第三章

第三章:意大利人民在法西斯与游击队之间的悲剧

Capitolo terzo: Il dramma del popolo italiano tra fascisti e partigiani

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共和法西斯主义与游击队运动乃是彼此自发独立地产生的,两者皆发端于自发结成的小团体。这些团体大体上要么动机极其强烈、但在行动远景上往往彼此扞格不一,要么由某些在阵营抉择上不无偶然性的人员所组成:这种选择由客观境遇、个人人际纽带、周遭环境的(甚至是偶然的)影响、以及在今天看来或许不可思议的心态所促成;但只要人们联想到9月8日惨剧所造成的精神与物质上的彻底崩溃、屈辱挫败感、思想与情感以及文化认同上的巨大混乱,以及相当一部分意大利人所隐约感受到的试图对此作出反抗的冲动,便不难理解这一切。更遑论那些将选边站队(无论倒向哪一边)纯粹视为一种确立‘自我存在感’、并在险恶乱局中谋求个人生存手段之徒1

Il fascismo repubblicano e il movimento partigiano nacquero autonomamente l'uno dall'altro ad opera di piccoli gruppi spontanei, in genere o fortemente motivati, ma spesso disomogenei tra loro quanto alle prospettive, o costituiti da elementi che non di rado fecero le proprie scelte di campo in modo che non è esagerato definire casuale: in forza di circostanze, di rapporti personali, di influenze ambientali (anche solo occasionali), di stati d'animo che oggi possono apparire incomprensibili, ma che si capiscono bene appena si pensi allo sfascio morale e materiale, alle frustrazioni, alla confusione di idee, di sentimenti e di suggestioni culturali provocati dal dramma dell'8 settembre e al desiderio di reagirvi, avvertito, sia pure altrettanto confusamente, da un certo numero di italiani. Per non dire di coloro per i quali una scelta di campo, qualsiasi essa fosse, costituiva un modo per sentirsi «qualcuno» e per risolvere in questi drammatici frangenti i propri problemi di vita1.

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一方面墨索里尼的重返历史舞台,另一方面巴多格里奥政府的号召、反法西斯各党派及中央民族解放委员会(CLN)的呼吁,对两者的后续发展产生了重大分量,即便未曾直接决定、亦深刻左右了许多可以说经过深思熟虑的抉择。然而,上述呼吁并未决定两者的萌生——其产生往往早于这些号召,且在极大程度上独立于其存在。

最后,假使人们希望真正把握两者被迫身处其中并展开行动的社会现实,便绝不能忽视一个基本事实:两者——我们此前已有所提及,但必须在此再度重申——皆诞生于一个对它们大体抱持疏离、恐惧乃至敌视态度的社会生态之中;在普通民众眼中,两者之间并无太大区别,且往往在英美盟军与德国人之间亦不做过多区分2,盖因绝大多数人无法理解在彼时危殆关头为何竟然还有人妄图继续打仗,且深恐自己沦为一场自觉与己无关之搏杀的牺牲品3。在这场搏杀中——在此点上同样有必要彻底澄清——广大阶层的民众(我们之所以使用这一范畴,是因为社会阶级境遇的差异虽有其影响,却并未构成具有实质分水岭意义的决定标准,即便随着时间的推移,资产阶级与富裕阶层因其文化养成背景4、因害怕为昔日与法西斯政权的关联‘埋单’、以及因唯恐丧失既得财产的私心5,表现得最为消极麻木)在很长一段时期内始终未曾将其视作关乎切身利益之战;因为正如詹·恩里克·鲁斯科尼所深刻指出的那样,对许多人而言6,“未曾认同萨洛共和法西斯主义,绝不意味着就已认同了游击队的行动,更遑论认同其激进民主主义或社会主义的建国蓝图”;即便在某些出于现实生计或避祸权宜而最终不得不选边站队的人群中(身处所谓“游击队共和国”辖区内的诸多居民便是典型例证),情况亦屡见不鲜。这恰恰有助于我们理解(盖因促成此种“表明立场”的驱动力极其繁复,且这种“抉择”绝非仅仅单向偏向抵抗运动,即便后者无疑是从中获益最大的一方),为何直至1945年最初数月——即德军与意大利社会共和国的彻底覆灭及战争的终结已清晰地迫在眉睫之时——各阵营之间依然持续发生摇摆动荡,甚至屡屡出现背叛变节、转投另一方的个案。这亦有助于理解战争末期最后数日上演的无数“变形记”:游击队队伍的急剧膨胀,以及短短数日前尚身着“黑衫”之徒转瞬摇身一变成为“红军战士”的普遍闹剧7;这些转折一部分固然纯属投机倒把,但在某种程度上亦不乏其自身维度的“真诚”,它是两年来统治了无数人心灵的思想极度混乱的产物8,但更是苟全性命之本能冲动的具象化体现——在无法隐匿或逃避风险过高之际,人们便毫不犹豫地披上每一次在眼前占据绝对优势、因而是最为凶险致命之势力的战袍。

La riapparizione sulla scena di Mussolini per un verso, gli appelli del governo Badoglio e quelli dei partiti antifascisti e del Cln centrale per un altro ebbero sul loro sviluppo un peso notevole e influenzarono se non determinarono addirittura molte scelte, diciamo cosí, piú meditate. Non ne determinarono però la nascita che fu spesso precedente e in larga misura indipendente da essi.

Né, in fine, se si vuol capire la realtà nella quale si trovarono a dover agire, si può trascurare il fatto che entrambi – lo abbiamo già accennato, ma è bene ribadirlo – nacquero in un ambiente che in larga misura era caratterizzato nei loro confronti da uno stato d'animo in cui ciò che prevaleva era l'estraneità, il timore, talvolta l'ostilità e che faceva poca differenza tra di loro e non di rado anche tra gli anglo-americani e i tedeschi2, poiché i piú non riuscivano a capire come, in quei frangenti, fosse possibile voler ancora continuare a combattere e avevano paura di dover pagare le spese di una lotta alla quale si sentivano estranei3. Una lotta – anche a questo proposito è necessario essere chiari – che larghi settori della popolazione (usiamo questo termine perché le diversità di condizione sociale, pur avendo una loro influenza, non ebbero un valore effettivamente discriminante, anche se, con l'andar del tempo furono la borghesia e i ceti benestanti a dimostrarsi i piú passivi, un po' per formazione culturale4, un po' per timore di dover «pagare» per i loro passati rapporti col regime, un po' per non correre il rischio di perdere i loro beni5) avrebbero continuato a lungo a non sentire come propria, ché per molti, come ha giustamente notato Gian Enrico Rusconi6, «il mancato consenso al fascismo repubblichino non era ancora consenso all'azione partigiana, tantomeno alla sua progettualità radical-democratica o socialista»; non di rado persino quando, un po' per necessità un po' per opportunità (tipico è il caso di non pochi di coloro che si sarebbero trovati a vivere nelle cosiddette «repubbliche partigiane»), avrebbero finito per prendere posizione per una parte o per l'altra. Ciò aiuta a capire (ché le spinte a questo «prender posizione» furono molteplici e la «scelta» non fu solo a favore della resistenza, anche se fu questa che indubbiamente piú ne beneficiò) perché sino ai primi mesi del 1945 – quando fu chiaro che il crollo tedesco e della Rsi e la fine della guerra erano imminenti – continuarono a verificarsi oscillazioni e persino casi di passaggi da un campo all'altro. E aiuta a capire anche tante «metamorfosi» degli ultimi giorni, il gonfiarsi a dismisura delle file partigiane e il trasformarsi in «rossi» di tanti sino a pochi giorni prima «neri»7; conversioni in parte certamente opportunistiche, in parte però a modo loro «sincere» e conseguenza un po' della confusione di idee che per tanti aveva caratterizzato quel tragico biennio8, molto piú del desiderio di sopravvivere, sino a vestire, quando non era possibile o troppo rischioso defilarsi, i panni di chi di volta in volta era il piú forte e, dunque, il piú pericoloso.

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在许多地区——尤其是北方那些法西斯根基最为顽固的地带,特别是威尼斯朱利亚和威尼托大区(在这些地方,人们还深恐铁托麾下的南斯拉夫游击队会趁虚大举向纵深渗透)——法西斯党组织的重组几乎在停战消息公布后便立即拉开序幕9;大体而言,这完全无需德军的施压与逼迫,而是由极少数法西斯分子(主要是昔日的行动队员[squadristi]以及若干极为年轻的狂热青年)自发串联聚集,强行重新启封旧有的国家法西斯党(PNF)党部,组建行动委员会与临时领导机关(通常为三人团或四人团);在个别场合,他们甚至独断专行或在同当地德军司令部达成默契后,直接任命地方民政官员(如省长、波德斯塔等),并创办了自身的喉舌刊物。在西部与中部各省、在米兰以及罗马,特殊的本土局势以及——尤其在首都——一整套错综复杂的“外部”制约,使得党部的重组进程显得更为迟缓且充满波折。然而正如博卡所指出的那样10,无论如何有一点是确凿无疑的:在各省各地,
法西斯主义在行省的死灰复燃完全是自发的,且绝非出于投机算计:在那些日子里,全社会都在翘首以盼盟军在拉文纳和利古里亚发动新的决定性登陆,普遍的预判是战争在几周或几个月内便会在意大利全境终结;然而法西斯的亡命之徒、那些昔日的行动队员们,即便没有墨索里尼的号令,亦已悍然闻风而动。

然而,仅仅停留在这一判断上是远远不够的。只需对意大利社会共和国最初数月的历史稍加深究便能洞悉:昔日行动队员的参与(尤其是其中在法西斯掌权二十年间长期被党边缘化、甚至因放荡不羁、目无纪律与暴力行径而被开除出党,从而在早期被剥夺实权官职、仅能屈居于卑微边缘岗位勉强谋生的最极端、最残暴的派系),固然在重组党的最初极短阶段发挥了决定性作用;但在随后的数月里,法西斯共和党(PFR)的骨干主力(截至11月中旬维罗纳代表大会期间,帕沃利尼公布的党员数据约为25万人——这一数字即便稍有浮夸但大体极贴近事实;而截至1944年2月底帕沃利尼在布雷西亚召开的党全国领导机构首次会议上公布的数据,则飙升至约48.7万人)却是由青年和极年轻的一代所构成的。这批年轻一代既无早年的行动队打手经历,亦同“统治二十年间索然无味的平庸法西斯分子”(乔尔焦·皮尼语)毫无共通之处——正如加埃塔诺·巴加拉在闻悉墨索里尼获释后致领袖的信中所写道的那样,昔日这批平庸之辈入党“纯粹是为了谋取功利目的的党证”,而如今他们“在心理上陷入迷茫与恐慌”,逃避一切政治担当,且除极个别特例外皆对加入法西斯共和党避之唯恐不及11。以至于完全可以说:恰恰是这批青年与极年轻的人群(其中亦包含大量女性)——他们对昔日的自由主义体制往往一无所知,即便有所耳闻亦不过是其最为阴暗乏味的面相,同时将社会共产主义视为压抑窒息的平均主义暴政——构成了我们在评判共和法西斯主义、尤其是萨洛共和国的人性面相(不论其善恶)时必须予以审视的核心群体。

In numerose località, soprattutto del nord, dove il fascismo aveva la sua base piú dura, e in particolare nella Venezia Giulia e nel Veneto, dove agiva anche il timore che i partigiani di Tito potessero cogliere l'occasione per penetrare in profondità, la ricostituzione del partito fascista avvenne quasi immediatamente dopo la notizia della conclusione dell'armistizio9; in genere, senza bisogno di pressioni tedesche e ad opera di piccoli gruppi di fascisti, soprattutto vecchi squadristi e un certo numero di giovanissimi, che si riunirono, riaprirono le vecchie sedi del Pnf e dettero vita a comitati d'azione e a organi direttivi provvisori (di solito triunvirati o quadrunvirati) che in qualche caso procedettero, di propria iniziativa o d'accordo con i comandi militari tedeschi in loco, alla nomina delle autorità civili locali, prefetti, podestà, ecc. e alla pubblicazione di propri organi di stampa. Nelle regioni occidentali e centrali, a Milano e a Roma la particolare situazione locale e – specialmente nella capitale – una serie di condizionamenti «esterni» fecero sí che la ricostituzione fosse invece piú lenta e contrastata. Come già ha osservato Bocca10 una cosa si può comunque affermare: in tutte le località la riapparizione fascista nelle province è spontanea e certamente non opportunista: sono giorni in cui tutti attendono altri e decisivi sbarchi alleati a Ravenna e in Liguria, le previsioni generali sono che entro qualche settimana o mese la guerra sarà finita in Italia, eppure i disperati del fascismo, i vecchi squadristi si muovono anche senza Mussolini.

Limitarsi a questa constatazione non è però sufficiente. Basta infatti approfondire un po' la vicenda dei primi mesi della Rsi per rendersi conto che se l'apporto del vecchio squadrismo, e in particolare di quella sua parte piú estremista e violenta che negli anni del regime era stata largamente emarginata dal partito (talvolta addirittura espulsa per le sue intemperanze, la sua indisciplina, le sue violenze), allontanata dagli incarichi ricoperti nei primi tempi, ridotta in piccoli posti «di sopravvivenza», fu decisivo nella primissima fase della ricostituzione del partito, nei mesi successivi il nerbo del Pfr (a metà novembre, secondo i dati, forse un po' arrotondati, ma assai vicini al vero, forniti da Pavolini al congresso di Verona, gli iscritti sarebbero stati circa 250 mila, per salire a fine febbraio del 1944, secondo i dati forniti sempre da Pavolini in occasione della prima riunione del direttorio del Pfr tenutasi a Brescia all'inizio del marzo, a circa 487 mila) sarebbe stato però costituito da giovani e da giovanissimi, che non avevano fatto l'esperienza squadrista e che nulla avevano in comune con i «fascisti insipidi del ventennio» (la definizione è di Giorgio Pini) che, come Gaetano Bagalà scrisse a Mussolini appena saputo della sua liberazione, si erano iscritti al Pnf «per avere la tessera a fini utilitari» e che adesso, «psicologicamente smarriti e impauriti» sfuggivano ogni impegno politico e, salvo pochissime eccezioni, si guardavano bene dall'aderire al Pfr11. Tanto che non è esagerato dire che è proprio a questi giovani e giovanissimi (tra i quali vi erano anche non poche donne), che del regime liberale non sapevano spesso nulla e, se ne sapevano qualcosa, erano gli aspetti meno positivi e meno esaltanti e consideravano quello socialcomunista come l'avvento di un egualitarismo opprimente e deprimente, che bisogna rifarsi per cogliere, nel bene come nel male, il profilo umano di larga parte del fascismo repubblicano e ancor piú della Repubblica sociale.

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关于这一点,我们在后文将展开更为详尽的深入阐述。就目前而言,只需指出:在乔尔焦·阿门多拉关于1939至1945年共产党地下斗争的回忆录中,当他剖析导致意大利社会共和国获得拥护与支持的“多元且相互矛盾的动机”时,曾简要提及“资产阶级资本力量的广泛支持,他们从中看到了大搞两面派投机手腕的有利契机”,提及“官僚体系高级阶层的相当一部分人”,他们不仅受制于恐惧,“更是试图维持国家行政公器的法统延续”,提及那些笃信秘密武器将带给德国最终胜利之人,以及那些“万念俱灰、妄图为自己人生的惨败实施疯狂报复的亡命之徒”;然而,极富深意的是,阿门多拉却两度明确聚焦于青年群体——尽管他竭力试图淡化这一现象的规模幅度12
然而,毫无疑问,还有一部分青年团体的归附,其人数虽属有限,却表现得更为执着投入。他们满怀厌恶地目睹了自身希望的化为泡影,目睹了一个政权在毫无抗争、毫无牺牲光芒的耻辱中轰然垮台;他们将王室与巴多格里奥所玩弄的冷酷两面派策略视作奇耻大辱,更将背弃对德国盟友刚刚重申的誓约视同赤裸裸的叛逆……除开恐惧、狡黠与两面派投机这些无疑占据支配地位的主导动机之外,从最初数日起,在若干狭小范围的青年阶层中,确实能够清晰感知到某种理想主义维度的冲动:一种洗雪一切投降耻辱的复仇意志,一种以死来赎买怯懦与背叛的绝望心理渴求。正因如此,我们共产党人必须不知疲倦地不断向广大青年发出号召,甚至包括那些误入歧途加入萨洛法西斯团伙的青年,引导他们理解何为尊严之道,何为民族复兴之路。

Ma su ciò torneremo ampiamente piú avanti. Per il momento ci basta notare come non sia privo di significato che nei suoi ricordi di militanza comunista negli anni 1939-45 Giorgio Amendola, trattando delle «molteplici e anche contrastanti motivazioni» che determinarono le adesioni e gli appoggi dei quali godette la Rsi, accenni rapidamente ai «larghi appoggi tra le forze capitalistiche, che videro la possibilità di praticare un fruttuoso doppio giuoco», a «una parte degli alti strati della burocrazia», sospinti non solo dalla paura, «ma per tentare di mantenere una continuità dell'apparato statale», a coloro che erano convinti che le armi segrete avrebbero dato la vittoria alla Germania e ai «disperati che non credevano piú a nulla e che volevano vendicarsi dei fallimenti della loro vita», ma si soffermi due volte – pur cercando di ridurre l'ampiezza del fenomeno – proprio sui giovani12:
Ma vi era, certamente ristretta, ma piú impegnata, anche l'adesione di gruppi di giovani, che avevano assistito con disgusto al crollo delle loro speranze, alla caduta di un regime avvenuta senza alcuna difesa e luce di sacrificio, e che avevano subito come un oltraggio il cinico doppio giuoco praticato dalla monarchia e da Badoglio, e quello che appariva il tradimento degli impegni ancora rinnovati con l'alleato tedesco... Al di là delle paure, delle furbizie, del doppio giuoco, che erano certamente i motivi prevalenti, era tuttavia percepibile tra alcuni seppure ristretti strati di giovani, fin dai primi giorni, una motivazione di carattere ideale, la volontà di rivincita su tutte le capitolazioni, un disperato bisogno di finire in modo da riscattare le viltà e i tradimenti. Perciò era necessario rinnovare sempre, senza stancarsi, l'appello ai giovani, come facemmo con insistenza noi comunisti, anche a quelli che avevano aderito al fascio repubblichino, per fare loro comprendere quale fosse la via della dignità e della riscossa nazionale.

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在作出这一澄清之后,在重拾关于行动队微观世界的讨论之前,有必要简要提及最初阶段另外两种性质各异的效忠投奔。就其绝对人数而言虽非浩大,但若考虑到其中包含像第十鱼雷快艇分队(Xª MAS)指挥官朱尼奥·瓦莱里奥·博尔盖塞(他是意大利社会共和国最显赫的核心人物之一,但在此处我们关注他主要是基于一个能够生动展现催生萨洛政权之动因极度芜杂的特殊切面)以及乔瓦尼·秦梯利这般具备崇高学术声望的思想巨擘,便可知其分量绝非无足轻重。

与人们通常的设想相反,极难将博尔盖塞视作严格意义上的法西斯分子。在9月8日之前,他本质上是一位从未积极过问政治的职业军人,作为恪尽职守的典型军人甚至从未主动加入过法西斯党(他的国家法西斯党党证是在对英军舰队的殊死海战中荣膺金质勇敢勋章时由官方名誉授予的);在他看来,这场世界大战是意大利与德国(代表着欧洲的传统与历史文明)抗击美国与苏联(分别代表着‘金钱霸权’与‘野蛮强权统治’)的文明之战。尽管如此,出于职业军人的本分,他坦言:
假使巴多格里奥能以体面且体面的方式带领我们退出战争,我自当服从命令。假使萨伏依的翁贝托王储或奥斯塔公爵挺身而出接管被弃置不顾的武装部队,我亦当服从命令。然而,该国负有最高领导职责的首脑们凭借自身的不堪行径,彻底践踏放弃了自己的统御特权,依照我的军人伦理,他们由此彻底丧失了一切发布军令的权威与资格。对我而言,假使必须脱离战争与同盟,却以如此虚伪卑劣的方式去行事,是绝对无法容忍的。一场战争可以打赢亦可以打输,但必须懂得带着尊严去承受战败。对于一个民族而言,军事上的战败仅仅造成物质层面的摧折;但假使是在遭受背叛的盟友的唾弃之中、在对胜者摇尾乞怜的屈辱之中去承受失败,则必将对民族精神造成毁灭性内伤,其耻辱烙印将历经数百年而难以磨灭。

循此逻辑,博尔盖塞以及汇聚在其麾下(不论是否隶属第十突击支队)的相当一部分军官,将他们对意大利社会共和国的投效不仅视为‘不可或缺’的,且定义为一种‘超党派’的纯粹行为。“我的看法是,”在其至今尚未公开发表的回忆录第二卷中写道13,“意大利社会共和国切实体察并回应了一项极其明确坚定的道德与政治诉求。”且在他看来,“即便没有墨索里尼,这一政权亦必然诞生。”
命运的造化使得那位亲眼目睹自己苦心经营二十年的梦想化为乌有之人,恰好站到了这一最终凝聚为国家政权的时代诉求的顶端。因此,不论是我本人,还是第十支队全体官兵,皆顺理成章地将他承认为那座从停战灰烬中涅槃重生的意大利的最高代表;作为军人,我们誓愿为了这样一座意大利再度重执枪戈、奔赴沙场。

Fatta questa precisazione, prima di riprendere il discorso sul microcosmo squadrista, è opportuno un accenno ad altri due tipi di adesioni della primissima ora, in sé e per sé non numerosissime, ma non insignificanti se appena si pensa che tra esse ci furono quelle di Junio Valerio Borghese, il comandante della X Mas, una delle figure di maggior spicco della Rsi, ma che qui ci interessa soprattutto per un aspetto particolare che mostra bene la gariegatezza delle motivazioni che concorsero a darle vita, e di un uomo della statura intellettuale di Giovanni Gentile.

Contrariamente a quel che si potrebbe credere, è ben difficile considerare Borghese un fascista in senso proprio. Sino all'8 settembre egli era stato essenzialmente un militare che non aveva mai fatto politica attiva e non si era, da buon militare, neppure iscritto al partito (la tessera del Pnf gli era stata concessa ad honorem quando era stato insignito della medaglia d'oro al valore per le sue imprese belliche contro la flotta britannica) e che considerava la guerra come una lotta di civiltà tra Italia e Germania, che rappresentavano la tradizione e la storia dell'Europa, e gli Stati Uniti e l'Urss, che rappresentavano invece «il dominio del denaro» e «della forza bruta». Ciò nonostante, da buon militare, se Badoglio ci avesse fatto uscire dalla guerra in modo decoroso ed onorevole, avrei obbedito. Se Umberto di Savoia o il duca d'Aosta si fossero messi a capo delle Forze Armate abbandonate a loro stesse, avrei obbedito. Ma con il loro comportamento i capi responsabili del paese avevano abdicato alle loro prerogative, perdendo cosí, secondo la mia etica, ogni autorità e diritto ad impartire ordini. Era per me inammissibile che, dovendosi sottrarre alla guerra e all'alleanza, lo si facesse in modo cosí ipocrita e indecoroso. Una guerra si può vincere o perdere, ma si deve saper perdere con dignità. Per un popolo la sconfitta militare incide solo materialmente; ma perdere con il disprezzo dell'alleato tradito e con quello del vincitore a cui si supplica di accordarsi, incide moralmente e le tracce restano per secoli.

In questa logica Borghese e non pochi di coloro che si raccolsero attorno a lui, della X Mas e no, considerarono la loro adesione alla Rsi non solo «necessaria», ma «apolitica». «Era mia opinione – si legge nel secondo volume ancora inedito delle sue memorie13 – che la Repubblica Sociale Italiana rispondesse ad una esigenza morale e politica ben precisa». E che, addirittura «sarebbe nata anche senza Mussolini».
La sorte volle che colui il quale aveva visto naufragare un sogno coltivato per vent'anni, venisse a trovarsi a capo di questa esigenza che si concretizzò poi in Stato. Era quindi logico che sia io, sia tutti indistintamente gli uomini della Decima, riconoscessimo in lui il supremo rappresentante di quell'Italia risorta dalle ceneri dell'armistizio, un'Italia per la quale, da soldati, eravamo pronti ancora una volta ad impugnare le armi.

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这一立场表面上看截然相悖,但在精神实质上却同另一批职业军人的心态异曲同工(显然我们指的是出于真诚信念、而非企图两头讨好以规避凶险之徒):这批军人虽因萨洛政权的法西斯属性而断然拒绝为其效命(‘没有法西斯,可以;裹挟法西斯,免谈’14),却亦同样未曾倒向王国南方政府或投身游击队运动。

当视线转向知识界时,问题的复杂性愈显突出。一方面,知识界在传统上以及在战火的摧折下,普遍浸染着资产阶级大多数阶层共有的伦理政治脆弱性;另一方面,知识界内部又割裂为形形色色的具体群体,它们以截然相异的姿态去经历同意大利社会共和国的关系。因此,绝不能将知识界视作铁板一块的均质整体(更不能将少数最具声望之知名学者的表现随意附会为普遍象征);恰恰相反,必须在考量多重视角(人文主义学者与理工技术专家的分野、经济、金融、法律等各领域事务官员与官僚的分野、以及新闻记者群体等)的微观区隔下来重构其心态轨迹,而在这些区隔内部,还必须考量由年龄断代以及各代知识分子在法西斯统治时期所经历的生活轨迹差异。知识分子对意大利社会共和国的主动归附在总体上固然极为有限,以至于在诸多法西斯圈子内部引发了极其暴烈的谴责与口诛笔伐(1943年底孔切托·佩蒂纳托重新印发其著名的论战小册子《知识分子与战争》并重申对意大利知识分子的严厉指控,便是典型一例);但与人们直觉设想相反的是,老一辈的“长者”知识分子反倒在总体上表现得更为支持(即便往往吞吞吐吐、且未必见诸连贯坚决的实际行动)——他们因自身的文化素养以及对过去数十年国家历史风云的亲身历练,更能深切体会到战败与9月8日事变的沉重悲剧性,并在最初阶段更为笃信必须达成某种“民族团结”,以避免“祖国命运”的进一步深渊沉沦和内战全面爆发15;相反,年轻一代知识分子由于匮乏坚实的道德与文化根基,大体上以一种截然相异的市侩姿态去应对变局,对国家的前途漠不关心,一心唯求经营个人狭隘私利16

Una posizione in apparenza diversissima, ma nella sostanza simile a quella di quei militari (ovviamente ci riferiamo a quelli in buona fede, che non cercavano cioè una scappatoia per non compromettersi con nessuno e sfuggire ogni rischio) che, pur rifiutandosi di aderire alla Rsi, perché fascista («senza fascismo, sí, con il fascismo, no»14), non si schierarono neppure per il governo regio o con i partigiani.

Piú complesso si presenta il problema rispetto al mondo intellettuale. Per un verso esso partecipava infatti della fragilità etico-politica che tradizionalmente e per gli effetti devastanti della guerra caratterizzava gran parte della borghesia, per un altro si articolava però in varie realtà particolari che vissero il proprio rapporto con la Rsi in modi diversi. Da qui la necessità di non considerarlo come qualcosa di sostanzialmente unitario (e tanto meno di attribuire al comportamento di pochi intellettuali piú in vista un valore emblematico), ma, al contrario, di ricostruirne l'atteggiamento tenendo conto delle molteplici suddivisioni interne (culturali, psicologiche, comportamentali, storiche, ecc.) tra intellettuali di formazione umanistica e di formazione scientifico-tecnica, operatori e burocrati dell'economia, della finanza, del diritto, ecc. e giornalisti e all'interno di queste suddivisioni, di quelle determinate dall'età e da come, a seconda di essa, molti intellettuali avevano vissuto gli anni del regime. Ché se le adesioni degli intellettuali alla Rsi furono nel complesso scarse, tanto da suscitare in molti ambienti fascisti violente accuse e accese polemiche (tipica fu quella accesasi allorquando Concetto Pettinato ripubblicò, verso la fine del 1943, il suo famoso pamphlet Gli intellettuali e la guerra e ribadí le accuse in esso contenute contro gli intellettuali italiani), contrariamente a quanto si potrebbe credere, furono tutto sommato piú numerose (anche se non di rado a mezza bocca e senza che si traducessero in coerenti comportamenti) tra gli «anziani», che, per la loro formazione e partecipazione alle vicende nazionali dei decenni precedenti, sentivano maggiormente il dramma della sconfitta e dell'8 settembre e, almeno all'inizio, piú credettero alla necessità di una «concordia» che evitasse l'ulteriore precipitare delle «sorti della patria» e lo scatenarsi di una guerra civile15, che tra i «giovani», che, invece, mancando di un'effettiva base morale e culturale, lo vissero in genere in modo tutto diverso, disinteressandosi del futuro del paese e preoccupandosi solo del proprio16.

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1943年12月27日,针对阿雷佐省省长布鲁诺·劳·托雷斯“对知识分子出离愤怒”、要求逮捕所有未曾登记加入法西斯共和党的知识分子的通报,乔瓦尼·帕皮尼在日记中写道17
依我看,他们至少得把一百万人关进大牢。当知识分子本可以为了国家的根本福祉去揭露谬误与罪责之时,却被彻底剥夺了说话的权利;而如今,他们居然妄图让知识分子扮演拉皮条的说客与敲锣打鼓的吹鼓手,却依然不肯赐予贤达志士以必要的言论自由,而唯有这种自由方能使智者的劳作真正彰显经世致用之功。

尽管帕皮尼的这番道德说教在当时许多类似立场以及超越知识界的普遍心态中引起了共鸣,但他的这番辩解(帕皮尼对萨洛政权虽非敌视,但大体采取了退避三舍的冷眼旁观立场,在秦梯利遇刺后坚决推辞了官方再三恳请其出任意大利科学院院长的要职)却带有显著的掩饰与闪烁其词:盖因假使多年来知识分子一直被指派扮演“吹鼓手与说客”的角色并被剥夺言论自由,那么多年来他们——尤其是那些最富盛名的大师巨擘——亦从未采取任何行动去反抗这一格局,而是安之若素地妥协苟安,并从中攫取一切可能的好处(包括自欺欺人地以为靠几句私下牢骚和刻薄冷嘲便能“拯救灵魂”);此外,从所谓法西斯主义的逻辑来看,这固然是无法接受的,而更关键的在于:帕皮尼在实际上武断地将知识分子的全貌窄化削足适履为仅仅其中的一部分人——即文人、艺术家,亦即最具传统色彩、且除个别特例外最为自我中心且精神极度贫血的那一部分人群。

Commentando la notizia che il capo della provincia di Arezzo, Bruno Rao Torres, «furibondo contro gli intellettuali», aveva chiesto l'arresto di tutti quelli che non si erano iscritti al Pfr, il 27 dicembre 1943 Giovanni Papini annotò nel proprio diario17:
Credo che dovrebbero arrestare almeno un milione di persone. Agli intellettuali non fu concesso parlare quando potevano denunziare errori e colpe, per il bene del paese. E ora vorrebbero che facessero la parte d'imbonitori e tamburini senza conceder loro quella libertà di parola ch'è necessaria agli uomini d'ingegno perché l'opera loro sia veramente efficace.

Nonostante il suo tono moraleggiante trovi il conforto di altri simili atteggiamenti e di un diffuso stato d'animo che andava ben oltre il mondo intellettuale, questa spiegazione di Papini (che assunse rispetto alla Rsi un atteggiamento non certo ostile, ma sostanzialmente defilato, rifiutando ogni incarico a cominciare da quello di presidente dell'Accademia d'Italia insistentemente offertogli dopo l'assassinio di Gentile), non solo è reticente, perché, se per anni agli intellettuali era stata assegnata «la parte di imbonitori e tamburini» e negata la libertà di parola, per anni essi – anche e soprattutto i piú prestigiosi – nulla avevano fatto per opporsi a questa situazione e vi si erano acconciati traendo da essa tutti i benefici possibili (compreso quello di credere di «salvarsi l'anima» con qualche «mugugno» e qualche lazzo), ma è inaccettabile sia in una logica – diciamo cosí – fascista, sia – ciò che piú conta – perché, di fatto, riduce arbitrariamente il discorso sugli intellettuali a una parte solo di essi, ai letterati, agli artisti, alla parte cioè piú tradizionale e, salvo eccezioni, piú egocentrica e intimamente esangue di essi.

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从法西斯主义的自身逻辑出发,阿尔登戈·索菲奇在《意大利与文明》刊物上发表的长文则显得更为坦诚而一以贯之;该文在反驳那些指责知识分子逃避“神圣职责”的极端法西斯分子的同时,亦间接驳斥了持有帕皮尼式论调之徒18
当人们在国家存亡绝续的决定性历史关头——例如我们眼下正在经历的危机时刻——要求‘知识分子’、亦即思想家、作家、诗人与艺术家同狭义的政治家协同行动之际,实质上是对他们提出了极高的要求。因为这实质上是要求他们中断自己甜蜜挚爱的学问探求,告别宁静淡泊的沉思冥想……纵身跃入充满功利算计、权宜应变与转瞬即逝的现实漩涡之中……这种牺牲,同向任何非战斗平民所要求的牺牲之间仅有微弱的可比性,盖因常人可以轻而易举地克尽厥职,因为除此身之外他们本就别无他物可供奉献给祖国。
在索菲奇看来,政治家固然可以且应当要求“真正的知识分子”为共同事业“贡献出其思想、学识与历史经验之智慧”;然而一旦提出了这一要求,政治家便必须尊重其建言,决不能再次将其当作廉价的“门面装点与虚妄仪轨”,将其降格投入琐碎的“日常粗活”(知识分子本也不谙此道)——那些下里巴人的宣传煽动自有专业报人去打理;但与此同时,“真正的知识分子”亦决不能继续推诿搪塞,将自身的家国担当降格为轻浮的文字游戏。

然而,索菲奇同样在实质上将知识分子的整体范畴局限在“思想家”、“艺术家”与“文人”,外加报人记者这一“亚种”。这种“窄化”无疑是彼时在其他诸国早已被淘汰、但在意大利本土依然根深蒂固的陈旧知识分子观念的产物。然而在当下语境中,真正引起我们深思的是:正是这种陈腐观念,使得政治与历史学界多年来将关于知识分子投奔萨洛政权的讨论,武断限定在远少于实际情况的个案范围之内,并将责任一股脑推诿给“旧式的”唯心主义与天主教文化(认定这批“传统”知识分子不过是其传声筒)。与此同时,对于另一庞大群体——即受过自然科学与工程技术专业训练的知识分子——却几乎讳莫如深;对于这批人而言,逃避同萨洛政权的某种业务合作显然难如登天,他们往往对自身的工作抱持某种“价值中立”的专业主义理念,但大体而言,他们相较于“人文学者”往往对那些直接或间接仰仗其专业工作为生的基层职工怀有更强烈的责任感,并对面临灭顶之灾的国家资产抱有深切的守护之心(在彼时惨绝人寰的乱局中,千方百计为未来保留一息元气显然至关重要)。在这方面,工业复兴公司(IRI)领导班子的大多数人(1943年其主流对法西斯毫无好感甚至公然反法西斯)的行为堪称典型:战后他们曾遭受严厉清算指控,盖因他们接受了将公司约40亿里拉的资产组合迁移至北方的决定,而没有任由失去生计来源的企业实体在乱局中灰飞烟灭。然而正如学者所中肯指出的那样19,假使当时任由工业复兴公司走向崩溃解体,便意味着战后整个国家在复兴重建时极端匮乏与迫切倚重的绝大部分核心战略资产将被彻底抹煞。同样的情理亦完全适用于一整套国家级高级文官(commis d'État)、技术官僚与科学家:当面临多年辛勤劳作的心血付诸东流、其所掌管的机构彻底沦入德军铁蹄遭受洗劫破坏的残酷现实之际,他们宁愿选择接受同萨洛政权开展实质性业务合作,以巧妙周旋于其所能提供的微薄掩护之下,竭尽全力抢救危局中尚可保全的国家财富残部。

In una logica fascista piú onesto e coerente appare per esempio quanto scritto da Soffici su Italia e civiltà polemizzando con quei fascisti che accusavano gli intellettuali di sottrarsi ai loro «doveri», ma, indirettamente, anche con chi la pensava come Papini18:
Quando si chiede agli «intellettuali», cioè ai pensatori, agli scrittori, ai poeti, agli artisti, di collaborare all'azione dei politici propriamente detti, in momenti decisivi per la vita della nazione, come per esempio quello che ora stiamo attraversando, e in generale, si chiede loro molto. Gli si chiede infatti di distogliersi dai loro dolci e cari studi, dalle tranquille meditazioni... per immergersi nel pratico, nel contingente, nel transitorio..., un sacrificio solo in parte comparabile a quello richiesto ad ogni altro cittadino non combattente, il quale può compiere il suo con molto maggiore facilità perché non altro che questo è in grado di offrire alla patria.
Per Soffici i politici, potevano e dovevano esigere che i «veri intellettuali» dessero allo sforzo comune «il contributo del loro pensiero, del loro sapere, della loro esperienza storica»; una volta chiestolo ne dovevano tener però conto e non dovevano, ancora una volta, servirsene come «una vana lustra o pompa decorativa» da utilizzare nella bassa «cucina quotidiana» (che, oltre tutto, essi non avrebbero saputo fare) della propaganda spicciola alla quale dovevano provvedere i giornalisti; ma anche i «veri intellettuali» non dovevano piú tergiversare e ridurre il loro impegno ad un giuoco di parole.

Anche Soffici tuttavia riduceva il problema degli intellettuali sostanzialmente a quello dei «pensatori», «artisti» e «letterati» con in piú la «sottospecie» dei giornalisti. Una tale «riduzione» era indubbiamente conseguenza di una concezione della figura dell'intellettuale ormai largamente superata in altri paesi, ma ancor viva in Italia. In questa sede, ciò che interessa è però che è stata questa concezione che ha permesso in sede politica e storica di circoscrivere per anni il discorso sull'adesione degli intellettuali alla Rsi ad un numero di casi piú scarso del reale e di attribuire la responsabilità di essa alla «vecchia» cultura idealistica e cattolica della quale gli intellettuali «tradizionali» sarebbero stati l'espressione. E questo tacendo quasi completamente sugli altri, quelli di formazione scientifica e tecnica, ai quali, certo, era piú difficile sottrarsi a forme di collaborazione con la Rsi e che non di rado avevano una concezione «neutrale» della propria attività, ma che, in genere, sentivano anche molto piú degli «umanisti» un forte senso di responsabilità verso coloro che direttamente o indirettamente dipendevano dal loro lavoro e verso i beni dello Stato che in quella tragica situazione era pur sempre necessario cercare di salvaguardare in qualche misura per il futuro. Caratteristico è in questo senso il comportamento di buona parte del gruppo dirigente dell'Iri (in maggioranza nel 1943 afascista o addirittura antifascista) che nel dopoguerra sarebbe stato messo sotto accusa per aver accettato di trasferire al nord il portafoglio dell'Istituto (circa quattro miliardi) e non aver lasciato che l'organizzazione patrimoniale di esso, rimasta senza mezzi, andasse distrutta. Laddove, come è stato giustamente osservato19, lasciare che l'Iri andasse in rovina avrebbe costituito l'annullamento di gran parte di quelle risorse delle quali, finita la guerra, il paese avrebbe avuto estremo bisogno. E lo stesso può dirsi per tutta una serie di commis d'état, di tecnici, di scienziati che, di fronte all'alternativa che i frutti di anni di lavoro andassero perduti e che le istituzioni delle quali avevano la responsabilità cadessero nelle mani dei tedeschi o fossero distrutte, preferirono accettare di collaborare con la Rsi e di giuocare su quel tanto di copertura che essa poteva assicurare ai loro sforzi per salvare il salvabile.

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迄今为止所述,足以勾勒出一系列尚待学术界填补的空白研究方向。例如,关于司法法官与各级教师这两大举足轻重的职业阶层面对历史危局的实际态度,迄今依然近乎一片空白;更遑论其他社会阶层,其历史图景在实际上完全被彻底遗忘。即便是针对大学教授群体的研究,亦仅仅停留在极少数在反法西斯地下运动及抵抗斗争中抛头露面的知名泰斗人物。鉴于此种学术现状,关于9月8日对整个知识界冲击的探讨,最终不可避免地要么退化为一份关于或多或少公开发表声明依附萨洛政权之人员20与明确反抗或两不相帮之人员的机械人名清单,要么局限于针对索菲奇所谓的“真正知识分子”主导心态的一系列泛泛推论。这些推论在充分顾及个体境遇的繁复差异并作出必要辨析之后,大体导向了同一个结论:9月8日事变在绝大多数“人文”知识分子心头(至少对于那些坚信文化与思想劳作绝非单纯等同于意识形态站队与政治行动主义的学者而言)所激发的心态,应当被置于一个极度平庸、直言之甚至相当苍白卑琐、却远比种种人为拔高的神话更为贴近历史真实的坐标下予以审视——那便是其在法西斯统治时期、尤其是在残酷大战岁月里早已深植骨髓的‘两面暧昧性’(ambiguità)及其深厚的前史前因21

Quanto sin qui detto può costituire una indicazione per una serie di studi che ancora mancano. Nulla o quasi infatti si sa, per esempio, sull'effettivo atteggiamento di importanti categorie quali i magistrati e gli insegnanti. E non diciamo di altre sulle quali si ignora praticamente tutto. Persino a proposito dei professori universitari non si va oltre alcuni casi di personalità piú note e impegnate nel movimento antifascista e con la resistenza. Stante questa situazione degli studi, un discorso sull'impatto dell'8 settembre sul mondo intellettuale finisce inevitabilmente per ridursi quasi solo o ad un elenco di coloro che aderirono piú o meno esplicitamente alla Rsi20 e di coloro che si schierarono – anch'essi piú o meno esplicitamente – contro di essa o si defilarono rispetto ad entrambe le parti o a una serie di considerazioni sull'atteggiamento che pare aver caratterizzato quelli che Soffici definiva i «veri intellettuali». Considerazioni che, pur tenendo conto della diversità dei singoli casi e pur facendo tutte le debite distinzioni, portarono grosso modo a concludere che l'8 settembre determinò nella maggioranza degli intellettuali «umanisti», di quelli almeno per i quali la cultura, il lavoro intellettuale erano cosa diversa della mera ideologia e dell'attivismo politico, un atteggiamento che ci pare vada visto all'insegna – molto prosaica, squallida se si vuole, ma piú realistica di quelle sotto le quali lo si è voluto collocare – dell'ambiguità e dei suoi precedenti negli anni del regime e in particolare della guerra21.

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在众多俯拾即是的实例中,文琴佐·埃兰特可谓典型一例:他在9月8日事变面前感到‘肝肠寸断’与‘精神粉碎’(然而这种痛苦远未达到使其真正洞悉意大利正在经历的深层历史悲剧、并作出自觉而清醒的阵营抉择的境界,以至于他同许多人一样,迅速遁入一种近乎逃避现实的‘学者闭门沉思’之中)22;而许多其他人——绝大多数人群、尤其是那些在法西斯政权温室中羽翼渐丰且往往仰仗于在体制浑水中巧妙钻营而飞黄腾达的相对年轻一代——在经历9月8日之际,内心的焦虑主要聚焦于战局将以何种节奏演进、个人究竟怎样行事最为划算;其压倒一切的核心诉求在于绝不使自身受到政治牵累、遁形隐匿、销声匿迹(在个别场合甚至毫不脸红地继续榨取昔日法西斯旧雨同僚的人脉红利以谋求庇护),以便在恰当时机来临之际,将自己包装成一个与法西斯主义毫无瓜葛的冰清玉洁之辈,从而彻底免除任何历史罪责,甚至堂而皇之地以昔日体制的‘受害者’或自始至终的反法西斯暗度陈仓者自居,坚称自己此前之所以未能有所作为,完全是……拜法西斯暴政所赐23

唯有立足于这一现实主义视角,方能将知识分子投向萨洛政权的错综复杂的零散图景拼凑成一幅令人信服的完整历史画卷,从而超越战后法西斯与反法西斯阵营各自炮制的宣传流俗之见。唯有借助这一透视,方能理解一方面最初呈现出的‘犹疑不决’与‘踟蹰徘徊’24(这种动摇事实上在随后同情或投身抵抗运动的人群中亦屡见不鲜25;以及种种若即若离、若明若暗的投机隐匿26,乃至投身其营垒之知识分子人数的相对匮乏);另一方面,亦能理解那些依附萨洛政权者的行为特质,尤其是老一辈名宿,在许多场合与其说这是出于法西斯意识形态的笃信,毋宁说被体验为一种维系个人操守一贯性与爱国情怀的壮举,亦是对墨索里尼个人患难故交情谊的展示;再一方面,亦能理解萨洛政权、尤其是梅扎索马与比吉尼针对知识分子所推行的安抚政策,以及法西斯强硬派对借用墨索里尼著名比喻所谓的‘巨型袋鼠’27所始终抱持的刻骨仇恨——所谓‘巨型袋鼠’,指的正是那些在7月25日之前极力宣示自身纯正法西斯信仰、毫无心理障碍地以最谄媚庸俗的姿态为政权的宣传滥调背书,随后却一夜之间蜕变为政权的严苛法官与傲慢批判者之流;强硬派的敌意亦同样倾泻在那些以秦梯利为首的学者身上28——尽管秦梯利投向了意大利社会共和国,但在强硬派眼中,他却根本不是能够清醒洞悉历史赌注的真正革命法西斯分子,而是一个随时准备为了将墨索里尼与共和国引向‘民族和解’的滑坡、并向其‘不共戴天的死敌’推行‘宽容博爱’而作出任何妥协退让的‘资产阶级自由派’与‘伪善的慈悲家’29

Se, per fare un esempio a caso tra i molti che si potrebbero fare, un Vincenzo Errante fu «affranto» e «schiantato» dall'8 settembre (non al punto però da rendersi veramente conto delle ragioni di fondo della tragedia che stava vivendo l'Italia e da prendere posizione con una consapevole scelta di campo, tant'è che si chiuse, come tanti altri, in una sorta di «raccoglimento studioso» che era molto simile ad una fuga dalla realtà)22, molti altri – i piú e in specie i meno anziani, i «giovani» cresciuti nel clima del regime e che spesso dovevano la loro fortuna ad un'accorta navigazione nelle sue acque – vissero l'8 settembre essenzialmente nell'incertezza di come e con quali tempi si sarebbero sviluppate le operazioni militari e di cosa convenisse loro fare e, soprattutto, mossi dalla preoccupazione di non compromettersi, di defilarsi, di scomparire (non facendosi scrupolo in certi casi di sfruttare ancora vecchi rapporti e sodalizi fascisti per continuare a trarre da essi benefici e coperture), cosí da presentarsi al momento opportuno come chi non aveva mai avuto a che fare con il fascismo e poter apparire mondi da qualsiasi responsabilità e colpa, se non addirittura nei panni di vittime e di antifascisti da sempre, che se non si erano concretamente rivelati era stato... per colpa del fascismo23.

Solo in quest'ottica è possibile comporre in un convincente quadro complessivo le varie tessere relative all'adesione degli intellettuali alla Rsi e sottrarsi alla suggestione delle vulgate accreditate nel dopoguerra dai fascisti e dagli antifascisti. Grazie ad essa, si possono capire infatti per un verso certe iniziali «incertezze» e certi «tentennamenti»24 (che, del resto, si verificarono anche tra coloro che simpatizzarono o si impegnarono poi con la resistenza25, certe presenze-assenze26 e il relativamente scarso numero di intellettuali che entrarono nelle sue fila); per un altro verso il carattere di tali adesioni, specie dei piú anziani, che in numerosi casi piú che un fatto di fascismo ne fecero un fatto di coerenza personale e di patriottismo, una prova di amicizia nei confronti di Mussolini; per un altro verso ancora la politica verso gli intellettuali della Rsi e di Mezzasoma e Biggini in particolare e l'ostilità che i «duri» del fascismo manifestarono sempre nei confronti, per usare una famosa immagine mussoliniana27, dei «canguri giganti», di quegli intellettuali cioè che sino al 25 luglio avevano manifestato una pura fede fascista e non si erano fatto scrupolo di avallare anche nelle forme piú bolse e servili le tematiche e le parole d'ordine della propaganda del regime e poi si erano trasformati in intransigenti e boriosi giudici di esso, ma anche nei confronti di quelli – in primis Gentile28 – che, pur avendo aderito alla Rsi, mostravano, a loro dire, di non essere veri fascisti rivoluzionari consapevoli della posta in giuoco, ma dei «liberali borghesi», dei «pietisti», disposti a qualsiasi compromesso e concessione pur di spingere Mussolini e la repubblica sulla via scivolosa della «concordia nazionale» e della «tolleranza» verso i loro «mortali nemici»29.

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然而,让我们重回早先提及的行动队微观世界:只需稍加近距离审视便会发现,这一微观生态同样绝非均质划一,因而决不能将其视作铁板一块。

在9月8日之后立即率先挑起重建法西斯党大梁的人物,本质上是那些在法西斯掌权二十年间通常仅担任卑微次要职务、抑或早已被党开除出局或主动疏离出走的中下层行动队员。相反,那些曾执掌显赫权柄、或以批评姿态(通常带有法里纳奇派系色彩)介入党政生活的高层行动队员,其立场则截然不同且更为繁复。在昔日权贵中,投奔萨洛政权者凤毛麟角;而在后者之中,投效者的比例则高得多。然而,在最初关头便立即挺身而出的情况依然极其罕见。在萨洛政权成立之后,亦不乏有人选择自绝于其主流之外,游离于边缘地带而拒绝全情投入;他们小心翼翼地将自身同墨索里尼个人的特殊纽带(往往更偏向人情层面而非纯粹政治层面)同与法西斯共和党的关系严格剥离,甚至断然拒绝登记入党,坚称萨洛政权无论口头上怎样唱高调,在实际上根本无力彻底决裂于昔日的肮脏过去,根本无力破除那些将法西斯主义推向深渊的陈规陋习与祸国奸佞。生动折射出这一复杂心态的典型文献,当属法里纳奇最铁杆的亲信之一、直至7月25日一直是其在佛罗伦萨最重要的代理人(在巴多格里奥统治的四十五天里他曾被迫远走避祸以洗脱企图重建当地法西斯支部的罪名)布鲁诺·普奇奥尼于10月7日致法里纳奇的一封密信。信中直言不讳地写道30
现在,亲爱的罗伯托,我必须极其坦率地对你说:尽管我依然是那个立场坚定不移的行动队员、依然是德国同志忠诚无二的战友,但今天我却感到前所未有的彻底迷茫。君主的叛国逆行固然使我决不可能再维系从小接受的那种尊王君主制情感,因而从良知出发我本可以自由而清醒地登记加入法西斯共和党。然而这个所谓新党的纲领究竟何在?多年来我们一直梦寐以求希望看到统领整个运动的新人究竟在哪里?为何那些将祖国与党推向覆灭深渊的致命错误依然在被顽固延续?为何今天的空洞修辞同巴多格里奥政府上台前的滥调毫无二致?为何依然在强行委任那些其过去行径无论是非功过皆早已遭受我们这些最忠诚同志唾弃质疑的人物?为何不努力去争取吸纳那些虽非法西斯分子、但在那段蒙羞受辱的日子里却表现得比无数党证持有者更为亲近我们的骨鲠之士?
总而言之,亲爱的罗伯托,我们眼前依然迷雾重重;当我们时刻准备着为祖国奉献全副身心之际,我们却感受不到任何必要性去加入这样一个政党——它吸纳的充其量不过是一群急于复仇雪恨之徒、企图轻而易举洗白自身劣迹之徒、抑或早已输光一切赤条条无牵挂的亡命之徒。你在大委员会上提出的议案是我们的指路明灯,我们将誓死效忠于那项纲领。
在佛罗伦萨,无论从历史履历、个人操守还是参战资历来看皆属最优秀的法西斯精华分子,皆未曾登记入党:但所有这些人——其人数极其浩大——皆无比渴盼着同德国军队、同墨索里尼本人、以及同那些必将赢得我们无条件信任的新人展开全方位的精诚合作。

Ma torniamo al microcosmo squadrista, che ad un esame appena un po' ravvicinato appare anch'esso tutt'altro che omogeneo e tale pertanto da non poter essere considerato in blocco.

Coloro che subito dopo l'8 settembre presero l'iniziativa di ricostruire il partito furono essenzialmente squadristi di secondo e terzo piano che – come abbiamo detto – negli anni del regime avevano in genere ricoperto incarichi minori o che erano stati allontanati o si erano spontaneamente allontanati dal partito. Diverso e piú variegato fu l'atteggiamento di quegli squadristi che avevano avuto incarichi di rilievo o che avevano partecipato alla vita del partito e del regime su posizioni critiche, in genere farinacciane. Tra i primi pochi sarebbero stati coloro che avrebbero aderito alla Rsi; piú numerose invece sarebbero state le adesioni tra i secondi. Rari furono però i casi di coloro che si attivizzarono subito. Né sarebbero mancati coloro che, costituitasi la Rsi, si sarebbero mantenuti ai suoi margini, non vi si sarebbero impegnati a fondo, avrebbero distinto tra il loro particolare «rapporto» (spesso piú umano che politico) con Mussolini e quello con il Pfr e, addirittura, non vi avrebbero aderito, ritenendo che, checché andasse proclamando, la Rsi non fosse realmente capace di rompere con il passato, con certi metodi e uomini che erano stati la rovina del fascismo. Documento caratteristico di questo atteggiamento è una lettera scritta il 7 ottobre a Farinacci da uno dei suoi fedelissimi e sino al 25 luglio il suo maggior punto di riferimento a Firenze (da dove nei quarantacinque giorni aveva dovuto allontanarsi per sfuggire all'accusa di voler ricostituire il fascio locale), Bruno Puccioni. In essa si legge infatti30:
Ed ora, caro Roberto, devo dirti con tutta franchezza che pur rimanendo l'intransigente squadrista e il fedele camerata dei tedeschi, mi sento oggi completamente disorientato. Il tradimento sovrano non mi consente certo di continuare ad avere quei sentimenti monarchici nei quali ero stato educato e perciò al partito fascista repubblicano potrei liberamente e coscientemente iscrivermi. Ma quale è il programma di questo nuovo partito? Quali sono gli uomini nuovi che non da ora, ma da anni, abbiamo sempre desiderato vedere a capo del movimento? Perché si continua a perpetuare gli errori che hanno portato la Patria e il Partito alla rovina? Perché la retorica è ancora quella che ha preceduto il governo Badoglio? Perché si continua ad imporre uomini il cui passato, a torto o a ragione, è stato discusso anche da noi fedelissimi? Perché non si cerca di portare a noi coloro che pur non essendo fascisti, furono, durante il periodo della vergogna, piú vicini a noi di tanti tesserati?
Insomma, caro Roberto, noi non vediamo ancora chiaro e mentre siamo disposti a dar tutti noi stessi alla Patria, non sentiamo la necessità di una iscrizione ad un partito che riunisce, per lo piú, gente che vuol vendicarsi, che vuol crearsi delle facili verginità o che non ha piú niente da perdere. Il tuo ordine del giorno al G. C. è la nostra guida e a quell'ordine del giorno noi intendiamo rimanere fedeli fino alla morte.
A Firenze, la parte migliore dei fascisti, sia per passato, per onestà e combattentismo, non si sono iscritti: ma tutti questi, e sono numerosissimi, desiderano collaborare con le truppe tedesche, con Mussolini e con uomini nuovi che devono riscuotere la nostra incondizionata fiducia.

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现在我们来谈谈那些在9月8日之后数日内率先自发组织重建法西斯支部的行动队员。在7月25日的晴天霹雳面前,许多人根本无法接受法西斯政权覆灭的现实,他们将这场崩溃归咎于‘假法西斯分子’的叛逆,归咎于共济会,归咎于官僚与金融投机集团的黑网——这帮人利用法西斯来谋取一己私利,并协助王室与巴多格里奥集团推翻墨索里尼,以便能够继续霸占权柄中饱私囊;更主要的是,他们归咎于那些蒙蔽‘领袖’、解除了党的武装并将其从‘革命的武装卫队’蜕变削弱为使‘叛徒’得以轻而易举清除法西斯政权之罪魁祸首的党内官僚。7月26日至27日,在个别偏远小镇,少数狂徒曾针对公开欢庆政权倒台的平民实施过零星孤立的暴力威吓与私刑报复;尽管绝大多数人在内心深处狂热盘算着反扑复仇的图谋并寄希望于德国人,但彼时大部分行动队员实际上早已作鸟兽散,甚至纷纷潜藏隐匿以躲避昔日受害者的清算报复(在某些地区,特别是在米兰、艾米利亚-罗马涅、托斯卡纳与皮埃蒙特,这种清算的危险绝非空穴来风31);以至于在实质上直至9月8日之前,他们对巴多格里奥政府而言从未构成过真正的心腹大患。佛罗伦萨——作为行动队员人数最众且历史上素以残暴著称的重镇——的案例堪称典型,正如当地警务当局于7月28日呈送塞尼塞的一份绝密报告所详尽披露的那样32
法西斯分子,尤指行动队员群体,在事变迅雷不及掩耳的打击下惊魂失措,且因失去了领导指挥与明确指令而四散溃散,目前没有任何迹象表明其蓄谋展开有组织的报复反击,更遑论暴力行动;然而客观事实表明,相当一段时期以来,或许是预见到变故将临抑或是奉行特定指令,他们已然广泛秘密武装了自身(鉴于其坐拥充分的武器获取渠道);完全不能排除在眼下笼罩其四周的仇恨敌意氛围中、鉴于坊间公开激烈叫嚣的清算言论,他们至少会誓死自卫以保全自身及家眷的人身安全——盖因他们完全有理由认定自己已成为众人清算报复的活靶子。
另一方面,亦完全不能排除他们可能重新集结为若干决死自卫小组,企图发动某种武力反扑以抵御外界暴力攻击。

E veniamo a quegli squadristi che in molti casi, come già abbiamo detto, all'indomani dell'8 settembre, presero per primi l'iniziativa di ricostituire i fasci. Colti di sorpresa dal 25 luglio, molti non si erano rassegnati alla fine del fascismo e l'avevano attribuita al tradimento dei «falsi fascisti», alla massoneria, alle cricche burocratico-affaristiche, che si erano servite del fascismo per i loro fini personali e avevano aiutato la cricca monarchico-badogliana ad abbattere Mussolini per poter continuare ad esercitare il loro potere e fare i loro affari, e soprattutto ai fascisti che avevano ingannato il «duce» e disarmato il partito, facendone, invece della «guardia armata della rivoluzione», la causa prima del discredito e della crisi che avevano permesso ai «traditori» di liquidare il fascismo. In qualche località minore il 26-27 luglio alcuni di loro si erano abbandonati a sporadici episodi di intolleranza e di violenza contro chi mostrava il proprio giubilo per l'abbattimento del regime; anche se molti covavano nell'intimo propositi di rivincita e di vendetta e speravano nei tedeschi, i piú si erano però sbandati e talvolta nascosti per sottrarsi al rischio (in alcune località, specie a Milano, in Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, non del tutto infondato31 di vendette da parte delle loro vittime di un tempo), sicché in pratica sino all'8 settembre non avevano costituito per il governo Badoglio un vero problema. Tipico è il caso di Firenze – una delle città dove essi erano piú numerosi e tradizionalmente violenti –, quale risulta da una relazione riservata inviata a Senise in data 28 luglio dalle locali autorità di polizia32:
L'elemento fascista, e mi riferisco piú specialmente agli squadristi, sorpreso dalla fulmineità degli avvenimenti ed anche perché rimasto privo di capi e di istruzioni, si è sbandato e nessun cenno fa presumere propositi di rappresaglia e tanto meno propositi di azioni di violenza; sta, però, di fatto che essi da vario tempo, forse in previsione di cambiamenti o per seguire precisi ordini, si erano armati dato che ne avevano ampia possibilità e non è escluso che in questa atmosfera di odio che li circonda ed in relazione ai propositi di vendetta che sono stati apertamente e violentemente formulati, essi non rinuncino per lo meno a difendere la loro integrità fisica e quella delle loro famiglie che ritengono, fondatamente, oggetto di rappresaglia.
D'altra parte non è escluso che essi tentino anche qualche azione di forza riorganizzandosi a gruppi decisi a difendersi da atti di violenza.

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9月8日事变爆发之后,城市与乡村的相当一部分行动队员33认定自身翻身扬眉吐气的历史时刻终于来临。对于其中一部分人而言,这纯粹是一场关乎道德洗雪与权势夺回的较量;但对另一部分人而言,内在机理则远为错综繁复,因为在这些直观动机之外,还叠加着其他一整套深层诱因——唯有深入体察这些诱因,方能真正洞悉共和法西斯主义最本质的特质之一,并由此理解为何众多早在夺权初期便因厌倦政权官僚化退变而悄然淡出党政舞台的昔日‘早期法西斯元老’会在此刻重新成批复出。

就前一类人而言——其中包含巴尔迪、波拉斯特里尼、卡里塔、科隆博等臭名昭著之流(科赫在某种程度上属于特例,因为如前所述,他最初对前途茫然无知且自诩毫无政治头脑)——马里奥·卡里塔的行径最具代表性象征。

1943年12月中旬,眼见卡里塔匪帮(约六十余名穷凶极恶之徒)在佛罗伦萨的暴行激起了全城军民对德军及意大利社会共和国的滔天敌意34,德方深感不安,遂通过拉恩直接向墨索里尼提出交涉,要求停止该帮派在托斯卡纳首府的恐怖屠戮,将其调往野战前线投入反游击战清剿;面对德方干预,卡里塔向‘领袖’呈递了一份长篇备忘录,旨在驳斥对他的种种指控,力陈自身暴行的所谓‘正当性’,并极力淡化洗白自己犯下的滔天血债35。从这份备忘录中可以赤裸裸地看清:对于卡里塔这样一个充满暴力本能与失败受挫感的病态狂徒而言(正如9月8日之后重返舞台的其他诸多更野蛮嗜血的行动队头目一样),率先投靠德军、继而效忠萨洛政权,本质上是一种性格宣泄、自我确立与攫取权力的疯狂途径,是一种向那些多年来尽享荣华富贵并将大批如他一般的草根打手打入冷宫边缘岗位(‘各省党部书记需要除掉这帮忠勇之士,因为他们早已彻底沦为工商业财阀集团的走狗……他们忙于安插自己的亲眷私党,紧接着便是情妇的兄弟、丈夫与密友’)并自命不凡地居高临下蔑视他们的阶层(正规军官、高阶官僚、国家法西斯党政客等)实施病态报复与快意恩仇的手段。备忘录中那寥寥几句生硬拼接的‘意识形态’说辞、以及试图将萨洛暴力强加于‘社会正义’逻辑之上的拙劣尝试(盖因假使卡里塔心中尚存任何真诚情感,那便是对一切‘富豪’与‘权贵’阶层入骨的阶级仇视,而全然不在乎这帮人在政治上是否依附法西斯),显得如此粗鄙不堪,瞬间戳穿了其虚伪狡黠的工具性本质以及潜藏在其背后的阴暗心理发条。‘那些寄生虫、胆小鬼,仅凭其规章法条与官僚机巧苟延残喘’,在最初那段‘只要佩戴黑衫便随时面临丧命之险’的恐慌日子过去之后,正纷纷从其隐匿的‘洞穴’中钻将出来,‘时刻准备着继续其或自觉或盲目的瓦解国家的勾当’。面对这帮败类绝不能有丝毫仁慈宽宥:
领袖啊,必须向人民展示铁腕的力量,这种力量本身即是正义!

Sopravvenuto l'8 settembre, un buon numero di questi squadristi, in città come in campagna33, ritenne fosse finalmente giunto il proprio momento. Per una parte si trattò solo di una questione di rivalsa morale e di potere, per un'altra il discorso è piú complesso, perché a queste motivazioni se ne aggiungevano altre che vanno capite, pena l'impossibilità di comprendere veramente uno degli aspetti piú caratteristici del fascismo repubblicano e con esso la riapparizione sulla scena anche di numerosi fascisti della vigilia, che nei primi anni dopo la conquista del potere si erano silenziosamente allontanati dal partito delusi dalla piega che aveva preso il fascismo.

Per quel che riguarda i primi, tra i quali vanno annoverati, per fare solo alcuni nomi tra i piú tristemente noti, i vari Bardi, Pollastrini, Carità, Colombo (Koch costituisce in una certa misura un caso diverso, dato che, come si è detto, sulle prime egli era stato incerto su cosa fare e si era proclamato digiuno di politica), emblematico è il caso di Mario Carità.

A metà del dicembre 1943, quando i tedeschi, preoccupati per le crescenti ostilità che l'operato della sua banda (una sessantina di uomini) suscitava contro di loro e contro la Rsi a Firenze34, fecero, tramite Rahn, un esplicito passo su Mussolini affinché essa, invece di terrorizzare il capoluogo toscano, fosse impiegata nella lotta antipartigiana, Carità fece pervenire al «duce» un memoriale per ribattere le accuse che gli erano mosse, rivendicare la giustezza del proprio operato e minimizzare i delitti di cui si era macchiato35. Da esso risulta chiaramente come per un violento e un frustrato quale era Carità (e come fu il caso di altri piú brutali e sanguinari squadristi tornati alla ribalta dopo l'8 settembre) schierarsi prima con i tedeschi e poi con la Rsi era stato un fatto essenzialmente caratteriale, di autoaffermazione e di potere, un modo per rivalersi e fare proprie vendette su coloro (ufficiali dell'esercito, burocrati, dirigenti del Pnf, ecc.) che per anni avevano goduto i benefici del potere e condannato tanti squadristi come lui ad una vita oscura e magra («I federali avevano bisogno di disfarsi di questa gente perché asserviti ai gruppi industriali e commerciali... [e] dovevano sistemare la parentela e immediatamente dopo i fratelli, i mariti e gli amici dell'amica») e li avevano altezzosamente guardati dall'alto in basso. I pochi passi «ideologici», i tentativi di stabilire un rapporto minimamente plausibile tra violenza repubblicana e «giustizia sociale» (ché se in Carità allignava un sentimento sincero, questo era costituito dall'ostilità per i «ricchi» e i «potenti»; quale che fosse il loro atteggiamento verso il fascismo) sono cosí rozzi che rivelano immediatamente la loro insincerità e strumentalità e la molla psicologica che era alla loro origine. «I parassiti, gli imbelli, forti solo della loro sapienza, della loro conoscenza, dei regolamenti», passate le prime giornate di paura, «nelle quali portare la camicia nera significava correre il rischio di morire», stavano uscendo dalle «tane» nelle quali si erano nascosti, «pronti a continuare l'opera incosciente o no di disgregazione». Nei loro confronti non poteva esserci nessuna tolleranza.
Duce, è necessario dare al popolo la dimostrazione di forza, forza che deve essere giustizia.

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枪决决不能仅仅局限于无产阶级底层,枪决更必须首先施加于军队将领、政客与贵族阶层!唯有付诸这种您昔日因‘厌恶流血’而极力反对的雷霆铁腕,您方能重新凝聚起国家那股再次向您靠拢的健康骨干力量。
在崇山峻岭间、在密林深处、在乡村破败的房舍中蛰伏着大批反叛分子,唯有一场正义的雷霆行动方能使他们重回祖国战旗下作战。
只要向他们昭示最坚决的铁血正义,他们便绝不会再去充当敌寇的鹰犬,而是必将重新回到我们身边同仇敌忾!
那些尸位素餐的政客必须被彻底清洗替换;我再度重申,只要新人在祖国的名义下行动,即便铸成大错亦无关紧要!

在发表上述厥词时,卡里塔在政治思维上的粗鄙与白痴甚至远甚于‘穆蒂军团’的创立者佛朗哥·科隆博。科隆博同样是一个历经种种暴行磨砺的老牌行动队员(然而在1925年因卷入谋杀一名受命核查其所掌管街区党部账目的督察员事件后,被开除出国家法西斯党并丢掉了在意大利酿酒实业机构的差事;此后他靠经营小本买卖为生,倒也未曾引发过额外风波)。科隆博从不否认自己是个目无法纪的‘亡命浑球’(balordo),且从未妄图为自己的杀戮行径披上任何政治与社会维度的道义遮羞布。对他而言,在9月8日之后驱使他甚至不等上峰召唤便立即重披黑衫走上前台的唯一核心动因,便是彻底荡平叛徒,并用纯粹的武力去迎头痛击正在萌生的游击队抵抗运动。当他前去拜谒米兰省党部专员阿尔多·雷塞加、并敏锐察觉到后者在骨子里根本不愿让党组织同他这种浑球沾上干系时,他所作出的反唇相讥在草莽真诚层面上极富代表性:
当加里波第从夸托开拔去解放全意大利时,”面对雷塞加的冷眼排斥36,科隆博咆哮道,“可曾要求他的千人加里波第勇士在上船前出示无犯罪记录前科证明?……但他终究造就了意大利!而我,这个被你骂作浑球的人,将率领我手下的浑球们,去彻底荡平那些叛徒、那些怯懦的显赫政客、以及那些反法西斯匪徒!……昔日那些耀武扬威的高级政客有哪一个登记依附了新的共和法西斯?没有!……那帮杂种早已不复存在:他们早已背叛了信仰!但如今有我们顶上来:放宽心吧,雷塞加,有我们在天塌不下来!每天都有同志被他们暗杀,难道你打算让我们像瓮中之鳖一样坐以待毙?我们有何等武装力量能护卫我们的性命、我们的家眷与我们的宅邸?如今唯有仰仗米兰的行动队员了!!

Le fucilazioni non debbono essere fatte solo tra le classi proletarie, le fucilazioni debbono essere fatte soprattutto nelle categorie dei dirigenti militari, politici ed aristocratici. Solo con questo gesto di forza che Voi deprecate «perché non Vi è mai piaciuto il sangue» ricondurrete la parte sana della Nazione che tende, ancora una volta, verso di Voi.
Nelle montagne, nei boschi, nei villaggi, nelle case diroccate si annidano i dissidenti, sono dissidenti che un'azione di giustizia può ricondurre a combattere sotto la bandiera della Patria.
Date loro la prova della piú ferrea giustizia ed essi non serviranno piú il nemico ma torneranno a noi per combatterlo.
Gli uomini politici debbono essere sostituiti, ripeto, non importa se gli uomini nuovi sbaglieranno quando lo sbaglio sia fatto nel nome della Patria.

Con queste affermazioni Carità si dimostrava piú rozzo e politicamente inesistente persino del fondatore della «Muti». Franco Colombo, anche lui vecchio squadrista rotto a tutte le violenze (ma che, dopo essere stato coinvolto nel 1925 nella uccisione di un ispettore incaricato di rivedere l'amministrazione del gruppo rionale di cui era fiduciario, espulso dal Pnf e aver perso il posto che aveva all'Ente enologico italiano, si era però dedicato ad una piccola attività commerciale e non aveva dato adito a rilievi di sorta), il quale non negava infatti di essere un «balordo» e non pretendeva di dare una giustificazione in qualche modo politico-sociale del proprio operato. Per lui ciò che contava e che l'aveva spinto a rivestire subito dopo l'8 settembre i panni dello squadrista senza attendere che qualcuno lo richiamasse, per cosí dire, in servizio era far piazza pulita dei traditori e rispondere con le armi al sorgere del movimento partigiano. Significativo nella sua essenziale sincerità è il modo con cui ribatté al commissario federale milanese Aldo Resega, allorquando, presentatosi al suo cospetto, si rese conto che questi, tutto sommato, avrebbe preferito che il partito non lo annoverasse tra i suoi membri.
Quando Garibaldi partí da Quarto per andare a liberare l'Italia – rispose alle contestazioni di Resega36 – non chiese ai suoi garibaldini di presentare all'imbarco sul Rubattino il certificato penale... Eppure fece l'Italia! Io, che tu dici che sono un balordo, con i miei balordi, faremo piazza pulita dai traditori, dai gerarchi vigliacchi, dall'antifascismo... Li hai visti i gerarconi di allora a dare adesione al nuovo fascismo repubblicano? No!... Quelli non ci sono piú: hanno tradito! Ma ci siamo noi ora: stai tranquillo, Resega, che ce la faremo! Tutti i giorni ci ammazzano e vuoi che si faccia la fine del topo? Quali forze abbiamo che facciano rispettare le nostre vite e le nostre famiglie e le nostre case? Ora provvederà lo squadrismo milanese!!

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不仅如此,卡里塔甚至比其身处罗马的同侪吉诺·巴尔迪与古列尔莫·波拉斯特里尼更显粗鄙——对于后两人而言,暴力不仅是宣泄昔日挫败屈辱的报复渠道(巴尔迪在7月25日之前好歹曾位列罗马省党部副书记之一),且在某种程度上同一种多多少少带有政治性质的野心构想结合在一起,而这恰恰解释了为何罗马法西斯党部的重组会成为全意大利最为血雨腥风且充满内部恶斗的历史过程之一。

首都法西斯支部的重建进程相较于其他城市之所以显得格外曲折坎坷,不仅源于罗马作为一整套特殊事件舞台的独特性(尤其是‘不设防城市’的宣告设立、德军极其密集的驻扎存在、以及德方赋予该城的极端敏感的地缘政治与战略地位);亦源于大批法西斯政权昔日显贵滞留罗马(其中一部分人在巴多格里奥统治的最后数日曾被关押进女王天宫监狱或博切亚堡,这使得他们在获释后得以堂而皇之以‘反法西斯迫害的殉道受害者’自居),他们要么极力阻挠将城市生活推向极端政治化的企图,要么自以为能够重登大位却执意观望风向、因而竭力阻挠任何可能导致自身受牵连或被架空的过激举措;最后,在这般扑朔迷离的特殊政治气候下,法西斯支部的重建同包括新中央政府组建等一系列重大的政治权力角逐纠缠在了一起。

在这一独特的危局下,两个互不统属的群体各自独立发起了重组罗马法西斯支部的行动:其一是由驻扎在城郊某营房的若干狂热法西斯青年组成的团伙,其首要目标乃是搜捕并惩办‘叛徒’斯科尔扎(斯科尔扎自9月9日起便被若干元老恳请出面收拾残局,却遭其断然拒绝);其二则是由数名老牌行动队员(几乎皆为长期被边缘化或贬黜至无关紧要闲职的边缘分子)组成的帮派,围绕着四个注定在凶名上与佛罗伦萨卡里塔齐名的恶徒而集结:吉诺·巴尔迪、古列尔莫·波拉斯特里尼、卡洛·弗朗基内·德圣雷米以及马里奥·卡鲁索。正是这第二个群体(吸收了第一集团的部分人员),在9月12日刚刚得知墨索里尼获释的消息后,由巴尔迪自封为‘全权整顿专员’,悍然强占并重开了韦德金德宫党部大门,从而在实际上重建了罗马支部——而当时绝大多数罗马法西斯官僚仅仅选择‘隔岸观火’。然而,这一擅自夺权行径立即引来了两方的极大猜忌与掩饰不住的敌意:一方是‘不设防城市’司令官卡尔维·迪·贝尔戈洛将军,另一方更为关键的则是德军驻罗马卫戍司令施塔尔将军与帝国公使拉恩——两人在个人层面上皆极力反对法西斯主义在罗马死灰复燃(极富深意的是,即便以多梅尼科·佩莱格里尼·詹佩特罗为灵魂核心的体面法西斯元老团体亦被严禁通过电台公开发言,且关押在博切亚堡和女王天宫监狱的法西斯要犯唯有在墨索里尼脱险消息坐实后才被准许出狱),认定其成事不足败事有余,只会给德军在罗马平添无穷混乱。尤其是当帕沃利尼即将自德国抵意前夕,巴尔迪团伙与若干企图在柏林彰显自身狂热忠诚的极端德军军官相勾结,急不可耐地在德国驻意大使馆内秘密串联开会、企图抢在获知墨索里尼任何决断之前先行确立所谓临时政府架构,以迫使帕沃利尼面对既成事实之时,这种冲突更被推向了白热化。

E piú rozzo anche di Gino Bardi e di Guglielmo Pollastrini, i suoi omologhi romani, per i quali la violenza non fu solo il modo per rivalersi delle passate frustrazioni (Bardi oltre tutto era stato sino al 25 luglio uno dei vice federali di Roma), ma si sposò in qualche misura ad un progetto che, bene o male, era di natura politica e che spiega perché la ricostituzione del fascio romano fu una delle piú travagliate.

La ricostruzione del fascio nella capitale se rispetto alle altre località ebbe un iter piú travagliato fu infatti non solo per gli avvenimenti particolari di cui Roma fu teatro, in particolare la costituzione della «Città aperta», la massiccia presenza dei tedeschi e l'importanza strategica e politica che essi attribuivano alla città; ma anche per il fatto che a Roma si trovava un certo numero di esponenti del regime (parte dei quali negli ultimi giorni del governo Badoglio erano stati tradotti a Regina Coeli o al Forte Boccea, cosa che permetteva loro di presentarsi nelle vesti di vittime dell'antifascismo) o ostili ad una politicizzazione in senso estremista della vita cittadina o che, pensando di poter tornare alla ribalta, ma volendo prima vedere la piega che avrebbero preso le cose, cercavano per il momento di ostacolare qualsiasi iniziativa che potesse, a seconda degli sviluppi della situazione, o comprometterli o scavalcarli; e, infine, perché in questo clima particolare la ricostituzione del fascio si legò a una serie di questioni tutt'altro che insignificanti, in primis a quella della costituzione del nuovo governo.

In questa situazione particolare a prendere l'iniziativa di ricostituire il fascio romano furono due gruppi, autonomamente l'uno dall'altro; alcuni giovani fascisti di un battaglione acquartierato appena fuori città, il cui primo obiettivo era però quello di scovare e arrestare il «traditore» Scorza, che invitato sin dal 9 settembre da alcuni vecchi fascisti a prendere la situazione nelle sue mani si era rifiutato, sicché in pratica l'iniziativa fu presa in mano e portata avanti dall'altro gruppo, formato da alcuni vecchi squadristi (quasi tutti da tempo emarginati o confinati in incarichi senza importanza) che gravitava attorno a quattro uomini destinati a diventare altrettanto tristemente famosi di Carità a Firenze: Gino Bardi, Guglielmo Pollastrini, Carlo Franquinet De Saint-Rémy e Mario Caruso. A ricostituire il fascio (con Bardi nelle vesti di commissario ordinatore), in pratica a riaprire la sede di palazzo Wedekind, ché la stragrande maggioranza dei fascisti romani si limitò per il momento a rimanere «alla finestra», fu cosí, il 12 settembre, appena avuto notizia della liberazione di Mussolini, questo secondo gruppo nel quale erano confluiti anche vari elementi del primo. L'iniziativa fu però subito vista con sospetto e malcelata ostilità sia dal generale Calvi di Bergolo, comandante la «Città aperta», sia – quel che piú conta – dal generale Stahel, comandante tedesco della piazza, e da Rahn, che, personalmente erano contrari ad una rinascita del fascismo (significativo è a questo proposito che anche ad un gruppo di autorevoli fascisti di cui era anima Domenico Pellegrini Giampietro non fu concesso di parlare alla radio e che la stessa liberazione dei fascisti detenuti al Forte Boccea e a Regina Coeli fu effettuata solo quando fu nota quella di Mussolini), ritenendo che non avrebbe potuto far nulla di utile e, a Roma, avrebbe creato loro solo difficoltà. E ciò, a maggior ragione, dopo che, nell'imminenza dell'arrivo dalla Germania di Pavolini, il gruppo Bardi e alcuni elementi tedeschi piú estremisti o desiderosi di mettersi in luce a Berlino con il loro zelo, organizzarono in tutta fretta nella sede dell'ambasciata una riunione per gettare le basi di un governo provvisorio, senza attendere di conoscere le decisioni di Mussolini e con l'evidente proposito di far trovare Pavolini di fronte al fatto compiuto.

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关于这出政治滑稽剧,现存唯一的原始档案证据是一张印有‘法西斯与生产组织众议院’台头的信纸,上面毫无额外说明地罗列了原定组成‘1943年9月16日成立于德意志大使馆之第一届临时政府’的内阁成员名单。纸面上赫然列有22个人名:位列第一的是亚历山德罗·帕沃利尼,第二位是伦佐·蒙塔尼亚,第六位是费尔南多·梅扎索马;第七、八、九和第十四位赫然是巴尔迪、波拉斯特里尼、卡鲁索与弗朗基内;而位列名单末尾的……居然是‘斯科尔兹内上尉’!至于其余人员,一人为前国家议员奥洛·农齐(此人随后出任法西斯共和党政治秘书处主任,继而升任国家社保局特派专员);四人为在法西斯统治时期未曾跻身要职的老牌行动队员:雷纳托·阿莱托·利纳雷斯(随后执掌《法西斯劳动报》帅印)、朱塞佩·东戈(随后出任诺瓦拉省党部书记37)、科里奥拉诺·帕尼奥齐(塞尼塞昔日的私人秘书处主任,不久后获擢升为省长)以及乔瓦尼·巴蒂斯塔·里焦(原防空民兵人事与纪律处处长,未来的法西斯共和党军事秘书处主任);而最后的八人则完全是名不见经传的平庸之辈:阿尔贝托·阿莱西、恩里科·比安奇、内洛·卡杜奇、维托里奥·拉坎纳、亚历山德罗·帕拉迪诺、布鲁诺·帕尔马里亚、加埃塔诺·普拉斯蒂纳与里卡尔多·沃尔塔雷利38。这样一份光怪陆离的大杂烩名单,正如我们前文所指出的那样,唯有一种合理解释:这是一场极其拙劣、仓促上阵的政治夺权闹剧,企图硬性拼凑起一批在昔日政权中‘饱受排挤苛待’的老牌打手作为‘新面孔’塞入未来的国家最高执政班子。整场操弄完全建立在个别并不赞同施塔尔、拉恩与凯塞林稳健路线的激进德军军官的暗中撑腰之上,并试图通过在内阁中生拉硬拽塞入若干‘必不可少’的权威招牌(首先是墨索里尼前一日刚刚钦定为临时党魁、因而注定出任部长的帕沃利尼)来赋予这出闹剧以某种表面上的合法性。

Su questa vicenda l'unico elemento documentario è rappresentato da un foglio di carta (recante l'intestazione della Camera dei fasci e delle corporazioni) in cui sono elencati, senz'altra indicazione, nomi di coloro che avrebbero dovuto comporre il «primo governo provvisorio costituitosi presso l'Ambasciata germanica il 16 settembre 1943». Nel foglio sono trascritti ventidue nomi. Il primo è quello di Alessandro Pavolini, il secondo quello di Renzo Montagna, il sesto quello di Fernando Mezzasoma; il settimo, ottavo, nono e quattordicesimo sono quelli di Bardi, Pollastrini, Caruso e Franquinet; l'ultimo è quello... del «capitano Skorzeny». Quanto agli altri, uno è quello dell'ex consigliere nazionale Olo Nunzi (che sarebbe diventato capo della segreteria politica del Pfr e poi commissario straordinario dell'Inps), quattro sono di vecchi squadristi che negli anni del regime non avevano ricoperto cariche di rilievo: Renato Aletto Linares (che avrebbe assunto la direzione de «Il lavoro fascista»), Giuseppe Dongo (che sarebbe diventato federale di Novara37), Coriolano Pagnozzi (ex capo della segreteria particolare di Senise, che sarebbe stato di lí a poco promosso prefetto) e Giovanni Battista Riggio (ex capo dell'Ufficio personale e disciplina della Milizia contraerea e futuro capo della segreteria militare del Pfr), otto infine sono quelli di veri e propri sconosciuti: Alberto Alesi, Enrico Bianchi, Nello Carducci, Vittorio La Canna, Alessandro Palladino, Bruno Palmaria, Gaetano Plastina e Riccardo Voltarelli38. Una simile accozzaglia di nomi si può spiegare solo, come già abbiamo detto, con un maldestro tentativo messo in atto in tutta fretta per precostituire un gruppo di «uomini nuovi», scelti per altro solo tra i vecchi squadristi piú o meno «bistrattati» negli anni del regime, da inserire nel futuro governo. Il tutto giuocando sull'appoggio di qualche esponente tedesco che non condivideva le preoccupazioni di Stahel, di Rahn e di Kesselring e cercando di dare credibilità all'operazione con l'inserimento tra i membri del governo di alcuni nomi «d'obbligo», in primis quello di Pavolini che Mussolini aveva nominato il giorno prima segretario provvisorio del partito e, dunque, già designato come ministro.

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在我们看来,正是在上述狂悖企图的直接刺激下,卡尔维·迪·贝尔戈洛将军以‘不设防城市’司令官的名义,‘依据同德意志军事当局(即施塔尔将军)达成的协议’,于9月16日当天迅速签署并向全城警务官员散发了一份极其严厉的通告。通告斩钉截铁地宣布:除各部委由依照凯塞林与拉恩达成的协议所委派的专员为了维系行政机构的技术性运转所作出的个别人事调整外,‘决不承认任何性质的政权更迭与当局变动’;‘因此,凡擅自闯入各部委及其他公署企图强行霸占官职者,一律押解交由德意志大使馆施塔尔将军处置裁夺’39。借由这一雷霆通告,这个襁褓中的所谓临时政府当即被彻底否决并就地埋葬。然而风波并未就此止步,盖因帕沃利尼在抵京亲历现场惨状之后,于9月22日委任费鲁乔·卡皮为罗马省党部专员以图清除巴尔迪;然而卡皮(或许因对是否登船投靠萨洛政权仍举棋不定,或许是听从了巴尔迪背后某些权贵庇护者的‘劝诫’)并未敢赴任履新而是直接隐匿遁形,致使巴尔迪得以卷土重来、重新稳坐罗马法西斯专员的交椅。

Al tentativo, a nostro avviso si ricollega certamente un comunicato diramato (e subito distribuito a tutti gli ufficiali di polizia) nella stessa giornata del 16 settembre dal generale Calvi di Bergolo, nella sua veste di comandante della «Città aperta», «in seguito ad accordi presi con le autorità militari germaniche» e cioè con il generale Stahel. In esso si annunciava che non sarebbe stato ammesso «alcun cambio di autorità di qualsiasi natura» se non quelli eventualmente disposti per il funzionamento tecnico delle «amministrazioni», e cioè dei ministeri, dai commissari preposti ad esse in base agli accordi con Kesselring e Rahn e che «pertanto chiunque si presenti presso i Ministeri e altri enti pretendendo di insediarsi in qualche carica, dovrà essere avviato al generale Stahel, presso l'Ambasciata germanica per definire il caso»39. Con ciò il neonato governo provvisorio veniva subito sconfessato e sepolto. Ma la cosa non finí qui perché anche Pavolini, resosi conto de visu della situazione, cercò di liquidare Bardi nominando federale, il 22 settembre, Ferruccio Cappi. Questi però (forse perché ancora incerto se aderire o no alla Rsi, forse su «consiglio» di qualche protettore di Bardi) non si presentò ad assumere la carica e si rese irreperibile, sicché Bardi riprese il suo posto di commissario del fascio romano.

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随着施塔尔的继任者梅尔策将军对法西斯态度远为宽纵,巴尔迪及其匪帮愈发肆无忌惮,在随后的整整两个月里以骇人听闻的谋杀、私刑暴虐与肆意劫掠将整座罗马城笼罩在腥风血雨之中;其恶贯满盈之程度较之米兰的‘科赫帮’40与佛罗伦萨的‘卡里塔帮’毫无逊色,以至于最终激怒了卡普勒与多尔曼,迫使两人直接通过柏林向萨洛警察总局长坦布里尼与帕沃利尼施加强大压力,要求他们务必力排巴尔迪背后庇护伞所设置的重重阻力,坚决终结这桩旷世丑闻。正是在德方的严厉施压下,巴尔迪的暴虐‘王朝’才于11月底宣告寿终正寝:巴尔迪、波拉斯特里尼及其约四十名党羽亲信遭到逮捕并被押解至艾米利亚的监狱下狱;罗马省党部帅印首先被交由党督察官朱塞佩·皮齐拉尼(帕沃利尼派其赴罗马料理收拾残局),不久后正式移交给路易吉·帕斯夸卢奇全权掌管,直至罗马全城解放41

Diventati ancor piú sicuri di sé e favoriti dal fatto che il successore di Stahel, Maeltzer, era loro meno ostile, per due mesi ancora Bardi e la sua banda avrebbero terrorizzato la città con delitti, violenze, ruberie inenarrabili e che nulla avevano da invidiare a quelli che stavano commettendo la «banda Koch»40 e, a Firenze, la «banda Carità», al punto da indurre Kappler e Dollmann a far sí che Berlino premesse sul capo della polizia della Rsi Tamburini e su Pavolini affinché si decidessero a superare le resistenze frapposte dai protettori di Bardi e ponessero finalmente fine allo scandalo. Fu solo in conseguenza di questo passo tedesco che a fine novembre il «regno» di Bardi si concluse: Bardi, Pollastrini e una quarantina dei loro accoliti furono arrestati e tradotti in carcere in Emilia e la federazione romana fu affidata, prima a un nuovo commissario, l'ispettore del Pfr Giuseppe Pizzirani, che Pavolini aveva inviato a Roma per liquidare la partita con Bardi e, di lí a poco, plenu titulo, a Luigi Pasqualucci che l'avrebbe retta sino alla liberazione della capitale41.

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莱奥·瓦利亚尼在其名著《条条大路通罗马》中42,曾精准洞悉了法西斯共和党同昔日国家法西斯党之间最本质的差异之一,那便是党员干部队伍构成的深刻质变:

共和法西斯主义在庞大的旧持证党员队伍内部引发了一场显而易见的大筛选。那些纯粹出于身不由己、或受爱国主义、劳工神圣与纪律秩序等虚妄修辞蒙蔽而入党之人,大体上倒向了反法西斯阵营并构成了其中的温和派。较为精明机巧的投机分子以及非理性主义哲学的狂躁门徒,则纷纷退避三舍、隐匿自保。

然而,当瓦利亚尼在论述的收尾部分(与阿门多拉相反,瓦利亚尼在论述中绝非偶然地甚至完全回避了广大青年依附法西斯共和党的棘手历史难题)断言留在党内‘身披黑衫者’仅仅包含‘极少数空想狂热分子以及大批掠夺压榨该国的最下劣之徒,他们绝大多数皆顶着一张充满仇恨的阴鸷面孔’时,其论断显然流于极度草率。大小巴尔迪之流的恶名昭彰‘业绩’——之所以被称为‘小’,往往仅因其作恶地点不在枢纽大城而在偏远小邑因而未曾广为人知——不足以推导出1943年9月至11月间逐步成型的法西斯共和党在本质上全是由虐待狂、暴徒、拷打犯与刑事罪犯所构成的结论;更不容许在上述‘恶劣品质’同加入该党之间建立某种简单的因果决定律。因为正如拉努乔·比安奇·班迪内利在日记中所极其透辟深刻指出的那样43:下贱的刽子手与酷刑犯属于在任何历史时代、任何民族内部皆客观存在的社会人渣;只要历史时局为之提供了宣泄的温床,他们便会在任何经纬度、在任何颜色的政治罩衫伪装下粉墨登场。

Leo Valiani nel suo Tutte le strade conducono a Roma42 ha colto bene uno degli aspetti principali della differenza tra il Pfr e il Pnf, quello costituito dalla profonda trasformazione dei militanti:

Il fascismo repubblicano produsse una ben visibile selezione in seno al gran complesso dei tesserati. Quelli che si erano iscritti al 'partito' solo perché non potevano farne a meno o perché ingannati dall'esaltazione del patriottismo, del lavoro, della disciplina, passarono generalmente all'antifascismo e ne alimentarono l'ala moderata. Gli opportunisti piú intelligenti e gli irrequieti discepoli della filosofia irrazionalistica, si ritirarono in disparte.

È stato però troppo sbrigativo quando, a conclusione del suo discorso (che, non a caso, al contrario di quello di Amendola, non prende neppure in considerazione il problema dell'adesione dei giovani al Pfr), ha affermato che «a portare la camicia nera» rimasero «pochi idealisti e molti tra i peggiori sfruttatori del paese, identificabili in maggioranza dal torvo volto pieno di odio». Le «gesta» dei vari Bardi maggiori e minori – «minori» spesso solo perché meno universalmente conosciuti dato che operavano non in grandi città ma in piccoli centri – non bastano infatti per far concludere che il Pfr, cosí come venne prendendo corpo tra il settembre e il novembre 1943, fosse essenzialmente composto da sadici, violenti, torturatori, criminali, né tanto meno autorizzano a stabilire un rapporto di causa-effetto tra queste «qualità» e l'adesione al Pfr. Ché, come giustamente annotava nel suo diario Ranuccio Bianchi Bandinelli43, i bassi sicari e torturatori appartengono alla feccia umana che esiste in ogni tempo e in ogni popolo e che può uscire alla ribalta, sol che le circostanze lo permettano, sotto qualunque latitudine e sotto qualunque camicia.

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事实上,若想真正理解在1943至1945年间浸染意大利大地的无数流血暴行,首要之务在于把握那段岁月的特殊环境与内战氛围——这正是引爆并成倍放大上述“恶劣品质”的真正历史诱因与催化乘数,且不仅在法西斯阵营内部如此,在游击队阵营中亦复如是。

事实上,涌入法西斯共和党队伍的男女人员44,在文化与社会出身、既往履历、性格特质、人格风骨以及心理状态等各方面皆大相径庭;尤为关键的是,在彼时危急境遇下促使他们或出于真诚或出于伪善而选择依附该党的深层动机亦截然有别。这批男女往往极其清醒地意识到胜负大局早已注定;因此,投身法西斯共和党以及更宽泛意义上的意大利社会共和国,对其中一部分人而言(我们指的并非巴尔迪团伙等极端个案,而是指普通大众)不过是一种亡命徒式的逞凶斗狠、一种绝不束手就擒的高价叫卖性命、一种死囚临刑前的“最后一支香烟”;但对另一部分人而言,这却誓愿成为一种维系道德与理想操守一贯性的庄严举措,一种拒绝逆来顺受苟且偷生的决绝反抗,一种甚至带有向世人公然叫板与打脸色彩的浩然自证——向那些“数十万计的法西斯分子、数万名行动队员,那些在最后关头仓皇四散却拙劣伪装成早期雄狮的下贱卑怯之辈”公然宣战,盖因除少数“神圣的狂徒”之外,绝大多数旧人早已作鸟兽散45;这亦是对“过于廉价且过于怯懦的”自甘沉沦的彻底唾弃,正如一名年轻的萨洛官兵在致母亲的家书中所倾诉的那样46

虚无乃是一个如此遥不可及且难以置信的梦呓,正因如此它绝非历史的真实。人终究将跨越彼岸而苟活于世,却或许将终生背负着沦为怯懦逃兵的彻骨痛悔,懊恼自己未能像他人那样哪怕在泥淖中亦昂首前行。一个人固然可以决意不再作战,但他将永远被‘未曾抗争一试’的无尽悔恨所撕噬折磨。

正如我们将要看到的那样,这恰恰解释了若干矛盾现象——这些矛盾有时属于实质性的,有时则纯属表面或形式上的,但无一例外皆构成了深入洞悉这样一个充满剧烈动荡心态与几乎纯粹情绪化动机之繁复历史图景的宝贵钥匙47。这亦解释了诸多若非如此便难以理解或极易遭致误读的微观历史细节。例如,许多萨洛法西斯分子所身着的军装服饰往往荒诞陆离、甚至带有戈雅式的狂诞夸张色彩(类似现象在游击队阵营中亦屡见不鲜48),这一现象唯有联系到某种流浪汉式的邓南遮主义浪漫心理传统、以及对旧式皇家正规军队的尖锐批判与反叛宣告,方能获得合理解释。盖因假使对于绝大多数意大利人而言,战争以及尤其是9月8日事变的首要恶果在于粉碎了他们的集体乃至个体认同;那么对于那些感到某种道德冲动与必然性驱使自己投身萨洛政权或抵抗运动的人而言,这却宛如一场重新发现自我的心灵觉醒——借用翁加雷蒂当年阐释投身1915至1918年大战对其个人意义所使用的名言49,这相当于终于获得了一张“身份证”,其价值不仅在于使自己走出无名之辈的虚无,更在于重新辨识自我,并在同一时刻唤醒对自我的认知与觉悟。

E infatti ciò che per capire veramente le innumeri violenze che insanguinarono nel 1943-45 l'Italia occorre tener presente soprattutto la situazione particolare, il clima di guerra civile che caratterizzò quegli anni e che fu il vero elemento scatenante e il moltiplicatore di queste «qualità» e non solo in campo fascista, ma anche tra i partigiani.

Nelle file del Pfr affluirono infatti uomini e donne44 diversi tra loro per origini culturali e sociali, precedenti, carattere, personalità, stati d'animo, ecc. e, ciò che piú conta, per le motivazioni che essi davano in buona o cattiva fede della loro adesione al partito in quella particolare situazione. Uomini e donne spesso ben consapevoli che la partita era ormai persa, sicché l'adesione al Pfr e piú in genere alla Rsi, se per una parte di essi – e non ci riferiamo ai casi limite dei Bardi e C., ma alla massa – fu una sorta di bravata, un vender cara la pelle, un'«ultima sigaretta» del condannato a morte, per un'altra voleva essere un atto di coerenza morale e ideale, di rifiuto di una condizione di passiva accettazione dell'inevitabile, una sorta di testimonianza, che poteva assumere anche il carattere di una sfida, di uno schiaffo alle «centinaia di migliaia di fascisti, [al]le decine di migliaia di squadristi, piccoli untorelli dell'ultime ore camuffati malamente da lioncelli delle prime» che, salvo pochi «santi pazzi», si erano eclissati45 e di un rifiuto ad un «troppo facile e troppo vile» annullarsi, ché, come un giovane militare saloino avrebbe scritto alla madre46,

il nulla è una chimera cosí irraggiungibile e inverosimile che appunto per questo non è vera. Si sopravviverà al di là e forse col rimpianto di essere stati vigliacchi e non saper camminare come gli altri magari nel fango. Si può decidere di non combattere piú ma si resterebbe col rimpianto di non aver tentato.

E ciò spiega, come vedremo, alcune contraddizioni, a volte sostanziali, altre volte solo apparenti o meramente formali, ma non per questo prive di valore per comprendere una realtà tanto complessa e ribollente di stati d'animo e di motivazioni pressoché tutte emotive47. E spiega anche tanti piccoli fatti altrimenti incomprensibili o facili a fraintendere. Valga da esempio il caso delle «divise», a volte addirittura goyesche, indossate da molti fascisti di Salò (ma casi simili si riscontrano anche tra i partigiani48) che è forse possibile spiegare solo se ci si rifà ad una certa condizione psicologica (e talvolta ad una certa tradizione) picaresco-dannunziana e alla polemica contro il vecchio esercito regio delle quali volevano essere la manifestazione. Ché se per i piú degli italiani la guerra e ancor piú l'8 settembre ebbero come conseguenza prima la frantumazione della loro identità collettiva e persino individuale, per i piú di coloro che sentirono l'empito, la necessità morale di abbracciare la causa della Rsi o della resistenza fu come un prender conoscenza di sé, un avere finalmente, per ricorrere ad un'espressione usata da Ungaretti per spiegare il significato che aveva avuto per lui la partecipazione alla guerra 1915-1849, «una carta d'identità», valida non solo e non tanto per uscire dall'anonimato, ma per riconoscersi per prender appunto conoscenza e coscienza al tempo stesso di sé.

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就那些投身意大利社会共和国事业的人士而言,富尔维奥·巴利斯蒂与文琴佐·科斯塔的回忆录(两者皆非旨在公开发表而撰写,此点绝非偶然),对于我们理解萨洛军民的参战动因以及共和法西斯主义的“人情世态与人性真实”,具有极具价值的启示意义。

文琴佐·科斯塔系一名一战伤残军人、昔日的阜姆志愿军老兵兼“进军罗马”功勋队员,在法西斯统治时期仅担任过微不足道的闲职,9月8日当天正率领一支阿尔卑斯山地步兵部队驻扎于乌迪内近郊;在萨洛共和国时期,他先后作为雷塞加与博蒂尼的副手执掌米兰省法西斯党部,直至1944年4月26日获墨索里尼钦点出任米兰省党部专员。在回忆录中回顾萨洛岁月之际,他将法西斯分子甄别划分为两大群体:“理想主义者”与“豺狼秃鹫”。这种分野除了明显受制于作者的亲身经历且成书于事变“余温尚炽”的历史语境之外,显然带有一种流于过度公式化、包庇开脱、且在根本上将绝大部分罪责统统转嫁给“豺狼”以洗白自身的辩护色彩。尽管如此,在我们看来,这一划分依然保有其独特的史料价值,且在某种程度上能够帮助我们在数量层面上扩大、同时在性质层面上收窄许多历史学者针对巴尔迪团伙等所界定的所谓恶徒范畴:因为尽管巴尔迪之流在灭绝人性的残暴维度上无可争议地构成了极端特例,但“豺狼”绝非无足轻重的边缘分子——盖因正是这批下贱鹰犬构成了强硬派赖以立足维系、并在政治上压制“温和派”与“理想主义者”的基本打手力量。科斯塔写道50

Per quel che riguarda coloro che abbracciarono la causa della Rsi, di particolare aiuto per capire sia le ragioni di coloro che presero posizione nelle file saloine, sia la «realtà umana» del fascismo repubblicano sono le memorie (non a caso non scritte per essere pubblicate) di Fulvio Balisti e di Vincenzo Costa.

Ripercorrendo nelle sue il periodo della Rsi, Vincenzo Costa, un invalido di guerra, ex legionario fiumano e «marcia su Roma», che negli anni del regime aveva ricoperto solo incarichi di scarso rilievo e l'8 settembre comandava un reparto di Alpini presso Udine e che durante la Rsi resse la federazione milanese del Pfr, prima come vice di Resega e poi di Bottini, sino a quando il 26 aprile 1944 Mussolini lo nominò commissario federale per la Provincia di Milano, ha individuato due categorie di fascisti, quella degli «idealisti» e quella degli «sciacalli». La distinzione risente chiaramente, oltre che della personale esperienza dell'autore e dell'essere stata pensata ancora «a caldo», di una visione troppo semplificatrice, comprensiva e, al fondo, scaricando gran parte delle colpe sugli «sciacalli», giustificatoria. Ciò nonostante, essa ci pare avere un suo valore e possa servire, diciamo cosí, ad allargare (quantitativamente) e al tempo stesso a restringere (qualitativamente) la categoria dei Bardi e C. quale è stata vista da molti studiosi; ché se essa raccolse indubbiamente dei casi limite sotto il profilo dell'efferatezza, non per questo fu costituita solo da elementi marginali dato che gli «sciacalli» costituirono assai spesso la manovalanza che permise agli intransigenti di vivere e di avere politicamente la meglio sui «moderati» e gli «idealisti». Ha scritto Costa50:

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在一切因军事惨败所引发的剧烈政治动荡中,历史经验昭示我们:人性的最卑劣下贱本能必将在种种犯罪狂潮中沉渣泛起。欺凌压迫、暴力残害与奸诈阴谋,似乎彻底压倒了对法律尊严、对人类尊严以及对私有产权的基本敬畏。

当一个民族的道德价值体系被彻底颠覆,当人们的双手被武装起来在阴暗角落残杀同胞市民与骨肉手足之际,必将引致将国家推向分崩离析的惨绝人寰的大悲剧,而世间唯一横行的法则便只有丛林野兽的弱肉强食。

真正的理想主义者在他们的一言一行、在他们的每一份奉献牺牲中,心头唯独装着祖国、战旗与军人荣誉的庄严景象;因而决不能将豺狼秃鹫同那些流血牺牲的真正斗士混为一谈。在我们身处的险恶绝境中,绝不能流于软弱妥协,而必须以雷霆铁腕严惩那些胆敢以自私偷盗的唯物主义肮脏贪欲来玷污信仰纯洁性的败类,唯此方能树立严明典范。在米兰法西斯共和党旗下集结着成千上万的忠勇同志:在第一与第二线动员的‘雷塞加’黑色旅旗下集结着成千上万的热血男儿。在这些法西斯战士中,绝大多数是从沦陷区逃难而来的难民,为了遏制敌寇的进犯,他们义无反顾地编入我们的武装部队;然而这批人中却有一小撮败类,妄图借由身披军服来掩饰其卑劣本能与奸诈罪行。

这批‘豺狼’来自天南海北,外界对其既往履历、真实身份以及险恶居心一无所知;在我们看来,他们不过是主动前来索要一套军装与一支步枪的武装人员,但我们必须对其保持高度警惕;一旦查实其罪恶行径,便必须予以毫不留情的坚决整肃,因为唯有维护纪律的尊严,严惩方能起到警示后人之效。

现在我们转向科斯塔所谓的“理想主义者”:这一概念若用来同“豺狼秃鹫”相对立,或许具有某种指示性意义;但在严肃的历史学考察中,它却显得过于空泛以至于无法用于真正穿透共和法西斯主义的复杂肌理。盖因一方面,它全然抹煞了“理想主义者”内部巨大的立场分歧(从“温和派”一直跨越至“强硬派”,而强硬派内部又进一步割裂为“元老强硬派”与“少壮强硬派”),亦抹煞了某些立场往往带有极强的个人恩怨色彩;另一方面,它亦使得人们极难深入透视将诸多大相径庭之立场联结在一起的内在极端主义特质。在这方面,诉诸暴力的态度堪称典型:视具体情境不同,“理想主义者”在某些场合坚决排斥暴力,在另一些场合却将暴力视为在道德与政治上不可或缺的手段,近乎一场旨在从大体尚属健康的肌体中剔除恶性肿瘤的外科手术。

In tutti i capovolgimenti politici conseguenti alle disfatte militari, la storia ci insegna che i piú bassi istinti riaffiorano in manifestazioni di delinquenza. I soprusi, le violenze, le furfanterie sembra che abbiano il sopravvento al rispetto della legge, al rispetto della personalità umana, delle proprietà.

Quando si sovvertono i valori morali di un popolo, quando si armano le mani per uccidere nell'ombra altri cittadini, altri fratelli dello stesso sangue, allora subentra la tragedia che porta al disfacimento della nazione e la sola legge che impera sarà quella della foresta.

Gli idealisti avevano solo presente, in ogni loro atto, in ogni loro offerta la visione della patria, della bandiera, dell'onore ed era giusto che gli sciacalli non si confondessero con chi combatteva e moriva. In una simile situazione in cui noi si viveva era giusto, era di esempio non essere deboli, ma punire inesorabilmente chi osava usurpare la purezza degli ideali con la profanità del materialismo egoista e ladro. Erano migliaia i camerati che militavano nel Partito Fascista Repubblicano milanese: erano migliaia gli uomini che si erano arruolati nella Brigata Nera «Resega» sia di I che di II impiego. Moltissimi di questi fascisti erano dei profughi, erano giunti dalle provincie invase e per poter contribuire a fermare il nemico, si erano arruolati nelle nostre Forze Armate, ma una aliquota di costoro pensarono che vestendo una divisa potevano camuffare i propri bassi istinti, le loro furfanterie.

Questi «sciacalli» giungevano da lontano e di loro non si poteva sapere il passato, chi fossero, quali erano le loro vere intenzioni; per noi erano degli uomini che chiedevano una divisa ed un fucile, ma su di loro dovevamo esercitare una particolare attenzione e qualora si rilevasse la loro indegnità dovevano essere inesorabilmente colpiti, perché la disciplina aveva bisogno di essere rispettata, perché gli esempi servissero di monito.

E veniamo a quelli che Costa definisce gli «idealisti»: una definizione che può avere un certo valore indicativo se usata in contrapposizione a quella di «sciacalli», ma che è talmente generica da risultare in sede storica inutilizzabile per penetrare la realtà del fascismo repubblicano, poiché, per un verso, non tiene conto né della diversità delle posizioni degli «idealisti» (che andavano da quella dei «moderati» a quelle degli «intransigenti», divisi a loro volta tra «vecchi» e «nuovi» «intransigenti») né di quel tanto di personalistico che spesso caratterizzava certe posizioni e, per un altro verso, rende difficile capire sino in fondo l'estremismo che accomunava spesso posizioni assai diverse. Tipico a questo proposito è il ricorso alla violenza che a seconda dei casi gli «idealisti» in certi casi rifiutavano e in altri consideravano moralmente e politicamente necessario, quasi una sorta di intervento chirurgico volto ad estirpare il male da un corpo ancora largamente sano.

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尽管亦不乏选择投身正规作战部队与国防军、而非在党务系统中任职的人士51(这一选择绝非偶然),但在依附法西斯共和党与萨洛政权的人群中,绝大多数人确实是受爱国主义、“荣誉感”、洗雪国王与巴多格里奥给意大利带来的“背叛”耻辱、以及维护“自我尊严”的动机所驱使。就维护自我尊严而言,阿尔登戈·索菲奇(他清醒地意识到正是“滔天的迷误与盲动”将“异化的法西斯主义”连同整个意大利推向了覆灭惨剧52)向普里莫·孔蒂解释其心路历程的名言极具代表性:“你瞧,那个在我们年少时令我们神魂颠倒的女人,如今已年老色衰、丑陋不堪且病入膏肓。此时离弃她将是一种卑劣下作的怯懦背叛:我们必须守候在她的病榻旁,哪怕她浑身散发着恶臭,亦必须忍受守护到底”53。此外,尽管清醒预见到个人可能招致的杀身之祸,他们誓愿匡扶、庇护墨索里尼,决不能将领袖抛给极端暴徒肆意摆布。“他迫切需要,”秦梯利于1943年12月16日致故交安东妮亚·马罗蒂(罗兰迪·里奇之妻)的信中写道,“深感身旁环绕着明智、勇敢且具有坚定爱国情操的意大利志士。我们必须帮助他;愿上帝为了我们的救赎而保佑他吧”54。这些在今天看来或许荒诞无稽、难以理喻乃至大错特错的情感,在彼时彼刻却在无数意大利人心头激起了真切共鸣。不仅是那些在法西斯主义与战火熏陶下成长起来的青年(甚至包括出身非传统法西斯乃至反法西斯家庭的年轻一代55),亦包含大批在完全不同的历史时代养成、在道德与文化层面绝非平庸之辈的长者宿儒。甚至包含王党分子,以及深知导致意大利深陷绝境的首要罪责全在法西斯政权自身、却断难宽恕国王出逃丑行的人士;这批人虽未曾正式加入萨洛政权,却无论如何不忍苛责那些意图在某种程度上挽回民族尊严的殉道者。在这方面,一位老将军的事例极富深意:当帕沃利尼初抵罗马并进驻韦德金德宫之际,该将军主动求见,开门见山声明自己是君主派,随后预祝帕沃利尼好运,并当场奉上一张巨额支票作为献给党的个人襄助捐款56。此外——这一点在今天或许更难被世人理解——亦包含这样一批法西斯分子:他们虽身披法西斯外衣,却在骨子里始终沿袭着1914至1918年大战时期的敌视眼光将德国人视作野蛮残暴的“德国佬”(crucchi, boches);如今,他们固然痛斥意方的“背叛”,却更为德国人对意大利落难官兵展开的“毫无怜悯、灭绝人性的野蛮搜捕”感到怒不可遏。科斯塔的经历在此堪称典范:9月8日之后他的首要之务唯有千方百计从德军魔爪下解救自身的阿尔卑斯山地官兵,甚至不惜亲自策划并实施了一场武装突袭,强行破拆解救了被德军封闭在开往德国集中营的两节运兵闷罐车厢内的意大利战俘。在妥善安置部属与脱险战俘返乡之后,他怀着克尽军人与意大利人天职的坦然心境,孤身返回米兰看望老母。而正是在米兰,一出彻底逆转其人生命运的戏剧性邂逅拉开了帷幕:他漫无目的地偶遇了自己在1919至1920年阜姆冒险时期的患难战友阿尔多·雷塞加。

Anche se non mancarono casi di chi, piú che nel partito, scelse di militare – non a caso – nei reparti armati e nell'esercito51, molti di coloro che aderirono al Pfr e alla Rsi lo fecero mossi dal patriottismo, dal «senso dell'onore», dal desiderio di riscattare l'Italia dal «tradimento» consumato dal re e da Badoglio, dal «rispetto» verso se stessi. Tipiche a quest'ultimo proposito sono le parole con le quali Ardengo Soffici (che pure era consapevole dell'«enormità degli errori e dell'incoscienza» che avevano portato il «tralignato fascismo» e con esso l'Italia alla tragedia52) spiegò la sua posizione a Primo Conti: «Vedi, la donna che c'innamorò quando era adolescente, ora è vecchia, brutta e ammalata. Scappare da lei sarebbe una ignobile viltà: bisogna stare vicini al suo letto e sopportarla, anche maleodorante»53. E, pur consapevoli dei rischi che questo poteva far loro correre, aiutare, sostenere Mussolini, non lasciarlo in balia degli estremisti. «Ha bisogno – scriveva il 16 dicembre 1943 Gentile ad una vecchia amica, Antonia Marotti, moglie di Rolandi Ricci – di sentirsi intorno italiani di senno, di coraggio e di sicuro patriottismo. Bisogna aiutarlo; e che Dio l'aiuti per la nostra salvezza»54. Sentimenti che oggi possono apparire incomprensibili, assurdi, sbagliati, ma che allora furono condivisi da molti italiani. Da giovani cresciuti nel clima fascista e della guerra (e persino in famiglie non fasciste o antifasciste55), ma anche da piú anziani, formatisi in tutt'altro clima e non di rado tutt'altro che banali moralmente e culturalmente. Persino da monarchici e da individui che, pur consapevoli che la responsabilità prima della tragica situazione nella quale si trovava l'Italia ricadeva sul fascismo, non perdonavano al sovrano il suo comportamento, sicché, pur non aderendo alla Rsi, non se la sentivano di condannare chi voleva riscattare in qualche misura l'onore nazionale. Caratteristico è a questo proposito il caso di un generale che, quando Pavolini arrivò la prima volta a Roma e si insediò a palazzo Wedekind, chiese di parlargli e – premesso di essere monarchico – gli augurò buona fortuna e gli consegnò un cospicuo assegno come suo personale contributo al partito56. E – fatto forse ancor piú difficile da comprendersi oggi – da individui che, pur essendo stati fascisti, avevano continuato a vedere i tedeschi come li avevano visti nel 1914-18, come i boches, i crucchi, e ora, pur biasimando il «tradimento» loro fatto, non perdonavano loro la «caccia... senza pietà, senza misericordia» da essi intrapresa contro i soldati italiani. Tipico è in questo senso il caso di Costa il cui unico pensiero subito dopo l'8 settembre fu di adoperarsi per mettere in salvo dai tedeschi i suoi alpini, e non solo essi, poiché arrivò al punto di guidare un colpo di mano per far fuggire i soldati rinchiusi in due vagoni di una tradotta in sosta diretta verso la Germania. Solo dopo aver fatto ciò, avviati verso le loro case i suoi alpini e i fuggitivi dal treno, contento di aver fatto il proprio dovere di ufficiale e di italiano, si era avviato a sua volta verso Milano per raggiungere la casa della madre. E qui il colpo di scena che aveva cambiato la sua vita; l'incontro del tutto casuale col suo vecchio amico e suo compagno d'armi a Fiume nel 1919-20 Aldo Resega.

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命运注定应当如此,”科斯塔在回忆录中追述那场改变其一生的邂逅及其震撼效应时写道57,“假使我当时没有穿过圣塞波尔克罗广场而是拐向了另一条街道,我便绝不会撞见阿尔多·雷塞加;回到家人身旁的我,或许将迎来截然相异的人生归宿。我不知道命运究竟会怎样安排,但我肯定决不会袖手旁观;我的灵魂与信仰未曾改变,甚至愈显成熟,因为意大利正召唤着她的儿女去拯救她于危难废墟。

踏入历史悠久的圣塞波尔克罗广场,我原本以为省党部早已铁门紧锁、窗户黑洞洞一片;然而正相反,在当年首开先河的元老支部阳台上,正迎风猎猎招展着最早的元老支部旧战旗,以及一面硕大的带有束棒标志的三色国旗。一长列市民沿着人行道蜿蜒排起长龙,静候着依次递交加入法西斯共和党的登记申请表。广场上方的窗户大开着,阿尔多·雷塞加瘦削的身影骤然映入眼帘:他一眼望见了我并高声呼唤我的名字。仿佛被某种内心不可抗拒的威严声音所催动,我们不约而同地迎面奔向对方:他在省党部的骑楼拱廊下迎上前同我紧紧相拥。我们并肩登上宽阔的大理石台阶,迈入省党部书记的大办公室,促膝畅叙千言万语。我们的金石之交始于1918年战壕中并肩搏杀的硝烟岁月,在对意大利阜姆的热血狂澜中彻底铸就。在法西斯统治的二十年间,我们曾共同度过无数激情燃烧的难忘时刻,并曾一同执掌米兰各支部法西斯纪律联合法庭。

在他面前,我先前的个人打算瞬间烟消云散:我们重又相逢在一片瓦砾废墟之中,但我们的身旁环绕着欢呼喝彩、满怀热切希望的老战友们……

在这一核心动因之外,亦交织着其他诸多诱因;在绝对数量上,由这些诱因直接促成的投诚人数或许相对有限(但必须谨记,各种动机往往高度交织重叠),然而无论如何皆不可予以低估或忽略——尤其是假使人们试图对战后法西斯阵营极力喧嚣炒作的萨洛共和国“社会灵魂”拨云见日、廓清迷雾的话。战后的这股翻案鼓噪,最终赋予了社会性维度的诉求(该诉求固然真实且强烈地存在,却具象化为极其芜杂的立场光谱:从主张法西斯必须最终兑现其早期原初社会纲领、建立更公正先进之社会的诚挚理想,一直延伸至纯粹为了惩戒出卖法西斯政权并导致其破产的资本家与富豪阶层的报复快意)以某种远超出其实际历史分量的过度权重;尤其是对于投奔萨洛政权的广大年轻一代而言——正如文琴佐·科斯塔在回忆录中所写道的那样58——真正在其心头占据压倒性分量的,唯有通过武力抗争去彻底洗刷由德国人乃至世人强加给意大利人民的背信弃义的耻辱污名:

Doveva essere cosí – avrebbe rievocato l'incontro e l'effetto da esso prodotto in lui nelle sue Memorie57 –. Se invece di passare per piazza San Sepolcro avessi percorso un'altra strada non avrei incontrato Aldo Resega e, rientrato in famiglia, avrei avuto forse un destino diverso. Non lo so, ma certamente non sarei rimasto a guardare; il mio spirito, la mia fede non erano mutati, anzi erano maggiormente maturati, perché l'Italia chiamava i suoi figli che la salvassero dalla rovina.

Inoltrandomi nella storica piazza San Sepolcro pensavo di trovare la federazione con i cancelli chiusi, le finestre buie e invece dal balcone dell'arengo sventolava il vecchio gagliardetto del Fascio primogenito e una grande bandiera tricolore con il fascio littorio. Una lunga colonna di cittadini si assiepava lungo il marciapiede in attesa del loro turno per presentare la domanda d'iscrizione ai fasci repubblicani. Le finestre dell'arengo erano aperte e la figura segalina di Aldo Resega comparve all'improvviso: mi vide e mi chiamò. Come sospinti da una voce interiore, imperiosa, muovemmo l'uno verso l'altro: mi venne incontro sotto il portico della federazione e ci abbracciammo. Risalimmo per l'ampio scalone, entrammo nella sala del federale parlando di tante cose. La nostra amicizia risaliva agli anni trascorsi in trincea nella guerra del 1918, si era consolidata nella passione per Fiume d'Italia. Durante il ventennio avevamo trascorso ore indimenticabili di fede e insieme avevamo fatto parte della corte federale di disciplina dei fasci milanesi.

Al suo cospetto ogni mio proposito naufragò: ci ritrovammo circondati dalla rovina di ogni cosa, ma anche attorniati dai vecchi camerati plaudenti, fervidi di speranze...

A questa motivazione principale se ne affiancarono anche altre che, quantitativamente, furono alla radice di un minor numero di adesioni (ma va tenuto presente ché spesso le varie motivazioni si sovrapponevano), ma che non possono essere né sottovalutate né trascurate, specie se si vuol cercare di far chiarezza nel gran parlare che nel dopoguerra è stato fatto da parte fascista a proposito dell'«anima sociale» della Rsi. Un gran parlare che ha finito per dare alla motivazione sociale (che fu viva e forte, ma che si articolava in una gamma di posizioni e di stati d'animo che andavano da quelli per i quali il fascismo doveva finalmente realizzare il suo originario programma sociale e costruire una società socialmente piú giusta e avanzata a quelli che traevano alimento soprattutto dal desiderio di punire i capitalisti, i ricchi che avevano tradito il fascismo e ne avevano provocato il fallimento) una importanza maggiore di quella che in realtà essa ebbe, specie per la grande maggioranza dei molti giovanissimi che si schierarono con la Rsi, per i quali – come ha scritto nelle sue memorie V. Costa58 – quello che solamente contava era di poter cancellare con le armi le accuse di tradimento rivolte dai tedeschi e non solo da essi agli italiani:

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军旗的荣誉遭到了践踏凌辱,强敌正逼近罗马……必须挺身迎击敌寇,与之一决雌雄,将其驱逐出境!至于所谓《维罗纳纲领十八条》,年轻官兵们要么一无所知,要么根本不知所云;在他们年轻而慷慨的心灵深处,唯有奔赴前线浴血奋战、舍生取义的神圣职责在熊熊燃烧。

在错综复杂的“理想主义”动因中,亦包含这样一部分群体的执念:他们深受一种深层笃信和/或恐惧的驱使,认定英美苏三强同盟的全面胜利必将彻底毁灭欧洲文明,并不可避免地导致整个欧洲大陆、首先是意大利的彻底布尔什维克化。

另一重动机则源自这样一批人的期许(抑或更现实地讲,在彼时乱局中被他们视作唯一的救命稻草):他们认定法西斯共和党必将成为一个同昔日国家法西斯党截然相异的崭新政党,法西斯主义终将凭借该党完成在统治时期未能、无法或不愿付诸实行的深刻社会革命,并由此重新赢得广大工农群众的衷心拥戴与支持(否则群众势必不可逆转地倒向共产主义阵营),从而抚平曾经并将继续撕裂民族共同体的深刻道德与政治创伤。正是置身于此种政治逻辑与心态脉络之下,关于企业社会化(socializzazione)的辩论以及更直接关于《维罗纳纲领》的争鸣方告粉墨登场。对某些人而言这无疑是发自肺腑的,对另一些人而言则纯属彻头彻尾的政治操弄手腕59。循此逻辑,亦大体应当将1943年地方党报上刊载的若干表态言论纳入同一范畴审视60——例如尼诺·斯科尔佐于10月21日在威尼斯《小报》发表题为《体制的危机与体制内的危机》的专论,或多或少公开发表承认“在许多意大利人良知深处,政权早在7月25日之前便已轰然坍塌”,并以意大利的名义大声疾呼在“新”法西斯与反法西斯力量之间达成民族和解;此外,亦应涵盖同一时期在皮埃蒙特、利古里亚、威尼托、托斯卡纳、马尔凯与罗马等地为促成国共两党或至少促成双方达成妥协共处(modus vivendi)以避免同胞阋墙惨剧所展开的系列幕后试探(这同埃德蒙多·乔内及其余边缘小团体随后展开的政治运作有着本质不同)。然而,这番苦心孤诣的尝试最终彻底化为泡影,盖因法西斯极端强硬派与日俱增的暴行屠戮不断给这种和解意图施以响亮耳光61,加之共产党人从一开始便对和解企图展开了极其坚决的地下暗中阻击与绞杀62

l'onore della bandiera era stato oltraggiato, il nemico avanzava su Roma... Bisognava affrontarlo, combatterlo, ricacciarlo. I «Punti di Verona» non li conobbero o non ci capivano nulla; per loro, per il loro spirito giovanile e generoso era vivo e solo il dovere di andare a combattere e morire.

Tra le varie motivazioni «idealistiche» c'era anche quella di coloro che erano mossi dalla convinzione e/o dalla paura che la vittoria della coalizione anglo-americano-sovietica avrebbe comportato la fine della civiltà europea e la bolscevizzazione del vecchio continente e in primis dell'Italia.

Un'altra era quella di chi pensava (o, piú realisticamente, riteneva costituisse, in quei frangenti, l'unica speranza) che il Pfr sarebbe stato qualcosa di effettivamente nuovo rispetto al Pnf e che, grazie ad esso, il fascismo avrebbe finalmente compiuto quella rivoluzione sociale che non aveva saputo e potuto, o voluto realizzare negli anni del regime e grazie alla quale si sarebbe assicurato il consenso e l'appoggio delle masse, che altrimenti sarebbero irrimediabilmente andati al comunismo, e avrebbe sanato le lacerazioni morali e politiche che avevano diviso e dividevano la comunità nazionale. È all'interno di questo tipo di ragionamenti e di stati d'animo che si collocava il discorso sulla socializzazione e piú direttamente quello sul programma di Verona. Sinceramente per alcuni, del tutto strumentalmente per altri59. E nella stessa logica vanno sostanzialmente visti sia alcune prese di posizione del 1943 della stampa locale fascista60 nelle quali si ammetteva piú o meno esplicitamente – come, per esempio, il 21 ottobre scriveva Nino Scorzon (La crisi del sistema e nel sistema) su «Il gazzettino» di Venezia – che «nelle coscienze di molti italiani il regime era già crollato prima del 25 luglio» e si faceva appello alla pacificazione degli animi, nel nome dell'Italia, tra «nuovi» fascisti e antifascisti, sia alcuni tentativi messi in atto nello stesso periodo (altra cosa saranno i successivi tentativi di Edmondo Cione e di altri gruppi minori) in varie località del Piemonte, Liguria, Veneto, Toscana, Marche e a Roma per raggiungere una intesa o almeno un modus vivendi tra le due parti ed evitare una lotta fratricida. Tentativi caduti però nel nulla per le sempre piú numerose e clamorose smentite che a questi propositi venivano dall'estendersi dell'intransigenza e della violenza fasciste61 e per la sorda lotta subito messa in atto contro di loro dai comunisti62.

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再有一重动因促成了相当一部分老一辈马志尼派共和主义者(不仅指其生理年龄,亦指其在思想谱系上带有鲜明复兴运动传统的渊源,主要集中在艾米利亚-罗马涅、托斯卡纳与马尔凯)投向萨洛政权与法西斯共和党:尽管他们在绝大多数场合下从未同法西斯统治合流同流合污、甚至时常对其抱持傲岸不屑的鄙视抗拒立场;但一旦墨索里尼公开宣布建立世人渴盼已久的“共和国”,其内心深处受到了如此强烈的震撼感召,以至于在共和旗号以及对君主制极端病态仇恨(如今更因国王的“背信弑国”而火上浇油)的驱使下,他们毅然抛弃了昔日对“王权法西斯主义”的猜忌与抗拒,义无反顾地投身其中。

在上述诸般动因之外,最终尚须补充最后一项:即对于某些群体而言,投身法西斯共和党与意大利社会共和国乃是墨索里尼个人超凡魅力在其身上持续发挥魔力作用的直接结果。正如我们将要看到的那样,这种个人威望同样深受9月8日之后全民族思想与心灵极度混乱动荡的洗礼;其具体面相极难予以精确勾勒且绝非千人一面:在某些人心中它依然鲜活如初;在另一些人心中它已近乎枯竭并被怀疑与激烈的批判所侵蚀;而在更多人眼中,它仿佛被过滤为一种交织着怀旧眷恋与悲凉凄婉的复杂情感——宛如面对一位惨遭事业破产的严父,在行将就木的最后关头做子女的决不能绝情弃之不顾,而必须义无反顾地陪同他将厄运的苦杯饮尽到底。

Un'altra motivazione ancora fu quella che spinse (soprattutto in Emilia-Romagna, in Toscana e nelle Marche) ad aderire alla Rsi e al Pfr un certo numero di vecchi (in senso proprio, ma anche in riferimento ad una certa tradizione culturale e politica di ascendenza marcatamente risorgimentale) repubblicani mazziniani che, nonostante in numerosi casi non si fossero mischiati con il fascismo-regime e avessero talvolta assunto nei suoi confronti un atteggiamento di sdegnoso rifiuto, proclamata da Mussolini la tanto agognata «repubblica», ne sentirono cosí fortemente la suggestione e il richiamo da accantonare nel suo nome e in quello della loro fanatica avversione alla monarchia (ora accresciuta per di piú dalla «fellonia» del re) le precedenti diffidenze e i rifiuti opposti al «regio» fascismo.

A queste motivazioni se ne aggiungeva in fine un'altra: quella di coloro per i quali l'adesione al Pfr e alla Rsi era conseguenza diretta dell'ascendente che su essi aveva ancora la figura di Mussolini. Un ascendente, come vedremo, che risentiva tuttavia anch'esso della confusione e del ribollimento delle menti e degli animi del post 8 settembre; dai contorni difficili a stabilire con precisione e che non era eguale per tutti: ancor vivo in alcuni, pressoché esaurito e venato da dubbi e critiche, talvolta assai forti in altri, e in altri ancora come filtrato attraverso un sentimento, un modo di guardare a Mussolini un po' nostalgico e un po' patetico, come un padre che aveva fallito, ma che non si poteva abbandonare nel momento supremo e di cui bisognava condividere sino in fondo la sorte.

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行文至此,为防滋生误解,有必要彻底澄清:较之老朽残暴的行动队员传统,“理想主义者”(尤其是青年与极年轻一代)63固然在数量上构成了最为庞大的绝对多数,且将自身的阵营抉择视作一种维系道德操守一贯性的崇高行动、视作为了“祖国福祉”所必须付出的牺牲,且往往切合其心目中对法西斯主义的特殊纯真构想;然而在整个政权的政治运作与党的日常活动中,这一群体却从未能够夺取与其潜在力量相称的话语权与主导地位,其能量从未真正有效影响政局(除极个别微不足道的特殊场合外)。这不仅体现在运动初期——彼时在许多地区率先挑起重建支部大梁的老牌行动队员由于比常人更为活跃坚决而未曾遭受党中央高层的有效遏制64;且同样体现在随后的演变进程中:法西斯共和党领导层虽亲眼目睹极端强硬派系统性的流血暴行正在将大批本可凭借其专业技术与行政专长为新政权效力的贤达志士推向对立面,使得“新”法西斯在最初举棋不定的人群眼中显得比“旧”法西斯更为可怖歹毒,进而迫使广大民众退缩进个人的避难孤岛,领导层遂罢黜清洗了一批盘踞要津的极端暴徒65并将另一批人边缘化66,力求阻止其跻身权力中枢。然而极其讽刺的是,帕沃利尼领导层在或自觉或不自觉之中,亦以完全相同的排挤手腕对待了温和派、尤其是那些梦寐以求建立一个从最高领袖以降同二十年统治旧貌毫无瓜葛之“新法西斯主义”的“理想主义者”。

A questo punto, a scanso di fraintendimenti, è bene mettere in chiaro che, ancor piú dell'«anima» vetero squadrista, quella rappresentata dagli «idealisti» piú giovani e giovanissimi63, che sentivano la loro scelta come un atto di coerenza morale e la consideravano necessaria al «bene della patria» e, spesso, corrispondente alla loro particolare idea del fascismo, pur essendo quantitativamente la piú numerosa non riuscí mai ad avere un ruolo corrispondente alla sua forza potenziale e tale da incidere effettivamente (salvo in pochissime e non significative circostanze particolari) sulla gestione politica e sull'attività del partito. E questo non solo all'inizio, quando i vecchi squadristi che avevano preso l'iniziativa di ricostruire in molte località il partito non furono contrastati nella maggioranza dei casi dai vertici di esso perché piú attivi e decisi degli altri64, ma anche successivamente. Quando cioè la dirigenza del Pfr, vedendo che le sistematiche violenze degli estremisti tenevano lontani dalla Rsi un certo numero di individui che per le loro competenze e capacità tecnico-amministrative le sarebbero stati preziosi, facevano apparire il «nuovo» fascismo peggiore del «vecchio» agli occhi di coloro che sulle prime erano stati in dubbio sull'atteggiamento da assumere verso la Rsi e alimentavano anche in costoro la tendenza a chiudersi nel proprio guscio, alcuni ne rimosse dai posti nei quali si erano insediati65 altri li emarginò66 e, in genere, cercò di evitare che giungessero a posizioni di rilievo. Ma la stessa cosa, piú o meno consapevolmente, la dirigenza pavoliniana fece però anche con i moderati e in specie con quegli «idealisti» che pensavano ad un «nuovo fascismo» che nulla o quasi avrebbe dovuto avere in comune con quello degli anni del regime, a cominciare dalla sua leadership.

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概括而言,导致寄望于“新法西斯主义”的“理想主义者”彻底走向破产边缘的,主要有四重交织互动的深层根由。其一,是该阵营内部温和派与强硬派的彼此割裂,使得形成统一连贯的政治战略变得难如登天。其二,是党中央高层出于权力护盘的本能,千方百计阻挠他们染指权力中枢:高层极度担忧这批青年激进分子对法西斯主义的独特激进构想(乃至其对德关系的桀骜不驯)会在那些——有时出于真心、但更多出于投机算计——视萨洛共和国为“两害相权取其轻”、特别是将其视为能够在盟军攻占并恢复社会秩序前最大限度“冻结”本土局势以防游击队与德军全面血洗的各阶层中间势力中激起猜忌与敌意;这些保守势力绝不希望看到社会仅存的既得秩序遭受本应充当护法者的年轻狂热分子的进一步冲击摧毁。其三,是昔日法西斯统治时期在地方层面盘根错节的旧利益与旧权力集团依然坐拥雄厚实力,他们横下一心决不容忍被排挤出局,因而在实践中发现支持同自己保有数十年深厚利益勾连的旧“强硬派”法西斯分子,远比扶植这批意图改弦更张的新人(不论其温和与否)划算得多。其四,若在上述阻力之外,再加上年轻一代在评判标准、道德操守以及政治抱负上同老一辈法西斯分子(不论是打手还是旧官僚)毫无共通语言这一现实,便不难理解:倘若允许“理想主义者”真正实质性介入党的领导,势必迅速导致绝大部分在9月8日之后抢班夺权的权贵被清洗出局;因此这批旧人当即本能地触发了狂暴的政治自卫反击。更何况面对“理想主义者”的“脱离现实”与“浪漫幼稚病”,当权派可以冠冕堂皇地高举“政治理性”的大旗,辩称绝不能自绝于萨洛政权生存不可或缺的社会阶层,更绝不能触怒德国人——盖因在德国人眼中,这批激进的“理想主义者”纯属扰乱其统治利益所需之“既定秩序”的危险动乱根源;更遑论德国人亦已敏锐察觉到,除开恪守“捍卫同盟”的虚妄道德教条外,许多“理想主义者”在骨子里对德意志帝国其实毫无好感。

Schematizzando, si può dire che a determinare l'insuccesso degli «idealisti» che puntavano ad un «nuovo fascismo» concorsero vari motivi, tra i quali i piú importanti furono forse quattro. Innanzi tutto la compresenza tra essi di posizioni moderate e intransigenti che rendeva difficile il prender corpo di una comune strategia. In secondo luogo le resistenze e le manovre per tenerli lontani dal potere messe in atto anche nei loro confronti dai vertici del partito, preoccupati dalle diffidenze e dalle ostilità che il loro modo di intendere il fascismo (e talvolta i rapporti con i tedeschi) suscitava in quegli che – a volte sinceramente, ma piú spesso opportunisticamente – erano disposti ad accettare la Rsi come «il minore dei mali» e, in particolare, come il piú sicuro espediente per «congelare» il piú possibile la situazione rispetto tanto al movimento partigiano quanto ai tedeschi in attesa che la vittoria alleata ristabilisse l'ordine pubblico e sociale e, in questa logica, non volevano che nel frattempo ciò che di tale ordine sopravviveva venisse vieppiú ferito o anche solo messo in discussione da chi avrebbe dovuto invece salvaguardarlo. Un altro motivo fu costituito dalla notevole consistenza che spesso avevano ancora a livello locale i vecchi centri di potere e di interesse economico degli anni del regime che – decisi a non farsi estromettere – trovavano in genere piú vantaggioso sostenere i vecchi fascisti «intransigenti» con i quali erano in genere legati da vecchi e solidi rapporti che non i nuovi, moderati o intransigenti che fossero. Se a questi motivi si aggiunge il fatto che rispetto al «vecchio» fascismo il giudizio, l'atteggiamento morale e i propositi dei giovani e dei giovanissimi poco o nulla avevano in comune con quelli dei fascisti piú anziani (squadristi o «di regime» fa poca differenza), sicché un'effettiva partecipazione degli «idealisti» alla guida del Pfr avrebbe portato ad una rapida emarginazione di gran parte di coloro che l'avevano preso nelle proprie mani all'indomani dell'8 settembre, si capisce bene come in questi scattasse subito una forte reazione di autodifesa. E ciò tanto piú che contro l'«assenza di realismo» e l'«ingenuità romantica» degli «idealisti» essi potevano invocare la «ragion politica» di non alienarsi ambienti e forze sociali del cui consenso la Rsi non poteva fare a meno e ancor piú i tedeschi, per i quali gli «idealisti» costituivano un pericoloso elemento di confusione e di turbamento dell'«ordine» piú confacente ai loro interessi. Se addirittura non si rendevano conto della scarsa simpatia che – fatto salvo il dovere morale di «onorare l'alleanza» – molti «idealisti» avevano per loro.

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阐明此点之后,有必要在此先行提炼出我们将在后文展开全面论述的若干核心论断,以防滋生歧义。其一:9月8日推向历史前台的主流人物,绝大多数意图向“体制法西斯主义”及其背后的社会支柱势力展开政治复仇,并奠定一种截然相异的法西斯主义基石。此乃理论层面的设想;而在政治实践中,他们却分裂为一系列在历史渊源(部分可追溯至二十年统治时期,部分滋生于事变之后)上错综复杂且彼此倾轧的权力派系,在设定的战略目标、达致目标的手段、以及同各大社会阶层的具体利益羁绊上水火不容。其二:这批人中仅有极少数人真正承袭了纳粹主义的“精神遗产”;在绝大多数场合下,他们继承或自以为继承的是完全纯粹的意大利本土革命传统(其中对经典法西斯主义最具诱惑力与互补性的思想养料当属马志尼主义、皮萨卡内主义与科里多尼主义),在他们看来,这一本土传统相较于纳粹主义不仅大相径庭,且在文明高度上远居其上67。其三:这批人之所以能够粉墨登场,完全仰赖于德军铁蹄的存在;正是德军的强权庇护准许他们在中央与地方夺取了统治权(尽管德方在地方维度的支持动机往往同中央层面的战略算计大相径庭),然而德国人的存在却使得他们根本无法推行真正的自主治理,尤其无法依照他们各自心中所描摹的法西斯蓝图去实施统治。其四:由此便在萨洛共和国的政治生命中衍生出一种潜伏的深层张力与一系列暗流涌动的隐秘恶斗——一方是所谓“新法西斯主义者”,另一方则是德国占领者以及形形色色的旧体制法西斯分子;后者在或自觉或不自觉之中充当了德国人安插在共和国统治枢纽内部的“特洛伊木马”,且较之饱受幻灭摧折的旧行动队员,这帮旧体制官僚才是真正掌控实权的要害人物。

Detto questo, ci pare opportuno anticipare alcuni punti che svilupperemo piú avanti, ma che – a scanso di equivoci – è bene però fissare sin d'ora. Primo: l'8 settembre portò alla ribalta in maggioranza uomini che volevano prendersi una rivincita sul «fascismo regime» e sulle forze sociali che lo avevano sostenuto e condizionato e gettare le basi di un fascismo diverso dal vecchio. Questo in teoria; in pratica essi si articolavano però in una serie di posizioni e gruppi di potere (alcuni che risalivano agli anni del regime, altri costituitisi successivamente) differenti (e talvolta contrapposti) sia quanto agli obiettivi che si ponevano e ai mezzi per conseguirli, sia per il tipo di rapporti con le forze sociali che comportavano e avevano. Secondo: solo una minima parte di essi si rifaceva al «patrimonio ideale» nazista; nella gran maggioranza dei casi si rifacevano o pensavano di rifarsi ad una tradizione tutta italiana (nella quale le suggestioni e le integrazioni al patrimonio fascista classico piú forti erano quelle mazziniane, pisacaniane e corridoriane), diversa e per molti superiore a quella nazista67. Terzo: giungere alla ribalta fu loro possibile solo per la presenza tedesca, che permise loro di prendere il potere (al centro e in periferia, anche se le motivazioni del sostegno tedesco furono in periferia spesso diverse rispetto a quelle relative al centro), ma non di governare e soprattutto di non governare conformemente all'idea (o, meglio, alle varie idee) del fascismo che avevano. Quarto: da qui una tensione latente e una serie di contrasti piú o meno sotterranei che caratterizzarono la vita della Rsi tra i «nuovi fascisti» da una parte e dall'altra i tedeschi e i vari tipi di «vecchi fascisti», «di regime» e no, che dei tedeschi furono, consapevolmente o inconsapevolmente a seconda dei casi, i «cavalli di Troia» ai vertici della repubblica e i veri uomini piú che i vecchi squadristi delusi.

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在下一章分析法西斯共和党与墨索里尼本人的复杂互动时,我们将有机会详尽剖析该党领导集团及其面对萨洛政治现实的态度;然而在收束我们同法西斯共和党历史全貌的初次接触之际,有必要在此停下脚步着重强调一个若想真正洞悉其本质便决不可忽视的核心关节点。真正执掌该党帅印(尤其是在高中层领导架构中)并赋予该党以鲜明历史烙印与统治“风格”的骨干精英,固然几乎全盘脱胎于敌视旧日“体制法西斯主义”的多元反叛派系;然而他们在本质上却浸染着过深的法西斯烙印——正是这一烙印在过去二十余年漫长岁月中所沉淀出的专横底色——且尤为深重地浸淫在一种将权力、专断行使权力与强行施威视作理所当然的思维定势之中68;以至于即便主观上怀有良善初衷,他们在客观上亦根本无力蜕变出超越其本性的崭新面貌。正因如此,他们心头不仅对那些呼吁建立彻底相异之全新法西斯主义的青年抱有深深的戒备乃至敌意,且对那些在法西斯统治时期因不屑与污浊同流合污而主动淡出权力场或被贬黜至体制边缘的正直老法西斯分子亦同样严加防范69。更何况,在局势一部分出于客观必然、一部分出于德军的专横高压、一部分出于妄图重夺权柄而不择手段的旧政权阴暗政客的死灰复燃、一部分最终归咎于统治集团自身祸乱而变得日益不可收拾的历史绝境中,随着光阴的流逝,他们不可避免地陷入了一场唯恐丧失对局势哪怕一丝掌控力的恶性循环怪圈之中,再也无法自拔。

Nel prossimo capitolo, analizzando i rapporti tra il Pfr e Mussolini, avremo occasione di parlare del suo gruppo dirigente e del suo atteggiamento rispetto alla realtà politica della Rsi; per concludere questa prima sommaria presa di contatto con la realtà del Pfr è però opportuno soffermarci su un punto che ci pare non possa essere assolutamente trascurato se la si vuol veramente capire. A prendere in mano il partito, soprattutto ai livelli alti e medio alti, e a dare ad esso l'impronta, lo «stile» fu una serie di elementi che erano sí pressoché tutti espressione delle varie anime ostili al vecchio fascismo «di regime», ma che erano pur sempre troppo fascisti – nel senso che questo termine era venuto assumendo in venti e piú anni – e soprattutto troppo partecipi di una mentalità, di un modo di concepire il potere, di esercitarlo e di farlo rispettare68 per potere – anche se lo avessero voluto – essere diversi da quello che erano o che dicevano, anche in buona fede, di non essere. Da qui la diffidenza e talvolta l'ostilità da essi nutrite non solo verso coloro che auspicavano un fascismo del tutto diverso, ma anche nei confronti di quei vecchi fascisti che negli anni del regime si erano defilati o erano stati tenuti ai margini del potere perché non volevano sentirsi responsabili di un andazzo che non rispondeva alla loro idea del fascismo69. E ciò, per di piú, in una situazione che in parte oggettivamente, in parte per l'atteggiamento dei tedeschi, in parte per la riapparizione sulla scena di alcuni tra i piú torbidi esponenti del regime, ben decisi a riacquistare il perduto potere e pronti a tutto per riuscirvi, in parte, in fine, per loro stessa colpa, andava facendosi sempre piú difficile, sicché essi si sarebbero venuti, via via che il tempo passava, a trovarsi in una sorta di spirale dalla quale era impossibile uscire per i loro timori di perdere il controllo della situazione.

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若想切实穿透这一历史现实背后所交织的诸多心理文化、伦理道德与政治维度的幽微侧面,在我们看来,富尔维奥·巴利斯蒂的回忆录构成了一份极富启迪意义的文献70——巴利斯蒂堪称整个萨洛政权领导阶层中道德操守最为高洁光明的人物。作为一名深具邓南遮浪漫主义烙印的早期法西斯分子,在经历三十年代的官僚化沉沦以及北非沙漠战场的血火洗礼之后(他在指挥‘青年法西斯’第一营浴血搏杀中痛失一条右腿),截至停战爆发之际,他在思想实质上早已不再是一个法西斯分子;他深感自己是“祖国大地上的一名精神流亡者”;他严厉指责墨索里尼——尽管领袖明知这场世界大战关涉“全民族的存亡绝续”——竟然放任由其亲手缔造并专断独裁统治的政权陷入如此赤裸裸的政治堕落衰朽;然而,当目睹“一位将亿万公民驱赶上战场却在危急关头抛弃人民仓皇逃遁的国王”的丑恶行径,并获悉墨索里尼获释的消息后(这一消息在其心头同样激起了极其矛盾的情感风暴),他最终选择——“因为我自感无法遁入深山打游击”,且断然拒绝一切两面派投机手腕——投身意大利社会共和国,誓愿投身一场不仅且主要不是反对“特权霸权国家”、而是首先荡平政权内部“寡头特权阶层”、荡平官僚系统蜕化堕落与旧人体制不死的“革命战争”。

关于巴利斯蒂在萨洛共和国历史进程中的具体作为,我们将在后续各章展开深入剖析。然而促成其投身政权的根本动因却值得在此预先交代,因为唯有对照这一心路历程,方能深刻理解大批“理想主义者”的精神密码。

同众多理想主义同仁一样,巴利斯蒂清醒地洞悉在当时的意大利国土上,占据主导地位的唯有彷徨、迷茫与惊骇,“一种普遍蔓延的反法西斯应激反弹”以及全社会对战争早日终结的热切期盼;在如此严酷的氛围下,意大利社会共和国确立自身的希望即便未至彻底绝望,亦堪称极度渺茫。他对法西斯主义所犯下的滔天罪责与重大失误洞若观火,并深知假使政权仅仅沉溺于对旧政权罪魁祸首展开口诛笔伐与道德审判、却从未反躬自省整个体制的结构性痼疾,必将彻底自取灭亡。在他看来,与其“在残砖断瓦前大发雷霆”,毋宁“为新大厦的基石添砖加瓦”,首要且坚定不移地致力于实现社会道德与政治风气的彻底革新。意大利社会共和国若想保有哪怕一丝历史合理性,其唯一指望在于真正“造就出真正的共和公民”,并彻底摆脱那种将战局溃败一股脑推诿给他人背叛的狭隘党派门户之见。唯有如此,它方能构成“一场兼具确立崇高理想价值、昭示殉道牺牲徽记、并彰显赎罪救赎实效的至高历史考验”。然而在这条救赎之路上,最致命的绊脚石恰恰是“那种在罗马帝都找到了其宏大布景、其暴利温床与其曲意奉承之阴暗回廊的腐朽统治心态”,且这股恶浊心态“亦将其陋习恶俗与其最典型的代表人物原封不动地搬入了意大利社会共和国”。对此巴利斯蒂从一开始便洞察秋毫。与那些因目睹萨洛政权“充斥着完全相同的旧面孔与完全相同的旧体制”而拒绝合作的志士不同,巴利斯蒂不仅毅然入局,且尽管在内心深处已不再认同所谓“法西斯”,却全力以赴投身其政治生活(“当盗贼闯入家园之际,人们唯有冲进宅门方能将盗贼驱逐出去”),迅速崛起为深受最优秀“理想主义者”群体衷心爱戴的中枢巨头,并在极其短暂的瞬间化身为足以取代帕沃利尼的“新人”旗帜——在“理想主义”阵营眼中,无论从何种维度衡量,他皆堪称帕沃利尼最完美的对立面。

Per penetrarne alcuni significativi risvolti psicologico-culturali, morali e politici di questa realtà un documento assai illuminante sono, a nostro avviso, le memorie di Fulvio Balisti70, forse la figura moralmente piú limpida di tutto il gruppo dirigente repubblicano. Un fascista di formazione dannunziana che, dopo le delusioni degli anni trenta e l'esperienza fatta in Africa settentrionale (dove aveva perso una gamba al comando del 1° battaglione «Giovani fascisti»), al momento dell'armistizio non era praticamente piú tale; si sentiva «un esule in patria»; faceva carico a Mussolini di non aver reagito – nonostante ritenesse la guerra questione «di vita o di morte per la nazione» – «all'evidente decadenza di un potere politico da lui stesso voluto e dispoticamente guidato», ma che, di fronte al comportamento di «un re che manda alla guerra i cittadini e poi... li abbandona fuggendo» e alla notizia della liberazione di Mussolini (che, pure aveva suscitato in lui contrastanti reazioni), aveva finito – «non sentendomi di battere i sentieri della montagna» e rifiutando ogni doppio giuoco – per aderire alla Rsi auspicando una «guerra rivoluzionaria» non solo e non tanto contro le «nazioni privilegiate», ma soprattutto contro le «caste», lo scadimento del sistema e l'immortalità degli uomini del fascismo.

Della partecipazione di Balisti alle vicende della Rsi parleremo nei prossimi capitoli. Le motivazioni di fondo della sua adesione meritano però di essere qui anticipate, perché alla loro luce si comprende meglio anche quella di un buon numero di «idealisti».

Come molti di costoro Balisti era consapevole che nel paese ciò che dominava erano incertezza, smarrimento, e sbigottimento, «una diffusa reazione antifascista» e un'altrettanto diffusa attesa della fine della guerra e che in una situazione simile le possibilità di affermazione della Rsi erano estremamente precarie, per non dire nulle. Altrettanto chiari gli erano gli errori e le colpe del fascismo e il rischio che esso finisse per esaurirsi nella critica e nella condanna degli uomini del regime maggiormente responsabili di essi e non si interrogasse sulle responsabilità del sistema. Piú che «infierire sui ruderi», l'importante era per lui «buttare delle pietre nelle nuove fondamenta», operare innanzi tutto e con decisione per un rinnovamento del costume. Solo se fosse riuscita a «fare i repubblicani» e a liberarsi dello «spirito di parte» che attribuiva agli altrui tradimenti l'andamento rovinoso della guerra la Rsi avrebbe avuto un senso. Avrebbe potuto costituire «una prova suprema che acquistasse il valore di un'affermazione ideale, il contrassegno di un olocausto, l'efficacia di una riparazione». Su questa strada l'ostacolo maggiore era costituito però da «quella mentalità che aveva trovato, specialmente nell'Urbe, i suoi motivi coreografici, i suoi facili profitti, i suoi compiacenti meandri» e che aveva portato anche nella Rsi «i suoi costumi ed i suoi maggiori esemplari». Anche di questo Balisti fu sin dall'inizio pienamente consapevole. Contrariamente ad altri che non se la sentirono di aderire alla Rsi «perché erano gli stessi uomini e gli stessi sistemi» di prima, non solo aderí, ma, nonostante non si sentisse sostanzialmente piú «fascista», si impegnò nella sua vita politica («quando i ladri sono in casa, bisogna entrare in casa per buttar fuori i ladri») diventandone un esponente di primo piano, in cui si riconobbe la parte migliore degli «idealisti») e, sia pure per un breve momento, l'«uomo nuovo» in alternativa a Pavolini, di cui in campo «idealista» fu – ben lo si può dire – l'esatto contrario da ogni punto di vista.

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尽管大体上措辞极为含蓄谨慎、有时甚至闪烁其词,但各省省长与警察总监呈送内政部的机密汇报、以及萨洛警察总局长呈送墨索里尼本人的远为直言不讳的专题报告(作于1943年底与1944年初),却无情揭示出一幅冰冷残酷的现实图景:法西斯共和党在各地的运转极频繁地沦为个人私利恩怨与内部倾轧恶斗的牺牲品,以至于对党的各项活动、以及协调党同受其管辖或在国家体制内负责从专业技术到公共秩序及反游击肃奸斗争之各级机构的关系,变得极难推进乃至彻底陷入瘫痪;以至于在诸多地区、尤其是形势最为白热化的“前沿重镇”,上述权力杠杆在很大程度上彻底落入了成群结队的极端狂徒、暴徒与地痞流氓的掌心。面对这一乱局,甚至连墨索里尼本人在12月23日亦不得不亲自出面干预以图刹住这股歪风,他向所有各省省长(即最高民政长官)发出加急通电,并抄送格拉齐亚尼、皮森蒂、帕沃利尼与里奇(分别时任国防部长、司法部长、法西斯共和党书记与国家共和卫队司令)备查71

长期以来,社会上已然形成了一种恶劣风气:在既无现行犯罪证据、亦无正当理由的情况下擅自逮捕、扣押或强行带走人员,且往往不知究竟系何人签发上述指令。这一切绝非共和国之法度,亦非法西斯主义之作为,而纯属混乱、专断与无政府乱象!这一切在公众心头制造了极度的惶恐与不确定性,最终不仅为所谓的反叛游击活动推波助澜,更在根本上摧毁了作为一切真正意大利志士最高奋斗目标的民族复兴大业。此类违法乱纪事件必须立即彻底绝迹!对于本训令的贯彻落实,本人将直接追究各省省长之个人全权政治与法律责任。

Nonostante il tono generalmente ovattato e talvolta apertamente reticente, i rapporti dei prefetti e dei questori al ministero dell'Interno e quelli, assai piú espliciti, del capo della polizia a Mussolini degli ultimi mesi del 1943 e dei primi del 1944 mettono in luce una realtà nella quale il partito appare molto spesso caratterizzato da personalismi e contrasti interni che rendevano difficile, se non impossibile, il coordinamento e il controllo delle sue varie attività e dei suoi rapporti con gli organismi, sia ad esso subordinati, sia dello Stato, che dovevano occuparsi o di fatto si occupavano di tutta una serie di questioni, da quelle piú propriamente tecniche a quelle dell'ordine pubblico e della lotta contro i partigiani, sicché in molte località, e specialmente in quelle piú «calde», le une e le altre erano in buona parte appannaggio di gruppi di estremisti, di violenti e di teppisti. E ciò nonostante che il 23 dicembre Mussolini fosse intervenuto personalmente per cercare di porre freno a questo stato di fatto inviando a tutti i capi delle province (cioè ai prefetti) e per conoscenza a Graziani, Pisenti, Pavolini e Ricci (rispettivamente ministri della Difesa nazionale e della Giustizia, segretario del Pfr e comandante della Gnr) il seguente telegramma71:

Da troppo tempo è ormai invalso il costume degli arresti o fermi o prelevamenti di persone senza flagranza o evidente motivo e spesso non si sà chi abbia impartito tali ordini. Tutto ciò non è repubblica, né fascismo ma confusione, arbitrio e anarchia. Tutto ciò determina uno stato d'animo di incertezza e di panico che finisce per alimentare il cosiddetto ribellismo ed è comunque deleterio ai fini di quella ripresa nazionale che dev'essere il supremo degli obiettivi per quanti sono italiani degni ancora di questo nome. Episodi del genere devono assolutamente finire. Della esecuzione di quest'ordine terrò personalmente responsabili i Capi delle Provincie.

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然而,在墨索里尼发出上述严厉训令四个月之后,局势不仅毫无起色,甚至愈显糜烂;以至于面对来自各省省长与警察总监雪片般飞来的日益惊恐的危局报告(例如31日来自佛罗伦萨的警务汇报堪称典型:“当前的政治局势人尽皆知:执掌党务要津的人员在群众中毫无信任威望可言;最初的盲目狂热已被普遍的士气衰竭与麻木不仁所彻底取代”72),萨洛警察总局长深感必须毫不隐晦地向墨索里尼摊牌直陈真相73

仅仅出于微不足道的个人私怨而实施的政治迫害,尤其是在外省各偏远小县,”他在报告中直言痛陈道,“依然在令人发指地猖獗横行,各省省长往往根本无力震慑管束那些品行极为不端的基层流氓政客。这一切在实际上极度削弱了中央政权的权威。全社会如今普遍形成了一种根深蒂固的看法:认定各省省长在中央面临着内政部同党中央领导层之间的公开激烈倾轧——党中央往往被各省专员以及那些在全境煽动骚乱的狂悖极端分子牵着鼻子走。正因如此,某些省长在执法时不得不表现出瞻前顾后、优柔寡断的被动妥协。

正是在这种危急倒逼之下,在帕沃利尼的进言游说下,并在罗马沦陷的剧烈震荡以及该事件在国家共和卫队及许多地区(首先是艾米利亚与罗马涅)行政基层所引爆的生存危机的巨大惊骇之下,墨索里尼于1944年6月30日颁布了一项重大战略决断:将文琴佐·科斯塔在米兰设立‘卡罗乔’联邦团的经验全盘推广至法西斯共和党下辖的全部三十四个省级支部——各省党部必须在各省党部专员的直接全权指挥下,将党属一切纠察队、行动小组与武装组织统统整编为各自独立的黑色旅(Brigata Nera)74

Quattro mesi dopo questo intervento di Mussolini la situazione non sarebbe stata però migliore, tanto che il capo della polizia, a cui pervenivano da un numero crescente di prefetti e di questori rapporti sempre piú allarmati sulla situazione nelle varie zone (tipico questo, in data 31 marzo, da Firenze: «la situazione politica è quella che è: gli uomini che reggono il partito non godono fiducia; ai primitivi entusiasmi è succeduto un periodo di abbattimento e di non curanza»72) sentí il dovere di mettere senza troppe perifrasi le carte in tavola con Mussolini73:

Le persecuzioni per semplici risentimenti personali, specialmente nei piccoli centri di provincia – gli scrisse – continuano vergognosamente e non sempre i capi provincia riescono ad imporsi a gerarchetti di molto dubbia onestà. Tutto ciò non fa che indebolire l'autorità centrale. In molti è invalsa l'opinione che i capi provincia trovano al centro un netto contrasto fra Ministero dell'Interno e Direzione del Partito che si fa prendere piú la mano dai commissari federali e da elementi irragionevoli i quali sono fomite di disordine nel paese. A questo si attribuisce la indecisione di alcuni prefetti.

Da qui una nuova decisione adottata da Mussolini il 30 giugno 1944 su suggerimento di Pavolini e sotto lo choc della caduta di Roma e della crisi da essa provocata nella Gnr e nel tessuto amministrativo di molte zone, a cominciare dall'Emilia e dalla Romagna che estese a tutte le trentaquattro federazioni del Pfr una iniziativa presa a Milano da V. Costa con l'istituzione del reggimento federale «Il Carroccio»: ogni federazione provinciale doveva inquadrare (alle dirette dipendenze del commissario federale) tutte le squadre, gruppi e formazioni di partito in una propria Brigata nera74.

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驻地 黑色旅番号 旅指挥官 兵力人数
亚历山德里亚 普拉托旅 莫内罗 770
奥斯塔 皮科旅 贝里奥 400
阿斯蒂 维亚莱旅 里奇 550
贝加莫 科尔泰西旅 贝里齐 650
博洛尼亚 法基尼旅 切尔基亚里 1 280
布雷西亚 托尼奥旅 贝凯里尼 830
科莫 罗迪尼旅 波尔塔 1 100
克雷莫纳 费利萨里旅 米利洛 950
库内奥 利多尼奇旅 龙扎 610
费拉拉 吉塞利尼旅 兰迪 700
热那亚 帕罗迪旅 法洛帕 800
因佩里亚 帕多安旅 马西纳 400
拉斯佩齐亚 贝尔托尼旅 巴罗内 440
曼托瓦 图尔凯蒂旅 莫塔 900
梅尔戈佐(瓦雷泽,原拉文纳) 穆蒂旅 蒙塔纳里 770
米兰 雷塞加旅 科斯塔 3 535
摩德纳 皮斯托尼旅 塔拉比尼 530
诺瓦拉 克里斯蒂娜旅 波齐 440
帕多瓦 贝贡旅 维瓦雷利 840
帕尔马 加瓦佐利旅 罗尼奥尼 600
帕维亚 阿尔菲耶里旅 卡塔内奥 518
皮亚琴察 阿斯托里旅 格拉齐亚尼 500
雷焦艾米利亚 费拉里旅 罗西 650
罗维戈 戈里旅 赞博尼 415
萨沃纳 布里亚托雷旅 艾卡尔迪 400
松德里奥 加蒂旅 帕尔梅贾尼 600
蒂耶内(维琴察,原弗利) 卡潘尼旅 贝代斯基 790
都灵 卡佩利旅 索拉罗 1 800
特雷维索 卡瓦林旅 加兰特 500
瓦雷泽 杰尔瓦西尼旅 加利亚尔迪 800
威尼斯 阿扎拉旅 卡杜奇 910
韦尔切利 庞泽基旅 贝尔托齐 560
维罗纳 里扎尔迪旅 瓦莱里 900
维琴察 法琼旅 拉迪乔尼 600

除上述本土属地黑色旅外,尚编有六个机动突击旅:

编号 / 驻地 黑色旅番号 旅指挥官 兵力人数
第一机动旅(米兰) 里恰雷利旅 比亚焦尼 600
第二机动旅(帕多瓦) 梅尔库里旅 马泰奥蒂 400
第三机动旅(博洛尼亚) 帕帕拉尔多旅 托里 600
第四机动旅(德罗内罗,库内奥) 雷塞加旅 穆西尼 750
第五机动旅(布雷西亚) 夸利亚塔旅 佩莱格里尼 900
第六机动旅(米兰) 达尔马提亚旅 坎齐亚 230
Sede Brigata Comandante Forza
Alessandria Prato Monero 770
Aosta Picot Berio 400
Asti Viale Ricci 550
Bergamo Cortesi Berizzi 650
Bologna Facchini Cerchiari 1 280
Brescia Tognú Becherini 830
Como Rodini Porta 1 100
Cremona Felisari Milillo 950
Cuneo Lidonnici Ronza 610
Ferrara Ghisellini Randi 700
Genova Parodi Faloppa 800
Imperia Padoan Massina 400
La Spezia Bertoni Barone 440
Mantova Turchetti Motta 900
Mergozzo (Va), già Ravenna Muti Montanari 770
Milano Resega Costa 3 535
Modena Pistoni Tarabini 530
Novara Cristina Pozzi 440
Padova Begon Vivarelli 840
Parma Gavazzoli Rognoni 600
Pavia Alfieri Cattaneo 518
Piacenza Astorri Graziani 500
Reggio Emilia Ferrari Rossi 650
Rovigo Gori Zamboni 415
Savona Briatore Aicardi 400
Sondrio Gatti Parmeggiani 600
Thiene (Vi), già Forlí Capanni Bedeschi 790
Torino Capelli Solaro 1 800
Treviso Cavallin Galante 500
Varese Gervasini Gagliardi 800
Venezia Azara Carducci 910
Vercelli Ponzecchi Bertozzi 560
Verona Rizzardi Valeri 900
Vicenza Faggion Radicioni 600

A queste Brigate nere territoriali se ne affiancavano altre 6 mobili

Numero / Sede Brigata Comandante Forza
I Milano Ricciarelli Biagioni 600
II Padova Mercuri Matteotti 400
III Bologna Pappalardo Torri 600
IV Dronero (Cn) Resega Mussini 750
V Brescia Quagliata Pellegrini 900
VI Milano Dalmazia Canzia 230
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然而,这项本旨在对全党实施铁腕纪律整肃、促其重树社会公信力的决断,在实践中却未曾收获任何预期成效。除极个别由极具魄力且在政治上清醒认识到决不能将兵力虚掷于盲动失序的冒险行动、必须坚决杜绝适得其反的暴虐屠杀的卓越干部所掌管的少数黑色旅外,这一法令在总体上反而极度恶化了战局态势:它急剧激化了国家共和卫队(GNR,在许多省份其大部分核心职责在事实上被黑色旅强行剥夺架空)同党组织之间暗流涌动的二元对立内耗,进一步加深了全社会对法西斯党的唾弃与厌恶——使党不再呈现为共和国政治生活的组织者与引领者,而是彻底蜕变为反游击围剿战的直接血腥打手;随之而来的严重恶果是,首先在法西斯共和党及黑色旅与国家共和卫队之间激化了摩擦对抗,继而导致后者在精神与组织层面发生普遍溃散,恶化了警务执法机构与党组织之间本已紧张万分的敏感关系,并最终迫使绝大多数省党部专员将全副身心彻底扑在黑色旅的编组与前线清剿作战上,从而全盘荒废了党原本应承担的其余各项“法定天职”(社会救济、工会协调等)。

鉴于在后续各章中我们将有机会系统且详尽地重返黑色旅这一专题展开剖析,在我们当前论述的这一关节点上,与其在黑色旅的细枝末节上过多停留,毋宁从迄今所述的事实中抽引出一项初步的总结性判断:去探究那一部分在最初关头并未公然反抗萨洛政权的平民大众(其整体规模远比战后流俗之见所宣称的更为庞大)面对政权的态度演变轨迹,并探究法西斯共和党在这一演进过程中所扮演的极其恶劣的负面阻碍角色。

假使予以高度概括凝练(由此不可避免地带有某种结构化归纳色彩),现存翔实的同时代史料、尤其是警务部门的秘密汇报,清晰勾勒出了至少六大最富代表性的历史恒定表象;这些表象生动展现了萨洛社会现实特质以及各大特质之间盘根错节的内在因果纽带。

第一:在最初的踊跃涌入浪潮之后,各地法西斯共和党的登记入党人数普遍陷入了严重的停滞泥潭;这一停滞仅有一小部分能够归因于最初数周所取得的看似客观良好的动员基数。

Anche questa decisione, volta a disciplinare il partito e a fargli recuperare credibilità, non avrebbe sortito però alcun effetto. Tranne che per poche Brigate nere di federazioni rette da uomini piú energici e politicamente consapevoli della necessità di non disperdere le forze in azioni piú o meno estemporanee e scoordinate e di evitare eccessi e violenze controproducenti, il provvedimento finí anzi per aggravare la situazione, acuendo il latente dualismo operativo tra la Gnr (che in numerose federazioni si vide di fatto sottrarre buona parte delle sue competenze) e il partito, aumentare il discredito di questo, facendone sempre piú non già l'animatore della vita politica della repubblica, ma l'esecutore diretto della lotta antipartigiana; con tutte le conseguenze che ciò comportava, di provocare prima un attrito e un dualismo tra Pfr e Brigate nere da una parte e Gnr dall'altra, poi un progressivo sgretolamento morale e organizzativo di questa e un peggioramento dei già spesso non facili rapporti tra la polizia e il partito a quella di spingere i piú dei commissari federali a dedicarsi pressoché completamente all'organizzazione e all'impiego delle Brigate nere e di trascurare le altre attività «d'istituto» (assistenziali, sindacali, ecc.).

Poiché delle Brigate nere avremo occasione di tornare a parlare ampiamente nei prossimi capitoli, a questo punto del nostro discorso, piuttosto che dilungarci su di esse, ci pare piú utile cercare di trarre da quanto sin qui detto una prima sommaria conclusione sull'evoluzione dell'atteggiamento di quella parte – complessivamente piú consistente di quanto comunemente affermato – della popolazione che – a vario titolo e misura – non si era all'inizio schierata contro la Rsi e sul peso negativo che su tale evoluzione giuocò il partito.

Riassumendo al massimo (e, quindi, schematizzando inevitabilmente un po'), le testimonianze coeve disponibili e in specie i rapporti della polizia mettono in luce almeno sei costanti piú significative che evidenziano bene sia altrettante peculiarità della realtà saloina sia il rapporto, il nesso che intercorreva tra esse.

Prima: dopo l'iniziale afflusso, le iscrizioni al Pfr subirono ovunque un ristagno che solo in parte può essere attribuito ai risultati indubbiamente positivi conseguiti nelle prime settimane.

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第二:与此并行的是,在法西斯话语体系中被称为“抱持善良信念”的大众阶层心头,逐渐弥漫开一股与日俱增的深重幻灭感(这在相当程度上解释了入党潮的迅速停滞),大家痛陈“全面复辟倒退回7月25日之前那套陈规陋习与反动做派(托人情的求职推荐信、毫无正当理由的专横命令、非法逾越权限的插手干涉、空洞煽情的民粹滥调等)”75

第三:相反,在法西斯极端狂热派营垒深处,却愈发滋生出一种双重的极端病态心理:一方面是对政府及党本身面对‘阶级敌寇’所表现出的‘有罪的软弱妥协’深感幻灭痛恨;另一方面则表现为深重的‘受害者自怜心态’,痛骂官方针对极端打手的暴行言论偶尔出台的压制整肃禁令。这种病态情绪在1944年盛夏甚至孕育催生出一系列狂暴的极端恐怖暗杀团体——诸如都灵的‘原教旨共和革命运动’、米兰的‘复仇行动队’与‘独立法西斯党人’等76;这些组织大肆实施的血腥暴行,不仅极度加剧了广大平民大众对萨洛政权本已极其深重的敌意与唾弃,亦在法西斯阵营自身内部播撒下了无尽的惶恐与精神分裂。

Seconda: parallelamente, da parte di coloro che nell'ottica fascista erano definiti «in buona fede» si venne manifestando una crescente delusione (che spiega in parte il rapido ristagno delle iscrizioni al Pfr) per il «ritorno ad abitudini e metodi anti 25 luglio (lettere di raccomandazione, ordini perentori non giustificati, ingerenze non consentite, retorica demagogica, ecc.»75.

Terza: in seno all'estremismo fascista venne invece montando un doppio stato d'animo, di delusione, per la «colpevole debolezza» verso il «nemico» del governo e dello stesso partito, e di vittimismo, per le critiche e i provvedimenti adottati talvolta nei confronti di alcuni suoi esponenti o in occasione di iniziative unilaterali troppo spinte; uno stato d'animo che nell'estate del 1944 sarebbe giunto sino ad esprimere gruppi quali a Torino il «Movimento rivoluzionario dei repubblicani integralisti» e a Milano le «Squadre della vendetta» e i «Fascisti indipendenti»76 che con le loro violenze aumentarono il discredito e l'ostilità popolari già di per sé assai vasti nei confronti della Rsi e seminarono il disorientamento anche nelle fila fasciste.

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第四:在那些可大致称作“正人君子式的不可知论者”(agnostici benpensanti)——即通常(但不仅限于)具有中上层社会地位、既非法西斯分子亦非反法西斯分子的人士——层面上,他们对任何一方的暴力行为皆深恶痛绝,起初曾抱有一种期望,认为共和“国家”即便不能彻底杜绝暴力,至少也能大幅遏制其规模;然而,萨洛共和国在他们心中激起的希望迅速破灭,在党暴露出最极端的“无能”且自身沦为滥权与暴力罪魁祸首的地区,这种希望更是近乎跌至冰点。在希望幻灭之余,他们的指责乃至在某些情形下的敌意,首先倾泻到了党身上:在地方基层,该党被他们视作暴力的首要根源,或至少需承担与反法西斯分子完全同等的罪责;在中央高层,该党又被视作无力约束基层地方、从而——正如一份有关维琴察地区的报告所载,且这一记录在其他地区的报告中获得了近乎完全一致的印证77——“到处备受猜忌,盖因其属于不可理喻的极端派,其领导层充斥着软弱与有劣迹的分子,任由地方上的一切卑劣杂质摆布支配”。然而在随后的阶段,他们的指责与敌意往往亦倾泻到了政府、共和“国家”乃至墨索里尼本人身上。尤为关键的是,这种情绪在另一个群体中引起了极其深刻的共鸣,以至于往往促使该群体克服最初对游击队运动的猜忌与敌意——该群体在很大程度上由官僚阶层构成;在最初阶段(彼时人们似乎以为一切动荡都将在短短数周、最多几个月内尘埃落定),他们之所以依附萨洛共和国(但通常并未加入自始便备受恶评的法西斯共和党),并非出于对它的信仰,亦非对战争最终结局抱有任何幻想,在某种程度上亦不再屈从于墨索里尼的个人神话,而是因为——正如路易吉·博拉所精辟阐释的那样78——他们认为在国家彼时深陷的绝境中,与其拘泥于形式不如着眼于实质,因而应当“挽起袖子”,并且“为了防止德国人在撤退或投降前实施焦土政策”,而投身于“为国家服务”的行列;在彼时彼刻,这一国家固然是共和制的国家,但更重要的是、且首要的是,它正是那个终将从战争废墟中重新崛起、必须承担起战后国家重建重任的国家;因此必须全力保全其支柱骨架,使之不至于在战局终结时彻底土崩瓦解,从而既无力应对其注定必须履行的巨额职责,亦无法阻止“反民族”政党去利用其崩溃大发国难财。

第五:倘若这就是“不可知论者”以及起初由某种“国家意识”(senso dello stato)占据主导的人士的心态——对于这种国家意识,我们今天或许无法理解、甚至根本不承认其为国家意识,但它无论如何曾具有不可忽视的历史分量——,那么便不难想见占人口绝大多数的普通民众是何种心态了:他们评判时局的首要基准在于局势对其日常生活所产生的直接冲击,因此法西斯共和党的所作所为对他们而言具有决定性意义。与其在此不厌其烦地罗列一系列流于重复的引证(即便它们来自不同地域),我们认为,若要透彻理解此种心态及其微妙层次,莫过于参阅警察总监于1944年4月29日呈送给墨索里尼的一份高度概括性的长篇备忘录79。除了围绕“民众情绪”及其在前六七个月间的演变轨迹展开一系列涉及具体问题与特殊维度的考量外,该备忘录写道:

Quarta: a livello di coloro che si potrebbero grosso modo definire gli «agnostici benpensanti», di coloro cioè – in genere (ma non solo) di condizione sociale medio-alta – che non erano né fascisti né antifascisti, ma, deprecando ogni violenza da qualsiasi parte venisse, avevano inizialmente creduto che lo «Stato» repubblicano fosse in grado, se non proprio di impedirle, almeno di ridurne di molto l'entità, le speranze nella Rsi diminuirono velocemente, sino a cadere pressoché a zero nelle località nelle quali il partito si dimostrava piú «inefficiente» e protagonista esso stesso di abusi e di violenze. Delusi nelle loro speranze, il loro biasimo, la loro ostilità in certi casi, si riversarono innanzi tutto sul partito da essi considerato, in periferia, o la causa prima o altrettanto responsabile degli antifascisti delle violenze e, al centro, incapace di imporsi sulla periferia e dunque – come si legge in un rapporto relativo al Vicentino, ma che trova riscontri pressoché unanimi in altri relativi ad altre zone77 – «riguardato ovunque con sfiducia perché della corrente irragionevole ed estremista, la cui direzione è composta di deboli e tarati elementi che si fanno dominare da quanto c'è di spurio nella periferia». In un secondo tempo si riversarono però spesso anche sul governo, sullo «Stato repubblicano» e su Mussolini. E, quel che piú conta, fecero profondamente breccia, sino a spingerla spesso a superare le iniziali diffidenze e ostilità verso il movimento partigiano in un'altra categoria, costituita in larga parte dai ceti burocratici, che all'inizio (quando era sembrato che nel giro di poche settimane, al massimo di pochi mesi, tutto sarebbe finito) aveva aderito alla Rsi (ma, in genere, non al Pfr, sin d'allora giudicato negativamente) non perché credesse in essa, si facesse illusioni sull'esito finale della guerra o fosse in qualche misura ancora succube del mito di Mussolini, ma perché – come bene ha spiegato Luigi Bolla78 – pensava che nella situazione nella quale versava il paese piú che alla forma si dovesse guardare alla sostanza e, dunque, «rimboccarsi le maniche» e, «per evitare che i tedeschi facessero terra bruciata prima di ritirarsi o arrendersi», operare «al servizio dello Stato», che in quel momento era quello repubblicano, ma che era anche e soprattutto quello che, risorto dalle rovine della guerra, avrebbe dovuto provvedere alla ricostruzione del paese e che, pertanto, andava salvaguardato nelle sue strutture portanti cosí che non arrivasse alla fine di essa completamente disintegrato e non in grado sia di far fronte agli enormi compiti che avrebbe dovuto assolvere, sia di impedire che del suo crollo approfittassero i partiti «antinazionali».

Quinta: se questo era lo stato d'animo degli «agnostici» e di coloro sui quali inizialmente aveva prevalso un «senso dello stato», che, al solito, possiamo oggi non capire o addirittura non considerare tale, ma che ebbe comunque un peso che non può essere ignorato, non è difficile immaginare quale fosse quello della gran maggioranza della gente comune che giudicava la situazione soprattutto in base a come essa incideva sulla sua vita quotidiana e per la quale l'operato del Pfr assumeva pertanto un valore decisivo. Invece di dilungarci in una serie di citazioni meramente ripetitive, anche se riferentisi a zone diverse, crediamo che piú utile a comprendere tale stato d'animo e certe sue nuances sia un lungo pro-memoria a carattere riassuntivo stilato il 29 aprile 1944 per Mussolini dal capo della polizia79. A fianco di una serie di considerazioni su questioni e aspetti particolari connesse ai «sentimenti popolari» e alla loro evoluzione nei sei-sette mesi precedenti in esso si legge:

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痛定思痛,不得不遗憾地指出,本党在各省范围内正深陷于普遍的众叛亲离与民怨沸腾之中。绝不能认为这一现象仅局限于个别区域,亦不能认为它仅仅与特定环境局势或某些领导干部的恶劣做派相关——绝非如此。这乃是一种集体心态,无论在大都市还是小城镇皆然——在所有地方如出一辙。其根源在于党的工作方针之根本偏差:依然在因袭陈旧破烂的老套路,重蹈同样的心理误区,在选人用人上草率冒进,手段方法乖谬不合时宜,贯穿着那种早已司空见惯的任人唯亲、意气用事以及不识时务的横生枝节——在最近几年里,正是这些做派在所有阶层的意大利人心头激起了极其强烈的反感与厌恶。

假使这一切胡作非为好歹还带有某种明确指向,假使它遵循着某项具体纲领,昭示着某个誓愿达成的目标,那尚且无可厚非。然而人们丝毫感受不到这一点;而倘若党的视野能够转向更开阔、更高阶的格局——尤其是更切合当下纷繁严峻现实需求的格局——党原本可以追求宏大而实质的目标。

与此相反,广大民众乃至那些对法西斯主义素无好感的阶层,反而开始对共和政府的作为予以认可并心怀好感;该政府尽管在若干领域暴露出缺陷,却展现出始终遵循正义与法度准则的作风,而这些准则向来最能触动我们人民的心弦。

第六:最显著的后果在于,一种沮丧、疲惫与猜疑的心态(警方报告无一例外将其定性为“消沉抑郁”)正日益蔓延并根深蒂固;在这种心态下,唯一具有实质意义、能够真正触及人们灵魂深处并决定其行为模式的,唯有因日益恶化的经济困顿与普遍生计艰难所引发的日常现实忧虑,以及对一切尽快结束、和平终将降临的热切渴望。此外,绝大多数民众表现出彻底的漠不关心,极力避免通过表态卷入是非,不仅不偏向亦不反对法西斯分子,而且对抵抗运动同样敬而远之。“民众对一切政治活动继续保持彻底超脱”:这(或极为类似的表述)乃是所有警察报告中出现频率最高的主旋律,甚至超过了对法西斯党招致批评与敌视的控诉——尽管此类控诉同样俯拾皆是,且警方报告(特别是警界最高层撰写的报告)对此从不隐讳掩饰。即便如此,这幅图景仍不能被视为完备;因为即便是那些尚未达到彻底漠不关心、甚至在内心深处对萨洛政权抱有某种倾向的人,在采取任何立场之前亦宁愿先行观望事态发展,甚或干脆等待客观事态逼迫他们作出某种选择、倒向某一个阵营。在这方面,秦梯利在遇刺前夕所写的最后一篇文章极具深意,该文专门严厉谴责了所谓“明哲保身者的诡辩”(il sofisma dei prudenti)80

È veramente doloroso constatare la generale impopolarità di cui è circondato il partito nelle provincie. Non è a dire che il fenomeno sia limitato a zone o, comunque, legato a situazioni ambientali o al comportamento di determinati dirigenti – No. Si tratta di uno stato d'animo collettivo, comune al grande ed al piccolo centro – identico in tutte le località. Esso ha quindi la sua origine nell'impostazione generale dell'attività del partito, ricalcata sui vecchi ed abusati cliché, basata sugli stessi errori di psicologia, sulla stessa avventata scelta degli uomini, sull'inopportunità dei sistemi, ispirata alla solita politica di personalismi, di puntigli, di intempestive trovate, che ha dato – specialmente negli ultimi anni – tanto ai nervi agli italiani di tutte le categorie.

Nulla a ridire se tutto ciò mirasse almeno a qualche cosa, se si riferisse ad un programma preciso, se denunciasse uno scopo da raggiungere. Ma non si ha questa impressione mentre invece gli scopi del partito potrebbero essere molti e sostanziali, qualora si spaziasse in un campo piú aperto e piú alto – soprattutto piú consono alle molteplici, serie esigenze del momento.

Comincia ad essere invece apprezzata e sentita, dalla generalità della popolazione e degli stessi elementi che nutrono scarsa simpatia per il fascismo, l'azione del governo repubblicano che, pur presentando in alcuni settori delle deficienze, si rivela ispirata a quei criteri di giustizia e di legalità che sul nostro popolo hanno sempre fatto presa.

Sesta: la conseguenza piú evidente fu il diffondersi e il radicarsi sempre piú di uno stato d'animo (che i rapporti di polizia definiscono unanimemente «depresso») di scoraggiamento, di stanchezza, di sfiducia nel quale le uniche cose che avevano vera consistenza, che facevano breccia nel profondo degli animi e lo caratterizzavano nei comportamenti erano le preoccupazioni d'ordine quotidiano provocate dalle crescenti difficoltà economiche e di vita in genere e il desiderio che tutto finisse il piú presto possibile, che arrivasse finalmente la pace. Del resto la grande maggioranza della gente si disinteressava completamente, evitando il piú possibile di compromettersi con qualsiasi presa di posizione, non solo a favore o contro i fascisti, ma anche nei confronti della resistenza. «La popolazione continua a mantenersi estranea ad ogni attività politica»: questo (o qualcosa di molto simile) è il leitmotiv piú ricorrente in tutti i rapporti di polizia, anche piú della denuncia delle critiche e dell'avversione al partito, pure tutt'altro che infrequente e della quale i rapporti della polizia – soprattutto quelli redatti dai suoi vertici – non facevano mistero. Né il quadro può considerarsi con ciò completo, ché anche coloro che non arrivavano al completo disinteresse o, addirittura, propendevano nell'intimo in qualche misura per la Rsi preferivano attendere prima di assumere qualsiasi atteggiamento come si mettessero le cose, se non addirittura che fossero queste a costringerli a scegliere uno piuttosto che un altro atteggiamento, un campo piuttosto che un altro. Significativo è a questo proposito l'ultimo articolo scritto da Gentile prima della sua uccisione per stigmatizzare «il sofisma dei prudenti»80.

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我们此前业已指出,对和平的渴望、以及在和平到来前对一切不能直接关乎自身苟全性命之事漠不关心并退缩进个人狭隘甲壳的倾向,具有何等广泛而深刻的基础,且在时间线上远早于法西斯暴行与内战的大规模爆发。尽管如此,面对我们刚刚勾勒的大致脉络,人们自然会追问:抵抗运动为何迟迟未能在自身周围广泛汇聚起支持——尤其是积极主动的支持?为什么对于任何不受意识形态与政治成见拘束的学者而言,这种支持所呈现的形态并非一种心悦诚服、全心全意的归附,而是带有某种“被动强制”乃至摇摆不定的色彩,亦即它乃是特定环境的产物,使人们相信投奔抵抗运动比起维持内心深处最契合的漠然超脱与被动状态,风险反而更小?为了回答这一核心疑问,正如我们扼要勾勒了9月8日之后法西斯主义的基本演变轨迹并指出了其呈现的若干关键特征一样,亦必须对游击队运动作如是观。然而,为了掌握尽可能全面透彻的论据以解答这一问题,最好先将目光投向萨洛现实的另一个维度——近来卢茨·克林克哈默(Lutz Klinkhammer)在其《德国在意大利的占领》(L'occupazione tedesca in Italia)一书中才刚刚唤起学界的关注。

Abbiamo già detto quanto il desiderio di pace e, in attesa di essa, il disinteresse per tutto ciò che non era immediatamente attinente alla propria sopravvivenza e la tendenza a chiudersi nel proprio guscio fossero diffusissimi e profondi e temporalmente precedenti al manifestarsi su vasta scala della violenza fascista e della guerra civile. Ciò nonostante viene naturale chiedersi perché, stante la situazione che abbiamo ora delineato a grandissime linee, la resistenza tardò tanto ad allargare il consenso, soprattutto attivo, attorno a sé e perché esso si presenta a chi lo studi senza farsi condizionare da preconcetti ideologico-politici non sotto forma di un'adesione convinta, piena, ma come qualcosa di «coatto» e persino di fluttuante, frutto cioè di circostanze particolari che inducevano a credere che aderire alla resistenza fosse meno pericoloso che conservare quell'atteggiamento di estraneità a tutto e di passività che nell'intimo piú corrispondeva al proprio stato d'animo. Per rispondere a questo interrogativo è necessario, cosí come abbiamo delineato le vicende essenzialissime del fascismo dopo l'8 settembre e indicato alcuni dei caratteri piú importanti da esso assunti, fare lo stesso per il movimento partigiano. Per avere tutti gli elementi per rispondere nel modo piú articolato possibile è però bene soffermarci prima su un aspetto della realtà saloina dal quale solo recentemente l'attenzione degli studiosi è stata richiamata da Lutz Klinkhammer nel suo L'occupazione tedesca in Italia.

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尽管乍看似觉不可思议,但在我们为萨洛共和国所描绘的阴暗局势中,却确实存在着某种“积极”因素。这一因素解释了为何萨洛共和国在走向其灭亡前夕之际,就民众的生活境遇而言,尽管形势极为严峻,却断断无法同被德国占领的其他欧洲国家相提并论;而这种局面反过来又促成了民众普遍、持久的政治冷漠与被动姿态。正因如此,抵抗运动——尽管其反抗权力与现实影响力日益扩大——却始终未能在占绝大多数的民众中确立起真正、稳固且被普遍接纳的政治领导权(egemonia politica);这批民众固然在某种程度上敌视德国人与法西斯分子,但在既有局势中却能够寻得苟全性命的弹性空间(依地区与社会阶层不同而或大或小),他们决不愿因公开倒向抵抗运动而将这份生存空间置于险境;而促成这一局面的帮手,既有文职国家官僚与地方行政官吏的微观权力系统(盖因正如我们随后将要看到的那样,共和政权迅速演变出双重性格:一方面表现为极度泛滥却流于“无政府状态”的多头政治系统;另一方面则表现为一套主要在地方层面上借由利用前者内部的紧张对立以及由此衍生的权力真空而运作的微观权力体系),亦有天主教教士在彼时危急存亡关头在所有权威当局面前所享有的威望,同时亦离不开德国的政治战略——尤其是大使拉恩(Rudolf Rahn)的外交策略。

拉恩深知,对平民实施无差别的残酷镇压势必会对德国的占领政策构成沉重负担与巨大破坏,因而他力图且在相当程度上成功遏制了镇压规模,并巧妙利用了这样一个政治事实:与纳粹领导层的其他巨头相反,希特勒决意至少在形式上将萨洛共和国视作盟国而非占领区,并将墨索里尼视作享有特权地位的同盟伙伴。正因如此——由此我们切入了此处关照的核心问题以完善对局势的整体把握——正如克林克哈默直面萨洛政权的现实而不受既成定论约束所精辟洞悉的那样,他写道81

尽管占领国未能有效掌控粮食供应领域,未能以统制手段保障对居民的物资配给,未能为了德国战争经济的最佳利益而充分压榨工人群众,亦未能遏制持续壮大的游击队运动,但正是这一“挫败”,给予了广大居民施展“各显神通的生存艺术”(arte di arrangiarsi)的腾挪空间。另一方面,逃避占领国严酷控制的努力,在许多领域催生出一种局部合作,对德国人而言,这种合作或许比起唯有凭借恐怖手段方能强加于该国的更严密控制更为有效。盖因在那种恐怖高压下,居民除了在武装抵抗与充当汉奸之间二选一之外将别无退路,而政治上的(无论伪装还是真实的)“被动自保”将变得绝无可能。然而恰恰是这种“观望主义”(attendismo,民众在内心尽可对抵抗运动抱有好感)的形式,并未对占领体制的实际运转构成致命破坏。拉恩深谙此种机制,在1944年8月盟军在法国南部登陆后,他曾不无道理地指出,其“弹性策略”取得的极为显著的成效在于:正当美英盟军在法意边境附近鏖战之际,都灵与米兰的各项生产劳作却无一例外地照常运转。事实上,占领当局成功地将意大利北部(指各大城市,而非山区)的脆弱控制维系到了战争结束。拉恩的战略主张尽可能放弃镇压,代之以不同层级的合作、协作或至少是不公开反对,这为绝大多数居民提供了一定的生存利益,尽管在德国统治体系的若干其他部门,这一策略遭到了其他占领机关的百般破坏。

Per incredibile che possa a prima vista sembrare, nella situazione che abbiamo tratteggiato per la Rsi qualcosa di «positivo» vi era. Un qualcosa che spiega perché la repubblica sarebbe giunta alla vigilia della propria fine in una condizione che, pur essendo estremamente grave, non è paragonabile per quel che riguardava le condizioni di vita della popolazione con quella di altri paesi occupati dai tedeschi e che si traduceva in un atteggiamento, nonostante tutto, di diffusa, perdurante passività politica. Sicché la resistenza – pur estendendo via via il suo contropotere e la sua influenza – non fu in grado di assicurarsi una vera, stabile e accettata egemonia politica sulla maggioranza della popolazione che, se per un verso era ostile ai tedeschi e ai fascisti, per un altro trovava nella situazione esistente margini di sopravvivenza (maggiori o minori a seconda delle zone e dei ceti sociali) che non voleva mettere a rischio prendendo apertamente posizione per la resistenza e che trovava in ciò aiuto sia nei micropoteri della burocrazia statale civile e dei funzionari amministrativi locali (ché, come vedremo, il regime repubblicano venne rapidamente assumendo un duplice carattere, per un verso di una policrazia tanto diffusa quanto «anarchica», per un altro di un sistema di micropoteri che, soprattutto localmente, si esplicavano sfruttando le tensioni e i contrasti interni alla prima e gli spazi vuoti da essi determinati) e nel prestigio che, in quei frangenti, il clero godeva presso un po' tutte le autorità, sia nella strategia politica tedesca e dell'ambasciatore Rahn in specie.

Consapevole dell'onere e dei danni che un'azione repressiva indiscriminata contro i civili avrebbe costituito per la politica d'occupazione tedesca, Rahn infatti cercò e in parte riuscí a contenerla, giuocando sul fatto che – al contrario di altri esponenti della leadership nazista – Hitler era deciso a considerare almeno formalmente la Rsi non un paese occupato ma alleato e Mussolini il suo partenaire privilegiato. Sicché – e con questo veniamo al nocciolo del problema che qui ci interessa per completare il quadro della situazione – come, ponendosi di fronte alla realtà della Rsi senza farsi condizionare da tesi precostituite ha bene dimostrato di capire bene Klinkhammer, allorché ha scritto81:

Quantunque la potenza occupante non sia riuscita a controllare con efficacia il settore dell'alimentazione e a garantire dirigisticamente l'approvvigionamento della popolazione, quantunque non sia riuscita a servirsi nel modo migliore della massa operaia in favore dell'economia tedesca di guerra, quantunque non sia riuscita a contenere il movimento partigiano in costante crescita, proprio questo «fallimento» consentí alla popolazione di esercitarsi nell'arte di arrangiarsi. D'altra parte, lo sforzo di sfuggire alla presa della potenza occupante portò in molti settori a una cooperazione parziale, che probabilmente per i tedeschi fu piú efficace di un piú forte controllo del paese che sarebbe stato possibile imporre soltanto con il terrore. In tal caso, infatti, alla popolazione non sarebbe rimasta che la scelta tra resistenza armata e collaborazione, e la «passività» politica (simulata o reale) sarebbe divenuta impossibile. Ma proprio questa forma di «attendismo» (in cui le simpatie della popolazione potevano tranquillamente essere rivolte al movimento di resistenza) non fu dannosa al funzionamento del sistema di occupazione. Consapevole di questo meccanismo, Rahn dopo lo sbarco degli Alleati nella Francia meridionale nell'agosto 1944 osservò non a torto che in fondo un successo non indifferente della sua «tattica elastica» era stato che nel momento in cui gli anglo-americani combattevano nelle vicinanze del confine italo-francese, a Torino e a Milano si era continuato a lavorare senza eccezione. E in effetti la potenza occupante riuscí a tenere sotto un fragile controllo l'Italia settentrionale (le città, non le regioni montane) fino alla fine della guerra. La strategia di Rahn, di rinunziare per quanto possibile alla repressione in favore dei vari gradi di collaborazione, cooperazione o almeno non opposizione, offrí alla maggioranza della popolazione certi vantaggi, anche se in diversi settori del dominio tedesco questa strategia venne sabotata da altri organi di occupazione.

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这尤其体现在清剿游击队的斗争中,但在针对部分居民实施的恐怖驱逐以及针对意大利犹太人的种族灭绝驱逐中亦有体现;然而后者的规模总量尚未达到彻底破坏整个占领体制运转、乃至激起全民族总暴动的临界点。

9月9日,在罗马举行的一场“临时仓促且群情激愤”的会议上,组建了“反法西斯各流派全国委员会”(该委员会源于克服“罗马”委员会与“米兰”委员会之间的分歧对立)的各政党(天主教民主党、自由党、社会党、共产党、行动党与民主劳动党)代表通过了一份号召书,其中庄严宣告82

正当纳粹主义企图在罗马与全意大利复辟其法西斯同盟之际,各反法西斯政党庄严组建民族解放委员会,号召全体意大利人民投身战斗与抵抗,以期为意大利重新夺回其在自由国家之林中理应享有的尊严席位。

民族解放中央委员会的首要职责本应在于发动并协调民事与军事抵抗。然而在实际运作中,其在此方面的贡献——即便在罗马本地——亦显得极其微薄且零敲碎打。尽管它为此组建了专属的军事指挥部,其影响力实际上从未越出罗马及若干邻近郊区;尤为关键的是,军事行动的主动权迅速集中到了各个政党手中,特别是组织更为严密、实力更为雄厚的左翼政党手中,它们在行动上对中央委员会保持着高度实质性的自主权83;此外的主动权则掌握在不归属于民解委六党的各路武装队伍手中,这批武装公开批评该委员会的“寡头式”闭门做派,反对其政治路线,在某些场合甚至与之针锋相对;更遑论那些同南部重组之军事指挥部与情报机关建立联系的“巴多格里奥派”正规部队了。从最初几天起,民族解放中央委员会便将绝大部分精力消耗在一系列政治论争之中,尤其是围绕对待维托里奥·埃马努埃莱三世、巴多格里奥政府以及君主立宪体制之态度的激烈博弈。这些议题固然十分重大,但在彼时彼刻该委员会的实际政治分量却微乎其微——盖因盟军关心的焦点远非该委员会,而是同国王及巴多格里奥的关系,即与那个同盟军缔结停战协议并能提供更切实担保的谈判对手打交道;这些政治论争不仅耗尽了民解中央的大部分精力,更在其内部激起了严重摩擦与对立,无论是在其内部各成员之间,还是与在南方活动的同党同仁之间,亦或是与游离于该委员会之外的其他政治派别之间皆是如此。不仅如此,委员会还必须在极其凶险的秘密地下状态中运转(在某些时刻甚至使其委员之间的相互接头变得异常繁难且有时绝无可能),不仅情报来源极其匮乏,同国家其他地区的联络渠道亦极不通畅;并且它常常被突如其来的重大外部事变打得措手不及——诸如10月份巴多格里奥政府对德宣战,以及随后陶里亚蒂自苏联归国——这些事件至少在短期内极大地提升了巴多格里奥的政治分量,加剧了民解中央内部的紧张对立,并使意大利南部(在那里不仅汇聚了克罗齐、斯福尔扎、陶里亚蒂等在国际上声望远高于民解中央委员的人物,除博诺米等极少数例外)一跃成为反法西斯政治真正的中枢司令部,并且在极为受限的客观条件下(考虑到与中北部的联络渠道在很大程度上为盟军情报机关与意大利军事情报局所牢牢掌控),成为了同游击队运动建立联络与提供实质军援的动力引擎中心84

Ciò si verificò soprattutto nella lotta contro i partigiani, ma anche nella deportazione terroristica di settori della popolazione e nella deportazione razzista degli ebrei italiani, il cui ordine di grandezza tuttavia non fu tale da inficiare nel suo complesso il sistema dell'occupazione e da provocare una rivolta generale.

