenza di Chieri

N. 11/5 di prot. R.P.

Oggi ore 13 Stabilimento Ausiliario Fonderia Limone di Moncalieri tutti operai in numero 420, scopo ottenere aumento paghe et razione viveri, sospendevano lavoro et rientravano proprie abitazioni alt At richiesta personale Direzione promettevano riprendere lavoro domattina alt Nessun atto indisciplina alt Arma intervenuta indaga per identificazione promotori alt Nessun intervento da parte organi sindacali alt situazione tranquilla.

Sottotenente Iorfida.

Tenenza di Torino Po

N. 79/32 di prot.

Stamane ore 9 100 operai Fiat Mirafiori et 500 Fiat Lingotto sospendevano lavoro reclamando miglioramenti economici punto Nessun incidente punto Segnalazione estesa.

Sottotenente Conturbia.

17 marzo

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Pinerolo

N. 216/9 di prot.

Seguito segnalazioni 216/4 - 216/7 et 216/8 rispettivamente 13 et 15 corrente comunicasi che astensione lavoro continua punto Operai attendono deliberazione miglioramento economico alt Nessun incidente alt Segnalazione estesa punto Maresciallo maggiore Franchini punto.

(La segnalazione n. 216/4 è stata trascritta nel notiziario n. 1/78 del 14 corrente e quelle n. 216/7 e 216/8 del notiziario n. 1/80 del 16 detto).

1498–1499

N. 212/10 di prot.

Ore 8 circa 16 marzo 1943, in Perrero (Torino) 180 operai cave Talco Grafite cessavano lavoro scopo ottenere aumento salario et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo punto Astensione lavoro continua punto Nessun incidente punto Segnalazione estesa punto Maresciallo maggiore Franchini.

Compagnia di Pinerolo

N. 251/18 di prot.

Seguito segnalazione 251/13 quindici marzo 1943 si comunica che astensione lavoro continua punto Operai attendono deliberazione miglioramento economico alt Nessun incidente alt Segnalazione estesa punto Capitano Turin.

(La segnalazione n. 251/13 è stata trascritta nel notiziario n. 1/80 del 16 corrente con il n. di prot. 250 anziché 251/13).

N. 251/14 di prot.

Ore 10 quindici marzo 1943 i 16 operai officina Comunale Gas hanno sospeso lavoro che è stato ripreso dopo un’ora mercé intervento Arma et Autorità Comunali. Nessun incidente alt Segnalazione estesa. Capitano Turin alt

Compagnia di Susa

N. 226/3 di prot. 16 marzo 1943 XXI

Ore 23 quindici corrente Susa (Torino) rinvenivansi affissi muri stabilimenti Imp. et Assa quattro manifestini scritti matita colorata su carta bianca recanti scritta: «Duce col blocco dei salari ci hai garantita la fame e l’esaurimento del fondo dei pantaloni punto Giunti nudi alla meta gridiamo basta punto Operai in piedi pronti per impiccare i responsabili della guerra e della fame al prossimo segno che vi daremo punto Subito sequestrati punto Indagasi scoperta autori punto Segnalazione estesa Capitano Ansaldi.

Tenenza di Chieri 16 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione ieri n. 11/5 R.P., operai «Fonderie Limone» stamane riprendevano lavoro, meno 170 addetti officine meccaniche, i quali lo riprendevano ore 9,30 in seguito intervento arma alt Ore 7,30 stamane, pure in Moncalieri, dei 20 operai occupati presso preausiliario «Cavagnero» scopo ottenere aumento paga 8 allontanavansi dopo presentatisi alt Nessun incidente alt

Nessun intervento organi sindacali alt

Situazione per ora tranquilla alt

Segnalazione estesa sottotenente Iorfida.

(La segnalazione 11/5/R.P. è stata trascritta nel notiziario n. 1/80 del 16 corrente).

Tenenza di Torino-Dora

N. 125/42 di prot. 16 marzo 1943 XXI

Oggi, ore 12,30 stabilimento Cotonificio Valle Susa occupante 450 operaie verificavasi sospensione lavoro reparto telai da 160 donne provocata richiesta liberazione operaia fermata ieri in serata da Pubblica Sicurezza punto Lavoro rimasto sospeso tutto pomeriggio punto Nessun arresto né fermo. Situazione incerta. Segnalazione estesa – sottotenente Albasio.

Tenenza di Venaria Reale

N. 50/1 di prot. Ris. 16 marzo 1943 XXI

1499

Ieri ore 10 Grugliasco (Torino) 160 operaie stabilimento non ausiliario «Vinci Guerra» fabbrica zaini e tascapani sospesero lavoro 5 minuti chiedendo pagamento 192 ore Nessun incidente Indagini in corso ritardo dovuto mancata denuncia da parte Direzione. Segnalazione estesa sottotenente Festa.

Tenenza di Pinerolo

N. 216/4 di prot. 16 marzo 1943 XXXI

Seguito segnalazione pari numero 13 corrente mese comunicasi che operai officine di Villar Perosa (Torino) hanno ripreso normale lavoro ore 12 sedici marzo. Segnalazione estesa maresciallo maggiore Franchini.

(La segnalazione n. 216/4 è stata trascritta con notiziario n. 1/78 del 14 corrente).

N. 216/11 di prot.

Ore 9 sedici marzo 1943 seguenti operai cessavano lavoro scopo miglioramento economico et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo: 36 Fabbrica Articoli Tecnici Fr.lli Martin in Porte (Torino); 50 impresa edile Uberti di Villar Perosa (Torino).

Astensione lavoro continua punto Nessun incidente alt Segnalazione estesa. Maresciallo maggiore comandante int. Tenenza Franchini.

N. 216/12 di prot.

Ore 14,30 sedici marzo 1943 seguenti operai cassavano lavoro scopo ottenere miglioramento economico et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo: 300 Cotonificio Mazzoni in Luserna San Giovanni (Torino) – 20 Impresa Edile Gazzera Villar Perosa. Astensione lavoro continua. Nessun incidente alt Segnalazione estesa maresciallo maggiore Franchini.

N. 216/15 di prot. 17 marzo 1943 XXI

Ore 10 circa 17 marzo 1943 duecentodieci operai stabilimento Filatura Fr.lli Turati in Luserna S. Giovanni (Torino) cessavano lavoro at scopo ottenere miglioramento economico et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo.

Astensione lavoro continua.

Nessun incidente.

Arma indaga per scoperta promotori et capeggiatori.

Segnalazione estesa. Maresciallo maggiore comandante int. Tenenza Franchini.

1500

N. 216/16 di prot.

Seguito segnalazioni 216/11 et 216/12 del 16 corrente comunicasi che operai imprese edili Fratelli Uberti Bona et Gazzera in Villar Perosa (Torino) hanno ripreso lavoro alle ore 8 del 17 marzo 1943 XXI.

Nessun incidente.

Segnalazione estesa.

Maresciallo maggiore comandante int. la Tenenza Franchini.

(La segnalazione n. 216/11 è trascritta nel presente notiziario e quella n. 216/12 nel notiziario odierno n. 1/81).

Compagnia di Pinerolo

N. 216/4 di prot. 16 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione pari numero 13 corrente mese comunicasi che operai officine di Villar Perosa (Torino) hanno ripreso normale lavoro ore 12 sedici marzo. Segnalazione estesa maresciallo maggiore Franchini.

(La segnalazione n. 216/4 è stata trascritta con notiziario n. 1/78 del 14 corrente).

N. 216/12 di prot.

Ore 14,30 sedici marzo 1943 seguenti operai cessavano lavoro scopo ottenere miglioramento economico et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo: 300 Cotonificio Mazzoni in Luserna San Giovanni (Torino) – 20 Impresa Edile Gazzera Villar Perosa. Astensione lavoro continua. Nessun incidente alt Segnalazione estesa maresciallo maggiore Franchini.

Compagnia di Pinerolo

N. 251/19 di prot. 16 marzo 1943 XXI

Ore 10 sedici marzo in Pinerolo seguenti operai cessavano lavoro scopo ottenere miglioramento economico rimanendo in luogo: 120 Merlettificio Turc – 28 Officine articoli Tecnici – 25 officina Pesi Misure – 110 Fabbrica Pesi Misure, 10 Fabbrica Coperte alt Astensione lavoro continua alt Segnalazione estesa capitano Turin alt

Compagnia di Vercelli

N. 214/4 di prot. 16 marzo 1943 XXI

Stamattina ore 10 in Vercelli at segnale prova allarme alcuni reparti stabilimento ausiliario Società Anonima Fibbre Tessile Artificiale già Chatillon tentavano preordinata sospensione collettiva lavoro punto Arma et Questura precedentemente informate impedivano astensione punto Fermati due operai indiziati sobillatori alt Lavoro ripreso immediatamente alt per capitano tenente Porrati.

1501

18 marzo

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Torino-Dora

N. 123/44 di prot. 17 marzo 1943 XXI

Oggi, ore 8 cotonificio Valle Susa occupante 450 operaie verificavasi ritardata ripresa lavoro di dieci minuti da 160 donne provocata da richiesta liberazione operaia fermata 15 andante punto Situazione per ora tranquilla punto.

Oggi, ore 10,30 stabilimento Snia Viscosa Reparto Filatura regione Stura occupante 4500 operai verificavasi sospensione lavoro 20 minuti da 30 operai provocata da richiesta aumento caro viveri et corresponsione 192 ore indennità sfollamento punto Intervenuto dirigente lavoro veniva ripreso senza incidenti punto Situazione per ora tranquilla punto Segnalazione estesa Tenente Albasio.

Tenenza di Torino Po

N. 79/41 di prot. 17 marzo 1943

Stamane, ore 8, 500 operai stabilimento «Tribulzio» Torino sospendevano lavoro un’ora reclamando miglioramenti economici punto Tre operaie fermate punto Nessun incidente punto Segnalazione estesa Sottotenente Conturbia.

Compagnia di Vercelli

N. 214/6 di prot. 17 marzo 1943 XXI

Stamattina ore 10 duecento circa operaie stabilimento ausiliario S.A. Fibbre tessile artificiali già Chatillon at segnale cessavano lavoro chiedendo aumento paga razioni viveri (.) nessun incidente et lavoro ripreso dopo cinque minuti punto Per capitano Ten. Porrati.

Tenenza di Pinerolo

N. 216/18 di prot. 17 marzo 1943 XXI

Ore 0,30 diciassette marzo 1943 duecentottanta operai Filanda Fratelli Vaciago in Luserna S. Giovanni (Torino) cessavano lavoro scopo ottenere miglioramento economico et per solidarietà operai altri stabilimenti rimanendo in luogo punto Nessun incidente punto Arma indaga per identificazione promotori punto Segnalazione estesa – Maresciallo maggiore Int. Tenenza Franchini.

