15. I tre ordini del giorno presentati in occasione della seduta del Gran Consiglio del fascismo del 24 luglio 1943
Ordine del giorno Grandi.
«Il Gran Consiglio, riunendosi in questi giorni di supremo cimento, volge innanzitutto il suo pensiero agli eroici combattenti di ogni armata che, a fianco a fianco con la fiera gente di Sicilia, di cui piú alta risplende l’univoca fede del popolo italiano, rinnovano le nobili tradizioni di strenuo valore e di indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose Forze Armate.
«Esaminata la situazione interna ed internazionale, e la condotta politica e militare della guerra,
«proclama il dovere per tutti gli italiani di difendere ad ogni costo l’unità, l’indipendenza, la libertà della Patria, i frutti dei sacrifici e degli sforzi di quattro generazioni dal Risorgimento ad oggi, la vita e l’avvenire del popolo italiano;
«afferma la necessità dell’unione morale e materiale di tutti gli italiani in quest’ora grave e decisiva per i destini della Patria;
«dichiara che a tale scopo è necessario l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle corporazioni, i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statutarie e costituzionali;
«invita il capo del Governo a pregare la Maestà del re, verso la quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la nazione, affinché egli voglia, per l’onore e la salvezza della Patria, assumere, con l’effettivo comando delle Forze Armate di terra, di mare e dell’aria, secondo l’articolo cinque dello statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a lui attribuiscono e che sono sempre state, in tutta la nostra storia nazionale, il retaggio glorioso della nostra augusta dinastia di Savoia».
Ordine del giorno Farinacci.
«Il Gran Consiglio del fascismo, udita la situazione interna ed internazionale e la condotta politico-militare della guerra sui fronti dell’Asse,
«rivolge il suo fiero e riconoscente saluto alle eroiche Forze Armate italiane e a quelle alleate, unite nello sforzo e nel sacrificio per la difesa della civiltà europea, alle genti della Sicilia invasa, oggi piú che mai vicina al cuore delle altre genti, alle masse lavoratrici dell’industria e dell’agricoltura che potenziano col lavoro la Patria in armi, alle camicie nere ed ai fascisti di tutta Italia che si serrano nei ranghi con immutata fedeltà al regime;
«afferma il dovere sacro per tutti gli italiani di difendere fino all’estremo il sacro suolo della Patria, rimanendo fermi nell’osservanza delle alleanze concluse;
«dichiara che a tale scopo è necessario e urgente il ripristino integrale di tutte le funzioni statali, attribuendo al re, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, al Partito, alle corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dal nostro statuto e dalla nostra legislazione;
«invita il capo del Governo a chiedere alla Maestà del re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la nazione, perché voglia assumere l’effettivo comando di tutte le Forze Armate e dimostrare cosí al mondo intero che tutto il popolo combatte serrato ai suoi ordini, per la salvezza e la dignità d’Italia.
Ordine del giorno Scorza.
«Il Gran Consiglio del fascismo, convocato mentre il nemico, imbaldanzito dai successi e reso tracotante dalle sue ricchezze, calpesta la terra di Sicilia e dal cielo e dal mare minaccia la penisola,
«afferma solennemente la vitale e incontrovertibile necessità della resistenza ad ogni costo.
«Certo che tutti gli istituti ed i cittadini, nella piena e consapevole responsabilità dell’ora, sapranno compiere il loro dovere sino all’estremo sacrificio, chiama a raccolta tutte le forze spirituali e materiali della nazione per la difesa dell’unità, dell’indipendenza e della libertà della Patria.
«Il Gran Consiglio del fascismo, in piedi:
«saluta le città straziate dalla furia nemica e le loro popolazioni che in Roma, madre del cattolicesimo, culla e depositaria delle piú alte civiltà, trovano l’espressione piú nobile della loro fermezza e della loro disciplina;
«rivolge il pensiero con fiera commozione alla memoria dei caduti e alle loro famiglie che trasformano il dolore in volontà di resistenza e di combattimento;
«saluta nella Maestà del re e nella dinastia sabauda il simbolo e la forza della continuità della nazione e l’espressione della virtú di tutte le Forze Armate, che, insieme con i valorosi soldati germanici, difendono la Patria in terra, in mare, in cielo;
«si unisce reverente al cordoglio del pontefice per la distruzione di tanti insigni monumenti dedicati da secoli al culto della religione e dell’arte.
«Il Gran Consiglio del fascismo è convinto che la nuova situazione creata dagli eventi bellici debba essere affrontata con metodi e mezzi nuovi.
«Proclama pertanto urgente la necessità di attuare quelle riforme ed innovazioni nel Governo, nel Comando supremo, nella vita interna del paese, le quali, nella piena funzionalità degli organi costituzionali del regime, possano rendere vittorioso lo sforzo unitario del popolo italiano».