In una «estemporanea e agitata» riunione tenutasi il 9 settembre a Roma i rappresentanti dei partiti (democristiano, liberale, socialista, comunista, d'azione e demolaburista) che avevano dato vita al Comitato nazionale delle correnti antifasciste (nato dal superamento delle divisioni tra il comitato «romano» e quello «milanese») approvarono un appello in cui era affermato82:

Nel momento in cui il nazismo tenta di restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza e per riconquistare all'Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni.

Compito precipuo del Cln centrale sarebbe dovuto essere quello di animare e coordinare la resistenza civile e militare. In effetti il suo contributo in tal senso sarebbe stato però, persino a Roma, scarso ed episodico. Nonostante desse vita a questo scopo ad una propria giunta militare, la sua influenza non sarebbe andata infatti oltre Roma e alcune zone circonvicine e, quel che piú conta, l'iniziativa militare si sarebbe concentrata nelle mani dei singoli partiti e in particolare di quelli di sinistra, meglio organizzati e piú forti e che si sarebbero mossi in sostanziale autonomia rispetto ad esso83, ovvero di formazioni che non facevano capo ai sei partiti del Cln, ne criticavano la chiusura «oligarchica» non ne condividevano gli indirizzi politici e, in certi casi, gli si opponevano; per non dire delle formazioni «badogliane» in collegamento con i comandi e i servizi militari riorganizzatisi al sud. Sin dai primi giorni il Cln centrale si impegnò invece soprattutto in una serie di questioni politiche e in particolare in quelle relative all'atteggiamento nei confronti di Vittorio Emanuele III, del governo Badoglio e dell'istituto monarchico. Questioni certo importanti, ma rispetto alle quali il suo peso effettivo era in quel momento assai ridotto, essendo gli Alleati interessati molto piú che ad esse al rapporto con il re e con Badoglio, con la controparte cioè con la quale avevano concluso l'armistizio e che dava loro maggiori garanzie, e che, oltre ad assorbire gran parte delle sue energie, suscitavano tensioni e contrasti sia al suo interno, sia con gli stessi partiti che lo formavano e che agivano al sud, sia con gli altri gruppi che non ne facevano parte. Il tutto, per di piú, dovendo operare in una difficile condizione di clandestinità (che in certi momenti rendeva laboriosi e talvolta impossibili gli stessi contatti tra i suoi membri), con ridotte fonti di informazione e inadeguati canali di comunicazione con il resto del paese ed essendo spesso sopravvanzate da avvenimenti – quali, in ottobre, la dichiarazione di guerra alla Germania da parte del governo Badoglio e, poi, l'arrivo di Togliatti dall'Urss – che accrescevano, almeno momentaneamente, il peso politico di Badoglio, aumentavano i motivi di tensione al suo interno e facevano del sud (dove oltre tutto erano uomini come Croce, Sforza, Togliatti piú rappresentativi e piú conosciuti internazionalmente, salvo qualche eccezione come quella di Bonomi, dei componenti il Cln centrale) il vero centro guida della politica antifascista e, per quel che era possibile dato che i rapporti con il centro-nord erano in gran parte controllati dai servizi segreti alleati e dal Sim, il centro motore dei collegamenti e degli aiuti al movimento partigiano84.

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民族解放中央委员会对抵抗运动最初的组织构建及其后续发展的贡献,在罗马及邻近地区尚且微薄而零星,而在停战后长达九个月直至罗马解放为止,对北部地区的影响力更是微不足道。从这一角度而言,南部民族解放委员会(尽管未曾介入最初的组织阶段,但在随后的发展进程中)所起的作用反而更大,盖因其在某种程度上能够受惠于盟军与巴多格里奥政府的直接援助。平心而论,在最初阶段,各大反法西斯政党作为单独个体所发挥的作用亦难称可观。截至9月8日,不仅各大政党自身的重组工作仍处于近乎胚胎期的初始阶段,而且没有任何一个政党——即便是在“理论上”唯一为武装斗争做好了准备、且拥有从事武装组织工作的骨干干部队伍的意共(干部中包括若干拥有西班牙内战实战经验者,绝大多数系在巴多格里奥政府四十五天执政期内以及停战公告发布时刚刚从法西斯监狱和流放地重获自由的前囚犯)——曾清晰预见到“在意大利本土针对纳粹法西斯展开不可避免、甚至势在必行的战争这一重大历史事变”,因此“从未把直面并组织这场战争的课题提上议事日程”85

Scarso ed episodico a Roma e nelle zone circonvicine, il contributo del Cln centrale al primo organizzarsi della resistenza e al suo successivo sviluppo fu sino alla liberazione della capitale, nove mesi dopo l'8 settembre, quanto al nord anche minore. Sotto questo profilo, maggiore fu (non riguardo alla primissima fase organizzativa, ma al successivo sviluppo) quello del Cln meridionale, che si poté giovare in qualche misura dell'aiuto degli Alleati e del governo Badoglio. Né, per la verità, molto piú cospicuo fu sulle prime il contributo dei partiti antifascisti singolarmente presi. All'8 settembre non solo la loro riorganizzazione era infatti ancora ad uno stadio pressoché embrionale, ma nessuno di essi – neppure il Pci, il solo «teoricamente» preparato ad una lotta armata e che disponeva dei quadri per organizzarla (e tra essi alcuni che avevano alle spalle l'esperienza della guerra civile in Spagna), in maggioranza ex detenuti nelle carceri e nei luoghi di confino fascisti tornati in libertà durante i quarantacinque giorni del governo Badoglio e all'annuncio dell'armistizio – aveva previsto con chiarezza «l'evento inevitabile, anzi necessario, della guerra contro i nazifascisti in Italia» e «non si era perciò posto il problema di affrontarla e di organizzarla»85.

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在实践中——正如法西斯阵营在同一时期重建其政党的情形如出一辙——抵抗运动的最早核心乃是自发组建起来的:一部分源于少数动机极其强烈的反法西斯分子(通常为共产党人与行动党人)小组的自发倡议,他们与所属政党之间的联系往往停留在理念或人际层面而非组织隶属关系,民解委9月9日的号召书对他们实际上几乎毫无影响86(正如巴多格里奥政府的号召对同一时期组建自身抵抗核心的正规军官兵同样未产生任何实质作用一样),且他们是在克服了在彼时危急关头究竟何为上策的重重困惑与犹豫后挺身而出的87;另一部分几乎与此同时由大批出于各种迥异动机而落草的溃散官兵(militari sbandati)所创建。阿尔弗雷多·皮佐尼对此曾有一段极为坦率的直言剖析88

在初期奔赴解放武装行列的,仅有极少数知识分子、若干政治煽动者小组以及少数怀抱政党崇高理想的普通工人;然而最庞大的兵员主力,却来自正规陆军中那些在停战期间仓皇溃散的部队官兵。这批男儿由于内心驱使他们投身一场看似绝望且充满未知的抗争的军人荣誉感与爱国热忱而令人感佩;但其中绝大多数人既无清晰的思想理念,亦无坚定的誓死决心;他们固然愿意一战,但被逼上梁山投奔山林,很大程度上亦是由于缺乏任何立足退路或集结收容据点;并且只要一旦出现安全避难或重返家园的可能,他们往往随时准备鸣金收兵、脱离战事。

由此便不难理解,无论就前一种还是后一种情形而言,抵抗运动之所以相较于其他大区更早且更大规模地爆发并发展于威尼斯朱利亚(Venezia Giulia)与皮埃蒙特(Piemonte),且无论在上述两地还是其他地区皆主要集中于山区。在威尼斯朱利亚,是由于邻近此前业已存在的斯洛文尼亚游击部队;在皮埃蒙特,则是因为行动党人与共产党人、乃至社会党人与自由党人在当地拥有深厚根基,并拥有一批不仅动机强烈而且往往具备良好军事素养的骨干力量。除此以外还必须指出的是:尽管9月8日事变在各地皆引发了当地驻军的土崩瓦解,但这些部队在威尼斯朱利亚(鉴于其紧邻前线)以及皮埃蒙特两地规模最为庞大——在皮埃蒙特,停战令颁布之时正值第4集团军主力正从法国向意大利本土调防转进的关键时刻,因此该大区成为了见证其彻底瓦解崩溃的核心历史舞台89。由此引发的一切连带后果(这在其他地区亦有发生,但在皮埃蒙特规模尤为空前):大批溃散官兵为了逃避德军搜捕而急切寻求生路与避难所,而这种庇护在山区远比在乡村或城市更容易觅得;数量惊人的武器装备与军需物资被成批遗弃,至少在最初几天里极易被搜集隐匿;最后——也是其他任何地方绝无仅有的特殊历史事实——第4集团军军需长拉法埃洛·奥佩尔蒂将军(Raffaello Operti)设法保全了集团军巨额的金库资金,并在长达数月之久的决定性关键时期(直至他与皮埃蒙特民族解放委员会决裂为止),利用这笔资金为皮埃蒙特民解委及个别游击支队奠定了至关重要的财政运作基石90

In pratica – come in campo fascista avvenne in quegli stessi giorni per la ricostituzione del partito – i primi nuclei della resistenza si costituirono spontaneamente, sia ad iniziativa di piccoli gruppi di antifascisti (in genere comunisti e azionisti) fortemente motivati, ma che con i partiti avevano rapporti spesso piú ideali o di tipo interpersonale che non organici, sui quali l'appello del Cln del 9 settembre (se lo conobbero) non ebbe praticamente influenza86 (cosí come, del resto, non ne ebbero quelli del governo Badoglio sui militari che negli stessi giorni dettero vita a propri nuclei di resistenza) sia superando perplessità e incertezze su cosa, in quei frangenti, fosse meglio fare87. E pressoché contestualmente ad opera di un certo numero di militari sbandati mossi dai sentimenti piú diversi. Alfredo Pizzoni è stato in proposito esplicito88:

Nei ranghi delle forze di Liberazione accorsero, nei primi tempi, pochissimi intellettuali, alcuni gruppi di agitatori politici, un certo numero di umili operai, mossi da idealità di partito; ma il maggior contingente fu apportato da militari che provenivano dalle unità dell'esercito regolare, miseramente sbandatesi nei giorni dell'armistizio. Erano questi uomini, ammirevoli per i sentimenti di onor militare e di amor di patria che li spingevano verso una resistenza che appariva disperata e piena di incognite, ma nella maggioranza senza idee chiare né propositi fermi, disposti a battersi, ma spinti alla macchia anche dalla mancanza di un qualsiasi punto di appoggio o centro di raccolta, e anche talvolta pronti a desistere dall'impresa, qualora si presentasse loro la possibilità di un rifugio sicuro o di un rientro alle loro case.

Si capisce cosí perché, nell'uno come nell'altro caso, il movimento di resistenza si manifestasse e si sviluppasse prima e maggiormente rispetto alle altre regioni nella Venezia Giulia e in Piemonte e, sia qui che altrove, soprattutto nelle zone montane. Nella Venezia Giulia per la vicinanza di preesistenti formazioni slovene; in Piemonte perché azionisti e comunisti, ma anche socialisti e liberali vi avevano radici profonde e una serie di elementi non solo fortemente motivati, ma spesso forniti di una buona esperienza militare. A ciò si deve aggiungere che se ovunque l'8 settembre provocò la dissoluzione dei reparti militari in loco, questi erano piú consistenti nella Venezia Giulia (data la vicinanza del fronte) e in Piemonte, dove l'armistizio colse buona parte della 4ª Armata in trasferimento dalla Francia in Italia, sicché esso si trovò ad essere il luogo in cui soprattutto si consumò la sua dissoluzione89. Con tutto quello che da ciò derivò (e che si verificò anche altrove, ma in Piemonte in misure molto piú ampie): un gran numero di sbandati alla ricerca di salvezza e di rifugio per sottrarsi ai tedeschi e che potevano essere trovati molto piú in montagna che nelle campagne o nelle città; armi, attrezzature e rifornimenti in quantità abbandonati e, almeno nei primi giorni, facilmente recuperabili e occultabili; e – fatto senza riscontro altrove – la «disponibilità» della ricca cassa della 4ª Armata, messa in gran parte in salvo dall'intendente dell'armata, il generale Raffaello Operti, che per alcuni, ma decisivi mesi (sino a quando durarono i suoi rapporti con il Cln piemontese) l'avrebbe utilizzata per mettere il Cln e singole formazioni partigiane del Piemonte in grado di disporre di una base finanziaria90.

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在此绝非意图贬低反法西斯政党以及广义上的反法西斯志士在抵抗运动成型过程中所扮演的角色(盖因在许多情形下,尤其在初始阶段,两者并不能划上等号91),但亦绝不能坠入抵抗神话的空洞修辞:有一点必须洞若观火——抵抗运动的历史发端,全在于停战宣告发布后正规军队爆发的骤然且彻底的溃败崩溃,这一崩溃在短短数日之内以如此骇人的形式与规模席卷全军,以至于唯有“瓦解”(dissoluzione)一词方能勉强传达其凄惨图景的万一;这也解释了为何早在9月10日,德国最高统帅部便能毫不夸张地公然宣称“意大利武装力量已不复存在”。取而代之的,乃是一望无际的溃散兵海;他们扔弃武器,满脑子只想弄到一身便服、逃脱德国人的魔爪以保全性命。倘若可能,便设法逃回家乡故土,至少也要觅得一处藏身之所。然而这个避难所——尽管广大民众、尤其是农民阶级特别是妇女对他们施以慷慨救助(妇女们在他们身上看到了“可怜的儿郎”,在帮扶他们时无不心系自家或许正身处同样绝境的骨肉至亲92)——却注定唯有远离各大城市中心(因为城市更难潜入,尤难长期隐匿与谋生)以及交通主干道,亦即唯有退守大山之中。事实上,正是退入阿尔卑斯山脉与亚平宁山脉的山峦、河谷与高地之间,这批溃散官兵中的一部分寻得了存身之地——他们绝大多数是普通士兵,因为军官(尤其是高级军官)拥有更多样且更优渥的逃生逃脱途径。

Senza voler sminuire il ruolo che nel prender corpo della resistenza ebbero i partiti antifascisti e spesso gli antifascisti tout court, dato che in molti casi le due realtà, specie agli inizi, non coincisero91, ma non volendo neppure scadere nella retorica resistenziale, una cosa deve essere ben chiara: alla origine della resistenza fu il repentino e totale sbandamento dell'esercito seguito all'annuncio dell'armistizio e consumatosi nel giro di pochissimi giorni in forme e misure tali che solo il termine dissoluzione vale a darne una pallida idea, e che spiega come già il 10 settembre l'alto comando tedesco potesse senza eccessiva esagerazione affermare «le forze armate italiane non esistono piú». Al loro posto vi era ormai una massa di sbandati che, gettate le armi, pensava solo a procurarsi abiti borghesi, a sfuggire ai tedeschi e a mettersi in salvo. Se possibile, a raggiungere le proprie case, i propri paesi di origine o, almeno, a trovare un rifugio. Un rifugio che, nonostante l'aiuto loro largamente prestato dalla popolazione, soprattutto contadina e in particolare dalle donne (che vedevano in essi dei «poveri figli di mamma» e li aiutavano pensando ai propri figli e familiari che forse si trovano nelle stesse condizioni92), non poteva che essere lontano dai centri urbani (dove era piú difficile arrivare e soprattutto trovare da nascondersi e da vivere) e dalle strade di maggior comunicazione, e cioè in montagna. E sui monti infatti, nelle vallate e negli altipiani appenninici e alpini, si rifugiò parte di questi sbandati, in gran maggioranza semplici soldati, ché gli ufficiali, specie dei gradi piú elevati, avevano maggiori e diverse possibilità di mettersi in salvo.

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在绝大多数情形下,这批溃散官兵断断不愿再听到任何重返战场的言辞;他们笃信战争转瞬即逝,终日坐等这一结局的降临。一旦觅得藏身之所,他们有时甚至给人一种仿佛是“露营者、工会度假职工、或是阿尔卑斯山木屋中静待返家的一帮驴友”的滑稽印象93;在走投无路之际,他们为了果腹甚至不惜诉诸偷窃与抢劫;或者——当他们最终不得不确信战争终局依然遥遥无期、自己不得不面临在冰天雪地的高山中度过漫长严冬的残酷现实时——他们便会在两害相权中选择其轻:要么投奔某支游击队,但只要风声稍有不对便随时脚底抹油脱离队伍(“每当需要藏身隐蔽、需要天天领一份热乎饭菜的时候,呼啦啦涌来两百号人……”“瓦尔斯特罗纳爱国者”旅指挥官菲利波·玛丽亚·贝尔特拉米某日曾心灰意冷地慨叹道94,“可每当真正要拉出去打仗拼命的时候,留下的就只剩五十个了……”);要么选择依附萨洛政权,甚至直接转投国防军充当伪军,或前往托特组织当工役苦力95,当然只要一听到要被押往德国本土或开赴前线作战,他们随时又准备在当地再次当逃兵。盖因我们必须反复重申:对于绝大多数人而言——即便对于那些栖身于游击队驻地近旁的溃兵而言——骨子里最根深蒂固的情感,乃是对重新拿起武器为任何一方流血卖命的彻底抗拒与决绝拒绝。

Nella grande maggioranza dei casi questi sbandati non volevano assolutamente piú sentir parlare di combattere, erano convinti che la guerra stesse per finire e vivevano in attesa di questo evento. Trovato un rifugio, davano talvolta addirittura l'impressione di «campeggiatori, dopolavoristi, un gruppo di amici in un rifugio alpino»93 in attesa di tornare a casa; disposti in caso di necessità a procurarsi di che vivere anche ricorrendo al furto e alla rapina, ovvero – quando si sarebbero dovuti convincere che la fine della guerra era ancora lontana, sicché per loro la prospettiva era quella di trascorrere l'inverno in montagna – di scegliere il male minore, fosse quello di unirsi a qualche banda partigiana, ma abbandonarla se le cose si mettevano al brutto («Quando c'è da nascondersi, da ricevere un pasto caldo tutti i giorni, arrivano in duecento...», disse un giorno sconsolato Filippo Maria Beltrami, il comandante della brigata «Patrioti Valstrona»94, «quando c'è da combattere, rimangono in cinquanta...») o quello di aderire alla Rsi o addirittura di passare alla Wehrmacht o di andare a lavorare per la Todt95, pronti per altro a disertare anche lí se si fosse trattato di andare in Germania o di combattere. Ché, lo ripetiamo, il sentimento predominante era costituito per i piú – anche per coloro i cui rifugi erano in prossimità di formazioni partigiane – dal rifiuto di tornare a combattere, a favore di chiunque.

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事情甚至发展到了这样一种荒诞极致——丹特·利维奥·比安科曾写道96——:

竟然有整批整批战备状态极其精良、全副武装且军需给养一应俱全的溃兵队伍,他们无论如何都断然不肯成为游击队员,就这么袖手旁观地蹲在原地,等待着天知道什么事情发生……任凭如何好言相劝,也绝无可能说服他们加入游击支队;他们口口声声咬定,自己之所以留着武器仅仅是为了在遭人进攻时实行自卫,除此以外一概免谈。

1948年,在政治宣传修辞彻底扭曲抵抗运动的真实面貌之前,其最高共产党领导人之一路易吉·隆哥在其所著《打游击的人民》(Un popolo alla macchia)一书中97,对这一严峻现实做出了极为客观写实的勾勒:

大体而言,在9月8日之后抛弃营房与家园遁入山林的庞大军民群众,在最初的数周之内,在绝大多数人身上始终属于毫无明确当下与未来意识的“盲动溃散群体”,对于摆脱迫在眉睫的个人与民族危机所必须践行的道路缺乏清醒远见。在好客的避难所与牧民石屋中,有些人只要能侥幸逃脱德国人的魔爪、能远离那场疯狂的人口搜捕劫难,便早已心满意足;他们别无他求,唯独期盼着民间的血肉同胞情谊能支撑他们这般苟延残喘下去,直至盟军大军压境解放全境。在他们看来,除了静候解放之日的来临,世间再无任何事情可做。

综上所述,并且必须指出的是,随着德军清剿扫荡的拉开序幕以及严冬的风雪降临,相当大一部分溃散人员——尤其是那些故乡尚在力所能及的归途之中的人员——纷纷抛弃了山中的藏身巢穴;然而与此同时,亦必须大书特书、斩钉截铁地指出:在9月8日事变翌日,对第一批游击武装部队的雏形成型贡献最大、最不可或缺的中坚力量,恰恰来自这批正规军的溃散官兵。

在追忆9月8日事变后最初数日及数周内的微观发端历程时(与德军的初次交火交战通常始于该月下旬),丹特·利维奥·比安科将最早的山区游击部队定义为“一种‘活生生的抗议’,同时亦是一场‘开拓先驱’的庄严集结,他们誓愿在国家的革新伟业中扮演冲锋陷阵的先锋角色”;这一切对于老一代反法西斯斗士而言,“其心理底色正如罗斯塞利在抵挡西班牙数日后、在某种程度上极为相似的境遇下所能以极其洗练而宏伟之简朴语言所表达的那样:‘……终于能够从理论空谈转入实践行动的浩瀚狂喜’ ”98。尽管这些话语是针对库内奥(Cuneo)地区而言,且出自比安科那种典型的“正义与自由”行动党派的经历视阈,但它们在实质上完全契合整个游击队运动的普适特征,即便对于围绕在那些并非仰望并服膺于行动党、而是听命于意共中央指令并致力于建立共产主义社会的领袖周围而组织起来的武装队伍亦不例外。盖因上述两股潮流乃是游击队伍形成的核心凝聚号召力(具有半政治、半情绪且更偏向组织建制的双重性质),尽管在最初那些绝非纯粹由军人组成的游击支队中,亦决不可低估“同乡乡土情谊”这一极为现实的凝聚纽带99100——正因如此,彼得罗·塞基亚(Pietro Secchia)在多年后流于夸大并过度简单化地宣称“凡是有重大抵抗与即刻倡议之处,那里……必定存在着至少某个反法西斯政党的基层组织”,通常指共产党或行动党101

Si arrivava persino a questo estremo – ha scritto Dante Livio Bianco96 –: che c'erano dei gruppi di sbandati in perfetta efficienza militare, armati ed equipaggiati di tutto punto, i quali però non volevano assolutamente saperne di diventare partigiani, e stavano lí colle mani in mano, ad aspettare non si sa bene cosa... Non ci fu mai verso di convincerli ad entrare in banda; dicevano che tenevano le armi solo per difendersi se attaccati, e basta.

Nel 1948, prima che la retorica sfigurasse completamente l'immagine effettiva della resistenza, uno dei suoi massimi dirigenti comunisti, Luigi Longo, tracciò nel suo Un popolo alla macchia97 un realistico quadro di questa situazione:

In generale, le grandi masse di soldati e di civili che dopo l'8 settembre avevano abbandonato le caserme e le abitazioni per raggiungere la macchia erano e restavano nella loro grande maggioranza, durante le prime settimane, delle masse di «sbandati», senza precisa coscienza del presente e dell'avvenire, senza chiara visione della strada che dovevano battere per uscire dalle difficoltà e dai pericoli personali e nazionali che incombevano. Nei rifugi e nelle baite ospitali alcuni erano paghi di essere riusciti a sfuggire ai tedeschi e di starsene lontani dalle zone dove infuriava la caccia all'uomo; non chiedevano altro, speravano solo che la solidarietà popolare e nazionale permettesse loro di durare cosí, fino all'arrivo degli Alleati. Erano dell'opinione che non si doveva fare altro che aspettare il giorno della liberazione.

Detto questo e detto anche che con l'inizio dei rastrellamenti tedeschi e il sopravvenire dell'inverno una parte notevole degli sbandati – specie quelli i cui luoghi d'origine erano in qualche modo raggiungibili – abbandonò i rifugi sui monti, va altresí detto chiaramente che all'indomani dell'8 settembre il contributo maggiore al prender corpo delle prime formazioni partigiane venne proprio dai militari sbandati.

Ricordando le primissime vicende attraverso le quali nei giorni e nelle settimane immediatamente successivi all'8 settembre (i primi scontri armati con i tedeschi cominciarono in genere con la fine della seconda decade del mese), Dante Livio Bianco ha definito le prime formazioni di montagna «una “protesta vivente” ed insieme una adunata di “pionieri”, decisi a fare una parte d'avanguardia nell'opera di rinnovamento del paese»; il tutto, per i vecchi antifascisti, «su uno sfondo psicologico che Rosselli, pochi giorni dopo il suo arrivo in Spagna, e in una situazione per certi aspetti analoga, aveva saputo esprimere con parole di nuda e grandiosa semplicità: “... la gioia grande per aver potuto finalmente passare da una posizione teorica ad una posizione pratica” »98. Sebbene scritte in riferimento al Cuneese e nell'ottica di un'esperienza tipicamente giellista quale era quella di Bianco, queste parole possono sostanzialmente valere per tutto il movimento partigiano, anche per quella sua parte che si organizzò attorno a uomini che piú che guardare e far capo al Partito d'azione si rifacevano alle direttive del Pci e tendevano alla realizzazione di una società comunista. Ché queste, anche se non va sottovalutato il ruolo che nelle prime bande partigiane non esclusivamente militari (ma non mancano indicazioni per pensare che qualcosa di simile si verificasse anche tra queste99) ebbe il fattore della «solidarietà paesana»100, erano le due maggiori suggestioni – di natura un po' politica, un po' emotiva e ancor piú organizzativa (tant'è che Pietro Secchia anni dopo sarebbe arrivato, esagerando e semplificando troppo le cose, addirittura a scrivere che «dovunque vi furono una resistenza di rilievo e delle iniziative immediate, là... esisteva un'organizzazione almeno di qualcuno dei partiti antifascisti», in genere quello comunista o quello d'azione101 – aggreganti.

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历史事实在于:随着时间的推移,“政治派人员”以及随之壮大的各级民族解放委员会(它们同样在许多地方自发破土而出,并在随后才在区域与省份层面建立联合)固然将攫取越来越重的政治分量,并在解放战争的组织建制与集中统一领导中发挥决定性核心功能,将其影响力辐射延伸至诸多军事队伍之中;然而在运动破土之初,抵抗在本质上却是上述正规军人队伍的专属领地,而政治性支队不仅凤毛麟角,其内部成员在很大程度上同样由缺乏明确政治理念的正规军溃兵拼凑而成,除少数特例外,根本不足以对德军和萨洛政权构成任何真正的心腹大患。正因如此,墨索里尼在11月1日致希特勒的密信中甚至根本未曾提及政治性支队,而在论及正规军人武装群伙时,断言自己绝不认为武装集团现象有多么严重:“这主要是一批溃兵散勇(且往往原籍意大利南部),不足为虑”102。正如我们随后将要看到的那样,一切迹象表明墨索里尼绝非在蓄意淡化大事化小。此外,即便是那些亲身经历了抵抗严酷现实并跻身领导核心的风云人物,亦从未否定过“正规军人”的先驱开创地位与无可替代的历史原初性。在这方面,费鲁乔·帕里(Ferruccio Parri)的表态堪称典型,尽管他随着岁月变迁日益强调并拔高“政治派人士”的历史功绩。1945年5月,在二战结束后于罗马发表的首次公开演讲中——在这样一个极其特殊、他理应极力弘扬北意大利民族解放委员会之历史功勋与游击队运动相较于“旧意大利”的革新锋芒、从而理应克制对旧军人予以过多褒扬的历史语境下——他依然作出了如下庄严表述103

Il fatto è che se, col passare del tempo, i «politici» e con essi i Cln (sorti anche loro spontaneamente in molte località e solo successivamente collegatisi su scala regionale e provinciale) avrebbero acquistato sempre piú peso e avuto un ruolo decisivo nell'organizzazione e nella centralizzazione della lotta di liberazione estendendo la loro influenza su molte delle formazioni militari, all'inizio essa fu essenzialmente appannaggio di queste ultime e le formazioni politiche furono poche, in larga misura composte anch'esse da militari sbandati e senza precise idee politiche e, salvo eccezioni, non tali da creare vere difficoltà ai tedeschi e alla Rsi. Tanto che Mussolini, scrivendo il 1° novembre a Hitler, non fece neppure cenno alle formazioni politiche e, riferendosi a quelle militari, affermò di non considerare grave il fenomeno dei gruppi armati: «si tratta in gran parte di soldati sbandati (spesso originari dell'Italia meridionale) e non rappresentano un pericolo»102. E, come vedremo, tutto fa credere che non minimizzasse volutamente il problema. Né del resto il ruolo e la stessa sostanziale primogenitura dei «militari» sono state negate da chi visse la realtà della resistenza ed ebbe in essa un posto direttivo. Tipico è il caso di Ferruccio Parri, che pure ha nel tempo via via valorizzato sempre piú il ruolo dei «politici». Nel maggio 1945, nel suo primo discorso pubblico tenuto a Roma dopo la fine della guerra, in una circostanza, dunque, molto particolare e nella quale ciò che doveva piú importargli era rivendicare al massimo la funzione del Clnai e la carica rinnovatrice del movimento partigiano rispetto alla «vecchia Italia» e non dare quindi troppi riconoscimenti ai militari, egli si espresse in questi termini103:

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我们的游击队运动,乃是在全面崩溃与土崩瓦解的腥风血雨中自发孕育萌生的。彼时有大批士兵遁入山林落草,少数怀抱同等独立气节的军官亦毅然加入了他们的行列。随后,自由职业者、青年学生、工农群众亦源源不断汇入这些最早的武装核心,所有人皆受到同一种心理波澜的猛烈驱使,受到必须拿起枪杆子洗刷耻辱、洗刷一场全民族奇耻大辱的同一紧迫意识所召唤。正是通过这种方式,最早的游击支队在阿尔卑斯群山幽谷中生根发芽,最早的民族解放委员会应运而生,并最终在米兰的民族解放委员会中找到了凝聚融合的统一枢纽。

在随后的岁月里,当帕里重新审视抵抗运动的破土发端、并重点剖析皮埃蒙特(与弗留利并称为抵抗运动的双璧领头羊大区)的典型个案之际,他的表态甚至更为坦率露骨。

“正规军人……”——他于1954年12月直言道104——“不仅切实有效地参与了武装斗争,而且……构成了我们这场武装起义在最初面临的全部政治与组织课题的核心……这批溃散官兵……在我们的历史记忆中共同定格了那段岁月的悲剧图景。然而,由某位陆军军官、阿尔卑斯山地步兵军士长或中士收容集结起来的一部分溃散人员,在那个亲切友善且在一定程度上为他们所熟稔的乡土环境中,极大地促成了皮埃蒙特最早一批山区游击支队的诞生。经过最初数周的风霜洗礼,这批队伍中仅有少数得以劫后余生;但一部真诚而客观的抵抗运动通史、一部探寻其渊源与实战力量的严肃著作,必须极其细致地考量这一正规军人谱系,考量它为这场搏杀所注入的朴素却至真至纯的崇高理念价值——这些价值可完全凝练为军人荣誉感的神圣律令,而诸多英勇战友的流血捐躯已铁证如山地昭示:这绝非一句陈词滥调的空洞客套。”

在1945年5月的演说中,关于抵抗运动动员的实际兵力规模,帕里的措辞相当含糊笼统。在粗略提及其在最初数月不得不直面的迷茫动摇、方向缺失与重重险阻之后,他仅止于宣称:尽管面临这些障碍以及严冬带来的迟滞,组织建制工作在随后的岁月中依然取得了“委实惊人的成果”:“至1944年2月,我们已能清点出编入所谓正规支队的大约九千名将士”105。十五年后,当重新论及这一统计问题时,他却在时间线上大幅提前并在规模上大幅夸大了这一战果106

il nostro movimento partigiano nacque per germinazione spontanea nei giorni del collasso, dello sfacelo. Molti furono i soldati che allora si diedero alla macchia e ad essi si aggiunsero pochi ufficiali che avevano lo stesso spirito di indipendenza. A questi primi nuclei si sono aggiunti poi professionisti, studenti, operai spinti tutti dallo stesso moto psicologico, dalla stessa sensazione che occorresse lottare con le armi per lavare una vergogna, una vergogna nazionale. Si sono formate in questo modo le prime bande nelle valli alpine e si formarono i primi Comitati di liberazione nazionale che ebbero il loro punto di unione nel CLN di Milano.

E in anni successivi, tornando agli inizi della resistenza e soffermandosi in particolare sul caso del Piemonte (con il Friuli la regione leader della resistenza), è stato anche piú esplicito.

I militari... – disse nel dicembre 1954104 – non solo hanno validamente collaborato alla lotta, ma anche... a formare la prima problematica politica ed organizzativa della nostra insurrezione... Gli sbandati... concorrono a fissare nella nostra memoria l'immagine tragica di quei giorni. Ma parte di questi sbandati, raccolti da un ufficiale, maresciallo o sergente degli alpini, contribuiscono largamente, in quell'ambiente amico ed in parte ad essi familiare, a formare le prime bande di montagna piemontesi. Poche di esse resistono dopo le prime settimane, ma una storia sincera ed obiettiva della Resistenza e delle sue origini e forze operanti deve considerare attentamente anche il filone militare ed i valori ideali, semplici ma effettivi, che esso porta nella lotta e che si possono riassumere nel senso dell'onore militare, che il sacrificio di non pochi di questi valorosi compagni dimostrò di non essere un luogo comune convenzionale.

Nel discorso del maggio 1945 Parri fu a proposito delle forze messe in campo dalla resistenza assai generico. Dopo aver accennato alle incertezze, al disorientamento e alle difficoltà che si erano dovute affrontare nei primi mesi, si limitò ad affermare che, nonostante la lentezza imposta da tali ostacoli e dall'inverno, il processo organizzativo ottenne nel corso del tempo un risultato «veramente notevole»: «nel febbraio '44 potemmo annoverare circa novemila uomini raccolti in formazioni, per modo di dire, regolari»105. Quindici anni dopo, tornando sulla questione, avrebbe anticipato nel tempo e ingrandito questo risultato106:

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1943年12月下旬,我们在米兰进行了一次摸底人口普查式的统计,结果显示:仅在北意大利一地(不计托斯卡纳,亦排除马尔凯),编入正规支队的总兵力便达约九千人。

然而,此处需要深入推敲的核心节点并不在此,我们亦认为无须在帕里就后续历史时期所提供的统计数字上过多纠缠:诸如1944年盛夏集结于山区游击队伍中的八万名游击队员(与山区队伍并肩作战的,尚有“在平原地区组建且不断膨胀的游击队地域性编制,以至于在盛夏巅峰期我们达到了二十万动员兵力,其中亦整合了各大城市的城市游击编制”),“随后这一兵力飙升至十万人”;继而在秋季遭到德军大规模清剿扫荡(扫荡不仅彻底粉碎了包括所谓‘奥索拉共和国’在内的几乎所有‘自由解放区’,且伴随着亚历山大将军攻势的半途叫停107)之后急剧萎缩跌入谷底;随后在1945年3至4月全面总起义爆发前夕重又强劲反弹回升至约二十万人108;甚至在4月25日之后彻底翻番倍增109。尤为关键的是,相较于上述数字以及抵抗运动其他一线风云领袖乃至自由志愿军团自身历史档案所提供的统计数据而言110,萨洛陆军参谋部作战与勤务处专门供内部极机密参阅的调研报告所提供的统计数据显得更为详实周密;且在同类情报统计(在此类情报中,交战双方皆习惯性地夸大数字——夸大己方数字是为了自吹自擂抬高身价,夸大敌方数字则是为了给己方的军事惨败寻找开脱借口)所能达到的精确限度内,萨洛参谋部的数字更为翔实可靠(因为萨洛陆军作战处具备更优越的物质条件同其基层情报网维系接触并调阅其掌握的情报资源),尤为宝贵的是这些报告还附带了一系列分析研判、数据推演与微观观察,从而使其成为极具历史价值与研判深度的第一手权威史料111

verso la fine di dicembre del 1943 facemmo a Milano una specie di censimento, dal quale risultavano arruolati in formazioni regolari circa novemila uomini nell'Italia settentrionale sola, esclusa la Toscana, escluse le Marche.

Il punto qui da approfondire non è però questo, né ci pare sia il caso di soffermarci sulle cifre fornite da Parri per il periodo successivo: ottantamila partigiani raggruppati in bande di montagna (alle quali si affiancavano «formazioni territoriali di partigiani costituite nella pianura e sempre in aumento, tanto che nel colmo dell'estate raggiungemmo i duecentomila mobilitati cui si univano anche le formazioni cittadine») nell'estate del 1944, «che poi si accrebbero fino a centomila uomini» per calare notevolmente nell'inverno, dopo i grandi rastrellamenti tedeschi dell'autunno, che portarono tra l'altro allo smantellamento di quasi tutte le «zone libere» a cominciare dalla cosiddetta «repubblica dell'Ossola», e l'interruzione dell'offensiva Alexander107, e poi risalire di nuovo nel marzo-aprile 1945, prima dell'insurrezione, a circa duecentomila108 e raddoppiarsi addirittura dopo il 25 aprile109. E ciò tanto piú che rispetto a queste cifre e a quelle fornite da altri protagonisti di primo piano della resistenza e della stessa documentazione del Cvl110, quelle offeredici dalle relazioni ad uso strettamente interno dall'Ufficio operazioni e servizi dello Stato maggiore dell'Esercito della Rsi sono piú articolate e – per quel che può esserlo questo genere di rivelazioni nelle quali ciascuna parte tende a gonfiare le cifre, quelle proprie per valorizzare se stessa, quelle dell'avversario per giustificare i propri insuccessi – piú precise (per le maggiori possibilità che l'Ufficio operazioni della Rsi aveva di tenersi in contatto con i propri servizi periferici e di attingere alle informazioni in loro possesso) e soprattutto piú utili essendo corredate da una serie di notizie, elaborazioni e osservazioni che ne fanno una fonte di grande interesse e valore111.

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在论述推进至此之际——我们必须在此郑重澄清:本章绝非意图撰写一部微缩版的抵抗运动通史(在本书的脉络中这亦毫无学术意义),而仅仅在于提供一系列剖析论据,以便更为透彻地洞察意大利人在直面内战时的思想心态与行为逻辑及其历史演变轨迹——我们认为,当务之急在于厘清:正规军人阶层在抵抗运动破土阶段(即最早游击队伍组建阶段)的实际历史功能究竟如何?随后“军人派”与“政治派”之间的共生博弈关系又是如何演化的?以及这一关系对整个抵抗运动的大局产生了何种决定性冲击?在我们看来,这构成了务必予以廓清的最关键核心节点之一:这不仅有助于还原一幅更为真实客观的抵抗图景——摆脱多年来被官方史学所固化塑造的那种高度合唱化、铁板一块且在内部纵有分歧却万众一心奔向统一步调的脸谱化神话;而且有助于我们开始精准聚焦于诸如:一方面,广大民众对抵抗运动及萨洛政权的真实心态态度(及其剧烈摇摆振荡);另一方面,萨洛高层内部所孕育萌生的若干政治幻梦与政策倡议。

A questo punto della trattazione – che, sia ben chiaro, non vuole menomamente costituire una mini storia della resistenza (che in questa sede non avrebbe oltretutto alcun senso), ma solo fornire una serie di elementi per comprendere meglio l'atteggiamento e il comportamento degli italiani di fronte alla guerra civile e la loro evoluzione nel tempo – pensiamo che sia piú utile cercare di stabilire quale fu l'effettivo ruolo dei militari nella prima fase (quella della costituzione delle prime bande) della resistenza, come si sviluppò successivamente il rapporto «militari»-«politici» e quale fu la sua incidenza sulla resistenza in generale. Ché questo ci pare uno dei punti piú importanti da chiarire non solo per disporre di una immagine piú realistica della resistenza, meno corale, unitaria e politicamente protesa, pur nelle sue interne diversificazioni, verso un'unica direzione, di quella che negli anni si è venuta affermando, ma anche per cominciare a mettere a fuoco questioni quali, da un lato, l'effettivo atteggiamento (e le sue oscillazioni) della popolazione verso di essa e verso la Rsi e, da un altro lato, certe illusioni e iniziative maturate in ambito saloino.

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正规军人历史功绩的核心问题,断然不能像过往常见的那样草率打发:既不能流于轻描淡写地断言其绝大多数正规武装队伍在短短数周内要么遭德军歼灭击溃,要么自行烟消云散;亦不能简单诉诸这样一种论调,即认为除了极少数自始至终维系其最初军人特色的残存队伍外,其余所有队伍迟早皆汇入了“政治派”游击队伍的主流、并自觉服从于北意大利民族解放委员会的“统一”纲领与政治号令。盖因在大量微观案例中,这种归附与顺从绝非水到渠成的心甘情愿,亦几乎从未做到彻底同化;且它仅仅触及了正规军事编制的一部分,而这部分队伍往往更执意自称为“自主独立支队”(formazioni «autonome»),或者为了逃避左翼政党、特别是意共的过度横加干涉乃至明目张胆的排挤敌视,而不惜诉诸一种政治金蝉脱壳之计(escamotage)112,主动投身于意大利自由党(PLI)或民主基督教党(DC)的政治“羽翼庇护”(padrinato)之下113

Il problema del ruolo dei militari non può essere liquidato né limitandosi ad affermare, come spesso è stato fatto, che nel giro di poche settimane la maggioranza delle loro formazioni o furono in parte distrutte e in parte disperse dai tedeschi o si dissolsero da sole, né appellandosi al fatto che, salvo poche che mantennero per tutto il corso della resistenza le caratteristiche iniziali, le altre prima o poi confluirono in quelle «politiche» e si adeguarono allo spirito e alle direttive «unitarie» del Clnai. La confluenza e l'adeguamento avvennero infatti in molti casi in modo tutt'altro che spontaneo, quasi mai completo e riguardarono solo una parte delle formazioni militari, che, oltre tutto, spesso preferirono definirsi «autonome» o ricorrere, per sottrarsi ad eccessive inframmettenze o alla piú o meno esplicita ostilità dei partiti di sinistra e in primis del Pci, all'escamotage112 di mettersi sotto il «padrinato» del Pli o della Dc113.

164–165

无可争议的事实是——正如我们此前业已指出的——在9月8日之后的最初数周内,绝非无足轻重的大批正规军溃散人员纷纷逃离了他们最初寻得庇护的高山巢穴。同样千真万确的是,另一部分武装队伍在德军最初的清剿扫荡面前不堪一击、土崩瓦解,其汇聚而成的编制随之彻底散伙;在幸存人员中,唯有最坚决、立誓继续抗战的少数分子,才重新转投其他武装编制;在不少情形下,他们亦汇入了“政治派”队伍,这既是因为这批政治队伍的意识形态色彩在彼时往往尚属初级浅薄114,亦是因为它们是当地唯一幸存存在的武装实体,最后还由于个别极具威望的游击指挥官所散发的强大个人领袖魅力。

È indubbiamente vero, e lo abbiamo già detto, che nelle prime settimane dopo l'8 settembre una parte tutt'altro che insignificante dei militari sbandati abbandonò le montagne nelle quali aveva inizialmente trovato rifugio. Altrettanto vero è che un'altra parte non resse ai primi rastrellamenti tedeschi, sicché le formazioni nelle quali si erano raccolti si dissolsero e solo una parte degli scampati, quelli piú motivati, volendo continuare la lotta, si aggregò ad altre formazioni; non di rado anche a quelle «politiche», sia perché la politicizzazione di queste era spesso ancora relativa114, sia perché erano le sole presenti in zona, sia in fine per il richiamo esercitato dal prestigio che godeva questo o quel comandante.

165–166

与坊间反复聒噪的论调截然相反的是:断言组建最初正规军事编制的多数军官缺乏政治与军事信誉、指责他们“在停战令颁布之时以及德军最初威胁面前便早已自行溃散或任由部属溃散”115,宣称他们受制于僵化心智与传统训练根本无法理解并适应游击战的客观规律116,这些指控完全站不住脚。在常态下,正规军事支队的创建者绝非职业军官(对于9月8日后全军的覆灭,职业高级军官固然难辞其咎,且由于所受教育与传统熏陶,职业军官通常更难接受一个形式纪律荡然无存、“服从是给予领袖个人而非军衔等级”的草莽现实);相反,他们绝大多数是预备役军官(ufficiali di complemento),极少拥有高阶军衔,甚至大量是毅然落草山林并受到麾下士兵自觉追随的基层军士官(sottufficiali)117。再者,决不可忽视这样一个事实:这批军官与军士中的相当一部分人由于曾在占领区、尤其在南斯拉夫战场经受过游击战的残酷洗礼,因而对何为游击战有着刻骨铭心的清醒认知,并在实战中证明了自身乃是出类拔萃的杰出游击指挥官。至于另一种同样充斥于史书、尤其是意共方面极力兜售的论调,更是荒谬绝伦——该论调宣称广大军官在许多情形下不过是甘受“工业资本家垄断巨头”操弄的提线木偶,指责工业界既不愿得罪任何人又一心唯图大发战争财,因而在企图与德军和法西斯当局维系良好勾结的同时,亦试图对游击队运动施以小恩小惠以脚踩两只船,但工业界唯恐工矿企业车间爆发工潮而引来德意法西斯的雷霆报复、彻底砸毁其两面下注的如意算盘,因而特意选中正规军人支队作为政治代理打手,源源不断向其输送巨额军饷,却对“政治派”支队一毛不拔或仅施以杯水车薪的打发施舍118。盖因事实上,除极少数不具普遍代表性的孤立个案外,无论是银行家、金融巨头、工业资本家(其中尤以菲亚特财阀、维托里奥·奇尼、米苏拉塔伯爵朱塞佩·沃尔皮、阿基莱·加贾等同旧法西斯政权瓜葛最深的大资本家为甚),还是广义上的整个经济企业界,在某些情形下出于良知信念、在另一些情形下则是为了在战后预先捞取足以邀功自保的政治资本,对包括“正规军人派”与“政治派”在内的整个游击队运动皆一视同仁地提供了巨额经济资助;假使他们确实对某些力量有所偏向,那也绝非青睐正规军事编制,而是明显偏向那些依附于各温和政党的队伍,尤其是偏向各级民族解放委员会本身——盖因后者恰恰具备超越单一党派的联合属性。

Contrariamente a quanto piú volte affermato, non è vero invece che la maggioranza degli ufficiali che avevano dato vita alle prime formazioni militari non desse garanzie politiche e militari perché si erano «squagliati o hanno lasciato squagliare le proprie unità, al momento dell'armistizio e alle prime minacce tedesche»115 e non fosse in grado, per mentalità e formazione, di comprendere e di adeguarsi alle caratteristiche della guerra partigiana116. Di norma, le formazioni militari non erano infatti costituite da ufficiali di carriera (sui quali, se mai, potevano gravare le maggiori responsabilità per lo sfascio dell'esercito dopo l'8 settembre e che erano, per educazione e tradizione, in genere piú restii ad accettare una realtà nella quale la disciplina formale non aveva alcun peso e l'obbedienza «era data alla persona e non al grado»), ma da ufficiali di complemento, raramente di grado elevato, e addirittura da sottufficiali che, datisi alla montagna, erano stati seguiti dai loro subordinati117. Né, ancora, va trascurato il fatto che parecchi di questi ufficiali e sottufficiali sapevano bene cosa fosse una guerra partigiana per averla sperimentata nei paesi d'occupazione e in particolare in Jugoslavia e si sarebbero dimostrati ottimi comandanti partigiani. E meno vero ancora è che – come pure è stato affermato, soprattutto da parte comunista – gli ufficiali in molti casi fossero manovrati «dagli industriali», che – non volendo correr rischi con nessuno e volendo continuare a fare affari, erano interessati ad avere buoni rapporti sia con i tedeschi e i fascisti sia col movimento partigiano ed erano quindi disposti ad aiutarlo, ma non volevano che esso creasse loro problemi sui luoghi di lavoro e provocasse reazioni tedesche e fasciste tali da rendere difficile o addirittura impossibile il loro doppio giuoco – si sarebbero serviti a questo scopo delle formazioni militari, fornendo loro aiuti e non dandoli o fornendoli col contagocce a quelle «politiche»118. Ché infatti, salvo casi particolari e non significativi, banchieri, finanzieri, industriali (tra i quali soprattutto quelli che piú avevano avuto a che fare con il regime, come, per esempio la Fiat, Vittorio Cini, Giuseppe Volpi di Misurata, Achille Gaggia) e il mondo economico in generale, in taluni casi per convinzione, in altri per precostituirsi benemerenze da far valere a guerra finita, aiutarono economicamente tutto il movimento partigiano, «militari» e «politici» e, se privilegiarono qualcuno, non furono tanto le formazioni militari quanto piuttosto quelle che facevano capo ai partiti moderati, e soprattutto i Cln, proprio perché interpartitici.

166–167

问题的真正核心死结,在现实中全然属于另一维度。1960年于罗马,在激进党举办的首届“反法西斯专题学术讲座”期间,费鲁乔·帕里在作题为《民族解放委员会与游击战争》之长篇报告的“政治”总结陈词之际,道出了一句发人深省、彻底廓清了对抵抗运动整套理解模式的警世名言;而假使人们稍加联想共产党人、尤其是隆哥在抵抗运动激战正酣之际,针对那些正规军官以及“某些对民族解放委员会的政治与军事指令嗤之以鼻(哪怕嘴上偶尔宣称承认其权威)的游击指挥官”所大肆发动的“反动、分裂、破坏统一与反爱国主义之阴谋勾当”所发出的恶毒围攻,以及对其公然发出的誓让其“重蹈其南斯拉夫主子的悲惨下场”的血腥恐吓——意共甚至声嘶力竭地控诉这批军官妄图“充当意大利的米哈伊洛维奇(Mihajlovic)”119——那么帕里的这句陈词便尤显千钧之重。

Il vero nodo del problema è in realtà un altro. A Roma, nel 1960, in occasione del primo ciclo di «lezioni sull'antifascismo» organizzato dal Partito radicale, Ferruccio Parri, giunto alla conclusione «politica» della sua esposizione dedicata a «Il Cln e la guerra partigiana», avrebbe detto una frase estremamente significativa che fa luce su tutto un modo di intendere la resistenza e acquista un particolare valore se appena si pensa all'accusa (e alla conseguente esplicita minaccia di far subire loro «la stessa sorte del loro campione jugoslavo») che i comunisti e nella fattispecie Longo avevano nel pieno della resistenza lanciato contro le «manovre reazionarie, disgregatrici, antiunitarie e antipatriottiche» di quegli ufficiali, e anche di «alcuni comandanti [di formazioni partigiane] che se ne fregano delle direttive politiche e militari del Cln, anche se qualche volta affermano di riconoscerne l'autorità», e che – sempre a dire dei comunisti – aspiravano «ad essere i Mihajlovic italiani»119.

167

“我时常忆起……”——帕里曾如是说120——“当德·拉特尔·德·塔西尼(De Lattre de Tassigny)将军进驻光复后的巴黎之际,他在街头巷尾赫然见到了由抵抗运动四大主要流派各自张贴的四张互不统属的公告文告。而当克里滕伯格(Willis D. Crittenberger)将军进驻米兰之际……他见到的文告却唯有一份,由抵抗运动全国委员会联合签署,盖有其所属全部政党的印鉴,凝聚着所有政党的共同庄严承诺。”

两段言论在口吻上迥然有别,但在实质内涵上却表达了根本一致的深刻理念;若想透彻把握抵抗运动的一系列关键核心维度(其中尤以围绕正规军人投身抵抗阵营所爆发的激烈论争与尖锐对立为甚),以及抵抗运动对于各左翼政党及其对战后解放大局的未来构想而言、在所谓“应变抗敌”——即打击德寇与法西斯这一表层诱因——之外所蕴含的深层价值,上述理念乃是不可或缺的钥匙。就共产党人与行动党人而言——盖因社会党人的实际历史分量相对有限,他们要么高度依附于共产党人,要么深陷自身派系内讧并沦为传统“改良派-最大限度纲领派”教条两极对立的囚徒(或许仅有R. 莫兰迪一人例外)——,两党的构想尽管在具体图景上存在根本悬殊,却拥有一项不可动摇的共同基石:抵抗运动在两党看来皆属于一场“革命性”事变,属于统一后的意大利历史进程中最伟大的革命性飞跃。

在帕里121以及绝大多数行动党人看来,在抵抗运动爆发之前,意大利从未真正确立过民主制度(不妨回想帕里于1945年9月26日在全国谘议会上的激昂演说,以及克罗齐对此作出的严正而针锋相对的驳斥122),在实质上甚至未曾有过真正的自由主义国家,而不过是一个以家长制和中央集权为特色的统治机器,并最终沦落为法西斯暴政。因此,意大利迫切需要一场深刻的政治、社会与道德大革命。这是一场唯有依靠抵抗运动中最积极、最坚决的骨干核心(即行动党与意共)的钢铁团结、并借助其为抗击德寇与法西斯所亲手铸就的政治利器——各级民族解放委员会——方能最终实现的民主革命123。盖因唯有仰赖这一团结,那些在盟军(特别是英国)卵翼庇护下迅速左右了南部政治生活、并在罗马解放后直接掣肘博诺米民解委联合政府的保守势力乃至形形色色的隐性法西斯势力,方能被彻底击溃破除124

Io ricordo sempre... – avrebbe detto Parri120 – che quando De Lattre de Tassigny entrò in Parigi liberata trovò affissi ai cantoni delle strade quattro manifesti delle quattro formazioni principali della Resistenza. Quando il generale Crittenberger entrò in Milano... di manifesti ne trovò uno solo, firmato dal Comitato nazionale della Resistenza, da tutti i suoi partiti, con l'impegno di tutti i partiti.

Diversissimi nel tono, nella sostanza i due passi esprimono un concetto al fondo analogo, indispensabile per capire una serie di aspetti chiave della resistenza (e tra essi le polemiche, i contrasti al centro dei quali fu la presenza nelle sue fila dei militari) e il valore che, al di là del motivo, diciamo cosí, «contingente» – la lotta contro i tedeschi e i fascisti –, essa ebbe per i partiti di sinistra e per l'ottica nella quale essi si prospettavano il post-liberazione. Un'ottica, per quel che riguarda i comunisti e gli azionisti – ché i socialisti un po' avevano un peso reale minore, un po' erano o strettamente legati ai comunisti o divisi tra di loro e succubi (a parte forse il solo R. Morandi) della tradizionale dicotomia riformisti-massimalisti –, che era radicalmente diversa, ma aveva un punto fondamentale comune: la resistenza era per entrambi un fatto «rivoluzionario», il fatto rivoluzionario della storia dell'Italia unita.

Per Parri121 e per gran parte degli azionisti prima della resistenza l'Italia non era mai stata una democrazia (si pensi alle parole che Parri avrebbe pronunciato dalla Consulta il 26 settembre 1945 e alla ferma e puntuale replica di Croce122 e sostanzialmente non aveva avuto neppure un vero stato liberale, ma solo uno stato paternalista e accentratore a cui era seguito il fascismo. All'Italia occorreva dunque una profonda rivoluzione politica, sociale e morale. Una rivoluzione democratica che solo l'unità del nerbo piú attivo e intransigente della resistenza (e cioè il Pd'A e il Pci) con gli strumenti politici da esso creati per combattere i tedeschi e i fascisti, i Cln, poteva realizzare123. Solo grazie a questa unità infatti le forze conservatrici e piú o meno consapevolmente fasciste, che avevano subito condizionato, con l'appoggio alleato e inglese in specie, la vita politica del sud e, dopo la liberazione di Roma, gli stessi governi ciellenisti di Bonomi, potevano essere battute124.

169

关于这一政治立场的思想渊源、文化局限、空想抽象性及其对战后意大利民主进程所带来的负面消极后果,学界尽可大书特书。然而在本书有限篇幅中,全面铺开此类足可单独写就整部专著的宏篇探讨委实绝无可能。此处首要必须阐明的,乃是这一理念对帕里及其他持有相同立场的抵抗运动领袖(绝大多数为行动党人)在对待共产党人的态度上、以及在更宽泛的抵抗运动政治战略取向上所产生的深远牵引。

卡洛·卢多维科·拉吉安蒂(Carlo Ludovico Ragghianti)在其《意大利解放蓝图》(Disegno della liberazione italiana)一书中125,略显过于武断绝对126、但在宏观上大体公允地——尤其是纵观抵抗运动整个全过程而言——将以下功绩归于行动党人:他们从未将“拉拢并支配控制其他政治力量置于自身卵翼之下……而是将确保民族解放委员会所属全部武装编制在共同奋斗目标下的共存与团结、将其视为从纳粹法西斯魔爪下解放全民族的国家志愿大军”确立为自身指针。这一总体公允的历史判断,若想避免沦为对行动党在抵抗运动中历史地位的纯道德主义高调褒扬,就必须将其还原置于行动党所置身的更为广阔的意识形态与政治坐标系中,特别是置于北方行动党的视野中(北方派在诸多维度上远比南部派别激进得多);尤其是必须考虑到行动党同共产党一样——尽管两党在谈及“民主”时所指涉的终极图景大相径庭——在追求后续“民主革命”的宏图大略中,皆赋予了“抵抗运动的统一”特别是“左翼势力的统一”以无可替代的决定性至高权重。盖因唯有在这一坐标系下,方能合理解释:其一,为何抵抗运动尽管在客观实际上——正如马克斯·萨尔瓦多里所写道的那样127——“极少构成一个铁板一块的统一运动”,但在意大利个案中却成功地维系了形式上的高度统一,与法国、希腊和南斯拉夫等国血腥分裂的图景形成了鲜明反差;其二,为何帕里以及那些与他抱持相同未来愿景的人士,始终殚精竭虑(尤其在1944年春夏之交)去极力消弭因共产党的行事方针而在其他政党以及行动党自身内部128(其党内亦不乏深谙共产党本质的人物,诸如阿尔蒂耶罗·斯皮内利,他坚信共产党人彼时之所以身处“自由阵营”纯属历史“偶然”,断断不可对其轻信盲从,因为对他们而言“唯一的罪孽就是背叛党与苏联”129)——尤其是在基层地方民解委层面上——所激起的不满、猜忌、摩擦与惊恐,唯恐其诱发反法西斯统一战线的全面破裂;以至于他们对共产党的说辞日益言听计从(典型的例子是他们逐步滑向对盟军日益尖锐乃至在某些场合公开敌视的立场,对此我们后文将深入剖析),对后者的倡议和方案表现出越来越高的包容迎合,哪怕以牺牲社会党人的利益为代价,哪怕任由共产党人在北意大利民族解放委员会中攫取越来越大的主导权并把行动党人充当政治筹码——在这方面,佩尔蒂尼于1944年12月对阿门多拉发出的严厉责难极具深意:“你们向来青睐行动党人,全然忘却了同社会党人的同盟必须凌驾于任何其他政治算计之上”130;其三,为何他们当中的许多人在解放战争胜利告终之后、甚至在帕里政府倒台以及行动党分崩离析瓦解之后,依然苦心孤诣地维系着抵抗运动特别是左翼力量统一的火种,哪怕为此必须对共产党人作出单向认可(乃至更为普遍地保持默许缄口),而这种妥协在最初无疑令他们当中的不少人咽下了难以下咽的苦涩苦果。

Sulle origini e limiti culturali, l'astrattezza e le conseguenze negative per la democrazia italiana di questa posizione molto ci sarebbe da dire. In questa sede un discorso del genere, che, oltre tutto, avrebbe bisogno per essere adeguatamente svolto di un intero volume, non è però possibile. Ciò che qui soprattutto importa mettere in luce è l'influenza da essa esercitata sull'atteggiamento di Parri e degli altri esponenti della resistenza (quasi tutti azionisti) che la condividevano nei confronti dei comunisti e, piú in generale, della strategia politica della resistenza.

Carlo Ludovico Ragghianti nel suo Disegno della liberazione italiana125 ha rivendicato un po' troppo drasticamente126, ma nel complesso giustamente, specie se si tiene conto dell'intero periodo della resistenza, a merito degli azionisti di non essersi posti l'obiettivo «di guadagnare alla propria iniziativa e ridurre sotto il proprio controllo altre forze... ma quello di assicurare la coesistenza e la solidarietà nei fini comuni di tutte le formazioni armate del Comitato di liberazione nazionale, intese come esercito nazionale volontario per la liberazione del paese dal nazismo e dal fascismo». Un'osservazione complessivamente giusta, che, per non rimanere una sorta di rivendicazione meramente moralistica del ruolo del Partito d'azione nella resistenza, deve però essere riportata al piú generale quadro di riferimento ideologico-politico in cui si muoveva l'azionismo e soprattutto quello del nord, per molti aspetti assai piú radicali di quello del campo-sud, e in particolare al decisivo valore che il Pd'a, come il Pci – anche se ben diverso era ciò a cui in prospettiva i due partiti si riferivano quando parlavano di democrazia –, attribuiva, ai fini della successiva «rivoluzione democratica», all'«unità della resistenza» e soprattutto all'«unità delle sinistre». Solo in quest'ottica infatti si può spiegare: a) perché la resistenza, pur costituendo in effetti – come ha scritto Max Salvadori127 –, «raramente un movimento unitario», riuscí nel caso italiano a mantenere formalmente la sua unità al contrario di quello che avvenne in altri paesi come la Francia, la Grecia e la Jugoslavia; b) perché Parri e coloro che guardavano al futuro nella sua stessa ottica si adoperarono sempre (e in particolare con la primavera-estate del 1944) per scongiurare il pericolo che i malumori, le diffidenze, i contrasti e le preoccupazioni suscitati – soprattutto a livello dei Cln periferici – negli altri partiti e nello stesso Partito d'azione128 (nelle cui file non mancava chi, come Altiero Spinelli, conoscendo bene i comunisti, era convinto che questi si trovassero in quel momento «nel campo della libertà» solo «casualmente» e che non potesse fidarsi di essi dato che per loro «l'unico peccato è il tradimento verso il partito e la Russia»129) dalla linea di condotta dei comunisti potessero sfociare in una crisi dell'unità antifascista, sino a prestare via via sempre piú orecchio ai loro argomenti (tipico il caso, di cui parleremo piú avanti, del loro progressivo spostamento su posizioni sempre piú critiche e, talvolta, ostili agli Alleati) e a farsi piú recettivi rispetto alle loro proposte e iniziative, anche a costo di scontentare i socialisti e di lasciare che i comunisti acquistassero un peso crescente sul Clnai e si servissero a questo scopo degli azionisti; significativa è a questo proposito l'accusa che nel dicembre 1944 Pertini mosse ad Amendola: «avete sempre preferito gli azionisti, dimenticando che l'alleanza con i socialisti deve stare sopra ad ogni altro calcolo politico»130; c) perché, infine, molti di essi continuarono in tale atteggiamento anche dopo la conclusione della lotta di liberazione e ancora dopo la crisi del governo Parri e la fine del Partito d'azione, cercando di tener vivo il fuoco dell'unità della resistenza e soprattutto delle sinistre anche a prezzo di riconoscimenti (e ancor piú di silenzi) ai comunisti che è probabile dovessero, almeno all'inizio, costare non poco a piú di uno di loro.

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至于其他解释,诸如宣称抵抗运动的形式统一乃是美英盟军与苏联围绕势力范围划分达成秘密协议的必然产物,声称正因为意大利被划入了西方阵营,从而促使苏联放弃了颠覆图谋并强令意共践行“民族团结”路线、与包括巴多格里奥政府和君主立宪体制在内的一切民主力量全面合作——此类论调委实过于天真浅薄,根本不足以作为严肃的历史学定论。抛开希腊抵抗运动的血腥内战早已雄辩地证明所谓“势力范围”政策在现实中的实际效力何其脆弱有限不谈,正如拉吉安蒂所精辟指出,凡是将意大利抵抗运动的统一问题贬低缩水为上述大国地缘政策之附庸产物的人131

Altre spiegazioni, come quella che vuole che l'unità della resistenza sia stata la conseguenza degli accordi sulle sfere di influenza tra gli Alleati e l'Urss e, dunque, dell'assegnazione dell'Italia a quella occidentale, che avrebbe indotto i sovietici a non coltivare propositi eversivi rispetto ad essa e a imporre al Pci la politica dell'«unità nazionale» e della collaborazione con tutte le forze democratiche e persino col governo Badoglio e con la monarchia, sono infatti troppo ingenue e inadeguate per poter essere accettate. A parte che il caso della resistenza greca, lascia chiaramente capire quanto ridotta fosse l'effettiva incidenza della politica delle sfere d'influenza, chi riduce, come ha scritto il Ragghianti131, il problema dell'unità della resistenza italiana ad una mera conseguenza di tale politica

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皆全然忘却了,例如,在北意大利全面武装起义爆发前夕,伴随着南斯拉夫共产党游击大军的凌厉推进,英美阵营心头所激起的极度国际政治恐慌。固然,那些大国协议确实白纸黑字地存在。然而,在国家理性之迫切需求与现实辩护主导一切的国际政治风云中,又有哪一项盟约协议未曾因既成事实而被迫彻底改弦更张?在既定条约的框架之内,原本就存在着极其宽广的政治主动权腾挪空间……我们当然绝无意低估国际地缘因素对意大利局势的深远牵动。然而各大国条约显然具有高度的流动不确定性,意大利在客观上完全有可能重走南斯拉夫的激进道路(在这方面甚至绝不乏明目张胆的试探尝试);假使全民族解放是在这面大旗下大功告成,那么随之而来的政治剧变后果同样是不言而喻的——这一点想必世人皆不得不予以公认。

亦切不可指摘上述历史研判纯属先入为主的反共成见、抑或是拉吉安蒂在冷战铁幕阴影下成书时受时代偏见所绑架;盖因整整一系列铁证如山的事实无可辩驳地昭示:意共高层从一开始便将铁托领导的南斯拉夫游击队运动经验以及“新南斯拉夫”体制视作在意大利夺取领导权、并迫使美英盟军予以既成事实承认的核心政治样板132;尤为关键的是,拉吉安蒂所流露的这份深重戒惧,早在1944年下半年便已在政界高层普遍弥漫,以至于常驻卢加诺的民族解放委员会瑞士代表团两位成员于该年9月11日专门联名致信博诺米、德加斯佩里、卡兰迪尼与卡萨蒂133,根据其在奥索拉河谷实地搜集的种种情报,就共产党、社会党与行动党三大左翼政党在全民族总起义爆发关头暗中谋划的激进夺权意图发出了极其严厉的预警警告。

“这些专针对该地区的通报情报,”他们在信末总结陈词道,“印证了坊间的普遍直觉,即三大左翼政党正企图在盟军大军开进之前,在北意大利本土强行制造一个既成事实的革命政权:盟军的占领固然将使局势趋于平息,但这一既成事实必将为左翼势力与苏俄所充分利用,将其标榜为全意大利人民公意的神圣表达,从而彻底搅乱对客观实际局势的公正甄别,并使苏俄对意大利内部事务的直接插手干涉变得势在必行且顺理成章。”

dimentica, per esempio, le ragioni politiche internazionali dell'allarme degli anglosassoni alla vigilia dell'insurrezione dell'Italia del Nord, in concomitanza con l'avanzata della Jugoslavia comunista. Certo, quei patti esistevano. Ma quali mai patti, in una storia politica dove siano presenti le esigenze e le giustificazioni della ragion di stato, son tali da non subire modifiche a causa di fatti compiuti? Entro il regime dei patti stipulati, v'era pure un margine ampio di iniziativa... Non si vuole sottovalutare naturalmente l'influenza dei fattori internazionali sulla situazione italiana. Ma i patti erano evidentemente abbastanza fluidi, e l'Italia poteva bene percorrere la strada della Jugoslavia (non mancarono aperti tentativi in tal senso), e se la liberazione si fosse compiuta sotto un tal segno, non sarebbero mancate nemmeno le conseguenze politiche: verosimilmente, si vorrà riconoscere.

Né ci si dica che questa valutazione sarebbe frutto di un preconcetto anticomunismo ovvero del clima della guerra fredda durante il quale Ragghianti scriveva, ché tutta una serie di fatti incontrovertibili dimostra che da parte comunista si era subito guardato all'esperienza del movimento partigiano di Tito e alla «nuova Jugoslavia» come al modello a cui attenersi per conquistare la leadership in Italia e farsela riconoscere anche dagli Alleati132 e, quel che piú conta, come gli stessi timori espressi da Ragghianti fossero già vivi sin dalla seconda metà del 1944, tanto da indurre due membri della delegazione svizzera del Cln che aveva sede a Lugano a scrivere, l'11 settembre di quell'anno, a Bonomi, De Gasperi, Carandini e Casati133 per metterli in guardia sui propositi che, secondo una serie di segnalazioni da essi raccolte su quanto stava accadendo in Val d'Ossola, comunisti, socialisti e azionisti sembravano nutrire per il momento dell'insurrezione generale.

Queste segnalazioni, particolari per questa zona – essi scrivevano a conclusione della loro lettera – confermano l'impressione generale che i tre partiti di sinistra tenteranno, prima dell'arrivo degl'Alleati di far sorgere nel Nord Italia uno stato > di fatto rivoluzionario: l'occupazione alleata calmerà la situazione, ma il fatto verrà sfruttato dalle sinistre e dalla Russia come pronunciamento della volontà italiana, cosí da confondere l'esame della situazione effettiva, e rendere inevitabile e naturale l'intervento russo nella questione italiana.

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促使这份警报控诉显得如此决绝严厉的,固然极可能掺杂了民解委瑞士代表团内部所弥漫的紧张疑忌、新仇旧怨、争风吃醋与个人野心——正如皮佐尼在回忆录中所戏谑的那样,代表团成员被外界刻薄地冠以“五个小矮人”的绰号——,且其周围纠集的一大批形形色色、派系林立的流亡反法西斯群体更使其乌烟瘴气134;然而其控诉绝非空穴来风,必然包含着相当程度的客观真实,因为就连卡多尔纳将军本人在三个月后呈递给陆军大臣卡萨蒂的绝密备忘录中,尽管预先声明社会党与行动党的立场彼此“大相径庭”且同共产党不可同日而语,亦毫无保留地发出了如下直白无误的警示135

“掌控全局主导权的意大利共产党,丝毫不加掩饰其终极目的乃是夺取国家最高政权,以建立其美其名曰‘进步人民政权’的苏维埃式苏俄体制。其在北意大利的一线领袖皆曾在苏联接受严苛特训,经历过西班牙国际纵队的血火洗礼与法国共产党的地下淬炼。他们公开宣称意图全盘投靠苏联与铁托,对于必须服从西方盟军统帅部军令的号召表现出极度抗拒反感。”

在这方面,人们固然尽可揣测这是否存在对所谓“红色危险”的夸大其词;然而企图通过将卡多尔纳斥为一介“反共分子”来一笔勾销这份证词的史料分量,却是断断行不通的:这位老将军对共产党人毫无好感固然是无可争辩的事实,但同样确凿无疑的是,他受命亲赴北方敌后执行特派使命,不仅代表罗马王国政府,在实质上亦充当着盟军统帅部的全权特使,其深厚的职业军人修养与神圣职责操守绝不可能允许他凭空捏造出一幅具有如此严重政治牵连、足以将整场抵抗运动推向深渊的耸人听闻图景。更遑论正如我们将要看到的那样,盟军情报机关在随后的数月中亦接获了如出一辙的密集绝密线报;而在抵抗运动大功告成、卡多尔纳擢升为意大利陆军总参谋长之后——在冷战铁幕尚未完全降临的历史间隙中——,他始终以高度警惕的戒备眼光审视着共产党,殚精竭虑地阻击共产党员渗入正规正规军核心部门,并竭力向军队掺沙子安插绝对“可靠忠诚”的基干骨干,以备在必须以武力镇压可能的共产主义武装叛乱时随时挺身而出。

A rendere cosí drastica la denuncia doveva probabilmente influire il clima di tensione, di sospetti, di rancori vecchi e nuovi, di gelosie e di ambizioni che prevaleva nella delegazione svizzera del Cln, i cui membri non a caso erano definiti, come ricorda Pizzoni nelle sue memorie, «i cinque nani», e ancor piú nella composita comunità antifascista che si agitava attorno ad essa134; un fondo di verità però doveva esserci se anche Cadorna in un promemoria fatto avere tre mesi dopo al ministro della Guerra Casati, pur premettendo che le posizioni dei socialisti e degli azionisti erano «molto differenti» tra loro e rispetto a quelle dei comunisti, avrebbe scritto senza mezzi termini135:

Il P. C., che conduce il giuoco, non nasconde affatto che suo scopo è di prendere il potere per instaurare un regime russo che chiama popolare progressivo. I suoi capi in Alta Italia sono stati addestrati in Russia, sono passati attraverso la trafila delle brigate internazionali in Spagna e del comunismo in Francia. Dichiarano apertamente di volersi appoggiare alla Russia e a Tito e recalcitrano al pensiero di doversi sottomettere agli ordini degli Alleati occidentali.

Anche a questo proposito, si può pensare ad una sopravvalutazione del pericolo comunista; liquidare, come pure è stato tentato, il valore di questa testimonianza definendo Cadorna un anticomunista non è però possibile: che il generale non avesse simpatie per i comunisti è un fatto, ma è anche un fatto che, essendo al nord in missione come inviato non solo del governo di Roma, ma, di fatto, anche degli Alleati, la sua formazione e il suo senso del dovere non lo avrebbero mai indotto ad inventarsi dal nulla un quadro cosí impegnativo e che avrebbe potuto avere gravi conseguenze per tutta la resistenza. E ciò senza dire che, come vedremo, anche ai servizi segreti alleati giungevano e ancor piú sarebbero giunte nei mesi successivi notizie non molto diverse e che, a resistenza conclusa, Cadorna, quando diventò capo di stato maggiore dell'Esercito, avrebbe continuato – in un clima che non era ancora quello della «guerra fredda» – a guardare con sospetto ai comunisti e si sarebbe adoperato per impedire che essi potessero avere una cospicua presenza nell'Esercito e per immettervi, ad ogni buon conto, uomini «sicuri», sui quali poter fare affidamento nel caso fosse stato necessario fronteggiare sommovimenti comunisti.

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无论卢加诺信函、卡多尔纳备忘录以及盟军情报处报告中所披露的严峻事态在可信度上究竟达到何种精确程度,结合目前已解密的原始档案以及共产党人的历史回忆录136,在我们看来至少足以提炼出四点根本性的历史定论。

第一:在共产党方面以及直接执掌沦陷区党务最高权力的领导核心内部(不仅北方如此,在南部亦同样充斥着此类极具代表性的“双重道德/双重路线”现象137),他们从未在内心里真正接受过所谓游击斗争的终极归宿乃是回归“资产阶级议会民主制”的教条,亦从未把陶里亚蒂归国后力主的“萨勒诺转向”(svolta di Salerno)视作一项超越实用主义战术权宜之计的基本原则。对于塞基亚、隆哥以及北方绝大多数党内领导骨干而言(更遑论那些往往将抗击德寇与法西斯的殊死搏杀直接等同于消灭资本主义与资产阶级、誓愿将陶里亚蒂推上“意大利政府首脑”宝座的广大基层党员了138),意共的终极战略目标自始至终——1944年11月若干关键会议记录中保留下来的确凿发言极具指标意义139——皆在于建立一个“人民”民主政权,或者按照其随后更偏爱的提法,即建立一个“进步民主”(democrazia progressiva)政权(其内涵在一定程度上甚至有别于库里埃尔所设想的理论构架140以及后来的官方宣传口径);该政权在前期以“抵抗运动的统一”为基石,在后期以“民族解放委员会全面掌权执政”为依托,并被构想为一个通向——正如贝尔泰利所精辟断言的那样141——“实现不可动摇的无产阶级专政神圣图腾”的战术过渡跳板。尽管必须客观指出,这一过渡阶段的具体时间表与运行特征在各共产党领袖心中并非千篇一律,以至于正如我们后文将详述的那样,陶里亚蒂除了将其置于意大利仅为其中一个局部棋子的全欧宏大格局中予以通盘审视外,似乎倾向于在实质上排除通过大规模诉诸暴力手段来迈出最终决定性一步的选项。

Quale che sia il grado di attendibilità delle notizie riferite nella lettera dei due «luganesi», nel promemoria di Cadorna e nei rapporti dei servizi segreti alleati, la documentazione disponibile e la memorialistica comuniste136 ci pare inducano ad almeno quattro considerazioni.

Prima: da parte comunista e dallo stesso gruppo che dirigeva il partito nell'Italia occupata (ma non solo in esso, ché casi significativi di «doppiezza» si riscontrano anche al sud137) non fu mai accettata l'idea che la lotta partigiana dovesse portare a un ritorno alla democrazia «parlamentare borghese» e che la «svolta di Salerno», realizzata appena rientrato Togliatti in Italia, potesse non essere un espediente tattico. Per Secchia, per Longo, per la gran maggioranza dei dirigenti del nord (per non dire dei militanti di base per i quali la lotta contro i fascisti e i tedeschi era assai spesso lotta al capitalismo e alla borghesia e per fare di Togliatti «il capo del governo italiano»138) l'obiettivo finale del Pci era e rimase sino alla fine (sintomatiche sono certe affermazioni conservateci dai resoconti relativi a riunioni del novembre 1944139) la realizzazione di una democrazia «popolare» o, come presto si preferí chiamarla, «progressiva» (concepita in modo parzialmente diverso anche da come l'intendeva Curiel140 e da come fu poi prospettata) fondata sull'«unità della resistenza» prima e sul governo dei Cln poi e concepita come momento tattico e di transizione – come giustamente ha scritto il Bertelli141 – verso il «raggiungimento dell'irrinunciabile mito della dittatura del proletariato». E questo anche se va detto che i tempi e i caratteri di tale momento di transizione non erano gli stessi per tutti i comunisti, tanto che, come diremo piú avanti, Togliatti, oltre a vederlo in un contesto europeo di cui l'Italia non sarebbe stata che un aspetto, pare lo concepisse in termini che sostanzialmente finivano per escludere che l'uscita da esso comportasse il ricorso su vasta scala a metodi violenti.

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第二:意共所设定的上述终极目标以及为实现该目标所采取的现实策略,绝非该党独创的孤立发明,而是高度契合欧洲各国共产党所共通的整体战略与地缘构想。将意共与法共(PCF)在抵抗运动时期的政治路线进行一番扼要横向对照便可清晰洞见:两党在战略与策略上绝无实质意义上的“民族特色”独创,若说有何差异,亦仅仅在于法共必须直面一系列意共未曾面临或严峻程度远逊的特殊困境;尤其是法共必须千方百计重新赢回其因《苏德互不侵犯条约》而丧失殆尽的“民众合法性”,而若无法夺回这一合法性,它便断然无法抗衡戴高乐主义所享有的广泛号召力(戴高乐的政治声望远非萨勒诺乃至罗马的王国政府所能企及),从而无从确立自身充当“全新合法性”代言人的领导权威,进而无力以此在抵抗运动其他派别中确立绝对政治领导权,并最终构筑起旨在彻底清算资产阶级政权的左翼“神圣联合”(union sacrée)体制。然而与意共如出一辙的是,法共在整个斗争历程中同样极力避免与抵抗同盟派别彻底决裂(尽管其在法国建立的同盟远比意大利脆弱动荡得多),因为决裂势必使其重蹈被彻底孤立隔绝的历史厄运。两党为推行这一大战略所甄选的策略手段、宣传口号乃至时间节点高度同质契合,无可辩驳地昭示着一种超越两党个体范围(以及其他因篇幅所限不予赘述的欧洲友党)、且与其说是源于两党各自的特殊眼光不如说直接受命于莫斯科全球统帅部的统一大战略与全球协同调度142

第三:俄罗斯前苏联保密档案的彻底解密,已使学界不再存有丝毫悬念:意共的政治路线——正如法共及其他欧洲共产党一样——乃是莫斯科专门围绕实现苏联自身直接与间接对外地缘扩张之战略诉求而统筹设计并直接指挥的产物,而意大利共产党领导核心对该战略作出了毫无保留的彻底服膺与全盘践行143。尤其是,与陶里亚蒂从一开始便处心积虑加以兜售、并被意共官方政治与史学宣传奉为神圣教条(并由此派生出所谓“新型党”的神话)的说辞截然相反的是,今日重见天日的权威原始档案铁证如山地表明:“萨勒诺转向”在本质上根本不具备任何相较于苏联的独立自主政治属性。起初,陶里亚蒂在对意态势上原本坚决主张推翻君主制并坚决排斥巴多格里奥政府;然而他在返意后所彻底推行的新方针(正如多列士在法国所推行的一样),乃是在其动身返意前夕由斯大林于1944年3月4日同这位意共最高领袖的密谈中亲自金口独断拍板敲定的。

Seconda: sia l'obiettivo finale che la tattica per realizzarlo usata dal Pci non furono peculiari di esso, ma corrisposero ad una visione e ad una strategia comune a tutti i partiti comunisti europei. Un rapido raffronto tra la politica resistenziale del Pci e del Pcf mostra come la strategia e la tattica comuniste non ebbero vere peculiarità nazionali, se non nel senso che il Pcf dovette misurarsi con difficoltà che il Pci non aveva o aveva in misura assai minore; in particolare con la necessità di recuperare quella «legittimità popolare» che aveva perso al tempo del patto nazi-sovietico e senza recuperare la quale gli era impossibile cercare di contrastare quella gaullista (assai piú forte e diffusa di quella della quale godevano i governi di Salerno e anche di Roma) e farsi portatore di una «nuova legalità» sulla quale costruire la propria egemonia sulle altre componenti della resistenza e, in prospettiva, una sorta di regime di union sacrée di sinistra che preparasse la liquidazione del potere della borghesia. Il tutto, come per il Pci, senza mai giungere però ad una rottura delle alleanze resistenziali (piú precarie di quelle stabilite in Italia) che l'avrebbe rigettato in una condizione di isolamento. La tattica, i mezzi, le parole d'ordine, i tempi prescelti per cercare di realizzare questa strategia furono però gli stessi e denotano inequivocabilmente una strategia e un coordinamento generale che trascendevano i due partiti (e gli altri, sui quali per brevità non ci soffermiamo) e che, piú che alle loro visioni particolari, corrispondevano a quelle di Mosca142.

Terza: la disponibilità degli archivi russi non lascia ormai piú dubbi sul fatto che la politica del Pci – cosí come quella del Pcf e degli altri partiti comunisti europei – fu concepita e diretta da Mosca in funzione della realizzazione dei propri obiettivi di espansione diretta e indiretta e che i dirigenti comunisti italiani aderirono totalmente ad essa143. In particolare, contrariamente a quanto Togliatti subito si preoccupò di accreditare e la vulgata, politica e storiografica, comunista si è adoperata a rendere una sorta di dogma (da cui ha fatto discendere quello del «partito nuovo»), la documentazione oggi disponibile rivela che alla «svolta di Salerno» non può essere attribuito alcun carattere di autonomia politica rispetto all'Urss. Inizialmente nettamente contrario alla monarchia e al governo Badoglio, la politica che Togliatti mise in atto in Italia fu dettata (come quella di Thorez in Francia) poco prima del suo rientro in Italia da Stalin in un colloquio che questi ebbe con il leader comunista italiano il 4 marzo 1944.

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斯大林同陶里亚蒂的这场历史性密谈——正如埃莱娜·阿加·罗西与维克多·扎斯拉夫斯基在一篇基于俄罗斯档案馆第一手绝密文献及俄国史学界最新权威成果的扎实论文中所阐明的那样144——其核心议题完全聚焦于对待君主立宪制的根本态度,并彻底盖棺定论地证实“萨勒诺转向”纯粹拍板于莫斯科。斯大林在会谈中明确指示陶里亚蒂:只要国王愿意抗击德国人,就必须彻底收起要求国王立即退位的空洞口号,转而把重心全力放在挤入巴多格里奥联合政府之中。斯大林语重心长地指出,“对于马克思主义者而言,历来发挥决定性作用的乃是实质而非形式”。他告诫陶里亚蒂切不可对外走漏风声声称“民族团结路线系由苏联授意推动”,而仅需对外宣称苏联对此“不持异议”即可……斯大林与陶里亚蒂在后者动身返意前夕商定敲定的意共行动总纲领,其终极目标乃是借助和平合法的议会体制手段最终由共产党全面夺取国家政权。在实践中,这一目标将通过三管齐下的方针予以稳步推进:其一,构筑由意共牢牢掌控领导权的左翼坚固同盟集团;其二,坚决避免过早的大规模群众冒险盲动,即坚决杜绝在彼时轻率发动全民族人民起义或引爆全面内战,严禁采取任何可能骤然激化美英西方盟国同苏联之间的外交冲突、妨碍苏联赢得用于彻底巩固东欧战略屏障所需宝贵时间的激进极左革命冒险;其三,抛出一套旨在赢得广大社会阶层共鸣与拥戴的彻底革新意大利国家经济的激进改革纲领,并借助广大民众对这一纲领的狂热拥护去赢得战后的全国大选大获全胜。

数月之后,面对即将启程返回法国本土的多列士,斯大林做了一番在实质内涵上同对陶里亚蒂所言如出一辙的重要长谈(事实上季米特洛夫早在3月4日密谈后不久便已在致法共的一份秘密指令中预先通报了同一精神145);更为关键的是,斯大林在谈话中提出了一项对我们理解意共策略具有无可估量价值的重大告诫——鉴于其重要性,很难想象斯大林未曾对陶里亚蒂耳提面命过同类训示,盖因11月与多列士会见之际,西方盟军从法国本土的全面撤军在时间表上已近在咫尺,而在意大利境内的盟军驻扎则注定将经历漫长得多的战略相持:鉴于美英盟国业已正式承认法国戴高乐临时政府,且该政权手中掌握着属于自己的正规常备陆军,假使法共继续维持自身游击编制的全副武装,势必会严重削弱法共的政治威望,破坏其在自身周围汇聚广泛人民民主政治联盟的战略契机,同时亦将引发盟军的高度戒备与武装反弹;因此最为稳妥的万全之策,莫过于主动宣布解散武装游击队伍,将全部武装人员无缝吸纳转入党的体制与人民政治联盟之中,然而对其手中掌握的大批精良军械枪支,则必须予以严密隐匿封存,以备未来不测之需。

Il colloquio di Stalin con Togliatti – come hanno scritto Elena Aga Rossi e Victor Zaslavsky in un documentato saggio fondato sulle ricerche di prima mano negli archivi russi e sulla piú recente letteratura storica russa144 – ebbe come punto centrale il problema dell'atteggiamento nei confronti della monarchia e chiarisce in modo definitivo che la «svolta di Salerno» fu decisa a Mosca. Stalin infatti raccomandò a Togliatti di mettere da parte lo slogan dell'immediata abdicazione del re, se quest'ultimo voleva combattere contro i tedeschi, e di puntare invece ad entrare nel governo di Badoglio. Stalin osservò che «per i marxisti non la forma, bensí il contenuto ha sempre avuto il ruolo determinante». Egli consigliò a Togliatti di non far capire che la linea dell'unità nazionale era stata suggerita dall'Unione Sovietica, ma di limitarsi a riferire che l'Urss non era contraria... Il programma di azione del Pci che Stalin e Togliatti avevano concordato prima della partenza di Togliatti per l'Italia aveva come obiettivo finale la conquista comunista del potere utilizzando metodi pacifici, parlamentari. Esso in pratica doveva essere realizzato attraverso una triplice politica: costruire un blocco di sinistra guidato dal Pci; evitare le azioni di massa premature, cioè l'insurrezione popolare o la guerra civile, e evitare le azioni rivoluzionarie che avrebbero potuto aumentare la tensione tra l'Urss e gli alleati occidentali e impedire ai sovietici di guadagnare il tempo necessario per la stabilizzazione dell'Europa orientale; proporre un programma di riforme radicali dell'economia italiana che avrebbe avuto l'appoggio di vasti strati della popolazione e vincere le elezioni sull'adesione popolare a questo programma.

Mesi dopo Stalin fece a Thorez, in procinto di rientrare a sua volta in Francia, un discorso che non solo ricalcava sostanzialmente quello fatto a Togliatti (che, del resto, Dimitrov, subito dopo il 4 marzo, gli aveva anticipato in una direttiva per il Pcf145), ma conteneva una raccomandazione per noi di grande importanza poiché è difficile pensare non l'avesse fatta a Togliatti, dato che a novembre, quando vide Thorez, il ritiro delle forze alleate dalla Francia era previsto su tempi brevi, mentre per quelle in Italia ci sarebbero voluti certamente tempi piú lunghi: avendo gli Alleati riconosciuto il governo francese e disponendo questo di un proprio esercito regolare, tenere in armi le sue formazioni partigiane avrebbe indebolito il prestigio del Pcf e le sue possibilità di costituire attorno a sé un blocco politico democratico-popolare e, insieme, messo in allarme gli Alleati; meglio dunque scioglierle, assorbendone i componenti nel partito e nel blocco, mettendo però in salvo per il futuro le armi delle quali disponevano.

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第四:即便退一步承认(在缺乏决定性铁证档案的前提下,此类铁证唯有留待未来俄罗斯乃至特别是南斯拉夫国家安全档案全面解密后方能最终盖棺定论),盟军大军的实际存在以及希腊内战爆发的惨痛教训,已促使意共抵抗运动的中高层领导骨干清醒认识到决不可能把战后的最终总起义当作夺取国家政权的第一块现实敲门砖(但更为可能的情况是,在彻底咽下这一苦果之前,不少干部宁愿驻足观望战局收官时刻意大利与国际地缘局势的真实走向,探寻除全盘服从党中央政治指令外是否尚存其他激进替代道路);然而他们断断不敢以此去“涣散瓦解”基层党员的革命士气,相反在客观上不断默许并怂恿基层党员坚信:党在台面上所高调宣示的一切温和口号不过是一套高明的战术障眼法,不过是一种旨在避免抵抗阵营内部反目成仇、避免吓跑“正人君子资产阶级”的韬晦之计。在这方面,一向极愿对共产党人的真诚动机予以善意体谅的乔治·博卡(Giorgio Bocca),在其《游击时期的意大利史》(Storia dell'Italia partigiana)中引述帕耶塔(Gian Carlo Pajetta)那段本身已足够直白露骨的权威证词所做出的分析,极具深意146

“在民族解放委员会与各游击部队中到处布道并践行统一战线政策的共产党人,绝非真正皈依了多党议会民主制的信徒,他们绝未曾放弃在未来全面夺取国家政权的狂热夙愿;然而他们坚信,抵抗运动各派之间的团结协议乃是当下不可或缺的现实必需……统一战线政策确实存在,且得到了坚决落实;然而它绝不排除本党在加里波第派游击编制内部全力保留一支核心革命战略预备队的深层考量,绝不排除在本党为保全革命火种而在佩戴红领巾奔赴战场的无产阶级热血青年心头全力守护革命希望的迫切诉求。”

共产党人当真在玩弄两面派勾当吗?“绝非两面三刀,”帕耶塔直言不讳地答复道,“而是双重灵魂(doppio animo)。下达的政治指令固然是全盘讲求统一合作,然而将指令传达到基层的政工干部在耳提面命时,无不千叮咛万嘱咐要求时刻保持革命警惕,一切以党的根本利益为归宿。而在基层,那些对党无限忠诚、对工人阶级路线无限信仰的各级干部,在践行这份‘警惕性’时更是往往有过之而无不及”……

置身于这一透视镜下,整幅历史拼图的无数破碎碎片骤然各归其位。人们由此便能豁然开朗:为何对很大一部分共产党人而言——绝不仅限于基层盲流——“进步民主”在本质上不过充当了一匹“特洛伊木马”,而“萨勒诺转向”不过是一记实用战术招数,等到战争硝烟落定时“再看形势决定”是否将其彻底打入冷宫弃之蔽履。人们亦能豁然读懂:为何某些自身枪支弹药极度匮乏短缺的加里波第派游击部队,在接获盟军空投的巨额军火后竟然严令禁止将其投入实战消耗,而是秘密隐匿深埋,以备留待革命爆发的“X时刻”决死之用;为何某些游击指挥部(在摩德纳地区活动的加里波第旅指挥部堪称典型147)甚至公然鼓吹必须“使主力部队建制完好无损地休养生息”,以期迎接“在不久的将来势必必须承担的伟大历史使命——这一使命的圆满解决直接关乎我们国家的终极命运,特别是关乎广大劳动群众的生死存亡”。然而更为关键的,莫过于彼得罗·塞基亚于1965年所作出的一段盖棺论定式的权威回顾,从中共产党人的真实战略图谋及其最终被迫半途收手打退堂鼓的深层苦衷昭然若揭148

Quarta: anche ammettendo (in assenza di una documentazione effettivamente probatoria che potrà emergere eventualmente solo dagli archivi russi e soprattutto jugoslavi) che la presenza degli Alleati e gli avvenimenti greci avessero reso consapevoli i quadri medio alti della resistenza comunista della impossibilità di fare dell'insurrezione finale il primo concreto passo sulla via della presa del potere (ma è molto piú probabile che prima di rassegnarsi a ciò piú di uno volesse attendere di vedere quale in quel momento sarebbe stata l'effettiva situazione italiana e internazionale e se non vi fossero alternative alle direttive politiche del partito), essi si guardarono bene dal «demoralizzare» la propria base e di fatto la indussero a confermarsi nell'idea che quanto il partito proclamava esplicitamente fosse mero tatticismo, un espediente per evitare divisioni interne alla resistenza e di spaventare i «benpensanti». Significativo è a questo proposito quanto un autore in genere assai disponibile a dar credito alla buonafede dei comunisti come il Bocca ha scritto nella sua Storia dell'Italia partigiana appoggiandosi ad una già di per sé eloquente testimonianza di Pajetta146:

I comunisti che nel Cln e nelle formazioni predicano e praticano la politica unitaria non sono certo dei convertiti alla democrazia pluripartitica, non hanno certo rinunciato alla futura conquista del potere; però credono che l'accordo resistenziale sia necessario... La politica unitaria c'è, è seguita; ma non esclude l'interesse del partito a conservare dentro le formazioni garibaldine una riserva rivoluzionaria, a coltivare fra i giovani proletari accorsi in armi nelle brigate dei fazzoletti rossi la speranza della rivoluzione.

Doppio gioco comunista? «Non doppio gioco – risponde Pajetta – ma doppio animo. Le direttive sono unitarie, ma il compagno che le porta alla periferia non manca mai di consigliare vigilanza, negli interessi del partito. E capita spesso che il dirigente di periferia, devoto al partito, all'operaismo, abbondi in vigilanza»...

In quest'ottica molti pezzi del mosaico vanno a posto. Si capisce come per buona parte dei comunisti – e non solo di base – la democrazia «progressiva» rappresentasse «una specie di cavallo di Troia» e la «svolta di Salerno» una mossa tattica che a guerra finita «si sarebbe visto» se mettere in soffitta o no. Si capisce come certe formazioni garibaldine, che pure scarseggiavano di armi, non usassero e nascondessero quelle che erano aviolanciate dagli Alleati per conservarle per l'«ora x» della rivoluzione e come alcuni comandi (tipico il caso di quello delle brigate Garibaldi operanti nel Modenese147) arrivassero addirittura a sostenere la necessità di «mantenere intatte le formazioni» in vista dei «grandi compiti che devono prossimamente assolvere, compiti dalla cui soluzione dipendono i destini del nostro paese ed in particolare le sorti delle masse lavoratrici». Ma soprattutto si capisce l'importanza di un giudizio di Secchia del 1965 dal quale sia i propositi comunisti sia le ragioni per le quali essi dovettero essere accantonati appaiono chiari148:

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“抵抗运动之所以暴露出其最终难以克服的严重历史局限性,绝非由于我们未能提出明确的社会主义远景或斗争口号,绝非由于我们在规划解放后必须推行的经济体制深层改革蓝图上缺乏精细论证,亦非由于我们在不同阵营之间选择了与这一个而非与另一个派别结成统一战线,或者在冲锋枪的枪口上绑扎了三色国旗而非红领巾。其最根本的深层死结,完全在于我们在彼时极其恶劣的客观条件羁绊下,未能成功地将抵抗运动锻造为一场规模更为浩瀚、体魄更为强健的宏伟全民运动,未能拉起一批编制更为庞大、训练更为有素、枪械重火器更为精良充沛的游击大军,从而无法做到在战略上长期稳固地光复并控制整个大区,致使美英盟军大军开进北方之际,面对的并非一支拥有严整战斗建制的大军,亦非一个早已被我们牢牢夺取并巩固的人民革命政权。”

在拉吉安蒂的论断之外还必须进一步补充的是:凡是将意大利抵抗运动的统一课题轻率贬低为大国地缘势力范围划分条约之附庸后果的做法,皆暴露出其根本未能领悟这样一个严峻政治现实——对于共产党人而言,在彼时将自身巧妙伪装为所有抗德反法西斯力量中“爱国”统一战线的最坚决拥护者(尽管尤其在北方,其绝大多数党员骨干在灵魂深处皆充斥着强烈的反民族主义色彩),乃是一项刻不容缓、别无选择的现实生存必需。盖因唯有将自身高调标榜为统一战线最坚定的捍卫者,意共方能:其一,理直气壮地将一切拒绝统一或企图独立自主行动的力量扣上“勾结轴心通敌敌伪”的反动罪名予以政治抹黑与无情清洗;其二,彻底击碎并瓦解在催生各级民解委的反法西斯各反对派委员会中曾广泛抬头的排斥意共参与的强大阻力;其三,为自身的“民族团结”政策披上神圣合法外衣——盖因唯有经由此道,方能在未来依局势演变与有利契机,要么合情合理地顺势打入一个广泛的反法西斯联合政府(这恰恰是1944年4月凭借‘萨勒诺转向’所取得的重大政治斩获),要么在解放战争大局底定之后,以绝对主力姿态君临左翼阵营之首,从容凭借雄厚的实力地位为建立‘进步民主’联合政权奠定不可动摇的坚固基石。

“作为把握我们政治取向的一个极具指标意义的关键特征,”塞基亚在随后的回忆录中直言不讳地写道149,“我认为尤为重大的事实在于:早在1943年9月,我们便已大张旗鼓地明确强调,我们的终极奋斗目标乃是建立人民民主制度;在随后的历史进程中,人们改称其为‘进步民主’,但自始至终我们的政治指针皆是昭然若揭且毫不含糊的:我们绝不是为了重返法西斯上台前的旧民主体制而流血卖命的。”

La Resistenza ha avuto i limiti che ha avuto non perché non si sono date delle prospettive o delle parole d'ordine socialiste, non si è elaborato meglio il programma delle riforme di struttura da attuare dopo la liberazione, perché si è realizzata un'unità piuttosto di un'altra o si è messo sulle canne del mitra il tricolore invece che il fazzoletto rosso. Il motivo fondamentale sta invece nel non essere riusciti, nelle condizioni in cui si operava, a fare della Resistenza un movimento piú ampio, piú robusto, con delle formazioni partigiane piú numerose, piú agguerrite e potentemente armate in grado di liberare stabilmente intere regioni e di fare trovare gli angloamericani, al loro arrivo, davanti a un esercito organico e a un potere popolare saldamente conquistato.

A quanto scritto da Ragghianti va altresí aggiunto che ridurre il problema dell'unità della resistenza italiana ad una mera conseguenza degli accordi sulle sfere internazionali d'influenza vuol dire non rendersi conto che per i comunisti presentarsi nei panni di convinti assertori dell'unità «patriottica» (anche se, specie al nord larga parte di essi era profondamente antinazionale) di tutte le forze antitedesche e antifasciste era in quel momento una inderogabile necessità. Proclamandosene il piú deciso sostenitore, il Pci infatti poteva a) accusare chi lo rifiutava o cercava di muoversi autonomamente di collaborare con il nemico; b) vincere le resistenze, che si erano manifestate in vari di quei comitati delle opposizioni antifasciste dai quali erano nati i Cln, ad una sua partecipazione ad essi; c) legittimare la sua politica di «unità nazionale» dalla quale solo potevano in prospettiva scaturire, a seconda delle circostanze e delle occasioni, un suo inserimento in un governo di larga concentrazione antifascista (e fu quello che avvenne nell'aprile 1944 a seguito della «svolta di Salerno») ovvero la possibilità di porsi dopo la conclusione della guerra di liberazione alla testa delle sinistre e gettare da una posizione di forza le basi di un governo di «democrazia progressiva».

Particolarmente importante, come indice del nostro orientamento – avrebbe scritto successivamente Secchia149 –, mi sembra il fatto che già nel settembre 1943 noi sottolineassimo come il nostro obiettivo fosse la lotta per una democrazia popolare; in seguito si parlerà di democrazia progressiva, ma sin dall'inizio il nostro obiettivo era chiaro ed esplicito: non ci si batteva per ritornare alla democrazia prefascista.

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以上属于纯粹严格政治层面的剖析考量150。然而,亦切切不可遗忘促使共产党人必须全力维护抵抗运动形式统一的另一个现实推手,这一推手使我们重新回到了意共自始便对各正规军人武装编制发动无情政治围剿的核心议题之上——在这场围剿中,意共往往软硬兼施将行动党人亦半推半就地裹挟拉下了水(这既是因为行动党人自身内部亦普遍倾向于将旧正规军官——即便那些进山绝非为了苟全性命而是为了抗击德意敌寇的军官——视作保守反动堡垒的顽固支柱,更在很大程度上是为了避免破坏并瓦解‘左翼阵营大团结’的至高格局151),并且在随后的阶段,他们将打击矛头进一步扩大到了各大自主独立游击队编制。

与坊间史学流布甚广的虚妄修辞截然相反,将抵抗运动定性为一场席卷全民族的所谓“群众性人民运动”在历史学上是根本站不住脚的。盖因除极少数极其狭隘局限的个别边缘特例区域外,抵抗运动唯独在德军彻底土崩瓦解投降前夕的短短数周之内——当美英盟军的最终胜利早已成定局之际——才真正呈现出某种全民狂欢的规模。正如卡多尔纳将军针对伦巴第地区的生动写照所言(而这一现象在不同程度上普遍席卷了整个北意大利)152

“就在全民族迎来全面解放的刹那间,游击队员的总数骤然呈现出天文数字般的疯狂暴增;一条随手系在脖颈上的粗糙红领巾,便足以在眨眼间将一名原本安分守己的和平工农平民,神气活现地点化为自以为在光复祖国伟业中立下不世奇功的功勋游击老兵。”

在9月8日之后的最初数月里,“根本不存在任何争先恐后投奔游击武装队伍的群众热潮”153,以至于投身抵抗实战的真正游击队员数量远比后世通史所吹嘘的要稀少单薄得多。例如根据A. 阿尔迪戈主编的一项扎实实证学术调研显示:在博洛尼亚省,战斗游击队员的总人数从1943年9月最初阶段的区区231人(且绝大多数高度扎堆蜗居于博洛尼亚市区),一直到1945年1至4月才艰难爬升扩充至三千人;在此期间,首次显现规模的人员大扩充(在经历严冬季节的人员急剧流失萎缩之后)发生于1944年3至6月之间,随后在7至9月迎来了第二波规模相对平缓的增幅;其中前一波增长主要集中于山区,后一波则转战扎根于平原154

Questo sul piano piú propriamente politico150. Non va però neppure dimenticato un altro fatto che rendeva per i comunisti necessaria l'unità della resistenza e che ci riporta al discorso sulla lotta da essi subito intrapresa contro le formazioni militari, coinvolgendovi talvolta, volenti o nolenti, anche gli azionisti (un po' per la tendenza presente anche tra essi a considerare gli ufficiali, anche quelli che erano andati in montagna non per trovarvi solo rifugio, ma per combattere i tedeschi e i fascisti, uno dei punti di forza della conservazione, molto per non intralciare e mettere in crisi l'«unità delle sinistre»151), e che allargarono poi a quelle autonome.

Contrariamente a quanto spesso si asserisce, non è possibile definire la resistenza un movimento popolare di massa. Tale essa – salvo in zone assai limitate – divenne infatti solo nelle settimane immediatamente precedenti la capitolazione tedesca, quando la definitiva vittoria degli Alleati era ormai sicura. Fu allora, come ha scritto Cadorna riferendosi alla Lombardia, ma il fenomeno riguardò in misura maggiore o minore tutta l'Italia settentrionale152,

che il numero dei partigiani all'atto della liberazione crebbe a dismisura; un semplice fazzoletto rosso al collo bastava a tramutare un pacifico operaio o un contadino in partigiano persuaso di avere acquistato larghe benemerenze nella liberazione della patria.

Nei primi mesi dopo l'8 settembre «non ci fu affatto la corsa ad arruolarsi nelle formazioni partigiane»153, sicché il numero dei partigiani fu assai piú limitato di quanto in genere si asserisce. Secondo una ricerca curata da A. Ardigò, per esempio, in provincia di Bologna, dove il numero dei partigiani combattenti passò dagli iniziali 231 del settembre 1943 (concentrati soprattutto a Bologna città) a tremila nel gennaio-aprile 1945, il primo consistente reclutamento (dopo una certa flessione nei mesi invernali) si registrò nel marzo-giugno 1944, a cui ne seguí un secondo, piú modesto, in luglio-settembre; il primo maggiore in montagna, il secondo in pianura154.

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尤为引人瞩目的是,在这批最早投身山林的游击队员中,具备哪怕最起码政党政治素养或理论觉悟者简直凤毛麟角。迟至1944年4月上旬,行动党高层依然“对一线游击队员的政治觉悟成熟度不抱任何不切实际的幻想”。“切切牢记,”阿戈斯蒂在致比安科的密信中不无忧虑地叮嘱道155,“即便在共产党人那边,客观现实亦绝无多大两样:许多所谓的共产党游击支队,骨子里除了指挥官或政委以及极少数骨干外,压根没有一丝一毫共产党的政治底色。”而来自意共阵营自身的内部档案史料亦完全佐证了这一严酷现实:在1944年3月下旬一份针对奥索拉河谷某加里波第派游击编制的机密报告中赫然写道:该队麾下整整90%的人员皆属于“自诩为共产党员、却对何为共产主义压根一无所知、两眼一抹黑的乌合之众”156。假使人们深入体察促使绝大多数普通人上山入伍的真实动机——且这一动机在实质上贯穿始终,盖因任何具备某种政治觉悟的精英分子早在运动破土之初便早已悉数入列——,那么这一现象便丝毫不值得大惊小怪了;罗伯托·巴塔利亚(Roberto Battaglia)在其感人至深的游击战争回忆录中,对这一人性图景作出了淋漓尽致的真实解剖。他直言道,若想洞悉人们投身抵抗的真正诱因157

“世上再无任何途径比直接走访几位普通的游击队员、当面询问他们为何毅然选择这一危机四伏的全新亡命生涯更为直截了当了。得到的答复并不纷繁复杂,大体可凝练为以下几大主旋律:‘我之所以上山,是为了逃避萨洛共和军的强行拉夫征兵和劳工役使’;或者‘我当游击队员是因为德国鬼子烧毁了我的房屋——或者——因为我的家里有人在法西斯的屠杀报复中惨遭杀害——又或者——因为我是个共产党人、无政府主义者或是正义与自由派战士’。有些人会把做出决断的责任推卸给他人,声称自己之所以入伙完全是因为早已有某个至亲骨肉或知心好友身在队伍之中;有些人则坦率直白得近乎天真,当面向你供认自己实在走投无路、身无分文为了混口饭吃别无选择;另一些稍有文化修养的人则会向你吐露,这种亡命生涯那异乎寻常的冒险浪漫刺激感深深诱惑了他。然而几乎没有任何人——这或许可解读为意大利人尤其是底层劳动群众天生具备的某种内敛自重或得体分寸感——会冠冕堂皇地高调宣称自己是‘为了对祖国的崇高热爱’而挺身而出的。”

E va anche notato che pochissimi di questi primi partigiani avevano una qualunque preparazione politico-partitica. Ancora ai primi di aprile del 1944 da parte azionista non ci si sarebbe fatta «nessuna illusione sulla maturità politica dei partigiani». «Bada – avrebbe scritto Agosti a Bianco155 – che anche presso i comunisti la situazione non è molto diversa: molte delle cosiddette bande comuniste non hanno di comunista che il comandante o il commissario e pochi militanti». E le fonti comuniste non offrono a loro volta testimonianze sostanzialmente diverse: in un rapporto della fine del marzo 1944 relativo a una formazione garibaldina della val d'Ossola si legge che essa era composta per il novanta per cento «di sedicenti comunisti che però non sanno cos'è il comunismo»156. Né la cosa può meravigliare se si pensa a quali erano – e sostanzialmente sarebbero rimaste sino alla fine, dato che gli elementi in qualche misura politicizzati entrarono nella resistenza al suo inizio – le ragioni che spingevano i piú a farsi partigiani e che Roberto Battaglia ha bene messo in luce nei suoi ricordi di guerra partigiana. Per conoscerle, egli ha scritto157:

non c'è strada piú semplice che quella d'interrogare qualche partigiano e domandare a lui stesso perché abbia scelto questa nuova e rischiosa condizione di vita. Le risposte, non troppo varie, si possono riassumere intorno ai seguenti motivi: «L'ho fatto per fuggire alla cattura dell'esercito repubblicano e del servizio del lavoro», o «Sono divenuto partigiano perché i tedeschi m'hanno bruciato la casa – oppure – perché uno della mia famiglia è stato ucciso in una rappresaglia – o an- > che – perché sono comunista o anarchico o di Giustizia e Libertà». Qualcuno delegherà a un altro la responsabilità della sua decisione, dichiarando d'essere entrato in banda perché già c'era un suo parente o un suo amico; qualcuno spingerà la sua onestà fino a confessarvi che non aveva altra soluzione, essendo privo di ogni mezzo economico; qualche altro, piú colto, vi dirà che quella vita l'ha attratto per il suo sapore insolito d'avventura. Nessuno o quasi nessuno affermerà, e ciò può interpretarsi come un naturale senso di riserbo o di spirito di misura posseduto dagli italiani, specie negli strati sociali piú umili, che l'ha fatto «per amor di patria».

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无论后人对上述供词赋予何种历史权重,一个极其耐人寻味的客观现象在于:除了那些声称早在9月8日之前便已公开信奉反法西斯主义信条——亦即原本就属于极度狭隘孤立的极少数先锋群体——的零星表态之外,几乎所有的自述皆带有一种纯粹消极被动应激的自卫特质。那些工人、农民抑或青年学生,无一例外皆异口同声地坦陈:他们之所以拿起枪杆子,纯粹是被外部险恶环境逼上梁山,纯属出于苟全性命的防卫本能、生计所迫的经济绝境抑或是血海深仇的复仇狂澜;总而言之,他们绝非第一批出于高尚自觉而自主做出庄严政治决断的殉道志士,而不过是彻底被惊涛骇浪的历史事变所裹挟抛入山林的苦难生灵。

在整个二战烽火岁月中,共产党人乃是唯一成功保全了最低限度全国性地下秘密组织网络骨架的政治力量(截至7月25日墨索里尼垮台前夕,依不同统计口径,其全国秘密党员约在四千至六千人之间,然而往往四分五裂散落为互不通气的孤立微小核细胞),且该党亦是受惠于政治犯和流放分子大批重获自由最深最巨的政治实体;因此相较于行动党人和社会党人而言,意共手中握有规模大得多的政治“干部骨干”队伍——即便在党内亦不乏如安东·弗拉图沙(Anton Vratusa,南斯拉夫共产党特派常驻代表,于1944年作为铁托以及委托铁托全权监军的莫斯科统帅部的密使进驻意大利北方,专司监督北方政局走势158)这般挑剔的观察家,他甚至刻薄地将这批老干部斥为一帮“思想僵化过时”的落伍分子,指责他们终日沉溺于脱离实际的空洞教条理论清谈,并对在7月25日之后如潮水般涌入党内的占绝对压倒多数(95%)的热血青年新党员充满病态戒心159,因而断言这批老骨干对党开展生机勃勃的革命实战活动而言弊大于利。尽管享有这一相对优渥的起跑发端优势,且其组织建制正处于急剧狂飙的战略膨胀之中(截至1944年10月底,其在北方的登记党员总数据称已狂飙突进至约七万人左右160),但共产党人自身的实际组织资源,若想同时撑起一套高效率运转的全国地下谍报行政中枢、并独立拉起完全属于本党麾下的成规制作战大军,依然显得捉襟见肘、严重匮乏。只需牢记一个惊人的历史数据:根据弗拉图沙于1944年3月呈递给南共中央政治局的绝密通报,在武装抵抗爆发整整六个月之后,意共在德占沦陷区全境所能号令的全部正式党员总数不过区区三万至四万人,且在人口分布比例上外省中小城镇远高于各大工业重镇(在都灵与米兰两大无产阶级心脏都市,各自的党员总数仅仅徘徊在三千人左右),而共产党人还必须在各大军工企业厂矿车间中承担起极其沉重的组织发动工潮罢工的重任。这项工运任务更是耗尽了他们的精力,盖因他们在介入工运的时间线上早已严重滞后,且对广大工人群体的真实生存境遇和真实思想脉搏缺乏起码的透彻洞察161

Qualunque peso si voglia dare a queste dichiarazioni, è interessante osservare che esse hanno quasi tutte un carattere, diciamo cosí, negativo, eccetto quelle di chi dice d'aver già professato, prima dell'8 settembre, una fede avversa al fascismo, d'avere appartenuto ossia ad una minoranza quanto mai ristretta. Quegli operai, quei contadini, o quegli studenti dichiarano d'aver prese le armi, perché sollecitati da circostanze esterne, per spirito di difesa o di necessità economica o di vendetta, di non essere, insomma, stati i primi a decidere liberamente per proprio conto, ma d'esservi stati spinti dagli stessi avvenimenti.

I comunisti, gli unici che erano riusciti a tenere in piedi negli anni della guerra un minimo di organizzazione (alla vigilia del 25 luglio essa contava, a seconda delle fonti, da un minimo di quattro a un massimo di seimila elementi, spesso però in gruppi e gruppetti non collegati) e che piú di tutti avevano beneficiato del ritorno in libertà dei confinati e detenuti politici, avevano rispetto agli azionisti e ai socialisti un maggior numero di «quadri», anche se non mancava chi, come Anton Vratusa (un fiduciario del Partito comunista jugoslavo «in missione» in Italia nel 1944 per tenere sotto controllo la situazione nel nord per conto del suo partito e dei sovietici che avevano delegato a Tito questo compito158), li considerava in maggioranza dei «sorpassati», che si perdevano in discussioni teoriche e diffidavano dei giovani che costituivano il nucleo piú consistente (il novantacinque per cento) dei nuovi elementi affluiti dopo il 25 luglio159, e dunque piú di danno che di utilità per l'attività del partito. Nonostante questa condizione di partenza piú favorevole e sebbene fossero in forte espansione (a fine ottobre del 1944 gli iscritti sarebbero stati al nord circa settantamila160) le forze dei comunisti erano anch'esse insufficienti a dar vita ad un'efficiente organizzazione clandestina e, insieme, a formazioni combattenti proprie. Basti pensare che, secondo un rapporto di Vratusa del marzo 1944 alla direzione del suo partito, a sei mesi dall'inizio della resistenza il Pci poteva annoverare nell'Italia occupata solo trenta-quarantamila membri, proporzionalmente molto piú numerosi in provincia che nelle grandi città industriali (sia a Torino che a Milano sarebbero stati circa tremila), dove i comunisti dovevano provvedere anche all'attività nelle fabbriche. Un'attività che, oltre tutto, molto li impegnava, essendo arrivati ad essa in ritardo e avendo una scarsa conoscenza della reale condizione e dell'effettivo stato d'animo degli operai161.

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尽管深陷上述重重客观桎梏,但相较于其他反法西斯各政党而言,共产党人在表面上展现出的战略态势依然显得遥遥领先、优渥得多。且不说在罗马以北地区几乎完全不复存在的民主劳动党,即便是天主教民主党(尽管其往往能够深孚天主教进行会的强大网络支撑)与自由党,两党距离亲自脱下长衫跳入武装割据斗争的血火泥淖尚有十万八千里之遥;而就社会党人而言,他们固然能够标榜其悠久的群众历史传统以及庞大的潜在工农同情者基本盘,然而其自身的组织动员架构甚至处于不及胚胎状态的极度瘫痪混乱之中,不仅从未真正抚平过去三十年间党内惨烈派系大分裂所遗留的致命政治内伤,而且在流亡海外与地下秘密斗争时期因长期与共产党人保持耳鬓厮磨的亲密共生关系(在若干情形下甚至直接脱胎于意共党籍背景),使得他们往往不仅未能警惕、反而(与转投行动党的原意共叛将如莱奥·瓦利亚尼和阿尔蒂耶罗·斯皮内利形成鲜明对照)对共产党最崇尚“实用马基雅维利主义”(spregiudicati)的行事作派产生了一种近乎本能的盲目迷恋与政治效仿倾向。相较于上述各党,行动党的处境无疑要强劲健硕得多。然而行动党在党员绝对数量上远逊于意共,在全国地理版图的渗透分布上亦远不如意共那般均匀绵密;更为致命的是,尽管行动党人同样怀抱极高的救国道德动机与毫不逊色的抛头颅洒热血牺牲精神,但在权谋手段上他们却远不如共产党人那般冷酷无情、肆无忌惮,在组织纪律上绝不愿像提线木偶般盲目服从自上而下强行灌输的任何霸道指令,且深受催生该党的形形色色纷繁复杂的政治、文化乃至地方思想传统的深层制约162。由此人们似乎完全可以轻率得出结论:对于意共而言,在9月8日大剧拉开帷幕的翌日,投身武装抵抗运动的历史前景大体上远比其他任何政党都要光明宽广得多。然而,历史的表象往往同深层真实大相径庭。盖因假使人们一方面深入考察彼时彼刻的险恶实际环境——首当其冲的是由于对美英盟军的真实军事打击能力与终极战略意图缺乏明确准绳,由此在各派心头引发了极度的战略迷茫、狂躁幻念与深重恐慌,以及这一切似乎随时可能引爆的纷繁不可预测的历史结局走向——;而另一方面,假使人们时刻谨记:共产党人的压倒性首要战略目标,乃是最大限度地将这场新生的抵抗运动全盘纳入自身的政治引力轨道、确立起绝对的意识形态领导权,并全力扼杀其裂变为由“加里波第共产党军”、“正义自由行动党军”、“王党自主军”等各大互不统属的“各派游击私军”所分庭抗礼的割据险局(而9月8日后自发破土而出的微观态势恰恰展现出滑向这一军阀割据深渊的强烈本能倾向163),从而全面攫取整场斗争的最高政治与军事大权,并最终将其打造成日后夺取国家政权的致命武装利器——假使将这两方面统筹审视,那么意共彼时所置身的历史处境立刻便褪去了乐观的光环:它被一种必须争分夺秒抢跑抢时间的极度焦虑所死死锁死,唯恐无法以最快速度为实现其终极战略目标奠定不可动摇的坚实基石;同时又深恐意大利本土战事的过早闪电终结(直到11月,坊间关于盟军即将在北亚得里亚海沿岸、特别是利古里亚海岸实施两栖大登陆,以此彻底包抄围歼滞留中南部的德军主力、并将北方的占领军直接驱逐退缩至阿尔卑斯山脉乃至国境线之外的传闻依然甚嚣尘上)将在游击抵抗运动尚未成熟结出其政治硕果之前便骤然大局底定。

Nonostante queste difficoltà, i comunisti si trovavano però in una situazione apparentemente molto migliore degli altri partiti antifascisti. Non diciamo dei demolaburisti, che a nord di Roma praticamente non esistevano, ma anche dei democristiani (che pure potevano spesso giovarsi del supporto dell'Azione cattolica) e dei liberali, entrambi ancora lontani dal poter scendere sul terreno della lotta in prima persona, e degli stessi socialisti, che, se potevano vantare un'antica tradizione e un buon numero di potenziali militanti e simpatizzanti, versavano però in una situazione organizzativa men che embrionale, non avevano ancora effettivamente sanato le conseguenze negative delle divisioni che avevano caratterizzato gli ultimi trent'anni della loro storia e dal rapporto con i comunisti nell'emigrazione e nella clandestinità (e in alcuni casi dalla militanza nel Pci) avevano non di rado acquisito (al contrario di alcuni ex comunisti passati al Pd'a, come Leo Valiani e Altiero Spinelli) una sorta di propensione per gli aspetti piú «spregiudicati» della prassi comunista. Rispetto a quella di questi partiti, la situazione degli azionisti era certo molto migliore. Essi erano però numericamente meno forti e geograficamente presenti in modo meno omogeneo dei comunisti e, pur essendo anch'essi fortemente motivati e dotati di altrettanto spirito di sacrificio, erano meno spregiudicati e cinici, meno disposti ad uniformarsi a qualsiasi ordine venisse loro impartito dall'alto e piú condizionati dalla molteplicità di esperienze politiche, culturali e talvolta ambientali dalle quali era nato il loro partito162. Sicché si potrebbe concludere che per il Pci all'indomani dell'8 settembre l'impegno nella resistenza si presentasse tutto sommato in una prospettiva molto migliore di quella degli altri partiti. Non sempre l'apparenza ha però riscontro nella realtà. Se infatti, da un lato, ci si rifà alla situazione di quelle settimane, in primis alla mancanza di idee precise sulle effettive possibilità militari e intenzioni degli Alleati, alle incertezze, alle speranze, ai timori da ciò provocati e alla molteplicità di sbocchi della situazione che tutto questo sembrava poter determinare, e, da un altro lato, si tiene presente che l'obiettivo prioritario dei comunisti era quello di attrarre nella propria orbita o di egemonizzare il piú possibile il nascente movimento di resistenza impedendo che si suddividesse in vari «eserciti partigiani», quello comunista, quello azionista, quello autonomo, ecc., come la situazione determinatasi subito dopo l'8 settembre mostrava essere la sua tendenza di fondo163, di assumerne la guida politica e militare e di farne lo strumento per arrivare successivamente al potere, in realtà la situazione nella quale si trovavano i comunisti appare in una luce meno positiva: condizionata dalla necessità di bruciare i tempi, cosí da porre il piú saldamente possibile le premesse indispensabili per conseguire il loro obiettivo di fondo, ma anche di evitare che una conclusione delle operazioni in Italia (di imminenti sbarchi alleati nell'alto Adriatico e soprattutto in Liguria per tagliare fuori le forze tedesche attestate nel centro-sud e respingere sotto o addirittura sulle Alpi quelle che erano al nord si continuò a parlare sino a novembre) giungesse prima che la resistenza potesse dare i suoi frutti.

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正是在这一战略视野下,人们方能彻底洞悉:为何共产党人凭借其冷酷的现实主义与政治马基雅维利手腕,尽管对自己面临的重重客观困境心知肚明,却仰赖麾下党员特有的政治狂热、献身狂澜与铁血纪律,自9月起便不惜一切代价、竭尽所能地将最早的一批游击队伍(以及城市中的行动爱国小组)强行推上真刀真枪的武装流血火线;他们甚至断然不顾这批队伍在彼时根本尚未建立起避免被德寇雷霆清剿扫荡彻底碾碎所必需的最低限度组织纪律、物资后勤与经济给养保障,亦毫不顾忌这种不合时宜、适得其反的鲁莽盲动极有可能彻底葬送新生的游击运动在全社会好不容易积攒起来的宝贵民心同情;为了达成这一抢跑目标,意共甚至走极端到了不惜抽调并强行将整整10%的核心骨干干部与15%的注册党员直接驱赶进深山老林,而这批精干力量原本是党在农村、城市和各大工矿厂区开辟建党伟业所极度渴求、不可或缺的心头肉164。在这方面,1943年11月“正义与自由”各部队皮埃蒙特特派专员乔治·阿戈斯蒂致深山中的丹特·利维奥·比安科的密信极具指标意义,他在信中疾呼165

“共产党人正蓄意将局势推向彻底激化,其昭然若揭的意图无非有二:要么逼迫我们亦步亦趋地按照他们的节奏全面卷入武装冒险,从而在意大利本土催生出一种克罗地亚-西班牙式的残酷游击血腥泥淖;要么在一旦我们拒绝在此轨道上盲从他们之际,彻底置我们于死地并将我们在政治上完全孤立边缘化。他们口口声声叫嚣‘游击战能够自行解决补给’、宣称压根不需要正规军饷资助;叫嚣‘游击战本身自会优胜劣汰遴选出领袖’、宣称根本不需要职业正规军官与技术军人。我们在第一个问题上绝不能盲从他们,因为这种所谓‘自力更生筹措军饷’的画皮实质上就是赤裸裸的抢劫掠夺,无异于自绝于原本对我们施以慷慨救助的广大农民群众;我们在第二个问题上更断断不可盲从他们,因为大量正是由于指挥官缺乏军事素养与无能盲动而招致覆灭惨祸的前车之鉴早已血泪斑斑。在皮埃蒙特,最近的惨痛教训便是皮内罗洛上方的普拉罗斯蒂诺(Prarostino)惨剧;在伦巴第,更有皮安德伊雷西内利(Pian dei Resinelli)的毁灭性覆灭,集结于那里的庞大游击武装几乎彻底瓦解散伙(请务必注意,这场浩劫使共产党人在伦巴第威信扫地)。面对德国正规军,我们目前根本谈不上具备硬碰硬的实力:我们的组织还是一株刚刚破土、娇嫩羸弱的幼苗,我们必须将其置于温室中小心呵护培育。请原谅我使用这句看似荒谬的悖论:但在我们当下的处境中,‘当一百天绵羊远胜过逞一天雄狮’:盖因我们假使在此时此刻便被敌人彻底碾碎踩死,其政治恶果将不堪设想。我们当务之急是必须向世人昭示我们的存在,使外界确信我们的威严实力:这需要一点虚张声势的‘政治恐吓’(bluff),其价值远胜过逞能击毙一千个德国鬼子却招致整整几个大区惨遭屠戮沦为焦土废墟。这一切绝不意味着无所作为,而仅仅意味着采取与我们自身实力相称、并服务于我们最高政治指针的精准行动。我们必须时刻谨记:在同一支德军正规军交火之际,我们既无法补充阵亡倒下的将士,亦无法补充消耗打光的子弹;我们甚至连烈士殉道的神圣光环都捞不到,盖因哀哉,泛滥成灾的电台广播政治宣传早已使烈士殉道的崇高价值彻底通胀贬值。我们手中究竟握有什么本钱?几支破枪与区区几号人;然而作为弥补,我们拥有一批聪明睿智且意志如铁的志士。因此:一切军事行动必须紧扣上述基本现实展开。在我们看来,行动方针当如下界定:1) 首要且核心之务,是彻底处决清洗所有被甄别锁定的密探汉奸;2) 定点清除法西斯共和党头目;3) 实施破坏行动。这些行动只要谋划周密,大功告成的胜算极高,且绝不会招致德军的大规模血腥报复(盖因德国人对法西斯走狗的死活压根嗤之以鼻),同时能为我们铸就极高的安全屏障(暗探奸细乃是彻底毁灭我们的万恶之源);尤为关键的是,这能在全社会确立起一种宛如神秘‘圣费姆法庭’(santa Weheme)般令人生畏的铁血神威,对于震慑那些麻木不仁的市侩冷漠之辈、或是那些因道德软弱与极度恐惧而充当敌伪走狗者,其威慑实效无与伦比。”

In questa ottica si capisce bene perché nel loro realismo e nella loro spregiudicatezza politica i comunisti, pur essendo consapevoli delle proprie difficoltà, ma potendo fare affidamento sull'attivismo, lo spirito di sacrificio e la disciplina che contraddistinguevano i loro militanti, sin da settembre fecero di tutto per portare le prime formazioni partigiane (e i Gap) sul terreno della lotta armata; ancor prima che esse si fossero potute dare quel minimo di organizzazione e di supporti logistici ed economici necessari per non esporsi al rischio di essere spazzate via dai tedeschi e di deludere con iniziative intempestive e controproducenti le simpatie che il nascente movimento partigiano andava raccogliendo attorno a sé; arrivando al punto, pur di ottenere ciò, di mandare in montagna il dieci per cento di quei quadri e il quindici per cento di quegli iscritti di cui pure avevano tanto bisogno per organizzare il partito nelle campagne, in città e nelle fabbriche164. Significativo è quanto a questo proposito nel novembre 1943 Giorgio Agosti, commissario per il Piemonte delle formazioni GL, scriveva a Livio Bianco in montagna165:

I comunisti mirano a precipitare le cose con l'evidente proposito: o di trascinare anche noi all'azione come la vogliono loro e di determinare quindi un'atmo- > sfera di guerriglia tipo croato-spagnolo oppure di metterci in crisi e di isolarci, nel caso che noi non li seguiamo su questo piano. Essi dicono che la guerriglia rifornisce se stessa e che non occorrono finanziamenti regolari; che la guerriglia seleziona e produce i capi e che non occorrono ufficiali di carriera e tecnici. Non possiamo seguirli sul primo punto perché tale forma di finanziamento si chiama saccheggio e equivale ad alienarci le popolazioni contadine, le quali invece ci aiutano largamente; tanto meno sul secondo per l'infelice esperienza di troppi colpi di testa falliti appunto per incapacità e mancanza di capi. In Piemonte, ultimo e grave quello di Prarostino sopra Pinerolo; in Lombardia, gravissimo quello del Pian dei Resinelli dove le bande, lassú numerose, si sono praticamente dissolte (notate che questo disastro è costato molto prestigio ai comunisti in Lombardia). Non siamo ancora abbastanza forti per misurarci coi tedeschi: la nostra organizzazione è una pianta appena nata e assai gracile, dobbiamo tenerla un poco in una atmosfera di serra. Scusa il paradosso; ma nel caso nostro è meglio vivere cent'anni da pecora che un giorno da leone: cioè, se ci facciamo schiacciare adesso, le conseguenze politiche sarebbero incalcolabili. Noi abbiamo bisogno che si sappia della nostra esistenza, che si creda alla nostra potenza: è un po' di bluff che ci vale piú di 1000 tedeschi accoppati e di qualche regione devastata. Tutto questo non significa inazione, significa solo azione commisurata ai nostri mezzi e indirizzata al nostro scopo politico. Dobbiamo tener presente che in un combattimento contro i tedeschi noi non possiamo sostituire né gli uomini caduti, né i proiettili sparati; non otterremmo neppure l'aureola del martirio, ché ahimè la troppa propaganda radiofonica ha svalutato anche il martirio. Cosa abbiamo noi? Poche armi e pochi uomini; ma in compenso uomini intelligenti e decisi. Dunque: l'azione deve tener conto di questi dati. Noi la vediamo cosí: 1) prima ed essenziale l'uccisione di quante spie vengono individuate; 2) l'uccisione dei gerarchi PFR; 3) atti di sabotaggio. Queste azioni, studiate bene, presentano molte probabilità di riuscire, non attirano rappresaglie (ché i tedeschi se ne fregano delle uccisioni dei fascisti), ci creano maggior sicurezza (le spie sono la nostra rovina) e soprattutto ci fanno una fama di misteriosa santa Weheme utilissima presso gli apatici o i collaborazionisti per fiacchezza morale o per terrore.

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自9月8日之后的最初数周起,共产党人行动的基石与核心枢纽,便在于向一切军事与民事层面的“观望主义”(attendismo)开战;他们以最坚决的意志、最激烈的暴力,在各个层面上不择手段地推进这场清洗斗争,甚至城市恐怖主义暗杀亦在所不惜166

Sin dalle prime settimane dopo l'8 settembre la chiave di volta dell'azione dei comunisti fu costituita dalla lotta contro l'«attendismo» militare e civile da essi condotta con estrema decisione e violenza a tutti i livelli e con tutti i mezzi, non escluso il terrorismo urbano166.

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按照莱奥·瓦利亚尼(Leo Valiani)的说法,“战斗反法西斯派”尽管清醒意识到恐怖暗杀手段“极有可能招致中产平民阶层的民心丧失——盖因面对纳粹和墨索里尼追随者势必采取的屠杀人质等残酷报复手段,普通平民深感惊骇惶恐”;然而他们依然决意冒此奇险,认定这乃是“为了意大利的最高利益而必须履行的庄严天职”167。然而乔治·博卡(Giorgio Bocca)的剖析则更为深刻透彻168:诉诸恐怖暗杀在本质上完全是共产党人的一项自觉决断,且起初遭到了其他政党的百般抵制。这一决断被包装为一种“革命道德律令”(旨在打破“城市资产阶级避风港”相较于高山村落与工矿街区所享有的特权庇护状态),表面上宣称是为了先发制人挫败德寇的恐怖统治,但在客观实际上,却是处心积虑地为了蓄意引爆并急剧恶化德意法西斯的雷霆报复:

“这乃是一种处心积虑的‘自残战术’:它主动招揽创伤、惩戒与血腥报复,以此将一切摇摆不定的观望分子硬生生拖下水,强行掘开仇恨的万丈深渊。这是一套冷酷无情的流血教导法,一堂暴烈凶残的人生洗礼课。共产党人理直气壮地认定这是不可或缺的现实必需,并且在彼时彼刻,唯有他们具备雷厉风行、即刻施教的钢铁魄力。”

从纯粹军事角度衡量,城市恐怖暗杀毫无实战战术价值可言。然而在共产党的总体大战略中,它却发挥着双重核心功能:其一,通过诱发法西斯与德军的血腥狂暴报复,从而在民间激起对敌伪的滔天义愤与刻骨仇恨,以此彻底粉碎任何旨在寻求妥协缓和的“地方媾和”企图——此类企图尤其在9月8日之后在两类人群中深孚众望:一类是深恐不择手段的同胞自相残杀将彻底撕裂民族未来生机与社会肌理的有识之士,另一类则是纯粹不愿卷入自身毫无共鸣的血火厮杀、满脑子只想以最小代价苟全性命的平民百姓;其二,在作为暗杀绝对主力且主要针对极具象征意义之社会名流(暗杀秦梯利堪称其中登峰造极之作)从而成倍放大政治回响的共产党行动爱国小组(GAP)周围,人为营造出一圈无坚不摧、无所不在、令人生畏的神圣光环,使任何人皆感到插翅难逃;这不仅起到了极强的恐怖威慑功效,更在社会大众眼中,将共产党人的狂热主动、雷厉风行与视死如归,同投身抵抗的其他各党派的软弱“消极被动”形成了极度鲜明的两极对照。

Secondo Leo Valiani l'«antifascismo militante», pur rendendosi conto che il terrorismo «avrebbe anche potuto generare il rischio di un'alienazione delle simpatie della gente media, spaurita dalle esecuzioni di massa di ostaggi cui i nazisti e i mussoliniani sarebbero ricorsi, come rappresaglia», aveva deciso di correre questo rischio, ritenendo si trattasse «di un dovere da compiere verso gli interessi superiori dell'Italia»167. Bocca è andato però oltre168. Il ricorso al terrorismo fu per lui una scelta comunista, contrastata per di piú sulle prime dagli altri partiti. Una scelta presentata come un atto di «moralità rivoluzionaria» (evitare alle «enclaves della borghesia cittadina» una condizione di privilegio rispetto ai villaggi di montagna e ai quartieri operai) e volto a prevenire il terrorismo dei tedeschi, ma, in realtà, teso consapevolmente a provocarlo e ad inasprirlo.

Esso è autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie, per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell'odio. È una pedagogia impietosa, una lezione feroce. I comunisti la ritengono giustamente necessaria e sono gli unici in grado di impartirla, subito.

Sotto il profilo militare il terrorismo era privo di utilità. Nella strategia comunista aveva però una duplice funzione: 1) provocando la reazione dei fascisti e dei tedeschi e, quindi, l'indignazione e l'odio popolare verso di essi, scoraggiava i tentativi di pacificazione che, specie subito dopo l'8 settembre, trovavano sostegno tra coloro che paventavano le conseguenze che una lotta fratricida senza esclusione di colpi avrebbe avuto sul futuro del tessuto nazionale e tra chi, molto piú semplicemente, non voleva essere coinvolto in una lotta che non sentiva o si preoccupava solo di passare attraverso di essa con il minor danno possibile; 2) creava attorno ai Gappisti comunisti che ne erano i maggiori protagonisti e l'applicavano soprattutto contro obiettivi molto noti e simbolici (tipico il caso dell'assassinio di Gentile) che ne moltiplicavano gli echi un alone di forza e di onnipresenza alla quale nessuno poteva sottrarsi che, oltre a funzionare da deterrente, esaltava agli occhi della gente l'attivismo, l'efficienza e lo sprezzo del pericolo dei comunisti rispetto alla «passività» degli altri partiti impegnati nella resistenza.

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多年之后,在抵抗运动期间曾长期执掌共产党武装大军(加里波第旅)政治委员重任的彼得罗·塞基亚(Pietro Secchia)曾慨叹道169

“观望主义拥有何等顽固雄厚且普遍蔓延的社会基础;人们完全可以说,在观望自保、积极或消极通敌卖国、以及投身反抗斗争之间,那条严酷的历史分界线横亘穿透了每一个城市、每一座工厂、每一个机关办公室、每一个乡村村落,甚至在不少情形下,直接横亘撕裂在同一个家庭的骨肉至亲之间。”

作为对一种极其普遍、且深层决定了极其广大的社会阶层在面对德国占领军、萨洛共和国与抵抗运动时所采取之思想与道德心态的精准写照,塞基亚的断言委实无懈可击。然而行文至此,此处需要深入推敲的核心问题并不在此,而在于探寻共产党人通过大张旗鼓地向观望主义宣战究竟意欲达成何种深层战略意图。盖因假使一方面无可争议的是,意共意图通过打击民事层面的观望主义,在萨洛共和国周围制造彻底的政治孤立真空,搞臭其基层行政建制,并彻底粉碎任何投降变节倾向以及敌对阵营在地方上私相媾和的停火企图;那么在另一方面,假使断言意共通过清算所谓的“军事观望主义”,仅仅是为了打压那些企图自立门户、不愿同严格意义上的政党编制同流合污的旧正规军人集团,抑或是为了整治那些虽已同民解委建立挂钩并编入非单一军人支队、却坚决主张必须首先厘清游击运动的任务边界、行动限度、组织编制及其后勤财政保障的军官阶层(乃至在个别极端情形下,这批军官将游击武装构想为某种不受政党政治摆布支配、主要潜心于隐蔽破坏行动、唯独留待在同德军决战的最后阶段方能公开配合盟军投入正面战场的“敌后影子本土军”),这种解释便显得极其流于表面、缺乏说服力了。

姑且不论在经历最初数周的惨痛波折之后,此类正规军人倾向在支持者数量上早已大为萎缩(以至于由其激起的摩擦冲突极少真正演变为公开决裂170),且在依然维系活力的地区,其诉求往往表述得远为温和克制且绝非毫无专业价值(正因如此,军人派与政治派在彼时暴露的一系列政见分歧在随后的数月里持续成为广泛论争的主题,且当其最终至少在形式上达成某种调和妥协之际,妥协的基础更多是建立在正规军人的技术专业准则之上而非政客的高谈阔论之上,以至于不少政治性游击编制纷纷将最高军事指挥重任托付给非政治化的正规军官);整场针对军事观望主义的大批判所具备的工具性实用主义本质,恰恰从共产党人自身用于论证该清洗运动的整套说辞中暴露无遗。在这方面,塞基亚于11月发表在《我们的斗争》上的重磅专论《我们为何必须立即行动》堪称醍醐灌顶之作171。在文中,“立即采取行动且最大限度铺开行动”的迫切性被置于整整一系列宏大论据之上:诸如“游击队员的战斗”必须“升华为全体意大利人民的战斗”,盖因唯有如此方能“缩短战争进程并尽快将意大利人民从德寇与法西斯的法西斯暴虐压迫下解救出来”;抗击法西斯的流血牺牲固然将付出“惨痛代价、无数受害者与鲜血”,然而通过缩短德寇占领期,将能拯救“数以万计的人类生命并避免我们所有的城市与村庄惨遭彻底毁灭焦土”;假使游击运动不立刻投入真刀真枪的血火实战,德寇与法西斯的恐怖暴政便将肆无忌惮地全面铺开;一味坐等游击组织建制彻底巩固成熟,最终必将导致整个队伍的涣散瓦解与彻底散伙。

Molti anni dopo Pietro Secchia, che durante la resistenza era stato il commissario politico delle formazioni comuniste (le brigate Garibaldi), avrebbe affermato169:

l'attendismo era forte e largamente diffuso; si può dire che la linea di demarcazione tra l'attesismo, la collaborazione attiva o passiva col nemico e la resistenza passava attraverso ad ogni città, ad ogni fabbrica, ad ogni ufficio e villaggio e persino, in non pochi casi, all'interno di una stessa famiglia.

Come fotografia di una condizione psicologica e morale assai diffusa e che caratterizzò l'atteggiamento di larghissimi settori della popolazione rispetto all'occupazione tedesca, alla Rsi e alla resistenza, l'affermazione di Secchia è ineccepibile. A questo punto della nostra trattazione la questione da chiarire non è però questa, ma quella degli obiettivi che i comunisti volevano conseguire con la loro lotta contro l'attendismo. Se per un verso è infatti fuori dubbio che con essa il Pci si proponeva di combattere l'attendismo civile facendo il vuoto attorno alla Rsi, screditandone le istituzioni periferiche e scoraggiando sia le tendenze collaborazioniste sia i tentativi volti a trovare localmente forme di pacificazione tra gli opposti schieramenti, per un altro verso è meno credibile che, mettendo sotto accusa l'attendismo militare, esso mirasse solo a combattere le tendenze di quei gruppi di militari che erano orientati a far parte a sé e a non confondersi con le formazioni piú propriamente politiche e di quegli ufficiali che invece si erano collegati con i Cln ed erano entrati in formazioni composte non da soli militari, ma ritenevano indispensabile definire innanzi tutto i compiti, i limiti d'azione, l'organizzazione del movimento partigiano e i suoi supporti logistici ed economici e, in alcuni casi limite, lo pensavano come una sorta di «esercito territoriale ombra», libero da condizionamenti politici e impegnato essenzialmente in azioni di sabotaggio, che avrebbe dovuto venire allo scoperto solo allorquando avrebbe potuto unirsi in campo aperto agli Alleati nell'ultima e decisiva fase delle operazioni contro i tedeschi.

A parte che dopo le esperienze delle prime settimane queste tendenze trovavano ormai meno sostenitori (sicché di rado i contrasti da esse suscitati sarebbero sfociati in vere e proprie rotture170) e, laddove restavano vive, erano quasi sempre prospettate in termini assai meno drastici e tutt'altro che privi di valore (tant'è che alcune diversità di opinioni tra militari e politici allora manifestatesi continuarono a costituire materia di discussioni per molti mesi e se alla fine trovarono, almeno formalmente, una sorta di conciliazione fu piú sul terreno tecnico dei militari che su quello dei politici, al punto che non poche formazioni politiche affidarono posti di responsabilità a militari apolitici), la instrumentalità di gran parte della lotta contro l'attendismo militare è dimostrata dagli stessi argomenti usati dai comunisti per motivarla. Illuminante è in questo senso171 un articolo di Secchia (Perché dobbiamo agire) apparso in novembre su «La nostra lotta». In esso la necessità di «agire subito e il piú ampiamente possibile» era sostenuta con tutta una serie di argomenti quali quelli che «l'azione dei partigiani» doveva «diventare l'azione di tutto il popolo italiano» perché solo cosí si sarebbe potuto «abbreviare la durata della guerra e liberare al piú presto il popolo italiano dall'oppressione tedesca e fascista»; che la lotta contro i fascisti sarebbe costata «sacrifici, vittime e sangue», ma abbreviando l'occupazione tedesca, avrebbe risparmiato «decine di migliaia di vite umane e la distruzione di tutte le nostre città e villaggi»; che se il movimento partigiano non fosse subito passato all'azione, il terrore e la reazione tedesca e fascista si sarebbero potuti dispiegare indisturbati; che attendere che l'organizzazione partigiana si consolidasse e sviluppasse avrebbe portato alla sua disgregazione e al suo scioglimento.

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“断言必须先组织建制而后方能付诸行动、宣称过早行动必将招致灭顶之灾的说辞,”塞基亚就此严厉驳斥道,“纯属彻头彻尾的谬论……相反,唯有实战行动方能摔打训练这批军事编制,方能在血火搏杀中淬炼其钢铁意志,唯有战斗经验方能使其日益壮大巩固。正是从残酷的战斗与实战经验中,必将破土涌现出抗击德寇与法西斯的最优秀的战斗骨干精英。”

在社会党与行动党人大体类似的政治表态中,亦可觅得上述某些论调的影子。尤其是以下这一根本理念,构成了整个反法西斯阵营普遍共享的精神公约数:> 唯有当意大利人民以自身流血牺牲积极投身于将德寇逐出国土、彻底埋葬法西斯主义与纳粹主义的伟大斗争之际,它方能真正为自身赢回民族独立与自由尊严。我们绝不能、亦断断不可被动坐等美英盟军将自由作为施舍恩赐给我们。

Non è vero – scriveva a questo proposito Secchia – che prima bisogna organizzarci e poi agire, che se agiamo prima saremo stroncati... Invece l'azione addestrerà queste organizzazioni militari, le temprerà nella lotta, l'esperienza le rafforzerà e svilupperà. È dalla lotta e dall'esperienza che sorgeranno i migliori quadri di combattenti contro i tedeschi, contro i fascisti.

Alcune di queste motivazioni si riscontrano anche nelle prese di posizione piú o meno simili socialiste e azioniste. Comune a tutto l'antifascismo era in particolare quella che > solo nella misura in cui il popolo italiano concorrerà attivamente alla cacciata dei tedeschi dall'Italia, alla sconfitta del fascismo e del nazismo, [esso] potrà veramente conquistarsi l'indipendenza e la libertà. Noi non possiamo e non dobbiamo attenderci passivamente la libertà dagli anglo-americani.

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然而共产党人却走得深远得多。紧随上述宣言之后,塞基亚立刻抛出了另一段石破天惊的断言;只要稍加体察该文面世的历史政治节点,体察特定政治隐语与专有名词在共产党话语体系中所承载的真实含义172,便能昭然若揭地洞见意共在内心深处对上述口号所作出的独特政治解读,以及其放眼未来所誓愿达成的终极野心:

“意大利人民唯有在为争得独立与自由而殊死搏杀的前提下,唯有在铁证如山地展现出自身具备足以强行推戴自身政府的强大实力地位的前提下,方能真正拥有属于自己的政府——拥有一个它梦寐以求长久渴望的政府,一个真正为其阶级利益服务的政府,一个同形形色色帝国主义反动反动集团毫无瓜葛的革命政府。”

正是为了服务于这一至高战略蓝图,“扣上观望主义大帽子”在共产党的策略棋局中占据了居高临下的绝对枢纽地位。通过向“观望主义军人”大举发难,他们固然旨在孤立并整肃某些企图以“所谓纯军事技术论据”抗拒游击队伍“政治化”(实质上是党派化,盖因所有人——哪怕包括那些以恪守对国王宣誓之效忠誓词173为最高行为准则的军官,尽管这批人绝非多数——皆在灵魂深处将投身抵抗视作一项崇高的政治与道德抉择)的军事编制与带兵军官——这批军官深恐政治党派化将彻底破坏作战协调并摧毁指挥权的集中统一174,亦深恐轻率冒进将牺牲部队建制与实战效能,既无法对人员实施起码的甄别选拔,又将给当地平民带来不可承受的惨烈报复风险从而彻底丧失民心救助;然而,尽管上述职业忧虑何等真切,但在共产党人眼中却必须无条件退居次席,决不可阻碍其以最快速度、最彻底手段去兑现其服务于全局政治野心的一系列核心刚性目标。

Ma i comunisti andavano oltre. E Secchia infatti a questa affermazione ne faceva seguire immediatamente un'altra che, se appena si tiene conto del momento politico in cui l'articolo vedeva la luce e del significato che certi riferimenti e certi termini avevano nel linguaggio dei comunisti172, mostra chiaramente quali fossero la lettura politica che per parte sua il Pci faceva della precedente e l'obiettivo al quale in prospettiva tendeva:

Il popolo italiano potrà avere un suo governo, il governo al quale da tanto tempo aspira, un governo che faccia veramente i suoi interessi, un governo non legato alle cricche imperialiste reazionarie, solo se avrà lottato per la conquista della indipendenza e della libertà, solo se avrà dimostrato di avere la forza per imporre un suo governo.

In vista di questo obiettivo, l'accusa di attendismo assumeva nella strategia dei comunisti un posto, una funzione centrali. Mettendo sotto accusa i militari «attendisti» essi si proponevano certamente di fare il vuoto attorno ad alcune formazioni militari e ad alcuni ufficiali che con i loro «sedicenti argomenti tecnici» cercavano di opporsi alla «politicizzazione» (in realtà alla partiticizzazione, ché tutti, anche quelli – e non erano certo i piú – per i quali la fedeltà al giuramento prestato al re173 costituiva la norma di comportamento alla quale attenersi, sentivano la resistenza, oltre che come un dovere, come una scelta politica e morale) delle formazioni partigiane, temendo che essa avrebbe reso difficile, se non impossibile, il loro coordinamento operativo e un'effettiva unità di comando174, e a un loro impiego troppo affrettato, che, a sua volta, sarebbe andato a scapito della loro organizzazione ed efficienza, non avrebbe permesso un minimo di selezione degli uomini e avrebbe fatto gravare sulle popolazioni oneri e rischi tali da poter correre il pericolo di perderne la simpatia e l'aiuto. Per sentite che fossero, queste preoccupazioni passavano però in seconda linea rispetto alla volontà di realizzare al piú presto e il piú completamente possibile una serie di precisi obiettivi essenziali per la loro strategia politica.

189–190

在政治语言的泥淖中,依具体历史语境与使用者的不同,词汇往往被赋予或宽或窄乃至南辕北辙的涵义,以至于在某些情形下沦为一把无孔不入、能强行撬开任何门扉的“万能钥匙”,在另一些情形下沦为任由实用算计随意装填私货的“政治杂物箱”,甚至一跃升格为凝聚某种神话之正向或(更为普遍的)反向图腾(即必须除之而后快的敌对阵营与“万恶之源”)、并以此构筑一整套政治路线的理论杠杆。在抵抗运动期间共产党人对“观望主义”一词的操弄,堪称此道之登峰造极者。这是一种适用于其政治运作一切层级、满足其一切战术需求的“变动几何学”(geometria variabile)式利器;它不仅被用于诛伐假借抵抗之名的投机分子与清醒自保的市侩之流,而且被无情扣在积极投身抵抗运动的其他派别头上,甚至倾泻到了那些不愿公开为其火中取栗的普通平民身上。在这方面,1945年初利古里亚某游击队头目当面向西里蒙席(Giuseppe Siri)抛出的荒诞说辞极具代表性——西里在成功斡旋获得德军与法西斯当局特别通行许可、得以购买并向热那亚平民运送救济粮秣之后,迫切需要获得游击队的放行(而这批游击队员心知肚明这位未来的红衣主教此前曾屡次冒险解救过被捕的游击战友),然而游击头目竟蛮横宣称:“归根结底,全体平民老百姓原本就应当效仿游击队员的榜样,统统逃进深山打游击!”175

Nel linguaggio politico, a seconda delle circostanze e di chi le usa, le parole assumono spesso significati piú o meno ampi e financo diversi, sino a diventare in certi casi dei passe-partout atti ad aprire qualsiasi porta, in altri dei contenitori di ciò che di volta in volta appare utile metterci, e persino ad assurgere alla funzione di sintetizzare il momento positivo o, piú spesso, negativo (il nemico, il «male» da combattere) di un mito su cui costruire una politica. Uno di questi casi è quello di attendismo e dell'uso che di questa parola fu fatto dai comunisti nella resistenza. Un uso a «geometria variabile», adatto a tutti i livelli e a tutte le esigenze della loro politica e che veniva usato non solo contro i falsi resistenti, gli opportunisti consapevoli, ma anche contro le forze attive nella resistenza e persino contro i civili che non prendevano posizione per essi. Rivelatore è a quest'ultimo proposito uno degli argomenti – «in fin dei conti la popolazione avrebbe dovuto seguire l'esempio dei partigiani e rifugiarsi sui monti» – addotti ai primi del 1945 da un capo partigiano ligure a mons. Siri che, dopo aver ottenuto dai fascisti e dai tedeschi l'autorizzazione ad acquistare e trasportare a Genova rifornimenti alimentari per la popolazione civile, aveva bisogno che i partigiani (che pure sapevano quanto il futuro cardinale aveva fatto in varie occasioni per salvare alcuni di loro) ne consentissero il passaggio per la val Scrivia e le altre da loro controllate175.

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假使在最高战略层面上,向观望主义宣战乃是共产党人为其“民族团结”路线披上合法神圣外衣、并将其暗中引向自身终极目标的手段;那么在其余各战术层面上,它则赋予了意共攫取一系列若非诉诸此道便绝无可能达成(或至少进程将缓慢得多、成效远逊得多)之现实斩获的绝佳抓手。

借助打击观望主义所大获全胜的第一个核心斩获,便是成功孤立并彻底瓦解了各大正规军人编制(即共产党人以极其轻蔑口吻斥之的所谓“巴多格里奥分子”);这批队伍在9月8日之后的最初数月里构成了新生游击运动中最庞大雄厚的中坚主力(据博卡考证176,截至11月,在战场上的三千八百名游击队员中,整整半数系由自主独立部队构成,且绝大部分完全由正规军官兵编组而成),且凭借其雄厚的兵力(在1944年下半年,自主独立旅、“绿衫军”等在伦巴第与威尼托的大部以及皮埃蒙特的局部皆攫取了举足轻重的分量,在若干战略要冲甚至构成了当地抵抗力量的核心骨架)及其超越党派政治的非政治化军人本色,极有可能演变为一面极具凝聚力的坚固旗帜,从而赋予整场游击运动一种并非如共产党人所图谋的宽泛“人民-爱国”底色、而是一种以国家正统为主导的“民族-爱国”基调。然而这种民族爱国底色,不仅是共产党人所深恶痛绝的,而且在不同程度上亦为所有反法西斯政党(尤其是各左翼政党)所坚决排斥;各左翼政党针锋相对地主张必须建立“一支从各政党共同奋斗中孕育诞生的人民大军”177,并由各政党通过大区、省民解委以及北意大利民解委牢牢实施集中统一绝对领导。这一共同诉求,恰恰解释了为何共产党人能够如此轻而易举地得手:这既是因为其他各党派对正规军人编制在未来抵抗运动中所可能代表的政治前景在内心深处同样抱有一种政治意识形态敌意,这种敌意在本质上同共产党人相差无几;亦是因为唯恐自身被倒打一耙扣上“政治观望主义”乃至“反共分子”的政治帽子,以至于没有任何一个政党胆敢在共产党围剿军人队伍时挺身而出予以切实阻击。除此以外还必须指出的是:许多正规军人编制正如我们此前所勾勒的那样,彼时正深陷严峻的整编阵痛与内部危机之中;因此,共产党人一方面巧妙利用天赐良机(尤其是部分军人队伍在德军最初清剿扫荡中遭受的严重军事挫败),另一方面利用其他政党半推半就提供的政治掩护,成功地以反观望主义大批判为理论杠杆,强行楔入了双重致命楔子——一方面打入军人编制同各级民解委及政治编制之间,另一方面打入军人部队内部激进好斗分子同执掌指挥权的传统军官之间;其最终取得的战果极其显著:在某些部队中成功渗入己方骨干并迅速改造其政治面貌(首要之务是抹平其最初的强烈反共色彩),在一定程度上对其施以政治化改造并将其全面拽入民解委的引力轨道之中178;在另一些队伍中则直接反客为主攫取实际最高掌控权;而在其余部队中则肆意挑动激化其内部潜伏的矛盾摩擦,直至诱发其彻底土崩瓦解,从而顺理成章地将其中最渴望战斗的激进人员(包括大批为共产党指挥作战所不可或缺的旧职业军官骨干)悉数收编吞并转入加里波第旅或受意共支配的武装体系之中。

Se a livello strategico la lotta all'attendismo era per i comunisti il modo per legittimare la loro politica di «unità nazionale» e indirizzarla verso quello che era per loro l'obiettivo finale, agli altri livelli essa dava loro la possibilità di conseguire una serie di risultati che altrimenti non avrebbero potuto conseguire o, comunque, sarebbero stati meno vistosi e di piú lento conseguimento.

Un primo obiettivo largamente conseguito facendo leva sulla lotta all'attendismo fu quello di isolare e mettere in crisi le formazioni militari (i «badogliani» come sprezzantemente i comunisti le definivano) che nei primi mesi dopo l'8 settembre costituivano il nucleo piú consistente del nascente movimento partigiano (secondo il Bocca176, in novembre la metà dei tremilaottocento partigiani in campo sarebbe stata composta di autonomi, in massima parte inquadrati nelle formazioni militari) e che, per la loro consistenza (nella seconda metà del 1944 gli autonomi, le Fiamme Verdi, ecc. avrebbero assunto in alcune zone della Lombardia e del Veneto soprattutto, ma anche del Piemonte un peso notevole e, in certi casi, costituito il nerbo delle forze in loco) e il loro carattere apolitico, potevano rappresentare un robusto punto di riferimento e di aggregazione e dare al movimento partigiano una impronta non già genericamente popolar-patriottica, come essi volevano, ma prevalentemente nazional-patriottica. Proprio quella impronta alla quale non solo i comunisti, ma, chi piú chi meno, tutti i partiti antifascisti e in primis quelli di sinistra non volevano e alla quale contrapponevano quella di «un esercito di popolo, nato dallo sforzo comune di tutti i partiti»177 e saldamente diretto da essi attraverso i Cln regionali e provinciali e il Clnai. Il che aiuta a spiegare la facilità con la quale i comunisti riuscirono nel loro intento: un po' perché animati da una ostilità politico-ideologica nei confronti di ciò che le formazioni militari avrebbero potuto significare nel futuro della resistenza al fondo non molto diversa da quella che muoveva i comunisti, un po' per non essere accusati a loro volta di attesismo politico o, addirittura, di anticomunismo, nessun partito contrastò veramente infatti i comunisti nella loro azione contro di esse. A ciò si deve aggiungere che molte formazioni militari, come già abbiamo accennato, stavano attraversando un difficile momento di assestamento e insieme di crisi; sicché, i comunisti, sfruttando, per un verso, la circostanza propizia e in particolare i gravi insuccessi ai quali alcune formazioni militari erano andate incontro in occasione dei primi rastrellamenti tedeschi e, per un altro verso, la copertura che, bon gré o mal gré, veniva offerta loro dagli altri partiti, riuscirono a far leva sulla polemica contro l'attendismo per inserire un duplice cuneo, tra le formazioni militari da un lato e i Cln e quelle politiche dall'altro, e, all'interno delle prime, tra gli elementi piú attivistici e gli ufficiali che le comandavano; con il risultato di infiltrare in alcune propri elementi che in breve riuscirono a modificarne il carattere (e in primo luogo a smussarne l'iniziale anticomunismo) e in qualche misura a politicizzarle e a portarle nella sfera d'influenza dei Cln178, in altre ad assumerne di fatto il controllo e in altre ancora ad accentuare le tensioni e i contrasti piú o meno latenti che le travagliavano, sino a provocarne la dissoluzione e il passaggio nelle proprie formazioni o in quelle da essi controllate degli elementi piú attivistici, tra i quali un certo numero di ufficiali, indispensabili per la loro direzione militare.

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另一项重大战果,则在于成功将大批可称作“狂热纯粹的激进冲动者”汇聚到了自身旗帜之下:这批青年毫无明确的政党政治信仰(对苏联本土所建成的现实共产主义体制更是两眼一抹黑、毫无概念),然而在灵魂深处却极其强烈地感受到必须首先在道德上向德寇与法西斯讨还血债的迫切呼唤;在这种激进冲动的强烈驱使下,相较于英美盟军,他们更热切地仰望苏维埃,将斯大林与红军视作摧毁纳粹法西斯暴政的真正救世主,誓愿投身于再造一个唯有从底层工农群众中孕育诞生、同国王与巴多格里奥所代表的旧体制毫无共同之处的“崭新意大利”;因此他们随时准备紧跟任何展现出同等狂热激进与果决行动力的阵营奔赴火线。

历史学界如今已达成毫无争议的共识:整个游击队运动在兵员规模上的真正量级质跃,归根结底是由大批为了逃避萨洛共和国强制兵役动员以及逃避被强行押往德国充当战时苦工役使的人员——尤其是广大适龄青年——蜂拥汇入其队伍所根本决定的179。然而同样无可争辩的客观事实是:这批新兵中的绝大多数人既无坚定的政治觉悟亦缺乏主动献身动机(这当然绝不意味其中一部分人最终未曾成长为优秀的游击战士),纯粹系在走投无路的极端生存绝境下被逼上梁山;假使尚存任何其他逃生退路,他们绝不会轻易迈出这一步。这一点从如下事实中便昭然若揭:当1944年4月中旬萨洛政权颁布针对在5月底前出首投降的游击队员、抗丁逃兵与溃兵的特赦令之际,趁机下山投诚者竟然突破了四万四千人之巨,其中充斥着当初纯粹为了逃避兵役而上山落草的青年。此外,关于这批人员在战场上的极其低劣薄弱的战斗意志,拉法埃洛·奥佩尔蒂将军便曾痛心疾首地记录道:

Un altro risultato fu quello di raccogliere attorno a sé molti di coloro che si potrebbero definire i «puri impazienti», coloro che non avevano nessun preciso credo politico (e nessuna nozione di cosa fosse il comunismo realizzato in Urss), ma sentivano fortemente l'esigenza, morale innanzi tutto, di combattere i tedeschi e i fascisti e, sotto il suo stimolo, piú che agli anglo-americani guardavano ai sovietici e vedevano in Stalin e nell'Armata rossa i veri artefici della distruzione del nazi-fascismo e volevano adoperarsi per realizzare una «nuova Italia», che poteva sorgere solo dal popolo e non doveva avere nulla in comune con quella impersonificata dal re e da Badoglio ed erano quindi pronti ad andare con chiunque mostrasse di condividere la loro impazienza e il loro attivismo.

È ormai cosa fuori discussione che l'effettivo decollo quantitativo di tutto il movimento partigiano sarebbe stato determinato dall'afflusso nelle sue fila di coloro – soprattutto giovani – che volevano sottrarsi al servizio militare nell'esercito della Rsi e all'invio in Germania per il servizio del lavoro179. Altrettanto fuori discussione è però anche che gran parte di costoro era scarsamente o per nulla motivata (il che non vuol dire che un certo numero di essi non finirono per dimostrarsi buoni partigiani), agí in stato di necessità e, se avesse potuto, non si sarebbe indotta a un tale passo. Lo lascia capire il fatto che quando a metà aprile 1944 la Rsi concesse l'amnistia ai partigiani, renitenti e disertori che si fossero presentati entro maggio coloro che ne approfittarono furono piú di 44 mila, tra cui molti giovani che si erano uniti ai partigiani per sfuggire alla leva. E, del resto, del loro scarso impegno come combattenti parlano tra gli altri sia il generale Operti che ha scritto che

193

“在许多地区,敌军每一次清剿扫荡一拉开序幕,他们便作鸟兽散四散溃逃……成批沦为敌军屠刀下的牺牲品。极少有人是在战场上手握武器、作为英勇无畏的战士光荣阵亡的;相反,绝大多数人是在扔弃武器之后、抑或是手中武器根本未曾有效打响便束手就擒落入敌网,并最终被押上刑场靠墙枪决。”

而在“正义与自由”派1945年2月的一份内部历史文件中,亦同样严厉直言在他们当中依然充斥着浓厚的“唯利是图的投机主义市侩心智”180

置身于这一视阈下,人们便能深刻洞悉:这场“自发投军狂潮”尽管在规模上初期相对有限且人员军事战术素养极其低下,但对整个游击运动——尤其是对共产党人而言——却具有何等无可估量的历史分量。盖因共产党人恰恰是这场狂潮的最大受惠者:仰赖其吸纳吞并绝大部分新人员的强大组织磁力,他们得以奠定加里波第各旅的雄厚骨架,并将其绝对主导权辐射强加于整个运动之上。在这样一个极其微妙脆弱、在诸多维度上关乎生死存亡的决定性历史关头所斩获的这一殊勋,恰恰解释了意共为何随时准备为此吞下一切苦涩代价,正如其在整个抵抗运动期间自始至终所展现的那样。尤其是各部队编制的“急剧人员超载膨胀”181,以及由此衍生的一整套要命死结:武器装备的严重匮乏短缺182、粮秣补给与军饷筹措的极端艰难、防范法西斯暗探特务大举渗透的安全梦魇183、大批打着游击队幌子行打家劫舍强奸掳掠之实的地痞流氓犯罪分子对抵抗运动声誉造成的毁灭性玷污破坏、同其他派别游击编制的恶性内耗、新入伍人员的政治异质性(这批人最终虽普遍自称为共产党人,但其理解的共产主义往往光怪陆离,同科学社会主义毫无共同之处,迫使意共不得不耗费巨额精力去对其施以政治‘思想启蒙’)、以及特别是我们随后将详述的同广大平民百姓之间激化的深重矛盾。

in molte zone ad ogni rastrellamento essi si disperdevano... e molti rimanevano vittime del nemico. Pochi caddero in combattimento, con le armi in pugno da prodi soldati; molti invece caddero in mano al nemico dopo aver abbandonato le armi o con le armi non efficacemente impiegate e finirono al muro

sia un documento giellista del febbraio 1945 nel quale si afferma che tra essi ve ne erano ancora di permeati di «spirito opportunistico»180.

Se si vedono le cose in quest'ottica si capisce l'importanza che, nonostante le sue ridotte dimensioni e la scarsa preparazione militare di coloro che ne furono i protagonisti, ebbe la «leva spontanea» per tutto il movimento partigiano ma soprattutto per i comunisti. Furono infatti questi che piú ne beneficiarono e grazie alla loro capacità di attrarne una larga parte, poterono gettare le basi delle brigate Garibaldi e della loro influenza sull'insieme del movimento. Un successo, questo, in un momento particolarmente delicato e per certi aspetti decisivo com'era quello in cui fu conseguito, che spiega i costi che per esso il Pci fu pronto a pagare, cosí come sarebbe stato pronto a pagare per tutta la durata della resistenza. In particolare quello dell'«affollamento» delle formazioni181, con le relative difficoltà e problemi che ne derivavano: difficoltà di armamento182, di approvvigionamento e di finanziamento, problemi di sicurezza rispetto a possibili infiltrazioni fasciste183, di immagine rispetto a una serie di elementi criminali che vestivano i panni partigiani solo per compiere ruberie e violenze, e, ancora, con le formazioni di altro colore politico, con le stesse nuove reclute (che in genere finivano per dichiararsi comuniste, ma spesso lo erano in un modo tutto particolare che col comunismo poco aveva a che vedere e che imponeva ai comunisti un grosso dispendio di energie per «educarle» politicamente) e, soprattutto, come vedremo piú avanti, con la popolazione civile.

194–196

最后,绝不可对另外两项关键战略斩获视而不见。其一,是成功倒逼其他政党——特别是社会党人与行动党人——亦步亦趋地对其麾下的游击部队推行高度党派化的政治灌输。这种党派化灌输尽管在口头上184被共产党人宣称为自身所不齿,然而在客观实际上却是意共绝对不可或缺的救命稻草,其背后至少贯穿着四大深层动因:a) 能够放开手脚将打击正规军事编制与自主独立队伍的油门踩到底,从而彻底切断这批队伍赋予抵抗运动以某种民族-爱国主义底色的可能性——正如我们反复强调的,这是意共断断不容许发生的;b) 使意共兜售的“民族团结”政策成为调和弥合各党派分歧对立的唯一合法仲裁者,并进而将其打造成凝聚“左翼阵营大团结”的核心引力枢纽;c) 向西方盟国展现出一副最人畜无害、令其宽慰放心的温和面孔,尤其是在“萨勒诺转向”之后,避免对意共在解放区充当护旗手的统一战线路线带来任何节外生枝的阻碍;d) 坚决扼杀游击运动在现实中两极分化为“共产党阵营”与“非共产党阵营”两大对立阵营的致命危险——盖因正如维托里奥·福阿(Vittorio Foa)所深刻剖析的那样185,鉴于游击运动彼时的孕育演化轨迹:

Né, infine, si possono passare sotto silenzio altri due risultati. Quello di spingere gli altri partiti, in particolare socialisti e azionisti, a procedere a loro volta a una politicizzazione di tipo partitico delle formazioni partigiane, che – a parole184 – i comunisti dicevano di non auspicare, ma che era loro indispensabile almeno per quattro motivi: a) spingere a fondo l'acceleratore della lotta contro quelle militari e autonome, impedendo cosí che queste potessero imprimere alla resistenza quell'impronta nazional-patriottica che essi – lo abbiamo già detto – non volevano assolutamente assumesse; b) fare della loro politica di «unità nazionale» l'unica politica in grado di comporre le diverse posizioni e, insieme, farne il punto di aggregazione dell'«unità delle sinistre»; c) presentarsi nelle vesti piú rassicuranti agli Alleati e, specie dopo la «svolta di Salerno», non creare difficoltà alla politica unitaria della quale si era fatto alfiere il Pci nell'Italia liberata; d) evitare che il movimento partigiano si coagulasse di fatto attorno a due poli, quello comunista e quello non comunista, ché, come ha scritto V. Foa185, dato il modo con cui esso stava prendendo corpo,

196

“假使未曾赋予游击武装斗争以极其强大的政治内涵,‘正义与自由’各武装编制及其军事指挥官(首推费鲁乔·帕里)最终必将成为整个非共产党军事力量、亦即潜在的反共军事大阵营的绝对领袖与总代表。”

紧随这一战果而来的(且在很大程度上正是由其直接派生而出的),乃是成功迫使在其他各党派引力轨道内运作的游击部队不得不争分夺秒地提前全面跨入武装冒险实战阶段,唯恐自身落得同“巴多格里奥分子”一样的下场,被扣上借由所谓组织技术借口去“遮掩”其政治观望主义、甚至包藏抗拒同共产党协同作战之祸心的莫须有罪名(并面临被共产党人在政治竞争中彻底淘汰出局的绝境)。尽管其他各政党所提出的一系列被斥为观望主义的论据——尤其是组织层面的审慎考量——在客观上完全站得住脚,且其宗旨纯粹在于实现更优越的实战协同与更卓越的作战效能;以至于在赢得了政治大局的决定性胜利之后,共产党人自身亦不得不将其此前扣为观望主义的大批理性建议悄然全盘笑纳。且平心而论,这种政治绑架绝不仅限于受意共直接控制的队伍。就连北意大利民解委以及帕里本人亦长期处于意共猛烈炮火的瞄准镜下186;帕里尽管深信“即刻付诸实战行动的极端重要性”(无论就其政治宣示意义而言,还是为了“在所有为正义事业而战的官兵心头维系那份决定并支撑一切狂热斗志的纯洁信仰”),然而他却极其清醒地洞察到:“各武装支队……在当下阶段必须严格受限于实施骚扰袭击行动,静待组织建制的彻底健全完备以及后勤军需储备的充沛到位——而仰赖我们所践行的决不过度挑衅德军当局的审慎战术,此类军需物资筹措在今日依然能够毫无重大阻碍地从容实施”187

行文至此,为了全方位体察反观望主义大批判被共产党人所操弄运用的无穷变幻手段与错综复杂层级,我们有必要进一步审视一系列表面看似微不足道、实则牵一发而动全身的次级目标。假使忽略了这些目标,人们便绝无法领悟:在全局棋盘上,每一个具体目标——无论在我们今天看来何等微小琐碎——皆同其他目标紧密咬合在一起,共同熔铸为一个浑然一体的战略有机体;而假使无法逐一兑现这些微观环节,其终极宏图大略的实现便将难于登天。这也解释了为何在整场抵抗运动的漫长岁月中——而绝不仅限于其最初破土阶段——,意大利共产党对反观望主义斗争赋予了何等生死攸关的至高权重,并在践行推行该路线时展现出了何等铁血无情的决绝意志。为了更为清晰直观起见,不妨在俯拾皆是的纷繁史料中列举若干极具指标意义的典型个案。

se non si fosse dato un forte contenuto politico all'attività partigiana le formazioni di Giustizia e Libertà e i loro comandanti (a partire da Ferruccio Parri) avrebbero finito per rappresentare tutto il movimento militare non comunista, e quindi potenzialmente anticomunista.

A questo risultato si aggiungeva (e, in parte discendeva da esso) quello di costringere le formazioni che si muovevano nell'orbita degli altri partiti a bruciare i tempi del passaggio all'azione per evitare di esporsi all'accusa (e alla concorrenza comunista) di ricorrere come i «badogliani» a pseudo considerazioni tecnico-organizzative per «nascondere» il loro attendismo politico, se non addirittura la loro ostilità a collaborare con il Pci. E questo nonostante che le varie considerazioni tacciate d'attendismo e in particolare quelle di tipo organizzativo, prospettate dagli altri partiti, fossero pienamente giustificate e tendessero solo ad un miglior coordinamento e a una maggiore efficacia della lotta; tanto che – vinta la partita politica – gli stessi comunisti, dopo averle tacciate d'attendismo, in parte le avrebbero fatte proprie. Né a ben vedere il discorso può essere circoscritto solo alle formazioni da essi controllate. Ché sotto tiro erano anche il Clnai e lo stesso Parri186, che, pur essendo convinto «dell'importanza immediata dell'azione» (sia per il suo significato politico, sia per «mantenere in tutti coloro che combattono per la buona causa intatta quella fede che sostanzialmente determina e sorregge la lotta attivistica»), si rendeva però bene conto che «le bande armate... per ora si devono limitare a fare azioni di disturbo, in attesa che si completi l'organizzazione e che si completino i rifornimenti di scorta, rifornimenti che ancora oggi si possono effettuare senza gravi difficoltà per la tattica da noi seguita di non provocare le autorità tedesche»187.

Detto questo, per avere una idea della molteplicità dei modi e dei livelli ai quali la lotta all'attendismo fu utilizzata dai comunisti, è opportuno prendere in considerazione anche una serie di altri obiettivi solo apparentemente minori che, se trascurati, non consentono di rendersi conto di come ogni obiettivo – maggiore o minore che possa a noi apparire – avesse un suo preciso posto a fianco degli altri, e costituisse, insieme ad essi, un tutto unico e come senza il conseguimento di ciascuno diventasse piú difficile realizzare quello finale. Il che spiega l'importanza decisiva che durante tutta la resistenza, e non solo nella sua prima fase, il Pci attribuí alla lotta contro l'attendismo e la fermezza che mise nel sostenerla. Facciamo, per essere piú chiari, qualche esempio tra i vari che si potrebbero fare.

197–200

由于同绝大多数反法西斯力量一样,共产党人——尤其在斗争发端期——对社会底层群众的真实思想脉搏极度缺乏切身体察,往往沉溺于从虚幻的理论神话框架去脑补群众觉悟,因而在主观上将群众意愿想象得远比其客观实际要“激进先进”和“渴望革命”得多;因此,反观望主义批判首先充当了他们极力防范自身在极左侧翼被“卑劣的托洛茨基主义挑衅分子”188、无政府主义者以及其他类似“流氓无赖宵小”(尽管未公开明言,意共在内心往往将无产阶级统一社会党内部的极左翼派系亦暗中归入此类)反超架空的防火墙——这批极左势力要么狂热叫嚣必须赋予解放斗争以赤裸裸的残酷阶级斗争属性(这是意共在彼时既绝不能接受亦断断不容许旁人擅自抢跑的,更何况意共深知此类激进狂想在自身党内基层亦大有市场),要么干脆教条地否定无产阶级有任何义务介入一场在他们看来纯属帝国主义分赃内讧的狗咬狗世界大战。同样,向观望主义开战亦被意共用作一把锋利的手术刀,用于彻底斩断或最大限度扼杀在游击队、法西斯当局与德军之间周期性尝试推行(且在局部地区确实曾达成协议)的各种形式的“地方和平缓和协议”(如战术停火协定、中立停战安全区、地方互不侵犯默契、普遍性战俘人质对等交换协议等)。对于此类和平倡议(尽管在最初数月更为密集,但实际上从未彻底断绝,且每逢游击运动遭遇重大战略困境、在游击队最具群众基础的区域敌寇推行最残酷的大屠杀清剿、以及在秋收农忙时节,此类媾和呼声便势必急剧抬头翻涌)189,正如对待那些主张极力避免城市暗杀恐怖主义与细碎血腥暴力、主张使武装行动的规模同其势必招致的惨痛社会代价相称、特别是主张恪守绝不过度将无辜平民推向敌军绝灭性屠杀报复边缘的底线、以及主张将群众引向非暴力的消极民事抵抗以在敌伪周围制造真空从而降低战争残酷度与恐怖政策烈度的一切理性主张一样190,共产党人皆断断不容许其拥有哪怕一丝一毫的喘息立足空间191。在他们眼中,凡是敢于沾染前者的媾和之徒,凡是胆敢在后者上消极怠工的动摇分子,皆必须被一律打成不共戴天的阶级死敌予以“毫无宽恕的坚决剿灭”;正如在威尼斯朱利亚与弗留利大区,凡是拒绝同斯洛文尼亚游击队盲目合作——盖因这批意大利游击官兵深信斯洛文尼亚人不过是企图利用其军援以更稳固地把上述意大利故土强行并入铁托的南斯拉夫版图——的爱国志士,同样被意共视作反革命予以残酷肉体消灭一样192

Poiché – come la stragrande maggioranza degli antifascisti – i comunisti mancavano, specie all'inizio, di un'effettiva conoscenza dello stato d'animo delle masse popolari e se lo prospettavano in termini sostanzialmente mitico-teorici e, quindi, molto piú «avanzato» e «rivoluzionario» di quanto fosse realmente, la lotta all'attendismo serviva loro per scongiurare il «rischio» di essere scavalcati a sinistra dai «luridi provocatori trotzkisti»188, dagli anarchici e da altre simili «canaglie» (tra le quali, pur non dicendolo, spesso annoveravano anche frangie di sinistra del Psiup) che o sostenevano la necessità di imprimere alla lotta di liberazione un carattere nettamente classista, che il Pci non poteva né accettare né lasciare che fosse impresso da altri (sapendo oltre tutto che questa immagine della resistenza aveva sostenitori anche al suo interno), o negavano che il proletariato potesse prender posizione in un conflitto intercapitalista, come per essi era quello in atto. Ugualmente essa serviva a impedire o, almeno, a ridurre il piú possibile il numero delle iniziative di «pacificazione» (tregue, zone di rispetto, accordi locali di non aggressione, scambi generalizzati di prigionieri, ecc.) che venivano periodicamente tentate e talvolta realizzate tra partigiani, fascisti e tedeschi. Anche a queste iniziative (piú numerose nei primi mesi, ma mai cessate e riaffioranti soprattutto nei momenti di maggior difficoltà per il movimento partigiano, di maggior repressione nei confronti delle popolazioni delle zone nelle quali esso riscuoteva piú simpatie e nel periodo del raccolto)189, come alle tendenze ad evitare il terrorismo e la violenza spicciola, a commisurare l'azione armata al costo da essa richiesto e in particolare all'esigenza di non esporre oltre un certo limite la popolazione alle rappresaglie nemiche, e ad orientarla verso forme di resistenza civile passiva che facessero il vuoto attorno ai fascisti e ai tedeschi e rendessero meno feroci la lotta e il ricorso alla politica del terrore190, i comunisti non potevano infatti lasciare spazio alcuno191. Per essi chi si «macchiava» delle prime e si «gingillava» con le seconde doveva essere considerato un nemico e combattuto «senza remissione», cosí come, per fare un altro esempio ancora, coloro che nella Venezia Giulia e nel Friuli non ritenevano possibile collaborare con i partigiani sloveni perché convinti che questi volessero servirsi del loro aiuto per assicurare piú facilmente il possesso di quelle terre alla Jugoslavia di Tito192.

200–202

根据意共“组织部”的内部绝密统计与估算,截至1945年2月7日,在各游击武装部队中正式登记的共产党员将士略多于两万人193。倘若通盘考量整个游击运动的庞大兵员总体、党的严密组织建制以及其必须同时兼顾的千头万绪的多线战役,这一数字固然远超其他各政党所能调动的骨干资源,然而若想单凭此数字便赋予共产党的存在以绝对的实质领导权,却依然远远不够。甚至在诸多冠以“加里波第”番号的游击编制中(其中不少队伍仅仅因为其内部个别积极分子主动提议挂上此名,以至于麾下绝大多数官兵往往根本不知此番号因何而起),共产党人亦并未占据绝对多数;而在其他编制中,意共往往仅能指派指挥官或更普遍的是指派政治委员194(极少能做到将两者皆收入囊中),并配备极少量的正式党员骨干。倘若这便是迟至1945年初的相对严峻态势,那么在9月8日事变爆发的最初时刻,局势无疑要险恶动荡得多:彼时游击队员的主体大军几乎全由正规军溃兵拼凑而成,且按照共产党人自身的权威证词195,各大武装编制通常毫无明确的政党政治色彩,一致高调标榜自身独立于各政党之外(在皮埃蒙特,截至11月,在全区一千六百名游击队员中,整整一千人坚决归属于自主独立支队196),且往往对共产党人抱有深重的戒心,在不少场合甚至流露出某种本能的敌意——随着时光流逝,这种敌意在某些地区虽有所钝化缓和(却从未彻底烟消云散),但在另一些地区却急剧激化膨胀。盖因尽管在政坛高层,各党领袖维系全面妥协合作的主观政治意愿相对更为强烈;然而在基层地方游击队的血火泥淖中,对共产党将士敢打硬拼之勇武精神的由衷钦佩敬重,却往往在另一面被一线官兵对其宗派主义、两面三刀作派的切肤之痛所彻底抵消——这批人台面上以全民族抗战各派团结合作的最坚决拥护者自居,然而在骨子里却唯独把本党的自私利益凌驾于一切大局之上(“尽管各方高调鼓噪游击部队之间存在着紧密的战斗协同”,高调宣称“在深山密林中不谈政治、所有人的奋斗目标皆属于全民族的神圣公业”,‘正义与自由’驻拉斯佩齐亚与加尔法尼亚纳地区的纵队指挥官“博亚”[即维罗·德尔卡皮奥]于1944年11月6日向美军战略情报局[OSS]呈递的密报中愤然痛陈道197,“然而这种田园诗般的理想神话仅仅存在于空洞的口头上,在现实行动中压根子虚乌有”),甚至走极端到了悍然武装拦截并强行侵吞盟军专门空投给其他兄弟部队的枪械弹药与金库现金,乃至在暗地里肉体清除处决其他派别的游击战友198

Secondo i dati e le stime della «sezione di organizzazione» del Pci, al 7 febbraio 1945 i militanti comunisti nelle formazioni partigiane erano un po' piú di ventimila193. Un numero, se si considera la consistenza complessiva del movimento partigiano e la struttura organizzativa del partito e la molteplicità delle attività nelle quali esso era impegnato, superiore a quello sul quale potevano far conto gli altri partiti, insufficiente però a dare da solo alla presenza comunista un effettivo carattere egemonico. Persino in molte formazioni Garibaldi (varie delle quali erano tali, senza che spesso i piú dei loro appartenenti ne sapessero il motivo, poiché i comunisti che militavano in esso avevano preso l'iniziativa di dar loro questo nome) i comunisti non erano maggioranza, nelle altre spesso avevano o il comandante o, piú spesso, il commissario politico194 (raramente entrambi) e un limitato numero di militanti. E se questa sarebbe stata la situazione agli inizi del 1945, molto piú precaria era quella immediatamente dopo l'8 settembre, quando il grosso dei partigiani era costituito da militari sbandati e le formazioni non avevano in genere, a detta degli stessi comunisti195, una fisionomia politica precisa, si proclamavano autonome rispetto ai partiti (in Piemonte, a novembre, su milleseicento partigiani mille appartenevano a formazioni autonome196) e non di rado guardavano ai comunisti con diffidenza e in certi casi con una sorta di ostilità, che, col passare del tempo, in talune zone si sarebbero attenuate, senza però mai scomparire completamente, ma in altre si sarebbero accresciute. Ché mentre ai vertici era piú forte la volontà politica di andare in ogni modo d'accordo, a livello periferico di base alla stima e all'ammirazione per il coraggio dei comunisti come combattenti in molte formazioni faceva da contrappeso l'esperienza diretta del loro settarismo, della loro doppiezza, del loro presentarsi come i piú tenaci sostenitori della collaborazione tra tutte le componenti della resistenza, ma al tempo stesso mettere avanti a tutto l'interesse del proprio partito («malgrado l'insistenza generale sull'esistenza di una stretta collaborazione tra le formazioni partigiane», «sul fatto che sui monti non si fa politica e che la causa è comune per tutti», riferiva all'Oss «Boia», cioè Vero Del Carpio il comandante della colonna di Giustizia e Libertà operante tra La Spezia e la Garfagnana, il 6 novembre 1944197, «questa situazione ideale esiste solo a parole e non nei fatti»), sino al punto di sottrarre alle formazioni di altro colore i rifornimenti di armi e di denaro aviolanciati dagli Alleati e persino di sopprimere altri partigiani198.

203–204

即便彻底抛开在彼时为政界许多人所坚信——我们此前业已指出这绝非毫无现实依据——的意大利战事极可能迅速闪电落幕的历史或然性,从而抛开意共必须以最快速度发动全面大规模武装斗争以防把战后大局全盘拱手让给巴多格里奥与传统保守势力的紧迫诉求;人们亦能一目了然地体察到:面对上述犬牙交错的险恶微观态势,意共手中所能倚仗的最致命杀手锏武器(无论是为了避免自身在政治边缘化、避免工农阶级被排挤在解放大局之外,还是为了在抵抗运动中强行确立自身绝对政治领导权并逼迫行动党人与社会党人同自身结成进退与共的左翼同盟199),唯有向一切形式的所谓“观望主义”展开赶尽杀绝的殊死围剿。这场围剿不仅无情对准了那种由极度自私的保守阶层所自觉践行的货真价实的观望自保——这批人誓死不愿卷入抗德血战,将全部宝全盘押在美英盟军特别是英国人身上以图战后清算;而且更被处心积虑地用于构陷抹黑一切被意共蓄意贴上“观望主义”标签的理性主张——然而在最初阶段,正如我们业已指出的,此类主张不过是对某些早期军人编制盲动冒险所酿成的血泪惨祸进行客观反思后、对盲目蛮干所作出的坚决拒绝200;而在随后阶段(尤其在经历了1944年夏秋大溃败的惨痛教训以及‘亚历山大文告’的冰冷洗礼之后),此类主张不过是游击运动在直面残酷战场规律时所不得不达成的清醒现实觉悟。首当其冲的觉悟,乃是洞悉到无论游击运动何等勇武善战,最终彻底埋葬德国占领军与萨洛伪政权的决定性铁拳,唯有来自美英盟军的庞大正规军团;因此,亲身投身抗德反法西斯火线,在道德与政治上固然是为意大利重新洗刷奇耻大辱、赢回国际尊严信誉、争取在未来和会上获得盟国宽大待遇重返自由国家之林、并彻底清算与法西斯旧体制同流合污的反动势力的唯一康庄大道;然而这决不意味着可以草菅人命,轻率地将大批游击将士与无辜平民当成无谓的炮灰去白白送死,不惜一切代价去追逐一场游击队自身单打独斗断断无法达成的所谓孤立大捷,更遑论为此同美英盟军全面反目决裂——盖因归根结底,意大利的国运前途终将由盟军所拍板敲定,且在彼时彼刻,抵抗运动自身的存亡绝续在极大程度上正是悬于盟军的后勤血脉之上。

Anche a prescindere dall'eventualità – allora da molti ritenuta, lo abbiamo già detto, tutt'altro che irrealistica – di una rapida conclusione della guerra in Italia e, dunque, dalla necessità per il Pci di passare al piú presto all'azione armata su vasta scala per non lasciare campo libero a Badoglio e alle forze politiche tradizionali, è facile capire come, stando cosí le cose, l'arma piú efficace a disposizione dei comunisti (sia per evitare di essere politicamente emarginato e che le masse popolari rimanessero escluse dalla lotta di liberazione, sia per affermare la propria egemonia politica sulla resistenza e indurre azionisti e socialisti a far fronte comune con loro199) fosse costituita dalla lotta senza quartiere contro qualsiasi forma di attendismo. E non solo contro quello vero, scientemente perseguito dalle forze piú conservatrici che non volevano essere coinvolte nella lotta e, pensando al dopo, riponevano le loro speranze solo negli Alleati e soprattutto negli inglesi; ma anche contro quello che essi etichettavano ad arte come tale, mentre in effetti, all'inizio, non era – come abbiamo detto – che il rifiuto di improvvisazioni che le vicende di alcune delle prime formazioni militari avevano mostrato a quali tragedie potevano portare200, mentre successivamente (specie dopo l'esperienza dell'estate-autunno 1944 e il «proclama Alexander») non sarebbe stato altro che la presa di coscienza della realtà con la quale la resistenza doveva fare i conti. E innanzi tutto la consapevolezza che non la resistenza, per forte e attiva che fosse, ma gli eserciti alleati avrebbero posto fine all'occupazione tedesca e alla Rsi; sicché se partecipare in prima persona alla lotta contro i tedeschi e i fascisti era moralmente e politicamente l'unico modo per ridare all'Italia una dignità e una credibilità e la speranza di avere dagli Alleati un trattamento meno duro al tavolo della pace e riconquistare un posto tra le nazioni libere e, ancora, di mettere definitivamente fuori giuoco le forze piú retrive e piú compromesse con il regime fascista, questo però non poteva voler dire sacrificare a cuor leggero un gran numero di partigiani e di civili per inseguire, costasse quel che costasse, una vittoria che da sola la resistenza non poteva ottenere e per di piú entrando in rotta di collisione con gli Alleati. Con coloro cioè dai quali in definitiva sarebbe dipeso il destino dell'Italia e dai quali in quel momento dipendeva in larga misura la esistenza stessa della resistenza.

204–205

关于1943年9月8日至1945年4月25日期间美英盟国在意大利推行的地缘政治战略,学界已涌现出一大批切入视角、史料挖掘与结论研判各异的高质量学术专著,足以使我们对其总体战略脉络、重大历史节点与关键维度建立起相当精确透彻的认知把握201。尽管由于涉及盟军各情报特工机关(乃至尤甚于意大利自身谍报系统202)的绝密原始档案相对匮乏且高度碎片化,这一政策维度相较于其他领域研究略显单薄;然而盟国对待意大利抵抗运动的根本政治态度及其同抵抗武装之间的互动博弈,在今日学界亦已基本廓清并“尘埃落定”,使我们无须在此不厌其烦地展开既流于泛泛而谈又过于繁琐细碎的宏篇论述。然而,对若干核心死结予以必要的重点阐发依然是不可或缺的,唯此方能彻底扫清长期以来扭曲这一历史真相的种种误区与偏见——此类谬论时至今日仍不时沉渣泛起于某些热衷于自我吹嘘的“当事人”回忆录以及标榜“特立独行”的业余史学票友的笔端。

La politica anglo-americana in Italia tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 è stata oggetto di una serie di studi che, pur diversi per taglio, documentazione utilizzata e conclusioni, permettono una conoscenza sufficientemente precisa delle sue linee portanti e dei suoi momenti e aspetti principali201. Pur se meno approfondito di altri a causa della scarsezza e frammentarietà della documentazione relativa al ruolo dei servizi segreti alleati (e, ancor piú, di quelli italiani202), anche l'aspetto di questa politica riguardante piú direttamente l'atteggiamento verso la resistenza e i rapporti con essa è ormai sufficientemente noto e «stabilizzato» da esimerci dal dilungarci in discorsi sia d'ordine generale, sia troppo particolare per il carattere di questo lavoro. Su alcuni punti essenziali è però necessario soffermarci un momento onde evitare equivoci e fraintendimenti che hanno a lungo sfigurato i termini reali di questo aspetto e che tendono di tanto in tanto a riaffiorare negli scritti di piccoli «protagonisti» piú o meno esibizionisti e di studiosi dilettanti «controcorrente».

205–206

首先必须大书特书、彻底厘清的核心要害在于:盟国对待意大利的根本态度,绝非如坊间常见论调所断言的那样仅仅取决于伦敦与华盛顿两国的最高政治领袖,因而断断不能将其狭隘简化为丘吉尔与罗斯福及其核心幕僚的主观意志;若想读懂这一政策,仅仅宣称在初期主要由英国(保守派)主导、而美国(民主派)的影响力在后期方才逐步抬头,同样是流于肤浅的。且不说此类过度公式化且深受战后政治大气候严重污染的历史断代分期本身便存在巨大漏洞与亟待修正之处;无可争辩的历史事实是,对盟军对待意大利之态度产生决定性重大塑造的,乃是一整套同严格意义上的地缘政治战略毫无瓜葛的纷繁动机、部门利益、意外事态与微观人际博弈——这使得盟国的实际政策在本质上表现为由形形色色遵循不同乃至针锋相对之逻辑的官僚集团、甚至夹杂着由不同历史传统、文化修养、心智模式、政治好恶乃至部门争功嫉妒等个人恩怨所共同交织角力妥协的复合产物。在这方面,埃莱娜·阿加·罗西在专门剖析盟国对待抵抗运动之政策时,所作出的剖析极具历史洞见203

Un punto da mettere bene in chiaro è che l'atteggiamento alleato verso l'Italia non fu determinato, come spesso asserito, solo dai responsabili politici di Londra e di Washington e non può dunque essere ridotto a quanto pensavano e avrebbero voluto Churchill e Roosevelt e i loro piú stretti collaboratori, sicché per renderlo intelligibile non basta affermare che in un primo momento esso fu determinato soprattutto dagli inglesi (conservatori), mentre l'influenza americana (democratica) acquistò peso solo in un secondo tempo. A parte il fatto che anche su questa periodizzazione troppo semplicistica e largamente influenzata dalle vicende successive alla liberazione molto ci sarebbe da dire e soprattutto da precisare meglio, è un fatto che sull'atteggiamento alleato influí massicciamente una serie di motivazioni, influenze, circostanze che di politico in senso stretto avevano ben poco e che fecero sí che esso fosse essenzialmente la risultante di molteplici considerazioni e di iniziative di gruppi che si muovevano secondo logiche diverse e talora contrastanti e persino di personalismi, in parte frutto di tradizioni, culture, mentalità, simpatie politiche diverse, in parte di stimoli quali l'emulazione e addirittura la gelosia. Bene ha visto a questo proposito l'Aga Rossi quando, trattando proprio della politica alleata verso la resistenza, ha scritto203 che

206

“绝不能过度高估其政策的连贯性与铁板一块的专一性。在西方阵营内部,不仅在美英两国政府之间存在深重分歧,而且在军界统帅部与政界文官之间、在华盛顿与伦敦的高层决策中枢同身处德占沦陷区最前线直面冷酷现实的一线特工人员之间,同样充斥着激烈的冲突摩擦……最终付诸实施的实际盟军政策,乃是各种相左思潮与迥异权力决策中心反复搏杀妥协后的折中混合体。”

因此,若想真正穿透盟国立场的历史脉络、把握其不同发展阶段、暧昧两可的政策摇摆及其深层戒惧,就必须彻底洞悉:促成这一立场的,乃是错综复杂的推动力与反作用力之网;这些力量大体上固然是客观理性算计的产物,然而亦夹杂着大量主观乃至“非理性”情绪冲动,且无论在部门“管辖权”、在“行政机关”、在“情报特工处”层面上,还是在一线关键当事人的个人性格层面上皆显露无遗。
关于另外两个核心死结,我们后文将结合具体史实予以更为详尽的深入剖析;然而为防生发歧义误读,在此有必要预先对其宏观轮廓做出纲领性界定。

«non si deve sopravvalutare il livello di coerenza e di monoliticità. All'interno del campo occidentale vi erano divergenze non soltanto tra il governo americano e quello inglese, ma anche tra i militari e i politici e tra coloro che erano a Washington e a Londra e coloro che si trovavano in diretto contatto con la realtà del paese occupato... La politica alleata effettivamente attuata fu la risultante di scontri e compromessi tra varie tendenze e diversi centri decisionali.