N. 216/19 di prot.

Seguito segnalazione 216/11 sedici corrente mese, comunicasi che operai fabbrica articoli tecnici Fratelli Martin di Porte (Torino) hanno ripreso normale lavoro ore quindici diciassette marzo corrente punto Nessun incidente punto Segnalazione estesa punto Maresciallo maggiore comandante Int. Tenenza Franchini.

(La segnalazione n. 216/11 è stata trascritta nel notiziario n. 1/82 del 17 corrente).

1502

Compagnia di Pinerolo

N. 251/28 di prot. 17 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione n. 251/19 del 16 marzo 1943 XXI comunicasi che ore 8 diciassette marzo 1943 gli operai del merlettificio Turch e quelli officina articoli tecnici hanno ripreso lavoro punto Segnalazione estesa punto Capitano Turin.

(La segnalazione n. 251/19 è stata trascritta nel notiziario n. 1/81 del 17 corrente).

Tenenza di Venaria Reale

N. 50/4 di prot. Ris. 17 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione 50/1 Ris. ieri, Arma Collegno (Torino) fermate tre operaie ritenute istigatrici sospensione lavoro stabilimento Vinci Guerra punto Segnalazione estesa. Sottotenente Festa.

(La segnalazione n. 50/1 Ris. è stata trascritta nel notiziario n. 1/8 del 17 corrente).

19 marzo

Tenenza di Pinerolo

N. 216/24 di prot. 19 marzo 1943 XXI

Ore 14 diciotto marzo 1943 in Luserna S. Giovanni (Torino) complessivamente 40 operai ditta Lavori in Pietra «Baira-Travaglini-Mattaglia» et Segheria Di Francesco cessavano lavoro scopo ottenere miglioramento economico et per solidarietà operai altre industrie rimanendo in luogo punto Nessun incidente punto Arma indaga per identificazione promotori punto Segnalazione estesa punto Maresciallo maggiore comandante int. Franchini.

Compagnia di Pinerolo

N. 251/36 di prot. 18 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione 251/13 quindici marzo 1943 si comunica che ore 14 diciassette corrente operai Filatura Turati hanno ripreso lavoro punto Segnalazione estesa punto Capitano Turin.

(La segnalazione n. 251/13 è stata inserita nel notiziario n. 1/80 del 16 corrente con n. 250 di prot. anziché 251/13).

Compagnia di Susa

N. 2/13 di prot. Ris. 17 marzo 1943 XXI

A seguito della segnalazione n. 226/3 del 16 corrente comunicasi che verso le ore 6 di oggi gli agenti del locale Commissariato di P.S. hanno rinvenuto infisso al muro dello stabilimento «Assa» di Susa (Torino) altro manifestino identico a quelli segnalati con predetto telegramma.

Indagasi attivamente per la scoperta degli autori.

Segnalazione estesa. Capitano Ansaldi.

(La segnalazione n. 223/3 è stata inserita nel notiziario n. 1/81 del 17 corrente).

1503

20 marzo

Per notizia si trascrivono le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Pinerolo

N. 251/39 di prot. 19 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione 251/19 sedici marzo 1943 si comunica che ore 14 diciotto corrente mese operai Officine pesi-misure Pinerolo hanno ripreso lavoro.

Segnalazione estesa. Capitano Turin.

(La segnalazione n. 251/19 è stata trascritta nel notiziario n. 1/81 del 17 corrente).

Tenenza di Chieri

N. 11/7 di prot. R.P. 17 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione 11/6 R.P. in data 16 corrente, comunicasi che operai stabilimento «Cavagnero» stamane hanno ripreso normale lavoro. Nessun incidente.

Segnalazione estesa. S. Tenente Iorfida.

(La segnalazione n. 11/6 R.P. è stata trascritta nel notiziario n. 1/81 del 17 corrente).

Tenenza di Venaria Reale

N. 17/23 di prot. R. 19 marzo 1943 XXI

Tra il 17 e 19 andante Arma Collegno (Torino) ha proceduto fermo Negro Egidio fu Paolo anni 41, infermiere da Torino; Comba Giovanni fu Giusto d’anni 48 conciatore da Collegno; Giovale-Cangai Luigi fu Costantino anni 47 operaio da Collegno e Bertolot Edoardo di Albino anni 38, operaio da Grugliasco (Torino) detentori manifestini incitanti operai astensione lavoro. Fermati sono stati tradotti Torino disposizione R. Questura. Manifestini non rinvenuti perché distrutti col fuoco dal fermato Giovale-Cangai Luigi.

Segnalazione estesa. S. Tenente Festa.

22 marzo

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Pinerolo

N. 251/47 di prot. 21 marzo 1943 XXI

Arma Pinerolo (Torino) prime ore 21 marzo 1943 proceduto arresto 23 operai Officine Riv Villar Perosa di cui 11 donne et 3 Officine Meccaniche Pinerolo sospetti promotori astensione lavoro stabilimento suddetti.

Segnalazione estesa capitano Turin.

1504

Tenenza di Venaria Reale

N. 47/6 di prot. Ris. 21 marzo 1943 XXI

Giorno 19 andante in Avigliana (Torino) arma proceduto fermo 2 operaie ed 1 operaio stabilimento ausiliario dinamite Nobel per istigazione sospensione lavoro. Tradotti Torino disposizione questura.

Segnalazione estesa sottotenente Festa.

Tenenza di Pinerolo

N. 44/1 di prot. Ris. 19 marzo 1943 XXI

Ore 19 circa del 16 marzo 1943 l’arma di Torre Pellice procedeva al fermo di Moresco Ernesto fu Ferdinando e fu Lottero Luigia, nato a Pinerolo il 12.8.1902 – residente a Torre Pellice, operaio, siccome responsabile di istigazione all’astensione dal lavoro di operai dello stabilimento Mazzonis di Torre Pellice.

Il Moresco è stato messo a disposizione della Regia Questura di Torino.

Segnalazione estesa. Maresciallo maggiore comandante Int. la tenenza Franchini.

* * *

23 marzo

Per notizia si trascrivono le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Ivrea

N. 234/4 di prot. 22 marzo 1943 XXI

In Castellamonte (Aosta) 22 corrente ore 14,30 presso stabilimento Gres Ceramica affiliato Società Nazionale Cogne per probabile scopo economico verificavasi astensione lavoro trenta operai su maestranza complessiva circa 100 persone punto Arma CC.RR. mentre indaga per denuncia responsabili ha proceduto fermo tre presunti promotori punto Direzione stabilimento provvede ripresa lavoro domani mattina punto Ordine pubblico normale punto Segnalazione estesa Capitano Ceglia.

Compagnia di Pinerolo

N. 251/49 di prot. 22 marzo 1943 XXI

Arma Pinerolo (Torino) prime ore 22 marzo 1943 proceduto arresto 10 operai officine RIV Villar Perosa et tre officine meccaniche Pinerolo sospetti promotori astensione stabilimenti suddetti punto Segnalazione estesa capitano Turin.

N. 251/50 di prot.

Seguito segnalazione 251/13 quindici marzo 1943 si comunica che ore 8 ventidue corrente mese operai seguenti stabilimenti di Pinerolo (Torino) hanno ripreso lavoro punto Officine Meccaniche Poccardi – Elettrodi – Talco Grafite – Fabbrica Chiodi Mustad punto Segnalazione estesa capitano Turin.

(La segnalazione n. 251/13 è stata trascritta nel notiziario n. 1/80 del 16 corrente con il n. di prot. 250 anziché 251/13).

1505

24 marzo

Per notizia si trascrivono le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Pinerolo

N. 216/25 di prot. 22 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazioni 216/10 - 216/15 - 216/8 et 216/24 rispettivamente 15 - 16 - 17 et 18 corrente mese comunicasi che operai seguenti industrie hanno ripreso normale lavoro mattina 22 marzo 1943: Setificio Guterman et Cotonificio Valli Susa in Perosa Argentina (Torino) Filanda Fratelli Vaciago, filanda Fratelli Turati et ditte lavori in pietra Paira Travaglini et Mattalia in Luserna S. Giovanni (Torino); Cotonificio Wideman in S. Germano Chisone in Porte – Villar Perosa et Perrero (Torino).

Nessun incidente.

Segnalazione estesa maresciallo maggiore comandante int. tenenza Franchini.

(La segnalazione n. 216/10 è stata trascritta nel notiziario n. 1/81 col n. 212/10 anziché col n. 216/10; quella 216/15 nel notiziario 1/82 del 17 corrente; quella 216/18 nel notiziario 1/83 del 18 corrente e quella n. 16/24 nel notiziario n. 1/84 del 19 corrente).

N. 216/26 di prot.

Seguito segnalazione 216/24 diciotto corrente mese comunicasi che operai segheria Di Francesco in Luserna San Giovanni (Torino) hanno ripreso normale lavoro 22 marzo 1943.

Segnalazione estesa. Comandante Tenenza Maresciallo Maggiore Franchini.

(La segnalazione n. 216/24 è stata trascritta nel notiziario n. 1/84 del 19 corrente).

Tenenza di Chivasso

N. 110/9 di prot. Riservato. 23 marzo 1943 XXI

In Gassino Torinese, frazione Castigliole giorno 23 andante ore 14 fornace laterizi occupante 64 operai di cui 39 uomini et 25 donne verificavasi sospensione lavoro totale operai per 35 minuti provocata da richiesta aumento paghe. Il lavoro è stato ripreso senza incidenti in seguito ad intervento Arma che arrestava un operaio rifiutandosi lavorare et un carrettiere che trovavasi ivi per ragioni di mestiere per aver pronunciato seguenti frasi: «fanno sciopero! fanno benissimo perché pagano troppo poco».

Situazione per ora tranquilla.

Segnalazione estesa. Sottotenente Straulino.

Compagnia di Pinerolo

N. 251/55 di prot. 23 marzo 1943 XXI

Arma Pinerolo (Torino) prime ore 23 marzo corr. ha proceduto arresto 14 operai appartenenti vari stabilimenti giurisdizione questo Comando sospetti promotori astensione lavoro.

Segnalazione estesa. Capitano Turin.

1506–1507

25 marzo

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Ivrea

N. 234/4 di prot. 22 marzo 1943 XXI

In Castellamonte (Aosta) 22 corrente ore 14,30 presso stabilimento Gres Ceramica affiliato Società Nazionale Cogne per probabile scopo economico verificavasi astensione lavoro trenta operai su maestranza complessiva di 100 persone punto Arma CC.RR. mentre indaga per denuncia responsabili ha proceduto fermo tre presunti promotori punto Direzione stabilimento provvede ripresa lavoro domani mattina punto Ordine pubblico normale. Capitano Ceglia.

N. 234/5 di prot. 23 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione telegrafica n. 234/4 del 22 corrente comunicasi che, in data odierna, tutti gli operai dello stabilimento ausiliario Gres Ceramica di Castellamonte (Aosta), hanno ripreso regolare lavoro tranne quattro per giustificati motivi privati.

Proseguono indagini per accertare responsabilità dei fermati il cui numero da tre è salito a quattro. Altri 4 operai dei trenta che si astennero dal lavoro, poiché appartengono a classi alle armi, saranno prontamente privati del beneficio dell’esonero.

Ordine pubblico normale. Capitano Ceglia.

(La segnalazione n. 234/4 è stata trascritta nel presente notiziario).

Compagnia di Pinerolo

N. 251/56 di prot. 23 marzo 1943 XXI

Seguito segnalazione n. 251/19 del 16 corrente comunicasi che stamane gli operai della fabbrica coperte Ditta G. Perrotta di Pinerolo hanno ripreso lavoro.

Segnalazione estesa. Capitano Turin.

(La segnalazione 251/19 è stata trascritta con notiziario 1/81 del 17 corrente).

26 marzo

In seguito a segnalazione pervenuta solo oggi dalla cp. CC.RR. di Asti, riepilogo qui appresso per doverosa conoscenza, i seguenti avvenimenti verificatisi in quel territorio:

Giorno 10 corrente in Asti

Ore 9 10 corrente Asti presso Società Az. Tribuzio Fabbrica valvole pneumatici, stabilimento censito Fabbriguerra circa 68 operai di cui 52 donne presentavansi direttore chiedendo aumento salario et riprendendo subito dopo lavoro. Nessun incidente.

Ore 15 10 corrente Asti presso Soc. An. Fabbrica Fiammiferi ed Affini, circa 280 operai di cui 17 donne sospeso lavoro presentavansi Direttore chiedendo aumento salario. Seguito opera persuasiva autorità locali maestranze riprendevano lavoro dopo circa due ore. Nessun incidente. Accordo autorità pubblica sicurezza procedevansi fermo presunti capeggiatori movimento. Analogamente per fabbrica Tribuzio cui segnalazione stessa data.

1507

Giorno 11 corrente in Asti

Maestranza Fabbriche Tribuzio et Saffa cui segnazione precedente sospeso lavoro chiedevano liberazione operai fermati et non ottenuto scopo ripresero subito attività. Successive ore 10 sospesero lavoro operai stabilimento ausiliario Way Assauto ammontanti 2000 maggioranza donne. Riuscita vana azione dirigenti sindacali, procedevasi allontanamento operai passivamente inattivi. Rimasero lavoro circa 300. Uguale sospensione verificatasi Fabbrica Conserve Alimentari Ercole occupante 120 operai maggioranza donne. Proceduto fermo capeggiatori. Nessun incidente.

Giorno 12 corrente in Asti

Stabilimento Ausiliario Way Assauto uomini riprendevano normale attività mentre donne rimanevano inoperose. Intervenuta forza pubblica le espelleva stabilimento procedendo alcuni fermi. Turno pomeridiano mediante opportuno intervento organi Partito anche donne riprendevano regolare lavoro. Pure stamane presso stabilimento ausiliario Maina con trecento operai et Vetrerie con 170 operai, verificatasi interruzione lavoro brevissima durata senza incidenti.

Giorno 18 corrente in S. Damiano d’Asti

18 corrente ore 8,30 Fabbrica Abbigliamento gestita Società Torinese occupante 150 donne ad iniziativa gruppo operaie veniva disinnestata corrente elettrica alimentatrice macchinario mettendo maestranza condizione non poter lavoare. At dirigenti veniva chiesto aumento salario. Lavoro ripreso ore 10 seguito intervento dirigente sindacale et forza pubblica che procedeva fermo responsabili. Nessun incidente.

* * *

Per notizia, trascrivo le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Torino esterna I

N. 14/17 di prot. Ris. 25 marzo 1943 XXI

Ore 10 stamane 25 corrente nell’opificio serico Tessitura Depetris in Orbassano (Torino) n. 172 donne, per protestare contro attuale salario, sospendevano per 50 minuti lavoro pur rimanendo nel reparto. Pronto intervento Direzione stabilimento ed Arma, lavoro veniva ripreso senza ulteriori incidenti.

Ordine pubblico normale. Disposta vigilanza punto Segnalazione estesa.

Capitano Sorrentino.

Tenenza di Torino Po

N. 79/45 di prot. 26 marzo 1943 XXI

Stamane ore 8, 27 operaie stabilimento Fiore Torino sospendevano lavoro 40 minuti reclamando miglioramenti economici. Cinque fermi. Nessun incidente. Segnalazione estesa.

Sottotenente Conturbia.

1508

27 marzo

Per notizia si trascrivono le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Venaria Reale

N. 53/1 di prot. Ris. 26 marzo 1943 XXI

Oggi ore 9 borgata Leuman comune Collegno (Torino) 40 operaie stabilimento non ausiliario S.A. «Sole» prodotti alimentari sospesero lavoro chiedendo pagamento 192 ore. Ripresero ore 14 per intervento arma.

Fermate 4 operaie piú riottose tradotte Torino disposizione R. Questura. Ritardata denuncia. Segnalazione estesa S. Tenente Festa.

Compagnia di Torino esterna prima

N. 14/17-1 di prot. Ris. 16 marzo 1943 XXI

A seguito segnalazione n. 14/17 di prot. data 25 corrente, comunicasi che l’arma di Orbassano ha proceduto al fermo di cinque donne ritenute sobillatrici della sospensione di lavoro nello stabilimento di tessitura serica «Depetris» in luogo.

Le medesime sono state associate alle carceri giudiziarie di Torino a disposizione della R. Questura.

Segnalazione estesa. Capitano Sorrentino.

(La segnalazione n. 14/17 è stata trascritta nel notiziario n. 1/91 del 26 corrente).

30 marzo

Compagnia di Biella

N. 231/1 di prot. 29 marzo 1943 XXI

Oggi ore sei cento operai stabilimento tessile fratelli Picco da Veglio Mosso (Vercelli) et 150 stabilimento Luigi Botto da Valle Mosso sospendevano lavoro reclamando aumento salario et generi razionati. Arma CC.RR. faceva riprendere lavoro fermando nove operai.

Segnalazione estesa. Capitano Crimi.

31 marzo

N. 1/96 di prot.

Trascrivo per notizia la segnalazione n. 231/2 in data 30 corrente della dipendente Compagnia CC.RR. di Biella:

«Presso sei stabilimenti tessili Vallemosso (Vercelli) verificavasi oggi astensione lavoro circa mille operai. Intervenuta Arma, Polizia et Autorità sindacali ottenevano ripresa lavoro ma non escludesi sospensione possa rinnovarsi. Proceduto fermo 12 operai di cui 7 appartenenti stabilimento ausiliari».

1509

3 aprile

N. 1/99 di prot.

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Venaria Reale

N. 55/1 di prot. Ris. 2 aprile 1943 XXI

Due aprile ore 10 in Giaveno (Torino) 250 operaie stabilimento Jutificio non ausiliario Prever astenevansi lavoro scopo ottenere uguale trattamento operaie stabilimenti cartiere Sartorio et Jutificio De Fernex Comune Coazze cui datori lavoro hanno testé elargito sotto forma speciale premio prossime feste Pasquali lire 500 il 1º et lire 200 il secondo per ciascun operaio alt.

Astensione continua alt Fermate otto principali promotrici alt Segnalazione estesa S.Ten. Festa.

Gruppo di Vercelli

N. 198/17 di prot. 3 aprile 1943 XXI

Due corrente in Coggiola (Vercelli) circa 2000 operaie sei stabilimenti tessili di cui cinque ausiliari portatesi rispettivi reparti astenevasi lavoro. Proceduto fermo undici operaie.

Tenente Colonnello Santoro.

7 aprile

Per notizia trascrivo la seguente segnalazione:

Compagnia di Biella

N. 231/7 di prot. 6 aprile 1943 XXI

Oggi in due stabilimenti tessili ausiliari di Tollegno (Vercelli) et uno ausiliario Pavignano di Biella settecento operai sospendevano lavoro reclamando aumento generi razionati (.) Intervenuta Arma CC.RR. riprendevano in parte lavoro.

Capitano Crimi.

8 aprile

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Tenenza di Torino-Dora

N. 123/53 di prot. 7 aprile 1943 XXI

Oggi, 7 andante, ore 12,30 officina metallurgica Barbero, corso Grosseto 40, occupante circa 340 operai – in prevalenza donne – verificavasi sospensione lavoro per minuti trenta da parte 200 operaie circa. Sospensione provocata disposizioni riguardanti pagamento indennità sfollamento et 192 ore delle quali benificierebbero solo lavoratori con vecchi e bambini a carico. Arma et commissariato intervenuti procedevano al fermo di due donne. Il lavoro è stato ripreso. Situazione attualmente tranquilla.

Segnalazione estesa. Tenente Albasio.

1510–1511

Compagnia di Biella

N. 231/8 di prot. 7 aprile 1943 XXI

Oggi in Biella, Tollegno, Andorno Micca (Vercelli) circa 1500 operai di alcuni reparti otto stabilimenti tessili di cui due ausiliari sospendevano lavoro reclamando aumento generi alt Lavoro ripreso per intervento Arma che fermava otto operai alt

Segnalazione estesa. Capitano Crimi.

9 aprile

Per notizia, trascrivo la seguente segnalazione n. 231/9 di prot. in data 8 corrente del Comando della Compagnia CC.RR. di Biella:

«Oggi in Vigliano (Vercelli) 150 operai stabilimento tessile ausiliari categoria A proprietà fratelli Rivetti sospendevano lavoro segno solidarietà precedenti astensioni alt Sospensione durata solo 20 minuti per intervento Arma che procedeva fermo nove operai di cui tre donne alt».

11 aprile

Per doverosa informazione, trasmetto copia del foglio n. 1/105 di prot. in data 9 aprile c.a. della locale Legione Territoriale CC.RR. relativo alla sospensione di lavoro avvenuto il giorno 8 corr. a Vigliano (Vercelli).

Per notizia trascrivo le seguenti segnalazioni:

Compagnia di Biella

N. 231/Ris. di prot. 10 aprile 1943 XXI

Pomeriggio 9 corrente arma CC.RR. avuto sentore che 4 operai uomini lanificio ausiliario categoria B «Maurizio Sella» Biella (Vercelli) con 450 operai riprometteva di organizzare sciopero bianco procedeva loro fermo alt Capitano Crimi.