Per un'effettiva comprensione dell'atteggiamento alleato, dei suoi «momenti», le sue ambiguità, le preoccupazioni che influirono su di esso, è necessario dunque avere ben chiaro che a determinarlo contribuirono molteplici spinte e controspinte diverse, in genere oggettive e razionali, ma anche soggettive e «irrazionali» e ciò sia a livello di «competenze», di «uffici», di «servizi», sia a livello personale.
Su due altri punti avremo occasione di soffermarci piú avanti in modo piú articolato; a scanso di equivoci e di fraintendimenti è però opportuno puntualizzarne sin da adesso i termini generali.

207

第一:无论伦敦与华盛顿的最高政治战略动机何等重大,在决定盟国实际态度上最终占据压倒性主导权重的,在终极意义上始终是纯粹的军事战术考量,且几乎向来以前线战区司令部的军人意志为转移。若未能牢牢把握这一点,便绝无可能捕捉到贯穿统摄美英对意政策各历史阶段与各个维度的真正主线逻辑。迟至7月25日墨索里尼垮台乃至9月8日停战之前(彼时盟军心头尚存有一线指望,期盼能够仰赖意大利正规国防军的倒戈为抗德战事提供实质性的战略臂助),意大利作为轴心国的“柔软下腹部”,在盟军全球大战略中始终占据着极其显赫的核心枢纽地位。然而,随着意大利正规大军在停战狂澜中瞬间灰飞烟灭、战线僵持锁死在卡西诺防线(Cassino),意大利战区在盟军眼中迅速丧失了其此前享有的绝大部分战略光环;而随着盟军的战略重心全盘转移到筹备并实施法国诺曼底“第二战场”大登陆之上、甚至转移至巴尔干半岛侧翼,意大利战区的战略降级更是每况愈下。由此导致的结果是——特别是当亚历山大将军原指望彻底给德军以毁灭性致命一击、强行打开通往的里雅斯特、维也纳与布达佩斯战略走廊的1944年夏季攻势在“哥特防线”前遭遇彻底阻遏之后——,整个意大利战役彻底沦为一场漫长残酷的消耗战(且由于此前配属该战区的大批精锐主力被强行抽调转投诺曼底与法国南部两栖登陆,战役只能依靠残存的削减兵力苦苦支撑),其压倒性作战目标在本质上无非在于把尽可能多的德军重兵集团死死锁死在亚平宁半岛,严防其回师增援调往欧洲其他决定性战略主战场。

第二:置身于这一军事战术诉求绝对凌驾于政治地缘战略的客观态势下,在实际承担着意大利战役最沉重作战流血重担的英国人一方——正如丘吉尔曾屡次大倒苦水所强调的那样204——,此前丘吉尔个人对意大利所展现的最初“善意宽容”姿态迅速被彻底埋葬,取而代之并占据压倒性统治地位的,乃是过去数年间从未真正平息的历史敌意(安东尼·艾登及其统领的英国外交部历来是这种仇意最坚定的扛旗者与政治大本营)、对意大利民族根深蒂固的传统种族与文化偏见(停战谈判期间意方的两面讨价还价与推诿拖延、以及正规军队在停战令下瞬间丑态百出的崩溃瓦解,更是成倍放大了这股轻蔑反感);与此同时,伴随着希腊局势骤然坠入赤色革命与全面内战的深渊,一股前所未有的极度惊恐疑忌在英国决策层心头急剧膨胀,即便在如哈罗德·麦克米伦(Harold Macmillan,地中海战区英国最高政治政策负责人)这般向来主张推行较为灵活宽大政策的人士心头亦不例外。从原则上讲,美国人往往并不完全认同英国人的这套严苛立场;然而,美国人一方面为了避免同伦敦在战时盟友之间激化过多摩擦裂痕,一方面鉴于在战时军事指挥权(乃至不仅限于军事领域)划分上意大利历来被正式界定为主要属于英国的主导势力范围205,一方面由于华盛顿对意大利本土的复杂真实国情远不如英国那般明察秋毫206,加之美国自身在对意政策上缺乏清晰深远的长远政治蓝图,其内部在“究竟应当何去何从”的大方针上甚至比英国盟友更为四分五裂,且自身亦在相当程度上深受同英国人如出一辙之文化偏见的深层制约(在美国个案中,这往往表现为将其眼前直接接触的美国本土意大利裔移民社区的刻板印象生硬机械地套用在意大利本土真实国情之上,同时又不得不投鼠忌器地顾忌意裔选民在国内政治大选中的选票分量)——正是由于上述重重制约,使得美国人无论在有效抵制英国强硬路线方面、还是在寻求自身立场同英国政策之间的平衡点以构建一套前后连贯的共同政治纲领方面,皆基本上交了白卷;借用丘吉尔一句极具神韵的生动比喻:牢牢握住“煮咖啡壶把柄”的,从头到尾皆是英国人。正因如此,在丘吉尔最初的“善意施恩”——究竟多大程度上出于诚意、多大程度上纯属权术操弄委实难下定论——烟消云散之后,一种铁血定论在盟军中枢卷土重来并占据统治地位:意大利既然曾胆敢向大英帝国在地中海与近东的地缘霸权发起致命挑战与挑衅,既然胆敢在英国深陷历史上最孤立危急的至暗时刻落井下石背后捅刀子,既然最终打输了这场不义战争,那么它就必须受到应有的严厉惩戒,必须将其滔天罪责的苦涩代价如数偿清到底,必须靠流血立功去“自己挣得洗心革面走出战败敌国地位的通行证”;因为正如丘吉尔于1944年8月冷酷写道的那样207:“当一个民族自甘堕落屈从于一个暴虐专制政权之际,它便断断不可能洗脱该政权所犯下的一切滔天罪孽。”因此在目前阶段,英国绝无一丝一毫放弃其凭借停战协议所合法攫取的全盘占领统治特权的意图。在巴多格里奥政府对德宣战后盟国所赐予的“共同参战国”(cobelligerante)法律地位,便已是意大利所能奢望的极限天花板。至于如某些人所妄想的、企图在盟军攻克罗马后便开启和谈以一份初步和约彻底取代苛刻的停战协定,在现实中是绝无可能的:无论是前线的战备军事刚性需求,还是意大利整整三分之二的锦绣江山依然沦陷在轴心国魔爪之下、王国政府在代表性上根本不足以代表全体意大利人民发言的客观现实,皆决不容许迈出这一步208。更遑论正如丘吉尔以其那种往往近乎粗暴残忍的标志性坦率所反复申明的那样209:盟国为了赢得对德决战的最终胜利,压根不需要同意大利搞什么平起平坐的“平权结盟”。

Primo: per importanti che fossero le motivazioni e le strategie politiche di Londra e di Washington, sull'atteggiamento alleato il peso maggiore in ultima analisi lo ebbero le considerazioni di ordine militare e, quasi sempre, quelle dei comandi in loco. Se non si tiene conto di questo è impossibile cogliere quello che fu il vero filo conduttore che sottendeva e unificava i vari momenti e aspetti della politica italiana anglo-americana. Sino al 25 luglio e, ancora, sino all'8 settembre (quando sfumarono le ultime speranze di poter contare su un effettivo apporto dell'esercito italiano alle operazioni contro la Germania) l'Italia, in quanto «ventre molle» dell'Asse, aveva avuto un posto preminente nella strategia alleata. Dissoltosi l'esercito e stabilizzatosi il fronte a Cassino, lo scacchiere italiano perse per gli Alleati buona parte dell'importanza che sino allora aveva avuto e sempre piú ne perse via via che la loro attenzione si concentrò sulla preparazione e, poi, sulla realizzazione del «secondo fronte» in Francia e persino rispetto allo scacchiere balcanico. Da qui – soprattutto dopo che l'offensiva estiva del 1944 con la quale Alexander aveva sperato di dare il colpo di grazia ai tedeschi e di aprirsi la strada verso Trieste, Vienna e Budapest fu bloccata sulla «linea gotica» – il trasformarsi della campagna d'Italia in un'operazione di logoramento (condotta con forze ridotte per il trasferimento di parte di quelle inizialmente assegnatele alle forze da sbarco in Normandia e nella Francia meridionale) volta piú che altro ad impegnare nella penisola il maggior numero possibile di forze nemiche cosí da impedire che fossero trasferite su altri fronti.

Secondo: stante questa situazione, nella quale le esigenze militari prevalevano nettamente su quelle strategico-politiche, da parte degli inglesi – sui quali oltre tutto, come Churchill sottolineò piú volte204, gravava il peso maggiore delle operazioni in Italia – sulle iniziali «disponibilità» churchilliane verso l'Italia, presero il sopravvento le mai sopite ostilità degli anni precedenti (delle quali Eden e il Foreign Office erano stati e rimanevano in larga misura il vessillifero e il principale punto di aggregazione), i tradizionali pregiudizi antitaliani (moltiplicati dai sotterfugi e dalle tergiversazioni italiane nella vicenda armistiziale e dalla dissoluzione dell'esercito) e, insieme, nuove diffidenze e preoccupazioni che il precipitare della situazione in Grecia accrebbe notevolmente, anche in chi, come H. Macmillan (il principale responsabile in loco della politica britannica nel Mediterraneo) era meno contrario ad una linea di condotta elastica e meno punitiva. In linea di principio, questo atteggiamento non era spesso condiviso dagli americani; ma questi, un po' per non moltiplicare i punti di attrito con Londra, un po' perché l'Italia rientrava per la conduzione delle operazioni militari (e non solo per esse) nella sfera di prevalente influenza britannica205, un po' perché assai meno a conoscenza della reale situazione italiana206, un po' perché mancavano di una chiara prospettiva politica verso l'Italia ed erano, per un verso, divisi ancor piú dei loro alleati su cosa fare e, per un altro verso, anch'essi condizionati in buona misura da pregiudizi non molto diversi da quelli che agivano sugli inglesi (e, nel loro caso, spesso frutto di una meccanica sovrapposizione sulla realtà italiana di quella della comunità italo-americana che avevano sotto i loro occhi, del cui peso interno dovevano per altro tenere conto), non furono sostanzialmente in grado né di contrastarlo efficacemente né di trovare un punto di equilibrio tra una loro posizione e quella britannica cosí da giungere a una coerente comune linea politica; sicché, per usare una caratteristica immagine di Churchill, a tenere in mano «il manico del bricco del caffè» furono sostanzialmente gli inglesi. Da qui il tornare in primo piano, dopo le iniziali – quanto sincere e quanto strumentali è difficile dire – «disponibilità» di Churchill, della convinzione che l'Italia, avendo insidiato e messo in pericolo l'egemonia britannica nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, essendo scesa in campo contro l'Inghilterra nel momento in cui questa oltre tutto era nelle maggiori difficoltà e avendo perso la guerra, dovesse essere adeguatamente punita e dovesse pagare fino in fondo il prezzo delle sue colpe e «guadagnarsi il suo passaggio» fuori dalla condizione di paese nemico vinto, perché – come Churchill scrisse nell'agosto 1944207 – «quando una nazione si permette di sottomettersi ad un regime tirannico, essa non può essere assolta dalle colpe di cui questo regime si è reso colpevole». Per il momento, dunque, l'Inghilterra non aveva nessuna intenzione di rinunciare ai diritti acquistati con l'armistizio. Lo status di cobelligerante concessole dagli Alleati dopo la dichiarazione di guerra alla Germania da parte del governo Badoglio era tutto ciò che l'Italia poteva avere. Avviare trattative per sostituire l'armistizio con un preliminare trattato di pace, come qualcuno pensava si potesse fare una volta raggiunta Roma, era impossibile: non lo consentivano né le esigenze militari, né il fatto che due terzi del territorio italiano erano ancora in mani nemiche e il governo italiano non era pertanto sufficientemente rappresentativo per parlare a nome di tutto il popolo italiano208. E ciò tanto piú che gli Alleati – come Churchill, con quella sua tipica franchezza che finiva spesso per diventare brutalità, ripeté sino alla fine209 – non avevano nessun bisogno di «associarsi» l'Italia per concludere vittoriosamente la guerra contro la Germania.

210–211

除此以外还必须最后补充指出三点极其关键的核心事实:其一,完全契合于彼时最主流、最权威的传统正规军事学思想准则,盟军最高统帅部(美国将领在此维度上甚至比英国将领更为僵化偏执)在整个二战全过程中——任凭其麾下的心理战战时宣传机构如何对外大肆吹嘘——对形形色色的游击队抵抗运动(除英国人对南斯拉夫铁托游击大军另眼相看外)历来极度轻视贬低,特别是对原本属于轴心国阵营的败类国家的游击反抗更是嗤之以鼻,将其能够发挥的实际战术价值严格限定在极其狭隘的辅助边缘范畴;至于意大利的抵抗运动,盟军高级将领有时甚至根本无法理解其精神内核与动机逻辑(尼姆将军[Philip Neame]的个案堪称典范:在他看来,假使不是一帮亡命徒,正常人怎么可能去为了‘一项逻辑上势必以自身祖国在战争中彻底惨败为前提的荒诞事业’去甘冒掉脑袋的奇险210),而当他们真正看懂了游击队的政治诉求之际,则更是一律予以坚决否定和彻底排斥,在他们看来这不过是一根随时可能引爆一系列给盟军战役制造无穷麻烦与羁绊的危险引信,从而自始至终对其抱以深重的猜忌与冰冷的敌意;其二,盟国政治决策高层自始至终无比坚定地将直接置于自身完全掌控之下的君主立宪王室、以及先后由巴多格里奥与博诺米执掌、且已正式签署或明确接受停战条约的王国政府,视作自身在法律上唯一的合法且靠得住的对等谈判实体;因此盟国断然没有任何意图同北意大利民族解放委员会建立任何严肃的政治同盟承诺——盖因后者公开同君主立宪王室分庭抗礼,且以不同形式同巴多格里奥及博诺米内阁针锋相对,其内部更充斥着如佩尔蒂尼这般高呼反法西斯力量绝不能亦不应为停战协定承担任何政治责任(因为他们未曾发动这场侵略战争)的激进领袖;其三,盟国高层极度深恐在击溃德军与萨洛伪军之后,意大利共产党人将在北意大利本土重演希腊正在爆发的血腥共产暴动;或者退一步说,深恐北方局势陷入失控,迫使美英两国不得不派出重兵在意大利本土长期实施全面武装驻扎并背负沉重的经济包袱,而这是美英为了遏制危险的社会动荡所断断不愿亦无法承担的沉重代价211。由此便不难洞悉:为何在盟国与意大利游击运动(特别是北意大利民族解放委员会)之间,两者的关系从未真正做到坦诚相待或真正亲密无间,且随着时间的推移反而变得日益错综复杂与举步维艰。而这一切,即便是在游击队运动在抗击德军战事中所展现的实际战术贡献212正被证明远远超出盟军此前最乐观的预料、以至于促使盟军各大战区司令部乃至亚历山大将军本人(尽管他私下里同样将游击队员视作‘极大的战术麻烦’)不仅在公开发表的外交辞令中、而且在绝密的内部军事技术研判报告中,皆不得不对其作出极高学术褒扬的历史事实面前213,亦丝毫未能扭转两党同盟之间深层的冰冷底色。

A ciò si deve infine aggiungere: a) che, conformemente alla piú diffusa e autorevole cultura militare del tempo, i comandi alleati (e quelli americani ancor piú di quelli inglesi) attribuirono – checché affermassero i loro servizi di propaganda – durante tutto il corso del conflitto scarsa importanza ai movimenti partigiani (salvo gli inglesi a quello jugoslavo) e in particolare a quelli dei paesi già dell'Asse, concepivano il loro apporto in termini assai circoscritti e, quanto a quello italiano, non riuscivano talvolta neppure a capirne lo spirito, le motivazioni (tipico il caso del generale Neame a cui era incomprensibile come degli uomini, se non erano degli avventurieri, potessero rischiare la vita «per una causa che implicava come conseguenza logica la sconfitta del proprio paese in guerra»210) e quando li capivano non li approvavano e li rifiutavano, vedendo in essi la molla che poteva mettere in moto una serie di iniziative che avrebbero creato loro intralci e difficoltà e finivano pertanto per guardarlo con sospetto e scarsa simpatia; b) che le autorità politiche erano fermissime nel considerare loro controparte legittima e affidabile, in quanto sotto il loro diretto controllo, la monarchia e i governi di Badoglio prima e di Bonomi poi che avevano sottoscritto o accettato esplicitamente il trattato d'armistizio e non avevano quindi alcuna intenzione di contrarre impegni politici con il Clnai che si contrapponeva alla monarchia e, sia pure in modi diversi, ai governi di Badoglio e di Bonomi e nel quale vi erano uomini come Pertini che ritenevano che gli antifascisti non potessero né dovessero assumersi la responsabilità dell'armistizio poiché non avevano quella della guerra; e c) che esse temevano che dopo la vittoria sui tedeschi e i fascisti i comunisti tentassero nell'Italia settentrionale qualcosa di simile a quello che stava avvenendo in Grecia, ovvero – senza arrivare a tanto – determinassero una situazione tale da costringere l'Inghilterra e gli Usa a una prolungata presenza in forze sul territorio italiano e a un impegno economico, che esse non potevano o volevano assumersi, per scongiurare pericolosi torbidi sociali211. Sicché non è difficile capire perché i rapporti tra gli Alleati da una parte e il movimento partigiano e il Clnai in particolare da un'altra non furono mai limpidi e veramente buoni e col passare del tempo si fecero via via piú complessi e difficili. E questo anche se l'apporto del movimento partigiano alla guerra contro i tedeschi212 si veniva rivelando superiore alle attese, tanto da indurre i comandi alleati e lo stesso Alexander (che pure considerava i partigiani «un grosso disturbo») ad esprimere su di esso lusinghieri giudizi, non solo pubblici, ma anche in sedi tecniche riservate213.

211–212

对于盟国而言——无论是政界还是军界在此点上皆完全一致——抵抗运动绝不应成为麻烦的策源地,而应充当助益的工具。它绝不应“搞政治”,亦不可自命于过高的野心目标,诸如将自身扩充为“正规军”、发起大规模战略战役、“解放”大片国土或“发动”民众;所有这些构想,哪怕盟军曾认为其具备可行性(实际上他们从未这般认为),在他们看来对于意大利战局亦毫无实用价值,反倒深恐这会给自身招致困扰(至少在后勤补给层面),并对这种行径可能引申出的政治事态演变与后果、以及游击队运动可能借此摆脱其司令部掌控而获得的自主性抱持极深戒心。在盟军的视角下,抵抗运动实质上必须仅存在并活动于纯粹的军事领域之内,且必须尽可能同盟军司令部保持紧密联络,充当其战线后方的辅助力量。搜集军事情报214、实施破袭作业、发动旨在牵制并消耗敌军兵力的暗杀与奇袭突击、在紧邻德军防线后方支援盟军特定作战行动、以及反间谍宣传:大体而言,这便是抵抗运动所应承担的全部使命;而要完成上述各项任务,少数意志坚决的小分队便已足敷使用,所必需的不过是微量物资器材和若干盟军联络使团的协助罢了。简而言之,这一视角与绝大多数游击队运动——尤其是其左翼政治派别——从一开始所确立的自我定位截然不同,同时也与巴多格里奥政府的大相径庭;巴多格里奥政府虽同样敌视抵抗运动的政治化倾向,并极力企图将其纳入自身统辖之下予以正规军事化,但鉴于其自身风雨飘摇的君主制命运,该政府认为游击队运动的发展壮大及其在抗击德军与萨罗共和国斗争中所作的贡献,对于在伦敦、华盛顿(以及莫斯科)面前为意大利在未来的和会上争取更为宽大的处置待遇,具有举足轻重的重大价值。

Per gli Alleati – politici e militari in ciò erano tutti d'accordo – la resistenza non doveva essere fonte di difficoltà, ma di aiuto. Non doveva «far politica» né porsi ambiziosi obiettivi, quali quelli di farsi «esercito», di condurre operazioni in grande stile, di «liberare» intere zone del paese, di «mobilitare» le masse; tutte cose che, anche se le avessero ritenute possibili (e non le ritenevano tali), essi consideravano ai fini della guerra in Italia di nessuna utilità pratica, temevano anzi che avrebbero creato loro difficoltà (se non altro sul piano dei rifornimenti) e ne diffidavano per gli sviluppi e per le conseguenze politiche che avrebbero potuto avere, per l'autonomia che avrebbero dato al movimento partigiano rispetto ai loro comandi. Nell'ottica degli Alleati la resistenza doveva essere infatti qualcosa che fosse presente e agisse solo nella sfera militare e che doveva operare il piú possibile in collegamento con i loro comandi e come loro supporto oltre la linea del fronte. Raccolta di informazioni214, azioni di sabotaggio, attentati e colpi di mano volti a logorare e impegnare le forze nemiche, interventi a sostegno di particolari azioni alleate immediatamente dietro le linee tedesche, controinformazione: questi sarebbero dovuti essere sostanzialmente i suoi compiti; tutti compiti per i quali erano sufficienti piccoli gruppi di uomini decisi e ai quali bastava il supporto di pochi mezzi e di qualche missione alleata. Un'ottica, insomma, molto diversa da quella nella quale si collocarono subito tanto la gran maggioranza del movimento partigiano, e in particolare le sue componenti politiche di sinistra, quanto lo stesso governo Badoglio, che, se era ostile ad una politicizzazione della resistenza e aspirava a tenerla sotto il proprio controllo e a militarizzarla, considerava però il suo sviluppo e il suo contributo alla lotta contro i tedeschi e la Rsi di grande importanza per ottenere da Londra e da Washington (e da Mosca) un miglior trattamento dell'Italia al tavolo della pace e per rafforzare le periclitanti fortune della monarchia.

212

或许最能精辟概括这一根本视角差异的,当属埃德加多·索尼奥。为了阐明其所属组织“弗朗基”的精神旨趣与活动实态,他曾对该问题自“九八协定”后初次显露以来的基本关节点作过如下勾勒:

“盟军的设想,”他写道215,“乃是用一张由情报与组织使团构成的网络全面覆盖游击各支队的布署区域,以此建立并持续更新对局势的全景掌握,进而在第二阶段,为了自身的军事与政治目的对整个运动实施控制、统领与补给补给。这一构想于1943年11月至1944年6月间逐步付诸实施……
就意大利政府与最高统帅部而言,在这一时期根本不可能与北方的抵抗运动建立起系统性的联络接触。出于我们后文将要探讨的原因,盟军决不允许意大利官方机构以任何形式出现在尚处于沦陷状态的区域之内。仅仅依靠迂回托辞与巧妙谋略,才得以将极少数个别人员夹杂渗透进盟军联络使团的成员之中。正是在这种初步的勾连过程中,抵抗运动、盟军以及南方政府三方在斗争宗旨与斗争手段问题上所存在的深刻分歧,日益暴露无遗。让我们逐一对其加以剖析。

Chi forse ha meglio sintetizzato questa radicale differenza di ottica è stato Edgardo Sogno allorché, per spiegare lo spirito e l'attività della sua organizzazione, la «Franchi», ha cosí tratteggiato i punti essenziali della questione sin dal suo primo manifestarsi subito dopo l'8 settembre:

Il piano alleato – ha scritto215 – consisteva nel coprire con una rete di missioni informative e organizzative tutta la zona di dislocazione delle bande per costruire e aggiornare in permanenza il quadro completo della situazione e in un secondo tempo per controllare, dirigere e rifornire il movimento ai propri fini militari e politici. Questo piano venne progressivamente attuato fra il novembre '43 e il giugno del '44...
Per quanto concerne il governo e i comandi italiani non fu possibile in questo periodo iniziare una sistematica presa di contatto con la Resistenza del Nord. Gli Alleati per le ragioni che vedremo in seguito non consentivano alle autorità italiane di essere comunque presenti nelle zone ancora occupate. Soltanto attraverso sotterfugi e stratagemmi fu possibile infiltrare qualche elemento isolato fra i membri delle missioni alleate. Attraverso questo primo collegamento si andava chiarendo intanto la divergenza esistente fra i punti di vista del movimento di Resistenza, degli Alleati e del governo del Sud in merito alle finalità e ai metodi di lotta. Esaminiamoli singolarmente.

213

就游击队运动而言,有三个基本观念无论各派政治派系与倾向如何,皆为全体‘自由志愿者’毫无例外所共同秉持。这三大观念即:
1)将战争视为至高无上的必然要求,将胜利视作一切后续政治活动的前提条件;
2)该运动在实质上的统一性与自主性,以及在实际行动层面上推进联合的必要性,即便在不同旗号下实现此种联合的期盼与尝试依然存在;
3)斗争所蕴含的政治意义与价值是不可或缺的本质要素,凡不承认此点者便无从谈及归属于该运动,尽管在各不同集团内部对此种政治要素的理解各不相同(在加里波第旅眼中是社会革命,在‘行动党’正义与自由旅眼中是彻底的民族革新,而在各独立自主支队眼中则是争取政治民主并反对一切形式的专政独裁)。
相反,在盟军眼中,游击队运动仅仅在有利于服务于大战战局的军事利用价值这一层面上才受到审视。任何其他考量他们均不屑一顾。游击武装力量不过是应该以最恰当方式镶嵌进打击德军整体战局构架中的一个组成要素而已。

在已解放的意大利本土,政界与外交界将游击队运动视作意大利伴随盟军进行整体战争努力不可分割的有机组成部分,其根本关切在于将该运动纳入国家‘共同交战’(cobelligeranza)的轨道,以便用于推动预期的对和约苛刻条款的修改。在军界,人们倾向于将游击各支队视作脱离了陆军建制的分遣部队,即便只是间接地,亦当服从军事等级序列或从属于布林迪西的意大利最高统帅部,同时对其中的左翼政治势力怀有极深的戒心。

就盟军而言,毫无疑问,对辅助性游击武装行使统帅权与下达指令之职权,悉数归属于地中海盟军最高司令亚历山大将军。亚历山大公开谈论‘他的’游击队员。伦敦广播电台直接接受盟军司令部的命令与训令,对地方各司令部、民族解放委员会以及意大利政府一概视而不见。自南方北上的各联络使团接受英美两国的训练受命,除自身后方基地外不承认任何其他权威。盟军的这一观念自有其政治与法理依据,尽管以其实用主义的心态并不总是能清晰自省其义。意大利北方领土在法理上从属于意大利政府,而该政府乃是交战敌国政府。况且该地尚有德军盘踞,因之对处于停战协定管辖监护之下的意大利南方政府而言,在该领土上绝不存在任何事实或法理上的管辖权。唯有在全境光复之后、经历盟军军政府(AMGOT)接管过渡、待战线彻底远去之时,意大利政权机构方能重新行使其权力。在此之前,凡在沦陷区自愿协助盟军大业的任何军事或政治力量,均不得被视为代表意大利政府或隶属于意大利政府,而只能从属于盟军。这一观念不仅解释了盟军情报机关对地方游击队指挥部试图整合抵抗力量的举动所抱持的恒常戒备与或明或暗的阻挠,同时也解释了在这一时期,盟军在南方意大利政府与军方统帅部同北方游击队运动之间所人为筑起并坚固把守的不可逾越之壁垒与密封隔阂。

Per quanto concerne il movimento partigiano tre concetti fondamentali risultano comuni a tutti indistintamente i «volontari della libertà» a qualsiasi gruppo e tendenza politica appartengano. Questi concetti sono: 1) la guerra come necessità suprema e la vittoria come condizione essenziale per qualsiasi ulteriore attività politica; 2) la sostanziale unità e autonomia del movimento e la necessità della sua unificazione sul terreno dell'azione pratica anche se permangono speranze e tentativi di realizzare questa unificazione sotto insegne diverse; 3) il significato e il valore politico della lotta come elemento essenziale tale da escludere l'appartenenza stessa al movimento per coloro che non lo riconoscono, anche se tale elemento politico è variamente inteso nei vari gruppi (rivoluzione sociale per le Garibaldi, totale rinnovamento nazionale per le GL, lotta per la democrazia politica e contro ogni forma di dittatura per le autonome). Dagli Alleati invece il movimento partigiano viene preso in considerazione esclusivamente agli effetti del suo sfruttamento sul piano militare ai fini dello sforzo bellico. Qualsiasi altra considerazione non interessa. Le forze partigiane non costituiscono che un elemento da inserire nel modo piú opportuno nel quadro generale dell'impiego contro i tedeschi.

Nell'Italia liberata gli ambienti politici e diplomatici guardano al movimento partigiano come a una parte integrante dello sforzo di guerra italiano a fianco degli Alleati e si preoccupano essenzialmente del suo inserimento nel quadro della cobelligeranza nazionale da sfruttarsi ai fini della auspicata revisione delle clausole del trattato di pace. Negli ambienti militari si tende a considerare le bande come elementi distaccati dall'Esercito sottoposti sia pure indirettamente alla gerarchia militare o dipendenti dagli Alti Comandi militari italiani di Brindisi con una accentuata diffidenza per gli elementi politici di sinistra.

Per quanto concerne gli Alleati non vi è alcun dubbio che la funzione di comando e il compito di impartire direttive alle forze partigiane ausiliarie spetti al comandante delle Forze Alleate del Mediterraneo, il generale Alexander. Alexander parla dei «suoi» partigiani. Radio Londra prende ordini, istruzioni dal comando alleato ignorando totalmente i comandi locali, CLN e governo italiano. Le missioni che giungono dal Sud, istruite dagli inglesi e dagli americani non riconoscono altra autorità che quella della propria base. Questa concezione degli Alleati ha una base politica e giuridica, anche se con la loro mentalità pratica non sempre ne sono chiaramente consapevoli. Il territorio italiano del Nord è sottoposto al governo italiano, che è un governo nemico. Per di piú ci sono i tedeschi, quindi nessuna autorità, né di fatto né di diritto, si può riconoscere su quel territorio al governo italiano del Sud ancora sottoposto al regime di tutela armistiziale. Solo dopo la liberazione, dopo il periodo dell'AMGOT, quando il fronte si sarà allontanato, le autorità italiane riavranno l'esercizio dei loro poteri. Per ora qualsiasi forza militare o politica che in quei territori si disponga ad aiutare la causa non può considerarsi rappresentata e dipendente dal governo italiano ma dagli Alleati. Questo concetto spiega non solo la costante diffidenza e piú o meno velata opposizione dei servizi alleati nei confronti dei comandi partigiani locali tendenti a unificare le forze di Resistenza, ma anche la barriera insormontabile, l'ermetico diaframma costituito e mantenuto in questo periodo tra governo e comandi italiani del Sud da una parte e il movimento partigiano dall'altra.

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布林迪西的意大利政府与意大利军事统帅部从自身立场出发,自然倾向于攫取对游击队运动的领导权,尽管由于我们业已分析过的种种缘由,他们至多只能通过混杂在盟军联络使团中的个别军事人员,施加极其微弱有限的影响。

在斗争的方法与限度这一问题上,双方的冲突同样深刻而尖锐。将游击战视为具有政治背景与政治内涵的斗争观念,必然导致一种倾向:即极力促成规模日益庞大的武装支队,‘解放’并控制连片区域,将指挥大权统一收拢于政治机构与政治领导人之手,并在盟军部队并肩作战的同时进行一场独立自主的自身战争。在北方,各方力图将游击各支队锻造成一个统一的实体,即一支‘解放军’,无论在沦陷区民众面前,还是在盟国自身面前,都高高擎起国家政治重生的旗帜。其最终目标在于发动群众性总起义,从而赋予游击编制远远超越即时军事功能的崇高价值与历史意义……

然而,盟军的构想却完全殊途。

游击各支队的军事行动绝不应逾越作为盟军部队战争努力补充辅助这一界限。任何逸出此轨道的行径,皆属耗费精力与资财、损害战争全局指挥的妄动。盟军情报部门只要由精干分子构成的精简小型支队。他们坚决反对开辟自由区,反对对固定防线的死守死防,反对对德军采取群众性正面集群作战。他们所希冀的,仅仅是突袭奇袭、孤立破袭以及针对敌方薄弱据点与交通动线的猝然打击,且必须尽可能与盟军主力部队的战役机动保持协调呼应与同步推进。面对带有强烈政治色彩的游击武装,他们始终冷漠猜忌。在他们看来,唯一要紧的事唯有打仗,除此无他。政治支队的组织者与头面人物在他们眼中不过是些惹是生非的煽动政客,只会用毫无即时实际利益可言的问题与活动,干扰职业军人的严肃正事……

这些分歧不仅停留于理论思辨层面,更直接投射到具体的搏杀战场之上:中央各政治机构(各民族解放委员会)代表着抵抗运动的政治路线,来自南方的各使团代表着盟军的战略意图,而旧陆军军官与保王派分子则代表着巴多格里奥的建制军事构想。正是这一错综复杂的交汇场域,构成了‘弗朗基’组织开展穿梭联络与调解斡旋活动的舞台……

若要以某种方式调和如此悬殊的视角,除了巨大的耐心、善意以及谨防行差踏错的戒惧之外,本需要双方展现出深刻的相互体谅与彼此妥协让步的诚意;然而双方皆付之阙如,且——平心而论——意大利方面较之盟军方面更为欠缺此种素养。这便解释了何以从一开始双方关系便绝非一帆风顺,并在历经波折起伏中始终保持着这种龃龉状态,即便在某些个别问题上,盟军最终也不得不勉强附和北意大利民族解放委员会的主张,或是无可奈何地隐忍接受既成事实。

在战后以及尤以六七十年代为甚的国际与国内意识形态及政治激烈对抗氛围中,为了解释曾充斥于抵抗运动与盟军之间关系的重重困境,尤其是为了将意大利未能实现‘革新’的责任尽数转嫁给盟军,人们往往借助或明或暗的论调,诉诸英美两国、尤其是英国针对抵抗运动及其斗争所欲催生的新意大利抱持所谓‘保守主义’敌意的说辞。这种解释模式乃是左翼文化、尤其是共产党文化的典型产物,而其养分与‘权威性’多半直接汲取自非共产党抵抗精英中不可忽视的阶层——尤其是世俗知识分子阶层。

Il governo italiano di Brindisi e i comandi militari italiani da parte loro erano naturalmente portati ad attribuirsi la direzione del movimento partigiano, anche se per i motivi che abbiamo esaminato non riuscivano ad esercitare che una limitata influenza attraverso gli elementi specialmente militari, infiltrati con le missioni.

Sulla questione dei metodi e dei limiti della lotta il contrasto è altrettanto grave e profondo. La concezione della guerra partigiana come lotta a sfondo e a contenuto politico comporta la tendenza a favorire la formazione di bande sempre piú numerose, a «liberare» e a controllare delle zone, a unificare il comando nelle mani degli organi e dei dirigenti politici, a condurre una guerra propria indipendente, anche se combattuta al fianco delle truppe alleate. Nel Nord si mira a fare delle bande un corpo unico, un'«Armata di liberazione» che, sia di fronte alle popolazioni dei territori occupati, sia di fronte agli stessi Alleati, alzi la bandiera della riscossa politica nazionale. Si mira all'insurrezione di massa, attribuendo alle formazioni un valore e un significato che va molto al di là della loro funzione militare immediata...

La concezione alleata invece è molto diversa.

L'azione militare delle bande non deve essere che una integrazione dello sforzo di guerra delle truppe alleate. Ogni attività che esorbiti da questa linea costituisce uno spreco di energie e di mezzi a danno della condotta della guerra. I servizi alleati vogliono bande poco numerose composte di elementi solidi. Sono contrari alla creazione di zone franche, alla difesa rigida di linee determinate, ad azioni di massa contro i tedeschi. Vogliono soltanto colpi di mano, atti isolati di sabotaggio, attacchi di sorpresa contro piccoli presidi e linee di traffico del nemico, il piú possibile concordati e sincronizzati con i movimenti delle loro truppe. Di fronte alle bande politiche rimangono freddi e diffidenti. Dicono che quello che conta è fare la guerra e basta. Gli organizzatori e i capi di bande politiche appaiono ai loro occhi dei mestatori che intralciano con problemi e attività, senza un vero interesse immediato, il lavoro serio dei militari...

Queste divergenze non si limitano al campo teorico, ma si ripercuotono sul campo della lotta, in quanto gli organi centrali politici, i CLN, vi rappresentano l'indirizzo della Resistenza, le missioni provenienti dal Sud vi rappresentano la concezione degli Alleati, ufficiali dell'esercito ed elementi monarchici vi rappresentano l'impostazione badogliana e militare. Ed è questo il terreno su cui si svolge l'azione di collegamento e di mediazione dell'organizzazione Franchi...

Per conciliare in qualche modo ottiche tanto diverse ci sarebbe voluta, oltre a molta pazienza, buona volontà e attenzione a non fare passi falsi, una comprensione e una disponibilità a reciproche concessioni che però nessuna delle due parti ebbe e – bisogna pur dirlo – mancarono piú da parte italiana che da parte alleata. Si spiega cosí perché sin dall'inizio i rapporti furono tutt'altro che facili e tali, pur tra alti e bassi, rimasero sempre, anche se su alcune questioni gli Alleati finirono per accedere al punto di vista del Clnai o per rassegnarsi a subirlo.

Nel clima di accesa contrapposizione ideologica e politica che contraddistinse sia sul piano internazionale sia su quello interno il dopoguerra e piú ancora gli anni sessanta-settanta, per spiegare le difficoltà che avevano caratterizzato i rapporti tra la resistenza e gli Alleati e, soprattutto, per attribuire a questi la responsabilità del mancato «rinnovamento» dell'Italia, è stato fatto invece spesso ricorso ad argomentazioni piú o meno esplicitamente fondate su una presunta ostilità «conservatrice» anglo-americana, e degli inglesi in particolare, nei confronti della resistenza e dell'Italia alla quale questa si sarebbe proposta di dar vita con la sua lotta. Caratteristico della cultura di sinistra e di quella comunista in particolare questo tipo di spiegazione ha tratto il piú delle volte alimento e «autorevolezza» da settori non trascurabili – soprattutto laici – dell'élite resistenziale non comunista.

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法西斯统治时期,这些阶层曾闭锁于一种既崇高坚决又流于抽象道德主义的反对立场之中,他们既从未真正洞察第二次世界大战对传统价值坐标所造成的剧烈颠覆,亦未看清意大利因战败与停战而实际沦入的悲惨境地,更不曾领会对于盟军而言,真正具有决定意义并支配其政治抉择的唯一要务,乃是确保在亚平宁半岛的军事行动畅通无阻,并完全依据自身在各个具体阶段设定的作战目标来评估意大利人所能提供的人力物力贡献。正因如此,他们一直将抵抗运动既置于某种民族复兴运动(Risorgimento)的视角下予以体验,又视之为意大利历史上开天辟地的革命性事件——正如我们前文业已指出——以为凭此便能实现一场深刻而激进的政治、社会与道德革命,从而最终将意大利重塑为一个面目一新的公民与政治社会;然而在光复之后,面对其绝大部分期许的幻灭,他们不仅不去反求诸己,从自身对待英美盟军(以及对待本国深层社会心理)的判断与行为失误中反思原因,反而将全部罪责悉数倾泻于盟军对抵抗运动所持的‘暧昧’与‘敌视’态度之上,归咎于据称支配了盟军行动的‘政治近视’与‘自私自利’。

在某些情形下,促成将一切过错转嫁给盟军的动因,极可能是出于一种深重的幻灭挫折感:他们不得不痛苦地承认,粉碎其热切期许的首要‘祸首’,恰恰是多年来被他们奉为民主典范、因而视作遭受法西斯及其同谋践踏蹂躏的意大利人民真正挚友的英美人士。然而就大多数人而言,我们认为更确切的症结在于跟不上时代发展的步伐,无法从第二次世界大战的历史断层早已抛弃进历史垃圾堆的文化羁绊中自我解脱。无论前一种还是后一种情形,皆有助于解释何以在这些阶层当中,抵抗运动时期对共产党人的尖锐批评逐渐偃旗息鼓,转而日益执迷于鼓吹‘抵抗运动的统一性’——尤其是其左翼各组成部分的团结一致——的节点与论据,直至将其烘托为一桩神话,并同时视作一种依然具备现实效力的理想典范。

Arroccati negli anni del fascismo in un'opposizione tanto nobilmente intransigente quanto astrattamente moralistica, questi settori non si erano mai resi veramente conto né del radicale sconvolgimento dei tradizionali punti di riferimento provocato dalla seconda guerra mondiale, né dell'effettiva condizione nella quale si era venuta a trovare l'Italia in conseguenza della sconfitta e dell'armistizio, né del fatto che ciò che realmente contava per gli Alleati e determinava le loro scelte politiche era poter condurre le operazioni militari nella penisola senza intralci di sorta e valutando l'apporto italiano in funzione esclusivamente degli obiettivi che di volta in volta si ponevano. Sicché, avendo vissuto la resistenza un po' in un'ottica risorgimentale, un po' come il fatto rivoluzionario della storia italiana, grazie al quale – lo abbiamo già detto – si sarebbe realizzata una rivoluzione politica, sociale e morale cosí profonda e radicale da fare finalmente dell'Italia una società civile e politica del tutto nuova, essi – messi dopo la liberazione di fronte al fallimento di gran parte delle loro attese – invece di cercarne le ragioni nei propri errori di valutazione e di comportamento rispetto agli anglo-americani (e allo stato d'animo profondo del paese) ne avevano scaricato la responsabilità sull'atteggiamento «equivoco» e «ostile» degli Alleati verso la resistenza e sulla «miopia politica», sull'«egoismo» che, secondo loro, l'avevano determinato.

In alcuni casi è probabile che a questo rovesciamento di tutte le responsabilità sugli Alleati abbia contribuito la frustrazione provocata dal dover constatare che i «responsabili» primi del fallimento delle loro attese fossero stati proprio quegli inglesi e americani da essi per anni considerati modelli di democrazia e, dunque, i veri amici del popolo italiano conculcato dal fascismo e dai suoi complici. Per la maggioranza crediamo però che sia piú giusto parlare soprattutto di incapacità a tenere il passo con i tempi e a liberarsi da condizionamenti culturali che la frattura storica determinata dalla seconda guerra mondiale aveva in gran parte confinato nel passato. Nell'uno come nell'altro caso ciò aiuta a spiegare anche il progressivo affievolimento delle critiche che da questi settori si erano levate nei confronti dei comunisti durante la resistenza e il loro insistere invece sempre piú sui momenti e sui motivi di «unità della resistenza» e in particolare delle sue componenti di sinistra, sino a farne un mito e al tempo stesso un modello dello ancora valido.

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对英美两国的所作所为固然可以提出诸多批评;但在严肃的历史学审视之下,不可接受的乃是将他们推上被告席,将他们与抵抗运动之间的一切误解、紧张与龃龉之责悉数归咎于盟国,以至于将他们塑造成抵抗运动的准仇敌、意大利民主事业的绊脚石以及极右保守反动势力的庇护者。此类指控倘若不是出于赤裸裸的政治工具化企图——且迟早不可避免地沦为此类工具——便暴露出对第二次世界大战的本质涵义及其相对于往昔‘人类处境’的颠覆性变革的极度无知,首先是对一场史无前例、惊心动魄的民族存亡斗争在各国良知与行为规范上所烙下的深刻印记缺乏感知——哪怕各国的感受程度参差不齐。在道德层面,这种印记大体表现为集体的野蛮化退步;在政治与军事层面,则体现为最不择手段、最冷酷无情但在不计代价攫取胜利的战场上最具成效(或自以为最有成效)的实用功利逻辑的全面胜利。对此若无清醒认知,任何讨论都将不可避免地退化为道德主义的说教构架;这种说教无论出于真诚还是出于私利,在两种情形下皆彻底扼杀了对相关历史事变的真切理解,并且几乎无一例外地在当事人自身的眼中扭曲了历史的本来面目。

关于这种解释模式何以甚至能将其倡导者罗致于那些深谙内情、亲身经历、且身居要津的历史核心主角之中,一个极具代表性的例证便是帕里在战后对盟军与抵抗运动关系所作的陈述中,其调门呈现出日趋苛刻严厉的演变脉络。

1945年5月216,他仅提及‘在最初阶段’曾出现分歧与艰难时刻,但并未过多纠缠,反而断言‘随着局势的推移’,双方关系是在不断改善的。然而仅一年多之后,在一场题为‘瑞士与意大利抵抗运动’的报告会中217,他的批评却陡然变得尖刻严厉得多。他直斥所谓共同交战不过是一场损害意大利利益的骗局;盟军只索取对自身有利的东西,而绝不愿付出任何努力(这即便只是间接指涉,亦是暗指战线在‘哥特防线’上的胶着僵持)以使意大利免遭‘丧乱与摧残’。‘他们无法扼杀我们的游击作战努力,但我们与盟军的关系以及他们向我们提供的援助,却不可避免地受到对一个具有全国性质与宏大抱负的运动的猜忌所左右……由此引发的重重龃龉,亦严重掣肘了武装起义的技术与军事规划,这些问题自始至终昭然若揭,直至1945年春季仍历历在目。’1948年12月,在针对瓦莱里奥·博尔盖塞审判的法庭作证时218,他的证词真伪难辨,既不知该谓之偏颇还是谓之天真。在谴责英国派遣到北方的使团普遍对游击队运动不甚友好之后,他紧接着高度赞扬了美国所派使团,据其所称,这些美方人员不仅‘并非共产党人’,反而皆是‘朋友’,而事实上——且他绝无可能不知晓——渗透进美国情报机构的共产党人数量极多,乃至导致整个战略情报局(OSS)的一个行动小组不得不被强制解散219。1949年220,他转而泛泛而谈称这是一部‘无穷无尽的烦扰史’,不过,他虽然声称不相信加里波第派和‘若干行动党指挥部’对盟军在空投补给中奉行‘党派偏向’筛选原则的指控,但他勾勒的图景已开始切入各项具体问题的核心。实际上,他将奥索拉根据地悲剧性结局的责任尽数推给英美两国(‘游击队反复绝望呼吁的盟军战机终究没有飞来……’);此外,他一方面将1944年12月的《罗马协定》定性为‘初次胜利’,另一方面却声称或暗示该协定对北意大利民族解放委员会而言在实质上极不令人满意,在形式上更带有屈辱意味221;以至于他之所以被迫低头接受,纯粹是由于深陷10月份以来的严重危机,亟需获取不可或缺的外部援助以解燃眉之急——当时亚历山大将军在‘信誓旦旦保证将纵深推进’之后,却在‘哥特防线’前按兵不动。这一论断清楚地表明,《罗马协定》在他眼中之所以能算作‘初次胜利’,仅仅是因为它使抵抗运动得以挺过命悬一线的深重危机并在1945年4月25日积聚起雄厚实力,但在其他所有方面,他皆视之为解放运动的一次惨重屈辱与挫败。在当时,他尚不愿公开坦承这种失败——很可能是担心一旦承认,便会在正在建构中的抵抗运动官方叙事正统(vulgata resistenziale)上撕开一道后果难以预料的溃口,而彼时该叙事的基础尚不甚牢固,经不起这般冲击——但随着岁月的流逝,他最终不得不对此予以承认。究竟是因为再也无法掩盖真相,还是为了‘证明’战后意大利所发生的一切悲剧皆应由不愿让抵抗运动取得完全胜利的英美人士负责,我们已无从定论。因此,在1950年222,他的承认依然极为隐晦曲折。他借英国关于意大利战役官方战史出版之机,再次笼统指责盟国、尤其是英国千方百计阻挠并限制意大利参与对德作战,扼杀一切‘复兴’努力(不论在北方还是南方),并且专门就抵抗运动而言,指责其为了‘避免在未来的和会上遭遇以共同战胜国自居的意大利人’,而蓄意遏制、分化并限制游击队的军事行动。但他并未更进一步。直到他决心迈出更深的一步(即便仍以间接和暗示的形式),又过去了整整十年。1960年223,在回顾抵抗运动的决定性关头时,他一方面声称抵抗运动的功绩在于没有去打盟军所希冀的那种‘特种战争’——一种由‘极度灵活的小型破袭与阻截小组构成、绝不与敌主力交战而极度消耗敌人的战争’,而是打了‘我们自己的’战争,即‘一场全民的、民众与民族的武装起义’,其宗旨在于‘不惜一切代价’在战场上拉起‘一支国民军队’;但另一方面,他却描绘了一幅抵抗运动在1944—1945年严冬所必须克服的艰难险阻的极为惨烈的图景,这几乎无可置疑地印证了这些绝境对于迫使他签署《罗马协定》所起到的决定性作用。然而,要让他把话彻底挑明,却还需要十余年的光阴。唯有到了1972年,当抵抗运动神话叙事几乎已确立了无可置疑的垄断地位、反美主义在社会各阶层泛滥成灾之际,帕里终于白纸黑字地公开宣称,他是在一种‘万不得已的胁迫处境’下签署了《罗马协定》;更关键的是,他和詹卡洛·帕耶塔一样,纯粹是将该协定视作一种权宜工具,并在签字时抱持着根据未来情势演变来决定遵守与否的‘内心保留’(riserva mentale)。

All'operato degli anglo-americani possono essere mosse numerose critiche; ciò che in sede storica è inammissibile è metterli sotto accusa, attribuendo loro tutta la responsabilità delle incomprensioni, delle tensioni, dei contrasti che caratterizzarono i rapporti tra essi e la resistenza, sino a farne dei nemici o quasi di essa, e, piú in generale, della causa della democrazia italiana e dei sostenitori delle forze e degli interessi piú conservatori. Accuse del genere, quando non sono strumentalmente politiche – e prima o poi inevitabilmente lo diventano – denotano una totale incapacità di rendersi conto di cosa la seconda guerra mondiale ha significato e di quanto ha innovato rispetto alla «condizione umana» precedente e in primis dell'incidenza sulle coscienze e sui comportamenti che – sia pure in misure diverse – ha avuto in tutti i paesi una lotta per la sopravvivenza, tanto drammatica quanto senza precedenti, quale essa fu. Una incidenza che, di massima, si è manifestata, sotto il profilo morale, con un imbarbarimento collettivo e, sotto quello politico e militare, nel trionfo delle logiche piú spregiudicate e spietate, ma piú produttive (o presunte tali) sul terreno del successo da conseguire ad ogni costo. Non rendersene conto riduce ogni discorso nel quadro di un moralismo che può essere sincero o interessato, ma che in entrambi i casi, impedisce una effettiva comprensione storica degli avvenimenti in questione e, quasi sempre, li deforma agli occhi degli stessi loro protagonisti.

Un significativo esempio di come questo tipo di spiegazione abbia potuto annoverare tra i suoi sostenitori anche uomini che conoscevano bene le cose per averle vissute in prima persona e in posizioni che ne facevano dei protagonisti di rilievo è offerto dal tono via via sempre piú critico con il quale Parri ha prospettato dopo la liberazione i rapporti tra Alleati e resistenza.

Nel maggio 1945216 fece accenno solo a contrasti e a momenti «in una prima fase» difficili, ma senza insistervi su troppo e affermando che, comunque, «man mano si procedeva», i rapporti erano andati migliorando. Un anno e poco piú dopo, in una conferenza su «La Svizzera e la resistenza italiana»217, le sue critiche si fecero però molto piú dure. La cobelligeranza era stato un inganno ai danni dell'Italia; gli Alleati avevano preso ciò che giovava loro e non avevano fatto alcuno sforzo (il riferimento, sia pure indiretto, era alla stabilizzazione del fronte sulla «linea gotica») per risparmiare «lutti e distruzioni» all'Italia. «Non potevano limitare il nostro sforzo partigiano, ma i rapporti nostri con gli Alleati e l'aiuto che essi ci fornirono furono necessariamente influenzati dalla diffidenza verso un movimento di carattere e pretese nazionali... Donde difficoltà, che incidevano anche sulla impostazione tecnica e militare dell'azione insurrezionale e furono evidenti sin dall'inizio e si manifestarono ancora nella primavera del 1945». Nel dicembre 1948, in occasione del processo contro J. V. Borghese, rese una testimonianza218 che è difficile dire se piú parziale o piú ingenua. All'accusa alle missioni inviate dagli inglesi al nord di non essere in genere favorevoli al movimento partigiano fece infatti seguire un elogio di quelle inviate dagli americani e composte, a suo dire, da elementi «non comunisti», ma «amici», quando è nato; ed egli non poteva ignorarlo, che i comunisti infiltrati nei servizi segreti americani erano numerosi, al punto che un intero gruppo Oss dovette essere sciolto219. Nel 1949220 parlò invece genericamente di «una storia di fastidi senza fine», ma, pur dicendo di non credere alla fondatezza delle accuse mosse dai garibaldini e da «alcuni comandi Gl» agli Alleati di aver operato una selezione «di partito» negli aviolanci, il quadro da lui tracciato cominciò ad entrare nel vivo delle singole questioni. In pratica attribuí agli anglo-americani la responsabilità per come si era conclusa la vicenda dell'Ossola («gli aerei alleati, reiteratamente e disperatamente invocati, non vennero...») e se, per un verso, definí gli accordi di Roma del dicembre 1944 una «prima vittoria», per un altro affermò o lasciò capire che essi erano stati per il Clnai non molto soddisfacenti nella sostanza e umilianti nella forma221 tant'è che egli si era piegato ad essi solo perché costretto dalla necessità di ottenere gli aiuti indispensabili a far fronte alla crisi nella quale il movimento partigiano si era venuto a trovare con l'ottobre, allorché Alexander, dopo aver «assicurato l'avanzata a fondo», si era invece fermato sulla «linea gotica». Un'affermazione, questa, che lascia intravvedere come gli accordi di Roma costituissero per lui una «prima vittoria» solo perché avevano messo la resistenza in grado di superare la gravissima crisi nella quale si trovava e giungere in forze al 25 aprile, ma per il resto li considerasse una sconfitta del movimento di liberazione. Una sconfitta che in quel momento non voleva però ammettere esplicitamente – probabilmente temendo che ammetterla avrebbe potuto aprire una falla dalle conseguenze imprevedibili nella vulgata resistenziale che si veniva costruendo, ma che non aveva ancora basi tanto solide da non poter essere messa in crisi – ma che col passare degli anni avrebbe finito per riconoscere. Se per impossibilità di celarla ancora o per «dimostrare» che la responsabilità di quanto era accaduto in Italia dopo la liberazione era degli anglo-americani che non avevano voluto la piena vittoria della resistenza è impossibile dire. Nel 1950222 la sua ammissione fu pertanto ancora solo molto indiretta. Cogliendo l'occasione offertagli dalla pubblicazione della relazione ufficiale britannica sulla campagna d'Italia accusò infatti ancora genericamente gli Alleati e in particolare gli inglesi di aver fatto di tutto per impedire e limitare la partecipazione italiana alla guerra contro la Germania, di essersi opposti ad ogni sforzo di «resurrezione» (al nord come al sud) e di avere, per quel che riguardava in particolare la resistenza, frenato, frazionato e limitato l'azione dei partigiani pur di «non trovarsi al tavolo della pace degli italiani covincitori». Ma non si spinse oltre. Perché vi si inducesse, e ancora in forma indiretta, allusiva, dovettero passare altri dieci anni. Nel 1960223 infatti, ripercorrendo i momenti decisivi della resistenza, se da un lato rivendicò ad essa il merito di aver combattuto non la «guerra speciale» che gli Alleati avrebbero voluto, una guerra di «piccoli gruppi mobilissimi di sabotatori, di intercettatori, che non impegnano mai battaglia e logorano al massimo il nemico», ma una guerra «nostra», «una insurrezione nazionale, popolare e nazionale», che si proponeva di mettere in campo, «costasse quel che costasse», «un esercito nazionale», da un altro lato tracciò un quadro delle difficoltà che la resistenza aveva dovuto superare nell'inverno 1944-45 cosí drammatico da lasciare pochi dubbi sull'importanza che esse avevano avuto nel fargli accettare gli accordi di Roma. Perché si spingesse oltre ci volle però ancora piú di un decennio. Solo nel 1972, quando ormai la vulgata resistenziale dominava pressoché incontrastata e l'antiamericanismo dilagava a tutti i livelli, Parri si indusse infatti ad affermare a tutte lettere di aver sottoscritto gli accordi di Roma in una «condizione di necessità» e, cosa ancor piú importante, di averli, cosí come Pajetta, sottoscritti strumentalmente e con la riserva mentale di rispettarli o no a seconda delle circostanze.

219–220

“在雅尔塔的分界划定中,”他在《星盘》杂志(L'Astrolabio)上写道224,“正如众所周知的那样,地中海区域被划归英国的绝对势力范围,这便导致监护的中轴线向右偏移,并进而使意大利民族阵线的轴心右倾;归根结底,除了强力压制左翼冲劲之外,这更使得抵抗运动寻求中间妥协路线、从而维系团结联合的努力变得困难重重。
在这一意义上,南方使团最终带回的各项协议文件尤具决定性与冲击力。首份文件由使团成员在罗马与盟军最高司令部经过漫长艰苦的谈判后签署,而最高司令部在政治抉择上又深受盟国管制委员会的严密制约。令人极不甘心的是,我们在军事上对盟军最高司令部的从属从属关系被彻底条文化与刚性化,并且被迫认可了由停战协定强加给我们的未加明确说明的各项军事拘束。毫无疑问,自由志愿军团(CVL)在战后被强制解除武装已成定局,甚至盟方当时便提出要求,将其行动严格限制于民防任务的范畴之内。
在同我的数次晤谈中,盟军统帅部(亚历山大将军)的态度尚不算过于苛刻,并且未完全局限于大体在同一时期发布的臭名昭著的致游击队员冬季文告的口径,亚历山大本人甚至还就该文告向我们给出了最轻描淡写的中性解释。然而显而易见的是,除非发生不可预知的意外奇迹,我原本怀揣的梦想——即在未来和会上通过自由志愿军团在战争决胜阶段作出决定性军事贡献而换取盟方对我国‘共同交战国’地位的正式承认——已彻底沦为镜花水月。难道我必须承认,我们的战争结束得未免太早了吗?我很清楚,若作此言无异于离经叛道的大逆不道。
在这桩交易中,唯一积极且在我看来具有决定性意义的成果,乃是盟国联合对自由志愿军团的正式承认,以及一笔财政资金援助;没有这笔钱,我们几乎立刻就得关门歇业。军事从属协定不过是将一种早已存在的既成事实予以程序化确认而已,此前将统帅大权授予卡多尔纳将军的举措早已对此作了初步的背书。而倘若对着光线审视那些签名,至少透过我和帕耶塔的签名,任何人都能读出签字者的隐秘保留:只要大权尚未彻底旁落,我们便暗自保留行使一切可行且必要手段的自由。
然而归根结底,最终的决断完全出于一种万不得已的绝境。断然拒绝至少意味着一个具有严密组织的自由志愿军团的彻底覆灭。最大的个人政治责任由我一人承担。米兰的民族解放委员会最终以全票通过形式予以批准追认。”

Nella spartizione di Yalta – scrisse su «L'Astrolabio»224 – il settore del Mediterraneo era stato riservato, come è noto alla preminente influenza britannica, che spostava a destra l'asse della tutela, ed anche l'asse del fronte nazionale italiano, ed in definitiva, oltre a controbattere le spinte di sinistra, rendeva piú difficile l'affermarsi di una linea mediana, e perciò unitaria, della Resistenza.
Piú importanti e piú incisivi in questo senso furono i documenti conclusivi della missione al Sud. Il primo fu firmato a Roma dai componenti della missione a conclusione delle lunghe e faticose trattative con il Quartier Generale alleato, condizionato peraltro per le decisioni politiche dalla Commissione alleata di controllo. Era spiacevole la formalizzazione e l'irrigidimento della nostra dipendenza militare dal comando supremo alleato ed il riconoscimento di non precisate obbligazioni militari imposte dall'armistizio. Non era dubbio che sarebbe stato imposto il disarmo del Cvl, ed era stato formulato l'invito a limitarne l'attività a compiti di difesa civile.
Nelle conversazioni con me, il Comando alleato (gen. Alexander) era stato meno restrittivo, e non sulla linea del famigerato appello invernale ai partigiani intervenuto pressapoco in quei giorni, e del quale lo stesso Alexander ci dette l'interpretazione piú anodina. Ma era chiaro che, salvo imprevedibili sorprese, restava un sogno il sogno mio di arrivare ad ottenere, ai fini della pace futura, il riconoscimento di un nostro stato di cobelligeranza mediante un contributo militare decisivo del Cvl nell'ultima fase della guerra. Devo dire che la nostra guerra finí troppo presto? Lo so che direi una eresia.
Di positivo, ed a mio giudizio decisivo, vi era il riconoscimento interalleato del Cvl, ed un contributo finanziario senza il quale avremmo dovuto pressapoco chiuder bottega. I patti di dipendenza militare sanzionavano uno stato di fatto già esistente, al quale l'assegnazione del comando al gen. Cadorna aveva già dato una prima consacrazione. Ed a guardare le firme in controluce, almeno la mia e quella di Pajetta, si poteva leggere la reticenza di chi sin quando ha le carte in mano si riserva di fare quello che può e quello che deve.
Il giudizio finale era comunque quello di una condizione di necessità. Rifiutare avrebbe per lo meno significato la fine di un Cvl organizzato. La responsabilità personale maggiore era la mia. Il Cln milanese ratificò all'unanimità.

220–221

正如我们此前业已指出,人们固然可以对盟国提出诸多严厉指责。然而在提出批评时,既不能一概而论、以偏概全,即不能将个别孤立案例加以普遍化而罔顾其余事实及其所处历史语境(在这一维度上,极具代表性的是一再指责盟军依据游击部队的政治派系色彩来‘调节把控’空投物资的配给额度225);更决不可脱离那些在普遍意义上、尤其实在意大利战区主导其战争大战略的政治、尤其是军事指导原则,而一味将所有问题仅仅套入孤立的意大利狭隘视角中来打量,其结果必然是将这一时期抵抗运动与盟军之间充斥的一切误解、紧张与冲突的责任完全推卸给后者,从而自断了真确洞悉历史本来面目的途径。

Agli Alleati – lo abbiamo già detto – possono essere mosse molte critiche. Nel formularle non è possibile però né fare, per cosí dire, di ogni erba un fascio, generalizzare cioè singoli casi e ignorare gli altri e il loro contesto (tipica in questo senso è l'accusa tante volte fatta loro di avere «graduato» gli aviolanci alle varie formazioni in base al loro colore politico225), né tanto meno prescindere da quelli che erano i criteri informatori politici e soprattutto militari della loro strategia di guerra, in generale e in particolare in Italia, e a vedere invece tutto in un'ottica solo italiana, con la conseguenza di attribuire nella fattispecie tutta la responsabilità delle incomprensioni, delle tensioni, dei contrasti che caratterizzarono i rapporti tra la resistenza e gli Alleati solo a questi ultimi e, dunque, di precludersi la possibilità di capire come effettivamente si svolsero le cose.

221

无论帕里与帕耶塔在签字之际心怀何种侥幸企盼,1944年12月的《罗马协定》无疑构成了双方关系发展的终点站。然而,若要彻底透视其历史真谛,却必须回溯至双方交往的始发站。尤为关键的是,该协定的意义绝非仅限于狭义上的抵抗运动史自身,它更构成了深入探究并确切理解萨罗共和国末期诸多历史事态、以及北方广大阶层民众同游击运动、进而同德军与萨罗政权之间真实互动的至关重要的分析基石。鉴于我们这部著作的学术宗旨,这无疑是必须予以历史澄清的核心症结之一。

“九八协定”爆发后,帕里的首批举措之一便是派遣其心腹亲信、行动党人阿尔贝托·达米亚尼前往瑞士,去拜会掌控战略情报局(OSS)与特别行动执行处(SOE)对意情报业务的艾伦·杜勒斯与约翰·麦卡弗里;达米亚尼此前便已与特别行动执行处建立有联络关系。然而这次接触并未取得预期成果,尽管该接触得到了流亡在瑞士联邦境内的若干极具声望的反法西斯人士的支持,且达米亚尼似乎还试图将与‘自由社会主义进步力量’(即行动党)的关系标榜为防范‘将期盼寄托于苏联的共产主义势力’的一道屏障。但这一结果丝毫不令人惊诧,盖因在进行此类游说之际,达米亚尼及其随行人员却向杜勒斯与麦卡弗里倾泻了连篇累牍的对英美政策的激烈批判,尤指其对待君主制与巴多格里奥政府的妥协态度,且通篇充斥着高高在上、仿佛在向对方传授《大西洋宪章》真谛与崇高价值的说教腔调;眼见前两次会晤收效甚微,他们甚至企图绕开这两位对话当事人,直接致函艾登、美国驻伯尔尼公使以及英国工党,呈递了两份专门聚焦于君主制去留问题的抗议照会。这两份照会在伦敦引发了极其恶劣的反感,最初甚至根本未被视作真实信函,而被怀疑是法西斯反间谍机关蓄意借以在盟军面前诋毁抵抗运动声誉的阴谋离间计226。在这一初次不欢而散的接触之后,11月初又由帕里亲赴瑞士,并由瓦利亚尼陪同进行二次会晤;瓦利亚尼专门北上正是为了护送帕里赴瑞,并凭借自身在特别行动执行处积累的声誉协助打开局面。11月3日两位行动党要人与麦卡弗里和杜勒斯的会晤在形式上进展得顺利得多,这大概也得益于当时传来的最初一批正面战报所发挥的良好效应——游击队当时正全力护送并协助大批盟军前战俘越境逃入瑞士避难227。然而在实质层面上,所获成果依然寥寥。在纯粹的政治领域(对待君主制和巴多格里奥政府的态度,以及抵抗运动的战略-政治定位),各方实际上各执己见、寸步不让,两位盟军代表则声明自身在此类事务上无权置喙。在技术业务层面,帕里与瓦利亚尼提出的关于财政资助、武器装备、冬装被服以及建立固定联络渠道等一系列请求得到了接纳,但是——正如瓦利亚尼在其《条条道路通罗马》中所披露的那样——盟方附带了一项保留条件:即所商定之事项必须经由地中海盟军最高总司令的最后批准228。因此可以说,11月3日的会晤与其说是达成了一项真正的正式协定,毋宁说是开启了一种长期的互动关系:这种关系在短期内虽然为北意大利民族解放委员会确保了若干极为重要的现实利益(尤其在资金与补给方面229,并且为其开启了与瑞士情报部门建立切实合作的可能性,这在日后被证明具有极其宝贵的价值230),但兑现的耗时却远远超出了北方委员会的预期,从而引发了用麦卡弗里的话来说的一连串‘抱怨牢骚’,这绝未给双方关系的融洽带来任何好处;随着时间的推移,这种关系更在起伏波折、危机迭起、彼此猜忌与相互指责中演进前行231;其中最具标志性的两起冲突事件,其一是1944年4月底,麦卡弗里断然勒令北意大利民族解放委员会主席阿尔弗雷多·皮佐尼(在所有委员会领导人中,皮佐尼对盟军立场的领会最深,亦最受盟军敬重),要求(形式上以办事不力为由,实质上是因其对盟军态度过于激烈好斗)撤换达米亚尼,改由社会党人斯图基出任北意大利民族解放委员会军事委员会驻瑞士盟军代表232;而更为剧烈的震荡,则是三个月后麦卡弗里本人致帕里的一封言辞极度严厉的亲笔信——当时麦卡弗里获悉北意大利民族解放委员会正准备向其正式递交一份官方抗议文告,在信中公然指责盟军在物资空投方面‘心怀叵测、阳奉阴违’233

Gli accordi di Roma del dicembre 1944 costituirono indubbiamente, checché Parri e Pajetta sperassero opponendo sotto di essi le loro firme, la stazione d'arrivo di questi rapporti. Per valutarne appieno il significato è però necessario risalire alla stazione di partenza. Tanto piú che esso non è circoscrivibile alla sola storia della resistenza in senso stretto, ma costituisce un elemento importante per una piú corretta e approfondita comprensione anche di talune vicende dell'ultima fase della Rsi e del reale rapporto di larghi settori della popolazione del nord con il movimento partigiano e, quindi, con i tedeschi e la Rsi. E questo, dato il carattere del nostro lavoro, è certo uno dei nodi storicamente piú significativi da sciogliere.

Subito dopo l'8 settembre una delle prime mosse di Parri fu di inviare in Svizzera da Allen Dulles e John McCaffery, dai quali dipendevano i servizi dell'Oss e del Soe per l'Italia, Alberto Damiani, un azionista che godeva della sua piena fiducia e che era già in rapporto col Soe. Il contatto però non aveva portato ai risultati sperati, nonostante fosse appoggiato da alcuni autorevoli antifascisti esuli nella confederazione e Damiani pare prospettasse il rapporto con le «forze progressiste liberali socialiste», cioè col Pd'a, come una garanzia rispetto alle «forze comuniste che volgono le loro speranze verso l'Urss». Né la cosa può meravigliare, dato che mentre facevano questo discorso Damiani e i suoi accompagnatori rovesciavano su Dulles e McCaffery un profluvio di critiche alla politica anglo-americana e specie al suo atteggiamento verso la monarchia e il governo Badoglio, il tutto, per di piú, col tono di chi impartiva loro una lezione sul significato e i valori della Carta atlantica e, visto l'esito deludente dei primi due incontri, avevano cercato persino di scavalcare i due interlocutori inviando a Eden e all'ambasciatore americano a Berna e al partito laburista due note interamente dedicate alla questione monarchica che a Londra fecero una pessima impressione e in un primo momento non furono addirittura considerate autentiche, ma un tentativo dei servizi segreti fascisti di screditare la resistenza agli occhi degli Alleati226. A questo primo infelice contatto ne seguí ai primi di novembre un altro ad opera di Parri personalmente e di Valiani, che si era recato al nord proprio per accompagnarlo in Svizzera e facilitare il contatto con la propria presenza e il proprio credito presso il Soe. L'incontro, il 3 novembre, tra i due esponenti azionisti, McCaffery e Dulles ebbe formalmente un esito molto migliore, probabilmente anche grazie all'effetto positivo che stavano avendo le prime notizie sull'impegno messo dai partigiani nel favorire il passaggio in Svizzera degli ex prigionieri alleati e nel procurare loro aiuto e rifugio227. In concreto i risultati furono però scarsi. Sul terreno piú propriamente politico (atteggiamento verso la monarchia e il governo Badoglio e concezione strategico-politica della resistenza) ognuno rimase di fatto sulle proprie posizioni e i due rappresentanti alleati si dichiararono incompetenti in materia. Sul piano tecnico Parri e Valiani videro accogliere le loro richieste di finanziamenti, di armi, di vestiario invernale, di strutture di collegamento stabili, ecc., ma – come Valiani avrebbe scritto nel suo Tutte le strade conducono a Roma – con la riserva che quanto concordato doveva essere approvato dal comandante in capo del Mediterraneo228. Sicché si può ben dire che, piú che a un vero e proprio accordo, l'incontro del 3 novembre portò all'inizio di un rapporto che, se assicurò al Clnai alcuni importanti vantaggi (soprattutto in materia di finanziamenti e di rifornimenti229 e perché gli aprí la possibilità di stabilire forme di concreta collaborazione con i servizi segreti elvetici che si sarebbero dimostrate preziose230) sui tempi brevi – ma piú lunghi di quanto esso si era atteso, e che provocarono, per dirla con McCaffery, una serie di «brontolii» che non contribuirono certo a rendere i rapporti migliori –, si sarebbe però sviluppato col tempo attraverso alti e bassi, crisi, sospetti e accuse reciproci231 e di cui i due momenti piú emblematici furono, a fine dell'aprile 1944, la perentoria richiesta di McCaffery al presidente del Clnai Alfredo Pizzoni (tra i suoi capi quello che piú capiva il punto di vista degli Alleati e godeva maggiormente della loro considerazione) di sostituire (formalmente per inefficienza, sostanzialmente per il suo atteggiamento polemico verso gli Alleati) Damiani con il socialista Stucchi nell'incarico di rappresentante del comitato militare del Clnai presso gli Alleati in Svizzera232 e soprattutto la durissima lettera che lo stesso McCaffery scrisse tre mesi dopo a Parri appena saputo che il Clnai si accingeva a inviargli un documento ufficiale in cui gli Alleati erano accusati di «cattiva volontà» in materia di aviolanci233.

224

“你们嫌领到的武器不够多吗?”麦卡弗里在信中针对空投背后的一系列根本症结作了极其透彻的梳理,写道:
“我心里有数。在法国、比利时、波兰、希腊、南斯拉夫、荷兰、丹麦、挪威以及捷克斯洛伐克,他们得到的武器也从来没有够用过。但整整四年来,我从任何地方听到的牢骚抱怨加在一起,都比不上从你们这里听到的多。而且,除了你们,世上还从来没有任何人敢胡说我们心怀什么‘马基雅维利式的阴谋算计’。
正如我多次向阁下表明的那样,在对待意大利的问题上,我始终以朋友之道相待。今天我依然以朋友的身份对您推心置腹;但正因如此,恰恰正因如此,我必须把丑话说在明处。
意大利容忍了法西斯主义。这且不论。意大利对我们悍然宣战。这也且不论。尽管您和您的朋友们怀抱种种善意,但我们心知肚明,意大利当年的参战在人员、物资和战争代价上究竟让我们付出了多么惨痛的牺牲。
正是仰赖我们艰苦卓绝而最终大获全胜的战役行动,你们才有可能迎来一场政变。而政变之所以未能彻底功成,在极大程度上正是由于南方内部反法西斯力量自身缺乏准备,以及彼此之间缺乏起码的信任。对此撰写此信之人再清楚不过了。
如今,你们终于获得了自新赎罪的机会,得以并肩站立在曾遭受意大利沉重伤害的阵营身旁。对于这一良机,没有任何人比我们更为欣慰;没有任何人比我们更乐意向你们伸出援手。但是,我的天哪,你们现在总不至于妄图由自己来取代艾森豪威尔或亚历山大去统帅全盘军事行动吧!
很久以前我就明确告诫过:你们对盟军大业所能作出的最大军事贡献,乃是发起连续不断、遍地开花、大规模的敌后破袭破坏行动。然而你们偏要拉起大批武装支队。鉴于我深知这些支队对意大利所具有的道德振奋价值,我曾对你们的这一夙愿予以全力支持。游击支队确实打得很好。我们心知肚明。可是你们却得寸进尺,偏要把它们扩编成一支支‘正规军’。到底是谁要求你们这么干的?绝不是我们。你们之所以这么干完全是出于政治野心,确切地说,是为了在战后彻底‘恢复意大利的大国地位’。没有任何人会因为你们抱有这种念头而苛责你们。但是,当我们的将领们纯粹且实质上完全遵循正规军事准则运筹帷幄之际,你们亦休得对他们横加非难。尤其是,当这些军事准则未能完全迎合顺应你们自身的政治图谋时,你们绝不要妄图将政治居心反扣在我们头上。
我不想再多费唇舌。最后送您一句金玉良言:你们好不容易才有了几个真诚的朋友。千万别自寻绝路,亲手将他们推开。”

借助麦卡弗里这番透彻的剖白,散落在盟军与抵抗运动交往及摩擦冲突各处的马赛克碎片,终于拼合成了一幅条理清晰的有机图景。由此便不难索解,何以广大抵抗阶层会对盟军在蒙特菲奥里诺与奥索拉‘自由共和国’覆亡惨剧中作壁上观的消极姿态爆发出或明或暗的怒火指责,对‘臭名昭著’的‘亚历山大文告’怨声载道,并在抵抗运动内部催生出一种针对盟军的普遍抵触情绪234。尤为紧要的是,人们由此方能洞悉北意大利民族解放委员会左翼多数派与盟军最高司令部及博诺米政府之间,围绕是否设立自由志愿军团实际军事总司令、尤其是围绕这位司令官所应拥有的职权范围而爆发的根本冲突之所在。因为正是这一深层症结——连同1944年游击队运动所身陷的实际客观境况——构成了直至1945年4月以前,抵抗运动同盟军关系史(首推12月的《罗马协定》)中一切重大关节点的基本底色。这一底色并非意大利抵抗运动所独有,而是在不同程度上深刻形塑了欧洲各国的全部抵抗斗争(人们尽可联想法国国内力量与解放阵线之间的尖锐冲突);其根本成因,在于温和派政党与左翼政党对抵抗运动真谛的领会截然相反——前者视其为恢复国家民主自由建制的途径,而后者则将社会政治与经济结构的彻底激进重塑列为终极目标;同时亦在于这一切在盟军心目中所激起的——无论这种戒惧是否有理——深重疑虑。

Non ricevete abbastanza armi? – gli scrisse, facendo il punto su una serie di questioni a monte di quella degli aviolanci. – Lo so. Anche nella Francia, nel Belgio, nella Polonia, nella Grecia, nella Jugoslavia, nell'Olanda, nella Danimarca, nella Norvegia, nella Cecoslovacchia non hanno mai avuto abbastanza armi. Ma da nessuna parte in un periodo di quattro anni ho avuto piú lamentele che da Voi. E nessun altro ha mai sognato di parlare di mire macchiavelliche da parte nostra.
Io nei riguardi dell'Italia, come Le ho detto altre volte, ho sempre agito da amico. Adesso parlo anche da amico; ma non per questo, anzi precisamente per questo, devo parlare chiaro.
L'Italia ha subíto il fascismo. Va bene. L'Italia è entrata in guerra contro di noi. Va bene. Malgrado tutta la buona volontà di Lei dei Suoi amici sappiamo benissimo quanto ci è costato in uomini, in materiale ed in sforzi quella entrata dell'Italia.
A causa delle nostre operazioni difficilissime ma riuscite siete stati in grado di avere un colpo di stato. Che non è andato bene è dovuto in gran parte alla mancanza di preparazione ed alla mancanza di reciproca fiducia che c'era fra gli elementi favorevoli laggiú. Chi scrive ne sa qualcosa.
Adesso avete avuto la possibilità di ritrovarVi e di finire accanto a quelli a cui l'Italia ha causato cosí gravi danni. Nessuno piú lieto di noi di questa possibilità; nessuno piú pronto ad aiutarVi. Ma, diamine, non pretenderete Voi adesso di dirigere le operazioni militari invece di Eisenhower o di Alexander.
Molto tempo fa ho detto che il piú grande contributo militare che potevate portare alla causa alleata era il sabotaggio continuo, diffuso, su vasta scala. Avete voluto delle bande. Ho appoggiato questo Vostro desiderio perché riconoscevo il valore morale di esse per l'Italia. Le bande hanno lavorato bene. Lo sappiamo. Ma avete voluto fare degli eserciti. Chi Vi ha chiesto di fare cosí? Non noi. L'avete fatto per ragioni politiche, e precisamente per ri-integrare l'Italia. Nessuno Vi darà colpa per questa Vostra idea. Ma non date nessun torto ai nostri generali se lavorano almeno essenzialmente con criteri militari. E soprattutto non tentate di addossare a noi degli scopi politici perché questi criteri militari non si conformano in pieno agli scopi politici Vostri.
Non voglio dire di piú. Un'ultima parola di consiglio. Avete degli amici. Non cercate proprio di perderli.

Alla luce di queste parole di McCaffery le tessere del mosaico dei rapporti e delle ragioni d'attrito tra Alleati e resistenza si compongono in un quadro organico. Si capiscono le accuse piú o meno esplicite mosse da vasti settori della resistenza agli Alleati di aver avuto un atteggiamento passivo di fronte alle vicende delle «repubbliche» di Montefiorino e dell'Ossola e per il «famigerato» «proclama Alexander» e il montare all'interno di essa di un diffuso stato d'animo contro di loro234. E, ciò che qui piú interessa, si comprendono le ragioni di fondo dello scontro tra la maggioranza di sinistra del Clnai da una parte e il comando alleato e il governo Bonomi dall'altra attorno all'opportunità o meno di nominare un comandante militare effettivo del Cvl e soprattutto attorno ai poteri e ai compiti che egli avrebbe dovuto avere. Ché questo fu infatti – insieme all'effettiva situazione nella quale nel 1944 si venne a trovare il movimento partigiano – il sottofondo di tutte le vicende piú importanti del rapporto resistenza-Alleati (e in primis degli accordi di Roma del dicembre) sino all'aprile del 1945. Un sottofondo che non fu peculiare della resistenza italiana, ma caratterizzò in maggiore o minore misura tutte le resistenze europee (si pensi allo scontro in Francia tra le Forces françaises de l'intérieur e il Front de libération) ed ebbe la sua ragion d'essere nel diverso modo con cui la resistenza era intesa dai partiti moderati, che vedevano in essa il modo per restituire al paese le istituzioni democratiche, e da quelli della sinistra, per i quali l'obiettivo principale era un radicale mutamento delle strutture politiche ed economiche della società, e nelle preoccupazioni che ciò – a torto o a ragione poco importa – suscitava negli Alleati.

225–226

以相对轻微的力量消耗和人员损失熬过了1943—1944年的严冬及其末尾德军的清剿扫荡之后,抵抗运动迎来了1944年的春季,尽管面临着重重问题与匮乏,但其展现出的实力、精干程度与扩张势头,却远远超出了德军、法西斯以及盟军各方的预料。随着英美军队向北推进攻势的恢复、罗马与佛罗伦萨的相继光复以及盟军在法国诺曼底与南部的成功登陆,加上自8月底以来亚历山大将军向北方盟军使团发出的权威无线电通令——他在通令中号召‘在这历史性的时刻’发动‘最后的殊死总力战’,并就游击运动必须践行的‘新使命’颁布了明确指令235——极大地激发了普遍的热狂,人们坚信决战的黎明已近在咫尺;在此推动下,游击队员的数量急剧激增,其战术行动不仅从最初藏匿避难的崇山峻岭向平原开阔地带大幅推进,企图在广大农村引爆全面起义(正如共产党人极力主张的那样),而且涉足了此前几乎毫无游击踪迹的区域,力图在越来越广阔的国土上建立起各民族解放委员会的政权(蒙特菲奥里诺、卡尔尼亚、奥索拉等‘自由共和国’并非孤例,仅是其中规模最大者);同时,正如法西斯的残暴反扑一样,斗争的手段全面激进化,最终酿成了名副其实的残酷内战。‘正是在那时,’帕里在1960年回忆道236,‘诞生了我们的一首战歌,一首流行于皮埃蒙特、库内奥地区的战歌,其副歌便是“慈悲已死”(pietà l'è morta)。自1944年春季始,无可宽恕的殊死血战拉开了帷幕。’8月与9月是游击队攻势达到顶峰的月份,胜利似乎已是屈指可待的数周之事。然而到了10月,一切发生了急转直下的逆转,游击队员与后方民众的心态遭受了极其沉重的致命一击:一方面,英国第8集团军与美国第5集团军的进攻动能彻底耗尽,乃至在哥特防线前陷入彻底瘫痪;另一方面,凯塞林决意在全线(首先从卡尔尼亚和奥索拉地区开刀)发起全面大规模反扑,动用了多达六个德国陆军师、四个萨罗伪陆军师以及其他伪政权仆从部队对游击队实施铁壁围剿。正是在这危急时刻,11月13日传来了‘亚历山大文告’,而不到一个月后,德军在阿登森林发动大规模反攻的消息接踵而至。并且——正如焦尔焦·博卡所写道的那样237——

Superati con un depauperamento di forze e perdite relativamente modesto l'inverno 1943-44 e i rastrellamenti tedeschi alla fine di esso, la resistenza si era presentata, nonostante i problemi e le difficoltà che doveva affrontare, all'appuntamento primaverile piú forte, agguerrita e in espansione di quanto sia i tedeschi e i fascisti che gli Alleati avevano previsto. Sulla spinta dell'entusiasmo suscitato dalla ripresa dell'avanzata anglo-americana verso nord, dalla liberazione di Roma e di Firenze e dallo sbarco alleato in Francia e dall'idea – autorevolmente avallata dalla fine di agosto dai radiomessaggi alle missioni alleate al nord con cui Alexander chiedeva, «in quest'ora storica», «uno sforzo supremo» e impartiva istruzioni sui «nuovi compiti» che il movimento partigiano doveva attuare235 – che si fosse ormai alla vigilia dello scontro definitivo, il numero dei partigiani era notevolmente aumentato e la loro azione si era estesa dalla montagna, dove aveva trovato inizialmente rifugio, alla pianura, puntando a portare le campagne all'insurrezione (come sostenevano soprattutto i comunisti), aveva toccato zone, nelle quali la sua presenza era stata prima assai scarsa, aveva puntato a stabilire il potere dei Cln su territori sempre piú vasti (i casi delle «repubbliche» di Montefiorino, della Carnia, dell'Ossola non furono gli unici, ma solo i piú importanti) e – cosí come la reazione fascista – si era radicalizzata, sfociando nella vera e propria guerra civile. «Nasce allora – dirà Parri nel 1960236 – una delle nostre canzoni di guerra, piemontese, cuneese, il cui ritornello era "pietà l'è morta". È dalla primavera del 1944 che comincia la guerra inespiabile». Agosto e settembre furono i mesi nei quali l'azione partigiana toccò lo zenith e la vittoria sembrò questione di settimane. In ottobre tutto cambiò però radicalmente e lo stato d'animo dei partigiani e delle popolazioni subí un colpo fierissimo: da un lato la spinta dell'8ª Armata britannica e della 5ª americana si esaurí sino a bloccarsi completamente, da un altro Kesselring decise di lanciare ovunque (a cominciare dalla Carnia e dall'Ossola) una controffensiva su vasta scala, impiegando contro i partigiani sei divisioni tedesche, quattro della Rsi e altri reparti saloini. In questo contesto il 13 novembre arrivò il «proclama Alexander» a cui, meno di un mese dopo, fece seguito la notizia che i tedeschi avevano sferrato la controffensiva nelle Ardenne. E – come ha scritto Bocca237

226

“连天气也来落井下石,那是一个骇人听闻的阴雨深秋,一个酷寒残酷的漫长初冬。暴雨如注,大雪封山。大批支队在毫无任何冬装御寒的绝境中猝然遭遇恶劣风雪的侵袭。”

这一突如其来的崩塌局势,在心理、军事、组织和政治层面所造成的连锁冲击是立竿见影且极其灾难性的。游击队不仅丧失了绝大部分业已攻克或实际掌控的根据地,随之付诸东流的还有大量的武器装备、弹药器材与粮食储备;更为严重的是,面对熬过第二个战争严冬的凄凉前景,几乎波及一切派系色彩的游击队伍普遍出现了大面积的士气溃散与阵脚动摇(据博卡考证238,在10月至12月间,抵抗运动的实际有效兵员除阵亡者外,在约八万人中流失了三万余人);而面对这种颓势——尤其鉴于抵抗运动在财务上业已陷入山穷水尽的破产境地——领导层几乎毫无力挽狂澜的良策,因为在客观上根本无法做到:a) 维持如此庞大、且显然已远远超出维持能力的庞大游击队员规模;b) 将大批武装人员拉上高山,因为高山地区的山民村落一方面自身根本无力供给如此众多队伍的给养,另一方面,正如一份极可能由焦尔焦·阿戈斯蒂于12月中旬起草的关于‘平原化’问题的备忘录中所写道的那样239,山民们开始‘对游击战彻底厌烦透顶’;c) 在平原开阔地带保留成建制的武装集团,因为这同样会激化与当地百姓的尖锐矛盾240,并在德军与法西斯围剿清剿部队的反游击绞杀面前付出惨烈代价。一部分支队彻底瓦解冰消;在另一些队伍中,大批‘度夏游击队员’(博卡的用语)或单纯为了逃避萨罗伪政府征兵而进山者纷纷‘告假离队’潜回家中,或者宁愿借萨罗伪政权新颁布的宽大赦免法令向法西斯当局自首;其他人(其中包括许多共产党人,特别是在弗留利和卡尔尼亚地区241)则索性跑去给托特组织(Organisation Todt)当苦力。甚至不乏彻底反水整编倒戈投奔萨罗伪军部队的案例,或是游击队员索性‘自立山头’、沦为纯粹打家劫舍的匪帮土匪242。最后,绝不可低估的是,在1944年岁末与1945年伊始,各省与各地区的游击队司令部遭遇了一场近乎全军覆没式的惨烈浩劫,法西斯重新牢固确立了对各大城市的血腥恐怖掌控。这一切不仅对普通基层战士造成了沉重打击,更深深动摇了骨干指挥骨干的心智——利维奥·比安科在1945年1月23日致焦尔焦·阿戈斯蒂的信中谈及卡洛·加兰特·加罗内时的一段感慨颇具深意:‘几年之后(游击战肯定还得打上几年),他定会变成一头历经沧桑的老狼’243;对盟军的幻灭与信任危机与日俱增,而作为对照,对苏联的同情与好感则急剧攀升。

ci si mette anche il tempo, un autunno orribile, un principio di inverno durissimo. Pioggia a diluvio e neve. E molte formazioni vengono colte dalle intemperie sprovviste di abiti invernali.

I contraccolpi psicologici, militari, organizzativi e politici di questa inattesa situazione furono immediati e gravissimi. Non solo gran parte dei territori conquistati o controllati dai partigiani andò perduta, e con essa buona parte degli equipaggiamenti, delle munizioni e dei viveri, ma, di fronte alla prospettiva di un secondo inverno di guerra, si verificò un diffuso sbandamento che toccò, sia pure in misure diverse, pressoché tutte le formazioni, quale che fosse il loro colore politico (secondo Bocca238 tra ottobre e dicembre gli effettivi della resistenza persero, caduti a parte, oltre trentamila uomini su circa ottantamila), e per impedire il quale – dato soprattutto le grandi difficoltà finanziarie nelle quali versava la resistenza – ben poco vi era da fare, essendo impossibile: a) provvedere a un numero di partigiani che appariva ormai chiaramente eccessivo rispetto, appunto, alle possibilità di mantenerli; b) farli salire in gran numero in montagna, dove sarebbero dovuti essere mantenuti dalle popolazioni valligiane che, per un verso, non erano in grado di mantenerli e, per un altro, come si legge in una memoria sul problema della «pianurizzazione» redatta a metà dicembre quasi certamente da Giorgio Agosti239, cominciavano «ad averne le scatole piene della guerra partigiana»; c) tenere in pianura consistenti nuclei armati che avrebbero creato, anche in questo caso, complicazioni con le popolazioni240 e pagato un prezzo assai alto alla controguerriglia tedesca e fascista. Alcune formazioni si sfasciarono completamente; in altre molti partigiani «estivi» (l'espressione è di Bocca) o chi si era dato alla macchia solo per sottrarsi alla leva della Rsi «presero licenza» e se ne tornarono alle loro case o preferirono presentarsi ai fascisti, usufruendo dei nuovi provvedimenti di clemenza emanati dalla Rsi; altri (tra i quali, specialmente in Friuli e in Carnia241, anche molti comunisti) andarono a lavorare per l'Organizzazione Todt. E non mancarono neppure casi di passaggi tout court nei reparti della Rsi, ovvero di partigiani che decisero di mettersi, per cosí dire, «in proprio», darsi cioè puramente e semplicemente al banditismo242. Né, in fine, si può sottovalutare il fatto che in questo scorcio del 1944 e all'inizio del 1945 si registrò una vera ecatombe di comandi provinciali e regionali e i fascisti ripresero piú saldamente nelle proprie mani il controllo delle città. Tutti fatti che se colpirono profondamente i gregari, incisero però anche sui quadri – significativo è a questo proposito un accenno di Livio Bianco parlando di Carlo Galante Garrone in una lettera a Giorgio Agosti del 23 gennaio: «fra qualche anno (quanti ne durerà certamente il partigianato) sarà un vecchio lupo»243 –, accrebbero la sfiducia negli Alleati e, per contrasto, fecero aumentare le simpatie per i sovietici.

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“1945年的画卷……”帕里在1960年追忆道244,“是在一幅极其凄凉阴沉的景象中展开的。在意大利各大城市中,抵抗运动组织的生存已近乎难以为继;中央各政治与军事机构的正常运转变得极度成谜,每个人侥幸逃脱捕杀的几率微乎其微。在中央机构中直接隶属于我管辖的业务部门同志,有整整一半折损落网、退出战斗。都灵、博洛尼亚、帕多瓦、热那亚的地区司令部全数或部分遭敌破获,且不止一次全盘陷落。”

而在1945年2月,卡多尔纳将军的言辞更为严酷直白,他在致罗马卡萨蒂部长的密电中245,直言不讳地指出局势已陷入‘全面危机’:“在农村,近期敌人的拉网清剿彻底扫荡了众多稳固据点;在城市,由于各政党派系倾轧龃龉,整个组织机构陷于瘫痪匮乏。”

上述乃是心理、军事与组织维度的溃败实态。然而,其在政治维度所引发的反弹与后座力同样深远严重。其中尤以三项表现最为致命:首先是各派政党之间——尤其在省与地区各级民族解放委员会内部——猜忌、摩擦与倾轧的死灰复燃(不仅发生在‘温和派’与左翼之间,更在左翼各派内部、特别是社会党人与共产党人之间白热化);其次是与政治性武装力量相对立的‘独立自主’武装队伍的大量死灰复燃与蓬勃涌现;第三则是不同政治色彩的武装支队之间纠纷摩擦、互不配合乃至偶发真正自相残杀武装交火事件的成倍激增246。所有这些病灶在以往亦曾出现,但此刻却蔓延至空前的规模与严重程度,以至于既无法像过去那样主要依赖地方层面协商调解,更无法指望中央——即北意大利民族解放委员会与自由志愿军团总司令部——来加以敉平与遏制,因为中央早已丧失了(如果说它曾真正具备过的话)充当抵抗运动有效政治统御中枢的能力。

Il quadro del 1945... – avrebbe ricordato nel 1960 Parri244 – si apre con un panorama ben triste. La vita nelle città italiane per l'organizzazione della resistenza è divenuta praticamente impossibile; il funzionamento degli organi centrali politici e militari diventa estremamente problematico; scarsissime per ciascuno le probabilità di sfuggire alla cattura. Metà dei compagni addetti ai servizi che facevano capo a me nell'organizzazione centrale... fu tolta dal combattimento. Furono soppressi completamente o parzialmente, e piú di una volta, i comandi regionali di Torino, Bologna, Padova, Genova.

E ancor piú drastico era stato nel febbraio 1945 Cadorna che, in un messaggio inviato a Roma al ministro Casati245, aveva parlato senza mezzi termini di «piena crisi»: «nelle campagne perché i recenti rastrellamenti hanno spazzato via molte solide posizioni, nelle città perché l'organizzazione, nella discordia dei partiti, è deficiente».

Questo a livello psicologico, militare e organizzativo. Non meno importanti furono però i contraccolpi di tipo politico. E tra essi tre in particolare: il riaccendersi, soprattutto a livello dei Cln provinciali e regionali, dei sospetti, degli attriti e dei contrasti tra i partiti (e non solo tra quelli «moderati» e quelli di sinistra, ma anche tra questi ultimi, in particolare tra socialisti e comunisti); il rifiorire, in contrapposizione a quelle politiche, delle formazioni autonome; e il moltiplicarsi dei casi di attrito e di non collaborazione (e talvolta di vera e propria conflittualità246) tra le formazioni di diverso colore politico. Tutte cose che si erano verificate anche prima, ma che ora assunsero una vastità, un peso tali da poter essere sempre meno affrontate e risolte tanto, come in passato, a livello essenzialmente locale, quanto al centro – cioè dal Clnai e dal comando generale del Cvl – non piú in grado (se mai lo era stato veramente) di fungere da effettiva direzione politica della resistenza.

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在这方面,一份于10月至11月间由皮埃蒙特呈报给‘正义与自由’武装指挥部的报告所保存的实录与剖析极为深刻透彻。在该报告中247,作者(几乎可以确认为焦尔焦·阿戈斯蒂)不仅断言皮埃蒙特的游击战争已步入‘危机拐点’,而且直指局势展现出令人忧虑的征兆,‘即便尚未演化为公开而清醒的全面自相火并’,却已表现为‘游击战线的四分五裂’,其严重程度足以‘瘫痪该运动对明日政治决断的任何决定性发言权’。具体而言:

“当初游击战争所成功确立的良好政治导向(该导向使得抗击纳粹法西斯主义的斗争得以迅速展开,并以新领导力量全面替代了旧正规军腐朽僵化的军官团)如今已逐步堕落变质;最初将某一特定编制的战士凝聚在一起的高尚政治理想,如今已太频繁地蜕变为一种狭隘怨怼的门户团伙习气,对自身旅团的盲目护短直接化作对相邻友军的仇视敌意,一种并非源自正当传教救世热忱、而是出于为本党在未来选举争夺选民利益而抢占势力范围的贪婪扩张欲狂热蔓延。对此罪责不仅应当在地方基层追究,更首当其冲应在中央机关检讨。相邻各游击支队之间因补给给养纠纷、因虚妄的攀比竞赛心、因个别指挥官的愚钝颟顸而产生磕碰摩擦,本不足为奇,尤其是考虑到这些数月来被迫生活在高度持续紧张状态下的人们必然具备更为敏锐易怒的神经过敏。此类摩擦完全可以通过中央的及时强力介入予以平息,然而在当下的今天,恰恰是在中央层面上,匮乏起码的体谅包容精神,乃至根本毫无着手矫正弥合的政治意志。
依我之见,最为致命的短板——这也是在极大程度上解释当前游击战线深重危机的症结所在——乃是游击战争全然匮乏统一的政治统御方向。这在皮埃蒙特荡然无存,且依我们所能观察到的全局来看,在整个北意大利同样荡然无存。数月前仓促设立的四党联合军事统帅部,确实以极大的热忱和颇为显著的成效努力解决了一系列纯技术性的战争问题;但它却无力化解那些政治性的死结,而这些政治问题在像我们这样一场性质的战争中却是关乎生死存亡的命脉。若后方的政府本身陷入瘫痪,即便前线的大本营运转得再良好亦无济于事。试问,皮埃蒙特民族解放委员会(亦即皮埃蒙特解放战争的政治统御机构)所必须化解的核心问题究竟是什么?乃是推动各党派武装队伍之间建立起名副其实的精诚合作,而这种协作,倘若在政治层面上缺乏清晰确凿的统筹指导原则,军事司令部在纯技术层面是无论如何也无法维系的。然而,这样一种协作不仅未曾在民族解放委员会内部得到积极求索,反而在很大程度上遭到了暗中拆台破坏。当初局势一旦从由某一政党或多或少自发推动的松散游击队伍……过渡到建立起严密正规的成建制兵团(加里波第旅与‘正义与自由’旅)之时,其余各政党便急不可耐地争相寻求抗衡制约之策。自由党人手段更为狡黠老道,他们并不去仓促拉起所谓的‘自由党旅’,而是对各大‘独立自主’武装派系行使某种变相的幕后间接赞助监护权。社会党人则饱受某种根深蒂固的自卑情结的折磨支配(这种自卑情结深深支配了他们在共产党人、尤其是面对我们‘正义与自由’派面前的绝大部分政策),执意要拼凑起自己的‘马泰奥蒂’旅。他们完全是拔苗助长地人工催生了这些队伍,靠的是拉拢地方依附势力,尤其是依仗其牢牢把持着民族解放委员会财务金库所带来的特权地位……
时至今日,局势甚至恶化到了沦为真正的雇佣兵队长(capitani di ventura)待价而沽、改换门庭的地步:其中最典型的例证莫过于皮耶罗,此人曾是卡纳韦塞地区‘马泰奥蒂’支队的顶梁柱骨干,此前曾千方百计企图倒戈投奔我们,而眼下竟在堂而皇之地与天主教民主党人讨价还价、商谈跳槽入伙条件……
原先那种对所有队伍一视同仁开放活动区域、允许队员自由选择投奔心仪队伍的开明制度,如今被一种野蛮残酷的势力范围保护主义所取代,各派对所谓侵犯本党势力地盘的行为动辄爆发出凶戾抗议,并不择手段采取或明或暗的下作伎俩阻止战士投奔理念更为相近的派别。我无法否认,即便在我们‘正义与自由’阵营内部……也屡屡陷入这一危险的游戏之中难以自拔。当然,我们尚可辩解称,当初首批‘正义与自由’游击队伍曾遭受加里波第派近乎公开的敌意和屡屡绝不光彩的排挤打压……但此类纷争决不能毫无章法地任由中央指挥官的个人常识或地方头目的任意专断来逐案裁量;它迫切需要民族解放委员会确立起稳固的大政方针,为此类纠纷定下章程规矩,最重要的是必须铸造出精诚团结的精神纽带。由于缺乏坚实有效的政治权威后盾支撑,军事司令部根本无法树立起自身的统帅威信,只能无可奈何地沦为对各派队伍之间与日俱增的敌视对立做做备忘记录的橡皮图章;而各个支队指挥官则在各自政治‘后台教父’或隐或显的偏袒纵容下,愈发有恃无恐、肆无忌惮地抗命弄权。”

Illuminanti sono a questo proposito il quadro e le osservazioni su di esso conservatici da una relazione inviata in ottobre-novembre dal Piemonte al comando generale delle formazioni GL. In essa247 l'autore (quasi certamente G. Agosti) affermava non solo che la guerra partigiana in Piemonte era giunta a «una svolta critica», ma che la situazione presentava sintomi preoccupanti, «se non proprio di un conflitto dichiarato e cosciente», di una «disgregazione del fronte partigiano» tale «da paralizzarne l'influenza sulle decisioni politiche di domani». In particolare,

la felice impostazione politica che si è saputa dare fin da principio alla guerra partigiana (e che ha permesso la ripresa immediata della lotta contro il nazifascismo e la sostituzione di nuovi capi ai fradici quadri dell'esercito regolare) è venuta a poco a poco degenerando in quanto all'idealità politica che inizialmente accomunava gli uomini di una data formazione, si è troppo spesso sostituito un astioso spirito di corpo, un attaccamento alla propria brigata che è avversione per quella vicina, una smania espansionistica non tanto mossa da legittimo impulso missionario, quanto da volontà di accaparramento di zone di influenza in funzione di futuri vantaggi elettorali a pro' di questo o di quel partito. Le responsabilità vanno cercate sia alla periferia, sia soprattutto al centro. Che fra bande finitime sorgano attriti per ragioni di rifornimento, per malinteso spirito di emulazione, per ottusità di comandanti non è cosa da preoccupare, specie ove si consideri la suscettibilità naturalmente piú acuta di uomini costretti da mesi a vivere in stato di continua tensione. Tali attriti sono sempre appianabili con un intervento dal centro, ma oggi è proprio al centro che manca il necessario spirito di comprensione, che manca addirittura la volontà di porvi rimedio.
Manca a mio avviso – e questa è la critica piú grave, che spiega in gran parte l'attuale crisi del fronte partigiano – manca una direzione politica della guerra partigiana. Manca in Piemonte e, per quanto possiamo constatare di qui, manca in tutta l'Alta Italia. Il Comando militare a quattro, a cui si è giunti alcuni mesi fa, ha cercato di risolvere – con impegno e con risultati veramente notevoli – i problemi tecnici della guerra; ma non poteva risolverne i problemi politici, che, specie in una guerra come la nostra, sono vitali. Non serve che funzioni bene il Comando supremo, se non funziona poi il governo. Ora, qual era il problema essenziale che il Cln piemontese (e cioè l'organo politico della guerra di liberazione in Piemonte) doveva risolvere? Quello di una reale collaborazione fra le varie formazioni di partito, collaborazione che il Comando non potrà mai ottenere sul piano puramente tecnico se non c'è al riguardo una direttiva politica ben chiara e precisa. Una tale collaborazione non solo non è stata cercata in sede di Cln, ma è stata se mai sabotata. Non appena si è passati dalla situazione fluida delle bande piú o meno promosse da un partito... alla costituzione di vere formazioni organiche (Garibaldi e Gl), subito si è cercato dagli altri partiti di correre ai ripari. Piú abili, i liberali non hanno varato formazioni «liberali», ma si sono assunti una specie di indiretto patronato sulle formazioni «autonome». I socialisti, dominati da quella specie di complesso di inferiorità che ispira tanta parte della loro politica di fronte ai comunisti e soprattutto di fronte a noi, hanno voluto dar vita alle Matteotti. E le hanno create artificialmente, puntando su clientele locali e soprattutto sulla posizione di previlegio che dà loro il detenere la cassa del Cln... Oggi si sta arrivando all'estremo di veri capitani di ventura che si vendono al migliore offerente: tipico il caso di Piero, che dopo esser stato la colonna delle Matteotti nel Canavese, ha cercato di passare a noi e sta ora contrattando il suo passaggio nientemeno che ai democristiani... Al sistema... che lascia aperte tutte le zone a tutte le formazioni e liberi gli uomini di passare alla formazione che preferiscono, si è sostituito una specie di feroce protezionismo, per cui si levano fiere proteste contro la violazione di pretese zone di influenza di un partito e si impedisce agli uomini, con mezzi piú o meno leali, di aderire al gruppo piú affine. Non posso negare che anche noi nel campo Gl... ci si è molto spesso lasciati prendere a questo gioco pericoloso. C'è una scusante nel fatto che le prime bande Gl han dovuto sostenere un'ostilità quasi aperta e sovente decisamente scorretta da parte dei garibaldini... Ma simili questioni non possono esser rimesse caso per caso al buon senso dei comandanti centrali o al capriccio di quelli locali; ci vorrebbe una sicura impostazione da parte del Cln che desse norma per i casi del genere e soprattutto che creasse uno spirito di intesa. Privo di un efficace appoggio politico il Comando militare non riesce ad imporre la sua autorità e deve certo piú limitarsi a prender atto della crescente ostilità tra le bande; mentre i singoli comandanti si sentono incoraggiati alla indisciplina dall'«appoggio» piú o meno larvato del loro «patrono» politico.

230–231

“政治领导的严重缺位不仅在各不同武装编制的关系层面暴露无遗,更深刻投射到关涉游击战争全局的一切重大关节点之上。在财政问题上尤为如此:该问题从未被正视其致命的严峻性,而今随着‘奥佩尔蒂基金’的彻底耗竭与严冬的猝然降临,已变得刻不容缓、命悬一线。各党派的全部精力不是耗费在对民族解放委员会的公款金库发动疯狂争夺洗劫上,就是耗费在为本党私利死守金库抵御他人的抢夺之中;每个武装派别都极力在纸面上虚报远远超出实际的人员编制,以期攫取更多的经费配额;与此相对,预算草案形同废纸,某些队伍得以吃干抹净、应有尽有,而另一些队伍(尤其是加里波第派,但在相当大程度上亦包括我们自己)甚至连8月份的经费拨款至今尚无着落。
迄今为止,大家完全是靠坐吃‘奥佩尔蒂基金’苟延残喘,从未深谋远虑去构建起一套经常性的稳定财政统筹机制:其结果,便是各个党派各自为政,四处向这个或那个资本家工业巨头乞讨化缘;由此便催生了比埃拉地区的怪状——那里的工业家们慷慨解囊、大笔资助当地的游击支队,却对中央指挥部不屑一顾(随之而来的便是严重的待遇悬殊,以及较为贫瘠地区游击队员的强烈愤懑不满);更酿成了菲亚特财团的丑闻:该集团如打发叫花子一般施舍区区几十万拉脱拉里拉,而按照常理,它原本每个月理应被依法定额征缴数百万里拉的战争特别税。
我们在民族解放委员会中的代表曾多次力图将金库的管辖大权从社会党人手中剥夺收回;但其他政党的冷眼敌视或消极推诿(自由党人和天主教民主党人骨子里漠不关心,因为他们并无多少自己的嫡系子弟武装需要养活)致使这一努力屡屡化为泡影。迄今为止,领导层根本未能找到任何其他解脱之策,唯有任由游击各支队‘自谋生路’,而这无异于公开纵容鼓励强行征发摊派与武装搜刮掠夺,并在实际上加速了‘加里波第派作风’向全体游击编制的恶性传染与全面蔓延。这绝非意味着我们不应向工业寡头或富裕农场主索取资财;但整件事荒诞绝伦的关键恰恰在于:民族解放委员会既无胆魄以合法正规的征税体制名正言顺地统筹征缴,事后却不得不将横征暴敛之权彻底委弃给各路草头王指挥官的任意妄为,至多不过事后发表一纸毫无痛痒的口头抗议与划清界限声明罢了。”

La carenza di direzione politica non si fa sentire soltanto nel campo dei rapporti fra le diverse formazioni, ma si rivela in tutte le questioni che interessano la guerra partigiana. Cosí nella questione finanziaria, che non è mai stata affrontata nella sua gravità, e che oggi, esaurito il fondo Operti, e imminente l'inverno, appare urgentissima. Tutte le energie dei vari partiti si sono esaurite nel dar l'assalto alla cassa del Cln o nel difenderla a proprio profitto dagli assalti degli altri; ogni formazione è portata a far figurare effettivi superiori al vero per ottenere assegnazioni maggiori, viceversa i preventivi restano lettera morta e alcune formazioni riescono ad aver tutto, mentre altre (segnatamente i garibaldini, ma in misura sensibile anche noi) sono scoperte ancora delle assegnazioni di agosto. Si è finora vissuti sul fondo Operti e non ci si è preoccupati di garantirsi un finanziamento regolare: in tal modo i singoli partiti vanno accattando da questo o da quell'industriale e si assiste al fenomeno del Biellese, dove gli industriali finanziano largamente le bande locali e ignorano il centro (con conseguente disparità di trattamento e malcontento dei partigiani delle zone meno ricche) e allo scandalo della Fiat, la quale si lascia strappare qualche centinaio di migliaia di lire come un'elemosina, mentre dovrebbe essere tassata regolarmente per parecchi milioni al mese. Il nostro rappresentante nel Cln ha cercato piú volte di far togliere ai socialisti la gestione della cassa; ma l'ostilità o la passività degli altri partiti (liberali e democristiani sono in fondo indifferenti, non avendo bande proprie da finanziare) ha reso sempre vano il tentativo. Non si è trovata finora altra soluzione che di lasciare che le bande si «arrangino» il che significa incoraggiare i sistemi di requisizione o di prelevamento e favorire il diffondersi della mentalità «garibaldina» a tutte le formazioni. Non che non si debba far ricorso ai quattrini degli industriali o dei ricchi agricoltori; ma l'assurdo è proprio questo, che il Cln non ha il coraggio di farlo in forme legali, con un regolare sistema di tassazione, ed è poi costretto ad abbandonare le esazioni agli arbitri dei capibanda, salvo a sconfessarli in forma del tutto platonica.

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鉴于此种危殆局势,迎接第二场冬季血战的前景既不轻松,亦绝非振奋人心,尽管彼时德国本土所陷入的末日绝境以及游击运动业已牢固扎下的社会根基,使得人们对其挺过难关并在1945年春季决战关头重新汇聚为一支强大武装力量的能力毋庸置疑。然而在历史学审视的角度下,核心症结却全然在另一维度——若将其精简压缩为一句话——尽可概括为如下叩问:在如此严酷的境况下,熬过又一个更为残酷的抗德与内战严冬之后,在来年春天迎来最终胜利的决定性时刻,抵抗运动同那些被迫深卷于战争浩劫中的广大民众之间,究竟会维系一种怎样的事实关系?当我们言及这种‘事实关系’时,显然并非指战乱终结以及历经数年战争浩劫(且是何等惨绝人寰的战争)之后重获和平环境所必然激发的由衷解脱感与狂喜狂欢,而是指广大民众内心深处最底层的深层心智状态(这种态度在类似历史关头正是衍生出全套道德与政治评价及行为取向的源头),对于这些绝大多数普通民众而言,他们与其说是积极投身于这套历史风暴,毋宁说是在身不由己、无可奈何之中被动承受、苟活其间,且首当其冲沦为其惨重代价的背负者248

要想在尽可能减少挫折困顿的条件下渡过难关,并防止进一步恶化与普通民众之间本已极不轻松的脆弱关系,出路其实只有一条。那便是彻底而真诚地重新理顺同英美盟国及博诺米政府的关系,从而换取抵抗运动自身生存所迫切必需的各项外援、尤其是财政经济援助——因为这乃是亟待破解的首要关键核心瓶颈——这不仅是为了维持自身运转,更是为了避免将沉重的经济包袱转嫁强加给早已被各方刮地三尺、敲骨吸髓而陷入民不聊生绝境、且对形形色色的掠夺敲诈者越来越不加区分的受难百姓头上。然而,要走通并践行这条救亡之路,却需要具备某种抵抗运动中众多头面人物所严重匮乏的政治清醒,且这种妥协在他们看来往往被视作违背了意大利民主与进步事业的最高利益,因而在‘维护抵抗运动统一团结’的崇高口号下被断然拒斥;而对于非共产党人而言,这更关涉维护民族的尊严与气节。以至于人们甚至可以得出这样一个极具历史悖论意味的断语:尽管身处于抗击纳粹法西斯主义的同一条战壕之中,但在这些抵抗运动领导人中,许多人实质上将自身的斗争构想为一场独立于英美两军战事之外的‘平行战争’(guerra parallela),且他们的这一立场深深植根于(且基于共同的文化底色以及双方共同亲历‘九八协定’国家崩解溃败的心灵创伤,亦不可能不植根于)一种民族精神受挫的深重自尊挫败感;以至于在经过抽丝剥茧的严谨剖析之后,除却一切应有的政治分野不论,他们的这种深层心理结构同其死敌阵营中的一部分人——即那些尽管被迫与德军并肩作战、但骨子里同样将德军视作践踏意大利民族利益之仇敌的法西斯分子——相比,竟奇特地存在着惊人的一致性。

Stante questa situazione, un secondo inverno di lotta costituiva una prospettiva né facile né esaltante, anche se le condizioni nelle quali si trovava ormai la Germania e il radicamento che il movimento partigiano era riuscito a darsi non lasciavano dubbi sulla sua capacità di affrontarlo e di giungere nonostante tutto in forze all'appuntamento della primavera del 1945. Storicamente il punto è un altro e – volendo ridurre la questione all'osso – lo si può sintetizzare con un interrogativo: in questa situazione, a primavera, al momento della vittoria finale, quale sarebbe stato l'effettivo rapporto della resistenza con le popolazioni coinvolte per un altro e ancor piú duro inverno nella lotta contro i tedeschi e nella guerra civile? E quando diciamo effettivo è chiaro che non ci riferiamo ovviamente al senso di liberazione, all'entusiasmo che avrebbero suscitato la fine della lotta e il ritorno dopo anni di guerra – e di che guerra – ad una condizione di pace, ma all'atteggiamento profondo (quello che in simili circostanze è all'origine di tutta una serie di giudizi e di comportamenti morali e politici) della gran maggioranza della popolazione che sostanzialmente, piú che partecipato agli avvenimenti, li aveva, volente o nolente, vissuti e soprattutto subiti248.

Per affrontare la situazione nelle condizioni meno difficili e per non rischiare di pregiudicare il già non facile rapporto con la popolazione una strada c'era. Si trattava di reimpostare radicalmente e sinceramente il rapporto con gli Alleati e con il governo Bonomi cosí da ottenere quegli aiuti, soprattutto economici – ché questo era il primo, essenziale problema da risolvere –, dei quali la resistenza aveva bisogno, per sé e per non gravare economicamente su una popolazione che, munta e taglieggiata da tutte le parti, era giunta ormai allo stremo e faceva sempre meno differenza tra i vari mungitori. Per imboccare e percorrere questa strada sarebbe occorso però qualcosa che a molti uomini della resistenza mancava e che essi consideravano contrario agli interessi della democrazia e del progresso in Italia e rifiutavano in nome dell'«unità della resistenza», ma, i non comunisti, anche della dignità e dell'onore nazionali. Tanto che paradossalmente si potrebbe dire che, pur combattendo il nazismo e il fascismo, molti di essi concepivano la resistenza come una sorta di «guerra parallela» rispetto a quella combattuta dagli anglo-americani e che la loro posizione affondava (e non poteva non affondare e per la comune cultura di base e per aver vissuto gli uni e gli altri il trauma dell'8 settembre) le sue radici in una frustrazione dello spirito nazionale cosí da risultare in ultima analisi, e fatte tutte le debite distinzioni, non molto diversa da quella di una parte dei loro avversari, da quella cioè di quei fascisti che, pur combattendo a fianco dei tedeschi, li consideravano dei nemici della causa nazionale italiana.

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他们从根本上所欠缺的,乃是必需的现实主义精神:一方面,无法认清在盟国全局性的军政大战略坐标系中,“意大利问题”(包括抵抗运动的军事贡献在内)业已沦为彻头彻尾的次要边缘角色;另一方面,亦未能真正自省因战败而使意大利所陷入的客观悲惨境遇。这场战败的罪责固然毫无疑问应归咎于法西斯主义,但若据此便自欺欺人地认定战败不复为战败,且更荒谬地幻想战胜国理当不以征服者自居,反而理应对一个曾对他们刀兵相向的交战敌国民族怀有某种道义义务,则无异于痴人说梦。在这一根本性思想障碍之外,更有另一层严峻现实:共产党人、行动党人以及除少数例外之外的社会党人,尽管彼此之间频繁打口水仗,有时甚至演化为各武装部队之间剑拔弩张乃至公开火并的僵局,且相互之间普遍抱有戒心,但他们实际上皆把目光投向未来、投向全境光复所将引发的后续历史变局,而非仅仅着眼于当下。在这一视角下,尽管对未来的终极蓝图各有盘算,但在整个左翼阵营内部却共享着一个高度一致的共识:即抵抗运动必须在迎来光复的关头积蓄尽可能强大的力量,且必须仰赖一场波澜壮阔的群众性大起义,抢在盟军先头部队开抵之前一举解放国土。这不仅是出于一种完全可以理解的民族自尊与傲骨,更首当其冲且至关重要的是出于这样一种坚信:他们深知盟国决不会容许在意大利付诸建立一套“先进的社会民主”制度(“归根结底,一切都将被英美军队所接管……我们所有关于国家重建与社会净化的美好蓝图,很可能都必须去迎合华尔街诸如此类的资本利益”,阿戈斯蒂在1944年8月15日致比安科的信中如是写道249);因之,左翼极欲利用人民夺权与盟国军政府(AMGOT)正式进驻接管之间的“权力真空过渡期”(interregno),对陈腐反动的旧行政与社会秩序施加第一记重锤;他们企图借机尽可能多地肉体消灭法西斯分子(阿戈斯蒂在刚引用的致比安科信中写道:“必须……在盟军开抵之前,对萨罗伪政权分子发动一场圣巴托罗缪大屠杀,让他们在未来很多年里彻底断绝死灰复燃的非分之想”250),并迫使盟军统帅部与罗马当局直面三重既成事实:人民通过各民族解放委员会实现对政权的全面渗透掌控、对法西斯残余展开雷厉风行的彻底大清洗、以及由各民族解放委员会和抵抗运动基层群众组织(主要由共产党人倡导并竭力拓殖)所指派的代理专员,对各级公共行政机构及特大工业垄断托拉斯实施系统性的接管进驻251。正如瓦利亚尼所写道的那样252,各民族解放委员会理应在权力真空期统治起义城市与乡村,“但绝不能依据旧有的法西斯律令(哪怕剔除了其最令人发指的条款,如盟军在南方所推行的那样)实施管治,而必须依凭一套全新的民主法典,而这一整套法规必须在德军占领下的残酷岁月里便及时研拟成熟。过渡真空期必须为各民族解放委员会提供铁腕契机,将国家从法西斯主义最劣质的毒瘤中彻底清洗净化。这种清洗一方面必须严惩罪犯与不折不扣的法西斯打手暴徒,另一方面则必须涤荡其幕后的大金主、以及当下正同德国侵略者大发横财的各大发国难财者。为此,大清洗必须横扫各大工矿企业。无论如何工人们必将进占工厂,且对此予以阻挠本就毫无道理。但此类‘占领’绝不具有终极社会化公有制的定性,它仅仅充当迫使资本家向国家吐出超额战争暴利的铁腕担保。这一退赔一旦迅速达成,各大工厂的管理体制便将同其他一切领域一样重归常态轨制。除非战后总局势容许对各大垄断财阀推行彻底的社会化公有制改造,而这本就铭刻在每一个左翼政党的最高纲领之中……”

Ciò che essenzialmente mancava loro era il realismo necessario, per un verso, a rendersi conto della marginalità ormai dell'«aspetto Italia» (apporto militare della resistenza compreso) nel contesto generale della strategia politico-militare alleata e, per un altro verso, ad avere la consapevolezza dell'oggettiva condizione nella quale l'Italia si era venuta a trovare con la sconfitta. Una sconfitta la cui responsabilità ricadeva indubbiamente sul fascismo, ma che era assurdo pensare che solo per questo non fosse una sconfitta e, ancor piú, che i vincitori dovessero non considerarsi tali e sentirsi dei doveri verso un popolo che pur sempre aveva impugnato le armi contro di loro. A questo primo ostacolo si aggiungeva poi quello rappresentato dal fatto che, pur polemizzando spesso tra loro, sino a giungere talvolta a momenti di tensione e di contrasto aperto tra formazioni, e diffidando in genere gli uni degli altri, comunisti, azionisti e, salvo poche eccezioni, socialisti guardavano in effetti, piú che al presente, al futuro, a quello che sarebbe avvenuto in conseguenza della liberazione. E in tale ottica, pur pensando per questo futuro a soluzioni diverse, il punto sul quale tutta la sinistra era concorde era che la resistenza dovesse arrivare alla liberazione il piú forte possibile e che dovesse realizzarla prima dell'arrivo degli Alleati grazie ad una grande insurrezione popolare. E questo non solo per una comprensibile questione di orgoglio, ma anche e soprattutto perché, convinta com'era che gli Alleati non avrebbero accettato che in Italia fosse messo in atto un regime di «avanzata democrazia sociale» («alla fine di tutto ci saranno gli anglo-americani... e tutti i nostri bei progetti di ricostruzione e di risanamento dovranno probabilmente fare i conti con gli interessi di Wall Street e simili» scriveva il 15 agosto 1944 Agosti a Bianco249), la sinistra voleva almeno dare nell'«interregno» tra la presa di potere popolare e l'insediamento del Governo militare alleato una prima spallata al vecchio assetto amministrativo e sociale; voleva eliminare quanti piú fascisti avesse potuto (Agosti nell'appena citata lettera a Bianco scriveva «occorre... prima dell'arrivo alleato, una San Bartolomeo di repubblichini che gli tolga la voglia di ricominciare per un bel numero di anni»250) e mettere gli Alleati e Roma di fronte al triplice fatto compiuto di una capillare assunzione del potere da parte del popolo attraverso i Cln, di una drastica epurazione e di un sistematico insediamento a tutti i livelli della pubblica amministrazione e, sub specie commissariale, delle grandi imprese industriali di elementi designati dai Cln e dalle organizzazioni di base e di massa che la resistenza (soprattutto per iniziativa dei comunisti) stava creando ed estendendo il piú possibile251. I Cln dovevano, come ha scritto Valiani252, governare, durante l'interregno, le città e i paesi insorti, ma non in base alle vecchie leggi fasciste anche se depurate dai loro tratti piú odiosi, come gli alleati vollero fare nel Sud, sibbene in base ad una nuova legislazione democratica, che va studiata in tempo utile, ancora sotto il regime tedesco. L'interregno deve dare il modo ai Cln di attuare l'epurazione del paese dalla parte peggiore del fascismo. Tale epurazione deve colpire da un lato i delinquenti, gli squadristi fascisti veri e propri, dall'altro i loro principali finanziatori, nonché tutti quelli che oggi fanno grossi affari con i tedeschi. Perciò, l'epurazione deve estendersi alle fabbriche. Gli operai occuperanno queste, in ogni modo, né sarebbe giusto impedirlo. Ma tale «occupazione» non può avere il carattere di una definitiva socializzazione, deve valere solo come una garanzia per la restituzione allo Stato dei sovraprofitti di guerra. Una volta effettuata questa, e deve essere fatta rapidamente, si ritorna alla normalità, in tema di regime delle fabbriche, come in ogni altro campo. A meno che la situazione generale non consenta la socializzazione dei grandi complessi monopolistici, che è nel programma di ogni partito di sinistra...

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对于这一“权力真空过渡期”以及打响夺权“第一记重锤”的执念,左翼三大政党无一愿意拱手放弃。哪怕是其中最具政治眼光、最清醒意识到在最多十至十五天的“过渡真空”之后盟军便将毫不留情捆住其手脚的头面人物,亦固执地认定抵抗运动断不可放弃这一历史契机。“反法西斯革命”绝不能放弃“奠定新型社会民主基石”的历史使命:“哪怕在盟军全面进驻接管之后”,它亦将“作为一种道义宣示而永久矗立,作为意大利在最终重获自由之际所誓死追求之目标的铁证”253。各派皆将这一过渡阶段视为关涉国家民主化进程的头等大事——这不仅事关左翼力量的发展壮大与社会扎根,更构成了一道坚实防线,以防北方直接遭到简单粗暴的同质化吞并、沦为南方那种毫无生气的“温和保守派”附庸,且他们深信,无论南方统治集团情愿与否,皆不得不对北方业已造就的革命现实予以相当程度的默认与承认。最后,决不可忽视的还有另一项深层执念(尤其就行动党人和部分社会党人而言):即坚信这种“权力真空过渡期”将逼迫每一个政治派别抛弃伪装、彻底摊牌,暴露出自身最底层的真实面目与政治图谋,从而在历史大变局面前确立起无可遁形的清晰政治定位254

All'«interregno» e alla prima spallata nessuno dei tre partiti di sinistra era disposto a rinunciare. Persino i loro esponenti piú politici e che si rendevano piú conto che dopo dieci-quindici giorni al massimo di «interregno» gli Alleati avrebbero legato loro le mani erano dell'idea che la resistenza non potesse rinunciarvi. La «rivoluzione antifascista» non poteva rinunciare a «gettare le fondamenta di una nuova democrazia sociale»: «anche dopo l'arrivo degli Alleati», essa sarebbe infatti restata «come una affermazione morale, come la prova di quel che aspira a realizzare, quando l'Italia era stata definitivamente restituita a libertà»253. Tutti vedevano infatti in essa un momento di grande importanza agli effetti della democratizzazione nel paese tanto sotto il profilo dello sviluppo e del radicamento della sinistra, quanto come ostacolo ad un equiparamento puro e semplice del nord alla realtà «moderata» del sud, che, volente o nolente, essi erano convinti non avrebbe potuto non tenere in qualche misura conto di ciò che era stato fatto al nord. Né, infine, si può trascurare (soprattutto per quel che riguarda gli azionisti e in parte i socialisti) un'altra convinzione: l'«interregno» avrebbe costretto ciascun partito a uscire allo scoperto, rivelare il proprio vero essere, i propri propositi, darsi una collocazione chiara254.

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在如此这般的心态氛围笼罩之下,显而易见,左翼阵营根本不可能真正去考虑从崭新的根本立场上来重新理顺与盟军的关系。充其量,鉴于对盟军援助有着迫在眉睫的生死渴求,他们至多只能在表面上做做姿态,磨平若干刺眼的棱角,在文字辞藻上巧弄玄虚,甚至作出某些庄严承诺;然而在内心深处却抱持着不可告人的保留算计:在索取援助方面竭尽全力,而在履约义务方面则极力推诿拖延、能少则少,并寄希望于历史事态的急剧演进最终能让他们将所有受约束的承诺一笔勾销、彻底作废。在这一维度上,最具象征意义与缩影特质的,莫过于1944年12月《罗马协定》的历史全过程——尤其是倘若将其置于其先声前史(“卡多尔纳事件”)以及其后续演变(直至1945年4月决战前夕)的宏阔坐标中加以打量的话。

早在1944年春季——彼时对大战即将落幕的坚信尚未对抵抗运动最高决策层的战略产生决定性左右——北意大利民族解放委员会内部便已萌生出将游击武装总指挥权托付给一位资深正规军职业将领的构想,前提是该将领必须兼具崇高声望与无可置疑的反法西斯坚定信念。在领导层中对此设想最不以为然的,较之隆戈而言,反倒是帕里(隆戈受制于陶里亚蒂的深远“影响”,而陶里亚蒂凭借其政治现实主义、及其作为“莫斯科代言人”与先后出任巴多格里奥乃至博诺米内阁部长的双重身份,极力避免同盟国及南方反法西斯各党派、首当天主教民主党爆发正面冲突255);帕里坦言自己“根本感受不到任何必要……去延揽一位凭借大盖帽上的帽花条纹与军衔文凭来合法打仗的技术官僚”,他坚信抵抗运动亟需的是“政治领袖而非纯粹行伍军人”,并认为自己“同隆戈的默契搭档运转良好”,有此便已足敷大局。然而,支持延揽职业将领的技术与政治论据是如此繁多而雄辩,以至于在罗马光复与博诺米新政府组建之后,眼见隆戈亦不再给予公开支持(“临到拍板摊牌关头,隆戈并未表示异议:罗马既已开金口,余者唯有遵从”),帕里最终亦不得不勉为其难、强颜欢笑地咽下这枚苦果256

在拟议的人选名单上,各方毫无异议:拉斐尔·卡多尔纳将军“似乎是最合适的人选”257。在北方,他的大名早已不胫而走,且尤为关键的是,他深得盟国军政高层、博诺米政府以及南方民族解放总委员会的青睐与信任258;以至于其他曾被提及的人选——在南方有本齐文加将军(Bencivenga)与兰多尔福·帕恰尔迪(Pacciardi),在北方有路易吉·马西尼将军(Masini)——无一能汇聚如此广泛跨党派的高度共识259。此外,走这一步棋的客观必要性,不仅在地方基层(甚至在皮埃蒙特根据地)赢得了越来越多支持者的拥护——他们将此视作唯一的解脱之策,一方面能有效遏制各大游击支队自发散漫的盲动盲干,并为游击武装在编制剧增、人员膨胀与恶性抢地盘摩擦日益频仍的背景下注入起码的战役协同协调;另一方面亦能将游离在外的各大独立自主武装纳入北意大利民族解放委员会军事委员会的统御轨道之下——而且该主张亦得到了北意大利民族解放委员会内部自由党派别的强力公开推重(自由党深恐帕里与隆戈将游击大权过度垄断集权于股掌之间),天主教民主党亦紧随其后推波助澜。在此类动因之外,更潜伏着另一层隐秘而关键的算计。随着巴多格里奥与维托里奥·埃马努埃莱三世的退场靠边站260,博诺米内阁宣告诞生,且盟军主力兵团似乎在数周之内或至多几个月内、断然赶在入冬之前便能横扫波河平原并彻底终结德军占领;在此时刻,左翼政党最为汲汲以求的核心关切——着眼于决战总起义的降临——乃是从罗马政府手中、但归根结底是从盟军手中(盖因若无盟军的绿灯许可,博诺米政府根本寸步难行),谋求对北意大利民族解放委员会的官方正式承认,并获得对沦陷国土行使事实政权管辖权的“权力让渡委任状”(delega)。然而,尽管在达米亚尼被斯图基取代之后,北方委员会同麦卡弗里之间的交往氛围大为缓和转圜,但北方此前在瑞士及针对博诺米政府所展开的种种外交试探与政治请愿(包括催促速发军饷与军火空投的紧急呼吁),实际上皆如泥牛入海、未获任何实质回应。无数确凿的历史迹象表明,促使北意大利民族解放委员会内部的左翼代表最终隐忍接受请求空降卡多尔纳将军的决定性考量——同时极力精巧筹划、字斟句酌地拟定聘请通令,以确保留给这位将军的实际统帅权限近乎荡然无存——乃是认定这一请求能够有效安抚罗马与盟国(二者出于不同动机皆对向游击队让渡权力抱持深重戒心),从而一举打破政权委任谈判的死锁僵局。在我们看来,支撑这一历史判断的核心论据主要有三点:其一,6月24日北意大利民族解放委员会致博诺米政府、敦促其授予“全权让渡”(信中对统帅权人选未着一字)的催促照会,同当天或次日(具体日期已难精准考定)经由特别行动执行处特工自瑞士向罗马拍发的一封密码电报之间,绝无可能毫无内在勾连——该密电正式通告称:北意大利民族解放委员会恳请“派驻拉斐尔·卡多尔纳将军出任军事顾问,该将军享有委员会之绝对信任”;其二,“出任军事顾问”(in veste di consigliere militare)这一措辞本身,赤裸裸暴露出委员会仅仅企图作出表面上的友好善意姿态,而在实质统帅权上决不作分毫让步的真实算计;其三,在致电前的数周之内,北意大利民族解放委员会早已步步为营采取了严密防范措施,不仅将其下属的军事委员会直接改组升格为军事司令部,且更为关键的是,明文规定该司令部由六名成员组成——即北意大利民族解放委员会五大政党各派一名代表,外加一名“充当军事顾问的技术业务人员”,而该顾问被严令“彻底剥夺对军事运动的政治统驭监护权”,该权力被完全限定由各政党代表独家垄断——司令部必须实行合议表决制,凡未能达成多数一致的纷争事项,一律直接移交北意大利民族解放委员会最高会议裁决。除上述论据以及其他尽可列举的史料之外,更必须参酌帕里在1949年、尤其是塞基亚与弗拉萨蒂在1962年所披露的坦白之辞;后二位共产党作者以更为直言不讳的姿态,丝毫未曾试图将请求派遣卡多尔纳的决断单纯转嫁给盟军的强力施压。按照帕里的说法261

In questo clima è evidente che la sinistra non poteva prendere neppure in considerazione l'idea di reimpostare in termini veramente nuovi i rapporti con gli Alleati. Al massimo, avendo pressante bisogno del loro aiuto, poteva far mostra di farlo, smussare qualche angolo, giuocare sulle parole, prendere anche degli impegni, con la riserva mentale però di attuarli soprattutto per l'avere e il meno possibile, e trascinando le cose il piú a lungo possibile, per il dare, e sperando che lo sviluppo degli avvenimenti la esimesse alla fine dal rispettarli tout court. Emblematica, specie se la si vede sia nei suoi precedenti (il «caso Cadorna») sia nei suoi sviluppi successivi (sino praticamente all'aprile 1945), è a questo proposito la vicenda degli accordi di Roma del dicembre 1944.

Già in primavera – quando la convinzione di un'imminente fine della guerra non esercitava ancora un peso decisivo sulla strategia dei vertici della resistenza – nel Clnai si era fatta strada l'idea di affidare il comando delle forze partigiane a un militare di carriera, autorevole e di sicura fede antifascista. Chi l'aveva considerata con minor favore – ancora piú di Longo (su cui giuocava l'«influenza» di Togliatti che, nel suo realismo e nella sua duplice veste di «uomo di Mosca» e di ministro prima di Badoglio poi di Bonomi, voleva evitare contrasti con gli Alleati e coi partiti antifascisti del sud e in primis con i democristiani255) – era stato Parri che non sentiva «davvero il bisogno... di un tecnico, debitamente autorizzato a fare la guerra dai diplomi e dai galloni sul berretto», riteneva che la resistenza avesse bisogno di «capi prima politici che militari» e considerava che il suo «accordo con Longo funzionava bene» e che ciò bastasse. Le ragioni tecniche e politiche sulle quali l'idea si fondava erano però tante e tali che, dopo la liberazione di Roma e la costituzione del governo Bonomi ed essendogli venuto a mancare l'esplicito sostegno di Longo («quando si venne al dunque non negò il suo assenso: Roma locuta erat»), Parri aveva dovuto alla fine far buon viso a cattivo giuoco256.

Sulla persona proposta non potevano essere fatte obiezioni: Cadorna «pareva il piú indicato»257. Al nord il suo nome circolava da tempo, ma soprattutto godeva il favore degli Alleati, del governo Bonomi e del Cln centrale258, sicché nessuno degli altri che pure erano stati fatti, al sud quelli del generale Bencivenga e di Randolfo Pacciardi, al nord quello del generale Luigi Masini, aveva un consenso tanto vasto259. La necessità del passo, poi, non solo aveva in periferia (e perfino in Piemonte) un crescente numero di sostenitori che vedevano in esso l'unico modo per cercare, da un lato, di frenare l'attivismo spontaneistico delle varie formazioni e dare alla loro azione quel minimo di coordinamento che il moltiplicarsi del loro numero, dei loro effettivi e dei casi di concorrenza tra loro ormai imponeva e, da un altro lato, di portare nell'orbita del Comitato militare del Clnai le formazioni autonome, ma era anche esplicitamente sostenuta dalla componente liberale del Clnai (preoccupata dall'eccessivo potere che Parri e Longo avevano concentrato nelle loro mani) e, a suo rimorchio, da quella democristiana. A queste ragioni se ne aggiungeva poi un'altra. Accantonati Badoglio e Vittorio Emanuele III260, costituitosi il governo Bonomi e con le armate alleate che sembrava dovessero raggiungere in poche settimane o in qualche mese al massimo, certo prima dell'inverno, la pianura padana e porre fine all'occupazione tedesca, ciò che ai partiti di sinistra piú interessava era – in vista del momento dell'insurrezione finale – di ottenere dal governo di Roma, ma in effetti dagli Alleati, ché senza il loro disco verde Bonomi non avrebbe potuto fare niente, il riconoscimento ufficiale del Clnai e la «delega» ad assumere ed esercitare i poteri di governo di fatto nei territori occupati. I passi compiuti a questo scopo in Svizzera e presso il governo Bonomi (cosí come le richieste di pronti invii di danaro e di armi) non avevano però avuto praticamente risposta, nonostante i rapporti tra il Clnai e McCaffery fossero dopo la sostituzione di Damiani con Stucchi notevolmente migliorati. Troppi elementi fanno anzi ritenere che il peso decisivo nell'indurre i rappresentanti di sinistra nel Clnai a rassegnarsi a chiedere l'invio di Cadorna – stando però ben attenti a predisporre le cose e a formulare la richiesta in modo da garantirsi che i margini di effettivo comando a lui riservati fossero pressoché nulli – avesse avuto l'idea che la richiesta servisse a rassicurare Roma e gli Alleati (che, sia pure per motivi diversi, non erano favorevoli alla «delega») e a sbloccare la situazione. Tra questi elementi i piú importanti sono a nostro avviso tre: Primo: non è credibile che non esistesse alcun nesso tra il «sollecito» fatto il 24 giugno dal Clnai al governo Bonomi (nel quale non vi era nessun accenno alla questione del comando) perché questo concedesse la «delega» e l'invio, via Svizzera, a Roma, tramite un agente del Soe, il giorno stesso o il successivo (la data non è precisabile con certezza) del radiogramma in cui si comunicava che il Clnai chiedeva «l'assegnazione, in veste di consigliere militare, del generale Raffaele Cadorna, il quale gode della sua piena fiducia». Secondo: la formula «in veste di consigliere militare» denota la volontà di dare una prova di buona volontà solo formale, ma di non fare alcuna «concessione» sostanziale. Terzo: nelle settimane immediatamente precedenti il Clnai aveva provveduto a cautelarsi in vista dell'arrivo di Cadorna, trasformando il proprio comitato militare in comando militare e, cosa ben piú importante, stabilendo che questo fosse composto di sei membri – uno per ciascuno dei cinque partiti del Clnai, piú un «elemento tecnico quale consigliere militare», il quale era escluso «dal controllo politico del movimento militare» riservato ai soli rappresentanti dei partiti –, dovesse deliberare collegialmente e deferire al Clnai le questioni sulle quali non fosse stata raggiunta una maggioranza. A questi elementi e ad altri che pure potrebbero essere addotti, vi è da aggiungere ciò che hanno scritto Parri nel 1949 e soprattutto Secchia e Frassati nel 1962, che, con piú spregiudicatezza, non hanno cercato di attribuire alle pressioni alleate la decisione di chiedere l'invio di Cadorna. Secondo Parri261,

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“决定性的核心驱动要素乃是盟军的意愿,以及他们彬彬有礼、迂回曲折但意图昭然若揭的巨大压力。设立一位非政治性的纯技术职业军事统帅充当担保,已沦为换取盟国对我们予以正式公开承认、并达成随之而来的各项原则性合作协议的前提条件。”

在其所著《抵抗运动与盟军》一书中,塞基亚与弗拉萨蒂明确写道262,之所以作出“将卡多尔纳吸纳进司令部”的决断,

“乃是因为一位高级军衔行伍将领的存在,极有可能对改善同盟军最高统帅部及意大利政府之间紧张关系的现状产生积极良性的助益。”

l'elemento determinante era stato il desiderio alleato, e le loro cortesi indirette ma chiare pressioni. La garanzia di un capo militare, tecnico, non politico era diventata la condizione di un nostro formale aperto riconoscimento, e degli accordi di massima che ne conseguivano.

Nel loro libro su La Resistenza e gli alleati Secchia e Frassati hanno scritto262 che la decisione «di aggregare al comando» Cadorna fu presa

perché la presenza d'un militare di grado elevato avrebbe potuto influire positivamente sullo stato delle relazioni con il Quartier generale alleato e con il governo italiano.

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倘若人们试图从上述史实中引申出一项结论,那么依我们之见,这一结论实质上是唯一且确凿无疑的:北意大利民族解放委员会中的多数派、尤其是帕里与隆戈,本极愿彻底避开卡多尔纳这样一个“棘手难缠”的异质存在。他们之所以最终被迫作出这一请求,纯粹是因为各方施加的催逼压力过于庞大,且尤为关键的是,彼时他们笃信德军覆亡指日可待,民族大起义已箭在弦上。在这一大局前瞻之下,委员会左翼决不愿过早过度激化同博诺米内阁、同解放区各反法西斯党派、特别是同英美盟国的关系263——他们亟需从盟军手中榨取那份至关重要的“权力让渡委任状”,凭借这份授权,方能在全境解放的历史关头顺理成章颁布一系列接管法令,并搭建起一套地方自治政权网络,以此充当其汲汲以求的“新型社会民主”的集结核心与历史火种。此外,他们亦未尝没有抱持侥幸心理,认定赋予卡多尔纳的统帅权究竟具有何种性质的技术争端,势必将在前线战事的迅猛崩解中迎刃而解。然而有一点却是毋庸置疑的:帕里表现得更为露骨,隆戈则秉持共产党人特有的两面派狡黠手法,他们骨子里决不想要任何名副其实的真正统帅,尤其是一个来自抵抗运动核心圈子之外、且在体制上完全“受制听命于”英美盟军与罗马当局的钦差大臣。

自卡多尔纳于8月12日空降北方之日起,便将北意大利民族解放委员会同卡多尔纳彻底割裂对立开来的那场“不可调和的死结冲突”(这是帕里的原话,他同时作了双重精准定性:指出这场冲突“唯有在战争终结的关头才画上句号”,并坦言“尽管将军怀抱良好初衷……力图不破坏现存政治脉络与党派平衡,但他却执意要以正规陆军将军的做派发号施令,未能充分体察到一场人民武装起义战争的统帅部只能是合议制委员会”264),在史学界早已妇孺皆知,因而我们在此无须赘述其细枝末节。尤为关键的是,这桩“卡多尔纳事件”265无论何等喧嚣刺目,归根结底不过是大战最后阶段盟军与抵抗运动互动关系冰山露出水面的一角罢了。对于这一历史阶段,无论人们对其作何评判,皆难以否认它对1945年4月之后意大利全部历史进程所造成的深远烙印,更无法抹杀其决定性的关键地位。因此,倘若将这场历史碰撞仅仅狭隘矮化为围绕卡多尔纳实际职权范围的争夺(这一争夺固然重要,但绝非最具决定性的关节点,其明证便是麦卡弗里在最初阶段并未断然拒绝‘军事顾问’的妥协方案266,而卡多尔纳本人在起初亦未从教条主义出发拒绝探寻一种既能落实其实质军事指挥权、又能兼顾左翼政党政治诉求的折中方案),那么一方面将不可避免地大大贬损卡多尔纳肩负历史使命的宏阔分量,另一方面亦将导致后人极难洞悉盟国以及意大利政府中至少一部分人(首推博诺米与卡萨蒂)对此项任命所寄予的厚望与真实战略考量。

Se da quanto detto si vuol trarre una conclusione, questa ci pare in sostanza una sola. La maggioranza del Clnai, e in particolare Parri e Longo avrebbero volentieri fatto a meno di una presenza «scomoda» come quella di Cadorna. Se si indussero a richiederla era stato perché essa era sollecitata da troppe parti e ancor piú perché in quel momento erano convinti di una imminente sconfitta tedesca e dunque dell'insurrezione. In questa prospettiva la sinistra del Clnai non aveva voluto tendere troppo i rapporti con Bonomi, con i partiti antifascisti dell'Italia liberata e soprattutto con gli anglo-americani263 dai quali voleva ottenere la «delega», che le avrebbe permesso di compiere, al momento della liberazione, una serie di atti di governo e di predisporre una serie di organi di autogoverno in grado di costituire il punto di aggregazione, il seme di quella «nuova democrazia sociale» alla quale, come abbiamo visto, essa tendeva. Né è da escludere che essa pensasse che la questione del carattere del comando attribuito a Cadorna sarebbe stata praticamente risolta dal precipitare degli eventi militari. Di una cosa si può essere però certi: Parri piú esplicitamente, Longo con la tipica doppiezza comunista tutto volevano salvo un comandante effettivo, espresso da fuori dello stretto loro giro resistenziale e tanto meno «dipendente» dagli Alleati e da Roma.

L'«insanabile contrasto» (l'espressione è di Parri, cosí come la duplice precisazione che ad esso «pose termine solo la fine della guerra» e che, «pur con le buone intenzioni... di non turbare legami e rapporti politici, il generale voleva comandare da generale, non rendendosi sufficientemente conto che il comando di una guerra insurrezionale poteva esser solo collegiale»264) che contrappose sin dal suo arrivo al nord (il 12 agosto) il Clnai a Cadorna è sufficientemente noto perché ci si debba dilungare qui su esso. E ciò tanto piú che il «caso Cadorna»265, per importante che sia stato, non fu che la punta dell'iceberg dei rapporti tra Alleati e resistenza nell'ultima fase della guerra. Una fase della quale è difficile negare l'incidenza sulle vicende italiane successive all'aprile 1945 quale che sia il giudizio su esse e che è altrettanto difficile negare quanto sia stata decisiva. Sicché ridurre il contrasto alla questione degli effettivi poteri di Cadorna (indubbiamente importante, ma non decisiva, tanto è vero che in un primo momento McCaffery non dovette essere indisponibile ad accettare la soluzione del «consulente»266 e Cadorna non si mostrò pregiudizialmente contrario a ricercare una soluzione che tenesse conto tanto dell'esigenza di rendere effettivo il suo comando militare, quanto di quelle politiche dei partiti di sinistra), sarebbe per un verso uno sminuire la portata della missione svolta da Cadorna e renderebbe difficile per un altro verso farsi una idea del valore attribuito ad essa dagli Alleati e da una parte almeno del governo italiano, in particolare da Bonomi e soprattutto da Casati.

240

8月中旬当卡多尔纳在卡瓦利纳山谷(val Cavallina)伞降着陆之际,盟军的夏季攻势正酣,似乎完全有望达成亚历山大将军所预定的宏大歼敌目标:9月下旬,面对仅仅拥有盟军约半数兵力、且在重炮、装甲车辆与航空兵力上处于绝对劣势(盟军制空权几乎将敌军的进攻突击动能凭空翻倍)的悬殊逆境,凯塞林曾两次绝望地向希特勒上书恳请准予将主力梯次撤往波河以北、集中兵力死守通往德意志本土门户的阿尔卑斯各隘口要塞,但皆遭断然驳回。然而最终,盟军的凌厉攻势却在“哥特防线”前猝然陷入瘫痪绝境。究其原因,一方面是由于德军战术防守部队的战斗动机远较盟军顽强坚韧,且其军官团素质显著优于盟军部队(尤其是英美官兵中甚至频频出现消极避战、精神涣散与逃兵倒戈现象,这些病灶皆滋生于‘胜局已定、唯求保命还乡’的普遍厌战自保心智);另一方面则在于凯塞林作为战区统帅的指挥艺术高出利斯将军、尤其是克拉克将军数筹;更首当其冲的原因,乃是英美指挥中枢始终深陷于极力压缩官兵伤亡的过度保守顾虑之中(由于美军、尤其是克拉克将军所抱持的陈旧落后步兵战术,这种伤亡顾虑屡屡沦为空洞无效的良好愿望),他们固执地坚持唯有在将排山倒海的绝对优势兵力与后勤辎重全数推抵既得阵地之后方敢向前挪步推进,从而彻底丧失了乘胜扩大战果、实施大纵深穿插包抄、不给敌军任何喘息重整防线契机的黄金历史战机。这便雄辩地解释了何以在享有绝对兵力火力优势的背景下,直至11月来临之际,亚历山大依然距离其预定战役目标相去甚远,且根本无力赶在酷寒严冬合围之前克敌制胜267

尤其在艾米利亚与罗马涅地区,游击部队在进攻战役中的协同步调在若干关头表现得颇为卓异,且其战果无疑远远超出了盟军司令部原先的预估。尽管并不匮乏直接配合正规军实施战役突击的战例(在罗马涅尤其多见),但游击队的贡献主要体现为深入敌后战术纵深破坏交通动线、阻击袭扰德军后勤辎重的游击破袭战,这给德军造成了极大的战役困顿与沉重伤亡,更沉重打击了轴心部队的战斗士气:例如弗利城(Forlì)之所以在11月初被德军仓皇弃守,正是因为有谣风盛传游击主力即将对其实施内外夹击强攻。与此同时——正如我们前文业已叙及——游击队运动(全然不顾盟军此前下达的概略指导原则)在其他各战区亦投入重兵发起广泛攻势,这些行动在最初阶段固然斩获了颇为瞩目的战果,但游击队在客观上却根本无力将这些阵地巩固转化为长期稳固的控制区。这便解释了何以凯塞林一旦自忖在‘哥特防线’上的阵脚已彻底稳固,便毫不迟疑地不仅拒绝让部队喘息休整,反而将从前线抽调出的生力军全数投入针对主要游击根据地(首推各大所谓的‘自由共和国’)的残酷大拉网清剿作战之中,以期拔除腹心后方的这些肉中刺。这也解释了(至少在很大程度上解释了,因为正如我们将要看到的,在这一时期另一层政治戒惧亦开始深度侵蚀盟国的战略抉择),何以在用斯图基替代达米亚尼出任驻瑞士联络武官所带来的短暂转圜之后,北意大利民族解放委员会同盟军之间的关系——尽管亚历山大公开对抵抗运动反德作战的英勇贡献予以嘉奖褒奖——再度急转直下、陷入浑浊泥潭,直至因麦卡弗里8月中旬致帕里的那封严厉亲笔信而险些彻底决裂。而在双方关系好不容易重拾回升势头之际,这种改善亦不过是表面文章大于实质内涵,双方心智深处皆充斥着浓重的猜忌、幻灭、保留与步步为营的戒慎。为了避免背负不情愿的政治包袱、避免作出可能作茧自缚的直接公开承诺,盟国、尤其是英国在不止一次的场合中——包括在处理‘卡多尔纳事件’上268——皆狡黠地选择退居二线隐匿幕后,把对一系列敏感争端的裁决与背书之责,巧妙地甩锅推诿给博诺米政府去当出头鸟269

Ad agosto, quando Cadorna fu paracadutato in val Cavallina, l'offensiva alleata era in pieno sviluppo e sembrava dover conseguire gli obiettivi propostisi da Alexander: nella terza decade di settembre Kesselring, che disponeva di circa la metà delle forze alleate ed era nettamente inferiore quanto a cannoni, carri armati e aerei, il cui apporto raddoppiava praticamente la forza offensiva del nemico, per due volte avrebbe chiesto invano a Hitler di potersi ritirare dietro il Po e concentrarsi nella difesa delle valli alpine che davano accesso alla Germania. Alla fine l'offensiva si sarebbe però bloccata sulla «linea gotica». Un po' perché le truppe tedesche erano piú motivate e avevano ufficiali molto migliori di quelle alleate (in particolare di quelle inglesi e americane tra le quali non mancarono persino casi di diserzione e di scarso spirito combattivo frutto, gli uni e gli altri, della convinzione che ormai la guerra era vinta e l'importante era, dunque, «riportare a casa la pelle»), un po' perché Kesselring era come comandante di varie spanne superiore a Leese e soprattutto a Clark, molto per la costante preoccupazione dei comandi anglo-americani di ridurre al massimo le proprie perdite (preoccupazione che talvolta rimase però una mera petizione di principio a causa dei criteri tattici antiquati degli americani e di Clark in specie) e di procedere oltre le posizioni raggiunte solo dopo aver portato su di esse forze e mezzi tali da far fronte a qualsiasi eventualità, precludendosi cosí la possibilità di approfittare del momento favorevole per far rendere effettivamente i risultati ottenuti penetrando in profondità senza dare al nemico il tempo di riorganizzare il proprio sistema difensivo. Il che spiega perché, nonostante la grande superiorità della quale godeva, a novembre Alexander sarebbe stato ancora lontano dagli obiettivi propostisi e nella impossibilità di conseguirli prima che sopraggiungesse l'inverno267.

Soprattutto in Emilia e in Romagna, il contributo dei partigiani all'offensiva fu in alcuni momenti notevole e certo maggiore di quanto i comandi alleati si erano attesi. Pur non mancando, specie in Romagna, casi di partecipazione diretta alle operazioni, esso si manifestò essenzialmente mediante azioni dietro le linee e contro le vie di comunicazione dei tedeschi che procurarono a questi notevoli difficoltà e numerose perdite e incisero anche sul loro morale: Forlí, per esempio, fu sgombrata agli inizi di novembre essendosi diffusa la notizia che stesse per essere attaccata dai partigiani. Contemporaneamente – come abbiamo già detto – il movimento partigiano (contrariamente alle indicazioni di massima degli Alleati) si impegnava in forze anche in altre zone con azioni che, in un primo momento, conseguirono risultati anche notevoli, ma che esso non era in grado di rendere stabili. Si spiega cosí perché Kesselring, appena si sentí sicuro di poter fronteggiare la situazione sulla «linea gotica», invece di dare un po' di riposo alle sue truppe, decidesse di impegnare quelle che non gli erano piú necessarie sulla linea del fronte in una serie di grandi rastrellamenti e di azioni contro i principali concentramenti partigiani (in primis le cosiddette «repubbliche»), cosí da togliersi almeno le piú grosse di queste spine nel fianco. E si spiega anche (o in parte almeno, ché, come vedremo, sull'atteggiamento alleato prese in questo periodo a influire anche un'altra preoccupazione) perché, dopo il miglioramento seguito alla sostituzione di Damiani con Stucchi come attaché presso McCaffery e Dulles, i rapporti tra il Clnai e gli Alleati tornarono – nonostante i riconoscimenti di Alexander per il contributo della resistenza alle operazioni contro i tedeschi – a intorbidarsi, sino a sfiorare la crisi con la lettera a Parri di McCaffery di metà agosto. E quando ripresero a migliorare si trattò di un miglioramento piú apparente che sostanziale, venato da entrambe le parti di diffidenze, delusioni, riserve, cautele. Ché, per evitare impegni politici non voluti e prese di posizione dirette che avrebbero potuto legare loro le mani, gli Alleati e gli inglesi in particolare preferirono in piú di un'occasione – «caso Cadorna» compreso268 – defilarsi e lasciare che a puntualizzare certe questioni fosse, se mai, il governo Bonomi269.

242

在此背景之下,北意大利民族解放委员会(其左翼多数派极力将将军死死按在虚衔‘军事顾问’的冷板凳上)同卡多尔纳(其同盟军步调一致,坚决要求落实其作为真正军事总司令的职能与全权)之间的激烈对立,从8月中旬一直马拉松式地僵持拖延至10月底,双方既不愿彻底决裂(没有任何一方承受得起决裂的代价),却又迟迟无法寻觅到一个各方均可勉强接受的妥协公约数。事实上,左翼三大党在拒绝交出自身垄断的兵权、以及在‘确保在任何情况下对卡多尔纳的举动行使持续直接的政治监护’这一点上固然同仇敌忾270,然而一旦面临具体的折中权力再分配方案,三党之间的脆弱同盟便立时分崩离析,因为任何一派皆绝不愿在同其他派系的争权夺利中落于下风。直至11月初,北意大利民族解放委员会才历经千难万险勉强炮制出一个能为共产党、行动党与社会党共同接受的折中方案。正是在此时,卡多尔纳接到了正式通告:他将正式出任总司令,但必须由隆戈与帕里以副司令身份实施两翼贴身辅佐监护,参谋长一职必须由社会党指派,而自由党与天主教民主党亦将各派一名代表进入统帅部——该统帅部必须以高度合议制原则敲定一切决断。

人们必须敏锐洞察向卡多尔纳正式摊牌这一‘折中方案’的历史时间节点:那是在11月3日!彼时,盟军攻势未能达成决定性战略突破、抵抗运动所期盼的胜利神话已然破灭已成无可辩驳的既成事实;凯塞林早已掀起了铁壁合围的扫荡狂潮,摧枯拉朽般扫荡荡平了包括奥索拉在内的各大‘自由共和国’;换言之,游击队运动不可避免地将要在最恶劣险峻的绝境中迎战又一个血腥严冬,对此已不再有丝毫侥幸悬念。与此同时,一方面,人们昭然若揭地看清盟国至少在现阶段绝无任何正式承认北意大利民族解放委员会并与其缔结具有拘束力条约的打算,而在众人梦寐以求的‘权力让渡’问题上,罗马当局既不愿、亦根本无权逾越卡萨蒂部长作为‘澄清说明’、实为对博诺米8月25日致委员会文告实施大步后撤修正的那套‘宽泛职权’的空泛措辞——博诺米此前曾草率将北意大利民族解放委员会奉为‘沦陷区一切军政活动的协调权威机构’并授权其颁行战时法令,而卡萨蒂的修正案使这一授权完全沦为毫无实效的废纸一张;另一方面,就在此前不久的10月25日,皮佐尼与瓦利亚尼同麦卡弗里及特别行动执行处意大利科科长罗瑟伯里少校(Rosebery)在卢加诺举行了一场充满沮丧幻灭的密谈,在席间双方就各自最关切的死结问题展开了激烈辩论,并最终敲定近期将在罗马直接举行一场最高层会晤——由北意大利民族解放委员会代表团同盟军在意的最高军政决策首脑以及博诺米内阁面对面进行摊牌谈判271

In questo contesto il contrasto tra il Clnai (la cui maggioranza voleva confinare il generale nel ruolo di consigliere militare) e Cadorna (che, con gli Alleati, voleva gli fossero riconosciuti le funzioni e i poteri di comandante militare) si trascinò da metà agosto a fine ottobre senza giungere ad una rottura che nessuno voleva, ma senza fosse trovata una soluzione accettabile da tutti. E infatti, se i tre partiti di sinistra erano solidali nel non volersi spogliare del potere che avevano accentrato nelle loro mani e nel voler «assicurarsi in ogni caso un controllo continuo e diretto sull'operato» di Cadorna270, l'accordo tra di essi veniva meno allorché si trovavano di fronte a una possibile soluzione di compromesso, nessuno essendo disposto a perdere potere rispetto agli altri. Ad una soluzione accettabile da comunisti, azionisti e socialisti il Clnai riuscí cosí faticosamente ad arrivare solo all'inizio di novembre. Fu allora che Cadorna fu informato che sarebbe stato il comandante, Longo e Parri lo avrebbero però affiancato in qualità di vice comandanti, il Partito socialista avrebbe designato il capo di stato maggiore, liberali e democristiani avrebbero fatto parte del comando – che avrebbe preso collegialmente le sue decisioni – ciascuno con un proprio rappresentante.

Si faccia attenzione al momento in cui questa «soluzione» venne comunicata a Cadorna: il 3 novembre, quando era ormai evidente che l'offensiva alleata non aveva conseguito i decisivi risultati che si era proposta e che il movimento di liberazione si era atteso; quando Kesselring aveva già dato inizio ai grandi rastrellamenti e aveva spazzato via varie «repubbliche», tra le quali quella dell'Ossola; quando, cioè, non potevano esservi piú dubbi sul fatto che il movimento partigiano avrebbe dovuto affrontare un nuovo inverno di lotta e, per di piú, nelle condizioni peggiori. E, ancora, quando, per un verso, era altrettanto chiaro che gli Alleati non avevano nessuna intenzione, almeno per il momento, di riconoscere ufficialmente il Clnai e di prendere impegni formali con esso e che, quanto alla bramata «delega», Roma non era disposta o non era libera di andare oltre la formula – cosí generica da essere praticamente priva di valore – degli «ampi poteri» usata dal ministro Casati a «chiarimento», ma in realtà a rettifica di quanto Bonomi, il 25 agosto, aveva scritto in un messaggio al Clnai in cui questo era stato definito «autorità coordinatrice di tutte le attività politiche e militari dell'Italia occupata» ed era stato autorizzato a promulgare e applicare leggi relative alla resistenza; e, per un altro verso, subito dopo che aveva avuto luogo a Lugano il 25 ottobre una deludente riunione tra Pizzoni e Valiani e McCaffery e il capo della sezione italiana del Soe, maggiore Rosebery, nel corso della quale si era parlato dei problemi che piú stavano a cuore alle due parti ed era stato concordato di tenere entro breve termine un incontro a Roma tra una delegazione del Clnai, i responsabili politici e militari alleati in Italia e il governo Bonomi271.

243–244

正是在自瑞士返程途中,深感“任由这种悬而未决的动荡局面继续拖延下去将是致命的历史错误”,皮佐尼(委员会中最温和克制的建制派元老)同瓦利亚尼(左翼阵营中最具政治韬略、且受共产党人羁绊最轻的智囊)决意“启动一场步调一致的‘外交斡旋’,以谋求达成一项体面的妥协”272——亦即在11月3日向卡多尔纳正式端出的那套统帅折中方案(但北意大利民族解放委员会直至12月4日、即签署《罗马协定》前夕三天方正式追认批准),卡多尔纳在其回忆录中将这一妥协直接同卢加诺秘密会晤挂钩(“显而易见,委员会的这一妥协决断完全是出于在某种程度上极力讨好迎合盟国的迫切渴望”),并在当时他同样将该提议予以“冷冻搁置”。这一方面是因为,若要使该方案真正落地行之有效,必须同步澄清一系列关涉其实际行使统帅权威的关键细则,另一方面他亦必须静观北意大利民族解放委员会同盟军全局政治互动的深层演化走势273。平心而论,必须承认卡多尔纳的审慎是极富先见之明的:因为在《罗马协定》正式签字画押之后,左翼三大党针对他的敌视猜忌立场不仅丝毫未曾软化,且他所敦促必须厘清的关键权限细则无一得到落实,在许多场合甚至根本被搁置不议;更为严重的是,左翼在其他重大原则问题上的顽固姿态(首推将游击部队强行统合改组为正规军建制的主张),在卡多尔纳看来完全是“旨在达成一种同盟国与意大利中央政府所期盼者截然相反的危险企图”,即借机将抵抗运动(以及未来的国防军本身)实施彻底的全面政治化改造,强行吞并兼并那些迄今为止“始终游离于党派意识形态偏见之外的纯粹爱国部队”274。以至于在经历了连篇累牍的争吵火并(其间共产党人曾屡屡密谋策划企图用更为顺从听话的特拉布基将军来排挤架空卡多尔纳)之后,为了打破这种令人窒息的死锁瘫痪,卡多尔纳终于在1945年2月22日愤然递交了辞呈,断然辞去其迄今为止仅仅“抱持保留”予以接受并行使的自由志愿军团总司令一职。他显然寄希望于借此激将绝招彻底打破僵局。仰赖自由党与天主教民主党的全力调停斡旋、以及瓦利亚尼在关键时刻的力挽狂澜——瓦利亚尼力排众议批准了两党起草的和解方案——卡多尔纳的逼宫策略大获全胜,他于3月10日正式收回辞呈,从法理上真正全面执掌了对自由志愿军团的军事指挥大权275

Era stato al ritorno dalla Svizzera che, pensando che «sarebbe stato un errore lasciare che la situazione di incertezza si prolungasse», Pizzoni (il piú moderato dei membri del Clnai) e Valiani (il piú politico e, tra quelli espressi dalla sinistra, il meno succube dei comunisti) avevano deciso di «iniziare un'azione "diplomatica" concertata, che doveva portare ad un onorevole compromesso»272 e cioè alla soluzione che il 3 novembre venne prospettata a Cadorna (ma che il Clnai avrebbe ratificato solo il 4 dicembre, tre giorni prima della firma degli «accordi di Roma») e che questi nelle sue memorie avrebbe collegato alla decisione presa a Lugano («era evidente che la decisione del comitato era stata ispirata dal desiderio di compiacere in qualche modo gli Alleati») e sul momento tenne anche lui a «bagnomaria». Un po' perché questa soluzione, per essere veramente tale, era necessario che contestualmente fosse chiarita una serie di questioni dalla cui sistemazione dipendeva l'effettivo esercizio delle sue funzioni di comandante e un po' per rendersi conto di come stesse evolvendo il contesto politico generale dei rapporti tra il Clnai e gli Alleati273. E bisogna dire che fece bene, perché dopo la firma degli «accordi di Roma» non solo la posizione di fondo dei tre partiti di sinistra nei suoi confronti non sarebbe mutata e nessuna delle questioni che egli aveva chiesto fossero chiarite sarebbe stata risolta, e in piú di un caso neppure affrontata, ma il loro atteggiamento rispetto ad altri problemi (in primo luogo quello dell'unificazione delle formazioni partigiane e della loro trasformazione in reparti dell'esercito regolare) gli sarebbe apparso teso «a raggiungere uno scopo esattamente opposto a quello auspicato dagli Alleati e dal governo italiano» e a politicizzare completamente la resistenza (e, in prospettiva l'esercito tout court), assorbendo anche quelle formazioni che sino allora «si erano mantenute estranee alle ideologie di parte»274. Tanto che, dopo molte discussioni e scontri (che avrebbero fatto piú volte pensare ai comunisti di sostituire Cadorna con il piú malleabile generale Trabucchi) sui quali non è qui il caso di dilungarci, il 22 febbraio 1945 per cercare di sbloccare la situazione Cadorna avrebbe finito per dare le dimissioni dalla carica di comandante del Cvl che sino a quel momento aveva accettato ed esercitato «con riserva». Probabilmente contando di sbloccare in questo modo la situazione. Cosa che in parte gli riuscí, grazie alla mediazione dei liberali e dei democristiani e il decisivo apporto di Valiani che approvò il documento da essi preparato e in base al quale il 10 marzo, ritirate le dimissioni, assunse de iure il comando275.

244–245

北意大利民族解放委员会代表团在南方滞留了约莫一个月之久(从11月中旬至12月中旬),其间同盟军高层、尤其是同英国军政要人,先后在莫诺波利、卡塞塔、锡耶纳以及罗马展开了密集的穿梭会谈,并同陷入内阁危机直至12月12日才勉强重组的博诺米政府、以及民族解放委员会各党派的众多头面人物进行了广泛接触。代表团成员由皮佐尼、帕里、帕耶塔以及索尼奥组成,这一人选构成是在北意大利民族解放委员会内部以及同特别行动执行处经历了一连串激烈交锋之后才尘埃落定的。谈判的法定句号体现为由地中海盟军最高统帅威尔逊将军同北意大利民族解放委员会四位特使于12月7日在罗马共同签署的《协议备忘录》(memorandum d'accordo);此后,皮佐尼、帕里与索尼奥启程北返,帕耶塔则独留罗马,企图趁热打铁化解若干遗留的“悬案”,并极力争取盟军展现出更为“开明”与宽容体谅的姿态,其结果自然是徒劳无功、碰壁而归;盖因英国外交部(Foreign Office)从一开始便认定该《备忘录》(其条文表述在极大程度上系由特别行动执行处驻意分支与亚历山大统帅部基于纯军事功利考量所一手包办)既不合时宜、又赋予了游击队过重的政治拘束承诺,以至于伦敦甚至企图借第二届博诺米内阁成立之机——趁意大利政府与北意大利民族解放委员会签署相互承认议定书的契机——直接宣布《备忘录》作废失效,盖因博诺米在对外公布该文告时的修辞表述过于含混,极易使外界误以为盟国业已正式全面承认了北意大利民族解放委员会的合法地位,为此英国外交部当即严令博诺米必须立即发表一份措辞严厉的‘澄清声明’予以澄清辟谣276

La delegazione del Clnai rimase al sud per circa un mese, da metà novembre a metà dicembre, ed ebbe colà una fitta serie di incontri con gli Alleati, in particolare con gli inglesi, a Monopoli, Caserta, Siena e a Roma, con il governo Bonomi (che era però in crisi e si sarebbe ricostituito solo il 12 dicembre) e con numerosi esponenti dei partiti del Cln. Di essa facevano parte a vario titolo, e dopo accese discussioni sia all'interno del Clnai sia con il Soe, Pizzoni, Parri, Pajetta e Sogno. La conclusione formale delle trattative, sancita del «memorandum d'accordo» sottoscritto dal generale Wilson, comandante supremo alleato per il Mediterraneo e dai quattro delegati del Clnai, ebbe luogo a Roma il 7 dicembre, dopo di che Pizzoni, Parri e Sogno tornarono al nord, Pajetta si fermò invece a Roma per tentare di risolvere alcuni problemi rimasti in «sospeso» e di portare gli Alleati su posizioni piú «aperte» e comprensive, senza ovviamente riuscirvi, tanto piú che il Foreign Office considerò subito quanto stabilito nel «memorandum» (sulla cui formulazione il peso maggiore l'avevano avuto il Soe in Italia e il Quartier generale di Alexander che si erano mossi in base a considerazioni essenzialmente d'ordine militare) intempestivo e troppo impegnativo, al punto che Londra lo avrebbe voluto dichiarare decaduto approfittando della firma – allorché fu costituito il secondo gabinetto Bonomi – di un protocollo di reciproco riconoscimento tra il governo italiano e il Clnai, che cosí come fu presentato da Bonomi – a cui, non a caso, il Foreign Office impose subito una dichiarazione «chiarificatrice» – poteva far pensare ad un vero e proprio riconoscimento alleato del Clnai276.

246

塞基亚与弗拉萨蒂在其合著的《抵抗运动与盟军》一书中277,曾对北意大利民族解放委员会代表团南方之行所欲达成的战略意图作过如下概括:

“与盟军谈判的实质标的,理应涵盖关涉解放战争后续进程的一切重大政治与军事死结;且在意大利方面,人们自然热切期盼能够达成建立在起码互信基础之上的各项协定,其互信程度至少足敷防范前几个月惨痛龃龉的重演。有两大核心问题亟待破解:其一是争取盟国以及意大利中央政府正式将北意大利民族解放委员会确认为该政府在沦陷区的唯一全权代理机构;其二则是正式承认自由志愿军团为正规国家武装力量、并将其全面整编并入意大利国防军建制,从而一劳永逸地规避解散与复员游击各部队的厄运。”

多年以来,几乎全体史学界同仁皆将上述两点奉为定论,至多在塞基亚与弗拉萨蒂所列举的这两大‘核心’战略诉求之外补充若干‘次要’目标:在多数学者看来,是争取盟国承诺向抵抗运动提供更多、更有系统性的军火空投;在另一部分人眼中,则是谋求盟国在财政经济层面给予同等力度的援助担保。这两位共产党学者所指出的核心诉求乃是客观真实的,且除却最后一项(将游击队并入国防军建制)几乎仅反映了左翼三大党的党派意志之外,其余各项皆是整个北意大利民族解放委员会魂牵梦萦的心头大事,这一点毋庸置疑。早在南方使团成行之前共产党、行动党与社会党便已密集展开、并在使团归来之后依然不遗余力顽强推进的大量历史行动,皆为这一判断提供了汗牛充栋的铁证278——尤其是当他们清醒意识到,基于大战有望在来年春季迅速终结的战略前瞻,盟国方面不仅绝无正式承认北意大利民族解放委员会的意愿、且决不容许博诺米政府授予其对北方的任何实质政权管辖全权,更对将游击队伍正规化整编入正规军的主张抱持绝不妥协的抵触态度,严令抵抗运动除在德军溃败与英美盟军主力开抵的短暂权力真空期负责维持公共治安之外,决不允许擅自僭越任何行政大权。然而,在指出上述史实之余,更必须补充强调的是:若要深刻透视代表团同盟军所展开的‘谈判’实态、透视盟军(包括美军在内)以何等顽固坚决的态度断然拒绝游击队上述‘核心’诉求,同时却在其他若干领域展现出令人不可思议的‘慷慨退让’,以及代表团特使在遭遇盟方对其所谓核心要价的断然回绝后何以表现出异乎寻常的顺从妥协,从而在全部历史复杂性中洞悉这幕活剧的实质底牌,那么索尼奥在其《逃离布林迪西》一书中所留下的实录279,无疑为我们提供了更为切中要害的钥匙:

Secchia e Frassati nel loro La Resistenza e gli alleati277 hanno cosí sintetizzato gli obiettivi che la delegazione del Clnai intendeva conseguire con la sua missione:

Oggetto delle trattative con gli alleati dovevano essere tutti i problemi politici e militari concernenti l'ulteriore condotta della guerra di liberazione, ed ovviamente da parte italiana si sperava di giungere alla stipulazione di accordi ispirati a quel tanto di reciproca fiducia che bastasse a prevenire il ripetersi delle dure esperienze dei mesi precedenti. Due questioni soprattutto importava risolvere: il riconoscimento ufficiale del Clnai, sia da parte degli alleati che del governo italiano, come agente del governo stesso nell'Italia occupata; e il riconoscimento del Cvl come forza armata regolare da integrarsi nell'Esercito italiano, evitando cosí la smobilitazione delle unità partigiane.

Su questa indicazione si è fondata per anni la totalità degli studiosi, aggiungendo al massimo agli obiettivi «principali» indicati da Secchia e da Frassati qualche obiettivo «minore»: per i piú, un impegno alleato ad assicurare alla resistenza maggiori e piú sistematici invii di armi, per qualche altro un analogo impegno in campo anche economico. Che gli obiettivi indicati dai due autori comunisti fossero reali e che, salvo l'ultimo che rispecchiava pressoché solo il punto di vista dei tre partiti di sinistra, stessero molto a cuore al Clnai è incontestabile. Lo confermano a iosa tutta una serie di iniziative che comunisti, azionisti e socialisti avevano cominciato a prendere già prima che fosse concordata la missione del Clnai al sud e che essi continuarono a portare avanti dopo la sua conclusione278, quando fu chiaro che, in previsione di una rapida conclusione della guerra in primavera, da parte alleata non solo non si era disposti a riconoscere ufficialmente il Clnai e non si voleva che il governo Bonomi gli desse una effettiva delega di governo per il nord, ma si era altresí nettamente contrari tanto ad una unificazione e «integrazione» delle formazioni partigiane nell'esercito italiano quanto ad una assunzione di poteri da parte della resistenza che non fossero quelli per il mantenimento dell'ordine pubblico nel periodo di interregno tra la fine dell'occupazione tedesca e l'arrivo delle forze anglo-americane. Ciò detto, va però anche aggiunto che per comprendere l'andamento delle «trattative» che la delegazione del Clnai ebbe con gli Alleati, l'intransigenza con la quale questi (americani compresi) si opposero alle richieste «principali» loro fatte e la inaspettata «cedevolezza» da essi manifestata rispetto ad altre e quella dei delegati del Clnai rispetto ai secchi rifiuti loro opposti a proposito di quelle definite da Secchia e Frassati le principali e, dunque, per cogliere in tutta la sua complessità il significato concreto della vicenda, quanto scritto da Sogno nel suo Fuga da Brindisi279 ci dà un maggiore aiuto:

247

“协定的文本是由英国第1特种部队的盟友直接向我们端出来的,且早已被起草拟定为最终的法定成文形式。几乎出乎所有人的预料,它居然照单全收了代表团提出的一系列最关键的狮子大开口请求:即在事实上(de facto)承认北意大利民族解放委员会为统领并协调抵抗运动全体作战力量的最高中枢机构;在财政经援上完全按我们开出的最高预算限额(每月一亿六千万里拉)全额予以专项划拨;在空投补给上庄严承诺向‘一切作战部队提供最大限度的军事援助’。它对武装斗争的规模未加设任何人为限额,而这显然直接违背了亚历山大与克拉克的保守收缩训令。然而,协定却白纸黑字勒令我们立下军令状:在光复之际必须无条件接受整肃解散与缴械复员,并对盟国军政府(AMGOT)的一切政令法律表示绝对的效忠与服从。”

同样深刻的印证,亦见诸哈罗德·麦克米伦在其回忆录中所作的剖白280

“围绕代表北意大利各派游击运动的民族解放委员会同地中海盟军统帅部及意大利中央政府之间缔结协定一事,曾充斥着错综复杂的枝节纠葛。亚历山大采取了极度坚决强硬的手段,依我之见,他的决断是完全正确的。希腊的事态已经给我们上了极其惨痛的一课:对于此类游击武装运动,必须从最开始的第一回合起便予以铁腕管控限制。假定义大利战役有望在初夏全面告终,那么此时此刻正是订立明晰契约、并向各派游击武装中掺入安插可靠的英军军官与忠诚意大利职业军官的决胜历史关头。正是在这次历史机缘中,我得以初次结识了抵抗运动军事司令部的一把手帕里、以及银行家皮佐尼——这两位皆是受人敬重、忠贞勇敢的爱国志士。在亚历山大同北意大利民族解放委员会之间最终缔结了一份双边协定,明文规定游击武装必须承担军事协同作战义务,以换取盟军雄厚的财政资金保障。该协定同时附带了一份同意大利政府签署的补充条约。实质性的谈判进程是颇为繁复棘手的,因为我们不得不字斟句酌地推敲极其微妙敏感的法律辞藻,特别是涉及停战苛刻条款以及盟军军政府管辖权限的条文,以便迎合英国外交部与美国国务院那一套略显迂腐刻板的官僚癖好。绝大多数法律层面的死结在我看来纯粹属于杞人忧天的虚妄作祟:核心要务只有一个,那便是在这些抵抗武装彻底沦为像希腊民族解放军那样纯粹被共产党人绑架掌控的工具之前,断然将其全面收拢掌控在我们手中。”

Il testo dell'accordo ci fu presentato dagli Alleati britannici della Special Force già redatto in quella che sarebbe stata la sua forma definitiva. Esso accoglieva, quasi inaspettatamente, alcune delle principali richieste della delegazione e cioè il riconoscimento (di fatto) del Clnai come organo superiore di controllo e di unificazione di tutti gli elementi operanti nella resistenza, il finanziamento nella stessa misura massima da noi indicata come necessaria (160 milioni mensili), il rifornimento con la promessa della «massima assistenza alle forze combattenti». Non si poneva alcun limite alla lotta e ciò in contrasto con le direttive di Alexander e di Clark. Si esigeva però l'impegno allo scioglimento e al disarmo e la totale obbedienza alle autorità del governo militare alleato (Amgot).

E lo stesso dicasi per quanto scritto da Macmillan nelle sue memorie280:

C'erano state molte complicazioni a proposito di un patto tra il Clnai (Comitato di Liberazione Nazionale), in rappresentanza dei movimenti partigiani dell'Italia settentrionale, e il Cma [Comando alleato per il Mediterraneo] e il governo italiano. Alexander usò fermezza, e secondo me a ragione. La Grecia ci aveva dato una lezione: questi movimenti si dovevano controllare fin dalle primissime battute. Posto che la campagna potesse finire all'inizio dell'estate, era ormai il momento di fare patti chiari e di distribuire tra i partigiani ufficiali britannici e italiani fidati. Fu in questa occasione che mi misi in contatto per la prima volta con Parri, il numero uno del comando militare del movimento di resistenza, e il banchiere Pizzoni, due patrioti stimati e coraggiosi. Tra Alexander e il Clnai venne finalmente stipulato un accordo bipartito che prevedeva la collaborazione dei partigiani e il sostegno finanziario degli Alleati. Questo accordo fu corredato da un patto col governo italiano. Le trattative vere e proprie furono piuttosto complesse, perché ci si trovò a dover adottare una formulazione delicata, specie in rapporto alle condizioni dell'armistizio e ai poteri del governo militare alleato, allo scopo di soddisfare l'atteggiamento un po' pedante del Foreign Office e del dipartimento di Stato. Molte delle difficoltà giuridiche mi diedero l'impressione di essere in gran parte illusorie: la cosa principale era assumere il controllo dei gruppi della resistenza prima che diventassero, come in Grecia, semplici strumenti del comunismo.

248

倘若按字面意思机械解读麦克米伦回忆录中的这番自白,人们极易被诱导得出这样一种结论:即盟国政治决策高层、尤其是英国外交部与盟国管制委员会对待北意大利民族解放委员会及整个抵抗运动的态度,完全是由希腊局势的急转直下溃崩、以及对意大利在光复之后亦将爆发同等规模武装叛乱的恐慌所直接支配的。希腊的血腥事变对盟国在抵抗运动问题上的战略决策产生了极其深刻的震撼冲击,这一点自无疑义;然而若将其无限拔高为某种笼统的‘希腊综合征’,不仅流于以偏概全,且极易导致后人根本无法洞悉《罗马协定》的深层历史底蕴,亦无法理解萨罗共和国末期最后数月间一系列光怪陆离的历史死结——而这些问题正是我们在后文必须着重剖析澄清的。

就《罗马协定》的渊源而言,有一项基本史实必须予以彻底厘清:当所谓的‘希腊事变危机’爆发之际,盟国针对意大利‘共产主义威胁’的战略警惕与防范心智,早在数月之前便已彻底告别了大战初期的盲目迟钝。在“七二五”与“九八协定”爆发之后,除罗马教廷之外,整个西方世界唯有一位外交官曾向伦敦发出振聋发聩的共产危机预警——那便是英国驻梵蒂冈公使奥斯本(Osborne)。然而英国外交部当时对此置若罔闻,一方面将其贬低为奥斯本长期驻节教廷所必然沾染的教会神职偏见,另一方面斥之为某种先入为主的意识形态偏执。然而事态自1944年3月至4月间骤然逆转:苏联出人意料地率先同巴多格里奥政权全面恢复大使级外交关系,这令安东尼·艾登大惊失色;此后在伦敦敲响警钟的不再仅仅是孤立的奥斯本,更包括了新任英国驻意高级专员(后升任大使)诺埃尔·查尔斯爵士(Sir Noel Charles),而查尔斯在伦敦决策中枢的言论分量显然重得多。布鲁诺·阿尔奇迪亚科诺(Bruno Arcidiacono)曾极其精辟透彻地剖析了这一全新战略阶段的起承转合、主要历史表征、及其对英国统治精英评估南北意大利局势所造成的深远震荡281;在这一时期,“共产主义威胁”正式晋升为伦敦(及其派驻亚平宁的权威大员)用以运筹其对意战略政策的首要裁判天平——这不仅体现在防范莫斯科对意大利内政的横加干涉、以及警惕南方政府借拉拢莫斯科承认来反向要挟英美赋予其同等“正式盟国”地位的政治手腕;更首当其冲体现在对意共势力急剧膨胀及其冷酷“政治实用主义”的深重戒惧:用查尔斯大使的话来说,西方深恐意共“甘愿支持任何能够加速盟军向北方共产党重镇要塞推进的联合政府”,以便随后顺应莫斯科的宏大全球布局,“一举推翻萨伏伊君主王朝,并彻底清洗消灭一切拒绝屈从于其党派意志的异己政党”。尽管巴多格里奥的政治算计散发着浓烈的政治勒索气味,但到了5月中旬,为了彻底剥夺苏联将自身标榜为‘意大利唯一真诚挚友’的宣传王牌,并有效‘遏制共产主义在亚平宁半岛的恶性蔓延’,英国外交部已不再排斥重新检讨盟国对意政策,并着手采取实质性步骤顺应元帅政府的诉求,甚至谨慎试探了华盛顿在这一问题上的底线。然而,罗马光复后巴多格里奥的被罢黜靠边站却使得这一切戛然而止,并极大地助长了伦敦内部那些极力主张对意大利推行惩罚性铁腕政策、绝不容许给予任何减免宽宥的强硬派。博诺米内阁的登台(在丘吉尔眼中,那不过是‘一帮由一位可怜邋遢老朽所纠集的极度不可信赖的政治掮客’),在伦敦高层被近乎一致地视作一场变相政变,是一场由共产党人充当总导演兼最大受益者的宏大战略阴谋的组成部分,其终极图谋在于‘通过彻底摧毁一切体制替代力量来全盘攫取对意大利的绝对统治权’。查尔斯大使当即竭力向伦敦极力陈词,告诫强硬蛮横的报复姿态极易导致意大利“从法西斯主义的油锅中跳进共产主义的烈火炼狱”(这是他的原话),并指出在当时局势下唯一的救亡正途不是去削弱打击、而是必须倾全力扶持博诺米内阁,以防温和建制派力量在走投无路之下亦倒向苏联的怀抱。‘倘若不能迅速采取断然有力措施鼎力支援博诺米政府,’查尔斯在8月中旬致丘吉尔的密信中疾呼,‘一旦盟军大兵团开抵北方重镇,意大利极有可能从当前的民主过渡状态直接失控滑向极左激进主义深渊。’尽管查尔斯的洞见获得了英国本土及驻意政界若干重量级人物的深度共鸣,但该观点在外交部内部、尤其是面对艾登的顽固偏见时却步履维艰,且在最初阶段亦未能打动丘吉尔本人。因此,将共产主义威胁作为左右英国对意政策核心杠杆的战略觉醒,来得相对迟缓拖沓;它是在苏联对华沙起义展开灭绝人性的背信弃义出卖(这在英国首相心中激起了狂暴的狂怒)之后,确切地说是在8月下旬丘吉尔亲赴意大利战区同亚历山大、麦克米伦举行秘密会晤并视察前线官兵之际,才终于在英国最高统帅部占据了绝对上风。且与查尔斯的热切期盼截然相反的是,这一战略调整在实操层面是极其有限与谨小慎微的:盟国固然可以给予博诺米内阁以‘某种程度的’政治输血,但这绝不意味着盟军愿意为此放弃依据停战协定所攫得的任何宗主征服特权,更决不可削弱限制盟军最高统帅部的绝对权威。尤为致命的是,在这项原则性方针敲定之后,英国决策层却并未如查尔斯所苦口婆心一再催促的那样,迅速跟进采取任何切实重大的战略行动。由此便引申出第一项核心结论,该结论至少在很大程度上解释了麦克米伦在回忆录中所披露的心态底色——即在北意大利民族解放委员会代表团同盟军正式开启罗马‘谈判’之际,伦敦统治中枢所抱持的真实考量。盖因任何人都极难将9月下旬发表的《海德公园宣言》(正如阿尔奇迪亚科诺所雄辩指出的那样,该宣言根本不像美国激进修正主义史学所宣称的那样代表着对以往‘英国式严苛路线’的断然突破革新,而完全不过是对英国既定方针以及丘吉尔上月访意决断的依样画葫芦罢了)视作实质性的慷慨让步;亦很难将丘吉尔于10月9日向斯大林提出的那项笼统外交恳求——丘吉尔当时心怀鬼胎,怀疑苏联正是利用其驻盟国管制委员会代表团从盟军战时金融局(亦即实质由英美两国财政拨款)领取的经费在暗中资助意共,因而当面向斯大林提出‘请约束管教意大利共产党人,切莫挑唆他们惹事生非’——视作实质性的铁腕作为;而斯大林当时则极其狡黠圆滑地耸肩推诿称:要想约束陶里亚蒂谈何容易,因为陶里亚蒂人不在莫斯科而是在意大利本土,倘若自己横加干涉,陶里亚蒂随时可能‘把他打发回老家去,叫他少管闲事’。

Preso alla lettera, questo passo delle memorie di Macmillan potrebbe indurre a pensare che l'atteggiamento della dirigenza politica alleata e in particolare del Foreign Office e della Commissione alleata di controllo rispetto al Clnai e alla resistenza in generale sia stato essenzialmente determinato dal precipitare della situazione in Grecia e dal timore che anche in Italia potesse a liberazione avvenuta verificarsi qualcosa di simile. Che la vicenda greca abbia influito notevolmente sulla posizione degli Alleati rispetto al Clnai e alla resistenza è fuori dubbio, parlare di «sindrome greca» è però eccessivo e rischia di rendere in buona parte incomprensibile sia il vero significato degli «accordi di Roma» sia una serie di vicende degli ultimi mesi della Rsi sulle quali dovremo soffermarci piú avanti.

Per quel che riguarda gli «accordi di Roma», una cosa deve essere ben chiara: quando sopravvenne il «caso Grecia» l'atteggiamento degli Alleati rispetto al «pericolo comunista» in Italia non era piú da vari mesi quello del periodo iniziale. Dopo il 25 luglio e l'8 settembre l'unica voce, oltre quella del Vaticano, che aveva messo in guardia contro di esso era stata quella dell'ambasciatore britannico presso la Santa Sede Osborne. Il Foreign Office non le aveva però dato ascolto e l'aveva considerata, per un verso, frutto del condizionamento della sede presso la quale Osborne era accreditato e, per un altro, di un anticomunismo preconcetto. Le cose erano però cominciate a cambiare col marzo-aprile, allorché il ristabilimento dei rapporti diplomatici tra l'Urss e il governo Badoglio allarmò Eden e a mettere in guardia contro il pericolo comunista non fu solo Osborne, ma anche l'alto commissario (e poi ambasciatore) Noel Charles, molto piú ascoltato a Londra. Bruno Arcidiacono281 ha messo bene a fuoco i tempi, le principali manifestazioni e le ripercussioni sul modo di giudicare da parte inglese la situazione italiana, sia al sud che al nord, di questa nuova fase nella quale il pericolo comunista prese a costituire il piú importante parametro di giudizio di Londra (e di autorevoli suoi rappresentanti in Italia) per orientare la sua politica sia nei confronti delle «inframmettenze» sovietiche in Italia e ai «maneggi» del governo del sud per essere riconosciuto come alleato da Mosca e premere cosí sugli Alleati per ottenere anche da loro analogo status, sia della forza crescente e del «cinismo» del Pci che, per dirla con le parole di Charles, facevano temere che esso fosse «disposto ad appoggiare ogni tipo di governo unitario suscettibile di affrettare l'avanzata alleata verso le roccaforti comuniste del nord», per cercare poi, in accordo con i piani dei sovietici, di «rovesciare la monarchia e di eliminare tutti i partiti che rifiuteranno di piegarsi ai suoi voleri». Nonostante il «sapore di ricatto» che aveva la politica di Badoglio, verso la metà di maggio, pur di sottrarre ai sovietici la possibilità di presentarsi come gli «unici veri amici dell'Italia» e di «arginare la diffusione del comunismo», il Foreign Office non si era mostrato alieno a riconsiderare la politica alleata verso l'Italia e a fare qualche tangibile passo nel senso auspicato dal governo del maresciallo e aveva fatto fare un cauto passo per sondare l'atteggiamento in proposito di Washington. L'accantonamento di Badoglio dopo la liberazione di Roma aveva però bloccato tutto e ridato fiato a coloro che auspicavano una politica punitiva verso l'Italia e non volevano le fossero fatti «sconti». La costituzione del governo Bonomi (per Churchill «una banda sommamente indegna di fiducia» presieduta da «un misero vecchio») era stata vista infatti a Londra come qualcosa di molto simile ad un colpo di stato e parte di una vasta manovra, della quale i comunisti sarebbero stati i principali artefici e i maggiori beneficiari, volta a «mettere le mani sull'Italia distruggendo ogni struttura alternativa». Charles aveva subito cercato di far capire a Londra che un atteggiamento intransigente rischiava di far cadere l'Italia dalla padella fascista nella brace comunista (l'immagine è sua) e che l'unica cosa da fare in quella situazione era non indebolire ma sostenere al massimo il governo Bonomi, onde evitare che anche i moderati cedessero alle lusinghe sovietiche. «Se non si adottano rapidamente misure di sostegno in favore del governo Bonomi – avrebbe scritto a metà agosto a Churchill – è possibile che l'Italia cada dall'attuale interregno democratico nell'estremismo non appena gli eserciti alleati raggiungeranno il nord». Pur essendo condiviso da alcuni autorevoli esponenti della politica britannica sia a Londra che in Italia, il punto di vista di Charles aveva però stentato a farsi strada al Foreign Office e soprattutto presso Eden e in un primo momento anche presso Churchill. Sicché ad un riprender quota dell'incidenza del pericolo comunista sulla politica inglese si era arrivati relativamente tardi, dopo il criminale tradimento di Varsavia compiuto dai sovietici (che tanta ira aveva suscitato nel premier) e, praticamente quando a fine agosto Churchill era stato in Italia per incontrarsi con Alexander e Macmillan e visitare le truppe al fronte. E, contrariamente alle speranze di Charles, in un modo operativamente assai limitato: al governo Bonomi poteva essere accordato un «certo» appoggio, non tale però da comportare la rinuncia dei diritti acquisiti con l'armistizio e la limitazione dei poteri del comando alleato. E senza, per di piú, che alla decisione presa seguissero subito, come invano Charles aveva continuato a raccomandare senza posa, atti concreti. Da che una prima conclusione che spiega, almeno in parte, quanto scritto da Macmillan nel passo delle sue memorie citato all'inizio di questo breve excursus sull'atteggiamento dei vertici politici londinesi allorché ebbero inizio le «trattative» tra la delegazione del Clnai e gli Alleati. Ché, infatti, è difficile considerare atti concreti (nel senso almeno auspicato da Charles) la dichiarazione di Hyde Park dell'ultima decade di settembre (che, come bene ha dichiarato l'Arcidiacono, non ebbe affatto, come sostenuto dalla storiografia radical americana, un valore innovativo rispetto alla precedente fase «inglese» della politica alleata verso l'Italia, ma si limitò a recepire quasi completamente il punto di vista britannico e quanto stabilito in occasione della visita di Churchill in Italia il mese prima) e la generica richiesta (frutto probabilmente del sospetto che i sovietici sovvenzionassero il Pci con i fondi che la loro delegazione presso la Commissione alleata di controllo riceveva dall'Allied Financial Agency, in pratica dagli anglo-americani cioè) che Churchill aveva fatto il 9 ottobre a Stalin di «tenere a freno i comunisti in Italia e di non aizzarli», sentendosi rispondere che non era facile influenzare Togliatti perché questi non era a Mosca ma in Italia e perché avrebbe potuto... mandarlo al diavolo e invitarlo ad occuparsi «dei fatti suoi».

250–251

在特别行动执行处(SOE)的实操人员心目中,尤其是那些常年工作在意大利一线与瑞士前哨的特工军官(更遑论战略情报局OSS的大批美国谍报官,在他们眼里共产党人简直就是纯洁无瑕的杰出民主斗士),对共产党夺取政权的恐慌在最初阶段远不如后方政客、尤其是那些远居伦敦象牙塔冷眼旁观的政客们那样剧烈确凿。这种反差丝毫不令人惊诧。政治家们居高临下俯瞰战局,且隔着伦敦海峡的遥远距离,必然倾向于从全局性宏观博弈的角度审视意大利局势(在很长一段时间里,他们眼中的意大利更多是‘当下’的南方根据地而非‘未来’的北方沦陷区),在这盘大棋局中,意大利战区不过是错综复杂的全球战略拼图中的一隅,归根结底甚至算不上最重要的棋子,且他们动辄习惯于依凭完全不同的外部异质经验(例如一方面套用法国内部力量格局,另一方面套用希腊流血冲突)来先入为主地对其横加裁断。然而对于绝大多数深入前线的特工人员而言,唯一具有决定性意义的现实乃是北方的搏杀原野,那里正是他们的战斗舞台;在同抵抗运动的直接朝夕相处中、在对其英勇献身的由衷钦佩中、在同仇敌忾抗击德军与法西斯的血火洗礼中,大多数盟军联络官皆不可避免地崇尚前线的军事行动成果,而倾向于在相当程度上低估淡化其纷繁的政治内耗,或将其斥为无伤大雅的泛泛空谈:诸如政治口水过多、党派门户林立、空头废话连篇损害了前线破袭、革命狂热过甚等等——但在他们看来,这些毛病决不可被过分上纲上线,而完全应当归咎于意大利人特有的多血质民族劣根性罢了。倘若再加上当时根本缺乏任何确凿真凭实据,足以证实意共领导层已将建立苏维埃式政权或建立完全由其操纵的傀儡政府列为即时行动纲领,人们便不难索解,何以在很长时期内,特别行动执行处的军官们往往在共产党人同其他党派之间并不作过多苛刻甄别,且哪怕真要作出甄别,天平亦往往向共产党人倾斜——因为在他们眼中,共产党人展现为反法西斯斗争中最具‘统一战线精神’与务实作风的骨干力量,是骁勇善战、纪律严明、且富有最高自我牺牲精神的无畏战士。对此人们同样无须大惊小怪,只要回顾一下埃德加多·索尼奥这位从过去到现在始终如一的狂热铁血反共斗士在多年后的痛切反省便可了然:索尼奥回忆称,“同他们日复一日的并肩协作,曾在我脑海中笼罩上一层浓重的政治迷雾”,以至于让他一度坚信共产党人“哪怕在自身力量对比占据绝对优势的关头,出于对民主游戏规则的崇高尊重,亦决不会诉诸暴力夺取政权”282

Negli uomini del Soe, soprattutto in quelli che operavano in Italia e in Svizzera (per non dire della maggioranza di quelli dell'Oss, per i quali i comunisti erano dei veri democratici) i timori di una presa di potere comunista inizialmente erano meno vivi e meno certi rispetto a quelli dei politici, specie di quelli che guardavano all'Italia da lontano. Né la cosa può destare meraviglia. I politici, e, per di piú dal loro osservatorio londinese, erano portati a guardare la situazione italiana (che per essi a lungo fu piú quella «presente» del sud che quella «futura» del nord) in un'ottica che doveva tener conto di una molteplicità di problemi generali e particolari rispetto ai quali essa era solo un aspetto e, tutto sommato, neppure il piú importante e che talvolta li portava a giudicarla in base a situazioni diverse, come quella francese per un verso e quella greca per un altro. Per la maggioranza degli uomini dei servizi segreti la realtà che contava era invece essenzialmente quella del nord, che costituiva il loro campo d'azione e dove il contatto diretto con la resistenza, l'ammirazione spesso per essa, i rapporti stabiliti nella comune lotta contro i tedeschi e i fascisti portavano i piú di loro a privilegiare gli aspetti attivisitici militari e a sottovalutare in qualche misura quelli politici ovvero a ridurli ad una critica generica e generalizzata: troppa politica, troppe divisioni partitiche, troppe chiacchiere che finivano per andare a danno dell'azione, troppo rivoluzionarismo, che però non andavano eccessivamente sopravvalutati, ma spiegati col carattere degli italiani. Se a ciò si aggiunge la mancanza di elementi sicuri che potessero autorizzare a ritenere che i vertici comunisti si proponevano l'instaurazione di un governo comunista o comunque da essi controllato, è facile capire come spesso anche gli uomini del Soe non facessero molta distinzione tra i comunisti e gli altri e, se la facevano, era non di rado a favore dei primi, perché sembravano loro i piú «unitari» e concreti nella lotta ed erano combattenti tenaci, disciplinati e animati da un forte spirito di sacrificio. E neppure questo può meravigliare se appena si pensa a quanto Edgardo Sogno, un uomo, dunque, che era ed è stato sempre un deciso anticomunista, ha scritto anni orsono ricordando come «la collaborazione quotidiana con loro aveva creato una nebbia attorno alla mia testa» e gli aveva fatto pensare che i comunisti «avrebbero rinunciato a prendere il potere con la violenza anche nel caso in cui il rapporto di forze fosse loro favorevole e ciò per rispetto delle regole democratiche»282.