Tenenza di Chivasso

N. 110/16 di prot. Ris. 9 aprile 1943 XXI

In Settimo (Torino) giorno 9 andante ore 8 fabbrica penne stilografiche «Ramanzin Lucindo» occupante 10 operai di cui 4 uomini et 6 donne verificavansi sospensione lavoro dei 4 uomini per due ore provocata da risentimento contro moglie proprietario che li aveva redarguiti sera precedente per insufficiente produzione.

Il lavoro è stato ripreso senza incidenti in seguito ad intervento Arma che arrestava due operai risultati promotori.

Sottotenente Straulino.

23 aprile

Per notizia trascrivo la seguente segnalazione n. 66/1/Ris. della Tenenza CC.RR. di Venaria Reale in data 22 c.m.:

«Oggi ore 14 in Altessano di Venaria Reale (Torino) reparto di 160 donne stabilimento ausiliario “Snia Viscosa” sospese lavoro 5 minuti chiedendo pagamento 192 ore anche non sfollati.

Per ora fermate quattro donne maggiormente implicate.

Fervono indagini. S. Tenente Festa».

29 aprile

Per notizia trascrivo la seguente segnalazione n. 79/57 in data 28 corrente della Tenenza CC.RR. di Torino-Po:

1511

«Ore 14 giorno 27 corrente 100 operai ditta “Musso” Torino lavoranti conto Fiat Mirafiori sospendevano lavoro 20 minuti reclamando trattamento economico uguale operai Fiat punto.

Nessuna gravità punto

Commissario P.S. Mirafiori proceduto arresto 5 operai punto».

2 maggio

Per notizia trascrivo la seguente segnalazione n. 123/54 in data 1 corrente della Tenenza di Torino Dora:

«Stamane, primo maggio, stabilimenti Ferriere Piemontesi – corso Mortara 7, Officina Savigliano – corso Mortara 4 – Officina Compagnia Italiana Bronzi Speciali, corso Venezia 17 – non si sono presentati al lavoro rispettivamente 36 – 5 e 2 operai.

Predette astensioni sono da ritenersi motivate dalla giornata festa socialista».

4 maggio

Per conoscenza trascrivo le seguenti segnalazioni:

Gruppo di Vercelli

N. 198/18 di prot. 3 aprile 1943 XXI

Oggi comuni Coggiola et Praj (Vercelli) circa mille operai appartenenti 5 stabilimenti di cui 3 ausiliari astenevansi saltuariamente lavoro ripreso dopo qualche ora per intervento Autorità et forza pubblica punto Proceduto fermo sette operai punto Tenente Colonnello Santoro punto

Tenenza di Torino interna

N. 109/20 di prot. 3 aprile 1943 XXI

Ore 13 3 aprile numero otto operai impresa De Martini Antonio addetti costruzioni ricovero pubblico si astenevano dal lavoro scopo ottenere aumento vitto punto Lavoro ripreso dopo 40 minuti punto Nessun incidente punto Gli otto operai sono stati successivamente fermati punto Segnalazione estesa punto Tenente Coppola.

Tenenza di Venaria Reale

N. 55/2 di prot. Ris. 3 aprile 1943 XXI

Seguito segnalazione 55/1 ieri, comunico che operaie stabilimento «Prever» di Giaveno (Torino) stamane ripresero regolare lavoro punto Sottotenente Gesta punto.

(La segnalazione n. 55/1 è stata trascritta con notiziario n. 1/99 del 3 corrente).

1512

c) Rapporti del Comando della Difesa territoriale di Milano al Gabinetto del Ministero della Guerra sugli scioperi a Milano e nell’area di competenza del Comando di Milano (27 marzo - 10 aprile 1943)

27 marzo

In seguito a notizie affluite dai vari stabilimenti vigilati con le truppe P.I., comunico quanto segue:

1) 22 corrente, ore 13, dopo normale interruzione meridiana, circa 500 operai dello Stabilimento ausiliario FALCK-CONCORDIA di Sesto S. Giovanni, allegando pretesto insufficienza paga, ritenuta inadeguata attuale costo vita e reclamando aumento salario, non riprendevano lavoro, restando inoperosi presso i rispettivi posti.

Verso ore 14 altri 500 operai, reparto laminatoi, sospendevano lavoro come i predetti. In seguito all’opera persuasiva delle autorità intervenute, e cioè: Consigliere Nazionale Malusardi, Questore, Vice Federale e Ufficiale CC.RR., verso ore 14,30 una parte operai riprendeva lavoro, mentre gli altri, appartenenti al reparto bulloneria, lo prendevano soltanto verso le ore 16. Sono state fermate 7 persone. Non sono state accertate ancora le singole responsabilità.

2) Nella notte sul 23 corrente, nell’abitato di Gorla Precotto, sono stati imbrattati i muri di varie case con disegni raffiguranti falce e martello. La stampigliatura è stata eseguita con vernice rossa, e fatta coprire al mattino dalle autorità interessate.

3) 24 corrente, ore 13, dopo il riposo di mezzogiorno tutti gli operai dello stabilimento Ercole Marelli (2º) si sono presentati al loro posto abituale senza riprendere il lavoro. Sono intervenute le autorità di P.S., che dopo aver parlato con alcuni operai e dopo aver loro assicurato che sarebbero stati presi in considerazione tutti i loro bisogni, hanno ottenuto di riprendere il lavoro. L’interruzione è durata 90 minuti.

4) 24 corrente, nei vari reparti dello Stabilimento Pirelli-Bicocca, 2000 operai circa, tra uomini e donne, reclamando aumento salario, hanno sospeso il lavoro, in ore diverse e per periodi che variano secondo i reparti, da un minimo di un quarto d’ora ad un massimo di due ore e tre quarti. Per l’intervento di dirigenti ed autorità il lavoro è stato ripreso. Nella stessa forma l’interruzione ha avuto luogo il giorno 25 da parte di 220 operai circa tra uomini e donne. Anche qui il lavoro è stato ripreso in seguito all’intervento di dirigenti ed autorità.

5) 25 corrente alle ore 11, circa 70 uomini e 150 donne dello Stabilimento Borletti hanno sospeso il lavoro reclamando aumento salario. Seguito opera persuasiva delle autorità intervenute il lavoro è stato ripreso alle ore 11,45.

1513–1514
  • 6) 25 corrente, verso le ore 11, circa 150 operai (tutti dai 17 ai 20 anni), sui 2000 del Tecnomasio Italiano Brown Boveri, hanno tentato di fermare il lavoro, non riuscendovi per il pronto intervento del Direttore e di altri dirigenti.
  • 7) 26 corrente, alle ore 14,30 circa, 1000 operai tra uomini e donne dello Stabilimento Face hanno sospeso il lavoro reclamando aumento salario. In seguito all’opera persuasiva delle autorità intervenute, il lavoro è stato ripreso alle ore 16,40.
  • 8) 26 corrente, ore 9, parte maestranze stabilimento Face, circa 300 su 2000, hanno nuovamente sospeso il lavoro in segno di protesta aumento paga, riprendendolo solo verso successive ore 11,30. Nessun incidente.
  • 9) 26 corrente, ore 11, è iniziata l’astensione del lavoro della massa maestranze dello Stabilimento Olap.
  • 10) 26 corrente, ore 14,30, circa 5000 operai delle Officine Caproni che erano già al lavoro lo hanno sospeso riunendosi nel cortile Littorio dello Stabilimento, emettendo grida incomposte, tendenti a chiedere aumento razionamento viveri. Verso le ore 16 è giunto sul posto il Vice Federale Locatelli, che, in un primo tempo, è stato accolto con qualche fischio. In seguito la massa è stata riunita nei refettori dal predetto Vice Federale.

Per quanto sopra ho impartito ordini perché le truppe impiegate nella P.I. siano rinforzate nel dispositivo di vigilanza con uomini tratti dai Nuclei di riserva. Ho dato altresí disposizioni perché tutti gli obiettivi siano ispezionati intensamente dai Comandi interessati.

28 marzo

Seguito foglio DP/8336 del 27 c.m., comunico quanto appresso:

  • 11) Stabilimento Face – (vedi segnalazione n. 8 del foglio cui si fa seguito) – L’interruzione di lavoro da parte dei 300 operai della ditta è stata fatta in segno di protesta per l’arresto, eseguito nella notte precedente, dagli agenti di P.S. di alcuni operai fra i piú turbolenti della precedente dimostrazione del 25 u.s. (vedi segnalazione n. 7 del foglio cui si fa seguito). Nella stessa dimostrazione, da un gruppo di operaie adunate in cortile, sono partite voci invocanti «pace».
  • 12) Stabilimento OLAP – (vedi segnalazione n. 9 del foglio cui si fa seguito) – L’astensione del lavoro da parte dei 1500 operai circa della Ditta è durata dalle 11 – alle ore 13.
  • 13) Officine Caproni – (seguito segnalazione n. 10 del foglio cui si fa seguito) – Alla massa riunita nei refettori ha parlato il Vice Federale Locatelli, che ha anche letto un telegramma del Duce, nel quale assicura che sarà provveduto alle richieste dei dimostranti entro il 21 aprile p.v. Ha successivamente parlato il rappresentante dei sindacati. I due oratori sono stati, ad intervalli, fischiati ed applauditi. Alle ore 17,20 la massa si è riportata nei singoli reparti, da dove però è uscita per recarsi a casa, in quanto i dirigenti dello stabilimento avevano dato ordine di non riprendere il lavoro.
  • 14) 26 corrente, ore 7, circa 200 operai del reparto lavorazione armature spolette delle Officine Borletti, hanno sospeso il lavoro. Alle ore 9,35 altri 5000 operai hanno pure sospeso il lavoro. Dalle ore 14 – alle ore 16,50, reparto per reparto, hanno ripreso il lavoro.
  • 15) 26 corrente, circa 300 operai, sui 2700 della Ditta SAFAR hanno sospeso il lavoro alle ore 12,15, che è stato ripreso alle ore 12,25.
  • 16) 26 corrente nello Stabilimento E. Bianchi, dalle ore 13,30 alle ore 17 – diversi reparti, ad intervalli, hanno sospeso il lavoro. L’interruzione è durata dai 30 ai 40 minuti circa per ogni reparto. Hanno preso parte alla dimostrazione circa 2000 operai sui 3200 occupati. Hanno fatto opera persuasiva i dirigenti e l’ufficiale di disciplina.
1514–1515

Sono state prese conseguenti disposizioni per il rafforzamento del servizio T.F.2.

* * *

29 marzo

Seguito foglio DP/8405 del 28, comunico:

Il 27 corrente, in Milano, si sono verificate astensioni dal lavoro nei sottonotati stabilimenti, vigilati dal servizio TF/2:

17) Stabilimento Pirelli – Bicocca – alle ore 7,25 da parte di 100 donne che hanno ripreso la loro attività: 50 alle ore 9 e 50 alle ore 10,50.

18) Soc. An. F.lli Borletti – alle ore 8 da parte di 1000 operai circa sugli 8000 occupati. Il lavoro è stato ripreso da tutti alle ore 11,20 a seguito opera persuasiva presidente locale Associazione Mutilati, ad eccezione di 162 donne, rimaste inattive fino all’orario d’uscita (ore 12).

19) Soc. An. E. Bianchi – alle ore 10 da parte di 300 operai su 3500 occupati. Il lavoro è stato ripreso alle ore 11 a seguito opera persuasiva dirigenti stabilimento.

Le dimostrazioni di cui al n. 17 e 18 sono state fatte in segno di protesta per i fermi di operai effettuati nella notte precedente dalle autorità di P.S. I dimostranti reclamavano inoltre: aumento di salario, miglioramento quantitativo e qualitativo mense aziendali, e maggiorazioni razioni individuali generi tesserati.

* * *

A seguito foglio n. DP/8482 in data odierna.

Astensioni dal lavoro verificatesi nei sottonotati stabilimenti vigilati dal servizio TF:

20) 29 corrente, ore 11, circa 2500 operai dello Stabilimento Caproni hanno sospeso il lavoro imitati successivamente a brevi intervalli da altri 2500. Verso le ore 11,30 la maggior parte degli operai ha ripreso il lavoro; soltanto 150 del reparto attrezzamento hanno continuato la dimostrazione fino alle ore 12.

Alle ore 13 tutti gli operai dello stabilimento, dopo il riposo di mezzogiorno, non hanno ripreso il lavoro. Sono intervenuti il Federale e i Dirigenti la Società i quali, dopo opera persuasiva, hanno ottenuto che il lavoro riprendesse alle ore 14 circa.

21) 29 corrente, ore 8 circa, 145 operaie e 17 operai reparto 21, stabilimento Borletti si sono astenuti dal lavoro che è stato ripreso ore 10,30. Verso le ore 10 sono giunti sul posto il Sottosegretario di Stato alle Corporazioni S. E. Cianetti, l’Ecc. il Prefetto ed il Presidente dell’Associazione Mutiliati di Milano Cons. Naz. Gorini, che dopo aver visitato i reparti, hanno riunito le maestranze nel cortile. Ha parlato S. E. Cianetti, esortando le maestranze alla calma e richiamandole al loro senso del dovere.

Astensioni dal lavoro verificatesi nei sottonotati stabilimenti non vigilati dal servizio TF:

22) 27 corrente, circa 400 operai, stabilimento ausiliario Grazioli, si sono astenuti dal lavoro dalle ore 7 alle ore 9 e successivamente dalle 13 alle ore 13,45 in segno di protesta fermi operai eseguiti dalla P.S. per dimostrazioni precedenti.

23) 27 corr., tutti gli operai, in numero di 700 circa di cui 600 donne, dello stabilimento ausiliario VE-DE-ME si sono astenuti dal lavoro dalle ore 8,30 alle ore 12 lamentando insufficienza paga e generi tesserati.

24) 27 corr., circa 70 operai sui 380 occupati dallo stabilimento ausiliario TELEMECCANICA si sono astenuti dal lavoro dalle ore 10 alle ore 10,10 lamentando insufficienza paga e generi tesserati.

25) 27 corr., tutti gli operai della s. A. motomeccanica (circa 800) hanno sospeso il lavoro dalle ore 9,30 alle ore 10 in segno di protesta fermo operai effettuato da Autorità P.S. nella notte precedente, che erano stati indiziati come promotori della precedente dimostrazione.

26) 27 corr., ore 13,10 circa, 200 su 300 operai occupati nello Stabilimento s. A. magni Pietro hanno sospeso il lavoro che è stato ripreso dopo 10 minuti seguito intervento dirigenti ditta.

27) 29 corr., circa 600 operai Stabilimento dell’Acqua Abbiategrasso, hanno sospeso il lavoro ore 13.

28) 29 corr., circa 120 operai TRAFILERIA ABBIATENSE – Abbiategrasso, hanno sospeso lavoro ore 14.

1515

NOTIZIE VARIE

29) 27 corr., Autorità competente ha provveduto fermo operai SANTOMASO Emilia fu Giacinto d’anni 30 perché ritenuta provocatrice astensione lavoro stabilimento Borletti del 26 corr. (vedi segnalazione n. 14).

30) 27 corr., R. Questura ha fermato operaio OSIO Andrea perché ritenuto responsabile avere promosso astensione dal lavoro Stabilimento REDAELLI verificatasi giorno 26 u.s.

31) Notte sul 29, R. Questura ha provveduto fermo 5 operai ritenuti responsabili astensione lavoro Stabilimenti SAFAR - CINEMECCANICA - OLAP (vedi segnalazioni n. 8 e n. 12).

32) 27 corr., nel cortile Stabilimento CGE sono stati rinvenuti 3 manifestini con le scritte:

«CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE
Che Cosa? A chi? Perché?

è ora di finirla con questa guerra che a null’altro ci porta che alla fame, abbiamo fame e vogliamo la pace».

I libelli sono stati consegnati alla R. Questura, al Fiduciario Politico della CGE ed al Comando Tenenza CC.RR. Sempione.

31 marzo

A seguito del foglio n. DP/8556 del 29 c.m. comunico:

33) 29 corrente, ore 13, nello Stabilimento ausiliario CINEMECCANICA, l’intera maestranza (circa 200 operai) si è astenuta dal lavoro, che è stato ripreso alle ore 14,30 in seguito ad intervento dell’Ecc. Cianetti.

34) 29 corrente, ore 13, operai Stabilimento ausiliario GRAZIOLI, in numero di 400 circa, si sono astenuti dal lavoro, che è stato ripreso alle ore 14.30, in segno di protesta per fermi operai eseguito giorni scorsi. – (Vedi segnalazione n. 22 del 29 u.s.) –

1516–1517

35) 29 corrente, ore 7,30, circa 350 operai della ditta Soc. An. Fausto Alberto, si sono astenuti dal lavoro, lamentando insufficienza vitto e paga. Seguito intervento dirigenti il lavoro è stato ripreso alle ore 9 circa.

36) 29 corrente, circa 150 donne dello Stabilimento ausiliario Giuseppe Moneta, hanno sospeso il lavoro dalle ore 8 alle 9,30, chiedendo unificazione paga tra maestranze femminili stessa ditta, ed aumento generi tesserati.

37) 31 corrente ore 8, stabilimento ausiliario carrozzeria Macchi, Varese, 500 operai presentavansi stabilimento senza prendere lavoro allegando insufficiente salario. Intervenuti Questore e Arma sono stati arrestati cinque operai ritenuti istigatori che verranno denunciati autorità giudiziaria. Per intervento anche Federale, ore 10 veniva ripreso lavoro senza incidenti.

A seguito del foglio n. DP/8714 odierno comunico:

38) 30 corrente, circa 70 operai e 15 operaie della Soc. Metallurgica Lombarda, si sono astenute dal lavoro dalle ore 10 alle ore 13.

39) 30 corrente, alle ore 10, circa 95 operai ed operaie della Soc. An. Nestlé hanno sospeso il lavoro. Alle ore 18 dello stesso giorno il lavoro non era stato ancora ripreso.

40) 30 corrente, 52 donne della Ditta Scarioni & Cusi hanno sospeso il lavoro dalle ore 10 alle 15.

41) 30 corrente, circa 110 donne della Ditta Calzificio Castoldi non hanno preso servizio. L’astensione del lavoro è durata tutta la giornata.

Le Ditte soprasegnalate sono di Abbiategrasso.

42) Notizie varie

L’Ecc. Cianetti e l’Ecc. il Prefetto di Milano hanno visitato il 30 corrente il cotonificio Dell’Acqua di Abbiategrasso le cui maestranze si erano astenute dal lavoro il 29 corrente (vedi segnalazione n. 28). Durante la visita delle prefate Eccellenze si è svolta una manifestazione ostile da parte delle maestranze femminili della Ditta.

2 aprile

A seguito foglio DP/8751 data 31 Marzo c.a. comunico:

43) 29 Marzo u.s. circa 190 operai della s. A. Chiusure Automatiche Minuterie di Bollate hanno sospeso il lavoro dalle ore 10 alle ore 11.

44) 29 Marzo u.s. circa 170 operai delle Officine Meccaniche Cerutti di Bollate hanno sospeso il lavoro dalle ore 13 alle ore 13,30.

45) 29 Marzo u.s. 10 operai su 4200 occupati nello Stabilimento Ausiliario Breda Sezione Aeronautica di Sesto S. Giovanni hanno sospeso il lavoro dalle ore 10 alle ore 10,20.

46) 29 Marzo u.s. 25 operai della Ditta Magnani, via Valtorta, Milano, hanno sospeso il lavoro dalle ore 11 alle ore 11.05 nel reparto Attrezzerie. Altri 15 operai del reparto Bullonerie si sono astenuti dal lavoro dalle ore 10,30 alle ore 11.

47) 29 Marzo u.s. 65 operai dello Stabilimento Safis di Bollate hanno sospeso il lavoro dalle ore 8 alle ore 8.30.

48) Il 29 Marzo u.s. 36 operai del Reparto Officina Autoveicoli dello Stabilimento Isotta Fraschini in Saronno sospendevano il lavoro alle ore 10 protestando mancata stampigliatura delle tessere rilasciate dal Comune di Milano per cui non potevano prelevare viveri. Provveduto distribuzione viveri riprendevano lavoro, lamentando però insufficienza razioni.

1517–1518

Ore 14 sospettando fermato un loro compagno sospendevano brevemente lavoro che riprendevano essendo rientrato l’operaio mancante.

Nello stabilimento è stato rinvenuto un manifestino a stampa incitante operai milanesi ad imitare esempi degli operai torinesi.

I 36 operai vennero deferiti Autorità giudiziaria e 3 identificati quali promotori vennero arrestati.

Le dimostrazioni di cui sopra sono state fatte in segno di protesta e reclamanti aumento paga e aumento quantitativo generi razionati.

Notizie varie

49) 29 Marzo u.s. ore 21 arma CC.RR. procedeva fermo operaia Thomas Regina di anni 37 perché ritenuta responsabile avere promosso astensione lavoro verificatasi 26 corrente ditta F.lli Borletti (v. segnalazione 14).