251–252

在那个激情澎湃的夏季,当亚历山大统帅部的攻势似乎在短短数周之内便将以摧枯拉朽之势完胜告捷之际,各特工机关所真正担忧的防范焦点,绝非意共在敌军覆亡之际策动所谓的暴力夺权政变(在他们眼中,当时的意共大体上是恪守‘政治忠诚’的),而首当其冲深恐由游击队伍中最具激进革命色彩、且脱离各政党政治统御缰绳的狂暴武装分子,挑起一场失控的野蛮内战。在这一视角下,尽管当时关于共产党人野心图谋的密告与谣风甚嚣尘上、与日俱增,但特工机关并未对其给予过分重视,绝大多数情况下皆将其归咎为大决战临近之际前线将士的神经亢奋与恐慌过敏,归咎于抵抗运动各派系之间争权夺利摩擦的日益白热化。由此,在特工首脑的心智中逐步孕育出一种坚定信念:即最足以应对全境光复可能引爆的动荡危局的良策,乃是赋予北意大利民族解放委员会以更大的权威、给予其更为有力的全方位输血支持,从而强力迫使组成该委员会的五大政党承担起‘历史责任’,将一切游击武装真正收编纳入其政权号令之下;同时对全体游击运动施加更为广泛、不带任何政治派系偏见的物资装备空投,并向前线空降输送规模更为庞大、数量更为众多的联络使团,以便对游击部队进行更正规的技术整编、并实施尽可能贴身直接的严密政治监护。在这方面,马克斯·萨尔瓦多里于8月份向其上峰呈递的政策建言极具代表性283

Nell'estate, quando l'offensiva Alexander sembrava doversi concludere vittoriosamente nel giro di poche settimane il vero problema per i servizi segreti non era stato quello di un possibile colpo di forza al momento del crollo nemico da parte del Pci (da essi, in genere, considerato «leale»), ma piuttosto quello di una guerra civile scatenata dalla parte piú rivoluzionaria e politicamente meno controllata dai partiti del movimento partigiano. In questa prospettiva, pur registrando un crescendo di notizie e di voci sui propositi comunisti, essi non avevano dato loro soverchia importanza e nella maggioranza dei casi le avevano attribuite all'eccitazione e alle paure del momento e al fatto che la concorrenza e le polemiche tra le varie forze della resistenza si stavano facendo piú vivaci. Da qui il farsi strada in essi della convinzione che la politica piú idonea a fronteggiare la situazione che si sarebbe potuta determinare al momento della liberazione fosse quella di dare piú autorità al Clnai sostenendolo maggiormente, cosí da «responsabilizzare» i partiti che lo costituivano e portare sotto il suo controllo effettivo tutte le formazioni, rifornire e aiutare il movimento partigiano piú ampiamente e senza discriminazione alcuna e inviare presso di esso nuove e piú numerose missioni che avrebbero potuto organizzarlo meglio e, insieme, controllarlo il piú direttamente possibile. Caratteristico è a questo proposito quanto, in agosto, Max Salvadori aveva suggerito ai suoi superiori283:

252

“当前最刻不容缓的当务之急,极可能是火速向北方派遣数量激增的英国军事联络官,乃至组建多兵种联合联络官军官团。他们的核心职责不仅在于实地监督各项空投物资是否如数发放到各武装支队手中,更在于严密督导这些物资是否被切实投入正当军事用途,并在盟军战役主力大军抵达的决胜时刻对各支队实施绝对管控掌控。倘若在此环节点上出现失控真空,盟军军政当局极有可能在开进北方之际,迎面遭遇一个规模浩大、全副武装、且对盟国抱持极深敌意的庞大敌对武装组织。我认为,单凭英勇的军人战斗精神对于英国联络官而言是远远不够的。他们必须精通当地人文地缘脉络,深谙意大利政治错综复杂的隐秘结构,且必须具备同狡黠弄权之辈周旋较量的高超手腕——这些政客嘴上所吐露的华丽词藻与其包藏的终极祸心往往截然相反。在英国女王陛下政府决意诉诸铁腕强硬手段之前,最具建设性的策略乃是在该国内部人为构筑起一套精巧的力量均势制衡格局,以防任何对大英帝国怀有敌意或不利的特定政治势力在战后做大独霸。坚定不移地将这一方针贯彻到底,理应成为我们在爱国游击运动问题上的崇高战略天职。”

各情报机构、首当其冲是特别行动执行处,真正开始以极高的警惕性重新聚焦审视“共产主义威胁”,是在亚历山大秋季攻势的彻底耗竭之后:这一战役挫败一方面将意大利战事的终局无情推迟至来年的春夏季节,从而将与北方抵抗运动的关系问题血淋淋地推上了核心焦点;另一方面,关于共产党人终极阴谋的流言蜚语与公开指控亦成倍暴增,且辞藻变得愈发具体惊悚、有板有眼。更关键的是,这些指控此刻在来自一线特工及军事情报局(SIM)深入敌后的众多密电报告中获得了越来越扎实确凿的交叉印证——其中不乏极具分量的权威证言,例如随卡多尔纳空降北方并出任其私人首席联络官的奥利弗·丘吉尔少校(Major Oliver Churchill)的密报、来自瑞士秘密情报渠道的警讯、乃至来自深谙抵抗运动内部内情且身居领导要津的忠诚反法西斯知名志士的沉痛指控。首当其冲的便是卡多尔纳将军本人——正如我们前文业已叙及——他在呈递给顶头上司兼莫逆之交卡萨蒂部长的绝密报告与私人通信中,对自己身旁共产党人的真实战略图谋展现出毫不含糊的洞若观火:他严正断言,倘若英美盟国不诉诸具有‘震慑威慑力的铁腕手段’以促使其悬崖勒马,共产党人决不会放弃在时机成熟的大变局关头,背靠苏联与铁托游击大军的强力后盾,在北方强行发动武装暴动夺取政权。他们嘴上高唱民主赞歌、打着民族英雄加里波第的旗号招摇过市(卡多尔纳直斥这不过是‘旨在催眠麻痹广大非政治性群众良知的障眼法’),决不可让外界产生丝毫麻痹幻想。

La cosa migliore da fare immediatamente è probabilmente affrettare l'invio di un numero crescente di ufficiali di collegamento britannici o anche meglio di gruppi di ufficiali. Dovrebbe essere loro dovere non solo controllare che le bande ricevano rifornimenti ma anche che i rifornimenti vengano usati e controllare le bande all'arrivo delle truppe alleate. In mancanza di ciò le autorità alleate si troveranno probabilmente faccia a faccia con una vasta e bene armata organizzazione non del tutto ben disposta verso di loro. Non penso che agli ufficiali di collegamento britannici basterebbe avere un buon spirito combattivo. Essi dovrebbero anche conoscere le condizioni locali, la intricata struttura della politica italiana e avere l'abilità di trattare con gente astuta che dice parole che possono non corrispondere ai loro fini ultimi. Finché il governo britannico non decida di adottare la mano pesante, sarebbe consigliabile creare un tale equilibrio di forze nel paese che nessuna forza particolare ostile o sfavorevole alla Gran Bretagna possa ottenere il sopravvento. Dovrebbe essere nostro compito adottare questa linea in relazione al movimento patriottico.

Una maggiore attenzione al pericolo comunista i servizi segreti e soprattutto il Soe avevano cominciato a prestare solo dopo che l'esaurirsi dell'offensiva Alexander, per un verso, aveva rinviato la conclusione della guerra in Italia alla primavera-estate successiva e, quindi, portato in primo piano il problema del rapporto con la resistenza e, per un altro verso, aveva moltiplicato e reso meno vaghe le voci e le esplicite denuncie circa i propositi dei comunisti. E ciò tanto piú dato che queste trovavano ormai conferma in un numero crescente di segnalazioni e di rapporti di agenti, loro e del Sim, in loco (alcuni dei quali molto autorevoli, come il maggiore Oliver Churchill, che era stato paracadutato al nord con Cadorna e fungeva da suo ufficiale di collegamento), da quanto filtrava dai servizi segreti svizzeri e persino da uomini e gruppi di sicura fede antifascista che vivevano dall'interno e in posizioni di rilievo la realtà della resistenza. In primis Cadorna, che – come già abbiamo detto – nei suoi rapporti e nelle sue comunicazioni al ministro Casati, da cui dipendeva gerarchicamente e col quale aveva vecchi rapporti di amicizia, non mostrava di nutrire dubbi sulle reali intenzioni dei comunisti: se gli Alleati non fossero ricorsi alla «minaccia di argomenti persuasivi» tali da sconsigliarli di attuare i loro propositi, i comunisti non avrebbero rinunciato a tentare di prendere, al momento opportuno, il potere appoggiandosi alla Russia e a Tito. Il fatto che parlassero di democrazia e sbandierassero il nome di Garibaldi («per addormentare le coscienze della massa apolitica») non doveva trarre in inganno.

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“在残酷的现实斗争中,”卡多尔纳写道,“他们推行着灭绝人性的铁血宣传,不择手段铲除一切异己政治力量:面对强大的对手,便扣上‘反动派’与‘消极观望分子’的大帽子予以政治抹黑;面对弱小的敌手,则干脆直接诉诸武装暴力予以肉体消灭。”

尽管意共在游击运动中早已“攻城略地、攫取了几乎所有最重要的领导职位”,并与行动党平分秋色执掌了整个游击斗争的领导权,但意共依然在贪得无厌地极力拓殖其霸权版图(而行动党在维系自身阵地上则左支右绌、日益狼狈),以期在抵抗运动内部彻底确立无可撼动的独霸一统天下,从而为其在夺权之路上跨出决定性的终极一步扫清障碍——那便是裹挟拖曳着其余政治党派,在其所选定的良辰吉日,向全境正式颁布武装总起义通令。卡多尔纳沉痛告诫称——他在此已是在间接敦促盟军必须诉诸“极具说服力”的军事威慑来扼杀这一企图——倘若其他派系在生死关头拒绝与其同流合污,意共甚至早已横下决心,哪怕“单枪匹马,亦将强行引爆总起义”284

正是沿着这道历史轨迹,在1944年秋冬严酷的岁月里,盟国情报机关的战术立场同职业政客、同英国外交部、同查尔斯大使、麦克米伦以及斯通海军上将的政治定性,呈现出日益合流靠拢的演变态势;更重要的是,这催生了一场对全盘抵抗运动政策的彻底战略大反思,其终极结晶,便是德·莱奥纳尔迪斯极为精辟定性的盟国对游击运动的“新政策”285——该政策于1945年2月4日正式出台颁行,且在诸多核心维度上始终如一地支配着盟军的战略作为,直至战火彻底熄灭。

Nel fatto fanno una propaganda spietata ricorrendo a qualunque mezzo per sbarazzarsi degli avversari, dall'accusa di reazionario e di attesista se l'avversario è forte, al colpo di forza se l'avversario è debole.

Pur avendo già «conquistato quasi tutte le maggiori posizioni» e, insieme al Pd'A, la leadership del movimento partigiano, il Pci tendeva ad accrescerla ancora (mentre il Pd'A si trovava in difficoltà a mantenere la sua), cosí da assumere su di esso una incontrastata egemonia che gli avrebbe permesso di compiere l'ultimo passo sulla strada della presa di potere portandosi dietro le altre forze politiche: proclamare al momento voluto l'insurrezione generale. Insurrezione generale che per altro – ammoniva Cadorna, suggerendo indirettamente l'opportunità che gli Alleati per impedirla facessero ricorso ad una «persuasiva» minaccia – avrebbe proclamato anche «da solo, se gli altri non vorranno marciare con lui»284.

Da qui il progressivo avvicinamento nell'autunno-inverno della posizione dei servizi segreti alleati a quella dei politici, del Foreign Office, di Charles, di Macmillan, dell'ammiraglio Stone e, quel che piú conta, l'avvio di un processo di ripensamento di tutta la politica nei confronti della resistenza che sarebbe sfociato in quella che giustamente il De Leonardis ha definito la «nuova politica» alleata rispetto al movimento partigiano285 e che, varata il 4 febbraio 1945, sarebbe rimasta per molti aspetti invariata sino alla fine delle ostilità.

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依据当前的史学研究水准,尚难以精准断言特别行动执行处——如前所述,它承担了在沦陷区开展秘密活动的大部分重负——究竟在何种精确程度上,全盘认同了在秋冬之交深深笼罩着盟国军政领导层越来越庞大精英阶层的对“共产主义威胁”的惊恐焦虑。然而完全可以确凿断定的是,特别行动执行处哪怕在态度上不如政客们那般悲观绝望,却亦绝未排除共产党人发动武装暴乱夺权的可能性286;且在诸多维度上,特别行动执行处正是出台针对游击运动“新政策”的幕后总策划与真正灵魂287——在研拟这一战略方针之际,它不仅贡献了无与伦比的智库智慧(无论在对北方实态的精准透视上还是在条文推敲的战术设计上),更充当了军界统帅与政界巨擘之间不可或缺的润滑中介与核心斡旋纽带,恰如其在1944年岁末充当了催生《罗马协定》的幕后真正功臣一般。

Allo stato degli studi è difficile stabilire con precisione in che misura il Soe – sul quale, come abbiamo già detto, gravava gran parte del peso dell'attività nell'Italia occupata – condividesse le preoccupazioni per il pericolo comunista che caratterizzarono con l'autunno-inverno settori sempre piú vasti e importanti della dirigenza politica alleata. Quello che è certo è che, pur essendo probabilmente meno pessimista di questi, il Soe non escluse affatto l'eventualità di un'azione di forza comunista286 e fu per molti aspetti l'anima della «nuova politica» nei confronti del movimento partigiano287, e in occasione della sua elaborazione della quale non solo forní un prezioso contributo (tanto sotto il profilo della conoscenza della situazione al nord quanto sotto quello della sua messa a punto), ma ebbe anche un ruolo decisivo come trait d'union e insieme mediatore tra le posizioni dei politici e quelle dei militari, cosí come negli ultimi mesi del 1944 era stato l'anima degli «accordi di Roma».

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正如我们前文业已指出,在职业军人眼中,抵抗运动从来不过是一个次要的辅助变量,唯有在权衡其可能带来的利弊得失这一纯功利视角下才值得予以考量。在1944—1945年严冬腊月,当各方先后紧锣密鼓地商讨《罗马协定》及对抵抗运动的“新政策”之际,这一功利逻辑更是被发挥到了极致——彼时的抵抗运动深陷全面崩溃危机,“在政治层面上似乎孕育着越来越巨大的暴乱风险……而在军事效用层面上其战术价值却呈现出灾难性的暴跌”288

在这一严峻态势下,盟军最高统帅部所真正魂牵梦萦的核心关切,较之前几个月更为执迷于两大痛点:其一,游击队运动在打击德军的战役进程中究竟还能提供多大兵力与何种性质的战术协助;其二,在未来的大决战前瞻中,游击队(或其相当庞大的一个激进派系)是否会借机挑起共产暴动、或是制造严重的社会动荡失控僵局,从而迫使盟军不得不将主力部队就地泥足深陷、实施直接的军政府管制以维系治安,进而致命阻碍盟军主力向其他决定性战区抽调转进或回国复员。由是,他们强烈倾向于推行一套对抵抗运动实施组织与军事上的精锐化扶持(派遣专业使团与特种技术补给)、但绝不在数量上盲目扩编人员的保守控盘路线(在第15集团军群司令部看来,为了‘便利我们对北意大利实施军事接管、并减轻光复后过渡阶段的管治重负’,六万五千名精干游击队员便已足敷大局289);但在同一时刻,盟军必须将游击队尽可能严密地置于自身的绝对军事统御之下,并迫使各派系真正将军事指挥权合拢集中于卡多尔纳将军一身(然而盟军却狡黠地拒绝同卡多尔纳建立公开正规的指挥任命关系,盖因深恐卡多尔纳本人亦无力彻底掌控局面,盟军决不愿引火烧身、作茧自缚290),以此确保盟军最高作战训令的绝对贯彻,并最大程度降低在对德战役结束后被迫长期背负吃力不讨好的直接军事接管重负的战略风险291。显而易见,要想在实操中践行这样一条战略钢丝路线绝非易事,尽管政界领袖在官方辞令上一再言之凿凿宣称在处理抵抗运动事务上最终决定权必须归属于亚历山大将军292,且军政高层在若干核心焦虑问题上实际上共享着高度一致的惊恐共鸣——首当其冲的,自然是防范在意大利爆发希腊式的共产党武装暴动;继而则是一系列极为现实的具体战略梦魇:a) 竭力督促游击武装全力以赴投入地毯式的“反破坏保卫战”(antisabotaggio),坚决阻遏德军在败退之际摧毁(或强行拆运往德国)大型工矿企业、战略原料与粮食储备、发电厂与输电网络、港口设施以及交通主干动脉;盖因一旦失去这些命脉基石,北方平民在光复后的生存环境将陷入极度赤贫,这不仅将不可避免地引爆惨烈的大规模社会骚乱(而共产党人必定会从中渔利大搞阶级革命),另一方面亦将把应对浩劫的庞大救济与行政重建重负硬甩给盟国,而这正是盟军在财力上无力承担、在主观上亦万万不愿背负的包袱293;b) 坚决扼杀任何“不合时宜”的盲动武装总起义,盖因在盟军看来这种早产起义将带来两大灾难性恶果:一方面将严重分散削弱游击部队配合盟军主力正规战役行动的核心战术效用294,另一方面则会驱使大批武装暴徒蜂拥涌入各大工业都会,抢在英美战车开抵之前擅自“解放”城市并僭越抢夺政权;c) 相反,必须竭力促成各地方民族解放委员会搭建起温和秩序机构,确保政权交接的“井然有序”与社会生活向“正轨常态”的平稳过渡,从而使盟军无须诉诸直接军政府严厉统治,并能在最短时间内迅速将北方各省交还给罗马意大利中央民政当局管辖;d) 在战火停歇的第一时间,以最快速度对游击武装实施彻底的收缴武器与就地复员遣散295

Come abbiamo già detto, per i militari la resistenza costituiva un fattore secondario che era opportuno tener presente solo sotto il profilo dei vantaggi e degli svantaggi che poteva loro procurare. E ciò a maggior ragione nell'inverno 1944-45 allorché furono in discussione prima gli «accordi di Roma» e poi la «nuova politica» verso la resistenza e questa, in piena crisi, «sembrava presentare sempre maggiori rischi politici... mentre la sua utilità dal punto di vista militare diminuiva»288.

Quello che agli alti comandi alleati essenzialmente importava erano, in questa situazione ancor piú che nei mesi precedenti, a) l'entità e il tipo di contributi che il movimento partigiano poteva ancora dare alle operazioni contro i tedeschi e, in prospettiva, b) i problemi che esso o una parte cospicua di esso avrebbe potuto creare immobilizzando rilevanti contingenti delle loro forze per fronteggiare un moto comunista o, se si fosse determinata anche solo una situazione di grave instabilità politico-sociale, per assicurare l'ordine pubblico nel quadro di un'amministrazione che, in questo caso, non sarebbe potuta essere altro che diretta, impedendone quindi il rapido trasferimento su altri fronti di tali forze o il rimpatrio. Da qui la loro netta propensione per una politica verso la resistenza che rafforzasse organizzativamente e militarmente (con invii di missioni e di rifornimenti), ma non quantitativamente (secondo il comando del XV Gruppo d'armate, per «rendere piú facile la nostra occupazione dell'Italia settentrionale e piú leggero il compito per il periodo seguente» sessantacinquemila partigiani erano piú che sufficienti289) il movimento partigiano, ma al tempo stesso lo ponesse il piú possibile alle loro dipendenze e lo inducesse a unificare effettivamente il comando delle formazioni nella persona di Cadorna (con cui però non volevano istituire un rapporto diretto, ufficiale perché, temendo che neppure lui fosse in grado di tenere in pugno la situazione, non volevano legarsi le mani290) cosí da rendere piú sicura l'attuazione delle loro direttive e ridurre il rischio di doversi assumere l'onere di una lunga e contrastata amministrazione diretta dopo la conclusione delle operazioni contro i tedeschi291. Una linea di condotta, come si vede, tutt'altro che facile da realizzare anche se ufficialmente i politici erano concordi nell'affermare che in materia di rapporti con la resistenza l'ultima parola spettava comunque ad Alexander292 e se l'assillo per certi problemi era comune a politici e a militari. In primis, ovviamente, quello di un possibile tentativo comunista di tipo greco; poi quelli:a) di indurre il movimento partigiano a impegnarsi a fondo in una capillare azione «antisabotaggio» per impedire che i tedeschi distruggessero (o trasferissero in Germania) stabilimenti industriali, riserve di materie prime e di generi alimentari, centrali e linee elettriche, porti, vie di grande comunicazione, ecc., senza i quali le condizioni di vita delle popolazioni sarebbero state dopo la liberazione cosí precarie da rendere, per un verso, inevitabili gravi torbidi sociali (dei quali i comunisti avrebbero certamente in qualche modo approfittato) e, per un altro verso, necessario un impegno economico e organizzativo degli Alleati per far fronte alla situazione che essi in parte non potevano, in parte non volevano addossarsi293; b) di evitare una «intempestiva» insurrezione generale che avrebbe avuto per loro due conseguenze ugualmente negative: quella di distrarre le forze partigiane dai compiti che i comandi alleati volevano assolvessero a sostegno delle loro operazioni294 e quella di spingerle invece a riversarsi sulle grandi città per «liberarle» e assumervi i poteri di governo prima dell'arrivo delle truppe alleate; c) di adoperarsi invece per dar vita ad amministrazioni dei Cln locali in grado di assicurare l'«ordinato» trapasso dei poteri e la ripresa di una vita «normale», cosí da non rendere necessario il ricorso ad un'amministrazione diretta alleata e da poter procedere su tempi brevi al passaggio delle regioni settentrionali all'amministrazione centrale italiana; d) di disarmare e smobilitare il piú rapidamente possibile i partigiani295.

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尽管在妥善破解上述战略死结的紧迫必要性上各方完全一致,然而在具体的战术实施路径上,政界与军界却充斥着深刻的分歧与龃龉;且目光越是试图穿透硝烟眺望战后的历史图景,政界对于被授予亚历山大将军、尤其是被授予其平庸且备受争议的继任者马克·克拉克将军手中那柄所谓“最终裁决权”的真实成色,其心照不宣的解读与算计便愈发南辕北辙、大相径庭。

这便解释了何以在1944—1945年严冬、当所有这些死结以最切实的紧迫性被摆上桌面之际,鉴于抵抗运动在亚历山大夏季攻势期间的表现完全背离了盟军的战略初衷与极力试图强加给北意大利民族解放委员会的方针,且来自北方的各项密报对未来局势皆未展现出任何乐观征兆;仰赖于自身对前线实态的透彻洞察、以及麾下拥有像罗瑟伯里少校(Major Rosebery,他正是《罗马协定》的幕后总设计师兼‘新政策’的核心缔造者)这样的一流干才,各情报特工部门、首当其冲是特别行动执行处(SOE),反倒获得了在政界与军界之间行使决定性穿梭协调与斡旋调解的历史枢纽地位,并在极大程度上主导了对抵抗运动各项重大决策的最终拍板定案。

无论他们对共产主义威胁的真实心理焦虑究竟达到了何种程度,凭借着对游击队运动内部与北意大利民族解放委员会内部错综复杂的力量对比的了然于胸,且深谙支配着左翼多数派的政治图谋与顽固偏执,罗瑟伯里及其同僚深切意识到:要诱导北意大利民族解放委员会与自由志愿军团的强硬核心全盘接受盟军立场,是何等难如登天。因为盟军的立场在实质上完全是对左翼最为珍视、并视作抵抗运动全部历史天职与后续政治行动基石的全部战略纲领的断然否定。然而,罗瑟伯里及其智囊同时亦对另外两点心照不宣:其一,盟国与抵抗运动彻底决裂绝非上策,相反,必须寻求某种妥协公约数,以便最大限度榨取并利用其战术潜力;其二,就抵抗运动自身而言,它在客观上已断然无法离开盟军的扶持而独自存活。

Tutti d'accordo sulla necessità di risolvere al meglio questi problemi, i punti di vista su come farlo erano però in buona misura diversi, cosí come, piú l'occhio cercava di guardare al dopo, piú erano i modi di intendere da parte dei politici l'effettivo valore dell'«ultima parola» attribuita ad Alexander e ancor piú al suo scialbo e discusso successore, Clark.

Si spiega cosí come nell'inverno 1944-45, quando tutti questi problemi vennero sul tappeto in tutta la loro concretezza e urgenza, poiché l'atteggiamento della resistenza durante l'offensiva Alexander tutto era stato salvo quello che gli Alleati avrebbero voluto e avevano cercato di far accettare al Clnai e le notizie che pervenivano dal nord non facevano prevedere nulla di buono per il futuro, i servizi segreti e soprattutto il Soe si vennero a loro volta a trovare – grazie alla conoscenza della situazione che avevano e al fatto che potevano contare su uomini di prim'ordine come il maggiore Rosebery, la vera mente degli «accordi di Roma» e pars magna della «nuova politica» – nella condizione di esercitare una decisiva funzione di raccordo e di mediazione tra politici e militari e di determinare in larga misura le principali decisioni riguardanti la politica verso la resistenza.

Quale che fosse l'effettiva dimensione delle loro preoccupazioni riguardo al pericolo comunista, sapendo meglio di qualsiasi altro quali erano i rapporti di forza all'interno del movimento partigiano e del Clnai e conoscendo i propositi e l'intransigenza che animavano la sua maggioranza, Rosebery e i suoi collaboratori erano ben consapevoli dell'estrema difficoltà di indurre il nucleo duro del Clnai e del Cvl ad accettare il punto di vista alleato. Un punto di vista che, in pratica, era la negazione di tutti i propositi ai quali la sinistra piú teneva e considerava parte essenziale della funzione storica della resistenza e premessa necessaria per la propria ulteriore azione politica. Di altre due cose Rosebery e i suoi erano però altrettanto consapevoli, che agli Alleati non conveniva rompere con la resistenza, ma, al contrario, cercare un punto d'accordo con essa che permettesse loro di servirsi il piú possibile delle sue potenzialità e che per parte sua la resistenza non poteva fare a meno degli Alleati.

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从最初建军伊始、尤其是自走上蜕变扩编为一支遍布各省、兵力雄踞数万乃至十余万众的‘庞大正规军’的轨道以来,抵抗运动对盟军各项外援的依附性便与日俱增。而今,在经历了春夏攻势的剧烈总动员与随之而来的深重溃败危机之后,面对眼前逼近的严冬酷寒,它更是陷入了绝对不可自拔的依赖深渊。若无外部输血,它当前所身陷的困厄势必将直接滑向万劫不复的灭顶之灾。这倒并非仅仅由于队伍内部不可避免地将要成倍激增的逃亡逃兵潮,亦非仅仅由于德军与法西斯围剿铁蹄势必接踵而至的残酷重击。因为在前一个严冬抵抗运动早已亲历过同等惨烈的洗劫,且事实证明它完全有能力在来年早春重振旗鼓、成倍拓殖其兵力与活动防区。纯军事层面上看,当前所面临的困境同昔日相比并无本质不同,甚至在某种意义上反倒略显轻松——盖因部队汲取了往昔的实战教训、磨砺出了更为成熟的军事素养,且搭建起了一套更为高效的联络通信动线。然而,局势出现灾难性急剧恶化的维度,却是在经济财政命脉之上。一支膨胀到如此庞大规模的‘庞大正规军’,尤其在风雪封山的严冬,无论在自给自足还是在‘自我筹资’上皆难以为继;它必须被源源不断地供给辎重、填饱肚皮、维持给养。而要支撑起这一切,需要金钱,一笔天文数字般的巨额硬通货——其规模远远逾越了往昔岁月的所需,且远远超出了整个解放运动通过中央与地方形形色色渠道所能自行筹集的极限,亦远远逾越了此前从盟军秘密特工机关手中所领取的微薄资助296。正如我们下文所将看到的,这一死结绝非仅仅是经济层面的瓶颈,在更深层面上更构成了关涉生死存亡的政治命脉——盖因随着时间的无情推移,越来越大面积诉诸‘自筹资金’、以及在银根告罄之际肆无忌惮推行武装‘强制征发’,已对普通民众对待抵抗运动的心态态度产生了致命的毒化侵蚀。

Sin dall'inizio e soprattutto da quando si era messa sulla strada di diventare un grande esercito, presente dappertutto e forte di decine, di centinaia di migliaia di uomini, la resistenza aveva avuto sempre piú bisogno dell'aiuto degli Alleati. E ora, dopo il grande sforzo della primavera-estate e la successiva crisi e con l'inverno incombente non ne poteva assolutamente fare a meno. Senza di esso la crisi nella quale si dibatteva si sarebbe trasformata in catastrofe. E non per le defezioni che indubbiamente si sarebbero moltiplicate e neppure per i colpi che contro di essa avrebbero certamente portato i tedeschi e i fascisti. Ché attraverso una esperienza del genere essa era già passata nell'inverno precedente, mostrandosi capace di tornare in campo e di dilatare all'inizio della primavera e le sue forze e le zone di intervento. Militarmente parlando, i problemi da affrontare non erano ora molto diversi d'allora e, in un certo senso, erano addirittura minori, grazie all'esperienza allora fatta, alla maggior preparazione militare acquisita e all'esistenza di una rete di collegamenti piú efficienti. Dove la situazione era estremamente peggiore era invece sul piano economico. Un «esercito» delle dimensioni raggiunte dalla resistenza non poteva, specie in inverno, mantenersi da solo né autofinanziarsi; doveva essere approvvigionato, sfamato, mantenuto. E per fare ciò occorrevano soldi, una gran quantità di soldi, molto superiore a quella che era occorsa in passato e a quella che il movimento di liberazione era in grado di procurarsi in vario modo centralmente e in periferia o che riceveva dai servizi segreti alleati296. Né il problema, come vedremo, era solo economico, ma anche e ancor piú politico, poiché, piú tempo passava, piú il ricorso sempre piú vasto all'«autofinanziamento» e, in mancanza di soldi, alle «requisizioni» incideva sull'atteggiamento della popolazione verso la resistenza.

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在“九八协定”爆发后的最初数月里,彼时游击队员数量尚属凤毛麟角,为抵抗运动的经济开支遮风挡雨的——正如我们前文业已叙及——在极大程度上仰赖的是奥佩尔蒂将军(General Operti)所调拨的第4集团军公款金库。其巨款的最大受惠方乃是皮埃蒙特民族解放委员会,该委员会凭借这笔横财得以从容资助麾下各部队、向米兰中央转交五千万里拉充实其他各大区的抵抗活动,并建立起一笔充裕的紧急储备金——这笔基金在1944年1月皮埃蒙特委员会同奥佩尔蒂决裂并导致该财政源头彻底断绝之际,被证明发挥了无可估量的救命奇效。由此便催生出一种迄今为止从未被学术界系统研究过的历史格局,但人们无论如何至少可以在两大层面上大体相当精准地将其重新勾勒还原:即大区民族解放委员会层面与北意大利民族解放委员会中央层面;至于第三个层面——即直接流向各个独立政党金库的秘密资助——除确知其真实存在之外,目前在史料上几乎一无所知。

着眼于我们论述的主旨,仅需寥寥数笔便足敷勾勒大区各民族解放委员会层面的财政实态。尽管各大区的社会经济结构大相径庭,且游击队运动在各地的扎根深浅参差不齐,但在整个抵抗运动的历史进程中,这一财政格局所经历的演变仅仅属于数量维度的消长,在质量属性上却自始至终保持着高度的结构恒定。各地因地制宜、或丰或歉的进项来源——且其‘收益率’深受军政总局势起伏(尤其是战事被严重拖延超出最初预期)的刚性制约——归根结底无外乎以下四大渠道:其一,北意大利民族解放委员会依据当时财力定期划拨给各大区委员会的经费拨款;其二,个别大区(实质上主要是组织最为严密的皮埃蒙特委员会,以及凭借地缘毗邻之便在各方面皆充当北意大利民族解放委员会附庸分支的伦巴第委员会)能够直接自瑞士就地筹措运抵的秘密资金,但随着北意大利民族解放委员会在此领域逐步强化组织集权,这一渠道日趋萎缩;其三,来自社会各界自愿捐赠或或多或少带有强迫性质的中小型摊派赞助;其四,大工矿企业巨头与金融寡头所缴纳的巨额献金——他们之所以解囊,有时确实出于对抵抗事业的道义认同,但在绝大多数情形下,纯粹是奢求游击队莫在工厂车间内制造过多罢工骚乱,并借机预先积攒政治资本,以便在战后清算大审判中充当脱罪的功勋挡箭牌。

关于前两项财政来源,我们无须赘述,盖因在后文探讨北意大利民族解放委员会中央财政时便将立即全面切入。对于第四项来源(关于这一点,我们提请读者牢记共产党人昔日对正规军事编制、尤其是正规军官团所抛出的所谓‘受工业垄断资本家操纵提线’的尖锐指控),同样适宜在后续章节中予以深入剖析——盖因工商金融界同德军及萨罗伪政权的错综复杂互动构成了专章审视的课题,唯有在那个全局框架下,人们方能准确透视像菲亚特集团、以及像维托里奥·奇尼(Vittorio Cini)、朱塞佩·沃尔皮·迪米苏拉塔(Giuseppe Volpi di Misurata)、阿基莱·加贾(Achille Gaggia)这类金融与工业巨擘资助抵抗运动背后的真诚与投机双重算计297。着眼于我们当下的论述主旨,在此仅需提请读者聚焦此类工商资助的两大显著特征:其一是金额的相对微薄吝啬(尤以菲亚特集团为甚);其二则是其高度的地缘偏狭性:主要集中在皮埃蒙特与威尼托大区,在伦巴第大区则显著稀薄,而后者之所以罕见纯粹是因为北意大利民族解放委员会直接坐镇米兰,将绝大部分工商大额捐款悉数统筹虹吸、随后再行调配,而各大区委员会通常则将自身截留的一切就地吃干抹净。最后,关于第三项财政来源——即面向大区解放委员会的中小型社会捐输(至于流向各个基层独立支队的零星捐款,我们留待后文再议)——人们必须敏锐注意到:一旦度过了大战初期的狂热亢奋阶段(彼时人们盲目坚信英美盟军能在转瞬之间肃清德寇与萨罗伪军,社会各界沉浸于某种行动亢奋之中),此类民间捐输尽管从未彻底断绝,却呈现出断崖式的持续跌落颓势。倘若说真正矢志不渝的铁杆反法西斯支持者的捐款尚能维持恒定增长或大体保持在基准线上,从而不仅具备政治象征意义,更具有了切实的经济造血功能;那么来自广大泛泛同情者、尤其是‘被逼就范’的非自愿捐输者的钱粮,却发生了极其严重的急剧萎缩。特别是广大中小工商业者与富裕农场主的献金更是急剧枯竭。且这一冰冷颓势席卷了全境各个角落,哪怕在抵抗运动的‘摇篮’皮埃蒙特大区亦概莫能外——在最初数月里,那里的共产党武装(在比埃拉防区)甚至曾受到过当地工厂主的资助。正因如此,早在1944年3月下旬,阿戈斯蒂在致比安科的信中便不得不沮丧承认:“指望从资本家或其他富豪手里拿到经费拨款纯属痴人说梦:他们一个个吓得面无人色(una paura bleu),早已全盘退缩回昔日那种谨小慎微的消极观望待变深渊”;两周之后,阿戈斯蒂在重拾同一话题时更是沉痛直言:“我们陷入了彻底的孤家寡人:资本家工业主们再也不肯施舍一分钱了”298。至于所谓的‘大业友人与同情者的自愿捐献’,‘正义与自由’武装司令部于1944年10月15日下发给全体下属旅团指挥官的一份内部通令极具指标象征意义299,通令严词督促各级头目:

Nei mesi immediatamente dopo l'8 settembre, quando i partigiani erano ancora pochi, a far fronte alle necessità economiche della resistenza aveva in larga misura provveduto – l'abbiamo già detto – il generale Operti con la cassa della 4ª Armata. Il maggiore beneficiario dei suoi versamenti era stato il Cln piemontese che con essi aveva potuto provvedere a finanziare le formazioni dipendenti, a trasmettere a Milano cinquanta milioni per quelle operanti nelle altre regioni e a costituirsi un fondo di riserva che si sarebbe rivelato prezioso allorché nel gennaio 1944 la crisi nei rapporti tra il Cln piemontese e Operti avrebbe posto fine a questa fonte di finanziamento. Da qui il determinarsi di una situazione che sino ad oggi non è stata mai studiata, ma che può essere comunque grosso modo ricostruita abbastanza precisamente almeno per quel che riguarda due suoi livelli, quello dei Cln regionali e quello del Clnai, ché di un terzo, quello dei finanziamenti diretti ai singoli partiti non si sa praticamente nulla, salvo che vi furono.

Ai fini del nostro discorso, pochi accenni sono sufficienti a delineare la situazione al livello dei Cln regionali. Nonostante la diversità della realtà socio-economica delle varie regioni e la diversa presenza in esse del movimento partigiano, i caratteri fondamentali di questa situazione subirono infatti durante il corso della resistenza mutamenti solo di tipo quantitativo, qualitativamente rimasero invece sostanzialmente invariati. Le fonti di finanziamento, piú o meno cospicue a seconda delle regioni e condizionate nel loro «gettito» dall'andamento della situazione economica e militare (in particolare dal prolungarsi della guerra oltre le iniziali previsioni) rimasero cioè le stesse quattro ovunque: i fondi che il Clnai versava, a seconda delle possibilità del momento, ai Cln periodicamente; quelli (sempre piú scarsi via via che il Clnai organizzò meglio la sua attività in questo campo e l'accentrò nelle sue mani) che alcuni di essi, in pratica soprattutto quello piemontese, meglio organizzato, e, con quello lombardo (che però per questo come per altri aspetti fu essenzialmente un'appendice del Clnai), avvantaggiato dalla contiguità territoriale, erano in grado di procurarsi direttamente in Svizzera; quelli provenienti da piccole e medie sovvenzioni sia spontanee sia piú o meno coatte; quelli infine versati da industrie e da grossi esponenti della finanza, talvolta perché condividevano le motivazioni della resistenza, nella maggioranza dei casi sperando che essa non procurasse loro troppe difficoltà sui luoghi di lavoro e per precostituirsi delle benemerenze da far valere a guerra finita.

Sulle prime due fonti di finanziamento non è il caso di dilungarci, poiché di esse parleremo tra poco trattando la questione sotto il profilo del Clnai. Per la quarta (a proposito della quale ricordiamo quanto già detto trattando dell'accusa mossa dai comunisti alle formazioni militari e agli ufficiali in particolare di essere «manovrati dagli industriali») vale lo stesso discorso, dato che tutto il problema dei rapporti del mondo economico con i tedeschi e la Rsi sarà trattato in uno dei prossimi capitoli e solo nel suo ambito è possibile cercare di comprendere e di valutare la sincerità e l'opportunismo che stavano dietro ai finanziamenti alla resistenza di imprese come la Fiat e di finanzieri e industriali quali Vittorio Cini, Giuseppe Volpi di Misurata, Achille Gaggia297. Ai fini del nostro discorso è qui sufficiente richiamare l'attenzione su due soli aspetti di questi finanziamenti: la loro relativa modestia (specie per quel che riguarda la Fiat) e la loro localizzazione: soprattutto in Piemonte e nel Veneto e, molto meno, in Lombardia, ma qui per una ragione particolare: la presenza a Milano del Clnai che drenava il grosso delle sovvenzioni per poi ridistribuirle, mentre, in genere, i Cln regionali trattenevano per sé tutto ciò che riuscivano a raccogliere. Per quel che riguarda infine la terza fonte di finanziamento, quella costituita dalle piccole e medie sovvenzioni ai Cln (ché di quelle alle singole formazioni parleremo piú avanti) va invece notato che, passato il primo momento caratterizzato dalla convinzione che gli Alleati avrebbero avuto rapidamente ragione dei tedeschi e della Rsi e da una sorta di euforia attivistica, pur non cessando mai, le sovvenzioni cominciarono a diminuire. Mentre quelle dei veri e propri sostenitori segnarono un costante progresso o si mantennero entro livelli, diciamo cosí, standard, tanto da assumere un valore non solo politico, come era stato all'inizio, ma concretamente economico, quelle dei simpatizzanti generici e ancor piú di quelli «coatti» si contrassero notevolmente. In particolare i finanziamenti dei medi e piccoli industriali e imprenditori agricoli. E questo un po' dappertutto, anche nella «culla» della resistenza, il Piemonte, dove nei primi mesi persino i comunisti (nel Biellese) erano stati sovvenzionati. Sicché già nella seconda metà del marzo 1944, Agosti, scrivendo a Bianco, sconsolatamente doveva ammettere che «assegnazioni da industriali o altri non c'è da illudersi di averne: hanno tutti una paura bleu e sono ripiombati nel prudente attendismo del passato» e quindici giorni dopo, tornando sull'argomento, aggiungeva: «siamo soli: finanziamenti gli industriali non ne fanno piú»298. Quanto poi al «contributo degli amici della causa», sintomatica è una circolare del 15 ottobre 1944 del comando giellista a tutti i comandanti delle formazioni dipendenti da esso299 nella quale questi erano esortati a

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“必须向友人与同情者加大宣传攻势,坚决克服其因深恐纳粹法西斯残酷报复而滋生的可以理解的畏葸推诿心态。为此,”通令续称,“最行之有效且必将大有斩获的策略,乃是提供最严密的绝对保密担保,承诺捐资绝不泄露;但同时必须向出资人郑重保证:其在危难时刻给予我们的鼎力襄助,必将在未来的适当时机与权威场合获得充分的论功行赏与回报确认。”

我们之所以拿皮埃蒙特大区解剖麻雀,是因为它不仅是抵抗运动的神圣‘摇篮’与游击力量最为雄厚密集的渊薮(按常理这本该强力促成——无论出于由衷信服还是出于慑于淫威——同根据地的深层协作与巨额资金输血),且在各大区中,它是唯一能经常性享受到正规工矿企业资助的大区;因此,连皮埃蒙特的游击武装在短短数月之内亦陷入命悬一线的经济窒息绝境,这一史实便尤具震撼性的揭示力(在上述引用的1944年3月中旬致比安科的信中,阿戈斯蒂早已一针见血切中要害:“眼下摆在我们面前的是一桩无可辩驳、残酷无情的冰冷现实:依照目前的挥霍烧钱速度,最多再撑四五个月,我们便彻底到了山穷水尽、无米下锅的绝境”300);以至于它一方面不得不将身家性命完全寄托于北意大利民族解放委员会所能施舍的救济金上(亦即归根结底仰赖盟军的财政输血),另一方面则不得不铤而走险,大肆诉诸所谓‘自筹资金’——剥去一切温情脉脉的文饰辞藻,这无异于强制搜刮摊派与赤裸裸的土匪打家劫舍——而该运动中最具政治远见的清醒精英对此心知肚明:此类行径在政治层面上无异于饮鸩止渴、自掘坟墓,且在经济层面上亦极度危险,盖因这必将在群众中引发毁灭性的信任危机与反水浪潮,并反向导致民间中小型资助的彻底归零绝收。

在1944—1945年严冬的大门前,恰恰在整场世界大战胜利曙光已成定局的历史关头,抵抗运动却极其荒诞吊诡地陷入了一场空前深重的总危机,其严峻程度乃至直接让它能否继续充当一股客观政治与军事力量被打上了巨大问号301。关于这场危机的若干病因,我们在前文业已作了深入检视。然而其中最具摧毁性的首要祸根,无疑是席卷了中央与地方一切维度的全面财政破产风暴;面对这场浩劫,摆在领导层面前的解脱良策唯有两条:要么迫使英美盟国向抵抗运动提供‘名副其实的大额经援’,要么便是在更庞大的规模上强行推行‘自筹资金’并硬着头皮承担其带来的一切反噬恶果。这一点在下述史实中得到了不言自明的雄辩证实:尽管到了岁末年终,阿戈斯蒂(特指‘正义与自由’部队,但其论断大体完全适用于其他各派)宣称这场在两个月前曾逼得他悲叹皮埃蒙特游击战步入‘危机拐点’的暴风雨302,虽然‘距离彻底破解依然相去甚远’,但从纯军事、后勤与官兵士气维度展望已可审慎抱持某种乐观;但他却不得不苦涩招认,财政经济实态却依然处于‘极度紧绷’的悬崖边沿303。而‘紧绷’这一断语很难不被视作一种极度的文饰修辞,尤其是只要稍加审视阿戈斯蒂本人为阐明其原委所罗列的详实数据、以及一个半月后他在致雷蒙多·克拉韦里密信中所作出的铁血定性便一目了然——克拉韦里本人早在此前11月中旬呈交战略情报局(OSS)的绝密报告中,便直言不讳指斥整个北方游击防区的财政状况堪称‘惨绝人寰的悲剧’,并哀叹北意大利民族解放委员会面对浩劫已‘无能为力,因其自身早已沦为两袖清风的赤贫乞丐’304——阿戈斯蒂在信中仅用了一句斩钉截铁的话戳破了窗户纸:“我们的部队兜里连一个铜板都没有了”305

intensificare la propaganda presso amici e simpatizzanti, superando comprensibili ritegni dettati il piú delle volte da timori di rappresaglie da parte dei nazifascisti. A tale scopo – continuava la circolare – sarà quanto mai opportuno, e riuscirà certamente proficuo, dare le piú ampie garanzie che il finanziamento avrà carattere assolutamente riservato, assicurando però al contempo il finanziatore che del suo valido appoggio sarà tenuto il debito conto in sede opportuna.

Abbiamo esemplificato sul Piemonte perché, oltre ad essere la «culla» della resistenza e la regione nella quale essa era piú presente e forte, cosa che in teoria avrebbe dovuto incoraggiare – per convinzione o per paura fa poca differenza – una maggiore collaborazione con essa e, dunque, un sostanzioso aiuto economico, tra tutte le regioni essa era quella che maggiormente poté beneficiare di regolari aiuti da parte industriale, sicché è assai significativo che anche la resistenza piemontese si venisse a trovare nel giro di pochi mesi in gravi difficoltà economiche (nella lettera a Bianco della metà del marzo 1944 citata poco sopra Agosti già metteva il dito nella piaga: «e poi c'è una precisa e durissima realtà di fatto; e cioè che, con questo ritmo di spesa, fra quattro o cinque mesi al massimo siamo all'ablativo»300) e finisse, per un verso, per dover contare per vivere essenzialmente su quanto il Clnai poteva darle (e cioè soprattutto sui finanziamenti degli Alleati) e, per un altro verso, per ricorrere a forme di «autofinanziamento» – o, fuor d'ogni eufemismo, di requisizione forzosa e di vero e proprio banditismo – che la sua parte migliore si rendeva bene conto quanto fossero politicamente controproducenti e pericolose anche economicamente, dato che potevano determinare attorno ad essa una crisi dei consensi e, dunque, una contrazione ulteriore dei piccoli e dei medi finanziamenti.

Alle soglie dell'inverno 1944-45, proprio mentre la guerra volgeva ormai decisamente alla fine, la resistenza si venne a trovare paradossalmente in una situazione talmente critica da mettere addirittura in forse le sue possibilità di continuare a costituire una forza reale301. Su alcune delle sue cause ci siamo soffermati nelle pagine precedenti. La piú importante fu però certo la crisi finanziaria che ormai attanagliava la resistenza sia al centro che in periferia e alla quale due soli erano i possibili rimedi: ottenere che gli Alleati la finanziassero «sul serio» o ricorrere in misura sempre piú vasta all'«autofinanziamento» e affrontare i rischi che esso comportava. Lo dimostra implicitamente il fatto che se a fine anno Agosti (riferendosi alle formazioni di GL, ma il suo giudizio può essere sostanzialmente esteso anche alle altre) poteva affermare che la crisi (che poco piú di due mesi prima lo aveva indotto a scrivere che «la guerra partigiana» in Piemonte era giunta «ad una svolta critica»302), pur essendo «ancora ben lontana dall'essere risolta», poteva in prospettiva essere considerata sotto il profilo militare, logistico e psicologico con un certo ottimismo, doveva però riconoscere che la situazione finanziaria rimaneva tuttavia «tesa»303. Una definizione che è però difficile non considerare per lo meno eufemistica, specie se appena si presta attenzione ai dati che lo stesso Agosti adduceva per spiegarne le ragioni e alla drastica affermazione che si legge in una sua lettera di un mese e mezzo dopo a Raimondo Craveri (che, a sua volta, aveva a metà novembre definito in un rapporto all'Oss «tragica» la situazione finanziaria in tutto il nord e scritto che il Clnai non poteva far nulla per fronteggiarla poiché era anch'esso «senza fondi»304): «le nostre formazioni non hanno soldi»305.

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在斗争初期,大体直至1944年春季为止,彼时沦陷区的物价通胀尚处在相对温和受控的区间,且各大游击支队人员编制相对精干克制,完全有能力依靠就近乡村百姓的自发支前解决口粮,一名合格游击战斗员的月度综合维持成本大体徘徊在一千余里拉上下。这样一笔经费甚至允许精打细算的指挥员在账面上积攒下微薄的盈余以备荒年不时之需,或向作战英勇的骨干派发微薄的奖金。对于烈士遗属以及个别最为赤贫窘迫且战功卓著的战士家庭,各级司令部亦依据财力或多或少、或定期或断续地核发抚恤赡养金,烈属抚恤金在当时每月最高可达五千法郎里拉。各大区解放委员会同北意大利民族解放委员会中央,一方面由于自身手头资财极度短缺(例如在2月份,北意大利民族解放委员会倾其所有亦仅能为全北方的全部‘军事开销’挤出一千二百万里拉的微薄专款),另一方面亦为了‘核减压榨’各部队为了骗取更多军饷而蓄意虚报大肆浮夸的兵员编制水分,因而在人均维持成本开始急剧飙升之际,长时期内依然顽固地将这千把块里拉奉为人头费预算包干的铁律天平。然而在皮埃蒙特,到了夏末秋初,一名游击队员的实际综合维持成本早已翻了一番,且正以惊人的加速度向三倍于往昔的峰值狂飙突进。且这一物价飞涨与军费雪崩绝非皮埃蒙特一隅的特例。在G. B. 斯图基于10月初为北意大利民族解放委员会军事委员会起草的专题报告中,北方全境一名游击战士的日均维持成本被精算评估为八十里拉,亦即每月需耗费两千四百至两千五百里拉之巨。在如此严酷的现实面前,正如阿戈斯蒂在岁末所痛切指出的那样(彼时皮埃蒙特的单兵月均成本已突破三千里拉大关并持续狂飙),中央向各游击队伍的经费调拨已‘彻底丧失了任何按编制人头依比例配发的科学轨制’,退化沦落为‘完全撞大运式的零星施舍’,纯粹取决于‘公款金库里何时能侥幸淌进几个活钱’306。由是便完全不难索解,何以在‘亚历山大文告’下达之后,不止一位高级指挥员开始严肃主张必须大刀阔斧裁撤精简编制,把宝贵的资源绝对集中押注在极少数挑选出来的精锐核心骨干身上,确保其有能力熬过严冬酷寒,而不至于在溃散瓦解中被迫倒向针对周边无辜百姓打家劫舍的变相土匪武装道路。

Nei primi mesi, grosso modo sino alla primavera del 1944, quando l'inflazione al nord era ancora abbastanza contenuta e le formazioni, essendo in genere composte di non molti elementi, avevano la possibilità di rifornirsi senza troppe difficoltà presso le popolazioni del luogo, il costo di un partigiano combattente si era aggirato sulle mille lire mensili. Una cifra che permetteva talvolta ai comandanti piú accorti persino qualche risparmio in vista di tempi piú duri oppure di dare piccoli premi ai piú valorosi. Alle famiglie dei caduti e ad alcune di quelli piú poveri e meritevoli venivano anche dati, con maggiore o minore regolarità a seconda dei casi e delle disponibilità, sussidi che per quelle dei caduti potevano arrivare sino a cinquemila lire mensili. Sia i Cln regionali che il Clnai, un po' per la scarsezza dei mezzi a loro disposizione (in febbraio il Clnai poté distribuire per le «spese militari» di tutto il nord dodici milioni), un po' per «riequilibrare» le richieste delle formazioni che, per avere di piú, dichiaravano spesso un numero di effettivi superiore al vero, avevano considerato questa cifra pro capite una sorta di parametro per il finanziamento anche quando il costo effettivo di un partigiano aveva preso ad aumentare. In Piemonte alla fine dell'estate esso si era infatti già praticamente raddoppiato e marciava velocemente sulla via della triplicazione. Né il fenomeno era limitato al solo Piemonte. In una relazione per il comitato militare del Clnai redatta ai primi di ottobre da G. B. Stucchi il costo di un uomo era valutato per tutto il nord in ottanta lire al giorno, duemila quattrocento - duemila cinquecento mensili cioè. In questa situazione, come Agosti avrebbe osservato a fine anno (quando esso aveva, in Piemonte, superato anche le tremila lire e continuava a salire), le rimesse alle formazioni avevano «perso ogni carattere proporzionale» e si erano ridotte «ad erogazioni saltuarie», «quando arriva qualche cosa in cassa»306. Sicché si capisce come dopo il «proclama Alexander» piú di uno cominciasse a prospettare l'idea di ridurre gli organici e puntare su un limitato numero di uomini in grado di affrontare i rigori dell'inverno senza disperdersi o doversi dare a forme piú o meno camuffate di banditismo contro le popolazioni.

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“游击人员规模的极度膨胀,”皮埃蒙特‘正义与自由’武装指挥部在针对严冬作战的军政训令中沉痛写道307,“使得依靠中央机关实施正规、充裕的定期军饷拨款彻底沦为了绝对的空想……在大区民族解放委员会能够确保每月筹措调度约一亿里拉巨资这一假想落实之前,正规财政拨款的断炊缺位,势必将无可避免地衍生出由各部队自行‘自筹资金’、以及部队纪律军风恶质化堕落的一切惨痛恶果,对此我们已不忍卒读。
唯有建立在精简部队规模、仅保留经过千挑万选、纪律严明、且早已配齐过冬给养、因而绝无任何侵犯他人私有财产必要之精锐分遣队的前提之下,对平民百姓推行那一套当前正处于立法论证阶段的、虽具强制性但规范合法的正规战时税收与公粮征派体制方具推行的可能;而倘若我们的‘正规税务稽征官’的身前身后,无休无止地充斥着各路土霸王游击小分队野蛮‘自筹资金’的抢掠风暴,这套正规征税蓝图便永远只能是一纸空文。”

尽管通篇行文为了避免动摇军心斗志、为了避免恶化同共产党人本已脆弱紧张的同盟关系而极尽克制委婉,但放眼全盘抗战文献,极少有其他历史文本能像这份训令一样具有如此鞭辟入里的震撼力与直白坦诚。它不仅赤裸裸揭示了月复一月死死勒紧抵抗运动咽喉、迫使其不得不绝望应付的那场致命财政危机的首要总病根,更无情挑明了这场危机所孕育的最深重恶果。且在当时的死局下,这一恶果是根本无可救药的癌症死结。因为——行至此步田地——大刀阔斧削减人员编制势必将直接引爆一场惨烈的党派政治总分裂:在政治责任的天平上,共产党人不仅应当为这场财政崩溃负首要罪责(因其狂热推行不计后果的盲目人员大扩编),更应当对由此催生的军纪腐化恶果负首要责任(因其在部队推行肆无忌惮‘自筹资金’上抱持冷酷纵容的实用主义特权);共产党人决不可能答应自废武功,放弃自己在各派武装之间、在北意大利民族解放委员会内部以及在自由志愿军团内部千辛万苦攫取的力量优势版图,且在盟军行将迎来彻底完胜的黎明前夕,他们更绝不肯甘受其他政党的横加清算与指控审判。更首当其冲的是——局面一旦恶化到此种境地——连意共统治中枢自身亦根本开不出任何足以逃脱这场财政恶性通胀死循环的灵丹妙药。

Il numero imponente dei partigiani – si legge nelle direttive politico-militari per l'inverno del comando delle formazioni GL del Piemonte307 – rende assolutamente impossibile un largo regolare finanziamento ad opera del centro... Nell'attesa che il Cln regionale possa disporre di circa 100 milioni al mese, la mancanza delle regolari rimesse produce tutte quelle conseguenze di autofinanziamento e di minor correttezza dei reparti su cui è penoso ritornare.
Solo in vista dell'esistenza di pochi reparti, scelti, ordinati, già riforniti in modo di non avere necessità di agire contro la proprietà altrui, sarà possibile attuare quel sistema di tassazione e di contribuzione forzosa ma regolare, della popolazione civile, come si trova ora allo studio e che non sarebbe mai attuato qualora gli 'esattori' venissero costantemente preceduti e seguiti dagli autofinanziamenti delle singole bande.

Nonostante il tono cauto per non demoralizzare gli animi e non peggiorare i già non facili rapporti con i comunisti, pochi documenti sono altrettanto significativi ed espliciti di questo. Da esso risultano infatti chiaramente tanto la causa prima della drammatica crisi finanziaria di fronte alla quale, mese dopo mese, si era venuta ormai a trovare e a dover fare i conti la resistenza, quanto la maggiore conseguenza di essa. Una conseguenza, per di piú, insanabile. Perché – a quel punto – ridurre gli organici avrebbe inevitabilmente comportato una crisi anche politica, dato che i comunisti, ai quali risaliva la maggior responsabilità sia della crisi finanziaria – per via della loro politica di dilatare al massimo le file partigiane – sia della sua conseguenza maggiore – per la spregiudicatezza con la quale avevano praticato o tollerato l'«autofinanziamento» delle formazioni –, non avrebbero certo rinunciato alla forza che avevano acquistato rispetto alle formazioni di altro colore, nel Clnai e nel Cvl e non si sarebbero altrettanto certamente fatti mettere sotto accusa dagli altri partiti, per di piú alla vigilia o quasi della definitiva vittoria alleata. E perché – arrivate le cose a quel punto – neppure la dirigenza comunista era in grado di indicare il modo per uscire dalla spirale perversa della crisi finanziaria.

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现在,让我们将目光投向北意大利民族解放委员会中央,审视它自始至终为了在经济财政上托举维系抵抗运动所倾注的艰苦卓绝的努力与尝试。

“九八协定”爆发之后,甚至在北意大利民族解放委员会宣告正式成立之前,米兰便已火速组建了一个由罗伯托·韦拉蒂(Roberto Veratti)、恩里科·法尔克(Enrico Falck)以及在流亡瑞士前的路易吉·卡萨格兰德(Luigi Casagrande)组成的秘密筹款特别委员会,其使命乃是向抵抗运动在米兰及伦巴第工商业、尤其是金融界与若干市政公用机构内部所拥有的广泛同情者与幕后金主紧急募捐筹款308。依据阿尔弗雷多·皮佐尼的权威回忆(皮佐尼在事实上充当了整个抵抗运动的‘财政部长’,且他之所以被推举为北意大利民族解放委员会主席,除因其系米兰反法西斯地下核心元老之外,恰恰是仰赖他在工商金融界的显赫威望与人脉资源——他本人正是意大利商业信用银行的高级掌门人——并以此向资产阶级提供政治定心丸,向其担保游击斗争的温和正统性;他是委员会最高首脑中唯一不属于任何政党的独立人士309,且在骨子里倾向于自由主义),该秘密筹款委员会在9月与10月间总计募集到了八百万元里拉的捐款310
考虑到彼时的恐怖白色清洗,这笔巨款堪称战果斐然,然而若要维持整个北方抵抗运动的基本生计——哪怕在彼时人员规模极其有限的襁褓期——却无异于杯水车薪;倘若当时没有皮埃蒙特大区委员会火速转送运抵米兰的由奥佩尔蒂将军公款金库划拨的整整五千万里拉救命巨款,大局早已全盘溃败;相比之下,该筹款委员会同步在瑞士开辟的境外民间募捐渠道所能输送至米兰的钱款,简直微末得不值一提311。在这一严酷态势下,随着奥佩尔蒂将军的秘密金库于1944年早春彻底断绝告罄,来自美国、首当其冲是来自英国的各项战时资助,尽管数量微薄、配发毫无规律、且必须在瑞士中转因而屡屡遭遇严重的滞后拖延甚至在暗度陈仓途中蒙受中途克扣流失,却在客观上晋升为维系抵抗大厦不可或缺的越来越关键的生命线。

E veniamo al Clnai, agli sforzi, ai tentativi che sin dall'inizio esso aveva fatto per sostenere finanziariamente la resistenza.

Immediatamente dopo l'8 settembre, ancor prima della sua costituzione ufficiale, a Milano era stata istituita una commissione composta da Roberto Veratti, Enrico Falck e, sino a quando non passò in Svizzera, da Luigi Casagrande il cui compito era di raccogliere fondi presso i numerosi simpatizzanti e sostenitori che la resistenza contava nell'ambiente industriale e soprattutto finanziario e anche in alcuni enti milanesi e lombardi308. Secondo la testimonianza di Alfredo Pizzoni, che della resistenza fu una sorta di vero e proprio «ministro delle finanze» e che probabilmente fu posto a capo del Clnai, oltre che per essere stato uno dei primissimi organizzatori del Cln di Milano, proprio per la stima e le relazioni che godeva nel mondo economico, del quale faceva egli stesso parte come dirigente del Credito Italiano, e per rassicurarlo sui propositi di essa (era l'unico dei suoi massimi capi che non militava in nessun partito309 e tendenzialmente era un liberale), in settembre e ottobre la commissione aveva raccolto otto milioni310.
Una cifra, date le circostanze, notevole, ma non certo sufficiente ad assicurare la vita alla resistenza – anche nelle limitate dimensioni che allora aveva – se a sanare la situazione non vi fossero stati in quel momento i cinquanta milioni del generale Operti, fatti pervenire a Milano dal Cln piemontese, a fronte dei quali ben poca cosa era il «gettito» del lavoro che la commissione aveva parallelamente organizzato per raccogliere denaro in Svizzera e farlo affluire a Milano311. In questa situazione, venuta meno anche la possibilità di attingere ai fondi del generale Operti, sin dalla fine dell'inverno i finanziamenti americani e soprattutto inglesi, pur esigui, irregolari e versati in Svizzera, sicché spesso potevano essere utilizzati solo con parecchio ritardo e talvolta dopo aver subito strada facendo anche delle dispersioni, avevano acquistato una importanza sempre maggiore.

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依照北意大利民族解放委员会驻瑞士代表团于1944年11月呈交的一份内部财务总结报告312,在1943年9月至1944年11月的整整十四个月跨度内,经由此渠道转入的盟军经援总计约为三亿至三亿五千万里拉。而从皮佐尼、帕里与帕耶塔于1944年11月27日在锡耶纳同战略情报局(OSS)驻意决策高层秘密摊牌谈判的会议记录来看313,在当年3月、4月与5月这三个关键月份里,实际入账的总款项仅有区区约两千万里拉。单单这一数字便足以雄辩地解释:何以面对‘日益骇人听闻的军饷窟窿’、为了‘竭力阻止前线武装队伍逾越起码底线滑向打家劫舍的非法勾当’、且鉴于各大区中‘最富庶的委员会’不仅对向贫瘠大区转移支付的号召置若罔闻、甚至坚决拒绝执行米兰关于将中央下拨资金专款专用纯粹用于部队维持扩编而严禁挪作党派政治经费的禁令314,皮佐尼早在夏季大兵团战役打响之前,便不得不绞尽脑汁四处奔走,试图堵住最致命的财政缺口。

“在那个千钧一发的时刻,”皮佐尼在1948年的一次历史报告中动情追忆道315,“我径直叩开了一家特大超级银行的大门,在觅得了极其同情的策应土壤之后,我成功推动该行联合米兰数家规模最大的工业巨头财阀,为抵抗运动秘密敲定了一笔高达三千五百万里拉的战时贷款——诸位心知肚明,这在当时是一笔何等惊人的天文数字!操作的账目机制极其简约:银行在账面上向各参与企业开立信用借款额度,各大企业签署借据提取了这笔他们连见都没见过的巨款,随后通过绝对可靠的秘密中间信使,将大笔现钞直接全额交到了我个人的手中。”

鉴于彼时的血雨腥风,同意大利银行(Banca d'Italia)——因为涉事的正是堂堂的国家中央银行,这极其深刻地揭示了北方敌后政治实态的荒诞离奇,亦有助于透视广大法西斯狂热分子乃至体制内温和派何以对金融银行界始终怀抱极深的戒心乃至彻骨仇视316——所达成的这笔秘密贷款协议无异于天降甘霖;尤为关键的是,迈出了这第一步之后,到了秋季,意大利银行进一步原则性同意评估开展第二期同类隐秘操作,额度暂定为一千五百万里拉,且意大利商业银行(Banca Commerciale Italiana)亦明确表态愿意依样画葫芦秘密炮制一笔同等性质的巨额授信(具体金额尚难精准考定)317。无论如何,这两笔后续的追加贷款在北意大利民族解放委员会特使代表团赴罗马签署《罗马协定》之际,皆尚未真正落地兑现。

Secondo una relazione della delegazione in Svizzera del Clnai del novembre 1944312, in tutto il periodo settembre 1943 - novembre 1944 essi sarebbero stati pari a trecento-trecentocinquanta milioni complessivi. Dal verbale dell'incontro che Pizzoni, Parri e Pajetta ebbero a Siena il 27 novembre 1944 con i responsabili dell'Oss in Italia313 risulta che in marzo, aprile e maggio ammontarono a circa venti milioni. Una cifra, questa, che spiega da sola come Pizzoni, pressato dalle necessità «che diventavano sempre piú forti» e «per impedire che le formazioni armate compissero "atti illegali" oltre il minimo inevitabile» e non riuscendo ad avere dai Cln regionali «piú ricchi» neppure una minima parte di ciò che riuscivano a raccogliere cosí da passarla ai piú poveri né ad ottenere da loro che utilizzassero i fondi che da Milano venivano loro inviati esclusivamente per il mantenimento e l'incremento delle formazioni e non per altri scopi e in particolare per finanziare i partiti314, avesse cercato già prima delle grandi operazioni estive di correre ai ripari e tamponare la falle piú grosse.

Allora – avrebbe ricordato in una conferenza tenuta nel 1948315 – mi rivolsi a una grande banca e, trovato terreno favorevole, ottenni da questo istituto in collaborazione con alcune delle piú grosse aziende di Milano un finanziamento di 35 milioni, cifra, come vedete, non indifferente. La formula fu molto semplice. La banca apriva alle ditte dei crediti e le ditte firmavano delle ricevute per danaro che non vedevano e che veniva versato direttamente a me, sempre per il tramite di fidati intermediari.

Date le circostanze, l'accordo con la Banca d'Italia – che di essa si trattava, il che la dice lunga sulla situazione esistente al nord e aiuta a capire la diffidenza e, talvolta, l'ostilità nei confronti degli ambienti bancari serpeggianti tra molti fascisti, anche non estremisti316 – era stato prezioso, tanto piú che, fatto il primo passo, in autunno la Banca d'Italia avrebbe preso in considerazione la possibilità di fare una nuova operazione, forse per altri quindici milioni, e la Banca Commerciale si sarebbe mostrata disposta a metterne in piedi anch'essa una simile (non sappiamo per quale cifra)317. Entrambe queste operazioni aggiuntive non erano comunque ancora andate in porto quando la delegazione del Clnai al sud sottoscrisse gli «accordi di Roma».

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然而在残酷的实践中,意大利银行的这笔巨款终究不过是一剂短暂的阵痛止血针罢了。这一结论在下述史实中得到了确凿证实:就在首届博诺米政府刚刚组建问世之际,米兰中央(乃至个别地方大区委员会和前线支队)便火速向罗马拍发了铺天盖地的紧急求援密电,字字泣血恳请火速汇拨救命经费;然而,尽管这些求援在8月中旬便已被罗马内阁列入议程,但直至11月下旬帕里、皮佐尼、帕耶塔与索尼奥受命秘密南下谈判之际,罗马方面却迟迟未曾就此通过任何哪怕最具象征性的实质拨款决议318——这在极大程度上显然是遵从了盟国最高统帅部的弹压禁令。

“局势就这样跌跌撞撞熬到了盛夏。我们急需现款续命,手头却空空如也。正是在此时,英国人从瑞士前哨策划推行了一场极富天才且引人入胜的金融特种破局大戏。在日内瓦坐落着一家英国海外分行,即劳埃德与国民地方海外银行(Lloyd & National Provincial Foreign Bank)。该行直接出面开具了一份以常驻瑞士的我们地下同仁瓦莱里奥工程师(Valerio)为受益人的高额信用担保函。凭借这份极具法律效力的信用担保,另一位获悉内情的费雷里奥工程师(Ferrerio)当即在米兰毫不迟疑地向我们当面垫付了数千万里拉的巨额现钞——而在大战彻底胜利之后,这笔垫款如数奉还兑付无误。此外,驻瑞士的美国战略情报局特工亦向我们伸出了援手:他们手头没有美资银行驻欧分支,因而无法效仿英国人的高超金融财技,但他们直接向我们移交了大量瑞士法郎现钞纸币,随后由我们设法潜运回米兰在黑市上兑换为里拉。坦白讲,我对美国人的这套洗钱手法颇不以为然:我手头早已有忙不完的军机大务,根本不愿深度深陷黑市非法汇兑交易之中,且我的地下工作性质本就极度敏感凶险,岂容为了赚取差价而徒增法律与治安风险?无论如何,正是依靠上述各路七拼八凑的偏门资金,我们才勉强苟延残喘硬撑到了10月份”319

In pratica l'accordo con la Banca d'Italia non aveva però costituito che una boccata d'ossigeno. Lo conferma il fatto che, appena costituito il primo governo Bonomi, da Milano (e persino da singoli Cln e formazioni) erano cominciate ad arrivare ad esso pressanti richieste di invio di fondi, che, pur essendo state prese in considerazione a metà agosto, quando a fine novembre Parri, Pizzoni, Pajetta e Sogno partirono per il sud non erano state ancora oggetto di alcuna deliberazione318, probabilmente per volontà degli Alleati.

Si venne cosí all'estate. Avevamo bisogno urgente di danaro e non ne avevamo. Allora dalla Svizzera gli inglesi fecero un'operazione brillante e interessante. Esiste a Ginevra una filiale di una banca inglese, la Lloyd & National Provincial Foreign Bank. Questa banca emise una garanzia a favore del nostro consocio ing. Valerio, che viveva in Svizzera. Questa garanzia fece sí che l'ing. Ferrerio, informato, sborsasse a noi alcune decine di milioni che a fine guerra gli furono regolarmente restituite. Inoltre anche gli americani della Svizzera ci aiutarono: non avendo filiali di banche non poterono escogitare operazioni del genere inglese, ma ci dettero denaro in biglietti di banca svizzeri, che furono cambiati a Milano. Questa operazione a me piaceva meno: avevo già abbastanza da fare; non volevo ingolfarmi in operazioni di cambio e il mio lavoro era già troppo delicato per complicarlo con transazioni che comportavano lucro. Comunque con questi fondi si arrivò al mese di ottobre319.

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这剂续命的氧气确实比以往任何一次都更为丰厚扎实:在整个盛夏时节,皮佐尼通过各种手段总计在敌后聚敛调动了整整一亿多万里拉的巨资。正是仰赖这笔巨款,尽管过程如同点滴滴管般捉襟见肘,北意大利民族解放委员会与自由志愿军团总司令部终于得以使下拨给各大区委员会及前线军分区指挥部的汇款变得相对规范、且不再显得那般羞涩寒酸320;甚至还得以为南斯拉夫民族解放阵线破格提供了一笔三百万里拉的‘兄弟革命贷款’。然而,要想让整个抵抗运动的财务收支哪怕不奢求达到平衡、仅仅达到不至于朝不保夕的相对脱困状态,所需资财规模却呈几何级数翻倍。而偏偏在10月份,盟军统帅部却毫无预警地骤然全面收紧了钱袋子的绳索。其随之而来的毁灭性恶果,任何人皆能轻而易举索解321

正是在这命悬一线的绝境深渊边缘,特别行动执行处以其意大利科科长罗瑟伯里上校(Colonel Rosebery)的尊容,大踏步登上了历史的大戏台。

La boccata d'ossigeno era stata questa volta un po' piú consistente: durante l'estate Pizzoni era riuscito infatti a raccogliere complessivamente oltre cento milioni. Grazie ad essa, sia pure col contagocce, il Clnai e il comando generale del Cvl avevano potuto provvedere a rendere piú regolari e un po' meno miseri i versamenti ai Cln e ai comitati militari periferici320 e persino a fare un «prestito» di tre milioni al Fronte di liberazione jugoslavo. Per mettere, non diciamo in equilibrio, ma in una situazione meno precaria il bilancio della resistenza sarebbe però occorso ben altro. E ad ottobre invece gli Alleati avevano chiuso i cordoni della borsa. Con le conseguenze che è facile intuire321.

Fu a questo punto che era entrato, diciamo cosí, in scena il Soe nella persona del capo della sua sezione italiana, il colonnello Rosebery.

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在10月25日那场著名的卢加诺秘密摊牌会晤中,皮佐尼丝毫未曾隐瞒正在残酷绞杀抵抗运动的经济大危机的惨烈全貌,更未隐瞒若不及时抢救所必将引爆的灾难性历史后果。他正告盟方:要想勉强稳住战线局势,盟国必须向北意大利民族解放委员会每月足额注入至少一亿七千万里拉的定额经援322。罗瑟伯里同深入意大利前线的大多数英军联络军官一样坚信:尽管抵抗运动身陷前所未有的至暗时刻,但它依然能在军事战役行动、尤其是盟国全局政治大棋局中提供极其不可或缺的战术协同;且倘若盟国公开强力为博诺米内阁及北意大利民族解放委员会撑腰背书,潜在的共产主义夺权暴乱威胁将更容易被扼杀在萌芽之中323。卢加诺密谈的全盘进展进一步坚定了他的这一战略预判,印证了其关于北意大利民族解放委员会领袖皆系‘严肃正直、值得托付之干才’的正面评估;并使他敏锐洞察到两大决定性维度:一方面,‘倘若拒绝采纳立即向北意大利民族解放委员会注资援助的紧急请求,眼前的酷寒严冬势必将导致成建制的正规抵抗力量全盘瓦解崩塌’;另一方面,恩准皮佐尼与瓦利亚尼所乞求的这项巨额经济援助,恰恰构成了迫使抵抗运动内部最死硬抵触分子彻底缴械就范、不得不全盘吞下盟国政治军事全部苛刻要价的终极王牌!战略设计的机关再简单不过——正如他在10月31日呈交上峰的绝密政策报告中所点明的——只需将巨款的核拨发放,无条件同他们是否百分之百顺从接受盟军战略训令死死捆绑挂钩即可324

该提议获得了英国外交部、以及麦克米伦的原则性全盘首肯——麦克米伦在协定尘埃落定之后曾以英国殖民帝国特有的冷酷直白留下了那句名言:“谁出钱付乐手酬劳,谁便有权决定演奏何种乐章”325——并得到了斯通海军上将与亚历山大将军的全力背书;不到一个月之后,罗瑟伯里的这套政治精算法便构成了帕里、皮佐尼、帕耶塔与索尼奥同盟军最高统帅部漫长‘拉锯谈判’的核心中轴线,并最终直接催生了彪炳史册的《罗马协定》。

一抵达永恒之城罗马,皮佐尼便火速拜会了财政部长索莱里(Soleri)、陆军部长卡萨蒂以及内阁总理博诺米,恳请意大利合法政府开仓赈济北方孤军。正如皮佐尼本人所披露的那样,意大利政府官员们326

“当场痛快地将我所请求的全部款项悉数拨归我支配。然而盟军统帅部却半路杀出、断然叫停了这一移交,执意要由盟国亲自出资赞助解放运动,事后再依凭停战霸王条款向意大利中央政府全额索赔报销;而盟军之所以如此霸道蛮横,纯粹是因为凡具有军事战役属性的一切事务,他们皆极力将其垄断限定为独属于盟军最高统帅部绝对裁量权的禁脔范围……”

Nel già ricordato incontro di Lugano del 25 ottobre Pizzoni non aveva nascosto la gravità della crisi economica che travagliava la resistenza e le drammatiche conseguenze che essa avrebbe potuto avere. Per farle in qualche modo fronte occorreva che gli Alleati provvedessero a versare al Clnai un minimo di centosettanta milioni mensili322. Rosebery riteneva, come molti dei suoi uomini operanti in Italia, che la resistenza potesse, nonostante la difficilissima situazione nella quale si trovava, dare ancora un utile contributo alle operazioni militari e soprattutto alla politica alleate e che un'eventuale minaccia comunista sarebbe stata bloccata piú facilmente se gli Alleati avessero apertamente sostenuto il governo Bonomi e il Clnai323. L'andamento generale dell'incontro lo rafforzò in questa sua convinzione e gli confermò il giudizio che i membri del Clnai fossero «persone serie e oneste» e gli fece capire, da un lato, che, «qualora non si fossero accolte le richieste di immediato finanziamento e appoggio al Clnai, l'inverno incipiente avrebbe portato al crollo delle forze di resistenza organizzate» e, da un altro lato, che la concessione dell'aiuto economico richiesto da Pizzoni e da Valiani avrebbe potuto costituire l'elemento decisivo per indurre anche i piú restii ad accettare la posizione e le richieste alleate. Bastava – come scrisse il 31 ottobre in una relazione ai suoi superiori – subordinare la concessione di esso alla loro accettazione324.

Accettata in linea di massima dal Foreign Office, da Macmillan, che con brutale franchezza avrebbe, ad accordi conclusi, commentato «chi paga il suonatore stabilisce la musica»325, da Stone e da Alexander, la proposta di Rosebery costituí meno di un mese dopo l'asse portante delle «trattative» che Parri, Pizzoni, Pajetta e Sogno ebbero con gli Alleati e degli «accordi di Roma» che ne scaturirono.

Appena a Roma Pizzoni si rivolse a Soleri e a Casati, ministri rispettivamente del Tesoro e della Guerra e a Bonomi per avere da loro i finanziamenti necessari. Il governo, ha scritto lo stesso Pizzoni326

mise subito a mia disposizione quello che chiedevo. Fui però fermato dagli Alleati che vollero loro finanziare il movimento di liberazione, salvo poi rivalersi sul governo italiano e questo perché ogni attività che avesse finalità militari volevano fosse di loro esclusiva competenza...

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行至此步田地,除了屈辱吞下盟国强加的一切严苛条件之外,代表团根本毫无退路可言;更何况,在最初阶段,盟军甚至蛮横宣称每月最多只能划拨一亿里拉,尽管皮佐尼早已将要价从一亿七千万压缩至一亿六千万里拉,且盟国自身早就打定主意要将每一分钱全额强加在意大利战后财政赔偿账单之上。由此,代表团同特别行动执行处、战略情报局以及盟军最高大本营展开了漫长而极度屈辱的‘外交拉锯’,这一拉锯最终自然以盟国‘皇恩浩荡’准予发放所乞求的一亿六千万里拉定额圆满收场;且同样不言自明的是,这场谈判拉锯自始至终唯一的政治图谋,乃是借卡紧钱袋子为杠杆,强行逼迫北方代表团在白纸黑字上全盘签署吞下盟军的一切霸王条款,借以换取这笔若无其事抵抗运动便将在转瞬间彻底丧失作为一股严肃军政现实力量的救命巨资327

严格从财务审计的视角审视,人们甚至可以说,《罗马协定》所注入的同样不过是一剂剂量远较往昔庞大浓烈的阵痛氧气罢了;其明证便是:到了1945年3月乃至4月12日大反攻前夕,北意大利民族解放委员会依然在紧锣密鼓向盟国急电呼吁追加经费,先是狮子大开口请求将月度拨款飙升至三亿五千万里拉,继而在遭遇冷遇沉默之后,又退让恳求至少追加至三亿里拉328。然而在残酷的历史实践中,这笔千辛万苦争夺来的定额经援,尽管仍无法百分之百填平抵抗运动在敌后的一切物资亏空,却已绝对足敷保障整个运动勉强挺过那个漫长严酷的杀戮寒冬329,并使其得以在积蓄起庞大兵员与士气的鼎盛状态下,迎头撞进1945年春季的历史大门、昂首迈向民族解放的总起义烽火。

A questo punto non vi era che accettare le condizioni degli Alleati che, oltre tutto, in un primo tempo dichiararono di non poter dare piú di cento milioni al mese, pur avendo Pizzoni ridotto la sua richiesta a centosessanta milioni e avendo essi deciso di farsi rimborsare dall'Italia. Da qui una serie di lunghe e umilianti «trattative» con il Soe, l'Oss, il Quartier generale alleato che alla fine si conclusero ovviamente con la «concessione» dei centosessanta milioni richiesti e che, altrettanto ovviamente, non potevano avere che uno scopo: costringere la delegazione ad accettare tutte le richieste alleate pur di ottenere quel denaro senza il quale la resistenza avrebbe cessato di costituire una realtà politica e militare327.

A stretto rigore si potrebbe dire che, anche gli «accordi di Roma» non costituirono altro che una boccata d'ossigeno anche se piú consistente delle precedenti, tanto è vero che in marzo e ancora il 12 aprile il Clnai avrebbe chiesto agli Alleati un aumento del finanziamento, prima a trecentocinquanta milioni, poi, di fronte al loro silenzio, almeno a trecento328. In realtà il finanziamento ottenuto, anche se non adeguato a far fronte a tutte le necessità della resistenza, fu però sufficiente a permetterle di superare l'inverno329 e a farla giungere in forze alla primavera e all'insurrezione.

271–272

这一辉煌的历史终点,在《罗马协定》签署画押之前,对于任何真正洞悉敌后深层危机的当事人而言,曾显得何等遥不可及、命悬一线。这不仅雄辩地解释了何以皮佐尼在凯旋米兰之际洋溢着‘由衷的由衷欣慰与如释重负’,而若干极左狂热教条分子却仅仅感受到盲目的屈辱与狂暴出离愤怒330;它同样深刻解释了何以像帕里这样深谙前线死结的清醒政治巨擘,即便咬碎钢牙、即便在内心深处抱持着随时准备视情践踏公约的保留算计,亦不得不低头签字画押;更解释了何以在北意大利民族解放委员会最高全体会议上,《罗马协定》居然顺理成章地获得了共产党人的一致全票批准通过。因为对于共产党人而言,断然否决该协定在当时已根本绝无可能。拒绝协定意味着他们将亲手撕碎‘抵抗运动的神圣统一’大旗,使自身在政治上陷入彻底的孤家寡人。诚然,仰赖其极其顽强铁血的党性纪律凝聚、以及其在前线大肆推行肆无忌惮‘自筹资金’横征暴敛的手腕,加里波第各纵队在抗击严冬危机时的耐受力或许确实胜过其他友军队伍;然而共产党人自身亦必将遭受极其沉重的元气大伤。更首当其冲且至关重要的是:一方面这势必将严重败坏并摧毁其在广大工农群众中苦心经营的合法群众根基;另一方面则将致命颠覆重创陶里亚蒂在南方运筹推行的联合政府战略、并恶化其针对铁托南斯拉夫的外交布局——按照莫斯科的铁血圣旨,意共必须全力配合铁托在威尼斯朱利亚大区的领土领土兼并野心。更遑论撕毁协定将在英美盟军统帅部心中激起何等恐怖的铁血军事报复惩戒。在局势行至这一关节点上,对于共产党最高决策层而言,最具韬略的算计莫过于同样高举双手投下赞成票,全盘汲取协定所带来的一切真金白银经援实惠,极力抵消规避其一切负面政治杀伤,并冷眼旁观前线大决战在盟军最后总攻爆发之际将具体演化为何种政治版图格局。最要紧的机巧在于口惠而实不至,在口头上将协定捧上云霄,在实操中则罗织一切冠冕堂皇的借口极力推诿拖延具体的落实筹备;正如皮佐尼一针见血剖析的那样331,意共的算计乃是“争取在各项战后交接筹备皆付之阙如的混乱状态下迎来全境光复,从而在重获自由最初数日那场翻江倒海的狂暴社会失序、以及中央公权力陷入绝对真空瘫痪的混乱旋涡中,让一切随心所欲皆披上合法的神圣外衣”——而我们在此必须补充指出——从而让通往其通往权力巅峰的一切门户皆敞开无阻。更何况,随着决胜时刻的步步逼近,各大政党之间——乃至在左翼各党内部——所谓的‘亲密无间’早已退化为一层薄薄的表面伪装,每一个人脑海中所魂牵梦萦的唯有战后的利益再分配,因而没有任何人愿意在此时刻过早捅破那层薄薄的同盟窗户纸;此外,大批共产党基层骨干深信不疑(且在战后头两年间始终固执地笃信不疑),正如法乌斯托·古洛(Fausto Gullo)在多年后向史学家A. 甘比诺所吐露的那样:时代的大风正在向他们这一边呼啸狂吹,“今天在资产阶级面前做不成的事情,到了明天——即一旦英美军队从意大利全境撤走之后——一切皆可水到渠成、轻而易举付诸实现”332

Una meta che sino agli «accordi di Roma» era sembrata a chi conosceva la reale situazione tutt'altro che sicura. E ciò spiega non solo la «viva soddisfazione» di Pizzoni al suo ritorno a Milano, mentre alcuni piú estremisti o dissennati sentirono solo sdegno e irritazione330, ma il fatto che chi era consapevole della situazione, come era il caso di Parri, si rassegnò – sia pure a denti stretti e riservandosi mentalmente di rispettarli o meno – a sottoscrivere gli «accordi di Roma» e il fatto che essi furono approvati in sede di Clnai anche dai comunisti. Non approvarli sarebbe stato infatti per essi impossibile. Avrebbe voluto dire rompere loro l'«unità della resistenza», isolarsi. Probabilmente, grazie al fortissimo spirito di partito che li animava e alla loro spregiudicatezza nel ricorrere su vasta scala all'«autofinanziamento», le loro formazioni avrebbero fronteggiato meglio delle altre la crisi. Certamente anch'essi ne avrebbero però risentito e non poco. E – ciò che piú conta – per un verso avrebbero pregiudicato il loro radicamento nelle masse e, per un altro verso, avrebbero messo in crisi la politica che Togliatti cercava di realizzare al sud e verso la Jugoslavia di Tito, della quale appoggiava, secondo le direttive sovietiche, le mire espansionistiche sulla Venezia Giulia. E questo per non dire dell'effetto che il rigetto degli «accordi di Roma» avrebbe avuto sugli Alleati. Al punto al quale erano arrivate le cose, meglio dunque approvarli anche loro, trarne tutti i benefici possibili, cercando di contenerne i danni e stare a vedere come la situazione si sarebbe evoluta e concretamente presentata al momento della definitiva offensiva alleata. L'importante era accettarli solo a parole, adducendo però tutte le scuse possibili per non predisporne l'attuazione, cosí – per dirla con Pizzoni331 – da «arrivare alla Liberazione con poco di predisposto in ogni campo e lasciare che nella confusione e nello smarrimento dei primi giorni della riconquistata libertà, in assoluta carenza di governo, ogni libito fosse lecito» e – aggiungiamo noi – ogni porta fosse loro aperta innanzi. E ciò tanto piú che, per un verso, avvicinandosi quel momento, l'«affiatamento» tra i partiti, anche tra quelli della sinistra, diventava sempre piú solo di facciata e ognuno ormai pensava soprattutto al dopo, sicché non era certo il caso di approfondire le crepe che lo percorrevano, e, per un altro verso, molti comunisti ritenevano (e continuarono a ritenerlo per un paio d'anni) che, come Gullo avrebbe detto parecchio tempo dopo ad A. Gambino, che il vento spirasse nella loro direzione e che «quello che non si faceva oggi si sarebbe potuto fare domani»332, quando cioè gli Alleati avessero ritirato le loro truppe dall'Italia.

272

在把上述历史经纬厘清之后,在我们将全盘审视焦点转向德军占领下意大利大舞台上的‘第三大核心主角’——亦即在萨罗共和国与抵抗运动激烈登台亮相之际,既未旗帜鲜明效忠前者、亦未倾心投奔后者的那绝大多数普通意大利国民大众——之前,人们的脑海中自然会浮现出一个极具震撼力的重大历史拷问:在1945年4月决战爆发的最后时刻,共产党方面究竟为何从未采取任何哪怕最微末的实质冒险举动,以图强行打破均势、诉诸武装暴力夺取全国最高政权?支配这一克制隐忍姿态的,究竟是一项早已深思熟虑、谋定后动的全局大战略定力(且罗斯福总统在意大利战事结束前数日猝然逝世对美国对欧政策所必然引发的莫测变局,更从外部坚定了这一审慎)——即只要英美帝国主义在欧洲大陆尚驻扎有全副武装的重兵集团,便决不贸然诉诸武力政变;抑或,在上一个残酷严冬抵抗运动所经历的惨烈创伤与元气大伤,同样对意共的战略抉择产生了不可估量的现实制约?

依我们之见,要给出一个非黑即白的简单答案是极其困难的。抵抗运动在步入4月25日总起义历史门槛之际绝非处于最佳巅峰状态,这一严酷史实就共产党人而言,在焦尔焦·阿门多拉(Giorgio Amendola)所著《致米兰的信札》中的一段痛切剖白中获得了最具权威性的印证333,阿门多拉写道:

Detto questo, prima di spostare la nostra attenzione sul terzo «protagonista» della realtà dell'Italia occupata dai tedeschi, su quella gran parte di italiani cioè che all'apparizione sulla scena della Rsi e della resistenza non fu nettamente né con l'una né con l'altra, è naturale porsi un interrogativo. Nell'aprile 1945 da parte comunista non fu tentato nulla che possa far pensare ad una sia pur riposta intenzione di forzare la situazione per una presa di potere. A determinare quest'atteggiamento fu solo una scelta strategica decisa già da tempo (e che, se mai, fu rafforzata dalle incertezze sulle ripercussioni che avrebbe potuto avere sulla politica americana la morte di Roosevelt avvenuta pochi giorni prima la conclusione della guerra in Italia) che non prevedeva una presa di potere sino a quando cioè gli anglo-americani fossero stati presenti in armi in Europa, o su di esso influí anche la crisi che la resistenza aveva attraversato nell'inverno precedente?

Una risposta è, a nostro avviso, difficile a darsi. Che la resistenza non sia arrivata alla scadenza del 25 aprile nelle migliori condizioni è un fatto che, per quel che riguarda i comunisti, trova conferma anche in una pagina delle Lettere a Milano di Giorgio Amendola333 in cui si legge:

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“当新一代的青年后生责难质问我们为何当年没有走得更远、为何没有在抵抗运动中斩获更辉煌战果之时,我的作答通常是搬出阻碍意大利革命局势进一步演进的一系列政治、经济与国际宏观地缘大前提;但我完全亦可以直接用一句大实话来回答他们:那便是我们在迎来最终大考的时刻,早已精疲力竭、油尽灯枯!倒下了太多鲜血淋漓的尸骸,付出了太惨绝人寰的流血牺牲,背负了太沉重窒息的历史责任。”

陶里亚蒂本人在1946年1月针对帕里内阁倒台危机所作的政治清算中,曾向各民族解放委员会抛出过极其严厉的指控,斥责它们“未能成功动员起全民族的民主精神”334。倘若人们充分审视这位共产党最高统帅在处理抵抗运动全部死结问题时所始终秉持的那种不带丝毫温情的冷酷超然政治现实主义335,并牢记在大解放降临的历史关头,那些未曾被有机编入抵抗正规队伍的广大民众,尽管在广场上尽情释放出由衷的狂欢欢呼,但骨子里却极度渴求远离一切新的危险、抗拒付出任何新的流血牺牲,而绝无丝毫投身于一场武装阶级总暴动的意愿;那么便极难断定陶里亚蒂当年的这番严厉指责仅仅是针对战后充当帕里政府权力支柱的那些软弱委员会,而未曾同时指向抗战岁月里的各级地下委员会——换言之,这正是陶里亚蒂在痛斥共产党人未能成功将这些委员会打造为足以在抗德战争终结后继续行使国家权力的真正的群众动员与苏维埃式革命权力机关。话虽如此,现存的大量权威档案文献却高度一致地证实:尽管抵抗运动在迎来4月25日关头确实依然拖曳着严冬浩劫所遗留的创伤与疲态,但这些现实伤痛对于意共最高统帅部的战略抉择并未产生决定性的根本动摇(至多不过是为党中央提供了一柄绝佳的纪律鞭子,用以在苏军横扫东欧的狂欢迷醉中,铁腕压制住党内及游击军中那些政治幼稚、缺乏铁血党性磨砺、极欲不听招呼立即把枪口从对准德寇法西斯转向对准地主资产阶级夺取政权的盲动极左派)——盖因意共进退的战略路线与时间表早在多年前便已由陶里亚蒂与莫斯科大本营敲定成熟:它不仅深刻统筹了苏联在全球战略上的核心顾虑、以及同英美重兵集团在同室操戈中必将招致的灭顶覆灭风险,更深刻契合了陶里亚蒂与斯大林对战后欧洲及意大利总局势演变轨迹的深远宏观前瞻。在他们当时的推演中,尤其就意大利而言,历史大剧的推进绝不容许任何鲁莽冒险,更不可妄动刀兵。依据陶里亚蒂常驻莫斯科时期的私人机要秘书所留下的回忆口述336,这位意共领袖在当年动身启程离开莫斯科潜回意大利开辟战线之际,似乎深信整个欧洲从纳粹铁蹄下的‘光复解放’,必将在此后引发‘横扫欧洲全境的长达两至三年的漫长“内战与革命阶级战争”’,且这场革命风暴必将‘以欧洲工人阶级及其革命大军同苏联红军并肩作战夺取辉煌总胜利而告终’;至于具体到意大利战区,大战落幕之后将紧接着迎来一个‘漫长的过渡历史阶段’,在此期间‘包括天主教党派在内的各大政党将共存于政治舞台之上’,并将搭建起‘一套仿效法国模式的民族共同联合阵线’;唯一具有本质殊途的决定性差异在于:在意大利,共产党人将是‘整个国家唯一的真正具有布尔什维克无产阶级属性的社会主义领导核心力量’,且在最高决策权上‘将显著凌驾于法国共产党兄弟之上’,从而最终赋予意大利共产党在水到渠成的良辰吉日,以自身的名义独家全面接管国家最高政权。

Quando i giovani ci chiedono perché non abbiamo fatto di piú [nella resistenza], io rispondo ricordando i dati politici, economici, internazionali che impedirono altri sviluppi della situazione italiana, ma potrei anche limitarmi a ricordare che giungemmo all'ultima prova stanchi, esauriti. Troppi morti, troppi sacrifici, troppe responsabilità.

Togliatti per parte sua, parlando nel gennaio 1946 della crisi del governo Parri, mosse ai Cln la critica di non essere «riusciti a mobilitare lo spirito democratico del paese»334. Una critica che, se si tiene conto sia della freddezza tutta politica con la quale il leader comunista affrontò sempre i problemi relativi alla resistenza335, sia del fatto che, giunto il momento della liberazione, le masse non inserite organicamente nel movimento resistenziale, pur manifestando tutto il loro giubilo per essa, si erano mostrate piú propense a non correre nuovi rischi e a non affrontare nuovi sacrifici che ad insorgere, è difficile pensare si riferisse solo ai Cln postliberazione sui quali Parri aveva creduto di poter fondare il suo governo e non si estendesse anche a quelli attivi nella resistenza e, quindi, alla incapacità dei comunisti di fare di essi degli effettivi strumenti di mobilitazione e di potere in grado di esercitare la loro «azione democratica» anche dopo la conclusione della guerra di liberazione. Ciò premesso, è comunque un fatto che la documentazione disponibile concorda nel far ritenere che, anche se la resistenza giunse al 25 aprile risentendo ancora della crisi e delle lacerazioni dell'inverno, queste non dovettero sostanzialmente incidere sulla strategia del vertice comunista (salvo, forse, nel senso di fornire ad esso un argomento in piú per tenere a freno quei settori del movimento partigiano e dello stesso Pci (in cui, non va dimenticato, convivevano posizioni diverse per maturità politica e spirito di disciplina di partito) che, nell'euforia per i successi dell'Armata rossa, avrebbero voluto, invece di deporre per il momento le armi, cambiare subito spalla al fucile e passare dalla lotta contro i fascisti e i tedeschi a quella per il potere) i cui termini e tempi erano già stati fissati da tempo tenendo conto non solo delle preoccupazioni sovietiche e delle difficoltà e dei rischi ai quali sarebbe andata incontro un'azione con gli Alleati presenti in armi, ma anche di quella che Togliatti e i sovietici dovevano ritenere sarebbe stata l'evoluzione della situazione in Europa e in Italia dopo la conclusione del conflitto. Un'evoluzione che, specie per l'Italia, non comportava, come si è visto, azioni precipitose e tanto meno di forza. Secondo la testimonianza della sua segretaria moscovita336, pare che Togliatti partendo da Mosca per rientrare in Italia pensasse che la «liberazione dell'Europa» dal nazismo sarebbe stata seguita «da due o tre anni di "guerre civili e rivoluzionarie" su tutto il territorio europeo», che si sarebbero concluse «con una vittoriosa insurrezione della classe operaia europea e dei suoi eserciti rivoluzionari, schierati a fianco dell'Armata rossa»; quanto in particolare all'Italia, alla fine della guerra sarebbe seguito «un periodo di transizione», durante il quale avrebbero operato «piú partiti, compreso quello cristiano» e si sarebbe costituito «una sorte di fronte nazionale comune come in Francia», con la differenza che in Italia i comunisti sarebbero stati «l'unica vera forza socialista e classista» (in senso bolscevico) e avrebbe avuto «un potere decisionale nettamente maggiore rispetto a quello dei compagni francesi» che avrebbe permesso loro di assumere alla fine il potere in prima persona.

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倘若这正是陶里亚蒂当年所构想勾勒的战后宏大战略演变总蓝图——无论是出于其个人的独到研判还是完全脱胎于莫斯科的战略授意,后人已无从割裂考定——人们便更不难索解:何以在清醒洞悉英美驻军决不容忍任何非法武装起义的冷酷现实后,意共统治中枢不仅雷厉风行下达死命令严禁任何早产盲动的暴动图谋,且在全境光复降临之后,更倾全力铁腕扑灭那些无法自拔于‘从打法西斯直接无缝切换为打资产阶级夺政权’的狂暴极端分子的武装私斗与复仇私刑,唯恐此类局部的野蛮暴力会过早打草惊蛇,进而葬送了未来在英美大军撤离亚平宁、革命大气候彻底成熟之际发动决定性历史总夺权的前途——盖因与陶里亚蒂最初的和平过渡设想截然相反,1944—1945年国际冷战大气候的急剧恶化已雄辩地向意共高层表明:终极政权的更迭唯有仰赖武装起义这一条华山天险。在这一维度上,柏林墙坍塌之后、围绕解放战争结束后北方所掀起的红色清洗私刑暴行(尤指臭名昭著的艾米利亚‘死亡三角’惨案)重开历史大论战之际,前意共博洛尼亚市长、著名的‘改良派’(migliorista)旗手圭多·凡蒂(Guido Fanti)所公开作出的权威证言极具穿透力。凡蒂在口述中直言不讳地指出:陶里亚蒂在解放后敦促游击队全盘交卸封存武器、投身国家和平重建的最高通令,绝不意味着意共已从纲领中放弃了武装总起义夺取政权的最高理想,而仅仅意味着其行动被推迟到了‘第二历史阶段’——即等待资本主义的总危机全面引爆、国际大气候彻底逆转、从而吹响最终夺权的‘神圣X日冲锋号’。依照凡蒂的考证,意共真正开始从思想根基上彻底扬弃这一‘X日’起义幻梦,要一直等到1956年匈牙利血腥事变以及意共第八次代表大会的召开:唯有从那时起,“党才在真正意义上将民主制度接纳为一种不言自明的最高价值本身”,并正式确立了“社会主义唯有通过民主宪政途径方能最终实现”的不可逆历史共识337

Se questa era l'evoluzione dello scenario del dopoguerra a cui Togliatti aveva inizialmente pensato – se autonomamente o sulla falsa riga della posizione sovietica è impossibile dire –, a maggior ragione si spiega perché, resisi conto che gli Alleati non avrebbero tollerato alcuna iniziativa insurrezionale, i vertici del Pci non solo presero posizione contro ogni intempestiva prospettiva insurrezionale, ma – sopravvenuta la liberazione – si adoperarono per evitare che iniziative e violenze di coloro che non sapevano rassegnarsi all'idea di non passare sic et simpliciter dalla lotta contro i fascisti e i tedeschi a quella per il potere pregiudicassero una futura azione di forza da realizzare allorché, lasciata gli Alleati l'Italia, fossero state realizzate le premesse per un effettivo mutamento del sistema politico, che – contrariamente a quanto inizialmente Togliatti aveva pensato – l'evoluzione della situazione internazionale nel 1944-45 faceva ritenere potesse essere realizzato solo per la via insurrezionale. Assai significativa è a questo proposito una testimonianza rilasciata da Guido Fanti dopo che la caduta del «muro di Berlino» e il riaprirsi delle polemiche sulle violenze rosse dopo la conclusione della lotta di liberazione e, in particolare, sul cosiddetto «triangolo della morte». Nel corso di essa, infatti, l'ex sindaco comunista di Bologna ha affermato senza mezzi termini che le direttive di Togliatti perché, conclusa la lotta di liberazione, il movimento partigiano deponesse le armi e contribuisse alla ricostruzione del paese non significavano affatto che il Pci avesse rinunciato ai suoi propositi insurrezionali, ma solo che la loro attuazione era rinviata ad «un secondo momento», allorché la crisi del capitalismo e la situazione internazionale avrebbero reso possibile la presa del potere e fatto scattare «la famosa ora x». Una posizione alla quale, sempre secondo Fanti, il Pci avrebbe cominciato a rinunciare solo dopo i fatti di Ungheria e l'8° congresso: solo allora «fu accettato il principio della democrazia come valore in sé» e che il socialismo «poteva realizzarsi solo attraverso la democrazia»337.

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在本章开篇之处,我们曾着重剖析了在“九八协定”次日,深深笼罩着绝大多数意大利普通民众、尤其是沦陷区国民的普遍深层精神状态,以及由这种心智所直接催生定型的道德与心理行为范式。我们在此不厌其烦地重申:这一心态若用一句话精辟提炼,便是对萨罗伪政权与北方抵抗运动皆抱持彻头彻尾的实质疏离与断然拒斥。且这种集体冷漠是在下述严峻背景下顽强存在的:当时民众对法西斯旧政权的决裂与唾弃、在众多场合演化为彻骨的仇恨与鄙夷,对德国侵略占领军的厌恶亦深入骨髓、遍布街巷,而抵抗运动本构成了替代上述二者的唯一鲜明历史灯塔。然而对于千百万普通升斗小民而言,在那个至暗关头唯一真正生死攸关的信条唯有苟活存命,是以最小的流血牺牲与家破人亡代价熬过这场降临在自己头顶的旷古历史浩劫;在这一压倒一切的生存本能驱动下,最理性的抉择乃是最大限度缩进自身狭隘的私人甲壳之中,若有可能恨不得彻底‘人间蒸发’,决不让自己卷入交战各方的任何政治泥潭;唯一的狂热企盼,完全寄托于战争的早日落幕,以及随之终结的使日常生计每一天都陷入极度赤贫动荡的战乱险阻。在此之外的一切宏大叙事与崇高口号,在当时不仅毫无价值(诚然,在战后各自算盘中每个人的诉求不尽相同),反倒构成了必须千方百计避之唯恐不及的灾祸与死亡策源地。哪怕为此不得不残酷掐灭那些在特定历史情境下、偶或从其灵魂深处泛起的最质朴无华的人性怜悯与同胞同情同理心。

在这方面,一个极具代表性的试金石乃是平民大众对待溃散的流亡士兵以及从法西斯集中营中逃脱的盟军战俘的态度演化轨迹338:正如我们前文业已指出,在停战协定墨迹未干的最初阶段,千千万万的失散官兵与盟军难胞在民间、首当其冲是在广大农民家里觅得了无私的藏匿与庇护,从而得以从德军的铁壁魔爪下虎口脱险;然而一旦最初的道德亢奋浪潮退去,随着英美大军快速开抵的幻想彻底化为泡影,且窝藏失散人员与外国战俘的连坐惩戒变得愈发血腥残酷,民间对他们的人性善意与道义同情迅速枯竭干涸;救援行动变得不再自发慷慨,在规模数量上急剧缩水,而或明或暗的闭门推诿与断然驱逐则变得司空见惯。

All'inizio di questo capitolo ci siamo soffermati sullo stato d'animo dominante all'indomani dell'8 settembre tra la maggioranza degli italiani e in particolare tra quelli delle regioni occupate dai tedeschi e sull'atteggiamento psicologico e morale da esso determinato. Un atteggiamento – lo ripetiamo – che, ridotto all'essenziale, può definirsi di sostanziale estraneità e di rifiuto rispetto sia alla Rsi che alla resistenza. E questo nonostante che il distacco dal fascismo e l'avversione, in molti casi l'odio, nei suoi confronti e l'ostilità verso i tedeschi fossero assai netti e diffusissimi e la resistenza costituisse una chiara alternativa ad essi. Per i piú l'unica cosa che a quel punto contava era sopravvivere, passare con meno danni e sacrifici possibili attraverso il dramma che si trovavano a vivere e, in questa prospettiva, rinchiudersi al massimo nel proprio guscio, sino quasi – se fosse stato possibile – a «sparire», e non compromettersi con nessuna delle parti in lotta e l'unica speranza era riposta in una rapida fine della guerra e con essa dei pericoli e delle difficoltà materiali che rendevano ogni giorno piú precaria e incerta la loro vita. Tutto il resto, per il momento (ché, ovviamente, per il dopo non tutti la pensavano allo stesso modo), non aveva valore e costituiva una fonte di ulteriori difficoltà e di rischi da sfuggire in ogni modo. Anche facendo tacere quei sentimenti piú elementari di umana solidarietà che in particolari circostanze talora riemergevano dal profondo dei loro animi.

Significativo è a questo proposito l'atteggiamento verso i militari sbandati e i prigionieri alleati evasi dai campi di concentramento338: subito dopo l'armistizio moltissimi – l'abbiamo già detto – trovarono aiuto, soprattutto presso i contadini, e poterono cosí sottrarsi ai tedeschi; passato il primo momento, sfumata la speranza in un rapido arrivo degli Alleati e fattosi l'aiuto agli sbandati e agli ex prigionieri piú pericoloso, l'umana solidarietà verso di essi prese ad inaridirsi; l'aiuto si fece meno spontaneo e generoso, quantitativamente meno vasto, i rifiuti piú o meno espliciti divennero piú frequenti.

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读者切莫天真地认定这种冷漠自保心态仅仅是闭塞农村世界的专利——尽管整个农民阶层在1943—1945年间展现出极度鲜明的历史独特性(除艾米利亚—罗马涅部分地区属于罕见例外——在那里,深厚的农村社会主义同盟传统、结合对1920—1921年法西斯黑衫暴徒血腥屠杀的刻骨铭心记忆与炽烈复仇渴望,驱使大批阶级基础雄厚的农业雇工毅然决然倒向抵抗运动,将游击战理解为一场‘翻身打倒地主恶霸老财’、并过渡到‘苏维埃式集体农庄经济’的阶级大翻身339);广大农民在对待城市资产阶级的古老阶级敌意中、尤其是在自身高度封闭自治的乡土社会文化网络中,完全依凭着自身绵延数百年的独特文化坐标运筹周旋:这套古老的乡土智慧使得他们在绝大多数场合既不真正投靠法西斯,亦不效忠德军,更不归心于游击队——在他们眼中,这三股荷枪实弹的人马皆是同等荒谬、陌生且危险的入侵破坏力量340;凭借着这套祖传的生存机巧,他们推行起了一套极具特色的‘消极观望式抵抗’(resistenza attesista),其本质与其说是主动投身抵抗,毋宁说如阿布萨洛姆(R. Absalom)所精辟概括的那样,是一种高超的‘全套生存策略’(strategia della sopravvivenza):仰赖于这套手腕,他们比任何其他社会阶层都更安然无恙地熬过了那些血雨腥风的岁月——通过向所有人摆出‘挚友亲朋’的温情笑脸来‘巧取豪夺’剥削一切势力(以至于在不得不被迫表态站队的绝境下,一个农民家庭往往精明地派出大儿子投奔法西斯黑衫军、派出二儿子投奔游击队,以便双向对冲押注下注保平安),同时又让自己沦为交战各方填饱肚皮所绝对不可或缺的核心生命线341
事实上,放眼全局,整个乡村农民阶层在度过了最初的纯朴同情阶段之后,实质上蜕变成了一个高度唯利是图的自私自治群体,其全部心思唯独聚焦于利用黑市物价飞涨大发国难财,在不少骇人听闻的极端战例中甚至蜕化为赤裸裸的人吃人般敲诈劫掠。而倘若在平原与丘陵地带,确有一部分农民(其实际人口比例远远低于官方史学神话所大肆吹嘘的规模)最终卷入了游击武装,那最初也是为了给自家适龄逃避劳役兵役的青年子弟寻觅一处武装避难所;直至1944年暮春与初夏,随着大战即将完胜终局的神话甚嚣尘上,并在阿尔卑斯山谷和威尼托平原广大乡村底层教区本堂神甫的大力布道策动下,农民队伍才呈现出成规模的参军潮。

E non si creda che questo atteggiamento fosse limitato al mondo contadino che (salvo in una parte dell'Emilia-Romagna, dove la tradizione del socialismo leghista, sommandosi al ricordo ancor vivo delle violenze squadriste del 1920-21 e al desiderio di vendetta da esso alimentato ne spinse settori non trascurabili – soprattutto braccianti – verso la resistenza, da essi intesa come lotta di «liberazione dai padroni» e fase di trapasso ad un'economia agricola di tipo «sovietico»339) nella sua ostilità verso la borghesia cittadina e, soprattutto, nella sua sostanziale autonomia socio-culturale si mosse durante tutto il 1943-45 in base a coordinate culturali sue proprie che avevano radici secolari, che molto spesso non le facevano prendere veramente posizione né per i fascisti, né per i tedeschi, né per i partigiani, tre realtà da esso sentite ugualmente estranee e nemiche340, e che gli permisero di mettere in atto una forma tutta particolare di «resistenza attesista» molto piú passiva che attiva o, meglio, per dirla con l'Absalom, una propria «strategia della sopravvivenza», grazie alla quale attraversò quei drammatici anni meglio di chiunque altro, «sfruttando» tutti con l'essere «amico» di tutti (al punto che, quando non poteva assolutamente non prendere posizione, una famiglia non di rado mandava, per controassicurarsi meglio, un figlio con i fascisti e un altro con i partigiani) e a tutti necessario341.
Ché, nell'insieme, il mondo contadino, passato il primo momento – quello della solidarietà e dell'aiuto convinto agli sbandati e agli ex prigionieri alleati – fece sostanzialmente razza a sé, preoccupandosi soprattutto di sfruttare la situazione grazie alla borsa nera, arrivando in non pochi casi a forme di vero e proprio sciacallaggio. E se, specialmente in pianura e in collina, una parte di esso (molto meno numerosa di quanto comunemente affermato) finí per aderire al movimento partigiano lo fece per assicurare rifugio ai propri giovani e, con la tarda primavera e l'inizio dell'estate del 1944, allorché si diffuse la convinzione che il conflitto stesse per terminare e, nelle vallate alpine e nel Veneto, grazie spesso all'influenza del basso clero.

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然而,尽管表现形式各有殊途,这种冷漠自保心智在城市市民阶层中同样俯拾皆是——甚至在各大都会文明的核心腹地亦未遑多让;按常理,市民阶层理应较乡村世界更为开化进取,更少‘狭隘自私’、‘胆小怯懦’与‘政治浑噩’,且理应对作为抵抗运动基石的那些最起码的公民道德与现代宪政政治价值,抱有更为深沉敏锐的共情与担当。

以工业重镇都灵为例,特拉布基将军在其回忆录中所保留的关于“九八协定”刚爆发伊始各界对萌芽期抵抗运动第一反应的证言,极具令人清醒的穿透力与代表性——彼时,德军与法西斯的血腥恐怖‘铁壁围剿扫荡’在客观上甚至尚未来得及全面展开铺陈342

“在都灵,我先后同宪兵部队、财政警卫队、市政警察以及防空民防组织(UNPA)建立了广泛联络。只要我们仅仅满足于搜集敌军军事情报、或是仅仅满足于换取对方几句不痛不痒的道义同情与微薄善意,要赢得对方的表态支持易如反掌。然而,一旦我们动真格的,要求其提供合法的伪装掩护公职、伪造通行证件、腾出隐秘的地下库房用以囤积军火枪械与炸药雷管、抽调交通联络员、乃至直接征调人员扛枪投入殊死武装血战之际,那些昔日热气腾腾的同情与支持,便瞬间暴跌沦为冰冷刺骨的敷衍与虚与委蛇。
更有甚者——无论出于追逐私利还是出于政治笃信——不少人竟毫不迟疑地公开倒向德国人的阵营,在他们看来,德国人哪怕仅仅就当下而言,依然是这片土地上最不可撼动的绝对强权。”

同样极具指标性意义的,乃是一份来自米兰国家共和安全警卫队(GNR)的绝密情报汇编(该情报在同盟国及瑞士多份解密档案中获得了扎实印证):密报指出,在1944年9月初——亦即亚历山大夏季攻势正如火如荼的大决战关头——在这座伦巴第大都会的腹心深处,甚至在那些骨子里对萨罗共和国怀抱深恶痛绝抵触情绪的广大市民阶层当中,亦呈现出一种争先恐后主动放弃‘此前所采取的激进公开反法西斯立场’的普遍社会妥协狂潮,只要能换取‘大战以某种任何可能的体面方式尽快落幕收场’,并能保全自身免遭任何新的流血破家之灾343

要想深入窥探那些唯以苟全性命为唯一诉求之人群的深层心理、道德底色与精神心智,萨罗陆军反间谍与军事情报局(SID)所定期编纂的《被检通信审查通报》(先为月报,后改为半月报,专门针对军人与家属往来书信审查)为我们开启了一扇极富教益的观察之窗——这既得益于私人通信所特有的真情流露个性,亦得益于萨罗审查机关在提炼材料时所秉持的编排准则(不再像昔日旧法西斯统治时期那样炮制笼统的通盘概述报告,在那种报告中极难剥离甄别编纂者自身的主观‘诠释加工’水分;而是列出最反复出现的焦点主题,并紧跟着摘录一系列原始文字的详尽引语,有时引文篇幅相当冗长)。通报中所收录的大量书信摘录,使人们得以在民众深层心态演变轨迹(尤其是我们此处最关切的普通阶层)同军事战役的跌宕起伏、以及经济民生与口粮物资配给的严峻实态之间,建立起紧密的内在脉络联系,并进而将其清晰划分为四大主要演化阶段:第一阶段,大体延伸至1944年暮春时节,在此期间全社会的总体精神状态可被定性为极度沮丧沉沦,但大体上仍流于顺从听天由命(用军事情报局的术语来说便是‘尚无恐慌警讯’);第二阶段,大体与接踵而至的夏秋两季相重合,此阶段不仅受到各大都会经济民生急剧恶化与粮食供应极度匮乏的剧烈冲击,更首当其冲在心理上被亚历山大夏季攻势与游击队运动迅猛拓殖所激起的战争‘即将破晓解放’的狂热期盼所深深主导;第三阶段,对应于1944—1945年的杀戮严冬,其特征表现为深重的幻灭痛楚、大众心态向狭隘自保的强烈自我蜷缩与退避,以及应对最起码生存温饱必需这一压倒一切的绝望焦虑;第四阶段,最终对应于1945年春季,社会在对大战终局的窒息焦虑渴盼、以及在日趋惨烈绝伦的恶劣生计煎熬中度过。

Pur in forme diverse, questo atteggiamento era infatti presente anche nel mondo cittadino, grandi città comprese, piú evoluto, meno «gretto», «pavido» e «politicamente amorfo» di quello contadino e che si penserebbe dovesse sentire maggiormente alcuni almeno dei piú elementari valori civili e politici che erano alla base della resistenza.

Rivelatrice, per fare un esempio, è a questo proposito una testimonianza sulle prime reazioni nei confronti del sorgente movimento di resistenza a Torino subito dopo l'8 settembre, quando le «contromisure» tedesche e fasciste non si erano oltre tutto ancora pienamente dispiegate, conservataci dai ricordi del generale Trabucchi342:

A Torino presi contatto con i carabinieri, la guardia di finanza, i metropolitani, l'Unpa. Era facile trovare adesioni fino a che ci si accontentava di raccogliere informazioni e di ricevere modeste attestazioni di simpatia. Quando, per contro, si chiedevano posti e documenti di copertura, locali nei quali accantonare armi ed esplosivi, staffette per collegamento, personale per la lotta armata, le simpatie si facevano tiepide.
Non pochi anzi – o per interesse o per convinzione – andavano schierandosi a lato dei tedeschi, giudicati, se non altro per il momento, i piú forti.

Né meno indicativo è un rapporto della Gnr di Milano (che trova conferme in documenti alleati e svizzeri) secondo il quale all'inizio del settembre 1944, quando, dunque, l'offensiva Alexander era ancora in corso, nel capoluogo lombardo anche tra coloro che nutrivano sentimenti contrari alla Rsi si manifestava la tendenza a desistere dall'«aperta posizione antifascista assunta in precedenza» purché fosse trovata «una soluzione qualunque della guerra» e fossero evitati nuovi rischi343.

Un utile spiraglio per penetrare il sottofondo psicologico e morale e lo stato d'animo di coloro per i quali tutto si riduceva a cercare di sopravvivere è offerto, un po' per il carattere personale tipico della corrispondenza privata un po' per il criterio adottato dai servizi di censura della Rsi, nella esposizione di quanto ricavato dal materiale esaminato (non piú, come ai tempi del regime, quello di farne oggetto di relazioni complessive nelle quali era difficile distinguere e valutare l'apporto «interpretativo» dei loro estensori, ma quello di indicare i temi piú ricorrenti e farli seguire da una serie di citazioni testuali, talvolta anche piuttosto lunghe), dai «notiziari», prima mensili, poi quindicinali, sull'Esame [della] corrispondenza [tra i militari e le loro famiglie] censurata redatti dal Sid, il servizio informazioni militari saloino. Gli stralci in essi riprodotti permettono di stabilire uno stretto rapporto tra l'andamento dello stato d'animo popolare, e in particolare proprio dei settori della popolazione che qui piú ci interessano, e quelli delle operazioni militari e della situazione economica e alimentare e di individuare all'interno di esso quattro periodi principali. Un primo, grosso modo sino alla primavera inoltrata del 1944, durante il quale lo stato d'animo complessivo potrebbe definirsi estremamente depresso, ma, tutto sommato, rassegnato (non «allarmistico» per usare la terminologia del Sid). Un secondo, corrispondente, sempre grosso modo, all'estate-autunno successivi, fortemente influenzato dal peggioramento della situazione economica e dell'approvvigionamento alimentare delle città maggiori e soprattutto psicologicamente condizionato dalla prospettiva «liberatoria» di una imminente fine della guerra alimentata dall'offensiva Alexander e dallo sviluppo del movimento partigiano. Un terzo, corrispondente all'inverno 1944-45, caratterizzato da una profonda delusione e da una sorta di forte ripiegamento su se stesso dello stato d'animo popolare e da un prevalere su tutto dell'urgere dell'esigenza di far fronte alle necessità primarie di vita. Un quarto, in fine, corrispondente alla primavera del 1945, vissuto in una crescente attesa della fine della guerra e dell'ormai insostenibile assillo delle sempre piú drammatiche condizioni di vita.

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在所有这四个历史发展阶段中,贯穿始终、维系万事万物运转的核心支撑轴线,毫无疑问乃是对和平的狂热奢求、祈祷与翘首以盼。

遭受秘密截留审查的私人信件深刻揭示出:这种既极度抑郁颓唐、又高度神经亢奋的矛盾大众心态,屡屡直接投射为满天飞舞的形形色色流言蜚语——或盲目乐观,或恐慌惊悚,光怪陆离、异想天开(诸如德意志本土爆发反战大革命、针对希特勒的大规模弑君政变与暗杀阴谋、里拉货币行将全面废除贬值、各大银行即将无限期关门歇业、德军秘密调配毒气实施反人类大屠杀等等);乃至直接催生并大肆蔓延形形色色的民间玄学神异预言(例如博纳泰地方一名农家少女曾言之凿凿宣称大战必将在1944年7月13日彻底落幕,这一谶语曾在坊间风靡数周之久)。普遍充斥于信笺之中的,更有针对法西斯党徒与德国侵略者日益深沉炽烈的公开敌意,对正规武装交火、尤其是残酷内战日益演变为血腥屠杀的彻骨恐惧,以及——至少在最初数月里尚属微弱,但随后逐步上升为‘无论如何,只要战争快点结束就好’的主导心态——对光复降临瞬间及其余波所必将引发的动荡的深重忧虑。正是这后一种对于光复大乱的戒惧——连同维持日常苟活的绝望银根短缺——驱使不少人开始贱价抛售其名下的不动产房产,唯恐其在战后惨遭‘共产党人’的大肆没收充公,并纷纷举家从大都会逃难迁往偏僻乡村,深信在战火停歇后必将爆发的‘大动荡’中,农村所面临的生存风险终究较城市略低。然而,在所有这些焦虑惊恐之中,高居压倒一切统治地位的——尤以1944年夏秋之后为甚——乃是对经济民生不可遏止的雪崩式恶化、绝大多数生活必需品与医药用品的严重匮乏乃至彻底绝迹、以及工薪固定收入与飞涨物价之间悬殊裂痕恶性拉大的绝望忧虑344。其余一切问题,哪怕在情感上感受得何等撕心裂肺,在这一残酷生存现实及其所互为因果的日复一日的生计逼迫面前,皆不得不退居次席。由此便无可挽回地孕育出一种必须予以深刻洞悉的根本性历史悖论,因为正是这一悖论构成了导致全社会陷入总体麻痹瘫痪的核心病灶:所有人都把渴望战争终结置于高于一切的至上地位;除极少数死硬分子外,所有人都深恶痛绝那些‘顽固不化’执意将战火延续下去、从而使老百姓的日子愈发痛不欲生的法西斯分子与德国侵略者;然而,却没有任何人、或充其量仅有极少数孤胆志士——且绝非仅仅限于那些除忧心当下之外更深恐明日变局的保守阶层——甘愿挺身而出、以身犯险,甘愿通过公开反抗法西斯与侵略者而招致自身乃至全社会局势的进一步恶化崩解。

In tutti i quattro periodi l'elemento portante attorno al quale tutto ruotava fu senza ombra di dubbio la speranza, l'invocazione, l'attesa della pace.

La corrispondenza sottoposta a censura mette in luce come questo stato d'animo, di depressione e di eccitazione al tempo stesso, si traducesse spesso in tutta una serie di voci, vuoi ottimistiche, vuoi allarmistiche, piú o meno fantastiche (scoppio della rivoluzione in Germania, congiure e attentati contro Hitler, prossima svalutazione della lira, chiusura delle banche, preparativi tedeschi per usare i gas, ecc.) e persino nel nascere e nel diffondersi di vere e proprie profezie (come quella, alla quale arrise per alcune settimane molta fortuna, fatta da una ragazza di Bonate che la guerra sarebbe finita il 13 luglio 1944). Sentimenti molto spesso presenti erano altresí la netta e crescente ostilità verso i fascisti e i tedeschi, la paura per il carattere sempre piú sanguinoso che via via assumevano la lotta armata in genere e la guerra civile in particolare e – sia pure in misura minore, almeno nei primi mesi, ché poi a prevalere fu uno stato d'animo che si potrebbe riassumere cosí: sia quel che sia, purché la guerra finisca – per ciò che sarebbe avvenuto al momento e a seguito della liberazione. Una paura, quest'ultima, che – insieme al bisogno di denaro per sopravvivere – indusse non pochi a svendere i loro beni immobili, per evitare che fossero loro confiscati dai «comunisti», e a trasferirsi dalle città in campagna, ritenendo che in essa avrebbero corso meno pericoli durante i «disordini» che sarebbero seguiti alla fine delle ostilità. Su tutte le preoccupazioni dominante era però – soprattutto con l'estate-autunno del 1944 – quella per l'inarrestabile e sempre piú rapido deterioramento della situazione economica, la penuria e la pressoché totale scomparsa di moltissimi generi alimentari e farmaceutici e la crescita a dismisura dello squilibrio tra salari e redditi fissi e costo della vita344. Tutto il resto, pur essendo drammaticamente sentito, passava in sott'ordine rispetto a questa preoccupazione e agli assilli quotidiani che ne erano causa e conseguenza al tempo stesso. Con il risultato di alimentare una contraddizione di fondo della quale è necessario rendersi conto, poiché costituiva la ragione principale per la quale tutto si paralizzava: tutti volevano la fine della guerra piú di ogn'altra cosa, tutti, salvo limitate eccezioni, erano ostili ai fascisti e ai tedeschi che si «ostinavano» a continuarla e, cosí facendo, rendevano la loro vita sempre piú invivibile, nessuno o comunque ben pochi – e non solo tra coloro che oltre al presente paventavano il domani – se la sentiva però di correre personalmente rischi e di provocare un ulteriore peggioramento della situazione (propria e in generale) mettendosi apertamente contro di essi.

279–281

关于1943—1945年萨罗共和国实际管辖领土——尤其是其行使统治大权时间最长久、扎根最深的北方各大区——内部经济实态的演变轨迹,迄今为止学术界尚匮乏一部能深入探究其演化阶段、核心特征、以及战局跌宕与德国军事占领掠夺政策对其所产生之深远冲击的系统性学术专著345。而正是上述两大决定性变量,最为致命地推波助澜了下述两重恶果:a) 极度加剧了平民大众身陷其中的惊恐与朝不保夕之感——人们痛苦地在渴望摆脱日常危险困顿的狂热期盼、同深恐正规‘战线推移横扫’与游击内战爆发所必将招致的玉石俱焚浩劫之间剧烈撕裂煎熬;b) 强力刺激了平民——首当其冲是广大农民阶层——对共和当局为保障军民给养(首先是口粮供应)、平抑平准物价、防止物价相对于工薪收入出现脱缰野马般飞涨而颁布的一切法定法令阳奉阴违、公然抗拒拒不执行。除这一普遍的社会消极自保心态之外(顺便提及,这种心态绝不利于刺激任何生产再生产的积极性),经济大局更遭受着一系列其他恶性变量的深度侵蚀,导致混乱与动荡雪上加霜。其中最为关键的要素包括:a) 盟军密集的战略航空兵地毯式轰炸所直接引发的全国交通运输物流网络的彻底半身不遂;b) 游击战争烽火防区的急剧拉锯伸缩,随之而来的乃是大规模的人口难民潮、资产浩劫与工厂停工停产;c) 工业生产周期的严重紊乱中断,这不仅导致生产制造效率急剧滑坡,更使得大批工厂内迁疏散步履维艰,且来自德国本土的战略工业原材料与能源配额储备呈现出灾难性的日趋断绝之势346;d) 产业工人阶级因生存条件的极度恶化与朝不保夕而爆发的与日俱增的骚动动荡;而与工人的骚动相呼应的,则是广大农民阶层对向国家公粮粮仓缴纳征购的普遍抵触抗税,他们宁愿将粮食截留并疯狂倾销于地下黑市(在1944年,在法定拟定征集的两千四百万至两千五百万公担小麦中,实际入库者不足一千六百万公担);e) 萨罗共和政权各级当局的颟顸失措与政策摇摆:面对日益恶化崩塌的危殆死局,当局动辄病急乱投医,仓促抛出一连串前后矛盾、漏洞百出的应激管制法令;这些法令一方面根本无法获得德国占领军的点头认可,反倒成倍激化了意德双边的猜忌冲突,且哪怕政策本身具有合理性,亦往往因与德方展开漫长而令人精疲力竭的外交扯皮而彻底错失战机、严重滞后347;另一方面,这些法令本身往往受到当局急于将‘社会化’(socializzazione)基本原则以及反资本主义、反资产阶级激进教条付诸实践的幼稚狂热所操纵,反向加剧了经济肌体的抽搐瘫痪。正因如此,尽管当局煞费苦心竭力平抑,恶性通货膨胀依然如脱缰野马般呼啸而至——最初尚能勉强维持在受控区间,随后则以越来越不可遏止的速度疯狂失控狂飙。在彼时的客观极端情境下,这种通胀一部分固然属于不可避免的生理性规律;但另一部分,则直接源于国家物价总署所批准的农产品提价政策——墨索里尼本人对此极力推波助澜,盖因他深信要打破农民的消极抵抗纯属幻想,唯有大幅提高统购价格,方能诱导农民把粮食主动送进公仓,进而提高平民配给口粮并借此掐死黑市生机348;然而还有相当大一部分恶性通胀,则必须直接归咎于德国人的掠夺政策。德国当局固然同样深知极力压制恶性通货膨胀爆发的必要性,但正如我们在下一章中将详尽剖析的那样,侵略者的首要核心关切乃是从意大利的全部生产体系中最大限度压榨并掠夺服务于第三帝国总体战的一切军需物资。正因如此,德国人对提高意大利农产品收购价格抱持本能的彻骨敌意——因为农产品涨价势必将直接连锁引爆工人工资上涨与工业制造成本飙升,进而导致德方依仗各种特权向意大利工业所采购订造的各项军工成品价格全线暴涨;用德国驻意全权总代表拉恩(Rahn)于1944年5月19日致墨索里尼信中的冷酷措辞来说349,这‘决不能促使工厂主去全力拔高其劳动生产率上限’,反倒成倍加重了资本家的财务包袱,进而严重恶化了占领军同意大利工业界本就脆弱的合作关系。

Sull'evoluzione nel 1943-45 della situazione economica nei territori controllati dalla Rsi e in particolare nelle regioni settentrionali, sulle quali piú a lungo e piú in profondità essa esercitò il suo potere, manca a tutt'oggi uno studio organico che ne approfondisca i tempi e i caratteri principali e l'incidenza che su di essa ebbero le vicende militari e la politica di occupazione tedesca345. I due fattori cioè che contribuirono piú di tutti ad accrescere:a) la paura e il senso di precarietà in cui vivevano le popolazioni, combattute tra il desiderio e l'attesa della fine dei pericoli e delle difficoltà ai quali erano esposte quotidianamente e la preoccupazione per le devastazioni che il «passaggio del fronte» e gli sviluppi della guerra partigiana avrebbero comportato; b) la spinta a disattendere – soprattutto da parte dei contadini – le disposizioni emanate dalle autorità repubblicane per cercare di assicurare i rifornimenti (in primis quelli alimentari), controllare i prezzi e impedirne un'eccessiva lievitazione, sia in generale sia specialmente rispetto ai salari e agli stipendi. Oltre a questa condizione psicologica (che, sia detto per incidens, non contribuiva certo a stimolare nuove iniziative e attività) sulla situazione economica influivano anche altri fattori che ne accrescevano il disordine e la precarietà. Tra essi i piú importanti erano: a) la progressiva disorganizzazione del sistema dei trasporti a seguito soprattutto dei bombardamenti aerei alleati; b) l'ampliarsi e il restringersi delle zone investite dalla guerra partigiana, con gli esodi, le distruzioni, gli arresti produttivi da essi provocati; e, dunque, c) l'irregolarità del ciclo produttivo, le difficoltà e le lentezze che ciò determinava, oltre che nella produzione, nel decentramento di molte attività e il progressivo assottigliarsi delle scorte e dei rifornimenti di materie prime per l'industria provenienti dalla Germania346; d) la crescente irrequietezza delle masse operaie a causa soprattutto del degrado e della precarietà delle loro condizioni di vita; irrequietezza alla quale corrispondeva un crescente rifiuto a consegnare agli ammassi la produzione e a riversarla invece sul mercato nero (nel 1944, sui 24-25 milioni di quintali di grano previsti, i conferimenti agli ammassi furono meno di 16 milioni di quintali) dei contadini; e) le incertezze delle autorità repubblicane che, incalzate dalla necessità di fronteggiare una situazione via via piú grave, finivano spesso per ricorrere ad un accavallarsi di misure affrettate e inadeguate che, per un verso, non trovavano il consenso dei tedeschi, moltiplicavano i motivi di contrasto con essi e, anche se giuste, finivano per arrivare in ritardo, dato che la loro accettazione da parte tedesca comportava lunghe e defatiganti trattative347 e, per un altro verso, aggravavano sovente la situazione stessa, poiché erano spesso influenzate dall'ansia di cominciare a tradurre in pratica i principî della socializzazione e i suoi postulati anticapitalisti e antiborghesi. Da qui, nonostante gli sforzi per contenerla, un aumento dell'inflazione, inizialmente tenuto abbastanza sotto controllo, ma poi via via piú veloce e incontrollabile. In parte, date le circostanze, fisiologico; in parte dovuto agli aumenti dei prezzi agricoli stabiliti dal Commissariato nazionale dei prezzi e caldeggiato anche da Mussolini che, essendo convinto della impossibilità di vincere la resistenza passiva dei contadini, sperava di poterli invogliare a consegnare agli ammassi quote molto maggiori di produzione, grazie alle quali aumentare le razioni alimentari e stroncare il mercato nero348; in parte a causa della politica dei tedeschi. Pur condividendo l'idea che fosse indispensabile evitare lo svilupparsi di un forte processo inflazionistico, questi, come vedremo meglio nel prossimo capitolo, erano infatti anche interessati a trarre dall'organizzazione produttiva italiana il maggior contributo possibile al loro sforzo bellico. Da qui la loro ostilità ad un aumento dei prezzi agricoli a cui avrebbe corrisposto quello dei salari operai e dei costi industriali e, quindi, dei prezzi dei prodotti che essi acquistavano a vario titolo dall'industria italiana, non avrebbe sollecitato gli imprenditori ad aumentare – come Rahn scrisse a Mussolini il 19 maggio 1944349 – «il rendimento della produttività» e, aggravando gli oneri degli industriali, avrebbe reso meno facili i loro rapporti con essi.

281–282

在阐明上述历史背景之余,为了更为深刻透视经济实态同政治与军事局势之间的复杂交织互动,读者还必须清晰自省另外两大关键向度:其一,北方经济尽管在全局上蒙受着相同的制约束缚与破坏因素侵蚀,但在具体的表现形态与烈度上却因地而异、呈现出千差万别的异质性;直至大战终局,它实际上始终是由错综复杂的各大区、各城镇、各具体产业门类的微观异质实态所拼合而成的马赛克拼图,纯粹取决于上述各项破坏变量在何时、以何种烈度直接砸向这些微观单元;其二,北方那依然大体保持完整的相对坚实雄厚的现代工农业产业肌体骨架,在客观上对诸多经济恶质化侵蚀因素发挥了不可低估的缓冲减震与中流砥柱作用。以至于由陆军总参谋部情报处延揽主持(其编纂团队中无疑网罗了当时极具学术造诣的一流经济学专家与技术官僚学者)的《意大利经济实态综合报告》的撰稿专家们,直至1944年岁末依然能够自信地断言:

Ciò premesso, per comprendere meglio la situazione economica e il suo interagire con quella politica e militare è anche opportuno aver chiare altre due cose: che, pur risentendo ovunque degli stessi condizionamenti e fattori di degrado, essa assumeva però caratteri e intensità diversi e fu, e rimase sino alla fine, costituita da tante singole situazioni (regionali, locali, per settori di attività, ecc.) diverse a seconda dell'impatto su di esse dei vari condizionamenti e fattori di degrado e dell'intensità e dei tempi nei quali questi si manifestavano, e che l'ancor tutto sommato solido tessuto produttivo settentrionale faceva nonostante tutto da freno e da barriera a molti fattori di deterioramento. Tanto che gli autori della Sintesi curata dall'Ufficio informazioni dello Stato maggiore del regio esercito (tra i quali furono certamente tecnici e studiosi di notevole valore) potevano ancora alla fine del 1944 affermare che

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“尽管充斥着形形色色的分崩离析破坏因素与全局性动荡扰乱,北方全盘的生产与商品流通骨架,虽然承受了极其骇人听闻的战火损耗……却依然在自身坚固的组织骨骼中顽强挺立,展现出一种超越时局变幻的惊人内在生命力。”

他们甚至认定,断言北方经济业已彻底‘溃烂解体’在学理上是极其失当的,“更确切的科学定性乃是‘贫困化’(impoverimento)”;且这种贫困化在很大程度上仅仅体现为在过去几个月里,随着总局势的急转直下恶化与一系列“此前长期被行政铁腕所死死强力压抑”的通胀变量破土而出,而在物价牌价上所迎来的“更为急剧猛烈的暴涨反弹”罢了350。这一权威研判在一系列极具特色的宏观经济指标中获得了扎实印证,尤见诸米兰股票交易所的有价证券行情走势——在1943—1945年间,证券指数的剧烈震荡起伏在极大程度上完全受制于前线政治与战局胜负的外部冲击,而远非取决于实体经济基本面的兴衰荣枯351

此外还必须指出:直至1944年暮秋之前,仰赖于北方各工业大区雄厚的实体制造业基础,以及萨罗共和国通过在整个大战期间逐步成型完善的直接与间接物价配给管制体系(该体系尽管存在重重官僚弊端,但在北方的实际运转成效却远远优于意大利中南部地区),结合一系列非常时期的紧急补救举措——诸如工矿企业内部职工食堂与平价合作社的大面积普及推广、对大众平价餐厅的严苛限价监控、大量设立市政平价公办食堂、以及对倒买倒卖黑市走私分子的雷厉风行铁腕重典惩戒——在相当长时期内,北方在抵御物价飞涨与平抑控制恶性通货膨胀方面,取得了部分成效,且平心而论其抗通胀成效显著优于同期的所谓盟军解放区。彻底打破这一脆弱均势并引爆全局总危机的,乃是1944年最后数月降临的两股内外夹击飓风:一方面,在各大核心都市中,自由市场以及地下黑市上的粮食副食品牌价迎来了骇人听闻的脱缰暴涨(相比之下,法定平价配给市场上的公定价格涨幅尚属克制,但到了岁末,诸如大米、牛羊肉、白糖、果酱与番茄浓酱等核心硬通货品类,其官方定价较之1943年底亦全线飙升突破了百分之百以上);这使得被死死夹在农民疯狂抗缴公粮与产业工人和铁路员工因生计绝望而沸腾民怨之间的萨罗当局进退维谷——盖因平民光靠凭票配给口粮根本无法存活,而工薪阶层又微薄得根本无法涉足自由市场与黑市消费352——被迫不得不向工人阶级作出全面妥协、颁布大幅普遍加薪令;另一方面,则是德国托特工程组织(Organisation Todt)那套极具破坏性的野蛮薪酬挖角政策——为了在北方大修防御工事并掠夺劳动力,托特组织不惜将工人工资拔高到令人瞠目结舌的畸形天价,从而在事实上向北方全盘经济注入了一剂烈性通胀毒药353

nonostante tutti gli elementi disgregatori e tutti i fattori di turbamento, la struttura produttiva e distributiva, pur avendo subito una formidabile usura..., rimane nella sua solida intelaiatura, denotando una vitalità che va al di là degli avvenimenti

e considerare improprio parlare di un vero e proprio deterioramento della situazione economica del nord e «piú esatto invece di un "impoverimento"», manifestatosi oltre tutto essenzialmente nei mesi precedenti «con un piú marcato aumento dei prezzi» a seguito dell'appesantirsi della situazione complessiva e l'affiorare di fattori «fino ad ieri compressi»350. Una valutazione che trova conferma in una serie di aspetti peculiari e in particolare nell'andamento della borsa le cui oscillazioni nel 1943-45 furono dovute assai piú a fattori politici e militari che alla situazione economica351.

A questo si deve aggiungere che sino verso la fine del 1944 la robustezza della struttura produttiva delle regioni settentrionali e la politica dei prezzi e dei salari attuata dalla Rsi facendo ricorso sia al sistema dei controlli diretti e indiretti che si era venuto formando negli anni della guerra e che, pur con tutte le sue deficienze, aveva funzionato assai meglio al nord che al centro-sud, sia a provvedimenti di emergenza, quali un notevole sviluppo delle mense e degli spacci cooperativi aziendali, un maggior controllo dei ristoranti a prezzo fisso, l'istituzione di numerose mense comunali e l'inasprimento delle pene per gli evasori, avevano consentito di preservare in parte (e meglio che nell'Italia liberata) il costo della vita da eccessivi aumenti e di contenere l'inflazione. A squilibrare e mettere in crisi la situazione furono con gli ultimi mesi del 1944, per un verso l'aumento, soprattutto nelle città maggiori, dei prezzi dei generi alimentari reperibili sul mercato libero e alla borsa nera (piú contenuto fu quello dei generi acquistabili sul mercato ufficiale che, comunque, registrarono anch'essi a fine anno aumenti in certi casi, riso, carne, zucchero, marmellata, conserva, di oltre il cento per cento rispetto ai prezzi della fine del 1943) che indusse le autorità, strette tra la crescente evasione agli ammassi dei contadini e il parallelo crescere del malcontento degli operai dell'industria e dei ferrovieri ai quali era impossibile vivere con i soli generi tesserati e non potevano permettersi di ricorrere che in misura modesta al mercato libero e alla borsa nera352, a concessioni e aumenti salariali; per un altro verso la politica salariale dell'Organizzazione Todt che, pur di assicurarsi la mano d'opera che le serviva, aumentò notevolmente le sue paghe, contribuendo non poco al deterioramento della situazione in senso inflazionistico353.

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由萨罗官方权威理论期刊《社会共和国》(Repubblica Sociale)在1945年初所编纂的一份关于农业实际收入、工人工资与职员薪俸真实购买力演进轨迹的权威指数对比图表354,极其深刻地揭示了这一经济大分化:在1943至1944年间,农业收入指数萧规曹随延续着自大战初期便已开启的飞跃势头,甚至迎来了一场从165点狂飙至271点的骇人惊天暴涨;与此相对,工薪阶层的实际购买力却持续断崖式雪崩跌落——产业工人工资购买力指数从93点惨跌至48点,而白领职员的实际薪俸购买力更是从区区45点暴跌沦为惨不忍睹的29点!在同一历史区间内,全社会的综合生活成本指数则从334点如坐过山车般暴增至762点。米兰部分食品副食品价格一览表
(数据源自国家物价总署研究室1945年1月编印之《经济景气汇刊》)。

Un raffronto tra gli indici dei valori reali dei redditi agricoli, dei salari e degli stipendi fatto da «Repubblica Sociale» agli inizi del 1945354 mette bene in evidenza come nel 1943-44 i primi continuarono la crescita già in atto dai primi anni della guerra e registrarono anzi una vera impennata da quota 165 a quota 271, mentre gli altri continuarono a discendere, passando, i salari, da 93 a 48, gli stipendi, da 45 a 29. Contemporaneamente l'indice del costo della vita passava da 334 a 762. Se a ciò si aggiunge che il vaPrezzi di alcuni generi alimentari a Milano.
(Dati della «Rassegna della congiuntura», gennaio 1945, dell'Ufficio studi del Commissariato nazionale prezzi).

284

凭票配给购买商品
[第一部分:1942年至1944年第三季度]

品类 计量单位 1942年7月 1943年7月 1944年一季度 1944年二季度 1944年三季度
面包 公斤 - 2.60 2.60 2.60 2.60
白面粉 公斤 - 2.60 2.60 2.60 2.60
玉米面 公斤 - 2.00 1.80 1.80 1.80
通心面 公斤 - 3.35 3.35 3.35 3.80
大米 公斤 - 2.60 2.60 2.60 3.80
豆类 公斤 - 5.55 5.55 5.55 5.55
鲜肉 公斤 - 25.00 30.00 35.00 35.00
杂碎下水 公斤 - 17.00 18.00 18.00 18.00
灌肠香肠 公斤 - 25.50 32.00 32.00 32.00
咸猪板油 公斤 - 17.50 26.50 26.50 26.50
黄油 公斤 - 26.55 26.55 26.55 31.00
食用油 公斤 - 27.00 27.00 36.00 36.00
鲜牛奶 - 2.60 2.60 2.60 3.65
软质干酪 公斤 - 17.10 20.00 20.00 20.00
硬质干酪 公斤 - 21.90 22.00 22.00 26.70
白糖 公斤 - 7.80 12.50 12.50 12.50
番茄浓酱 公斤 - 9.50 10.00 10.00 13.50
果酱 公斤 - 16.80 19.00 19.00 19.00
食盐 公斤 - 2.00 2.00 2.00 2.00

黑市非法交易购买商品
[第一部分:1942年至1944年第三季度]

品类 计量单位 1942年7月 1943年7月 1944年一季度 1944年二季度 1944年三季度
面包 公斤 15.00 18.10 20.00 20.00 20.00
白面粉 公斤 15.00 22.00 23.00 23.00 23.00
玉米面 公斤 10.00 12.00 12.00 13.00 13.00
通心面 公斤 14.00 20.00 25.00 25.00 25.00
大米 公斤 13.00 20.00 20.00 20.00 20.00
豆类干货 公斤 12.00 18.00 30.00 30.00 30.00
牛肉 公斤 70.00 80.00 80.00 100.00 120.00
马肉 公斤 40.00 30.00 60.00 70.00 80.00
杂碎下水 公斤 50.00 70.00 70.00 70.00 70.00
灌肠香肠 公斤 100.00 150.00 300.00 300.00 300.00
咸猪板油 公斤 90.00 200.00 280.00 320.00 320.00
黄油 公斤 100.00 160.00 180.00 220.00 330.00
食用油 公斤 100.00 200.00 400.00 460.00 500.00
鲜牛奶 6.00 7.00 8.00 8.00 8.00
硬质干酪 公斤 100.00 150.00 240.00 240.00 240.00
软质干酪 公斤 40.00 60.00 90.00 90.00 90.00
白糖 公斤 15.00 50.00 80.00 80.00 90.00
番茄浓酱 公斤 9.50 40.00 40.00 40.00 40.00
果酱 公斤 30.00 65.00 65.00 65.00 65.00
食盐 公斤 1.50 25.00 25.00 25.00 30.00

米兰部分食品副食品价格一览表(续)。

ACQUISTATI CON TESSERA
[Parte 1: 1942-1944 trim. III] Genere | Unità | VII 1942 | VII 1943 | I 1944 | II 1944 | III 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 Farina bianca | kg | | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 Farina gialla | kg | | 2,00 | 1,80 | 1,80 | 1,80 Pasta | kg | | 3,35 | 3,35 | 3,35 | 3,80 Riso | kg | | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 3,80 Legumi | kg | | 5,55 | 5,55 | 5,55 | 5,55 Carne | kg | | 25,00 | 30,00 | 35,00 | 35,00 Frattaglie | kg | | 17,00 | 18,00 | 18,00 | 18,00 Salumi | kg | | 25,50 | 32,00 | 32,00 | 32,00 Lardo | kg | | 17,50 | 26,50 | 26,50 | 26,50 Burro | kg | | 26,55 | 26,55 | 26,55 | 31,00 Olio | kg | | 27,00 | 27,00 | 36,00 | 36,00 Latte | l | | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 3,65 Formaggio molle | kg | | 17,10 | 20,00 | 20,00 | 20,00 Formaggio duro | kg | | 21,90 | 22,00 | 22,00 | 26,70 Zucchero | kg | | 7,80 | 12,50 | 12,50 | 12,50 Conserva | kg | | 9,50 | 10,00 | 10,00 | 13,50 Marmellata | kg | | 16,80 | 19,00 | 19,00 | 19,00 Sale | kg | | 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,00

ACQUISTATI A BORSA NERA
[Parte 1: 1942-1944 trim. III] Genere | Unità | VII 1942 | VII 1943 | I 1944 | II 1944 | III 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 15,00 | 18,10 | 20,00 | 20,00 | 20,00 Farina bianca | kg | 15,00 | 22,00 | 23,00 | 23,00 | 23,00 Farina gialla | kg | 10,00 | 12,00 | 12,00 | 13,00 | 13,00 Pasta | kg | 14,00 | 20,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 Riso | kg | 13,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 Legumi secchi | kg | 12,00 | 18,00 | 30,00 | 30,00 | 30,00 Carne bovina | kg | 70,00 | 80,00 | 80,00 | 100,00 | 120,00 Carne equina | kg | 40,00 | 30,00 | 60,00 | 70,00 | 80,00 Frattaglie | kg | 50,00 | 70,00 | 70,00 | 70,00 | 70,00 Salumi | kg | 100,00 | 150,00 | 300,00 | 300,00 | 300,00 Lardo | kg | 90,00 | 200,00 | 280,00 | 320,00 | 320,00 Burro | kg | 100,00 | 160,00 | 180,00 | 220,00 | 330,00 Olio | kg | 100,00 | 200,00 | 400,00 | 460,00 | 500,00 Latte | l | 6,00 | 7,00 | 8,00 | 8,00 | 8,00 Formaggio duro | kg | 100,00 | 150,00 | 240,00 | 240,00 | 240,00 Formaggio molle | kg | 40,00 | 60,00 | 90,00 | 90,00 | 90,00 Zucchero | kg | 15,00 | 50,00 | 80,00 | 80,00 | 90,00 Conserva | kg | 9,50 | 40,00 | 40,00 | 40,00 | 40,00 Marmellata | kg | 30,00 | 65,00 | 65,00 | 65,00 | 65,00 Sale | kg | 1,50 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 30,00 Prezzi di alcuni generi alimentari a Milano (continuazione).

285

凭票配给购买商品
[第二部分:1944年4月至12月各月份]

4月 5月 6月 7月 8月 9月 10月 11月 12月
2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 3.00
2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.80 3.00
1.80 1.80 1.80 2.20 2.20 2.20 2.20 3.40 3.50
3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 4.00
3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 3.80 6.00 7.80 7.80
5.55 5.55 6.15 6.15 6.15 6.15 6.15 6.15 6.15
35.00 35.00 35.00 40.00 40.00 40.00 45.00 65.00 80.00
18.00 18.00 18.00 18.00 18.00 18.00 20.00 25.00 27.00
32.00 32.00 32.00 32.00 32.00 32.00 32.00 32.00 32.00
26.50 26.50 31.00 31.00 31.00 31.00 31.00 35.00 35.00
31.00 31.00 31.00 31.00 33.00 33.00 33.00 35.00 35.00
36.00 36.00 36.00 44.00 41.50 41.50 41.50 41.50 41.50
3.65 3.65 3.65 4.00 4.00 4.00 5.00 5.00 9.00
20.50 20.50 20.50 20.50 21.15 25.00 27.50 27.50 27.50
26.70 26.70 26.70 26.70 28.00 29.00 29.00 31.00 31.00
12.50 12.50 12.50 12.50 12.50 12.50 27.00 27.00 27.00
13.50 13.50 13.50 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 35.00
19.00 19.00 19.00 24.00 25.00 25.00 25.00 37.00 37.00
2.00 2.00 2.00 2.00 2.00 2.00 2.00 2.50 2.50

黑市非法交易购买商品
[第二部分:1944年4月至12月各月份]

4月 5月 6月 7月 8月 9月 10月 11月 12月
20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 25.00 25.00
25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00
13.00 13.00 15.00 15.00 15.00 15.00 15.00 15.00 15.00
25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 35.00 40.00
20.00 20.00 20.00 22.00 22.00 22.00 22.00 22.00 22.00
30.00 35.00 35.00 35.00 35.00 35.00 35.00 45.00 50.00
140.00 160.00 180.00 180.00 180.00 200.00 220.00 220.00 230.00
90.00 90.00 100.00 120.00 120.00 120.00 120.00 140.00 150.00
70.00 70.00 80.00 120.00 120.00 130.00 140.00 140.00 140.00
300.00 340.00 340.00 340.00 340.00 380.00 400.00 400.00 420.00
320.00 390.00 390.00 390.00 390.00 400.00 420.00 420.00 460.00
350.00 360.00 370.00 370.00 370.00 370.00 500.00 550.00 600.00
500.00 600.00 600.00 600.00 700.00 700.00 700.00 800.00 800.00
8.00 9.00 9.00 9.00 9.00 10.00 10.00 12.00 12.00
260.00 280.00 280.00 300.00 300.00 350.00 350.00 350.00 350.00
100.00 110.00 120.00 120.00 120.00 140.00 140.00 140.00 140.00
90.00 110.00 110.00 130.00 130.00 130.00 180.00 250.00 400.00
40.00 50.00 50.00 70.00 70.00 70.00 80.00 80.00 80.00
70.00 70.00 75.00 80.00 80.00 80.00 100.00 110.00 110.00
40.00 60.00 80.00 80.00 80.00 80.00 80.00 100.00 150.00

倘若人们进一步考虑到:上述统计数据的实际购买力内涵,依照将其代入农业阶层、产业工人还是工薪公职人员的真实生活实态而大相径庭——盖因唯独对于后者(白领与公务员)而言,上述冰冷指数才百分之百无情折射了其惨淡现实,因为名义工资指数并未计入工人阶级所享受的大量企业厂内实物暗补、救济补贴与福利津贴,而就农业人口而言,必须牢记其核心生计开支(基本伙食口粮、住房房租、日常衣着、交通通勤)所承担的通胀重负远远轻于城里的工人和职员;因此任何人皆极易看清:首当其冲沦为时代最大受害者与弃儿的,恰恰是广大白领公职人员阶层,他们构成了全社会处境最恶劣、遭受剥夺感最深重的悲剧群体。他们在经济上遭受彻头彻尾的剥夺碾压,因为其毕生的辛勤劳动果实与微薄银行储蓄,被恶性通货膨胀、地下黑市、尤其是大都会中肆虐猖獗的“最野蛮”的掠夺性黑市投机风暴彻底收割洗劫一空355——而绝大多数机关职员恰恰定居于这些特大都会(反观大批产业工人,一部分为了规避盟军大轰炸风险,一部分亦为了贪图郊外更为低廉的生活成本,往往居住在卫星城周边乡村,仅在上班工时才搭车进城)。在道德与社会心理层面上,他们同样饱受深重的自尊挫败感:在自身阶层定位、文化尊严、以及相对于其他阶层乃至相对于国家政权所固有的传统“身份体面”上,他们深感自己惨遭国家无情牺牲抛弃,沦为了讨好那些“社会底层”阶级的代价,并在面对寡廉鲜耻的投机倒把奸商狂潮时,在物质和道义上皆被剥夺得赤条条、毫无分毫庇护还手之力。我们之所以在此极力强调这种深沉的阶层挫败感,是因为从萨罗政权内部肌体演化的视角来看,在1944年最后数周至1945年伊始的危急历史节点上,最雄辩地标志着、且同时最致命地加速了萨罗共和国全盘社会凝聚力彻底瓦解分崩离析的总根源,恰恰体现为:广大中间阶级阶层——其中以广义上的白领职员、首当其冲是全体国家公务员公职人员为核心骨干——正以惊人的速度同萨罗政权全面决裂、拉开距离;而在此之前,正是这个中间阶层,要么出于传统的“爱国主义”惯性、要么因为其骨子里或多或少保留着法西斯主义信念、要么依凭着“敌人的敌人便是朋友”的冷酷逻辑,而容忍并接纳了萨罗伪政权;或者至少,因为在这个政权身上好歹能寄托他们对国家秩序与法治建制的虚妄执念,而从未曾公开起而反抗它。

ACQUISTATI CON TESSERA
[Parte 2: 1944 mesi IV - XII] IV 1944 | V 1944 | VI 1944 | VII 1944 | VIII 1944 | IX 1944 | X 1944 | XI 1944 | XII 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 3,00 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,60 | 2,80 | 3,00 1,80 | 1,80 | 1,80 | 2,20 | 2,20 | 2,20 | 2,20 | 3,40 | 3,50 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 4,00 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 3,80 | 6,00 | 7,80 | 7,80 5,55 | 5,55 | 6,15 | 6,15 | 6,15 | 6,15 | 6,15 | 6,15 | 6,15 35,00 | 35,00 | 35,00 | 40,00 | 40,00 | 40,00 | 45,00 | 65,00 | 80,00 18,00 | 18,00 | 18,00 | 18,00 | 18,00 | 18,00 | 20,00 | 25,00 | 27,00 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 26,50 | 26,50 | 31,00 | 31,00 | 31,00 | 31,00 | 31,00 | 35,00 | 35,00 31,00 | 31,00 | 31,00 | 31,00 | 33,00 | 33,00 | 33,00 | 35,00 | 35,00 36,00 | 36,00 | 36,00 | 44,00 | 41,50 | 41,50 | 41,50 | 41,50 | 41,50 3,65 | 3,65 | 3,65 | 4,00 | 4,00 | 4,00 | 5,00 | 5,00 | 9,00 20,50 | 20,50 | 20,50 | 20,50 | 21,15 | 25,00 | 27,50 | 27,50 | 27,50 26,70 | 26,70 | 26,70 | 26,70 | 28,00 | 29,00 | 29,00 | 31,00 | 31,00 12,50 | 12,50 | 12,50 | 12,50 | 12,50 | 12,50 | 27,00 | 27,00 | 27,00 13,50 | 13,50 | 13,50 | 30,00 | 30,00 | 30,00 | 30,00 | 30,00 | 35,00 19,00 | 19,00 | 19,00 | 24,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 37,00 | 37,00 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,00 | 2,50 | 2,50

ACQUISTATI A BORSA NERA
[Parte 2: 1944 mesi IV - XII] IV 1944 | V 1944 | VI 1944 | VII 1944 | VIII 1944 | IX 1944 | X 1944 | XI 1944 | XII 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 25,00 | 25,00 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 13,00 | 13,00 | 15,00 | 15,00 | 15,00 | 15,00 | 15,00 | 15,00 | 15,00 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 25,00 | 35,00 | 40,00 20,00 | 20,00 | 20,00 | 22,00 | 22,00 | 22,00 | 22,00 | 22,00 | 22,00 30,00 | 35,00 | 35,00 | 35,00 | 35,00 | 35,00 | 35,00 | 45,00 | 50,00 140,00 | 160,00 | 180,00 | 180,00 | 180,00 | 200,00 | 220,00 | 220,00 | 230,00 90,00 | 90,00 | 100,00 | 120,00 | 120,00 | 120,00 | 120,00 | 140,00 | 150,00 70,00 | 70,00 | 80,00 | 120,00 | 120,00 | 130,00 | 140,00 | 140,00 | 140,00 300,00 | 340,00 | 340,00 | 340,00 | 340,00 | 380,00 | 400,00 | 400,00 | 420,00 320,00 | 390,00 | 390,00 | 390,00 | 390,00 | 400,00 | 420,00 | 420,00 | 460,00 350,00 | 360,00 | 370,00 | 370,00 | 370,00 | 370,00 | 500,00 | 550,00 | 600,00 500,00 | 600,00 | 600,00 | 600,00 | 700,00 | 700,00 | 700,00 | 800,00 | 800,00 8,00 | 9,00 | 9,00 | 9,00 | 9,00 | 10,00 | 10,00 | 12,00 | 12,00 260,00 | 280,00 | 280,00 | 300,00 | 300,00 | 350,00 | 350,00 | 350,00 | 350,00 100,00 | 110,00 | 120,00 | 120,00 | 120,00 | 140,00 | 140,00 | 140,00 | 140,00 90,00 | 110,00 | 110,00 | 130,00 | 130,00 | 130,00 | 180,00 | 250,00 | 400,00 40,00 | 50,00 | 50,00 | 70,00 | 70,00 | 70,00 | 80,00 | 80,00 | 80,00 70,00 | 70,00 | 75,00 | 80,00 | 80,00 | 80,00 | 100,00 | 110,00 | 110,00 40,00 | 60,00 | 80,00 | 80,00 | 80,00 | 80,00 | 80,00 | 100,00 | 150,00 lore effettivo di questi dati era diverso a seconda lo si rapportasse alle reali condizioni di vita dei ceti agricoli, degli operai e degli impiegati, dato che solo per questi ultimi esso corrispondeva alla realtà, poiché l'indice dei salari non teneva conto di una serie di corresponsioni e di benefici indiretti e quanto alle categorie agricole è necessario tener presente che su di esse voci importanti di spesa (alimentazione, affitto, abbigliamento, trasporti) gravavano meno che sugli operai e gli impiegati, è facile rendersi conto che i piú colpiti erano questi ultimi, che venivano a costituire il ceto piú svantaggiato e frustrato. Svantaggiato economicamente, perché il frutto del suo lavoro e i suoi risparmi era completamente falciato dall'inflazione e dalla borsa nera e in genere da quella – se cosí si può dire – piú selvaggia355 che imperversava soprattutto nelle città piú grandi, dove risiedeva la maggior parte degli impiegati (mentre molti operai, un po' per diminuire i rischi connessi ai bombardamenti aerei, un po' per il minor costo della vita, vivevano nelle località circostanti e si recavano in città solo per le ore di lavoro). Frustrato moralmente nella sua autoconsiderazione, nella cultura, nella «dignità» del proprio status rispetto agli altri ceti ma anche rispetto allo Stato, dal quale si sentiva sacrificato a favore dei ceti sociali «inferiori» e insieme lasciato senza difesa né materiale né morale nei confronti del torbido mondo degli speculatori. E insistiamo sul frustrato poiché sotto il

286

米兰部分食品副食品价格一览表(续)。

自由市场公开交易购买商品
[第一部分:1942年至1944年第三季度]

品类 计量单位 1942年7月 1943年7月 1944年一季度 1944年二季度 1944年三季度
鲜鸡蛋 3.50 7.00 8.00 7.00 7.00
水产鱼类 公斤 40.00 50.00 50.00 60.00 60.00
家禽肉 公斤 40.00 70.00 100.00 120.00 130.00
兔肉 公斤 30.00 40.00 65.00 70.00 80.00
鲜蔬菜 公斤 5.00 7.00 7.00 6.00 6.00
鲜果与干果 公斤 5.50 7.50 16.00 12.00 13.00
食用醋 10.00 10.04 10.04 10.00 10.00
葡萄酒 12.00 13.00 17.00 17.00 18.00
代用咖啡等 公斤 10.00 27.50 30.00 30.00 30.00

segue Prezzi di alcuni generi alimentari a Milano.

ACQUISTATI SUL MERCATO LIBERO
[Parte 1: 1942-1944 trim. III] Genere | Unità | VII 1942 | VII 1943 | I 1944 | II 1944 | III 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Uova | cad. | 3,50 | 7,00 | 8,00 | 7,00 | 7,00 Pesce | kg | 40,00 | 50,00 | 50,00 | 60,00 | 60,00 Pollame | kg | 40,00 | 70,00 | 100,00 | 120,00 | 130,00 Coniglio | kg | 30,00 | 40,00 | 65,00 | 70,00 | 80,00 Verdura | kg | 5,00 | 7,00 | 7,00 | 6,00 | 6,00 Frutta fresca e secca | kg | 5,50 | 7,50 | 16,00 | 12,00 | 13,00 Aceto | l | 10,00 | 10,04 | 10,04 | 10,00 | 10,00 Vino | l | 12,00 | 13,00 | 17,00 | 17,00 | 18,00 Surrogati | kg | 10,00 | 27,50 | 30,00 | 30,00 | 30,00 profilo interno il sintomo piú eloquente, ma anche la causa principale della dissoluzione del tessuto connettivo della Rsi fu costituito tra le ultime settimane del 1944 e le prime del 1945 dalla progressiva e rapida presa di distanza da essa di quella parte dei ceti medi – della quale gli impiegati (in senso lato) e quelli pubblici in particolare erano la componente principale – che sino allora o l'avevano accettata per «patriottismo» o perché erano rimasti al fondo in qualche misura fascisti o in virtú della logica che «i nemici dei miei nemici sono miei amici» o non l'avevano contrastata perché bene o male vedevano in essa lo Stato, la legalità.

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在结束了这段对于透视大众政治与情感心智而言不可或缺的经济背景剖析之后,我们终于得以重新梳理收拢核心论述线索:审视绝大多数普通意大利国民大众究竟是如何亲身经历并熬过德军武装占领、萨罗伪政权以及残酷血腥内战的。
较之其他派系立场而言,那些深恶痛绝法西斯分子与德国侵略者“顽固不化”执意鏖战到底、但自身却绝不愿挺身涉险、绝不愿以加速战争终结的行动来招致自身境遇进一步恶化崩塌的人们的态度,毫无疑问构成了最为极端典型的社会常态;同样无可辩驳的是,即便在这一庞大群体内部,其具体的处世做派与演进脉络亦展现出形形色色的殊途复杂性。然而,倘若忽视或低估了这一群体——哪怕仅仅鉴于其在人口规模上所占据的绝对压倒多数——势必将使得任何试图透视1943—1945年历史活剧的努力,全盘沦为由针锋相对但同等僵化脸谱化的抵抗运动神话叙事(vulgata resistenziale)同新法西斯主义神话叙事所人为禁锢的教条模式,从而永远无法真正聚焦看清全民族历史心理演进的底层脉络——

自由市场公开交易购买商品(续)
[第二部分:1944年4月至12月各月份]

4月 5月 6月 7月 8月 9月 10月 11月 12月
7.90 8.50 9.00 9.00 9.50 12.00 14.00 16.00 16.00
60.00 60.00 60.00 60.00 60.00 70.00 70.00 110.00 120.00
130.00 130.00 135.00 140.00 150.00 160.00 200.00 220.00 240.00
90.00 90.00 90.00 90.00 90.00 100.00 115.00 115.00 120.00
6.00 6.00 8.00 8.00 7.50 10.00 12.00 12.00 15.00
13.60 25.00 20.00 14.00 15.00 21.00 21.00 25.00 25.00
12.00 12.00 12.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 42.00
18.00 18.00 18.00 18.00 25.00 30.00 40.00 50.00 60.00
10.00 10.00 30.00 32.00 32.00 32.00 40.00 40.00 39.00

十万人以上大中城市部分食品副食品平均牌价
(A栏为凭票配给价,B栏为无票市场价)。
(数据辑录自《1944—1948年意大利统计年鉴》,第368—371页)。

Chiusa la parentesi sulla situazione economica, necessaria per altro per avere un realistico quadro di quella politico-emotiva, possiamo riprendere il filo del nostro discorso sul come la maggioranza della gente visse l'occupazione tedesca, la Rsi e la guerra civile.
Rispetto ad altre, la posizione di coloro che erano ostili ai fascisti e ai tedeschi perché si «ostinavano» a continuare la guerra, ma non se la sentivano di correre personalmente rischi e di provocare un ulteriore peggioramento della propria situazione contribuendo ad accelerare la fine della guerra, costituisse la piú estrema è indubbio, cosí come è indubbio che anche al suo interno vi furono modi di viverla e sviluppi diversi. Ignorarla o sottovalutarla rende però impossibile – se non altro per la sua consistenza numerica – cercare di trarre la comprensione della vicenda del 1943-45 fuori dagli schemi – diversissimi, ma egualmente di maniera – entro i quali essa è stata rinserrata dalle contrapposte vulgate resistenziale e neofascista e, quindi, di mettere il piú possibile a fuoco le linee di fondo dell'evoluzio-

ACQUISTATI SUL MERCATO LIBERO (continuazione)
[Parte 2: 1944 mesi IV - XII] IV 1944 | V 1944 | VI 1944 | VII 1944 | VIII 1944 | IX 1944 | X 1944 | XI 1944 | XII 1944 --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- 7,90 | 8,50 | 9,00 | 9,00 | 9,50 | 12,00 | 14,00 | 16,00 | 16,00 60,00 | 60,00 | 60,00 | 60,00 | 60,00 | 70,00 | 70,00 | 110,00 | 120,00 130,00 | 130,00 | 135,00 | 140,00 | 150,00 | 160,00 | 200,00 | 220,00 | 240,00 90,00 | 90,00 | 90,00 | 90,00 | 90,00 | 100,00 | 115,00 | 115,00 | 120,00 6,00 | 6,00 | 8,00 | 8,00 | 7,50 | 10,00 | 12,00 | 12,00 | 15,00 13,60 | 25,00 | 20,00 | 14,00 | 15,00 | 21,00 | 21,00 | 25,00 | 25,00 12,00 | 12,00 | 12,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 20,00 | 42,00 18,00 | 18,00 | 18,00 | 18,00 | 25,00 | 30,00 | 40,00 | 50,00 | 60,00 10,00 | 10,00 | 30,00 | 32,00 | 32,00 | 32,00 | 40,00 | 40,00 | 39,00 Prezzi medi di alcuni generi alimentari nelle città con oltre cento mila abitanti (A con tessera, B senza tessera).
(Dati desunti dall'Annuario statistico italiano 1944-48, pp. 368-71).

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都灵:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.50 - 2.50 25 9.67 46
通心面 公斤 3.20 - 3.77 35 14.07 75
大米 公斤 2.44 - 3.71 20 10.92 35
白糖 公斤 8.66 - 14.30 135 68 9.30
橄榄油 公斤 16.47 - 30 750 100 8.60
黄油 公斤 30.87 - 43.09 340 179 600
牛肉 公斤 22.46 - 210 - 350 -
鲜牛奶 2.42 - 8 - 25 -
土豆 公斤 2.15 - 11 - 27 -
鲜鸡蛋 3.20 - 10 - 20 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 24.36 - 350 - 824 -
葡萄酒 11 - 31 - 60 -

布雷西亚:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.25 - 2.25 14 9.68 90
通心面 公斤 3.30 - 5.20 23 12.42 100
大米 公斤 2.50 - 4.39 22 12.18 42
白糖 公斤 8.85 - 14.64 170 52 590
橄榄油 公斤 14.24 - 26.49 650 110 800
黄油 公斤 26.66 - 30.03 340 153 694
牛肉 公斤 13.40 - 145 - 348 -
鲜牛奶 2.01 - 8 - 22 -
土豆 公斤 2.04 - 8 - 32 -
鲜鸡蛋 2.72 - 7 - 20 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 24.90 - 320 - 607 -
葡萄酒 9.02 - 32 - 90 -

威尼斯:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.86 - 2.86 20 9.42 47
通心面 公斤 3.16 - 4.05 22 11.74 50
大米 公斤 2.38 - 4.67 27 21.08 70
白糖 公斤 8.90 - 11.92 183 48 534
橄榄油 公斤 14.87 - 26.75 650 115 774
黄油 公斤 28.44 - 33.25 375 206 700
牛肉 公斤 19 - 123 - 328 -
鲜牛奶 2.58 - 8 - 36 -
土豆 公斤 1.80 - 13 - 22 -
鲜鸡蛋 1.90 - 10 - 21 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 25.25 - 508 - 693 -
葡萄酒 7.96 - 30 - 82 -

维罗纳:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.45 - 2.50 20 8.91 38
通心面 公斤 3.18 - 3.97 20 12.36 47
大米 公斤 2.51 - 3.67 24 16.40 53
白糖 公斤 8.89 - 13.79 120 60 635
橄榄油 公斤 14.79 - 34.60 673 115 750
黄油 公斤 26.30 - 33.50 375 151 661
牛肉 公斤 19 - 110 - 278 -
鲜牛奶 2.17 - 8 - 20 -
土豆 公斤 1.54 - 9 - 16 -
鲜鸡蛋 2 - 10 - 19 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 26.41 - 416 - 652 -
葡萄酒 7.80 - 46 - 82 -

Torino: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,50 | - | 2,50 | 25 | 9,67 | 46 Pasta alimentare | kg | 3,20 | - | 3,77 | 35 | 14,07 | 75 Riso | kg | 2,44 | - | 3,71 | 20 | 10,92 | 35 Zucchero | kg | 8,66 | - | 14,30 | 135 | 68 | 9,30 Olio d'oliva | kg | 16,47 | - | 30 | 750 | 100 | 8,60 Burro | kg | 30,87 | - | 43,09 | 340 | 179 | 600 Carne bovina | kg | 22,46 | | 210 | | 350 | Latte | l | 2,42 | | 8 | | 25 | Patate | kg | 2,15 | | 11 | | 27 | Uova | cad. | 3,20 | | 10 | | 20 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 24,36 | | 350 | | 824 | Vino | l | 11 | | 31 | | 60 |

Brescia: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,25 | - | 2,25 | 14 | 9,68 | 90 Pasta alimentare | kg | 3,30 | - | 5,20 | 23 | 12,42 | 100 Riso | kg | 2,50 | - | 4,39 | 22 | 12,18 | 42 Zucchero | kg | 8,85 | - | 14,64 | 170 | 52 | 590 Olio d'oliva | kg | 14,24 | - | 26,49 | 650 | 110 | 800 Burro | kg | 26,66 | - | 30,03 | 340 | 153 | 694 Carne bovina | kg | 13,40 | | 145 | | 348 | Latte | l | 2,01 | | 8 | | 22 | Patate | kg | 2,04 | | 8 | | 32 | Uova | cad. | 2,72 | | 7 | | 20 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 24,90 | | 320 | | 607 | Vino | l | 9,02 | | 32 | | 90 |

Venezia: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,86 | - | 2,86 | 20 | 9,42 | 47 Pasta alimentare | kg | 3,16 | - | 4,05 | 22 | 11,74 | 50 Riso | kg | 2,38 | - | 4,67 | 27 | 21,08 | 70 Zucchero | kg | 8,90 | - | 11,92 | 183 | 48 | 534 Olio d'oliva | kg | 14,87 | - | 26,75 | 650 | 115 | 774 Burro | kg | 28,44 | - | 33,25 | 375 | 206 | 700 Carne bovina | kg | 19 | | 123 | | 328 | Latte | l | 2,58 | | 8 | | 36 | Patate | kg | 1,80 | | 13 | | 22 | Uova | cad. | 1,90 | | 10 | | 21 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 25,25 | | 508 | | 693 | Vino | l | 7,96 | | 30 | | 82 |

Verona: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,45 | - | 2,50 | 20 | 8,91 | 38 Pasta alimentare | kg | 3,18 | - | 3,97 | 20 | 12,36 | 47 Riso | kg | 2,51 | - | 3,67 | 24 | 16,40 | 53 Zucchero | kg | 8,89 | - | 13,79 | 120 | 60 | 635 Olio d'oliva | kg | 14,79 | - | 34,60 | 673 | 115 | 750 Burro | kg | 26,30 | - | 33,50 | 375 | 151 | 661 Carne bovina | kg | 19 | | 110 | | 278 | Latte | l | 2,17 | | 8 | | 20 | Patate | kg | 1,54 | | 9 | | 16 | Uova | cad. | 2 | | 10 | | 19 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 26,41 | | 416 | | 652 | Vino | l | 7,80 | | 46 | | 82 |

289

米兰:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.60 - 2.72 26 10 41
通心面 3.30 - 3.82 21 12.30 68
大米 2.35 - 3.87 23 11.75 43
白糖 8.92 - 12.85 193 55 797
橄榄油 15.10 - 17.40 700 111 732
黄油 27.17 - 32.17 360 153 743
牛肉 24.14 - 180 - 287 -
鲜牛奶 2.45 - 9 - 26 -
土豆 2.28 - 10 - 29 -
鲜鸡蛋 1.89 - 11 - 21 -
调味硬干酪(帕马森) 24.60 - 320 - 761 -
葡萄酒 12.71 - 32 - 78 -

帕多瓦:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.40 - 2.50 20 10.24 35
通心面 3.17 - 3.70 20 13.60 36
大米 2.60 - 5.20 30 17.80 67
白糖 11.05 - 11.15 120 46 600
橄榄油 18.85 - 32 673 90 700
黄油 28 - 29 350 206 693
牛肉 19.45 - 100 - 278 -
鲜牛奶 2.50 - 5 - 20 -
土豆 2 - 5 - 19 -
鲜鸡蛋 1.80 - 7 - 19 -
调味硬干酪(帕马森) 24.40 - 416 - 636 -
葡萄酒 8.10 - 25 - 95 -

的里雅斯特:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.50 - 2.50 30 8.10 66
通心面 3.30 - 3.56 88 13.50 110
大米 2.48 - 4.21 75 23.36 134
白糖 9.14 - 15 180 30 746
橄榄油 14.83 - 23.87 919 73 971
黄油 28.70 - 32 700 290 946
牛肉 19.76 - 168 - 375 -
鲜牛奶 2.77 - 20 - 32 -
土豆 2.16 - 10 - 24 -
鲜鸡蛋 1.94 - 25 - 22 -
调味硬干酪(帕马森) 24.32 - 500 - 815 -
葡萄酒 12.14 - 50 - 123 -

热那亚:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.50 - 2.75 15 10.35 70
通心面 3.11 - 4.20 30 13.15 95
大米 2.41 - 4.92 28 16.50 52
白糖 8.87 - 13.50 170 62 730
橄榄油 14.90 - 28 650 100 700
黄油 28.07 - 41 400 280 770
牛肉 22.86 - 175 - 332 -
鲜牛奶 2.72 - 12 - 36 -
土豆 2.37 - 12 - 29 -
鲜鸡蛋 2 - 11 - 20 -
调味硬干酪(帕马森) 26.36 - 338 - 800 -
葡萄酒 10.06 - 21 - 65 -

Milano: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,60 | - | 2,72 | 26 | 10 | 41 Pasta alimentare | 3,30 | - | 3,82 | 21 | 12,30 | 68 Riso | 2,35 | - | 3,87 | 23 | 11,75 | 43 Zucchero | 8,92 | - | 12,85 | 193 | 55 | 797 Olio d'oliva | 15,10 | - | 17,40 | 700 | 111 | 732 Burro | 27,17 | - | 32,17 | 360 | 153 | 743 Carne bovina | 24,14 | | 180 | | 287 | Latte | 2,45 | | 9 | | 26 | Patate | 2,28 | | 10 | | 29 | Uova | 1,89 | | 11 | | 21 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 24,60 | | 320 | | 761 | Vino | 12,71 | | 32 | | 78 |

Padova: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,40 | - | 2,50 | 20 | 10,24 | 35 Pasta alimentare | 3,17 | - | 3,70 | 20 | 13,60 | 36 Riso | 2,60 | - | 5,20 | 30 | 17,80 | 67 Zucchero | 11,05 | - | 11,15 | 120 | 46 | 600 Olio d'oliva | 18,85 | - | 32 | 673 | 90 | 700 Burro | 28 | - | 29 | 350 | 206 | 693 Carne bovina | 19,45 | | 100 | | 278 | Latte | 2,50 | | 5 | | 20 | Patate | 2 | | 5 | | 19 | Uova | 1,80 | | 7 | | 19 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 24,40 | | 416 | | 636 | Vino | 8,10 | | 25 | | 95 |

Trieste: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,50 | - | 2,50 | 30 | 8,10 | 66 Pasta alimentare | 3,30 | - | 3,56 | 88 | 13,50 | 110 Riso | 2,48 | - | 4,21 | 75 | 23,36 | 134 Zucchero | 9,14 | - | 15 | 180 | 30 | 746 Olio d'oliva | 14,83 | - | 23,87 | 919 | 73 | 971 Burro | 28,70 | - | 32 | 700 | 290 | 946 Carne bovina | 19,76 | | 168 | | 375 | Latte | 2,77 | | 20 | | 32 | Patate | 2,16 | | 10 | | 24 | Uova | 1,94 | | 25 | | 22 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 24,32 | | 500 | | 815 | Vino | 12,14 | | 50 | | 123 |

Genova: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,50 | - | 2,75 | 15 | 10,35 | 70 Pasta alimentare | 3,11 | - | 4,20 | 30 | 13,15 | 95 Riso | 2,41 | - | 4,92 | 28 | 16,50 | 52 Zucchero | 8,87 | - | 13,50 | 170 | 62 | 730 Olio d'oliva | 14,90 | - | 28 | 650 | 100 | 700 Burro | 28,07 | - | 41 | 400 | 280 | 770 Carne bovina | 22,86 | | 175 | | 332 | Latte | 2,72 | | 12 | | 36 | Patate | 2,37 | | 12 | | 29 | Uova | 2 | | 11 | | 20 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 26,36 | | 338 | | 800 | Vino | 10,06 | | 21 | | 65 |

290

部分食品副食品平均牌价(续)。

拉斯佩齐亚:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.59 - 2.84 14 9.52 65
通心面 公斤 3.05 - 4.10 30 13.50 90
大米 公斤 2.25 - 3.97 30 31 60
白糖 公斤 8.40 - 14.20 135 56 720
橄榄油 公斤 14.85 - 28 600 110 630
黄油 公斤 27.30 - 32 490 280 750
牛肉 公斤 20 - 135 - 400 -
鲜牛奶 2.30 - 12 - 34 -
土豆 公斤 1.70 - 11 - 27 -
鲜鸡蛋 1.93 - 13 - 20 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 23.50 - 520 - 713 -
葡萄酒 7.71 - 40 - 70 -

博洛尼亚:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.50 - 2.85 23 10.71 40
通心面 3.12 - 3.35 30 12.15 50
大米 2.57 - 4.85 30 12.50 34
白糖 9 - 12.25 120 48 669
橄榄油 15 - 35 600 105 680
黄油 27.67 - 33 300 145 617
牛肉 21 - 110 - 353 -
鲜牛奶 2.74 - 7 - 24 -
土豆 1.80 - 10 - 25 -
鲜鸡蛋 2.60 - 10 - 21 -
调味硬干酪(帕马森) 24.10 - 320 - 656 -
葡萄酒 9.27 - 35 - 70 -

雷焦艾米利亚:

品类 计量单位 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 公斤 2.60 - 2.60 18 8.70 40
通心面 公斤 3.13 - 3.80 28 10.92 50
大米 公斤 2.45 - 3.60 32 28 82
白糖 公斤 8.80 - 12 120 41 627
橄榄油 公斤 14.98 - 31 560 110 650
黄油 公斤 26.50 - 31 300 201 623
牛肉 公斤 21 - 92 - 256 -
鲜牛奶 2.40 - 6 - 18 -
土豆 公斤 1.56 - 10 - 30 -
鲜鸡蛋 1.70 - 10 - 22 -
调味硬干酪(帕马森) 公斤 24.99 - 107 - 529 -
葡萄酒 7.20 - 24 - 52 -

segue Prezzi medi di alcuni generi alimentari.

La Spezia: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,59 | - | 2,84 | 14 | 9,52 | 65 Pasta alimentare | kg | 3,05 | - | 4,10 | 30 | 13,50 | 90 Riso | kg | 2,25 | - | 3,97 | 30 | 31 | 60 Zucchero | kg | 8,40 | - | 14,20 | 135 | 56 | 720 Olio d'oliva | kg | 14,85 | - | 28 | 600 | 110 | 630 Burro | kg | 27,30 | - | 32 | 490 | 280 | 750 Carne bovina | kg | 20 | | 135 | | 400 | Latte | l | 2,30 | | 12 | | 34 | Patate | kg | 1,70 | | 11 | | 27 | Uova | cad. | 1,93 | | 13 | | 20 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 23,50 | | 520 | | 713 | Vino | l | 7,71 | | 40 | | 70 |

Bologna: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,50 | - | 2,85 | 23 | 10,71 | 40 Pasta alimentare | 3,12 | - | 3,35 | 30 | 12,15 | 50 Riso | 2,57 | - | 4,85 | 30 | 12,50 | 34 Zucchero | 9 | - | 12,25 | 120 | 48 | 669 Olio d'oliva | 15 | - | 35 | 600 | 105 | 680 Burro | 27,67 | - | 33 | 300 | 145 | 617 Carne bovina | 21 | | 110 | | 353 | Latte | 2,74 | | 7 | | 24 | Patate | 1,80 | | 10 | | 25 | Uova | 2,60 | | 10 | | 21 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 24,10 | | 320 | | 656 | Vino | 9,27 | | 35 | | 70 |

Reggio nell'Emilia: Genere | Unità | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | kg | 2,60 | - | 2,60 | 18 | 8,70 | 40 Pasta alimentare | kg | 3,13 | - | 3,80 | 28 | 10,92 | 50 Riso | kg | 2,45 | - | 3,60 | 32 | 28 | 82 Zucchero | kg | 8,80 | - | 12 | 120 | 41 | 627 Olio d'oliva | kg | 14,98 | - | 31 | 560 | 110 | 650 Burro | kg | 26,50 | - | 31 | 300 | 201 | 623 Carne bovina | kg | 21 | | 92 | | 256 | Latte | l | 2,40 | | 6 | | 18 | Patate | kg | 1,56 | | 10 | | 30 | Uova | cad. | 1,70 | | 10 | | 22 | Formaggio da cond. (parmigiano) | kg | 24,99 | | 107 | | 529 | Vino | l | 7,20 | | 24 | | 52 |

291

费拉拉:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 1.44 - 2.50 20 9.88 40
通心面 3.15 - 3.73 20 10.36 49
大米 1.42 - 3.71 26 11.83 48
白糖 8.85 - 13.04 74 38 575
橄榄油 14.85 - 27.19 600 109 639
黄油 16.86 - 31.95 280 225 640
牛肉 18.55 - 90 - 262 -
鲜牛奶 2.92 - 8 - 17 -
土豆 1.51 - 6 - 24 -
鲜鸡蛋 1.86 - 10 - 21 -
调味硬干酪(帕马森) 26.30 - 185 - 689 -
葡萄酒 10.26 - 30 - 85 -

摩德纳:

品类 1943年 A 1943年 B 1944年 A 1944年 B 1945年 A 1945年 B
面包 2.40 - 2.40 23 8.70 39
通心面 3.16 - 3.47 30 10.92 50
大米 2.25 - 3.35 22 9.21 51
白糖 8.80 - 13.31 190 37 706
橄榄油 14.86 - 27.19 650 105 728
黄油 26.67 - 28.60 300 115 587
牛肉 18.85 - 110 - 284 -
鲜牛奶 2.16 - 6 - 21 -
土豆 1.66 - 5 - 19 -
鲜鸡蛋 1.82 - 10 - 21 -
调味硬干酪(帕马森) 23.40 - 190 - 568 -
葡萄酒 5.22 - 25 - 58 -

亦即在直至盟军攻占北方各区与战火全面平息的前夕,构成了维系广大民众最基本精神面貌的那股主流大众心态——那便是千千万万并未在“九八协定”次日被推向抵抗运动阵营、但同样亦未曾投向萨罗伪政权怀抱的普通意大利国民;而正是这样一群人,在客观上却同时为抵抗运动输送了相当规模的游击健儿,且尤为关键的是,为游击队的生存与周旋行动提供了不可或缺的社会环境与生存庇护土壤。
然而,倘若仅仅停留于这种浮泛定性是远远不够的,这将在实质上严重扭曲1943—1945年历史实态的深层平衡,并进而误导对战后数十年意大利历史演进脉络的把握。要给出一套彻底穷尽的阐析,鉴于专题学术研究的近乎完全空白、以及现存凤毛麟角论著所充斥的强烈意识形态党派偏见,势必需要铺陈一部涵盖该历史实态全套繁复维度的宏大专论——首当其冲的是其随时间推移的流变轨迹、各大防区及都会中心所沉淀的深厚地缘文化、宗教信仰与政治传统对大众心态的深层烙印,以及各社会阶层在摆脱机械化标签之后所展现出的微观社会经济特质(亦即其地缘分布、文化积淀、民俗传统与生活实态)——而这一切显然非本书篇幅所能全盘容纳。因之,在随后的篇幅中,我们仅将聚焦于若干在我们看来最有助于切实深化理解德国占领区历史实态、以及最有助于透视萨罗政权与抵抗运动各自独特现实的全局性维度。
倘若纵观德军武装占领与由此引爆的残酷内战的全过程,那些自始至终成功做到绝对超然中立、绝对不偏不倚表态站队的人群,实际上仅仅占总人口的极少数,且其具体比例因地而异。无论其内心深处的真实初衷为何,在绝大多数场合下,战事远远逾越一切预期与侥幸期盼的残酷拖延拉锯、以及内战那套非生即死的铁血逻辑,最终逼迫着哪怕对除自身生存温饱与狭隘私利之外的一切号召最充耳不闻、麻木不仁之辈,亦不得不逐步改换门庭姿态,并在绝大多数情况下,一步步向抵抗运动阵营靠拢挪步。有时,这种倒向是历经了一场对最初针对交战双方皆一概疏离拒斥态度的痛苦政治反思——正如我们前文业已指出,这一反思过程绝非一帆风顺,盖因对法西斯主义的唾弃谴责以及对萨罗政权的拒绝效忠,在很多场合下并不必然构成赞同游击队的武装流血暴动及其战后激进施政纲领的充分理由;且尤以资产阶级市民阶层为甚(尽管绝不仅限于资产阶级),深恐在政治上走错一步而招致家破人亡的惊恐戒惧,构成了极度沉重的行动枷锁;

Ferrara: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 1,44 | - | 2,50 | 20 | 9,88 | 40 Pasta alimentare | 3,15 | - | 3,73 | 20 | 10,36 | 49 Riso | 1,42 | - | 3,71 | 26 | 11,83 | 48 Zucchero | 8,85 | - | 13,04 | 74 | 38 | 575 Olio d'oliva | 14,85 | - | 27,19 | 600 | 109 | 639 Burro | 16,86 | - | 31,95 | 280 | 225 | 640 Carne bovina | 18,55 | | 90 | | 262 | Latte | 2,92 | | 8 | | 17 | Patate | 1,51 | | 6 | | 24 | Uova | 1,86 | | 10 | | 21 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 26,30 | | 185 | | 689 | Vino | 10,26 | | 30 | | 85 |

Modena: Genere | 1943 A | 1943 B | 1944 A | 1944 B | 1945 A | 1945 B --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Pane | 2,40 | - | 2,40 | 23 | 8,70 | 39 Pasta alimentare | 3,16 | - | 3,47 | 30 | 10,92 | 50 Riso | 2,25 | - | 3,35 | 22 | 9,21 | 51 Zucchero | 8,80 | - | 13,31 | 190 | 37 | 706 Olio d'oliva | 14,86 | - | 27,19 | 650 | 105 | 728 Burro | 26,67 | - | 28,60 | 300 | 115 | 587 Carne bovina | 18,85 | | 110 | | 284 | Latte | 2,16 | | 6 | | 21 | Patate | 1,66 | | 5 | | 19 | Uova | 1,82 | | 10 | | 21 | Formaggio da cond. (parmigiano) | 23,40 | | 190 | | 568 | Vino | 5,22 | | 25 | | 58 |

ne dell'atteggiamento (che costituí sino alla vigilia dell'occupazione alleata delle varie regioni e della conclusione del conflitto il maggiore elemento caratterizzante e unificante la maggioranza della popolazione) di quella massa di italiani che l'8 settembre non spinse a prendere posizione per la resistenza, ma neppure per la Rsi, ma che ciò nonostante procurò al tempo stesso alla resistenza un buon numero di combattenti e soprattutto il contesto, l'ambiente necessario a vivere e muoversi.
Limitarsi a dire questo non sarebbe però sufficiente, darebbe una idea sostanzialmente squilibrata della realtà del 1943-45 e sbagliata di quella dell'Italia nei successivi decenni. Un discorso esaustivo comporterebbe però – dati la quasi totale assenza di studi specifici e il carattere ideologico-politico dei pochi disponibili – una trattazione che affrontasse tutta una serie di aspetti e di questioni di quella realtà, in primis quelli del suo porsi e trasformarsi nel tempo, delle diverse tradizioni culturali, religiose e politiche delle varie zone e dei centri urbani che incisero su di essa e dei caratteri socio-economici dei vari ceti, considerati non schematicamente, ma anch'essi nella complessità della loro realtà particolare e cioè della loro localizzazione, cultura, tradizione e condizione di vita, e che in questa sede non è ovviamente possibile affrontare. Nelle pagine che seguono ci soffermeremo quindi solo su alcuni aspetti generali a nostro avviso piú utili per una effettiva maggiore comprensione della realtà delle regioni occupate dai tedeschi e delle particolari realtà della Rsi e della resistenza.
Se si considera l'intero periodo dell'occupazione e della guerra civile da essa innescata, coloro che col passare del tempo riuscirono realmente a non prendere assolutamente posizione furono solo una minoranza, piú o meno consistente a seconda delle situazioni locali. Quali che fossero i loro veri propositi, nella maggioranza dei casi decisivi finirono infatti per essere il protrarsi oltre tutte le previsioni e le speranze del conflitto e la logica della guerra civile che costrinsero anche molti tra i piú sordi ad ogni richiamo che non fosse quello della propria sopravvivenza e del proprio particulare a modificare via via atteggiamento e nella maggioranza dei casi, ad avvicinarsi alla resistenza. Talvolta grazie ad un processo di revisione dell'iniziale atteggiamento di estraneità rispetto ad entrambe le parti in lotta, spesso tutt'altro che facile poiché, come abbiamo già detto, il ripudio e la condanna del fascismo e il mancato consenso alla Rsi non costituivano sovente un motivo sufficiente per consentire con l'azione dei partigiani e con i loro programmi per il dopoguerra e perché, specie a livello borghese, ma non solo a questo, pesante era il condizionamento della paura di fare passi

292

食品副食品成本及其相对价格指数。

实际支出开销(里拉):凭票配给购买商品 | 自由市场公开购买商品 | 黑市非法购买商品 | 合计支出 || 相对价格指数:凭票配给商品 | 自由市场商品 | 黑市商品

年月 凭票支出 自由市支出 黑市支出 合计支出 凭票指数 自由市指数 黑市指数
1943年7月 48.60 264.85 375.95 689.40 107 163 195
1944年1月 50.75 337.00 462.75 850.50 112 183 179
2月 31.05 399.00 301.75 882.40 114 178 198
3月 97.40 353.90 355.00 806.30 139 191 245
4月 58.45 365.90 591.50 1015.85 100 198 250
5月 98.45 184.90 850.50 1133.85 140 250 252
6月 68.55 338.40 685.00 1081.95 140 185 265
7月 61.35 395.50 718.00 1174.85 146 216 278
8月 62.25 424.00 723.00 1209.25 148 239 280
9月 62.95 542.00 776.50 1381.45 149 308 320
10月 72.95 610.50 850.50 1533.95 172 358 327
11月 80.10 688.50 896.00 1664.60 173 373 347
12月 88.80 803.30 949.50 1841.60 197 435 368
月均值 63.70 467.35 697.05 1228.10 141 253 270

在谨小慎微中深恐走错一步棋356;而在更多、更为普遍的场合下,这种向抵抗运动的靠拢,纯粹是出于赤裸裸的现实势利算计(opportunità)。在此必须强调:是出于现实势利算计,而非道德层面的所谓“机会主义”(opportunismo)——因为尽管这种心态转变随着外部局势的起伏动荡屡屡发生进一步的反复倒退,但在绝大多数情形下,简单粗暴地扣上一顶“机会主义”的大帽子,不仅在历史学上过于严苛,且尤为关键的是过于轻率肤浅;它未能充分体察那个特殊历史关头的残酷惨烈、未能体察“九八协定”所引爆的全民族空前道德精神总危机;因而根本无法洞悉:鉴于起步阶段那套极其绝望的初始心理实态,此类在外部大势逼迫下的所谓“历史抉择”,在当事人眼中大体皆不过是纯粹的万不得已的被迫求生之举,支配其抉择的动机绝非自觉清醒地去谋取何种特定的政治红利或功名富贵,而纯粹是极力挣脱一种过于窒息沉重且凶险莫测的绝境(哪怕仅仅是在时间上将其稍微向后推迟片刻),是试图通过向在当时特定局势下看似构成了“较小之恶”的一方挪步靠近,好让自己的日子勉强过得下去一些。直至在某一时刻如梦初醒,痛苦发现自己宛如一脚踩进了残酷的兽夹陷阱之中,哪怕主动表态倒向交战某一方亦根本无法获得真正的解脱保全,因为所必须支付的代价是何等惨烈高昂,

Costo dei generi alimentari e relativi indici.