6 aprile

Seguito foglio DP/8988 data 2 corrente, segnalo le seguenti astensioni dal lavoro:

50) Il giorno 29 Marzo u.s. alle ore 8 alcuni operai dello stabilimento ausiliario Pessotti in Busto Arsizio (Varese) si astenevano dal lavoro, pretestando insufficienza salari.

Per intervento fiduciario aziendale dopo poco tutta la maestranza riprendeva il lavoro.

Sono in corso indagini per identificare sobillatori.

51) Il 31 Marzo u.s. alcuni operai dello Stabilimento Carabelli di Solbiate Arno (Varese) alle ore 13,30 si astenevano dal riprendere il lavoro. All’invito dei dirigenti molti entravano, mentre alcuni rifiutavansi reclamando aumenti paga.

Vennero fermati 10 operai, dei quali quattro vennero denunciati all’autorità giudiziaria.

10 aprile

Seguito foglio DP/9297 data 6 corrente, segnalo quanto segue:

52) Alle ore 20 del 1º corrente, undici operai del reparto officine motori «Avio» delle Officine Meccaniche Reggiane di Reggio Emilia, all’inizio del turno di notte, incrociavano le braccia adducendo di non essere in grado di lavorare, perché avevano fame.

All’ingiunzione dei capi reparto di riprendere immediatamente il lavoro, dichiaravano esplicitamente di non voler aderire se non fosse loro stata aumentata la razione di pane che era stata ridotta in data 1º aprile.

Gli operai furono subito tradotti nella camera di sicurezza della Stazione CC.RR. di Reggio E. Principale e a quella della R. Questura il mattino dopo.

Da accertamenti effettuati nell’interno del reparto, si è addivenuto alla scoperta dei sottonotati istigatori, che sono pure stati arrestati:

  • 1) Rassetti Franco di Giuseppe, di anni 26, collaudatore presso il reparto motori «Avio»;
  • 2) Menegatto Emilio fu Federico, di anni 41, operatore meccanico presso lo stesso reparto;
  • 3) Gambetti Dante di Vincenzo, di anni 33, operatore collaudatore dello stesso reparto.
1518

Mentre seguono gli accertamenti per l’identificazione di eventuali altri sobillatori, i predetti e gli scioperanti sono stati oggi denunciati tramite Ufficio Disciplinare del Fabbriguerra, al Tribunale Militare.

Nessun atto di sabotaggio si è verificato nell’occasione.

1519

d)

Resoconto stenografico del rapporto tenuto da Giuseppe Landi ai dirigenti della Unione provinciale dei lavoratori dell’industria di Milano il 1º aprile 1943

Da un certo numero di giorni io sto incassando una notevole quantità di rimproveri fatti non certo e non credo alla persona, quanto alla funzione, alla rappresentanza del settore operaio; rimproveri di notevole importanza che vengono da quelle che sono le piú alte gerarchie del regime, rimproveri anche giusti, lagnanze, amarezze e constatazioni. Però non è mia abitudine fare il passamano in simili circostanze e quindi io non le scarico su di voi, dicendo che siccome io ho accumulato per parecchio tempo una notevole quantità di frasi e di espressioni non piacevoli, non per questo io le faccio ricadere su di voi; anzi faccio proprio il contrario perché ho la coscienza tranquillissima che l’organizzazione sindacale malgrado tutto quello che si possa dire contro di essa, è ancora un qualche cosa di veramente vitale e di veramente importante nella vita della Nazione, nel sistema del Regime Fascista. Proprio per questo ripeto con tutta tranquillità il mio elogio toto corde a quello che ha detto il camerata Malusardi.

Io ho seguito fin dai primissimi momenti l’andamento di questa situazione; prima dagli stabilimenti di Torino che ha assunto un aspetto veramente vivace e soprattutto politico e piú cattivo sotto certi aspetti di quella che non sia stata la situazione di Milano, anche perché qui tutto ha un carattere di transitorietà e di temporaneità che invece a Torino non sembrava dovesse avere in un primo momento.

Ho seguito, dicevo, quelle manifestazioni di Torino e qualche altra che era legata a quelle di Torino, cioè Asti, Cuneo, Vercelli. Poi siamo arrivati come conseguenza inevitabile a Milano.

Quando sono stato interpellato circa il mio pensiero intorno alla situazione di Milano, ho risposto che non vi vedevo nulla di particolarmente grave; ritenevo che fosse la conseguenza diretta di Torino in quanto qui alcuni industriali, ad esempio il senatore Agnelli, che è spaventato, preoccupato di farsi una popolarità nella speranza di non so quale eventuale salvezza, ha concesso qualche cosa senza interpellare nessuno e di propria iniziativa contro le direttive di tutti.

Ora quando si comincia a pensare che muovendosi si ottiene, allora la cosa si diffonde.

Ora non vi è dubbio che poco si è fatto e la gente comincia a pensare che è bene muoversi, e allora finiremo per avere lo sciopero generale. Tuttavia io avevo la sensazione che la massa milanese è anche politicamente migliore di quella di Torino.

1520

Questa è un’opinione che ho espressa ed ero sicuro che Milano avrebbe funzionato, anche perché ho capito che nei contatti e nei rapporti, Milano reagiva subito con maggiore vivacità.

Pertanto io non ero venuto a Milano perché ero tranquillo. Poi naturalmente la venuta di Cianetti – episodio meno simpatico di tutta questa vicenda che ha avuto un carattere politico – mi hanno deciso a venire. Comunque confermo che come Confederazione non faccio altro che sottolineare con assoluta tranquillità d’animo e piena convinzione, l’elogio che vi ha fatto il camerata Malusardi. Faccio l’elogio a voi, che non avete manifestato nessun sfasamento, niente di tutto quello che ci viene imputato in un articolo di un giornale che va per la maggiore. Nel giornale si è detto proprio il contrario di quello che vi sto dicendo io; ma vi posso dire che io riferirò superiormente che la Confederazione, che deve effettivamente avere la sua parte di responsabilità in questa vicenda veramente non lieta della nostra vita sindacale, assume con tutta tranquillità d’animo perché ha la coscienza a posto [sic].

Se la Confederazione sente le inevitabili conseguenze di questo fatto, la Unione di Milano ne può essere esente totalmente perché ha compiuto tutto quello che si poteva compiere.

Io superiormente illustrerò la vostra azione fisica, materiale e personale, l’azione di tutti coloro che sono andati negli stabilimenti a parlare agli operai che in questo momento non è una cosa facile e piacevole. Tutti parlano volentieri alle masse dal palcoscenico con bandiere e festoni; ma quando si deve affrontare la massa che comincia a sbraitare non tutti sono capaci a far questo.

Per noi questa invece è la nostra funzione naturale, è un atto di coscienza che dobbiamo compiere anche in questo momento, perché diversamente dopo sarebbe un po’ difficile per noi presentarci alle masse dei nostri rappresentati.

Quindi io confermo questo elogio e vi invito a fare come avete fatto fino ad oggi, cioè a considerare questa vostra posizione come una posizione avanzata di combattimento e di battaglia, la quale vi impegna sul piano politico. A Torino c’era certamente la natura politica, perché là sussiste qualche cellula comunista, c’è perfino un giornale comunista che si stampa alla macchia, è un qualche cosa di antifascista che certo vivrà col danaro inglese o russo o ebraico delle banche non si sa bene se di Londra o di Mosca. Questa propaganda fa leva su elementi che sono facili a ricercarsi: la tessera che non è sufficiente, che esiste la borsa nera, che i prezzi sono elevatissimi, che esiste il blocco dei salari e cosí via, che le mense ancora non funzionano, che le scarpe non si trovano, le gomme non ci sono e si capisce che piano piano si ha una tale elencazione di fatti per cui facendo anche a turno leva su ciascuno di questi è logico che il prossimo può essere tratto in inganno. Il fatto politico sta in questo: non è che la massa sia politicamente avversa al Regime; è che con l’andare avanti della guerra e col manifestarsi di determinate circostanze (per esempio gli sfollamenti che sono l’ira di Dio dal punto di vista della loro attuazione perché hanno pertanto due fatti: anzitutto spostamento di gente che stava molto bene, che faceva una vita lussuosa di fronte alla povera gente che lavora) [sic]. Quindi la gente che prima non sapeva nulla ora sa che per esempio a Biella ci sono dei personaggi che spendono dalle 3 alle 4 lire al giorno e si procurano il grissino col burro.

D’altra parte questo andare e venire della gente sui treni che non è in condizioni d’animo piú indicate per poter valutare i fatti che si svolgono e ha la tendenza al disfattismo, specie se si osserva la classe dirigente e ben pensante intellettuale che anzi ha il dovere di essere piú a posto, che è piú disfattista degli altri.

1521

Questi elementi portano ad una situazione di disagio. Ci si può domandare: nel primo inverno di guerra e nel secondo inverno non c’è stato nessun inconveniente, come mai ad un certo momento la massa si è mossa? perché nel frattempo c’è stata questa faccenda dello sfollamento?

Ora io vi ripeto quello che vi dissi già una volta: state attenti ai treni; la massa non può essere considerata cattiva, è cattivo chi sta bene perché si accorge che c’è qualche cosa che peggiora la sua situazione. Chi soffre è sempre buono. Il soldato infatti è buono perché arrischia la morte e sta in mezzo al disagio e al sacrificio. Piú indietro si va dal fronte e piú lazzaroni si diventa. Chi si è mosso in questa occasione? a Torino, dove c’è una media di salario di 80 lire al giorno; non si sono mica ribellati a Palermo dove avevano 12 lire al giorno e dove comunque bisognerà provvedere perché là cascano delle briscole che non si scherza.

Quindi noi dobbiamo analizzare questa situazione e tenere gli occhi bene aperti e reagire efficacemente, anzi possibilmente prevenire, perché naturalmente è meglio prevenire che reprimere, anche perché prevenire vuol dire metterci in condizioni che il fatto non si verifichi, perché tutto quello che si verifica è a danno nostro. Pensate che questi anni di disciplina della massa operaia corrono il rischio di essere sciupati da questi episodi. Perdere una primogenitura rivoluzionaria per una sciocchezza è di una stupidità assoluta.

Noi che crediamo nell’avvenire della rivoluzione e del sistema, dobbiamo serrare i ranghi, tener duro a tutti i costi non fosse altro che per questo, perché non vogliamo che si possa pensare da chi deve orientare la rivoluzione dopo i suoi inevitabili sviluppi sociali che la massa lavorativa italiana non è matura per realizzare invece quel che deve realizzare.

Quindi bisogna che voi vi compenetriate in questa situazione. Voi avete già dimostrato una sensibilità, uno stato d’animo veramente passionale. Ora non bisogna aspettare che arrivi il fatto, bisogna prevederlo, stare con gli occhi aperti e gli orecchi assolutamente spalancati.

C’è un motivo politico che può darsi sia anche a Milano intorno alla riunione dell’altra sera; sono già apparsi stampati i manifestini. Vuol dire che c’è un’organizzazione che non è puramente economica, vuol dire che c’è stato qualcuno che è uscito dalla riunione e ha stampato i manifestini. C’è un qualche cosa di politico che dovremo seguire con la massima attenzione tanto piú che noi siamo fascisti anzitutto e poi sindacalisti. Ma dopo questa premessa di carattere politico, dobbiamo fare tutti gli sforzi in modo assoluto per eliminare le tante pene antifasciste e quindi quei tali motivi di disagio sui quali fa leva la propaganda politica, perché se la situazione almeno a Milano fosse soltanto determinata da questioni salariali, se il funzionamento delle mense fosse migliore, se tanti disagi non ci fossero, naturalmente la superficie di frizione sarebbe ridotta, anzi scomparirebbe.

Naturalmente per far questo noi abbiamo bisogno di due cose: 1) perfezionare la nostra attrezzatura sindacale; 2) avere la possibilità di realizzare sul piano della tutela del lavoro, sia nel settore alimentare che in quello salariale la migliore soluzione.

Organizzazione – L’organizzazione per me ha una grande importanza perché talvolta la presenza fisica di una persona in un determinato momento in alcune località, può evitare che si verifichino dei fatti. L’assenza di questa persona può essere pericolosa. A questo riguardo bisognerà insistere con l’autorità politiche perché qualunque cosa accada la organizzazione sindacale sia mandata sola a trattare e ad aggiustare le cose. Voci: bene bene.

1522

Vuol dire che l’organizzazione sindacale farà leva sui fascisti, ma deve essere sola nel senso che non deve essere accompagnata dalla polizia, perché è logico che non faccia bella impressione al lavoratore vedere noi che tuteliamo avere alle spalle i carabinieri.

Io ho fatto un esposto al camerata Cianetti e insisterò per ottenere che la fase della persuasione sia lasciata all’organizzazione sindacale. Intervenite soltanto quando noi non possiamo fare niente; soltanto allora intervenite con la forza pubblica. E non bisogna che il singolo industriale spaventato, precorra gli avvenimenti e pregiudichi la inopportunità di chiamare la forza pubblica, portando a valutare le cose su un piano diverso da quello che esse possono assumere. Perché per questi fatti avviene che l’industriale, il quale spesso ha la coscienza sporca si preoccupi eccessivamente e si precipiti; allora è finito tutto e noi non ci possiamo piú andare, dacché è logico che noi non possiamo far nulla. Agli operai possiamo dire: voi non dovete ascoltare la voce di quelle persone; se loro continuano possono appunto avere dei guai. Però bisogna evitare che avvengano, altrimenti se non si fa cosí gli operai domanderanno: ma chi è venuto a parlarci, il questore o l’organizzatore sindacale? Fare appello ai fascisti è ovvio e lapalissiano. Quando io ho visto in qualche posto i fascisti che si agitavano piú degli altri mi sono chiesto: e che cosa è successo? Ebbene, noi dobbiamo metterli in mora sul piano politico e diciamo: signori miei, voi dovete stare in linea, perché attenzione che le cose per voi che siete fascisti sono diverse a questi [sic] quando li prendete per lo stomaco sono sensibili ed è logico che di fronte alle responsabilità politiche tutti quanti pensano che non è il caso di fare una brutta figura.

Dunque qui bisogna fare effettivamente agire sul piano politico, prendere i nomi di quelli che si agitano, tutti devono coadiuvare, tutti i fascisti, si devono individuare i caporioni. Questo per me è un metodo che si deve seguire e bisogna che l’autorità ci consenta che si segua. Però per tutto questo è bene attrezzare l’organizzazione; io ne ho parlato col camerata Malusardi e ne ho parlato a Cianetti. La nostra struttura ha un’organizzazione in tutta Italia che guarda piú al fatto amministrativo della divisione delle provincie, che all’effettivo bisogno di ciascuna provincia.

Noi, per esempio, abbiamo un’unione a Matera e non abbiamo fatto delle distinzioni concrete su quello che è il sistema di organizzazione capillare nei grandi centri industriali. Invece io penso che le grandi Unioni dovrebbero avere la loro attrezzatura specifica che risponda al centro industriale; ci sono delle nostre delegazioni di zona che sono anche numericamente molto piú importanti di alcune Unioni.

Quindi dobbiamo attrezzarci nel modo migliore. Perché? perché la nostra funzione di contatto con le categorie operaie, con le persone fisiche degli operai, dovrebbe svolgersi attraverso questi tre elementi: il fiduciario aziendale, il corrispondente di azienda e l’organizzatore sindacale insieme con l’assistente sociale, salvo poi i capigruppo, i quali si muovono e si spostano. Ma noi abbiamo bisogno della loro presenza fisica. I nostri delegati di zona debbono avere il dono dell’ubiquità per accontentare tutti. Ora il fiduciario e il corrispondente devono avere la loro posizione giuridica ben definita e ben diversa; non è possibile che il fiduciario aziendale, il quale deve svolgere un’opera cosí importante fra gli operai non possa mai abbandonare il lavoro. Allora che ci sta a fare? Durante le ore di lavoro non può parlare con nessuno, durante la mensa la gente mangia e non pensa a lui, quando è finito il lavoro la gente va via; ora quando è che questo fiduciario può fare qualche cosa sul piano dell’organizzazione? Ora il delegato di zona deve essere attrezzato per andare a sua volta negli stabilimenti, bisogna che i nostri organizzatori vadano negli stabilimenti se vogliono aver presa in profondità, occorre che vadano come e dove vogliono.

1523

Io questo lo dirò in modo forte: se si pretende da noi di avere in mano la massa bisogna che ci lascino avvicinare la massa, salvo poi ad avvicinare questa massa in sede sindacale. Questi sono gli aspetti dello stesso problema: un aspetto di presa di contatto che non può essere fatta sul luogo di lavoro; c’è un secondo aspetto di incapsulamento che è fatto nella sede nostra perché lí possiamo dire tutto. A mio avviso bisogna stabilire uno stretto collegamento con le aziende e la nostra organizzazione perché, diversamente, non sappiamo mai quello che avviene nei nostri stabilimenti. Ci sono delegati di zona che conoscono anche personalmente i nostri operai; però questo non si può pretendere da per tutto. Quindi, occorre potenziare le delegazioni di zona in modo che possano funzionare a questi fini e i gruppi perché possano muoversi sul piano delle categorie. A questo riguardo io smobiliterò le Unioni di poca importanza. Ogni delegazione deve avere l’assistente sociale. Non può una assistente sociale fare tante delegazioni insieme. Queste assistenti sociali servono molto. L’operaio ha confidenza con loro; non si deve ammettere che l’operaio vada e non trovi l’assistente sociale.

Quindi bisogna che ci sia un organico delle assistenti sociali che noi dobbiamo tirar fuori in modo da avere una rete assolutamente attrezzata per poter accogliere le masse sul piano numerico. Su ciò posso assicurare che mi muoverò. Il camerata Malusardi farà delle proposte concrete.

Io smobiliterò un certo numero di provincie che non hanno importanza; per es. Ancona, Venezia dove si ha una attrezzatura sproporzionata alle necessità. Per es. a Catania c’è una grande abbondanza di organizzatori sindacali. Quando si parla di stato d’animo, quando nel piano industriale si va sullo stato d’animo, lí gli stati d’animo si manifestano nella concentrazione industriale.

Quindi io, da parte mia, preparerò gli uomini da mettere a disposizione. Il camerata Malusardi ci farà un organico aderente alle necessità, sia in ordine agli organizzatori, sia in ordine alle assistenti sociali.

I fiduciari debbono essere selezionati. Abbiamo avuto la prova, in questi giorni, che qualcuno non ha funzionato; bisogna eliminarlo o sostituirlo e prendere uomini che veramente godano fiducia.

Bisogna cogliere questa occasione per ricoprire tutte le cariche sindacali. Non ci preoccupiamo se il Ministero delle Corporazioni ha dato o non ha dato il nulla osta; noi dobbiamo avere il quadro completo.

A questo riguardo ho detto a Malusardi: i fiduciari migliori, quelli che hanno dato la migliore opera veramente appassionata avranno da noi una gratificazione o un riconoscimento tangibile di quella che è la nostra riconoscenza. D’altra parte noi dovremmo risolvere il problema dello stato giuridico appunto per migliorare le condizioni sul piano della tutela.

In questi giorni abbiamo visto che alcuni fiduciari non erano ben visti nelle aziende; questo vuol dire che c’è bisogno di assistere questa gente.

Perché il fiduciario dice: «io di che morte devo morire?» Chi debbo servire? «L’organizzazione sindacale o il datore di lavoro?»

Io dicevo al camerata Balella in presenza dell’Ecc. Cianetti: in Germania, dove non c’è nessuna organizzazione sindacale, noi abbiamo dei fiduciari sindacali che abbiamo preteso siano dipendenti dalle aziende, siano pagati dalle aziende perché sono lavoratori dei quali però risponde l’organizzazione sindacale. Essi non fanno niente. Naturalmente in Germania, siccome ad un certo momento ci si scontrava fortemente nelle aziende, li abbiamo fatti pagare dalla DAF la quale paga a noi che figuriamo invece di pagare.

1524–1525

In Italia, peraltro, bisogna trovare un sistema, perché se non troviamo un sistema di penetrazione capillare nelle aziende è un po’ difficile che l’organizzazione nostra si possa sviluppare sul piano della presa delle masse. Comunque, nel frattempo, bisogna cercare di premiare i migliori, scegliere i buoni e i piú capaci, soprattutto quelli che hanno dimostrato di non aver fatto niente di male.

Poi c’è la parte che si riferisce alla nostra possibilità. Cosa possiamo fare noi per ridurre queste zone di frizione che esistono? Qui c’è il problema alimentare con tutti gli annessi e connessi. Naturalmente qui le questioni sono molto grosse perché effettivamente abbiamo dei poteri relativi e non dei poteri assoluti, anzi, qualche volta ci dicono: voi siete brava gente, cosa potete fare voi, cosa volete fare? Naturalmente noi dobbiamo togliere questa credenza perché se si dovesse diffondere allora saremmo dei burattini. Dobbiamo darci da fare in modo assoluto per poter dimostrare che possiamo effettivamente intervenire.