Spese sostenute (lire): generi acquistati con tessera | generi acquistati al mercato libero | generi acquistati alla borsa nera | totale || Numero indici: generi acquistati con tessera | generi acquistati al mercato libero | generi acquistati alla borsa nera --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- 1943 Luglio | 48,60 | 264,85 | 375,95 | 689,40 || 107 | 163 | 195 1944 Gennaio | 50,75 | 337,00 | 462,75 | 850,50 || 112 | 183 | 179 Febbraio | 31,05 | 399,00 | 301,75 | 882,40 || 114 | 178 | 198 Marzo | 97,40 | 353,90 | 355,00 | 806,30 || 139 | 191 | 245 Aprile | 58,45 | 365,90 | 591,50 | 1015,85 || 100 | 198 | 250 Maggio | 98,45 | 184,90 | 850,50 | 1133,85 || 140 | 250 | 252 Giugno | 68,55 | 338,40 | 685,00 | 1081,95 || 140 | 185 | 265 Luglio | 61,35 | 395,50 | 718,00 | 1174,85 || 146 | 216 | 278 Agosto | 62,25 | 424,00 | 723,00 | 1209,25 || 148 | 239 | 280 Settembre | 62,95 | 542,00 | 776,50 | 1381,45 || 149 | 308 | 320 Ottobre | 72,95 | 610,50 | 850,50 | 1533,95 || 172 | 358 | 327 Novembre | 80,10 | 688,50 | 896,00 | 1664,60 || 173 | 373 | 347 Dicembre | 88,80 | 803,30 | 949,50 | 1841,60 || 197 | 435 | 368 Media mensile | 63,70 | 467,35 | 697,05 | 1228,10 || 141 | 253 | 270 falsi356; in altri e piú numerosi casi per mera opportunità. Per mera opportunità, non per opportunismo, ché – nonostante certi mutamenti di atteggiamento fossero talvolta oggetto, col mutare delle circostanze, di ulteriori ripensamenti – parlare tout court di opportunismo ci pare nella maggioranza dei casi eccessivo e soprattutto troppo semplicistico, un non tenere sufficientemente conto della particolarità del momento e della crisi morale provocata dall'8 settembre e, dunque, non comprendere che – data la condizione psicologica di partenza – le «scelte» di questo tipo furono vissute generalmente come mere necessità, come dettate cioè dal desiderio non di conseguire consapevolmente determinati vantaggi e benefici, ma piuttosto di sottrarsi ad una situazione troppo pesante e rischiosa (se non addirittura di allontanarla solo nel tempo), di renderla piú vivibile, avvicinandosi a chi, rispetto alla particolare situazione del momento, sembrava costituire il minore dei mali. Salvo, ad un certo punto, ricredersi e sentirsi come presi in una tagliola dalla quale non era possibile liberarsi veramente neppure schierandosi con una delle parti in lotta, ché il prezzo da pagare era troppo

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1944年食品副食品消费价格走势图。
[折线图生动展示了1944年各月份物价指数演变走势:凭票配给商品(从107点飙升至197点),自由市场商品(从163点暴涨至435点),黑市非法交易商品(从179点狂飙至368点)]。

而原本指望觅得的庇护之伞,在残酷的现实面前又是何等虚无缥缈、靠不住!因此,归根结底,倘若最终死心塌地倒向萨罗共和国阵营者终究只是极少数孤家寡人,那么以某种形式切实投身于抵抗运动阵营者,其人数尽管显著更为庞大,却同样远远少于抵抗运动官方宣传修辞神话所极力粉饰塑造的规模;而在两者之间构成全社会绝对多数的,自始至终——我们在此使用的绝非一个含混抽象的概念,而是一个具备高度精准内涵的科学术语357——乃是一片辽阔无垠的、由在交战双方夹缝中挣扎求生的千百万普通大众所构成的庞大“灰色地带”;

Andamento dei prezzi al consumo dei generi alimentari nel 1944.
[Grafico a linee che illustra l'andamento dei numeri indici dei prezzi mensili nel 1944: Generi acquistati con tessera (da 107 a 197), Generi acquistati al mercato libero (da 163 a 435), Generi acquistati alla borsa nera (da 179 a 368)]. alto e la protezione che si era sperato di trovare troppo aleatoria. Sicché, in definitiva, se coloro che finirono per schierarsi con la Rsi furono pochi, quelli che effettivamente si schierarono in un modo o in un altro con la resistenza, pur essendo piú numerosi, furono meno di quanti la retorica resistenziale ha voluto far apparire, mentre a costituire la maggioranza fu sino alla fine – e cosí dicendo non usiamo un termine di riferimento generico, ma ben preciso357 – una grande zona grigia composta da coloro che si

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欧洲战场的宏观战局走势以及游击队运动在组织和战役层面的全面复苏复兴(维罗纳,4月13日密报:“随着春季的深入与军事总局势的急转直下恶化,伴随着法外土匪支队的大规模重整旗鼓,反民族政治阴谋活动正在迅速褪去在严冬腊月里所维持的遮遮掩掩与零星偶发状态,转而呈现出极其坚决嚣张的进攻姿态,完全可能在不久的将来直接引爆公开的武装进攻”),不仅强力驱使着那些此前早已敌视萨罗共和国、但迟迟未曾公开选边站队的人士毅然决然倒向抵抗运动(萨沃纳,4月19日密报:“绝大多数国民群众将萨罗政权视作战争拖延不绝的唯一罪魁祸首,持续秉持着对政府的极端敌视态度,同时不可逆转地日益全面倒向法外之徒的阵营,不择手段向其提供一切可能的支援”),而且同样裹挟了大量此前始终作壁上观、消极观望、甚至曾对游击队深怀戒心猜忌与敌意的普通市民。在促成这一历史倒戈中发挥了不可忽视分量(尽管除威尼托大区可能属于例外之外,大体上或许算不上绝对决定性力量)的,乃是天主教神职教士阶层对待萨罗伪政权所采取的‘阴险’且‘极富杀伤力’的暗中拆台排斥姿态,以及游击队在敌后大搞‘自筹资金’与暴力强行征发的恶性现象在一定程度上的显著收敛(尽管这一收敛绝非遍及所有角落,例如来自松德里奥4月8日的密报便指出:“面对土匪匪帮在地方的猖獗肆虐,上瓦尔泰利纳若干城镇村落的民众似乎迎来了某种幻灭与悔悟,鉴于自身私有财产已荡然无存得不到任何起码的尊重,民众陷入了极度的恐慌焦虑之中。确凿情报证实,大批此前对国家共和安全警卫队政权退避三舍的私有业主,此刻竟主动叩开宪兵军营的大门哭求保护与弹压”)。
然而,亦有极大多数平民依然死死抱持着消极顺从与观望待变的甲壳态度,且这种待变心智普遍伴随着一种深沉的集体恐慌——深恐所谓的‘光复解放’(克雷莫纳,4月8日密报:“昔日不久前曾遍布街巷的对于所谓‘解放者’的热切欢呼期盼氛围,如今早已荡然无存、踪迹全无”)势必将随之引爆惨烈的阶级社会大动乱与血腥私刑暴力(科莫,4月9日密报:“即便那些翘首企盼英国大军开抵之人亦深陷惶惶不可终日之中。他们深恐大军‘交接换防的瞬间’,会给自己的人身与家财带来灭顶之灾”);或更甚者,深恐引来铁托游击兵团乃至苏联红军的铁蹄长驱直入大入侵,从而为共产党人在本土强权夺位提供靠山(威尼斯,4月17日密报:“当前最令全城胆战心惊的核心焦点,乃是苏联红军在奥地利战场的突飞猛进,及其行将越过边界直扑我境的恐怖前景,尤其是布尔什维克血洗全境的直接威胁”;科莫,4月21日密报:“无论是法西斯党徒还是非党群众,所有人皆对铁托麾下共产党武装可能发起的大举入侵吓得魂飞魄散。客观事实是,全局局势彻底陷入了一种令人神经彻底崩溃的极度焦虑待变之中,所有人皆在绝望打听一旦遭遇外敌入侵,意大利同胞将面临何种凄凉灭顶命运”)。
除却都灵等极少数工业重镇因阶级搏杀而杀气腾腾之外,在北方绝大多数核心大都会中,日常生活在表面上依然显得‘平静如常、波澜不惊’(威尼斯,4月17日),各大咖啡馆、电影院、交谊舞厅人头攒动、座无虚席(帕多瓦,4月18日密报:“消遣娱乐始终受到狂热追捧,年轻一代尤甚;大众似乎竭力要将敌军空袭与大战浩劫每日所造成的惨重死伤与流血浩劫全数遗忘脑后”)。而这一切表象,是在没有任何人——哪怕在法西斯内部,越来越多深恐‘猝然大崩盘’(瓦雷泽,4月18日)的党徒亦概莫能外——对大战的迫近终局与萨罗政权的行将覆亡还存有分毫怀疑的背景下上演的。“苏联红军与英美盟军的辉煌大捷、以及德军彻底未曾亮出任何足以扭转两军均势的秘密王牌武器,驱使公众舆论彻底确信德意志帝国的败亡已成定局”,来自拉斯佩齐亚4月19日的密报如是断言;而在北方各省国家共和安全警卫队司令部的通报中,人们皆可读到如出一辙的相同定论。哪怕是昔日那些曾对德意志‘秘密超级武器’深信不疑并寄托无限翻盘幻想的‘正人君子们’,如今亦不再抱有任何侥幸幻想(维琴察,4月11日密报:“关于敌军主力即将在波河平原掀起排山倒海大攻势的流言、英美大军在西线的狂飙突进、以及苏军兵临维也纳城下,彻底击碎了无数虚妄的期盼,逼得最后一批乐观分子的叫嚣彻底闭嘴”;帕多瓦,4月18日密报:“广大民众连同众多亲法西斯骨干,如今皆彻底认清了德国败亡的宿命。人们以极其辛辣的冷嘲热讽,重温数月前官方宣传大肆吹嘘的关于‘新式秘密武器’与‘喷气式截击机群将彻底扭转战局走向’的滑稽谎言”)。在这一全线蔓延的绝望信任危机之下,一切以‘爱国主义’为号召的动员口号皆如泥牛入海,甚至单单因为其出自法西斯之口,便立即遭到全社会的鄙夷唾弃与‘恶毒的曲解嘲弄’(特雷维索,4月7日)。

L'andamento generale della guerra in Europa e la ripresa organizzativa e attivistica del movimento partigiano (Verona, 13 aprile: «Con l'inoltrarsi della primavera e l'aggravarsi della situazione militare, l'attività politico-antinazionale, concomitante con gli sforzi riorganizzativi delle bande dei fuori legge, va perdendo il carattere velato e saltuario, mantenuto durante l'inverno, e assume invece atteggiamenti decisi che possono sfociare, in un non lontano avvenire, in atti di aperta aggressività») spingevano ad avvicinarsi alla resistenza non solo coloro che già erano ostili alla Rsi, ma che sino allora non si erano apertamente schierati con essa (Savona, 19 aprile: «La maggior parte del popolo, vedendo nel Regime la causa unica della continuazione del conflitto, seguita nel suo atteggiamento ostile al governo, mentre si orienta sempre piú verso il movimento dei fuori legge, aiutandolo con tutti i mezzi»), ma anche molti di coloro che si erano mantenuti in una posizione di disimpegno e di attesa e che, addirittura, avevano sospetti e ostilità nei confronti della resistenza. Un certo peso – probabilmente non decisivo però, salvo forse nel Veneto – nel determinare questo avvicinamento avevano l'atteggiamento «subdolo» e «deleterio» del clero verso la Rsi e una certa diminuzione (non dovunque però, ché, per esempio, da Sondrio l'8 aprile veniva riferito: «Di fronte al dilagare del brigantaggio la popolazione di alcune località dell'alta Valtellina sembra avere avuto qualche resipiscenza e appare fortemente preoccupata di fronte al fatto che la proprietà non viene piú minimamente rispettata. Risulta infatti che dei privati, sin qui schivi dal riconoscere autorità alla G.N.R., si siano rivolti ai presidi chiedendo aiuti») degli «autofinanziamenti» e delle requisizioni forzose da parte dei partigiani.
Molti altri continuavano però in un atteggiamento di passività e di attesa, non disgiunta, questa, da un diffuso timore che la «liberazione» (Cremona, 8 aprile: «non è piú palese quello stato di gioiosa attesa per i "liberatori", che era manifesto in tempi non lontani») portasse con sé torbidi e violenze sociali (Como, 9 aprile: «Anche coloro che attendevano gli inglesi sono preoccupati. Temono il "momento del passaggio", per loro e per i loro beni») o, peggio, una invasione titina e persino russa dalla quale i comunisti avrebbero tratto sostegno (Venezia, 17 aprile: «Ciò che piú preoccupa è l'avanzata russa in Austria e quindi, eventualmente, verso i nostri confini, particolarmente per la minaccia dell'invadenza bolscevica»; Como, 21 aprile: «Tutti, fascisti e non fascisti, paventano una eventuale invasione delle bande comuniste di Tito. Sta di fatto che la situazione presenta in tutto una forma di snervante attesa per sapere che sorte sarà riservata agli italiani in caso d'invasione»).
A parte Torino, dove l'atmosfera era piú tesa, in quasi tutte le città maggiori la vita si svolgeva apparentemente «tranquilla e serena» (Venezia, 17 aprile), i caffè, i cinema, le sale da ballo erano affollati (Padova, 18 aprile: «Lo svago è sempre ricercato, specie dai giovani; la massa è portata a voler ignorare i lutti e le perdite inflitti giornalmente dalle incursioni aeree nemiche e della guerra in genere»). E questo sebbene nessuno, neppure tra i fascisti, che sempre piú numerosi temevano «un crollo improvviso» (Varese, 18 aprile), avesse piú dubbi sull'imminente fine del conflitto e del regime repubblicano. «I successi delle armate russe e anglo-americane, il mancato impiego di armi nuove, atte a ristabilire l'equilibrio delle forze belligeranti, orientano l'opinione pubblica verso la convinzione della imminente disfatta germanica» veniva riferito da La Spezia il 19 aprile e in termini pressoché analoghi si esprimevano tutti gli altri comandi della Gnr. Anche i «benpensanti», che avevano creduto nelle «armi segrete» tedesche e riposto fiduciosi in esse le loro speranze, non si facevano piú illusioni (Vicenza, 11 aprile: «Le voci di una imminente grande offensiva da parte del nemico nella Valle Padana, l'avanzata degli anglo-americani sul fronte occidentale e la pressione russa verso Vienna hanno portato un crollo a tante speranze e fatto tacere le ultime voci ottimiste»; Padova, 18 aprile: «La massa, e con essa numerosi elementi filofascisti, è convinta ormai dell'imminente caduta della Germania. Con ironia vengono ricordate le assicurazioni circa le "nuove armi" ed i famosi aerei a reazione, destinati a sconvolgere, secondo la propaganda di alcuni mesi fa, l'andamento della guerra»). In questo clima di crescente sfiducia, ogni richiamo di tipo «patriottico» cadeva nel nulla, se, addirittura, non era squalificato e «criminosamente equivocato» per il solo fatto di provenire dai fascisti (Treviso, 7 aprile).

295

在此危局之下,正当游击队运动以肉眼可见的速度与日俱增壮大扩张(亚历山德里亚,4月10日密报:“各大支队已全线重组满员,军火充沛,深受民间攻守同盟默契保护,编制严整,纪律森严,肩负明晰战术使命,并以钟表般的数学精确度坚决执行,展现出其组织体系所达到的极高成熟度”),大肆成倍拓殖袭扰破袭行动并将其对地理防区的实际控制权无限延伸之际(摩德纳,4月9日密报:“在若干防区,土匪武装早已处于绝对独霸掌控地位……当地民众要么由于在思想上同其声气相求,要么由于深恐自身人身与家财遭受报复,皆唯法外之徒的马首是瞻、对其政令言听计从”);在民间陷入空前孤立绝境的萨罗共和武装力量(摩德纳,4月9日密报:“我军部队针对法外分子的任何反击自卫行动,皆被民众千夫所指斥为‘反人类暴行’。反法西斯狂潮正在漫山遍野地恶性泛滥,以至于人们完全可以毫不夸张地断言:全民族几乎全体百姓……皆在同仇敌忾反抗我们这个被他们视作残酷压迫机器的政权”),已不可遏止地暴露出军心彻底瓦解涣散的征兆(亚历山德里亚,4月10日密报:“正规陆军部队全线匮乏起码的进攻侵略性斗志;全体官兵骨子里皆昭然若揭地被自保苟活的原始本能所主宰,以至于一旦在行军中遭遇土匪突袭,官兵们往往不加任何抵抗便束手就擒”;韦尔切利,4月21日密报:“大体而言,正规陆军完全生存在一种消极怠工、静观时局演变的心态深渊之中……鉴于人们普遍预料战争将在短时间内以盟军大获全胜而告终,对于所有人而言,最切实际的生存哲学唯有消极混日子,绝不出头露面,绝不引火烧身。官兵的志愿献身精神与战斗意志彻底归零”;科莫,4月21日密报:“部队士气表面上尚称良好,但人们普遍深恐倘若明日战局进一步全线恶化、勒令官兵开拔开赴前线交火之际,大面积的哗变逃亡势必将在转瞬间全线引爆”);而前线成建制官兵开小差逃亡、乃至整连整排倒戈倒向游击队编制的丑闻,更是变得司空见惯、屡见不鲜(松德里奥,4月8日;萨沃纳与拉斯佩齐亚,4月19日)。

话虽如此,却必须再次以最大的历史清醒指出:死死压倒一切、并深刻形塑了广大民众根本态度的主轴,乃是深沉的“惊恐慌乱”与“油尽灯枯的极度疲惫”;是对战争能够以最快速度落幕、从而一举终结大轰炸与物流断绝折磨的急迫渴盼,以及对在“光复解放”瞬间及其后续岁月里可能降临的浩劫所抱持的“至暗悲观绝望”;然而归根结底,压在所有人胸口最窒息沉重的巨石,乃是基本生活必需品(往往只能在地下黑市觅得踪迹)价格不可遏止的疯狂暴涨,并由此导致工薪收入与飞涨物价之间悬殊裂痕的恶性拉大,使得中下层阶级、首当其冲是国家机关广大公务员公职人员的日常生计陷入了水深火热的赤贫绝境(亚历山德里亚,4月10日密报:“经济大局对于大农场主和富豪农业生产大户而言始终极其有利,他们通过公然拒缴公粮囤积居奇大发横财;但对于广大打工劳动者、尤其是对于机关职员群体而言,局势堪称万劫不复的惨绝人寰,因为即便市场上偶或能见到生活物资,其天文数字般的牌价对于这些阶层而言亦绝对属于不可企及的非分之想”)。这才是日复一日死死折磨着绝大多数普通大众灵魂深处的核心首要病灶,且正是这一病灶彻底定型了大众的政治取向。在这一严酷的生存命脉面前,其余一切宏大政治宏旨皆退化得一文不值(科莫,4月9日密报:“老百姓的身心已被残酷战火与口粮给养匮乏彻底榨干透支;其余一切事务皆被抛到了九霄云外……”;米兰,4月13日密报:“眼下最压倒一切的狂热执念,唯有把自身这副皮囊完好无损地拖过战壕街垒……”)。正如墨索里尼所深刻刻画的那样,千百万普通民众正是以这样一种“顺从认命的宿命论”(rassegnato fatalismo)心态358,在交战各方你死我活的夹缝中苦苦挣扎求生;且后人根本无法从社会阶级属性上去对其横加标签甄别,因为这种心态毫无例外地普遍充斥于所有社会阶级之中——即便不管历史神话如何大肆吹嘘,产业工人阶层亦概莫能外359;而倘若这种自保心智在某些特定阶层中展现得尤为刺目浓烈,那也完全是由于特定地缘环境乃至偶发历史机缘的制约所致,首当其冲取决于不同阶层在劳动组织架构、社会生活形态以及人际交往网络中所身处的具体客观境遇。在这一维度上,产业工人、尤其是特大工矿企业厂矿车间工人的历史做派,堪称最具代表性的解剖标本——相较于其他任何社会阶级,他们无疑是承受外部政治动员高压最为直接猛烈的群体。

In questa situazione, mentre il movimento partigiano di giorno in giorno si rafforzava (Alessandria, 10 aprile: «le bande si sono ricostituite numerose, bene armate, protette dall'omertà delle popolazioni, bene inquadrate, disciplinate, con compiti precisi, che eseguono con matematica regolarità, dimostrando la perfezione raggiunta dalla loro organizzazione»), moltiplicava le azioni ed estendeva il suo controllo del territorio (Modena, 9 aprile: «Il banditismo, in alcune zone, domina incontrastato... La popolazione, o perché la pensa come loro, o perché teme per la propria incolumità fisica, nonché dei propri averi, esegue gli ordini dei fuori legge»), le forze repubblicane, sempre piú isolate nel paese (Modena, 9 aprile: «La reazione dei nostri reparti di fronte all'attività dei fuori legge viene considerata "atrocità". L'antifascismo va sempre piú dilagando sí che si può dire, senza tema di esagerare, che quasi tutto il popolo... è contro di noi che rappresentiamo un regime dal quale esso si considera oppresso»), mostravano chiari segni di cominciare a sfaldarsi (Alessandria, 10 aprile: «Nei reparti dell'Esercito manca lo spirito di aggressività; permane in tutti i componenti troppo evidente l'istinto della conservazione, cosicché, quando capita, i militari si lasciano catturare dai banditi senza reagire»; Vercelli, 21 aprile: «L'Esercito, in genere, vive sempre passivamente ed in attesa del delinearsi degli avvenimenti... La previsione che la guerra debba terminare presto e con la vittoria degli alleati, è positivo per tutti vivere passivamente, senza mettersi in vista e senza compromettersi. Il volontarismo ed il desiderio di combattere è nullo»; Como, 21 aprile: «Il morale delle truppe si mantiene abbastanza buono, però si teme che se in un domani la situazione generale militare dovesse vieppiú peggiorare, con l'invio di soldati al combattimento, si verificherebbero molti casi di defezione») e i casi di diserzione e di passaggio nelle formazioni partigiane si facevano sempre piú frequenti (Sondrio, 8 aprile; Savona e La Spezia, 19 aprile).

Detto questo, va però anche detto che ciò che prevaleva su tutto e caratterizzava l'atteggiamento di larga parte della popolazione erano lo «sgomento» e la «stanchezza», il desiderio sempre piú vivo che la guerra finisse al piú presto, e con essa i bombardamenti e la precarietà dei trasporti, e un «nero pessimismo» a proposito di ciò che sarebbe potuto avvenire al momento della «liberazione» e dopo; ma soprattutto il peso ormai insostenibile del sempre crescente costo dei generi di prima necessità (spesso reperibili solo al mercato nero) e, dunque, del sempre piú forte squilibrio tra stipendi e costo della vita che rendeva ogni giorno di piú difficile la vita dei ceti medi e bassi, in particolare degli impiegati pubblici (Alessandria, 10 aprile: «La situazione economica è sempre favorevole per gli agricoltori e per i grandi produttori che hanno realizzato lauti guadagni non conferendo i prodotti [agli ammassi], ma per il lavoratore in genere, per gli impiegati in ispecie, la situazione è critica perché, se pure qualche volta i prodotti arrivano sul mercato, i prezzi sono proibitivi per queste categorie»). Questo era il problema che piú assillava la gran maggioranza della gente e ne determinava essenzialmente l'atteggiamento. Di fronte ad esso tutto diventava secondario (Como, 9 aprile: «La popolazione è troppo presa dal fattore guerra e dai disagi dell'alimentazione; tutto il resto passa in seconda linea...») e senza valore (Milano, 13 aprile: «La maggior preoccupazione è oggi quella di portare la pelle al di là della barricata...»). sforzavano di sopravvivere tra gli uni e gli altri, per dirla con Mussolini, con «rassegnato fatalismo»358 e che è impossibile qualificare socialmente poiché era espressa da tutti indistintamente i ceti, compresi, checché sia stato spesso sostenuto, quelli operai359, e se appare piú consistente rispetto ad alcuni di essi è solo a causa dell'incidenza di particolari circostanze, locali e talvolta persino contingenti, e soprattutto delle caratteristiche dell'organizzazione del lavoro, della vita sociale e dei rapporti interpersonali dei vari ceti. Tipico è in questo senso il caso degli operai e in particolare di quelli di fabbrica, certo i piú esposti rispetto a tutti gli altri alle pressioni politiche esterne.

296–299

就在4月25日总起义爆发前夕两个月余,皮佐尼极欲告诫盟国切莫过分高估游击队运动的政治动员能量、切莫对德军覆灭后的局势怀抱过分的神经质恐慌,曾在一封致瑞士特别行动执行处负责人的密信中直言不讳指出:“某一特定阶级”——即工人阶级——内部“仅仅有极少数先锋分子在政治上真正积极卷入”了抵抗大业,而广大群众骨子里则是“麻木冷漠、未受政治教化且充满戒备猜忌的”360。这番断语尽管冷酷刺耳,却无比精准地定格了一幅长期以来屡屡被闪烁其词的修辞所刻意掩盖、乃至被全盘抹杀否认的冰冷历史全貌:甚至连产业工人阶层本身,在面对大众普遍的冷漠自保心态时亦绝非例外特例!
诚然,工人阶级确实在战场上淬炼出了一支——用塞基亚(在所有抵抗领袖中,塞基亚在此问题上或许是闪烁其词最少的一位)的话来说——浴血拼杀、绝不吝惜自身热血牺牲的无畏“先锋队”;然而在先锋队身旁,工人阶级却同样孕育出了一支庞大的(塞基亚并未给出具体量化比例,但无数确凿史料证明即便在各大核心工业都会中该群体亦占据绝对压倒多数)“更为落后、觉悟不高、对政治毫无兴趣,唯求誓死捍卫自身生存权利”的工人群体361。这一庞大的工人群体,在巴多格里奥执政的四十五天期间,当全社会的普遍希冀乃是大战即将落幕之时,曾满腔热血走上街头游行示威;然而一旦遭遇停战后德军的雷霆铁血反扑,他们却绝未作好同德军与法西斯刀兵相向的战斗准备,反倒陷入了近乎全盘瘫痪麻木的沉寂之中(在9月下旬一份关于皮埃蒙特及都灵局势的共产党绝密报告中直白写道:“然而这些群众是极度消极被动的,全社会彻底匮乏一种同德寇和法西斯决一死战的‘战时’决战氛围”362);而倘若这批工人曾涌入被遗弃的军火军需仓库参与打砸哄抢,其动机亦仅仅是为了抢夺囤积的口粮被服,而绝非为了武装抢夺枪械弹药。在此后的岁月里,他们倘若起而行动,其驱动力实质上绝非源自崇高的政治理念动员或地下秘密反法西斯组织的振臂一呼(这些地下机关大体上对车间工人的真实生活窘境与深层精神心智两眼一抹黑、知之甚少363),而完全是自发为了谋求工钱改善待遇、为了保卫自身的饭碗工位免遭盟军空袭炸毁后的大裁员以及防范车间母机被拆运往德国本土;为此他们随时准备同德军军官乃至法西斯官僚面对面讨价还价,并不惜利用那些或多或少受法西斯直接操纵、而遭共产党人誓死敌视抵制的厂内内部劳资委员会(commissioni interne)来维护自身阶级利益364。这一冷酷实态不仅在工运秘密活动尚属微弱稚嫩、且根本无力准确把握工人大众真实心态脉搏的抗战最初数月里暴露无遗(1943年11月至12月席卷都灵、热那亚与米兰的大罢工波折便极具指标性意味365);在随后岁月里同样屡见不鲜——彼时地下工运组织、首当其冲是共产党人(在共产党眼中,正如博卡所精辟洞察的那样366,‘执掌并领导全盘劳工总决战’乃是坐实意共‘在抵抗运动中绝对领导权’不可或缺的核心命门),早已极大强化了自身在厂矿的组织细胞存在,并深切领会到:要想在‘最为落后’的工人群众中打开缺口,并同时强行粉碎其他友党对将罢工实施公开政治化的抵触阻挠367,唯一的法门唯有将经济改善诉求同政治动员宣传天衣无缝地死死嫁接捆绑在一起。沿着这条斗争路径,共产党人——他们无疑是车间工人中最具存在感与战斗力的中流砥柱——凭借1944年3月的大罢工狂潮368,确实斩获了极其辉煌的政治战果(尤其在重塑北意大利民族解放委员会内部各大党派力量对比、以及在以往对意共退避三舍或不加区分的社会阶层中树立起了极高崇高声望),并极大地拓殖了自己在劳工阶层中的同情与基本盘底蕴。然而,他们却自始至终未能真正从根本上撼动并改造工人大众底层的消极自保心态369;更遑论在工农两大阶级斗争之间搭建起任何名副其实的战略呼应纽带,甚至根本无力将农民游击战火拓殖延展至传统老区(主要在艾米利亚根据地)之外的辽阔乡村;最后,他们同样彻底未能成功将群众性总罢工转化为全面引爆游击运动与武装起义的战略冲锋号飞轮。

Poco piú di due mesi prima del 25 aprile Pizzoni, volendo mettere in guardia gli Alleati dal sopravvalutare l'importanza politica del movimento partigiano e dal nutrire eccessive preoccupazioni per ciò che sarebbe accaduto dopo il crollo tedesco, avrebbe scritto ai responsabili del Soe in Svizzera che «soltanto una minoranza di una determinata classe» – quella operaia – era «interessata» politicamente alla resistenza, mentre la massa era «apatica, ineducata e sospettosa»360. Nella sua drasticità questa affermazione fotografa perfettamente una realtà troppe volte nascosta dietro giri di parole o negata tout court: neppure gli operai fecero eccezione a quello che fu l'atteggiamento della gran maggioranza della gente.
Anche gli operai misero in campo – per dirla con Secchia, tra i protagonisti della resistenza forse il meno reticente in proposito – una loro «avanguardia» che si batté senza risparmio, ma espressero però anche «una parte» (che Secchia non quantifica, ma che numerosi indizi fanno capire fosse maggioritaria anche nei grandi centri industriali) «piú arretrata, meno progredita, che non s'interessava di politica, ma voleva difendere il proprio diritto alla vita»361. Una «parte» che, se durante i quarantacinque giorni del governo Badoglio, allorché la grande speranza era la fine della guerra, si era agitata ed era scesa in piazza, di fronte alla reazione tedesca all'armistizio non si dispose affatto a combattere i tedeschi e i fascisti, rimase pressoché inerte (in un documento comunista sulla situazione in Piemonte e a Torino in particolare della fine di settembre si legge: «queste masse sono però passive, manca l'atmosfera di "guerra", di lotta contro i tedeschi e i fascisti»362) e se, per esempio, partecipò ai saccheggi dei depositi militari abbandonati fu per impossessarsi non delle armi ma dei viveri e del vestiario immagazzinativi. E successivamente, se si mosse, fu essenzialmente non per suggestioni politiche o delle organizzazioni clandestine antifasciste (che in genere conoscevano ben poco le condizioni di vita e lo stato d'animo degli operai di fabbrica363) ma autonomamente per rivendicare miglioramenti salariali e difendere le proprie possibilità di lavoro contro la minaccia di licenziamenti, di chiusura dei reparti danneggiati dai bombardamenti alleati e del loro trasferimento in Germania; pronta a trattare anche con i tedeschi e i fascisti e a servirsi delle commissioni interne, piú o meno controllate da questi ultimi e accanitamente combattute dai comunisti364. E questo non solo nei primi mesi, quando l'attività sindacale clandestina era ancora scarsa e impreparata a cogliere l'effettivo stato d'animo della massa operaia (significativa è la vicenda degli scioperi del novembre-dicembre 1943 a Torino, Genova e Milano365), ma anche dopo, quando le organizzazioni clandestine e in primis quella comunista – per la quale, come giustamente ha osservato Bocca366, «guidare la grande battaglia del lavoro» era indispensabile per affermare il «primato resistenziale» del Pci – avevano ormai rafforzato la propria presenza e comprese la necessità, per far breccia nella massa operaia «piú arretrata» e superare al tempo stesso le resistenze degli altri partiti ad un'aperta politicizzazione degli scioperi367, di saldare insieme rivendicazioni economiche e agitazione politica. Su questa strada i comunisti – certo i piú presenti ed attivi tra gli operai – non mancarono di cogliere, specie con lo sciopero generale del marzo 1944368, notevoli successi politici (soprattutto per quel che concerneva i rapporti di forza con gli altri partiti del Clnai e il prestigio che guadagnarono in ambienti che prima non avevano guardato ad essi o non avevano fatto distinzione tra i partiti della sinistra) e allargarono la loro area di simpatia e di consenso tra i lavoratori. Non riuscirono però né ad incidere in profondità sull'atteggiamento di fondo della massa operaia369, né, tanto meno, non diciamo a stabilire un effettivo collegamento tra lotte operaie e lotte contadine, ma neppure a dilatare l'area di queste fuori dalle zone (soprattutto in Emilia) ove già in precedenza piú o meno consistenti settori del mondo contadino si erano schierati con la resistenza. Né, infine, riuscirono a fare dello sciopero generale il volano dello sviluppo del movimento partigiano e delle sue lotte.

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针对威尼托大区的实态及其大罢工所激起的连锁后座力,埃尔内斯托·布鲁内塔(Ernesto Brunetta)曾精辟评述道370:大罢工在客观上对于推动该大区后续游击队运动的壮大演进所产生的影响极其微末,且

……春季游击运动的蓬勃发展应归因于其他缘由,其中极为关键的不仅是新一轮征兵号召,还有人们深信盟军即将重整攻势、意大利战局必将在当年夏季一锤定音。

布鲁内塔的这一观察丝毫无强加于史实之处,完全可以推广至整个意大利北部;它无可辩驳地证实,确有必要最终看清广大意大利民众从1943年9月至1945年4月间态度演变的时序与内在机制——他们既非公开的法西斯分子,亦非公开的反法西斯主义者,因而起初并不打算立即拿起武器;他们要么只是在稍后阶段、往往在外力推动下才或多或少心怀信念地投身于抵抗运动,要么即便对萨洛共和国毫无好感,却始终置身事外。
在9月8日之后,法西斯党的重建、意大利社会共和国的诞生以及抵抗运动的初露端倪,虽然动摇了人们那种焦虑不安但总体上充满期待(或极少数情况下无可奈何)地企盼盟军迅速取得彻底胜利的心态,但一方面未能将其完全打消,另一方面绝大多数人起初并未充分意识到事态发展的全部严重性。正因如此——总体而言依然如此——在这一最初阶段发生的为数不多、极少造成严重后果的带有政治色彩的个人寻仇事件,无论系由法西斯分子还是反法西斯分子所为,几乎普遍受到舆论谴责;而我们此前已经提及的数次“和解”尝试,则受到了虽略带怀疑但十分真诚的欢迎。然而,为了让人看清正在逼近的未来究竟为何物,主要在各大城市建立起来的法西斯初期暴徒团伙灭绝人性的暴行接踵而至,而早期组建的共和武装在乡村和小城镇针对知名反法西斯人士、“巴多格里奥分子”以及最初的“土匪”与“叛乱分子”(德军与法西斯当局对游击队员的蔑称)核心所展开的血腥袭扰,以及法西斯分子用以报复游击队最初恐怖袭击行动的屠杀报复,迅速彻底打破了这种幻想。法西斯与反法西斯两大阵营之间对抗的迅速恶化,使那些自感置身事外、不愿卷入其中的人们最初寄予的希望付出了惨重代价。由此,对每个人自身所面临危险的恐惧感急剧倍增并不断加剧,与此同时,对法西斯分子的根本敌意也空前强化。

Riferendosi al Veneto e alle ripercussioni e conseguenze che vi ebbe lo sciopero generale, Ernesto Brunetta370 ha osservato che in effetti esso incise poco sul successivo sviluppo del movimento partigiano in quella regione e che

la fioritura partigiana di primavera va ascritta ad altri motivi, non ultima la nuova chiamata alle armi e la convinzione che l'avanzata alleata sarebbe ripresa e con l'estate si sarebbero decise le sorti della guerra in Italia.

Senza nessuna forzatura dei fatti, l'osservazione del Brunetta può essere estesa a tutto il nord e conferma la necessità di mettere finalmente a fuoco i tempi e i meccanismi dell'evoluzione dal settembre 1943 all'aprile 1945 dell'atteggiamento di quella massa di italiani che – non essendo dichiaratamente fascisti o antifascisti e disposti quindi a prendere subito le armi –, si unirono con maggiore o minore convinzione alla resistenza solo in un secondo tempo e sotto la spinta di motivazioni il piú delle volte esterne o rimasero estranei ad essa pur non nutrendo alcuna simpatia per la Rsi.
Immediatamente dopo l'8 settembre la ricostituzione del Partito fascista, la nascita della Rsi e le prime avvisaglie della resistenza, pur incrinando l'attesa, preoccupata, ma, tutto sommato, fiduciosa (o, piú raramente, rassegnata), di una rapida e piena vittoria alleata, per un verso non la dissiparono del tutto, per un altro non furono in genere valutate dai piú in tutta la loro gravità. Tanto è vero che – sempre in genere – tutto sommato i non numerosi e raramente gravi casi di vendette personali a sfondo politico verificatisi in questo primissimo periodo furono quasi sempre oggetto di biasimo sia che a compierli fossero i fascisti o gli antifascisti, mentre i vari tentativi di «riappacificazione», ai quali abbiamo già fatto cenno, furono visti con un favore un po' scettico ma sincero. A fare intendere quale futuro andava preparandosi sopraggiunsero però quasi subito le efferate violenze delle prime bande fasciste costituitesi soprattutto nelle città maggiori e le sanguinose scorribande delle prime formazioni armate repubblicane nelle campagne e nei centri minori contro antifascisti notori, «badogliani» e primi nuclei di «banditi» e di «ribelli» (come da parte tedesca e fascista venivano definiti i partigiani) e le rappresaglie con le quali i fascisti presero a rispondere alle prime azioni terroristiche dei partigiani. A fare pesantemente le spese di questa rapida degenerazione della contrapposizione tra fascisti e antifascisti furono le iniziali speranze che questa non coinvolgesse chi ad essa si sentiva estraneo e non voleva parteciparvi. Da qui un immediato moltiplicarsi e rafforzarsi dei timori per i pericoli ai quali ognuno veniva a trovarsi esposto e, insieme, della ostilità di fondo nei confronti dei fascisti.

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然而,如果仅局限于这一观察,就意味着仅仅看到了面对内战爆发时绝大多数意大利人态度的某一个重要、但不足以看清全貌的侧面。这些最初事态在全部深度与广度上所揭示的真正悲剧恰恰在于:尽管这些事态已经极其清晰地勾勒出一场全面爆发且不择手段的大规模内战的前景,且从严格意义上讲,毫无疑问点燃内战的全部罪责必须归咎于法西斯分子——因为他们根本没有意识到自己与绝大多数意大利人之间已经横亘着一道不可逾越的深渊,并且悍然站到了德国人一边——但人们对这些事态的反应,却绝非联合那些反抗法西斯分子和德国人的力量,或者至少认同他们及其事业;相反,正正如我们一再指出的那样,人们的反应是在物质和精神两个层面上都彻底逃避这场斗争,既不让自己与法西斯分子产生牵连,也不与游击队员发生瓜葛,一心只考虑自身安危,将一切考量都置于苟且偷生的唯己视角之下。不仅如此,另一种普遍反应则是——无论对法西斯分子的敌意、对其残暴暴行以及投靠德国人的行径有多么深恶痛绝——人们有时竟将他们与反法西斯分子相提并论、等量齐观,甚至把主要责任归咎于游击队,指责游击队的出现引爆了一场冲突,而为此付出沉重代价的却是夹在中间的无辜平民,他们与这场斗争毫无关系,而且在心理上对交战双方的理想与动机同样感到格格不入。

暂且不论这些极端事例(尽管它们颇具典型意义),或许能够最深刻揭示这一态度的表现,乃是萨洛共和国对1923—1925年各年龄段以及1926年部分适龄青年、乃至1916—1917至1922年适龄征召兵颁布征兵令与再入伍令时,相关人员所作出的实际反应。

长期以来,由于现有数据的匮乏、支离破碎及其往往具有的特殊片面性,人们很难较为可靠地确定究竟有多少人逃避兵役未报到,或者在到达征兵区后乃至随后从部队中逃亡。原因尤在以下几点:a) 既缺乏关于各年龄段适龄总兵源(当时一项无法确证其可靠性的估计称每一年龄段平均为十五万人)和各个征召梯队的精确数字,也缺乏以各种名目获得免役或被剔除人员的准确统计;b) 新兵的编入不仅涉及陆军、空军和海军,还涵盖了国家共和卫队以及隶属于德意志国防军的共和国或德军编成内的其他部队,以及(隶属于萨洛武装部队部的)意大利与德国战时劳工机构,而关于这些方面的现有数据比正规武装部队的数据更加残缺不全;c) 各征召年龄段中已有相当数量的青年此前已志愿参军。在这种数据匮乏的情况下,迄今为止对于拒服兵役和逃兵规模的所有评估,都或多或少带有推测性质,并打上了强烈的党派偏见烙印371。唯独在两点上,法西斯阵营与反法西斯阵营372达成了实质共识:1) 尽管针对逃避兵役者出台了极刑死刑判决(即1944年2月19日著名的《格拉齐亚尼法令》),且地方各级法西斯当局对拒服兵役者家庭甚至对其所在城镇的市长采取了严厉惩罚措施,但抗拒兵役率与逃兵率依然居高不下——根据某些评估,前者逼近41%,后者则高达12%;2) 这对意大利社会共和国而言是一次极其惨痛的惨败,而对于抵抗运动而言(在1943年11月至1944年3、4月间,即拒服兵役最为泛滥的数月内,抵抗力量尚处于初创组建阶段,所能指望的战斗人员和支持面仍十分有限),无论在政治宣传层面还是在扩充队伍层面,都是一次巨大的成功。

Limitarsi a questa constatazione vorrebbe dire però guardare ad un solo aspetto, importante, ma non sufficiente a mettere a fuoco l'atteggiamento della gran maggioranza degli italiani di fronte all'inizio della guerra civile. Il dramma che queste prime vicende mettono infatti in luce in tutta la sua profondità ed estensione è costituito dal fatto che, nonostante esse delineassero chiaramente un futuro di guerra civile su vasta scala e senza esclusione di colpi e non dovessero a rigore esservi dubbi che la responsabilità del suo scatenamento ricadeva sui fascisti per non essersi resi conto dell'abisso che si era frapposto tra loro e la gran maggioranza degli italiani e per essersi schierati con i tedeschi, la risposta a queste vicende non fu quella di unirsi a chi combatteva i fascisti e i tedeschi o, almeno, di identificarsi con essi e con la loro causa, ma quella, come già abbiamo detto piú e piú volte, di estraniarsi non solo materialmente ma anche moralmente dalla lotta, di non compromettersi né con i fascisti né con i partigiani e di pensare solo a se stessi, tutto riportando nell'ottica della propria sopravvivenza. E non solo questa, ché un'altra risposta fu quella – per forti che fossero l'ostilità nei confronti dei fascisti e la riprovazione per le loro violenze e per l'essersi messi con i tedeschi – di porli talvolta sullo stesso piano degli antifascisti e persino di attribuire le maggiori responsabilità ai partigiani per avere con la loro presenza innescato un conflitto di cui pagavano le spese coloro che venivano a trovarvisi in mezzo, senza avere nulla a che fare con esso e sentendosi per di piú estranei agli ideali, alle motivazioni di entrambe le parti.

Tralasciando, per indicativi che siano, questi casi limite, la manifestazione forse piú rivelatrice di questo atteggiamento è costituita da come reagirono alla leva e ai richiami alle armi decretati dalla Rsi gli appartenenti alle classi 1923-25 e a parte di quella del 1926 e a quelle dal 1916-17 al 1922.

La scarsezza, la frammentarietà e il carattere spesso particolare dei dati disponibili hanno a lungo reso difficile stabilire con una certa attendibilità il numero di quanti non si presentarono alle armi o disertarono dopo essere affluiti ai distretti o successivamente dai reparti. E ciò tanto piú che: a) mancano cifre precise relative tanto al gettito potenziale delle varie classi (una stima coeva, non sappiamo quanto attendibile, parla mediamente di centocinquantamila a classe) e dei singoli scaglioni quanto a proposito di coloro che a vario titolo furono esonerati o scartati; b) le incorporazioni avvennero non solo nell'Esercito, nell'Aeronautica e nella Marina, ma anche nella Gnr e in altre formazioni sia repubblicane che facenti parte della Werhmacht e nei servizi del lavoro italiano (dipendente dal ministero delle Forze armate) e tedesco e i dati disponibili a questo proposito sono piú lacunosi di quelli relativi alle forze armate regolari; c) un certo numero di giovani delle classi di leva o richiamate si era già arruolato volontariamente. In questa carenza di dati, le valutazioni della consistenza della renitenza e delle diserzioni sono state sino ad oggi tutte piú o meno approssimative e improntate ad un forte spirito di parte371. Solo su due punti fascisti e antifascisti372 si sono trovati sostanzialmente d'accordo: 1) nonostante l'introduzione della pena di morte per coloro che si sottraevano al servizio militare (il famoso «bando Graziani» del 19 febbraio 1944) e l'adozione da parte di varie autorità fasciste locali di provvedimenti nei confronti delle famiglie dei renitenti e talvolta persino dei podestà dei loro paesi, il tasso di renitenza e di diserzione fu assai elevato, arrivando, secondo alcune valutazioni, a lambire il quarantuno per cento il primo e il dodici per cento il secondo; 2) questo costituí per la Rsi un bruciante scacco e per la resistenza (che tra il novembre 1943 e il marzo-aprile 1944, i mesi cioè nei quali la renitenza fu piú vasta, era in via di organizzazione e poteva contare su un numero di combattenti e di consensi ancora limitato) un grosso successo tanto sotto il profilo politico-propagandistico quanto sotto quello dell'incremento delle sue fila.

301–302

而在其余一切方面,双方给出的解释则截然相反。反法西斯主义者与抵抗运动史学对此给出了完全直接的政治性解释,将其径直视作民众对萨洛共和国根本敌视的直接反证;然而,该现象本身的诸多复杂面向以及大量具有标志性的当世目击证词,使这种极其绝对而单一的政治视角变得难以成立,或至少不得不大幅修正。法西斯分子则转而退守于一系列技术和组织缺陷所造成的心理和士气后果之后。按照法西斯方面的解释,造成逃兵现象的主因——关于抗拒兵役,法西斯方面通常语焉不详,仅局限于主要将其归咎于盟军宣传的“恶劣”影响,以及反法西斯主义更具“瓦解性”的破坏活动——一方面是德国人造成的:德军在9月8日后搬空了意大利的军火库和军需仓库,违背对格拉齐亚尼的承诺,未能及时提供为新兵提供体面住宿、立即编组并使之产生正规军归属感所不可或缺的军服、营房用品和装备设施,并且德军还将绝大多数新兵强行调拨以满足自身前线需要,从而引发了那些原本出于对“国家”召唤“服役保国”的传统尚存一定敏感而前来应征者的极度失望与强烈不满;另一方面,则是由于绝大多数军区征兵处以及集结中转中心极度恶劣的组织管理、设施器材的极度匮乏所致,这些机构往往甚至由真正的“失败主义者”或企图将军队彻底政治化的狂热法西斯分子把持,从而导致不少新兵士气瓦解,悄然溜走、逃之夭夭373

Per tutto il resto le spiegazioni addotte dagli uni e dagli altri sono state radicalmente diverse. Gli antifascisti, la storiografia resistenziale ne hanno dato una tutta e immediatamente politica, vedendo in essi la controprova tout court dell'ostilità popolare nei confronti della Rsi, anche se vari aspetti del fenomeno e significative testimonianze coeve rendono difficile o, almeno, ridimensionano fortemente una visione di esso tanto drasticamente esclusiva. I fascisti a loro volta si sono arroccati dietro le conseguenze psicologiche e morali di una serie di deficienze tecnico organizzative. Secondo questa spiegazione, a causare le diserzioni – ché sulla renitenza da parte fascista ci si è in genere soffermati poco, limitandosi ad attribuirla soprattutto ai «deleteri» effetti della propaganda alleata e ancor piú all'azione «disgregatrice» dell'antifascismo – sarebbero stati, per un verso, i tedeschi che, avendo svuotato all'indomani dell'8 settembre i magazzini militari italiani, non avrebbero tempestivamente provveduto a fornire, contrariamente agli impegni presi con Graziani, il vestiario, i generi di casermaggio e le attrezzature indispensabili ad alloggiare decentemente e ad inquadrare immediatamente le reclute e a dar loro la sensazione di far parte di un vero esercito, e, essendosi fatti cedere gran parte delle reclute per le loro esigenze, avrebbero suscitato la delusione e il malcontento di coloro che si erano presentati solo perché in qualche misura ancora sensibili alla tradizione che il richiamo dello «Stato» a «servire la patria» non doveva essere disatteso; per un altro verso, la pessima organizzazione e la mancanza di strutture e di mezzi di gran parte dei distretti e dei centri di raccolta e di smistamento, non di rado in mano addirittura a veri e propri «disfattisti» o a fascisti fanatici che volevano politicizzare al massimo l'esercito, che avrebbero indotto non poche reclute ad allontanarsi, demoralizzate, alla chetichella da essi373.

302–303

无论是反法西斯方面还是法西斯方面的这两种解释,无疑都包含着一部分事实真相,但若仅凭其中任何一种,都远远不足以解释这一对于理解9月8日后社会现实具有头等重要意义的复杂现象。特别是如果我们不局限于迄今为止那样仅仅从宏观粗线条出发、将其视作某种铁板一块的铁律,而是努力精确厘清其实际规模,在不同时间阶段展开考察,充分考虑到各地区与地方的具体差异,尤其是将抗拒兵役(renitenza)与潜逃当逃兵(diserzione)两类现象做出明确区隔时,情况更是如此。在这方面,阿布鲁齐、拉齐奥和马尔凯这几个萨洛共和国最南端大区的事例极具代表性:由于逼近交战前线,人们预计盟军军队将迅速解放这些地区,因此应征报到的人数最少;然而即便如此,在寒冬过去之后,逃兵的比例却依然显著攀升。罗马的情况同样典型,其拒服兵役率高于任何其他大城市。这在一定程度上是由于其特殊的社会阶层构成,在一定程度上是由于它是唯一曾有军人与市民自发尝试武装抵抗德军的城市;但最根本的原因,在于梵蒂冈的存在以及市内拥有极大量的宗教修道院与教产建筑,抗拒兵役者能够在其中获得藏身庇护,加之地下军队和各政党的秘密联络枢纽林立,这些网络一方面协助他们隐藏乃至穿越前线,另一方面从一开始就展开了政治启蒙工作。

Entrambe queste spiegazioni, quella di parte antifascista come quella di parte fascista, contengono indubbiamente un fondo di verità, insufficiente però a spiegare da solo un fenomeno tanto importante per la comprensione della realtà post 8 settembre. E ciò specialmente se non ci si limita, come è avvenuto sino ad oggi, a vederlo solo nelle sue grandi linee, come qualcosa di unitario, ma ci si sforzi di precisarne l'entità, di esaminarlo nelle sue varie fasi temporali e tenendo conto delle diverse situazioni regionali e locali e, soprattutto, si distingue nettamente l'aspetto della renitenza da quello della diserzione. Esemplari sono a questo proposito i casi degli Abruzzi, del Lazio e delle Marche, le regioni piú meridionali della Rsi, dove la vicinanza del fronte faceva pensare ad una piú rapida liberazione da parte degli eserciti alleati e dove piú basso fu pertanto il numero di coloro che si presentarono alle armi e, passato l'inverno, proporzionalmente crebbe ciò nonostante notevolmente anche quello dei disertori, e quello di Roma, ove la renitenza fu maggiore che in qualsiasi altra grande città. Un po' per la sua particolare configurazione sociologica, un po' perché era stata l'unica città nella quale era stata tentata una resistenza armata contro i tedeschi alla quale avevano partecipato militari e borghesi, ma soprattutto per la presenza del Vaticano e di un gran numero di edifici religiosi in cui i renitenti potevano trovare rifugio e di vari centri clandestini militari e di partito che, per un verso, li aiutavano a nascondersi e passare le linee e, per un altro, avevano subito dato inizio a un'azione di chiarificazione politica.

303

要理解如此众多青年的态度,绝不能将他们逃避征兵和征召法令的行为简单归结并泛化为某种自觉的反法西斯政治阵营抉择——这种自觉抉择固然存在,但无疑仅局限于极少数人。况且,即便存在这种抉择,往往也只有在面临必须立即服兵役的现实逼迫时才显露出来;而在此之前,即便那些在内心深处已作出抉择的人,也并未将其付诸实践,即他们此前并没有投身游击队运动。此外,尤其是在最初阶段,绝大多数拒服兵役者和逃兵也并未作出这种自觉抉择。如果不把这一点彻底厘清,任何关于拒役和逃兵的高谈阔论都无异于空中楼阁,与历史真相毫无相干。

在论及亚历山德里亚地区时,G. 潘萨374曾写道:

“在1943年11—12月间……一定数量的年轻人加入了游击队编队……然而,绝大多数拒服兵役者虽然拒绝与纳粹法西斯合作,却采取了观望等待的立场,仅仅离开城市以逃避法西斯警察和国家共和卫队的每日大搜捕。”

亚历山德里亚地区的案例绝非罕见孤例。事实上,无论是游击队还是法西斯方面的档案史料,以及迄今为止对各地现实所做的那些未盲从于全盘意识形态化抵抗叙事的研究,都证实了这一普遍行为模式。举另一例而言,一项旨在量化帕维亚地区农民参与抵抗运动情况的抽样调查375得出的结论是:1923年至1926年各年龄段的大多数拒服兵役者宁可留在家中,白天在田间耕作,夜间去山林睡觉,一旦遇险便藏入丛林;而他们当中真正加入抵抗运动的人数(主要集中在1944年夏季游击队取得一系列胜利之际),因海拔高度地貌不同,大约在19%至33%之间浮动。至于前文已引用的共和国陆军总参谋部作战与勤务处1944年12月关于游击战争的报告376,其中亦明确写道:

Per comprendere l'atteggiamento di tanti giovani non è possibile spiegare il loro sottrarsi ai provvedimenti di leva e di richiamo generalizzando una consapevole scelta di campo in senso antifascista, che, indubbiamente, ci fu, ma che riguardò solo una minoranza. E ciò tanto piú che, quando ci fu, essa si manifestò solo di fronte alla concreta prospettiva di dover prestare servizio militare, mentre in precedenza anche coloro che nel loro intimo l'avevano fatta non l'avevano tradotta in pratica, non si erano cioè uniti al movimento partigiano. Né del resto, specie in un primo tempo, la fecero i piú dei renitenti e dei disertori. Se non si ha ben chiaro questo ogni discorso sulla renitenza e la diserzione è una costruzione nel vuoto che con la realtà dei fatti poco ha da vedere.

Riferendosi all'Alessandrino G. Pansa374 ha scritto:

Nel novembre-dicembre 1943... un certo numero di giovani si aggregò alle formazioni partigiane... La maggior parte dei renitenti, pur rifiutandosi di collaborare con i nazi-fascisti, rimase su una posizione di attesa, limitandosi ad abbandonare le città per sfuggire alle quotidiane retate della polizia fascista e della Gnr.

Né quello dell'Alessandrino era certo un caso atipico. Lo stesso comportamento è infatti attestato un po' dappertutto dalle fonti sia partigiane sia fasciste e dagli studi meno corrivi ad una visione tutta ideologica della resistenza sino ad ora dedicati alle varie realtà locali di essa. Un sondaggio volto a quantificare la partecipazione contadina alla resistenza nel Pavese375 è giunto alla conclusione, per fare un altro esempio, che la maggioranza dei renitenti delle classi dal 1923 al 1926 preferí rimanere in casa, lavorando di giorno la terra, recandosi a dormire nei boschi e rifugiandovisi in caso di pericolo e che quelli tra loro che entrarono nella resistenza (soprattutto in concomitanza con i successi partigiani dell'estate 1944) variarono a seconda delle zone altimetriche tra il diciannove e il trentatre per cento circa. Quanto alla già citata relazione del dicembre 1944 dell'Ufficio operazioni e servizi dello stato maggiore repubblicano sulla guerra partigiana376, in essa si legge:

304

“并非所有抗拒征召者都投身匪帮,而仅有极小一部分;绝大多数拒役人员滞留家中或离家未远,他们充分利用了9月8日之后地方警察组织彻底解体导致当局几乎无法对拒服兵役行为进行有效搜捕与追究的现实。”

该报告还对11月9日发布动员令后应征入伍的1923—1925年年龄段中流向游击队行列的拒服兵役者和逃兵人数做出了估计:11月为六千人,12月亦为六千人,翌年1月则为七千人。既然没有确凿论据能认定这些数字低于实际情况,那么如果考虑到——正如我们此前所述——帕里在战后对1943年12月底在北意大利活动的“正规”游击编队战斗员总数的估计仅为约九千人(在他给出的两组估计中我们已选用了最乐观的一组),人们反倒有理由质疑萨洛军方的这些数字是否过高;或者更可能的是,萨洛共和国总参谋部作战与勤务处不仅将那些实际加入游击队的拒役与逃亡者算作“土匪”,还把那些仅仅藏匿起来、逃入山野林莽、部分依靠家人和当地百姓资助、部分靠小偷小摸等苟且行径勉强维持生存的人统统划入了“匪类”。事实上,这一行为方式同样出现在后来被陆续征召的人员当中,他们潜逃的原因主要是惧怕被送往德国受训并从那里被推向遥远的异国前线;而局势的后续发展也仅仅在局部改变了这一模式。因为——在现实逼迫之下——一部分拒役与逃兵最终确实加入了抵抗运动,但另一部分人宁可不加入,或者只有在走投无路时才加入;还有一部分人甚至利用了萨洛共和国向主动自首者颁布的特赦宽大法令,但随着萨洛政权的前景日益岌岌可危,他们随后又再度潜逃弃役。更不用说还有一些人,为了逃避兵役,从一开始就成功谋得了为托特组织工作的差事。

Non tutti i renitenti alle chiamate si diedero al banditismo, ma solo una piccola aliquota; la massa dei renitenti si fermò nelle proprie abitazioni o se ne allontanò di poco approfittando del fatto che l'avvenuta disgregazione dell'organizzazione di polizia territoriale dopo l'8 settembre rendeva impossibile o quasi la persecuzione della renitenza.

La stessa relazione valuta l'afflusso nelle file partigiane dei renitenti e dei disertori alla chiamata alle armi, il 9 novembre, delle classi 1923-25 in seimila in novembre, altrettanti in dicembre, settemila in gennaio. Poiché non ci sono validi argomenti per considerare queste cifre inferiori al vero, se si tiene presente che – come abbiamo detto – nel dopoguerra Parri avrebbe stimato in circa novemila i partigiani facenti parte delle formazioni «regolari» operanti a fine dicembre 1943 nell'Italia settentrionale (e tra le sue due stime scegliamo la piú ottimistica), c'è se mai da chiedersi se esse non siano superiori al vero o, piú probabilmente, se l'Ufficio operazioni e servizi dello Stato maggiore della Rsi non considerasse «banditi» non solo quei renitenti e disertori che si erano uniti ai partigiani, ma anche quelli che si erano solo nascosti, dati alla macchia e che vivevano un po' sull'aiuto dei familiari e delle popolazioni locali, un po' facendo del piccolo banditismo di sopravvivenza. Un comportamento questo che, del resto, fu anche di una parte di coloro che vennero richiamati successivamente e che disertarono per timore di essere inviati ad addestrarsi in Germania e di là su qualche lontano fronte, e che gli ulteriori sviluppi della situazione modificarono solo in parte. Ché se – sotto il suo urgere – una parte dei renitenti e dei disertori finí per entrare nella resistenza, un'altra preferí non farlo o farlo solo quando non ebbe altra alternativa, un'altra ancora finí per approfittare dei provvedimenti di clemenza emanati dalla Rsi per chi si fosse presentato, salvo disertare di nuovo via via che le sorti di questa si fecero piú precarie. Per non dire di quelli, infine, che sin dall'inizio riuscirono, per evitare il servizio militare, ad andare a lavorare con la Todt.

305

“遗憾的是,青年人身上普遍缺乏战斗意愿。即便他们今天服从了军旅生活,也是毫无信仰、近乎痛苦地敷衍行事。祖国的召唤、祖国遭敌人蹂躏、国土被侵占的呼吁,再也无法震撼他们的心灵。”

抛开其中充斥的法西斯修辞和高调,1944年3月一份关于米兰省公众舆论状态的报告377中的这番评述,极为准确地捕捉到了那些年轻人的精神底色:由于缺乏强烈的伦理政治动力以促使他们立即明确选择拥护或反对法西斯主义,他们在事实上拒绝在此后明确站队;而如果他们最终做出了某种抉择,绝大多数情况下也仅仅是在情势所迫下的无奈之举。这也在间接层面上解释了为何游击队阵营中相当一部分人对于那些仅仅为了逃避萨洛共和国兵役而投身抵抗运动的青年,往往怀有失望与戒备心理。

拒服兵役者与逃兵的“入伍”固然使抵抗运动在极其艰难的关头获得了出人意料的基础扩张,且许多拒役者与逃兵后来被证明是英勇果敢的游击队员;但对其他许多人而言,其投身游击队伍的“先天缺陷”——用奥佩尔蒂将军的话来说即“单纯为了自保”——却直接转化为一种“投机取巧心态”和极度匮乏的政治觉悟,这完全解释并总体上证明了那些在道德与政治上最具崇高信念的游击队员所感受到的幻灭与戒心是事出有因的378

上述为总体概括并参考了迄今为止的历史文献。然而,拒服兵役与逃兵现象在史学著作中占据了如此重大的分量,以至于必须深入探究其各个具体层面,从而将对此问题的探讨重新拉回到坚实的历史基础之上。尤其是因为如今终于解密的德国档案,特别是萨洛共和国陆军总参谋部的详尽文献,使得我们能够完成比以往更加精准的历史复原。

Purtroppo, manca tra i giovani la volontà del combattimento. Se oggi si sottopongono alla vita militare lo fanno senza fede, quasi con dolore. Il motivo della patria che chiama, della patria dilaniata dal nemico, della terra invasa non scuote piú i loro animi.

Sfrondato di quanto in esso vi è di retorico e di fascista, questo giudizio, contenuto in una relazione sullo stato dell'opinione pubblica nella provincia di Milano del marzo 1944377, coglie bene il sottofondo morale di quei giovani che, non essendo mossi da una forte motivazione eticopolitica, tale da portarli subito a schierarsi pro e contro il fascismo, rifiutarono di fatto di prendere posizione anche successivamente e, se finirono per prenderla, fu il piú delle volte solo perché pressati dalla necessità. E indirettamente aiuta a capire la delusione, la diffidenza che settori non insignificanti del mondo partigiano nutrirono talvolta verso quei giovani che aderirono alla resistenza per non prestare servizio nell'esercito repubblicano.

Se la «leva» dei renitenti e dei disertori permise alla resistenza di allargare insperatamente la propria base in un momento per essa particolarmente difficile e se molti renitenti e disertori si dimostrarono valorosi partigiani, per molti altri il «vizio d'origine» della loro militanza partigiana – «la difesa di se stessi», per dirla con il generale Operti – si tradusse in uno «spirito opportunistico», in una scarsa coscienza politica che spiegano e tutto sommato giustificano le delusioni e le diffidenze dei partigiani piú motivati moralmente e politicamente378.

Questo in termini generali e facendo riferimento a quanto scritto fino ad oggi. Il fenomeno della renitenza e della diserzione ha assunto però nella letteratura storica un tale significato che è bene cercare di approfondirlo nei suoi vari aspetti, cosí da ricondurre il discorso su di esso su un effettivo terreno storico. E ciò tanto piú che la documentazione tedesca e soprattutto quella dello Stato maggiore dell'Esercito repubblicano oggi finalmente disponibile ne permettono una ricostruzione piú puntuale che in passato.

306–307

从这一整套文献中可以确证:起初墨索里尼一方面深知普遍弥漫的公众情绪,因而清楚诉诸强行征兵将给自己招致何等巨大的民怨与难题;另一方面,他完全倾心于争取让9月8日后被扣押在德国的被扣留意军官兵遣返回国,因而曾设想组建一支主要以志愿役为主的军队(尤其是所有军官骨干必须全系志愿人员),其核心骨干应由各征兵年龄段(即最年轻的青年)以及自愿入伍的在德意军战俘来提供。然而,一系列或多或少出乎意料的阻碍迅速迫使他放弃了这一设想。首先是德国人采取的基本否定态度(正如我们在下一章将详细探讨的那样),他们既反对萨洛共和国组建属于自己的独立军队,也坚决不愿放弃支配这批由意大利战俘构成的庞大劳动力资源。此外,驻意大利各德军司令部在为满足其就地需要以及向德国本土输送劳力方面肆无忌惮地自行搜刮劳动力,直接向萨洛地方当局下达相关指令而丝毫不顾及共和国中央政府的尊严威信;同时德方施加沉重压力,要求萨洛中央当局通过重新恢复征兵制并确保其严格执行来使局势“合理化”——因为德军自身没有足够的人手亲自抓丁拉夫,且无论如何他们更倾向于将这种招致极大民怨的恶名尽可能推卸给萨洛共和国政府。再者,法西斯民兵(后改编为国家共和卫队)的“竞争”同样不可低估:它极大地挤压了陆军从本就捉襟见肘的“兵源库”中吸纳人员的空间,这也促使陆军高层的大多数人坚信,在那等危局之下,为了遏制雷纳托·里奇以及主张将军队建成法西斯“政治化武装”与“武装卫队”的势力的霸权图谋,尤其是为了尽力牵制德国人并诱导其在战俘问题上采取不那么僵硬的态度,唯一可行的出路便是诉诸某种“温和的”征兵制(无论是在其应涵盖的适龄类别数量上,还是在其推行的具体方式上皆然)379。事实上,从格拉齐亚尼本人口中便可看出,高层多数人深知这种征兵不可能取得显赫成果。正因如此,这位元帅在11月初下令征召18.6万名应征青年时,仅仅指望能有一半人前来报到;而当他最终确认实际报到人数达到8.7万人时,竟毫无掩饰地喜出望外380

Da questo complesso documentario risulta confermato che inizialmente Mussolini, sia perché si rendeva conto dello stato d'animo dominante e dunque dell'impopolarità e dei problemi che il ricorso alla coscrizione gli avrebbe procurato, sia perché tutto proiettato sull'idea di ottenere il rimpatrio dei militari internati in Germania dopo l'8 settembre, aveva pensato ad un esercito essenzialmente volontario (volontari sarebbero dovuti essere in particolare tutti i quadri), il cui nucleo piú importante sarebbe dovuto essere fornito dal gettito delle classi di leva, le piú giovani dunque, e dai militari prigionieri in Germania disposti ad arruolarsi in esso. A farlo rapidamente recedere da questa idea aveva però concorso una serie di ostacoli piú o meno imprevisti. In primis l'atteggiamento sostanzialmente negativo assunto, come vedremo meglio nel prossimo capitolo, dai tedeschi nei confronti sia della prospettiva che la Rsi desse vita ad un proprio esercito sia di quella di rinunciare a disporre della mano d'opera costituita dai prigionieri italiani. A ciò si devono aggiungere la spregiudicatezza con la quale i comandi militari tedeschi in Italia si procuravano altra mano d'opera per le loro necessità in loco e per trasferirla in Germania, impartendo i relativi ordini direttamente alle autorità locali repubblicane senza preoccuparsi menomamente del prestigio di quelle centrali, e le loro pressioni affinché queste «razionalizzassero» la situazione reintroducendo la coscrizione e curandone il rispetto, non avendo essi sufficiente personale per farlo in prima persona e, comunque, preferendo scaricarne il piú possibile l'impopolarità sul governo repubblicano. Né, ancora, va sottovalutata la «concorrenza» della Milizia (poi Gnr) che, riducendo notevolmente la possibilità dell'Esercito di attingere al magro «parco uomini» a sua disposizione, contribuí anch'essa a convincere gran parte dei vertici di questo che in quella situazione per contrastare i propositi egemonici di Renato Ricci e dei sostenitori di un esercito «politico» e «guardia armata» del fascismo e soprattutto per cercare di tenere a freno i tedeschi e indurli ad assumere un atteggiamento meno rigido sulla questione dei prigionieri, l'unica cosa da fare era ricorrere ad una «moderata» coscrizione (sia per il numero delle classi che avrebbe dovuto riguardare che per il modo con cui sarebbe dovuta essere realizzata379 che i piú, del resto, a cominciare da Graziani, erano consapevoli che non avrebbe conseguito grandi risultati. Tanto è vero che il maresciallo sperava che dei 186 mila coscritti chiamati alle armi agli inizi di novembre se ne presentassero almeno la metà e quando constatò che erano stati 87 mila non nascose il proprio compiacimento380.

307–309

然而,这条道路一旦迈开,便被证明是一条再也无法止步的下坡路。德国人的根本态度丝毫未改,反而进一步加码索取,将绝大多数新兵直接吸纳编入德意志国防军及其林林总总的附属勤务组织之中381。这部分是因为德军确实急需兵员,部分是因为德方对意大利人极不信任,处心积虑要让“建立一支独立的意大利军队”彻底化为泡影。尽管最初数批动员——正如德意司令部联络官扬德尔上校所承认的那样——“大体上是在没有国家当局强力压迫下进行的,纯粹依靠动员布告和纸面上的制裁威胁,却取得了相对良好的成果”382,但逃兵事例一旦激增,德国人由于未能洞察其真实原因,便开始强硬坚持必须对拒服兵役和逃兵采取极端铁腕手段,首当其冲便是逼迫萨洛当局颁布所谓的《格拉齐亚尼法令》383。然而该法令的实际后果不仅在政治上极具毁灭性,在实践层面亦然:它非但未能改善局势,反使局面雪上加霜,以至于最终迫使墨索里尼不得不亲自干预,先后针对自首报到的拒服兵役者和逃兵(乃至那些此前已加入游击队的人员)颁布了两次“特赦宽大法令”(分别于春季和秋季)。正因如此,可以毫不夸张地说,萨洛军队之所以始终未能力挽狂澜、真正成型,很大程度上正是因为德国人除了对其进行持续不断的大肆抽血索取兵员之外384,几乎从未采取任何实际举措使萨洛政权得以维系其在最初阶段所曾享有过的那点起码的民意支持或非敌对态度。
如果一方面考察有关征兵进程的数据:

Una volta imboccata, questa strada si rivelò però una china sulla quale diventava impossibile arrestarsi. I tedeschi infatti non mutarono menomamente il loro atteggiamento di fondo e, anzi, aumentarono le loro richieste, assorbendo nella Wehrmacht e nelle loro molteplici organizzazioni ausiliarie larga parte delle reclute381. Un po' perché ne avevano effettivamente bisogno, un po' perché, non fidandosi degli italiani, volevano rendere praticamente impossibile «la creazione di un esercito indipendente italiano». E, nonostante i primi richiami, pur essendo «nell'insieme» – come riconosceva l'addetto ai collegamenti tra i loro comandi e le autorità politiche italiane, colonnello Jandl – «effettuati senza pressioni delle autorità statali, ma unicamente a mezzo di bandi di richiamo e teoriche minacce di sanzioni» dessero «relativamente buoni risultati»382, appena i casi di diserzione si fecero piú numerosi, non rendendosi conto delle vere ragioni di esse, presero ad insistere perché fossero adottati drastici provvedimenti contro la renitenza e la diserzione e in primis perché fosse emanato il cosiddetto «bando Graziani»383, i cui effetti si rivelarono deleteri non solo sotto il profilo politico, ma anche sotto quello pratico, peggiorando, invece di migliorare, la situazione, al punto di indurre Mussolini ad intervenire emanando due successivi «bandi di clemenza» (in primavera e in autunno) nei confronti dei renitenti e dei disertori (anche di quelli che si erano uniti ai partigiani) che si fossero presentati. Tant'è che non si esagera dicendo che se l'esercito di Salò non decollò veramente fu in misura non trascurabile dovuto al fatto che i tedeschi, oltre a sottoporlo ad un costante salasso di uomini384, non fecero praticamente nulla per metterlo in condizione di conservare quel tanto di consenso o di non ostilità di cui la Rsi in un primissimo momento godette.
Se si considerano, per un verso, i dati relativi all'andamento della leva," reporting:

309

(引自意大利陆军总参谋部历史档案馆,AUSSME, I-1, RSI, SME历史日志,卷宗2),从中亦可清晰看出每月的兵员变动情况以及在意大利境内外的兵力部署分布:

在意大利境内:

月份 总数 归属领土组织 编入部队
1943年10月 20 035 5 000 -
12月 96 225 24 000 48 190
1944年3月 154 297 42 262 85 000
6月 102 130 40 000 41 430
9月 96 426 30 000 49 826
12月 17 966 28 000 73 365

在国家领土境外:

月份 总数 在德国受训
1943年10月 130 200 -
12月 142 966 -
1944年3月 160 183 19 168
6月 191 944 51 000
9月 176 620 35 000
12月 131 418 12 100

同源档案还附有《入伍兵力与各月现存兵力差额对照表》以及《1943年10月至1944年12月31日陆军入伍兵力变化及变动原因示意图》,两份图表均翻印于此(第312页与314页)。萨洛国家共和陆军截至1944年3月底的总体人员兵力状况、向德国人移交的兵员数量,以及更普遍而言格拉齐亚尼被迫于其中履职运作的恶劣环境,在后者于同年4月2日致凯特尔的如下十万火急的电报中得到了极佳的体现(引自AUSSME, I-1, RSI, SME历史日志,卷宗1):
“元帅阁下:在我出任武装部队部长职务六个月之际,谨向您汇报已完成之各项工作,并就德方继续向我们索要的人员指标请示训示。实际上,鉴于9月8日之后意大利陷入彻底的混乱瘫痪,这六个月中真正卓有成效开展工作的时期充其量只有三个月。截至今日的大致统计概况如下:
1° 调拨给凯塞林元帅:68 000人
2° 调拨给冯·里希特霍芬元帅:51 000人
3° 截至目前送往德国受训师团:22 000人
4° 调配供凯塞林元帅支配的战时军事劳动监察署:40 000人
5° 组建中的反游击部队:10 000人
6° 陆军各类领土防御与勤务需要:29 000人
7° 海军与空军所需人员:20 000人
8° 组建国家共和卫队所需:140 000人。
总计380 000人。在至今依然极其严峻、最初数月甚至陷入彻底无序的国内局势下,我们尽全力筹措出上述兵员以满足共同的战时需要。目前我们在各征兵中心仅剩约34 000名准备就绪的兵员,用以在4月份内满编送往德国的4个师和10个炮兵大队。然而,近日德方又向我们提出了如下新的庞大需求:
1° 自4月15日起分批次(每批20 000人)向戈林元帅调拨150 000人;
2° 在慕尼黑会谈中向斯帕尔扎尼海军上将索要的德国海军配额27 000人;
3° 派往德国的人工造雾烟幕部队8 000人;以及凯塞林元帅恰在今日十万火急向我们索要的16 000人。
我本人于3月30日在召集所有动员与反逃兵机构举行的全会上所确定的工作方案,加之国内民众的心理状态,部分地区游击队随即威胁将对服从征兵令者的家庭与财产实施报复、并许诺向抗拒服役者提供庇护的严酷现实385,以及在这一局势下格拉齐亚尼本人所作出的预判,便不难理解为何当1943年11—12月间征召1924年和1925年适龄青年时,萨洛共和国面临的真正棘手问题与其说是抗拒服役,倒不如说是人员的潜逃叛离。

(AUSSME, I-1, RSI, Diario storico dello SME, b. 2) dalla quale risultano anche le variazioni mensili e la dislocazione in Italia e fuori d'Italia:

In Italia: Mese | totale | all'organizzazione territoriale | nei reparti --- | --- | --- | --- 1943 Ottobre | 20 035 | 5 000 | - Dicembre | 96 225 | 24 000 | 48 190 1944 Marzo | 154 297 | 42 262 | 85 000 Giugno | 102 130 | 40 000 | 41 430 Settembre | 96 426 | 30 000 | 49 826 Dicembre | 17 966 | 28 000 | 73 365

Fuori del territorio nazionale: Mese | totale | in addestramento in Germania --- | --- | --- 1943 Ottobre | 130 200 | - Dicembre | 142 966 | - 1944 Marzo | 160 183 | 19 168 Giugno | 191 944 | 51 000 Settembre | 176 620 | 35 000 Dicembre | 131 418 | 12 100

Dalla stessa fonte sono tratti lo «Specchio della differenza fra la forza incorporata e la forza esistente in ogni mese» e il «Grafico relativo alle variazioni della forza incorporata nell'Esercito con indicate le cause delle variazioni dall'ottobre 1943 al 31 dicembre 1944», entrambi qui riprodotti (pp. 312 e 314). La situazione numerica complessiva dell'Esercito repubblicano e le cessioni di uomini ai tedeschi alla fine del marzo 1944 e, piú in generale, la condizione nella quale Graziani doveva operare risultano bene dal seguente fonogramma urgentissimo che questi inviò il 2 aprile successivo a Keitel (AUSSME, I-1, RSI, Diario storico dello SME, b. 1):
«Signor Maresciallo, a sei mesi dall'assunzione del mio incarico di Ministro delle Forze Armate, desidero riportarvi sul lavoro compiuto e chiedervi norma per quanto ci viene ancora domandato. In realtà questi sei mesi possono ridursi a tre di effettivo proficuo lavoro dato il completo caos nel quale l'Italia era caduta dopo l'8 settembre. Eccovi il consuntivo fino ad oggi in cifre approssimative:
1°) 68 000 uomini per il Maresciallo Kesselring
2°) 51 000 uomini per il Maresciallo von Richthofen
3°) 22 000 uomini fino ad oggi per le divisioni in Germania
4°) 40 000 uomini per Ispettorato militare del lavoro messo a disposizione del Maresciallo Kesselring
5°) 10 000 uomini per le formazioni antiribelli in via di costituzione
6°) 29 000 uomini per tutte le necessità territoriali dello Esercito
7°) 20 000 uomini per quelle della marina et dell'aeronautica
8°) 140 000 uomini per la costituzione della Guardia Nazionale Repubblicana.
In totale 380 000 uomini che in una situazione interna tuttora assai difficile et nei primi mesi addirittura caotica abbiamo tratto per le comuni necessità. Ci rimangono ora a disposizione nei centri di reclutamento circa 34 000 uomini pronti per completare le 4 divisioni et i 10 gruppi di artiglieria per l'invio in Germania entro il mese di aprile. Ma in questi giorni ci sono state fatte le seguenti altre richieste:
1°) 150 000 uomini per il Maresciallo Goering a blocchi di 20 000 per volta a partire dal 15 aprile
2°) 27 000 uomini per la Marina germanica richiesti all'Ammiraglio Sparzani nelle conversazioni di Monaco
3°) 8000 uomini per i reparti nebbiogeni in Germania ed infine 16 000 uomini che proprio oggi ci sono stati richiesti con la massima urgenza dal Maresciallo Kesselring.
Il programma da me fissato il giorno 30 marzo in una riunione plenaria con tutti gli organi dei richiami e della diserzione, per un altro, la condizione psicologica del paese, il fatto che in alcune regioni i partigiani presero subito a minacciare rappresaglie contro le famiglie e i beni di coloro che avessero risposto alla leva e a promettere protezione a chi non l'avesse fatto385 e, per un altro ancora, le previsioni che, stante questa situazione, faceva lo stesso Graziani, non è difficile rendersi conto del perché quando nel novembre-dicembre 1943 ad essere chiamate furono le classi di leva del 1924 e del 1925 il vero problema per la Rsi non fu tanto quello della renitenza, quanto quello delle diserzioni.

310–312

除了紧邻前线作战地带的南部诸大区之外,在最初数月内,拒服兵役现象尽管规模不小,但——主要归功于1924—1925年各年龄段新兵的大批报到——其严重程度仍明显低于随后数月(即当1922—1923年适龄人员以及1924年前四个月出生者被再次征召时)所爆发的拒役狂潮;亦普遍低于那种倾向于将一切混为一谈、对抗拒兵役与逃兵不作区分、对各被征召年龄段与不同动员阶段不加辨析的流行观点所认定的程度。事实上,应征青年在行为表现上存在着巨大差异:这批青年入伍前几乎没有任何亲身经历战争的体验(除部分城市遭遇的空袭轰炸外),他们是法西斯教育最“成熟”的产物,因而对意大利必须从“背叛的奇耻大辱”中洗刷自身“荣誉”、重返盟友身侧重执武器的“道德律令”感受尤为深切;相比之下,那些年纪更长、被再次征召入伍的退伍人员则曾亲历战火,对德国盟友形成了一种远不那么意识形态化、更为现实透彻的认知,因而对于重返前线所持的心态,大体上截然不同于那些热血青年,特别是不同于那些在法西斯主义具有深厚历史渊源与最强大力量基地的区域成长起来的青年。首当其冲的便是伦巴第和大区(此外在这些地区,由于平原地形远多于丘陵、几乎完全缺乏山岳地带,游击队运动组织格外艰难缓慢),绝非偶然的是,这些大区与威尼托一道,成为应征报到率最高的地区386。同样,发出动员号召的历史时刻所产生的决定性影响亦不可忽视。在1943年底征召1924年和1925年两届青年时,英美盟军仍受阻于罗马以南,游击运动方兴未艾且除皮埃蒙特外尚未构成一股真正的替代政权力量;“第二战场”尚遥遥无期,盟国与苏联之间的关系亦不乏阴影与猜忌——轴心国的政治宣传正不遗余力地紧抓这些阴影(以及德军即将投入使用足以彻底逆转战局的“秘密武器”)大做文章。而到了翌年,当1920—1923年适龄者及1924年前四个月出生者被再度召集时,局势已发生根本性逆转:游击运动已成长为一股极其活跃、能实际掌控辽阔区域的强大力量;意大利战线重新推进,罗马宣告解放,盟军部队正向北长驱直入;法国境内的“第二战场”已成既成事实,有关英美与苏联矛盾的喧嚣亦渐趋沉寂;因此战争——尤其是在意大利本土——似乎已不可逆转地走向迅速终结。《1943年10月至1944年12月31日陆军入伍兵力变化及变动原因示意图》。

Salvo che nelle regioni meridionali a ridosso della linea del fronte, nei primissimi mesi, pur vasta che fosse, la renitenza – grazie essenzialmente al gettito delle classi di leva del 1924-25 – fu minore rispetto a quella che si sarebbe manifestata nei mesi successivi, quando furono richiamate quelle del 1922-23 e il primo quadrimestre del 1924 e, piú in generale, a quanto la tendenza a far d'ogni erba un fascio, a non fare distinzione tra renitenza e diserzione, tra classi chiamate alle armi e tra periodi nei quali le varie chiamate ebbero luogo, ha indotto sovente a ritenere. Notevole fu infatti la diversità di comportamento dei giovani di leva, che non avevano – a parte quella dei bombardamenti che per altro avevano riguardato soprattutto solo alcune città – nessuna esperienza personale della guerra ed erano il prodotto «piú maturo» dell'educazione fascista e sentivano quindi maggiormente l'«imperativo morale» che l'Italia riscattasse il proprio «onore» dall'«onta del tradimento» e riprendesse il proprio posto di combattimento a fianco dell'alleato, rispetto a quello dei richiamati delle classi piú anziane che, invece, avevano vissuto in prima persona la guerra, si erano potuti fare una propria idea molto meno ideologica e piú realistica dell'alleato tedesco e consideravano quindi la prospettiva di tornare a combattere con spirito generalmente diverso da quello che animava i piú giovani e in particolare quelli delle zone nelle quali il fascismo era piú radicato per avervi avuto storicamente le sue origini e i suoi maggiori centri di forza. In primis la Lombardia e l'Emilia (dove oltre tutto il movimento partigiano stentava maggiormente ad organizzarsi per il prevalere della pianura sulla collina e la quasi totale assenza di zone montuose), che, non a caso, furono le regioni che, insieme al Veneto, registrano la percentuale piú alta di reclute386. Cosí come notevole fu l'incidenza del momento in cui si verificarono le chiamate. Alla fine del 1943, allorché vennero chiamate le classi di leva del 1924 e 1925, gli anglo-americani erano ancora bloccati a sud di Roma, il movimento partigiano muoveva i primi passi e, salvo in Piemonte, non costituiva una vera realtà alternativa; il «secondo fronte» era di là da venire e i rapporti tra Alleati e sovietici non mancavano di ombre e di ambiguità sulle quali (cosí come sul prossimo impiego da parte tedesca delle «armi segrete» destinate a capovolgere le sorti del conflitto) insisteva senza tregua la propaganda dell'Asse. L'anno dopo, quando furono richiamate le classi del 1920-23 e il primo quadrimestre del 1924, la situazione era profondamente mutata. Il movimento partigiano era diventato una forza attiva ed operante, in grado di controllare vaste zone; il fronte italiano si era rimesso in moto, Roma era stata liberata e gli eserciti alleati si stavano aprendo la strada verso nord; il «secondo fronte» in Francia era una realtà e dei conGrafico relativo alle variazioni della forza incorporata nell'Esercito con indicate le cause delle variazioni dall'ottobre 1943 al 31 dicembre 1944.

312

图例说明:
A 志愿招募入伍
B 征召1925年、1924年(第2及第3四月期)、1923年及1924年(暂准退伍人员)年龄段
C 征召空军1923、1924、1925年龄段适龄兵员
D 征召1922、1923、1924年(第1四月期)各年龄段
E 领袖(墨索里尼)关于严惩处置违纪逃犯之法令
F 征召1919、1920、1921、1922年(军士级),1916、1917年(军士及士兵级)各年龄段
G 征召1914年及1917年适龄人员(领袖第一道特赦宽大法令)
H 征召陆军与空军1920、1921年及1926年上半年年龄段
I 领袖第二道特赦宽大法令

移交调拨德方及外调人员配额(单位:人):
1: 8 600, 2: 14 600, 3: 23 600, 4: 51 600, 5: 51 600, 6: 51 600, 7: 52 000, 8: 52 200, 9: 52 200, 10: 52 200, 11: 52 200, 12: 52 200, 13: 52 200

[直角坐标系折线图,展示了从1943年10月31日至1944年12月31日期间“入伍总兵力”与“向空军等部门调拨人员后陆军实际保留兵力”的时间演变轨迹]。关于英美与苏联之间矛盾龃龉的谈论日益稀少;因此这场战争——尤其是在意大利本土——看似正无可阻挡地逼近迅速收场。

Legenda:
A Reclutamento volontario
B Richiamo classi 1925-1924 (2° e 3° quadrimestre), 1923-1924 (congedo provvisorio)
C Richiamo leva aeronautica 1923-1924-1925
D Richiamo classi 1922-1923-1924 (1° quadrimestre)
E Bando del Duce concernente i procedimenti di rigore
F Richiamo classi 1919-1920-1921-1922 (sottufficiali), 1916-1917 (sottufficiali e truppa)
G Richiamo classi 1914 e 1917 (1° Bando di clemenza del Duce)
H Richiamo esercito e aeronautica 1920-1921 e 1° semestre 1926
I 2° Bando di clemenza del Duce

Contingenti di personale ceduti:
1 8 600, 2 14 600, 3 23 600, 4 51 600, 5 51 600, 6 51 600, 7 52 000, 8 52 200, 9 52 200, 10 52 200, 11 52 200, 12 52 200, 13 52 200

[Grafico a coordinate cartesiane che mostra l'evoluzione temporale dal 31.10.43 al 31.12.44 della «Forza totale incorporata» e della «Forza rimasta incorporata nell'esercito dopo la cessione di personale all'aeronautica»]. trasti tra anglo-americani e sovietici si parlava molto meno; sicché la guerra, specie in Italia, sembrava avviarsi verso una rapida conclusione.

313

与抗拒兵役起初未酿成致命动荡、且无论如何主要滋生于那些敌视法西斯共和国或拒绝继续厮杀卖命者(究竟是为萨洛而战还是为抵抗运动而战在他们眼中并无本质区别)的情况截然相反,萨洛政权自始至终面临的真正致命顽疾乃是逃兵现象。正如萨洛陆军总参谋部大量内部机密文献所证实的那样,法西斯军政主管立即意识到,逃兵行为只有极少一部分可归因于自觉的意识形态阵营选择,而主要是以下几重因素叠加发酵的结果:a) 新兵对萨洛军政组织的极端低效无能乃至近乎瘫痪陷入极度失望,并对德国人处心积虑把绝大多数兵员从共和国陆军中抽调殆尽、极力阻挠意军建军成军、为此甚至完全拒不提供或仅以极其微薄的点滴配额提供急需武器装备的态度深感愤懑;b) 绝大部分新兵深恐被强行押往德国本土受训并从那里直接抛上残酷的东线战场;c) 这种心理绝望为失败主义宣传以及反法西斯地下劝导招募提供了极其宽广的可乘之机387

Contrariamente alla renitenza, che agli inizi non ebbe dimensioni traumatiche e che, comunque affondava le sue radici tra coloro che osteggiavano la repubblica fascista o rifiutavano di continuare a battersi (per la Rsi o per la resistenza poco importa), il vero problema per la Rsi fu sin dall'inizio quello delle diserzioni che – come attesta una ricca documentazione ad uso interno dello Stato maggiore repubblicano – i responsabili militari fascisti attribuirono subito solo in minima parte ad una scelta ideologica, ma al sommarsi: a) della delusione delle reclute per l'inefficienza e non di rado l'inesistenza dell'organizzazione militare saloina e per l'atteggiamento dei tedeschi, tutto teso a sottrarre il piú di esse all'esercito repubblicano e ad impedire che questo prendesse corpo, sino ad arrivare a questo scopo a non fornirgli o fornirgli col contagocce l'equipaggiamento e le armi di cui aveva bisogno; b) della paura di larga parte di esse di essere inviate ad addestrarsi in Germania e di là sul fronte orientale; c) delle possibilità che questa condizione psicologica schiudeva alla propaganda disfattista e al proselitismo antifascista387.

314

如果考虑到上述原由之外,相当大一部分未逃避征兵和复员动员的人员当初之所以报到,根本毫无真诚信念可言,纯粹是出于对公权力的盲目顺从,或为了免遭法律严惩、避免家人遭受连坐报复,便很容易理解为何在抗拒兵役随着每一次新动员令而持续攀升的同时,逃兵现象却呈现出截然不同、更为复杂的波动态势。逃兵流向抵抗运动的人数比例相对有限,更多地受制于前线战局的起伏变幻,并极深地受到共和国当局特赦宽宥举措的影响——尤其是1944年10月28日的第二道特赦令。当时,随着战争在短期内迅速结束的希望破灭,面对即将到来的在各方面都注定极其严酷恐怖的寒冬,诱使超过7万名逃兵与散兵游勇抓住了这一自首机会,以避免在最恶劣的绝境中熬过冬日。第314—315页与316页的两张统计表以及第320页的图表所载数据,在此方面极具说服力。

入伍兵力与各月现存兵力差额对照表*(由总参谋部组建的陆军核心部队)。

日期 陆军入伍兵力 陆军现存兵力(兵力人数) 陆军现存兵力(占比%) 差额(兵力人数) 差额(占比%)
1943年9月30日 - - - - -
10月31日 5 000 5 000 100 - -
11月30日 49 000 45 580 93 3 420 7
12月31日 78 330 72 190 92 6 140 8
1944年1月31日 99 330 89 170 90 10 160 10
2月29日 112 060 96 240 86 15 820 14
3月31日 167 500 146 430 87 21 070 13
4月30日 171 600 139 900 87 31 700 13
5月31日 189 300 152 860 84 36 440 16
6月30日 194 900 132 430 67 62 470 33
7月31日 196 000 118 480 64 77 520 36
8月31日 196 000 111 210 56 84 790 44
9月30日 196 000 108 860 55 87 140 45
10月31日 196 000 106 600 54 89 400 46
11月30日 199 600 105 700 52 93 900 48
12月31日 199 600 103 650 51 95 950 49

在本章即将收尾之际,我们感到有责任再次重申一点。自9月8日之后最初事态伊始,意大利民众便经历了一场真正的历史悲剧——我们必须以此等定性来直面这一悲剧——然而,无论在当时还是在战后,这场悲剧往往被亲历者及其史学著述以两种截然不同的方式所歪曲:这两种方式严重扭曲了1943—1945年的历史真相,将抵抗运动蜕变为某种类似于盲目崇拜的神圣图腾,而非意大利现代史上的一段基本篇章——唯有通过这段历史,才能真正理解那些年间的风云激荡对战后岁月造成的深远烙印,以及为何战后未能重建(甚至毋宁说是进一步消磨殆尽)此前侥幸残存下来的那点民族精神道德纽带。
其中一种方式,是实质上全盘否认或极力缩小绝大多数人逃避远离这场厮杀的历史事实,转而极度夸大抵抗运动在民众中所获支持的规模,直至将其粉饰为一场全民性的“人民运动”,同时将一切与此支持相悖的现象边缘化并对之语焉不详、闪烁其词。

Se a questi motivi si aggiunge che larga parte di coloro che non si erano sottratti alla leva e ai richiami lo avevano fatto senza convinzione, per generico «rispetto dell'autorità» o per non incorrere nei rigori della legge o esporre i familiari a punizioni o rappresaglie, si capisce perché, mentre la renitenza andò crescendo ad ogni nuova chiamata, le diserzioni ebbero un andamento diverso, piú vario. Si travasarono in misura minore nella resistenza, furono maggiormente legate alle vicende belliche e risentirono notevolmente dei provvedimenti di clemenza delle autorità repubblicane e in particolare del secondo, quello del 28 ottobre 1944, che, sfumata la speranza in una imminente conclusione della guerra, indusse oltre 70 mila disertori e «sbandati» ad approfittare dell'occasione per non affrontare nelle peggiori condizioni un inverno che si annunciava sotto ogni profilo terribile. I dati riportati nelle due tabelle (pp. 314-15 e 316) e nel grafico a p. 320 sono a questo proposito eloquenti.

Specchio della differenza fra la forza incorporata e la forza esistente in ogni mese* (nucleo esercito costituito dallo Stato Maggiore).

Data | Forza incorporata nell'esercito | Forza esistente nell'esercito (forza) | Forza esistente nell'esercito (%) | Differenza (forza) | Differenza (%) --- | --- | --- | --- | --- | --- 1943 30 settembre | - | - | - | - | - 31 ottobre | 5 000 | 5 000 | 100 | - | - 30 novembre | 49 000 | 45 580 | 93 | 3 420 | 7 31 dicembre | 78 330 | 72 190 | 92 | 6 140 | 8 1944 31 gennaio | 99 330 | 89 170 | 90 | 10 160 | 10 29 febbraio | 112 060 | 96 240 | 86 | 15 820 | 14 31 marzo | 167 500 | 146 430 | 87 | 21 070 | 13 30 aprile | 171 600 | 139 900 | 87 | 31 700 | 13 31 maggio | 189 300 | 152 860 | 84 | 36 440 | 16 30 giugno | 194 900 | 132 430 | 67 | 62 470 | 33 31 luglio | 196 000 | 118 480 | 64 | 77 520 | 36 31 agosto | 196 000 | 111 210 | 56 | 84 790 | 44 30 settembre | 196 000 | 108 860 | 55 | 87 140 | 45 31 ottobre | 196 000 | 106 600 | 54 | 89 400 | 46 30 novembre | 199 600 | 105 700 | 52 | 93 900 | 48 31 dicembre | 199 600 | 103 650 | 51 | 95 950 | 49 Avviandoci a concludere questo capitolo, una cosa sentiamo il dovere di ribadire. Sin dalle prime vicende immediatamente successive all'8 settembre gli italiani vissero un dramma – ché è di questo che si deve parlare – che troppo spesso, allora e dopo la fine della guerra, è stato spiegato dai suoi protagonisti e dalla loro storiografia in due modi che hanno sfigurato la realtà del 1943-45 e ridotto la resistenza molto piú simile ad un oggetto di culto che a una pagina della storia d'Italia fondamentale per comprendere l'incidenza delle vicende di quegli anni su quelle successive e sulla mancata ricostituzione (se non addirittura sull'ulteriore logoramento) di quel tanto del tessuto morale nazionale che si era preservato. Un modo è stato quello di negare sostanzialmente o di ridurre grandemente la portata della tendenza dei piú ad estraniarsi dalla lotta e di amplificare invece la dimensione dell'appoggio che la resistenza ebbe nella po-

315

差额明细论证(续接第314页统计表)。

逃兵(人数) 逃兵(%) 英美攻势导致失踪(人数) 失踪(%) 战事减员(伤亡)(人数) 战事减员(%) 正常减员(疾病、退役等)(人数) 正常减员(%)
- - - - - - - -
- - - - - - - -
3 240 5 - - 25 0.5 155 0.30
5 670 6 - - 120 0.15 350 0.44
9 360 9 - - 178 0.17 622 0.60
14 500 12 - - 338 0.30 972 0.80
18 900 11 - - 641 0.30 1 529 0.90
28 600 16 - - 1 025 0.50 2 075 1.00
32 500 17 - - 1 289 0.60 2 659 1.00
37 350 19 20 400 14 1 491 0.76 3 229 1.60
43 470 22 28 500 14 1 824 0.90 3 726 1.80
47 430 24 31 000 15 2 186 1.10 4 174 2.10
49 170 25 31 000 15 2 400 1.20 4 570 2.30
50 940 25 31 000 15 2 506 1.20 4 954 2.50
54 540 27 31 000 15 2 990 1.50 5 360 2.60
56 070 28 31 000 15 3 141 1.50 5 740 2.80
  • 所有百分比均相对于入伍总兵力而言。将抵抗运动拔高为一场广泛的“人民运动”,把一切与这种支持相抵触的表象边缘化,并对其作出片面且隐晦闪烁的解释。在抵抗运动的亲历领导者中,倘若有人未曾沉溺于这种神话编造,那大体上也仅限于某些“左翼”共产党人——他们在不同程度上与陶里亚蒂的“统一”与“民族”路线存在分歧争论。奥斯瓦尔多·波皮即为典型一例:在回忆其在艾米利亚山区游击经历时(他的论述同样完全适用于其他许多山区与非山区),他坦承“民众往往是在违背自身意愿的情况下被卷入抵抗运动的,因为绝大多数人原本更倾向于采取作壁上观的消极等待立场”388。另一种方式(其根源一方面在于马克思主义与天主教派皆无力洞察民族情感的深层积淀,另一方面则在于坚信9月8日必须成为通往全新现实的历史转折点、而为了实现这一新现实,所有非法西斯分子若不全力以赴便是不可想象的),乃是在面对如此广泛而重大的国民普遍态度时,完全不顾及9月8日带来的精神伦理创伤——正是这一道德创伤构成了物质动机滋生的温床与土壤——而仅仅孤立地看待那些物质现实利益层面的动机。不可否认,物质利益动机确实对这种态度产生了极强的塑造力,而且同样不可否认的是,它有助于人们理解某些具体运作机制以及因时因地而异的烈度波动,但仅凭物质动机本身,绝不足以使这一历史现象得到真正的合理解释;更恶劣的是,这种视角往往将民众态度贬损解释为:

Dimostrazione della differenza (continuazione tabella p. 314).

Diserzioni (numero) Diserzioni (%) Dispersi in seguito offensiva anglo-americana (numero) Dispersi (%) Perdite per cause belliche (numero) Perdite per cause belliche (%) Perdite normali (malattie, riforme, eccetera) (numero) Perdite normali (%)
- - - - - - - -
- - - - - - - - 3 240
  • Tutti i percento sono rispetto alla forza incorporata. lazione, sino a farne un grande «movimento popolare», marginalizzando le manifestazioni che contraddicevano questo appoggio e dando di esse spiegazioni parziali e reticenti. Se, tra i protagonisti della resistenza, qualcuno non si è lasciato andare a questa mitizzazione, si è trattato in genere di comunisti «di sinistra», piú o meno in polemica con la linea «unitaria» e «nazionale» togliattiana. Tipico è il caso di Osvaldo Poppi che, rievocando la sua esperienza partigiana nella montagna emiliana (ma il suo discorso vale per molte altre zone, montane e no), ha ammesso che «la popolazione ha dovuto essere coinvolta anche suo malgrado nella resistenza, perché la maggior parte avrebbe preferito stare in una posizione di attesa, inerte»388. Un altro modo (frutto, per un verso, dell'incapacità marxista e cattolica di cogliere sedimenti profondi del sentimento nazionale e, per un altro verso, della convinzione che l'8 settembre dovesse costituire il punto di svolta verso una realtà nuova per realizzare la quale era inconcepibile che tutti coloro che non erano fascisti non si impegnassero a fondo) è stato quello di porsi di fronte ad un atteggiamento di cosí grande estensione e importanza senza tener conto alcuno del trauma morale dell'8 settembre, che delle motivazioni materiali costituí l'humus, il terreno di coltura, e di prendere in considerazione solo tali motivazioni di ordine materiale, che, indubbiamente, ebbero su di esso una influenza molto forte e che, altrettanto indubbiamente, ne fanno comprendere taluni meccanismi e il suo variare di intensità a seconda dei momenti e delle realtà locali, ma che da sole non bastano a renderlo veramente intelligibile, e, peggio, di spiegarle con
316

根据1944年10月28日特赦宽大法令前来报到的军人与溃散人员统计表。

省份 人数 省份 人数 省份 人数
亚历山德里亚 1 181 因佩里亚 89 萨沃纳 4 196
奥斯塔 4 470 曼托瓦 559 松德里奥 763
阿普阿尼亚 8 米兰 4 494 斯佩齐亚 333
阿斯蒂 149 摩德纳 3 140 都灵 1 622
贝尔加莫 2 000 诺瓦拉 700 特雷维索 13 982
博洛尼亚 41 帕多瓦 564 瓦雷泽 733
布雷西亚 2 809 帕尔马 1 249 威尼斯 3 000
科莫 3 556 帕维亚 917 韦尔切利 622
克雷莫纳 1 882 皮亚琴察 867 维罗纳 1 223
库内奥 5 664 拉文纳 - 维琴察 3 899
费拉拉 247 雷焦艾米利亚 246 总计 71 436
热那亚 1 893 罗维戈 4 338

Militari e sbandati presentatisi in seguito al bando di clemenza del 28 ottobre 1944.

Provincia | Numero || Provincia | Numero || Provincia | Numero --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- Alessandria | 1 181 || Imperia | 89 || Savona | 4 196 Aosta | 4 470 || Mantova | 559 || Sondrio | 763 Apuania | 8 || Milano | 4 494 || Spezia | 333 Asti | 149 || Modena | 3 140 || Torino | 1 622 Bergamo | 2 000 || Novara | 700 || Treviso | 13 982 Bologna | 41 || Padova | 564 || Varese | 733 Brescia | 2 809 || Parma | 1 249 || Venezia | 3 000 Como | 3 556 || Pavia | 917 || Vercelli | 622 Cremona | 1 882 || Piacenza | 867 || Verona | 1 223 Cuneo | 5 664 || Ravenna | - || Vicenza | 3 899 Ferrara | 247 || Reggio Emilia | 246 || Totale | 71 436 Genova | 1 893 || Rovigo | 4 338 || |

317

人类灵魂中最卑劣的情感,甚至荒谬地发展到对投靠萨洛共和国的人给予的评价反倒高于对那些“作壁上观者”的评价。在此意义上埃尔曼诺·戈里埃里便是一个典型例证,尽管抵抗运动史上最诚实、最痛苦深刻的历史回忆录之一正出自其手笔,他曾写道389

“自私与恐惧披上了‘常识’的外衣,告诫人们切莫卷入纷争、务必保全性命、尽可能体面地从这滩浑水中脱身:实质上就是坐等盟军解放,而在此期间则默认纳粹法西斯统治这一既成事实;但同时亦绝不与后者发生过深牵扯,因为这个政权注定长不了。
当然,要想描摹出形形色色心理态度的所有幽微细部是绝不可能的……然而可以确定的是,随着解放日期的推迟与纳粹法西斯政权的苟延残喘,作壁上观、不涉险事的倾向已在广大民众中蔓延开来。简言之,‘何苦自讨苦吃?’的信条在许多人的行径中占据了上风……
归根结底,法西斯少数派毕竟明确亮出了立场,即便这在历史上是彻底错误的立场,即便这一立场的道德价值因其寄生于德国刺刀荫庇之下而大打折扣(况且在巴多格里奥统治的四十五天里没有一个法西斯分子敢动一根手指头)。从客观角度来看,法西斯主义的死灰复燃是意大利的一场浩劫,因为它代表着一个已被历史判处死刑的政权通过暴力苟延残喘的狂妄尝试,更重要的是它为内战彻底铺平了道路:若无新法西斯分子的作祟,抵抗运动本应仅仅是一场针对外来侵略者的正义起义。但若从主观角度而言,那些并非因为依附当下强者、而是出于对其理想信念的执着追求而投身共和法西斯主义的个体的个人决断,归根结底比起许多人的麻木麻木、逃避担当与自私自利,更值得受到尊重——至少在纳粹法西斯政权的罪行与反人类暴行彻底昭然若揭之前是如此。”

为了理解1943—1945年的历史真相、理解抵抗运动不得不与之搏斗的严峻难题,以及为何抵抗运动的实际社会影响在诸多方面迥异于抵抗运动通俗神话所描绘的图景,我们必须再次强调,绝不能剥离那些年间决定绝大多数意大利人态度的精神伦理底色。因为这正是最根本的初始要素,其余一切在某种程度上皆由此派生。除了这一精神伦理底色之外,物质与现实实际的考量,乃至戈里埃里所指出的自私与恐惧等基本心理因素,同样发挥了巨大作用,我们对此当然绝不否认。
因为这是一个无可辩驳的事实;如果不将这些因素充分纳入考量,人们便绝不可能真正理解大众对抵抗运动的态度在不同时期所发生的剧烈摇摆,以及这种态度对于当前战局的实际价值。我们在此指出的,与其说是那些随着时间推移或多或少背离了最初完全置身事外立场的人——因为随着时局日益紧迫,在那等严酷环境下想要绝对不表态是极度艰难乃至完全不可能的——倒不如说是这样一个严酷事实:在1944至1945年间,即便是在那些最初对抵抗运动抱有最大好感、为其提供资助乃至一度投身游击队伍的人当中,也逐渐滋生出一种更为谨慎小心的态度:充满批判、疑虑,在某些情况下甚至濒临公开敌视,其核心关切在于力求让自己远离、并把法西斯分子和游击队员同时驱离自身生活。对于这一态度的最终归宿,乔治·阿戈斯蒂在其前引1944年12月31日关于皮埃蒙特局势的报告中(其论断完全可以毫不牵强地推广至几乎所有其他区域),针对表现得最为鲜明强烈的乡村地区,用一段极为深刻的文字作出了概括;在我们看来,这段论述的价值远远超越了民众与抵抗运动关系的个别问题,因为它比多年来诸多伪历史学高谈阔论更加透彻地解释了:为何那些把抵抗运动视作自身政治崛起基石的各个政党,在斗争胜利后并未收获他们曾坚信唾手可得的辉煌政治成果;而且它或许同样解释了,为何意大利共产党或其内部那部分……

i sentimenti piú bassi dell'animo umano, sino ad arrivare al punto di apprezzare chi aveva aderito alla Rsi piú di chi era «stato alla finestra». Tipico in questo senso è il caso di Ermanno Gorrieri, a cui, pure, si deve una delle piú oneste e sofferte opere storico-memorialistiche sulla resistenza, che ha scritto389:

L'egoismo e la paura, ammantati sotto le vesti del «buon senso», suggerivano di non compromettersi, di pensare a salvare la pelle e ad uscire da questa situazione alla meno peggio: di attendere, in sostanza, la liberazione degli Alleati, e nel frattempo, di accettare il fatto compiuto del dominio tedesco e fascista; senza peraltro compromettersi troppo neppure con questo, che non era destinato a durare.
Naturalmente è impossibile descrivere tutte le varie sfumature dei diversi atteggiamenti psicologici... è certo tuttavia che la tendenza allo stare alla finestra, al non compromettersi si era andata diffondendo largamente fra le masse, in conseguenza del rinvio della liberazione e del consolidarsi del regime nazifascista. Era insomma la teoria del 'chi te lo fa fare?' che prevaleva nella condotta di molti...
In fondo la minoranza fascista una posizione l'aveva presa, anche se era quella storicamente sbagliata e anche se, a infirmarne il valore morale, stava il fatto che ciò era avvenuto all'ombra delle baionette tedesche, mentre nessun fascista aveva mosso un dito nei quarantacinque giorni badogliani. Da un punto di vista oggettivo, la rinascita del fascismo era stata una grossa jattura per l'Italia, perché rappresentava un tentativo violento di sopravvivenza di un regime già condannato dalla storia, e soprattutto perché apriva la strada alla guerra civile: senza i neofascisti infatti la resistenza sarebbe stata soltanto una rivolta contro lo straniero invasore. Ma da un punto di vista soggettivo, la decisione personale di coloro che aderirono al fascismo repubblicano non perché ciò significava schierarsi col piú forte del momento, ma per coerenza con la propria convinzione ideale, merita in fondo rispetto piú dell'inerzia, del disimpegno e dell'egoismo di tanti: almeno fino a quando non furono evidenti i delitti e le aberrazioni del regime nazifascista.

Per comprendere la realtà del 1943-45, i problemi con i quali dovette misurarsi la resistenza e perché il suo impatto reale fu per molti aspetti diverso da quello prospettato dalla vulgata resistenziale, non si può prescindere - lo ripetiamo ancora una volta - dal sottofondo morale che in quegli anni determinò l'atteggiamento della grande maggioranza degli italiani. In esso infatti è l'elemento primo, da cui dipende in qualche misura tutto il resto. Che, oltre a questo sottofondo morale, un peso notevole abbiano avuto anche motivi di ordine materiale e pratico e anche fattori psicologici di tipo elementare, quali l'egoismo e la paura richiamati da Gorrieri, non saremo certo noi a negarlo.
Perché è un fatto incontestabile e perché, se essi non vengono tenuti in tutto il dovuto conto, diventa praticamente impossibile capire le oscillazioni che l'atteggiamento verso la resistenza ebbe nel tempo e il loro valore rispetto alla lotta in corso. E dicendo questo non ci riferiamo tanto a coloro che via via si discostarono in maggiore o minore misura dal loro iniziale atteggiamento di totale estraneità ad essa, ché, via via che passava il tempo, non prendere assolutamente posizione era in quelle circostanze difficile e talvolta addirittura impossibile, ma al fatto che, nel corso del 1944-45 anche tra coloro che inizialmente avevano guardato con maggiore simpatia alla resistenza, le avevano fornito aiuti e talvolta si erano uniti alle bande partigiane, venne prendendo piede un atteggiamento piú cauto: critico, sospettoso e in taluni casi al limite dell'ostilità, preoccupato soprattutto di tenersi lontano e tener lontani da sé sia i fascisti che i partigiani. Un atteggiamento il cui punto d'arrivo Giorgio Agosti, nella già citata relazione del 31 dicembre 1944 sulla situazione in Piemonte (ma la sua valutazione può essere estesa senza forzature a pressoché tutte le altre zone), sintetizzò, per quel che riguardava le campagne, ove esso era piú marcato e percepibile, con parole il cui valore ci pare vada oltre la questione particolare del rapporto popolazione/resistenza, dato che spiega, meglio di tanti pseudo discorsi storici fatti per anni, perché i partiti che avevano fatto della resistenza la chiave di volta della loro affermazione politica non raccolsero dopo la sua conclusione i risultati che avevano ritenuto essa avrebbe loro assicurato; e, probabilmente, spiega anche perché il Pci o quella parte

318

1943年11月30日至1944年12月31日各月及各大区逃兵人数统计表(不含各大兵团及直接隶属于德军之部队)。

大区 1943年11月30日 1943年12月31日 1944年1月31日 1944年2月29日 1944年3月31日 1944年4月30日
阿布鲁齐 90 90 135 180 225 225
拉齐奥 360 540 720 900 1 125 1 552
翁布里亚 90 90 135 180 225 442
马尔凯 90 135 135 180 225 225
托斯卡纳 360 540 720 900 1 530 3 365
艾米利亚 180 315 630 900 1 440 3 215
威尼托 630 900 1 800 2 700 3 480 5 396
伦巴第 900 1 800 2 700 3 600 4 500 5 846
皮埃蒙特 180 360 428 1 017 1 125 1 516
利古里亚 360 900 1 283 3 051 3 375 4 547
直属中央机关部队ᵃ - - 720 900 1 669 2 279
总计 3 240 5 670 9 406 14 508 18 919 28 608

Numero dei disertori per mese e per regione dal 30 novembre 1943 al 31 dicembre 1944 (escluse le grandi unità ed i reparti alle dirette dipendenze dei germanici).

Regione 30 novembre 1943 31 dicembre 1943 31 gennaio 1944 29 febbraio 1944 31 marzo 1944 30 aprile 1944
Abruzzi 90 90 135 180 225 225
Lazio 360 540 720 900 1 125 1 552
Umbria 90 90 135 180 225 442
Marche 90 135 135 180 225 225
Toscana 360 540 720 900 1 530 3 365
Emilia 180 315 630 900 1 440 3 215
Veneto 630 900 1 800 2 700 3 480 5 396
Lombardia 900 1 800 2 700 3 600 4 500 5 846
Piemonte 180 360 428 1 017 1 125 1 516
Reparti alle dirette dipendenze degli Enti centraliᵃ - - 720 900 1 669 2 279
Totali 3 240 5 670 9 406 14 508 18 919 28 608
319

……而在共产党内部,那些曾将针对法西斯分子和德国人的武装斗争仅仅视作向夺取政权的“更高级阶段”过渡之跳板的人,最终也不得不放弃这一企图:在盟军已进驻意大利本土、且根本无法对北方广大平民群众寄予绝对可靠信任的局势下,贸然铤而走险踏上这样一条夺权道路,无异于自取灭亡的彻头彻尾之疯狂。

阿戈斯蒂在其报告中写道390:“应当首先指出的是,总体而言民众对游击队各部队的态度日趋恶化……在两害相权之下,乡村民众退缩入一种充满猜忌戒备的自保防守之中;他们痛恨法西斯分子,但检举告发游击队员时却毫不犹豫;总体而言——恰如雇佣军横行的战争年代那样——人们唯一的关切就是让这两造力量都离自己越远越好。这是一种极其危险的精神心理状态,为组建‘白色防卫自卫队’提供了土壤。游击运动在最初阶段曾把乡村从沉睡麻木中唤醒,如今乡村却陷入警觉惶恐,明日更可能演变为公开的彻底敌视。数月前还积极报名加入游击小队的农民,如今宁可手持猎枪守卫自家的田庄,并与其他乡邻共同组建小型自卫队;这是一次极其严重的历史倒退!”

值得注意的是,这种“倒退”绝不仅限于农民阶层以及政治化程度较低的边缘群体。到了某个时刻,

1944年5月31日 1944年6月30日 1944年7月31日 1944年8月31日 1944年9月30日 1944年10月31日 1944年11月30日 1944年12月31日
450 675 - - - - - -
1 642 1 642 - - - - - -
652 695 - - - - - -
450 630 675 - - - - -
3 428 3 909 4 899 5 799 - - - -
3 341 5 275 5 962 6 580 6 653 6 743 6 833 6 923
5 601 6 157 6 889 7 352 7 471 7 609 8 586 8 834
6 580 7 175 7 942 8 551 9 247 9 599 10 578 11 093
1 674 1 764 2 455 2 689 2 983 3 013 4 090 4 223
5 472 5 742 7 510 8 387 8 969 10 131 10 590 11 048
3 176 3 660 4 092 4 363 4 363 4 363 4 363 4 464
32 466 37 324 40 424 43 721 39 686 41 458 45 040 46 585

ᵃ 包括各大兵团组建中心、特种部队训练中心以及反叛乱部队(R.A.P.)。

di esso che considerava la fine della lotta armata contro i fascisti e i tedeschi solo un momento di passaggio ad una fase «piú avanzata» di lotta per il potere dovette rinunciarvi: avventurarsi su una tale strada, con gli Alleati in Italia e senza neppure poter fare sicuro affidamento sulle masse popolari del nord, sarebbe stata una follia.

Conviene premettere - scriveva Agosti390 - che in genere l'atteggiamento della popolazione nei confronti delle formazioni partigiane è andato peggiorando... Fra i due mali la popolazione delle campagne si chiude in una sospettosa difesa; odia il fascista, ma non esita a denunciare il partigiano e in generale - come al tempo delle guerre di ventura - si preoccupa soltanto di tener lontano e l'uno e l'altro. È uno stato d'animo pericoloso che pone le premesse per la creazione di squadre bianche. Le campagne, che in un primo momento il moto partigiano aveva tratto dal torpore, oggi sono allarmate, domani potranno diventare decisamente ostili. Il contadino che qualche mese fa si arruolava nella banda partigiana, oggi preferisce restare a custodire il suo campo armato del fucile da caccia e costituisce con altri compagni piccole squadre di difesa; è un grave passo indietro!

Né, si badi, il «passo indietro» riguardò solo i contadini e gli strati, gli ambienti, i gruppi meno politicizzati e periferici. Ad un certo momento,

31 maggio 1944 30 giugno 1944 31 luglio 1944 31 agosto 1944 30 settembre 1944 31 ottobre 1944 30 novembre 1944 31 dicembre 1944
450 675 - - - - - -
1 642 1 642 - - - - - -
652 695 - - - - - -
450 630 675 - - - - -
3 428 3 909 4 899 5 799 - - - -
3 341 5 275 5 962 6 580 6 653 6 743 6 833 6 923
5 601 6 157 6 889 7 352 7 471 7 609 8 586 8 834
6 580 7 175 7 942 8 551 9 247 9 599 10 578 11 093
1 674 1 764 2 455 2 689 2 983 3 013 4 090 4 223
5 472 5 742 7 510 8 387 8 969 10 131 10 590 11 048
3 176 3 660 4 092 4 363 4 363 4 363 4 363 4 464
32 466 37 324 40 424 43 721 39 686 41 458 45 040 46 585

ᵃ Centro costituzione Grandi Unità, Centro addestramento reparti speciali e Reparti anti ribelli (R.A.P.).

320

1943年11月至1944年12月31日每月逃兵人数变动及增减主要原因示意图。

图版:Grafico delle variazioni del numero mensile delle diserzioni (novembre 1943 - 31 dicembre 1944)

A 早期逃兵潮(1943年11—12月),主要归因于保障应征人员伙食与住宿的后勤设施极度匮乏
B 每月逃兵人数激增,系因各大兵团人员开始被陆续送往德国
C 逃兵人数下降,系因出台严厉惩戒法令
D 逃兵人数回升,系因严厉惩戒法令未能切实严格执行
E 逃兵人数下降,系因领袖(墨索里尼)颁布第一道特赦宽大法令
F 逃兵人数暴增,系因英美军队于1944年6月和7月发动强大攻势
G 逃兵人数下降,系因英美攻势受阻停滞以及德意军队强化大搜捕行动
H 逃兵人数因领袖第二道特赦宽大法令而再度变动,该法令允许逃兵自首后转为劳工人员
甚至早在著名的《亚历山大文告》发布之前,由于武装斗争的无限期拖延,以及同那部分此前尚愿协助抵抗运动的民众群体之间日益恶化的紧张关系所造成的沮丧情绪,实际上便已波及到了政治素养极高的骨干成员与反法西斯各政党党员,其中甚至包括共产党人。在这方面,阿门多拉于1944年9月下半月伊始致其党在米兰的领导层的一份关于威尼托局势的报告极具代表性。针对德国人为在阿迪杰河后方构筑防御工事而强令罗维戈和帕多瓦两省十六至六十岁所有男性进行强制劳动总动员时所引发的“民众反应”,阿门多拉写道391

Grafico delle variazioni del numero mensile delle diserzioni con indicate le cause principali degli aumenti e delle diminuzioni dal novembre 1943 al 31 dicembre 1944.

Grafico delle variazioni del numero mensile delle diserzioni (novembre 1943 - 31 dicembre 1944)

A Diserzioni iniziali (Novembre-Dicembre 1943) dovute in gran parte alla deficienza degli apprestamenti atti ad assicurare vitto ed alloggio ai richiamati
B Aumento del numero mensile delle diserzioni dovuto all'iniziato avviamento in Germania del personale delle G.U.
C Diminuzione dovuta al Bando dei provvedimenti di rigore
D Aumento dovuto alla mancata applicazione dei provvedimenti di rigore
E Diminuzione dovuta al 1° Bando di clemenza del Duce
F Aumento dovuto all'offensiva anglo-americana del Giugno e Luglio 1944
G Diminuzione dovuta all'arresto dell'offensiva anglo-americana ed all'intensificazione dei rastrellamenti
H Aumento dovuto al 2° Bando di clemenza del Duce che dava possibilità ai disertori di arruolarsi come lavoratori già prima del «proclama Alexander», lo scoramento per il prolungarsi della lotta e le crescenti difficoltà nei rapporti con quella parte delle masse che sino a qualche tempo prima era stata disposta ad aiutare la resistenza lambí infatti anche elementi piú politicizzati, membri dei partiti antifascisti, non escluso quello comunista. Significativo è a questo proposito quanto Amendola scrisse in un rapporto sulla situazione nel Veneto all'inizio della seconda metà del settembre 1944 indirizzato alla direzione milanese del suo partito. Riferendosi alla «risposta popolare» alla mobilitazione obbligatoria di tutti gli uomini dai sedici ai sessant'anni delle provincie di Rovigo e di Padova decretata dai tedeschi per costruire una linea di fortificazioni dietro l'Adige Amendola scrisse infatti391:

321

“我和几名被动员的人员交谈过,并与他们一同搭乘了一趟将我带到帕多瓦的工人专列。其中一人每天必须骑自行车兼乘火车往返五十公里,一天奔波两次去上工。他们每天获发约70里拉工资,中午领到一碗菜汤和一块面包……与我交谈的那些人声称,工地上其实干活不多,而且无论如何这样可以避免被强行押送遣往德国……抵达帕多瓦后,我随即询问最先接触到的几位同志,党曾采取了何种措施来阻挠这项劳工动员。同志们告诉我什么都没能做,根本不可能加以阻止,所有人都去上工了。后来我从帕多瓦省委书记安塞尔莫处得知,党曾印制了3000份传单,但散发得太迟了。他向我证实,甚至连党内的同志们也几乎全去上工了;不仅如此,在全省许多地方,正是同志们自己告诉工人们最好服从去上工,以免招致更悲惨的灾祸。当地的一个民族解放委员会全体成员,包括我们的党籍同志在内,集体决定前往登记报到。我随即质问:‘那么现在你们在做什么?你们是否在这批劳工群众中围绕即时切身诉求(伙食、工资、外胎供给)组织起斗争工作,以展开破坏、诱导怠工和潜逃,推动被动员者弃工离岗?’……事实上,面对全员登记上工的既成事实,灰心丧气的同志们根本没有采取任何后续行动……”

造成民众态度发生剧烈转变的原因错综复杂且互为因果。从时间顺序来看,首要诱因乃是游击队最初的袭击行动所引爆的残酷报复与反报复恶性循环392。起初,报复屠杀主要出自德军之手393;随后,在1943年11月中旬费拉拉省法西斯党部书记吉塞利尼遭暗杀之后,法西斯分子以骇人听闻的费拉拉大屠杀作为回应(法里纳奇对此做出的评论是“我们的行动口号是以眼还眼,以牙还牙”394),法西斯方面的报复行动随即大肆泛滥;此外同样存在游击队方面的反报复处决——游击队的报复虽然频次相对较少,造成的受害人数亦较少,但在残忍程度上却毫不逊色,因为其处决对象往往是早已被关押多日的被俘人员395。报复与反报复由此迅速变得愈发频繁而惨绝人寰,最终沦为一种不断自我吞噬、无限循环升级的暴力螺旋,在各处播撒下死亡、毁灭与恐怖;对此,即便是萨洛政权内部的档案亦毫不讳言。举例而言,国家共和卫队总司令部1945年4月14日的《每日通报》中的记述便极为典型。在论及库内奥地区的局势时(其论断同样完全适用于其他区域),报告起草人写道:“各市镇及其居民正生活在这种斗争、报复、殉难与流血周而复始的无尽交替之中”396。这一悲剧性局势一方面加剧了人们对德国人和法西斯分子的敌恨,并在那些原本对萨洛政权并不怀有先入为主敌意的人群中播下了震惊与义愤——这些人原本将挑起报复螺旋的责任归咎于游击队,且如果惩处能稍具“更多合法性”、不如此公开炫耀残暴血腥,他们甚至会将报复视作特定环境下的无可奈何产物而予以默许受纳397;另一方面,这种暴力螺旋在那些直接或间接受害的当事人群体中,引发了截然不同且相互冲突的心理反应。面对这种暴力升级,一部分民众的反应是竭力彻底逃避卷入一场在他们看来愈发荒诞绝伦、却又不得不被迫习以为常的残酷厮杀之中。然而对另一部分人而言,道德伦理上的激愤以及为这种暴力升级所付出的惨痛代价,却化作了一股内驱力,促使他们以全新的眼光——一种更加同情或无论如何不那么敌视的眼光——来看待游击队运动,开始赞同或至少宽恕游击队此前曾遭到谴责的斗争形式与倡议举措,甚至促使他们向游击队提供庇护援助,乃至毅然入山入伍投身其中。在某些情况下,这种投身是出于真诚信念并作出了终身不悔的坚决抉择;在另一些情况下,则是寄希望于游击队能够向他们提供萨洛政权无力提供的保护(既防范游击队的劫掠,亦抵御萨洛自身反游击部队的扫荡);在还有一些情况下,则是为了在特定时刻摆脱眼前迫在眉睫的灭顶之灾。这也完全解释了为何在随后的另一阶段中,随着一系列对民众而言在生活与生存层面更为沉重灾难性的事实日益显现(我们稍后将详述),当人们痛苦地意识到协助抵抗运动所必须付出的沉重代价、意识到抵抗武装根本无法提供他们当初所幻想的庇护,甚至恰恰相反,游击队有时竟蓄意(即为了迫使平民更彻底地孤注一掷站在自己一边398)将民众推向更大的困厄与绝境时,恰恰是在那部分此前曾主动靠拢抵抗运动的民众当中,最剧烈地爆发了阿戈斯蒂1944年底报告中所指出的那种民意恶化。这种民意恶化固然并未彻底剥夺抵抗运动所赢得的全部“社会认同”,但确实极大地削弱了这种认同,甚至侵蚀了最初最早的那批坚定支持者;而且——尽管这种失望决未转化为对萨洛政权的任何拥护——倘若战争继续拖延更长时间,倘若“罗马协定”未能使游击运动得以在一定程度上遏制大规模诉诸“自筹经费”的掠夺性手段,这种恶化极有可能突破抵抗运动得以维持存续的“警戒底线”。因为大规模“自筹经费”在潜能上已成为促使普通民众——借用我们前文在阿戈斯蒂笔下读到的生动表述——开始“对这场游击战争彻底深恶痛绝、忍无可忍”的最重要诱因(若不径直称其为决定性诱因的话)。换言之,这场游击战是绝大多数民众原本根本不愿承受的,而战争在“鲜血与财产损失方面最为沉重惨痛的代价”,却恰恰无情地全部倾泻在了这些无辜平民的身上399

Ho parlato con alcuni di questi mobilitati, ed ho preso con loro un treno operaio che mi ha portato a Padova. Uno doveva fare ogni giorno cinquanta chilometri in bicicletta ed in treno, due volte al giorno per andare a lavorare. Sono pagati circa 70 lire al giorno ed a mezzogiorno ricevono una brodaglia ed un pezzo di pane... Quelli con cui ho parlato affermavano che si lavora poco, e che in ogni modo si evitava cosí di essere deportati in Germania... Arrivato a Padova, chiesi subito ai primi compagni cosa era stato fatto per impedire la mobilitazione. Questi mi dissero che non era stato fatto nulla, che era stato impossibile impedirla e che tutti erano andati a lavorare. Poi seppi da Anselmo, segretario federale di Padova, che era stato lanciato un manifestino, tirato a 3000 copie, ma distribuito tardivamente. Mi confermò che anche i compagni erano quasi tutti andati a lavorare, che anzi in molte zone della provincia i compagni stessi avevano detto ai lavoratori di andare per evitare danni peggiori. Un Cl locale aveva deciso al completo, compreso il nostro compagno, di presentarsi. Ed adesso, chiesi, cosa fate, avete organizzato un lavoro tra questa massa sulla base di rivendicazioni immediate (vitto, salario, copertoni), per il sabotaggio e per la diserzione, per spingere i mobilitati ad abbandonare il lavoro?... In realtà di fronte al fatto compiuto della totalitaria presentazione al lavoro, i compagni sfiduciati non avevano preso altre iniziative...

Le cause del mutamento dell'atteggiamento popolare furono varie e concorrenti. Prime in ordine di tempo furono le rappresaglie e le controrappresaglie scatenate dalle prime azioni partigiane392. All'inizio le rappresaglie furono tedesche393, poi, dopo l'uccisione a metà novembre del 1943 del federale Ghisellini alla quale i fascisti risposero con la strage di Ferrara («la parola d'ordine è stata occhio per occhio, dente per dente» fu il commento dedicatole da Farinacci394), anche fasciste; ma anche partigiane, meno frequenti, ma che se fecero meno vittime, non furono meno crudeli, essendo compiute spesso su prigionieri catturati da tempo395. Le rappresaglie e le controrappresaglie si fecero cosí ben presto sempre piú numerose e atroci, sino a diventare una sorta di spirale che si autoalimentava all'infinito e che seminava morte, distruzione e terrore un po' dappertutto e della quale anche le fonti saloine non fanno mistero. Tipico, per fare un esempio, è quanto si legge nel «Notiziario» del Comando generale della Gnr del 14 aprile 1945. Riferendosi alla situazione nel Cuneese (ma il discorso valeva anche per le altre zone) l'estensore del rapporto scriveva: «I comuni e le loro popolazioni vivono in questo alternarsi di lotte, di rappresaglie, di martirio e di sangue»396 una tragica situazione che, se per un verso acuiva l'ostilità nei confronti dei tedeschi e dei fascisti e seminava sbigottimento e indignazione anche tra coloro che non erano pregiudizialmente ostili alla Rsi e che, attribuendo la responsabilità di aver innescato la spirale delle rappresaglie ai partigiani, le avrebbero persino accettate come un inevitabile portato delle circostanze se appena fossero state fatte con «piú legalità» e con minore ostentazione di crudeltà397, per un altro verso provocava in coloro che direttamente o indirettamente ne erano vittime reazioni diverse e contrastanti. Una parte della popolazione di fronte a questa escalation di violenze reagí cercando di sottrarsi sempre piú ad ogni forma di coinvolgimento in una lotta per essa sempre piú assurda, ma alla quale era giocoforza assuefarsi. Per un'altra invece la reazione morale e i prezzi da pagare a questa escalation costituirono la molla che la fece guardare con occhio diverso, piú favorevole o comunque meno sfavorevole al movimento partigiano, ad approvarne o almeno giustificarne iniziative e forme di lotta che in un primo momento aveva condannato e talvolta la spinse ad aiutarlo e persino ad unirsi ad esso. In certi casi con convinzione e compiendo una scelta definitiva; in altri pensando che esso potesse assicurarle quella protezione che la Rsi non poteva darle nei confronti sia dei partigiani sia delle proprie forze antipartigiane; in altri ancora sperando di sottrarsi al pericolo che in quello specifico momento le appariva piú incombente. E ciò spiega perché, quando, in una ulteriore fase e a seguito del prendere sempre piú corpo, come vedremo, di una serie di fatti per essa piú drammaticamente pesanti si rese conto di quanto elevato fosse il costo dell'aiuto dato alla resistenza, di quanto poco questa potesse assicurarle quella protezione in cui aveva sperato e, anzi, la esponesse, talvolta scientemente (per indurla cioè ad impegnarsi maggiormente a suo favore398), a maggiori difficoltà e pericoli, fu proprio in questa parte della popolazione che si era avvicinata alla resistenza che si verificò maggiormente quel peggioramento di atteggiamento di cui parla la relazione di Agosti della fine del 1944. Un peggioramento che non sottrasse certo alla resistenza tutti i «consensi» raccolti, ma che li ridusse notevolmente e intaccò anche una parte di quelli della prima ora e che - pur non trasferendoli assolutamente alla Rsi - non è detto che non avrebbe potuto superare il «limite di guardia» se la guerra fosse continuata ancora a lungo e se gli «accordi di Roma» non avessero consentito al movimento partigiano di porre parzialmente freno al ricorso su vasta scala all'«autofinanziamento», potenzialmente una delle cause piú importanti (per non dire tout court quella decisiva) del fatto che la popolazione - per usare un'espressione che abbiamo già trovato sotto la penna di Agosti - cominciò «ad averne le scatole piene della guerra partigiana». Di una guerra cioè che in gran maggioranza non aveva voluto e il cui costo «piú grave in sangue e perdita di beni» ricadeva proprio su di essa399.

326–327

从时间顺序而言,平民与抵抗运动之间关系的最初试金石,几乎在所有地方都无一例外是山区地带;正是在9月8日之后,一部分溃散的意军官兵逃入山区避难,并在此组建起最初也是最重要的游击武装小队。这些区域的民众态度,特别是那些在希腊、南斯拉夫和苏联战场上付出过最为惨重牺牲的皮埃蒙特、伦巴第和威尼托各阿尔卑斯山谷居民的心态,已成为大量史学著述直接或间接探讨的焦点。然而,过多的简化处理和充斥其间的官方说教修辞,却严重扭曲或阻碍了人们看清这一远比通常描绘更为复杂的历史真相;尤其是忽略了其中深植的环境与乡土文化根由400——正是这些深层根由,使得普通民众与游击队员之间的真实纽带远不如后人宣称的那样具有严格的“政治性”,亦使得人们很难简单地将山民对法西斯分子和德国人的抵触与憎恶直接等同于对抵抗运动本身具有严格自觉意义的政治认同。唯有从这些乡土环境动机出发,并牢牢把握住阿尔卑斯山麓及阿尔卑斯深山正是抵抗运动最初诞生且存续数月的核心腹地这一历史事实,人们才能真正洞察那些山谷居民在1943至1945年间的真实心态与态度演变,洞悉他们与游击队员(对他们而言游击队在实质上仅仅等同于他们所亲身接触到的具体队员)之间真实的共生关系,理解他们如何从最初的不解与信任交织,走向日益坚定的鼎力相助,走向一部分人(虽非绝对多数但绝非微不足道)投身武装斗争,直至随后其对游击队员的同情与好感逐渐消磨降温、乃至在某些时刻荡然无存。而且需要格外明确的是,当我们在此使用“游击队员”一词时,绝非将其视作“抵抗运动”的无缝同义词。因为如果想要彻底厘清那些不愿或无法对一切置身事外的民众群体的心理轨迹,就必须深刻认识到:除了极少数无关宏旨的特例之外,他们的态度转变所针对的绝非作为崇高理想的抵抗运动本身——否则这种转变势必会导致他们倒向萨洛政权——而是(这种区分看似吹毛求疵,实则关乎历史本质)针对他们与眼前游击队员的具体人际关系以及对这些武装分子的实际评判;而这种评判绝非基于他们是抵抗战士这一崇高身份,而是源于他们在对待普通百姓时的具体言行做派(在强加给平民的沉重物质代价这一维度上,这种做派往往在本质上与法西斯分子相差无几)401

In ordine di tempo, il primo banco di prova del rapporto popolazione civile / resistenza furono quasi ovunque le zone montane dove subito dopo l'8 settembre si era rifugiata parte dei militari sbandati e dove si costituirono le prime e piú importanti bande partigiane. L'atteggiamento delle popolazioni di tali zone e in particolare di quelle delle valli del Piemonte, della Lombardia e del Veneto che avevano pagato il prezzo maggiore della guerra in Grecia, Jugoslavia e Russia è stato direttamente o indirettamente oggetto di numerosi studi. Troppe semplificazioni e una buona dose di retorica hanno però svisato o reso difficile cogliere una realtà piú complessa di come in genere prospettata e, soprattutto, intessuta di motivazioni ambientali e culturali che non possono essere ignorate400 poiché rendono i rapporti tra la popolazione e i partigiani meno politici in senso proprio di quanto spesso asserito e piú difficile dare semplicisticamente al rifiuto e all'ostilità dei valligiani nei confronti dei fascisti e dei tedeschi, il valore di un'adesione politica vera e propria alla resistenza. Solo prendendo le mosse da queste motivazioni e dal fatto che fu nelle valli alpine e prealpine che nacque e visse per mesi essenzialmente la resistenza si possono infatti comprendere lo stato d'animo, l'atteggiamento di quelle popolazioni, i loro rapporti reali con i partigiani (che per esse erano essenzialmente solo quelli con i quali erano a contatto) nel corso del 1943-45, il loro passare da un'iniziale miscuglio di incomprensione e di fiducia ad un aiuto via via piú convinto, ad una partecipazione di una parte (non cospicua, ma neppure insignificante) di esse alla lotta armata e, poi, a un affievolire, a un lasciar cadere talvolta, le proprie simpatie per i partigiani. E, sia ben chiaro, dicendo «partigiani» non usiamo un sinonimo, non vogliamo dire «resistenza». Ché, se si vuol fare chiarezza nell'atteggiamento di quei settori della popolazione che non vollero o non poterono estraniarsi da tutto, è necessario rendersi conto che il mutamento del loro atteggiamento non riguardò, salvo casi particolari e poco significativi, la resistenza in quanto tale - che altrimenti sarebbe sfociato in un'adesione alla Rsi - ma (la distinzione può apparire sofistica, ma è invece essenziale) i rapporti coi partigiani e il giudizio su di essi. E non in quanto membri della resistenza, ma a causa del loro comportamento (diverso, ma spesso in fondo non molto dissimile sul piano dei costi imposti ai civili da quello dei fascisti) nei confronti della popolazione401.

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在探讨该问题的诸多历史学者中,至少就抵抗运动前期的“上升阶段”而言,能够最精准地抓住问题要害的(尽管其字里行间亦不乏对官方正统叙事的若干妥协),或许当数乔治·博卡。

博卡在其《意大利游击战争史》中写道402:“山民们坐在前排充当看客,却常常身不由己地被卷入这场大悲剧之中;他们对这场起义背后的政治缘由知之甚少,对其轻许的诺言听来毫无信念:‘你们将住上好房子,将通上电,通上公路。’他们冷眼旁观,默不作声:他们深谙历史规律,大山深处千百年来何曾真正改变过分毫。决定山民对游击队抱有好感的并非理性算计,而是原始本能:他们在这些反叛者身上看到了自己的骨肉印记——他们几乎全都是本省的乡土子弟,操着相同的方言,唱着相同的山歌,恪守相同的习俗;游击队员让他们联想起战死在俄国冻土、未从希腊或北非黄沙归来的亲生骨肉:‘我待你们,就如同待他一样。’‘若是乡里乡亲互不搭把手……’山民的政治意识尚处于蒙昧雏形,但他们的支持在客观上同样具有政治色彩:他们所庇护的这场叛乱,正是在反抗那高高盘踞在平原城市里的官府强权——那强权深入山谷,以往从来只是为了横征暴敛、强行拉夫派兵;而如今,则是为了杀戮。面对这股强权,山民们筑起了共同的守口如瓶的传统防线;他们用沉默掩护反叛者,若德国鬼子进山盘问村落方位,他们便装疯卖傻,故意指引错谬岔道。法西斯分子和德国人是彻头彻尾的异乡恶客;他们一旦闯入,唯有纵火、劫掠、残杀与恐吓。
在最初数月里,山民与反叛者之间的相处并非总是风平浪静:山里人和城里人必须互相磨合理解。山里人有自己的生存哲学,对他们而言,维持一家老小温饱生存的念头具有无比清晰而切实的极端分量,而城里人对此早已几乎遗忘殆尽。面对财物器皿,山民的反应原始直接:只要有可能,便先据为己有藏匿起来。在停战混乱的日子里,山民们把正规军丢弃在山谷里的所有物资一扫而光:骡马、毛毯、卡车、汽油桶。谁捞得最多便引来乡邻的眼红妒忌,后者便会以山里人特有的含沙射影方式向游击队告密。游击队员循迹搜上门去:‘伙计,把汽油交出来,我们按价付钱。快点,老实交代把油桶埋在哪儿了。’山民默不作声,任由对方把自己推上墙头,哪怕被拉出去枪毙也绝不吐露半句。可一旦藏匿处被搜了出来,他却丝毫不记恨,反而咧嘴一笑:‘算我倒霉,认栽了。’大山教会了他极度的自私自利,但也教会了他崇高的慷慨仁厚,学会在大难临头的生死关头毫无保留地休戚与共。同一个山民,上一刻还会为了不交出私藏的汽油而甘冒杀身之祸,下一刻却会为了救助一名负伤的游击队员而舍命相搏……大山是极其缓慢地接纳这场起义的:起初只是些微不足道的打杂差使——‘帮我们收好这袋粮食,帮我们把麦子磨了;把你的骡子借我们使使’——随后发展为派出首批自卫小组协助巡逻放哨与担负劳役差使。恐怖统治:正是这股恐怖彻底加速了平原城市与崇山峻岭间的时间流速;恐怖在每一处将人们死死捆绑在了一起……”

Tra i vari autori che si sono occupati della questione chi, forse, l'ha messa, per quel che riguarda almeno la fase «ascendente», meglio a fuoco (pur con qualche concessione alla retorica ufficiale) è stato Giorgio Bocca.

Spettatori di prima fila, spesso coinvolti nel dramma - ha scritto nella sua Storia dell'Italia partigiana402 -, i montanari sanno poco dei motivi politici della ribellione e ne ascoltano senza convinzione le facili promesse: «Avrete una bella casa, avrete la luce, la strada». Guardano e tacciono: conoscono la storia, nella montagna niente è mai cambiato. Non è il calcolo che decide il favore dei montanari, ma l'istinto: nei ribelli si riconoscono, sono quasi tutti ragazzi della provincia, sanno il dialetto, le canzoni, le usanze; gli ricordano i figli morti in Russia, non tornati dalla Grecia, dall'Africa: «Faccio per voi quello che farei per lui». «Se non ci diamo una mano fra noi...» La coscienza politica dei montanari è embrionale, eppure il loro appoggio è anche politico: la ribellione che aiutano è ostile a quel potere che sta laggiú nella città della pianura, che arriva nelle valli solo per riscuotere le tasse, per imporre le leve militari; ora per uccidere. Contro questo potere si stabilisce la difesa comune dell'omertà, i montanari coprono i ribelli con il loro silenzio, se salgono i tedeschi e chiedono di una località fingono di non capire, indicano la via sbagliata. I fascisti e i tedeschi sono degli sconosciuti, degli stranieri; quando vengono è solo per bruciare, per rubare, per uccidere, per minacciare.
Nei primi mesi i rapporti con la ribellione non corrono sempre lisci: il montanaro e il cittadino devono capirsi. Il montanaro è fatto a suo modo, per lui il pensiero della sussistenza ha quel valore preciso, concreto, che la gente di città ha quasi dimenticato. Di fronte alla roba la sua reazione è primitiva: se può la prende e la nasconde. Nei giorni dell'armistizio i montanari hanno fatto sparire tutto ciò che l'esercito ha abbandonato nelle valli: muli, coperte, camion, bidoni di benzina. Chi ha preso di piú è invidiato dagli altri i quali ne parlano con i ribelli, alla maniera montanara, dell'allusione. Si va nella casa indicata: «Amico, tira fuori la benzina, te la paghiamo. Sveglia, dicci dove hai sepolto i bidoni». Non parla, si lascia mettere contro il muro, si lascerebbe fucilare senza parlare. Ma se il nascondiglio viene scoperto non prova rancore, sorride: «È andata cosí». La montagna lo ha educato ai grandi egoismi, ma anche alle grandi generosità, a essere solidale senza limite nei momenti del pericolo. Lo stesso montanaro che mette in pericolo la vita per negare al ribelle la benzina nascosta, se la gioca per aiutarlo se è ferito... La montagna arriva alla ribellione lentamente: si passa dai piccoli incarichi ausiliari - «tienici questo grano, facci macinare questo grano; imprestaci il mulo» - alle prime squadre che collaborano nei servizi di guardia e di corvée. Il terrore: ecco ciò che stringe i tempi nelle città come nelle montagne; il terrore lega dovunque...

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博卡的这段文字对于勾勒山谷居民(以及在一定程度上涵盖其他社会阶层)在最初“上升阶段”的心态极为重要;然而它却未能解释:为何尽管有恐怖统治构筑的生死纽带,但在随后阶段中(无论在山区还是在平原),恐怖却往往不再足以充当维系平民与游击队员关系的凝固剂,而对实物财产(la roba)的争夺反而在双方关系中占据了愈发沉重的分量,直至演变为导致彼此关系急剧恶化的首要根源。纳粹法西斯为绞杀抵抗运动、在游击队四周制造无人真空而推行的恐怖战略,在绝大多数情况下势必会急剧加深民众对法西斯分子和德国人的敌意,并在平民与游击运动之间催生出同仇敌忾的休戚纽带,这一点不难理解。然而,适用于山区、丘陵以及平原地区的真正问题核心,却完全在于另一侧面。

起初,当人们对战争迅速收场尚存有一线希望、且严冬迫使法西斯分子和德军不得不大幅缩减反游击行动时,普通人更容易忍受与恐怖短暂共存的现实,恐怖由此构成了至关重要的社会凝聚纽带。然而,随着春暖花开时节的到来、“清剿反叛武装”的大规模军事行动全面铺开,以及盟军迅速解放北意大利的希望化为泡影,扫荡大搜捕、烧杀掳掠、血腥报复与集体屠杀的沉重包袱不可避免地开始愈发深重地压在每一个平民头上,并深刻侵蚀了民众对游击队员的心态与评价。游击队保卫山谷抵御法西斯与德军的进犯、并让侵略者为其犯下的屠杀、破坏和“抢劫”(既包括真正的掠夺,也包括农民眼中视作强盗行径的强行统购粮食粮秣)付出沉重代价,这固然是一回事;但游击队无端将乡民拖入灭顶之灾,更恶劣的是,在将村民卷入毫无军事意义的盲动之后、却在危急关头毫无顾忌地抛下他们任由敌人肆意报复屠杀,这则是完全不可同日而语的另一回事了。

在无数可资援引的当世证词中,有三份在我们看来最具深远代表性。首先是卡多尔纳将军的证词,尽管其表述略带“外交辞令”且系事后追忆,但与其他证词相比,它的卓越价值恰恰在于并未局限于某个孤立局部,而是从全盘宏观角度提炼了这一根本症结。

Importante per mettere a fuoco l'atteggiamento dei valligiani (e, in certa misura, anche di altri settori della popolazione) nella prima fase, quella «ascendente», questa pagina di Bocca non aiuta però a capire perché, nonostante il legame creato dal terrore, ad essa seguí assai spesso (in montagna come in pianura) un'altra nella quale il terrore non fu piú sufficiente a cementare i rapporti tra la popolazione civile e i partigiani e la roba assunse un peso sempre maggiore su di essi, sino a costituire la causa principale del loro deterioramento. Che la strategia del terrore messa in atto per combattere la resistenza e farle il vuoto attorno non potesse che accrescere nella stragrande maggioranza dei casi l'ostilità popolare verso i fascisti e i tedeschi e determinare un legame di solidarietà col movimento partigiano è un fatto facile da comprendere. Il nodo della questione, valido per le zone di montagna come per quelle di collina e di pianura è però un altro.

Inizialmente, quando le speranze in una rapida conclusione della guerra erano ancora vive e l'inverno obbligava i fascisti e i tedeschi a limitare l'attività antipartigiana, era piú facile adattarsi all'idea di una breve convivenza con il terrore e questo perciò costituí un decisivo collante. Con il ritorno della buona stagione, il dispiegarsi su vasta scala delle operazioni «antiribelli» e il tramontare delle speranze nella capacità degli Alleati di portare rapidamente a termine la liberazione del nord, il peso dei rastrellamenti, delle distruzioni, delle violenze, delle rappresaglie e delle stragi cominciò però inevitabilmente a farsi sentire sempre di piú e ad incidere sullo stato d'animo, sull'atteggiamento della popolazione verso i partigiani. Che questi difendessero le valli dagli attacchi dei fascisti e dei tedeschi e facessero loro pagare a caro prezzo le uccisioni, le distruzioni, i «furti» (sia quelli veri e propri, sia quelli - tipico il caso costituito dai prodotti soggetti ad ammasso - che i contadini consideravano tali) commessi era una cosa; un'altra era però che le esponessero ad essi senza un reale motivo e, peggio, che prima le coinvolgessero in operazioni militarmente «senza senso» e poi non si facessero scrupolo di abbandonarle alle violenze e alle rappresaglie avversarie.

Tra le numerose testimonianze che a questo proposito si potrebbero ricordare tre ci paiono tra le piú significative. Innanzi tutto, anche se un po' «diplomatica» e post factum, quella del generale Cadorna. Rispetto alle altre, essa ha infatti il pregio di non riferirsi ad una situazione particolare, ma di prospettare il problema in termini generali.

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卡多尔纳在其回忆录中写道403:“平民百姓在总体上倾向于支持游击斗争,这一点毫无疑问。鉴于德军残暴手段所激起的刻骨仇恨,鉴于对法西斯主义蜕变为萨洛‘社会共和国’这一丑恶化身的极度鄙视,尤其是绝大多数游击队员本就是从当地就地招募的子弟,各家各户对其亲生骨肉的同情庇护自然不可动摇,局势绝不可能出现第二种可能。此外,还要加上意大利人特有的一种同情任何敢于反抗现存当权者的叛逆心理。然而,百姓对游击队的好感却受制于他们自身所承受的苦难折磨极限。德军或法西斯部队在执行扫荡搜捕以报复游击队进攻行动时,接踵而至的往往是就地枪决、纵火焚村、施暴凌辱以及洗劫一切家当财产,这在深深震撼折磨平民的同时,亦极度刺激了他们的神经。如果说一方面民众对压迫者的仇恨呈几何级数狂飙,那么在另一方面,受害者亦被迫转而对游击队员破口大骂——因为游击队墨守游击战术,在引来大祸之后,便将曾款待供养过自己的村庄无情地遗弃在敌人极其凶残的屠杀报复之下。”

第二份证词则出自1944年7月底的一份共产党内部绝密报告,在谈及德军在艾米利亚北部展开残酷报复所造成的严峻局势时,该报告明确写道404

“在这类灭绝人性的报复清洗措施接踵而至后,其对广大农民与山区群众的战斗士气以及同情心理所造成的深远后果与心理反弹是不难想见的。间接情报显示,山民们正将游击队员驱逐出村,并威胁(目前尚仅限于口头威胁)要把他们告发给德国人。在农民的头脑中已滋生出一种根深蒂固的执念,即认为所有的屠杀惨案之所以发生,全是因为有人杀死了德国兵;因此最好不要去招惹射杀德国人。在城里,人们同样也是这般论调。”

至于第三份证词,对我们的论证而言意义尤为重大,因为它是阿戈斯蒂在其1944年12月31日的报告中用以解释为何在皮埃蒙特“总体而言民众对游击队各部队的态度日趋恶化”所摆出的第一条核心论据405

Che le popolazioni - egli ha scritto nelle sue memorie403 - siano state, nel loro complesso, favorevoli alla lotta partigiana, non v'ha dubbio. Né poteva essere altrimenti, dato l'odio suscitato dai crudeli sistemi adottati dai tedeschi e dal disprezzo verso la reincarnazione del fascismo nella Repubblica Sociale, ma soprattutto il fatto che, la maggioranza dei partigiani essendo reclutati nella zona, non poteva mancare la solidarietà delle famiglie verso i loro figlioli. Si aggiunga una certa simpatia tutta italiana verso chi si ribella all'autorità costituita. Ma il favore delle popolazioni aveva limiti nel tormento cui erano esposte. Le fucilazioni, gli incendi di abitati, le violenze, l'asportazione di ogni bene che normalmente seguiva l'azione dei reparti tedeschi o fascisti incaricati di eseguire rastrellamenti come rappresaglia per le azioni offensive dei partigiani, deprimevano ed eccitavano al tempo stesso profondamente le popolazioni. Se da un lato verso l'oppressore l'odio cresceva a dismisura, dall'altro le vittime erano indotte a inveire anche contro il partigiano, che seguendo la tattica della guerriglia, abbandonava alla feroce rappresaglia nemica il paese che lo aveva ospitato e vettovagliato.

La seconda è tratta invece da un documento interno comunista della fine del luglio 1944 nel quale, in riferimento alla situazione determinata dalle rappresaglie tedesche nell'Emilia settentrionale, si legge404:

In seguito a tali spietate misure di rappresaglia sono intuibili le conseguenze e i riflessi sullo spirito combattivo e di simpatia nella massa contadina e della montagna. Da notizie indirette risulta che i montanari cacciano via i partigiani minacciandoli (per ora solo minacce) di denunciarli ai tedeschi. Nella mentalità dei contadini è subentrata la convinzione che tali eccidi avvengono perché si uccidono i tedeschi e che sarebbe bene non ucciderli. Anche qui in città si ragiona in tal modo.

Quanto alla terza, essa è per noi anche piú significativa poiché costituisce il primo argomento addotto da Agosti nella sua relazione del 31 dicembre 1944 per spiegare le ragioni per le quali in Piemonte «in genere l'atteggiamento della popolazione nei confronti delle formazioni partigiane [era] andato peggiorando»405:

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“一个致命的严重战略错误,便是不自量力地死守强占整片孤立解放区;此类长期阵地占领唯有在拥有充足重武器支援和弹药保障的前提下才具有现实可行性。然而,无论是在多莫多索拉还是在阿尔巴,在贾韦诺还是在奥斯塔山谷,人们屡见不鲜的惨剧无一不是:游击队在象征性抵挡数小时交火后便全线溃退逃遁,将此前无论是自愿还是被迫向其提供过协助的广大平民彻底丢弃在灭顶苦海之中。使农民同游击队离心离德的,倒不仅仅是报复事实本身(报复在某种程度上反而加剧了对法西斯和德国人的仇恨),而是在于农民深信:只要游击队员不那么鲁莽狂妄,这类血腥报复原本完全可以避免;更在于短暂狂欢解放后的幻灭绝望。由此,平民心中的怨恨以同等烈度同时指向纵火焚村的法西斯分子,以及那些白吃白喝受平民供养、甚至粗心大意在牲口棚里遗落弹夹、而在真正生死关头却根本无力保卫村庄、一门心思只顾自己逃命的游击队员。那种企图通过‘愈糟愈好’战术将麻木消极分子亦强行裹挟绑架进游击事业、在最沉睡的区域人为挑起内战狂热的冒险做法,在总起义前夜或许尚有一丝用处;但一旦被迫转入战略防御,它便沦为极其危险的自杀行径。”

无论恐怖效应多么巨大,但单凭恐怖本身,却根本不足以彻底解释民众对游击队员态度恶化的全部机制。对法西斯主义的唾弃以及对萨洛政权和德国人的刻骨仇恨(有时对前者的痛恨甚至超过后者)是如此根深蒂固,以至于单凭暴力恐怖,本不足以促成这样一种普遍心态——随着时间推移,这种心态极其频繁地表现出从最初对罔顾平民死活的盲动作战方式的批评与谴责,逐步滑向将交战双方在道德负面意义上等量齐观、视作一丘之貉。要真正理解广大民众(尤其是农民群体)为何发生这一根本态度逆转,除了恐怖效应之外,还必须追溯一系列普遍存在的精神心理状态——绝非偶然的是,这些情绪甚至在恐怖达到顶峰之前便已初露端倪406;而这些情绪的罪魁祸首,正是博卡所指出的对实物财产的掠夺与争夺,亦即各游击部队自始至终大规模诉诸的“自筹经费”(autofinanziamento)。无论哪支部队,或多或少都极其依赖这种手段;而随着部队番号与兵员人数的急剧膨胀,加之粮秣口粮、被服被装、交通运输工具以及购办这些物资的现款日益告罄,这种依赖更是变本加厉。当我们指出“自筹经费”时,我们指涉的是游击运动多维现实中的若干不同面向,这些面向形式虽异,但在对我们正在讨论的广大平民(尤其是农民)的心态与态度所造成的恶劣后果上,却是殊途同归的。

Un grave errore è stato l'ostinarsi nell'impossibile occupazione di intere zone; simili occupazioni non sono sostenibili che con l'appoggio di armi pesanti e con una conveniente dotazione di munizioni. Ora a Domodossola come ad Alba, a Giaveno come in Val d'Aosta, si sono visti regolarmente i partigiani cedere dopo qualche ora di combattimento e lasciare nelle peste i civili, che volontariamente o no, li avevano aiutati. Non è tanto il fatto della rappresaglia che aliena ai partigiani l'animo del contadino (esso accentua se mai l'odio contro il fascista e il tedesco), quanto la convinzione che la rappresaglia poteva essere evitata se il partigiano fosse stato meno imprudente, quanto la delusione che succede all'euforia della temporanea liberazione. E il rancore si dirige in ugual misura contro il fascista che incendia e contro il partigiano che si è fatto mantenere, che ha magari dimenticato nella stalla un caricatore e che al momento buono non è stato capace di difendere il paese e ha soltanto pensato a mettersi in salvo. La tattica del «tanto peggio tanto meglio», che consiste nel compromettere con la causa partigiana anche i tepidi e gl'indifferenti e nel suscitare nelle zone piú addormentate l'atmosfera della guerra civile, è utile nell'imminenza dell'insurrezione; ma diventa pericolosa quando si è costretti alla difensiva.

Per importante che sia stato, l'effetto del terrore non basta però da solo a spiegare compiutamente il peggioramento dell'atteggiamento della popolazione verso i partigiani. Il rifiuto del fascismo e l'ostilità verso la Rsi e i tedeschi (e talvolta piú verso la prima che verso i secondi) erano infatti tali che da solo il terrore non sarebbe stato sufficiente a determinare uno stato d'animo che col tempo mostrò molto spesso la tendenza a passare dalla critica e dalla condanna di una conduzione della lotta che non teneva conto dei rischi ai quali esponeva i civili ad una sorta di equiparazione in negativo delle due parti in lotta. Per comprendere veramente perché larghi settori della popolazione, soprattutto contadina, mutarono atteggiamento bisogna infatti far riferimento oltre che all'effetto del terrore anche a una serie di stati d'animo, che, non a caso, cominciarono a manifestarsi già prima che il terrore arrivasse al suo culmine406, e che avevano alla loro origine l'«autofinanziamento» - la roba della quale parla Bocca - al quale, chi piú chi meno, tutte le formazioni ricorsero massicciamente sin dall'inizio, ma soprattutto via via che crebbero di numero e di effettivi e diminuí la disponibilità dei generi di vettovagliamento, abbigliamento e locomozione e, insieme, del danaro per acquistarli. E quando diciamo «autofinanziamento» ci riferiamo a piú aspetti della realtà partigiana, diversi, ma convergenti quanto ai loro effetti sullo stato d'animo e sull'atteggiamento di quei settori della popolazione, soprattutto contadina, dei quali stiamo parlando.

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一旦踏上打造“大规模正规游击军”的道路,强制征发、硬性摊派军税、“缴获收缴行动”以及游击队黑话所谓的“补给突袭”——即对银行、企业金库以及或多或少带有“通敌”色彩的富商大贾与庄园地主的持枪劫掠——便演变为近乎全员不得不诉诸的生存必需手段;在此过程中,几乎所有部队(尤其是加里波第各旅)极为频繁地沉溺于针对那些不愿或无力承受勒索者的肆意横征暴敛、强行勒派、敲诈勒索与无差别暴力,哪怕受害者仅仅是靠勤劳节俭勉强糊口的赤贫农民——对这些贫农而言,其辛勤劳作换来的微薄收成神圣不可侵犯,被“征用”一头耕牛或一部分口粮无异于天塌地陷的灭顶之灾,直接意味着全家面临活活饿死的绝境407。1944年9月4日,活动于帕维亚奥尔特雷波地区的“自由与正义”第二师师长408致伦巴第军事司令部的一份检举报告极具代表性,他在信中痛切告发了当地各游击队“尤其是加里波第各旅”在当地“极度值得商榷”且极具危险破坏性的倒行逆施409

“1. 上述游击队以必须自行筹措部队给养为借口,对牲畜进行无差别的滥行扣押征用。查明许多以此类手段强征的牲畜被转手倒卖给私营屠宰商,游击队仅克扣留下极少部分肉食分发给贫苦山民,所获赃款则全被游击队员私分侵吞。同样查明,此类强征行动根本不对支持游击队的农户与法西斯富户、大地产主与自耕自足的小农户作任何区分,丝毫不顾及农业生产的切身死活,尤其眼下正是农忙秋收的节骨眼。在诸多事例中,小农户自耕四五十波尔蒂卡土地赖以活命的耕牛被强行夺走,由于当前市价飞涨,他们根本无力再购置新耕牛,全家彻底破产绝收。 2. 此外,游击队员荷枪实弹强闯手无寸铁的平民私宅,随心所欲掠夺任何他们看中的财物。 3. 他们就农产品是否上交随意向农户发号施令:例如悍然严禁农户采摘水果并向市政公所交付,导致大量熟果烂在枝头彻底绝收,而这批水果原本应当平价销售给当地居民渡荒。所有这些强征行动一律分文不给,甚至绝不向受害农户开具任何正式征用收条凭证,以至于恶行不留任何蛛丝马迹,使受损群众在战后根本没有任何可能获得分毫赔偿……”

Imboccata la via del «grande esercito partigiano», le requisizioni, le tassazioni forzose, le «operazioni di recupero», e i «colpi di rifornimento», come nel linguaggio partigiano venivano definite le rapine alle banche, alle casse delle aziende e ai danni di ricchi proprietari e imprenditori piú o meno «collaborazionisti», divennero pressoché una necessità alla quale tutte o quasi le formazioni finirono per far ricorso, abbandonandosi (soprattutto quelle garibaldine) assai spesso a soprusi, imposizioni, grassazioni e violenze indiscriminate contro coloro che non volevano o non potevano sottostare ad esse, fossero anche poveri contadini per i quali i frutti della loro laboriosità e parsimonia erano sacri e la «requisizione» di una vacca o di parte del raccolto costituiva un dramma e voleva dire la fame o giú di lí407. Tipico è quanto si legge in un documento inviato in data 4 settembre 1944 dal comandante della II divisione GL408, operante nell'Oltrepò pavese, al comando militare della Lombardia per denunciare «l'azione assai sindacabile» e pericolosamente controproducente di varie bande «e specie delle brigate Garibaldi» nella zona409:

  1. Dette bande procedono a sequestri indiscriminati di bestiame con la scusa che le stesse devono provvedere all'alimentazione delle bande. Risulta che molto bestiame cosí requisito viene venduto a macellai privati, trattenendo le bande solo la poca carne bastante ai montanari bisognosi. L'incasso viene trattenuto dai patrioti. Risulta pure che detti sequestri vengono effettuati senza alcun discernimento fra agricoltori partigiani e fascisti benestanti, latifondisti e piccoli proprietari, senza badare ai bisogni dell'agricoltura specie in questo momento di punta per il lavoro della campagna. In molti casi vengono requisiti buoi di proprietà di piccoli agricoltori che conducono in proprio 40-50 pertiche di terreno, rovinandoli completamente perché cosí non sono piú in grado di comprare altri buoi dati i prezzi correnti.
  2. Inoltre a mano armata penetrano nelle case private abitate da innocui civili e si fanno consegnare quanto loro piace.
  3. Danno ordini arbitrari agli agricoltori in merito alla consegna o meno di derrate alimentari: per esempio è stato proibito agli agricoltori di raccogliere e consegnare la frutta ai municipi rovinando cosí molti raccolti, quando questa frutta sarebbe stata venduta alla popolazione del luogo. In nessun caso i sequestri vengono pagati né tanto meno vengono rilasciati buoni di sequestro in modo che nessuna traccia resta del malfatto e nessuna possibilità di risarcimento da parte dei danneggiati...
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“鉴于上述骇人听闻的事实,平民百姓如今在精神心理上对游击队员陷入了极度愤怒绝望的状态,痛骂爱国战士是比萨洛法西斯分子(repubblichini)还要凶残的强盗匪徒。这一因素正极度危及所有游击小队的生存处境,尤其是其自身安危;因为一旦丧失了民众的全力掩护支持,游击部队在当地将寸步难行、根本无法立足。局面甚至恶化到了如此地步:许多农民如今言谈举止所流露出的态度,与他们最初直接接触游击队之前的亲善态度完全背道而驰,这正是因为他们对我们的廉洁正直与严肃纪律彻底丧失了最后一丝信任。”

尤其是在1944年下半年,这绝非个别孤立或局限于某些片区的事例,而演变为几乎普遍存在的灾难性常态;这一点无可辩驳地体现在:北意大利解放委员会(CLNAI)、自由志愿军总司令部(CVL)以及反法西斯各政党中几乎所有在政治上最成熟、最负有责任感的领导骨干,都曾竭力尝试通过严明纪律、审计整顿乃至诉诸铁腕镇压手段来遏制、监管并“净化”这些恶劣行径410,从而力求刹住那种即便在最初最同情支持游击队的平民阶层中亦日益蔓延的离心敌对情绪411。然而在现实中收效甚微,几乎所有档案文献都明确证实或隐晦流露出:截至1944年底和1945年初,整风整纪的实际成效大体上依然极其微薄412;以至于在广大平民当中(尤其是在农民中,特别是平原地区的农民中——他们虽曾从夏季游击队的辉煌胜利中获益良多,尤其是往往得以全部或部分逃避向法西斯政权强制交售粮食,但如今却深感新的沉重牺牲、新的‘劫掠洗劫’以及因协助抵抗而招致的新一轮残酷报复正铺天盖地压来),一种疲惫不堪、幻灭绝望、忧心忡忡与高度惊恐的情绪日益弥漫开来。在某些地区,这种恐慌甚至转化为‘大恐慌(grande peur)的窒息氛围’;正如阿戈斯蒂在致维安科的信中所写道的那样413,从中坐收渔利者与其说是法西斯分子(‘他们同样是抢掠者,甚至更加凶残恶劣’),倒不如说是温和派、保守派和地主乡绅——这些人摇身一变化身为社会治安的卫道士,公开号召组建‘由老实人手持猎枪保卫秩序’的民间自卫联防队。

La popolazione civile in esito ai fatti sopra descritti vive ormai in condizione d'animo esasperato nei confronti dei patrioti i quali vengono descritti come rapinatori peggiori dei repubblichini. Questo è un fattore che incide sommamente sulla situazione di tutte le bande e specie sulla loro sicurezza, perché perduto l'appoggio della popolazione la vita per le bande si renderebbe impossibile. Si è perfino giunti al punto che ormai molti agricoltori parlano un linguaggio del tutto opposto a quello che parlavano prima d'essere a diretto contatto con le bande e questo perché non hanno piú fiducia nell'onestà e serietà nostra.

E che, specie con la seconda metà del 1944, non si trattasse di casi piú o meno sporadici o localizzati in alcune zone, ma di un fenomeno pressoché generale, è dimostrato dal fatto che il Clnai, il comando generale del Cvl e pressoché tutti gli elementi politicamente piú maturi e responsabili dei vari partiti cercarono di limitare, controllare, disciplinare e «moralizzare», anche con il ricorso alle maniere forti, queste azioni410, cosí da arginare il diffondersi nella popolazione, anche in quella parte di essa che si era dimostrata inizialmente piú vicina ai partigiani, di uno stato d'animo sempre meno favorevole ad essi411. Ma in realtà con poco successo, se un po' tutte le fonti attestano o lasciano trasparire quanto alla fine del 1944 e all'inizio del 1945 i risultati ottenuti fossero ancora in genere scarsi412, sicché nella popolazione (specie tra i contadini e soprattutto tra quelli della pianura, che spesso avevano tratto dai successi partigiani dell'estate i maggiori vantaggi, in primis quello di sottrarre in molti casi in tutto o in parte la produzione agli ammassi, ma che ora sentivano addensarsi la minaccia di nuovi duri sacrifici, di nuove «predazioni» e di nuove spietate rappresaglie per l'aiuto dato alla resistenza) si andava sempre piú diffondendo uno stato d'animo di stanchezza, delusione, preoccupazione e allarme, che in talune zone si traduceva in «un'atmosfera da grande peur», del quale - come Agosti scriveva a Bianco413 - non si avvantaggiavano tanto i fascisti («ugualmente e peggio spogliatori»), ma i moderati, i conservatori, i proprietari che si atteggiavano a tutori dell'ordine e proponevano la costituzione di squadre «di “gente onesta” per la “tutela dell'ordine” coi fucili da caccia».

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长期以来,抵抗运动现实中这一“令人难堪”的阴暗侧面一直被一层“遮羞式的沉默”重重包裹;若非如此,便是被蓄意粉饰成介于田园诗般纯洁与崇高史诗英雄主义之间的某种虚构图景414——这种神话叙事与残酷现实毫无相干,往往导致真实历史变得晦涩不可索解。甚至那些拥有亲身第一手经历、深知这一问题对1943—1945年(尤其是1944—1945年)历史进程以及对整个抵抗运动或其局部被迫做出的若干最重大政治抉择产生过何等决定性冲击的亲历人物,亦普遍对此讳莫如深。

极少数曾触及这一问题的学者,大体上也只是浮光掠影般略带提及,将其局限于地方史研究的狭隘藩篱之内,从未赋予其应有的历史权重,且充斥着具有标志性意义的遗漏回避与自我审查;抑或——正如当年在抵抗运动进行期间便已屡见不鲜的那样——将正规游击部队的大部分恶劣责任轻巧地推卸给普通刑事土匪盗贼(在1944—1945年严冬,普通刑事匪患确实构成了极严重的社会毒瘤,但即便如此,绝不能将平民与游击队关系恶化的全部黑锅统统扣在他们头上),乃至推诿给所谓的‘乔装改扮成游击队员的法西斯匪帮’。即便随着时间推移现有文献日益汗牛充栋,即便人们理应日益清晰地意识到正是这种‘遮羞式的沉默’阻碍了人们切实理解若干对于客观公允评估抵抗运动、萨洛共和国乃至战后历史进程具有决定性意义的重大史实与社会心态——因为到了战后解放初期乃至共和国时代,1943—1945年积压下的种种历史死结,终于全面显现在意大利政治生活以及民众对新政权及其核心政党的态度之中。

三个典型范例在我们看来极具代表性。首当其冲的是埃尔曼诺·戈里埃里在《蒙特菲奥里诺共和国》中所呈现的深刻剖析,他在书中写道415

“对亚平宁山区粮食资源的过度过度索取,为游击队员与那些早已习惯于以克勤克俭战胜赤贫的山民之间关系的全面破裂恶化铺平了道路。更何况,抛开客观不可或缺的补给维稳需要不谈,人们开始频繁目睹并不总是必要的巧取豪夺与强行征发、滥权擅权与暴力相向,尤其是对当地有限资源的肆意挥霍与惊人浪费。”

Questo «imbarazzante» aspetto della realtà della resistenza per anni è stato avvolto da un silenzio «pudico», se, addirittura, non ne è stata data una immagine tra l'idilliaca e l'eroica414 che poco o nulla ha a che fare con la realtà e la rende non di rado incomprensibile. E questo anche da parte di uomini che per esperienza diretta sapevano bene quanto esso avesse inciso sulle vicende del 1943-45 e soprattutto del 1944-45 e su alcune delle piú importanti scelte politiche che la resistenza nel suo complesso o una parte di essa si vide costretta a fare.

I pochi autori che ne hanno parlato l'hanno fatto soprattutto per accenni piú o meno rapidi e nell'ambito di studi a carattere locale, senza dare ad esso il rilievo che merita e con sintomatiche omissioni o autocensure, ovvero - come già era avvenuto nel corso della resistenza - attribuendo buona parte della responsabilità delle formazioni regolari al banditismo comune (che, specie nell'inverno 1944-45, costituí una gravissima piaga, ma sul quale, ciononostante, non è possibile scaricare tutta la responsabilità del deterioramento del rapporto popolazione civile / partigiani) e, addirittura, di «bande fasciste camuffate da partigiani». E ciò anche se col passare del tempo la documentazione disponibile si è fatta piú abbondante e sarebbe dovuto diventare sempre piú chiaro che era proprio quel «silenzio pudico» ad impedire un'effettiva comprensione di alcuni fatti e stati d'animo di decisiva importanza per una corretta valutazione sia della resistenza e della Rsi, sia del periodo successivo, quando i nodi delle vicende del 1943-45 vennero, per cosí dire, al pettine della politica dell'Italia postliberazione e repubblicana e dell'atteggiamento popolare rispetto ad essa e ai partiti che ne erano i principali protagonisti.

Tre esempi ci paiono caratteristici. Il primo è quello offerto da La Repubblica di Montefiorino di Ermanno Gorrieri in cui si legge415:

Lo sfruttamento intensivo delle risorse alimentari dell'Appennino aprí la strada al deterioramento dei rapporti fra i partigiani ed una popolazione avvezza a vincere la miseria con la parsimonia. Tanto piú che, a parte le obiettive necessità di approvvigionamento, si cominciarono a notare spoliazioni e requisizioni non sempre necessarie, abusi e violenze, e soprattutto lo sperpero e lo sciupio delle risorse locali.

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“除了暴殄天物之外,民众还深切感到部队纪律出现了全盘松弛涣散:人们几乎从未见过部队展开任何正规军事训练,唯一的表现就是毫无意义的胡乱鸣枪放哨,以及在武器使用上的极度鲁莽荒唐,以至于因枪支走火误伤误击导致了大量伤亡,甚至闹出人命。在许多部队中弥漫着一种今朝有酒今朝醉的享乐主义风气:节庆、跳舞、狂欢酗酒屡见不鲜……
游击队员的纪律废弛以及对当地资源的竭泽而渔,对民众心理产生了极其恶劣的负面影响:民众的态度经历了从起义前夜的望眼欲穿、最初数日真诚由衷的欢欣鼓舞,逐步滑向日益深重的幻灭失望,直至最终演变为再也无法掩饰的厌倦与厌恶。”

第二个例证来自赞达诺关于韦尔切利地区抵抗运动的研究著作416;尽管该书对当时占统治地位的正统史学观点有所妥协,但无疑向前迈出了实质性一步,只是作者既未尝试将论述引申至该现象更深层的根本根源,亦未探究这究竟是韦尔切利特有的地方个案还是具有更为普遍的全局性质:

“尽管领导层力图在这一极其敏感的棘手领域维持起码的秩序与纪律,但在冬季推行‘自筹经费’在政治上无疑是极其短视失策的;因为在军事作战行动受阻停滞似乎使一切征发显得不再正当的当口,平民百姓的负担却不可避免地急剧加重。而农村人口(绝大多数为农场主和农业劳动者),此前由于纳粹法西斯官僚机器瘫痪而获益匪浅——他们尽可能钻空子逃避了法西斯的强制统购交售——比起深山谷民,他们远不情愿遵从游击队的横征索取,并开始在心底萌生出对‘法治与秩序’的强烈渴望,乃至流露出对旧日皇家卡宾枪骑兵的隐秘怀念。甚至抛开富裕农场主不谈,普通的贫苦农民或短工雇农,目睹游击队员有时烂醉如泥,目睹他们在乡村客栈大摆筵席、胡吃海喝,而乡民全村预备维持全月口粮的整批牲畜竟被游击小队粗暴宰杀分食导致平民无肉可食,内心自然会做出极为严苛的负面评价;而纳粹法西斯分子尽管犯下了远为骇人听闻的滔天反人类罪行,却毫不犹豫地抓住了这种民怨大做反面文章。
简而言之,撤入平原过冬的游击队员固然解决了部队自身的越冬存活难题,却冒着彻底丧失民心的巨大政治凶险;而广大农村平民在承受了如此沉重的巨大牺牲之后,居然仍能将最初对‘山里来客’的满腔热忱与纯真好感大体完好地保留下来,这委实应当归功于平民百姓的崇高胸襟。”

第三个典型例证,则是潘萨关于亚历山德里亚地区的研究著作417。在三部著作中,这无疑是对该问题最为敏感审慎、洞察最为透彻深入的一部,但该书同样未曾深入追问亚历山德里亚的案例究竟是孤例还是具有普遍代表性:

潘萨写道:“平原或丘陵地区的一名游击队员,各司令部平均每月需为其支付三千里拉,但由于许多部队身处极度危殆的险境(被迫在任何可能的地方购办粮秣衣被,即便物价昂贵亦不得不吞下),加之战斗人员天生具有的‘挥霍大手大脚’倾向,实际开销往往远超此数。在此种境况下,一支仅百至百五十人的游击旅,仅维持基本生存每月便需耗费约五十万法币现款。
即便是第十‘亚历山德里亚’师司令部,亦被迫愈发频繁地诉诸自筹经费体制,向通敌附逆者和富裕平民强行征税并索取硬性捐款。正如我们在山区部队中所见的那样,此类行动固然得到了上级指挥机关的正式批准,但其性质极其微妙敏感,必须实施片刻不离的持续监管,以防下级指挥官滥用职权,或者甚至(这绝非罕见现象)演变为武装小队中个别人员的中饱私囊。由于上述种种客观缘由,加之该师在建制组织上的草创粗糙——当时尚缺乏一支专门负责筹措经费的高效军警纠察勤务组织——第十‘亚历山德里亚’师恰如几乎所有邻近防区的兄弟部队一样,往往根本无力落实这种必不可少的严格监督。有时强派税款直接蜕变为毫无根据的敲诈勒索;而爱国武装人员在被迫‘各显神通自谋出路’、不得不为一日三餐奔波糊口的残酷绝境逼迫下,往往对并不富裕的普通百姓亦大肆勒索下手,彻底扭曲了自筹经费的崇高政治本意,激起了极其强烈的抗议与深仇大恨。”

A parte gli sperperi, la popolazione aveva anche l'impressione che si fosse verificato un rilassamento generale della disciplina: non si assisteva quasi mai ad attività di addestramento, unica manifestazione erano le inutili sparatorie e l'imprudenza imperante nell'uso delle armi tanto che si ebbero numerosi feriti ed anche qualche morto per incidenti nell'uso delle armi. In molte formazioni si era diffuso un senso godereccio della vita: feste, balli, gozzoviglie non erano rare...
Indisciplina dei partigiani e sfruttamento delle risorse locali influirono sfavorevolmente sull'atteggiamento della popolazione, che passò dall'attesa impaziente della vigilia, dalla gioia e dall'entusiasmo sinceri dei primi giorni, ad un senso di delusione sempre crescente fino ad una malcelata stanchezza.

Il secondo è costituito dallo studio dello Zandano sulla resistenza nel Vercellese416 che, nonostante qualche concessione alla visione dominante, si è spinto certamente piú in là, senza però cercare né di allargare il discorso alle cause di fondo del fenomeno messo in luce né di porsi l'interrogativo se esso fosse peculiare del Vercellese o avesse una portata piú generale:

Nonostante la volontà di mantenere un certo ordine e una certa disciplina nella delicata materia, l'autofinanziamento specie in inverno, era impolitico, poiché si accrescevano fatalmente i gravami sulla popolazione in un momento in cui il rallentarsi dell'attività operativa sembrava renderli meno giustificati. E la popolazione rurale, in massima parte gli agricoltori, che dalla disorganizzazione della macchina burocratica nazifascista avevano tratto non pochi vantaggi, sottraendosi per quanto possibile alla disciplina degli ammassi, era meno disposta dei valligiani ad accedere alle richieste dei partigiani e cominciava a nutrire un certo desiderio di «legalità», un malcelato rimpianto dei vecchi carabinieri regi. Ed anche senza parlare degli agricoltori, i contadini o i braccianti che vedevano talora il partigiano ubriaco, che assistevano al banchetto organizzato all'osteria e che restavano senza carne perché le bestie destinate al consumo di un intero villaggio erano state malamente macellate per l'uso di un piccolo reparto, formulavano un giudizio negativo che i nazi-fascisti, benché responsabili di crimini ben piú gravi, non si inibivano di sfruttare.
In breve, se i partigiani scesi in pianura risolvevano la maggior parte dei problemi invernali, rischiavano però l'impopolarità: e va ancora ascritto a merito di tutta la popolazione di campagna aver serbato abbastanza intatti, dopo sacrifici non lievi, l'entusiasmo e la simpatia iniziale per «quelli della montagna».

Il terzo esempio, infine, è offerto dallo studio del Pansa sull'Alessandrino417, dei tre sicuramente il piú attento e sensibile al problema e il piú approfondito, ma che non si pone neppure esso l'interrogativo di quanto il caso dell'Alessandrino fosse o meno un caso isolato:

Un partigiano di pianura o di collina - scrive il Pansa - costava in media ai comandi tre mila lire al mese, ma spesso anche di piú per la situazione estremamente critica in cui si trovavano molte unità (costrette ad acquistare viveri e vestiario dovunque era possibile, anche quando il prezzo non era conveniente) e per la tendenza allo «spreco» propria del combattente. In questa situazione, una brigata di 100-150 uomini richiedeva una spesa di circa mezzo milione ogni mese, soltanto per il mantenimento.
Anche il comando della X Divisione Alessandria si vide costretto a ricorrere sempre piú di frequente al sistema dell'autofinanziamento, con tassazioni e contributi forzati a carico di collaborazionisti e di civili facoltosi. Come abbiamo già visto a proposito delle unità di montagna, si trattava di operazioni autorizzate dai comandi superiori, ma di natura cosí delicata da rendere indispensabile un controllo continuo per evitare abusi dei comandi subalterni o, caso non infrequente, di singoli elementi delle bande. Per le ragioni piú sopra esposte e per la sommaria organizzazione della divisione - che mancava ancora di un efficiente servizio di polizia a cui affidare il reperimento dei fondi - la X Alessandria, come quasi tutte le formazioni limitrofe, non sempre fu in grado di esercitare questa indispensabile sorveglianza. Qualche volta le tassazioni assunsero l'aspetto di estorsioni ingiustificate e non di rado i patrioti, pressati in modo drammatico dalla necessità di «arrangiarsi» in qualunque modo e costretti a procurarsi giorno per giorno il necessario per sopravvivere, calcarono la mano anche sui meno abbienti, snaturando il significato politico dell'autofinanziamento e provocando proteste e risentimenti accesi.

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“索取这批支援抵抗运动的捐款时所呈现的彻底混乱无序,乃是解释1944至1945年严冬期间几乎在全省所有地区(尤其是平原和丘陵地带)普遍发生的一大历史现象时必须牢记的关键因素之一:即爱国战士与广大乡村民众之间关系的持续急剧恶化。与城里居民不同,广大农民曾为游击斗争作出过决定性的历史牺牲,他们不仅冒死庇护这批‘亡命之徒’,更以非凡的勇气与坚忍默默承受了纳粹法西斯的残酷大报复。在整个盛夏期间曾孕育出游击武装一系列最为辉煌的政治与军事胜利的那种战斗人员与平民百姓之间的鱼水深情与真诚合作氛围,在入冬伊始便已荡然无存。秋季大扫荡的狂暴破坏;部分武装部队有时近乎丧失理智的冒进鲁莽;战争迅速终结希望的破灭;以及最终面临又一个苦寒战争冬日的严酷前景,在广袤乡村播下了深重的幻灭绝望与怨愤。农民们对生活在动荡混乱与恐怖阴影之中彻底感到了厌倦疲惫;在他们心头,除了对德国人和萨洛法西斯分子的切齿痛恨之外,更悄然滋生出对游击队员的猜忌、厌烦乃至怨恨——农民们愤怒指责游击队员全靠老百姓血汗供养,却对游击战给平民招致的灭顶之灾毫不挂怀。”

“在某些局部区域,例如在卡萨莱蒙费拉托地区,农民与‘反叛者’之间本已因此等缘由紧绷的关系,在深冬数周内进一步彻底恶化——当时游击队员被迫诉诸极端铁腕手段来解决部队的口粮维生难题。第十师司令部虽屡次三番明令严禁无差别的肆意征发,但各武装小队的生存饥渴是如此火烧眉毛,以至于这一禁令在现实中根本不可能得到严格遵守。就粮食供应而言,亚历山德里亚师的后勤军需官本人亦坦承‘在绝大多数情况下分文不给,仅仅向受害农户开具正规的征用收据了事’。平民与武装人员之间的摩擦冲突愈演愈烈,乃至激怒了某些农民愤而向纳粹法西斯当局告发落单的游击队员;尤其是当毫无对价偿付的强制征用彻底演变为毫无节制的无差别抢夺洗劫、连避难外逃的城市疏散难民的微薄家当或自耕小农赖以糊口的救命口粮都无法幸免时,局势彻底失控。但这始终属于极少数由于脱离了司令部一切监管控制的游离流寇小团伙所为的零星个案,且随即遭到了部队以极其铁血无情的严酷手段予以严惩取缔。
另一客观事实亦极大地加剧了游击队员与农民之间原本就高度紧绷的对立:即便在亚历山德里亚中北部地区,亦盘踞着大量形形色色的土匪武装盗伙,他们往往具备准军事化的严密组织,配备着足以乱真的军服与标识,使其外表与真正的抵抗运动战士毫无二致。这批匪帮在残忍嗜血与禽兽暴行上,甚至足以与萨洛法西斯分子分庭抗礼。”

Il disordine con il quale talvolta venivano richiesti questi contributi al movimento di resistenza, è uno dei fattori che occorre aver presenti per spiegare un fenomeno che nell'inverno fra il '44 e il '45 si riscontrò in quasi tutta la provincia, soprattutto in pianura e in collina: il progressivo peggioramento dei rapporti fra patrioti e popolazione delle campagne. A differenza degli abitanti delle città, i contadini avevano offerto un contributo determinante alla lotta partigiana, non soltanto aiutando i «fuorilegge» ma sopportando con coraggio e rassegnazione le rappresaglie dei nazi-fascisti. L'atmosfera di simpatia e di collaborazione fra combattenti e civili nella quale erano maturate durante l'estate le piú belle vittorie politiche e militari del partigianato, era cominciata a svanire all'inizio dell'inverno. Le violenze dei rastrellamenti autunnali; il comportamento qualche volta avventato di alcune formazioni; il tramontare della speranza di una rapida fine del conflitto, e infine la prospettiva di un altro inverno di guerra, avevano provocato delusione e risentimento nelle campagne. I contadini erano stanchi di vivere in un'atmosfera di disordine e di terrore, e in loro, accanto all'odio per i tedeschi e i repubblichini, stavano nascendo la diffidenza, il fastidio e talvolta il rancore verso il partigiano, accusato di farsi mantenere dai civili e di non preoccuparsi per le conseguenze della guerriglia sulla popolazione.

In alcune zone, come nel Monferrato casalese, i rapporti fra contadini e «ribelli», già tesi per queste ragioni, peggiorarono ulteriormente nelle settimane di pieno inverno quando i partigiani si videro costretti a risolvere con misure drastiche il problema del vettovagliamento. Il comando della X Divisione aveva piú volte raccomandato di evitare le requisizioni indifferenziate ma le necessità delle bande erano troppo impellenti perché l'ordine venisse sempre rispettato. Per quanto riguarda i viveri, lo stesso intendente dell'Alessandria ammette che «nella maggior parte dei casi non si pagava, rilasciando solo il regolare buono di requisizione». Gli attriti fra civili e combattenti si fecero anche piú gravi, tanto da spingere qualche contadino a denunciare ai nazi-fascisti il patriota sbandato, quando alla requisizione senza corrispettivo subentrò il prelievo indiscriminato dal quale non si salvavano i modesti averi del cittadino sfollato o le scorte essenziali del piccolo agricoltore. Ma si trattò sempre di casi sporadici, dovuti a gruppi sfuggiti ad ogni controllo dei comandi, e subito repressi con spietata energia.
Un altro fatto contribuí ad accentuare la tensione esistente fra i partigiani e i contadini: la presenza anche nelle zone centro-settentrionali dell'Alessandrino di numerosi gruppi di banditi, spesso dotati di un'organizzazione paramilitare, e di divise e simboli che li rendevano simili ai combattenti della Resistenza. Alcuni di questi gruppi rivaleggiarono con i repubblichini per crudeltà e ferocia.

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随着岁月的流逝,随着围绕意大利政治体制的内在特质、其深层危机以及阻止‘意大利这艘航船’彻底倾覆并使之重整旗鼓扬帆远航的种种药方所展开的争论、阐释与追问的日益白热化,史学界的这种认知盲区并未获得根本性改善。在这一脉络下,关于抵抗运动在‘当下现实’中的时代意义、其精神道德价值与政治蓝图究竟是否已经‘耗尽’的论战亦空前激烈。这一事实无可辩驳地体现在:即便是那些坚决驳斥‘被背叛的抵抗’或‘耗尽潜能的抵抗’之说、抑或竭力反驳对‘抵抗运动遗产’及其在意大利战后历史中所曾扮演和仍可能扮演的作用予以过度夸大的学者们,不仅从未真正直面平民与抵抗运动之间的深层互动,而且仔细审视便会发现,他们甚至从未触及9月8日大崩溃在当年法西斯政权所享有的民意认同内部所造成的进一步彻底断裂这一核心命题。更切近当下而言,克劳迪奥·帕沃内与罗莫洛·戈比的著作(这两部著作在各个层面上截然不同,但皆雄心勃勃地试图厘清在两位作者看来构成抵抗运动最本质核心的面貌),以及围绕这两部著作展开交锋的学者们,同样未曾对这些侧面给予起码的严肃关注。总体而言,甚至连吉安·恩里科·鲁斯科尼亦不例外:作为一名政治学者,他敏锐地试图探究贯穿意大利社会并威胁其作为伦理政治意义上的民族国家存续的种种瓦解性离心张力的根源,并以此视角剖析天民党取得选举胜利并确立政治霸权的深层成因,以及主导意大利半个世纪政治生活的宪政妥协机制;鲁斯科尼清醒地洞察到,必须直面抵抗运动以及更普遍而言1943—1945年历史风云对战后政治产生的决定性烙印,从而既需要深入考察标定那一时代的集体行为模式以及具体界定这些行为并在日后构成战后解放初期政治与选举抉择基石的纷繁多样的抉择与‘皈依’,又需要追溯作为这一切源头的‘总体性集体危机’。凭借其敏锐的历史洞察力,以及不受那些显然不足以解释如此复杂重大历史现象的所谓‘权威说教’束缚的非凡能力,鲁斯科尼极为透彻地意识到,必须坚决摒弃那些公式化的僵化教条——例如(在整个左翼思想界乃至更广泛领域普遍流行的)将反法西斯主义视作理解抵抗运动唯一排他性尺度的教条,抑或(更具纯粹共产党色彩的)将抵抗运动未能结出预想‘果实’全盘甩锅给所谓‘外来势力驻军存在’的庸俗论调;相反,必须将整个复杂的抵抗现象重新拉回那场贯穿并决定了1943—1945年乃至其后紧随数年历史进程的‘总体性集体危机’及其形形色色纷繁表现的宏阔历史洪流之中。在这一维度上,鲁斯科尼对重新反思抵抗运动及其历史与伦理政治意涵所作出的学术贡献,超越了此前任何其他学者418。然而在指出这一点的同时,亦必须如实指出:正是驱使鲁斯科尼深入探究抵抗运动的特定问题意识,加之其本人并非专业历史学家,导致一系列原本足以极大拓展其论证视野的具体历史情境与客观历史表现,在抵抗运动正统史学文献中普遍遭到刻意隐匿或极度淡化,最终导致甚至连鲁斯科尼本人亦未能深刻把握住平民百姓与游击队员之间具体关系所具有的极端重要性——而唯有牢牢把握住这一关键纽带,才能避免误读1943—1945年大众的真实态度,才能洞悉其深层动机、具体演变脉络、内在转化,以及这种态度对抵抗运动现实、萨洛共和国现实乃至战争结束后的战后格局(后者往往被过度简化地仅仅借助‘冷战’这把万能钥匙来草率解释)所施加的决定性塑造力。

Né la situazione è sostanzialmente migliorata con il trascorrere degli anni e l'infittirsi delle discussioni, delle interpretazioni, degli interrogativi sui caratteri del sistema politico italiano, la sua crisi, i rimedi per impedire il naufragio della barca Italia e rimetterla in grado di riprendere il mare. E, in questo ambito, sul significato «attuale» della resistenza e sull'esaurimento o meno dei suoi valori morali e delle sue proposte politiche. Lo dimostra il fatto che anche coloro che hanno respinto tesi come quella della «resistenza tradita» o «esaurita» o hanno confutato la supervalutazione dell'«eredità della resistenza» e della funzione che essa avrebbe avuto nella successiva storia d'Italia e che ancora avrebbe potuto avere non solo non hanno affrontato il rapporto popolazione civile / resistenza, ma, a ben vedere, neppure il problema dell'ulteriore rottura provocata dall'8 settembre all'interno di quello che era stato il consenso al fascismo. E, per venire ai tempi piú recenti, lo dimostra il fatto che a questi aspetti non è stata prestata attenzione neppure dai lavori (diversissimi tra loro sotto ogni profilo, ma che ambiscono a puntualizzare quelli che per i loro autori costituirebbero gli aspetti piú significativi della resistenza) di Claudio Pavone e di Romolo Gobbi e da coloro che li hanno discussi. E, tutto sommato, neppure da Gian Enrico Rusconi, un politologo che, volendo approfondire le cause delle tensioni disintegrative che percorrono la società italiana e ne minacciano la sopravvivenza come nazione in senso etico-politico e, in quest'ottica, le ragioni del successo elettorale e dell'egemonia politica della Dc e del compromesso costituzionale che ha dominato per quasi mezzo secolo la vita politica italiana, ha compreso la necessità di affrontare il problema di quale influenza la resistenza in particolare e le vicende del 1943-45 in generale hanno avuto su di esse e, quindi, sia di approfondire lo studio dei comportamenti collettivi che caratterizzarono quel periodo e le molteplici scelte e «conversioni» che concretamente li contraddistinsero e che furono poi alla base delle scelte politiche ed elettorali del postliberazione, sia di risalire alla «crisi collettiva» dalla quale essi trassero origine. Grazie alla sua particolare sensibilità storica e alla sua capacità di non lasciarsi condizionare dall'«autorevolezza» di teorie palesemente inadeguate a spiegare un fenomeno di tanta complessità e importanza, Rusconi si è infatti reso conto bene della necessità di accantonare schematizzazioni, quali quella (comune a tutta la sinistra politico-culturale e non solo ad essa) secondo la quale l'antifascismo costituirebbe l'unico criterio per capire la resistenza o quella (di marca piú propriamente comunista) secondo la quale, se la resistenza non ha dato i suoi «frutti», sarebbe dipeso solo dalla «presenza dello straniero», e di ricondurre invece il complesso fenomeno resistenziale nel piú vasto alveo della «crisi collettiva» e delle sue molteplici manifestazioni che caratterizzò e condizionò le vicende non solo del 1943-45, ma anche degli anni immediatamente successivi. Sotto questo profilo il contributo di Rusconi al ripensamento del fenomeno resistenziale e del suo significato storico ed etico-politico è superiore a quello di qualsiasi altro studioso418. Detto questo, va però anche detto che il tipo di interesse che ha spinto Rusconi ad approfondire il problema della resistenza e il fatto che, non essendo uno storico, una serie di circostanze e di sue manifestazioni che gli sarebbero potute essere assai utili per allargare lo spettro delle sue considerazioni sono sottaciute o minimizzate dalla letteratura storica resistenziale, hanno fatto sí che neppure lui abbia colto l'importanza che si deve attribuire al rapporto popolazione civile / partigiani per evitare di fraintendere l'atteggiamento popolare nel 1943-45, capirne le motivazioni profonde, le concrete articolazioni, le trasformazioni e l'influenza decisiva da esse avuta sia sulla realtà della resistenza, sia su quella della Rsi, sia, ancora, su quella successiva alla conclusione del conflitto (troppo spesso spiegata facendo ricorso solo a quella sorta di passe-partout che è diventata ormai la «guerra fredda»).

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至此,为了结束关于抵抗运动的这一长篇专题考察,并为了——倘若仍有必要的话——进一步明确界定本章的立论初衷与全书视角,我们感到已无需再过多赘述。
就现有研究状况而言,人们对抵抗运动的了解(或档案文献积累)已经极其充实,对萨洛共和国的了解虽然稍逊但亦不乏积累。然而真正的历史盲区——我们无论如何重申亦不为过——在于始终缺乏一个在史学深度上经过严格淬炼、且在实质上绝不狭隘简化局限于单纯抵抗运动(或单纯萨洛政权)的1943—1945年整体历史坐标参照系:在这个宏阔坐标系中,抵抗运动与萨洛政权自然各得其所(两者在本质上皆仅仅卷入了各自所依托各大区人口中的少数群体);但更重要的是,那些年间普通人的真实生存境遇亦应在其中占据其应有席位——包括其纷繁复杂的各色心理状态、伦理道德抉择与物质生存维艰、希望、幻灭等等。而深度塑造这一人类生存境遇的核心动力,主要由以下三者交织而成:a) 战火军事行动以及尤其是内战惨烈博弈的总体演变轨迹(因为要真正洞察抵抗运动、萨洛政权以及1943—1945年意大利风云全貌及其对后续事态的深远烙印,绝不能像以往乃至当今太多的著作那样漫不经心地低估这样一个铁血事实:当时的意大利经历了一场规模之庞大、惨烈程度之深重在全欧洲除南斯拉夫外绝无仅有的殊死内战);b) 法西斯政权此前所曾享有的社会认同的特质与深浅程度——鉴于法西斯体制的大崩溃大体上并未简单等同于直接倒退回法西斯时代之前的旧有行为模式与价值观念,而是催生出一种全新的心理文化心态:在这种心态中,旧有行为与价值仅占据局部席位,而法西斯二十年统治期间潜移默化形成的诸多思维印记,却在当事人毫无自觉的情况下依然顽固存在;以及最核心的 c),9月8日停战惨祸强加于绝大多数普通平民心头的深重精神道德危机——这一危机沉重压在所有在停战时刻未曾明确做出支持或反对萨洛政权自觉决断的人们心头。

将1943—1945年的历史风云粗暴简化为反法西斯主义与法西斯主义的意识形态二元对立,简化为抵抗运动与萨洛政权之间的武装交锋,在历史学研究的殿堂中是绝对站不住脚的。这种简化既不足以透彻解释抵抗运动内部错综复杂的派系博弈及其与盟军的微妙互动,亦不足以解释萨洛政权与纳粹德国的龃龉纠葛。它使得交战两大阵营(尤其是法西斯阵营内部)所酝酿的若干战略倡议与蓝图构想变得难以索解。更重要的是,它完全无助于理解以形形色色的方式和程度卷入这场血火搏杀的广大平民群众究竟如何亲历并承受这一切,以及斗争在他们心头激起了何种真实的心理波澜——不仅在战时如此,在战火熄灭之后亦然。因为——这一点我们同样不厌其烦地坚决重申——毫无疑问的是,广大民众阶层在1945至1946年间的政治与选民立场倾向,早在东西方冷战阵营对抗成型之前,乃至在此后的漫长岁月里,很大程度上正是由他们在1943—1945年风云岁月中的切身第一手经历所决定的——在意大利北部尤其如此。

A questo punto, per concludere questo excursus sulla resistenza e puntualizzare meglio - se ve ne fosse ancora bisogno - la ragion d'essere e il taglio di questo capitolo, ben poco ci pare resti da dire.
Allo stato degli studi molto si sa (o è documentato) sulla resistenza e, seppure in misura minore, sulla Rsi. La vera lacuna - non ci stancheremo di ripeterlo - è costituita dall'assenza di un quadro di riferimento generale storicamente approfondito e non riduttivamente limitato in sostanza alla sola resistenza (o alla sola Rsi) della vicenda del 1943-45 nel quale si collochino la resistenza e la Rsi (che, in sé e per sé, coinvolsero una minoranza della popolazione delle regioni nelle quali furono presenti), ma nel quale trovi il suo posto anche la condizione umana di quegli anni, con i suoi molteplici stati d'animo, problemi morali e di vita materiale, speranze, delusioni, ecc. Una condizione umana a determinare la quale concorsero profondamente: a) l'andamento generale delle operazioni belliche e specialmente della guerra civile (ché, per comprendere veramente la resistenza, la Rsi e il complesso della vicenda italiana del 1943-45 e l'influenza che questa ebbe sugli avvenimenti successivi non si può assolutamente sottovalutare, come troppo spesso è stato fatto e si fa, che l'Italia conobbe allora una guerra civile di dimensioni e drammaticità vastissime che non conobbe nessun altro paese, salvo, forse, la Jugoslavia); b) il tipo e il grado del consenso di cui il regime fascista aveva goduto, dato che il suo crollo non si tradusse in genere in un piú o meno mero ritorno ai comportamenti e ai valori prefascisti, ma in un atteggiamento psicologico-culturale in cui i vecchi comportamenti e valori trovavano posto solo in parte, mentre altri, acquisiti negli anni del regime, continuavano inconsapevolmente ad essere in qualche misura presenti; e soprattutto c), la crisi morale causata dal trauma dell'8 settembre che gravò sulla gran maggioranza della gente, su tutti coloro cioè che al momento dell'armistizio non fecero una consapevole scelta per o contro la Rsi.

Ridurre gli avvenimenti dal 1943-45 alla contrapposizione antifascismo-fascismo e alla lotta armata tra la resistenza e la Rsi non è in sede storica sufficiente. Non basta a spiegare compiutamente né i rapporti interni alla resistenza e di questa con gli Alleati né quelli della Rsi con la Germania. Rende difficile spiegare alcune iniziative e taluni progetti maturati nei due campi e, in particolare, in quello fascista. E tanto meno aiuta a comprendere come essi furono vissuti dalla maggioranza della popolazione coinvolta in vario modo e misura nella lotta e le reazioni che questa suscitò in essa. Allora, ma anche dopo la sua conclusione. Ché - anche questo non ci stancheremo mai di ripeterlo - è fuori di dubbio che l'orientamento politico ed elettorale di vasti settori della popolazione nel 1945-46, già prima del prender corpo della contrapposizione est-ovest, e ancora successivamente, fu in buona parte determinato - soprattutto al nord - dall'esperienza diretta nelle vicende del 1943-45.

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四十余年之前,费德里科·沙博便曾高瞻远瞩地着重指出了两大核心史实具有的非凡意义:其一,在1943至1945年间,实质上并存着“三个意大利”,各自拥有截然迥异于其他两者的独特政治经历,分别对应着停战后盟军推进作战的三个历史阶段;其二,在同一历史时期,天主教会——主要归功于庇护十二世——先是在德军占领下的罗马,随后在整个国家领土范围内,赢得了崇高显赫的精神道德权威,而这种道德权威不可避免地频繁转化为决定性的政治能量419。更切近的时期,另一些历史学者在解释战后天主教民主党(DC)与意大利共产党(PCI)的双雄崛起时,则强调指出这两个政党皆极大地受益于其“崭新性”:即在法西斯夺取政权的历史责任中(以及在这些学者看来为法西斯上台铺平道路的旧统治运作中),两党完全清白或至少比其他旧党派负有远为微薄的责任;两党并非奠基于腐朽破产的旧精英阶层和狭隘的寄生阶级,而是扎根于全新的“民众主体”之中。或者,按照另外一些学者的阐释,这两大政党向这些“民众主体”提供了一种狂热的信仰、一种其他政党无力给予或假借广大群众深感疏离乃至敌视的所谓现代性价值名义予以排斥的“政治宗教”。最后,同样不可忽视的是,在关于天民党与意共崛起的诸多解释中,另有一派学者主张,尽管出于截然对立的历史动机,但两党皆是抵抗运动最大的战后政治受益者:共产党所受益的群体,乃是那些将该党视作在抵抗运动中投入最深、并指望通过抵抗运动实现最“先进”激进之社会政治目标的斗争群众;而天民党所受益的群体,则恰恰是那些对抵抗运动心怀戒备乃至敌意的人们——他们唯恐刚出法西斯之狼窝、又入布尔什维克之虎口,或者因坚决唾弃同室操戈的骨肉相残暴力而原本更倾向于消极抵抗形式,并愤怒指责共产党人出于一党私利强行将武装内战强加于全体国民。

Piú di quarant'anni orsono, Federico Chabod sottolineò la grande importanza di due fatti: che nel 1943-45 vi furono sostanzialmente «tre Italie», ognuna con proprie esperienze politiche diverse da quelle delle altre, corrispondenti alle tre fasi nelle quali avvenne l'avanzata alleata dopo l'armistizio; e che, nello stesso periodo, la Chiesa - grazie soprattutto a Pio XII - acquistò, prima a Roma durante l'occupazione tedesca, poi in tutto il paese, una grande autorità morale che, inevitabilmente, assunse assai spesso anche una valenza politica419. Piú recentemente, altri studiosi, per spiegare l'affermazione nel dopoguerra della Dc e del Pci, hanno messo l'accento sul fatto che entrambi questi partiti sarebbero stati avvantaggiati dalla loro «novità»: nel senso di non avere o di avere meno degli altri responsabilità nell'andata al potere del fascismo (e nella gestione del potere che, secondo tali studiosi, ne avrebbe creato le premesse); dal non fondarsi su vecchie élites e su limitati ceti «parassitari», ma su nuovi «soggetti popolari». Ovvero, secondo altri studiosi ancora, di offrire a questi «soggetti popolari» una fede, una «religione politica» che gli altri partiti non sapevano loro dare o contrastavano in nome di valori e di una «modernità» ai quali le masse erano estranee o ostili. Né, infine, si possono dimenticare coloro che tra le varie spiegazioni dell'affermazione della Dc e del Pci hanno sostenuto che, sia pure per motivi antitetici, entrambi questi partiti sarebbero stati i maggiori beneficiari della resistenza: i comunisti, presso coloro che vedevano nel loro partito quello che piú vi si era impegnato e si era proposto il conseguimento grazie ad essa degli obiettivi politico-sociali piú «avanzati»; i democristiani, presso coloro che l'avevano vista con sospetto e ostilità, poiché temevano che li facesse cadere dalla padella fascista nella brace comunista o, rifiutando il ricorso alla violenza fratricida, avrebbero preferito invece forme di resistenza passiva e avevano attribuito ai comunisti le maggiori responsabilità per aver imposto, per interesse di parte, la scelta della lotta armata e della guerra civile.

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倘若深入展开对上述种种解释学说的细致辨析,势必将进一步大幅拓宽本书的研究边界。无论如何,在本著作的后续章节中,我们自会有机缘顺理成章地顺带触及其中若干命题。然而在结束本章之前,我们愿最后补充强调指出:1944至1945年间在诸多区域所爆发的平民百姓与游击队员之间关系的急剧恶化,一方面构成了理解抵抗运动与萨洛共和国一系列此前难以索解的深层面向与历史风云的决定性坐标参照系——正是在此视角下我们才对之展开了深入详尽的剖析;但在另一方面,它构成了理解战后初期在许多游击运动(尤其是加里波第部队)极为强悍、而天民党原本极其薄弱甚至近乎缺席的区域(并非所有区域,因为在某些地区独特的乡土传统与文化积淀构成了抗衡纠偏的平衡要素),天主教民主党在战后初期的选票认同何以能出人意料地收获远比预想更为辽阔的社会基础、而意大利共产党的战后选票何以比原先预估的要相对平淡有限得多这一谜题,一个绝不逊色于迄今为止所提出的任何其他解释路径的至关重要的核心切入点。


Entrare nel merito di queste spiegazioni ci porterebbe ad allargare ancora di piú l'orizzonte di questo lavoro. Su qualcuna avremo comunque occasione di soffermarci en passant nel prosieguo di esso. Prima di concludere, vogliamo però aggiungere che il deterioramento del rapporto popolazione civile / partigiani che si verificò in molte zone nel 1944-45, se, per un verso, costituisce un importante punto di riferimento per comprendere una serie di aspetti e di vicende della resistenza e della Rsi altrimenti difficilmente spiegabili - e in quest'ottica ci siamo soffermati su di esso -, per un altro verso costituisce un punto di riferimento non meno importante di altri sino ad ora prospettati per capire perché in varie zone (non in tutte, ché in alcune il peso di tradizioni e di culture particolari costituí un elemento di riequilibrio) nelle quali il movimento partigiano e in particolare i garibaldini furono assai forti e i democristiani assai deboli o pressoché assenti, nell'immediato dopoguerra la Dc raccolse consensi piú vasti e il Pci piú modesti del prevedibile.


注释 · Note


  1. 臭名昭著的彼得罗·科赫投靠意大利社会共和国的历程,虽属极端个案,却极具时代代表性。他写给胞妹的书信(参见 L. CANALI, Autobiografia di un baro, Milano 1990, pp. 26 sgg.)生动展现了那些丧失一切崇高价值坐标且心理极不稳定的边缘分子,如何在短短数日内从绝望迷茫与深重挫败感中一跃蜕变为极度狂躁与兽性暴虐之徒。在9月8日刚刚爆发之际,科赫同无数官兵一样茫然不知所措,四顾失魂落魄:“一切都在土崩瓦解。停战后团部解散了。长官们跑光了,国王、巴多格里奥将军以及其余将领也都逃之夭夭。大家都在疯狂搜刮平民便服,丢弃军装。人人都成了逃兵一心想溜回家。我整个人被打懵了,彻底脑中一片空白。有人跑进深山投靠游击队,有人叫嚷着无论如何必须誓死捍卫祖国。可是究竟该怎么捍卫?祖国究竟在哪里?我真的不知道这出闹剧究竟该如何收场。我的一个战友已经动身去投奔正在组建的游击队了:据说里面有共产党也有其他党派。但除了在军训营或法西斯大学青年团(GUF)灌输给我们的教条外,我们对政治一窍不通。亲爱的妹妹,我真的不知道该何去何从。眼下回家是根本不可能的,我对回家也毫无兴致。”
    然而仅仅过了几天,借由一个能够确立自身存在感、能够过上“奢靡好日子”的暴发机遇,他便找到了自己的“通衢大道”,“一条既笔直又合乎逻辑的大道”,“一条多年来不断灌输给我们、而我直到不久前才真正开窍的大道”:“同德国同志并肩作战、抗击国际布尔什维主义及本土赤匪的大道”。他不仅满怀狂热纵身跃入其中,且带着一种近乎病态欣喜的残忍冷酷,宛如一名狂热的十字军战士在血腥搏杀中既找到了其最“崇高”的信仰归宿,亦彻底释放了其最肮脏嗜血的野兽本能:“现在我终于看透了,在这一切阴谋诡计背后全都是残害祖国、家庭与上帝的共产赤匪在捣鬼。对他们展开无情围猎,便是我同其他能干弟兄组建的别动队的崇高天职……相信我,搜捕围剿赤匪如今已成为一种真正的至高享受,一种类似狩猎大型猛兽的刺激运动,因为这帮家伙正不择手段地顽抗。但我们手握一套专利级的绝密‘审讯手段’,我们必将彻底铲除这股祸害全人类的毒瘤。我们全副武装,装备着极度现代化的精良军械。我们坐拥无穷无尽的轿车车队,简直是一支地道的‘美式黑帮’;我们享用着梦寐以求的一切:高级烈酒、黄油、生火腿、巧克力,香烟随意抽,以及……任由我们摆布寻欢的温顺姑娘。这简直是神仙般的快活日子:一边履行作为意大利人抗击莫斯科走狗猪猡的神圣职责,一边尽情享受锦衣玉食与人世欢愉。” 

  2. 许多平民将盟军与德军置于同等厌恶的道德水平线上,这一现象由多重因素促成,其中既包含深层的文化心理因素,亦包含发挥了重大影响的诸多特殊现实因素。
    首要且最关键的因素,在于盟军对各大城市的无差别地毯式狂轰滥炸,以及空军对田间劳作的农夫、公路行进的普通平民冷血残忍的俯冲扫射,激起了广大民众对盟军刻骨的仇恨。据公共工程部的一项系统统计,仅在1943年12月1日至1944年7月30日期间(此前及此后尚无完整的综合汇总数据),平民死亡人数(包括舰炮轰炸致死者)达7047人,受伤8320人;被彻底摧毁的私人住宅达9577栋,严重受损及结构开裂的住宅分别达12530栋和21939栋。除住宅外,受损毁的尚有公共市政建筑(分别达221栋、360栋、264栋)、工业厂房(537座)、引水渠与地下排污管网(97处)、桥梁道路(97处)以及港口码头设施(34处),直接物质损失预估突破88.88亿里拉。ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 8, fasc. 36/R, «Incursioni aeree nemiche»。
    另一个产生不小影响的因素,则是自已解放的南方各省源源不断传来的混乱凄惨景象。
    法西斯宣传机器在这两个层面上固然极尽大肆渲染之能事;然而若将舆论反弹的“成功”全盘归咎于宣传,则属大错特错。仅举一例即可明了:安东尼奥·德尔菲尼这样一位深具文化修养、绝无法西斯主义同情倾向、曾亲历德军占领并正身处佛罗伦萨解放后现实的知识分子,在1944年12月18日的日记中沉痛写道:
    “难道墨索里尼当年横眉怒目勒令我们仇恨英国人,竟然是对的吗?
    无可辩驳的事实是:我们这些可怜的意大利人民,正在承受人世间所能想象的最惨烈的苦难。因此,打倒英格兰!
    我期盼、我更坚信天主的公义眷顾。
    自由、独立与尊严万岁!打倒德国,尤其是,打倒英格兰!
    世间唯有一件事物比赤裸裸的残暴更令我作呕:那便是伪善……
    法西斯共和党令我厌恶透顶(只要他们充当我的刽子手和德国人的密探,我便对他们深恶痛绝),然而从人类尊严、勇气与正义的层面上讲,它令我作呕的程度,却远远不及如今盘踞在佛罗伦萨城内的民族解放委员会那套英俄走狗专政体制、以及围绕在其身旁的那整窝心胸狭隘、心机深沉、背信弃义的秃鹫豺狼之徒。正是这帮宵小在祖国的尸骸上疯狂争食!法西斯政权当年饱餐贪食直至活活勒死祖国;而如今这帮反法西斯之徒,却在大肆吞噬着那些连早已餍足的法西斯分子都感到作呕的腐肉残渣。
    愿全能的主拯救意大利吧!”(A. DELFINI, Diari 1927-1961, 编者 G. Delfini 与 N. Ginzburg, Torino 1982, pp. 280 sg.)。
    深究起来,安德烈亚·达米亚诺于1944年3月16日写下的文字在实质上亦别无二致:
    “死难者的人数在飙升,战火将举世闻名的文化古迹化为瓦砾。苦难将思绪灼烧得通红,将一切渣滓焚为灰烬四散飘零;我们就这样形销骨立地伫立在这一片被鲜血、汗水与泥淖彻底玷污的凄凉意大利大地上。
    冷冰冰的理智告诉我们:这合乎逻辑,这便是现代战争的残酷规律。然而这却是一个正在遭受酷刑凌迟之人试图强加给自身的理智。受刑者的意志必将崩溃,喉管中必将迸发出撕心裂肺的哀嚎。对自己说:‘保持冷静,理性思考’,纯属徒劳空谈。我们同样仇恨英国人。我们并未被剥夺人性至如此麻木的地步,以至于丧失了这种纯粹肉体的应激反应,以至于不再仇恨折磨践踏我们的恶魔——不论他们究竟是谁。
    凡以为英国人会对我们宽宏大量之人,皆在幻想某种荒谬绝伦的神话:即征服者竟然能够忘却自己征服者的身份!在征服者面对战败者的情感深处,或许能滋生出一丝怜悯,却绝无赦免,更绝无可能产生任何与战败者同呼吸共命运的心灵契合——盖因那意味着征服者必须彻底忘却自身的胜利凯旋。更何况在英国人眼中,我们不过是一帮悔过自新的昔日敌寇。他们对我们命运的深渊惨剧究竟懂得几分?在悔罪之后,他们要求我们去为他们冲锋卖命:至于我们究竟是怀着何等刺探赎罪的凄凉心境去打仗,他们根本不屑一顾。有人高呼:‘可是我们已经发动了革命!’企图以这个名词来掩盖那一团困扰撕扯着我们的情感死结。然而,这是弥天大谎!我们根本未曾发动过任何真正的革命。我们浑身依然沾满了将我们推向这一深渊的滔天罪愆。在我们心头充斥着自相矛盾、留有退路的保留心态、以及渴盼彻底自由舒展却动弹不得的本能冲动。我凝视着德国人与英国人,在我眼中他们全是不折不扣的异邦人,亦即对我祖国的剧痛与浩劫彻底麻木不仁的陌路人。我们的救赎,唯有始于彻底看清并毫无保留地坦然接受那注定要让我们在孤独中煎熬的残酷宿命”(A. DAMIANO, Rosso e grigio 前引书,第123页以下;亦参见第121页,1944年3月13日)。 

  3. “现实是战火依然在肆虐延烧,但世人早已不再(且从很久之前起便不再)将其视为严格意义上的战争,而是视作一种纯粹的机械杀戮、纯粹的抽象梦魇:一种荒诞晦涩、灭绝人性的天降浩劫,其周围甚至不再伴随有任何人类情感的波澜,哪怕是仇恨与暴怒”(A. DAMIANO, Rosso e grigio 前引书,第133页,1944年9月1日)。 

  4. “我们的彻骨焦虑恰恰源自纯粹的否定;源自深知必须去摧毁一切、却茫然不知能否重建任何生机;源自生命充斥着诀别离弃、却毫无一丝希望的微光……我们的心力交瘁足以告别一切执念。然而世间留存着何其浩瀚的残存幻灭……我们浑身充斥着傲慢与哀悯。这是一群身披丧服的凄凉灵魂,倘若我们能知晓某种比这无休止的虚妄怀旧与饥渴求索更为彻底的了断解脱之道该有多好!对自我的深层恶心作呕。啊,但求摆脱这具躯壳!‘我的血液奔涌在正午的绝顶’(My blood is all meridian)”(A. DAMIANO, Rosso e grigio 前引书,第128与135页,1944年5月13日与8月19日)。 

  5. 1944年10月,一名英国特别行动处(SOE)军官在完成同北方游击队部队的联络使命返英前夕,向其上级递交的北方局势报告极富洞见:“平民人口的情感倾向与实际支持表现出极大差异。在城市中,绝大多数居民心里只装着如何苟全自己的性命。许多人痛骂德国人,亦有人咒骂游击队,但这纯粹是因为德国人与游击队对其生活安泰或身家性命构成了致命威胁。在诸如都灵与米兰等工商业枢纽大城,显然存在着雄厚的共产党阶级基础,他们全是不折不扣的游击队狂热支持者。此外城市中亦有法西斯死党。非游击队控制的广大乡村地带,则游移在两种极端态度之间:一种是狭隘愚蠢的极端利己主义,另一种则是坦率公开的鼎力相助。游击队实际控制的解放区则几乎全盘倒向游击队,仅有极少数异类除外,且这批人极其小心谨慎地隐藏自己的真实想法。总体而言,社会阶层越是赤贫,对抵抗运动的支持便越发坚决有力。这一阶级规律通行于整个国家。在我所身处的极端贫困地区,最富有的富豪阶层恰恰是对游击队事业出资出力最少的一群人:在实际上,他们是在不给自己招惹杀身大祸的前提下,能少做就绝不多做分毫。这首先是因为作为最富有的人群,他们昔日同法西斯政权统治机构存在千丝万缕的利益纠葛;其次是因为他们唯恐德国人或游击队夺走其多年积攒的家财浮财”(参见 E. MORRIS, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-45, Milano 1993, pp. 467 sg.)。 

  6. 参见 G. E. RUSCONI, Per una revisione storica della Resistenza, 载于 «Micromega», 1991, n. 5, p. 33. 

  7. 参见例如 A. DAMIANO, Rosso e grigio 前引书,第175页(1945年5月2日)。 

  8. 关于这种思想极度混乱并有助于透视某些‘变形记’的一个微小却极富象征意义的实例,见于著名拉丁语学者孔切托·马尔凯西在其著述中的记载(C. MARCHESI, Il cane di terracotta, Verona 1989, p. 29)。这位学者回忆了自己在火车车厢中亲耳听闻的两名乘客之间的交谈。一人说道:‘我是共产主义法西斯分子。’另一人惊呼:‘这怎么可能!二十年来我们天天高喊共产主义是灭顶瘟疫,如今我们居然自称共产党人!’‘没错,正是如此,’前者理直气壮地反驳道:‘这意味着什么?这意味着如果共产主义是要剥夺富豪权贵和投机奸商的财产以分给劳动大众,那我就是共产党人;但如果共产主义要废除宗教信仰和家庭伦理、要让天下只有一个牧羊人而把其余所有人统统变成驯服的绵羊,那我就是坚决的反共分子!你现在总该听明白了吧?’ 

  9. 9月10日,托斯卡纳工会活动家、直至7月25日一直担任当地法西斯劳工省级联合会书记的伊德雷诺·乌廷佩尔盖,率先挑头发起重建里雅斯特法西斯支部的行动。次日,约三十名法西斯骨干乘坐卡车从该朱利安首府开拔,串联联络朱利亚与威尼托大区其他城镇的同志。同日傍晚,维罗纳法西斯支部宣告重建;12日为帕多瓦支部,13日为特雷维索支部,16日为威尼斯与罗维戈支部,18日为贝卢诺支部。参见 E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto 前引书,第48页以下。在同一时期,布雷西亚、贝加莫与博洛尼亚等地的法西斯支部亦纷纷宣告重建。 

  10. G. BOCCA, La repubblica di Mussolini 前引书,第16页。 

  11. G. PINI, Ragazzo del '99, VI, Bufera (1942-1945), 藏于 ACS, G. PINI, b. 50。ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 8/R, «Gaetano Bagalà», 1943年9月19日致墨索里尼信函。在信中,巴加拉毫不含糊地指出:这批法西斯官僚在7月25日前后的卑劣行径,赤裸裸地证明了他们属于无可救药之徒;重新将广大人民群众争取回法西斯旗帜下的事业本就希望渺茫且极端艰险,倘若——与他的设想相悖——这批旧人重新在党内占据要职,则争取群众的努力势必将彻底化为泡影。 

  12. G. AMENDOLA, Lettere a Milano. Ricordi e documenti 1939-1945, Roma 1973, pp. 176 sg. 

  13. J. V. BORGHESE, Memorie, ff. 13 sg. 与 38,藏于 Archivio J. V. Borghese。 

  14. AUSSME, I-1, RSI, Diario storico SME, b. 1, Allegati, «Riunione del 18 aprile 1944 a Parma»。 

  15. 对“祖国命运”的深重忧虑,以及坚信“全体意大利人必须深切体察到达成民族和解的极端必要性”的紧迫感,同样存在于相当一部分绝非法西斯且终生未曾依附法西斯的学者心头。福图纳托·平托尔的个案极具代表性。参见 G. GENTILE - F. PINTOR, Carteggio (1895-1944), Firenze 1993, pp. 423 与 427。 

  16. 关于法西斯大学青年团(GUF)的青年学子,早在7月25日前夕,G. GUARESCHI 在其著作 Diario clandestino 1943-1945, Milano 1982, pp. 100 sg. 中便作出了无比辛辣敏锐的观察:“他们心中憋着一股恶毒的怨气。此前他们在青年团机关报刊的专栏上大肆发泄自身的狂躁胆汁;而如今——依然操弄着完全相同的论调辞藻——他们正以模棱两可的说辞对法西斯主义展开大张旗鼓的道德公审;盖因他们极其奸黠,绝不愿真正豁出性命去深涉险境,他们正准备利用这场悲剧浩劫在各大新创刊的报纸中谋取安乐窝,并从那里尽情发泄他们作为人生失败者的酸腐仇恨。” 

  17. G. PAPINI, Diario 前引书,第131页。 

  18. 参见 ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 4 «T. Interlandi»(该信件附有墨索里尼本人的亲笔圈阅批准);A. SOFFICI, Collaborazione degli intellettuali, 载于 «Italia e civiltà», 1944年1月20日,转引自 Italia e civiltà, 编者 B. Occhini, Roma 1971, pp. 35 sgg. 

  19. 参见 G. LA BELLA, L'IRI nel dopoguerra, Roma 1983, pp. 14 sgg. 

  20. 在最具知名度的名家学者中,除乔瓦尼·秦梯利外,我们尚可列举出:卡洛·安蒂、圭尔福·奇维尼尼、乔瓦尼·科米索、戈弗雷多·科波拉、焦托·代内利(继秦梯利之后接任意大利科学院院长)、佩里克莱·杜卡蒂、弗朗切斯科·埃尔科莱、泰莱西奥·因特尔兰迪、圭多·马纳科尔达、菲利波·托马索·马里内蒂、巴尔纳·奥基尼、乌戈·奥耶蒂、奇普里亚诺·埃菲西奥·奥波、比亚焦·帕切、路易吉·帕雷蒂、罗伯托·帕里贝尼、马尔科·兰佩尔蒂、恩里科·萨凯蒂、阿里戈·塞尔皮耶里、马里奥·西罗尼、阿尔登戈·索菲奇、维托里奥·维托里、路易吉·维拉里、朱塞佩·维拉罗埃尔、乔阿基诺·沃尔佩等。关于萨洛政权的知识分子,尚缺乏具有高学术水准的全面通论专著。针对该群体的最精辟论述见于 E. G. LAURA 所著 L'immagine bugiarda, Mass-Media e spettacolo nella Repubblica di Salò (1943-1945), Roma 1986,尤其是第99页以下。 

  21. 参见 Mussolini l'alleato, II, pp. 829 sgg. 

  22. 参见 E. MARIANO, Vincenzo Errante: l'uomo e il traduttore di poesia, 载于 Vincenzo Errante. La traduzione di poesia ieri e oggi, 编者 F. Cercignani 与 E. Mariano, Milano 1993, pp. 13 sg. 与 17. 

  23. 关于这一点,参见 E. GALLI DELLA LOGGIA, L'8 settembre degli intellettuali, 载于 «L'informazione bibliografica», 1993年4月至6月号,第207页以下。 

  24. 在最初曾与意大利社会共和国开展过合作或对其抱持同情的人士中,例如维托里奥·戈雷西奥,他在1943年9月至10月间曾为《罗马人民报》(«Il popolo di Roma»)撰稿(尤其参见发表于9月22日与10月4日的《意大利书简》与《意大利沉思》,字里行间流露出极大的迷茫彷徨,而在其战后回忆录 La vita ingenua, Milano 1980, pp. 227 sgg. 中对此段历史讳莫如深);再如切萨雷·帕韦塞,正如L. 蒙多在1990年8月8日《新闻报》(«La Stampa»)上披露的其“绝密笔记本”所证实的那样,他一方面因对君主制与反法西斯政客深恶痛绝,另一方面因寄望于共和法西斯主义能够唤醒意大利人的“民族灵魂”,一度流露出同情倾向。参见 C. MAFFEI, I vedovi di Pavese, 载于 «Il Borghese», 1990年9月9日,第35页以下;C. DIONISOTTI, Per un taccuino di Pavese, 载于 «Belfagor», 1991年1月31日,第1页以下;以及 Mussolini l'alleato, II, pp. 1367 sg. 

  25. 埃利奥·维托里尼的经历堪称典型,关于该学者的思想轨迹,参见 G. AMENDOLA, Lettere a Milano 前引书,第91与496页。 

  26. 关于意大利科学院院士群体的概略全貌,参见 E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini (Dal Gran Sasso a Dongo), Roma 1948, pp. 196 sgg. 

  27. 参见 MUSSOLINI, XXXII, pp. 264 sgg.(1943年11月11日)。 

  28. 针对秦梯利的首轮极度暴烈的攻击,在9月8日之后立即由慕尼黑广播电台掀起,其幕后操盘手几乎断定即为乔瓦尼·普雷齐奥西。随后各报刊纷纷跟进攻讦;当传出墨索里尼接见秦梯利(11月17日)、并在数日后任命其为意大利科学院院长,且这位哲学家在接受《国家报》(12月10日)专访时公然宣称必须“找寻并弘扬一切能够促进并加速人心和解与团结之事物”后,攻击被推向了最高潮(秦梯利随后以相异语调在12月28日《晚邮报》发表题为《重建》的专论,并在1944年1月1日《新文集》新系列创刊号的社论中重申了这一和解理念)。米兰《束棒报》(«Il Fascio»)在11月27日及随后数周刊载的批判尤为歹毒凶悍(指控他曾企图同巴多格里奥政府暗通款曲,并将《意大利百科全书》蜕变为了“犹太人的安乐窝”),《法西斯政权报》与《晚报》亦群起而攻之。秦梯利致《晚邮报》的一封抗议信虽获该报刊发(1944年1月16日),但自该日起该报事实上单方面中止了此前商定好的约稿合作。与此同时,近二十年来他最伟大的文化学术丰碑——《意大利百科全书》(当时由圭多·曼奇尼出任特派专员主持编务)亦在实际上遭到扼杀,借口将其机构迁往北方,整个编撰工作被强行中断,并被剥夺了一切财政与出版资源。参见 B. GENTILE, Dal discorso agli italiani alla morte, 载于 Giovanni Gentile. La vita e il pensiero, Firenze 1951, IV, pp. 36 sgg.;L. CANFORA, La sentenza Concetto Marchesi e Giovanni Gentile, Palermo 1985, pp. 96 sgg.;E. G. LAURA, L'immagine bugiarda 前引书,第113页以下;G. GENTILE - F. PINTOR, Carteggio 前引书,第424页以下。 

  29. 对知识分子的普遍敌意是如此广泛,以至于在帕韦塞的“绝密笔记本”中亦留下了清晰的烙印,他在其中写道:“知识分子在意大利的现实生活中占据了过重的分量。他们怯懦、好斗、虚荣。必须重归国家至上,重归政治人物统御,政治家高于文化人。有人惊呼这势必导致野蛮退化,但事实绝非如此。这乃是秩序的重建。” 

  30. ACS, R. FARINACCI, b. 17, fasc. 82. 

  31. 依据法西斯共和党米兰省党部搜集的统计数据,自7月25日至9月8日期间,在米兰省境内被杀害的法西斯分子或疑似法西斯分子达7人,受伤91人,遭解雇剥夺工作者达7190人。私人住宅遭受砸抢破坏的损失达1200万里拉,法西斯分子被强行驱逐驱离的住宅达345户;参见 V. COSTA, Memorie, 1943-44, f. 267,藏于 Archivio V. Costa。 

  32. 参见 L'Italia dei quarantacinque giorni 前引书,第262页以下。 

  33. 关于非城市地区的乡村个案,例如阿曼多·保利于9月20日自封为基安蒂区格雷韦(Greve in Chianti)重建法西斯支部书记的事例;参见 C. BALDINI, La seconda guerra mondiale da Greve in Chianti a Firenze, I, Firenze 1994, pp. 28 sg.。无论如何必须指出的是,最为惨无人道的暴行个案,主要集中在各区域中心枢纽乃至大中城市,而非农业与偏远小邑。 

  34. 佛罗伦萨警察总监在1943年12月27日呈送萨洛警察总局长的绝密报告中,以远比拉恩更为克制的措辞、且全然未敢直接点名“卡里塔帮”的情况下汇报称:
    “在社会共和国架构下的法西斯重组与复兴,过去与现在皆非易事。在最初阶段,为了抗击泛滥蔓延的亲英势力、尤其是共产主义运动的致命危害,法西斯武装力量仓促动员与编组,确曾导致了若干越轨违法行径与极端过火暴行,尤其是一批最为狂热的基层喽啰的自发作为,而这恰恰被敌对势力的政治宣传大肆利用来攻讦本政权”(ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 4, fasc. C2, sottof. «Firenze»)。
    关于卡里塔帮,参见 C. FRANCOVICH, La Resistenza a Firenze, Firenze 1961, passim。 

  35. “昔日那些共济会余孽、沙龙伯爵夫人们暗中施加的压力,意大利人生来极其丰富的丰富想象力所肆意添油加醋的夸大其词——将棍棒惩戒夸大为故意杀人、将耳光教训捏造成惨无人道的酷刑折磨——构成了充斥在各省高官案头的日常说辞,促使他们极力压制扼杀一切民族生机能量;领袖啊,您绝不可能遗忘,恰恰是这些铁血能量在1919、1920、1921和1922年将您推上了祖国领袖的崇高宝座!正是这同一批曾被意大利共济会与贵族特权阶层的机巧阴谋彻底绞杀的铁血力量,在今天重又被戴上了沉重的镣铐”(ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 26, fasc. 185/R, «Gildo Simuni - Mario Carità», 1943年12月14日呈送墨索里尼的报告,佛罗伦萨)。 

  36. V. COSTA, Memorie 前引书,f. 268。 

  37. 关于朱塞佩·东戈——此人系卡萨莱蒙费拉托的早期行动队员,据称曾于1920年创办法西斯诺瓦拉支部,在随后数年担任《意大利人民报》特派通讯员;随后转入国家法西斯党新闻局,继而出任农业工人工会联合会在威尼托大区的专员官员(1937至1938年因健康原因离职),直至7月25日一直是罗马省党部的一名中下层办事员——参见 E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini 前引书,第38页。 

  38. 关于名单中的帕拉迪诺,人们很可能将其名字误抄,其真实身份当为亚历山德罗·帕拉迪尼:阿奎拉地区的老牌行动队员,志愿民兵(MVSN)卫生准将(console medico),1940年12月起任国家议员,1942至1943年任民兵总指挥部中央卫生局局长,在意大利社会共和国时期出任法西斯共和党全国领导机构成员兼国家卫生总局长。 

  39. ACS, Presidenza Consiglio dei Ministri, Gabinetto, 1940-43, fasc. 1.1.2/24641。同样关涉卡尔维·迪·贝尔戈洛将军的是:必须牢记他曾援引建立‘不设防城市’的意德协议,极力试图阻止帕沃利尼在罗马举行公开发表演说(然而未能得逞,盖因施塔尔通知他已接获柏林关于准许演讲的直接指令);在演说结束后,将军宣布辞职,因为法西斯共和党总书记在演说中公然抨击了‘现有国家建制’。随后,在一家德国陆军战地医院内部,意大利士兵与德国军人之间爆发了一场流血冲突,导致六名德军官兵丧命;凯塞林随即下令报复,索要六千名适龄服役的意大利壮丁作为人质押往德国服苦役。面对危局,将军收回了辞职决断以避免局势进一步恶化,甚至主动提出以自身作为人质,并直接向拉恩交涉游说,最终促成拉恩撤销了凯塞林的报复索要令。AUSSME, N-1-11, Diari storici 2ª G.M., b. 3012, «Documenti Commissione d'inchiesta sulla difesa di Roma», fasc. «Generale di divisione Carlo Calvi di Bergolo»。 

  40. 萨洛共和警察特别分队,民间普遍称为“科赫帮”,主要在罗马、继而在米兰大肆横行作恶。尽管该帮派恶贯满盈、血债累累,且屡次沦为意大利与德国高层圈子之间、以及这些圈子内部各大权力集团勾心斗角的博弈枢纽,但其历史内幕从未真正得到过彻底澄清重构。在法西斯内部,科赫帮大体受布法里尼·圭迪的卵翼驱使(正如在德方一侧其主要依附于卡普勒),但完全不能排除在某些特定关头,墨索里尼本人亦曾借助该别动队对他所猜忌防范的政客展开谍报侦查。该帮派同博尔盖塞及其第十突击支队爆发过尖锐惨烈的内斗,博尔盖塞指控科赫企图策划政变(科赫则自诩通过在第十支队内部挑拨离间成功瓦解了阴谋),意图拥戴博尔盖塞本人夺取最高权力(据科赫称,政变背后获得了德国军事情报部门反谍机关的暗中撑腰)。科赫同‘穆蒂军团’之间的矛盾同样水火不容,最终在1944年9月24日,穆蒂军团悍然动手逮捕了科赫及其大批党羽打手。参见 A. LUALDI, La Banda Koch. Un aguzzino al servizio del Regime, Milano 1972。 

  41. 关于罗马法西斯党部的内幕演变,参见 E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini 前引书,第30页以下;A. NORELLI, Il ministro Domenico Pellegrini-Giampietro nel tramonto del fascismo, Napoli 1992, pp. 98 sg.;E. F. MOELLHAUSEN, La carta perdente. Memorie diplomatiche 25 luglio 1943 - 3 maggio 1945, Roma 1948, pp. 166 sgg. 与 128;C. TRABUCCO, La prigionia di Roma. Diario dei 268 giorni dell'occupazione tedesca, Torino 1954, pp. 118 sg.,123页以下及135页;S. BERTOLDI, Salò. Vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, Milano 1976, pp. 390 sg. 与 393 sgg.(书中刊载了巴尔迪被捕后所撰写的辩护备忘录,他在其中极力吹嘘自己‘多元’的整顿功绩,并透露巴尔迪背后的庇护者中亦包含因遭受其要挟勒索的布法里尼·圭迪);N. COSPITO - H. W. NEULEN, Salò-Berlino: l'alleanza difficile. La Repubblica Sociale Italiana nei documenti segreti del Terzo Reich, Milano 1992, pp. 253 sg.;ACD, Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Segreteria generale 1943-1945, fasc. «Biblioteca»(关于未遂的‘临时政府’原始名册);ACS, B. SPAMPANATO, b. 2, 1944年1月29日斯潘帕纳托、古列尔莫蒂、库尔蒂、桑塔马利亚与斯卡尔达奥尼呈送墨索里尼的绝密信件(‘政府官方权威的长期缺位已使罗马的社会生活陷入萎靡数月之久。布拉斯基宫的暴行惨剧更使这种缺位显得触目惊心,这彻底摧毁了罗马共和法西斯政权充满希望的复兴势头,并在法西斯党部与平民大众之间撕开了一道至今仍在产生恶劣影响的难以弥合的鸿沟……’);BM, RH 2, b. 1663, bl. 3-18,扬德尔上校于1943年12月16日撰写的军务报告(‘1943年11月26日,通过意大利非洲警察[PAI]在罗马实施了大规模警务清剿行动,一举逮捕了罗马省长巴尔迪以及另一位名为波拉斯特里尼的巨头[罗马民兵少将],连同麾下约40名同党恶徒。这些亡命之徒在罗马自封为新一代政治执政领袖,建立起最恶劣下劣的白色恐怖统治,肆意无差别搜捕平民、敲诈勒索并动辄施行酷刑残害。为此他们甚至设立了自己的私人“卢比扬卡监狱”,并在那里发号施令、推行其血腥“私刑”。然而,只有在德方施加坚决果断的强力施压之后,意大利官方才最终横下心来采取干预举措。这一严厉整肃在广大公众舆论中激起了极其良好的振奋反响,然而遗憾的是,官方却错失了将这一清洗行动的振奋效应转化为强大政治宣传武器的大好良机。在我从罗马进行简短实地视察返程后,我已就此事向领袖作了专题汇报,此后官方终于就这些早已家喻户晓的丑闻发布了正式新闻公报。然而,通过这种方式所践行的在自身队伍内部毫不留情铁腕清算的原则,目前仅仅停留在理论层面,因为迄今为止鉴于治安执法部队实力尚属孱弱且兵力不足,根本谈不上对该原则的普遍贯彻执行。此外,12月7日正式下令解散了“联邦警察”[一种法西斯党自身的武装警察组织]。该组织充其量不过是一帮无法无天的狂徒团伙,对维系公共秩序不仅毫无建树,反而构成了最严重的现实威胁’)。
    ‘巴尔迪帮’的丑闻在国际社会亦引发了轩然大波,以至于瑞士《洛桑公报》对皮齐拉尼专员的受命赴任以及‘四十人团伙’的落网入狱皆作了详细专版报道。 

  42. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma, Firenze 1947, p. 203. 

  43. R. BIANCHI BANDINELLI, Dal diario di un borghese e altri scritti, Milano 1962, p. 123. 

  44. 关于妇女参与意大利社会共和国政治与军事生活的全貌,尚缺乏系统性的综合专著。在军事层面,主要可参阅 M. FRADDOSIO, Donne nell'esercito di Salò, 载于 «Memoria», 1982年6月号,第59页以下;该作者另著 La mobilitazione femminile: i Gruppi fascisti repubblicani femminili e il SAF, 载于 «Annali della Fondazione Luigi Micheletti», n. 2, 1986 (La Repubblica sociale italiana 1943-1945), pp. 257 sgg.;以及该作者所著 La donna e la guerra. Aspetti della militanza femminile nel fascismo: dalla mobilitazione civile alle origini del Saf nella Repubblica Sociale Italiana, 载于 «Storia contemporanea», 1989年11月至12月号,第1105页以下。 

  45. 参见 Squadrismo, 载于 «Brigata Nera “5. Rizzardi”», 1944年10月2日。 

  46. 参见 E. A. ALBERTONI, Quelli dell'altra parte, 载于 «Il paradosso», 1960年1月至3月号,第36页。 

  47. 在无法为未编入正规陆军的形形色色萨洛武装组织成员勾勒出一份完备的社会学统计全貌的情况下,M. SORESINA 在其专论 Gli arditi della Legione autonoma mobile Ettore Muti. Materiali per uno studio sociologico(载于米兰抵抗运动与劳工运动史研究所 «Annali», 1993, n. 2, pp. 325 sgg.)中提供了极其宝贵的历史学研究基准材料。依据索雷西纳所掌握的翔实档案数据,在穆蒂军团的志愿参军人员中(绝大多数为在米兰及伦巴第大区出生或定居的本地人),18岁以下者占总人数的12%,18至24岁青年则高达37.6%。 

  48. 参见 A. DAMIANO, Rosso e grigio 前引书,第119页以下、143页以下与158页以下;尤其是关于游击队员的服饰,参见 B. FENOGLIO, I ventitre giorni della città di Alba, Torino 1992, pp. 8 sg.:“那光怪陆离的杂牌军服足以装点上百场狂欢节……” 

  49. G. UNGARETTI, Vita di un uomo. Saggi e interventi, Milano 1974, p. 821. 

  50. V. COSTA, Memorie 前引书,f. 418。 

  51. 阿里斯蒂德·萨尔蒂的经历极富悲剧性与时代象征意涵。作为一名在校大学生,他曾被任命为博洛尼亚共和法西斯支部的首任代理书记;然而目睹局势的险恶政治走向后,他深感幻灭,仅数月后便毅然辞去党职,申明自身决意“重返空军作战部队奔赴前线”。保罗·福尔图纳蒂(时任博洛尼亚大学统计研究所教授兼意共地下组织“安东尼奥·拉布里奥拉小组”的核心负责人,萨尔蒂显然早已洞悉其思想底色与秘密活动,在1944年3月以一篇探讨意大利资产阶级的起源、发展与局限性的学术论文从其门下毕业)曾详细记录了两人之间不同寻常的人格交往,并着重回忆了他们在1944年下半年伊始的最后一次悲壮诀别:
    “不久之后,萨尔蒂突然再度出现在研究所内,依然身披一身军装。我用充满探询的目光打量着他。他当即开口说道:‘我此番前来,是向您辞行的;我感谢您此前对我人格忠诚所寄予的信任,并向您坦诚吐露:我终于明白自己铸成大错了。但我至今依然不知道,你们究竟是否亦同样铸成了大错、或者未来是否必将铸成大错。’
    随即展开了一场令人窒息的沉重对话,其对话细节已难以完全复原。年轻人一字一板、斩钉截铁地重复道:‘铸成大错者,必须以身家性命来偿还赎买!’我极力劝解:‘可是你此前在沙场征战流血,早已偿还够了……’然而一切劝说皆是徒劳。‘跟我一起走吧,彻底离开博洛尼亚,在平静中去从长计议寻找一条崭新的人生道路……’‘不。’随即他屏住呼吸、一口气吐露道:‘这是您以及同您一样的志士必须提防防范的黑名单!这是他们密谋在自认为适宜的初次机会下,强行绑架拘捕并拉去枪决的人质黑名单!而您本人,正是该名单上的头号目标!’我急忙上前伸手拉住他:他猛地挣脱了我的手臂,将两份黑名单掷在案头,几乎是夺门飞奔而去。自那之后,我再也未曾见过他的身影。
    就在博洛尼亚解放前夕,他驾驶着一架战斗机,决死迎头撞向了一支庞大的英美重型轰炸机编队……”(参见福尔图纳蒂本人的长篇证词,载于 La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, 编者 L. Bergonzini, I, Bologna 1967, p. 320)。
    另一个性质截然相异、却同样极富深意的案例,当属萨尔蒂于1943年12月10日卸任后接任博洛尼亚法西斯党魁的埃乌杰尼奥·法基尼(一个半月后遭行动爱国小组[GAP]处决暗杀):他早年曾加入《基石》杂志的党内体制异见派,在巴多格里奥统治的四十五天里,更作为一名自居的“索雷尔主义者”加入了当地意大利无产阶级团结社会党(PSIUP)的地下组织;萨洛共和国建立后,他却再度投身政权,据现存文献记载,恰恰是被其宣称推行的激进社会革命纲领所吸引。参见 N. S. ONOFRI, I socialisti bolognesi nella Resistenza, Bologna 1964, pp. 187 sg. 

  52. 参见 A. SOFFICI, Sull'orlo dell'abisso, 载于 A. SOFFICI - G. PREZZOLINI, Diari 1939-1945, Milano 1962, p. 190. 

  53. 参见 P. CONTI, La gola del merlo, Firenze 1983, p. 454. 

  54. 参见 1994年4月15日《新闻报》(«La Stampa»)。 

  55. 关于广大青年以及许多非传统法西斯甚至反法西斯资产阶级家庭所身处的复杂精神气候,参见 G. SASSO 极富洞见的自传性回忆与敏锐观察,见于 La fedeltà e l'esperimento, Bologna 1993, pp. 195 sgg., 203 sgg. 与 94 sg. 

  56. 安东尼奥·梅莱加提供的历史见证。 

  57. V. COSTA, Memorie 前引书,f. 257。 

  58. 同上引书,f. 277。E. CANEVARI 在其著作 Graziani mi ha detto, Roma 1947, p. 173 中作出了实质完全相同的判断:“誓死捍卫共和国直至生命终结的广大热血青年,完全是在民族主义维度上采取行动——亦即为了抗击巴多格里奥式的屈辱投降,而绝非在社会革命维度、更非在党派政治维度上行动,然而墨索里尼却始终未曾理解或不愿理解这一本质差异。”进一步展开论述,卡内瓦里(同上引书,第169页以下)断定,所谓“爱国资产阶级”(他将其指认为中产阶级中坚)最初曾满怀热血欢庆墨索里尼组建“洗雪国耻”的抗战救国政府;而他们之所以在1943年11月至1944年春季彻底转向反对派立场,恰恰是因为他们看清了墨索里尼正日益激化法西斯主义与萨洛政权的“社会主义色彩”,而严重损害了民族大局利益,损害了那些坚信民族利益高于一切且绝不容忍“旧法西斯体制以变本加厉的恶劣形式”借尸还魂的广大爱国阵营的根本关切。 

  59. 布法里尼·圭迪在9月13日闻悉墨索里尼脱险后立即为领袖草拟的一份呈阅备忘录极具代表性。他在备忘录中写道:
    “领袖的突然脱险重归,重新在无数此前意志消沉、士气低落且四散离析的忠诚虔敬的法西斯将士心头点燃了希望与信念之火;且在原本迷茫困惑的广大公众舆论中激起了极其强烈的热切期盼——这种期盼充分建立在民众对领袖天才的创制能量与破局魄力那天然笃信(哪怕在潜意识中不敢言说)的深厚底色之上。
    我冒昧向您陈情,领袖啊,在当下历史关头,唯有立即雷霆出击,颁布坚决、崭新、颠覆性与革命性的非常政令,方能在总体政治局势中促成翻天覆地的战略大逆转,并对前线战局产生无可估量的连锁积极反响。
    依卑职之愚见,上述非常政令宜包含以下要点:正式宣布废黜君主制——全民族已然普遍认定,萨伏依王室已永远蒙受了双重叛逆弑国的大罪:对内以非法抓捕首相公然背叛政权体制,对外在国家危亡存续之秋以国王与首脑可耻弃国出逃公然背叛全民族。
    正式宣布确立全新国体架构:建立以领袖为国家元首的‘社会法西斯共和国’(Repubblica socialfascista);元首麾下将设立一个在政治纲领与职能配置上彻底贴合眼下超常规非常态时局的精干政府内阁”(ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 7, fasc. 32/R, «G. Buffarini-Guidi»)。
    加埃塔诺·巴加拉在先前提及的9月19日密信中,亦以实质相同的话语体系阐发政见,两者的唯一差异仅在于行文风格:前者语焉不详、闪烁其词,后者则剖析透彻、言之凿凿。“在今天,”巴加拉致信墨索里尼痛陈道,“若寄望于法西斯主义的成功复兴能够保有哪怕一线生机,必须满足三项不可或缺的预设前提:
    — 人民大众必须终于深刻领悟:叛徒奸佞与投机倒把分子的罪恶劣迹,同伟大‘思想信仰’本身绝无任何瓜葛;因此信仰的遭受出卖,绝非背弃它的借口,反而应当成为以更崇高姿态捍卫它的坚决理由;
    — 挑起政权重建大梁的领导核心必须全盘启用新人,他们必须深具治国之才且在群众中享有崇高威望;
    — 重组的法西斯政权必须能向人民展现一个丰衣足食的‘极乐乐土’(Bengodi),而非一味强求人民去继续流血牺牲。
    然而世人皆能洞悉这三项条件同时齐备是何其艰难:尤其是最后一项最为棘手。
    唯有一种由全新领袖所高举的崭新思想,方能创造旷世奇迹,唤醒眼前这帮全盘沦为观望宿命之徒的残兵游勇内心深处起码的做人尊严,引导他们重拾对祖国、对我们忠诚盟友、对后世子孙的神圣职责,以遵从死难先烈、伤残英烈乃至我们广大落难战俘的无声训诫!
    这一崭新思想,理应是真正贴合时代新要求的真正法西斯主义;然而或许它决不应当再顶着旧日的名号,免得以其并不全属光彩的陈年旧账去误导那些充满敌意的劳苦大众。
    同样,这一崭新思想既然无需避讳在必要时自称为‘社会主义’乃至‘共产主义’,它亦决不应当害怕同斯大林主义思想实现伟大的历史和解——盖因斯大林主义正日益彻底告别列宁早期疯狂的极端布尔什维克主义!
    唯有立足于这一根本前提,新政权方能从无产阶级大众深处源源不断汲取浩瀚的革命伟力。
    在今天,正是由于权贵富豪阶层那极度厚颜无耻、无法无天的自私自利,他们对苦难贫民阶层与前线流血将士的时代职责充耳不闻,时刻准备着将祖国在拍卖行中拱手出卖给任何能够保障其安享骄奢淫逸的敌寇,从而在人民群众心头点燃了滔天的刻骨仇恨;以至于即便那些深知或猜测布尔什维主义究竟为何物的人,亦在大声疾呼召唤其降临,将其视作惩戒这帮唯利是图、贪恋金钱声色的寄生阶层最公正、最切题的雷霆惩罚——不论这种财富究竟源自何方,哪怕是源自叛国弑君的奇耻大辱!”(ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 8/R, «G. Bagalà»)。 

  60. 关于地方基层法西斯报刊——这对于重构投身法西斯共和党的年轻一代的心理轨迹、最具代表性的思潮及其演化历史而言具有无可替代的价值——尚缺乏系统的学术专论。若干抽样调研提供了颇具价值的线索。参见 S. CARLI BALLOLA - L. CASALI, Alla ricerca del consenso. La stampa fascista e antifascista nel 1943-44, 载于 Linea gotica 1944. Eserciti, popolazioni, partigiani, 编者 G. Rochat, E. Santarelli 与 P. Sorcinelli, Milano 1986, pp. 537 sgg.;尤其是 M. ISNENGHI, Verso una stampa post-fascista. Episodi di giornalismo marchigiano (1943-1944), 同上引书,第565页;以及该作者所著 Stampa del fascismo estremo in area veneta. Tracce e reperti, 载于 Tedeschi partigiani e popolazioni nell'Alpenvorland (1943-1945), Venezia 1983, pp. 117 sgg. 

  61. 在1944年3月23日呈送墨索里尼的一份绝密报告中,警察总局长就此写道:
    “1943年10月初,在法西斯共和党初步公布施政纲领之后,在法西斯年轻一代同若干民主派知识分子之间,确曾萌生出在共和体制框架下探寻达成和解共识基础的积极倾向。双方展开了系列试探,建立了若干审慎的私下接触,然而却未曾取得任何实质进展;因为民主派人士迅速惊骇地发现,一切重又回到了昔日的肮脏轨道:费拉拉式的野蛮惩戒清洗行动、行动队打手暴力的死灰复燃、对老一代反法西斯志士的大肆搜捕关押、以及仅凭党证而不论实际真才实学便肆意分封显赫要职”(ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56)。 

  62. 参见例如 G. BOCCA, La repubblica di Mussolini 前引书,第17页及第75页以下;G. PANSA, Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria, Bari 1967, pp. 57 sgg.;E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto 前引书,第75页以下;以及 Le formazioni GL nella Resistenza. Documenti settembre 1943 - aprile 1945, 编者 G. De Luna, P. Camilla, D. Cappelli 与 S. Vitali, Milano 1985, pp. 42 sgg. 

  63. 关于法西斯共和党的人员构成,现存统计数据极其匮乏。鉴于米兰属于高度城市化的大都市且汇聚了自全国各省流散而来的大量人口,米兰省党部的数据大体可提供宏观的指示性参考:

    男性党员:
      17至40岁:8 967人
      41至55岁:3 387人
      55岁以上:3 150人
      男党员总数:15 504人
    
    女性党员:
      17至40岁:3 133人
      41岁以上:815人
      女党员总数:3 948人
      ====================
    男女党员总数:18 452人
    

    依据 V. COSTA, Memorie 前引书,f. 289 的记述,除上述在册人员外,尚有约1274名“米兰籍”法西斯分子未曾正式登记入党(“因在前线忙于搏杀无暇办理党务手续”),直接编入了‘敢死营’(Compagnie della morte)、第三狂热狂徒掷弹兵团以及德意志党卫军部队。而‘穆蒂军团’自身编有约1100名战士,在1945年4月又追加吸收了380人。 

  64. 截至1945年4月25日,米兰省党部共计实施开除党籍处分496人,向民事与军事法庭提起刑事控告24人,判处关押禁闭惩戒103人(分别拘押于布雷西亚地区的卢梅扎内集中营,或巴焦街区原法西斯之家设立的‘惩戒所’),开除党籍并强制押往德国服苦役6人,以及就地执行枪决4人。参见 V. COSTA, Memorie 前引书,ff. 413 sgg.;以及《法西斯共和国报》刊载的新闻(尤其在1944年5月至7月间,此后墨索里尼严令禁止公开发表此类惩戒通报,认定其在宣传层面适得其反)。 

  65. 针对米兰局势,V. COSTA 在其回忆录(Memorie 前引书,f. 265)中就米兰首任省党部专员写道:“假使阿尔多·雷塞加最初能坚决将某些历史履历极其可疑的败类排斥在新党员门槛之外,我们毫无疑问本可以赢得大批在组织管理方面深具真才实学的法西斯骨干的诚挚合作。” 

  66. 都灵警察总监于1943年12月31日呈送萨洛警察总局长的绝密报告极富深意。报告写道:“共和省党部成立伊始,便设立了一支拥有全权专断权力的‘联邦警察’别动队,由一批仓促上阵的草头司令指挥一帮乌合之众打手;双方的既往履历在各个维度皆劣迹斑斑,甚至有人被司法机关定性为累犯惯犯且刚刚从劳改劳役所释放。面对这批因客观环境仓促招募而无法实施严格政审的人员不可避免制造的滔天暴行滥权,在国家共和卫队逐步组建之际,官方明智地签署了撤销解散该别动队的命令。然而,面对平民大众迫切强烈的现实生存诉求——尤其是保护人身财产安全免遭以爱国者或各路意德司令部爪牙自居的各类暴徒肆意侵害,国家共和卫队的组建步调却显得何其迟缓滞后”(ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 7, fasc. C2, sottof. «Torino»)。 

  67. 关于萨洛文化(无论是严格的学术文化还是人类学意义上的大众文化),尚极度缺乏可资依托的严肃历史学研究。现有极少数论著大体上倾向于将萨洛文化的全部表现形式统统塞入政治宣传的单一范畴之下(参见例如 M. ISNENGHI, Parole e immagini dell'ultimo fascismo, 载于 1943-45. L'immagine della Rsi nella propaganda, Milano 1985, pp. 11 sgg.),或仅局限于泛泛探讨知识分子群体及个别文化建制与科研机构(参见 E. G. LAURA, L'immagine bugiarda 前引书,尤其是第97页以下;T. M. MAZZATOSTA, Educazione e scuola nella Rsi, 载于 «Storia contemporanea», 1978年2月号,第63页以下)。对于彼时的图书出版与小册子宣传品(由人民文化部及法西斯共和党各级组织资助的出版物——其中最重要的两家官办出版社为‘Erre出版社’与‘大众出版社’——以及商业性民营出版社发行的读物),甚至连初步的档案编目普查亦付之阙如。立足于现存文献,无论如何可以确认:除路易吉·帕雷蒂厚重的大部头政论史学巨著《意大利的过去与现在》(Passato e presente d'Italia,该书最后数章构成了对军事惨败进行‘批判性’历史反思并勾勒萨洛‘复兴’轮廓的首次系统尝试)这一近乎孤例的大师级力作外,市面上虽未曾涌现出具有深邃宏大思想格局的传世巨著;但作品论述最密集的主题,除国王与巴多格里奥的背叛行径以及企业社会化之外,主要聚焦于‘沦陷区’意大利的生活惨状、英美海空狂轰滥炸、天主教神职人员的政治立场、布尔什维克主义(Erre出版社在1944年甚至公开译介出版了维克托·塞尔日的《斯大林传》),以及假使盟军打赢战争意大利在战后必将陷入的政治、经济与社会深渊。此外,关于马志尼、皮萨卡内与科里多尼的书籍和小册子亦成批出炉(后者主要由法西斯左翼工会派发起印行)。关于马志尼,重印了诸多昔日经典旧作,如 A. GHISLERI 的《朱塞佩·马志尼与劳工阶级》(Giuseppe Mazzini e gli operai, Milano 1945)、R. MIRABELLI 的《马志尼》(Mazzini, Varese 1944)以及 G. NICOLETTI 较新的《马志尼的现代性》(Modernità di Mazzini, Brescia 1944);而在大量涌现的新作专论中,反响最轰动的当属加埃塔诺·拉泰尔扎所撰写的《马志尼》(Mazzini, Venezia 1944)与《马志尼导论》(Introduzione a Mazzini, Milano 1945)。至于皮萨卡内,由阿尔贝托·焦万尼尼作序重印的《革命论第三篇》(Saggio sulla rivoluzione, Milano 1945)堪称学术亮点。
    在文化人类学层面上,萨洛文化受到的学术审视更为苍白。此领域极少数的涉猎尝试,大体未曾超越一整套(带有极强政治意识形态偏见的)泛泛概括;这些概括往往并非建立在对萨洛原始一手史料的文本细读之上,而是建立在战后反法西斯阵营强加给法西斯的刻板外在形象之上。由此便拼凑出一幅毫无内在差异的平面脸谱,且往往依据某些枝节微观元素(例如萨洛武装部队的军歌军乐与连队誓词等),甚至将其附会延展至萨洛政权覆灭后的战后法西斯‘老兵主义’情结。在这方面,基于卡洛·马赞蒂尼在其自传体小说《寻找唯美赴死》(A cercar la bella morte)中的只言片语,近年来学术界过度拔高了恩斯特·冯·萨洛蒙的《被放逐者》(I proscritti / Die Geächteten)的所谓影响,甚至断言在萨洛武装分子同一战后德国自由军团打手之间存在某种所谓的‘精神文化契合’。在我们看来,这种‘文化契合论’存在致命的学术软肋:盖因它妄图将仅仅属于极少数人(甚至绝非人数最多者)的心态与‘文化’,武断强加给绝大多数萨洛参战官兵;而萨洛老兵浩繁的回忆录、尤其是战时一手私人日记(通常未曾受到战后对那段‘英雄岁月’人为神话渲染的污染毒害),以无可辩驳的铁证彻底粉碎了这一臆造神话。 

  68. 参见 S. RUINAS, Pioggia sulla Repubblica, Roma 1946, p. 26:“显而易见,7月25日的惨痛教训根本未曾唤醒任何人,盖因斯塔拉切式那种愚蠢窒息、致命反动的官僚心态正沉渣泛起。人们在纽扣眼上炫耀着党徽勋章,四处充斥着诸如此类的市侩言论:‘我是9月12日登接入党的,我是13日,我是14日……’以此类推。全党重又倒退回‘按资排辈的入党日期政治学’!同过去毫无二致、甚至比过去更为恶劣的是,一切以党证资历论英雄,而全然不顾实际真才实学与品行操守。指挥官阶与负责要职完全按照这套荒谬透顶、令人作呕的官僚标准肆意分封。” 

  69. 在政府内阁层面,司法部长皮耶罗·皮森蒂所遭受的来自德方与党内极端强硬派的双重猜忌与攻讦堪称典范:这位来自弗留利的老牌法西斯元老在法西斯统治初期曾历任显赫要职,但因其独立不羁的人格操守与严苛的法治主义精神而迅速被打入冷宫(且曾屡遭国家法西斯党停权与开除处分);在出任萨洛司法部长后,他秉持着完全相同的法治原则克尽厥职,由此屡次同党组织爆发尖锐冲突。详见 P. PISENTI, Una Repubblica necessaria 前引书;书中汇编重构了他在战后因所谓通敌罪遭受公审(最终获判无罪开释)期间撰写的系列辩护备忘录,包括:《皮耶罗·皮森蒂律师自辩备忘录》、《我同司法法官队伍的关系》、《我以正义的名义同彼得罗·科赫及其匪帮和德国警察展开的殊死斗争》。 

  70. 参见 F. BALISTI, Da Bir el Gobi alla Repubblica Sociale Italiana, Abano Terme 1986,尤其是第109页以下。该回忆录的部分核心章节曾率先发表于 R. De Felice 编撰之 Dalle «Memorie» di Fulvio Balisti: un dannunziano di fronte alla crisi del 1943 e alla Repubblica Sociale Italiana, 载于 «Storia contemporanea», 1986年6月号,pp. 474 sgg.,尤其是第469页以下的长篇导言。 

  71. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 26, fasc. 188/R, «C. Scorza»。 

  72. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 4, fasc. C2, sottof. «Firenze»。 

  73. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56,1944年5月1日呈送“领袖”的专题汇报。 

  74. 在1945年4月4日向法西斯共和党全体在册党员下达总动员令前夕,各地黑色旅的分布编制正如正文第142页表格所示。[注:该表格摘自前引 V. COSTA 之《回忆录》第605页;针对黑色旅番号、指挥官姓名以及机动旅驻地,编者结合 R. LAZZERO 所著 Le Brigate nere, Milano 1983 中考证更为可靠的数据进行了系统订正与增补。编者注]。
    在总动员令下达之后,黑色旅实际在籍兵力平均递增约18%至20%。
    在缺乏完备可靠统计的其他偏远要地,尚编有若干黑色旅:莫尔贝尼奥的‘加里波第旅’、桑奇诺的‘秦梯利旅’、里雅斯特的‘奇维迪诺旅’与‘科塞托旅’(后者全系清一色女性战士编制),以及乌迪内黑色旅。此外,尚须追加处于筹建阶段的‘马尔凯旅’。
    在总动员令下达前,由法西斯共和党总书记帕沃利尼兼任最高总指挥官的全意黑色旅正规总兵力约为3.7万人。
    黑色旅亦曾组建于阿普阿尼亚、阿雷佐、佛罗伦萨、卢卡、比萨与皮斯托亚等省。伴随盟军战线的向北推进,这些部队大体向北撤退,并在当地相继宣告解散,其兵员被编入其余黑色旅中。更多史料(尽管考据未必尽皆精确)可参阅 R. LAZZERO, Le Brigate Nere 前引书。关于‘卡罗乔旅’(后因德方强烈抗议而被迫更名为‘雷塞加旅’),详见 V. COSTA, Memorie 前引书,ff. 352 sgg.。在总动员令下达后,该旅吸收了1957名新入伍人员,其在历次战斗中的阵亡官兵总数达1420人。 

  75. 拉恩公使使署在1943年12月28日呈送柏林的关于意大利公众态度的绝密外交汇报中,极富象征意涵地将全社会‘对法西斯体制荡然无存的信任’不仅归咎于意大利‘内部体系的崩溃’,更归咎于法西斯党务官僚的‘贪腐堕落’:“全新的法西斯共和党与政府在全境各地皆遭受唾弃抵制,因为领导班子中毫无德才兼备之士,且擅权专断与恐怖暴行屡见不鲜……所颁布的各项法律法令全然无法付诸实际施行。”
    在随后的数月里,随着党内权能架构逐步固化,这一判断不仅未曾改善,反而愈显严峻。前述报告的起草人在1944年2月9日汇报称:“全社会对法西斯主义及法西斯党的负面排斥态度在实质上毫无改观。”而德国驻意安全警察兼党卫队保安处(SD)首脑亦在8月23日的报告中与其遥相呼应:“意大利人民针对萨洛政府与当局的强烈不满情绪……未见丝毫减退。民众指控各级统治官员依然在肆无忌惮操弄那些将国家推向7月25日深渊的陈规陋习,且根本无力出台切合当前危机严峻关头的必要决断”(参见 N. COSPITO - H. W. NEULEN, Salò-Berlino: l'alleanza difficile 前引书,第256、259与263页)。 

  76. 该运动于6月中旬由老牌行动队员兼木材商博尔丁挑头发起组建;博尔丁曾是9月8日之后立即挑头重建都灵法西斯共和支部并跻身首任三人团领导架构的核心元老。该运动于6月23日公开发表的第一号檄文公报,赤裸裸地暴露了其政治纲领平台:
    “革命同志们!
    无产阶级意大利的死敌占领了罗马;来自四大洲、由全世界财阀金权雇佣的多国杂牌匪帮,正大举向这片曾被底层劳工永恒劳作与英雄慷慨牺牲所圣化的大地心脏进犯!他们摧毁我们的家园,践踏我们的历史成就,猛攻我们光荣的欧洲大陆,妄图淹没我们辉煌的千年文明——正是这一伟大文明孕育了人类心灵与智慧的最崇高结晶!
    唯有上帝眷顾之优秀民族方有资格拥有的社会共和国正深陷险境;假使我们意大利人迎合奸诈敌寇的阴谋,不去力挽狂澜,反而继续在战线后方大打同胞阋墙的荒诞内战,任由野蛮仇恨与宿命误解狂暴撕裂,共和国势必将被彻底覆灭淹没!
    尸位素餐之徒!
    那些永远在关键关头迟钝误国、对全民族今天承受的灭顶之苦与全体参战老兵蒙受的奇耻大辱负有不可推卸之滔天罪责的庸碌官僚,竟敢继续顽固窃据统治大权!他们早已被历史证明的无能,只能将我们引向无底深渊;他们的无能或自觉或盲目地在意大利同胞之间制造分裂,煽动骨肉相残!
    意大利人民、劳工大众、参战将士们!
    在这炽热焦灼的悲剧历史关头,假使你们脉管中尚有滚烫的鲜血、胸膛中尚存做人的尊严,挺起胸膛,在狂暴的义愤中发出震天呐喊吧:
    够了!彻底够了!
    受够了这帮尸位素餐之徒,受够了这帮永远在背叛神圣信仰的虚伪吹鼓手!受够了这帮在痛失过去的血泪教训后、在执政九个月时间里竟然连促成全民族内在精神团结的起码前提都未能建立的无能饭桶!
    彻底受够了这个法西斯共和党及其各省党部!彻底受够了!
    受够了这帮在过去数十年间同王室暗通款曲、如今依然在同资本财阀和教士暗中苟合妥协的恶僚!他们的勾当同伟大革命与劳工群众的根本利益水火不容!
    够了!
    大声正告这帮恶僚:为了洗雪一切背叛与凌辱的耻辱荣誉,为了同英勇的德国同志并肩作战捍卫我们的文明,为了在这片饱受蹂躏的意大利土地上挥洒热血并重振对民族前途的坚定信仰,他们唯一必须做的事情就是:
    统统滚蛋!
    在今天,我们誓愿为了侍奉唯一的崇高信仰而战斗劳作:那便是意大利!
    我们誓愿战斗与劳作!
    在全民族最优秀的栋梁而非裙带亲信的统领下,在深具治国魄力、手腕果决、意志如铁、百折不挠且英勇善战的杰出领袖统帅下战斗!
    彻底受够了那些口头上自诩效忠法西斯主义、实际上却在毁灭意大利的败类!法西斯主义曾经且必将永远是我们革命史上的壮丽里程碑,但它绝非静止的教条终点!马志尼与墨索里尼的光辉思想——那些无论昨天还是今天的党棍皆从未配得上侍奉的崇高思想——代表着我们伟大民族照亮全人类受苦受难大众的璀璨灯塔!我们将为其注入崭新的光明火种、更炽热的温热与更纯粹的激情!
    正因如此,我们誓愿:
    同全体意大利同胞——不论其抱持何种政治派系、身处何种政治阵营——展开全方位的精诚合作,只要他们能够在共同的牺牲与对一个独立、统一的共和意大利的共同渴望中认同彼此!且誓愿:
    劳作与战斗!
    为了保卫我们的伟大文明免遭那些明显低劣于我们的人种的致命勒杀,为了庇护我们免遭任何外来奇异制度的野蛮强加——面对那些制度,我们意大利人在本能深处怀有最狂暴的深层憎恶!
    全体意大利人,武装起来!投身劳作!
    为了彻底清除内外敌寇;为了彻底赢得甚至摆脱对所谓盟友之依赖的完全独立尊严;为了意大利社会共和国,坚决荡平人与体制的贪腐堕落与滔天不义,荡平一切非法与食古不化的陈规陋习,荡平国际金融金权资本与财阀王朝,荡平那帮正企图凭借践踏我们文明之艰难成就来向我们恩将仇报、摧毁我们光荣遗迹的野蛮生番!
    意大利社会共和国万岁!
    独立无产阶级意大利万岁!” 

  77. 见意大利中央国家档案馆(ACS),内政部,公共安全总局,警察总监特别秘书处,RSI,卷宗56,1944年5月1日备忘录。 

  78. 参见 L. BOLLA, Perché a Salò 前引书,第39页及下数页。 

  79. 见意大利中央国家档案馆(ACS),内政部,公共安全总局,警察总监特别秘书处,RSI,卷宗56。 

  80. 见 G. GENTILE, Il sofisma dei prudenti,载《法西斯文明》(Civiltà fascista),1944年4月号,第35页及下数页;全文转载于 Giovanni Gentile. La vita e il pensiero,第IV卷,前引书,第123页及下数页。 

  81. 见 L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia 前引书,第428-429页。 

  82. 见 I. BONOMI, Diario di un anno 前引书,第100页。 

  83. 在这方面,共产党行动爱国小组(GAP)于1944年3月23日在罗马拉塞拉街(via Rasella)策划实施的袭击堪称典型。尽管该事件影响深远且激起了巨大争议,但学界迄今仍缺乏一部真正严谨的历史学专著。R. PERRONE CAPANO, La Resistenza a Roma, Napoli 1963, II, pp. 229 sgg.; E. PISCITELLI, Storia della resistenza romana, Bari 1965, pp. 295 sgg.; V. TEDESCO, Il contributo di Roma 前引书,第437页及下数页等有关罗马抵抗运动的专著皆流于泛泛而谈且陈陈相因。《一场毫无意义的屠杀?从拉塞拉街到阿尔代亚蒂纳溶洞》(Una inutile strage? Da via Rasella alle Fosse Ardeatine, Roma 1982)以及袭击主要当事人的回忆录提供了一些增补史料,特别是 R. BENTIVEGNA, Achtung Banditen! Roma 1944, Milano 1983, pp. 152 sgg.; F. CALAMANDREI, La vita indivisibile. Diario 1941-1947, Roma 1984, pp. 152 sgg.; G. AMENDOLA, Lettere a Milano 前引书,第280页及下数页。阿门多拉的叙述可通过他在十年前(1964年10月12日)致莱奥内·卡塔尼的信函(藏于莱奥内·卡塔尼档案,卷宗1,第4/1分卷,见本书附录,文件2)得到极有价值的补充。 

  84. 关于反法西斯各政党的重组,参见本书上卷《同盟者墨索里尼:战时意大利 1940-1943》(Mussolini l'alleato, L'Italia in guerra 1940-1943),第II册,第797页及下数页。9月9日更名为民族解放委员会(彼时即常被称为“中央”民解委,以示区别于停战后在南北各地涌现的区域和地方民解委)的“反法西斯各流派全国委员会”,于1943年7月27日至28日召开了首次正式会议。
    在由I. 博诺米主持的民族解放中央委员会中,六大政党代表分别为:A. 德加斯佩里与G. 格隆基(天民党),A. 卡萨蒂与L. 卡塔尼(自由党),P. 内尼与G. 罗米塔(社会党),M. 斯科奇马罗与G. 阿门多拉(意共),R. 鲍尔与U. 拉马尔法(行动党),M. 鲁伊尼与G. 佩尔西科(民主劳动党,以上为正代表);G. 斯帕塔罗、A. 卡尔维、M. 扎加里、G. 罗韦达、M. 切沃洛托(候补代表)。军事指挥部由E. 奇里、M. 布罗西奥、S. 佩尔蒂尼、G. 阿门多拉、R. 鲍尔、M. 切沃洛托组成;当佩尔蒂尼与阿门多拉转赴北方后,其席位由E. 科洛尔尼与C. 内加尔维莱接替。1944年1月下旬,当盟军在安齐奥登陆引发罗马即将解放的预期、从而恐将切断与北方的直接联系之际,中央民解委正式授权北意大利民族解放委员会(CLNAI)统领德占区的政治与军事斗争。罗马解放后,中央民解委的实际职能事实上同随后的两届博诺米内阁融为一体。
    关于民族解放中央委员会,学界仍缺乏专著研究。无论如何,参见 I. BONOMI, Diario di un anno 前引书,第43页及下数页;G. SPATARO, I democratici cristiani dalla dittatura alla repubblica, Milano 1968, pp. 223 sgg.; C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana, Pisa 1975³, pp. 30 sgg.;以及 S. FENOALTEA, Una riunione clandestina del Comitato di liberazione,载《新选集》(Nuova Antologia),1971年3月号,第323页及下数页;L. CATTANI, Su alcune vicende del Comitato di liberazione nazionale,同上刊,1971年12月号,第490页及下数页;同作者,Dalla caduta del fascismo al primo Governo De Gasperi,载《当代史》(Storia contemporanea),1974年12月号,第737页及下数页。关于其政治活动及武装斗争的信息,可见于构成该委员会各政党的分党党史,以及前引 E. PISCITELLI 与 V. TEDESCO 的著作;此外亦参见 G. GENZIUS [R. GUZZO], Tormento e gloria. «Verità alla ribalta», Firenze 1964,该书再现了罗马与拉齐奥地区同民解委毫无关联且往往针锋相对的地下流派(如“红旗派”、意大利烧炭党、“科拉·迪·里恩佐”小组、无政府主义者、革命社会党人、革命共和党人等)的斗争历程,这些派别早在巴多格里奥四十五天政权期间便公开抨击政府,主张既要抗击德国人与法西斯,亦要坚决反对盟军及其意大利支持者;最后参见 F. CATALANO, Storia del CLNAI, Bari 1956。 

  85. 参见 C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana 前引书,第56页及第261-262页。 

  86. “意大利的游击反叛运动,最初的表现形式是孤立的个人或三五成群的小组对严酷现实的本能决绝抗拒;他们被无法抗拒的内心冲动所驱使,在各大城市尚未建立起任何后勤保障、物资补给与斗争领导指挥中枢之际,便毅然拿起枪杆子奔赴深山。
    在这少数勇武先驱的感召下,其他人日复一日向其聚拢,直至孕育出最初游击支队的雏形。在最初阶段,整个阿尔卑斯弧形地带的游击志愿者总数不过数百人、最多千把人,其中皮埃蒙特的队伍相较于其他地区规模更大、训练更为有素。
    在绝大多数情况下,各支队的最初倡议发起人由于展现出卓越的组织才能、果决的行动魄力、雷厉风行的作风以及受人尊崇的既往履历,被广大队员以心照不宣的默契一致推戴为军事首领,因而被视作最适合执掌指挥重任的领袖。事实上,将士们自发服从他们的号令;这解释了为何早期的游击支队往往以其领袖的名字来命名并确立自我认同”(G. B. STUCCHI, Tornim a baita. Dalla campagna di Russia alla Repubblica dell'Ossola, Milano 1983, p. 204)。 

  87. 参见 G. QUAZZA, La Resistenza italiana. Appunti e documenti, Torino 1966, p. 136,其中收录了夸扎本人在9月16日写下的日记札记:“关于应采取何种行止的论争……局势每况愈下……投降出首?逃往瑞士?遁入深山?……” 

  88. 见 A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI 前引书,第276-277页。 

  89. “刹那间,犹如溃决的大坝倾泻其滔滔洪水,从法国撤退溃逃的第4集团军涌入了库内奥地区。足有大约五万官兵如滚雪球般卷向库内奥城。骡马、战马、军车组成的车水马龙纵队:穿行、滞留、相互混杂。成群结队的士兵,望不到边际的士兵。没有上校,没有将军:唯有浩瀚无垠的无军衔士兵大军。手中的武器烫手,士兵们随手抛弃;身上的军装烫手:寻找便服的狂热变得歇斯底里、令人发狂。全军上下唯有一个口号:‘统统回家’。
    在韦尔南特(Vernante),一列装甲列车停滞不前:水兵们抛弃列车,徒步、骑自行车或骑马向库内奥溃逃。在卡拉廖(Caraglio)的田野中,遗弃着二十辆完好无损的战车坦克。在瓦尔格拉纳(Valgrana),野战医院列车敞开大门任人哄抢。田野乡间到处是狂奔乱跳、无拘无束、无人认领的战马与骡子。还有士兵,身着最光怪陆离服饰的士兵:灰绿色军大衣搭配平民便裤,敞胸露怀,半裸着身躯”(N. REVELLI, 载 D. L. BIANCO, Guerra partigiana, Torino 1975 导言,第xv页)。 

  90. 第4集团军金库总计存有840,640,000法国法郎与66,141,000里拉;奥佩尔蒂将军成功抢救出794,600,000法郎与21,886,000里拉(其中200万里拉为银币)。在1943年10月至12月期间,他从中拨付给皮埃蒙特民解委190,114,700法郎与11,830,000里拉(皮埃蒙特民解委随后又将其中5000万里拉转交米兰民解委);另拨款45,340,000法郎与3,137,968里拉用于直接资助各个具体的游击支队。
    奥佩尔蒂(正如帕里所言,“人们对他的恶评远超过了他实际应得的指责”)在抵抗时期乃至战后长久沦为广泛指责与争议的焦点,这些非议在很大程度上是不公允的;若想客观评估这一争议,必须将其置于彼时的历史语境中,尤其是置于那些主张赋予游击队运动以由正规军官而非政客主导的军事组织建制的人士(如奥佩尔蒂本人),同那些坚决反对这一方案、誓愿最大限度维护受其全权或大部分掌控的政治武装队伍之完全自主权的人士(首推意共)之间的尖锐冲突。1943年11月9日,在经历漫长谈判后,奥佩尔蒂被任命为隶属皮埃蒙特民解委的游击武装军事总指挥;然而眼见按其军事正规准则履职已完全绝无可能,他于1944年1月上旬愤然辞去该职,并中断了对民解委的财政拨款:“我小心翼翼地保留着这笔资金,期盼着能有另一簇真正的爱国之火破土燃烧,并需要我的全力资助。”参见意大利陆军参谋部历史处档案(AUSSME),N-1-11,二战历史日记,卷宗2121/A,“第4集团军军需长拉法埃洛·奥佩尔蒂将军报告(截至1943年9月8日)”;R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata, Torino 1948; A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto 前引书,第60页及下数页;P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano, V, La Resistenza, Togliatti e il partito nuovo, Torino 1975, pp. 197 sgg.; G. DE LUNA, Storia del Partito d'Azione (1942-1947), Milano 1982, pp. 107 sg.; F. PARRI, Scritti 1915-1975, Milano 1976, pp. 537 sg.; P. GRECO, Cronaca del comitato piemontese di liberazione nazionale (8 settembre 1943 - 9 maggio 1945),载 Aspetti della Resistenza in Piemonte, Torino 1977, pp. 185 sgg., 211 sgg.; G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana. Lettere 1943-1945, a cura di G. De Luna, Torino 1990, passim。 

  91. 努托·雷韦利(Nuto Revelli)的个案堪称典型,他直到后来才加入行动党,很难断言这究竟多大程度上出于他本人的思想觉悟,多大程度上出于他对丹特·利维奥·比安科的由衷钦佩与敬重,以及(以略微相异的方式)对杜乔·加林贝尔蒂的崇敬。“我们把自己的游击支队命名为‘阵亡将士昭雪第1连’,”他写道,“正是为了缅怀法西斯战争中的死难烈士。博韦斯(Boves)支队的办队方针无法令我们信服,各政治派别的武装队伍更无法令我们信服。对我们以及库内奥地区的无数游击队员和普通平民而言,‘自由意大利’支队不过就是‘加林贝尔蒂支队’而已。
    我们究竟算是什么人、我们究竟想要什么,委实难以言说。我们对所有人和所有事皆心怀猜忌。我当时或许算是个‘巴多格里奥分子’、一个‘纯粹军人’:在军事学院严苛摸爬滚打的两年,就像在神学院苦修两年一样,在人身上留下了不可磨灭的烙印。我已不再是君主派,不再盲信军衔等级。我曾经是法西斯分子,当大祸临头为时已晚之际我不得不全凭自己去领悟这一切。如今的我生活在唯恐行差踏错的惶恐之中。我的文化修养底子浅薄,那些高头讲章、漂亮话早已无法打动我。我对那些自诩料事如神、洞察一切的人充满戒心。不问政治成了我的精神避难所”(D. L. BIANCO, Guerra partigiana 前引书,第xlv页)。 

  92. 参见 L. LONGO, Un popolo alla macchia, Roma 1964, p. 57:“妇女们争先恐后地给溃散士兵提供食宿,为他们提供平民便服,帮他们寻找藏身之所……在每一名士兵身上,母亲们都看到了被战争风暴卷向远方的自家儿郎……那些远离家乡、绝望无助、东躲西藏的逃兵,不过是‘可怜的儿郎’。与巴尔干各国在村落与农庄中早已普遍叫响‘一切为了抵抗’的口号截然不同,在意大利的社会环境中,斗争的号召在此时仍只能极其微弱地激起回响……” 

  93. 参见 D. L. BIANCO, Guerra partigiana 前引书,第xviii-xix页。 

  94. 参见 M. BEGOZZI, Il signore dei ribelli. Filippo Maria Beltrami. La Resistenza nel Cusio-Ossola dal settembre 1943 al febbraio 1944, p. 209。 

  95. 据 V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia, IV, Soldati e partigiani (1943-1945), Roma 1991, pp. 43 sgg. 统计,在德军控制的意大利领土上,溃散官兵总数约在100万至130万人之间。萨洛政权收拢收编的人数最多不超过10万人。加入游击队各正规军人支队、独立支队与政治支队的人数则远低于此,而最终长久坚守在队伍中的人数更是少之又少。据 G. PISANÒ (Storia delle forze armate della Repubblica Sociale italiana, Milano 1967, I, p. 25) 称,转投德意志国防军的溃散官兵约有18万人;伊拉里则认为约为14.4万人,其中6.9万人来自陆军,其余则来自截至9月8日隶属于陆军编制的25万名黑衫军人与防空民兵。 

  96. 参见 D. L. BIANCO, Guerra partigiana 前引书,第15页。 

  97. 见 L. LONGO, Un popolo alla macchia 前引书,第75页。 

  98. 参见 D. L. BIANCO, Guerra partigiana 前引书,第12页。 

  99. 参见对“弗里科”(Frico)自主独立游击旅指挥官费德里科·塔拉里科的访谈,I. Sangineto 主编,载《卡拉布里亚反法西斯与意大利当代史研究所公报》(Bollettino dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea),1990年12月号,第39-40页:“9月8日正规陆军全线崩溃,于是我和我的部分士兵[塔拉里科是卡拉布里亚人,彼时在都灵附近的科莱尼奥担任少尉],由于无法返乡,起初逃入皮奥萨斯科(Piossasco)的松林中避难,随后转移至都灵前阿尔卑斯山区。停战后约15至20天,人们已开始议论组织抵抗斗争……随后我获悉在桑戈内河谷的贾韦诺(Giaveno),一名卡拉布里亚老乡组织了一个武装抵抗核心。我前往该地,结识了奎多与佛朗哥·尼科莱塔兄弟[来自克罗托内]……我们商定与滞留在该地区的正规溃散官兵取得联系,力求将其重新召集起来整编为武装抵抗部队……从桑戈内河谷的最早核心中,先后孕育分化出了五个游击旅……” 

  100. 典型个案如 E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia, Bologna 1966, p. 67 所记载的摩德纳省萨索洛(Sassuolo)组建的游击支队(亦可列举其他诸多类似案例),该队伍由不同政治信仰的成员组成,然而“至少在第一阶段,大家感受到的首先是同乡情谊而非政党派系分歧”。 

  101. 参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 1943-1945. Ricordi e testimonianze,载《G. 费尔特里内利基金会年鉴》(Annali della Fondazione G. Feltrinelli),XIII (1971), Milano 1973, p. 110。 

  102. 参见《墨索里尼全集》,第XXXII卷,第208页。 

  103. 见 F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第133页。 

  104. 同上书,第536-537页。 

  105. 参见同上书,第134页。相同的估算亦见于 A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI 前引书,第43页。 

  106. 见 F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第554页。 

  107. 1944至1945年冬季的危机,在很大程度上被共产党人归咎于“亚历山大文告”所引发的严重消极心理冲击;该文告于11月中旬播发,宣告盟军夏季战役宣告结束,并要求游击队员暂停目前的大规模军事行动,将重点基本上转入破坏与谍报刺探,并做好应对冬季战局停滞的准备:
    “对于爱国志士们而言,这将是一个严酷的冬季。夏季战役业已告终。由于严冬不仅影响当地资源的筹措,更严重阻碍空中空投补给,爱国者们在粮秣给养供应上将深陷困境。在未来的数月中,适宜夜航飞行的天候屈指可数,尽管盟军将竭尽全力空投物资。较大规模的游击集群将无法再像过去数月中那样展开行动。他们在这个冬季的行动口号是保持警惕、坚守待机,这乃是亚历山大将军大本营所发布的训令。爱国志士们应当妥善保管弹药防潮,擦亮手中武器;若能避免不必要的无谓冒险,方为明智之举。显而易见,一旦出现有利战机,他们仍当果断出击。”
    若干学者认为,盟军鉴于希腊正在爆发的内战悲剧,深恐战争结束后的意大利亦会出现类似失控乱局,因而企图通过该文告故意削弱游击队运动。鉴于其口吻及广播传播方式,该“文告”(其全文参见意大利国防部-陆军参谋部历史处编:《陆军总参谋部推动解放运动发展的行动》[L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione], Roma 1975, pp. 156 sgg.)从心理角度看固然构成了一个严重失误;然而它绝未产生人们后来反复附会的深重破坏力;尤为重要的是——正如学界如今已达成定论(参见 E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta 前引书,第209页及下数页;同作者,La politica angloamericana verso la resistenza italiana,载 L'Italia nella seconda guerra mondiale e nella resistenza, a cura di F. Ferratini Tosi, G. Grassi e M. Legnani, Milano 1988, pp. 150 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia (1943-1945), Napoli 1988, pp. 265 sgg.)——该文告遵循的绝非政治阴谋逻辑,而纯属纯粹的军事战术考量。
    就这场危机本身而言,早在该文告播发、亚历山大叫停军事攻势之前,危机便早已全面爆发。这是一场普遍蔓延的全面危机:在皮埃蒙特与威尼托极其严峻,在艾米利亚北部更是危殆万分。以所谓“蒙特菲奥里诺共和国”为例:彼时的游击队员总数已骤降至五百人左右,而不到四个月前尚有近五千之众,绝大多数人为了逃避德军和法西斯的清剿而强行穿越前线,逃入盟军业已解放的南翼阵区避难(参见 E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino 前引书,第499页及下数页)。至于“亚历山大文告”前夕的大局全貌,拉法埃莱·卡多尔纳将军曾做过如下精准概括:“在严冬(一个格外酷寒的严冬)的门槛前,各地的游击编制皆遭受了极其沉重的严峻考验。皮埃蒙特的河谷遭到了反复的梳篦式扫荡:紧邻法国边境的河谷被德军和萨洛伪军永久占据,迫使游击队员翻越阿尔卑斯山逃入法国境内或就地溃散。在遭受残酷征用与破坏的山区,后勤补给问题变得日益严峻;单兵装备保障同样棘手万分,因为除了盟军空投的少量被服外,唯有少数占据有利地理位置的队伍方能筹措到冬装。
    威尼托的局势同样危急,艾米利亚北部的形势更是险恶万分。
    总体而言,仅有极少数编制得以完整保留其夏季的兵员实力并维持紧密抱团;这些部队无一例外皆由指挥最为得力、补给最为充裕的干部所统领,他们及时主动撤离山区,在平原边缘寻得了后勤补给尚未遭到破坏的喘息地带,并在那里主要依靠高度机动性而非死打硬拼来化解敌军的围剿威胁。简而言之,就是最机智灵活地践行了游击战争战术原则的部队。传到我们耳中的战报越来越糟糕:我记得我们曾与隆哥筹划共同视察皮亚琴察地区的游击部队;然而某天隆哥亲自对我说,我们这趟行程毫无意义,因为绝大多数队伍早已被打散瓦解”(R. CADORNA, La riscossa, nuova edizione con documenti inediti, a cura di M. Brignoli, Torino 1975, pp. 222-223)。 

  108. 据 F. SOLARI, L'armonia discutibile della Resistenza, Milano 1979, p. 186 认为,该数字业已受到4月25日所谓“水分膨胀”的影响:“截至该日期,对编入战斗支队的游击队实际有效兵力的核算早已失去了客观准绳。” 

  109. 见 F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第134页及第563-564页。针对起义爆发前夕大量新兵蜂拥汇入游击队伍的浪潮,在比埃拉地区活动的“正义与自由”第7师指挥部于1945年4月12日向所属各部下达的通报极具深意。通报中写道:“当下的总体战局、有利的季节以及冲突即将迎来的彻底终局,促使大批新人员涌向游击队编制。”如此庞大的涌入激起了诸多难以化解且往往绝无可能解决的口粮、后勤、枪械等危机;因此该文件指出必须予以遏制并循序渐进;尤其是对这批人员,“尽管绝不能报以辱骂或对其迟来的投诚报以刻薄嘲弄”,然而至少在目前阶段,亦决不可将其直接吸纳编入实战战斗编制。参见《抵抗运动中的“正义与自由”编制:1943年9月-1945年4月文献集》(Le formazioni GL nella Resistenza. Documenti settembre 1943 - aprile 1945)前引书,第365-366页。 

  110. L. LONGO, Un popolo alla macchia 前引书,第337页刊载了一份根据战后专为认定“(战斗)游击队员”与“爱国者”资格而设立的审查委员会统计数据编制的汇总表。根据该表,就意大利本土(即不包括在境外作战者)、包含坎帕尼亚与阿布鲁齐而言,战斗游击队员总数约为23.5万人,平民爱国者约为11.7万人。
    对“游击队员”进行客观统计委实难如登天,这既是因为现有史料的不准确与自相矛盾(爱国者[理论上指在游击编制中服役不足三个月或向游击运动提供“持久且重大”援助者]与严格意义上的游击队员[理论上指在游击支队中服役至少满三个月、或在爱国行动支队中服役至少满六个月、或在行动爱国小组中服役并参与过至少三次破坏或战斗行动者]之间的资格甄别差异,往往进一步加剧了统计混乱),亦是因为各支队之间频繁的人员流转,以及诸多队伍经历的频繁合并分化重组。据 A. CLOCCHIATTI (Dall'antifascismo al de profundis per il Pci (Testimonianze d'un militante), Verona 1991, p. 54) 称,真正的战斗游击队员“可能仅有5万人”;其余皆系各政党蓄意“注水吹大”的结果。
    V. ILARI (Storia del servizio militare in Italia 前引书,第IV卷,第85页) 依据隆哥在回忆录中所采用的同一原始档案来源,但根据后续持续追加发放的资格鉴定证书进行了数据更新,计算出北部各大区的战斗游击队员为174,685人(其中阵亡24,970人),全国其余地区为60,750人(其中阵亡4,100人);爱国者在北部各大区为83,368人(其中阵亡7,750人),全国其余地区为52,830人(其中阵亡6,400人)。同样据伊拉里(第86页)估计,在全面总起义前夕,游击队员约为13万人,爱国者约为7.2万人。然而即便这些数据——尤其是爱国者的数据——在极大程度上极可能仍属于偏高估算的产物。 

  111. 参见本书附录,文件3:《关于土匪兵力的综合报告:1943年9月至1944年11月土匪与反匪行动》(藏于 AUSSME, RSI, 卷宗54[该文件原件已不在著者标注的该档案盒内,附录中仅收录了其附件。编者注]),该报告对于游击队运动及反游击围剿行动的历史定量评估而言,无疑属于最权威的核心文献。
    据南部陆军总参谋部“爱国者处”掌握的情报,1944年10月在沦陷区活跃的爱国者推定兵力约为10万至12万人,其中皮埃蒙特4万至5万人,威尼托3万至4万人,伦巴第约2万人,艾米利亚约1万人。本书附录,文件4,刊载了爱国者处截至1944年8月22日汇总掌握的分大区与分区域力量分布表(藏于 AUSSME, I-3, 国防参谋部移交档案[最高统帅部与陆军总参谋部-二战],卷宗147,第2分卷)。 

  112. “任何武装编制,若想不被宣布为非法,就必须同某一个政党建立政治挂钩”(U. RICCA, Tromba in fa, Milano 1969, p. 329;该断言直接针对米兰地区,但完全可外推适用于绝大多数地区)。 

  113. 在1944年12月5日的一份题为《沦陷区意大利的武装支队(各集群——兵力及推定政治倾向——指挥官姓名)》的报告中,军事情报局(SIM)卡尔德里尼科试图对哥特防线以北活跃的武装编制(不计行动爱国小组与爱国行动支队,这两者因其特殊性质而难以开展“具体核算”)按政治色彩进行分类归纳。该报告根据军事情报局派往北方的特派团传回的情报以及搜集的其他资讯编制而成,其中写道:
    “鉴于各武装支队的特殊性质(这种性质归根结底源自其独特的产生渊源),若要对其按政治倾向进行划分乃是一项极其繁难的任务。事实上,这些队伍绝大多数由当地人士或至多同一大区的人员构成,随着战斗需要和抗击占领当局日益严苛的压迫搜捕措施而逐步集结起来;它们纯粹出于不同阶层、不同思想背景的人员自发加入而产生,原本并不具备明确的政治色彩。唯有在各政党随后得以介入并组织解放斗争之后,各队伍才开始呈现最初的政治分化。然而这决不意味着如今展现出某种政治倾向的支队中仅包含(或主要包含)具有该信仰的成员:实践经验昭示,恰恰相反,无数爱国者纯粹因偶然环境巧合而加入了某个政党的队伍,却绝不意味其接受该党的理念。反之,仅凭指挥官隶属于某个政党或由该党提供财政资助这一条件,亦不足以使整个支队自然而然全盘打上该党的政治印记。
    无可置疑的是,出于斗争本身的现实需要(资金、物资、情报),所有的武装支队最终都流向推动解放运动的秘密地下组织;其中以民族解放委员会及其组成政党占据主导地位,由此形成了与这些机构的联系,并进而派生出所谓从属派生关系,但这往往并不完全符合具体的客观现实。
    应当明确指出的是:最早介入的政党,乃是那些组织建制最为健全、在秘密组织与地下斗争方面早已积累丰富经验的政党——即‘共产党’与‘行动党’。显而易见的是,随着各政党对武装队伍推行这种政治监护庇护体制(主要是强行委派靠得住的指挥官,尤其是绝对信得过的政治委员),各支队爱国者的政治倾向将逐渐定型,直至呈现出一个统一且同质的政治阵线,而这显然完全契合各大政党的热切诉求。”
    在作此说明并澄清了:a) 上述划分仅具指示性参考价值;b) “非政治派”(apolitiche)一词系指“主要由正规军人骨干构成的编制”,而“由性质模糊之各类人员构成”、但无论如何应被视为游离于政党编制之外的队伍则归入“未明确派”(imprecisate)一栏——在此前提下,报告起草人将掌握的各方情报汇总为下表:

    兵力及推定政治倾向

    大区 非政治派 未明确派 共产党人 社会党人 行动党 天民党
    皮埃蒙特 6 700 10 350 7 250 1 250 3 900 1 000
    伦巴第 3 750 3 570 3 400 1 800 150
    特伦蒂诺 1 600 500
    威尼托 1 800 23 050 2 200 1 000
    利古里亚 2 700
    艾米利亚与北托斯卡纳 1 300 5 300 2 770 4 360 900
    总计 13 550 43 870 18 820 2 250 10 060 2 050

    (全区总计:90 600)

    藏于 AUSSME, I-3, 国防参谋部移交档案(最高统帅部与陆军总参谋部-二战),卷宗147,第2分卷。
    据 P. SECCHIA (Aldo dice: 26x1. Cronistoria del 25 aprile 1945, Milano 1963, p. 153) 称,加里波第派游击队员占到了整个抵抗微观世界的50%以上;M. SALVADORI (Storia della Resistenza italiana, Vicenza 1955, p. 162) 则估计共产党人占35%至40%,行动党人占25%,自主独立派占15%至20%,其余归属于其他色彩的队伍。关于社会党人,G. B. STUCCHI (Tornim a baita 前引书,第345页及下数页) 估计其在1944年7月底的人数略低于四千人(但呈增长态势)。最后,据英国特别行动执行处(SOE)统计,截至1945年4月1日,游击队员略低于九万人,其中共产党人占35.25%,非政治派占27.75%,行动党人占11%,天民党人占10.5%,社会党人占1.5%,政治派系未明者占14%。参见 M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia 前引书,第375-376页。 

  114. 对绝大多数人而言,压倒一切的是抗击德寇与法西斯并连同自由一道为意大利重新赢回被法西斯丧送的“民族荣誉”的钢铁意志。面对这一大局,政治信仰的分歧必须退居次席、暂时搁置。且这种立场不仅存在于正规军人与非政治化人士之中;事实上在政治化觉悟人员中亦激起了相当共鸣,其广泛程度远甚于后人所宣扬的定论。在这方面,弗留利行动党地方领导人萨尔瓦托雷·洛库尔托在其回忆录中写下的文字极具代表性:“在深山老林中,首要根本在于打击共同的敌人,决不能迷失在那种普通老百姓根本无法理解的、在时刻致命的死亡威胁下徒劳无益的过早政治空谈中”(引自 T. SGUAZZERO, Il contributo azionista alla lotta di liberazione in Friuli,载《弗留利当代史》[Storia contemporanea in Friuli],第8期,1977年,第134页,及其后数页,作者在后文中严厉驳斥了洛库尔托的观点)。 

  115. 参见《大胆沉重打击德寇与法西斯》(Colpire audacemente e duramente tedeschi e fascisti),载《我们的斗争》(La nostra lotta),1943年10月号,全文转载于 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale, Roma 1954, p. 20。 

  116. 彼得罗·塞基亚与C. 莫斯卡泰利在针对比埃拉地区的记述中写道(P. SECCHIA - C. MOSCATELLI, Il Monte Rosa è sceso a Milano. La Resistenza nel Biellese, nella Valsesia e nella Valdossola, Torino 1958, pp. 72 sgg.),极具代表性:
    “除布鲁诺·萨尔扎少尉(马斯特里利)以及至死坚守在游击队伍中并成长为杰出指挥官的极少数军官外,广大正规军官满脑子想的都是在队伍中推行一套等级森严的营房式纪律与作派,给军官提供特殊优待,军官坐享一切特权,而一切苦役‘兵痞’承担。
    这批军官对何为游击队编制毫无概念,对正规国防军打的战争同志愿者为自由事业浴血奋战的战争之间的本质悬殊差异毫无意识。
    至于具体作战行动,在他们看来不过就是龟缩在群山脚下把人马拢在一起,静待局势演变。其终极目标无非是:千万别被德国人和法西斯抓住,坐等战争自行结束。” 

  117. 参见 A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto 前引书,第41页及下数页的深入剖析;作者进一步指出:“甚至亦不乏职业军官(包括高级军官)试图超越单一武装团伙的狭隘视野,推动各队伍之间的联合作战协调,在各山谷建立联络站,承担提供情报、募集军饷补给、提供战术指导的职能。然而……对一切令人联想到旧正规军体系之物的事先敌意,以及对任何看似企图披上官方权威外衣之举的本能猜忌,使得绝大多数尝试皆归于流产。罗西中校在卡索托河谷(val Casotto)、米拉尼少校在桑戈内河谷(val Sangone)、菲诺中校在兰佐河谷(valli di Lanzo)所推行的联合协调努力,无一例外皆无果而终。” 

  118. 参见 P. SECCHIA - C. MOSCATELLI, Il Monte Rosa è sceso a Milano 前引书,第75页;L. LONGO, Un popolo alla macchia 前引书,第77页;以及措辞更为直白露骨的意大利共产党声明《反对分裂阴谋,力求在民族解放委员会领导下实现全体爱国力量之行动统一》(1944年1月10日),收录于 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第242-243页。在某种意义上更为审慎的是 C. DELLAVALLE, Dall'8 settembre alla Resistenza 前引书,第135页及下数页;作者在论及比埃拉地区时,将当地纺织工业垄断寡头的财政资助严格限定在9月8日之后的最初数周之内,直到这批资本家确信“盟军短期绝无可能抵达,而同德国人完全能够通过洽谈承接军需订单做大生意”为止。 

  119. 参见《历经一年的苦斗与胜利》(Dopo un anno di lotte e di vittorie),载《我们的斗争》(La Nostra lotta),1944年11月号,全文转载于 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第325页。关于该文出自隆哥手笔之考证,参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第666页。 

  120. 参见 F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第565页。 

  121. 在关于帕里人格特质的诸多史学评述中,最深刻入微者莫过于 R. CADORNA (La riscossa 前引书,第274页) 追忆两人在1945年3至4月南下之行时所作出的剖析:“在军事指挥部班底中,我向来极度推崇帕里的卓越才智、博学修养、无畏勇气与惊人工作毅力。然而我并非总是赞同他的政见,其见解在我看来往往折射出某种内在的自我矛盾,流露出一种调和不可调和之物的执拗冲动,且有时不免带有某种党派门户偏见。如今,在那趟同舟共济的亲密旅程中,我得以进一步体察这位同仁温存的赤子之心与敦厚品格,然而即便在长达数小时的促膝长谈中,我依然无法清晰把握他那变幻莫测的政治思想脉络。” 

  122. 参见 F. PARRI, Discorsi parlamentari, Roma 1990, p. 64; B. CROCE, Scritti e discorsi politici (1943-1947), Bari 1963, II, pp. 199 sgg. 

  123. 沦陷区意大利各级民族解放委员会的历史风云、各政党赋予其的历史使命与未来愿景,构成了透彻理解抵抗运动在其演进过程中所承载的迥异政治意涵、乃至理解战后诸种政治表态(例如参见 V. FOA, La crisi della resistenza prima della liberazione,载《桥》[Il ponte],1947年11-12月号,第982页及下数页)的核心枢纽。
    对于天主教民主党而言、尤其是对于意大利自由党而言,各级民解委不过是解放斗争中不可或缺却纯属临时性的战时协调组织工具,一旦斗争大局底定、古典代议制民主彻底恢复,其历史使命便宣告终结。然而三大左翼政党尽管在具体微妙取向与终极蓝图上各有千秋,却皆无一例外地将民解委视作彻底重构国家政治体制的永久性制度基石。正因如此,在他们看来,不仅必须对游击队运动施以最大程度的政治化灌输——这不仅被共产党人奉为神圣不可动摇的信条,亦为行动党人(参见 D. L. BIANCO, Guerra partigiana 前引书,第62页及下数页)与社会党人的绝大多数所全盘认同——,而且必须将各级民解委锻造为广大群众实行人民自治的权力利器;尤其是就共产党人而言,他们竭力将民解委网络呈几何级数成倍增殖,并依据社会各部门职能进行“专业化分工”,突破反法西斯六党的狭隘框架全面扩充其群众社会阶级基础(向工厂委员会、怠工斗争委员会、“青年阵线”、“妇女保卫团”等广泛敞开大门),从而使其真正确立为“纯粹、真实且高效”而非“瘸腿”之全新政治体制的核心支柱,以确保在其勾勒的“明日新政府”中,“工农群众、手工业者以及全体劳动阶级将掌握举足轻重的决定性发言权”(引自《解放报》[Liberazione],1945年1月25日)。关于此议题,参见 B. SOGGIA, Sistema politico e Comitati di liberazione nazionale,载《社会学》(Sociologia),1973年1月号,第109页及下数页;以及 G. QUAZZA - L. VALIANI - R. VOLTERRA, Il governo dei CLN, Torino 1966; E. SERENI, Il CLN della Lombardia al lavoro nella cospirazione, nella insurrezione, nella ricostruzione, Milano 1945。 

  124. 除收录于前引文集中的帕里本人文稿外(其中遗漏了若干发表于《星盘》[L'Astrolabio] 周刊的重要篇目),关于此议题尤须参阅:S. Contini Bonacossi 与 L. Ragghianti Collobi 编:《进程中的斗争》(Una lotta nel suo corso), Venezia 1954; L. VALIANI, Il partito d'azione,载 L. VALIANI - G. BIANCHI - E. RAGIONIERI, Azionisti cattolici e comunisti nella Resistenza, Milano 1971, pp. 11 sgg.; L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma 前引书; E. LUSSU, Sul partito d'azione e gli altri, Milano 1968; G. DE LUNA, Storia del Partito d'Azione 前引书; A. REPACI, Duccio Galimberti e la Resistenza italiana, Torino 1971 以及 C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana 前引书。
    若想透彻理解坚信抵抗运动必将带来远超法西斯战前体制之高度先进民主格局这一信念在广大行动党人心中占据的分量,G. 阿戈斯蒂于1944年6月12日致丹特·利维奥·比安科的一封密信极具代表性;他在信中严厉批评杜乔·加林贝尔蒂身上“不可救药地残存着1922年以前的旧政治僵化心智”,甚至断言鉴于加林贝尔蒂的保守思想,“同杜乔之间除了维系冷冰冰的纯党派利益往来之外,决不可能产生任何真正的赤诚友谊、坦荡赤忱、推心置腹或毫无隐讳的彻夜深谈——决不可能像我们在其他同志之间那样了”(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第146-147页)。 

  125. 参见 C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana 前引书,第70页。 

  126. 例如,参见阿戈斯蒂与比安科通信中流露出的相左倾向;通信中充斥着号召,尤其是阿戈斯蒂反复叮嘱必须“极力推动尽可能多的武装游击支队倒向行动党政治阵营”(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,通篇,尤见第70页)。 

  127. 参见 M. SALVADORI, Glosse sulla resistenza e i servizi segreti alleati,载《新选集》(Nuova Antologia),1985年7-9月号,第351页。 

  128. 例如就皮埃蒙特行动党人而言,参见 G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第70-71、196及201页;以及 G. AMENDOLA, Lettere a Milano 前引书,第675页,从中可见在1945年3月(在加林贝尔蒂牺牲为党内左翼扫清道路之后),行动党至少在地方民解委层面上立场发生了根本性剧变:“誓愿与共产党人并肩作战,甚至采取了比共产党更为极端的激进立场”。
    然而摩擦与对立在北意大利民族解放委员会(CLNAI)层面上同样屡见不鲜。最严重的一起爆发于1944年3月下旬,彼时共产党人公开抨击帕里在北意大利民解委军事委员会中推行“不受监督的独裁专断”,并指责他常常将其本党党务活动“同民解委的集体合议职能混为一谈”。对于这些指控(其根源首要在于意共极度戒备帕里本人或与其亲信直接掌控着同西方盟军的秘密外交联络,并在共产党人看来帕里一直在蓄意阻挠意共所极力推动的各武装力量大兼并),帕里作出了严正回击,怒斥对方措辞“粗暴下流、极尽侮辱且带有赤裸恐吓色彩”。然而在客观事实上,在此次风波过后,共产党人在北意大利民解委中的政治话语权急剧蹿升。参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第246页及下数页;以及 G. B. STUCCHI, Tornim a baita 前引书,第215页及下数页。 

  129. 参见 A. SPINELLI, Machiavelli nel secolo XX. Scritti del confino e della clandestinità 1941-1944, a cura di P. Graglia, Bologna 1993, pp. 293 sgg. 

  130. 参见 G. AMENDOLA, Lettere a Milano 前引书,第484页。 

  131. C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana 前引书,第70页及下数页。 

  132. 参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第198页。 

  133. 藏于莱奥内·卡塔尼档案,卷宗1,第2分卷。 

  134. 关于流亡瑞士的意大利反法西斯群体,参见 E. SIGNORI, La Svizzera e i fuorusciti italiani. Aspetti e problemi dell'emigrazione politica 1943-1945, Milano 1983; C. MUSSO, Diplomazia partigiana. Gli Alleati, i rifugiati italiani e la Delegazione del Clnai in Svizzera (1943-1945), Milano 1983;以及 F. SACCHI, Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno, a cura di R. Broggini, Lugano 1987; A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI 前引书,第179页及下数页。 

  135. R. CADORNA, La riscossa 前引书,第189页;以及 H. L. C. COLES - A. K. WEINBERG, Civil affairs. Soldiers became governors. United States Army in World War II, Washington 1964, pp. 544-545。卡多尔纳的备忘录于1945年1月由意大利盟军管制委员会正式呈递盟军最高统帅部。 

  136. 尤须参阅 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,以及 L. LONGO, I centri dirigenti del Pci nella Resistenza, Roma 1974。 

  137. 参见马乌罗·斯科奇马罗的典型个案,在他看来,“萨勒诺转向”之所以成立“完全是客观局势演变的结果,纯属一种‘战术价值’,绝非根本原则”(参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第406页)。 

  138. 参见 G. BERTACCHI, Partito Comunista e Resistenza bergamasca nel fondo Roberto Petrolini,载《当代史研究与探索》(Studi e ricerche di storia contemporanea),1993年12月号,第65页。 

  139. 参见同上刊,第690-691及702-703页。 

  140. 见《共产党人为何为进步民主而战》(Perché i comunisti lottano per una democrazia progressiva),载《我们的斗争》(La nostra lotta),1945年1月号,全文收录于 E. CURIEL, Scritti 1935-1945, a cura di F. Frassati, Roma 1973, pp. 173 sgg. 

  141. 参见 S. BERTELLI, Il gruppo. La formazione del gruppo dirigente del PCI 1936-1948, Milano 1980, p. 191。 

  142. 同上书,第193页。 

  143. 参见 E. AGA ROSSI - V. ZASLAVSKY, L'Urss il Pci e l'Italia: 1944-48,载《当代史》(Storia contemporanea),1994年12月号,第929页及下数页。正如两位学者所精辟论证的那样,“欧洲各共产党对苏联‘领袖国家’的高度依附,不仅由这些列宁主义政党自身的组织结构、在莫斯科接受培养的领导骨干、苏联的巨额财政资助以及苏联各路代表对其活动的持续密切监控所牢牢维系,而且是由其共同的意识形态以及对国际共产主义运动终极目标的绝对效忠所根本决定的。因此,意共既不是改良主义政党,亦非传统意义上的民族革命政党,而是一个斯大林主义政党、一个第三国际政党,它将本党的利益与苏维埃国家的国家利益完全画上了等号”。 

  144. 同上刊,第939页及下数页。 

  145. 尤须参阅 S. COURTOIS, Le PCF dans la guerre. De Gaulle, la Résistence, Staline, Paris 1980,特别是第381页及下数页、第460页及下数页。 

  146. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana. Settembre 1943 - maggio 1945, Bari 1966, pp. 315-316。 

  147. E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino 前引书,第277页及下数页。 

  148. P. SECCHIA, Perché la Resistenza non ha dato di piú,载《未来之城》(La città futura),1965年4月号。 

  149. 同作者,Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第171页。 

  150. 欲得更为详尽之历史图景,参见 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,通篇; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,通篇; E. RAGIONIERI, Il Partito comunista,载 L. VALIANI - G. BIANCHI - E. RAGIONIERI, Azionisti cattolici e comunisti nella Resistenza 前引书,第301页及下数页; P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano 前引书,第V卷,通篇。 

  151. 在内心深处,行动党人往往感到自身被夹在旧正规军官同共产党人之间,恰似“夹在两个同样令人生厌的邻居当中”。正如G. 阿戈斯蒂迟至1944年7月下旬致D. L. 比安科的信中所坦露的那样,倚仗一方去打击另一方是他们断断不愿接受的:“同军人结盟带有一股令人作呕的‘白卫军阵线’恶臭;同加里波第派结盟则意味着同最顶级的无赖混混捆绑在一起,而这帮人满脑子想的无非就是算计暗算盟友”。由此便引发了某些行动党人在整个解放战争期间直至最后皆在心头苦苦追问的悲凉之叹:究竟该当何去何从(quid agendum)?而他们最终在实践中所采取的解脱之道,则是选择倒向“最极端的马基雅维利实用主义,正如加里波第派所践行的那样——在政治权谋手腕上,加里波第派(信中依然是阿戈斯蒂如是写道)正在各处给我们好好地上着一堂堂生动的大课”(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第201页)。 

  152. R. CADORNA, La riscossa 前引书,第160页。关于意共政治立场的进一步深化线索,可参见 L. CASALI, La «doppia linea». Appunti e proposte di ricerca sui comunisti reggiani nella resistenza,载《历史研究》(Ricerche storiche),1984年12月号,第5页及下数页;以及 S. CARLI BALLOLA - L. CASALI, Alla ricerca del consenso 前引书,第537与542页(该文对比了通过传单、飞行集会口号与通过共产党‘官方’报刊所推行的政治宣传在主题、基调与口号上的巨大分野)。 

  153. 参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第111页。 

  154. 参见 A. Ardigò 主编:《市民社会与游击反叛:博洛尼亚省游击反叛蔓延之社会学考察》(Società civile e insorgenza partigiana. Indagine sociologica sulla diffusione dell'insorgenza partigiana nella provincia di Bologna), Bologna 1979, pp. 96 sgg. (S. PORCU, Il processo di diffusione territoriale. Un'analisi morfologico-sociale e socio-demografica)。波尔库的分析对战斗游击队员的职业构成、文化受教育程度、年龄分布等维度亦提供了极具价值的第一手实证史料(第107、110及137页)。 

  155. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第87页。 

  156. 《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》(Le Brigate Garibaldi nella Resistenza. Documenti), a cura di G. Carocci, G. Grassi, G. Nisticò e C. Pavone, Milano 1979, I, p. 337。 

  157. R. BATTAGLIA, Un uomo un partigiano, Roma-Firenze-Milano 1945, pp. 177-178。在罗列的上述诱因之外,巴塔利亚根据其个人亲历以及在抵抗运动中所结识的各色人际关系,又补充了另一项关键动因:“那种甘冒天下之大不韪沦为法外亡命之徒以彻底同正在我们周围崩塌或早已瓦解的旧世界做个了断的猛烈冲动,以及在同一时刻渴望亲手再造一个崭新世界的炽热渴望”。他进一步阐释道,这种“再造新世界的构想依个人能力不同或清晰或朦胧”:“对我个人而言,它几乎立刻具象化为若干清晰明确的政治轮廓;而对其他人、对绝大多数普通游击队员而言,它则凝聚为对某种全新自由或社会正义的模糊懵懂向往”(第179页)。 

  158. 参见 F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza,载《星盘》(L'Astrolabio),1973年4月30日,第59页。 

  159. 参见 P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第329页及第680页。 

  160. 同上书,第675-676页。 

  161. 同上书,第326页及下数页;关于都灵各大厂矿的地下党工活动,参见第212页(1943年11月27日内部通报);据弗拉图沙统计,截至1944年3月,共产党的地下党支部在50%的厂矿企业中运转“良好”:“在每100名在册正式工人中,有时仅有一名地下同志,但在绝大多数企业中平均有3至5人”。而在女工集中的厂区和女性车间中,党的组织网络“极其薄弱”。同样据这位南共特使披露,在广大农民群众中的组织动员工作几乎完全交了白卷,而在知识分子阶层中的统战发动工作则长期遭到极度轻视。 

  162. 关于此议题,参见前引《抵抗运动中的“正义与自由”编制:文献集》,第48页。 

  163. 参见 G. B. STUCCHI, Tornim a baita 前引书,第217-218页。 

  164. 参见 G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana 前引书,第100-101页。 

  165. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第71-72页。 

  166. 参见 L. LONGO, Un popolo alla macchia 前引书,第75页及下数页;同作者,Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第XIII页及下数页;P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第109页及下数页。
    除共产党人之外,在整个抵抗运动期间,向观望主义开战在诸多行动党人心中同样占据着核心地位。例如在 V. FOA (La crisi della resistenza prima della liberazione 前引书,第989页及下数页) 看来,直至1944年秋季前后,这场斗争实质上折射出“(在各级民族解放委员会中占据主导的)政治流派同具有亲巴多格里奥倾向的军事流派”(后者受到盟军空投至北方的军事联络特派团的极大扶持)以及保守社会阶层之间的尖锐博弈。尽管在这一形式上观望主义遭遇挫败,然而它却并未消亡,反而在民众身心俱疲的社会背景下,仰赖工业资本家和雇主阶层的庇护支撑,并在天主教高级教士行动的加持下,大摇大摆地“强行挤入”了民族解放委员会内部。正因如此,“直至全面起义爆发之前,各大政党以及最积极活跃的游击武装指挥部(即行动党与共产党的队伍),不得不持续同那种消极敷衍打仗、坐等盟军开进、极力避免招致报复、极力阻挠动员深层民众的观望倾向展开殊死搏斗。观望主义的政治危害极其深重险恶。面对一项铁证如山的历史真理——即对联合国阵营而言,最佳的外交政策乃是怀抱破釜沉舟的决绝意志去展开殊死血战,盖因唯有如此方能为祖国赢回体面尊严并在未来世界大局中确立实力地位——,观望主义却兜售着一套通过屈从听命于盟军军令以讨好乞怜盟国好感的奴才哲学;这种哲学从战术军事视角看或许尚存一丝托词,但在政治层面上却无异于事先拱手放弃我们的民族独立,无异于向盟国统帅部及外交界中最反动的阵营阿谀献媚,无异于在甘当外国资本主义附庸走狗的奴役枷锁中去巩固本土早已臭名昭著的腐朽经济垄断霸权”。 

  167. 参见 L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma 前引书,第170-171页。 

  168. 参见 G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana 前引书,第165-166页;关于弗留利地区尤须参阅 G. GALLO, La Resistenza in Friuli 1943-1945, Udine 1989, p. 50; E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino 前引书,第707页;以及 C. PAVONE, Una guerra civile 前引书,第493页及下数页。 

  169. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第111页。 

  170. 在导致双方彻底决裂的诸多恶性事件中,就其对游击运动造成的严重负面打击(使其彻底丧失了调阅利用第4集团军巨额‘金库宝藏’的战略契机)以及共产党人在此前后发动的极度血腥围攻咒骂而言(参见 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第48-54页),最严重的一起莫过于1944年1月奥佩尔蒂将军与皮埃蒙特民族解放委员会之间的彻底崩盘决裂。在决裂之后,奥佩尔蒂将军(在其身上,行动的狂热渴望、严苛的军人天职荣誉感、毫无私心的真诚坦荡与对政治现实的极度盲目两眼一抹黑熔铸为一体)曾徒劳无功地企图拉起一支纯粹正规军事化且恪守非政治中立的游击大军,并向若干温和派与君主派武装组织施以援手,诸如R. 甘恰上校的“阿门多拉”旅(挂靠于恩里科·马尔蒂尼“毛里”少校统领的自主师集群)、“卡米洛·加富尔”行动小组以及“意大利新复兴运动”(关于这些组织,参见 D. DE NAPOLI - S. BOLOGNINI - A. RATTI, La resistenza monarchica in Italia 1943-1945, Napoli 1985, pp. 89 sgg.; M. GRANDI, La relazione sull'attività del gruppo divisioni autonome «Mauri» (settembre 1943 - aprile 1945), Rapallo 1979, passim; R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata 前引书,第239页及下数页,以及藏于 AUSSME 的奥佩尔蒂将军前引报告,第84页及下数页)。 

  171. 除塞基亚的专论外,亦参见 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第5页及下数页。 

  172. 关于“人民”这一概念的党派化界定,例如可参见欧金尼奥·库里埃尔几乎在同一时期发表的重磅理论文献《民族阵线、民族协会、民族联盟》(Fronte Nazionale, Società Nazionale, Blocco Nazionale,载《我们的斗争》,1943年12月号,全文转载于同作者《文集 1935-1945》前引书,第II卷,第11页及下数页)。
    在猛烈炮轰非政治化武装编制以及那些宣称“唯有一个政党那就是祖国、唯有一句战斗号令那就是驱逐德寇”的论调时,库里埃尔直言不讳地写道:“在今天……国家绝非抽象的人民国家……而是由各政党构成的国家……;我们正在紧锣密鼓筹备的全民族武装总起义,绝非由阶级面貌模糊不清的各社会阶层所自发宣泄的一种盲目而游移不定的原始本能冲动;……它乃是具有鲜明阶级划分、且对自身阶级属性具有高度自觉意识的各阶级追求独立、统一与自由的严密协同意志……;因此在筹备这场全民族武装起义的伟业中……我们决不能打着某种崇高民族利益的虚妄幌子,去放弃、抑或是哪怕暂时遗忘我们不可动摇的阶级信念。” 

  173. 在围绕9月8日事变前后在意大利本土及海外领地所爆发的一系列动荡中,恪守对国王宣誓效忠的军人誓词对广大军人、特别是对广大军官阶层行为模式所产生的影响,历来被赋予了过高的历史权重——且这种过度夸大绝不仅限于保皇君主派阵营。对这一神话推波助澜起到决定性作用的,乃是坊间对意大利皇家海军在彼时的行止所塑造的一套过于简单化的神话脸谱:海军严格奉行了向其传达的指令,起航开赴马耳他或盟军控制的其他港口,打破了一切海军战史先例与海战传统,向几天前尚属不共戴天的死敌俯首就擒。然而在客观实际上,只要深入考量事变爆发时的微观具体历史情境,上述论据便在很大程度上站不住脚了。
    8日傍晚,停泊在拉斯佩齐亚军港的海军主力战列舰队起锚出海,其航向绝非开往马耳他,而是驶向拉马达莱纳(La Maddalena);在拉马达莱纳,海军大臣兼参谋长德库尔滕海军上将曾明确担保舰队将在该地接获后续作战指令。舰队彼时起航出海的心态,可由两项铁证如山的事实予以充分说明:其一,7日上午,舰队司令贝尔加米尼海军上将(他对迫在眉睫的停战协定一无所知,对其苛刻条件更是一抹黑)曾向德库尔滕汇报,全舰队已“整装待发,随时准备开赴第勒尼安海南部海域打响其最后决死一战”;其二,8日傍晚,贝尔加米尼本人再次向德库尔滕明确指出,“麾下各位将旗军官及各舰指挥官的思想倾向,一致主张决绝实施自沉”。随后,根据在成功营救“罗马”号战列舰幸存官兵后转赴马翁港接受抑留扣押、抑或在巴利阿里群岛近海毅然实施自沉的七艘轻型舰艇官兵所提供的一手证词,贝尔加米尼生前的公开清晰意图,乃是坚决避免被德军或盟军任何一方俘获,必要时不惜全盘自沉;正因如此,在同舰队主力失去联络之后,上述七艘轻型舰艇驶向巴利阿里群岛,正是坚信此举是在忠实贯彻司令官的终极意志。当德军突袭占领拉马达莱纳后,海军最高统帅部(Supermarina)向航行途中的舰队拍发的改航伯奈(Bona)的指令,是在9月9日13时至14时之间送达的,彼时恰值“罗马”号惨遭德军滑翔炸弹轰炸沉没、贝尔加米尼将军壮烈阵亡的前夕。唯有在奥利瓦海军上将接掌最高指挥权之后的10日凌晨,各舰方才按照盟军指令悬挂起表明驶往盟军港口投降的黑色识别旗帜。这一切皆是在全舰广大水兵水手、乃至极可能包括舰官们对亚平宁陆地上正在爆发的惊天政变全盘一无所知的前提下发生的。因此,若将皇家舰队开赴马耳他简单武断地全盘归咎于“对誓词的绝对效忠”,显然是难以服众的。更何况历史档案表明,在“尤利乌斯·恺撒”号战列舰上,当全舰官兵最终获悉等待着舰队的屈辱投降命运之际,曾爆发了一批军官与军士的武装抗命暴动;尤为耐人寻味的是,在9月12日尚滞留于首都罗马的海军最高将领举行的紧急密商中(德库尔滕已于9日清晨随同国王仓皇逃往佩斯卡拉),当老资格的大海军上将塔翁·迪雷韦尔(Paolo Thaon di Revel)被众将急切垂询在彼时大变局下究竟当何去何从之际,这位一代名将断然拒绝给出任何具体训令:他表示自己个人意图誓死捍卫年轻时向国王宣誓效忠的誓词;然而“在如此凶险微妙的至暗时刻,只要内心坦荡赤诚以国家之福祉为至高归宿,理应将最高抉择权毫无保留地托付给每一个人的良知”。这种耐人寻味的态度,足以证明即便是这位德高望重的“大海公爵”,心头亦难免饱受良知的剧烈撕扯;就其个人而言,他固然能够诉诸年轻时“自主立下的庄严誓词”以自处,却断断不忍在道德上去苛责他人的异向选择。更间接有力的明证在于,在随后的数周里,他对誓词的坚守丝毫未曾妨碍他同法西斯共和党书记帕沃利尼建立暗中联络,恳请墨索里尼(“领袖向来以行动证明其时刻将意大利及其人民的福祉挂在心头”)亲自向希特勒进言求情,以全力避免德军在撤退时对意大利民族工矿企业实施焦土毁灭的“浩劫灭顶之灾”(盖因这种毁灭“势必在未来漫长岁月中将广大工人群体、乃至归根结底将全体意大利人民推向最凄惨绝望的赤贫深渊”)。参见 AUSSME, N-1-11, 二战历史日记,卷宗2997,“德库尔滕海军上将致总参谋长报告”,1944年2月12日;G. GIORGERINI, Da Matapan al Golfo Persico. La Marina militare italiana dal fascismo alla Repubblica, Milano 1989, pp. 550 sgg.(尤见第558、559与560页);ACS, 海军部,办公厅,1934-50,卷宗641,第15分卷;塔翁·迪雷韦尔档案,塔翁·迪雷韦尔致帕沃利尼信,罗马,1943年9月22日,及法西斯共和党书记1943年10月5日复函。
    总而言之,大肆吹嘘的海军对誓词的绝对效忠,在我们看来在很大程度上乃是建立在一场历史误解之上——这究竟多大程度上出于真诚信念、多大程度上纯属自私的利益算计,我们在此无法妄断。海军之所以相较于其他军种更为严格地遵从了巴多格里奥政府的号令,依我们之见,在绝大多数情形下绝非由于其灵魂深处对效忠国王的誓词怀有远超陆空的道德神圣感,而部分是由于海军军官特有的传统文化熏陶以及军官同舰员之间更为紧密的同舟共济纽带,更主要是由于在历史转折关头,海军要么主力原本就部署在南部,要么身处完全与陆地客观事态相隔绝的信息盲区之中。使我们更加笃信这一判断的铁证在于:在知晓大局后,部分舰艇指挥官毅然决然选择将战舰自沉,另有一批军官主动投奔萨洛共和国阵营,而水兵水手投身游击队运动者则凤毛麟角。
    海军的情形大体如是。至于陆军及其他军种(宪兵与财政警卫队的个案我们后文另有详述),现有解密档案及回忆录文献铁证如山地表明:效忠誓词固然在部分职业军官乃至军士的抉择中发挥了一定牵引(篇幅所限,我们在此不再赘述该誓词在职业军官与预备役军官、不同军阶层级及不同兵种之间所激起的迥异心理波澜),然而其实际历史效力远逊于后世神话所宣扬的程度,对广大普通士兵的行为模式几乎未产生任何实质性约束;且对军官而言,誓词往往绝非唯一的行动推手,而是同其他深层情感——尤其是爱国主义与反德仇恨——紧密交织在一起。对于投身武装抗争的大多数将士而言,其抉择在本质上属于一项伦理政治决断;驱使他们挺身而出的,向来绝非早年向国王宣誓的冰冷誓词,而是将意大利从德寇铁蹄下解放出来、开创一个崭新自由民主政体的钢铁意志。这一切更往往伴随着对维托里奥·埃马努埃莱三世所背负的政治历史罪责、以及国王本人(及其身旁沆瀣一气的军界最高统帅)在停战耻辱溃逃中所展现的懦夫行径的极其强烈的唾弃与谴责(甚至直接斥之为叛国背叛)。正因如此,假使以毫无政治偏见的客观眼光审视抵抗运动的真实图景,便会发现在严格的政治导向上(这与纯粹的军事战术素养完全属于不同维度),极难在正规军出身的抵抗志士同其他背景出身的抵抗战士之间划出一条截然分明的界线。当然这绝不意味在后者之中、特别是在高度政治化的骨干群体中(绝不仅限于共产党人与社会党人),尤其在运动破土之初,未曾对正规军官抱有某种深刻的戒备、猜忌乃至敌视,仅仅因为对方是职业军官便动辄扣上‘巴多格里奥走狗’和‘保皇君主派’的大帽子(参见 C. PAVONE, Una guerra civile 前引书,第94页及下数页);正如反过来,正规军官对共产党人普遍怀抱同等的强烈戒心与排斥如出一辙。 

  174. 奥佩尔蒂将军的立场在此维度上极具代表性。在他看来,“唯有对各游击支队实施真正的正规军事化整编,方能赋予对德抗战以严整有机的统一动力;各政党企图为其所属支队保留的绝对自主权,从根本上扼杀了统一军事建制的可能,而各级民解委的清谈更断断不可能把游击战提升至高水准的有效军事作战层面”。置身于这一视阈下,在他看来民族解放委员会“原本应当清醒认识到:游击武装斗争,亦即为了同武装敌寇决死搏杀而公开集结武装的大军,同地下的秘密政党政治运动毫无共同之处,因此绝不能以相同的政治准则、相同的党务套路、相同的人员去瞎指挥瞎折腾。
    这两大运动原本应当并驾齐驱平行推进,保持密切的联络互通,但决不可互相横加干涉以捆绑束缚彼此的行动自由”(R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata 前引书,第219及239-240页)。 

  175. 参见 G. SIRI, Memorie sulle vicende genovesi del 1944-45,载《热那亚教区杂志》(Rivista diocesana genovese),1975年5-6月号,第179页。 

  176. 参见 G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana 前引书,第93页。 

  177. 参见 F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第136页。 

  178. 随着时间的推移、特别是自1944年春夏之交起,几乎没有任何一支武装支队得以维系同各级民解委的彻底脱钩独立。极少数特例仅存在于极个别极其狭小边缘、游离于主战场之外的边缘地带,其队伍性质往往模糊暧昧,有时甚至带有不同程度的流氓土匪犯罪色彩。但这绝不意味着对诸多甚至举足轻重的大型正规编制而言,其对各自民解委的‘从属挂靠’不是停留在形式表层而非实质层面,纯属出于严酷军事战术与后勤现实利益的权宜之计(这同大批军人或自主支队主动寻求天民党或自由党‘政治庇护’的动因如出一辙),且其交往往往充斥着深重保留而非真正的政治理念契合。马尔蒂尼‘毛里’少校所统领的游击大军堪称典型,该部系全民族抵抗运动中最精锐能打的虎贲之师,在1944年秋季已集结了约六千大军,主力扼守朗格高原(Langhe),前哨辐射至蒙费拉托、亚历山德里亚及利古里亚;该部尽管自始至终坚决自称为独立自主部队,但亦同皮埃蒙特民解委建立了正式挂靠。然而尽管如此,该部(尤其是毛里少校本人)同皮埃蒙特民解委、特别是同行动党人之间的关系始终剑拔弩张(这种刻骨铭心的派系敌意即便历经数十年岁月沧桑依然未曾消退,足见乔治·博卡在《乡下人:意大利生活的七十年》[Il provinciale. Settant'anni di vita italiana], Milano 1991, pp. 66-67 中对毛里所作出的极尽刻毒丑化的描摹),而同共产党人之间的关系更是势同水火——意共将毛里斥为反动透顶的准法西斯分子,而毛里亦丝毫不加隐讳其同共产党人的根本政治分歧与深重敌意,甚至在双方签署的一份官方联合协议(后被皮埃蒙特民解委强行废除)中公然白纸黑字写入如下决绝宣告:“我们反对一切反动专制暴政(垄断资本财阀、金融巨头、大地主、军国主义军阀等),但同样坚决反对无产阶级专政或任何其他单一阶级集团的极权专制”,并坚称自身部队并非归属于“自由志愿军团”,而是正规“意大利民族解放军”的王牌主力。参见 MAURI, Con la libertà e per la libertà, Torino 1947; E. MARTINI MAURI, Partigiani penne nere, Milano 1968; M. GRANDI, La relazione sull'attività del gruppo divisioni autonome «Mauri» 前引书; R. CADORNA, La riscossa 前引书,第157、169及399-400页; D. DE NAPOLI - S. BOLOGNINI - A. RATTI, La resistenza monarchica in Italia 前引书,第89页及下数页。
    而在弗留利大区,“奥索波”(Osoppo)各师集群的历史命运则显得更加跌宕起伏、错综复杂,并在历经波折后深受极其特殊的当地地缘死结之绑架(并最终惨烈引爆了震惊全国的波尔祖斯大屠杀悲剧)——这一死结首要源于铁托南斯拉夫势力企图将当地意大利抵抗武装全盘吞并置于自身绝对掌控之下的地缘野心,以及意大利共产党人在面对铁托野心时所采取的通敌迎合态度。正如加洛(第17页)所深刻指出的那样,“由共产党人统帅的部队(加里波第派)同受其他政党庇护赞助的部队(奥索波派)之间的两极对立,绝非弗留利所独有的孤立现象,然而在弗留利却演变出了惊心动魄的殊死决裂”。即便充分考量了这一特殊地缘背景,“奥索波”的惨烈案例雄辩地证实:在地方民解委乃至北意大利民解委的会议大厅中大体上相对容易达成的那种政治纸面妥协,在枪林弹雨的各部队战术军事大合并层面却往往遭遇彻底破产;以至于大批部队自始至终保留了实质上的组织独立、乃至实战战术自主权,其根源几乎无一例外地必须在各大队伍截然相异的政治信仰、由此衍生的深重猜忌防范、以及明里暗里的摩擦对立中去寻找答案——在特定危急历史关头,此类对立势必演变为惨绝人寰的悲剧,尽管没有任何一起能够同1945年2月初的波尔祖斯(Porzus)惨案相提并论:在彼处,意共行动爱国小组(GAP)的极端分子竟然残忍伏击并血腥屠杀了奥索波第1旅指挥部(约二十名官兵惨遭清洗枪决,包括指挥官‘博拉’在内),险些彻底彻底撕裂了整个弗留利抵抗运动的统一大局并将其推向彻底覆灭的内战深渊。参见前引《抵抗运动中的“正义与自由”编制:文献集》,第317页及下数页;亦参见 N. NALDINI, Pasolini, una vita, Torino 1989, pp. 73 sgg.; G. GALLO, La Resistenza in Friuli 前引书; A. SAVORGNAN DI BRAZZÀ (OBERTO), Fazzoletti verdi, Venezia 1946, pp. 76 sgg.; M. CASSELLI, Porzus. Due volti della Resistenza, Milano 1975; 以及 P. L. PALLANTE, Il Partito comunista italiano e la questione nazionale. Friuli - Venezia Giulia 1941-1945, Udine 1980, pp. 235 sgg.; R. CADORNA, La riscossa 前引书,第225页及下数页; A. MORETTI, La Slavia friulana fra Italia e Jugoslavia 1943-45,载《弗留利当代史》,1977年第8期,第13页及下数页。 

  179. 在1945年于罗马发表的公开演讲中,帕里对此曾有一段极其坦率露骨的精辟定论。在追忆游击运动在破土初期所面临的重重绝境之后,他直言道:“就在千钧一发之际,法西斯伪政权决定亲自向我们施以极其慷慨的‘救命大援’——它悍然下达了各适龄兵役阶层的全面征兵动员令:于是一大批走投无路的青年男女如潮水般争先恐后涌向我们的怀抱……”(F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第133页)。来自法西斯当局自身的内部档案——无论是中央还是地方——完全佐证了同一历史结论。警察总监呈送给墨索里尼的三份极密“备忘要报”堪称典型:5月26日要报(“对超龄兵役阶层的强行征召,堪称近数月来所铸就的最致命惨痛败笔。实际出首应征者寥寥无几微不足道,而主力大军则全盘逃入深山充实了溃散匪帮的编制”);7月11日要报(“据热那亚通报……逃兵与脱逃役使事件持续呈现雪崩式暴增,导致叛匪队伍急剧恶性膨胀,坊间盛传军人亦将被大批押往德国服苦役的恐慌流言,是促成这一逃亡潮的核心推手”);以及8月3日要报(在艾米利亚大区,“游击叛匪队伍已沦为所有企图逃避被押解往德国当劳工、或是企图逃避意大利社会共和国政府强制兵役法令的人员的普遍避难收容所”)。见意大利中央国家档案馆(ACS),内政部,公共安全总局,警察总监特别秘书处,RSI,卷宗56及57。欲得更多一手文献,参见本书附录,文件3:《关于土匪兵力的综合报告》[参见第162页注1。编者注]。 

  180. 参见 R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata 前引书,第225页;《抵抗运动中的“正义与自由”编制:文献集》前引书,第335页。 

  181. 在最初阶段,行动党人同样对一切自愿入伍投奔其麾下编制的人员敞开大门热烈拥抱。然而在随后的阶段,在深刻体察到部队兵员恶性超载膨胀所带来的致命安全隐患与管理危机之后,他们断然改弦更张转向严苛的精英筛选路线,紧扣自身筹措枪械与粮秣的实际后勤极限来严格定员,甚至走极端到了无情拒收大批投奔者并强行劝退遣散已入伍之冗员的程度。“紧扣当下的战局与现实战略前景,”丹特·利维奥·比安科于1944年4月16日致信阿戈斯蒂明确写道,“我们原则上决意大刀阔斧开展大整肃,将那些骨子里根本吃不了苦、扛不住实战的人员统统遣散退役,甚至在某种程度上大力鼓励他们主动辞职。在队伍中留下一堆毫无实战价值的累赘包袱和吃闲饭的嘴巴是毫无意义的……若想经受住一场正规大扫荡的残酷洗礼,若想真正打好游击战,唯有仰赖精明强干的铁汉骨干;而这种铁血骨干向来凤毛麟角……第4支队在总共93名编制中,仅仅通过此次内部整肃便当场剔除了15人”。然而在更后期的历史阶段,当行动党人猛然警醒到共产党人“饥不择食、任何乌合之众来者不拒”、甚至连法西斯投诚逃兵亦一概全盘照单全收,意识到同共产党打交道并达成尊重的“绝对前提唯有自身兵强马壮”,意识到假使一味固守过分苛刻精英的遴选门槛势必将在这场政治大博弈中被彻底做局边缘化之后,行动党人亦不得不彻底放弃清高,被迫转向了更为宽松宽大的招兵买马标准(关于皮埃蒙特地区的这一演变,参见 G. AGOSTI - D. BIANCO, Un'amicizia partigiana 前引书,第70、94及153页)。社会党人在此维度上亦步亦趋。 

  182. 在将战斗意志旺盛的“狂热纯粹冲动者”悉数收编入伍之后,意共所奉行的将一切声称愿意扛枪抗敌者全盘吸纳的政治路线,在指导原则上从未经历实质性改变;即便后续入伍的新人员在很大程度上日益演化为逃避萨洛兵役动员与德国强迫劳工役使的被动逃兵,并在随后的历史阶段进一步演变为大批笃信战争即将闪电胜利、急于在收官阶段跑来捞取战后革命功勋政治资本的市侩之流(这批人往往战斗意志极度薄弱,稍遇风吹草动大兵压境便随时准备当逃兵甚至倒戈叛变投降)。由此便催生出一整套要命的后勤梦魇,首当其冲的便是根本无法为如此庞大的兵潮提供最低限度的武器弹药。例如在1944年5月初,活跃在罗马涅地区的加里波第第8旅在纸面上号称拥有八百五十名大军,但在实战中整整四百五十人赤手空拳、毫无寸铁;而在同年10月,在比埃拉地区的三个加里波第旅中,持械人员与赤手空拳无武器人员的比例竟然高达一比三。参见《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第I卷,第412页;第II卷,第7、86、447及533页。 

  183. 参见 B. CEVA (Tempo dei vivi 1943-1945, Milano 1952, pp. 123 sgg.) 在1944年10月20日日记条目下所作出的极具深意的沉痛历史记录。 

  184. 在9月8日事变刚刚落幕之际,共产党的公开政治训令在形式上展现出一种极具包容性的开明姿态,向一切宣称愿意立即投入真刀真枪抗德杀敌的武装编制敞开怀抱,并特别高调强调必须促成这批队伍加入民解委并依据统一的救国纲领对其施以政治‘思想启蒙’。然而随着盟军进攻陷入战役停滞僵局、以及意共地下秘密网络在北方日益扎下坚固根基,意共迅速对其最初方针作出了根本性改弦更张。一方面,它大张旗鼓地铺开本党所属正规大军——加里波第旅——的浩瀚组建工程,该大军向全社会广泛招募,然而最高领导大权被共产党核心牢牢垄断(正如帕里在1960年所慨叹的那样:“我的好朋友隆哥当年拉队伍建旅的效率之神速,简直令人艳羡嫉妒”);而针对其他兄弟部队,意共下达了‘必须全力将其夺取并牢牢掌控在掌握在我们手中,包括其总指挥官’的密令。另一方面,尽管台面上依然继续高调鼓噪全民族反法西斯力量的统一战线,意共却在暗地里将武装部队的政治化油门踩到了底,向全体党员下达指令必须为其全部武装活动打上‘更为鲜明突出的政党阶级烙印’,‘务必使广大劳动群众越来越清晰地洞见其作为工人阶级先锋政党的钢铁本色——盖因唯有工人阶级才是唯一真正决死抗争、有魄力将全民族解放斗争进行到底、并赋予民族前途以彻底契合广大劳动群众和意大利人民最高利益与热切诉求之激进历史解决方案的核心阶级’。
    而在‘萨勒诺转向’之后、在1944年6月博诺米内阁成立以及北意大利民解委全盘正式接掌中央民解委此前享有的全部统治特权之后,意共的上述路线在实质上亦未曾发生过任何根本动摇。在这方面,在上述重大历史转折之后由意共中央向沦陷区‘起义斗争’负责人正式传达的、‘依据本党领袖埃尔科利同志(陶里亚蒂)发回的一系列重要建议与指示所敲定’的《关于全面推进武装起义斗争的最高训令》极具说服力;训令中反复重申:在所有游击部队中——无论加里波第部队与否、无论是否挂靠民解委——必须一律建立坚不可摧的‘党的秘密党支部核心’;在一切获得光复解放的国土上,必须坚决杜绝‘沉溺于围绕同罗马全国政府及民解委之形式从属关系的无谓法律程序空谈’,而必须立即建立‘作为斗争群众及其先锋组织直接化身的人民权力政权机关’——农民委员会、工矿车间罢工行动委员会、青年阵线、妇女保卫团等等;而这些群众外围组织无一例外皆由共产党人一手包办缔造,其设立宗旨恰恰在于比其他政党更深层次地穿透各大战区的底层社会肌理,并以此在各级民解委内部呈几何级数成倍放大共产党自身的政治筹码分量。同样极具指标意义的,乃是1944年7月12日意共皮埃蒙特特派代表团致苏萨河谷(Val Susa)加里波第旅‘负责同志’的一份内部绝密业务指导信,该信指导如何通过巧妙的地下工作使部队日益全盘彻底共产主义化:‘为了杜绝我们的自由派、天主教以及行动党朋友在台面上抓住把柄指责加里波第旅纯属清一色的共产党武装私军,在部队一切外部形式展现上务必万分谨慎,切不可给敌人提供大肆炒作的借口口实:严禁悬挂或佩戴任何镰刀铁锤标志;设法劝导将士们脱下扎眼的红衬衫,统一将红白绿三色国旗五角星标志和三色国旗确立为全军正式象征符号;严禁在公开场合合唱《红旗歌》与《国际歌》等党派歌曲;然而与此同时,在暗地里务必以最高政治智慧全面推进党的一切政治思想渗透工作,这项核心党务工作一分一秒皆不可有丝毫懈怠’。参见《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第I卷,第102、133页及下数页;第II卷,第93页及下数页、第117页;F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第555页。 

  185. V. FOA, Il Cavallo e la Torre. Riflessioni su una vita, Torino 1991, p. 140。这一精辟历史论断生动传达了广大行动党领袖的心态:他们在具体的个别议题上尽管可能同共产党人政见相左甚至激烈交锋,然而在骨子里却始终将‘左翼阵营的至高战略大同盟’奉为一项不可动摇的先验历史基石。 

  186. 参见 G. B. STUCCHI, Tornim a baita 前引书,第243-244页;该文献极为关键,因为它断然排除了帕里致麦卡弗里密信中的表态系违心之论、纯属为了向盟军套取军援的无稽之谈,确凿证实这完全代表了帕里本人的真实政治思想。 

  187. 见《关于武装行动工作的备忘录》:费鲁乔·帕里致英国情报官J. 麦卡弗里绝密备忘录,1943年10月31日,载 P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati, Milano 1962, pp. 28, 30。 

  188. 参见 P. SECCHIA, Sinistrismo, maschera della Gestapo,载《我们的斗争》,1943年12月号;《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第I卷,第122页;以及 G. AMENDOLA, Lettere a Milano 前引书,第149页及下数页。 

  189. 在诸多区域性的微观地方史志专著中对此类和平尝试皆有零星提及,在游击队与法西斯双方的历史档案中亦均可觅得确凿佐证。然而坊间史书对此类事件所普遍展现出的闪烁其词、一笔带过的仓促语调,以及伴随其中的全盘否定定性,恰恰解释了为何学界迄今为止依然极度缺乏一部专门剖析此类战术媾和尝试的专著;而这样一部专著在今日的历史学界显得尤为迫切必要,唯此方能彻底摆脱对抵抗运动流于空洞政治修辞或狭隘意识形态神话的脸谱化认知,从而还原内战的本来历史面目,并在具体实证层面上,紧扣此类现象爆发的具体历史阶段、当事各方的主客观动机(减轻内战惨烈荼毒的善意愿望、机会主义投机算计、敌伪情报机关的挑衅圈套、政治幼稚等等)作出公允客观的定性剖析。更何况,在若干此类和平尝试中,绝不乏在反法西斯坚决性上绝无可指摘置疑的铁血风云领袖的直接介入——仅举两例,便有菲利波·玛丽亚·贝尔特拉米(参见 M. BEGOZZI, Il signore dei ribelli 前引书,第26页及下数页、第245页及下数页)与拉法埃洛·奥佩尔蒂将军(参见藏于 AUSSME 的其前引历史报告,第58页及下数页)。 

  190. 在这一历史维度上,学界同样几乎完全缺乏任何专门实证专著;即便是近来若干专门探讨抵抗运动中如何反思暴力伦理的高水准著作,对此亦基本上绕道而行。关于西欧战场的总体全貌,可参见 J. SEMELIN, Sans armes face à Hitler. La résistance civile en Europe 1939-1943, Paris 1989;然而该书在试图对民事抵抗的繁复形态构建分类学谱系上所付出的努力何其宏大,在剖析其背后复杂的客观现实制约与主观(伦理道德)动因上便显得何其苍白草率。 

  191. 关于1943至1945年间天主教教士阶层的真实历史行止,我们后文将设专节予以深入剖析(初步线索可参见 A. FAPPANI - F. MOLINARI, Chiesa e Repubblica di Salò, Torino 1981)。然而在此处,至少必须对共产党人在彼时及战后针对天主教教士阶层、尤其是针对高级神职人员所狂轰滥炸的‘观望主义’大批判予以扼要提点。无可争议的是,这股大批判背后交织着多重复杂的政治意图;然而其中最根本的核心要害,在于坚决打压并击碎多位教区主教为抚平社会创伤、呼吁交战双方摒弃极端兽性并降低内战惨烈血腥度(这种血腥屠戮往往由无辜平民百姓吞下全部苦果)所发出的良知和平倡议,尤其在于坚决扼杀主教们劝诫广大教友平民远离一切政治是非与武装冲突以防充当无辜炮灰的牧灵劝告。在这方面,雷焦艾米利亚教区主教爱德华多·布雷塔尼蒙席(Eduardo Brettani)于1945年初下令在其辖区所有教堂主日弥撒上宣读的《为了抚平仇恨与抚慰心灵》的著名四旬期牧灵通谕极具代表性。通谕中痛陈道(通谕全文参见《历史研究》[Ricerche storiche],1992年4月号,第49页及下数页):
    “长久以来,在我们教区的土地上,一连串惨绝人寰的人间悲剧无休止地轮番上演,使每一个良知未泯的灵魂深陷极度的惊骇与彻骨的煎熬。这是一条永无休止、恶性循环的复仇与报复的血腥锁链,它不仅从未被打断,反而伴随着日益升级的灭绝人性与兽性残暴而疯狂攀升。
    对于眼前所经历的无尽苦难,以及正在为未来暗中积聚的更大劫难而言,这场战争本身的险恶与剧痛便已足够深重:为何我们还要用我们同胞之间的野蛮自相残杀,去进一步加剧这原本就无法承受的民族浩劫?难道在我们的心头,就当真绝无可能迎来一缕仇恨的消解与心灵的平和吗?难道在同一个祖国的同胞市民之间、在同一个教区的基督信众之间,就当真绝无可能寻得哪怕最起码的容忍共存底线吗?……
    我们绝无意在此天真地要求消弭一切政治派系的分野:哀哉,这些党派分野在未来漫长岁月中势必将继续顽固存在,并势必给我们的祖国带来无可挽回的深重创伤;然而,我们完全有能力、亦必须以坚决意志,阻止这种分歧蜕化为如我们今日在眼前所亲历的灭绝人性的野蛮屠杀!在其他邻近或遥远的省份,各党派之间的摩擦与仇恨同样极其激烈深重;然而在那些地方,却绝未曾发生如在此地天天上演的持续不断的疯狂暗杀与丧尽天良的残暴血案!
    首先,凌驾于世间一切权谋手腕之上,我们必须回归至高无上的正义律令与基督宗教的神圣伦理法度……
    应当开展最广泛的对等交换战俘与在押人质……应当对妇女与无辜孩童的脆弱生命保有起码的人道敬畏……倘若真诚渴望化解战俘与人质身上的仇恨,就应当切实付诸行动……必须坚决避免、或至少极大遏制战时血腥株连报复的蔓延。然而同样必须严肃唤醒的是:那些以鲁莽盲动的暗杀(这些暗杀对全局战事大局毫无实质战术益处)蓄意招惹敌军雷霆大屠杀、并将毫无责任的无辜平民家庭推向毁灭深渊的人士,必须对其良知承担起不可推卸的历史罪责!……缺乏经验的平民应当坚决远离并杜绝卷入任何政治是非漩涡,不参与任何关于政治的公开争论方为明智自保之道。政治在任何时候皆是一片危机四伏、充满陷阱的沼泽;在今日的大变局下尤甚。任何一步欠缺考量的盲动,哪怕是在无意识之间,皆可能对自己及无辜他人招致极其惨烈严酷的灭顶惩戒!
    最后,让我们所有人依据自身当尽的义务与所能发挥的微薄力量共同奔走,祈愿世间不再发生任何出于党派私怨的流血残杀。所有人皆在口口声声呼唤正义;然而仅仅把正义挂在嘴唇边缘是远远不够的,必须以端正的思想与公义的作为去践行正义,哪怕为此必须割舍自身的狭隘偏见与私人利益。正义绝不可能依靠个人的血腥复仇与党派的私刑清洗去达成……”
    宏观而言,尽管教士阶层对共产党人毫无好感,然而天主教教士、特别是那些同基层民众最紧密朝夕相处的底层堂区神甫的真实态度,除极个别孤立极端个案外(这些个案由于当时及战后被法西斯或反法西斯阵营出于宣传诉求大肆炒作放大而名噪一时),实际上对萨洛共和国同样毫无一丝一毫的好感。在这方面,萨洛政权在各层级上的狂热支持者所爆发的极度愤怒与仇恨反弹极具深意。不妨参阅战时被法西斯当局截获查扣的部分萨洛官兵及铁杆党徒致其家属的密信摘录:
    — (特雷维索省奥内迪丰特)“……上周日我便坚决拒绝去参加弥撒。今天为了陪母亲我勉强去了教堂,但在听到神甫那如出一辙的胡言乱语与充满居心的反动布道时,我气得简直当场窒息。究竟要等到何时当局才会下令封住这帮教士的臭嘴?!你们尽可想象在‘解放’后的罗马城,梵蒂冈那帮神棍教士正沉浸在何等不知廉耻的狂欢之中!《罗马观察家报》堂而皇之地天天刊登盟军的战报公报绝非偶然。然而在罗马他们爱怎么胡搞随他们的便,但教士们竟敢在我们眼皮子底下、在我们的防区搞这种见不得人的肮脏勾当,是可忍孰不可忍……”(1944年7月);
    — (科莫)“……令人痛心疾首的是,我们的教士在骨子里决绝敌视意大利社会共和国。我们这帮神甫简直令人作呕反胃;我敢打包票假使我们的塞尔焦知晓眼前发生的一切,他必定会怒发冲冠并到处布道要求推行政教分离。但请你坚信,基督最终必将严惩这帮败类,三国同盟必将赢得战争的终极胜利……”(1944年7月);
    — (科莫省蓬特基亚索)“……我们在展读你的来信的同时,正读到罗马沦陷的浩劫惨景,读到对我们那份诚挚、忠诚且基督徒式的意大利爱国信仰的无耻践踏——而这一亵渎竟出自我们原本绝无法想象的人之手!我们早已直觉体察到我们本土的教士向来在暗地里密谋反对我们,然而我们此前无论如何都不愿相信他们竟然会沾染如此卑劣的罪孽!为了爱与正义的崇高理想——这一从基督浩瀚光辉中破土萌生照亮人世的微弱光明——,恶魔的势力正在倾巢反扑,斗争正变得空前惨烈。这是一场并不诉诸枪炮火器、而是残酷争夺灵魂与良知的厮杀;以往深藏于暗处的杀人利刃如今已公然赤裸出鞘……直指领袖一个人与我们的党,且其凶残势头丝毫未曾倒退,正如当年背信弃义的叛徒国王在出逃时丝毫未曾顾忌他所重创的绝非某一个人、而是整个国家、全体人民、祖国的全部荣誉与一切至宝一样……”(1944年7月);
    — (曼托瓦)“……至高无上的全能天主在天之灵看得清清楚楚并自会安排公道,正如他把盘踞在梵蒂冈的那个流氓‘基督在世代表’的罪恶看得一清二楚一样。天主难道会永远纵容他得意下去吗?以天主的名义起誓,绝不可能,那个败类必须被彻底扫地出门!我必须就此打住,否则我整个人都要彻底气疯了……”(1944年9月);
    — (普拉)“……我们内部最令人生畏、最险恶致命的头号心腹大患,恰恰就是我们本国的教士阶层!正是这批神甫,从战争打响的第一天起,满嘴喷出的无非是要求热爱敌人,他们无休止地毒害我们母亲们的良知,到处散布猜忌与绝望!9月8日的亡国浩劫,除了巴多格里奥的无耻背叛之外,首要且核心的罪责全在教士阶层所长期推行的祸国殃民的瓦解与破坏勾当!假使世间尚存天理神明,假使真存天主的神圣正义,我们的教士阶层必将为其在我国人民身上所铸就的滔天罪孽付出血的沉痛代价……”(1944年9月)。
    (参见意大利武装力量部反谍局[SID]《查扣邮件审查通报》,第8及第10号情报通报,藏于 AUSSME, I-1, RSI, 武装力量部-SID, 卷宗59)。 

  192. 现有的大批一手权威解密史料(尤须参阅 P. L. PALLANTE, Il Partito comunista italiano e la questione nazionale 前引书,第83页及下数页;同作者,Trieste 1944-45, la politica dei comunisti italiani dopo la «svolta» jugoslava,载《当代史》,1987年12月号,第1491页及下数页;P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano 前引书,第437-438页;P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 前引书,第154、183及348页及下数页;L. LONGO, I centri dirigenti del Pci nella Resistenza 前引书,第401页及下数页;《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第I卷,第244页及下数页,第II卷,第296、311页,第III卷,第611页;R. TERZUOLO, Relations between the Communist parties of Italy and Yugoslavia, Stanford 1980; M. GALEAZZI, Togliatti e la questione giuliana, Trieste 1991;以及陆军总参谋部情报处:《摆脱纳粹法西斯压迫的意大利解放运动(1945年5月)》第IV部分附录,第19页及下数页,藏于 AUSSME, N-1-11, 二战历史日记,卷宗3020)无可辩驳地昭示:在抵抗运动期间,意共随时准备接受加里波第各旅在实战中在前期同斯洛文尼亚第9军‘协同作战’、在后期全盘彻底‘隶属于其军事指挥’;尤为关键的是,意共自始至终从未打算对自身早在1936年便正式白纸黑字承认的‘伊斯特拉与威尼斯朱利亚并入斯洛文尼亚之神圣权利’提出丝毫翻案置疑;而其在此议题上所表达的种种战术保留(诸如建议在战争结束后在威尼斯朱利亚建立一个独立国家,随后由该国‘自愿’申请加入南斯拉夫联邦),纯属彻头彻尾的实用障眼法——其唯一考量,不过是深恐其一旦公开承认并拥护南斯拉夫的吞并诉求,势必将在政治上同其他反法西斯政党爆发致命对立,势必将彻底扼杀威尼托大区游击运动破土萌芽的生机,并势必急剧加剧9月8日之后在的里雅斯特及邻近城镇的广大意大利平民(甚至包括广大意大利产业工人阶级)心头所普遍蔓延的对东方省份领土前途的深重恐慌,从而在全社会激起对游击队运动的同仇敌忾与深刻戒备。 

  193. 参见《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第III卷,第625页。 

  194. 关于共产党人自始便赋予政治委员制度的极端枢纽地位——政委必须时刻同军事指挥官平起平坐,专司推行“强力密集的政治思想教育启蒙”——,参见意共自1943年9月下旬起针对游击支队下达的建队最高训令,收录于《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第I卷,第102页;亦参见 S. FOLLONI, Commissariato e commissari nella guerra di liberazione a Reggio Emilia,载《历史研究》,1992年4月号,第5页及下数页;关于回忆录文献,参见 O. POPPI, Il commissario, Modena 1979。 

  195. 参见前引《大胆沉重打击德寇与法西斯》,全文转载于 L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第19页。 

  196. 参见 G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana 前引书,第93页。 

  197. 参见 G. PETRACCHI, «Intelligence» americana e partigiani sulla linea gotica, Foggia 1992, pp. 60-61。紧随这段沉痛控诉之后,德尔卡皮奥进一步披露道:
    “自1943年10月我代表本党在瓦尔迪瓦拉(Val di Vara)正式展开军事游击建组工作起,我的一举一动便处于严密跟踪监视之下。当我正式拉起游击武装编制后,一名暗探便被秘密掺沙子打入我的队伍,专司刺探我的行踪并向上级汇报警讯。另有一批异己分子被强行塞入我的组织,其接获的指令乃是到处散布失败主义流言;他们千方百计策动我的麾下官兵脱离队伍转投共产党游击编制。他们甚至竭尽所能去打探我们接收空投暗号的电文密码以及地面点火信号,其真实目的无非是企图将这批空投军火据为己有。
    关于空投物资,必须极其严肃地指出:大量明明是指名空投给我所属旅的军火给养,竟然在毫无任何授权的前提下被旁人强行中途截留侵吞;这起丑闻的罪魁祸首便是‘法乔’(Faccio),戈登·莱特少校(Gordon Lett)、科尔沃少校(Max Corvo)以及‘自由’特派使团完全随时准备出面作证证实这一点。在‘法乔’(现已阵亡)擅自侵吞的那批空投款项中,我的手下特工最终仅追回了区区二十万里拉:这笔资金随后被如数转交给了亲临战区的预定接收人科尔沃少校。
    在8月3日敌军发起的大规模梳篦式清剿扫荡中,扼守在我左右两翼的共产党部队竟然按兵不动、自始至终未曾打响一枪一弹,从而放任德军长驱直入直接扑向我旅驻守的防御阵地,迫使我不得不全盘推翻原定防御战线仓促改弦更张。
    而在随后的数日里,正当我旅在一部分具有崇高协同精神与袍泽之谊的共产党底层将士的配合作战下浴血阻击清剿之际,后者的政治领袖们却在后方弹冠相庆、大肆吹嘘‘正义与自由纵队’业已全军覆没的无稽流言;其领导核心不仅未曾出面辟谣这一纯属凭空捏造的谎言,反而将最卑劣下流的恶毒造谣中伤,全盘倾泻到了第一利古里亚师指挥官图尔基上校以及‘博亚’本人的头上”(第61页)。 

  198. 参见 G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana 前引书,第98页及下数页;然而博卡的评述主要适用于游击运动的底层基层组织,对领导决策高层而言则不尽然。盖因事实上,即便高层领袖(尤其是置身其中的行动党人领袖,鉴于帕里所执掌的显赫权位,抵抗运动的中央统帅权在极大程度上压在行动党人肩上)对共产党人采取了更为‘开明包容’与‘息事宁人’的妥协姿态;然而无可争辩的历史事实是——至少迟至1944年年中之前(盖因卡多尔纳将军被空投北方之后所引发的诸多连锁震荡中,便包括促成了帕里同隆哥的进一步政治抱团抱紧,两党领袖皆深恐自身政党哪怕丧失一丝一毫的话语权,深恐部队被剥夺政治党派属性)——,行动党高层曾屡次三番、甚至不惜爆发‘极端严峻而刺耳’的尖锐对抗(以至于多次被意共横加指责扣上观望主义的帽子),去极力遏制并反击共产党人的激进冒险倡议,反击意共企图全盘垄断、或至少重重制约抵抗运动最高军事指挥权的一系列权谋手腕(包括意共极力强推的大规模攻打大城市以建立短期孤立苏维埃式‘人民政权解放区’的激进冒险盲动——这些冒险最终皆以昙花一现的惨烈代价告终,并带来了极其恶劣的心理消极恶果,‘奥索拉共和国’惨剧堪称其中典型),同时坚决阻击意共企图将加里波第各旅以及行动爱国小组(GAP)凌驾于正规军事统帅部之上的企图。正因如此,对于帕里及其身旁最具责任担当的行动党核心幕僚而言,迫切需要约束并倒逼共产党人恪守更为严格的统帅部层级服从纪律。更遑论正如我们此前业已指出的,在威尼斯朱利亚与弗留利大区,双方围绕意共对待自身编制同南斯拉夫部队之从属关系的态度上所爆发的尖锐血腥冲突了。关于此议题,参见 G. Grassi 编:《走向人民政权:北意大利民解委档案文献集 1943-1946》(«Verso il governo del popolo». Atti e documenti del CLNAI 1943-1946), Milano 1977; G. Rochat 编:《自由志愿军团最高指挥部历史文献集(1944年6月-1945年4月)》, Milano 1972, pp. 511 sgg.; F. PARRI, Scritti 1915-1975 前引书,第556-557页;同作者,Memoriale sull'unità della Resistenza 前引书,第59页;L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale 前引书,第XXV页及下数页;R. CADORNA, La riscossa 前引书,第153页及下数页(尤见关于1944年下半年的论述);关于奥索拉河谷的典型惨剧,参见 H. BERGWITZ, Die Partisanen-republik Ossola 10 September bis zum 23 Oktober 1944, Bienfield 1974;关于蒙特菲奥里诺解放区,参见 E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino 前引书;关于弗留利解放区,参见 G. ANGELI - N. CANDOTTI, Carnia libera. La repubblica partigiana del Friuli (estate-autunno 1944), Udine 1971。
    至于共产党人在基层一线队伍中的行径,浩瀚的当代史学专著与档案出版物中充斥着揭露其狭隘宗派主义与两面派做派的无数旁证;然而迄今为止学界同样缺乏一部严肃中立的专题实证专著。若想深入体察此类恶劣行径在其他兄弟部队官兵心头所激起的极度愤懑与绝望心境,G. ZANDANO (La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli 1943-1945, Vercelli 1957, pp. 169 sgg.) 所披露的一份针对比埃拉地区真实局势的历史调研报告极具代表性,报告中直言不讳地写道:
    “绝大多数普通游击队员压根没有明确的政治导向。一般推测其大多倾向于社会党,但非政治化的市侩平民同样不计其数。面对这群浑浑噩噩的广大群众,共产党人充分开动其政党组织机器,对其施以符合自身党派利益的强行思想改造。一旦某名新兵跨入部队营地,他便立刻被送入老党员同志的包围圈之中;在那里,甚至在打响第一枪正规战术射击训练之前,他便被硬生生强行灌输了一整套关于无产阶级专政与全新社会正义的高头讲章。
    加里波第部队的所有指挥官要么本身就是共产党员,要么被迫火线入党:部队的实际大权牢牢掌握在政治委员手中,而非台面上的挂名军事指挥官。一旦某位指挥官在对党的绝对忠诚上稍显动摇动摇,便立刻被罢免撤换,或者被强行安插一名绝对靠得住的副指挥官或忠诚政委,以便对其行动实施全天候贴身监视控制。
    面对民族解放委员会的委员以及其他友军队伍的爱国志士,所有共产党人皆信誓旦旦地高调宣称其游击武装绝不具备任何政党属性,标榜自身同所有阵营皆保持着坦荡赤诚的亲密战友关系,唯一的指针就是驱逐德寇与法西斯。而这一套冠冕堂皇的说辞被他们无休止地挂在嘴边反复复读,其真实目的无非是用动听的话语去极力掩盖血淋淋的客观既成事实。
    在官方台面上,他们自称服从民族解放委员会的领导并极力利用其神圣光环;然而在骨子里,他们将民解委视作推行自身意识形态宣传的重大绊脚石,视作一个令人生厌的异己监督枷锁。在部队营房里,民解委长期沦为被大肆恶毒贬低咒骂的靶子;在诸多场合(诸如延误满足其苛刻勒索军饷要求、抑或是就其打家劫舍与滥施淫威提出严正戒勉训诫之际),民解委全体委员乃至具体委员个人曾公然遭到枪决肉体消灭的死亡恐吓。
    从所有共产党人——亦即民解委中的共产党代表、部队指挥官、各级政委等——的行止中,正如从他们在遭遇纳粹法西斯清剿扫荡或大兵压境时在战场上的退缩行止中,昭然若揭地表明:他们的唯一终极目标,乃是不择手段地拉起一支清一色的纯粹共产党铁血武装大军,以便在最有利的战略契机到来时,一举引爆全民族无产阶级的全面总暴动。
    他们在工人与雇佣劳动群众中的宣传动员极其狂热积极;他们处心积虑地将自身伪装为工人阶级的唯一神圣捍卫者以博取民心同情,依仗手中枪杆子的血腥威慑,向各大工矿企业工业资本家强行勒索逼签极其脱离实际、条件优渥到足以彻底摧毁整个工业正常运转的苛刻劳资合同。通过这一切既成事实,他们强行绑架了各级民族解放委员会的手脚,迫使民解委不得不为他们的既成事实予以背书追认。
    为了推进这一目标,他们甚至毫不犹豫地诉诸血腥武力,暗中处决枪杀一切胆敢阻挠反抗其意志的异己分子……
    共产党人的公开姿态显得无比高调民主;然而一旦占人口多数的公意站在其对立面,一旦武装部队牢牢落入其掌心,他们便立刻撕下画皮展现出不折不扣的极权专制本色;一切证据表明,只要他们一旦自认羽翼丰满,他们必将毫不犹豫地诉诸武力政变强行篡夺国家最高政权……” 

  199. 关于此议题,参见沦陷区意共领导机关1944年10月25日向下属各级党委拍发的第11号《政治最高训令》,收录于《抵抗运动中的加里波第旅:文献集》前引书,第II卷,第484页及下数页。 

  200. 努托·雷韦利(在抵抗运动初期其政治思想同行动党毫无瓜葛)所参加的游击支队堪称典型,雷韦利于1943年11月6日在日记中写道:“对于加林贝尔蒂游击支队,我们心头怀有极其强烈的猜忌防范,因为他们更多是在政治清谈层面而非在军事作战层面上折腾。在这个问题上,福斯蒂诺的看法同我们完全一致。
    我们既不愿同‘政客’同流合污,亦不愿盲从传统‘旧军人’。
    至于按照旧皇家陆军传统建制组建的博韦斯(Boves)支队,前期的最初联络接触全部碰壁流产,我们亦决不再去自讨没趣。博韦斯惨遭敌军焚城毁村的焦土惨剧、比萨尔塔山(Bisalta)的流血惨败,伴随着广大平民被推向屠刀下的灭顶绝境,铁证如山地昭示:‘博韦斯派’的建军方针全盘大错特错,在这场残酷战争中,任何业余轻率盲动皆必将付出最惨烈的血的沉重代价!
    我们的行动纲领无比明确清晰:严禁任何轻率盲动冒险,扎扎实实开展深层潜伏运作,怀抱极其清醒的远见:我们将注定在一场极其漫长而艰苦卓绝的残酷战争中浴血苦斗到底”(N. REVELLI, La guerra dei poveri, Torino 1962, p. 146)。 

  201. 尤须参阅 E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta 前引书; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia 前引书; L. MERCURI, 1943-1945. Gli Alleati e l'Italia, Napoli 1975; L. ROSSI, Gli Stati Uniti e la «provincia» italiana. 1943-1945. Politica ed economia secondo gli analisti del servizio segreto americano, Napoli 1990。 

  202. 意大利本国谍报机关在彼时的历史功能(关于该课题迄今依然缺乏任何严肃严谨的科学学术专著),若非长期遭到彻底无视,亦绝对受到了极度严重的严重低估。
    在历史现实中,早在刚刚仓皇南逃进驻布林迪西之际,巴多格里奥政府与最高统帅部便首开先河地将同北方抵抗运动建立秘密联络摆上了议事日程;这一举措既是为了在美英盟国面前邀功立勋,亦是在心头暗自期盼能够将游击运动置于自身的王权监护之下,赋予其纯粹正规军事属性并剔除一切政党政治色彩。在接获盟军首肯(盟军亲自指定了核心指挥干部)之后,军事情报局(SIM)于1943年10月正式重组建立,其第1科由阿格里福利奥上校统领,专门负责游击队运动,尤其是——正如梅塞元帅于1944年10月28日致博诺米信中所载——依照盟军旨意,‘在沦陷区意大利境内建立谍报情报小组网络,并协同开展反谍安全行动’。最初取得的一系列积极战果(首批秘密使命人员早在10月便已成功潜入北方敌后)促使盟军(实质上即英国人)正式批准扩大军事情报局的编制建制,并与其确立了某种合作机制,然而这种合作被严格框定在若干极度有限的战术业务领域。首要聚焦于战线后方的情报搜集,以及对随着战局推进而逐步解放之国土上的游击人员的处理安抚(解除武装、‘解甲退役’、转入民事吸纳、收缴隐匿武器枪支等)。至于向北方游击队伍提供大规模联络与军需空投补给方面,‘在最初向盟军进行密集交涉游说之后……盟军最高指挥部正式通报(1943年12月)……盟方[不仅]根本不具备足以支撑未来可能爆发之全面游击战庞大物资缺口的现成后勤体系……而且盟国压根没有任何意图或战略兴趣在意大利境内扶植武装起一支秘密地下大军。至多依据第1特种部队(Special Force n. 1)自身的专属职责范围,盟军倾向于针对个别战斗意志最为决绝、且在最契合盟军自身战役重大利益之战区作战的少数核心小组,象征性地实施若干空投特种物资(特别是破坏性器材)的微量补给’(引自军事情报局于1944年7月25日呈递最高统帅部关于1943年10月1日至1944年6月30日‘组织沦陷区意大利抵抗运动’的官方业务报告)。在上述严格设限的前提下,军事情报局(主要通过同英国特别行动执行处[SOE]紧密协同)在1943年10月至1945年4月期间,通过陆路穿透前线、海路渗透以及空中伞降,向前线后方成功派出了整整140批秘密特派使团(尤其在最初数月绝大多数清一色为意大利全权使团,其余为多国混合使团),并在1944年1月至1945年4月期间,向前线后方空投输送了整整1,958.65吨战时军需物资。
    参见意大利国防部-陆军参谋部历史处编:《陆军总参谋部推动解放运动发展的行动》前引书;AUSSME, I-3, 国防参谋部移交档案(最高统帅部与陆军总参谋部-二战),卷宗149第3分卷,及卷宗150第5分卷;同档案库,H-5, 陆军总参谋部-极密‘RR’级档案,卷宗40,第6分卷;总参谋部情报处:《摆脱纳粹法西斯压迫的意大利解放运动:1945年5月》前引文献;从上述权威绝密档案中,巴多格里奥与博诺米两届内阁对待抵抗运动的真实政治手腕亦得以淋漓尽致地呈现。 

  203. E. AGA ROSSI, La politica angloamericana verso la resistenza italiana 前引书,第49-50页。作为对阿加·罗西论断的确凿佐证,参见埃德加多·索尼奥(Edgardo Sogno)在其关于英国特工机关的深刻回忆录中所写道(E. SOGNO, Fuga da Brindisi e altri saggi. Un'interpretazione del secolo XX, Cuneo 1990, pp. 113-114):“在负责同意大利抵抗运动建立联络的英国驻军司令部与特工机关内部,尽管受制于战时大政策不可逾越的绝对框架,我清晰忆及自己至少体察到了三种截然不同的处事态度:其一,是那些直接负责监控并军援欧洲及意大利抵抗运动的专门机关,其特色在于对一线抵抗战士所背负的政治抱负与心理诉求怀有高度的袍泽同情与理解包容。这些机关将抵抗力量视作一种客观存在的民族现实,认为无论是予以扶持还是加以遏制,无论如何必须深入透视体察它以服务于共同反法西斯对德抗战的大局(如设在伯尔尼、卢加诺、布林迪西与罗马的第1特种部队各驻外办事处);其二,是英国秘密情报局(SIS/MI6)的官僚作派,其态度冷酷刻板、纯属公事公办,断然拒绝在衡量工作绩效时纳入除纯粹效率之外的任何感情因素,因而同任何道德或政治同情皆保持着十万八千里的距离(如罗斯伯里上校);其三,则是亚历山大大本营战区司令部、卡塞塔盟军联合最高统帅部以及盟军管制委员会内部的英国军界高级将领,他们对抵抗运动的一切政治诉求展现出病态的极度过敏反感,倾向于唯独从一线意大利志愿人员对盟军当前实战战役所能提供的直接、微观战术战果的角度,去冰冷地审视其全部活动(如亚历山大将军、威尔逊将军以及彼得斯少校)”。 

  204. 例如参见 W. CHURCHILL, In guerra. Discorsi pubblici e segreti, II 前引书,第172-173页(1944年9月28日演说)及第217页(1945年1月18日演说)。 

  205. 例如,执掌战略情报局(OSS)在意大利全部情报业务的艾伦·杜勒斯(Allen Dulles),正是凭借这套官僚说辞,冷酷地拒绝了雷蒙多·克拉韦里(Raimondo Craveri)的主动接洽——彼时克拉韦里正负责筹划组织北意大利民解委的南下秘密代表团,特意亲赴伯尔尼专程登门拜谒杜勒斯以恳请其对该倡议予以大力支持。“我的这趟登门造访,”克拉韦里在随后的11月18日向斯坎波里诺汇报时痛陈道,“最终无功而返交了白卷。甚至在谈及若干微观军事议题时,杜勒斯先生便开门见山声明自己肩负的职能纯属严格政治层面,断断不愿以任何方式介入涉及战火沦陷区意大利的任何具体军事事务。而关于南下代表团的行程,他更是含蓄委婉却清清楚楚地向我点明:协调敲定这趟行程的绝对专属特权归属于英国人而非美国人,并当面提醒我:在整个意大利战区,两位最高统帅威尔逊将军与亚历山大将军皆是不折不扣的英国职业将领”(R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti. La storia dell'ORI (1943-1945), Milano 1980, pp. 252-253)。 

  206. 关于英国外交部与美国国务院对待英国特别行动执行处(SOE)与美国战略情报局(OSS)呈递之机密通报的不同态度,参见 E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta 前引书,第199页。英国外交部对一线谍报线报给予了极高重视,并以此作为向丘吉尔建言献策并施加政治影响的核心杠杆;相反美国国务院对一线谍报却几乎不屑一顾,宁愿偏听偏信由美国本土那些对意大利真实国情一窍不通的御用知识分子所炮制的象牙塔理论报告,而这些报告充其量不过是依靠战略情报局‘研究分析处’(R&A)网罗的几位二流意裔大学教授和半吊子文人搜集整理的二手拼凑材料。参见 M. CORVO, The O.S.S. in Italy 1942-1945. A personal memoir, New York 1990, passim;关于更宏观的背景,参见 B. M. KATZ, Foreign Intelligence Research and Analysis in the Office of Strategic Services 1942-1945, Cambridge Mass. 1989。
    除此以外还必须指出的是:美国战略情报局驻意大利的人员编制(与英国SOE高度专业的职业素养形成惨烈对比)在极大程度上良莠不齐、充斥着东拼西凑的外行,大批人员是从美国本土意大利裔移民社群(且往往在暗地里同黑手党犯罪集团暗通款曲)、美国本土激进激进左翼圈子(甚至包括曾参加过西班牙内战的‘林肯旅’前激进老兵)、乃至单纯寻觅战火浪漫刺激的冒险家狂徒中临时拼凑网罗而来。这不仅解释了为何SOE同OSS之间往往爆发极其激烈的恶性内部摩擦,更解释了OSS在研判意大利客观政治时局走势时何以频繁犯下令人啼笑皆非的荒诞战略误判,何以其一线特工往往极易同那些在政治理念或情感共鸣上最投缘的一线特定派别轻率结为同盟并被牵着鼻子走。其所导致的灾难性后果:一方面,向其顶头上司以及向北方抵抗运动传递了一幅高度扭曲走样的虚妄虚假图景;另一方面,向同其建立接触的一线派别胡乱许下根本无法兑现的狂妄承诺。关于此议题,参见曾对意大利特工谍报界有一线切身体察的马克斯·萨尔瓦多里在评述 R. CRAVERI 前引专著时所发表的深刻书评,载《当代史》,1981年2月号,第180页及下数页。
    相反,英国SOE在选拔一线特派人员时要严苛审慎得多,其人员在整体素质上展现出远为卓越的专业主义操守。在其编制中,意大利本土人或‘意裔’人员相对极其稀少,然而皆展现出惊人的专业才干(M. 萨尔瓦多里堪称其中典范);更重要的是,其大批外籍骨干深谙意大利国情与语言文化,在战前便在亚平宁半岛拥有深厚的人脉网络与知心密友,这些社交资源在实战中为特工任务提供了极其巨大的便利。最后决不可忽视的是:非共产党反法西斯阵营、各级民解委乃至北意大利民解委的诸多风云领袖(莱奥·瓦利亚尼堪称典型代表),同这批英国情报精英(乃至在若干个案中同SOE机关本身)保持着牢固的个人金石私交。
    关于OSS与SOE在意大利的全部秘密情报行动,学界迄今同样缺乏一部严肃中立的科学学术专著。关于潜入北方的特派联络使命,参见 L. Mercuri 编:《盟国在意大利的情报、宣传、特派使命与特种作战》(Intelligence, propaganda, missioni e operazioni speciali degli Alleati in Italia), Roma 1979; R. Amedeo 编:《盟国特派团与皮埃蒙特抵抗运动中的自主独立游击编制》, Cuneo 1980; A. Migliari ‘Giorgio’ 编:《在抵抗与特工机关之间:米利亚里-SIMNI档案文献集》, Torino 1985; 《第1特种部队与意大利抵抗运动》(N° 1 Special Force and Italian resistence), Bologna 1990。此外在前引埃德加多·索尼奥的诸多已出版与未出版回忆录中,亦可觅得大量极具史料价值的第一手亲历评述。他对两大特工机关做出了如下极富洞见的比较定论:“在对待意大利抵抗运动的交往中,美国人展现出的心智手段通常远不如英国人那般深思熟虑、老谋深算。其在陆战与海外战略情报局(OSS)中的一线代表,绝大多数是急躁冒进、大大咧咧的意大利裔美国人,同英国人的内敛审慎、城府极深形成了鲜明对照;这批美裔特工极力公开挑动同英国情报机关的恶性竞争,挖空心思依托共同的拉丁文化血统同我们拉关系建立私人‘特殊关系’,甚至由于一种基于善意预设的幼稚道德偏见而非经过深思熟虑的理性政治研判,轻率盲目地对共产党人施以全盘彻底的信任”(E. SOGNO, Fuga da Brindisi 前引书,第114页)。
    由行动党外围领袖于1943年11月在南部发起成立的‘意大利抵抗组织’(ORI),同美国OSS建立了极紧密的挂靠同盟,并主要在中北部同具有相同政治倾向的游击圈子与组织建立了深度渗透网络。相反,主要由埃德加多·索尼奥亲手组建的地下武装组织(索尼奥于前一年12月随首批SOE伞降特派团空投敌后北方,并采用了‘弗朗基’[Franchi]这一著名化名战名),则同英国SOE建立了专属战略挂靠;该组织具备鲜明的自主军事独立编制本色,其行动宗旨除了一线暴力搏杀外,首要在于构建一套集中统一的高度专业化通信调度系统,统筹管理各特派团的无线电发报机网络,并协调盟军向各大游击编制的空中军火空投业务。关于ORI的历程,参见 R. CRAVERI 前引书;关于‘弗朗基’组织,参见 E. SOGNO, Guerra senza bandiera, Milano 1970²;以及同作者未刊手稿《‘弗朗基’组织史》(该手稿后以《弗朗基:一个游击组织的历史》[La Franchi. Storia di un'organizzazione partigiana], Bologna 1996 为题正式出版。编者注)。将上述两部专著对照参阅,对于透彻理解这两大倡议的本质悬殊(前者在本质上属于高度政党政治化的结晶,后者在本质上则属于纯粹实战行动派的产物)、理解两派背后所激荡的意识形态世界观分野、以及洞察这两种政治愿景在面对残酷现实时所展现出的截然相异的现实主义成色,具有无可替代的至高学术价值。关于E. 索尼奥其人,参见 L. GARIBALDI, L'altro italiano. Edgardo Sogno: Sessant'anni di antifascismo e di anticomunismo, Milano 1992。 

  207. 参见 W. CHURCHILL, In guerra 前引书,第II卷,第166页。 

  208. 参见 H. MACMILLAN, Diario di guerra. Il Mediterraneo dal 1943 al 1945, Bologna 1987, p. 627 (1944年6月7日日记); W. CHURCHILL, In guerra 前引书,第II卷,第191页(1944年9月28日)。 

  209. 参见 W. CHURCHILL, In guerra 前引书,第II卷,第218页(1945年1月18日)。 

  210. 参见 C. PAVONE, Una guerra civile 前引书,第171页。 

  211. 参见 W. CHURCHILL, In guerra 前引书,第II卷,第16-17页(1944年8月28日); H. MACMILLAN, Diario di guerra 前引书,第801-802页。 

  212. 正如雷蒙多·克拉韦里在其回忆录中所作出的极其精准客观的精辟论断(R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti 前引书,第12页):“历史实践经验昭示:单凭游击武装抵抗运动,断然不可能正面击溃一支训练有素的现代化正规正规军。然而,游击队却完全能够在数以十万平方公里的辽阔国土空间内,使占领军陷入无休止的神经紧绷、猝不及防的突袭威胁与致命危机之中,迫使敌军不得不抽调大批野战主力兵团到处撒网据守、甚至不得不强行从前线或战役休整轮换中拆借作战师团,并不得不耗费巨资维系极其庞大臃肿的专门卫戍警卫勤务部队。在任何一场游击战争中,占领军所遭受的武器装备与军用物资的无休止磨损消耗,同样构成了一笔令其不堪重负的惊人失血重负”。除此以外,若想对抵抗运动对盟军军事战役所作出的真实战术贡献进行完全定量的客观核算委实难如登天。关于此议题的初步学术探讨,参见 C. WINTERHALTER, L'efficienza della resistenza armata nell'Italia del 1943-45 secondo la valutazione nazista,载《复兴运动》(Il Risorgimento),1991年第1期,第55页及下数页。 

  213. 参见 F. W. DEAKIN, La Special Operations Executive e la lotta partigiana,载《第二次世界大战与抵抗运动中的意大利》前引书,第115-116页;M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia 前引书,第260页及下数页。 

  214. 特别行动执行处(SOE)意大利中央基地同活动于北方的各联络使团之间往来的密电电报,为盟军司令部所关切的情报信息的广阔范畴提供了一幅极具代表性的全景图。其范围涵盖了从与正在进行或筹划中的军事战役直接相关的战术情报,到关于失散潜伏的前盟军战俘及被击落飞行员机组的情报,直至更为尖端的尖端技术情报,例如关于“北方正在建造的双联鱼雷”的情报(1944年6月2日致“沙特”使团),以及关于“德意两国量产军用飞机的技术参数及其生产与维修厂址”的情报(1944年10月26日致“起飞/SIM 4”使团);参见陆军总参谋部历史处档案(AUSSME),H-2,游击队编制(Formazioni partigiane),卷宗25。 

  215. 参见埃德加多·索尼奥,《无幡之战》(E. SOGNO, Guerra senza bandiera),前引书,第393页及后。 

  216. 参见费鲁乔·帕里,《文集 1915—1975》(F. PARRI, Scritti 1915-1975),前引书,第137页及后。 

  217. 参见同上作者,《瑞士与意大利抵抗运动》(La Svizzera e la resistenza italiana),载于《意大利语瑞士》(Svizzera italiana),1947年11月—12月,第404页。 

  218. “我仅限于陈述与方才那位证人所指控者截然相反、完全相左的事实真相。实际上当时派出过大量使团,我可以说自南方派出的使团多达数百个,且均系由当时的陆军参谋长梅塞将军派遣。我可以证实,这些使团的成员百分之百全都是保王派分子。我怀着好感铭记其中某些人,因为他们是极佳的战斗同志,因此尽管当时大家联合在一起,但在潜在层面上他们是反共的。而英国使团则直接秉承丘吉尔所下达的具有保守主义心智的英国政策训令,因此遗憾的是,其中不少人对游击队运动毫无好感,我们之所以抱有猜忌,乃是因为丘吉尔支持保留君主制方案,而游击队员们构想的则是另一套方案……美国使团的思想则更为开放宽容,在某种意义上亦更加超脱,唯因如此,在美方使团中倒能发现非共产党人——天哪,当然不是共产党人——但属于左翼的人士;这些使团由大批身处南方并渴望为意大利自由而战的同志组成,他们为此接受伞降跳伞。所有这些人都是我们的朋友,我们从他们那里获得了巨大支援,且他们主要由我们的朋友组成,没有一个共产党人,而是从自由派到社会党人一应俱全的人士”(罗马特别巡回重罪法院,关于审理J. V. 博尔盖塞案,1948年12月6日庭审笔录)。 

  219. 参见G. 佩特拉基,《哥特防线上的美国“情报”与游击队》(G. PETRACCHI, «Intelligence» americana e partigiani sulla linea gotica),前引书,第6页及后;并更广泛地参见H. B. 皮克,《苏联间谍活动与战略情报局》(H. B. PEAKE, Soviet espionage and the Office of Strategic Services),收录于W. F. 金博尔主编,《解开束缚的美国:第二次世界大战与超级大国的崛起》(American unbound. World War II and the making of a super power),纽约1992年版,第107页及后,尤见第120页及后。 

  220. 参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第512页及后。 

  221. 从帕里对签字仪式的生动描摹中,这种屈辱感昭然若揭;他先是于1947年对此作了简要叙述(参见《瑞士与意大利抵抗运动》,前引书,第412页),继而于1949年作了更详尽的披露:“在大饭店的客厅里,一边是气势威严、庄严如罗马行省总督般高高在上的H. 梅特兰·威尔逊爵士(Sir W. [sic!] Maitland Wilson),另一边则是我们四个人。饮下一杯什么酒,寒暄数语,握一握手;接着便是签字。我心中暗忖,当英国总督们同俾路支斯坦或哈德拉毛的某位苏丹签署宗藩协议时,情形大约也不过如此吧;那股殖民威压的气息如出一辙”(F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第527页)。同样颇具深意的是,在返回米兰向北意大利民族解放委员会汇报罗马谈判成果时,帕里亦诉诸了完全相同的生动隐喻(“他们对待我们就像惯常对待汉志苏丹那样,并施舍给符合其身份的微末礼遇”)。参见L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》(L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma),前引书,第313页。 

  222. 参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第528页及后。 

  223. 参见同上书,第547页及后,尤见第557、561与563页。 

  224. F. 帕里,《关于抵抗运动统一性的备忘录》(F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza),前引书,第61页及后。关于北意大利民族解放委员会内部围绕《罗马协定》所展开的激烈辩论,尤其是涉及意大利中央政府正式承认北意大利民族解放委员会、授予其在北方的‘全权代理’、并要求其明确承诺严格遵守《长期停战协定》苛刻条款的部分,除参见帕里本人的论述(同上,第61页及后)以及北意大利民族解放委员会1945年1月12日的会议记录(收录于《走向人民政权》,前引书,第222页及后)之外,另参见L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》,前引书,第313页及后,该书极佳地传达了北意大利民族解放委员会大部分成员在面对协定时的复杂心境:“佩尔蒂尼极欲全盘拒绝接受该协定,盖因文中提及了1943年9月3日的停战协定,他极其正确地认定其屈辱责任决不能由任何一位反法西斯人士来背负[据帕里回忆,佩尔蒂尼当时曾勃然大怒道:‘我们凭什么有义务去签署一份由仓皇出逃的国王政府所达成的屈降协议?’]。然而断然拒绝便意味着与盟军战时合作关系的彻底破裂,从而给我们的军事行动带来难以估量的致命摧残。在上述严酷现实的逼迫之下,佩尔蒂尼亦最终隐忍接受了妥协,尽管他在形式上提出了严正保留。” 