Intanto c’è una serie di inconvenienti che naturalmente hanno ripercussioni sullo stato d’animo della gente, di svariatissima natura: podestà che è inviso a tutti perché è un affarista o un industriale o un accaparratore; un segretario del Fascio che è qualcosa di peggio.

Quindi uomini, sugli uomini dobbiamo dire la nostra opinione e eventualmente segnalarli alla provincia; se poi la provincia non provvede, segnalarli superiormente perché talvolta basta un uomo che sia mal visto per creare una situazione di disagio. Oggi non ci sono le elezioni, allora la critica bisogna farla noi, critica sui fatti.

È vero o non è vero che il podestà ammazza i maiali? Questi interrogativi bisogna porli noi perché altrimenti li pongono gli operai e li pongono a noi in quanto l’operaio non può distinguere molto. Vede il Regime dinanzi e per lui il Regime siamo noi, cioè, quando la Cassa Mutua non funziona, quando la previdenza sociale non funziona, quando l’Infail non funziona, siamo noi che abbiamo la responsabilità.

L’altro punto è il problema alimentare. Voi avete visto anche sul giornale di tre giorni or sono e di stamani che è avvenuto qualcosa che ci può interessare sul piano dei prezzi e sul piano della borsa nera.

Io ho assistito alla prima seduta del comitato dei prezzi e posso assicurare che i provvedimenti sono stati drastici e se si applicano credo che finalmente le cose marceranno perché finalmente si è constatato che quello che dicevamo noi da molto tempo è esatto: che i prezzi ufficiali sono sulla carta, poi ci sono i prezzi tollerati che i prefetti continuano a lasciar stare perché si preoccupano che diversamente la merce vada in altre provincie, e poi c’è la borsa nera, nerissima. Abbiamo visto come giuoca questa borsa nera coi prezzi dei generi tesserati, contingentati e non contingentati. Gli sfasamenti sono fortissimi. Li ha constatati il sottosegretario all’agricoltura il quale aveva dei dati aggiornatissimi. Noi abbiamo presentati i dati molte volte ma siamo stati considerati uomini di parte. Quando finalmente il Ministero dell’Agricoltura ha fatto l’accertamento completo e ha constatato con fotografie come stavano le cose, allora si è detto finalmente: facciamo sul serio. Per es. il problema del vino. Io ricordo di averlo prospettato in una riunione del comitato dei prezzi. Dissi come sarebbe andata a finire. 21 lire a grado fa ridere, oggi costa 50 lire al grado e domani costerà 100.

Quindi, praticamente, questo problema è documentato. Si tornerà indubbiamente sui prezzi. Bisognerà disciplinare comunque questa materia. Ammesso che non possano andare indietro si dirà: questo è il prezzo ufficiale; allora vediamo cosa succederà dei salari; si dovrà vedere cosa si dovrà fare quando si dice di far applicare i prezzi legali o tollerarli; se sono tollerati quelli, diventano legali gli altri. Questo problema porterà intevitabilmente ad un riesame dei prezzi perché si dirà: o si ritorna sul minimo o si dichiara che il minimo legale è questo. Allora bisognerà dire che cosa succede dei salari i quali erano bloccati a quel minimo dei prezzi.

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Ora, questo problema si dovrà evolvere e io credo che nel prossimo comitato avrà la sua conclusione.

Intanto abbiamo alcune cose sulle quali possiamo batterci. La qualifica di comune rurale o industriale che porta ad una diversa distribuzione dei generi.

La ruralità non è in rapporto al territorio ma in rapporto alle persone che vivono nel territorio. È rurale chi fa il contadino e non l’operaio. L’altro punto è quello del problema dei supplementi. Ora specialmente che si è ridotto di 50 grammi il pane, dobbiamo fare in modo che quelli che fanno lavori veramente esaurienti siano in condizioni fisiche tali da far fronte alle necessità. Allora bisogna insistere per i pesanti, pesantissimi e soprattutto per le donne.

Il problema è stato impostato e io spero che ci diano 230 o 240 mila razioni supplementari che si devono mettere a posto. Cosí, per es. per i siderurgici, poi quei lavori pesanti che non sono ancora considerati tali per gli uomini. Non si può ammettere che ci sia uno stabilimento dove sono considerati pesanti alcuni lavori e altri stabilimenti dove gli stessi lavori non sono considerati pesanti.

Se una donna facesse un lavoro da uomo le darebbero il supplemento pesante però, siccome è donna, non glielo danno. Caso mai si dovrebbe fare il contrario. Tutto questo è poco intelligente e noi dobbiamo identificarlo e portarlo fino alle conseguenze estreme.

Le mense devono essere fatte alla svelta. Se ci sono delle lungaggini di autorizzazioni etc., avvertitemi: le facciamo fare telefonicamente da Roma. Insomma, questo milione e 500 mila razioni che attualmente è un milione e 100 mila deve arrivare a quello che è nel programma alimentare, sta a noi a muoverci. Per le mense, quindi, occorre darsi da fare; chi non ha le caldaie se le procuri, adotti mezzi di fortuna.

Kellermann Noi trattiamo la questione delle mense come una questione sindacale nel senso che ci impegnamo con gli industriali di far fare la mensa. Poi, però, manca l’assegnazione.

Presidente L’autorizzazione di Roma è imperniata su queste tre fasi: Confindustria, Ministero dell’Agricoltura e Ministero delle Corporazioni. Se abbiamo la distinta delle mense per le quali è stata chiesta l’autorizzazione, contemporaneamente alla partenza della domanda noi otteniamo subito l’autorizzazione. Diversamente passano dei mesi perché, da un tavolo all’altro le cose ci mettono 20 giorni.

Ramaccini Le maggiori difficoltà si trovano nell’ottenere le caldaie e i materiali.

Presidente Anche qui il meglio è nemico del bene. Oggi, quello che importa è che l’operaio mangi. Per la strada poi si perfezionerà l’attrezzatura. Manca il locale? Ebbene, fate un capannone.

È necessario che la mensa funzioni subito perché sono tutte razioni che noi perdiamo sul piano dell’assegnazione nazionale perché sono razioni che non vanno a destinazione.

Zangora È difficile anche trovare le cucine. Bisognerebbe segnalare alla Confederazione tutte quelle esistenti, tra le mense, che, indipendentemente dai locali e dalle stoviglie, vogliono le cucine e non le trovano.

Schiboni Il Fabbriguerra alcune volte fissa il prezzo delle mense. Questo succede alla Olap.

1526–1527

Presidente Poi c’è il problema salariale. Voi avrete letto un articolo sul «Regime fascista» dove si dice che due mesi fa il Duce ha dato ordine che si provvedesse per quanto ha riferimento alla situazione salariale di alcune categorie e che i ritardi burocratici ancora non hanno realizzato questo e che le cose sono in forse.

Veramente questo non è del tutto esatto. La realtà è in questi termini: che nel comitato dei prezzi che ebbe luogo il 2 febbraio, io ebbi occasione di fare una ampia illustrazione della situazione salariale in rapporto ai prezzi: la illustrazione fu fatta secondo criteri vari, prospettando le categorie che avevano situazioni migliori e medie. Poi c’erano tutte le altre questioni inerenti al premio del Ventennale. Alla fine della riunione il Duce, dopo aver esaminato con molta pazienza (come del resto sempre fa) ha detto: «intanto provvedete a muovervi sul piano delle indennità». Cosí venne il premio del Ventennale. Poi disse: «fate la tattica salariale», «prendete le categorie che stanno peggio e cercate di sistemarle» e diede disposizioni all’allora Ministro delle Corporazioni, onde provvedesse. Noi, avevamo preparato tutto il materiale. Io ho sottoposto al Ministro delle Corporazioni le categorie piú sinistrate con i minimi attuali e i minimi che proponevamo noi e la indennità di sfollamento dal dicembre scorso.

Intanto si disse: diamo il premio del Ventennale. Poi si disse: indennità di sfollamento o, meglio, di disagio dei centri bombardati. Poi, naturalmente, è venuto il cambio della guardia e il nuovo Ministro delle Corporazioni il quale ha dovuto prendere contatto e poi ha dovuto riproporre il problema ex novo. Il Ministro ha detto: «va bene» alla fine; diamo il via per la indennità di disagio ai centri bombardati. E allora si è fatto subito uno studio organico e definitivo. Per le categorie, siccome il Ministro delle Corporazioni era sempre incerto tra inflazione e deflazione, fra la preoccupazione che, aumentando i salari aumentassero i prezzi, allora disse: facciamo una cosa alla volta e allora si è messa in moto la indennità di disagio che è una cosa cospicua e supera ogni aumento salariale. Tutto era predisposto per varare la indennità di disagio ai centri bombardati e anche una indennità ai centri non bombardati quando sono cominciati i fatti di Torino e la FIAT ha fatto la anticipazione di questa indennità. Questo ha determinato il fermo di tutto quanto, nel frattempo abbiamo continuato e cosí si è fatta tutta la parte che si riferisce alle categorie e sabato scorso, prima che si verificasse il fatto alla «Borletti» noi avevamo concretato alla Confindustria le due sistemazioni, quella che si riferisce alle categorie e aveva un aspetto interno e si riferiva a determinati gruppi e settori dove c’era un salario eccessivamente basso e poi l’altra della indennità per i centri bombardati e non bombardati onde aspettavamo che in seguito a quel telegramma che si riferiva a questi miglioramenti tutto si realizzasse per il meglio. La sera del sabato ho avuto un’altra comunicazione, cioè che non andava bene niente perché dinanzi a quell’atteggiamento assunto dalle maestranze era politicamente immorale dare dei miglioramenti e si disse che non si dava nulla finché non si fossero messi a posto.

Questa è la storia dei due mesi che dovrebbe conoscere il camerata che ha fatto il trafiletto. Ora che cosa succede? Io non lo so. Se tutto sarà tranquillo, spero che le cose andranno avanti.

Naturalmente, è logico, io mi sono sentito dire a un certo momento che questo problema salariale non era piú di attualità. Io ne ho dovuto convenire.

Allora adesso bisogna attendere con pazienza e serietà che si rimetta tutto in sesto e quando si sarà avuta la certezza che tutto va bene, allora potremo fare la ginnastica opportuna. Del resto chi è che sta male? Io vi vorrei raccontare quello che ho visto in Sicilia...

1527

Questo, non per fare la chiusa patetica. Vi dirò che sono ripartito inquartato. Adesso va meglio.

Voi ricordate che tutte le segnalazioni che vengono fatte a me, persona fisica Giuseppe Landi, dopo un quarto d’ora possono essere sul tavolo di Albini, di Cianetti, di Vidussoni e se vedo che le cose non hanno esito vado ancora piú su. Saluto al Duce!