  225. 关于在空投配给中搞歧视性筛选、优先保障独立自主部队,继而依序照顾社会党、天主教民主党、行动党部队,并蓄意冷落共产党队伍,甚至故意切断对‘政治性’部队空投的指责,早在抵抗运动如火如荼之际便已开始流传,最初主要见于共产党内部,但在一定程度上亦见于行动党阵营。战后这一论调不仅在个人回忆录中被广泛重拾(例如参见G. B. 斯图基,《归家去》,前引书,第395页),更被左翼史学界奉为圭臬。就连帕里本人,在最初如前所述声称不相信该说辞具备实据之后,到了1960年亦在一定程度上接受了这一观点:“加里波第派通常颗粒无收或所获极微;其余部队则或多或少听凭伞降无线电联络使团的心情好恶而定,唯独到了战争临近终局之时,随着战事推进,空投才呈现出另一种节奏”(参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第519与568页)。索尼奥与萨尔瓦多里两人均坚决否认曾存在任何旨在实行政治偏向歧视的最高指令。他们两人、尤其是萨尔瓦多里,将实际发生的不公歧视案例归咎于特别行动执行处(SOE)和战略情报局(OSS)派驻北方的个别盟军军官并未尽职维系与各‘派系’的平稳联络并促成协同行动,而是依凭其个人政治好恶,“倒向这一派或那一派”,从而偏袒照顾自身认为更顺眼的部队,牺牲其他队伍的利益。参见M. 萨尔瓦多里,《抵抗运动与盟军情报机构札记》(M. SALVADORI, Glosse sulla resistenza e i servizi segreti alleati),前引书,第351页。索尼奥在其未刊著作《“弗朗基”组织》中[现已出版为E. 索尼奥,《弗朗基组织》,前引书,第110页。编者注]更为直截了当:“在此期间,无论是我们自己,还是第1特别部队(Special Force),在申请与执行空投方面所遵循的准则绝非政治性的。共产党武装与行动党武装完全被置于与独立自主军事部队平等的地位受到考量,而任何事实上的先后优先级,完全取决于其战术战斗力与编制素质、投入盟军司令部所关注的作战行动的可行性、着陆场的地形状况是否适宜、地面接收信号标识的准确有效性、以及地中海战区用于意大利方向的特种运载机群调配额度。”最后,R. 卡多尔纳在《光复》(La riscossa,第181页)中仅简略写道:盟军“出于审慎的防范策略,倾向于优先供给非政治性的队伍”。 

  226. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》(P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati),前引书,第19页及后;C. 穆索,《游击外交》(C. MUSSO, Diplomazia partigiana),前引书,第25页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》(M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia),前引书,第132页及后。 

  227. 参见同上书,第139页及后。 

  228. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第30页及后;C. 穆索,《游击外交》,前引书,第30页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第134页及后;L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》,前引书,第93页及后、第113页及后;F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第514页及后;A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》(A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI),前引书,第67页及后。 

  229. 空中空投补给始于1944年1月;当时盟军尚未设立专项执行机构,且手头调配资源极为匮乏(至5月中旬,地中海战区可供调派执行‘特种任务’的运输机总计仅有134架,除意大利战区外,还必须兼顾法国南部、巴尔干半岛以及东欧战场的繁重运送),因而在1944年承担了对游击队支援绝大部分重任的特别行动执行处(SOE),必须首先从零开始着手组建这一空中补给航线体系(亦借助了军事情报局SIM的协助)。补给峰值出现在6月至7月(月均达到100至200吨)。在这两个月之后,运量出现显著回落(在8月至10月间,分配给意大利战区的补给额度仅为500吨,而划拨给南斯拉夫方向的则达1000吨之巨),直至1945年在美国的大力注入下才重现升势。这种运量骤减在很大程度上是由于先有法国南部登陆战役、继而有华沙起义的爆发,将预定的大量补给物资及运载机群抽调转向这些主战场(为了向华沙空投,特别任务部队折损了多达22架运输机)。在此背景之下,且充分考虑到除技术与气象恶劣等客观制约外,德军严密的地面封锁防范以及地面信标引导标识的缺陷,导致大批空投任务无法执行或屡次推迟(给翘首以盼的各游击支队造成了极大的失望与愤懑),且实际执行的出动架次中仅有61%获得成功;但亦必须指出,对空投运量最为集中的具体时期与地点的综合考察表明,盟军的空投通常遵循双重考量:即将物资规模(除用于实施破袭行动的烈性炸药外)严格控制在保障部队‘勉强存活’与‘维系存在’的底线水平上,以防刺激其进一步大规模扩编人员;而在盟军最高司令部认为亟需游击队实施直接战役协同的特定大兵团战役阶段(例如1944年夏季攻势),则不惜慷慨投放。然而问题并未就此终结,因为补给的实际流向(以及更甚的是空头口头承诺,这便解释了何以补给的迟迟不至或配额匮乏屡屡被游击队员归咎于盟军企图借德军之手将游击队借刀杀人的冷酷政治算计),在极大程度上取决于直接深入前线的各盟军联络使团——这些使团往往倾向于偏袒其所驻扎的特定部队,尤其是美方使团动辄大包大揽作出巨额承诺,随后却不得不遭到其所属司令部的大幅削减与平衡修正。总体参见E. 阿加·罗西,《战败中的意大利》(E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta),前引书,第213页及后、第432页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第199页及后、第247页及后;C. M. 伍兹,《第1特种部队》(C. M. WOODS, La n. 1 Special Force),收录于《第1特种部队与意大利抵抗运动》,前引书,第二卷,第45页及后。 

  230. 仰赖盟军的穿梭斡旋,游击队运动同瑞士当局之间此前谈不上融洽的关系——瑞士当局始终如履薄冰地维系着表面上严苛的中立地位,竭力避免向德军提供任何抗议借口(这尤其因为避难在提契诺州的若干反法西斯知名流亡人士动辄公开发表极端政治言论)——迅速实现了全面转圜,并具象化为真诚而富有实效的密切协作,尤其是与瑞士情报局(SIS)以及在该局内部专门掌管‘意大利方向’的圭多·布斯特利上尉(Capitano Guido Bustelli)之间。除却特殊个案(尤以在‘奥索拉共和国’期间布斯特利提供了至关重要的鼎力襄助为甚)之外,这种跨国合作为北意大利民族解放委员会和北方游击武装确保了一条贯通瑞士的制度化定期信使交通线,这无论在与特别行动执行处(SOE)及战略情报局(OSS)维系通信联络、接收后者划拨的财政资助款项、还是抢运掩护面临暴露捕杀危险的核心骨干出境避险方面,均具有极其宝贵非凡的战略价值。因此——至少就1943至1945年而言——人们尽可以借用布斯特利本人的断言:‘瑞士虽处于中立,但在某种意义上,它未放一枪一弹却深度参与了这场大战’。关于瑞士秘密情报机构援助意大利抵抗运动的专题研究目前尚匮乏纯学术性的专著;无论如何可参见G. 布斯特利,《意大利抵抗运动回忆录 1943—1945》(G. BUSTELLI, Ricordi della Resistenza italiana 1943-45),Cenobio 1966年版;同上作者,《一位情报军官的回忆(四)》(Memorie di un ufficiale informatore (IV)),载于《瑞士意大利语区军事杂志》(Rivista militare della Svizzera italiana),1984年9月—10月,第339页及后;另见F. 帕里,《瑞士与意大利抵抗运动》,前引书,第403页及后;A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第191页(文中对布斯特利的角色作出了极高评价,誉其为‘意大利抵抗运动伟大的瑞士功臣’)。 

  231. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第35页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第153页及后,尤见第181页及后。 

  232. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第83页及后。 

  233. 参见同上书,第99页及后。 

  234. 例如参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana),前引书,第208页及第234页及后;另参见C. 帕沃内,《一场内战》(C. PAVONE, Una guerra civile),前引书,第194页及后。 

  235. “你们协助取得如此辉煌成果的对德军彻底击溃如今已指日可待。因此亚历山大将军兹下达全新作战训令。请继续攻击一切军事目标、交通线及撤退德军的孤立残部。切勿,我重申切勿对发电厂水利设施造成不可修复的破坏,因平民受其害将远甚于德军。战后因器材匮乏数月之内根本无法修复。相反,务请竭尽所能保全此类设施,严防已然败亡的德军泄愤破坏。训令各游击支队将关键机器零件及备件安全隐匿,坚决阻截将技术专家与专业技工强行掳往德国。感谢你们的一切英勇协助,亚历山大将军”(陆军总参谋部历史处档案[文本残缺。编者注])。大体在同一时期,共产党人下达了在德军溃崩之际随时准备实行全境武装起义的通令(参见《抵抗运动中的加里波第旅》,前引书,第二卷,第74页及后),行动党人亦就光复后接管组织民政秩序颁发了详细指引(参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第149页及后)。 

  236. 参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第558页。 

  237. G. 博卡,《意大利游击史》(G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana),前引书,第515页。 

  238. 参见同上书,第516页。 

  239. 在一份关于1944年10月至11月皮埃蒙特军政局势的‘正义与自由’派报告中,就此问题可读到如下记载:“鉴于在平原开阔地唯有由十人至十五人组成的孤立小分队方能在相对安全的条件下实施活动,各大旅团必须化整为零,各小队被迫脱离司令部独自游弋达数日乃至数周之久。因此,此前曾充当极强凝聚力要素的‘政治性’集体归属感(尤其对‘正义与自由’派而言)显著削弱,并催生出一种我宁愿称之为冒险体育式的、唯恐沦为法西斯行动队(squadristica)式的危险心态:一种轻举妄动、不择手段的冒险习气;这虽非普遍现象,因为确实存在运转极佳、配有政治委员、甚至在迄今与世隔绝的农村地带开展深入政治宣传的精干突击破袭小队。然而,纯粹打家劫舍的匪盗行径却以令人警惕的惊人速度迅速激增”(《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第203页)。 

  240. 参见同上书,第246页。 

  241. 参见《抵抗运动中的加里波第旅》,前引书,第三卷,第166页及后。 

  242. “疑窦钻入了众多人的心扉,侵蚀、腐蚀并瓦解了斗志。出现了背信变节与逃亡倒戈。有些人认定,与其无私无畏地浴血拼杀,不如采取敌人的作风,纵容肆意劫掠以便为自身未来积攒私房横财”(A. 特拉布基,《败者永远理亏》[A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto],前引书,第117页及后)。 

  243. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》,前引书,第423页。 

  244. 参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第563页。 

  245. 参见R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第222页。 

  246. 摩擦乃至于真正的自相残杀武装火并历来未曾断绝。然而在夏季各月份中,随着‘游击队员数量的急剧激增与活动环境的极度饱和’,此类事件显著激增。“通常是加里波第派率先对其他编制挑起攻势,首当其冲的是那些因没有政党撑腰而显得更容易被吞并霸凌的独立自主支队,继而亦波及‘正义与自由’派。其手段十分简单:先在竞争对手编制内部物色并纠集一批持不同政见的反叛者,先成立一个小分队,随后通过不断充实新兵源将其升格拔高为更高级别的建制部队。由此一来,不同派系的队伍交叉盘踞在同一片领土上,不仅加剧了擦枪走火的冲突危险,更使得上级司令部在作战阶段的战役协同变得异常艰巨。此外,在各大上级联合指挥部(防区、山谷等)的组建上更是难上加难,因为在这些指挥部中各编制本应按照其实际兵员规模按比例获得代表席位。而鉴于在敌人惨烈拉网清剿之后各编制的实际战力处于剧烈动荡变化之中,这种协调便显得尤为棘手”(R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第154页及后)。在严冬腊月,随着补给筹措困境进一步恶化,以及大批部队有效兵员锐减,此类火并冲突的频次更是大幅暴增。 

  247. 参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第201页及后,尤见第204页及后。 

  248. 内阁总理府于1946年7月派往北方实地考察法制与税收现状并与北意大利民族解放委员会进行磋商的代表团(成员包括A. C. 耶莫洛、A. 加拉米尼、E. 坎贝尔)在结案报告中得出的审视结论极具启发意义:“我们在群众中丝毫未曾感受到任何希望——代表团成员在总结报告中写道——赋予北意大利民族解放委员会或各级解放委员会昔日所颁法令以法定法律效力的意愿。”对于绝大多数民众而言,那些战时应急法令早已彻底“过时作废”。参见中央国家档案馆(ACS),内阁总理府,办公厅,1948—1950年,卷宗1.1.26/13504,分卷9。 

  249. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana),前引书,第220页。 

  250. 参见同上书。 

  251. 北意大利民族解放委员会针对北方五大核心工业城市所作的初步接管蓝图,清晰展示在下述表格之中;该表系统汇集了1945年2月20日五大组成政党就夺取政权关头核心军政公职分配所达成的原则性初步协议(参见《走向人民政权》,前引书,第270页及后):

    职务 米兰 都灵 热那亚 博洛尼亚 威尼斯
    省长(Prefetto) 行动党(Pd'A) 自由党(Pli)或社会党(Psiup) 社会党(Psiup)或自由党(Pli) 社会党(Psiup) 行动党(Pd'A)
    副省长(Vice prefetto) 自由党(Pli) 社会党(Psiup)或自由党(Pli) 行动党(Pd'A) 自由党(Pli) 天民党(Dc)
    警察厅长(Questore) 自由党(Pli) 行动党(Pd'A) 共产党(Pci) 行动党(Pd'A) 社会党(Psiup)
    市长(Sindaco) 社会党(Psiup) 共产党(Pci) 自由党(Pli)或社会党(Psiup) 共产党(Pci) 天民党(Dc)
    副市长(Vice sindaco) 共产党或自由党或天民党 社会党或行动党或天民党 共产党或行动党或天民党 社会党或行动党或天民党 社会党或行动党或共产党
    民族解放委员会主席 共产党(Pci) 行动党(Pd'A) 自由党(Pli)或社会党(Psiup) 天民党(Dc) 行动党(Pd'A)
    省代表团议长 天民党(Dc) 天民党(Dc) 天民党(Dc) 天民党(Dc) 自由党(Pli)
    经济委员会主席 自由党(Pli) 天民党(Dc) 社会党(Psiup) 自由党(Pli) 共产党(Pci)

    遗憾的是,关于中小城镇的数据目前付之阙如。唯一可供查阅的档案数据关涉皮埃蒙特各公社(comunali)的民族解放委员会。无论如何,这些数据具备极其重大的指标性历史价值:这不仅是因为光复伊始正是通过这些基层解放委员会,各大政党才得以深度介入地方政治与行政运转;同时亦为评估各政党之间的实力对比提供了一个极佳的初步坐标,这一对比在各大都会高级官职的政治妥协分配中往往被掩盖;此外,在各大都会中‘五党平权均分’的原则体现得远较中下层更为机械僵硬;且共产党人为了避免招致盟军过于激烈的弹压反扑,在各大都市中主动放弃了省长、副省长职务,且除热那亚外一概退出了警察厅长的争夺。参见B. 索贾,《政治体制与民族解放委员会》(B. SOGGIA, Sistema politico e Comitati di liberazione nazionale),前引书,第130页及后。 

  252. L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》(L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma),前引书,第201页及后。 

  253. 参见同上书,第298页。 

  254. “在具体的行动事实中,意大利的一切政治力量都将暴露出其骨子里的真实嘴脸。众所周知,社会党人正在就这种历史前景展开激烈内讧,他们分裂为倾向于仅局限于维系社会常态秩序的最低纲领派(minimalisti),以及企图借机一举宣告建立无产阶级社会主义共和国的最高纲领派(massimalisti)。共产党人面对这种变局究竟心怀何种盘算,对所有人而言皆是一个谜。自由党人与天主教民主党人则必定倒向社会党最低纲领派的立场。我们行动党的历史天职,便是在这两大极端之间充当最高仲裁者。过渡真空期将极大有利于人民自治政权的生长;因此必须热切期盼它的降临,更必须千方百计确保其成为现实”(同上书,第201页)。 

  255. 关于陶里亚蒂与抵抗运动,参见G. 博卡,《帕尔米罗·陶里亚蒂》(G. BOCCA, Palmiro Togliatti),巴里1973年版,第361页及后,尤见第376页及后。 

  256. 参见F. 帕里,《关于抵抗运动统一性的备忘录》(F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza),前引书,第60页。 

  257. 关于卡多尔纳的生平人格与思想政治立场,参见M. 布里尼奥利为R. 卡多尔纳《光复》(La riscossa)所撰写的序言;以及M. 布里尼奥利,《拉斐尔·卡多尔纳(1889—1973)》(Raffaele Cadorna (1889-1973)),罗马1981年版。 

  258. 在南方民族解放总委员会成员中,最初提议由卡多尔纳出任统帅者据信是里卡尔多·鲍尔。参见R. 鲍尔,《我之所为:三十年的斗争与回忆》(R. BAUER, Quel che ho fatto. Trent'anni di lotta e di ricordi),巴里1986年版,第197页。 

  259. 在巴多格里奥执政期间,北意大利民族解放委员会始终断然拒绝同意大利军政官方机构发生任何瓜葛。1943年底,罗马地下秘密军事阵线总指挥蒙泰泽莫洛上校(Montezemolo)曾提议任命卡洛·德拉戈将军(Carlo Drago)为游击武装总司令,但该提议被委员会束之高阁(参见F. 卡塔拉诺,《北意大利民族解放委员会史》,前引书,第81页)。1944年3月底,天主教界人士巴拉多雷·帕利埃里教授(Balladore Pallieri)自米兰向军事情报局(SIM)转达了一项请求,敦促向北意大利民族解放委员会派驻一名‘盟军正式代表’,以便彻底终结‘自称是盟军特工并向委员会索取情报的闲杂人等、以及自行联络孤立个体而非联络委员会指定合法代表的伞降人员’所造成的混乱局面。然而这一请求同样被束之高阁。军事情报局搁置该案,是因为深知各民族解放委员会决不愿同最高统帅部及其他‘巴多格里奥分子’权威发生接触;而特别行动执行处(SOE)搁置该案,则极可能是为了避免向委员会派遣盟军特使会被北意大利民族解放委员会过度解读为盟国对其政权地位的某种变相承认(参见陆军总参谋部历史处档案[文本残缺。编者注])。 

  260. 关于这一争端的全盘脉络,参见《走向人民政权》,前引书,第127页及后、第131、137、138、140页及后;F. 卡塔拉诺,《北意大利民族解放委员会史》,前引书,第205页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第219页及后。 

  261. 参见F. 帕里,《文集 1915—1975》,前引书,第522页。 

  262. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第115页。 

  263. “任命卡多尔纳将军这一决断,”R. 克拉韦里在致斯坎波里诺的信中写道,“绝不能被曲解为对意大利抵抗运动崇高政治导向与精神火种的放弃。意大利抵抗运动体现为一场具有崇高政治性——亦即鲜明反法西斯与反纳粹性——的宏伟人民武装运动。这是一桩不可磨灭的铁的事实。之所以延揽卡多尔纳将军出任统帅,核心动因在于民族解放委员会极欲向盟国提供一道政治保证,证明游击队运动背后绝无任何不可告人的叵测居心。其次,卡多尔纳将军出任总司令的崇高军人形象、以及由这项任命在军事层面所衍生的一切有利后果,不可避免地将在政治层面上反向极大抬升并强化民族解放委员会在英美盟军面前的政治分量与发言权”(R. 克拉韦里,《意大利战役与秘密情报机构》,前引书,第248页及后)。 

  264. 参见F. 帕里,《关于抵抗运动统一性的备忘录》,前引书,第60页。在E. 索尼奥看来(《无幡之战》,前引书,第397页及后),统帅权的实际行使在极大程度上取决于同各地区指挥部及一线作战旅团之间是否建立起畅通高效的联络动线。正是在这一关键节点上,自由志愿军团总司令部内部爆发了尖锐冲突与重重阻难;与地方基层所发生的实态截然相反,总司令部在中央层面上始终对北意大利民族解放委员会保持着傲然的凌驾地位,以至于各大武装派系的整编联合‘绝不意味着指挥大权真正集中于一位行伍总司令一身,而仅仅体现为搭建起一个名为自由志愿军团总司令部的统战性质的政治性合议机构’。“卡多尔纳将军的处境从一开始便由此显得步履维艰。事实上,将军凭借其个人的崇高声望以及在正规军等级序列中的显赫地位,固然轻而易举便赢得了各大纯军事或独立自主武装支队的效忠服从,但在面对另外两大主要由政党直接操控的政治性武装集群——即分别由隆戈与帕里直接把持统帅的加里波第旅与‘正义与自由’旅——之时,却迎面撞上了坚硬冰冷的顽强抗拒壁垒。”索尼奥在此处特意指出,正是其所属的‘弗朗基’组织竭尽全力在中央统帅部同地方基层支队之间架设起实效性的联络动线。
    索尼奥历来是力主派遣卡多尔纳北上的铁杆拥趸。1944年7月,当他秘密南下向特别行动执行处与军事情报局汇报北方局势之际,曾亲自向博诺米政府呈递了一封由丹特·科达(Dante Coda)、朱斯蒂诺·阿尔佩萨尼(Giustino Arpesani,二人皆为自由党人)及阿基莱·马拉扎(Achille Marazza,天民党人)共同签署的密信,信中强烈恳求正式由盟军最高司令部与博诺米内阁联合向卡多尔纳颁发‘自由志愿军团军事总司令’的‘明确’全权任命委任状(参见E. 索尼奥,《“弗朗基”组织》,前引书,第七章[现收录于E. 索尼奥,《弗朗基组织》,前引书,第233页及后。编者注])。索尼奥北返之后,在北意大利民族解放委员会最高会议上继续激辩捍卫该主张。在他日后自瑞士呈报给军事情报局的《1944年8月20日至10月25日活动总结报告》中可读到如下记录:“8月23日我转赴米兰,向北意大利民族解放委员会作了关于南方之行的全盘详尽汇报,并应邀就意大利政府及盟国关于将统一军事统帅权授予卡多尔纳将军一事的立场作了正式陈述。我明确指出,派遣卡多尔纳将军旨在为意大利游击战士确立一位兼具正规军人与开明政治家双重品格的崇高统帅,从而对纯军事武装编制与政党政治武装队伍皆能行使无可置疑的统帅权威与深远影响。我同时宣读了陆军部长卡萨蒂阁下致我的一封亲笔信,以便彻底澄清北意大利民族解放委员会、意大利中央政府同英美盟国在这一争端问题上的各自原则立场。然而,鉴于共产党、社会党与行动党的联手抵制,委员会内部根本不可能达成共识将游击武装的独家最高指挥全权授予将军。将军最终仅仅被吸纳进总指挥部充当军事技术顾问,其表决权同五大党派代表平权并列。鉴于我深信极有必要推进游击队运动的深层统一,且深信极有必要为该运动确立一位在法理与形式上皆能象征这种团结一统的最高统帅,我当场毫不含糊地严正声明:委员会所炮制的这一折中方案绝不符合意大利政府与盟国的真诚初衷与殷切期盼,并保留采取一切直接行动促成其修正推翻的权利”(陆军总参谋部历史处档案,H-2,游击队编制,卷宗26)。 

  265. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第123页及后;国防部陆军总参谋部历史处,《陆军总参谋部推进解放运动之作为》,前引书,第32页及后;R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第93页及后及各处;P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,各处;F. 卡塔拉诺,《北意大利民族解放委员会史》,前引书,第207页及后及各处;E. 阿加·罗西,《战败中的意大利》,前引书,第218页及后、第418页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第234页及后、第348页及后。 

  266. 参见1944年8月上旬麦卡弗里致皮佐尼函,收录于P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第95页;并更全面地参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第229页及后。 

  267. 参见A. 蒙泰马吉,《哥特防线攻势:1944年秋》(A. MONTEMAGGI, L'offensiva della linea gotica: autunno 1944),伊莫拉1984年版;同上作者,《里米尼与圣马力诺 1944:黄线之战》(Rimini San Marino '44. La battaglia della linea gialla),里米尼1983年版;同上作者,《萨维尼亚诺 1944:从卢比孔河到博洛尼亚》(Savignano 1944. Dal Rubicone a Bologna),里米尼1985年版;《1944年哥特防线》,前引书。 

  268. 最精辟洞悉英国真实立场者当属M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第237页及后:“事实上,”他写道,“英国人的真实意图绝非仅仅停留在促成卡多尔纳的空头任命上。对他们而言,一项被强加的、纯粹浮于表面形式而缺乏实质统帅权的空头决议毫无实用价值。此外,卡多尔纳的任命绝不能被用来确立抵抗运动脱离盟军战略指令的自主性,更不可被用来坐实意大利中央政府统领游击战争的最高主权。卡多尔纳出任统帅要想完全契合大英帝国的战略诉求,必须建立在北意大利民族解放委员会全体政党尽可能真诚的政治共识基石之上,从而赋予将军以绝非空头花架子的实权,且必须在这样一项总体政治框架内达成:即既确保北意大利民族解放委员会绝不对立挑衅合法的意大利中央政府,又确保游击武装运动绝对从属于地中海盟军最高统帅的战略训令。在等待上述全部政治条件水到渠成之际,英国人极度警惕谨慎,严防事态过早滑向草率仓促、残缺不全且权责模糊的早产妥协方案;正因如此,英国人拒绝正式承认6月19日组建的总指挥部的法定职能,并拒绝在官方层面上公开为卡多尔纳撑腰背书。” 

  269. 盟国方面从未停歇过反复重申的核心戒律包括:a) 游击队运动必须严格恪守其战术使命:即通过破袭与小分队游击战袭扰掐断德军后方交通补给线,突袭德军指挥机构与军事要塞设施,并在盟军主力实施决定性突破的关键关头,死死阻遏截断德军兵团的撤退动线,以便英美大军能追歼并彻底合围歼灭敌军主力;b) 要完成上述破袭战术使命,所需的是由受过高度特种作战训练与全副武装人员组成的精干小型分队,而绝非成建制的庞大‘正规军’;c) 一切物资装备与军火空投的申请,必须完全严格锚定上述破袭战术指标来编制核发。关于最后这一点,第1特种部队(Special Force)在卡多尔纳受命启程北上之际向其下达的训令中明确警示:“我们此前早已向被认为有能力协助摧毁在意外国德军兵团的一切抵抗组织提供了大量军援——且未来仍将不遗余力予以保障。兹在此以最坚决的态度严正重申:只要北意大利境内的任何组织证明自身具备反抗德军的突击战力并决意付诸行动,该组织的政治派系色彩我们概不过问。然而我们同样以最坚决的态度严正警告:一旦发现任何政治派系倾向胆敢干预阻碍构成了盟军对意进攻战役不可分割组成部分的军事组织与战役作战规划,盟军最高大本营将立即彻底切断一切军事与后勤援助”(P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第125页及后)。 

  270. 参见陆军总参谋部历史处档案(AUSSME),H-2,游击队编制,卷宗25,军事情报局致陆军参谋长关于拉斐尔·卡多尔纳将军职权划分问题的绝密备忘录,布林迪西,1944年11月6日。 

  271. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第102页及后、第169页及后;L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》,前引书,第298页及后;C. R. S. 哈里斯,《盟国在意大利的军政管理(1943—1945)》(C. R. S. HARRIS, Allied Military Administration in Italy (1943-1945)),伦敦1957年版,第265页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第240页及后。 

  272. 参见L. 瓦利亚尼,《条条道路通罗马》,前引书,第257页。 

  273. 参见R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第133页及后。 

  274. 参见同上书,第210页。 

  275. 关于“卡多尔纳事件”这一第二发展阶段的全局脉络,参见《走向人民政权》,前引书,第237页及后、第274页及后;P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第285页及后;R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第187页及后、第235页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第339页及后。 

  276. 关于南方使团的详细历史,首当其冲参见E. 索尼奥,《逃离布林迪西》(E. SOGNO, Fuga da Brindisi),前引书,第110页及后;另参见F. 卡塔拉诺,《北意大利民族解放委员会南方使团》,载于《意大利解放运动》,1955年5月,第3页及后;同上作者,《北意大利民族解放委员会史》,前引书,第326页及后;M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第275页及后;P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第167页及后;P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,第788页及后;R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第181页及后、第370页及后。关于该使团在盟国与博诺米政府之间引发的外交震荡,参见《意大利外交文件集》(DDI),第十系列,第二卷,第28、35页及后、第71与74页。
    《罗马协定》的核心条文全貌具象化体现于12月7日的《备忘录》之中:
    “1. 地中海盟军最高统帅热切期盼在抵抗运动内部各作战要素之间达成并恪守最高程度的军事协作。北意大利民族解放委员会(CLNAI)必须确立并维系此种协作,并同等负责汇聚整合投身于抵抗运动的一切武装力量,无论其系民族解放委员会所属反法西斯各政党之成员,抑或归属于其他反法西斯组织。
    2. 在敌军占领期间,自由志愿军团总司令部(即当前北意大利民族解放委员会军事司令部)将全权代表北意大利民族解放委员会,在盟军最高统帅的权威统辖下,坚决执行意大利盟军(AAI)最高总司令下达的一切战役训令。盟军最高统帅的核心普遍意愿,乃是敦促游击队特别聚焦采取一切可能手段,切实捍卫当地经济资源免遭敌军焚毁、爆破及类似血腥破坏镇压。
    3. 自由志愿军团总司令部(即当前北意大利民族解放委员会军事司令部)的行伍军事主官,必须由一位深得意大利盟军(AAI)最高总司令信任与认可的高级军官出任,受盟军最高统帅之最高统辖。
    4. 一旦敌军自迄今占领之领土实施溃退,北意大利民族解放委员会必须倾尽全力维护法律与社会治安,并继续肩负捍卫国家经济资产的崇高职责,直至盟国军政府(AMGOT)正式进驻接管之时为止。
    在盟国军政府正式进驻接管之当下,北意大利民族解放委员会必须公开正式承认盟国军政府,并向该军政府无条件交卸其此前代行的一切地方政权及公共行政职权。一旦敌军败退,身处光复国土之上的自由志愿军团总司令部全体成员,必须在盟军最高统帅的绝对统辖下直接服从意大利盟军(AAI)最高总司令的军令统率,并严格恪守该总司令或由盟国军政府代其下达的一切政令,在接到勒令通知之际无条件执行就地复员遣散与如数缴械交出武器之义务。
    5. 在北意大利敌军占领期间,盟军将向北意大利民族解放委员会连同一切其他反法西斯组织提供最大限度的战时援助,以保障其在沦陷区同敌寇殊死血战的战士之生存必需;依据盟军最高统帅之训令,每月将拨付最高不超过一亿六千万里拉的战时资助款项,以充实北意大利民族解放委员会及一切其他反法西斯组织之开销用度。
    在盟军最高统帅的绝对统御下、置于意大利盟军(AAI)最高总司令的全局统筹监控之下,上述巨款将按照下述分配定额划拨至各大行政防区,充作对各防区内部全体反法西斯组织之援助金:

    利古里亚:2000万里拉
    皮埃蒙特:6000万里拉
    伦巴第:2500万里拉
    艾米利亚:2000万里拉
    威尼托:3500万里拉

    上述总金额及划拨配额得依据前线战局之发展实态随时予以浮动调整:一旦某省获得完全解放光复,最高援助总限额将按比例即时予以扣减核减。
    6. 派驻北意大利民族解放委员会、自由志愿军团总司令部或其任何组成机关的盟军联络使团,凡涉及武装抵抗、防爆防破坏行动及维系治安之一切军机要务,皆必须事先接受上述机构的详尽咨询磋商。由意大利盟军(AAI)最高总司令在盟军最高统帅权威下颁布、并通过联络使团代为传达的一切作战训令,北意大利民族解放委员会、自由志愿军团总司令部及其全体成员必须绝对无条件予以执行。” 

  277. P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第171页。 

  278. 关于自1944年8月至9月起展开的此类政治行动的初步全景总览,参见《走向人民政权》,前引书;《自由志愿军团总司令部文献集》,前引书;《抵抗运动中的加里波第旅》,前引书。 

  279. E. 索尼奥,《逃离布林迪西》,前引书,第131页。 

  280. H. 麦克米伦,《和平与战争二十年:回忆录 1923—1945》(H. MACMILLAN, Vent'anni di pace e di guerra. Memorie 1923-1945),米兰1969年版,第662页及后。 

  281. 参见B. 阿尔奇迪亚科诺,《英国与意大利的“共产主义威胁”:一种战略感知的孕育、诞生与初步演进(1943—1945)》(B. ARCIDIACONO, La Gran Bretagna e il «pericolo comunista» in Italia: gestazione, nascita e primo sviluppo di una percezione (1943-1945)),载于《国际关系史》(Storia delle relazioni internazionali),1985年第1期与第2期,第29页及后、第239页及后。我们关于直至《罗马协定》为止英国对意政策这一维度的历史重构,完全奠基于该学者的精湛专题研究,文中的原始档案引文亦悉数转引自该文。 

  282. 参见E. 索尼奥,《逃离布林迪西》,前引书,第121页。 

  283. 参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第276页及后。 

  284. 参见R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第189页(1944年11月中旬备忘录);E. 阿加·罗西,《战败中的意大利》,前引书,第418页及后(1945年1月15日信函)。 

  285. “这项于1945年2月4日正式出台的训令,乃是1月份针对意大利抵抗运动政策开展广泛全盘大反思的直接结晶;这项反思在很大程度上源于亚历山大参谋长哈丁将军的提议——哈丁敦促评估任命两名正规陆军高级将校分别协调意大利西北部与东北部游击活动的客观必要性,并敦促探寻一套最为契合全局大战略诉求的向爱国志士空投战时物资的新体制。各方就意大利抵抗运动迄今斩获的战果、其未来的演化走势、以及盟军在共产主义问题日趋严峻的阴影下所必须作出的战略抉择,编纂了一系列详尽的专题分析报告。在共产主义威胁这一核心症结上,第1特种部队基于其前线联络官的实地密报及卡多尔纳将军递交的绝密备忘录,编纂了一份分量极重的专门档案:这些材料确凿无疑地证实‘掌控共产党游击支队的大头目们,正在紧锣密鼓地密谋策划在德军被盟军彻底逐出之际,以武力强行攫取国家政权’;在未出现如此惊悚警讯的区域,亦昭然若揭地表明共产党人正在开展疯狂的深层政治渗透,甚至动辄诉诸野蛮血腥的下作手段,屡屡与其他友军部队爆发火并纠纷,严重损害了反击德寇的共同战争大局。至于共产党武装的这些恶性行径究竟是直接源自党中央的最高指令,抑或仅仅是前线个别独立指挥官的任意妄为,盟军在当时尚难定论。面对如此严峻的图景,摆在盟军面前的有四种战略抉择:其一,彻底无视其政治内涵,萧规曹随继续推行现存政策,凡有能力接收空投的队伍一律无差别供给;其二,专门且仅仅供给非共产党武装支队,且唯独在非党派队伍中派驻无线电联络组(前提是这些技术人员‘自身绝非共产党人,亦非容易遭受共产主义思想俘获洗脑的非政治性软骨头’);其三,全盘大幅压缩对游击队的一切补给品类;其四,‘将空投重点集中于特种爆破器材、燃烧器材、高腰作战靴、冬装被服、口粮给养以及纯粹防御性轻武器,并向游击武装颁发死命令,勒令其战役行动严格局限于敌后破袭作业以及反破坏保卫战范畴之内’。报告最终极力推重第四种战略路线,该路线唯一的战术弊端,乃是彻底断绝了利用游击兵团直接战术协同支援盟军正规兵团战役攻势的可能性;然而在报告的前文论述中,早已明确断言鉴于意大利抵抗运动内部的四分五裂门户林立以及在秋冬严寒扫荡中所遭受的惨烈摧残,它无论如何也早已不复具备充当战术协同突击力量的客观资本。第1特种部队递交的另一份评估报告亦得出了完全相同的冰冷结论,该报告重申了对游击队实施大规模战役集结利用的否定判断,但同时极力强调维持该运动在数量规模上的客观战略价值,指出‘必须设法确保游击运动在人员规模上维持持续扩张势头,从而仅凭其兵员数量的客观存在,便足以将大批敌军主力牢牢牵制在后方’。在重申推行公开歧视排挤共产党人的战略路线在技术上绝无可行性、在政治上亦极度不可取之后,最佳的折中抉择在此同样表现为将补给品类实施精细化多元分流,并把战术重心绝对钉死在破袭与反破坏战役之上。
    盟军作战处(G-3)从自身职能出发对意大利抵抗运动的战果作了独立清算评估,给出了大体正面积极、但附带若干重大保留的严峻结论。报告尖锐指出:‘大体而言,意大利游击队员在骁勇坚韧上绝无法与其南斯拉夫或法国的战斗兄弟相提并论,且在敌方密集火力面前屡屡发生全线惊恐溃逃丑剧’(此外‘他们动辄沉迷于毫无建设性的党派政治口水内耗’);至于德军投入反游击治安清剿的兵力,‘主要皆系二三流的劣质杂牌部队,根本不堪投入前线残酷正规战役’。报告毫无虚妄的客套谦辞,冷酷指出游击队所取得的‘绝大部分辉煌战果’,实际上‘皆完全直接仰赖于盟国通过形形色色渠道所输送的战时援助’。
    负责特种作战业务的亚历山大参谋长助理、美军少将诺斯(General Noce)全盘背书采纳了第1特种部队报告中的论据与结论,明确建言仅容许游击队在人员编制上维持微弱的适度增长,严禁空投野战进攻性正规军火,仅调拨破袭炸药与防御器材,并对一切军火空投实行最严苛的政治审查筛选与额度管控:他设定的目标是每月向北方空投550吨特种物资,在特定阶段内的绝对最低可接受底线为250吨。然而除却在物资品类上推行严苛筛选之外,亦迫切需要依据地理防区实施战略分流。在推敲军管北意大利的具体作战预案时,各方清醒意识到:就弗留利—威尼斯朱利亚大区而言,由于铁托南斯拉夫主力兵团的大规模深入盘踞、且意大利共产党游击部队在编制上已整体倒戈倒向铁托指挥,导致盟军在该地区的缴械复员与盟国军政府进驻接管必将遭遇极其险恶的阻难。解决该战区全局危机的钥匙,唯有仰赖同这位南斯拉夫‘元帅’进行最高层政治讨价还价,为此亚历山大将军于2月下旬亲赴贝尔格莱德同铁托举行了秘密摊牌会晤;但在战略大局敲定之前,盟军至少可以在现阶段全面掐断对凡已公开宣誓听命于铁托统辖的一切游击武装的军火供给。
    上述正是地中海盟军最高司令部于1945年1月31日以绝密密电拍发给第15集团军群‘即刻付诸实施’、但史学界因哈丁将军2月4日下达详尽执行细则而通称‘二四新政策’的全部历史渊源与战略内核。训令首先开门见山指出,确凿情报证实‘尤其在东北部地区,大批具备组织自主性的游击武装支队正在迅速脱轨失控,公然践踏近期签署的两大协定的崇高精神’;由此,未来统驭抵抗运动的总方针被精辟概括为如下四大铁律:‘a. 坚决遏制武装人员规模的盲目盲目扩张;b. 大力鼓励有组织的敌后破坏作业,实施有效呼应地中海盟军战术空军部队(MATAF)战役行动的特种爆破,并在当前及未来面临Freebom险情(即敌军防线全线崩解大溃逃)之际,坚决发动反焦土保卫战;c. 通过最大限度供给高腰军靴、防寒冬服、野战口粮及现款资助等非战斗物资,竭力维系现存游击编制的战斗士气;d. 同盟国管制委员会(AC)紧密配合,为迎接光复后接管过渡阶段全面预作筹备’。上述总方针必须因地制宜,在各大地理大区实施差异化落地:皮埃蒙特、伦巴第、利古里亚与托斯卡纳大区应核发‘a. 最高比例的……非战斗生活物资;b. 执行特定指派破坏任务所绝对必需的特种工程炸药;c. 仅核发足供各支队现存轻武器维系弹药消耗、以保障其彻底达成所指派战术使命的限额弹药;d. 补充战斗损耗所绝对必需的最低限度替换枪械,或在确证属于执行关键特殊任务所不可或缺时方得破格核拨……运往上述大区的一切战斗军火物资,唯有在确信其百分之百将被纯粹投入对敌作战的前提取决下,方得依凭最严苛的甄选与监控程序予以核发’。对于艾米利亚、特伦蒂诺—上阿迪杰以及威尼托大区亦遵循完全相同的战术准则,但必须牢记‘德军的任何战略撤退,势必导致上述大区的游击支队直接横亘阻截在敌军主干撤退动线之上’。至于威尼斯朱利亚与弗留利防区,严禁向‘在该地区活动、但编制上隶属于南斯拉夫民族解放军(JANL)统帅之下的意大利游击部队’提供任何哪怕最微末的军火物资。在该地区必须牢牢恪守的首要军政准则,乃是‘一切特种作战之推行,决不可激化早已白热化的意南边界领土纷争死结,哪怕为此牺牲前线军事战术利益亦在所不惜’。该训令的尾声部分包含了一系列旨在强化盟军前线联络使团对各游击编制活动实施近距离贴身监控、并在敲定任何作战决策之前彻底摸清前线真实底牌的严密刚性规程。训令并严正敦促,在同游击队及意大利正规军军官打交道之际,特别行动执行处(SOE)与战略情报局(OSS)使团之间必须誓死规避任何政见分歧;为此专门设立了一个联合战役规划局(Joint Planning Office),吸纳两大特工部门的高级代表共同进驻,以便就一切核心军机要务统一步调、集体决断”(M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第317页及后)。 

  286. 在第1特种部队于1945年1月15日呈报给第15集团军群作战处(G3)的一份关于游击运动实态及所应采取之政治对策的绝密备忘录中(该文献全文影印收录于G. 佩特拉基,《哥特防线上的美国“情报”与游击队》,前引书,第185页及后),人们可读到如下触目惊心的断语:
    “牢牢把持着统御领导权的共产党,丝毫未曾掩饰其全面篡夺武装统帅权并建立仿效俄国苏维埃政权的野心狂妄。该党在北意大利的头面首脑(如伊塔洛、马雷、蒙蒂等化名巨头)皆曾长期在俄国受训,并曾先后在西班牙国际纵队以及法国布尔什维克地下网络中效力。他们公开露骨地宣称誓死背靠苏俄与铁托的大力撑腰,宁可起兵暴动叛乱亦绝不肯屈从顺服于西方盟国的号令……
    在众多战区防线,共产党支队展现出极严密的组织纪律与强悍战力。它们由狂热顽固的行伍指挥官与政治委员统领,且在兵员数量上占据绝对压倒优势。因之,它们不仅构成了抗击德寇与法西斯的精锐劲旅,在客观上亦构成了抵御盟国的强大潜在敌对武装力量。
    在权衡游击队抗击德意法西斯、协同支援盟军攻势的潜在战役收益,同敌军被逐出后共产党武装对盟国所构成的致命政治军事威胁孰轻孰重之际,决策中枢切不可忘却德军近期在亚平宁崇山峻岭中掀起的残酷清剿战役——这些铁壁围剿已在极大程度上彻底摧毁了游击队的战役突击潜能。就打造一支足以由盟军统一集结号令并输送军援的秘密地下正规大军而言,当前的游击运动在内部显然严重匮乏起码的团结凝聚与中枢统御集权。”
    对共产党人的戒备猜忌在战争最后数月间乃至飙升到了如此神经质的地步:当卡多尔纳与瓦利亚尼于1945年3月初在里昂同特别行动执行处高级决策层举行秘密会晤之际,罗瑟伯里少校竟当面直截了当质问两位意大利领导人:‘鉴于共产党指挥官极少遭到敌军捕杀’,他们是否认为共产党人私底下正在同德军暗通款曲、背着盟友进行肮脏的勾结苟合?参见R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第268页。 

  287. 早在1944年10月,心理战处(PWB)便已断然决意在宣传口径上逐步‘淡化压缩’盟国战时宣传此前赋予游击队运动的光环,极力向外界强调:游击队在很大程度上并非由崇高的爱国志士与自由卫士组成,而充斥着单纯为了逃避伪政权兵役劳役而亡命深山的投机分子,且他们完全仰赖盟国的物资空投苟延残喘;宣传重心被勒令全面倒向突出意大利正规国防军的正统合法角色。其所列举的动因之一,乃是掌握了铁证表明在南方‘某些特定政治派系’正在大肆从爱国游击队的战功中‘攫取党派政治资本’,并‘狡黠地将盟国的宣传报道充作自身争权夺利的护身符’。参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第281页及后。 

  288. 参见E. 阿加·罗西,《战败中的意大利》,前引书,第220页及后。 

  289. M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第325页。 

  290. 甚至当英国外交部于1月份提议向北意大利民族解放委员会派驻一名盟军军官以便实地洞察真相、严防委员会发表敌视博诺米内阁的过激政治文告进而恶化前线停战交接局势之际,军方决策高层当即对同北意大利民族解放委员会建立任何直接官方往来抛出了一连串激烈的反驳异议——而这些异议在去年12月帕里与皮佐尼代表团亲临罗马之际却完全未曾被军方提出。正是出于军方的这种强烈抵触,最终才催生了3月份博诺米政府光复领土事务副国务秘书A. 梅第奇·托尔纳昆奇(A. Medici Tornaquinci)那场政治分量轻得多的秘密北上视察使团。参见E. 阿加·罗西,《战败中的意大利》,前引书,第218页及后;另参见F. 卡塔拉诺,《北意大利民族解放委员会史》,前引书,第388页及后。 

  291. 总体参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第308页及后、第315页及后。 

  292. 参见H. 麦克米伦,《战时日记》(H. MACMILLAN, Diario di guerra),前引书,第794页及后(1944年11月17日条目)。 

  293. 在这一维度上,麦克米伦于11月23日在战时日记中同丘吉尔声气相求的深刻反思极富启迪意义(同上书,第803页及后):
    “意大利当前所直面的生死难题已然严峻到了极致。一旦我们的大军推进挺进北意大利,我们将接管像都灵或米兰这般人口极度稠密的大型工业都会。倘若我们要保障千百万平民免于饥馑灭顶之灾,势必将耗尽我们全盘的行政机巧与救济手段。这将是我们在亚平宁战场首度遭遇的坐落于内陆深处、远离海岸线港口的极高密度都市聚落。在毫无任何完好铁路线路或卡车汽车可资调用的绝境下,单单是为千百万民众运送口粮给养,便将构成盟国军政府所面临的一项令人望而生畏的艰巨挑战。当下,尽管那里的普通百姓在德军占领铁蹄下沦同奴隶劳工,但至少工矿企业尚在运转,大批工人尚能赖以糊口谋生。然而一旦‘光复解放’大功告成,我们所迎面遭遇的必将是发电厂全数被炸毁、工厂车间大部被拆毁捣毁、机器母机彻底损毁或全数掳往德国、且……赤地千里匮乏一切工业原材料的凄凉残局。受命接管治理这个战败敌国的英美军政官员们,必须拿出所有的耐心、所有的勇气与所有的奉献牺牲精神,唯有如此方能挽救意大利免于彻底滑向赤贫混乱、阶级革命与绝望暴乱的万劫不复深渊。倘若借口我们对意大利所抱持的一肚子合理怨怼牢骚——哪怕这些怨恨是何等有理有据——而拒绝付出上述艰苦卓绝的救亡努力,无异于‘为了苟活而断送了活着的全部意义’(propter vitam, vivendi perdere causas),或者用另一句通俗的话来说:我们虽在战场上赢得了战争,却将在废墟中彻底输掉和平。” 

  294. 盟军先后于1945年3月上旬在里昂向卡多尔纳与瓦利亚尼、继而于4月初在锡耶纳向卡多尔纳与帕里下达的最高军事训令(参见R. 卡多尔纳,《光复》,前引书,第265页与第277页)明确规定:抵抗运动的首要核心战役天职(除保全公共基础设施与工矿企业免遭破坏、以及维系地方公共治安之外),乃是全力协同策应正规主力驱逐德军并全歼法西斯匪帮。具体而言,游击部队必须同盟军兵团密切协同,在横跨阿尔夸塔斯克里维亚(Arquata Scrivia)、皮亚琴察、热那亚、摩德纳直至比萨的战役地带,继而在卡莫尼卡山谷(Val Camonica)、布雷西亚防区及威尼托防区,对德军补给运输车队、铁路线路与交通干道实施连续猛烈的敌后破袭突击。 

  295. 欲了解更为详尽的史料细节,参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第361页及后。 

  296. 依据F. 索拉里的一项估算数据(尽管我们尚难断定其精确可靠程度究竟几何,参见F. 索拉里,《抵抗运动饱受争议的和谐》,前引书,第125页),盟国所提供的‘正规财政资助’,约占在整个抵抗运动历程中流入北意大利民族解放委员会及各大区委员会全部总资金的约三分之一左右。 

  297. 关于菲亚特集团,参见P. 拜拉蒂,《维托里奥·瓦莱塔》(P. BAIRATI, Vittorio Valletta),都灵1983年版,第119页及后;V. 弗阿,《马与塔》(V. FOA, Il Cavallo e la Torre),前引书,第144页及后;关于V. 奇尼、G. 沃尔皮与A. 加贾,参见E. 布鲁内塔为《威尼托大区民族解放委员会之治理:1945年1月6日至1946年12月4日威尼托大区民族解放委员会会议记录》(Il governo dei Cln nel Veneto)所撰写的序言,E. 布鲁内塔主编,维琴察1984年版,第一卷,第12页及后。 

  298. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》(G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana),前引书,第75页与第89页。 

  299. 参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第180页。 

  300. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》,前引书,第74页。 

  301. 在皮埃蒙特大区军事指挥部内部于1944年12月5日起草的一份专题文件中,核心首要难题被毫不含糊地直接定性为如何“硬撑苟活”(durare)并挺过酷寒严冬的生死关头。参见A. 特拉布基,《败者永远理亏》,前引书,第129页。 

  302. 参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第201页。 

  303. 参见同上书,第267页及后,尤见第272与第275页。 

  304. 参见R. 克拉韦里,《意大利战役与秘密情报机构》,前引书,第250页。 

  305. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》,前引书,第29页注释。 

  306. 关于抗战最初数月的实态,参见D. L. 比安科,《游击战争》,前引书,第102页及后;关于后续局势的恶化演变,参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第218、247与274页;G. 阿戈斯蒂、L. 比安科,《游击友谊》,前引书,第74页;G. B. 斯图基,《归家去》,前引书,第425页。 

  307. 参见《抵抗运动中的正义与自由编制》,前引书,第218页及后。 

  308. 该筹款委员会的全部职能,于当年8月被全面移交给由切萨雷·梅尔扎戈拉(Cesare Merzagora,他同时兼任倍耐力集团的高级总裁董事之一)所统领的北意大利民族解放委员会经济委员会。 

  309. 为了进一步印证我们的这一历史推断,极具启发意义的是:1945年4月25日总起义的烽火刚刚打响,皮佐尼同梅尔扎戈拉两人便——正如亲历现场目睹这一决议出台的马克斯·萨尔瓦多里向我们证言的那样——被当场勒令免除一切领导职务……其借口竟然是两人曾持有法西斯国家党(PNF)的党证。4月27日公布的官方罢免通报则道貌岸然地辩称:北意大利民族解放委员会主席一职决不可由一名独立党外人士担任,而必须由一位坚定的政党活动家(即鲁道夫·莫兰迪Rodolfo Morandi)出任执掌。参见A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第168页。 

  310. 参见A. 皮佐尼文札,《抵抗运动的资金筹措》(Il finanziamento della Resistenza in una nota di A. Pizzoni),载于《意大利解放运动》,1953年5月,第50页;并见A. 皮佐尼,《资金筹措》(Il finanziamento),载于《水星》(Mercurio),1945年12月,第83页及后。更宏阔的全景参见A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第197页及后(“北意大利民族解放委员会的财务管理”)。 

  311. 关于自1944年夏季起在瑞士意裔侨民家族及抵抗运动同情者中募集资金的实态,参见S. 米内尔比,《一位在邓南遮与犹太复国主义之间的犹太人:拉斐尔·坎托尼》(S. MINERBI, Un ebreo fra D'Annunzio e il sionismo: Raffaele Cantoni),罗马1992年版,第136页及后;该书记载,1944年12月瑞士犹太人社团捐资两万五千瑞士法郎,世界犹太人大会亦捐资一万美元。 

  312. 保存于卡塔尼档案馆(Archivio L. Cattani),卷宗1,分卷2。 

  313. 美国国家档案馆(NA),RG 226 E 190,卷宗121,分卷485,“北意大利民族解放委员会与战略情报局锡耶纳会晤纪要 - 1944年11月27日”(Meeting of Clnai and Oss at Siena - 27 november 1944)。 

  314. 参见《自由志愿军团总司令部文献集》,前引书,第575页及后。 

  315. 参见A. 皮佐尼,《抵抗运动的资金筹措》,前引书,第52页。 

  316. 在这一维度上,米兰省省长公署新闻处处长弗朗哥·富斯卡教授(Franco Fuscà)在其起草的《1944年6月1日至21日米兰省民情绝密报告》(藏于富斯卡档案馆)中的痛切陈词极富启发意义:“若干行业阶层在公共政治生活中始终保持缺席沉默,但骨子里无疑在翘首以盼英美大军的到来;首当其冲的便是各大银行金融界,他们对于一切以祖国名义发出的崇高号召皆充耳不闻、麻木不仁。米兰各大商业银行在为陆军认购新式军火以及救济流亡难民的公债募捐中表现出的极度冷漠吝啬,堪称具有指标性的耻辱标志。尤其令人惊骇错愕的乃是米兰证券交易所的怪诞表现:就在罗马陷落的次日,这里的各项股票证券牌价竟然全线迎来了不可思议的暴涨狂潮。” 

  317. 意大利银行的正式大名、以及该行愿意将借贷额度“追加至或许五千万里拉”的意向、乃至意大利商业银行(BCI)的卷入,皆确凿记载于锡耶纳会晤纪要及A. 皮佐尼《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第204页及后;书中亦明确披露了在意大利银行内部暗中促成这笔暗度陈仓交易的幕后功臣——即国库司司长路易吉·达莱桑德罗(Luigi D'Alessandro);此人随后在1945年2月,依据法西斯共和党(PFR)博洛尼亚省党部搜集传闻向帕沃利尼告密而引发的关于商业信用银行涉嫌资助游击队的严酷大审查中,极其巧妙地掩护并彻底化解了这场清洗风暴(同上书,第225页及后)。 

  318. 参见国防部陆军总参谋部历史处,《陆军总参谋部推进解放运动之作为》,前引书,第36页及后。 

  319. 参见A. 皮佐尼,《抵抗运动的资金筹措》,前引书,第52页。锡耶纳会晤纪要为此提供了更为详尽的佐证细节:“8月份,仰赖同英国人与美国人达成的秘密协议,北意大利民族解放委员会从双方手中各领到了五千万里拉。美方直接向委员会提供了大笔瑞士法郎现钞,依据同某家瑞士银行的幕后安排,这笔款项理应在意大利境内折算为里拉交付委员会。然而由于瑞士法郎兑换意大利里拉过程中充斥着极其混乱可疑的黑市汇兑投机,该笔交易令人极不满意。在此之后,美方又向‘隆吉先生’[即皮佐尼在地下时期的化名]移交了二十五万[原文如此!]瑞士法郎,逼得他不得不亲自在意大利地下黑市上四处找买家兑换。这一安排同样令人极不甘心。而英国人则直接叩开了在日内瓦的英国银行大门,开具了一笔五千万里拉的信用担保。他们随后物色到了一位意大利地下银行家,由后者巧妙利用这笔信贷在意大利境内以实物和现款方式直接冲抵交付给北意大利民族解放委员会。英国人的这套运作机制在最初看似最为繁琐迂回,但事实证明它在成效上远远最为卓异稳健。美国人的办法看似最直截了当,但在诸多现实环节上对于委员会而言反倒最难落地。”关于“混乱可疑的黑市汇兑投机”之指控,另参见F. 兰弗兰基,《八十万人的屈降》(F. LANFRANCHI, La resa degli ottocentomila),米兰1948年版,第29页及后。 

  320. 档案证实,11月份北意大利民族解放委员会利用盟军划拨的最后一笔外援,向自由志愿军团总司令部转交了三千五百万里拉;总司令部在扣除维持自身机关运转以及抚恤烈属、难胞和在押政治犯的专款之后,将余款依序划拨分配如下:伦巴第大区400万里拉,奥索拉山谷150万里拉,塞西亚山谷75万里拉,威尼托大区1000万里拉,北艾米利亚600万里拉,南艾米利亚200万里拉。上述数额大体仅相当于最初拟定配额的一半左右(且我们无从考证在文件签署日期之后是否予以追加补齐)。在此次划拨中,米兰军分区(拟定400万)与利古里亚大区(拟定1000万)皆颗粒无收、全被剔除。参见《自由志愿军团总司令部文献集》,前引书,第240页;并就米兰军分区全局体制而言,参见A. 斯卡尔佩利,《将军与政客:米兰防区指挥部内部的权力不和谐(1943—1945)》(A. SCALPELLI, Il generale e il politico. La disarmonia del potere nel Comando piazza di Milano (1943-1945)),米兰1985年版,第29页及后。 

  321. 盟军宣布全面叫停战时资助的警讯在抵抗运动内部激起的恐慌焦虑,在自由志愿军团总司令部于10月22日致各大区指挥部(并进而通报各战区军分区)的一份紧急警示通令中表露无遗;该通令严正警告各级头目绝不可单纯躺平指望米兰中央的施舍或盟军‘虚无缥缈的未来空投’,督促各部队必须立足自身全力开辟全新的本土造血渠道:“关于经费筹措,你们必须在各大区解放委员会的全力配合下,全面动员地方财政资源,既可通过群众性大规模募捐,亦可通过向本地工商企业、贸易洋行及金融银行强制摊派借款或公债——此类机构在你们辖区内绝不匮乏。必须确立起不容置疑的政治共识:有时被迫不得不向高山赤贫山民强行征派最后口粮的爱国志愿者,绝对有神圣的权利向那些远具雄厚资财之辈勒令出资……我们必须高度突出这一极具政治战略意义的历史铁律:那便是民族解放运动在本土不仅必须觅得冲锋陷阵的热血战士,更必须就地筹措解决保障其给养并使其能持续投入战斗的全部物资器材。凡有出资能力的每一个人,都必须被毫不留情地推到其爱国主义神圣天职与公民义务的历史审判席面前”(《自由志愿军团总司令部文献集》,前引书,第218页及后)。 

  322. 参见P. 塞基亚、F. 弗拉萨蒂,《抵抗运动与盟军》,前引书,第102页及后。 

  323. 参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第282页及后。 

  324. 参见F. W. 迪金,《特别行动执行处与游击斗争》(F. W. DEAKIN, La Special Operations Executive e la lotta partigiana),前引书,第114页及后。 

  325. 参见M. 德·莱奥纳尔迪斯,《英国与意大利游击抵抗运动》,前引书,第304页。 

  326. 参见A. 皮佐尼,《抵抗运动的资金筹措》,前引书,第53页。在12月底,全部资助的实际经济包袱事实上被完全转嫁到了意大利头上:明文规定在大战终结之际,意大利必须全额向英国人和美国人偿还他们向北意大利民族解放委员会所‘垫付’的一切款项。 

  327. 参见同上书,第53页及后。在各次密集摊牌会议中,各方亦就如何将这笔巨款潜运至米兰的操作细则展开了反复磋商。关于这一点皮佐尼曾有生动回忆:“在其他战区的民族解放运动中——尤其是法国与南斯拉夫——早有无数惨痛前车之鉴:大量的金钱纸币经由飞机空投,往往散落大半;而经由前线陆路偷运,则往往被中途吞没劫掠;而在我们这里,迄今为止奇迹般地未曾发生分毫损失,并由此极其幸运地一路支撑到了战火终局。我当时辗转反侧彻夜难眠,苦思冥想破解之策,最终想出了一个绝妙的‘哥伦布立蛋’式的天才方案。我轻而易举促成了盟方同意:在不加设任何限制与保留的前提下,于每月初将这一亿六千万里拉如数直接拨付打入罗马的商业信用银行与意大利商业银行,开户户名即我个人的地下化名‘彼得罗·隆吉’(Pietro Longhi)。”皮佐尼续称,北返米兰之后,“我设法秘密会晤了商业信用银行的布鲁盖拉(Brughera)与斯特林格(Stringher)二位掌门,继而会晤了意大利商业银行的罗西博士(Dr. Rossi),直截了当向他们发问:‘诸位深知我的为人吗?’‘那是自然。’‘诸位对我报以信任吗?’‘完全信任。’‘既然如此,我在罗马坐拥这笔巨额存款。诸位是否愿意在米兰当面直接将同等数额的现钞交给我,待大战彻底胜利后再在罗马清算平账?’对方当场给出了绝对肯定的答复!由是,在米兰就地提取天量军饷的死结,以最简捷、最隐秘且任何反间谍机关皆无从破译预料的神妙方式迎刃而解。
    具体的现钞转运交接绝非易事,但我成功安排将现金当面清点交接给我绝对信任的心腹亲信,随后由他们充当秘密信使,将大笔钱钞转运至外省前哨——亦即分别坐落于都灵、热那亚、博洛尼亚与威尼斯的各大区民族解放委员会所在地。这也是一项极其险象环生的绝命任务,在最后几个月里尤为扣人心弦。”
    从11月27日锡耶纳会晤的原始记录中,亦能窥见当时死死困扰着北意大利民族解放委员会的资金极度饥渴实态:皮佐尼当时苦苦哀求,务请允许他在动身北返之际,随身直接提走五千万里拉的纸币现钞! 

  328. 关于更为详尽的史料脉络,参见A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第121页及后(“第二次南方使团[1945年4月6日至26日]”)。 

  329. 依照自由志愿军团总司令部于1945年2月27日致杜勒斯与麦卡弗里的密电,盟国依据《罗马协定》所核准发放的财政资助款项,“仅仅构成了抵抗运动实际维持开销中——尽管是极其可观的——一部分罢了”。尽管该运动在中央与地方各级拼死募集民间捐输,手头现款对于前线各部队的浩繁开销而言依然捉襟见肘,“其后果,便是各部队屡屡在不同程度上被迫大肆推行‘自筹资金’:在较好的情形下尚能仰赖当地平民自发的无私支前,但在其他诸多恶劣情形下则沦为毫无节制、因而深遭民众痛恨唾弃的武装强行征发摊派;乃至在最恶劣的情形下,不可避免地演化蜕变出某些游击武装彻底沦为土匪打家劫舍的丑恶行径——幸而此类现象并不多见——而法西斯的反动宣传正是大肆利用此类丑闻向抵抗运动泼脏水”(参见《自由志愿军团总司令部文献集》,前引书,第389页)。
    为了直观权衡盟军经援在实操中发挥的托底救命分量,将自由志愿军团总司令部于1945年1月发放的首批盟援专款同1944年11月的旧拨发额度作一全面量化对比极富教益:

    防区与业务部门 1944年11月(百万里拉) 1945年1月(百万里拉)
    皮埃蒙特 - 60
    利古里亚 - 15
    奥索拉山谷 1.500 2.5
    塞西亚山谷 0.750 1.5
    伦巴第 4 13
    米兰 - 7
    艾米利亚 8 15
    威尼托 10 30
    “弗朗基”组织 - 3.5
    情报处(Servizio informazioni) - 2
    烈属、战俘与在押人员抚恤 0.770 2.5
    司令部行政通案开销 0.735 2
    机动准备金 - 1.5

  330. 例如参见F. 索拉里,《抵抗运动饱受争议的和谐》,前引书,第124页。 

  331. A. 皮佐尼,《统领北意大利民族解放委员会》,前引书,第119页。 

  332. 参见A. 甘比诺,《战后史:从解放到天主教民主党掌权》(A. GAMBINO, Storia del dopoguerra dalla Liberazione al potere D.C.),巴里1978年版,第123页注释。 

  333. G. 阿门多拉,《致米兰的信札》(G. AMENDOLA, Lettere a Milano),前引书,第538页。 

  334. 参见I. 德费奥,《政治日记 1943—1948》(I. DE FEO, Diario politico 1943-1948),米兰1973年版,第250页(1946年1月9日条目)。 

  335. 焦尔焦·博卡在其所著《帕尔米罗·陶里亚蒂》(前引书,第389页)中,极不明智地将这种纯粹的‘政治冷峻’与‘对抵抗运动缺乏情感同情’混为一谈。 

  336. 参见《陶里亚蒂的女秘书:尼娜·博切宁娜回忆录》(La segretaria di Togliatti. Memorie di Nina Bocenina),附S. 贝尔泰利专论,佛罗伦萨1993年版,第47页及后、第43页及后。 

  337. A. 帕德拉罗,《在改良派凡蒂的回忆中探寻萨莱诺转折后的动荡岁月:必须将抵抗运动与阶级斗争严格剥离》(A. PADELLARO, Nei ricordi del migliorista Fanti i giorni tormentati che seguirono la svolta di Salerno: distinguere la Resistenza dalla lotta di classe),载于《晚邮报》(Corriere della Sera),1990年9月13日。 

  338. 关于逃脱的盟军前战俘(主要在意大利中部防区),参见R. 阿布萨洛姆,《奇怪的联盟:1943—1945年意大利逃亡与生存的多重面相》(R. ABSALOM, A strange alliance aspects of escape and survival in Italy 1943-1945),佛罗伦萨1991年版。 

  339. 参见L. 卡萨利,《“双重路线”》,前引书,尤见第15页及后;以及G. 克兰茨,《波河平原:从十九世纪到逃离乡村时代的雇农世界》(G. CRAINZ, Padania. Il mondo dei braccianti dall'Ottocento alla fuga dalle campagne),罗马1994年版,第217页及后;作者精辟揭示了在农民阶层内部,抗击德意法西斯的斗争在艾米利亚—罗马涅防区及大批艾米利亚女插秧工涌入的稻作农业区表现得最为坚决残酷,而在1944—1945年的决定性月份里,伦巴第与皮埃蒙特低洼平原的乡村世界则展现出极度自我闭锁的心态,其作为往往局限于对逃避兵役劳役的游兵散勇给予消极接济。 

  340. 参见M. 伊斯嫩吉,《战斗知识分子与官僚知识分子》(M. ISNENGHI, Intellettuali militanti e intellettuali funzionari),都灵1979年版,第289页。 

  341. 参见R. 阿布萨洛姆,《关于生存的历史:意大利农民与英国逃亡战俘》(R. ABSALOM, Per una storia di sopravvivenze. Contadini italiani e prigionieri evasi britannici),载于《当代意大利》(Italia contemporanea),1980年,第105页及后;同上作者,《1943—1944年哥特防线防区的盟军逃脱战俘与民间救助》,收录于《1944年哥特防线》,前引书,第453页;同上作者,《对路易吉·阿尔比扎尼报告的评注》,收录于《农民与游击队员》,亚历山德里亚1986年版,第34页及后。 

  342. A. 特拉布基,《败者永远理亏》,前引书,第39页。 

  343. 参见G. 肖拉,《意大利社会共和国档案文献中的盟军推进与平民百姓》(G. SCIOLA, Avanzata alleata e popolazione civile nelle fonti della Repubblica Sociale Italiana),收录于《1944年哥特防线》,前引书,第512页。 

  344. 在本书附录文献五中,详尽收录了自陆军总参谋部历史处档案(AUSSME,I-1,RSI,武装力量部-SID,卷宗59)所藏《被检通信审查通报》中摘录的部分军民家书原始信札。 

  345. 在当时留存下来的大量原始档案史料中,绝不匮乏为我们客观勾勒重构全局经济图景或其个别关键维度的具有极高史料价值的文献。限于篇幅,我们在此仅列举由萨罗国家物价总署于1945年1月编纂的《经济景气汇刊》,以及罗马光复后由陆军总参谋部情报处编印、极少量印发绝密编号本的《意大利经济实态综合报告》;该报告全面涵盖了1943年9月8日至1944年11月的历史跨度,详尽绘制了一幅贯通南北意大利经济实态的大型全景对比画卷。
    关于农业维度——该维度对于确切透视萨罗共和国经济机制及其对物价水平的决定性分量至关重要——首当其冲必须参阅P. 阿尔贝尔塔里奥,《农业经济实态:初步报告》(P. ALBERTARIO, La situazione economica dell'agricoltura. Primo contributo),罗马未标年份;以及1943—1945年生产资料官方公定价与事实采购价、工人工资、销售牌价及市场物价指数,第152页及后、第172页及后、第184页及后。 

  346. 例如参见1943年10月至1944年10月间煤炭实际配额供应走势一览表:

    年月 拟定配额(吨) 实际进口(吨) 达成率(%)
    1943年
    10月 1,500,000 1,400,000 93
    11月 400,000 385,000 97
    12月 410,000 306,000 74
    1944年
    1月 465,000 424,000 92
    2月 513,000 457,000 89
    3月 552,000 548,000 98
    4月 554,000 460,000 85
    5月 585,000 499,000 85
    6月 574,000 452,000 78
    7月 540,000 310,000 57
    8月 540,000 273,000 47
    9月 350,000 147,000 42
    10月 250,000 100,000 40

    史料出处:M. 伊拉尔迪,《1943—1945年德国干预意大利工业的新文献》(M. ILARDI, Nuovi documenti sugli interventi tedeschi nell'industria italiana tra il 1943 e il 1945),载于《意大利解放运动》,1972年1月—3月,第77页。 

  347. 初步背景信息参见C. 法布里齐,《大战最后一年北意大利的物价技术与物价政策》(C. FABRIZI, Tecnica e politica dei prezzi nell'Italia settentrionale nell'ultimo anno di guerra),载于《政治经济学杂志》(Rivista di politica economica),1949年11月,第1058页及后。 

  348. 参见同上书,第1078页。 

  349. 同上书,第1075页。 

  350. 《意大利经济实态综合报告》,前引书,第185页及第130页及后。 

  351. 在经历了1943年7月至11月间的崩盘与观望停滞之后,随着战线的僵持稳定以及拉恩与佩莱格里尼·詹彼得罗(Pellegrini Giampietro)财政金融协定的敲定,股票证券市场迎来了一场显著的强劲反弹。股票综合指数均值自11月的476点(8月为558点)在随后的两个月里飙升至701点与740点。在1944年2月因官方宣布行将出台‘企业社会化’法令而遭遇短暂的恐慌抛售停滞(指数下挫至657点)之后,一旦资本家工业主们看清德国占领军对社会化公有制抱持坚决抵制扼杀态度,股市指数再度重拾升势,直至6月份一举突破攀升至1410点的高峰。伴随着罗马的沦陷陷落与诺曼底登陆战役爆发,市场行情遭遇了长达两个月余的深度调整,交易量与行情牌价重挫约30%左右;然而随后股市再度重整旗鼓掀起新一轮上扬狂潮,一直坚挺维系至12月份;直至次月随着萨罗政权内部统治肌体在四面楚歌中全线发生崩裂解体、且总体战局呈现无可挽回的末日败局,股市才终于在1945年1月迎来了不可逆转的彻底总崩盘。倘若以1944年12月的证券综合指数为基准100点,那么1945年1月份的股票指数已暴跌至77.62点,2月跌至76.14点,3月进一步深跌至74.64点。关于股市走势的专题剖析,尤见R. E. 鲍尔萨与L. M.,《1943—1944年证券交易所行情总览》(Anno borsistico 1943-1944),载于《社会共和国》,1944年9月—10月,第40页及后、第62页及后;以及G. L.,《股市札记》(Note di borsa),载于同刊,1945年3月,第51页及后。 

  352. 依照法西斯官方的秘密统计调查(中央国家档案馆,RSI,领袖特别秘书处,绝密档案,卷宗22,分卷161-63),法定凭票配给口粮仅能满足平民每日所需卡路里热量的46%、所需蛋白质与脂肪摄入量的38%、以及所需碳水化合物总量的54%;至于其余生存必需品,平民不得不仰赖自由市场(分别占20%、38%、11%与17%)与地下黑市非法采购(分别占34%、23%、51%与29%)予以弥补。这便意味着——正如最正直清醒的当代观察家所直言不讳承认的那样(例如参见《论物价与黑市》,载于《社会共和国》,1944年11月—12月,第28页及后)——单凭法定配给的凭票商品,哪怕在这些商品得以按期全额发放到户的前提下(而在现实中断粮违约屡见不鲜),没有任何一个平民能够存活维生,每一个人皆不得不被迫一头扎进自由市场、尤其是地下黑市的掠夺泥潭之中。 

  353. 参见《经济景气汇刊》;《社会共和国》刊载的一系列物价专题剖析;《意大利经济实态综合报告》,前引书,第158页及后;以及C. 法布里齐,《大战最后一年北意大利的物价技术与物价政策》,前引书;同上作者,《意大利社会共和国的物价法定规制》(La disciplina legale dei prezzi nella Repubblica sociale italiana),载于《意大利法庭》(Il Foro italiano),第七十二卷(1949年),第四部分,第15栏,第185条及后。 

  354. 埃科诺米库斯(OECONOMICUS),《中间阶级之经济演进》(L'evoluzione economica delle classi medie),载于《社会共和国》,1945年2月,第35页及后。 

  355. 颇堪玩味的是,直至1944年岁末,连法西斯体制内最具权威性的官方理论刊物(参见《论物价与黑市》,前引书,第28页)亦白纸黑字明确承认当时客观存在着“两种”截然殊途的黑市交易——一种是平民赖以活命、因而“不可避免”乃至理应报以由衷感激的黑市,另一种则是丧尽天良、必须予以坚决唾弃谴责的吸血黑市:“前者在核算其他商品行情、承担的巨大缉私枪决风险以及长途转运开销之后,以大体仍算合乎良知的定价向老百姓供给最起码的维生必需品;而后者则赤裸裸暴露了灭绝人性的敲骨吸髓投机倒把本相。” 

  356. 依照米兰国家共和安全警卫队于1945年3月23日呈报的一份绝密情报,直至该历史节点,广大资产阶级市民依然在“翘首等待前线战局的大决战来为自身的政治良知定调把舵”。参见G. 肖拉,《意大利社会共和国档案文献中的盟军推进与平民百姓》,前引书,第512页。 

  357. 国家共和安全警卫队(GNR)总指挥部政治处所编纂的1945年4月份《每日情报通报》(这是一份极具第一手史料价值、且在民情态势维度上高度精准可信的权威文献,藏于中央国家档案馆,RSI,领袖特别秘书处,绝密档案,卷宗5,分卷28/R,‘GNR’,分卷23,插页C;大众文化部,办公厅,卷宗185之二,分卷33,插页5)为我们在决战总起义前夕大致重构大众(尤其是城镇市民)的真实精神状态提供了无与伦比的实录基石。尽管我们深知在史学方法论上绝不可将孤立地方的微观见闻草率机械地全盘套用到全局各大防区,但该批档案所呈现的全景图卷,在专项深入微观史学问世之前,无疑构成了足以及时且相当精准地提炼全局基本底色的最权威历史参照坐标。 

  358. 参见《墨索里尼全集》,第三十二卷,第205页及后(墨索里尼致希特勒函,1943年10月4日)。 

  359. 关于这一点,参见R. 戈比,《抵抗运动神话》(R. GOBBI, Il mito della resistenza),米兰1992年版,第43页及后。关于工人阶级同抵抗运动的全部互动史,亦必须参阅同一学者尽管带有极其浓厚意识形态色彩但史料极扎实的专著《工人与抵抗运动》(Operai e Resistenza),都灵1973年版。 

  360. 英国国家档案馆(PRO),外交部档案 F.O. 989/173:“1944—1945年特别行动执行处意大利大区事务”。 

  361. 参见P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,第202页。 

  362. 同上书,第120页。 

  363. 参见同上书,第212页;都灵意共地下市委于1943年11月27日草拟的一份关于工人阶级实态的绝密工作简报中写道:“直至大工潮爆发前夕数日,我们对于各厂矿车间在实际工资收入层面的真实底牌、以及工人群体在面对工资与口粮危机时的深层心态脉搏,实质上知之甚少(显然我们并非居住在月球之上,大家对此类疾苦大体心知肚明,但也仅限于泛泛而谈的宏观感知罢了)。我们此前固然获悉工厂曾因资方拟定大裁员而产生强烈骚动,但随后由于裁员被暂时冻结,骚动便迅速平息归于沉寂。我们此前亦曾得知有工人推派代表团催促资方尽快清发结算金和预付款的纠纷,此类行动确系由我们地下支部出面策动并指引的,但全部的了解也就仅此而已了。
    我们在各大工厂车间内部的地下活动,几乎百分之百全盘局限于重组秘密战斗细胞、分发党内秘密印刷宣传品、以及为党中央和游击支队募集资金经费。” 

  364. 参见R. 卢拉吉,《抵抗运动时期的都灵工人运动》(R. LURAGHI, Il movimento operaio torinese durante la resistenza),都灵1958年版,第311页及后(1943年11月都灵意共地下组织工会工作方针训令)。 

  365. 关于1943年11月至12月大罢工,参见P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,第201页及后;以及《1943—1944年意大利危机中的工农群众》(Operai e contadini nella crisi italiana del 1943-1944),米兰1947年版,第111页及后、第163页及后、第210页及后。 

  366. G. 博卡,《意大利游击史》,前引书,第232页。 

  367. 参见E. 索尼奥,《逃离布林迪西》,前引书,第74页及后。 

  368. 关于1944年3月大罢工,参见P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,第295页及后;G. 潘萨,《1944年3月:国家共和安全警卫队通报中的工业态势与大罢工》(G. PANSA, Marzo 1944: situazione industriale e grandi scioperi nei rapporti della Guardia nazionale repubblicana),载于《意大利解放运动》,1968年1月—3月与4月—6月,第3—28页及第40—61页;《1943—1944年意大利危机中的工农群众》,前引书,第121页及后、第180页及后、第242页及后;另参见R. 卢拉吉,《抵抗运动时期的都灵工人运动》,前引书,第175页及后;A. 斯卡尔佩利,《波河平原的罢工与游击战(1943—1945)》(A. SCALPELLI, Scioperi e guerriglia in Val Padana (1943-1945)),乌尔比诺1972年版,第7页及后;C. 戴拉瓦莱,《1944年3月罢工》(C. DELLAVALLE, Gli scioperi del marzo 1944),收录于《1944年3月以来的大罢工》,米兰1986年版,第21页及后。 

  369. 以1944年3月大罢工为例——这无疑是工人阶级投身抵抗斗争中最璀璨‘崇高’且规模最为壮观的顶峰事件,同样无可争议的是,意共借此斩获了最丰厚的党派政治红利,并直至1945年4月乃至战后长久岁月里一直将其作为首要政治资本和宣传招牌大书特书。然而正如意共米兰省委自身所坦承的那样,相当一部分投身罢工的工人群体根本搞不清楚“自己究竟为了什么目标而走上斗争”(参见A. 斯卡尔佩利,《波河平原的罢工与游击战》,前引书,第43页);盖因在某些人眼里这纯属争取加薪的经济罢工,在另一些人眼里属于反战政治罢工,而在少数激进分子眼里乃至直接视作武装暴动的前奏序曲。之所以如此,纯粹是因为罢工的发起者为了尽可能拉大参与规模,而蓄意在口号上多方下注、八面玲珑;其不可避免的负面恶果便是:a) 仅仅过了第一天(在第一天里,米兰的罢工声势最为浩大,据法西斯官方统计赢得了全城60%以上劳工群众的响应),罢工人数便在次日急剧滑坡雪崩,尤其是大批纯粹为求改善经济待遇而参工的群众迅速清醒意识到,照此演化下去这场政治罢工势必将引火烧身、反噬自身饭碗;b) 这场工潮不仅未能如预期般大幅拔高工人大众的‘阶级斗争精神’,反而极大地强化了多数工人倾向于通过纯‘工会维权协商’手段同资方交涉经济待遇、而极力避免让切身维权沾染鲜明政治派系色彩的防范本能。
    要想真切透视工人大众的深层心态,热那亚当地意共武装起义三人核心小组的一名委员于1944年6月中下旬秘密碰头会上所作的局势剖析极富启迪力(参见P. 塞基亚,《意大利共产党与解放战争》,前引书,第463页)——当时正值盟军夏季攻势高歌猛进、坊间普遍深信德寇败亡指日可待的历史关头,理应是群众革命狂热最为炽烈的时刻:“眼下的政治总实态究竟几何?口粮危机雪上加霜,经济工潮再度死灰复燃,然而这些工潮完全死死局限于纯经济维权领域,根本未曾蜕变上升为政治性与武装行动性斗争。我们固然成功把政治口号同经济维权杂糅在了一起,却根本无力为这些工运注入更加顽强的流血斗争意志。群众在骨子里充斥着某种等待决定性良辰吉日降临的‘消极待变观望’(attesismo),而这个吉日被他们完全等同于英美大军的开抵。人们确实笃信解放即在眼前,大家确实深感正在亲历历史决定性关头,但这在民众眼中仅仅意味着盟军主力近在咫尺、即将开抵接管一切罢了。证明工人阶级的群情骚动根本尚未达到足以让我们坚信他们已下定决心投入起义死战的铁证,便是这几日刚刚发生的惨剧:区区少数德国占领军与法西斯宪兵在各厂矿大摇大摆地强行掳走了整整一万名精壮工人!
    在短短三个小时之内,整整一万名产业工人便被敌军像牲口一样押上闷罐列车强行押送发往德国做苦役,而在各大车间内部竟然未曾爆发任何成规模的武装反抗,在整个城市街区除了个别角落传出妇女的几声凄厉嚎哭之外,竟然连一场像样的抗议集会示威都未曾发生!” 

  370. E. 布鲁内塔,《威尼托抵抗运动源流中的政治思潮与社会阶级》(E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto),前引书,第127页。 

  371. 尤其参见V. 伊拉里,《意大利兵役制度史》(Storia del servizio militare in Italia),前引,第4卷,第47页及以下各页,在现有各项研究中此书最为平允客观、扎实可靠。 

  372. 参见A. 塔马罗,《两年的历史》(Due anni di storia),前引,第2卷,第277页及以下各页;E. 卡内瓦里,《格拉齐亚尼对我说》(Graziani mi ha detto),前引,第79页及以下各页;R. 格拉齐亚尼,《我捍卫了祖国》(Ho difeso la patria),米兰1947年版,第440页及以下各页;G. 皮萨诺,《意大利社会共和国武装力量史》(Storia delle forze armate della Repubblica sociale italiana),前引,第1卷,第73页及以下各页;F. W. 迪金,《萨洛共和国史》(Storia della repubblica di Salò),前引,第592页及第646页以下各页;G. 潘萨,《短剑与桂冠:萨洛军队》(Il gladio e l'alloro. L'esercito di Salò),米兰1991年版,第20页及以下、第65页及以下;G. 博卡,《墨索里尼的共和国》(La repubblica di Mussolini),前引,第151页及以下各页;A. 斯卡尔佩利,《从共和国陆军总参谋部文件看萨洛武装部队的组建》(La formazione delle forze armate di Salò attraverso i documenti dello Stato Maggiore della RSI),载《意大利解放运动》(Il movimento di liberazione in Italia),1963年7—12月号,第19页及以下、第38页及以下;L. 克林克哈默,《德军在意大利的占领》(L'occupazione tedesca in Italia),前引,第131页及以下、第278页。 

  373. 这种解释显然承袭了当年萨洛共和国时期的官方论调。参见例如1943年12月12日的《关于应征适龄人员征集情况之通报》(Nota informativa sulla chiamata degli iscritti di leva),藏于中央国家档案馆,RSI,巴拉库档案,卷宗1,分类号2,“罗马第10号机密卷:关于1924、1925、1926年适龄役男未报到情况”(N. 10 Ris. Roma, mancata presentazione dei militari iscritti di leva delle classi 1924-25-26),其中写道:
    “尽管颁布了多道文告、利诱与严厉惩戒法令,但罗马1924、1925及1926年各适龄役男前往各军区兵役处报到者依然寥寥无几。造成逃避兵役的原因错综复杂,但最主要的乃是心理因素,即几乎全体意大利人民陷入了幻灭、麻木与丧失信心的严重精神危机。
    这归咎于缺乏切实的宣传引导,而宣传理应与务实高效的组织落实紧密结合。
    极少数前来军区报到的应征青年感受到的却是一个冷漠、充满敌意且缺乏起码温情的环境,根本无法使他们平稳度过由平民生活向军旅生涯的过渡。至于罗马第二军区,其绝大多数军官和士官甚至公开对共和政府持敌视态度。以至于一名充满信仰、勇于履职的年轻军官,甚至被秘密列入了黑名单。那些前来报到的极少数新兵反遭嘲弄讥讽,被视为懦夫和蠢货,因为他们没能像那些对动员布告置之不理的‘聪明人’那样行事。
    道德价值观完全颠倒,以至于抗拒服役者在公众心目中反被视作勇敢而有信念的热血青年,受到民众甚至在某些情况下受到官方当局的赞许和庇护。” 

  374. G. 潘萨,《热那亚与波河之间的游击战争》(Guerra partigiana tra Genova e il Po),前引,第57页。 

  375. 参见L. 德莱加西,《抵抗运动期间的帕维亚乡村》(Le campagne pavesi durante la Resistenza),载《阿尔契德·切尔维研究所年鉴》(Annali dell'Istituto Alcide Cervi),1982年,第4期,第241页及以下各页。 

  376. 参见附录,文件第3号[参见第162页注释1。编者注]。 

  377. 藏于F. 福斯卡档案馆(Archivio F. Fuscà)。 

  378. 参见《抵抗运动中的行动党自由正义部队》(Le formazioni GL nella Resistenza),前引,第335页;《抵抗运动中的加里波第旅》(Le Brigate Garibaldi nella Resistenza),前引,第2卷,第562页;R. 奥佩尔蒂,《第四集团军的宝藏》(Il tesoro della 4ª Armata),前引,第225页及以下各页;E. 索尼奥,《逃离布林迪西》(Fuga da Brindisi),前引,第80页;S. 卡利·巴洛拉、L. 卡纳利,《探求认同:1943—1944年的法西斯与反法西斯报刊》(Alla ricerca del consenso. La stampa fascista e antifascista nel 1943-44),前引,第544页。 

  379. 凯塞林于1944年2月10日严厉指责“意大利高级司令部、各大区指挥部和各省督府”以及各部队指挥官在对抗逃兵造成的萨洛“新编部队瓦解”进程中“缺乏足够的魄力与铁腕”,八天之后格拉齐亚尼在回信中予以反驳,将责任归咎于敌方政治宣传,指责这种宣传在重建设施的重重困难中汲取了“现成的养分”,而德方在“军服与营房物资装备”上的“迟延调拨”使局面进一步恶化。他总结道:“鉴于所有这些原因,无论是针对违抗者还是针对其家属实施严厉惩处,皆被认为是不合时宜的,亦是不公正的;况且阁下深知,我们手中至今仍未掌握足以担负此任的充足警力。因此,我们目前基本上只能局限于开展思想说服与精神感化工作,其首要宗旨在于抵消敌人的宣传,并随着后勤保障与警察力量的逐步健全,循序渐进地强化镇压惩处手段。”
    两个月后,陆军总参谋长米斯基将军在帕尔马召集的大区军事长官会议上讲话时主张军事法庭必须采取“毫不妥协”的严打措施,并详尽论述了对新兵及民众开展系统性“反宣传”的必要性,以遏制“颠覆性”与“反民族”宣传对他们的侵蚀;但在谈及重新征召服役时,他却以下述言辞提出了应对逃兵现象的方策:
    “役男一到军区,就必须向其阐明:
    — 国家需要你们这样做;
    — 你们是被召唤来履行神圣职责的;
    — 你们作何选择:战斗还是劳作?
    凡愿战斗者,单独编组并派往正规作战部队;凡不愿战斗者,鉴于大厦将倾每个人总得出力承担,就必须将其置于劳动作业岗位之上。
    凡愿参战者,必须具备必要条件(崇高精神、身体素质、专业技能),尤其体现在射击技能之上。
    鉴于劳动同样是通向胜利的决定性因素,它构成了一份完全受尊重且应予庇护的卓越贡献。”(AUSSME, I-1, RSI, SME历史日志,卷宗1,附件:《1944年2月关于逃兵问题的凯塞林—格拉齐亚尼通信》以及《1944年4月18日帕尔马会议》)。
    格拉齐亚尼此信发表于R. 格拉齐亚尼,《为意大利而生:〈我捍卫了祖国〉》(Una vita per l'Italia. «Ho difeso la patria»),米兰1986年版,第206页及以下的版本,与AUSSME档案原件略有出入。 

  380. 参见L. 克林克哈默,《德军在意大利的占领》(L'occupazione tedesca in Italia),前引,第279页。 

  381. 同上书,第280页及以下、第286页及以下各页。 

  382. 同上书,第278页及第279页以下。事实上,早在《格拉齐亚尼法令》出台之前,各地的省督府当局和共和法西斯党(PFR)便已不仅限于张贴征兵公告,而且动用了施压、恐吓乃至暴力手段强迫青年报到并逼迫家属不得劝阻阻止。 

  383. 该“法令”实质上是由图桑将军(General Toussaint)及德国最高统帅部(OKW)强加给格拉齐亚尼的,且大部分条文由墨索里尼亲自起草。参见R. 格拉齐亚尼,《为意大利而生》,前引,第204页及以下各页;V. 伊拉里,《意大利兵役制度史》,前引,第4卷,第62页及以下、第210页;L. 克林克哈默在《德军在意大利的占领》(前引,第283页及以下)中指出,该法令规定的各项严厉措施“在具体执行中并未达到其颁布时所要求的严苛程度”。在许多情况下,被判刑者若提出赦免申请,“便有极大概率逃脱死刑惩处”。在诸多个案中,帕尔马军事法庭判处35名抗拒兵役者死刑、后被墨索里尼减刑为十年徒刑一案引发了尤为强烈的震动。警察总局长在一份“致领袖备忘录”中汇报称:“这一宽赦之举在社会公众精神中引起了极为深远的反响,在全体各阶层民众、尤其是平民劳苦阶层中激起了最为热烈而赞赏的普遍好评。极其可靠的眼线渠道证实了这种民意反响,连粗略的观察者亦能轻易发现其征兆;他们同时汇报称,不可救药的反民族反法西斯分子深感幻灭与失算,因为在他们看来,原判决的执行——此前人皆认为不可撤销——本可为其提供一个绝佳契机,以实现其险恶图谋,大肆开展暴烈反动宣传并伺机破坏公共秩序。”(中央国家档案馆,ACS,内政部,治安总局,警察总局长私密处,RSI,卷宗56)。 

  384. 意大利与德国史学界迄今所采用的数据(迪金提供的数据过于简略,无法作为深入论证的依据)尚无法精确确定意大利军民力量的全部实际规模。
    根据德国最高统帅部1944年9月向墨索里尼呈送的一份概况表,当时意大利人员总数约为78万人,包括52万名军人和26万名军事化劳工。在军人中,该表将14.3万人归入陆军,2.6万人归入海军(包括第十鱼雷艇支队),7.9万人归入空军;国家共和卫队的实有人数为15万人;另外12.2万人被笼统列为“协助德军的意大利志愿部队”(参见A. 塔马罗,《两年的历史》,前引,第3卷,第274页及以下、第315页)。V. 伊拉里在其《意大利兵役制度史》(前引,第4卷,第71页及以下、第75页及以下、第229页)中尝试对编入萨洛共和国武装部队的兵力做出估算,认为总数约为57.3万人(其中应征兵15.7万人,志愿兵23.9万人,包含女性人员):陆军25.4万人,海军2万人,空军2.8万人,高射炮部队5万人,国家共和卫队14万人,隶属于劳动监察署49 300人,国防军下属2.5万人。
    鉴于目前的文献状况,最可靠的数据乃是萨洛共和国陆军总参谋部于1945年1月起草的《1943年9月8日至1944年12月31日国家共和陆军兵力与编制综合报告》(AUSSME, I-1, RSI, SME历史日志,卷宗2),其内容续接于正文第309页表格及格拉齐亚尼致凯特尔电报。 

  385. 参见L. 克林克哈默,《德军在意大利的占领》(L'occupazione tedesca in Italia),前引,第284页。 

  386. 根据《截至1944年3月29日陆军组织简明报告》(AUSSME, I-1, RSI, SME历史日志,卷宗1),通过1943年11月4日、12月6日及1944年2月6日法令征召的1922—1925年陆军与空军各年龄段应征及复员人员(不含威尼斯朱利亚、特伦蒂诺以及贝卢诺省人员),在大区分布上统计如下:

    大区 征召及动员数 自首报到之拒役者 志愿者
    皮埃蒙特与利古里亚 17 409 8 695 768
    伦巴第 46 752 16 408 3 267
    威尼托 23 366 6 952 33
    艾米利亚 36 309 5 565 2 251
    托斯卡纳 18 007 4 190 130
    翁布里亚 2 317 1 605 965
    拉齐奥 2 551 1 664 78
    阿布鲁佐 370 - -
    马尔凯 3 084 - 143
    总计 150 165 45 079 9 440

  387. 在1944年4月18日前引帕尔马召开的共和国陆军大区长官会议上,格拉齐亚尼详尽剖析了“今日已普遍弥漫的心态”——他将其定义为“一种弃绝自暴、自感我们付出的一切努力皆属徒劳的虚无感”——以及展开针对性行动的紧迫必要性,旨在说服官兵战胜困扰许多人的“幻灭感”与宿命论,使之明白当前攸关的绝非个人私利,而是整个意大利的命运,且一场决定法西斯主义、布尔什维克主义或民主制度孰胜孰败的“社会殊死博弈”正在上演。米斯基将军亦深入强调了此类举措的极端重要性。会议纪要明确记载:
    “总参谋长指出,鉴于我们目前正面临极其广泛的精神瓦解溃散,随之而来的便是物质层面的溃散瓦解,即拒服兵役与逃兵潮,因此政治宣传完全可以大有作为。
    敌方宣传最为狡黠狠毒的招数之一,便是诱使我军官兵产生一种普遍的恐惧梦魇,即他们将被强行带往德国并派往不知名之处喋血厮杀。在我们必须与纪律及刑罚惩戒紧密结合的整军行动中,毫无疑问政治宣传必须摆在首要地位。
    必须坚决展开反宣传攻势。
    鉴于意大利的收音机普及数量远不如其他国家,被动员入伍的人员在入伍时几乎未受到敌方宣传的直接影响。
    倘若部队中出现大规模瓦解逃亡,那便意味着必有敌人的潜伏细胞在暗中作祟。当新兵部队报到时,必须从一开始便安插可靠眼线耳目,且务必从第一天起便深入其中以绝不引人怀疑。
    这些耳目负责执行监视暗控。与这种暗控行动并驾齐驱的另一大支柱,便是政治宣传。但政治宣传决不能像过去那样流于老套(空洞演讲、修辞套话等)。
    关于政治宣传应如何切实开展,可以借鉴游击队在此领域的做法(即‘政治课’)。不必设置政治委员,而是挑选特别适宜的士兵或士官,用朴实通俗的家常语言向同袍阐释道理,散发报刊与出版物。
    这些基层宣讲人员可以替代官方宣传官,且最好能有耳目协助配合:耳目有时甚至可充当‘密探挑衅者’(agent provocateur),诱使敌对分子暴露原形,从而将敌对人员与破坏小组一网打尽。” 

  388. 参见O. 波皮,《政委》(Il commissario),前引,第113页;亦见第79页及以下,在论及游击队进驻蒙特菲奥里诺时写道:“全体居民都涌到家门口张望,实际上他们或许感到自己终于从法西斯与游击队之间的悬而未决中暂时解脱了出来。” 

  389. E. 戈里埃里,《蒙特菲奥里诺共和国》(La Repubblica di Montefiorino),前引,第59页及以下。 

  390. 《抵抗运动中的行动党自由正义部队》(Le formazioni GL nella Resistenza),前引,第274页及以下。 

  391. G. 阿门多拉,《致米兰的信札》(Lettere a Milano),前引,第422页及以下各页。 

  392. 关于报复问题,后人已从形形色色的立场与意图出发发表过大量论述与著述。在绝大多数情况下,是为了解释并辩护为何游击运动特别是共产党人未能更加审慎地将所采取行动的客观军事价值与这些行动将平民置于其中的残酷报复风险进行权衡称量;此外是为了揭示这种不择手段的激进斗争方式在抵抗运动内部以及CLNAI各党派之间所激起的激烈争吵分歧(关于全盘概貌参见C. 帕沃内,《一场内战》,前引,第475页及以下各页);还有一些学者则是从天主教神职人员对此所持立场的角度展开探讨。相反,人们对于那些卷入其中并沦为主要受害者的平民百姓的真实心理反应,却极少给予起码的严肃关注。
    关于神职人员的立场,我们后文将有机会再度详论。至于教会高层当局的态度,在此仅需指出:它几乎始终是对一切普遍暴行、尤其是报复行动予以坚决谴责,而不论施暴者究竟出自何方。参见I.-D. 迪朗,《意大利危机中的天主教会(1943—1948)》(L'Église catholique dans la crise de l'Italie (1943-1948)),罗马1991年版,第142页及以下各页。唯一的差异仅仅在于语气措辞:从三威尼斯大区主教团较为含蓄委婉的措辞(参见S. 特拉蒙廷,《1944年4月三威尼斯大区主教团通告》,载《人道》,1975年,第889页及以下),到皮埃蒙特大区主教团更为明确严厉的表态——后者在1944年复活节《皮埃蒙特大区总主教与主教致神职人员与民众书》中以下述言辞宣告:
    “武器乃是用以捍卫秩序、保卫祖国——亦即保卫组成祖国的广大公民。武器决不可沦为野蛮个人仇杀的凶器,尤其是决不可用于针对手无寸铁的无辜民众、针对那些与其说是罪人倒不如说是倒霉受难者的无辜家庭。
    倘若我们的声音能够传达给如此众多诉诸暴力、暗算地方当局与占领军的轻率鲁莽之徒,我们切望告诫他们:此类违背一切神圣天理与人伦律法的恐怖袭击暗杀,所能导致的唯一确凿无疑的恶果,便是给手无寸铁的无辜平民带来无可言喻的灭顶之灾。
    最后,我们谨以至圣救主当年对统治巴勒斯坦的罗马总督所说的金玉良言告诫占领军司令部:‘若不是从上头赐给你的,你就毫无权柄办我。’正因如此,我们唯独以公理正义之力作为武装,告诫占领当局:万国万邦皆当恪守同一部关于自然法与神圣法则的永恒法典;倘若不愿让无辜受害者的凄厉哀号在末日审判之日对法官的公义天平造成可怕的重压,就必须向所有人绝对恪守这些人道底线法则。
    总而言之,我们决不厌烦地坚决谴责任何形式的仇恨、复仇、报复与暴行,无论其出自何方、假借何种冠冕堂皇的说辞;我们决不厌烦地奉上帝之名大声疾呼,抗议任何对人道与自然法原则的践踏——这些神圣原则决不容蹂躏,否则必将导致一切廉耻公理与正义荡然无存。
    庇护十二世在1942年圣诞广播文告中庄严宣告的关于尊重人的尊严(尊重每一个人)与家庭(尊重每一个家庭)的崇高准则,构成了人类一切文明生活与对更美好明天抱持一切希望的永恒不变之法典。” 

  393. 关于德军反游击作战的基本战术与法理政治标准,参见A. 波利蒂,《1936—1944年德军反游击作战条令》(Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944),罗马1991年版;关于此类标准与战时国际法规范的契合程度,参见L. 奥本海,《国际法》(International law),第1卷,伦敦—纽约—多伦多1962年第2版。 

  394. 关于伊吉诺·吉塞利尼遭暗杀一案,真相至今从未彻底大白于天下。法西斯分子将其归咎于游击队;按照另一些人的说法,这实系反对吉塞利尼温和妥协路线的法西斯极端分子所为。就我们在此所关切的论题而言,这一点并无太大意义,因为大屠杀的执行者(绝大多数系从费拉拉省外紧急赶来)深信吉塞利尼确系游击队所杀,而游击队方面亦从未否认过加诸其身上的暗杀指控。尤见A. 巴尔博尼、E. 博内蒂、G. 梅纳里尼,《1943—1945年费拉拉的意大利社会共和国与抵抗运动》(Repubblica Sociale Italiana e Resistenza a Ferrara 1943-1945),费拉拉1990年版,第31页及以下各页;C. 扎吉,《萨洛共和国十八个月期间费拉拉的恐怖》(Terrore a Ferrara durante i 18 mesi della repubblica di Salò),博洛尼亚1992年版,第33页;A. 瓜尔涅里,《从7月25日到萨洛:1943年的费拉拉,对“漫长之夜”的阐释》(Dal 25 luglio a Salò. Ferrara 1943. Interpretazione della «lunga notte»),雷诺河畔卡萨莱基奥1993年版,第53页及以下各页;G. 甘迪尼,《恐怖之夜》(La notte del terrore),马焦雷堡1994年版。对我们的论述更为重要的乃是G. 皮尼,《99届的青年》(Ragazzo del '99),前引,第6卷,《风暴(1942—1945)》,第63页;该书除了为费拉拉大屠杀提供了极富价值的细节外,更将内战的真正全面爆发追溯至该事件:
    “为了对吉塞利尼(一个曾是英勇战斗人员的正派人)遇刺实施直接、悲剧性的血腥报复,若干名在押政治犯被从费拉拉监狱中强行押出,并被推到埃斯滕塞城堡旁的墙根下就地枪决。然而这批被枪决者根本不可能是杀害省委书记的凶手,因为案发之时他们早已身陷囹圄;因此这一极端的寻仇报复令我感到极其厌恶反感,因为我向来坚决反对任何剥夺人类生命的暴力行径,不论出于何种动机。在我看来这始终是彻头彻尾的犯罪,而假借国家名义犯下此等罪行则尤为不可饶恕。即便如此,我绝未忘记在这场野蛮的同胞内战中,最早的受害者并非反叛分子,而是在暗杀伏击中倒下的法西斯党人。
    不久我便获悉了费拉拉那阴暗一天的详尽内幕:整个事态的发展完全被那批奉维罗纳卡斯特尔韦基奥会议指令紧急赶赴当地的人员的铁石意志所主导。那些人不顾省长文琴佐·贝尔蒂的坚决反对,采取了极其残酷冷血的手段;事成定局之后贝尔蒂愤而辞职。他后来私下向我透露,他曾提议由我接替其职务,但这一建议被那天的带头头目(帕利亚尼名列其中)断然否决。取而代之被任命为省长的是恩里科·韦扎利尼。
    这一灾难性惨案急剧恶化了政治与心理层面的高度紧绷,激化了你来我往的行动与反弹、暗杀伏击与血腥报复的点滴升级,促使各种出于形形色色动机逃入林莽的亡命之徒迅速集结为法外武装核心:逃避押往德国劳役、逃避兵役征召、抗拒战时军纪、暗中袭扰德军部队、破坏交通运输与市政勤务、瘫痪民政管理,乃至策应从南方长驱直入的外来军队。毫无疑问,驱使人们采取此类行为的冲动动机极为芜杂混乱,在游击队员中只有极少数人是出于自觉侍奉崇高理想事业而行动的。” 

  395. 参见C. 帕沃内,《一场内战》,前引,第463页及以下、第489页及以下各页。 

  396. 中央国家档案馆,ACS,RSI,领袖私密处,机密通信档案,卷宗5,分类号28/R,“国家共和卫队”,子卷23,附件C。 

  397. 对普通民众而言,报复与反报复的恶劣反弹无论在乡村、小集镇还是大城市都极其剧烈,并且与游击队、法西斯分子乃至纯粹的盗匪团伙在各地大肆犯下的抢劫与暴力暴行叠加在一起,而在某些区域和地方,萨洛警察部队与地方官厅根本无力予以遏制约束。都灵警察局长于1944年2月8日及9月9日致警察总局长关于都灵市及全省局势的两份呈文即为明证(中央国家档案馆,ACS,内政部,治安总局,总务与机密处,1944—1945年,卷宗7,分类号C2,子卷“都灵”)。在第一份呈文中写道:
    “省城及全省的政治经济局势在过去一周内依然未见丝毫好转征兆。治安混乱破坏分子的破坏活动体现在诸多事态之中。抢劫、暗杀袭击、谋杀、镇压与屠杀报复、非法征用以及绑架勒赎使民众陷入深重灾难……甚至连城中最理智清醒的市民阶层亦陷入极度的绝望沮丧;面对合法政权机构(往往在同一领域各行其是、互不统属)与那些凭借暴力强加自身意志的非法武装组织,百姓无所适从、陷入彻底迷茫;人们普遍深感自身的私有财产乃至生命安全毫无保障,时刻处于悬崖边缘,沦为专横擅权与暴虐暴行的待宰羔羊,甚至任由浑水摸鱼的无赖流氓肆意宰割。
    各路形形色色警察机构的混乱活动已达到了如此荒唐的地步,以至于一旦有人突然神秘失踪,人们甚至极难查明这究竟系出于合法执法羁押还是出于谋杀犯罪。”
    在第二份呈文中,全省局势则被以下述言词予以描摹:
    “长期以来,缺乏任何有效监管手段与持续的情报来源。由于缺乏驻军据点,而在有驻军的地方,意大利与德国驻军皆顽固保持绝对独立、拒绝与意大利法定当局发生任何形式的接触联系,这正是导致政府与指挥机关所能发挥的治理效能微乎其微的首要根源。各地市长与省督特派员由于得不到无处不在的行政执行强力支撑而已遭架空剥夺实权;他们夹在反叛起义的铁砧与每次爆发事端便猝然降临各个市镇的严酷报复铁锤之间,根本无从与中央政府积极协同配合;他们往往在大搜捕中沦为阶下囚,必须经过漫长的劝说斡旋才能争取使其获释并确保其工作得以名义上维系。结果,所有市镇行政机构皆陷入严重瘫痪麻木状态,只能听天由命勉强维持……德意联军部队展开的报复行动往往呈现出彻底的盲目无差别性:纵火焚毁民房、就地枪决、绞首示众、强行拉夫押往德国充当劳工,这些往往伴随着脱离监管约束的溃兵分子所犯下的趁火打劫行径,他们趁机将眼前一切值钱物资洗劫一空。据我所知,德国军警方面已将若干名属于意大利武装部队的此类洗劫抢劫犯予以毫不留情的当场枪决。
    所有这一切,加之极其严峻的口粮危机,催生并煽动起大规模起义的狂躁心理;而几乎总是祸及无辜的严酷镇压所积聚的刻骨仇恨是如此深重,以至于一旦作战部队撤离皮埃蒙特,势必将爆发惨绝人寰的血腥复仇。”
    关于最后这一观察,针对当时流传于抵抗运动阵营中的复仇图谋,参见G. 阿戈斯蒂、L. 维安科,《游击友谊》,前引,第229页与第235页(1944年8—9月)。
    至于省城都灵的局势,都灵警察局长1944年9月9日的呈文汇报称:
    “黑市猖獗程度空前未有,经济警察协同其他警种的打击收效甚微。物价持续疯狂飞涨,一切物资皆沦为黑市倒卖的对象。都灵警察局破获了一个由未成年人组成的持枪抢劫烟草专卖店的犯罪团伙:他们伪造并使用‘加里波第旅’的假印章大肆抢夺国家专卖商品并在黑市上高价倒卖牟利……骑自行车针对德意武装部队人员实施的刺杀袭击持续攀升……炸弹炸药袭击事件亦与日俱增。除了引发恐慌并造成伤亡之外,此类袭击直接导致了屠杀报复,使针对地方当局与占领军的仇恨成倍激增。由此,流血的壕沟越掘越深,行动与反作用力的链条每天都在拉长,给市民团结与人道法则带来了极其恶劣灾难的前景。除警察局、国家共和卫队、各路德国警察机构、意大利党卫队之外,还有无数其他警察机关在各自执行搜查、搜捕和拘留扣押。当局曾尝试进行协调统一,并一度部分整顿了这一敏感领域;然而如今,第十鱼雷艇支队、空军、国家共和陆军、黑衫军旅以及所有手头握有兵力的指挥部都在各自为战、自行其是。其必然结果是:抛开上述机构执法的严重违法性不谈,抛开此类擅权行动往往伴随的偷盗抢劫不谈,人们彻底丧失了最终追求的核心治理目标;社会秩序不仅未能恢复,反而陷入严重破坏骚乱,给意大利社会共和国及其国家制度的崇高威望带来了极具毁灭性的恶劣打击。”
    关于报复处决的公开示众恐吓,都灵警察局长于1944年7月25日致警察总局长的密电亦为明证:
    “负责执法机构推行之报复处决导致社会公众士气极其消沉迷茫。德军司令部裁定并由‘母狮’装甲大队人员在都灵中心大街执行之绞刑示众,在围观群众中引起极其沉痛悲愤之反响;尽管此类处决系针对两名轴心国军官遭不法分子严重刺杀袭击所实施之反击,但群众目睹之下无不骇然惊恐、毛骨悚然。”
    数周之后在博洛尼亚发现了七具尸体,尸体上挂着写有‘杀人犯与破坏分子’字样的木牌。博洛尼亚警察局长在8月19日向警察总局长(后者将此呈报墨索里尼)汇报尸体发现情况时写道,初步调查表明受害者系莫利内拉镇居民,系由‘国家共和卫队人员’在博洛尼亚处决,以报复其两名战友遭谋杀未遂事件。呈文评论道:
    “抓捕并枪决上述人员所依据之标准纯属专断擅权,毫无任何直接或间接罪责证据作为支撑;这不仅在该省城平民中引发了极大的惊恐不安,更造成了某种恐慌,且伴随着对这种纯属非法与擅权体制的强烈愤懑。
    即便在当地德国党卫军司令部内部,上述惨剧亦激起了极其负面的反感。
    此外,城中品行端正、深明大义之良民亦纷纷指出:若一意孤行执迷于此种完全错误的报复体制,若任其长期持续,势必将激起公众更为暴烈凶险之反弹抗击。”(中央国家档案馆,ACS,内政部,治安总局,警察总局长私密处,RSI,卷宗48)。
    更何况,一个月前在当地犯下的一桩类似大屠杀早已令博洛尼亚市民陷入极度震撼;正因如此,警察总局长在1944年8月3日呈送墨索里尼关于艾米利亚局势的备忘录中(同上卷宗57),曾对此展开深入详论:
    “毫无疑问,本月14日黎明在博洛尼亚市政厅门前枪决五名颠覆性在押政治犯一案激起了滔天民愤,而此前奉德军司令部之命枪决另外九名囚犯时民众尚近乎冷漠旁观。
    事实上,最初五名受害者尸体上赫然挂着‘持枪当场抓获之叛国狂徒’之标识,但随后《卡尔利诺纪事报》登载的官方通报却泄露这批被处决者实系直接从监狱中押出的在押犯,这使民愤火上浇油、成倍激化。显而易见,对共和法西斯党(PFR)的刻骨反感成了许多人寻找托辞的借口,但同样显而易见的是,中产阶级原本并不反对法西斯分子的正当自卫举措,‘只要各项行动能够多具备一些合法性程序’。
    一群身为前法西斯党员的知识分子专业人士指出:‘游击队的某些暴行固然证明了共和法西斯党展开自卫反击的合理性,但本月14日黎明所采取的这种草菅人命程序,无异于在替颠覆颠覆分子做最出色的反面宣传。’”
    不久之后,在公众舆论层面造成了更为恶劣的负面震荡(以至于在省督府新闻处长F. 福斯卡起草的1944年8月份米兰省公众舆论《呈领袖报告》中被定性为‘对全体平民造成了绝对毁灭性的沮丧打击’,并迫使法西斯当局放弃了原定作为火车站餐厅恐怖袭击报复手段处决另外二十名人质的计划)的历史惨案,乃是在米兰洛雷托广场公然枪决十五名涉嫌为爱国行动队(GAP)成员的血腥暴行。(藏于F. 福斯卡档案馆)。 

  398. 在这一维度上,第一‘加里波第—奥索波’师政委与师长于1944年9月3日给乌迪内主教朱塞佩·诺加拉(后者曾恳请游击队释放三名俘虏以避免招致德军屠杀报复)的答复极具代表性:“德军报复威胁压向平民百姓这一严酷事实,恰恰有助于让愈来愈多的大众彻底认清:在此时此刻,手无寸铁坐以待毙绝非生路。”(参见T. 韦努蒂,《与梵蒂冈的秘密通信:1943—1945年诺加拉—蒙蒂尼往来信札附录》,乌迪内1980年版,第110页)。 

  399. 参见O. 波皮,《政委》,前引,第109页。 

  400. 在这些深层动机中,对于理解为何普通民众与游击队员之间的关系因地域不同而呈现出截然不同的特质,最关键的一点在于:部分游击部队完全由其作战所在地的乡土本土子弟组成,而另一些部队则是由外地人员组成或来自其他异乡区域。在第一种情况下,军民关系始终十分融洽;而在其他情况下,军民纽带往往经历持续的恶化破裂——因为无需顾及自身家庭和本乡本土的传统乡规,外来游击队员往往根本不考虑其军事行动会给当地居民招致何等灭顶之灾,亦从不体恤当地民众生活之艰难维艰,甚至动用武力强行索取超出当地平民承受极限的粮秣物资与协助。 

  401. 从这一视角出发,我们认为对于尤其在1944年下半年在各地普遍蔓延的检举告密案件,在历史定性上同样应当保持审慎客观。事实上,其中相当大一部分案件纯粹是由于平民对某些游击武装小队及个别队员的胡作非为感到忍无可忍、出离愤怒所致,而根本绝非出于对法西斯的亲善好感或对赏金的贪婪渴望。关于告密这一社会顽疾,参见A. 特拉布基,《败者永远无理》,前引,第133页及以下各页:“只要……一支游击部队依然驻扎在最初组建它的山谷腹地,只要当地山民亲自参与了该部队的创建,全体平民百姓便会毫无保留地提供一切庇护与支援;然而一旦大批外来持枪人员涌入某一防区,开始强占民宅、强征暴敛、勒索派工,民众便开始流露出难以忍受的厌烦,提出抗议,抨击游击队员与各级司令部。由此,作为游击武装抵御正规军进攻不可或缺之首要前提的军民同心休戚纽带彻底破裂荡然无存。由此陷入了恶性循环的大扫荡:恐怖激生叛离与告密,而依凭内行熟手提供的精确线索指引,大扫荡变得愈发严酷精准且无情。” 

  402. G. 博卡,《意大利游击战争史》,前引,第179页及以下各页。 

  403. R. 卡多尔纳,《复兴大业》(La riscossa),前引,第146页。 

  404. 《抵抗运动中的加里波第旅》,前引,第2卷,第168页。关于艾米利亚—罗马涅大区的局势,亦参见E. 戈里埃里,《蒙特菲奥里诺共和国》,前引,第370页与第501页;以及S. 佛罗尼,《雷焦艾米利亚解放战争中的政委机构与政委》(Commissariato e commissari nella guerra di liberazione a Reggio Emilia),前引,第23页,作者写道:
    “然而在8月上旬之后,当敌人的屠杀报复全面践踏了此前被视作安全后方的村落,焚毁了村庄,洗劫抢光了各家各户仅存的微薄财富与救命粮秣,将村中青壮年大批押往德国劳役并抛下遍地横尸;当此前曾信誓旦旦向村民保证有足够力量粉碎德军反扑企图的游击部队,却在短短数日内全线烟消云散不见踪影,将乡民孤零零地遗弃在侵略者的灭绝暴行面前时,大山深处的百姓心头究竟会作何感想?”
    关于军民关系“略带苦涩”以及出现“某种心理疏离”(以至于在某些区域导致“平民针对游击队的告密检举泛滥成灾”)的记载,同样屡见于共产党的内部报告文献中。例如在1944年7月关于帕尔马亚平宁山区局势的一份报告中便明确指出,一方面由于加里波第部队自身的组织缺陷与过失,另一方面由于“当地山民极其匮乏的政治觉悟”以及对扫荡搜捕的极度恐惧,若干解放区的收复在实质上蜕变为“不折不扣的军事占领”,从而导致“平民对武装斗争与阵地防御的参与度极其微乎其微”(参见《抵抗运动中的加里波第旅》,前引,第2卷,第121页及以下,并见第3卷,第626页)。 

  405. 《抵抗运动中的行动党自由正义部队》,前引,第273页。L. 瓦利亚尼在《条条道路通罗马》(前引,第375页及以下)中翻印阿戈斯蒂的报告时,对原文措辞作了轻微的弱化润色。 

  406. 参见例如E. 戈里埃里,《蒙特菲奥里诺共和国》,前引,第501页:
    “导致游击运动陷入危机的第三大因素,乃是山区民众日益增长的敌视情绪。最早的征兆早在蒙特菲奥里诺共和国存在的四十五天里便已暴露无遗:秩序混乱、暴力事件频发,尤其是对当地资源的竭泽而渔,构成了这种敌视的首要诱因。在此之后,德军在夏季大扫荡中犯下的残酷屠杀报复,以及在9月和10月屡屡重演的扫荡劫难,使这种对立进一步雪上加霜。” 

  407. 关于这方面的生动描写,参见B. 费诺利奥在《游击队员强尼》(Il partigiano Johnny),都灵1992年版,第56页及以下中对其中一次征用行动的精彩刻画。 

  408. 《抵抗运动中的行动党自由正义部队》,前引,第152页及以下。 

  409. 参见P. 陶里亚蒂,《著作集》(Opere),第5卷,《1944—1955》,L. 格鲁皮编,罗马1984年版,第106页及以下,1944年10月3日于佛罗伦萨发表的《关于当前局势下意共任务》的演说。陶里亚蒂试图兼顾平衡、两面敲打,他指出:“在非法斗争的最后阶段,随着游击运动的壮大,同志们和各游击小队针对法西斯分子及其庇护者的财产采取了一系列完全合法正当的行动。对于这些行动我们完全赞同批准,因为这正是由我们党亲自组织发动的。但是大家务必高度警惕:倘若今天继续沿着这条老路走下去,也就是说倘若游击运动中渗入了某些分子、使游击队员蜕变为某种领了休假许可证的土匪强盗、为了中饱私囊肆意胡作非为,那么游击运动在民众心目中——我且不说在全社会公众心目中,而是在广大工农劳苦大众自己心目中——的威望必将荡然无存、身败名裂。” 

  410. 参见《自由志愿军总司令部文献集》,前引,第157页及以下、第229页;《抵抗运动中的加里波第旅》,前引,第2卷,第475页及以下、第569页及以下;《抵抗运动中的行动党自由正义部队》,前引,第181页、第274页及以下各页;G. 阿戈斯蒂、L. 维安科,《游击友谊》,前引,第85页及以下各页、第370页。 

  411. 根据R. 奥佩尔蒂将军在《第四集团军的宝藏》(前引,第241页及以下)中的记述,“在辽阔的大区范围内,最初曾以最热烈的同情和最切实的救助迎接游击队兴起的广大平民——如今却陷入极度迷茫错愕,以至于他们之所以热切盼望获得解放,不仅是为了终结敌人的残暴蹂躏,更是为了摆脱所谓‘自封的朋友’的横征暴敛,因为后者太过于频繁地将战场视作可供肆意掠夺的猎物战利品领地。”关于评估“反叛者”的行径与“普通土匪”之间的界限究竟有多么狭隘微薄的宝贵文献,参见L. 卡瓦佐利,《民众与战争:“大后方”的日常生活,曼托瓦1940—1945》(La gente e la guerra. La vita quotidiana del «fronte interno». Mantova 1940-1945),米兰1989年版,第185页及以下各页。 

  412. 阿戈斯蒂在其1944年12月31日的报告中紧接着前文所引段落之后的阐述在此方面极具说服力:“此外还要加上盗匪势力的疯狂蔓延,盗匪与游击运动之间的分界线往往极度模糊不清。近几个月来缺乏正规财政拨款、各主要主力部队在大扫荡后陷入溃散,以及更普遍而言对人类生命的漠视、对私有财产和文明社会法则的肆意践踏(这是内战不可避免的必然副产品),在许多地区造成了忍无可忍的恶劣局势。相对井然有序的正规征发,太过于频繁地被无差别的肆意抢劫洗劫所取代——这种抢掠甚至连避难疏散平民的微薄家当或自耕小农的救命口粮都决不放过;而当此类行径与黑市倒卖投机勾结在一起时,便变得尤为不可饶恕与令人发指。诸如盗窃卡车随后通过阴暗中间人转手倒卖给德国人、或者将大批布匹或葡萄酒重新倒卖回黑市牟利的丑恶现象屡见不鲜,为纳粹法西斯的政治宣传提供了现成的口实炮弹。另一令人极其反感的现象乃是暴殄天物的肆意浪费:战斗人员天生具有挥霍浪费的恶习,而游击队员在此方面集中了士兵最恶劣的种种毛病:然而,避难的贫苦农民或流亡工人,目睹游击队头目在村中酒馆大摆酒席、胡吃海喝,目睹游击队员酩酊大醉,目睹乡民由于全村整月的配给牲畜被游击小队粗暴宰杀分食而断了肉食口粮,内心深处便对游击运动做出了极其严苛的道德审判,并倾向于将其视作某种与黑衫军旅毫无二致的社会寄生毒瘤。所幸对于我们而言,法西斯分子和德国人——凭借其灭绝人性的残暴破坏与屠杀、凭借其凶残成性的武装抢劫——自己亲手封死了利用‘捍卫秩序与私有财产’这一现成宣传王牌的一切可能。”(《抵抗运动中的行动党自由正义部队》,前引,第273页及以下)。 

  413. 参见G. 阿戈斯蒂、L. 维安科,《游击友谊》,前引,第372页。关于在农民群体中蔓延扩散的恐慌心态,皮埃蒙特大区军事司令部于12月初向自治游击部队司令部下达的一道通令极具代表性,该通令严厉告诫必须坚决避免像此前经常发生的那样,向农民家庭“强行摊派”(即“以烧毁家当财产相威胁”)要求其向成批游击队员提供“食宿接纳”。通令解释道:“事实上,此类暴力行径,加之对纳粹法西斯残酷报复的深层恐惧,势必将激起民间的告密检举与聚众抗暴,带来极其严重的精神与物质破坏后果。”(参见A. 特拉布基,《败者永远无理》,前引,第131页)。
    同样关于这一主题,亦见B. 费诺利奥在《游击队员强尼》(前引,第295页)中对早已对游击队感到彻底厌烦的农民在面对游击队员“要求留宿”时的真实心态所作的精彩描写:“农民们仅仅以一个冷淡的手势和一声叹息接待他们,指了指草垛的位置——再也不借给他们多余的毛毯——随后便登上阁楼安抚那些心脏病发作的女人们。若是耳朵灵敏的人,便能透过楼板地板的缝隙听到妇人们的哀泣声以及关于枪火与死亡的咒骂,随后是男人们压低嗓音的制止噤声,生怕游击队员听见而动怒。凌晨四点甚至更早,农民们便把队员们叫醒,不再向他们提供哪怕一口面包,甚至连一口能驱散腹中寒气的热水都不再端出,直接将队员们撵出门外,任由他们置身于那片冰冷刺骨、漆黑绝望的霜雪世界。” 

  414. 参见L. 隆戈,《深入丛林的民族》(Un popolo alla macchia),前引,第201页及以下各页;同作者,《在全国起义的道路上》(Sulla via dell'insurrezione nazionale),前引,第362页及以下各页;D. L. 维安科,《游击战争》(Guerra partigiana),前引,第109页(在该作者笔下,强制征发反倒成了抵抗运动‘人民性’的明证,并‘确证了游击队员与平民百姓之间的深厚休戚鱼水之情’)。 

  415. E. 戈里埃里,《蒙特菲奥里诺共和国》,前引,第370页及以下各页。 

  416. G. 赞达诺,《韦尔切利省的解放斗争》(La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli),前引,第125页。 

  417. G. 潘萨,《热那亚与波河之间的游击战争》,前引,第353页及以下各页。 

  418. 在其发表的一系列论述中,鲁斯科尼尽管未曾涉足抵抗运动具体过程的个别面向,亦未曾梳理大众对抵抗运动态度的演变脉络,且其字里行间仍残留着对传统官方通俗说教的若干屈从妥协(在这方面极具代表性的是,他在强调了作为9月8日后诸多行为模式基础的‘总体性危机’之后,依然使用了‘等待主义’[attesismo]一词,且赋予其某种兼具道德主义与负面批判色彩的内涵,使其在实质上沦为‘投机取巧’的同义词);但他一方面极其精准地抓住了1943—1945年历史风云对于洞悉意大利全盘现实的决定性价值,抓住了这数年风云同随后数年政治发展之间的内在有机联系——正是这随后数年间,天民党不仅在未曾亲历或仅仅边缘性亲历抵抗运动的南部各大区大获全胜,而且在作为抵抗运动血火主战场的各大区(在这些大区天民党当年的组织存在与历史角色远逊于左翼阵营)同样奠定了其压倒性的选举霸权;在另一方面,他深刻洞察到:抵抗运动的历史若要真正令人信服,若要真正彰显游击抉择的历史价值,并合理解释其崇高理想信念以及其幼稚不成熟与严重过失,就必须成为某种‘本真性’解读的对象(即充分正视其伦理与政治动机所蕴含的‘残酷性与内在矛盾性’),而决不可像迄今为止那样仅仅从‘道德与文化’的狭隘教条框架(前者被死板界定为严格的世俗主义,后者被僵化限定为教条的左翼立场)出发予以图解。也就是说,必须以彻底公允、毫无偏见的方式深入探究‘导致对法西斯政权民意认同瓦解崩溃的全套动机框架’——这一考察必须涵盖从1943年(尤其是从9月8日,因为在此维度上7月25日政变仅仅是其‘宫廷式’的高层表象)直至1948年的整个历史时期,并时刻牢记——鲁斯科尼将9月8日视作决定性历史起点的着重强调在此极富启示意义——无论对旧政权认同的瓦解有多么重大,在停战惨祸之后,它在实质上仅仅构成了那场‘兼具暧昧多义性与不可逆转性’的、范围远为宏阔深刻且形式纷繁多样的‘总体性集体危机’的某一个侧面而已。参见G. E. 鲁斯科尼,《论对抵抗运动的史学修正》(Per una revisione storica della Resistenza),前引;同作者,《最后的行动主义》,载《磨坊》(il Mulino),1992年7—8月号,第575页及以下各页;同作者,《并不存在所谓“非法占用者”》,载《新闻报》(La Stampa),1992年10月14日(用以答复N. 博比奥在同报1992年10月11日发表的《抵抗运动属于那些曾亲自战斗过的人》)。 

  419. 参见F. 沙博,《当代意大利(1918—1948)》(L'Italia contemporanea (1918-1948)),都灵1961年版,第118页及以下、第124页及以下。 


  1. Pur costituendo indubbiamente un caso limite, significativa è la vicenda dell'adesione alla Rsi del famigerato Pietro Koch. Le sue lettere alla sorella (cfr. L. CANALI, Autobiografia di un baro, Milano 1990, pp. 26 sgg.) mostrano bene come fosse possibile che individui privi di qualsiasi punto di riferimento ideale e psicologicamente instabili potessero nel giro di pochi giorni passare da uno stato di incertezza e di frustrazione ad uno di esaltazione e di violenza bestiale. Subito dopo l'8 settembre Koch, come tanti altri militari, non aveva alcuna idea di cosa fare e si guardava attorno smarrito: «si sta sfasciando tutto. Dopo l'armistizio il reggimento si è sciolto. I capi sono fuggiti, e anche il re e il generale Badoglio e gli altri generali. Tutti cerchiamo abiti civili e buttiamo via quelli militari. Tutti fuggono e vogliono tornare a casa. Io sono stordito, non capisco piú niente. C'è chi va in montagna con i partigiani, e chi dice che bisogna difendere in ogni caso la Patria. Ma come? Dove sta la Patria? Non so davvero come andrà a finire tutta questa storia. Un mio collega è già partito per raggiungere le formazioni partigiane in fase di organizzazione: ci sono anche i comunisti e di altri partiti. Ma noi non sappiamo niente di politica oltre a quello che ci hanno insegnato alla pre-militare o al GUF. Cara sorella non so proprio cosa fare. Per ora di tornare a casa non se ne parla, non ho voglia neanche di questo».
    Bastarono però pochi giorni e l'opportunità di sentirsi qualcuno e di avere una «bella vita» perché trovasse la sua strada, «dritta e logica», «quella che ci hanno insegnato per tanti anni e di cui fino a poco fa non mi rendevo ben conto»: «la strada a fianco dei camerati germanici contro il bolscevismo internazionale e contro quello di casa nostra». E la imboccò non solo con entusiasmo, ma con una spietatezza gioiosa, con la convinzione del crociato che trovava nella lotta l'appagamento tanto dei suoi principî piú «nobili» quanto dei suoi istinti piú bestiali: «Adesso vedo chiaro che sotto tutto questo imbroglio c'è lo zampino dei comunisti nemici della Patria, della Famiglia, di Dio. Dargli la caccia è il compito del gruppo che abbiamo formato con altri ragazzi in gamba... Credimi, dar loro la caccia è diventato un vero piacere, una specie di sport, una caccia grossa perché questi cercano in tutti i modi di resistere. Ma noi abbiamo dei "metodi" patentati e riusciremo a sterminare questo flagello dell'umanità. Siamo armati di tutto punto, forniti di materiale ultramoderno. Abbiamo automobili a volontà, una vera gang all'americana, e tutto quello che desideriamo, liquori, burro, prosciutto, cioccolata, sigarette a volontà, e... donnine che con noi non fanno tanti complimenti. È una vera pacchia, fare il proprio dovere di Italiani contro quei maiali servi di Mosca, e intanto vivere bene e divertirsi». 

  2. Il fatto che molti mettessero sullo stesso piano alleati e tedeschi fu determinato da vari fattori, alcuni di tipo culturale, altri piú particolari che ebbero una influenza tutt'altro che secondaria.
    Il primo e piú importante fu l'odio che gli indiscriminati bombardamenti aerei sulle città e i mitragliamenti a sangue freddo di contadini sui campi e di gente comune sulle strade procurarono agli Alleati. Secondo una indagine del ministero dei Lavori pubblici, nel periodo 1° dicembre 1943 - 30 luglio 1944 (per quelli precedenti e successivo non si hanno dati riassuntivi) i morti (compresi quelli provocati dai bombardamenti navali) furono 7047 e i feriti 8320, le case private distrutte 9577, quelle gravemente danneggiate e quelle lesionate rispettivamente 12 530 e 21 939. A questi danni si aggiungevano poi quelli a edifici pubblici (221, 360, 264) e adibiti ad attività industriali (537), ad acquedotti e fognature (97) a ponti e strade (97) e a attrezzature portuali (34), il tutto per un valore presunto di oltre 8 miliardi e 888 milioni. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 8, fasc. 36/R, «Incursioni aeree nemiche».
    Un altro fattore che pare ebbe una sua influenza fu costituito dalle notizie su ciò che avveniva nelle regioni liberate.
    Su entrambi questi fattori molto giuocò la propaganda fascista; sarebbe però sbagliato attribuirne il «successo» solo ad essa. Basti pensare, per fare un esempio, a quello che un uomo di cultura, non certo di sentimenti fascisti, che aveva vissuto l'occupazione tedesca e stava vivendo il post liberazione di Firenze, Antonio Delfini, annotava il 18 dicembre 1944 nel suo diario:
    «Mussolini aveva forse dunque ragione quando ci ordinava, con la faccia feroce, di odiare gli inglesi?
    È certo che noi, poveri italiani, stiamo soffrendo il soffribile. Abbasso dunque l'Inghilterra!
    Spero, anzi Credo nella Provvidenza.
    Viva Libertà, Indipendenza, Dignità. Abbasso la Germania e, soprattutto, l'Inghilterra!
    C'è qualcosa che io detesto piú della brutalità: l'ipocrisia...
    Mi ripugna (e sommamente mi ha ripugnato finché li ho avuti come aguzzini – e spie dei tedeschi –) il Partito fascista repubblicano, benché in un senso di dignità umana, di coraggio, e di diritto, mi ripugni meno di quel che ora – in Firenze – non mi ripugni il complesso dittatoriale anglo-russofilo dei Comitati di liberazione e tutta la loro cricca di rancorosi, di complicati, di traditori e infine di sciacalli. Sono questi che mangiano sul cadavere della Patria. Il Regime fascista mangiò fino a far morire la Patria. Costoro – gli antifascisti – si nutrono di quanto ha ripugnato agli stessi saziati fascisti.
    Che il Signore aiuti l'Italia!» (A. DELFINI, Diari 1927-1961, a cura di G. Delfini e N. Ginzburg, Torino 1982, pp. 280 sg.).
    Né, a ben vedere, al fondo è molto diverso ciò che annotava il 16 marzo 1944 Andrea Damiano:
    «Il numero dei morti aumenta, la guerra distrugge monumenti illustri. Il soffrire arroventa pensieri, incenerisce e disperde scorie; e cosí stiamo, macri, in questa dogliosa Italia lorda di sangue sudore e fango.
    Il raziocinio ci dice: è logico, è la guerra moderna. Ma è il raziocinio di uno che, sottoposto a tortura, volesse applicarlo a se medesimo. Costui avrà sempre cedimenti, urla nella strozza. Dirsi: sta buono, ragiona, non vale. Noi odiamo anche gli inglesi. Non siamo cosí spogliati della nostra umanità da non avere piú di queste reazioni tutte fisiche e non provare odio per i nostri tormentatori, chiunque siano.
    Chi crede che gli inglesi saranno longanimi con noi, stima possibile questa cosa assurda: che il vincitore possa dimenticarsi di esserlo. Nel sentimento del vincitore verso il vinto potrà farsi strada la pietà, non la remissione, non mai quella comunione di sensi col vinto che implicherebbe l'oblío della vittoria. Del resto, agli occhi degli inglesi noi siamo degli ex nemici pentiti. E che sanno essi dell'orrore del nostro destino? Ci chiedono di batterci per loro, dopo il pentimento: e poco gli cale che noi lo si faccia col senso amaro di chi spia. Qualcuno dice: Ma noi abbiamo fatto la rivoluzione; intendendo superato con quel termine il groviglio di sentimenti, quell'intoppo, che ci assilla. Ebbene, non è vero. La rivoluzione non l'abbiamo ancora fatta. Noi siamo ancora lordi degli errori che ci hanno portato a questo. Tutto in noi è contraddizione, riserva mentale, impulso che vorrebbe essere pieno e libero, e non lo è. Io evoco tedeschi e inglesi, e li vedo stranieri entrambi, cioè estranei al dolore e al lutto della mia patria. La nostra salute non potrà aver principio se non nella piena coscienza e accettazione del destino che ci vuole soli» (A. DAMIANO, Rosso e grigio cit., pp. 123 sg., ma anche p. 121, 13 marzo 1944). 

  3. «Accade che la guerra continua, ma che gli uomini non la sentono piú (e da un pezzo) come tale, bensí come pura meccanica, pura astrazione: flagello astruso e disumano, cui non si accompagna piú alcun sentimento, fosse pure l'odio e il furore» (A. DAMIANO, Rosso e grigio cit., p. 133, 1° settembre 1944). 

  4. «La nostra angoscia nasce appunto dalla pura negazione; dal sapere di dover distruggere, e dall'ignorare di poter ricostruire; dall'essere tutto commiato, e nulla speranza... Le nostre stanchezze sono mature per tutti i distacchi. Ma quante sopravvivenze... Colmi, ne siamo, e alteri e pietosi. Anime in lutto, e conoscessimo scioglimenti piú risolutivi che questa immane nostalgia, che questo anelare. Nausea del nostro io. Oh, liberarsene! My blood is all meridian» (A. DAMIANO, Rosso e grigio cit., pp. 128 e 135, 13 maggio e 19 agosto 1944). 

  5. Caratteristico è quanto nell'ottobre 1944 un ufficiale britannico del Soe riferiva ai suoi superiori sulla situazione del nord dove era stato sino a pochi giorni prima in missione di col- legamento con le forze partigiane: «I sentimenti e il sostegno della popolazione civile variano molto. Nelle città la maggior parte degli abitanti pensa soltanto alla propria pelle. Molti inveiscono contro i tedeschi, alcuni contro i partigiani, ma è cosí solo perché tedeschi e partigiani costituiscono un pericolo per il loro benessere o per le loro vite. Nelle città industriali, ovviamente, vi è una forte componente comunista, come a Torino e a Milano, e sono tutti filopartigiani. Poi ci sono anche i fascisti. Le aree di campagna non partigiane sono una via di mezzo fra due posizioni estreme: un egoismo miope e stupido e un appoggio aperto. Le aree controllate dai partigiani sono quasi interamente filopartigiane, esclusi pochi elementi; e costoro stanno molto attenti a nascondere ciò che pensano. In generale, piú la gente è povera e piú forte è il suo sostegno. La scala classica vale per l'intero paese. Gli uomini piú ricchi della mia area – molto povera – erano quelli che meno aiutavano la causa partigiana: in effetti facevano il meno che potevano fare senza mettersi nei guai. Innanzitutto perché, essendo i piú ricchi, avevano avuto legami con l'amministrazione fascista e in secondo luogo perché volevano essere sicuri che né i tedeschi né i partigiani facessero perdere loro le ricchezze» (cfr. E. MORRIS, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-45, Milano 1993, pp. 467 sg.). 

  6. Cfr. G. E. RUSCONI, Per una revisione storica della Resistenza, in «Micromega», 1991, n. 5, p. 33. 

  7. Cfr. per esempio A. DAMIANO, Rosso e grigio cit., p. 175 (2 maggio 1945). 

  8. Un piccolo, ma sintomatico caso di questa confusione di idee, che può aiutare a capire certe «metamorfosi», è ricordato da C. MARCHESI, Il cane di terracotta, Verona 1989, p. 29. Il famoso latinista riferisce una conversazione tra due passeggeri da lui udita in treno. Uno diceva: «Io sono comunista fascista». L'altro: «Ma come! Da vent'anni abbiamo detto che il comunismo è la peste, e ora ci diciamo comunisti!» «Sí, appunto, – ribatteva il primo. – Che vuol dire questo? Vuol dire che se il comunismo vuole levare la proprietà ai ricchi, ai pescicani, per darla ai lavoratori, io sono comunista; ma se il comunismo vuole abolire la religione, la famiglia: se vuole un solo pastore e tutto il resto pecore, sono anticomunista. Ha capito ora?» 

  9. Il 10 settembre Idreno Utimperghe, un sindacalista toscano che era stato sino al 25 luglio segretario della locale unione provinciale dei lavoratori fascisti, prese l'iniziativa di ricostituire il fascio di Trieste. Il giorno dopo una trentina di fascisti partirono in camion dal capoluogo giuliano per collegarsi con i camerati delle altre località giuliane e venete. La sera dello stesso giorno fu ricostituito il fascio di Verona, il 12 quello di Padova, il 13 quello di Treviso, il 16 quelli di Venezia e di Rovigo, il 18 quello di Belluno. Cfr. E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto cit., pp. 48 sg. Negli stessi giorni si ricostituivano tra gli altri anche i fasci di Brescia, Bergamo e Bologna. 

  10. G. BOCCA, La repubblica di Mussolini cit., p. 16. 

  11. G. PINI, Ragazzo del '99, VI, Bufera (1942-1945), in ACS, G. PINI, b. 50. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 8/R, «Gaetano Bagalà», lettera a Mussolini 19 settembre 1943. Nella sua lettera Bagalà affermava senza mezzi termini che il comportamento di questi fascisti prima e dopo il 25 luglio dimostrava chiaramente quanto essi fossero irrecuperabili e come il recupero delle masse al fascismo, già di per sé assai dubbio e comunque molto difficile, sarebbe diventato del tutto impossibile se – contrariamente a ciò che egli pensava – essi avessero ripreso il loro posto nel partito. 

  12. G. AMENDOLA, Lettere a Milano. Ricordi e documenti 1939-1945, Roma 1973, pp. 176 sg. 

  13. J. V. BORGHESE, Memorie, ff. 13 sg. e 38, in Archivio J. V. Borghese. 

  14. AUSSME, I-1, RSI, Diario storico SME, b. 1, Allegati, «Riunione del 18 aprile 1944 a Parma». 

  15. La preoccupazione per le «sorti della patria» e la convinzione che fosse indispensabile «che tutti gli italiani sentissero che c'è estrema necessità di concordia» erano presenti anche ad un certo numero di intellettuali che fascisti non erano e non lo sarebbero mai diventati. Significativo è il caso di Fortunato Pintor. Cfr. G. GENTILE - F. PINTOR, Carteggio (1895-1944), Firenze 1993, pp. 423 e 427. 

  16. A proposito dei giovani dei Guf, poco prima del 25 luglio G. GUARESCHI, Diario clandestino 1943-1945, Milano 1982, pp. 100 sg., aveva acutamente osservato: «Hanno il dente avvelenato. Sfogavano la loro bile dalle colonne dei giornaletti dei Guf ed ora – con gli stessi argomenti – fanno il processo al fascismo in termini ambigui perché sono furbi e non s'impegnano a fondo, e si preparano a sfruttare questa triste avventura per annidarsi nei nuovi giornali e di lí sfogare il loro risentimento di uomini mancati». 

  17. G. PAPINI, Diario cit., p. 131. 

  18. Cfr. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 4 «T. Interlandi» (la lettera reca il visto e l'assenso di Mussolini); A. SOFFICI, Collaborazione degli intellettuali, in «Italia e civiltà», 20 gennaio 1944, riprodotto in Italia e civiltà, a cura di B. Occhini, Roma 1971, pp. 35 sgg. 

  19. Cfr. G. LA BELLA, L'IRI nel dopoguerra, Roma 1983, pp. 14 sgg. 

  20. Tra i piú noti ricordiamo, oltre a Giovanni Gentile, Carlo Anti, Guelfo Civinini, Giovanni Comisso, Goffredo Coppola, Giotto Dainelli (che succedette a Gentile nella presidenza dell'Accademia d'Italia), Pericle Ducati, Francesco Ercole, Telesio Interlandi, Guido Manacorda, Filippo Tommaso Marinetti, Barna Occhini, Ugo Ojetti, Cipriano Efisio Oppo, Biagio Pace, Luigi Pareti, Roberto Paribeni, Marco Ramperti, Enrico Sacchetti, Arrigo Serpieri, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Vittorio Vettori, Luigi Villari, Giuseppe Villaroel, Gioacchino Volpe. Sugli intellettuali saloini manca uno studio complessivo di buon livello. Le pagine migliori dedicate ad essi sono quelle di E. G. LAURA, in L'immagine bugiarda, Mass-Media e spettacolo nella Repubblica di Salò (1943-1945), Roma 1986, passim e specialmente, pp. 99 sgg. 

  21. Cfr. Mussolini l'alleato, II, pp. 829 sgg. 

  22. Cfr. E. MARIANO, Vincenzo Errante: l'uomo e il traduttore di poesia, in Vincenzo Errante. La traduzione di poesia ieri e oggi, a cura di F. Cercignani e E. Mariano, Milano 1993, pp. 13 sg. e 17. 

  23. Cfr. a questo proposito le osservazioni di E. GALLI DELLA LOGGIA, L'8 settembre degli intellettuali, in «L'informazione bibliografica», aprile-giugno 1993, pp. 207 sgg. 

  24. Fra coloro che inizialmente collaborarono con la Rsi o guardarono ad essa con simpatia furono, per esempio, Vittorio Gorresio che nel settembre-ottobre 1943 scrisse su «Il popolo di Roma» (cfr. in particolare Lettere sull'Italia e Pensieri sull'Italia, rispettivamente del 22 settembre e del 4 ottobre, dai quali traspare un notevole disorientamento, di cui non si fa cenno nelle successive memorie La vita ingenua, Milano 1980, pp. 227 sgg.) e, come rivela il suo «taccuino segreto» pubblicato da L. Mondo ne «La Stampa», 8 agosto 1990, Cesare Pavese, un po' per il disgusto che gli provocavano la monarchia e gli antifascisti, un po' nella speranza che il fascismo repubblicano risvegliasse l'«animo nazionale» degli italiani. Cfr. c. MAFFEI, I vedovi di Pavese, in «Il Borghese», 9 settembre 1990, pp. 35 sgg.; C. DIONISOTTI, Per un taccuino di Pavese, in «Belfagor», 31 gennaio 1991, pp. 1 sgg.; nonché Mussolini l'alleato, II, pp. 1367 sg. 

  25. Valga da esempio il caso di Elio Vittorini, a proposito del quale cfr. gli accenni di G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., pp. 91 e 496. 

  26. Per un sommario quadro, relativo in particolare ai membri dell'Accademia d'Italia, cfr. E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini (Dal Gran Sasso a Dongo), Roma 1948, pp. 196 sgg. 

  27. Cfr. MUSSOLINI, XXXII, pp. 264 sgg. (11 novembre 1943). 

  28. I primi attacchi, violentissimi, a Gentile furono mossi subito dopo l'8 settembre da Radio Monaco, auspice quasi certamente Giovanni Preziosi. Ad essi seguirono altri su alcuni giornali; l'apice degli attacchi fu però raggiunto dopo che si sparse la notizia che Gentile era stato ricevuto da Mussolini (17 novembre), questi, pochi giorni dopo, lo nominò presidente dell'Accademia d'Italia e il filosofo aveva rilasciato una intervista a «La Nazione» (10 dicembre) nella quale aveva affermato la necessità di «cercare e valorizzare tutto ciò che faciliti e affretti la conciliazione e l'unione degli animi» (un concetto che con toni diversi avrebbe ribadito sul «Corriere della sera» il 28 dicembre in un articolo significativamente intitolato Ricostruire e nell'editoriale del primo numero della nuova serie de la «Nuova Antologia», il 1° gennaio 1944). Violentissimi furono in particolare quelli apparsi su «Il Fascio» di Milano il 27 novembre e nelle settimane successive (nei quali fu accusato tra l'altro di essere stato disposto a collaborare col governo Badoglio e di aver fatto dell'Enciclopedia, una «casa di ebrei»), su «Il Regime fascista» e su «La Sera». Una lettera di protesta inviata da Gentile al «Corriere della sera» fu pubblicata dal quotidiano milanese (16 gennaio 1944), che però da quel momento gli sospese di fatto la collaborazione precedentemente concordata. Contemporaneamente veniva in pratica affossata quella che era stata per quasi un ventennio la sua intrapresa culturale piú importante: l'Enciclopedia Italiana (alla cui testa era stato posto come commissario straordinario Guido Mancini), che, con la scusa di trasferirla al nord, fu interrotta e privata di tutti i suoi mezzi finanziari ed editoriali. Cfr. B. GENTILE, Dal discorso agli italiani alla morte, in Giovanni Gentile. La vita e il pensiero, Firenze 1951, IV, pp. 36 sgg.; L. CANFORA, La sentenza Concetto Marchesi e Giovanni Gentile, Palermo 1985, pp. 96 sgg.; E. G. LAURA, L'immagine bugiarda cit., pp. 113 sgg., G. GENTILE - F. PINTOR, Carteggio cit., pp. 424 sgg. 

  29. L'ostilità nei confronti degli intellettuali era cosí diffusa che se ne trovano tracce anche nel «taccuino segreto» di Pavese, in cui si legge: «Gli intellettuali hanno contato troppo nella vita italiana. Essi sono vili, litigiosi, vanitosi. Bisogna tornare allo Stato, alle personalità politiche, superiori a quelle della cultura. Dicono che sarebbe barbarie, ma non è vero. Sarebbe ordine». 

  30. ACS, R. FARINACCI, b. 17, fasc. 82. 

  31. Secondo i dati raccolti dalla federazione milanese del Pfr, dal 25 luglio all'8 settembre in provincia di Milano i fascisti o ritenuti tali uccisi furono 7, i feriti 91, i cacciati dal lavoro 7190. I danni ad abitazioni ammontarono a 12 milioni, le abitazioni dalle quali i fascisti furono cacciati furono 345; cfr. V. COSTA, Memorie, 1943-44, f. 267, in Archivio V. Costa. 

  32. Cfr. L'Italia dei quarantacinque giorni cit., pp. 262 sg. 

  33. Per un caso non urbano, quello di Armando Paoli, autoproclamatosi il 20 settembre segretario del ricostituito fascio di Greve in Chianti; cfr. C. BALDINI, La seconda guerra mondiale da Greve in Chianti a Firenze, I, Firenze 1994, pp. 28 sg. Va comunque notato che i casi di maggior efferatezza si ebbero, piú che nei centri agricoli e minori, nei maggiori e soprattutto nelle grandi città. 

  34. Con termini molto piú cauti di quelli usati da Rahn e senza far riferimento esplicito alla «banda Carità», il 27 dicembre 1943 il questore di Firenze riferiva in forma riservatissima al capo della polizia:
    «La ripresa fascista, sotto la forma repubblicana sociale, non è stata e non è facile. Nei pri- missimi tempi, l'affrettata mobilitazione e organizzazione delle forze fasciste, per fronteggiare l'opera deleteria e pericolosa dei dilaganti movimenti filo-inglesi e, soprattutto, comunisti, ha dato luogo a qualche illegalità od eccesso, specie ad iniziativa di gregari piú fanatici, il che è stato sfruttato dalla propaganda avversaria a danno del Regime» (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 4, fasc. C2, sottof. «Firenze»).
    Sulla banda Carità cfr. C. FRANCOVICH, La Resistenza a Firenze, Firenze 1961, passim. 

  35. «Le pressioni esercitate dai soliti ex massoni, dalle solite contesse nei salotti, le esagerazioni portate dalla fantasia italiana, molto ricca in proposito, dalla bastonatura che diventa omicidio, agli schiaffi che diventano tortura, sono argomenti all'ordine del giorno che portano i capi delle provincie alla repressione di tutte quelle che possono essere le energie nazionali, quelle energie, Duce, che Voi non potete aver dimenticato che nel 1919, 1920, 1921, 1922 Vi hanno messo in condizione di diventare il Capo della Patria, quelle stesse energie che furono stroncate da un'opera intelligente della massoneria e dell'aristocrazia italiana, sono oggi nuovamente incatenate» (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 26, fasc. 185/R, «Gildo Simuni - Mario Carità», rapporto a Mussolini, Firenze, 14 dicembre 1943). 

  36. V. COSTA, Memorie cit., f. 268. 

  37. Su Giuseppe Dongo squadrista di Casale Monferrato, fondatore, sembra, del fascio di Novara nel 1920, corrispondente negli anni immediatamente successivi de «Il popolo d'Italia»; passato all'Ufficio stampa del Pnf e quindi funzionario nel Veneto della Confederazione dei lavoratori dell'agricoltura (che lasciò per ragioni di salute, nel 1937-38), sino al 25 luglio piccolo funzionario della federazione di Roma, cfr. E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini cit., p. 38. 

  38. Per il Palladino, si potrebbe pensare ad un errore di trascrizione del suo nome e identificarlo con Alessandro Palladini, squadrista aquilano, console medico della Mvsn, dal dicembre 1940 consigliere nazionale, nel 1942-43 capo della Direzione centrale di sanità al comando generale della Milizia e, durante la Rsi, membro del direttorio del Pfr e direttore generale della Sanità. 

  39. ACS, Presidenza Consiglio dei Ministri, Gabinetto, 1940-43, fasc. 1.1.2/24641. Sempre per quel che riguarda Calvi di Bergolo, è da ricordare che, appellandosi all'accordo con i tedeschi in forza del quale era stata istituita la «Città aperta», egli cercò (senza però riuscirvi, dato che Stahel gli fece sapere di aver ricevuto un ordine in proposito da Berlino) di impedire che Pavolini prendesse la parola in pubblico e, dopo il discorso, fece sapere di volersi dimettere perché il segretario del Pfr aveva attaccato nel corso di esso «le istituzioni». Essendosi verificato subito dopo un grave incidente all'interno di un ospedale militare tedesco tra militari italiani e tedeschi in cui sei di questi ultimi erano stati uccisi e avendo Kesselring per rappresaglia chiesto la consegna di seimila italiani atti alle armi da tradurre in prigionia, il generale tornò sulla sua decisione per non inasprire vieppiú la situazione offrendosi però personalmente come ostaggio e ricorrendo a Rahn dal quale, alla fine, ottenne la revoca della richiesta di Kesselring. AUSSME, N-1-11, Diari storici 2ª G.M., b. 3012, «Documenti Commissione d'inchiesta sulla difesa di Roma», fasc. «Generale di divisione Carlo Calvi di Bergolo». 

  40. Il Reparto speciale della polizia repubblicana, comunemente nato come «banda Koch», operò soprattutto a Roma e poi a Milano. Le sue vicende non sono state mai effettivamente ricostruite, nonostante la «banda Koch», oltre ad essersi macchiata di orribili crimini e violenze, sia stata piú volte al centro di un complesso giuoco sia tra ambienti italiani e tedeschi, sia di gruppi di potere all'interno di tali ambienti. Per quel che riguarda il versante fascista, la «banda Kock» pare si muovesse soprattutto nella sfera di Buffarini Guidi (cosí come per quello tedesco nella sfera di Kappler), ma non è escluso che in qualche circostanza anche Mussolini si sia servito di essa per attività informativo-spionistiche sul conto di elementi dei quali diffidava. Duri furono i contrasti con Borghese e la X Mas, che accusò Koch di ordire un complotto (che Koch si vantò di aver fatto fallire riuscendo a creare uno stato di disorientamento e di disaccordo all'interno della X) per portare al potere lo stesso Borghese (sostenuto, sempre secondo Koch da elementi del controspionaggio tedesco). Altrettanto duri quelli con la «Muti», dalla quale alla fine, il 24 settembre 1944, Koch e un certo numero di suoi uomini vennero arrestati. Cfr., in mancanza di altro, A. LUALDI, La Banda Koch. Un aguzzino al servizio del Regime, Milano 1972. 

  41. Per la vicenda del fascio romano cfr. E. AMICUCCI, I 600 giorni di Mussolini cit., pp. 30 sgg.; A. NORELLI, Il ministro Domenico Pellegrini-Giampietro nel tramonto del fascismo, Napoli 1992, pp. 98 sg.; E. F. MOELLHAUSEN, La carta perdente. Memorie diplomatiche 25 luglio 1943 - 3 maggio 1945, Roma 1948, pp. 166 sgg. e 128; C. TRABUCCO, La prigionia di Roma. Diario dei 268 giorni dell'occupazione tedesca, Torino 1954, pp. 118 sg., 123 sgg. e 135; S. BERTOLDI, Salò. Vita e morte della Repubblica Sociale Italiana, Milano 1976, pp. 390 sg. e 393 sgg. dove è pubblicato un memoriale scritto da Bardi dopo l'arresto in cui questi vantava la sua «poliedrica» attività e difendeva la sua «azione bonificatrice»), che lascia capire che tra i protettori di Bardi ci sarebbe stato anche Buffarini Guidi, ricattato da Bardi; N. COSPITO - H. W. NEULEN, Salò-Berlino: l'alleanza difficile. La Repubblica Sociale Italiana nei documenti segreti del Terzo Reich, Milano 1992, pp. 253 sg.; ACD, Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Segreteria generale 1943-1945, fasc. «Biblioteca» (per il progettato «governo provvisorio»); ACS, B. SPAMPANATO, b. 2, lettera «riservata» di B. Spampanato, U. Guglielmotti, Vittorio Curti, Enrico Santamaria e Francesco Scardaoni a Mussolini, 29 gennaio 1944 («L'assenza ufficiale del governo aveva già depresso da qualche mese il tono della vita romana. Tale assenza fu ancora piú rilevata per i fatti di Palazzo Braschi, che sconvolsero letteralmente i promettenti inizi di ripresa del fascismo repubblicano di Roma, e di cui ancora oggi si risentono le tristi conseguenze per il diaframma creatosi tra Fasci e popolazione...»); BM, RH 2, b. 1663, bl. 3-18, rapporto in data 16 dicembre 1943 del col. Jandl («Il 26.11.43 si effettuò un'azione di polizia a Roma a mezzo della PAI (Polizia Africa Italiana) arrestando il prefetto di Roma Bardi e un altro pezzo grosso di nome Pollastrini (generale della Milizia a R.) insieme con 40 analoghi ceffi. Questi individui avevano installato a Roma, in qualità di nuovi dirigenti politici, un regime di terrore della peggior specie, ed arrestavano indiscriminatamente persone che ricattavano e talvolta seviziavano. A questo scopo si erano attrezzati una “lubjanka” personale, da dove dirigevano le loro imprese e dove esercitavano la loro “giustizia”. È stata però necessaria una forte e decisa pressione tedesca perché le autorità italiane si decidessero finalmente ad intervenire. Questa decisione fece ottima impressione sull'opinione pubblica, ma purtroppo si perdette l'occasione di sfruttare propagandisticamente l'effetto tonificante dell'azione. Ho riferito su questo argomento al Duce al mio ritorno da un breve viaggio informativo a Roma, dopo di ché alla fine venne diramato un comunicato stampa sugli avvenimenti che erano già di dominio pubblico. In questo modo però si realizzava solo il principio di fare piazza pulita senza riguardi anche nei propri ranghi (almeno teoricamente, perché finora non si può [infatti] assolutamente parlare di un'applicazione generale di questo principio, anche a causa che le forze dell'esecutivo di sicurezza non sono ancora sufficientemente rafforzate e nemmeno tanto numerose. È stata inoltre sciolta il 7.12 la Polizia Federale (una specie di polizia del partito fascista). Essa era una organizzazione di rivoluzionari che non contribuiva, ma unicamente minacciava, al mantenimento dell'ordine pubblico».
    La vicenda della «banda Bardi» fece rumore anche all'estero, tanto che la «Gazette de Lausanne» dette notizia sia della nomina di Pizzirani che dell'arresto dei «quaranta». 

  42. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma, Firenze 1947, p. 203. 

  43. R. BIANCHI BANDINELLI, Dal diario di un borghese e altri scritti, Milano 1962, p. 123. 

  44. Sulla partecipazione delle donne alla vita politica e militare della Rsi manca uno studio d'insieme. Cfr. per l'aspetto soprattutto militare M. FRADDOSIO, Donne nell'esercito di Salò, in «Memoria», giugno 1982, pp. 59 sgg.; ID., La mobilitazione femminile: i Gruppi fascisti repubblicani femminili e il SAF, in «Annali della Fondazione Luigi Micheletti», n. 2, 1986 (La Repubblica sociale italiana 1943-1945), pp. 257 sgg.; ID., La donna e la guerra. Aspetti della militanza femminile nel fascismo: dalla mobilitazione civile alle origini del Saf nella Repubblica Sociale Italiana, in «Storia contemporanea», novembre-dicembre 1989, pp. 1105 sgg. 

  45. Cfr. Squadrismo, in «Brigata Nera “5. Rizzardi”», 2 ottobre 1944. 

  46. Cfr. E. A. ALBERTONI, Quelli dell'altra parte, in «Il paradosso», gennaio-marzo 1960, p. 36. 

  47. Nell'impossibilità di tracciare un profilo sociologico dei fascisti in armi nelle varie formazioni non inquadrate nell'Esercito, utili elementi per un discorso il piú possibile storico sono offerti da M. SORESINA, Gli arditi della Legione autonoma mobile Ettore Muti. Materiali per uno studio sociologico, in «Annali», 1993, n. 2, dell'Istituto milanese per la storia della resistenza e del movimento operaio, pp. 325 sgg. Sulla base dei dati disponibili esaminati dal Soresina risulta che il 12 per cento degli arruolati (in larga misura milanesi e lombardi di nascita o di residenza) era di età inferiore ai diciotto anni e il 37,6 per cento tra i diciotto e i ventiquattro anni. 

  48. Cfr. A. DAMIANO, Rosso e grigio cit., pp. 119 sgg., 143 sg. e 158 sgg., e soprattutto, per i partigiani, B. FENOGLIO, I ventitre giorni della città di Alba, Torino 1992, pp. 8 sg.: «di divise ce n'era per cento carnevali...» 

  49. G. UNGARETTI, Vita di un uomo. Saggi e interventi, Milano 1974, p. 821. 

  50. V. COSTA, Memorie cit., f. 418. 

  51. Caratteristico è il caso di Aristide Sarti. Studente universitario, fu il primo segretario reggente del fascio repubblicano di Bologna, carica che, deluso dalla piega politica delle cose, lasciò però pochi mesi dopo motivando la sua decisione con la volontà di «rientrare nei reparti dell'aviazione militare». Paolo Fortunati (allora professore presso l'Istituto di statistica dell'Università di Bologna e responsabile del gruppo clandestino comunista «Antonio Labriola»), con cui Sarti, che doveva aver capito le sue idee e la sua attività clandestina, nel marzo 1944 si laureò con una tesi sull'origine, gli sviluppi e l'insufficienza della borghesia italiana, ha narrato i suoi rapporti con lui soffermandosi in particolare sul loro ultimo incontro verso gli inizi della seconda metà del 1944: «non molto tempo dopo Sarti comparve di nuovo improvvisamente all'Istituto, e ancora in divisa. Lo guardai interrogativamente. Egli disse subito: “Sono venuto a salutarla, a ringraziarla della prova di fiducia riposta nella mia lealtà e a confidare a lei che ho capito di avere sbagliato. Ma non so ancora se anche voi non sbagliate o non sbaglierete”.
    Iniziò allora un drammatico colloquio, che è impossibile ricostruire. Il giovane martellava: “Chi ha sbagliato deve pagare di persona”. Io insistevo “Ma tu hai già pagato facendo la guerra...” Nulla da fare. “Vieni con me, via da Bologna, penserai con calma alla nuova strada da battere...” “No”. E poi, tutto d'un fiato: “Ecco la lista delle persone da cui lei e gli uomini come lei devono guardarsi. Ecco la lista degli ostaggi che hanno progettato di prelevare e di fucilare alla prima occasione ritenuta opportuna. Lei è il... preferito nella lista!” Feci per trattenerlo: si strappò di colpo dal mio braccio, mise sul tavolo le due liste e uscí quasi di corsa. Non lo rividi piú.
    Poco prima della liberazione di Bologna, con un aereo da caccia si buttò a corpo morto su una grossa formazione anglo-americana di bombardieri...» (cfr. la testimonianza dello stesso Fortunati, in La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, a cura di L. Bergonzini, I, Bologna 1967, p. 320).
    Un caso tutto diverso, ma altrettanto significativo, è quello del successore, dal 10 dicembre 1943, di Sarti al vertice del fascio di Bologna, Eugenio Facchini (che sarebbe stato ucciso dai Gap un mese e mezzo dopo): prima aveva fatto parte della «fronda» dell'«Architrave», poi, durante i quarantacinque giorni, aveva aderito, in quanto «soreliano», alla locale organizzazione del Psiup; costituitasi la Rsi, fu però con essa, attratto, per quel che se ne sa, dai suoi propositi di rinnovamento sociale. Cfr. N. S. ONOFRI, I socialisti bolognesi nella Resistenza, Bologna 1964, pp. 187 sg. 

  52. Cfr. A. SOFFICI, Sull'orlo dell'abisso, in A. SOFFICI - G. PREZZOLINI, Diari 1939-1945, Milano 1962, p. 190. 

  53. Cfr. P. CONTI, La gola del merlo, Firenze 1983, p. 454. 

  54. Cfr. «La Stampa» del 15 aprile 1994. 

  55. Sui giovani e il clima nel quale vivevano molte famiglie borghesi anche non fasciste o addirittura antifasciste cfr. i ricordi e le finissime osservazioni, autobiografiche e no, di G. SASSO, La fedeltà e l'esperimento, Bologna 1993, pp. 195 sgg., 203 sgg. e 94 sg. 

  56. Testimonianza di Antonio Melega. 

  57. V. COSTA, Memorie cit., f. 257. 

  58. Ibid., f. 277. La stessa valutazione è stata data da E. CANEVARI, Graziani mi ha detto, Roma 1947, p. 173: «la gioventú che difese la Repubblica sino all'ultimo agí sul piano nazionale e cioè contro la resa badogliana, non già sul piano sociale e tanto meno sul piano politico, cosa che Mussolini non comprese o non volle comprendere». Allargando il discorso, Canevari (ibid., pp. 169 sgg.) ha sostenuto che la «borghesia patriottica» (da lui identificata nella media borghesia) aveva accolto inizialmente con entusiasmo la formazione del governo mussoliniano «della riscossa» e che essa sarebbe passata all'opposizione solo allorché tra il novembre 1943 e la primavera del 1944 si rese conto che Mussolini stava accentuando il «carattere socialista» del fascismo e della Rsi a scapito di quello nazionale e degli elementi che sentivano l'idea nazionale come superiore a tutto e non volevano un ritorno dell'«antico fascismo, peggiorato» per di piú. 

  59. Tipico è a questo proposito un appunto che Buffarini Guidi stese per Mussolini il 13 settembre, non appena avuto notizia della sua liberazione. In esso, fra l'altro, affermava:
    «L'improvviso ritorno del Duce ha riaperto alla speranza e alla fiducia il cuore di tanti fedeli e devoti fascisti, finora avviliti, demoralizzati e dispersi, e ha determinato vivissima attesa anche in quella parte dell'opinione pubblica perplessa e disorientata, attesa giustificata dalla naturale se pur inconfessata fiducia nella capacità creativa e nelle possibilità risolutive del genio del Duce.
    Mi permetto di farVi presente, Duce, che in questo momento piombando immediatamente, con provvedimenti decisi, nuovi, sovvertitori, rivoluzionari si potrebbe realizzare un capovolgimento nella situazione politica generale con ovvie ripercussioni sulla situazione militare.
    A mio subordinato avviso i provvedimenti potrebbero essere i seguenti: Dichiarazione della decadenza della Monarchia, macchiata per ormai generalizzato convincimento, dall'onta del du- plice tradimento perpetrato verso il Regime con l'inqualificabile arresto del Primo Ministro e verso il popolo con l'ignominiosa fuga del Re e del governo in un momento tragico per il Paese.
    Dichiarazione della nuova forma di governo: Repubblica socialfascista, con a capo il Duce, il quale avrebbe a sua disposizione un governo composto con criteri di perfetta aderenza politica e funzionale alle eccezionali e straordinarie circostanze» (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 7, fasc. 32/R, «G. Buffarini-Guidi»).
    Anche Gaetano Bagalà, nella già ricordata lettera del 19 settembre, si pronunciò in termini sostanzialmente non diversi, tant'è che si può affermare che la differenza fosse solo di tono: piú vago quello usato dal primo, piú esplicito ed argomentato quello del secondo. «Oggi – scriveva Bagalà a Mussolini – per poter sperare con qualche probabilità di successo in una ripresa del Fascismo occorrerebbero, come presupposto tre condizioni:
    – che il popolo riuscisse finalmente a comprendere che le malefatte dei traditori e dei profittatori non hanno nulla a che vedere con l'Idea; per cui l'essere stata tradita non è una ragione per abbandonarla ma per propugnarla ancora in modo migliore;
    – che gli esponenti della tentata ricostruzione fossero uomini nuovi, capaci e di largo seguito;
    – che il ricostituito Fascismo potesse offrire il regno di Bengodi invece di dover richiedere lotta e sacrificio.
    Ora non è chi non veda la difficoltà del concorso di tutte e tre queste condizioni: specie per quanto riguarda l'ultima.
    Solo una idea nuova agitata da uomini nuovi potrebbe forse compiere il miracolo di svegliare in questi rottami umani, divenuti tutti attendisti, quel minimo di dignità umana necessaria per ritrovare la via del dovere verso la Patria, verso i nostri fedeli alleati e verso le generazioni che verranno, in obbedienza al comandamento dei nostri morti, dei nostri mutilati e dei nostri stessi prigionieri.
    Questa Idea nuova dovrebbe essere quella del vero Fascismo adattato alle nuove esigenze, ma forse non dovrebbe avere piú questo nome per non fuorviare le masse ostili, con i suoi ricordi non tutti belli.
    Ugualmente questa nuova idea, come non dovrebbe aver paura di chiamarsi – se del caso – socialismo o addirittura comunismo, non dovrebbe nemmeno aver paura di pacificarsi con l'Idea staliniana, che sempre piú abbandona il folle estremismo bolscevico originario, marca Lenin.
    Solo a questa condizione si potrebbe disporre di una grande forza attinta alle masse proletarie.
    Oggi, per colpa della ricchezza troppo sfacciatamente egoista e indisciplinata, sempre sorda ai doveri dell'ora verso le classi povere e verso i combattenti, pronta a vendere all'asta la Patria a quel nemico che le avesse garantito la maggior quantità di agi, ha suscitato nelle masse un odio tale che anche chi sa o suppone cosa sia bolscevismo lo invoca come la piú giusta e la piú adatta punizione di questa ricchezza solo avida di affari, di denaro e di piaceri, qualunque ne sia la loro fonte, sia pure quella del disonore e del tradimento» (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 1, fasc. 8/R, «G. Bagalà»). 

  60. Sulla stampa fascista di periferia, la piú importante per ricostruire lo stato d'animo dei giovani e dei giovanissimi che aderirono al Pfr, le sue manifestazioni piú significative e la sua evoluzione, mancano studi approfonditi. Utili elementi sono offerti da alcuni sondaggi. Cfr. S. CARLI BALLOLA - L. CASALI, Alla ricerca del consenso. La stampa fascista e antifascista nel 1943-44, in Linea gotica 1944. Eserciti, popolazioni, partigiani, a cura di G. Rochat, E. Santarelli e P. Sorcinelli, Milano 1986, pp. 537 sgg., e soprattutto M. ISNENGHI, Verso una stampa post-fascista. Episodi di giornalismo marchigiano (1943-1944), ibid., p. 565, nonché ID., Stampa del fascismo estremo in area veneta. Tracce e reperti, in Tedeschi partigiani e popolazioni nell'Alpenvorland (1943-1945), Venezia 1983, pp. 117 sgg. 

  61. In una relazione a Mussolini del 23 marzo 1944 il capo della polizia scrisse a questo proposito:
    «Ai primi di ottobre 1943, subito dopo le prime annunciazioni programmatiche del P.F.R., si manifestò tra elementi giovani del Fascismo ed alcuni elementi democratici la tendenza a ricercare i punti di una possibile intesa sul piano del regime repubblicano. Dei sondaggi furono fatti, qualche prudente contatto fu preso, ma nessun passo avanti fu compiuto, avendo quelli di parte democratica constatato che tutto tornava a svolgersi come prima: spedizioni punitive come a Ferrara, rimessa in auge dello squadrismo, fermi ed arresti di vecchi antifascisti, posti preminenti affidati ai soli tesserati senza nessuna pregiudiziale di competenza» (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56). 

  62. Cfr. per esempio G. BOCCA, La repubblica di Mussolini cit., pp. 17 e 75 sgg.; G. PANSA, Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria, Bari 1967, pp. 57 sgg.; E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto cit., pp. 75 sgg., nonché Le formazioni GL nella Resistenza. Documenti settembre 1943 - aprile 1945, a cura di G. De Luna, P. Camilla, D. Cappelli e S. Vitali, Milano 1985, pp. 42 sgg. 

  63. Sulla composizione del Pfr i dati disponibili sono assai scarsi. Un valore solo largamente indicativo, trattandosi di una provincia diffusamente urbanizzata e dove erano affluiti elementi da molte altre provincie, possono comunque avere quelli relativi alla federazione di Milano:

    Uomini
      dai 17 ai 40 anni     8 967
      dai 41 ai 55 anni     3 387
      oltre i 55 anni       3 150
      totale               15 504
    
    Donne
      dai 17 ai 40 anni     3 133
      oltre i 41 anni         815
      totale                3 948
                           ======
    Totale uomini e donne  18 452
    

    Secondo V. COSTA, Memorie cit., f. 289, oltre a costoro vi sarebbero stati altri 1274 fascisti «milanesi» non iscritti al partito, «non avendo tempo di farlo», arruolatisi nelle Compagnie della morte, nel 3° Bersaglieri e nelle SS tedesche. La «Muti» avrebbe contato a sua volta 1100 uomini, ai quali se ne sarebbero aggiunti altri 380 nell'aprile 1945. 

  64. A tutto il 25 aprile 1945 la federazione di Milano procedette a 496 espulsioni, 24 denuncie ai tribunali civili e militari, 103 punizioni con detenzione (o nel campo di concentramen- to di Lumezzana, nel bresciano o nella «Casa di punizione» sita nella ex Casa del Fascio del Rione Baggio), 6 espulsioni con invio ai lavori obbligati in Germania e a 4 fucilazioni. Cfr. V. COSTA, Memorie cit., ff. 413 sgg., nonché le notizie apparse su «Repubblica fascista», soprattutto nel maggio-luglio 1944, ché poi Mussolini non volle fosse piú data pubblicità a questo genere di provvedimenti ritenendo potesse risultare controproducente. 

  65. Riferendosi alla situazione di Milano, V. COSTA, Memorie cit., f. 265, ha scritto a proposito del primo commissario federale ambrosiano: «Forse se Aldo Resega avesse inizialmente estromesso dai nuovi aderenti certi elementi dal passato molto discusso, indubbiamente avremmo potuto avere la collaborazione di fascisti capaci nella organizzazione». 

  66. Indicativo è a questo proposito un rapporto del 31 dicembre 1943 del questore di Torino al capo della polizia. In esso si legge: «Sorta la Federazione Repubblicana venne costituito un nucleo di polizia federale con pieni poteri sotto la guida di comandanti improvvisati e gregari raccogliticci gli uni e gli altri spesso con un passato sotto ogni riguardo pessimo e qualcuno giudiziariamente dichiarato delinquente abituale e fresco reduce da casa di lavoro. Di fronte agli evidenti abusi che non potevano mancare da parte di elementi che per forza di circostanze erasi dovuto in un primo tempo reclutare senza possibilità di scelta, fu opportunamente disposto lo scioglimento mentre andava costituendosi la Guardia Repubblicana. Tale costituzione appare tuttavia troppo lenta di fronte alla impellenza dei complessi bisogni sentiti dalla popolazione e soprattutto di tutela della persona e dei beni contro facinorosi d'ogni genere camuffati da patrioti e da gente al servizio di questo o quel comando nazionale o germanico» (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 7, fasc. C2, sottof. «Torino»). 

  67. Sulla cultura saloina, in senso proprio e in senso antropologico, mancano studi scientifici ai quali fare riferimento. Quel pochissimo che è stato fatto tende a collocarne tutte le manifestazioni sotto il denominatore della propaganda (cfr. per es. M. ISNENGHI, Parole e immagini dell'ultimo fascismo, in 1943-45. L'immagine della Rsi nella propaganda, Milano 1985, pp. 11 sgg.) o riguarda in generale gli intellettuali e singole strutture o istituzioni culturali (cfr. E. G. LAURA, L'immagine bugiarda cit. e in particolare pp. 97 sgg.); T. M. MAZZATOSTA, Educazione e scuola nella Rsi, in «Storia contemporanea», febbraio 1978, pp. 63 sgg.). Della produzione libraria e della pubblicistica (piccoli libri e opuscoli), sia di quella patrocinata dal ministero della Cultura popolare e da singole organizzazioni del Pfr o ad esso collegate (le iniziative piú importanti in quest'area furono le Edizioni erre e le Edizioni popolari) sia di quella edita da case editrici commerciali, manca persino un censimento preliminare. Allo stato della documentazione si può comunque affermare che se non videro la luce opere di un certo respiro ed impegno (l'unica eccezione ne fu quasi certamente costituita dal grosso saggio storico-politico di Luigi Pareti Passato e presente d'Italia, gli ultimi capitoli del quale costituiscono il primo tentativo di tracciare una storia «critica» della sconfitta militare e un profilo della «resurrezione» saloina) i temi maggiormente trattati, oltre a quelli del tradimento del re e di Badoglio e della socializzazione, furono la vita dell'Italia «occupata», i bombardamenti aerei anglo-americani, l'atteggiamento del clero, il bolscevismo (le Edizioni erre pubblicarono tra l'altro nel 1944 il Ritratto di Stalin di Victor Serge) e le condizioni politiche, sociali ed economiche nelle quali si sarebbe venuta a trovare l'Italia se gli Alleati avessero vinto la guerra. Numerosi furono altresí i libri e gli opuscoli su Mazzini, Pisacane e Corridoni (questi ultimi ad iniziativa essenzialmente di gruppi sindacalisti fascisti di sinistra). Su Mazzini furono ripubblicate vecchie opere come quelle di A. GHISLERI, Giuseppe Mazzini e gli operai (Milano 1945), di R. MIRABELLI, Mazzini (Varese 1944) e quella, piú recente, di G. NICOLETTI, Modernità di Mazzini (Brescia 1944), nonché numerosi saggi, tra i quali quelli che riscossero il maggior successo furono probabilmente il Mazzini (Venezia 1944) e l'Introduzione a Mazzini (Milano 1945) di Gaetano La Terza. Quanto a Pisacane, merita di essere ricordata per la prefazione di Alberto Giovannini la riedizione del terzo Saggio sulla rivoluzione (Milano 1945).
    Ancor meno studiata la cultura saloina è stata sotto il profilo antropologico. I pochi approcci in questo senso non sono andati oltre una serie di generalizzazioni (fortemente caratterizzate ideologicamente e politicamente) costruite assai spesso non su un'analisi delle fonti repubblicane, ma sull'immagine che dei fascisti avevano gli antifascisti. Da qui una immagine indifferenziata che non di rado è stata costruita sulla base di elementi marginali, quali, per esempio, le canzoni, gli inni dei reparti armati repubblicani, o che attengono talvolta, piú che al periodo della Rsi, a quello successivo del «reducismo» fascista. Caratteristica è in questo senso l'eccessiva importanza che – sulla base di un accenno, che oltre tutto si riferisce al post repubblica, di Carlo Mazzantini nel suo romanzo autobiografico A cercar la bella morte – negli ultimi anni è stata data a I proscritti di Ernst von Salomon, sino a vedere una sorta di «comunanza culturale» tra i combattenti di Salò e gli uomini dei corpi franchi tedeschi del primo dopoguerra. Una «comunanza» che, a nostro avviso, presenta molti punti deboli, in particolare, per la pretesa che ne discende di estendere ai piú dei combattenti repubblicani uno stato d'animo, una «cultura» che erano patrimonio solo di una parte di essi (e neppure di quella piú numerosa), come dimostrano la memorialistica saloina e soprattutto la diaristica (meno inquinata in genere dalla mitizzazione a posteriori di quel tempo «eroico»). 

  68. Cfr. S. RUINAS, Pioggia sulla Repubblica, Roma 1946, p. 26: «Evidentemente la lezione del 25 luglio non era servita a nulla se riaffiorava la mentalità staraciana, ottusa e letale. Si ostentava il distintivo all'occhiello e si sentivano discorsi di questo genere: “Io mi sono iscritto il 12 settembre, io il 13, io il 14...” e cosí via. Si era tornati alla politica delle date. Come prima e peggio di prima si faceva questione di tessera e non già di sostanza e di meriti. I posti di comando e di responsabilità venivano distribuiti secondo questi assurdi e urtanti criteri». 

  69. A livello di governo caratteristiche furono le diffidenze e le ostilità che circondarono sia da parte tedesca che dell'intransigentismo il ministro della Giustizia Piero Pisenti, un vecchio fascista friulano che nei primi anni del fascismo aveva ricoperto vari importanti incarichi ed era stato per la sua indipendenza di giudizio e il suo legalitarismo ben presto emarginato (e, sia pur per brevi periodi, sospeso ed espulso dal Pnf) e che aveva portato nell'assolvimento del suo nuovo incarico lo stesso spirito scontrandosi per questo piú volte con il partito. Per maggiori elementi cfr. P. PISENTI, Una Repubblica necessaria cit., in cui sono utilizzate e rifuse varie sue memorie difensive redatte in occasione del processo per collaborazionismo a cui fu sottoposto nel dopoguerra e dal quale uscí assolto, tra le quali: Memoriale in difesa dell'avv. Piero Pisenti; I miei rapporti con la Magistratura; La mia battaglia in nome della Giustizia contro Pietro Koch, la sua banda e la polizia tedesca. 

  70. Cfr. F. BALISTI, Da Bir el Gobi alla Repubblica Sociale Italiana, Abano Terme 1986, specialmente pp. 109 sgg. Parte del testo delle memorie era già apparso in Dalle «Memorie» di Fulvio Balisti: un dannunziano di fronte alla crisi del 1943 e alla Repubblica Sociale Italiana, a cura di R. De Felice, in «Storia contemporanea», giugno 1986, pp. 474 sgg. e in particolare la presentazione a pp. 469 sgg. 

  71. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 26, fasc. 188/R, «C. Scorza». 

  72. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 4, fasc. C2, sottof. «Firenze». 

  73. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56, relazione al «duce», 1° maggio 1944. 

  74. Alla vigilia dell'ordine di mobilitazione generale degli iscritti al Pfr (4 aprile 1945) esistevano Brigate nere nelle sedi di cui alla tabella di p. 142. [La tabella è ripresa dalle Memorie cit. di V. COSTA, f. 605, integrata e corretta, per la denominazione delle Brigate ed i nomi dei comandanti, nonché per le sedi delle Brigate mobili, con i dati riportati da R. LAZZERO, Le Brigate nere, Milano 1983, quando questi sono risultati piú attendibili. N. d. R.].
    Gli effettivi delle Brigate nere si accrebbero dopo l'ordine di mobilitazione generale mediamente del 18-20 per cento.
    Altre Brigate nere, su cui mancano notizie attendibili, esistevano a Morbegno (la Garibal- di), a Sancino (la Gentile), a Trieste (la Cividino e la Cossetto, quest'ultima tutta femminile) e a Udine. Ad esse si deve aggiungere infine, la Marche, in via di costituzione.
    La forza complessiva delle Brigate nere (di cui era comandante generale nella sua qualità di segretario del Pfr Pavolini) prima della mobilitazione generale ammontava a circa 37 000 uomini.
    Brigate nere erano state costituite anche a Apuania, Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa e Pistoia. Con l'avanzata alleata esse si ritirarono verso nord dove, in genere, furono sciolte, e i loro effettivi assorbiti da altre Brigate nere. Per ulteriori notizie, non sempre però precise, cfr. R. LAZZERO, Le Brigate Nere cit. Sulla Carroccio, poi Resega (il cambiamento di nome fu determinato dalle proteste tedesche) molte notizie in V. COSTA, Memorie cit., ff. 352 sgg. Alla Brigata affluirono dopo l'ordine di mobilitazione generale 1957 nuovi elementi, i suoi caduti furono complessivamente 1420. 

  75. In un rapporto segreto sull'atteggiamento della popolazione italiana inviato a Berlino il 28 dicembre 1943 dagli uffici di Rahn «l'inesistente fiducia nel sistema fascista» è sintomaticamente attribuita non solo allo «sfascio interno» dell'Italia, ma anche alla «corruzione dei dirigenti» fascisti: «il nuovo partito fascista repubblicano e il governo sono dovunque respinti perché in essi non c'è alcun uomo e perché frequentemente si verificano arbitri e atti di terrorismo... e l'attuazione delle leggi emanate non ha luogo». Né questo giudizio mutò nei mesi successivi, quando la situazione interna del partito si venne consolidando. «L'atteggiamento negativo verso il fascismo e il partito sostanzialmente non è cambiato» riferiva il 9 febbraio 1944 l'estensore del precedente rapporto. E a lui faceva eco il 23 agosto il comandante della polizia di sicurezza e del SD in Italia: «Non si attenua... l'insoddisfazione del popolo italiano nei confronti del governo e delle autorità. I dirigenti vengono accusati di praticare ancora i vecchi metodi che hanno condotto al 25 luglio e di non adottare i provvedimenti che la gravità del momento richiede» (cfr. N. COSPITO - H. W. NEULEN, Salò-Berlino: l'alleanza difficile cit., pp. 256, 259 e 263). 

  76. Il Movimento prese corpo alla metà di giugno ad opera soprattutto di un vecchio squadrista e commerciante in legnami, Bordin, che era stato tra coloro che subito dopo l'8 settembre avevano dato vita al fascio repubblicano torinese diventandone membro del primo triunvirato. Il primo comunicato pubblicato dal Movimento il 23 giugno mostra chiaramente la piattaforma sulla quale questo si muoveva:
    «Camerati rivoluzionari,
    i nemici dell'Italia proletaria hanno occupato Roma; le orde multicolori di quattro continenti, prezzolate dai plutocrati di tutto il mondo, stanno ora marciando verso il cuore stesso di questa nostra terra santificata dalla eterna fatica dell'Umile lavoro e dal sacrificio generoso dei suoi eroi; distruggono le nostre case, calpestano le nostre conquiste, danno l'assalto al nostro glorioso continente, sommergono la nostra millenaria civiltà alla quale debbono le piú alte manifestazioni dello spirito e dell'umana intelligenza.
    La Repubblica Sociale, che la Provvidenza Divina offre solo ai popoli degni, è in pericolo e sarà travolta e sommersa se noi italiani, assecondando scaltri nemici, anziché porvi rimedio, continueremo la guerra fratricida ed insulsa, che divampa a tergo dei combattenti, tra scoppi di odi feroci e incomprensioni fatali.
    UOMINI INETTI
    sempre intempestivi, gravemente corresponsabili delle sventure delle quali il popolo tremenda-
    mente soffre ed il combattente di tutte le guerre atrocemente si vergogna, si arrogano caparbia-
    mente il diritto di governarci con quella incapacità, ormai dimostrata, che può soltanto condurci verso mete tenebrose, incapacità che consciamente o inconsciamente divide gli italiani fomentando la discordia civile.
    ITALIANI, LAVORATORI, COMBATTENTI
    In questa rovente atmosfera di tragici avvenimenti, se avete ancora sangue nelle vene e dignità di uomini nel cuore, balzate in piedi e frementi di sdegno gridate
    BASTA - BASTA
    con gli incapaci, con i propugnatori di una fede che è stata sempre tradita, basta con coloro che in 9 mesi di governo, dopo le esperienze dolorose del passato, non hanno saputo costituire una sola delle premesse necessarie ad un'intima coesione spirituale del popolo.
    BASTA CON QUESTO P.F.R. E CON LE SUE FEDERAZIONI - BASTA
    con gli uomini che nei lustri patteggiarono con la monarchia e patteggiano ancora col capitalismo e coi preti, in aperto contrasto con la rivoluzione e gli interessi dei lavoratori.
    BASTA!
    E dite a costoro che per riscattare l'onore e la vergogna di tutti i tradimenti e di tutte le umiliazioni, per combattere e difendere la nostra civiltà al fianco dei valorosi camerati germanici, per versare il sangue e potenziare la nostra fede nei destini di questa martoriata Italia, è necessario che
    SE NE VADANO
    Noi oggi vogliamo combattere e lavorare al servizio di una sola fede: l'Italia!
    VOGLIAMO COMBATTERE E LAVORARE
    sotto la guida degli uomini migliori e non dei favoriti, di uomini capaci, di polso sicuro e cuore saldo, tenaci, inflessibili e pugnaci.
    BASTA
    con coloro che dicendo di servire il Fascismo, servono assai male l'Italia. Il Fascismo è stato e rimarrà una tappa grandiosa nella storia della nostra rivoluzione, ma non una meta statistica. Il pensiero di MAZZINI e di MUSSOLINI, mai degnamente servito dagli uomini del Partito di ieri e di oggi, rappresenta un faro luminoso della nostra stirpe che polarizza l'intera umanità sofferente e diseredata; ad essi noi vogliamo apportare nuovi alimenti di luce, piú ardente calore, piú pura passione.
    VOGLIAMO
    perciò la collaborazione di tutti gli italiani, di qualsiasi tendenza politica e a qualunque colore appartengano, purché sappiano identificarsi e riconoscersi nel comune sacrificio e nella ansiosa comune speranza di un'Italia Repubblicana, unita ed indipendente, ed intendano
    LAVORARE E COMBATTERE
    per difendere la nostra civiltà dalla stretta mortale di razze a noi nettamente inferiori, per preservarci dall'imposizione intollerabile di ordinamenti esotici per cui noi italiani sentiamo una rabbiosa e istintiva ripugnanza.
    ALLE ARMI ITALIANI - AL LAVORO!
    per liberarci dai nemici di dentro e di fuori; per essere degni di renderci indipendenti anche dagli amici: per la Repubblica Sociale Italiana, contro la corruzione e la dilagante disonestà di uomini e sistemi, contro situazioni illecite ed anacronistiche, contro il capitalismo internazionale e le dinastie plutocratiche, contro i selvaggi che si valgono delle travagliate realizzazioni della nostra civiltà per dimostrarci la loro gratitudine distruggendone le vestigia gloriose.
    Viva la Repubblica Sociale Italiana!
    Viva l'Italia Proletaria Indipendente! » 

  77. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56, appunto del 1° maggio 1944. 

  78. Cfr. L. BOLLA, Perché a Salò cit., pp. 39 sgg. 

  79. ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56. 

  80. G. GENTILE, Il sofisma dei prudenti, in «Civiltà fascista», aprile 1944, pp. 35 sgg., riprodotto in Giovanni Gentile. La vita e il pensiero, IV cit., pp. 123 sgg. 

  81. L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia cit., pp. 428 sg. 

  82. I. BONOMI, Diario di un anno cit., p. 100. 

  83. Tipico in questo senso è il caso dell'attentato attuato dai Gap comunisti il 23 marzo 1944 a Roma in via Rasella. Nonostante la sua importanza e le polemiche che ha suscitato, su di esso manca un vero studio a carattere storico. Le storie della resistenza romana di R. PERRONE CAPANO, La Resistenza a Roma, Napoli 1963, II, pp. 229 sgg.; E. PISCITELLI, Storia della resistenza romana, Bari 1965, pp. 295 sgg.; V. TEDESCO, Il contributo di Roma cit., pp. 437 sgg. sono tutte generiche e ripetitive. Qualche elemento in piú offrono Una inutile strage? Da via Rasella alle Fosse Ardeatine, Roma 1982, e le memorie dei principali protagonisti dell'attentato, in particolare quelle di R. BENTIVEGNA, Achtung Banditen! Roma 1944, Milano 1983, pp. 152 sgg.; F. CALAMANDREI, La vita indivisibile. Diario 1941-1947, Roma 1984, pp. 152 sgg.; G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., pp. 280 sgg. La narrazione di Amendola può essere utilmente integrata con quella che lo stesso Amendola aveva fatto dieci anni prima in una lettera inviata il 12 ottobre 1964 a Leone Cattani (in Archivio L. Cattani, b. 1, fasc. 4/1) in Appendice, Documento n. 2. 

  84. Sulla ricostituzione dei partiti antifascisti cfr. Mussolini l'alleato, L'Italia in guerra 1940-1943, II, pp. 797 sgg. Il Comitato nazionale delle correnti antifasciste, che il 9 settembre si tra- sformò in Comitato di liberazione nazionale (spesso definito già allora «centrale» per distinguerlo dai Cln regionali e locali sorti dopo l'armistizio sia al sud che al nord), tenne la prima riunione ufficiale il 27-28 luglio 1943.
    Presieduto da I. Bonomi, nel Cln centrale i sei partiti erano rappresentati da A. De Gasperi e G. Gronchi, A. Casati e L. Cattani, P. Nenni e G. Romita, M. Scoccimarro e G. Amendola, R. Bauer e U. La Malfa, M. Ruini e G. Persico (effettivi), G. Spataro, A. Calvi, M. Zagari, G. Roveda, M. Cevolotto (supplenti). La Giunta militare fu composta da E. Chiri, M. Brosio, S. Pertini, G. Amendola, R. Bauer, M. Cevolotto; quando Pertini e Amendola si trasferirono al nord i loro posti furono presi da E. Colorni e C. Negarville. A fine gennaio del 1944, quando lo sbarco alleato ad Anzio fece pensare ad una imminente liberazione di Roma che avrebbe reso piú difficili i rapporti con il nord, il Cln delegò per l'attività politica e militare nelle regioni occupate dai tedeschi il Clnai. Dopo la liberazione di Roma l'attività del Cln si confuse di fatto con quella dei due successivi governi Bonomi.
    Sul Cln centrale manca uno studio a carattere scientifico. Cfr. comunque I. BONOMI, Diario di un anno cit., pp. 43 sgg.; G. SPATARO, I democratici cristiani dalla dittatura alla repubblica, Milano 1968, pp. 223 sgg.; C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana, Pisa 1975³, pp. 30 sgg.; nonché S. FENOALTEA, Una riunione clandestina del Comitato di liberazione, in «Nuova Antologia», marzo 1971, pp. 323 sgg.; L. CATTANI, Su alcune vicende del Comitato di liberazione nazionale, ivi, dicembre 1971, pp. 490 sgg.; ID., Dalla caduta del fascismo al primo Governo De Gasperi, in «Storia contemporanea», dicembre 1974, pp. 737 sgg. Notizie sulla sua attività politica e in riferimento alla lotta armata si possono trovare nelle varie storie dei singoli partiti che lo componevano e in E. PISCITELLI, Storia della resistenza romana cit.; V. TEDESCO, Il contributo di Roma cit.; nonché in G. GENZIUS [R. GUZZO], Tormento e gloria. «Verità alla ribalta», Firenze 1964, che ricostruisce le vicende dei gruppi clandestini romani e laziali non collegati e spesso in contrasto con il Cln («Bandiera rossa», Carboneria italiana, «Cola di Rienzo», anarchici, socialisti rivoluzionari, repubblicani rivoluzionari, ecc.), che avevano in vari casi preso posizione contro il governo Badoglio già durante i quarantacinque giorni e che sostenevano la necessità di opporsi sia ai tedeschi e ai fascisti, sia agli Alleati e ai loro sostenitori italiani; nonché, infine, in F. CATALANO, Storia del CLNAI, Bari 1956. 

  85. Cfr. C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana cit., pp. 56 e 261 sg. 

  86. «Il ribellismo partigiano in Italia ha avuto la sua primigenia espressione nell'immediato rigetto della realtà da parte di uomini isolati o riuniti in gruppi esigui, che spinti da irresistibile forza interiore presero le armi e salirono le montagne quando nelle città non si erano ancora approntati centri organizzativi di appoggio, di rifornimento, di direzione della lotta.
    Attorno ai pochi ardimentosi, giorno per giorno altri si raccolsero fino a dar vita in embrione alle prime bande. Contavano queste, sul cominciare e nel loro assieme, non piú di alcune centinaia, forse un migliaio, di volontari accorsi da ogni parte e distribuiti lungo l'arco alpino, piú numerosi e agguerriti in Piemonte che altrove.
    A capo delle stesse nella maggior parte dei casi furono consacrati dal tacito generale consenso i loro originari promotori, in quanto proprio essi davano prova di possedere capacità di organizzazione, spirito di iniziativa, prontezza nell'azione, prestigioso passato, e apparivano perciò i piú idonei ad assumere le responsabilità del comando. In effetti gli uomini spontaneamente gli ubbidivano; questo spiega il perché le bande nascevano e si autoidentificavano allora nel nome di chi ne era il capo» (G. B. STUCCHI, Tornim a baita. Dalla campagna di Russia alla Repubblica dell'Ossola, Milano 1983, p. 204). 

  87. Cfr. G. QUAZZA, La Resistenza italiana. Appunti e documenti, Torino 1966, p. 136, in cui è riportata la seguente annotazione dello stesso Quazza in data 16 settembre: «discussioni sul contegno da seguire... la situazione si fa sempre piú grave... consegnarsi, fuggire in Svizzera, rifugiarsi sui monti?...» 

  88. A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 276 sg. 

  89. «All'improvviso, come una diga se si sfascia e libera le sue acque, la IV Armata in fuga dalla Francia invade il Cuneese. Su Cuneo rotolano forse cinquantamila uomini. Colonne di muli, cavalli, automezzi: colonne che transitano, sostano, si frammischiano. E soldati, soldati. Non un colonnello, non un generale: soltanto la folla immensa dei senza gradi. Le armi scottano, i soldati le buttano. Le divise scottano: la ricerca di abiti borghesi diventa frenetica, ossessionante. La parola d'ordine è una sola, “tutti a casa”.
    A Vernante sosta un treno blindato: i marinai lo abbandonano, scappano verso Cuneo a piedi, in bicicletta, a cavallo. Nei campi di Caraglio venti carri armati efficienti, abbandonati. A Valgrana i carri-ospedale aperti al saccheggio. Nelle campagne cavalli e muli che sgroppano, liberi, di nessuno. E soldati, soldati vestiti nelle fogge piú strane, la giacca grigioverde e il pantalone borghese, scamiciati, mezzi nudi» (N. REVELLI, Introduzione a D. L. BIANCO, Guerra partigiana, Torino 1975, p. xv). 

  90. La cassa della 4ª Armata ammontava a 840 640 000 franchi francesi e 66 141 000 lire; il generale Operti riuscí a mettere in salvo 794 600 000 franchi e 21 886 000 lire (2 milioni delle quali in monete d'argento). Di questa somma, tra l'ottobre e il dicembre 1943, versò al Cln piemontese (che ne versò a sua volta 50 milioni al Cln di Milano) 190 114 700 franchi e 11 830 000 lire; altri 45 340 000 franchi e 3 137 968 utilizzò finanziando singole formazioni partigiane.
    L'Operti («di cui – come ha scritto Parri – si è detto piú male di quanto forse non meritasse») fu nel periodo resistenziale e ancora successivamente oggetto di accuse e polemiche, in buona parte ingiustificate e per valutare le quali ci si deve rifare alle vicende del tempo e in particolare ai contrasti tra coloro che, come lui, volevano dare al movimento partigiano una struttura organizzativa di tipo militare, inquadrata da militari e non da politici, e coloro e in primis i comunisti che erano nettamente contrari a ciò e volevano salvaguardare al massimo l'autonomia delle formazioni da essi completamente o in buona parte controllate. Nominato il 9 novembre 1943, dopo laboriose trattative, comandante militare delle formazioni facenti capo al Cln piemontese, l'Operti, vista l'impossibilità di esercitare la sua funzione secondo i suoi criteri militari, si dimise dall'incarico nei primi giorni del gennaio 1944 e sospese i finanziamenti al Cln; «lo conservai gelosamente sperando che qualche altra fiamma di patriottismo sorgesse ed avesse bisogno del mio aiuto». Cfr. AUSSME, N-1-11, Diari storici 2ª G.M., b. 2121/A, «Relazione Gen. Raffaello Operti intendente 4ª Armata (all'8 settembre 1943)»; R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata, Torino 1948; A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., pp. 60 sgg.; P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano, V, La Resistenza, Togliatti e il partito nuovo, Torino 1975, pp. 197 sgg.; G. DE LUNA, Storia del Partito d'Azione (1942-1947), Milano 1982, pp. 107 sg.; F. PARRI, Scritti 1915-1975, Milano 1976, pp. 537 sg.; P. GRECO, Cronaca del comitato piemontese di liberazione nazionale (8 settembre 1943 - 9 maggio 1945), in Aspetti della Resistenza in Piemonte, Torino 1977, pp. 185 sgg. e 211 sgg.; G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana. Lettere 1943-1945, a cura di G. De Luna, Torino 1990, passim. 

  91. Tipico è il caso di Nuto Revelli, che solo in un secondo tempo avrebbe aderito al Partito d'azione, difficile a dire quanto per personale maturazione e quanto per l'ammirazione la stima che nutriva per Dante Livio Bianco e, in modo un po' diverso, per Duccio Galimberti. «Avevamo battezzato la nostra banda “1ª compagnia Rivendicazione caduti” – ha scritto – proprio nel ricordo delle vittime della guerra fascista. L'impostazione della banda di Boves non ci convinceva, e tanto meno ci convincevano le formazioni politiche. Per noi la Banda “Italia Libera” era soltanto la “Banda Galimberti”, per noi e per moltissimi partigiani e non partigiani del Cuneese.
    Che cosa eravamo e che cosa volevamo non è facile dirlo. Guardavamo con diffidenza tutto e tutti. Io forse ero un “badogliano”, un “militare puro”: due anni di Accademia Militare, fatti sul serio, sono come due anni di seminario, lasciano il segno. Non ero piú monarchico, non credevo piú nei gradi. Ero stato fascista, avevo dovuto capire tutto da solo quando ormai era troppo tardi. Adesso vivevo nella paura di sbagliare. Il mio retroterra culturale era modesto, e non mi bastavano piú i discorsi, le belle parole. Diffidavo di chi diceva di avere previsto tutto, di capire tutto. L'apolicità era il mio rifugio» (D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., p. xlv). 

  92. Cfr. L. LONGO, Un popolo alla macchia, Roma 1964, p. 57: «Le donne fanno a gara nel rifocillare gli sbandati, nel rifornirli di abiti borghesi, nell'aiutarli a trovare un rifugio... In ogni soldato le madri rivedono il figlio portato lontano dalla tempesta della guerra... I soldati che fuggono, distanti da casa, disperati e braccati, sono “poveri figli di mamma”. A differenza dei paesi balcanici, dove la parola d'ordine nei villaggi e nelle fattorie è da tempo “tutto per la Resistenza”, non può ancora giungere che debolmente dall'ambiente italiano lo stimolo della lotta...» 

  93. Cfr. D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., pp. xviii sg. 

  94. Cfr. M. BEGOZZI, Il signore dei ribelli. Filippo Maria Beltrami. La Resistenza nel Cusio-Ossola dal settembre 1943 al febbraio 1944, p. 209. 

  95. Secondo V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia, IV, Soldati e partigiani (1943-1945), Roma 1991, pp. 43 sgg., gli sbandati in territorio italiano controllato dai tedeschi furono tra un milione e un milione e trecentomila circa. La Rsi ne avrebbe recuperati non piú di 100 mila. Molto inferiore sarebbe stato il numero di coloro che entrarono nelle formazioni partigiane militari, autonome e politiche e ancora inferiore quello di coloro che vi rimasero. Alla Wehrmacht sarebbero passati, secondo G. PISANÒ (Storia delle forze armate della Repubblica Sociale italiana, Milano 1967, I, p. 25) circa 180 000 sbandati; l'Ilari parla invece di circa 144 mila di cui 69 mila dell'Esercito il resto provenienti dalle 250 mila camicie nere e militi della contraerea che facevano parte all'8 settembre dell'Esercito. 

  96. Cfr. D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., p. 15. 

  97. L. LONGO, Un popolo alla macchia cit., p. 75. 

  98. Cfr. D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., p. 12. 

  99. Cfr. Intervista a Federico Tallarico comandante della brigata partigiana autonoma «Frico», a cura di I. Sangineto, in «Bollettino dell'Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea», dicembre 1990, pp. 39 sg.: «L'8 settembre ci fu lo sbandamento generale dell'esercito e quindi io [il Tallarico era calabrese e prestava servizio col grado di sottotenente a Collegno, presso Torino], e parte dei miei soldati, non potendo tornare a casa, andammo prima a rifugiarci nella pineta di Piossasco e piú tardi nelle prealpi torinesi. Dopo 15-20 giorni dall'armistizio, già si cominciava a parlare di organizzare la resistenza... In seguito venni a sapere che a Giaveno, in Val Sangone, un calabrese aveva organizzato un nucleo di resistenza armata. Mi recai in quella località e incontrai i fratelli Guido e Franco Nicoletta [di Crotone]... Ci accordammo di prendere contatto con i militari sbandati che si trovavano nella zona per cercare di riunirli e di organizzarli in reparti di resistenza armata... Dal primo nucleo operante in Val Sangone si formarono cinque brigate...» 

  100. Tipico è il caso, ricordato da E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza in Emilia, Bologna 1966, p. 67, della banda costituitasi a Sassuolo, nel Modenese (ma si potrebbero citare anche vari altri casi), composta da elementi di diverse fedi politiche che però, «almeno nella prima fase, sentivano prima la solidarietà paesana che quella di partito». 

  101. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione 1943-1945. Ricordi e testimonianze, in «Annali della Fondazione G. Feltrinelli», XIII (1971), Milano 1973, p. 110. 

  102. Cfr. MUSSOLINI, XXXII, p. 208. 

  103. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 133. 

  104. Ibid., pp. 536 sg. 

  105. Cfr. ibid., p. 134. La stessa stima in A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., p. 43. 

  106. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 554. 

  107. La crisi dell'inverno 1944-45 fu attribuita dai comunisti in larga misura ai negativi effetti psicologici del «proclama Alexander» con cui a metà novembre fu annunciata la fine della campagna estiva alleata e i partigiani furono invitati a cessare per il momento le operazioni su vasta scala, limitarsi essenzialmente ad attività di sabotaggio e di informazione e a prepararsi ad affrontare la stasi invernale:
    «Sarà un inverno duro per i patrioti. La campagna estiva è finita. Essi si troveranno a mal partito per vettovagliamento e rifornimento, giacché l'inverno ha effetto non solo sulle risorse locali ma ostacola fortemente anche il lancio dei rifornimenti dall'aria. Le notti, in cui sarà possibile volare, saranno poche nei prossimi mesi, sebbene gli alleati faranno del loro meglio per far giungere rifornimenti. I gruppi piú grandi non saranno in grado di operare cosí come hanno fatto nei mesi passati. La loro parola d'ordine per l'inverno è di stare in guardia, di stare in attesa e queste sono le istruzioni emanate dal Quartier Generale del Gen. Alexander. I patrioti terranno asciutte le munizioni e pronte le armi e saranno saggi se non affronteranno rischi non necessari. È ovvio che coglieranno la opportunità di ogni bersaglio vantaggioso».
    Secondo alcuni studiosi gli Alleati, preoccupati per la situazione che – sull'esempio di quanto stava avvenendo in Grecia – temevano si potesse determinare in Italia a guerra finita, si sarebbero proposti con esso di indebolire il movimento partigiano. Per il suo tono e il modo con cui fu diffuso (via radio), il «proclama» (cfr. per il suo testo integrale MIN. DIFESA - SME - UFF. STORICO, L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione, Roma 1975, pp. 156 sgg.) costituí indubbiamente sotto il profilo psicologico un grave errore; non ebbe però la rilevanza che gli si è voluta spesso attribuire e, soprattutto, rispose – come è ormai pacifico (cfr. E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 209 sgg.; ID., La politica angloamericana verso la resistenza italiana, in L'Italia nella seconda guerra mondiale e nella resistenza, a cura di F. Ferratini Tosi, G. Grassi e M. Legnani, Milano 1988, pp. 150 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia (1943-1945), Napoli 1988, pp. 265 sgg.) – a una logica null'affatto politica, ma esclusivamente militare.
    Quanto alla crisi è un fatto che essa era già in atto prima che il proclama fosse diffuso e Alexander interrompesse le operazioni militari. Ed era una crisi diffusa, grave in Piemonte e nel Veneto, gravissima nell'Emilia settentrionale. Valga come esempio il caso della cosiddetta «repubblica di Montefiorino» dove il numero dei partigiani si aggirava attorno le cinquecento unità contro le circa cinquemila di meno di quattro mesi prima, i piú avendo passato la linea del fronte per sottrarsi ai tedeschi e ai fascisti e rifugiarsi nel territorio già liberato dagli Alleati (cfr. E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., pp. 499 sgg.). Quanto alla situazione nel suo complesso alla vigilia del «proclama Alexander», Raffaele Cadorna l'ha cosí riassunta: «Alle soglie dell'inverno, un inverno particolarmente rigido, le formazioni partigiane erano state ovunque duramente provate. Le vallate piemontesi erano state ripetutamente rastrellate: quelle confinanti con la frontiera francese erano state permanentemente occupate da truppe tedesche e repubblichine obbligando i partigiani a divallare in Francia o a disperdersi. Il problema del rifornimento nelle zone di montagna, largamente sfruttate dalle requisizioni e dalle distruzioni, si faceva sempre piú serio; altrettanto complesso era il problema dell'equipaggiamento perché, a parte gli indumenti aviolanciati dagli Alleati, solo poche formazioni favorevolmente ubicate avevano potuto procurarsi vestiario invernale.
    Altrettanto grave era la situazione nel Veneto e gravissima quella del Nord-Emilia.
    In complesso poche formazioni si erano potute mantenere nei loro organici estivi e vivere compatte; erano queste le formazioni meglio comandate e piú largamente rifornite che, abbandonate tempestivamente le montagne, avevano trovato ai margini della pianura zone ancora logisticamente intatte, ove si difendevano dalle insidie nemiche piú con la mobilità che con il combattimento. In una parola quelle che applicavano piú intelligentemente la tattica della guerriglia. Ci giungevano notizie sempre peggiori: ricordo che avevamo progettato con Longo una visita alle formazioni del Piacentino; ebbene, Longo stesso un giorno mi disse che il nostro viaggio era inutile perché la maggior parte delle formazioni si era dispersa» (R. CADORNA, La riscossa, nuova edizione con documenti inediti, a cura di M. Brignoli, Torino 1975, pp. 222 sg.). 

  108. Secondo F. SOLARI, L'armonia discutibile della Resistenza, Milano 1979, p. 186, questa cifra risentiva già dell'«inflazione» del 25 aprile: «a quella data il computo delle forze effettive dei partigiani organizzati in formazioni combattenti non era già piú valido». 

  109. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 134 e 563 sg. Per il grande afflusso di nuovi elementi nelle file partigiane già immediatamente prima dell'insurrezione, significativa è una comunicazione in data 12 aprile 1945 del Comando della VII divisione GL, operante nel Biellese, ai comandi dipendenti. In essa si legge tra l'altro: «L'attuale situazione bellica generale, la favorevole stagione e l'ormai prossima soluzione del conflitto porta grande numero di elementi alle formazioni partigiane». Un afflusso cosí grande suscitava tutta una serie di problemi di difficile e spesso impossibile soluzione, alimentari, logistici, di armamento ecc., sicché – continuava il documento – era necessario frenarlo e graduarlo; in particolare questi elementi se «non devono essere respinti con ingiurie, o con apprezzamenti poco simpatici, riguardanti la tardività della loro adesione», non dovevano neppure essere però incorporati, almeno per il momento, nelle formazioni. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza. Documenti settembre 1943 - aprile 1945 cit., pp. 365 sg. 

  110. L. LONGO, Un popolo alla macchia cit., p. 337, pubblica una tabella riassuntiva elaborata sulla base dei dati risultanti alle commissioni istituite dopo la conclusione della guerra per il riconoscimento delle qualifiche di partigiano (combattente) e di patriota. Da essa risulta che per quel che riguarda il territorio italiano (esclusi cioè coloro che avevano operato all'estero), compresi la Campania e gli Abruzzi, i partigiani combattenti sarebbero stati complessivamente circa 235 mila e i patrioti civili circa 117 000.
    Un computo realistico dei «partigiani» è estremamente difficile, sia per l'imprecisione e la contraddittorietà dei dati disponibili, spesso accresciuta dalla distinzione tra patrioti (in teoria chi avesse militato in formazioni partigiane per meno di tre mesi o prestato «costante e notevole» aiuto al movimento partigiano) e partigiani veri e propri (sempre in teoria chi avesse appartenuto a formazioni partigiane per almeno tre mesi o alle Sap per almeno sei mesi o ai Gap partecipando ad almeno tre azioni di sabotaggio o di combattimento), sia per i numerosi passaggi da una formazione all'altra e per le fusioni e filiazioni che caratterizzarono molte di queste. Secondo A. CLOCCHIATTI, Dall'antifascismo al de profundis per il Pci (Testimonianze d'un militante), Verona 1991, p. 54, i partigiani combattenti sarebbero stati «forse 50 000»; il resto sarebbe stato frutto di un «gonfiamento» operato dai partiti.
    Lavorando sulle stesse fonti utilizzate da Longo nelle sue memorie, ma aggiornate per il continuo accrescersi dei brevetti di riconoscimento, V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia cit., IV, p. 85, ha calcolato che i partigiani combattenti siano stati 174 685 (di cui 24 970 caduti) nelle regioni settentrionali e 60 750 (di cui 4100 caduti) nel resto del paese e i patrioti rispettivamente 83 368 (di cui 7750 caduti) e 52 830 (di cui 6400 caduti). Sempre secondo l'Ilari (p. 86) alla vigilia dell'insurrezione i partigiani sarebbero stati circa 130 mila e i patrioti circa 72 000. Anche questi dati sono però assai probabilmente – specialmente per i patrioti – da considerare approssimati per eccesso. 

  111. Si veda in Appendice, Documento n. 3, la Relazione complessiva sulla forza dei banditi. Attività banditi ed antibanditi dal settembre 1943 al novembre 1944 (in AUSSME, RSI, b. 54 [Il documento non è presente nella collocazione indicata dall'A. Nell'Appendice sono stati riprodotti solo gli allegati. N. d. R.]), certo la piú importante ai fini di una valutazione storico quantitativa del movimento partigiano e delle azioni di controguerriglia.
    Secondo le informazioni in possesso dell'Ufficio Patrioti dello Stato maggiore generale del sud, nell'ottobre 1944 la forza presunta dei patrioti attivi nell'Italia occupata si sarebbe aggirata attorno ai 100 - 120 000 uomini, di cui 40-50 mila in Piemonte, 30-40 mila nel Veneto, circa 20 mila in Lombardia e circa 10 mila in Emilia. In Appendice, Documento n. 4, è riprodotta la situazione per regioni e zone al 22 agosto 1944 quale risultava all'Ufficio Patrioti (in AUSSME, I-3, Carteggio versato dallo S.M.D. (C.S. e S.M.G. - 2ª G.M.), b. 147, fasc. 2). 

  112. «Qualsiasi formazione, per non venir dichiarata fuori legge, doveva operare in collegamento con un partito politico» (U. RICCA, Tromba in fa, Milano 1969, p. 329; l'affermazione si riferisce al Milanese, ma è estendibile a moltissime zone). 

  113. In una relazione in data 5 dicembre 1944 «Bande armate nell'Italia occupata (Gruppi – Forza e presunto colore politico – Nominativo dei Comandanti)» la Sezione Calderini del Sim tentò una classificazione per colore politico delle formazioni armate (esclusi i Gap e le Sap, che per i loro caratteri particolari sfuggivano ad una «valutazione concreta») attive oltre la linea gotica. Nella relazione, redatta sulla base delle informazioni trasmesse dalle missioni che il Sim aveva inviato al nord e di altre notizie raccolte, si legge tra l'altro:
    «Classificare le bande per colore politico è compito assai difficile per il carattere particolare di esse che scaturisce, del resto, dalla loro stessa genesi. Esse, infatti, costituite prevalentemente da elementi del posto o al piú della stessa regione, raggruppatisi in tempi successivi in relazione alla necessità e al desiderio di lotta e per fronteggiare le crescenti misure vessatorie e repressive dell'occupante, sono sorte spontanee per l'adesione di uomini di condizioni e di idee diverse, senza un distinto colore politico. È soltanto successivamente, quando i partiti hanno potuto intervenire nella organizzazione della lotta di liberazione, che sono emerse le prime differenziazioni nelle formazioni. Non è detto, infatti, che le bande che hanno assunto oggi una tendenza politica contino fra i componenti soltanto, o prevalentemente, elementi di quella certa fede: l'esperienza dice, invece, che molti patrioti per circostanze fortuite fanno parte di formazioni di partito senza per questo professarne le idee. Né d'altra parte è condizione sufficiente che l'ap- partenenza dei capi ad un partito, o che questi sovvenzioni la formazione, perché questa automaticamente debba assumere in blocco il colore del partito stesso.
    Certo è che per le necessità stesse della lotta (finanziamento, mezzi, informazioni), tutte le bande confluiscono verso le organizzazioni clandestine che promuovono il movimento di liberazione: assumendo preminenza, fra esse, i C.L.N. con i relativi partiti che li costituiscono, ne conseguono contatti con questi e per conseguenza presunte emanazioni, non sempre rispondenti alla realtà concreta.
    È opportuno mettere in evidenza che per primi sono intervenuti quei partiti politici che piú saldamente erano costituiti e che potevano già vantare una buona esperienza in fatto di organizzazione e lotta clandestina: il “Partito Comunista”, cioè, ed il “Partito d'Azione”. È evidente inoltre che esercitando i partiti questa opera di padrinato sulle formazioni, essenzialmente imponendo comandanti e, soprattutto, commissari politici di sicura fiducia, la tendenza politica dei patrioti delle singole formazioni potrà man mano determinarsi sino a presentare un fronte politico unico ed omogeneo, ciò che è evidentemente nelle aspirazioni dei partiti».
    Ciò premesso e precisato: a) che la classificazione tentata poteva avere quindi un valore solo indicativo, b) che col termine «apolitiche» erano indicate le formazioni costituite «da elementi prevalentemente militari», mentre quelle costituite «da elementi vari a carattere non ben definito», ma comunque da ritenersi al di fuori delle formazioni di partito erano indicate sotto la voce «imprecisate», gli estensori della relazione riassumevano gli elementi in loro possesso nella seguente tabella:

    Forza e presunta tendenza

    Regione apolitici imprecisati comunisti socialisti P. d'azione democristiani
    Piemonte 6 700 10 350 7 250 1250 3 900 1000
    Lombardia 3 750 3 570 3 400 1 800 150
    Trentino 1 600 500
    Veneto 1 800 23 050 2 200 1000
    Liguria 2 700
    Emilia e Toscana settentrionale 1 300 5 300 2 770 4 360 900
    Totale 13 550 43 870 18 820 2250 10 060 2050

    (Totale complessivo: 90 600)

    AUSSME, I-3, Carteggio versato dallo S.M.D. (C.S. e S.M.G. - 2ª G.M.), b. 147, fasc. 2.
    Secondo P. SECCHIA, Aldo dice: 26×1. Cronistoria del 25 aprile 1945, Milano 1963, p. 153, i garibaldini avrebbero costituito piú del 50 per cento di tutto il microcosmo resistenziale; M. SALVADORI, Storia della Resistenza italiana, Vicenza 1955, p. 162, valuta invece la presenza comunista tra il 35 e il 40 per cento, quella azionista al 25 per cento, quella degli autonomi tra il 15-20 per cento, assegnando la rimanenza alle formazioni di altro colore. Per i socialisti G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., pp. 345 sgg., stima la loro presenza a fine luglio 1944 a poco meno di quattromila unità (in aumento però). Secondo il Soe, infine, al 1° aprile 1945 i partigiani sarebbero stati poco meno di novantamila, dei quali il 35,25 per cento comunisti, il 27,75 per cento apolitici, l'11 per cento azionisti, il 10,5 per cento democristiani, l'1,5 per cento socialisti, il 14 per cento di affiliazione non identificata. Cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 375 sg. 

  114. Per i piú a prevalere era la volontà di combattere i tedeschi e i fascisti e di restituire all'Italia, insieme alla libertà, l'«onore nazionale» che il fascismo le aveva fatto perdere. Di fronte a ciò le diversità di credo politico dovevano passare in secondo piano, essere accantonate per il momento. Né questa posizione era presente solo tra i militari e gli apolitici; una certa breccia essa la faceva infatti anche tra gli elementi politicizzati e in misura piú ampia di quanto si è voluto successivamente sostenere. Significativo è a questo proposito un passo di una memoria sul Pd'A in Friuli scritta da un esponente azionista locale, Salvatore Lo Curto: «in montagna si doveva fondamentalmente combattere il nemico comune e non smarrirsi in premature e incostruttive posizioni politiche che non potevano essere sufficientemente comprese dalla gente semplice e, semplicemente, sotto il pungolo del costante pericolo» (cit. in T. SGUAZZERO, Il contributo azionista alla lotta di liberazione in Friuli, in «Storia contemporanea in Friuli», n. 8, 1977, p. 134, ma anche le sgg. nelle quali l'autore polemizza con il punto di vista di Lo Curto). 

  115. Cfr. Colpire audacemente e duramente tedeschi e fascisti, in «La nostra lotta», ottobre 1943, riprodotto in L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale, Roma 1954, p. 20. 

  116. Caratteristico è quanto scritto in riferimento al Biellese da P. SECCHIA - C. MOSCATELLI, Il Monte Rosa è sceso a Milano. La Resistenza nel Biellese, nella Valsesia e nella Valdossola, Torino 1958, pp. 72 sgg.:
    «Gli ufficiali, ad eccezione del tenente Bruno Salza (Mastrilli) e di pochi altri che resteranno sino all'ultimo nelle formazioni partigiane e diventeranno i loro migliori comandanti, pensavano di instaurare nelle unità una disciplina ed un modo di vita da caserma con trattamento speciale per i graduati, tutti i diritti per gli ufficiali e tutti i doveri per la “truppa”.
    Non avevano questi ufficiali la piú lontana idea di che cosa fosse una formazione partigiana e neppure avevano coscienza della profonda diversità tra la guerra condotta da un esercito regolare e quella combattuta da volontari per la causa della libertà.
    Quanto all'azione da svolgere essi pensavano dovesse limitarsi a mantenere uniti gli uomini, alle falde dei monti, in attesa dello sviluppo degli eventi. Obiettivo: non lasciarsi prendere dai tedeschi e dai fascisti, attendere che la guerra finisse». 

  117. Cfr. le considerazioni in questo senso di A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., pp. 41 sgg., che, per altro, osserva che «non mancarono neppure ufficiali di carriera, anche superiori, che tentarono in un quadro piú vasto di quello del gruppo di armati di realizzare il coordinamento e di promuovere la cooperazione fra tali gruppi, istituendo nelle vallate centri col compito di fornire notizie, raccogliere aiuti, dare assistenza tecnica. Ma... l'ostilità verso quanto rammentava l'esercito regolare e la diffidenza verso quanto sembrava volersi ammantare di autorità costituita, fece fallire il piú dei tentativi. Cosí quelli sperimentati in val Casotto dal tenente colonnello Rossi, in val Sangone dal maggiore Milani, nelle valli di Lanzo dal tenente colonnello Fino non ebbero esito». 

  118. Cfr. P. SECCHIA - C. MOSCATELLI, Il Monte Rosa è sceso a Milano cit., p. 75; L. LONGO, Un popolo alla macchia cit., p. 77; e, in termini assai piú espliciti, la dichiarazione del Pci «Contro le manovre scissionistiche per l'azione e l'unità di tutte le forze patriottiche sotto la guida dei Comitati di liberazione nazionale» del 10 gennaio 1944, in P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 242 sg. Piú cauto è, in un certo senso, C. DELLAVALLE, Dall'8 settembre alla Resistenza cit., pp. 135 sgg., che, parlando del Biellese, limita l'aiuto finanziario degli industriali tessili della zona alle prime settimane dopo l'8 settembre, sino quando questi non si sarebbero convinti «che gli alleati non arrivano e che con i tedeschi si può trattare per ottenere commesse». 

  119. Cfr. Dopo un anno di lotte e di vittorie, in «La Nostra lotta», novembre 1944, riprodotta in L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., p. 325. Per l'attribuzione a Longo cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 666. 

  120. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 565. 

  121. Tra i molti giudizi sulla personalità di Parri il piú acuto è probabilmente quello dato da R. CADORNA (La riscossa cit., p. 274) rievocando il loro viaggio al Sud nel marzo-aprile 1945: «Avevo apprezzato Parri nella compagine del Comando per le sue spiccate qualità di intelligenza, di cultura, di coraggio e di capacità di lavoro. Non sempre concordavo nelle sue opinioni che mi apparivano sovente come l'espressione di una contraddizione interna, di un bisogno di conciliare l'inconciliabile e talvolta frutto di una certa faziosità. Ora, nell'intimità di quel viaggio, potei apprezzare anche la delicatezza d'animo, la bontà del collega, ma non riuscii pure nelle lunghe discussioni a fissare chiaramente il suo pensiero politico». 

  122. Cfr. F. PARRI, Discorsi parlamentari, Roma 1990, p. 64; B. CROCE, Scritti e discorsi politici (1943-1947), Bari 1963, II, pp. 199 sgg. 

  123. Le vicende dei Cln operanti nell'Italia occupata, i compiti e le prospettive loro attribuiti da vari partiti costituiscono un elemento essenziale per comprendere i diversi significati che furono dati alla resistenza nel suo corso e, anche, certe prese di posizione (cfr. per es. V. FOA, La crisi della resistenza prima della liberazione, in «Il ponte», novembre-dicembre 1947, pp. 982 sgg.) successive.
    Per la Dc e ancor piú per il Pli i Cln erano solo strumenti organizzativi – necessari, ma provvisori – della lotta di liberazione che avrebbero esaurito la loro funzione con la conclusione di essa e il ripristino della democrazia rappresentativa classica. Sia pure con sfumature e prospettive finali diverse, i tre partiti di sinistra vedevano invece i Cln come strutture permanenti di un sistema politico radicalmente nuovo. Da qui, per essi, la necessità non solo di politicizzare al massimo il movimento partigiano – sentita come irrinunciabile dai comunisti, ma condivisa anche da gran parte degli azionisti (cfr. D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., pp. 62 sgg.) e dei socialisti – ma di fare dei Cln lo strumento dell'autogoverno delle masse e, specie per quel che riguarda i comunisti moltiplicandoli e «specializzandoli» secondo i vari settori della società e allargandone le basi oltre i sei partiti antifascisti (aprendoli ai Comitati di fabbrica e di agitazione, al Fronte della gioventú, ai Gruppi di difesa della donna, ecc.) cosí di farne, appunto, i cardini di un nuovo sistema politico di «democrazia schietta ed effettiva» e non «zoppa», in modo che «nel governo di domani», da essi prefigurato, «operai, contadini, artigiani, tutte le classi popolari avranno un peso determinante» («Liberazione», 25 gennaio 1945). Cfr., a questo proposito, B. SOGGIA, Sistema politico e Comitati di liberazione nazionale, in «Sociologia», gennaio 1973, pp. 109 sgg.; nonché G. QUAZZA - L. VALIANI - R. VOLTERRA, Il governo dei CLN, Torino 1966; E. SERENI, Il CLN della Lombardia al lavoro nella cospirazione, nella insurrezione, nella ricostruzione, Milano 1945. 

  124. Oltre agli scritti dello stesso Parri raccolti nel già piú volte citato volume, in cui ne mancano però vari significativi, apparsi soprattutto ne «L'Astrolabio», sono a questo proposito da vedere in particolare Una lotta nel suo corso, a cura di S. Contini Bonacossi e L. Ragghianti Collobi, Venezia 1954; L. VALIANI, Il partito d'azione, in L. VALIANI - G. BIANCHI - E. RAGIONIERI, Azionisti cattolici e comunisti nella Resistenza, Milano 1971, pp. 11 sgg.; L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit.; E. LUSSU, Sul partito d'azione e gli altri, Milano 1968; G. DE LUNA, Storia del Partito d'Azione cit.; A. REPACI, Duccio Galimberti e la Resistenza italiana, Torino 1971 e C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana cit.
    Significativo per capire il peso che su tanti azionisti aveva la convinzione che la resistenza dovesse portare ad un assetto democratico molto piú avanzato di quello prefascista è un passo di una lettera del 12 giugno 1944 a D. L. Bianco nella quale G. Agosti criticava «l'inguaribile sopravvivenza di mentalità ante '22» di Duccio Galimberti, arrivando ad affermare che, data la sua mentalità, «con Duccio non ci possono essere altri rapporti che di interesse di partito, ma non vera cordialità, franchezza, abbandono, discussione senza sottintesi – come tra tutti gli altri – no» (G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 146 sg.). 

  125. Cfr. C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana cit., p. 70. 

  126. Cfr., per esempio, la diversa posizione che emerge dal carteggio Agosti-Bianco, in cui non mancano gli inviti, soprattutto da parte dell'Agosti, a «curare l'orientamento Pd'A del maggior numero di bande possibile» (G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., passim e specialmente p. 70). 

  127. Cfr. M. SALVADORI, Glosse sulla resistenza e i servizi segreti alleati, in «Nuova Antologia», luglio-settembre 1985, p. 351. 

  128. Cfr., per quel che riguarda ad esempio gli azionisti piemontesi, G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 70 sg., 196 e 201, nonché G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., p. 675, da cui risulta come nel marzo 1945 (dopo che la morte di D. Galimberti aveva lasciato via libera alla sinistra del partito) il Pd'A avesse mutato, almeno a livello di Cln, radicalmente posizione: «vuole stare a fianco dei comunisti e assume posizioni piú estremiste di quelle di questo partito».
    Contrasti si verificarono però anche a livello di Clnai. Il piú grave fu alla fine del marzo 1944, quando i comunisti accusarono Parri di esercitare «una incontrollata dittatura» sul comitato militare del Clnai e di non distinguere spesso la sua attività di partito «dalle funzioni collegiali del Cln». Parri replicò a queste accuse (alla cui origine erano soprattutto le preoccupazioni del Pci per i rapporti con gli Alleati che erano tenuti personalmente da Parri o da uomini a lui strettamente legati e per il fatto che, secondo i comunisti, egli cercava di frenare l'unificazione delle varie formazioni da essi sollecitata) con fermezza e al «tono villano, ingiurioso e intimidatorio» con cui erano state formulate. Di fatto però dopo questo episodio i comunisti acquistarono un peso crescente nel Clnai. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 246 sgg.; nonché G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., pp. 215 sgg. 

  129. Cfr. A. SPINELLI, Machiavelli nel secolo XX. Scritti del confino e della clandestinità 1941-1944, a cura di P. Graglia, Bologna 1993, pp. 293 sgg. 

  130. Cfr. G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., p. 484. 

  131. C. L. RAGGHIANTI, Disegno della liberazione italiana cit., pp. 70 sgg. 

  132. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 198. 

  133. In Archivio L. Cattani, b. 1, fasc. 2. 

  134. Sull'emigrazione italiana in Svizzera cfr. E. SIGNORI, La Svizzera e i fuorusciti italiani. Aspetti e problemi dell'emigrazione politica 1943-1945, Milano 1983; C. MUSSO, Diplomazia partigiana. Gli Alleati, i rifugiati italiani e la Delegazione del Clnai in Svizzera (1943-1945), Milano 1983; nonché F. SACCHI, Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno, a cura di R. Broggini, Lugano 1987; e A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 179 sgg. 

  135. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 189; nonché H. L. C. COLES - A. K. WEINBERG, Civil affairs. Soldiers became governors. United States Army in World War, II, Washington 1964, pp. 544 sg. Il promemoria di Cadorna fu trasmesso nel gennaio 1945 al Quartier generale alleato dalla Commissione di controllo alleata in Italia. 

  136. Si vedano soprattutto P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., e L. LONGO, I centri dirigenti del Pci nella Resistenza, Roma 1974. 

  137. Si veda il caso di M. Scoccimarro per il quale la «svolta di Salerno» aveva «la sua giustificazione e spiegazione nello sviluppo della situazione e un “valore tattico”, non di principio» (cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 406). 

  138. Cfr. G. BERTACCHI, Partito Comunista e Resistenza bergamasca nel fondo Roberto Petrolini, in «Studi e ricerche di storia contemporanea», dicembre 1993, p. 65. 

  139. Cfr. ibid., pp. 690 sg. e 702 sg. 

  140. Perché i comunisti lottano per una democrazia progressiva, in «La nostra lotta», gennaio 1945, riprodotto in E. CURIEL, Scritti 1935-1945, a cura di F. Frassati, Roma 1973, pp. 173 sgg. 

  141. Cfr. S. BERTELLI, Il gruppo. La formazione del gruppo dirigente del PCI 1936-1948, Milano 1980, p. 191. 

  142. Ibid., p. 193. 

  143. Cfr. E. AGA ROSSI - V. ZASLAVSKY, L'Urss il Pci e l'Italia: 1944-48, in «Storia contemporanea», dicembre 1994, pp. 929 sgg. Come bene mettono in luce i due autori, «La dipendenza dei partiti comunisti europei dallo “stato-guida” sovietico non era soltanto assicurata dalle stesse strutture organizzative di questi partiti leninisti, dai loro leaders educati a Mosca, dall'appoggio finanziario sovietico e dal controllo costante e continuo delle loro attività da parte dei vari rappresentanti sovietici, ma era anche determinata dalla comune ideologia e dalla identica adesione agli obiettivi del movimento comunista internazionale. Quindi il PCI non fu né un partito riformista né un partito rivoluzionario, ma un partito stalinista, un partito della terza internazionale, che identificava gli interessi del partito con quelli dello stato sovietico». 

  144. Ibid., pp. 939 sgg. 

  145. Cfr. soprattutto S. COURTOIS, Le PCF dans la guerre. De Gaulle, la Résistence, Staline, Paris 1980, in particolare pp. 381 sgg. e 460 sgg. 

  146. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana. Settembre 1943 - maggio 1945, Bari 1966, pp. 315 sg. 

  147. E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., pp. 277 sgg. 

  148. P. SECCHIA, Perché la Resistenza non ha dato di piú, in «La città futura», aprile 1965. 

  149. ID., Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 171. 

  150. Per un quadro piú articolato cfr. L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., passim; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., passim; E. RAGIONIERI, Il Partito comunista, in L. VALIANI - G. BIANCHI - E. RAGIONIERI, Azionisti cattolici e comunisti nella Resistenza cit., pp. 301 sgg.; P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano cit., V, passim. 

  151. Nel loro intimo, spesso gli azionisti si sentivano tra militari e comunisti come «fra due vicini ugualmente antipatici». Come G. Agosti avrebbe scritto ancora alla fine del luglio 1944 a D. L. Bianco, appoggiarsi sugli uni contro gli altri non se la sentivano: «l'alleanza coi militari ha un sapore disgustoso di fronte bianco; l'alleanza coi garibaldini vuol dire mettersi insieme con lavativi di prima forza, i quali non pensano ad altro che a fregare l'alleato». Da qui lo sconsolato interrogativo quid agendum? che alcuni di essi si sarebbero posti sino alla fine della lotta di liberazione, ma che avrebbero risolto di fatto optando per la «massima spregiudicatezza, proprio come fanno i garibaldini che in materia politica – a scrivere è sempre Agosti – ci stanno dando dappertutto varie lezioni» (G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 201). 

  152. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 160. Tracce e spunti per un approfondimento della posizione comunista possono essere tratti da L. CASALI, La «doppia linea». Appunti e proposte di ricerca sui comunisti reggiani nella resistenza, in «Ricerche storiche», dicembre 1984, pp. 5 sgg., e da S. CARLI BALLOLA - L. CASALI, Alla ricerca del consenso cit., pp. 537 e 542 (che mettono a confronto i temi, i toni e le parole d'ordine della propaganda attraverso manifestini e fogli volanti e attraverso la stampa «ufficiale» dei comunisti). 

  153. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 111. 

  154. Società civile e insorgenza partigiana. Indagine sociologica sulla diffusione dell'insorgenza partigiana nella provincia di Bologna, a cura di A. Ardigò, Bologna 1979, pp. 96 sgg. (S. PORCU, Il processo di diffusione territoriale. Un'analisi morfologico-sociale e socio-demografica). L'analisi del Porcu offre interessanti elementi anche sulla condizione professionale, il grado di istruzione, l'età dei partigiani combattenti (pp. 107, 110 e 137). 

  155. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 87. 

  156. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza. Documenti, a cura di G. Carocci, G. Grassi, G. Nisticò e C. Pavone, Milano 1979, I, p. 337. 

  157. R. BATTAGLIA, Un uomo un partigiano, Roma-Firenze-Milano 1945, pp. 177 sg. Alle ragioni elencate Battaglia ne aggiunge, sulla base della propria personale esperienza e di quanto gli pare poter desumere dai rapporti avuti nella resistenza, un'altra: «l'impulso di mettersi fuori legge, per farla finita con un vecchio mondo, che era crollato o stava crollando attorno a noi, e il desiderio, nel tempo stesso di ricostruirne uno nuovo». E spiega che questa «idea di ricostruzione era piú o meno definita», «secondo le singole possibilità»: «per me assunse quasi subito alcuni precisi lineamenti politici, per altri, per la massa dei partigiani, si condensò invece in alcune vaghe aspirazioni a una nuova libertà o giustizia sociale» (p. 179). 

  158. Cfr. F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza, in «L'Astrolabio», 30 aprile 1973, p. 59. 

  159. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 329, nonché p. 680. 

  160. Ibid., pp. 675 sg. 

  161. Ibid., pp. 326 sgg.; nonché, per l'attività nelle fabbriche di Torino, p. 212 (nota informativa in data 27 novembre 1943); secondo Vratusa, nel marzo 1944 l'organizzazione comunista funzionava «bene» nel cinquanta per cento degli stabilimenti: «su 100 operai effettivi qualche volta non vi è che un compagno, in maggioranza però, in media, 3-5». «Molto debole» era invece l'organizzazione negli stabilimenti e reparti femminili. Sempre secondo il fiduciario del Partito comunista jugoslavo, pressoché assente era invece l'attività di organizzazione tra le masse contadine, mentre era sottovalutata quella tra gli intellettuali. 

  162. Cfr. a questo proposito Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 48. 

  163. Cfr. G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., pp. 217 sg. 

  164. Cfr. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., pp. 100 sg. 

  165. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 71 sg. 

  166. Cfr. L. LONGO, Un popolo alla macchia cit., pp. 75 sgg.; ID., Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., pp. XIII sgg.; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 109 sgg.
    Oltre che per i comunisti, la lotta contro l'attendismo avrebbe avuto un ruolo centrale durante tutta la resistenza anche per molti azionisti. Per V. FOA, La crisi della resistenza prima della liberazione cit., pp. 989 sgg., per esempio, sin verso l'autunno del 1944 essa avrebbe rispecchiato «la polemica fra l'elemento politico (rappresentato nei comitati di liberazione) e l'elemento militare» tendenzialmente badogliano (favorito dagli Alleati attraverso le loro missioni paracadutate al nord) e i ceti conservatori. Sebbene sconfitto in questa versione, l'attendismo non sarebbe però morto e sarebbe, anzi, entrato «in forza» nel Comitato di liberazione, sfruttando la stanchezza della popolazione e giovandosi sempre dell'appoggio degli industriali e della classe padronale e, in piú, dell'azione dell'alto clero. Sicché «fino all'insurrezione i partiti, ed i co- mandi partigiani piú attivi, che erano quelli del Partito d'azione e del Partito comunista, dovettero lottare contro la tendenza a condurre la guerra fiaccamente, ad aspettare gli alleati, ad evitare rappresaglie, ad evitare la mobilitazione profonda del popolo. Gli aspetti politici dell'attendismo erano significativi e pericolosi. Contro l'evidente verità che la miglior politica nei confronti delle Nazioni Unite era quella di condurre la guerra con disperata energia, perché questo avrebbe ridato un volto dignitoso al nostro paese e gli avrebbe dato forza nei futuri eventi, stava l'idea di acquisire la benevolenza degli alleati mettendosi subordinatamente ai loro ordini, cosa che poteva avere giustificazione dal punto di vista militare tattico, ma che in sede politica significava una pregiudiziale rinuncia alla nostra indipendenza, una lusinga alle correnti piú reazionarie della diplomazia e dei comandi alleati, un rafforzamento delle screditate egemonie economiche nostrane in funzione di vassallaggio al capitalismo estero». 

  167. Cfr. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 170 sg. 

  168. Cfr. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., pp. 165 sg., e, piú in particolare per il G. GALLO, La Resistenza in Friuli 1943-1945, Udine 1989, p. 50; E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., p. 707; nonché C. PAVONE, Una guerra civile cit., pp. 493 sgg. 

  169. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 111. 

  170. Tra i casi di rottura il piú grave per le conseguenze negative che ebbe per il movimento partigiano (che perse la possibilità di attingere al «tesoro» della 4ª Armata) e la violenza delle accuse comuniste che gli fecero cornice (cfr. L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., pp. 48 sgg. e 54 sgg.), fu quello, nel gennaio 1944, tra il gen. Operti e il Cln piemontese. Dopo la rottura il gen. Operti (in cui desiderio d'azione, senso del dovere, buona fede e mancanza di senso politico facevano tutt'uno) tentò invano di dar vita a un movimento a sfondo militare e apolitico e aiutò alcune formazioni e iniziative moderate e monarchiche, quali la brigata «Amendola» del col. R. Gancia (collegata al gruppo divisioni autonome del maggiore Enrico Martini «Mauri»), il gruppo d'azione «Camillo Cavour» e il movimento «Nuovo risorgimento italiano» (cfr. per essi D. DE NAPOLI - S. BOLOGNINI - A. RATTI, La resistenza monarchica in Italia 1943-1945, Napoli 1985, pp. 89 sgg.; M. GRANDI, La relazione sull'attività del gruppo divisioni autonome «Mauri» (settembre 1943 - aprile 1945), Rapallo 1979, passim; R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata cit., pp. 239 sgg., nonché la Relazione già citata dello stesso Operti in AUSSME, ff. 84 sgg.). 

  171. Oltre all'articolo di Secchia cfr. L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., pp. 5 sgg. 

  172. Relativamente al termine «popolo» cfr., ad esempio, ciò che quasi contemporaneamente scriveva E. CURIEL, Fronte Nazionale, Società Nazionale, Blocco Nazionale, in «La nostra lotta», dicembre 1943 (riprodotto in ID., Scritti 1935-1945 cit., II, pp. 11 sgg.).
    Attaccando le formazioni apolitiche e chi sosteneva che «c'è un partito unico che è la patria, una sola parola d'ordine: la cacciata dei tedeschi», Curiel scriveva: «oggi... la nazione non è nazione di popolo... ma è nazione dei partiti...; l'insurrezione nazionale che... andiamo preparando, non è vaga ed indefinita esplosione di aspirazioni elementari da parte di strati sociali non ben differenziati; ... essa è coordinata volontà di indipendenza, di unità e di libertà da parte di classi socialmente distinte e coscienti di tale distinzione...; nella preparazione di codesta insurrezione nazionale... non possiamo quindi rinunciare o semplicemente dimenticare le nostre convinzioni di classe in nome di un superiore interesse nazionale». 

  173. All'influenza avuta dal giuramento di fedeltà al re sul comportamento dei militari e in particolare degli ufficiali in occasione delle vicende, in Italia e all'estero, connesse all'8 settembre è stata attribuita – e non solo da parte monarchica – un'eccessiva importanza. A questa ha contribuito in misura determinante una immagine troppo semplicistica del comportamento della Marina che, uniformandosi agli ordini impartitegli, si recò a Malta o in altri porti sotto controllo alleato e, contro tutte le previsioni e tradizioni marinare, si consegnò a quello che sino a pochissimi giorni prima era stato il nemico. In realtà questo argomento, date le circostanze nelle quali ciò avvenne, è in gran parte privo di valore.
    Il grosso della flotta da combattimento, alla fonda a La Spezia, prese il largo la sera dell'8 settembre non per Malta, ma per La Maddalena, dove l'ammiraglio De Courten, nella sua qualità di ministro e di capo di stato maggiore della Marina, aveva assicurato avrebbe trovato ulteriori ordini. E prese il largo in uno stato d'animo che è chiaramente indicato da due fatti. Pri- mo: la mattina del 7 il suo comandante, l'ammiraglio Bergamini, che nulla sapeva dell'imminente armistizio e tanto meno delle sue condizioni, aveva informato De Courten che la flotta era «pronta ad uscire per combattere nelle acque del Tirreno meridionale la sua ultima battaglia». Secondo: la sera dell'8 lo stesso Bergamini faceva presente a De Courten che «lo stato di spirito degli ammiragli e comandanti sottordini» era «unanimemente orientato verso l'autoaffondamento». Secondo poi notizie raccolte tra gli equipaggi delle sette unità leggere che, dopo aver salvato i superstiti della corazzata Roma, si recarono a Port Mahon per esservi internati o si autoaffondarono sotto le coste delle Baleari, la manifesta intenzione di Bergamini sarebbe stata quella di sfuggire alla cattura da parte sia tedesca che alleata e, al caso, di autoaffondarsi; tant'è che, perso il contatto col resto della flotta, le sette navi in questione si erano dirette sulle Baleari ritenendo in tal modo di interpretare la sua intenzione. L'ordine di dirigere per Bona, dato che i tedeschi avevano occupato La Maddalena, fu trasmesso da Supermarina alla flotta in navigazione tra le tredici e le quattordici del 9 settembre, poco prima dell'affondamento della Roma ad opera dei tedeschi e della morte dell'amm. Bergamini. Solo dopo l'assunzione del comando da parte dell'amm. Oliva, nelle prime ore del mattino del 10, le navi esposero i segnali neri richiesti dagli Alleati per indicare che erano in rotta per consegnarsi. Tutto questo avvenne nella totale ignoranza da parte degli equipaggi e, molto probabilmente, degli stessi ufficiali di quello che stava intanto avvenendo in terraferma. È pertanto difficile attribuire sic et simpliciter l'andata a Malta della flotta alla fedeltà al giuramento. E ciò tanto piú che risulta che a bordo della Giulio Cesare, quando fu conosciuta la sorte che attendeva la flotta, si ebbe un accenno di rivolta da parte di un gruppo di ufficiali e di sottufficiali e – cosa piú significativa – che nel corso di una riunione tenutasi a Roma il 12 settembre tra i piú alti gradi della Marina ancora nella capitale (De Courten era partito la mattina del 9 per Pescara al seguito del re) il grande ammiraglio Thaon di Revel, interpellato su cosa fare in quei frangenti, si rifiutò di dare consigli: personalmente intendeva tener fede al giuramento di fedeltà al re; ma «in momenti cosí delicati è doveroso lasciare massima libertà alle coscienze, purché esse siano sinceramente rivolte al bene del paese». Un simile atteggiamento rende difficile pensare che persino il vecchio Duca del mare non nutrisse qualche dubbio, che, per quel che lo riguardava, risolse appellandosi al giuramento «liberamente prestato» in gioventú, ma che non se la sentiva di condannare negli altri. E ciò tanto piú indirettamente che nelle settimane successive la sua fedeltà al giuramento non gli avrebbe impedito di avere rapporti con Pavolini per sollecitare un intervento di Mussolini («che il benessere dell'Italia e del suo popolo ha sempre dimostrato di avere a cuore») su Hitler affinché fosse scongiurata la «iattura» di una distruzione (che «significherebbe per molti anni la miseria piú nera delle maestranze operaie e in definitiva di tutto il popolo italiano») da parte dei tedeschi delle industrie italiane. Cfr. AUSSME, N-1-11, Diari storici 2ª G.M., b. 2997, «Relazione dell'amm. De Courten al Capo di Stato maggiore generale», 12 febbraio 1944; G. GIORGERINI, Da Matapan al Golfo Persico. La Marina militare italiana dal fascismo alla Repubblica, Milano 1989, pp. 550 sgg. e in particolare pp. 558, 559 e 560; ACS, Min. Marina, Gabinetto, 1934-50, b. 641, fasc. 15; Archivio P. Thaon di Revel, Thaon di Revel a Pavolini, Roma, 22 settembre 1943 e la risposta del segretario del Pfr in data 5 ottobre 1943.
    In conclusione, la tanto sbandierata fedeltà della Marina al giuramento ci pare si basi in larga misura su un equivoco, quanto sincero e quanto interessato non siamo in grado di valutare. Se la Marina si attenne agli ordini impartiti dal governo Badoglio piú delle altre armi, nella maggioranza dei casi non fu, a nostro avviso, perché sentisse piú fortemente il dovere morale di attenersi al giuramento di fedeltà al re, ma, in parte, per il tipo di cultura che contraddistingueva i suoi ufficiali e per i maggiori legami che questi avevano con i loro uomini e, soprattutto, perché nel momento cruciale essa si venne a trovare o dislocata al sud o in condizione di non sapere cosa stava avvenendo in terraferma. E in questa convinzione ci conferma il fatto che, invece di cer- care di raggiungere il sud, alcuni comandanti preferirono autoaffondare le proprie navi, altri aderirono alla Rsi, mentre rari furono i casi di marinai che entrarono nel movimento partigiano.
    Questo per la Marina. Per le altre armi e soprattutto per l'Esercito (dei Carabinieri e della Guardia di finanza diremo piú avanti) la documentazione disponibile e quanto si evince dalla memorialistica dimostra che se la fedeltà al giuramento ebbe certo un suo peso nelle scelte di numerosi ufficiali e talvolta anche sottufficiali (per brevità non ci dilunghiamo sul diverso peso che ebbe su quelli di carriera e di complemento, ai vari livelli di grado e a seconda dei corpi), questo fu assai minore di quanto si è spesso asserito, non incise che in misura minima sul comportamento della truppa e per gli ufficiali spesso non costituí l'unica molla delle loro scelte, ma si sommò ad altre, in particolare a quella patriottica e antitedesca. Per la gran maggioranza di coloro che si impegnarono nella lotta armata la scelta fu etico-politica e ad indurli ad essa non fu in genere il giuramento a suo tempo prestato al re quanto la volontà di adoperarsi per la liberazione dell'Italia dai tedeschi e per l'instaurazione di un regime di libertà e di democrazia. Il tutto accompagnato non di rado da un forte giudizio negativo (che giungeva talvolta sino all'esplicita accusa di tradimento) sulle responsabilità politiche di Vittorio Emanuele III e sul suo comportamento (e su quello dei vertici militari a lui legati) nella vicenda armistiziale e dell'8 settembre. Tant'è che, se si guarda alla realtà della resistenza con mente scevra da pregiudizi, è spesso difficile distinguere nettamente sotto il profilo piú propriamente politico (che è cosa diversa da quello tecnico-militare) tra resistenti provenienti dalle file dell'esercito e resistenti di formazione e di origine diverse. Il che non vuol per altro dire che tra questi ultimi, e in particolare tra i piú politicizzati (e non solo tra i comunisti e i socialisti), non fosse presente, specie all'inizio, una certa dose di sospetto, di diffidenza e persino di ostilità verso i primi, spesso considerati per il solo fatto di essere ufficiali dei badogliani e dei monarchici (cfr. C. PAVONE, Una guerra civile cit., pp. 94 sgg.), cosí come, del resto, lo stesso stato d'animo si riscontrava piú frequentemente tra questi nei confronti dei comunisti. 

  174. Tipica è in questo senso la posizione del gen. Operti. Per lui «soltanto con una organizzazione veramente militare delle bande sarà possibile dare impulso organico ed unitario alla guerra al tedesco; l'autonomia che ogni partito intende conservare alle proprie bande impedisce una loro organizzazione unitaria, né l'attività dei comitati può giungere a portare la guerriglia su di un efficace piano militare». In quest'ottica per lui il Cln «avrebbe dovuto comprendere che la partigianeria, e cioè il complesso delle formazioni palesemente armate per condurre la lotta contro il nemico armato, non aveva nulla a che vedere con il movimento politico clandestino e non poteva quindi essere condotto con gli stessi criteri, con gli stessi procedimenti, con gli stessi uomini.
    I due movimenti avrebbero dovuto marciare in parallelo, con frequenti contatti, ma senza interferenze che ne vincolassero le rispettive libertà d'azione» (R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata cit., pp. 219 e 239 sg.). 

  175. Cfr. G. SIRI, Memorie sulle vicende genovesi del 1944-45, in «Rivista diocesana genovese», maggio-giugno 1975, p. 179. 

  176. Cfr. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., p. 93. 

  177. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 136. 

  178. Col passare del tempo e soprattutto con la primavera-estate del 1944 quasi nessuna formazione si mantenne completamente indipendente dai Cln. Le poche eccezioni furono costituite da formazioni assai piccole, operanti in zone periferiche e marginali rispetto al teatro delle operazioni e a carattere spesso indefinibile, talvolta persino piú o meno criminale. Questo non vuol per altro dire che per varie formazioni, anche importanti, la «dipendenza» dai rispettivi Cln non fosse piú formale che sostanziale, dettata da motivi militari e pratici (non molto dissimili da quelli che indussero varie formazioni militari o autonome ad accettare il «padrinato» democristiano o liberale) e spesso caratterizzata piú da riserve che da effettive convergenze. Tipico può essere considerato il caso delle formazioni del maggiore Mauri, tra le piú valide della resistenza e che nell'autunno del 1944 contavano circa seimila uomini operanti soprattutto nelle Langhe, ma con propaggini anche nel Monferrato, nell'Alessandrino e in Liguria: pur continuando a dichiararsi sempre autonome, si collegarono con il Cln piemontese. Ciò nonostante i loro rapporti, e in particolare quelli del maggiore Mauri, rimasero sempre difficili sia con il Cln piemontese, sia soprattutto con gli azionisti (cfr. per il perdurare a distanza di tanti anni di questa ostilità, l'astioso ritratto di Mauri tracciato da G. BOCCA, Il provinciale. Settant'anni di vita italiana, Milano 1991, pp. 66 sg.) e ancor piú con i comunisti, che consideravano Mauri un reazionario e poco meno che un fascista, poiché questi non faceva mistero del suo dissenso politico e della sua ostilità nei loro confronti, arrivando al punto di inserire in un accordo ufficiale, poi disdetto dal Cln piemontese, un'affermazione come questa: «siamo contro la dittatura della reazione (grosso capitale, alta finanza, agrari, militaristi, ecc.) non meno che contro quella del proletariato o di qualsiasi altra classe o gruppo» e di definire le proprie formazioni non come aderenti al Corpo volontari della libertà, ma parte dell'Esercito italiano di liberazione nazionale. Cfr. MAURI, Con la libertà e per la libertà, Torino 1947; E. MARTINI MAURI, Partigiani penne nere, Milano 1968; M. GRANDI, La relazione sull'attività del gruppo divisioni autonome «Mauri» cit.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 157, 169 sgg. e 399 sg.; D. DE NAPOLI - S. BOLOGNINI - A. RATTI, La resistenza monarchica in Italia cit., pp. 89 sgg.
    Assai piú complesso, travagliato, articolato in fasi successive e profondamente condizionato (sino a sfociare nell'eccidio di Porzus) dalla particolare situazione locale e in specie dalle manovre titoiste per assicurarsi il controllo sul movimento partigiano italiano in loco e dall'atteggiamento dei comunisti di fronte ad esse, fu invece il caso, in Friuli, del raggruppamento divisioni Osoppo. Come ha notato il Gallo (p. 17), infatti, «il dualismo fra reparti diretti dai comunisti (Garibaldi) e quelli patrocinati dagli altri partiti (Osoppo) non è un connotato tipico friulano ma qui assume una rilevanza particolare». Pur tenendo in tutto il dovuto conto questa particolare rilevanza, il caso della Osoppo conferma quanto l'unità politica che in sede di Cln locali e di Clnai era in genere abbastanza facile a realizzare non trovasse assai spesso corrispondenza sul terreno dell'unificazione militare delle varie formazioni, sicché molte di queste mantennero una sostanziale autonomia organizzativa e, talvolta, anche operativa la cui radice va quasi sempre cercata nel diverso orientamento politico delle varie formazioni, nelle reciproche diffidenze e nei contrasti piú o meno espliciti che ne derivavano e che in circostanze particolari, ma non solo in esse, potevano avere sbocchi drammatici, anche se nessuno paragonabile all'eccidio di Porzus in cui, ai primi di febbraio del 1945, trovò la morte per mano di un gruppo gappista il comando della 1ª brigata Osoppo (una ventina di uomini tra i quali il comandante Bolla) e fu corso il rischio di spezzare l'unità della resistenza friulana e di metter questa in crisi. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 317 sgg., e anche N. NALDINI, Pasolini, una vita, Torino 1989, pp. 73 sgg.; G. GALLO, La Resistenza in Friuli cit.; A. SAVORGNAN DI BRAZZÀ (OBERTO), Fazzoletti verdi, Venezia 1946, pp. 76 sgg.; M. CASSELLI, Porzus. Due volti della Resistenza, Milano 1975; nonché P. L. PALLANTE, Il Partito comunista italiano e la questione nazionale. Friuli - Venezia Giulia 1941-1945, Udine 1980, pp. 235 sgg.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 225 sgg.; A. MORETTI, La Slavia friulana fra Italia e Jugoslavia 1943-45, in «Storia contemporanea in Friuli», 1977, n. 8, pp. 13 sgg. 

  179. Nel suo discorso romano del 1945 Parri fu a questo proposito esplicito. Dopo aver ricordato le difficoltà che il movimento partigiano aveva dovuto inizialmente affrontare, disse infatti: «Il governo fascista pensò allora di darci esso stesso un largo aiuto col richiamo delle classi: era tutta gente che accorreva a noi...» (F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 133). Analogo giudizio emerge dalla documentazione fascista, sia locale sia centrale. Tipici sono tre «appunti» per Mussolini del Capo della polizia in data 26 maggio («la chiamata delle classi anziane è stata una delle cose piú gravi compiute in questi ultimi mesi. Risulta presentata una trascurabile aliquota mentre il grosso è andato a rinfoltire le bande degli sbandati»), 11 luglio («viene segnalato... [a Genova] il continuo aumento delle diserzioni che fanno conseguentemente aumentare le file dei ribelli e tale fenomeno viene spiegato col fatto che circola la voce della partenza per la Germania anche dei militari») e 3 agosto 1944 (in Emilia «il movimento partigiano è diventato l'asilo di tutti coloro che vogliono sfuggire al pericolo di andare in Germania o chi voglia sfuggire alle leggi [di leva] del governo della Repubblica Sociale Italiana»). ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, bb. 56 e 57. Per maggiori elementi cfr. la Relazione complessiva sulla forza dei banditi ecc., in Appendice, Documento n. 3 [Cfr. nota 1, p. 162. N. d. R.]. 

  180. Cfr. R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata cit., p. 225; Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 335. 

  181. All'inizio anche gli azionisti accolsero favorevolmente chi voleva arruolarsi nelle loro formazioni. In un secondo momento, resisi conto dei problemi e dei rischi di un eccessivo affollamento di esse, si attennero ad una linea selettiva e che teneva conto delle possibilità di armare e di mantenere le reclute, arrivando sino a respingerne un certo numero e ad allontanare una parte di quelle già affluite. «Sempre in vista della situazione e delle prospettive attuali – scriveva Bianco ad Agosti il 16 aprile 1944 – si è deciso, in via di massima, di epurare, mandando in congedo chi proprio non se la sente, ed anzi in un certo senso incoraggiando le dimissioni. È inutile tenere della zavorra, delle bocche inutili... Per resistere a un rastrellamento in stile, per fare veramente i partigiani, ci vuole gente in gamba; e la gente in gamba non è molta... La IV banda, su 93 uomini, coll'epurazione ne ha persi 15». In un momento ancora successivo, resisi conto che i comunisti «sono pronti a prendere qualsiasi roba», persino i disertori fascisti, e che la «condizione essenziale per andare d'accordo» con loro era «di essere forti» e che, infine, perseverando in un atteggiamento troppo rigido e selettivo, avrebbero fatto il loro giuoco, anch'essi finirono per adottare criteri di arruolamento piú larghi (cfr., per il Piemonte, G. AGOSTI - D. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 70, 94, 153). E lo stesso fecero i socialisti. 

  182. Dopo l'arruolamento dei «puri impazienti», nei quali lo spirito combattivo era assai vivo, la scelta politica di arruolare tutti coloro che si dicevano pronti a combattere non subí, almeno come indicazione di massima, modifiche, anche se le nuove reclute vennero via via ad essere costituite in larga misura da renitenti alla leva saloina e al servizio del lavoro in Germania e, successivamente, da gente mossa dalla convinzione che la guerra stesse per finire e desiderosa di precostituire benemerenze e, dunque, spesso con scarso spirito combattivo e pronta anche, se le cose si mettevano al brutto, a disertare e persino a passare dall'altra parte. Da qui tutta una serie di problemi e in primo luogo quello di non essere spesso in grado di armare tutta questa gente. Ai primi di maggio del 1944, per esempio, l'8ª brigata Garibaldi, in Romagna, teoricamente forte di ottocentocinquanta uomini, ne contava quattrocentocinquanta completamente disarmati; nell'ottobre dello stesso anno in tre brigate del Biellese il rapporto tra armati e disarmati era di uno a tre. Cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., I, p. 412; II, pp. 7, 86, 447 e 533. 

  183. Cfr. le significative annotazioni sotto la data del 20 ottobre 1944 di B. CEVA, Tempo dei vivi 1943-1945, Milano 1952, pp. 123 sgg. 

  184. Subito dopo l'8 settembre le direttive comuniste furono formalmente improntate ad un atteggiamento di apertura verso tutte le formazioni che si mostravano pronte a scendere subito in campo contro i tedeschi e i fascisti e misero l'accento soprattutto sulla necessità di farle aderire ai Cln e di «educarle» politicamente sulla base del loro programma unitario. Sopravvenuta la stasi delle operazioni militari alleate e avendo l'organizzazione comunista messo piú salde radici, il Pci rettificò però questa sua iniziale posizione. Per un verso avviò la costituzione su vasta scala di proprie formazioni, le brigate Garibaldi, aperte a tutti, ma saldamente in mani comuniste («il mio amico Longo – avrebbe detto Parri nel 1960 – seminava le brigate con una facilità invidiabile») e impartí, quanto alle altre, disposizioni di adoperarsi per prenderle «nelle nostre mani, compreso il comandante»; per un altro verso, pur continuando a sostenere la necessità di una intesa unitaria tra tutte le forze antifasciste, spinse l'acceleratore della politicizzazione delle formazioni e impartí disposizioni ai propri militanti di dare «un piú marcato carattere di partito» alla loro attività, «in modo che appaia sempre piú netta alle masse la sua fisionomia di partito della classe operaia, la sola veramente decisa e capace di portare a fondo la lotta per la liberazione del nostro paese e a dare al problema nazionale una soluzione radicalmente conforme agli interessi e alle aspirazioni delle masse lavoratrici e del popolo italiano». Né da questa linea di condotta il Pci si sarebbe sostanzialmente discostato dopo la «svolta di Salerno» e, nel giugno 1944, la costituzione del governo Bonomi e l'assunzione nei territori occupati da parte del Clnai dei poteri già attribuitisi dal Cln centrale. Eloquenti sono a questo proposito le «direttive per lo sviluppo della lotta insurrezionale» «fissate in base ai consigli e alle indicazioni pervenuteci dal capo del nostro partito, compagno Ercoli» trasmesse dopo questi avvenimenti ai responsabili «insurrezionali» delle regioni occupate nelle quali veniva ribadito che in tutte le unità partigiane, garibaldine e no, aderenti al Cln o no, doveva essere organizzato «il nucleo di partito», che nei territori liberati dovevano essere creati subito, e senza «perdersi in discussioni sui [loro] rapporti formali con il governo nazionale e con i Cln», «organismi di potere popolare che siano emanazione diretta delle masse in lotta e delle loro organizzazioni», comitati contadini, comitati di agitazione di fabbrica, Fronte della gioventú, gruppi di difesa della donna, ecc., organizzazioni tutte in mano ai comunisti e da loro create proprio per penetrare piú a fondo degli altri partiti nel tessuto sociale delle varie zone e per moltiplicare il proprio peso all'interno dei Cln. E non meno eloquente è quanto il 12 luglio 1944 la delegazione del Pci per il Piemonte scrisse ai «compagni responsabili» delle brigate Garibaldi in Val Susa a proposito del lavoro politico da svolgere per rendere sempre piú comuniste le loro formazioni: «Per evitare che i nostri amici liberali, cattolici e del PdA ci accusino che le brigate Garibaldi sono delle formazioni comuniste, curare che nelle forme esteriori non si dia pretesto a questa speculazione: niente falci e martello, convincere gli uomini a togliersi la camicia rossa, adottare come simbolo la stella tricolore a cinque punte e la bandiera tricolore, evitare canto come Bandiera rossa – Internazionale, pur facendo con intelligenza tutto il lavoro politico di partito che non dobbiamo mai trascurare». Cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., I, pp. 102, 133 sgg., II, pp. 93 sgg. e 117; F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 555. 

  185. V. FOA, Il Cavallo e la Torre. Riflessioni su una vita, Torino 1991, p. 140. L'osservazione rende bene la posizione di tanti di quegli azionisti che su singole questioni potevano pensarla diversamente dai comunisti e anche scontrarsi con essi, ma consideravano l'accordo strategico «di sinistra» un dato di fatto imprescindibile. 

  186. Cfr. G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., pp. 243-44, importante perché esclude che quanto Parri scriveva a McCaffery non rispondesse al suo vero pensiero, ma mirasse solo ad ottenere aiuti dagli Alleati. 

  187. «Nota sul lavoro attivistico»: Memorandum di F. Parri a J. McCaffery, 31 ottobre 1943, in P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati, Milano 1962, pp. 28 e 30. 

  188. Cfr. P. SECCHIA, Sinistrismo, maschera della Gestapo, in «La nostra lotta», dicembre 1943; Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., I, p. 122; nonché G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., pp. 149 sgg. 

  189. A questi tentativi si accenna in vari studi a carattere locale e si trovano riferimenti nella documentazione sia partigiana sia fascista. Il tono reticente e sbrigativo degli accenni e il giudizio sostanzialmente negativo che li accompagna o è implicito in essi aiutano a spiegare come a tutt'oggi manchi su tali tentativi uno studio ad hoc di cui si sente invece sempre piú la necessità per superare una visione meramente retorica o politico-ideologica della resistenza e comprendere l'effettiva realtà della guerra civile e, nella fattispecie, valutare correttamente il fenomeno in relazione ai diversi momenti nei quali esso si manifestò, ai suoi protagonisti e ai motivi che li mossero (desiderio di rendere meno gravoso il peso della guerra civile, opportunismo, provocazione, ingenuità, ecc.). E ciò tanto piú che in alcuni di questi tentativi ebbero parte uomini sul cui antifascismo non sussistono dubbi, come, per fare due soli esempi, F. M. Beltrami (cfr. M. BEGOZZI, Il signore dei ribelli cit., pp. 26 sgg., 245 sgg.) e il gen. Operti (cfr. la sua cit. Relazione, in AUSSME, ff. 58 sgg.). 

  190. Anche su questo aspetto manca pressoché qualsiasi ricerca specifica né esso è affrontato in studi anche recenti in cui pure si parla di come nella resistenza è stato vissuto il problema della violenza. Per un quadro d'insieme, riferito soprattutto all'Europa occidentale, cfr. J. SEMELIN, Sans armes face à Hitler. La résistance civile en Europe 1939-1943, Paris 1989, in cui quanto è ricco lo sforzo di ricostruire una tipologia delle molteplici forme della resistenza civile, tanto è rapido e superficiale quello di comprenderne le motivazioni oggettive e soggettive (morali). 

  191. Dell'atteggiamento del clero nel 1943-45 parleremo piú avanti (per una prima informazione cfr. A. FAPPANI - F. MOLINARI, Chiesa e Repubblica di Salò, Torino 1981). Un cenno almeno meritano però qui le accuse di attendismo che da parte comunista furono, allora e dopo, rivolte ad esso e in particolare a quello piú alto. Che esse avessero piú motivazioni è fuori di dubbio; la piú importante fu però quella di ribattere le prese di posizione di vari vescovi a favore di una distensione degli animi e di una condotta, da ambo le parti in lotta, meno feroce e spietata della lotta stessa e della quale facevano le spese anche le popolazioni civili e, soprattutto, i loro inviti a queste a tenersi fuori da tutto per evitare o almeno limitare i rischi di farne appunto le spese. Tipica è a questo proposito la lettera pastorale «per la distensione degli animi» che il vescovo di Reggio Emilia, mons. Eduardo Brettani fece leggere in tutte le chiese della sua diocesi nei primi mesi del 1945 durante la messa dei giorni festivi. In essa si legge tra l'altro (per il testo completo cfr. «Ricerche storiche», aprile 1992, pp. 49 sgg.):
    «Assistiamo da tempo nella nostra diocesi a una continua serie di fatti tragici che riempiono gli animi di orrore e di angoscia. È una catena di vendette e di rappresaglie che non si spezza, ma si accresce sempre di maggiore ferocia.
    La guerra è già tanto grave d'insidie e di pene tremende, per il presente e per l'avvenire che si prepara: perché aggravarla ancora con le nostre lotte feroci? Che non sia proprio possibile addivenire ad una distensione degli animi? Giungere, tra cittadini di una stessa patria, tra fedeli di una stessa diocesi, ad una convivenza tollerabile?...
    Non si pretende di sopprimere le divisioni di parte: purtroppo esse dureranno ancora molto con gravissimo danno della nostra Patria; ma può e deve impedirsi che raggiungano la ferocia, com'è al presente presso di noi. In altre Provincie, vicine e lontane, le divisioni di parte sono pure vivissime e ben sentite; ma non si avverano le uccisioni continue e i fatti spietati come avvengono qui.
    Occorre anzitutto, al di sopra di ogni altro espediente, ritornare alle supreme leggi della giustizia e della morale cristiana...
    Si addivenga allo scambio piú largo di prigionieri e di ostaggi... Si abbia rispetto alla vita di donne e di fanciulli... Si usi anche, se si vuol ottenere una reale distensione verso i prigionieri e gli ostaggi... Vengano evitate, o almeno mitigate, le tremende rappresaglie di guerra. Ma è pure necessario [richiamare] al senso di responsabilità coloro che con atti inconsulti (inconcludenti ai fini guerreschi) li provocano con danni e lutti di famiglie che non hanno responsabilità alcuna... Le persone inesperte si astengano dall'immischiarsi in faccende politiche, e faranno bene anche a evitare di discuterne. La politica è un terreno scabroso e malfido, sempre; tanto piú oggi. Un passo inconsiderato, anche senza rendersene conto, può procurare conseguenze e sanzioni molto gravi a danno proprio e altrui.
    Infine adoperiamoci tutti, come dobbiamo e possiamo, perché non vi siano piú uccisioni per livore di parte. Da tutti s'invoca la giustizia; ma non basta averne la parola sul labbro, occorre perseguirla con rettitudine di criteri e di opere, anche sacrificando le proprie vedute e il proprio tornaconto. La giustizia non si compie con le vendette individuali e di parte...»
    Complessivamente, pur non essendo favorevole ai comunisti, l'atteggiamento del clero e in particolare di quello piú immediatamente a contatto con la popolazione non fu, salvo casi sporadici (ma che hanno fatto molto rumore per l'esaltazione o la denigrazione fatta attorno ad essi allora e dopo dai fascisti e dagli antifascisti), tutt'altro che favorevole alla Rsi. Significativi sono a questo proposito i violenti sfoghi e le reazioni che esso suscitò tra i sostenitori della Rsi un po' a tutti i livelli. Valgano ad esempio i seguenti passi di lettere scritte da alcuni di questi ai loro familiari:
    - (da Onè di Fonte – Treviso) «... Domenica scorsa non ho voluto andare alla Messa. Oggi per accompagnare la mamma vi sono andata, ma a momenti soffocavo di collera nel sentire la predica insulsa e tendenziosa come al solito. Che si aspetta a chiudere il becco ai preti? Vi immaginate la sconcia gioia del clerume vaticano in Roma "liberata"? Non per nulla l'"Osservatore Romano" pubblica regolarmente il bollettino di guerra degli alleati. Ma a Roma facciano pure il comodaccio loro, ma non è tollerabile che i preti facciano qui da noi il loro lurido gioco, sotto il nostro naso...» (luglio 1944);
    - (da Como) «... Purtroppo i nostri preti sono decisamente ostili alla Repubblica Sociale Italiana. Questi nostri preti fanno semplicemente schifo e sono certo che se il nostro Sergio fosse al corrente di quanto succede monterebbe su tutte le furie e si metterebbe a predicare la separazione della Chiesa dallo Stato. Ma stai tranquilla che Cristo saprà castigarli a dovere e che la guerra la vincerà il Tripartito...» (luglio 1944);
    - (da Pontechiasso – Como) «... Riceviamo la tua lettera mentre leggiamo lo scempio di Roma, l'oltraggio alla nostra povera fede di italianità onesta e leale e cristiana che ci giunge da chi mai non avremo potuto crederlo. Che il clero nostro abbia sempre tramato contro di noi lo intuivamo, ma che si potesse macchiare cosí non volevamo crederlo. Per un'idea d'amore e di giustizia, piccola idea di luce che ispirata dalla grande luce di Cristo è sorta nel mondo, le forze del male insorgono e la lotta si fa asprissima. Lotta che non prende armi, ma le coscienze; la solita arma nascosta lotta ormai a viso aperto... Contro un uomo e un partito e non indietreggia come non indietreggiò il re spergiuro al pensiero che non l'uomo si colpisce, ma tutto il Paese, tutta la popolazione, tutto il suo onore, tutto il suo tesoro...» (luglio 1944);
    - (da Mantova) «... Il Signore, cioè l'Altissimo, vede e provvede, come vede e provvede de quel manigoldo di Vicario di Cristo che risiede in Vaticano. Gli andrà sempre bene? No, per Dio, dovrà essere spazzato via. Faccio punto altrimenti vado fuori dai gangheri...» (settembre 1944);
    - (da Pola) «... Uno dei piú, anzi il piú temibile, il piú pericoloso dei nostri nemici interni, è il nostro clero, quel clero che dal primo giorno della guerra non ha fatto altro che predicare l'amore per i nemici, avvelenare le coscienze delle nostre madri, insinuare la diffidenza, la sfiducia. L'8 settembre si deve oltre che al tradimento di Badoglio anche e soprattutto alla nefasta opera disgregatrice e sabotatrice del Clero. Ma se c'è un Dio, se c'è una giustizia divina, il nostro clero dovrà scontare la sua nefasta opera ai danni del popolo nostro...» (settembre 1944).
    (Cfr. SID, Esame corrispondenza censurata, notiziari n. 8 e n. 10, in AUSSME, I-1, RSI, Min. Forze Armate - SID, b. 59). 

  192. La documentazione disponibile (cfr. soprattutto P. L. PALLANTE, Il Partito comunista italiano e la questione nazionale cit., pp. 83 sgg.; ID., Trieste 1944-45, la politica dei comunisti italiani dopo la «svolta» jugoslava, in «Storia contemporanea», dicembre 1987, pp. 1491 sgg.; P. SPRIANO, Storia del Partito comunista italiano cit., pp. 437 sg.; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 154 sgg., 183 sg. e 348 sgg.; L. LONGO, I centri dirigenti del Pci nella Resistenza cit., pp. 401 sgg.; Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., I, pp. 244 sgg., II, pp. 296 sgg., 311, III, p. 611; R. TERZUOLO, Relations between the Communist parties of Italy and Yugoslavia, Stanford 1980; M. GALEAZZI, Togliatti e la questione giuliana, Trieste 1991; nonché SMG - UFF. INFORMAZIONI, Il movimento italiano di liberazione dall'oppressione nazifascista (Maggio 1945), appendice alla IV parte, ff. 19 sgg., in AUSSME, N-1-11, Diari storici 2ª G.M., b. 3020) dimostra come durante la resistenza il Pci fu pronto ad accettare che le brigate Garibaldi operassero «in coordinamento» prima e alle dipendenze poi del IX corpus sloveno e, quel che piú conta, non intese mai rimettere in qualche modo in discussione il «diritto di unione alla Slovenia dell'Istria e della Venezia Giulia» da lui riconosciuto nel 1936 e che le sue riserve a questo proposito (creazione a guerra finita, nella Venezia Giulia di uno stato indipendente che avrebbe poi potuto «spontaneamente» aderire alla federazione jugoslava) furono meramente strumentali, volte cioè ad evitare che una sua pubblica accettazione del punto di vista jugoslavo lo mettesse politicamente in difficoltà con gli altri partiti antifascisti, frustrasse il sorgere di un movimento partigiano nel Veneto e facesse crescere le preoccupazioni per il futuro delle provincie orientali che dopo l'8 settembre si erano diffuse a Trieste e nelle località circonvicine tra la popolazione italiana (anche tra buona parte di quella operaia) suscitando ostilità e diffidenze verso il movimento partigiano. 

  193. Cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., III, p. 625. 

  194. Per l'importanza subito attribuita dai comunisti alla figura del commissario politico, che doveva sempre affiancare il comandante e svolgere «un'intensa opera di educazione politica», cfr. le direttive per i distaccamenti partigiani da essi impartite sin dall'ultima decade del settembre 1943, in Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., I, p. 102; nonché S. FOLLONI, Commissariato e commissari nella guerra di liberazione a Reggio Emilia, in «Ricerche storiche», aprile 1992, pp. 5 sgg.; e, a livello memorialistico, O. POPPI, Il commissario, Modena 1979. 

  195. Cfr. Colpire audacemente e duramente tedeschi e fascisti cit., riprodotto in L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., p. 19. 

  196. Cfr. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., p. 93. 

  197. Cfr. G. PETRACCHI, «Intelligence» americana e partigiani sulla linea gotica, Foggia 1992, pp. 60 sg. Dopo questa affermazione Del Carpio proseguiva:
    «Dall'ottobre 1943, quando iniziai l'organizzazione militare della Val di Vara per conto del mio Partito, ogni mio movimento è stato seguito. Quando costituii la formazione partigiana una persona è stata infiltrata tra le mie file per osservare a fare rapporto ai superiori. Altri elementi sono stati inseriti nella mia organizzazione con l'ordine di portare avanti una propaganda disfattista; ogni possibile tentativo è stato fatto per indurre i miei uomini ad andarsene e ad unirsi alle formazioni comuniste. Sono stati fatti tentativi per apprendere il testo dei messaggi per i lanci come pure dei segnali coi fuochi, col proposito di entrare in possesso di tali lanci.
    Per quanto riguarda i lanci deve essere messo in evidenza il fatto che parecchi di essi sono stati intercettati da altri senza autorizzazione e nonostante fossero destinati alla mia brigata; i colpevoli in questo affare furono "Faccio" ed il maggiore Gordon Lett ed il maggiore Corvo e la Missione Libertas sono pronti a confermarlo. Del lancio di cui "Faccio" (ora deceduto) era entrato arbitrariamente in possesso, sono state recuperate solo 200 000 lire da uno dei miei agenti: questi fondi sono stati consegnati a Corvo, che era in zona, al quale erano destinati.
    Durante le massicce operazioni di rastrellamento del 3 agosto le formazioni comuniste che si trovano sul fianco destro e sinistro non hanno attaccato battaglia, permettendo alle formazioni tedesche di dirigersi direttamente verso le postazioni occupate dalla mia brigata e costringendomi a cambiare il sistema difensivo.
    Nei giorni seguenti questo rastrellamento, che fu sostenuto con perfetto spirito di collaborazione e fraternità d'armi da parte di taluni elementi delle formazioni comuniste, questi ultimi hanno parlato con esultanza della completa distruzione della "Colonna Giustizia e Libertà" ed i loro capi, invece di smentire questa pura invenzione hanno fatto oggetto delle loro piú vili calunnie il col. Turchi, comandante della Prima Divisione Ligure, e "Boia"» (p. 61). 

  198. Cfr. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., pp. 98 sgg., le cui osservazioni sono condivisibili però soprattutto per quel che riguarda i livelli piú bassi del movimento partigiano, meno, invece, per i suoi vertici. Se infatti è vero che questi, e in particolare gli azionisti che ne facevano parte, sui quali, data la posizione di Parri, ricadeva in larga misura la direzione centrale della resistenza, ebbero un atteggiamento piú «aperto» e «conciliante», nei confronti dei comunisti, è però un fatto che – almeno sino alla metà del 1944 (ché l'arrivo di Cadorna al nord tra le varie conseguenze ebbe anche quella di provocare un ulteriore avvicinamento di Parri a Longo, preoccupati che i loro partiti perdessero anche solo parte del loro peso e le formazioni il loro carattere politico) – essi cercarono piú volte e anche a costo di contrasti «duri e talvolta aspri» (al punto di essere tacciati di attendismo) di frenare e contrastare le iniziative dei comunisti e le loro manovre per prendere in mano o, almeno, condizionare pesantemente la direzione militare della resistenza (premendo anche affinché fossero attuate azioni su vasta scala volte a liberare ampie zone nelle quali instaurare amministrazioni popolari che si conclusero con successi effimeri e dispendiosi ed ebbero conseguenze psicologicamente negative: tipico il caso della «repubblica dell'Ossola»), mantenendo al tempo stesso il piú possibile autonome da essa le brigate Garibaldi e i Gap. Da qui la necessità, per Parri e per i piú responsabili dei suoi collaboratori azionisti, di cercare di indurre i comunisti ad attenersi a una maggiore disciplina gerarchica. E questo senza dire dei contrasti, ai quali abbiamo già accennato, per l'atteggiamento assunto dai comunisti in materia di rapporti con le loro formazioni e quelle jugoslave nella Venezia Giulia e nel Friuli. Cfr. a questo proposito «Verso il governo del popolo». Atti e documenti del CLNAI 1943-1946, a cura di G. Grassi, Milano 1977; Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà (giugno 1944 - aprile 1945), a cura di G. Rochat, Milano 1972, pp. 511 sgg.; F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 556 sg.; ID., Memoriale sull'unità della Resistenza cit., p. 59; L. LONGO, Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., pp. xxv sgg.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 153 sgg. (soprattutto per la seconda metà del 1944); per il caso della Val d'Ossola H. BERGWITZ, Die Partisanen-republik Ossola 10 September bis zum 23 Oktober 1944, Bienfield 1974; per quello di Montefiorino E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit.; per quello del Friuli G. ANGELI - N. CANDOTTI, Carnia libera. La repubblica partigiana del Friuli (estate-autunno 1941), Udine 1971.
    Quanto al comportamento dei comunisti a livello di formazioni, molti sono gli accenni nella letteratura e nella pubblicistica storica che documentano il loro settarismo e la loro doppiezza; manca però qualsiasi studio in merito. Significativa per capire lo stato d'animo che questi atteggiamenti talvolta suscitavano nelle altre formazioni è, per esempio, una relazione sulla situazione nel Biellese pubblicata da G. ZANDANO, La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli 1943-1945, Vercelli 1957, pp. 169 sgg. In essa si legge tra l'altro:
    «La massa dei partigiani non ha chiaro indirizzo politico. Si presume siano in maggioranza di tendenza socialista, ma numerosi sono gli apolitici. Di questa massa amorfa approfittano i comunisti sfruttando l'organizzazione di partito per educarli a loro vantaggio. Non appena un elemento giunge in una formazione viene inviato tra compagni comunisti e quivi, prima ancora dell'istruzione militare, gli vengono propinate teorie sulla dittatura del proletariato e sulla nuova giustizia sociale.
    Tutti i capi delle formazioni garibaldine sono comunisti o obbligati ad esserlo: il comando effettivo è tenuto piú dal commissario politico che non dal comandante ufficiale. Non appena un capo cessa di dare pieno affidamento al partito viene rimosso o gli si mette a lato un vice comandante o un commissario di tutta fede, onde controllarne l'attività.
    Tutti ostentano di fronte ai membri del C.L.N. ed ai patrioti di altre formazioni, che le loro bande non hanno assolutamente carattere politico, ma di schietta e leale collaborazione con tut- ti, al solo scopo di cacciare tedeschi e fascisti. E questa loro affermazione è continuamente ripetuta quasi a coprire con parole l'evidenza dei fatti.
    Ufficialmente si dicono aderenti al C.L.N. e se ne giovano, in effetti lo considerano un impedimento alla loro propaganda ed un organo di controllo non desiderato. Nelle formazioni questo è continuamente denigrato; in diverse circostanze (ritardo nel dare corso ad esose richieste, richiami per causa di grassazioni e soprusi) il comitato in blocco e membri singoli furono minacciati di soppressione.
    Dal contegno di tutti i comunisti, e cioè dei membri comunisti dei comitati, dei capi formazioni dei commissari politici ecc. come pure dal comportamento loro sul campo in occasione di attacchi nazi-fascisti o di rastrellamenti, appare chiaro che il loro scopo è di costituire con ogni mezzo squadre armate prettamente comuniste per tentare al momento favorevole una sollevazione generale del proletariato.
    La loro propaganda tra operai e salariati è in genere molto attiva; cercano di accattivarsi l'animo della popolazione mostrandosi quali paladini della classe operaia, estorcendo agli industriali colla minaccia delle armi contratti di lavoro sproporzionatamente favorevoli con condizioni tali da impedire il normale andamento dell'industria. Con tutto questo forzano la mano dei C.L.N. i quali sono costretti a ratificare il fatto compiuto.
    Ed in questo si giovano anche della forza sopprimendo elementi che li contrastano...
    L'atteggiamento dei comunisti è ostentatamente democratico, ma appena la maggioranza è loro contraria, ove le bande armate sono in loro mani, si dimostrano chiaramente totalitari; è evidente che appena si riterranno in grado, essi tenteranno un colpo di forza per impadronirsi del potere...» 

  199. Cfr. a questo proposito la «direttiva politica» n. 11 diramata il 25 ottobre 1944 a tutte le istanze dirigenti del partito dalla direzione del Pci per l'Italia occupata in Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, pp. 484 sgg. 

  200. Tipico è il caso della formazione della quale faceva parte Nuto Revelli (agli inizi della resistenza tutt'altro che azionista) a proposito della quale questi annotava nel suo diario sotto la data del 6 novembre 1943: «Verso la banda Galimberti abbiamo una spiccata diffidenza, per- ché opera piú sul piano politico, che sul piano militare. Anche Faustino, su questo punto, la pensa come noi.
    Non vogliamo saperne dei "politici", non vogliamo saperne dei "militari".
    Con la banda di Boves, impostata su basi da regio esercito, i primi collegamenti andarono a vuoto e non ne cercheremo altri. L'incendio di Boves, i sanguinosi combattimenti della Bisalta, con i civili allo sbaraglio, hanno confermato che l'impostazione dei "bovesani" è sbagliata, che l'improvvisazione, in questa guerra, si paga a caro prezzo.
    Il nostro programma è preciso. Niente improvvisazioni, ma lavoro in profondità, con la visione chiara che dovremo combattere in una guerra lunga e difficile» (N. REVELLI, La guerra dei poveri, Torino 1962, p. 146). 

  201. Cfr. in particolare E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit.; L. MERCURI, 1943-1945. Gli Alleati e l'Italia, Napoli 1975; L. ROSSI, Gli Stati Uniti e la «provincia» italiana. 1943-1945. Politica ed economia secondo gli analisti del servizio segreto americano, Napoli 1990. 

  202. Il ruolo dei servizi segreti italiani (sui quali manca qualsiasi studio a carattere scientifico) è stato sino ad oggi se non ignorato, certo troppo sottovalutato.
    In realtà i primi a porsi il problema di stabilire contatti con la resistenza furono, appena insediatisi a Brindisi, il governo Badoglio e il Comando supremo; sia per acquistarsi un merito presso gli Alleati, sia sperando di prendere sotto la loro tutela il movimento partigiano e dargli un carattere militare e non politico. Ottenuta l'autorizzazione dagli Alleati (che ne designarono i principali elementi direttivi), nell'ottobre 1943 venne ricostituito il Sim, alla cui I sezione, diretta dal colonnello Agrifoglio, fu assegnato il compito di occuparsi del movimento partigiano e in particolare – come Messe avrebbe scritto il 28 ottobre 1944 a Bonomi – di «costituire», secondo il volere degli Alleati, «cellule informative nell'Italia occupata e collaborare all'attività controinformativa». I primi positivi risultati ottenuti (le prime missioni furono inviate già in ottobre) spinsero gli Alleati (in pratica gli inglesi) ad autorizzare un ampliamento delle iniziali strutture del Sim e a stabilire con esso una sorta di collaborazione, limitata però essenzialmente ad alcuni ben precisi settori. In particolare a quelli della raccolta di informazioni oltre la linea del fronte e del trattamento dei partigiani delle zone via via liberate (disarmo, «smobilitazione», assorbimento civile, recupero delle armi occultate, ecc.). Quanto invece all'attività di collegamento e di rifornimento delle formazioni partigiane, «dopo le prime pressioni fatte sugli Alleati... questi fecero sapere (dicembre 1943)... che essi [non solo] non disponevano di un'organizzazione adatta che potesse far fronte alle necessità derivanti dai bisogni di una presunta futura guerriglia, ... ma che non avevano intenzione, né interesse di armare in Italia un esercito segreto. Tutt'al piú, in aderenza alle stesse attribuzioni della Special Force n. 1, si dissero propensi ad effettuare qualche operazione di aviorifornimento di materiale, soprattutto di sabotaggio, per qualcuno dei nuclei piú decisi ed operanti nei settori che maggiormente potevano interessare la loro specifica attività» (relazione del Sim al Comando supremo in data 25 luglio 1944 sull'attività svolta dal 1° ottobre 1943 al 30 giugno 1944 «per organizzare il movimento di resistenza nell'Italia occupata»). Entro questi limiti il Sim (in collaborazione soprattutto col Soe) tra l'ottobre 1943 e l'aprile 1945 poté inviare oltre le linee (via terra, via mare, con aviolanci) 140 missioni, inoltre, specie nei primi mesi, molte italiane, le altre miste, e dal gennaio 1944 all'aprile 1945, 1 958 650 tonnellate di rifornimenti.
    Cfr. MIN. DIFESA - SME - UFF. STORICO, L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione cit.; AUSSME, I-3, Carteggio versato dallo S.M.D. (C.S. e S.M.G. - 2ª G.M.), b. 149, fasc. 3 e 150, fasc. 5; ID., H-5, S.M.R.E. - Classificato «RR», b. 40, fasc. 6; SMG - UFF. INFORMAZIONI, Il movimento italiano di liberazione dall'oppressione nazifascista. Maggio 1945 cit., da cui risulta bene anche l'atteggiamento dei governi Badoglio e Bonomi verso la resistenza. 

  203. E. AGA ROSSI, La politica angloamericana verso la resistenza italiana cit., pp. 49 sg. A conferma di quanto asserito dall'Aga Rossi, cfr. ciò che scrive a proposito dei servizi segreti inglesi E. SOGNO, Fuga da Brindisi e altri saggi. Un'interpretazione del secolo xx, Cuneo 1990, pp. 113 sg.: «In seno ai comandi e ai servizi britannici che si occupavano dei contatti con la resistenza italiana, pur nei limiti invalicabili delle grandi linee della politica di guerra, ricordo di aver notato almeno tre atteggiamenti: l'atteggiamento dei servizi direttamente responsabili del controllo e degli aiuti ai movimenti di resistenza europea e italiana, che si distingueva per solidarietà e comprensione delle motivazioni politiche e delle esigenze psicologiche dei resistenti. Questi servizi consideravano le forze della resistenza come aspetti di una realtà nazionale che doveva essere favorita o contrastata, ma comunque compresa per il suo utilizzo ai fini della lotta comune (uffici della Special Force a Berna e a Lugano, a Brindisi e a Roma); diverso l'atteggiamento del Servizio segreto britannico, burocratico e impersonale, alieno dal prendere in considerazione elementi estranei alla pura efficienza in rapporto agli obiettivi e perciò lontano da ogni solidarietà morale o politica (colonnello Rosebery); diverso ancora l'atteggiamento britannico nei comandi militari del Quartier Generale di Alexander, nel comando interalleato di Caserta e nella Commissione Alleata di Controllo, decisamente allergico agli aspetti politici del movimento e tendente a vedere le attività dei volontari italiani esclusivamente dal punto di vista del contributo, singolo e immediato, alla condotta delle operazioni militari (generali Alexander e Wilson, maggiore Peters)». 

  204. Cfr. per esempio W. CHURCHILL, In guerra. Discorsi pubblici e segreti, II cit., pp. 172 sg. (28 settembre 1944) e 217 (18 gennaio 1945). 

  205. Con questo argomento, per esempio, Allen Dulles, da cui dipendeva l'Oss in Italia, lasciò cadere le avances di R. Craveri quando questi, nella fase organizzativa della missione al sud del Clnai, si recò da lui a Berna per sollecitare il suo appoggio all'iniziativa. «La mia visita – Craveri riferí a Scamporino il 18 novembre successivo – fu infruttuosa. Già a proposito di alcune questioni militari, il sig. Dulles mi disse di avere funzioni essenzialmente politiche e di non voler occuparsi in nessun modo di questioni militari relative all'Italia invasa. Circa il viaggio in maniera indiretta mi fece chiaramente capire come spettasse agli inglesi e non agli americani combinare il viaggio stesso, facendomi presente che nel teatro italiano i due comandanti generale Wilson e generale Alexander fossero inglesi» (R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti. La storia dell'ORI (1943-1945), Milano 1980, pp. 252 sg.). 

  206. Sul diverso atteggiamento del Foreign Office e del Dipartimento di Stato rispetto ai rapporti loro trasmessi dal Soe e dall'Oss cfr. E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., p. 199. Il Foreign Office riservava loro molta attenzione e se ne serviva per orientare Churchill e influire su di lui; il Dipartimento di Stato non prestava invece loro quasi attenzione, preferendo, se mai, dar credito a studi elaborati negli Usa da intellettuali che poco o nulla sapevano della realtà italiana e si basavano nel migliore dei casi, su materiali raccolti per la sezione Research and analyse dell'Oss da professori universitari e intellettuali italiani di media tacca. Cfr. M. CORVO, The O.S.S. in Italy 1942-1945. A personal memoir, New York 1990, passim; nonché, piú in generale, B. M. KATZ, Foreign Intelligence Research and Analysis in the Office of Strategic Services 1942-1945, Cambridge Mass. 1989.
    A ciò va aggiunto che il personale dell'Oss Italia era (al contrario di quello del Soe) in buona parte raccogliticcio e di scarsa professionalità, spesso reclutato tra gli italo-americani (anche e non di rado in odore di mafia), in ambienti radical's e della sinistra americana (persino ex militanti della brigata Lincoln), ovvero tra elementi in cerca d'avventura. Il che spiega non solo i contrasti che spesso si determinavano tra Soe e Oss, ma, quel che piú importa, i numerosi abbagli che l'Oss prese nel giudicare la situazione italiana e la facilità con la quale i suoi membri sposarono iniziative e cause alle quali si sentivano piú vicine politicamente o emotivamente. Con la conseguenza, da un lato, di accreditare sia presso i loro superiori sia presso la resistenza una immagine il piú delle volte deformata dei fatti e, da un altro lato, di illudere coloro con i quali erano in contatto e di prendere impegni che raramente erano in grado di onorare. Cfr., a questo proposito, le osservazioni di Max Salvadori, che del mondo dei servizi segreti in Italia aveva una conoscenza diretta, a proposito del libro di R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti cit., in «Storia contemporanea», febbraio 1981, pp. 180 sgg.
    Il Soe era piú oculato e selettivo nella scelta del proprio personale e questo era, rispetto a quello dell'Oss, caratterizzato in genere da una maggiore professionalità. Gli italiani o di «origine» italiana erano nelle sue fila relativamente pochi, ma di notevole capacità (tipico il caso di M. Salvadori); numerosi dei suoi membri conoscevano però bene l'Italia e vi avevano conoscenze e amicizie che talvolta risultarono assai utili alla loro attività. Né, infine, va trascurato il fatto che vari esponenti dell'antifascismo non comunista, dei Cln e dello stesso Clnai (tipico il caso di L. Valiani) avevano con essi (e in qualche caso col Soe come tale) solidi rapporti personali.
    Sull'attività sia dell'Oss sia del Soe in Italia manca qualsiasi studio a carattere scientifico. Sulle missioni al nord cfr. Intelligence, propaganda, missioni e operazioni speciali degli Alleati in Italia, a cura di L. Mercuri, Roma s.d. [ma 1979]; Le missioni alleate e le formazioni dei partigiani autonomi nella resistenza piemontese, a cura di R. Amedeo, Cuneo 1980; Tra resistenza e servizi segreti. Documenti. Archivio Migliari-SIMNI, a cura di A. Migliari «Giorgio», Torino 1985; N° 1 Special Force and Italian resistence, Bologna 1990. Utili notizie e valutazioni di prima mano sono altresí reperibili nelle varie opere, edite e inedite, di E. Sogno già citate. Suo è questo in- teressante giudizio comparativo tra i due servizi: «Da parte loro gli americani erano in genere molto meno sofisticati degli Inglesi nei loro rapporti con la resistenza italiana. I loro rappresentanti nell'Over Sea Service (oss) erano in maggioranza italo-americani, impetuosi e faciloni quanto gli inglesi erano riservati e cauti, pronti a scoprire apertamente la loro rivalità col servizio britannico cercando di stabilire con noi "special relations" personali sulla base delle comuni origini latine, disposti a concedere ai comunisti la piú completa fiducia non per una ragionata valutazione dei fattori determinanti la loro politica, ma per una virtuiistica presunzione di buone intenzioni» (E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., p. 114).
    Collegata all'Oss fu l'Ori (Organizzazione per la resistenza italiana) costituitasi al sud nel novembre 1943 in area azionista e che stabilí contatti al nord soprattutto con ambienti e gruppi della resistenza della stessa tendenza politica. Al Soe invece fu collegata l'Organizzazione ad opera soprattutto di Edgardo Sogno (che era stato paracadutato al nord nel dicembre precedente con una delle prime missioni Soe e aveva assunto come nome di battaglia quello, appunto, di Franchi) e che ebbe il carattere di una formazione militare autonoma, avente per scopo, oltre alla lotta attivistica, il coordinamento in un sistema centralizzato del personale e delle radio trasmittenti delle varie missioni e degli aviolanci alle varie formazioni. Sull'Ori cfr. R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti cit.; per la Franchi E. SOGNO, Guerra senza bandiera, Milano 1970²; e soprattutto ID., L'Organizzazione «Franchi» (inedito) [Il libro è stato pubblicato con il titolo La Franchi. Storia di un'organizzazione partigiana, Bologna 1996. N. d. R.]. Una lettura parallela di queste opere è assai utile per comprendere la diversità non solo delle due iniziative (essenzialmente politica la prima, essenzialmente attivistica la seconda), ma delle visioni politico-ideologiche che le animavano e, ancora, il diverso grado di realismo che queste visioni esprimevano. Su E. Sogno cfr. L. GARIBALDI, L'altro italiano. Edgardo Sogno: Sessant'anni di antifascismo e di anticomunismo, Milano 1992. 

  207. Cfr. W. CHURCHILL, In guerra cit., II, p. 166. 

  208. Cfr. H. MACMILLAN, Diario di guerra. Il Mediterraneo dal 1943 al 1945, Bologna 1987, p. 627 (7 giugno 1944); W. CHURCHILL, In guerra cit., II, p. 191 (28 settembre 1944). 

  209. Cfr. W. CHURCHILL, In guerra cit., II, p. 218 (18 gennaio 1945). 

  210. Cfr. C. PAVONE, Una guerra civile cit., p. 171. 

  211. Cfr. W. CHURCHILL, In guerra cit., II, pp. 16 sg. (28 agosto 1944); H. MACMILLAN, Diario di guerra cit., pp. 801 sg. 

  212. Come giustamente ha scritto R. CRAVERI (La Campagna d'Italia e i servizi segreti cit., p. 12), «l'esperienza insegna che la resistenza non può battere un serio esercito regolare. Può però tenere il nemico in perpetuo allarme e sotto improvvise minacce e pericoli su centinaia di migliaia di chilometri quadrati, che devono cosí venire presidiati da grandi unità combattenti spesso sparpagliate, distolte dal fronte o da turni di riposo, nonché da robusti e costosi servizi separati e corpi speciali. Anche il logorio di mezzi e materiali in ogni guerriglia ha un peso notevolissimo per l'esercito d'occupazione». Al di là di questo, una valutazione realistica dell'apporto della resistenza allo sforzo militare alleato non è facile. Per un primo approccio alla questione cfr. C. WINTERHALTER, L'efficienza della resistenza armata nell'Italia del 1943-45 secondo la valutazione nazista, in «Il Risorgimento», n. 1, 1991, pp. 55 sgg. 

  213. Cfr. F. W. DEAKIN, La Special Operations Executive e la lotta partigiana, in L'Italia nella seconda guerra mondiale e nella resistenza cit., pp. 115 sg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 260 sgg. 

  214. I marconigrammi cifrati tra la centrale del Soe in Italia e le varie missioni operanti al nord offrono un panorama significativo della vastissima gamma di informazioni che interessavano i comandi alleati. Si andava da quelle connesse alle operazioni in corso o in preparazione, a quelle sugli ex prigionieri alla macchia e sugli equipaggi di aerei abbattuti a quelle piú sofisticate, per esempio sul «doppio siluro in costruzione al nord» (2 giugno 1944 alla missione Saud), e «sui dati tecnici degli aerei tedeschi e italiani prodotti, con i relativi luoghi di produzione e di riparazione» (26 ottobre 1944 a missione Decolage/Sim 4); AUSSME, H-2, Formazioni partigiane, b. 25. 

  215. E. SOGNO, Guerra senza bandiera cit., pp. 393 sgg. 

  216. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 137 sg. 

  217. Cfr. ID., La Svizzera e la resistenza italiana, in «Svizzera italiana», novembre-dicembre 1947, p. 404. 

  218. «Mi limito ai fatti che non potrebbero essere piú lontani e piú antitetici da quelli indicati dal teste ora indicato. Dunque vi sono state molte missioni e posso dire che le missioni inviate dal sud sono state parecchie centinaia e furono mandate dal Capo di stato Maggiore di allora Gen. Messe. E posso dire che erano composte di italiani che erano per il 100 per 100 monarchici. Ricordo alcuni con simpatia perché erano ottimi compagni di lotta e quindi sebbene in quel momento si era uniti, potenzialmente erano anticomunisti. Le missioni inglesi invece si ispiravano alle direttive britanniche date da Churchill di mentalità conservatrice e quindi parecchie di queste purtroppo non erano favorevoli al movimento partigiano e le diffidenze le avemmo perché Churchill favoriva la soluzione monarchica mentre i partigiani pensavano ad altra soluzione... Le missioni americane erano piú larghe di idee e in un certo senso piú indifferenti e solo per questo fra le americane si possono trovare elementi non comunisti, per carità, ma di sinistra e queste missioni erano composte da molti compagni che si trovavano al sud e che desideravano combattere per la libertà d'Italia e allora si facevano paracadutare. Ma tutti questi furono nostri amici e da essi avemmo un grande contributo ed erano composti in prevalenza da nostri amici, nessun comunista ma gente che andava dal liberale al socialista» (Corte d'Assise Speciale di Roma, Processo contro J. V. Borghese, verbale dell'udienza del 6 dicembre 1948). 

  219. Cfr. G. PETRACCHI, «Intelligence» americana e partigiani sulla linea gotica cit., pp. 6 sgg.; nonché, molto piú in generale, H. B. PEAKE, Soviet espionage and the Office of Strategic Services, in American unbound. World War II and the making of a super power, a cura di W. F. Kimball, New York 1992, pp. 107 sgg. e in particolare pp. 120 sgg. 

  220. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 512 sgg. 

  221. Il senso di umiliazione traspare chiaro dalle descrizioni della cerimonia della firma che Parri fece, prima sommariamente nel 1947 (cfr. La Svizzera e la resistenza italiana cit., p. 412), poi piú ampiamente nel 1949: «Nella sala del Grand Hotel, da un canto, imponente, maestoso come un proconsole, sir W. [sic!] Maitland Wilson, dall'altro noi quattro. Un bicchiere di qualche cosa, qualche parola, una stretta di mano; poi la firma. Mi domando se quando i proconsoli britannici firmano protocolli con qualche sultano del Belucistan o dell'Hadramunt non sia un po' la stessa cosa; un po' di odore c'è» (F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 527). Né è certo privo di significato che alla stessa immagine («Ci hanno trattato come usano con il sultano dell'Heggiaz e ci hanno fatto gli onori a lui dovuti») Parri avesse fatto ricorso riferendo sulle trattative romane al Clnai dopo il suo rientro a Milano. Cfr. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., p. 313. 

  222. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 528 sgg. 

  223. Cfr. ibid., pp. 547 sgg. e specialmente pp. 557, 561 e 563. 

  224. F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza cit., pp. 61 sg. Per la discussione in sede di Clnai sugli accordi di Roma e in particolare su quella parte di essi che concerneva il riconoscimento da parte del governo italiano del Clnai e la «delega di poteri» per il nord ad esso e il suo esplicito impegno a osservare le clausole dell'armistizio lungo cfr., oltre all'accenno ad essa fatto da Parri (ibid., pp. 61 sg.) e al verbale della seduta dello stesso Clnai del 12 gennaio 1945 (in «Verso il governo del popolo» cit., pp. 222 sgg.) L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 313 sg., che rende bene lo stato d'animo di fronte agli accordi di buona parte del Clnai: «Pertini vorrebbe rifiutare l'accordo, per via dell'allusione all'armistizio del 3 settembre 1943, la cui responsabilità giustamente ritiene non possa essere assunta da nessun antifascista [secondo Parri, Pertini avrebbe detto iroso, "che obbligo abbiamo noi di firmare una resa pattuita dal governo del re fuggitivo?"]. Ma il rifiuto significherebbe la fine della cooperazione bellica con gli Alleati e quindi un danno incalcolabile alle nostre operazioni militari. Stretto da queste considerazioni, anche Pertini accetta il compromesso, sia pure facendovi riserve formali». 

  225. L'accusa di discriminare nei lanci, privilegiando le formazioni autonome e poi, nell'ordine, quelle socialiste, democristiane, azioniste rispetto a quelle comuniste e, addirittura, di non fare deliberatamente aviolanci a quelle «politiche» cominciò a circolare già nel corso della resistenza, soprattutto in ambito comunista, ma in qualche misura anche tra gli azionisti. Nel dopoguerra è stata largamente ripresa sia a livello memorialistico (cfr., per esempio, G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., p. 395) sia dalla storiografia di sinistra. Anche Parri, che in un primo momento aveva affermato, come abbiamo detto, di non crederla fondata, nel 1960 la fece in qualche misura propria; «ai garibaldini generalmente niente lanci o pochi; agli altri un po' secondo gli umori delle missioni radio paracadutate, eccetto che verso la fine in cui la guerra e i lanci prendono un altro ritmo» (cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 519 e 568). L'esistenza di una direttiva in questo senso è stata fermamente negata sia da Sogno che da Salvadori. Entrambi e soprattutto il secondo hanno attribuito i casi di discriminazione che si verificarono al fatto che alcuni ufficiali del Soe e dell'Oss in missione al nord, invece di tentare di tenere i contatti con le varie «fazioni» e indurle a svolgere un'azione comune, si schierarono, a seconda dei loro personali orientamenti politici, «con una fazione o un'altra» e si adoperarono per favorire a danno delle altre le formazioni che consideravano piú congeniali ad essi. Cfr. M. SALVADORI, Glosse sulla resistenza e i servizi segreti alleati cit., p. 351. Nel suo inedito libro su L'Organizzazione «Franchi» [ora E. SOGNO, La Franchi cit., p. 110. N. d. R.] Sogno è stato anche piú drastico: «Il criterio per le richieste e l'effettuazione di lanci in questo periodo, sia da parte nostra, sia da parte della Special Force, non fu mai politico. Le formazioni comuniste e del Partito d'Azione vengono prese in considerazione su un piano di assoluta parità con quelle militari autonome e l'eventuale priorità è stabilita in base all'efficienza e combattività, alla possibilità di impiego in operazioni che interessano il Comando alleato, all'ubicazione piú o meno favorevole dei campi, all'effettiva presenza delle segnalazioni di ricezione, alla disponibilità di aerei per il settore italiano». R. CADORNA, La riscossa cit., p. 181, infine si è limitato a scrivere che gli Alleati, «per misura precauzionale, di preferenza rifornivano le formazioni apolitiche». 

  226. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 19 sgg.; C. MUSSO, Diplomazia partigiana cit., pp. 25 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 132 sgg. 

  227. Cfr. ibid., pp. 139 sgg. 

  228. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 30 sgg.; C. MUSSO, Diplomazia partigiana cit., pp. 30 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 134 sgg.; L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 93 sg. e 113 sgg.; F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., pp. 514 sg.; A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 67 sgg. 

  229. Gli aviolanci ebbero inizio nel gennaio 1944; gli Alleati non avevano infatti un'organizzazione ad hoc e disponevano di pochi mezzi (a metà maggio gli aerei da adibire a «compiti speciali» sarebbero stati nel Mediterraneo solo 134 e dovevano provvedere, oltre che allo scacchiere italiano, anche a quelli della Francia meridionale, dei Balcani e dell'Europa orientale), sicché il Soe, su cui gravò nel 1944 il peso maggiore dei rifornimenti ai partigiani, dovette provvedere innanzi tutto (servendosi anche del contributo del Sim) a realizzarla quasi dal nulla. Le punte piú alte furono raggiunte nel giugno-luglio (100-200 tonnellate). Dopo questi mesi i rifornimenti ebbero un calo (nell'agosto-ottobre alla scacchiera italiana furono assegnate 500 tonnellate, contro le mille riservate a quelle jugoslave), per risalire, con contributo americano, praticamente solo col 1945. In parte notevole il calo fu dovuto prima allo sbarco nella Francia meridionale, poi all'insurrezione di Varsavia che dirottarono su questi fronti buona parte dei rifornimenti previsti e degli aerei (per rifornire Varsavia andarono perduti 22 aerei della forza «compiti speciali») per trasportarli. Ciò premesso e pur tenendo in tutto il dovuto conto il fatto che sull'esito degli aviolanci influirono negativamente, oltre a difficoltà d'ordine tecnico e meteorologico, lo stretto controllo del territorio operato dai tedeschi e la deficienza delle segnalazioni da terra, per cui molti lanci non poterono essere effettuati o dovettero essere piú volte rinviati (con grande delusione e irritazioni delle formazioni che li attendevano) e delle missioni effettuate solo il 61 per cento ebbe esito positivo, va anche detto che un esame dei momenti e delle località nei quali la consistenza degli aviolanci fu maggiore mostra che, in genere, questi risposero a un duplice criterio: contenere i rifornimenti (con l'eccezione degli esplosivi per azioni di sabotaggio) a un livello di «sopravvivenza», di «mantenimento» delle formazioni, cosí da non incoraggiare nuovi arruolamenti, e largheggiare invece in occasione di operazioni (come l'offensiva dell'estate 1944) per le quali il comando alleato riteneva utile l'aiuto diretto della resistenza. Né con questo la questione può dirsi chiusa, perché il flusso dei rifornimenti (e ancora piú le promesse di essi e ciò spiega perché il mancato arrivo o la limitatezza dei rifornimenti venisse spesso attribuita dai partigiani a un preciso calcolo politico degli alleati, di lasciarli eliminare dai tedeschi) dipese in buona parte dalle missioni alleate che spesso tesero a privilegiare le formazioni presso le quali operavano e, specie quelle americane, erano portate a fare grandi promesse che dovevano poi essere ridotte e armonizzate dai comandi dai quali esse dipendevano. Cfr., in generale, E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 213 sgg. e 432 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 199 sgg. e 247 sgg.; C. M. WOODS, La n. 1 Special Force, in N° 1 Special Force and italian resistence cit., II, pp. 45 sgg. 

  230. Grazie ai buoni uffici alleati, i rapporti sino allora non particolarmente buoni tra il movimento partigiano e le autorità elvetiche, sempre attente a non venir meno ad una posizione formalmente di rigida neutralità e a evitare di offrire ai tedeschi motivi polemici (a causa soprattutto degli atteggiamenti estremisti che assumevano pubblicamente vari esponenti antifascisti rifugiati nel Ticino), divennero rapidamente ottimi e si concretizzarono in una cordiale e fattiva collaborazione, soprattutto col Servizio informazioni svizzero, e con il capitano Guido Bustelli che nell'ambito del Sis si occupava del «versante italiano».
    A parte vicende particolari e soprattutto in occasione di quelle della «Repubblica dell'Ossola», nella quale fu di grande aiuto, questa collaborazione garantí in particolare al Clnai e alle formazioni partigiane del nord la possibilità di disporre sistematicamente di un servizio di corrieri con la Svizzera, di grande importanza sia per tenere i rapporti con il Soe e l'Oss, sia per ricevere i finanziamenti da questi accordati, sia per mettere in salvo gli elementi piú esposti al rischio di essere catturati. Sicché – almeno per il 1943-45 – si può dire con il Bustelli che «la Svizzera era neutrale, ma in un certo senso ha partecipato alla guerra, pur senza sparare un colpo».
    Sull'attività dei servizi segreti svizzeri a favore della resistenza manca uno studio scientifico; cfr. comunque G. BUSTELLI, Ricordi della Resistenza italiana 1943-45, Cenobio 1966; ID., Memorie di un ufficiale informatore (IV), in «Rivista militare della Svizzera italiana», settembre-ottobre 1984, pp. 339 sgg.; nonché F. PARRI, La Svizzera e la resistenza italiana cit., pp. 403 sgg.; A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., p. 191 (per il giudizio estremamente positivo sul ruolo di Bustelli, «il grande benemerito svizzero della resistenza italiana»). 

  231. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 35 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 153 sgg. e specialmente pp. 181 sgg. 

  232. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 83 sgg. 

  233. Ibid., pp. 99 sg. 

  234. Cfr., per esempio, G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 208 e 234 sg.; nonché C. PAVONE, Una guerra civile cit., pp. 194 sg. 

  235. «La disfatta totale tedesca alla quale avete aiutato con tanto successo è adesso in vista. Perciò il generale Alexander comunica adesso nuove direttive. Continuate ad attaccare tutti obbiettivi militari vie di comunicazione e gruppi isolati di tedeschi in ritirata. Non, dico non, distruggete impianti elettrici installazioni acque potabili in modo irreparabile perché popolazione civile ne soffrirebbe molto di piú che i tedeschi. Alla fine della guerra le riparazioni sarebbero impossibili per lunghi mesi causa mancanza materiale. Al contrario fate tutto il possibile per proteggere tali installazioni contro la rabbia distruttrice del tedesco ormai vinto. Date istruzioni a bande di mettere al sicuro pezzi di macchinario essenziali, pezzi di ricambio e impedire trasporto in Germania di tecnici e specialisti. Grazie per tutto il vostro aiuto, generale Alexander» (AUSSME [Lacuna nel testo. N. d. R.]).
    Degli stessi giorni sono le istruzioni di tenersi pronti all'insurrezione al momento del crollo tedesco impartite dai comunisti (cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, pp. 74 sgg.) e dagli azionisti circa l'organizzazione della vita civile dopo la liberazione (cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 149 sgg.). 

  236. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 558. 

  237. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., p. 515. 

  238. Cfr. ibid., p. 516. 

  239. In una relazione giellista sulla situazione politico-militare in Piemonte dell'ottobre-novembre 1944 si legge a questo proposito:
    «Premesso che in pianura non possono operare in condizioni di relativa sicurezza che gruppi isolati di dieci o quindici uomini, le brigate devono frazionarsi e le squadre si trovano a viver staccate dal Comando per giorni e settimane. Si indebolisce quindi quello spirito "politico" di corpo che è stato finora un fortissimo elemento di coesione, specie per le GL, e viene incoraggiata una mentalità che vorrei dire sportiva, per non giungere a qualificarla squadristica: una mentalità di avventura, di pochi scrupoli, di un fenomeno che non è ancora generale; vi sono piccole squadre di arditi e di sabotatori che funzionano veramente bene, che sono accompagnate da commissari politici, che anzi svolgono anche opera di propaganda politica nelle campagne rimaste finora allo scarto. Però i fatti di puro banditismo aumentano con ritmo preoccupante» (Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 203). 

  240. Cfr. ibid., p. 246. 

  241. Cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., III, pp. 166 sg. 

  242. «Il dubbio entrò nell'animo di molti e scavò, corrose, disgregò. Vi furono defezioni e diserzioni. Qualcuno ritenne che invece di combattere disinteressatamente convenisse adottare il procedimento del nemico che consentiva il saccheggio per costituirsi il gruzzolo per il futuro» (A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., pp. 117 sg.). 

  243. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 423. 

  244. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 563. 

  245. Cfr. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 222. 

  246. Contrasti e veri e propri scontri ve ne erano sempre stati. Il loro numero si era però notevolmente accresciuto nei mesi estivi «proporzionalmente al rigido incremento della partigianeria e alla saturazione dell'ambiente». «Generalmente erano i garibaldini a muovere all'attacco delle altre formazioni, anzitutto delle autonome che, per non essere spalleggiate da un partito politico, apparivano piú facili da sopraffare, poi anche delle G.L. Il procedimento era semplice: creare in seno a una formazione concorrente un gruppo di dissidenti, formarne un distaccamento prima, e successivamente, dopo averlo alimentato con nuovo personale, promuoverlo al rango di unità superiore. Avveniva cosí che formazioni di differente colore si incrociavano sullo stesso territorio aumentando il pericolo di conflitti e rendendo piú arduo da parte dei Comandi superiori il coordinamento in fase di operazioni. Difficilissima era poi la costituzione dei Comandi superiori (zona, vallata, ecc.), ove le formazioni dovevano essere rappresentate proporzionalmente alla loro efficienza numerica. Difficoltà tanto maggiore in quanto l'efficienza delle singole formazioni variava continuamente in seguito ai violenti rastrellamenti nemici» (R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 154 sg.). Nei mesi invernali, fattisi i problemi di sostentamento ancora piú gravi e depauperatesi numerose formazioni di parte dei loro effettivi il loro numero si accrebbe notevolmente. 

  247. Lo si veda in Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 201 sgg., e in particolare pp. 204 sgg. 

  248. Significativo è il giudizio a cui pervenne una delegazione (A. C. Jemolo, A. Galamini, E. Campbell) inviata dalla presidenza del Consiglio al nord nel luglio 1946 per rendersi de visu conto della situazione sotto il profilo legislativo e fiscale e discuterle con il Clnai: «non abbiamo affatto avvertito un desiderio – scrissero i suoi membri nella relazione conclusiva – che sia riconosciuto valore legislativo ai provvedimenti del Clnai o dei vari comitati di liberazione». Per i piú tali provvedimenti erano ormai «superati». ACS, Presidenza Consiglio Ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 1.1.26/13504, sottof. 9. 

  249. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 220. 

  250. Ibid. 

  251. Un primo quadro dei propositi del Clnai relativamente alle cinque maggiori città del nord è offerto dalla seguente tabella nella quale sono riassunti i risultati di un accordo di massima raggiunto il 20 febbraio 1945 tra i cinque partiti che ne facevano parte sull'assegnazione delle principali cariche politico amministrative al momento della presa di potere (cfr. «Verso il governo del popolo» cit., pp. 270 sg.):

    Carica Milano Torino Genova Bologna Venezia
    Prefetto Pd'A Pli o Psiup Psiup o Pli Psiup Pd'A
    Vice prefetto Pli Psiup o Pli Pd'A Pli Dc
    Questore Pli Pd'A Pci Pd'A Psiup
    Sindaco Psiup Pci Pli o Psiup Pci Dc
    Vice sindaco Pci o Pli o Dc Psiup o Pd'A o Dc Pci o Pd'A o Dc Psiup o Pd'A o Dc Psiup o Pd'A o Pci
    Presidente Cln Pci Pd'A Pli o Psiup Dc Pd'A
    Presidente deputazione provinciale Dc Dc Dc Dc Pli
    Presidente commissione economica Pli Dc Psiup Pli Pci

    Mancano purtroppo dati per le località minori. Gli unici disponibili riguardano i Cln comunali del Piemonte. Essi sono comunque di un notevole interesse indicativo, sia perché fu attraverso questi Cln che subito dopo la liberazione si esercitò la maggiore presenza dei partiti nella vita politico-amministrativa locale, sia per una prima valutazione dei rapporti di forza tra i partiti che risulta meno evidente dall'assegnazione delle varie cariche nei grandi centri urbani, sia perché per questi giuocò piú che nei minori il principio della «paritetiticità» tra i cinque partiti, sia perché, per non suscitare reazioni troppo dure da parte alleata, i comunisti rinunciarono alle cariche di prefetto, di vice prefetto e, con la sola eccezione di Genova, di questore. Cfr. B. SOGGIA, Sistema politico e Comitati di liberazione nazionale cit., pp. 130 sgg. 

  252. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 201 sg. 

  253. Ibid., p. 298. 

  254. «Ciascuna delle forze politiche italiane si rivelerebbe allora nei fatti, per quel che è nel fondo. Si sa che di tale eventualità discutono i socialisti, divisi tra minimalisti, inclini a limitarsi al mantenimento dell'ordine, e massimalisti, che vorrebbero cogliere l'occasione per proclamare la Repubblica socialista proletaria. Che cosa pensino i comunisti di una tale evenienza è un mistero per tutti. I liberali e i demo-cristiani saranno del parere dei socialisti minimalisti. Noi abbiamo il compito dell'arbitro tra i due estremi. L'interregno favorirebbe l'autogoverno popolare; bisogna perciò augurarsi che esso ci sia e anzi fare in modo che ci possa essere» (ibid., p. 201). 

  255. Su Togliatti e la resistenza cfr. G. BOCCA, Palmiro Togliatti, Bari 1973, pp. 361 sgg. e in particolare pp. 376 sgg. 

  256. Cfr. F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza cit., p. 60. 

  257. Sulla personalità e la posizione ideologico-politica di Cadorna cfr. M. BRIGNOLI, Prefazione a R. CADORNA, La riscossa cit.; M. BRIGNOLI, Raffaele Cadorna (1889-1973), Roma 1981. 

  258. Tra i membri del Cln centrale chi propose il nome di Cadorna pare sia stato Riccardo Bauer. Cfr. R. BAUER, Quel che ho fatto. Trent'anni di lotta e di ricordi, Bari 1986, p. 197. 

  259. Sino a quando Badoglio fu al potere il Clnai aveva sempre rifiutato ogni rapporto con le autorità italiane, civili e militari. Alla fine del 1943 era stata cosí lasciata cadere la proposta del colonnello Montezemolo, capo del fronte militare clandestino di Roma, di nominare comandante delle forze partigiane il generale Carlo Drago (cfr. F. CATALANO, Storia del CLNAI cit., p. 81). A fine marzo del 1944 al Sim fu trasmessa da Milano una richiesta del professor Balladore Pallieri, cattolico, di inviare un «rappresentante alleato» presso il Clnai, in modo da por fine alla confusione creata «da persone che si dicono agenti alleati e chiedono informazioni al Comitato e anche da paracadutisti che si mettono in contatto con individui isolati piuttosto che con i rappresentanti accreditati del Comitato». La richiesta era stata però lasciata cadere. Dal Sim, perché esso ben sapeva che i Cln non volevano avere assolutamente rapporti con il Comando supremo e le altre autorità «badogliane», e dal Soe, probabilmente per evitare che l'invio di un agente alleato potesse essere inteso dal Clnai come una sorta di suo riconoscimento (cfr. AUSSME [Lacuna nel testo. N. d. R.]). 

  260. Per tutta la questione cfr. «Verso il governo del popolo» cit., pp. 127 sgg., 131, 137, 138, 140 sgg.; F. CATALANO, Storia del CLNAI cit., pp. 205 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 219 sgg. 

  261. Cfr. F. PARRI, Scritti 1915-1975 cit., p. 522. 

  262. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., p. 115. 

  263. «La nomina del generale Cadorna – scriveva R. Craveri a Scamporino – deve essere interpretata non quale una rinuncia al carattere altamente politico nei suoi motivi ispiratori della resistenza italiana. La resistenza italiana rappresenta un movimento popolare di aspetto grandioso di carattere politico, ossia antifascista ed antinazista. È questo un fatto incancellabile. Il generale Cadorna è stato scelto quale comandante essenzialmente perché il CLN voleva dare agli alleati la garanzia che nessun secondo fine stava dietro al movimento partigiano. In secondo luogo la figura del generale Cadorna quale comandante, e con tutte le conseguenze sul piano militare che da questa nomina derivano, non può non portare di rimbalzo sul piano politico una valorizzazione e un potenziamento del CLN di fronte agli alleati» (R. CRAVERI, La Campagna d'Italia e i servizi segreti cit., pp. 248 sg.). 

  264. Cfr. F. PARRI, Memoriale sull'unità della Resistenza cit., p. 60. Per E. SOGNO, Guerra senza bandiera cit., pp. 397 sg., l'esercizio effettivo del comando dipendeva in larga misura da un buon collegamento con i comandi regionali e le formazioni. Su questo punto sorsero contrasti e difficoltà all'interno del comando generale del Cvl, che, al contrario di quanto avveniva in periferia, conservò sempre la sua preminenza sul Clnai, sicché l'unificazione delle varie formazioni «non significò la riunione del comando nelle mani di un comandante, ma soltanto la costituzione di un unico organo, il cosidetto comando generale del Cvl» su base politica. «La posizione di Cadorna si rivelò subito difficile appunto per questo motivo. Infatti, se il generale poté facilmente ottenere la subordinazione delle formazioni militari o autonome, in forza del suo prestigio per- sonale e della sua posizione nella gerarchia militare, incontrò una forte opposizione da parte degli altri due gruppi principali di formazioni a base politica, le Garibaldi e le GL, rappresentate appunto nel comando generale da Longo e da Parri». In questa citazione, fu la «Franchi» ad adoperarsi per rendere effettivi i collegamenti tra il centro e la periferia.
    Sogno era stato un deciso assertore dell'invio al nord di Cadorna. Nel luglio, recandosi al sud per riferire al Soe e al Sim sulla situazione al nord aveva recato al governo Bonomi un messaggio di Dante Coda, Giustino Arpesani (liberali) e Achille Marazza (democristiano) nel quale era chiesto che Cadorna fosse fornito dell'«esplicita» investitura del comando alleato e del governo Bonomi a «comandante militare del Cvl» (cfr. E. SOGNO, L'Organizzazione «Franchi» cit., cap. VII [ora E. SOGNO, La Franchi cit., pp. 233 sgg. N. d. R.]). Tornato al nord sostenne tale tesi anche in sede di Clnai. In un «rapporto sull'attività svolta nel periodo 20 agosto - 25 ottobre '44» da lui successivamente inviato dalla Svizzera al Sim si legge: «Il giorno 23 agosto trasferitomi a Milano feci al CLNAI una relazione completa sul mio viaggio nel sud e venni pure invitato a fare alcune dichiarazioni sul pensiero del Governo Italiano e degli Alleati in merito alla questione del comando militare unificato nelle mani del Generale Cadorna. Feci rilevare che con l'invio del Generale Cadorna si era inteso dare ai partigiani italiani un comandante che nella sua duplice figura di militare e di uomo politico potesse avere autorità ed influenza tanto sulle formazioni a carattere militare quanto su quelle organizzate dai partiti politici. Diedi pure comunicazione di una lettera a me indirizzata a S. E. Casati Ministro della guerra onde chiarire maggiormente le posizioni reciproche del CLNAI, del governo italiano e degli alleati sulla dibattuta questione. Tuttavia a causa dell'opposizione dei Partiti Comunista, Socialista e d'Azione non era possibile raggiungere l'accordo in seno al CLNAI per conferire al generale il comando unico delle formazioni partigiane. Egli veniva intanto immesso nel Comando Generale in qualità di consulente tecnico militare con voto paritario ai cinque rappresentanti dei partiti.
    Essendo profondamente convinto della necessità di giungere ad una maggiore unità del movimento partigiano come pure dell'opportunità di dare al movimento stesso un capo che tale unità sanzionasse anche formalmente dichiarai in modo inequivocabile che la soluzione adottata non corrispondeva alle intenzioni e ai desideri del Governo italiano e degli Alleati, e mi riservai di svolgere un'azione diretta a modificarla» (AUSSME, H-2, Formazioni partigiane, b. 26). 

  265. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 123 sgg.; MIN. DIFESA - SME - UFF. STORICO, L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione cit., pp. 32 sg.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 93 sgg. e passim; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., passim; F. CATALANO, Storia del CLNAI cit., pp. 207 sgg. e passim; E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 218 sgg. e 418 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 234 sgg. e 348 sgg. 

  266. Cfr. McCaffery a Pizzoni, prima metà dell'agosto 1944, in P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., p. 95; e, piú in generale, M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 229 sgg. 

  267. Cfr. A. MONTEMAGGI, L'offensiva della linea gotica: autunno 1944, Imola 1984; ID., Rimini San Marino '44. La battaglia della linea gialla, Rimini 1983; ID., Savignano 1944. Dal Rubicone a Bologna, Rimini 1985; Linea Gotica 1944 cit. 

  268. Chi ha colto meglio la posizione inglese è stato M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 237 sg.: «In realtà – ha scritto – il desiderio degli inglesi non era semplicemente di arrivare alla nomina di Cadorna. Ad essi non serviva una decisione imposta, puramente formale e alla quale non corrispondesse un esercizio effettivo del comando. Inoltre la nomina di Cadorna non doveva sancire l'autonomia della resistenza dalle direttive alleate o peggio ancora affermare l'autorità del governo italiano nel dirigere la guerra partigiana. La nomina di Cadorna a comandante, per rispondere pienamente alle esigenze britanniche, doveva essere il frutto del consenso il piú possibile sincero di tutti i partiti del CLNAI, dare quindi al generale poteri non solo puramente formali e avvenire nel quadro di un accordo che sancisse sia la non-contrapposizione del CLNAI al legittimo governo italiano che la subordinazione del movimento partigiano alle direttive del Comandante supremo alleato. In attesa che maturassero tutte queste situazioni, gli inglesi furono ben attenti a non far precipitare gli eventi verso una soluzione affrettata, incompleta e mal definita; quindi non riconobbero formalmente le funzioni del Comando generale costituito il 19 giugno e rifiutarono di appoggiare ufficialmente Cadorna». 

  269. Ciò che da parte alleata non si cessò mai di ribadire furono: a) i compiti che il movimento partigiano doveva assolvere: intralciare le linee di comunicazione tedesche con azioni di sabotaggio e di guerriglia, attaccare i comandi e le istallazioni militari tedesche e, al momento dello sfondamento delle linee nemiche, ritardare la ritirata delle forze tedesche cosí da farle raggiungere e distruggere da quelle alleate; b) che per questi compiti occorrevano piccoli gruppi di uomini ben addestrati e armati e non grandi «eserciti»; c) che le richieste di materiali dovevano essere fatte in base a questi compiti. A quest'ultimo proposito nelle istruzioni che la N. 1 Special Force diede a Cadorna al momento della sua partenza per il nord si diceva: «Abbiamo già dato aiuto – e lo daremo ancora – a tutte le organizzazioni di resistenza considerate capaci di contribuire per distruggere le armate tedesche in Italia.
    Si dichiara qui con insistenza che, purché ogni organizzazione in Alta Italia si dimostri capace e pronta ad effettuare operazioni offensive contro i tedeschi, il colore politico di tale organizzazione non ci interessa.
    Viceversa si dichiara con eguale insistenza che, dove le tendenze politiche interferiscono con l'organizzazione e coi piani di operazione che formano una parte integrale dell'avanzata alleata in Italia, l'aiuto non verrà fornito da questo QG» (P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 125 sgg.). 

  270. Cfr. AUSSME, H-2, Formazioni partigiane, b. 25, promemoria del Sim al Capo di Stato maggiore generale sulla questione delle attribuzioni del generale Cadorna, Brindisi, 6 novembre 1944. 

  271. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 102 sgg. e 169 sg.; L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 298 sgg.; C. R. S. HARRIS, Allied Military Administration in Italy (1943-1945), London 1957, pp. 265 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 240 sgg. 

  272. Cfr. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., p. 257. 

  273. Cfr. R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 133 sgg. 

  274. Cfr. ibid., p. 210. 

  275. Per tutta questa seconda fase del «caso Cadorna» cfr. «Verso il governo del popolo» cit., pp. 237 sgg. e 274 sgg.; P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 285 sgg.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 187 sgg. e 235 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 339 sgg. 

  276. Sulla missione cfr. soprattutto E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., pp. 110 sgg.; nonché F. CATALANO, La missione del Clnai al Sud, in «Il movimento di liberazione in Italia», maggio 1955, pp. 3 sgg.; ID., Storia del CLNAI cit., pp. 326 sgg.; M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 275 sgg.; P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 167 sgg; P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 788 sgg.; R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 181 sgg. e 370 sgg. Per alcuni suoi echi nelle relazioni tra gli Alleati e il governo Bonomi cfr. DDI, s. X, II, pp. 28, 35 sg., 71 e 74.
    La sostanza degli «accordi di Roma» è nel memorandum del 7 dicembre:
    «1. Il comandante supremo alleato auspica che venga raggiunta e mantenuta la massima cooperazione militare tra gli elementi operanti nel movimento di Resistenza. Il CLNAI stabilirà e manterrà tale cooperazione e parimenti raggrupperà tutti gli elementi operanti nel movimento di Resistenza, siano essi membri dei partiti antifascisti del CLN o di altre organizzazioni antifasciste.
    2. Durante il periodo d'occupazione nemica il comando generale dei Volontari della Libertà (l'attuale Comando militare del CLNAI) eseguirà, per conto del CLNAI, tutte le istruzioni del comandante in capo, AAI., sotto l'autorità del Comandante supremo alleato. È in generale desiderio del Comandante supremo alleato che particolare attenzione venga rivolta a ogni misura in grado di salvaguardare le risorse economiche del territorio contro incendi, distruzioni e simili atti repressivi da parte del nemico.
    3. Il capo militare del Comando generale dei Volontari della Libertà (l'attuale Comando militare del CLNAI) dovrà essere un ufficiale bene accetto al comandante in capo, AAI., sotto l'autorità del Comandante supremo alleato.
    4. Allorché il nemico si sarà ritirato dal territorio fino allora occupato, il CLNAI si prodigherà nel modo migliore per mantenere la legge e l'ordine e per continuare la salvaguardia delle risorse economiche del paese fino al momento in cui si insedierà il Governo militare alleato.
    All'atto dell'insediamento del Governo militare alleato, il CLNAI riconoscerà il Governo militare alleato e rimetterà a questo Governo tutte le cariche e i poteri relativi al Governo locale e all'amministrazione in precedenza assunti. Allorché il nemico si sarà ritirato, ogni membro del Comando generale dei Volontari della Libertà nel territorio liberato sarà soggetto al comando diretto del comandante in capo, AAI., sotto l'autorità del Comandante supremo alleato, e ubbidirà a qualsiasi ordine emesso da questo o per suo conto dal Governo militare alleato, includendo tale ordine la smobilitazione e la consegna delle proprie armi, ove venga richiesto di agire in tal senso.
    5. Durante il periodo d'occupazione nemica in Alta Italia la massima assistenza possibile dovrà essere prodigata al CLNAI congiuntamente a tutte le altre organizzazioni antifasciste, per far fronte alle necessità di quei loro membri impegnati a combattere il nemico nel territorio occupato; un versamento contributivo mensile non superiore a 160 milioni di lire verrà fatto per ordine del Comandante supremo alleato per far fronte alle spese del CLNAI e di tutte le altre organizzazioni antifasciste.
    Posta sotto il generale controllo del comandante in capo, AAI., sotto l'autorità del coman- dante supremo alleato, tale somma verrà ripartita tra le seguenti zone, secondo il qui indicato criterio, quale aiuto a tutte le organizzazioni antifasciste di tali zone:

    Liguria 20
    Piemonte 60
    Lombardia 25
    Emilia 20
    Veneto 35

    La somma e lo stanziamento suddetti saranno suscettibili di variazioni conformemente alle necessità della situazione militare: la somma massima verrà ridotta proporzionalmente all'atto della liberazione delle province.
    6. Le missioni alleate addette al CLNAI, al Comando generale dei volontari della libertà, o a qualsiasi dei loro membri, verranno da questi consultate per ogni questione relativa alla resistenza armata, l'azione anti-incendi e il mantenimento dell'ordine. Gli ordini emessi dal comandante in capo, AAI., sotto l'autorità del comandante supremo alleato, e trasmessi attraverso le missioni, verranno eseguiti dal CLNAI, Comando generale dei volontari della libertà e suoi membri». 

  277. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., p. 171. 

  278. Per una prima, sommaria panoramica di queste iniziative dall'agosto-settembre 1944 in poi cfr. «Verso il governo del popolo» cit.; Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit.; Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit. 

  279. E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., p. 131. 

  280. H. MACMILLAN, Vent'anni di pace e di guerra. Memorie 1923-1945, Milano 1969, pp. 662 sg. 

  281. Cfr. B. ARCIDIACONO, La Gran Bretagna e il «pericolo comunista» in Italia: gestazione, nascita e primo sviluppo di una percezione (1943-1945), in «Storia delle relazioni internazionali», nn. 1 e 2, 1985, pp. 29 sgg. e 239 sgg. La nostra ricostruzione di questo aspetto della politica inglese sino agli «accordi di Roma» si basa su questo studio, dal quale sono tratte anche le citazioni documentarie. 

  282. Cfr. E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., p. 121. 

  283. Cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 276 sg. 

  284. Cfr. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 189 (promemoria della metà di novembre del 1944); E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 418 sgg. (lettera in data 15 gennaio 1945). 

  285. «Questa direttiva, formalizzata il 4 febbraio 1945, fu il risultato di un ampio riesame della politica verso la resistenza italiana compiuto nel corso del mese di gennaio, originato anche dalla richiesta del generale Harding, Capo di Stato Maggiore di Alexander, di valutare l'opportunità di designare due ufficiali superiori per coordinare le attività partigiane nell'Italia nord-occidentale e nord-orientale e di considerare il modo migliore di realizzare una politica di rifornimenti ai patrioti rispondente alle necessità strategiche. Varii studi furono elaborati sui risultati fino ad allora raggiunti dalla resistenza italiana, sui suoi possibili sviluppi futuri, sulle scelte da compiere da parte alleata anche alla luce del problema comunista. Su quest'ultima questione la N° 1 - Special Force raccolse un dossier basato sui rapporti dei suoi ufficiali di collegamento e su un promemoria del generale Cadorna: essi non lasciavano dubbi sul fatto che "coloro che controlla[vano] le bande comuniste si [stavano] preparando ad impadronirsi del potere con la forza quando i tedeschi [sarebbero stati] cacciati dagli alleati"; ove non vi erano sintomi cosí allarmanti, risultava comunque evidente che i comunisti stavano conducendo un intenso lavoro politico, anche con mezzi brutali che talora li ponevano in conflitto con le altre formazioni, a detrimento dello sforzo comune antitedesco. Non era chiaro fino a che punto tali comportamenti delle formazioni comuniste fossero dovuti a direttive centrali del partito o all'iniziativa di singoli comandanti. Di fronte a questo quadro, quattro alternative si prospettavano agli alleati: ignorare le implicazioni politiche e continuare nella politica esistente di inviare rifornimenti a chiunque fosse preparato a riceverli; rifornire esclusivamente le bande non comuniste, collocando solo presso di esse gli operatori radio (purché "non fossero essi stessi comunisti o apolitici e suscettibili di cadere sotto l'influenza comunista"); limitare ogni tipo di rifornimento ai partigiani; "concentrarsi sulla consegna di esplosivi, incendiarii, stivali, abiti e vettovaglie e armi difensive soltanto e dare istruzioni ai partigiani di limitare le loro attività al sabotaggio e all'anti-sabotaggio". Il rapporto raccomandò quest'ultima linea di condotta, che aveva l'unico svantaggio di rendere im- possibile l'uso delle formazioni partigiane in appoggio tattico alle armate alleate; peraltro nelle pagine precedenti del documento era già stato escluso che la resistenza italiana, per la sua frammentazione e per i colpi ricevuti nell'inverno, potesse comunque svolgere tale ruolo. Alla stessa conclusione giunse anche l'altro rapporto della N° 1 Special Force, che confermò anche il giudizio negativo sulla possibilità di un impiego militare su vasta scala della resistenza, pur sottolineando l'interesse a "far sí che il movimento continui ad aumentare di numero in modo da tener impegnate forze nemiche per la sola esistenza di questo numero". Ribadita l'impossibilità tecnica e l'inopportunità politica di una linea discriminatoria a danno dei comunisti, la scelta migliore appariva anche qui la diversificazione dei rifornimenti ed il porre l'accento sul sabotaggio e l'antisabotaggio.
    Il G-3 dal canto suo fece un bilancio dei risultati conseguiti dalla resistenza italiana, dando di essa un giudizio sostanzialmente positivo, ma con alcune importanti riserve. Si osservava infatti che "In generale il partigiano italiano non [era] cosí coraggioso come il suo fratello jugoslavo o francese e c'erano stati esempi di panico di fronte al fuoco" (per di piú "egli [era] spesso impegnato in dispute politiche") e che per la repressione anti-partigiana venivano prevalentemente impiegati reparti "di qualità inferiore e inadatti per l'impiego al fronte". Senza ombra di falsa modestia, "di gran lunga la maggior parte" dei risultati ottenuti dai partigiani era considerata "direttamente attribuibile all'assistenza alleata nelle sue varie forme".
    Lo statunitense maggior generale Noce, assistente capo di Stato maggiore di Alexander per il settore delle operazioni speciali, fece proprie le argomentazioni e le conclusioni dei rapporti della N° 1 Special Force, raccomandando di permettere solo una modesta espansione del numero di partigiani, di lanciare materiali di sabotaggio e non militari e di controllare e selezionare l'invio di armi: si indicava come obiettivo l'invio di 550 tonnellate mensili di materiale, con un minimo accettabile, per un periodo limitato, di 250 tonnellate. Ma oltre ad una piú attenta selezione nell'invio dei materiali, si impose anche la necessità di una diversificazione in base alle aree geografiche. Esaminando infatti i piani per l'occupazione dell'Italia settentrionale, apparve evidente che per quanto riguardava il Friuli - Venezia Giulia il disarmo dei partigiani e l'instaurazione del governo militare alleato sarebbero stati resi assai piú difficili dalla presenza delle forze di Tito, alle cui dipendenze erano passati i partigiani comunisti italiani. Il problema globale di quell'area doveva essere risolto in accordo con il "maresciallo" jugoslavo, con il quale Alexander si recò a conferire a Belgrado a fine febbraio; si poteva però almeno nel frattempo negare armi a chi si era posto agli ordini di Tito.
    Queste le premesse e le motivazioni della nuova politica dei rifornimenti alla resistenza italiana comunicata con telegramma cifrato dal Comando Supremo Alleato del Mediterraneo al XV Gruppo di armate per "l'applicazione immediata" il 31 gennaio 1945, ma piú nota sotto la data del 4 febbraio, in quanto a tale giorno risalgono le istruzioni piú dettagliate del generale Harding. Premesso che vi erano conferme che "bande dotate di autonomia organizzativa particolarmente nel Nord Est [stavano] già sfuggendo di mano e venendo meno allo spirito dei due accordi recentemente firmati", la politica da seguire in futuro verso la resistenza era cosí riassunta: "a. Scoraggiare una espansione indiscriminata degli armati. b. incoraggiare azioni organizzate di sabotaggio, demolizioni complementari alle operazioni della Mataf (Mediterranean Allied Tactical Air Force) e operazioni anti - terra bruciata sia ora che quando si verificheranno le condizioni Freebom [il crollo nel nemico]; c. mantenere il morale delle formazioni partigiane esistenti fornendo una percentuale massima di materiale non bellico, vale a dire oggetti come stivali, abiti, cibo e denaro. d. prepararsi in accordo con l'AC [Allied Commission] per il periodo susseguente la liberazione". Tali direttive generali erano da applicare in maniera diversificata a seconda delle regioni. Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana avrebbero dovuto ricevere "a. la massima percentuale di... materiali non bellici. b. esplosivi da demolizione richiesti per compiti di sabotaggio assegnati. c. solo le munizioni necessarie per armi già in possesso delle bande partigiane per consentire ad esse di portare a termine le missioni loro affidate. d. un minimo assoluto di armi sufficiente per rimpiazzare le perdite o quando tali incrementi siano considerati essenziali per compiere le missioni loro assegnate... tutto il materiale bellico destinato a queste regioni dovrà essere fornito soltanto con criteri selettivi e controllati, una volta sicuri che esso verrà impiegato unicamente in azioni contro il nemico". Non diversi i criteri per l'Emilia, il Trentino - Alto Adige ed il Veneto, tenendo però presente "che qualsiasi ripiegamento dei tedeschi pone[va] le bande partigiane di queste regioni sulle linee di comunicazione nemiche". Per quanto riguardava la Venezia Giulia ed il Friuli, nessun tipo di materiale doveva essere fornito "ai partigiani italiani operanti nella regione in formazioni sotto comando Janl [Jugoslav Army of National Liberation]". Il principale criterio da tener presente in questa area era "che le operazioni speciali [dovevano] essere condotte in modo tale da non aggravare i problemi di frontiera italo-jugoslavi già esistenti, anche a detrimento di vantaggi militari". Concludevano le direttive alcune disposizioni volte ad ottenere un piú attento controllo da parte delle missioni di collegamento alleate sull'attività delle formazioni e un quadro piú preciso delle situazioni prima di qualunque decisione operativa. Si raccomandava inoltre, nei rapporti con i partigiani e gli ufficiali delle forze regolari italiane, di evitare qualunque divergenza di vedute tra missioni Soe e Oss; a tale scopo era istituito un ufficio piani congiunto, con rappresentanti di entrambe le organizzazioni, per prendere le decisioni di maggior rilievo» (M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 317 sgg.). 

  286. In una nota sulla situazione del movimento partigiano e sulle iniziative politiche da prendere nei suoi confronti inviata il 15 gennaio 1945 dalla N° 1 Special Force al G3 del 15° Gruppo di armate, riprodotta integralmente su G. PETRACCHI, «Intelligence» americana e partigiani sulla linea gotica cit., pp. 185 sgg., si leggono, per esempio, affermazioni come le seguenti:
    «Il partito comunista, che dà la direzione, non cerca affatto di nascondere la sua intenzione di prenderne il comando e di costituire un regime simile a quello russo. I suoi capi nell'Italia del nord (Italo, Mare, Monti), ecc. sono stati addestrati in Russia e hanno prestato servizio nelle Brigate internazionali in Spagna e nel bolscevismo in Francia. Essi dichiarano apertamente che vogliono fare affidamento sulla Russia e Tito e che si ribelleranno piuttosto che sottomettersi agli ordini degli Alleati Occidentali...
    In molte aree le bande comuniste sono ben organizzate e hanno combattuto bene. Sono guidate da comandanti fanatici e da commissari politici e sono numericamente forti. Esse costituiscono perciò una forza potente sia contro i tedeschi e i fascisti sia contro gli Alleati.
    Nel decidere se le potenziali offensive partigiane contro i tedeschi e i fascisti in appoggio degli Alleati siano un beneficio maggiore della potenziale minaccia comunista agli Alleati dopo la cacciata del nemico, si dovrebbero ricordare le recenti iniziative contro i partigiani sugli Appennini che hanno in gran parte distrutto la loro potenza di attacco. Sembra che vi sia insufficiente unità e controllo centrale all'interno del movimento partigiano in vista di qualcosa che somigli a un esercito segreto da radunare e da sostenere».
    La diffidenza nei confronti dei comunisti sarebbe arrivata negli ultimi mesi a tal punto che quando ai primi di marzo del 1945 Cadorna e Valiani si incontrarono a Lione con i responsabili del Soe il maggiore Rosebery chiese loro se ritenevano possibile che i comunisti stessero trattando sottomano con i tedeschi, «dato che sono scarsamente catturati». Cfr. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 268. 

  287. Già nell'ottobre il Pwb aveva deciso di «minimizzare» gradualmente il ruolo che la propaganda alleata aveva sino allora attribuito al movimento partigiano, mettendo in rilievo che esso era in buona parte composto non da patrioti e da sostenitori della causa della libertà, ma da gente che si era data alla macchia per sottrarsi alla leva e al servizio del lavoro e che dipendeva totalmente dai rifornimenti alleati, e di valorizzare invece quello dell'esercito regolare. Tra le ragioni addotte era quella che vi erano prove che al sud «certi elementi» traevano «vantaggio politico» dall'attività dei patrioti, «usando come loro base la propaganda alleata». Cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 281 sg. 

  288. Cfr. E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 220 sg. 

  289. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., p. 325. 

  290. Persino quando nel gennaio il Foreign Office avanzò la proposta di inviare un ufficiale del comando alleato presso il Clnai per rendersi conto de visu della situazione e impedire una sua presa di posizione ostile al governo Bonomi che avrebbe indubbiamente resa piú difficile la situazione stessa al momento della fine delle operazioni militari, da parte militare furono sollevate subito varie obiezioni ad un rapporto diretto con il Clnai, obiezioni che non erano state prospettate a dicembre allorché era venuta a Roma la delegazione guidata da Parri e da Pizzoni. Da ciò nacque sostanzialmente la molto meno impegnativa missione in marzo al nord del sottosegretario per le Terre liberate del governo Bonomi A. Medici Tornaquinci. Cfr. E. AGA ROSSI, L'Italia nella sconfitta cit., pp. 218 sg.; nonché F. CATALANO, Storia del CLNAI cit., pp. 388 sgg. 

  291. Cfr. in generale M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 308 sgg., 315 sgg. 

  292. Cfr. H. MACMILLAN, Diario di guerra cit., pp. 794 sg. (17 novembre 1944). 

  293. Illuminante è a questo proposito quanto, all'unisono con Churchill, il 23 novembre, Macmillan (ibid., pp. 803 sg.) annota nel suo diario:
    «I problemi che l'Italia si trova ora ad affrontare sono gravi abbastanza. Allorché raggiungeremo l'Italia Settentrionale, troveremo centri, come Torino o Milano, con un altissimo numero di abitanti. E ci vorrà allora tutta la nostra abilità se vogliamo dare loro da vivere. Si tratterà dei primi centri urbani con altissima densità di abitanti, situati all'interno del paese e non affacciati sul mare. Anche solo per recare loro cibo, senza che ci siano ferrovie funzionanti o autocarri, costituirà un problema formidabile per il governo militare alleato. Adesso, per quanto quelle popolazioni possano essere in stato di schiavitú a causa dell'occupazione tedesca, le fabbriche funzionano e sono molti quelli che vi lavorano. Allorché ci sarà stata la "liberazione", ci troveremo con le centrali elettriche saltate, con le fabbriche in larga misura smantellate, con i macchinari rovinati o portati via in Germania e... senza disponibilità di materie prime. Ci vorrà tutta la pazienza, tutto il coraggio e tutta la dedizione che possono dare inglesi ed americani, incaricati di amministrare il paese, se vogliamo preservare l'Italia dal precipitare totalmente nel- l'anarchia, nella rivoluzione e nella disperazione. Il non volere compiere lo sforzo indicato traendo pretesto dalle nostre doléances nei riguardi dell'Italia – per quanto siano giustificate – equivarrebbe a propter vitam, vivendi perdere causas ossia, per dirlo altrimenti, avremmo vinto la guerra e perduto la pace». 

  294. Le istruzioni che gli Alleati trasmisero prima a Cadorna e Valiani a Lione nella prima metà del marzo 1945, poi a Cadorna e Parri a Siena ai primi di aprile (cfr. R. CADORNA, La riscossa cit., pp. 265 e 277) stabilivano che il compito primario della resistenza doveva essere (oltre quelli di salvare dalla distruzione gli impianti pubblici e le industrie e di mantenere l'ordine pubblico) quello di cooperare alla cacciata dei tedeschi e all'annientamento dei fascisti. In particolare, essa doveva collaborare con le loro armate attaccando linee di comunicazione, convogli, ecc. nella fascia compresa tra Arquata Scrivia, Piacenza, Genova, Modena e Pisa e, quindi, in Val Camonica, nel Bresciano e nel Veneto. 

  295. Per maggiori particolari cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 361 sgg. 

  296. Secondo una stima, non sappiamo quanto attendibile, di F. SOLARI, L'armonia discutibile della Resistenza cit., p. 125, i «finanziamenti regolari», degli Alleati avrebbero rappresentato circa un terzo del totale di quelli affluiti al Clnai e ai Cln durante l'intero corso della resistenza. 

  297. Cfr. per la Fiat, P. BAIRATI, Vittorio Valletta, Torino 1983, pp. 119 sgg. e V. FOA, Il Cavallo e la Torre cit., pp. 144 sg.; per V. Cini, G. Volpi e A. Gaggia, E. BRUNETTA, Introduzione a Il governo dei Cln nel Veneto. Verbali del Comitato di Liberazione Nazionale Regionale Veneto 6 gennaio 1945 - 4 dicembre 1946, a cura di E. Brunetta, Vicenza 1984, I, pp. 12 sg. 

  298. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 75 e 89. 

  299. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 180. 

  300. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 74. 

  301. In un documento elaborato nell'ambito del Comando militare regionale piemontese, datato 5 dicembre 1944, il problema principale era definito senza mezzi termini quello di «durare» e di superare il periodo invernale. Cfr. A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., p. 129. 

  302. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 201. 

  303. Cfr. ibid., pp. 267 sgg. e in particolare pp. 272 e 275. 

  304. Cfr. R. CRAVERI, La campagna d'Italia e i servizi segreti cit., p. 250. 

  305. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 29 n. 

  306. Cfr. per i primi mesi D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., pp. 102 sg.; per i successivi sviluppi della situazione Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 218, 247 e 274; G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 74; G. B. STUCCHI, Tornim a baita cit., p. 425. 

  307. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 218 sg. 

  308. I compiti della commissione furono nell'agosto successivo trasferiti alla commissione economica del Clnai presieduta da Cesare Merzagora, che era anche uno dei direttori della Pirelli. 

  309. A conferma della nostra ipotesi, vale la pena di ricordare che il 25 aprile 1945, appena iniziata l'insurrezione, sia Pizzoni sia Merzagora furono – come ci ha testimoniato Max Salvadori, presente alla riunione nella quale fu adottato il provvedimento – estromessi dai loro incarichi... per aver avuto la tessera del Pnf. La decisione ufficiale, presa il 27 aprile, fu motivata con la necessità che a presiedere il Clnai non fosse un indipendente ma un militante di partito (R. Morandi). Cfr. A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., p. 168. 

  310. Cfr. Il finanziamento della Resistenza in una nota di A. Pizzoni, in «Il movimento di liberazione in Italia», maggio 1953, p. 50 nonché A. PIZZONI, Il finanziamento, in «Mercurio», dicembre 1945, pp. 83 sgg. Per un quadro piú ampio cfr. però A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 197 sgg. («La gestione finanziaria del CLNAI»). 

  311. Per la raccolta di fondi in Svizzera tra le famiglie di origine italiana e i simpatizzanti per la resistenza dall'estate 1944 in poi cfr. S. MINERBI, Un ebreo fra D'Annunzio e il sionismo: Raffaele Cantoni, Roma 1992, pp. 136 sgg., da cui risulta anche che nel dicembre 1944 le comunità israelitiche versarono 25 mila franchi svizzeri e il Congresso mondiale ebraico 10 mila dollari. 

  312. In Archivio L. Cattani, b. 1, fasc. 2. 

  313. NA, RG 226 E 190, b. 121, fasc. 485, «Meeting of Clnai and Oss at Siena - 27 november 1944». 

  314. Cfr. Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit., pp. 575 sg. 

  315. Il finanziamento della Resistenza in una nota di A. Pizzoni cit., p. 52. 

  316. Significativo è a questo proposito quanto si legge nella relazione riservata sull'opinione pubblica in provincia di Milano dal 1° al 21 giugno 1944 redatta dal capo dell'Ufficio stampa della prefettura di Milano, professor Franco Fuscà (in Archivio F. Fuscà):
    «Restano assenti dalla vita pubblica, ma certamente in attesa degli angloamericani, taluni settori, come quello delle banche, sorde ormai ad ogni richiamo fatto in nome della Patria. È particolarmente indicativa la minima partecipazione da parte delle Banche di Milano alle sottoscrizioni per nuove armi all'esercito e per i profughi.
    Si rileva la stranezza dell'atteggiamento tenuto dalla borsa di Milano che, all'indomani della caduta di Roma, ha visto elevarsi notevolmente le quotazioni». 

  317. Il nome della Banca d'Italia e le notizie sulla disponibilità ad accrescere l'accordo «forse sino a 50 milioni» e sulla Banca commerciale italiana risultano dal verbale dell'incontro di Siena nonché da A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 204 sgg., ove è fatto anche il nome di chi favorí l'operazione, presso la Banca d'Italia, il direttore generale del Tesoro Luigi D'Alessandro che, successivamente sviò anche un'inchiesta sul ruolo del Credito italiano nel finanziamento della resistenza provocata da Pavolini dopo una segnalazione fattagli nel febbraio 1945 dalla federazione del Pfr di Bologna sulla base di alcune voci da essa raccolte (ibid., pp. 225 sg.). 

  318. Cfr. MIN. DIFESA - SME - UFF. STORICO, L'azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione cit., pp. 36 sg. 

  319. Il finanziamento della Resistenza in una nota di A. Pizzoni cit., p. 52. Il verbale della riunione di Siena offre qualche ulteriore elemento:
    «In agosto, grazie ad accordi con gli inglesi e gli americani, il Clnai ha ricevuto da ciascuno 50 milioni. Gli americani hanno offerto al Clnai banconote svizzere, il cui pagamento secondo un accordo con una banca svizzera doveva essere effettuato al Clnai in lire. Questa transazione non fu soddisfacente per le equivoche operazioni di cambio dei franchi svizzeri in lire italiane. Dopo di che furono dati 250 [sic] franchi svizzeri al sig. Longhi [cioè a Pizzoni] che fu costretto a ricorrere al mercato per cambiarli in Italia. Anche questo accordo è stato ben lontano dall'essere soddisfacente. Gli inglesi si rivolsero alla Banca britannica a Ginevra e ottennero una garanzia di 50 milioni. Trovarono poi un banchiere italiano che trovò il modo di servirsi del denaro per pagare in natura il Clnai in Italia. Il sistema britannico all'inizio sembrò il peggiore ma si dimostrò di gran lunga il migliore. Il sistema americano sembrava il piú semplice, ma per vari motivi fu in realtà il meno facile per il Clnai».
    Per l'accenno alle «equivoche operazioni di cambio» cfr. F. LANFRANCHI, La resa degli ottocentomila, Milano 1948, pp. 29 sgg. 

  320. In novembre risulta che il Clnai versò sull'ultimo invio alleato al Comando generale del Cvl 35 milioni che questo, detratti i fondi per il proprio funzionamento e per l'assistenza alle famiglie e ai carcerati, ripartí nel modo seguente: Lombardia 4 milioni, Val d'Ossola 1 milione e mezzo; Val Sesia 750 mila lire, Veneto 10 milioni, Nord Emilia 6 milioni, Sud Emilia 2 milioni. Tali cifre rappresentavano grosso modo la metà delle assegnazioni previste (e non sappiamo se completate successivamente alla data del documento da cui sono tratte). Rispetto a queste assegnazioni la ripartizione escludeva Milano (4 milioni) e la Liguria (10 milioni). Cfr. Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit., p. 240; nonché, per il comitato militare milanese in genere, A. SCALPELLI, Il generale e il politico. La disarmonia del potere nel Comando piazza di Milano (1943-1945), Milano 1985, pp. 29 sgg. 

  321. La preoccupazione suscitata dalla notizia dell'interruzione dei finanziamenti alleati traspare chiaramente da una comunicazione a tutti i comandi generali (e per conseguenza anche a tutti quelli di zona) inviata il 22 ottobre dal comando generale del Cvl per metterli in guardia dal fare affidamento solo su quanto poteva esser loro fatto avere da Milano o su «eventuali» lanci alleati e per stimolarli a darsi da fare invece per procurarsi proprie nuove fonti di finanziamento:
    «Per quello che riguarda i fondi è necessario che con il concorso del Comitato di liberazione regionale voi mobilitiate le risorse finanziarie locali, sia a mezzo sottoscrizioni di massa, sia a mezzo di contribuzioni o prestiti forniti dalle imprese industriali, commerciali, bancarie che non mancano certo nella vostra regione. Deve essere chiaro che i volontari, che sono a volte costretti a requisire le estreme riserve delle popolazioni montane, sono in diritto di ricorrere a chi ha ben altre possibilità... Sottolineiamo l'importanza politica del fatto che il movimento liberatore trovi nel paese non solo le braccia dei combattenti, ma anche i mezzi per approvvigionarli e per metterli in grado di combattere. Che ognuno che può dare sia posto di fronte al suo dovere patriottico e di fronte al suo dovere di cittadino» (Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit., pp. 218 sg.). 

  322. Cfr. P. SECCHIA - F. FRASSATI, La Resistenza e gli alleati cit., pp. 102 sg. 

  323. Cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., pp. 282 sgg. 

  324. Cfr. F. W. DEAKIN, La Special Operations Executive e la lotta partigiana cit., pp. 114 sg. 

  325. Cfr. M. DE LEONARDIS, La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia cit., p. 304. 

  326. Cfr. Il finanziamento della Resistenza in una nota di A. Pizzoni cit., p. 53.
    A fine dicembre l'onere del finanziamento fu accollato infatti all'Italia stabilendo che a guerra finita essa avrebbe restituito agli inglesi e agli americani quanto essi avrebbero «anticipato» al Clnai. 

  327. Cfr. ibid., pp. 53 sg. Nel corso delle varie riunioni fu discusso anche il modo per far pervenire a Milano il danaro. Ha scritto in proposito Pizzoni: «Vi erano dei precedenti di altri movimenti di liberazione, specie francese e jugoslavo, di danaro lanciato da aerei e largamente disperso, di danaro fatto passare attraverso le linee e largamente sottratto, mentre noi fino allora eravamo riusciti a non aver perdite e cosí felicemente siamo arrivati fino alla fine. Passai notti insonni, pensando a come risolvere il problema, finché venne fuori un brillantissimo uovo di Colombo. Ottenuto facilmente che, senza limitazioni e senza riserve, al primo di ogni mese i 160 milioni fossero versati a Roma, al Credito Italiano e alla Banca Commerciale Italiana, al mio nome di clandestinità e cioè Pietro Longhi». Tornato a Milano, continua Pizzoni, «trovai modo di vedere i signori Brughera e Stringher del Credito Italiano e poi il Dr. Rossi della Banca Commerciale Italiana e tenni loro press'a poco questo discorso: "Loro mi conoscono bene?" "Sí, naturalmente". "Hanno fiducia in me?" "Sí". "Allora, io ho questi soldi a Roma. Siete voi disposti a darmeli a Milano, con rimborso a guerra finita?" La risposta fu affermativa e cosí il problema dell'avere i soldi a Milano fu risolto nel modo piú semplice, piú clandestino e che nessuno avrebbe mai potuto indovinare.
    La parte materiale non fu semplice, ma si riuscí a far versare il denaro a persone di mia fiducia che lo trasportarono poi alla periferia, intendendo con questa espressione i Comitati di Liberazione Regionale, che avevano sede a Torino, Genova, Bologna e Venezia. Anche questa fu impresa difficilissima, specie negli ultimi mesi».
    Dal verbale della riunione del 27 novembre a Siena risulta un particolare che fa comprendere bene l'estrema urgenza di disporre dei finanziamenti alleati che assillava il Clnai. Pizzoni chiese di poter, ripartendo per il nord, portare con sé cinquanta milioni in banconote. 

  328. Per maggiori particolari cfr. A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., pp. 121 sgg. («La seconda missione al Sud (6-26 aprile 1945)»). 

  329. Secondo quanto il comando generale del Cvl scrisse il 27 febbraio 1945 a Dulles e McCaffery, il contributo finanziario accordato dagli Alleati con gli «accordi di Roma» costituiva «solo una parte – sia pure cospicua – delle spese sostenute» dalla resistenza. Nonostante i contributi che questa raccoglieva sia al centro che in periferia le disponibilità erano ancora inferiori alle necessità delle formazioni, «le quali, di conseguenza, sono spesso costrette ad "autofinan- ziarsi", in maggior o minor misura, valendosi nei casi migliori degli aiuti spontanei della popolazione locale, ricorrendo altre volte ad un sistema di requisizioni incontrollabile e quindi inviso alle popolazioni, o determinato, nei casi peggiori, quegli inevitabili fenomeni di banditismo partigiano – per fortuna non frequenti – di cui si vale la propaganda fascista» (cfr. Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit., p. 389).
    Per valutare il peso che ebbero i finanziamenti alleati, può essere utile il confronto tra i fondi erogati con la loro prima tranche dal comando generale del Cvl nel gennaio 1945 e quelli erogati nel novembre 1944:

    Zone e servizi Novembre 1944 Gennaio 1945
    (milioni di lire)
    Piemonte - 60
    Liguria - 15
    Val d'Ossola 1,500 2,5
    Val Sesia 0,750 1,5
    Lombardia 4 13
    Milano - 7
    Emilia 8 15
    Veneto 10 30
    Organizzazione Franchi - 3,5
    Servizio informazioni - 2
    Assistenza famiglie, prigionieri e carcerati 0,770 2,5
    Spese generali 0,735 2
    Riserva - 1,5

  330. Cfr., per esempio, F. SOLARI, L'armonia discutibile della Resistenza cit., p. 124. 

  331. A. PIZZONI, Alla guida del CLNAI cit., p. 119. 

  332. Cfr. A. GAMBINO, Storia del dopoguerra dalla Liberazione al potere D.C., Bari 1978, p. 123 nota. 

  333. G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., p. 538. 

  334. Cfr. I. DE FEO, Diario politico 1943-1948, Milano 1973, p. 250 (9 gennaio 1946). 

  335. Erroneamente G. BOCCA, Palmiro Togliatti cit., p. 389, scambia questa «freddezza politica» per «scarsa sensibilità» verso i problemi della resistenza. 

  336. Cfr. La segretaria di Togliatti. Memorie di Nina Bocenina, con un saggio di S. Bertelli, Firenze 1993, pp. 47 sg. e 43 sg. 

  337. A. PADELLARO, Nei ricordi del migliorista Fanti i giorni tormentati che seguirono la svolta di Salerno: distinguere la Resistenza dalla lotta di classe, in «Corriere della Sera», 13 settembre 1990. 

  338. Per quanto riguarda gli ex prigionieri (soprattutto nell'Italia centrale) cfr. R. ABSALOM, A strange alliance aspects of escape and survival in Italy 1943-1945, Firenze 1991. 

  339. Cfr. L. CASALI, La «doppia linea» cit. e in particolare pp. 15 sg., nonché G. CRAINZ, Padania. Il mondo dei braccianti dall'Ottocento alla fuga dalle campagne, Roma 1994, pp. 217 sgg., che mette in luce come a livello contadino la lotta contro i fascisti e i tedeschi ebbe il suo centro piú «duro» in Emilia-Romagna e nelle zone risicole dove maggiore era l'afflusso delle mondine emiliane, mentre «anche nei mesi cruciali del 1944-45» la bassa lombarda e piemontese ebbe un atteggiamento piú «chiuso in se stesso» che spesso non andava molto oltre l'aiuto ai renitenti e agli sbandati. 

  340. Cfr. M. ISNENGHI, Intellettuali militanti e intellettuali funzionari, Torino 1979, p. 289. 

  341. Cfr. R. ABSALOM, Per una storia di sopravvivenze. Contadini italiani e prigionieri evasi britannici, in «Italia contemporanea», 1980, pp. 105 sgg.; ID., Ex prigionieri alleati e assistenza popolare nella zona della linea gotica 1943-44, in Linea gotica 1944 cit., pp. 453; ID., Commento alla relazione di Luigi Arbizzani, in Contadini e partigiani, Alessandria 1986, pp. 34 sgg. 

  342. A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., p. 39. 

  343. Cfr. G. SCIOLA, Avanzata alleata e popolazione civile nelle fonti della Repubblica Sociale Italiana, in Linea gotica 1944 cit., p. 512. 

  344. In Appendice, Documento n. 5, sono riportati alcuni stralci di lettere riprodotti nei «notiziari» Esame della corrispondenza censurata, in AUSSME, I-1, RSI, Min. Forze Armate - SID, b. 59. 

  345. Numerose sono le fonti coeve, nelle quali non mancano elaborazioni che già per sé abbozzano un quadro generale della situazione economica o di suoi singoli aspetti largamente attendibile. Per brevità ricordiamo solo la «Rassegna della congiuntura» redatta dal Commissariato nazionale dei prezzi saloino nel gennaio 1945 e la Sintesi della situazione economica italiana, stampata a Roma nel 1944, in pochissime copie numerate e riservate dal Servizio informazioni militari dello Stato maggiore generale dopo la liberazione di Roma e che abbraccia il periodo dall'8 settembre 1943 al novembre 1944, tracciando un ampio panorama-confronto della situazione economica al sud e al nord.
    Per l'aspetto agricolo, fondamentale per una corretta comprensione economica della Rsi e della sua incidenza sui prezzi sono da vedere soprattutto P. ALBERTARIO, La situazione economica dell'agricoltura. Primo contributo, Roma s.d. e i vari indici dei prezzi ufficiali e di fatto d'acquisto dei mezzi di produzione, dei salari e dei prezzi di vendita e di mercato nel 1943-45, pp. 152 sgg., 172 sgg. e 184 sgg. 

  346. Si veda per esempio l'andamento delle forniture di carbone dall'ottobre 1943 all'ottobre 1944:

    Programma | Importazioni | % (tonnellate)
    1943

    Ottobre 1 500 000 1 400 000 93
    Novembre 400 000 385 000 97
    Dicembre 410 000 306 000 74
    1944
    Gennaio 465 000 424 000 92
    Febbraio 513 000 457 000 89
    Marzo 552 000 548 000 98
    Aprile 554 000 460 000 85
    Maggio 585 000 499 000 85
    Giugno 574 000 452 000 78
    Luglio 540 000 310 000 57
    Agosto 540 000 273 000 47
    Settembre 350 000 147 000 42
    Ottobre 250 000 100 000 40

    Fonte: M. ILARDI, Nuovi documenti sugli interventi tedeschi nell'industria italiana tra il 1943 e il 1945, in «Il movimento di liberazione in Italia», gennaio-marzo 1972, p. 77. 

  347. Per una prima informazione cfr. C. FABRIZI, Tecnica e politica dei prezzi nell'Italia settentrionale nell'ultimo anno di guerra, in «Rivista di politica economica», novembre 1949, pp. 1058 sgg. 

  348. Cfr. ivi, p. 1078. 

  349. Ivi, p. 1075. 

  350. Sintesi della situazione economica italiana cit., pp. 185 e 130 sg. 

  351. Dopo un momento di crisi e di attesa tra il luglio e il novembre 1943, la stabilizzazione del fronte e gli accordi finanziari Rahn - Pellegrini Giampietro determinarono una notevole ripresa della borsa. L'indice medio delle quotazioni passò da 476 nel novembre (agosto: 558) a 701 e 740 nei due mesi successivi. Dopo una battuta d'arresto e una flessione in febbraio (l'indice scese a 657) allorché fu annunciata come prossima l'emanazione dei provvedimenti relativi la socializzazione, quando gli imprenditori si resero conto che i tedeschi erano ostili ad essa, l'indice riprese però a salire sino a toccare in giugno quota 1410. A questo periodo favorevole ne seguí un altro di un paio di mesi che fece registrare un calo sia del numero delle operazioni che delle quotazioni di circa il 30 per cento e che fu determinato dall'occupazione di Roma da parte degli Alleati e dallo sbarco in Normandia, a cui seguí però un nuovo rialzo che si protrasse sino a dicembre e si trasformò in un definitivo crollo il mese dopo, allorché la situazione interna della Rsi prese a scricchiolare da tutte le parti e a risentire pesantemente dell'andamento generale della guerra. Facendo 100 quello di dicembre, a gennaio l'indice dei titoli segnava 77,62 a febbraio 76,14 a marzo 74,64. Cfr. in particolare R.E. Borsa e L.M. Anno borsistico 1943-1944, in «Repubblica Sociale», settembre-ottobre 1944, pp. 40 sgg. e 62 sgg.; G.L. Note di borsa, ivi, marzo 1945, pp. 51 sgg. 

  352. Secondo le rilevazioni fasciste (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 22, fasc. 161-63) i generi tesserati assicuravano solo il 46 per cento delle calorie necessarie, il 38 per cento delle proteine e dei grassi e il 54 per cento dei carboidrati, sicché per il resto era necessario ricorrere al mercato libero (20, 38, 11 e 17 per cento) e alla borsa nera (34, 23, 51, 29 per cento). Ciò voleva dire – come riconoscevano esplicitamente i piú onesti degli osservatori (cfr., per esempio, Dei prezzi e della borsa nera, in «Repubblica Sociale», novembre-dicembre 1944, pp. 28 sgg.) – che con i soli generi tesserati, anche quando essi erano distribuiti regolarmente e integralmente (il che spesso non avveniva), nessuno poteva vivere e doveva necessariamente far ricorso al mercato libero e soprattutto alla borsa nera. 

  353. Cfr. la «Rassegna della congiuntura»; gli articoli dedicati al problema dei prezzi da «Repubblica Sociale»; Sintesi della situazione economica italiana cit., pp. 158 sgg., nonché C. FABRIZI, Tecnica e politica dei prezzi cit. e ID., La disciplina legale dei prezzi nella Repubblica sociale italiana, in «Il Foro italiano», LXXII (1949), pp. IV-15, cc. 185 sgg. 

  354. OECONOMICUS, L'evoluzione economica delle classi medie, in «Repubblica Sociale», febbraio 1945, pp. 35 sgg. 

  355. È interessante notare che anche autorevoli riviste fasciste verso la fine del 1944 (cfr. Dei prezzi e della borsa nera cit., p. 28) facevano ormai esplicitamente riferimento a «due» borse nere una «inevitabile» da ringraziare, un'altra invece da disprezzare: «una cioè che fornisce generi di prima necessità a prezzi che, seppure elevati, considerato il livello degli altri generi, il rischio, le spese di trasporto, ecc. ecc., possano considerarsi onesti, e l'altra che dimostra nel modo piú chiaro la speculazione». 

  356. Secondo un rapporto del 23 marzo 1945 della Gnr di Milano, ancora a quest'epoca la borghesia attendeva «dalle decisioni della guerra il la che orienti la propria coscienza politica» (cfr. G. SCIOLA, Avanzata alleata e popolazione civile nelle fonti della Repubblica Sociale Italiana cit., p. 512). 

  357. I «Notiziari» quotidiani del Servizio politico del Comando generale della Gnr (una fonte di primaria importanza e sotto questo profilo largamente attendibile) dell'aprile 1945 (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 5, fasc. 28/R, «G.N.R.», sottof. 23, ins. C; Min. Cultura popolare, Gabinetto, b. 185 bis., fasc. 33, sottof. 5) offrono utili elementi per farsi una idea di massima dell'atteggiamento della popolazione (soprattutto di quella urbana) alla vigilia dell'insurrezione. Pur essendo consapevoli della difficoltà e talvolta della impossibilità di estendere sic et simpliciter ad altre località notizie e valutazioni relative a singole località, quali sono appunto quelle offerte da questa documentazione, il quadro che si trae da essa ci pare possa, in attesa di studi specifici, costituire un punto di riferimento che rispecchia complessivamente abbastanza bene la situazione; almeno per quel che concerne ad alcuni suoi aspetti di fondo. 

  358. Cfr. MUSSOLINI, XXXII, pp. 205 sg. (Mussolini a Hitler, 4 ottobre 1943). 

  359. Cfr., a questo proposito, quanto osservato da R. GOBBI, Il mito della resistenza, Milano 1992, pp. 43 sgg. Per tutto il rapporto operai-resistenza è da tenere presente – anche se fortissimamente ideologizzato – il lavoro dello stesso autore Operai e Resistenza, Torino 1973. 

  360. PRO, F.O. 989/173: «Soe Italian Region 1944/45». 

  361. Cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 202. 

  362. Ibid., p. 120. 

  363. Cfr. ibid., p. 212, una nota informativa dell'organizzazione comunista torinese sulla situazione operaia datata 27 novembre 1943 nella quale si legge: «Fino a pochi giorni prima dell'inizio delle agitazioni noi conoscevamo poco della situazione concreta nelle fabbriche dal punto di vista delle retribuzioni ed anche dello stato d'animo degli operai nei confronti del problema salariale ed alimentare (si capisce che non viviamo nella luna e conoscevamo queste cose, ma in senso generico e generale). Sapevamo del fermento a proposito dei progettati licenziamenti, ma poi, siccome questi non si effettuarono, la cosa si era sopita. Sapevamo di agitazioni con invio di commissioni operaie per rivendicare il pagamento sollecito delle liquidazioni e degli anticipi, agitazioni che erano promosse e dirette dalle nostre organizzazioni, ma è tutto.
    La nostra attività nelle fabbriche consisteva quasi esclusivamente nel lavoro di riorganizzazione delle cellule e nell'attività politica volta alla diffusione della nostra stampa e alla raccolta di fondi per il partito e per i partigiani». 

  364. Cfr. R. LURAGHI, Il movimento operaio torinese durante la resistenza, Torino 1958, pp. 311 sgg. (direttive dell'organizzazione comunista torinese per il lavoro sindacale del novembre 1943). 

  365. Sugli scioperi del novembre-dicembre 1943 cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 201 sgg.; nonché Operai e contadini nella crisi italiana del 1943-1944, Milano 1947, pp. 111 sgg., 163 sgg. e 210 sgg. 

  366. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., p. 232. 

  367. Cfr. E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., pp. 74 sg. 

  368. Sugli scioperi del marzo 1944, cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., pp. 295 sgg.; G. PANSA, Marzo 1944: situazione industriale e grandi scioperi nei rapporti della Guardia nazionale repubblicana, in «Il movimento di liberazione in Italia», gennaio-marzo e aprile-giugno 1968, pp. 3-28 e 40-61; Operai e contadini nella crisi italiana del 1943-1944 cit., pp. 121 sgg., 180 sgg. e 242 sgg.; nonché R. LURAGHI, Il movimento operaio torinese durante la resistenza cit., pp. 175 sgg. e A. SCALPELLI, Scioperi e guerriglia in Val Padana (1943-1945), Urbino 1972, pp. 7 sgg.; C. DELLAVALLE, Gli scioperi del marzo 1944, in Gli scioperi dal marzo 1944, Milano 1986, pp. 21 sgg. 

  369. Valga ad esempio il caso dello sciopero generale del marzo 1944, l'episodio indubbiamente piú importante e «alto» della partecipazione operaia alla resistenza e, altrettanto indubbiamente, quello dal quale il Pci trasse i maggiori vantaggi politici e sul quale visse piú che su qualsiasi altro sino all'aprile del 1945 e ancora dopo anche sotto il profilo propagandistico. Come ammise lo stesso comitato federale comunista milanese, una parte di coloro che scesero in sciopero non aveva chiaro «per quali motivi si scendeva in lotta» (cfr. A. SCALPELLI, Scioperi e guerriglia in Val Padana cit., p. 43); per alcuni infatti lo sciopero era essenzialmente economico, per altri politico, per altri addirittura preinsurrezionale. E questo perché i promotori, volendo riuscisse il piú ampio possibile, avevano puntato, per cosí dire, su tutti i tavoli, con il risultato però: a) che dopo il primo giorno (durante il quale a Milano lo sciopero riuscí meglio che altrove e ottenne, secondo i fascisti, l'adesione di un po' piú del sessanta per cento della massa lavoratrice) il numero degli scioperanti decrebbe notevolmente e in particolare quello di coloro che, avendo aderito allo sciopero solo prevalentemente per ottenere miglioramenti economici, si resero conto che, cosí come stava svolgendosi, esso si ritorceva contro di loro; e b) che lo sciopero, piú che accrescere lo «spirito di lotta» della massa operaia, rafforzò in buona parte di essa la tendenza a trattare «sindacalmente» i propri problemi economici con le aziende, evitando il piú possibile di dare nette caratterizzazioni politiche alle loro rivendicazioni. Significativa per capire lo stato d'animo della massa operaia è la valutazione della situazione nel Genovese fatta da un componente del locale triunvirato insurrezionale comunista nel corso di una riunione tenutasi all'inizio della seconda metà del giugno 1944 (cfr. P. SECCHIA, Il Partito comunista italiano e la guerra di liberazione cit., p. 463), in un momento cioè in cui gli animi avrebbero dovuto essere se mai predisposti all'azione, essendo gli Alleati all'offensiva e attendendosi da parte dei piú una loro definitiva vittoria: «Qual è la situazione politica? Aggravamento delle condizioni alimentari, ripresa delle agitazioni economiche, però esse si sono limitate al terreno rivendicativo e non hanno assunto un carattere politico e d'azione. Siamo riusciti a legare alle rivendicazioni economiche quelle politiche, ma non siamo riusciti a dare a queste manifestazioni un piú forte carattere di lotta. Vi è nelle masse un certo «attesismo» del giorno decisivo che è visto con l'arrivo degli anglo-americani. La liberazione è prevista sí a breve scadenza, si sente che viviamo momenti decisivi, ma sempre nel senso che gli alleati sono vicini ed arriveranno presto. Prova che il fermento delle masse non è ancora tale da farci pensare che sono decise alla lotta insurrezionale sono i fatti di questi giorni: la razzia nelle fabbriche di diecimila operai operata da relativamente scarse forze tedesche e fasciste.
    Nel corso di tre ore diecimila operai sono stati presi, messi nei vagoni e spediti in Germania, senza che nelle officine avvenissero episodi di resistenza, senza che vi siano state manifestazioni di donne all'infuori di alcune grida in alcuni quartieri». 

  370. E. BRUNETTA, Correnti politiche e classi sociali alle origini della Resistenza nel Veneto cit., p. 127. 

  371. Cfr. soprattutto V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia cit., IV, pp. 47 sgg., tra i vari studi disponibili il piú equilibrato e attendibile. 

  372. Cfr. A. TAMARO, Due anni di storia cit., II, pp. 277 sgg.; E. CANEVARI, Graziani mi ha detto cit., pp. 79 sgg.; R. GRAZIANI, Ho difeso la patria, Milano 1947, pp. 440 sgg.; G. PISANÒ, Storia delle forze armate della Repubblica sociale italiana cit., I, pp. 73 sgg.; F. W. DEAKIN, Storia della repubblica di Salò cit., pp. 592 e 646 sgg.; G. PANSA, Il gladio e l'alloro. L'esercito di Salò, Milano 1991, pp. 20 sgg. e 65 sgg.; G. BOCCA, La repubblica di Mussolini cit., pp. 151 sgg.; A. SCALPELLI, La formazione delle forze armate di Salò attraverso i documenti dello Stato Maggiore della RSI, in «Il movimento di liberazione in Italia», luglio-dicembre 1963, pp. 19 sgg. e 38 sgg.; L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia cit., pp. 131 sgg., 278. 

  373. Questa spiegazione si rifà chiaramente a quella che veniva già prospettata in periodo repubblicano. Si veda, per esempio, la «Nota informativa sulla chiamata degli iscritti di leva», in data 12 dicembre 1943 in ACS, RSI, Carte Barracu, b. 1, fasc. 2, «N. 10 Ris. Roma, mancata presentazione dei militari iscritti di leva delle classi 1924-25-26», nella quale si legge:
    «L'afflusso ai distretti militari degli iscritti di leva delle classi 1924-25 e 26 in Roma è minima malgrado i numerosi proclami, allettamenti e sanzioni. Le cause di tali evasioni sono varie e complesse, ma piú che altro psicologiche dovute alla crisi in cui si dibatte quasi la totalità del popolo italiano deluso, abulico e sfiduciato.
    Ciò dipende dalla mancanza di una bene intesa propaganda che dovrebbe completarsi in una pratica e realizzatrice organizzazione.
    I rari iscritti di leva che si presentano ai distretti trovano un ambiente freddo, ostile, mancante di quel minimo di conforto da rendere meno sensibile il trapasso dalla vita civile a quella militare. Per quanto riguarda poi il distretto di Roma secondo, la quasi totalità degli ufficiali e sottufficiali addetti sono nettamente contrari al Governo Repubblicano. Tanto è vero che un giovane ufficiale, pieno di fede che ha il coraggio delle sue azioni è segnalato per essere incluso nelle liste nere. Le poche reclute presentatesi sono beffeggiate, considerate pavide e sciocche per non aver saputo seguire l'esempio dei "furbi" che non risposero al manifesto di chiamata.
    Si sono capovolti i valori morali di guisa che i renitenti sono considerati, nella pubblica estimazione, come ragazzi coraggiosi e di fede, che hanno approvazione e appoggio della popolazione ed in certi casi delle stesse autorità». 

  374. G. PANSA, Guerra partigiana tra Genova e il Po cit., p. 57. 

  375. Cfr. L. DELLEGASIE, Le campagne pavesi durante la Resistenza, in «Annali dell'Istituto Alcide Cervi», 1982, n. 4, pp. 241 sgg. 

  376. Cfr. Appendice, Documento n. 3 [Cfr. nota 1, p. 162. N. d. R.]. 

  377. In Archivio F. Fuscà. 

  378. Cfr. Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 335; Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, p. 562; R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata cit., pp. 225 sgg.; E. SOGNO, Fuga da Brindisi cit., p. 80; S. CARLI BALLOLA - L. CANALI, Alla ricerca del consenso. La stampa fascista e antifascista nel 1943-44 cit., p. 544. 

  379. A Kesselring, che il 10 febbraio 1944 gli aveva rimproverato che «da parte dei Comandi superiori italiani, dei comandi regionali e delle prefetture» e dei comandanti di reparto «non c'è sufficiente forza ed energia» per contrastare i progressi della «disgregazione» delle «nuove formazioni» repubblicane ad opera delle diserzioni, otto giorni dopo Graziani replicava attribuendo la responsabilità di esse alla propaganda avversaria che traeva «facile alimento nelle molteplici difficoltà» che rendevano difficile la ricostruzione dei servizi militari italiani, aggravata dal «ritardo» con cui da parte tedesca venivano forniti «i materiali di vestiario e di accasermamento» e concludeva: «per tutte queste ragioni non si è ritenuto opportuno, né sarebbe stato giusto, applicare severe sanzioni contro i trasgressori o contro i famigliari, anche perché, e Voi ben lo sapete, non disponiamo ancora di forze di polizia adeguate alla bisogna. Ci siamo, perciò, dovuti limitare essenzialmente a svolgere azione persuasiva e di elevazione spirituale, intesa soprattutto ad annullare la propaganda nemica, intensificando gradualmente l'opera di repressione a mano a mano che l'organizzazione logistica e quella delle forze di polizia progredivano».
    Due mesi dopo, parlando ai capi militari regionali riuniti a Parma, il capo di Stato maggiore dell'Esercito, gen. Mischi, sostenne che i Tribunali militari dovevano svolgere un'azione «intransigente» e si soffermò sulle necessità di una sistematica attività di «contropropaganda» nei confronti sia delle reclute che della popolazione, cosí da contrastare gli effetti su di loro della propaganda «sovversiva» e «antinazionale» ma, venuto a parlare dei richiami alle armi, prospettò ciò che andava fatto per combattere la diserzione in questi termini:
    «Alla gente appena arriva al distretto bisogna far presente:
    - il Paese vuole questo
    - voi siete chiamati a compiere un dovere
    - cosa volete: combattere o lavorare?
    Chi vuol combattere viene messo da parte e destinato ai reparti. Chi non vuol combattere, poiché qualche cosa deve pur fare dato che la casa brucia ecc., si deve mettere nelle condizioni di lavorare.
    Chi vuol combattere deve avere i numeri necessari (spiritualità, requisiti fisici, capacità tecnico professionale) intesa essenzialmente come capacità nel tiro.
    Siccome anche il lavoro è un esponente di vittoria, costituisce pure un contributo di pieno rispetto che va tutelato» (AUSSME, I-1, RSI, Diario storico SME, b. 1, Allegati: «Scambio lettere Kesselring-Graziani febbraio 1944 per diserzioni» e «Riunione del 18 aprile 1944 a Parma»).
    Il testo della lettera di Graziani pubblicato in R. GRAZIANI, Una vita per l'Italia. «Ho difeso la patria», Milano 1986, pp. 206 sg. è leggermente diverso da quello in AUSSME. 

  380. Cfr. L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia cit., p. 279. 

  381. Ibid., pp. 280 sg., 286 sgg. 

  382. Ibid., pp. 278 e 279 sg. In realtà già prima del «bando Graziani» in varie zone le autorità prefettizie e il Pfr non si erano limitati a pubblicare gli avvisi di leva, ma avevano fatto ri- corso a pressioni, minacce e violenze per indurre i giovani a presentarsi e le famiglie a non scoraggiarli. 

  383. Il «bando» fu sostanzialmente imposto a Graziani dal generale Toussaint e dall'OKW e redatto in gran parte da Mussolini. Cfr. R. GRAZIANI, Una vita per l'Italia cit., pp. 204 sgg.; V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia cit., IV, pp. 62 sgg. e 210; L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia cit., pp. 283 sg., ha notato che le misure da esso previste «non vennero attuate con lo stesso rigore con cui erano state ordinate». In molti casi i condannati, se presentavano domanda di grazia, «avevano buone possibilità di sfuggire alla pena di morte». Tra i vari casi particolare eco ebbe quello di 35 renitenti condannati dal Tribunale militare di Parma a morte, condanna che Mussolini commutò in dieci anni di reclusione. «L'atto di clemenza – riferiva il capo della polizia in un "promemoria per il Duce" – ha sortito una profonda ripercussione nello spirito pubblico suscitando in tutti indistintamente gli strati della popolazione, e soprattutto in quelli popolari, i piú favorevoli ed entusiastici commenti. Attendibilissime fonti fiduciarie, nel confermare questo stato di animo i cui sintomi appaiono peraltro evidenti anche ad un superficiale osservatore, riferiscono altresí che gli irriducibili elementi antinazionali ed antifascisti sono rimasti profondamente delusi e disorientati in quanto per essi la esecuzione della sentenza – da tutti ritenuta irrevocabile – doveva fornir occasione particolarmente propizia per conseguire gli scopi che essi si propongono e da sfruttare, sia per una violenta azione di propaganda che per eventuali turbamenti nell'ordine pubblico» (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della Polizia, RSI, b. 56). 

  384. I dati utilizzati a tutt'oggi della storiografia italiana e tedesca (quelli forniti da Deakin sono troppo sommari per permettere qualsiasi discorso) non consentono di stabilire con precisione la consistenza delle forze militari e civili italiane.
    Secondo un prospetto per Mussolini dell'OKW del settembre 1944 si sarebbero aggirate attorno a 780 mila uomini, 520 mila militari e 260 mila lavoratori militarizzati. Dei militari il prospetto ne attribuiva 143 mila all'Esercito, 26 mila alla Marina (X Mas compresa) e 79 mila all'Aeronautica; gli effettivi della Gnr sarebbero stati 150 mila; altri 122 mila erano indicati genericamente come «italiani volontari in ausilio a truppe tedesche» (cfr. A. TAMARO, Due anni di storia cit., III, pp. 274 sg. e 315). V. ILARI, Storia del servizio militare in Italia cit., IV, pp. 71 sgg. 75 sgg. e 229, ha tentato una stima degli effettivi incorporati nelle forze armate repubblicane secondo la quale questi sarebbero stati 573 mila (di cui 157 mila di leva e 239 mila volontari, donne comprese): 254 mila nell'Esercito, 20 mila nella Marina, 28 mila nell'Aeronautica, 50 mila nella Contraerei, 140 mila nella Gnr, 49 300 alle dipendenze dell'Ispettorato del lavoro e 25 mila nella Wehrmacht.
    Allo stato della documentazione i dati piú attendibili sono quelli della «Relazione complessiva sulla forza e composizione dell'Esercito nazionale repubblicano dall'8 settembre 1943 al 31 dicembre 1944» redatta nel gennaio 1945 dallo Stato maggiore dell'Esercito repubblicano italo-germanici interessati era il seguente 1°) completare nel mese di aprile l'invio dei 34 000 uomini per le divisioni in Germania 2°) chiamare tre classi per iniziare l'invio dei 150 000 uomini al Maresciallo Goering a datare dal 30 Aprile non potendo per materiale impossibilità impegnarmi per il 15 aprile come richiestomi dall'ambasciata 3°) successivamente continuare il richiamo delle classi a blocchi per esaudire la richiesta di un milione di uomini per la organizzazione del lavoro Sauckel. Data la sopravvenuta urgente richiesta del Maresciallo Kesselring debbo domandarvi signor Maresciallo quale sia l'ordine delle precedenze ch'io debbo dare mentre per andare incontro al desiderio dell'ambasciata cercherò di anticipare piú che possibile il termine della chiamata delle nuove classi.
    Debbo rappresentarvi come la ragione che ha in massima parte ostacolato e diminuito il rendimento delle leve è stata quella della deficenza del vestiario e dell'equipaggiamento. Essa esiste tuttora sebbene abbiamo avuto assicurazione dal Generale Leyers sull'immediato invio in Italia di 40 000 uniformi le quali però sono appena sufficienti per vestire gli uomini attualmente nei centri di reclutamento. Altro importantissimo problema è quello di dare il massimo incremento alle formazioni per la lotta contro i ribelli che costituisce il presupposto necessario anzi indispensabile per poter ristabilire l'autorità ed il prestigio dello Stato sulle popolazioni e quindi ottenere la presentazione degli uomini. Richiamo signor Maresciallo la Vostra speciale attenzione su queste basilari necessità poiché tutto il nostro sforzo e tutta la nostra buona volontà di collaborazione non vadano frustrate da cause che sono indipendenti dalla nostra volontà». 

  385. Cfr. L. KLINKHAMMER, L'occupazione tedesca in Italia cit., p. 284. 

  386. Secondo una «Relazione sintetica sull'organizzazione dell'Esercito a tutto il 29 marzo 1944-XXII» (AUSSME, I-1, RSI, Diario storico dello SME, b. 1) le reclute e i richiamati delle leve di terra e aeronautica (con esclusione di quelli della Venezia Giulia e Tridentina e della provincia di Belluno) delle classi 1922-25 chiamati con i provvedimenti del 4 novembre e 6 dicembre 1943 e 6 febbraio 1944 risultano sotto il profilo regionale cosí suddivisi:

    Regione Leva e richiamati Renitenti presentatisi Volontari
    Piemonte e Liguria 17 409 8 695 768
    Lombardia 46 752 16 408 3267
    Veneto 23 366 6 952 33
    Emilia 36 309 5 565 2251
    Toscana 18 007 4 190 130
    Umbria 2 317 1 605 965
    Lazio 2 551 1 664 78
    Abruzzo 370 - -
    Marche 3 084 - 143
    Totale 150 165 45 079 9440

  387. Nella già citata riunione a Parma dei comandanti regionali dell'Esercito repubblicano del 18 aprile 1944 Graziani si soffermò a lungo sullo stato d'animo «che oggi si è generalizzato», da lui definito «un senso d'abbandono, di inutilità dello sforzo che compiamo», e sulla necessità di combatterlo con un'azione per convincere i soldati a reagire «al senso di annullamento» e di fatalismo che pervadeva molti di loro facendo loro capire che erano in giuoco non gli interessi personali, ma l'Italia e che era in atto una «lotta sociale» destinata a far prevalere o il fascismo o il bolscevismo o la democrazia. Sull'importanza di tale azione si soffermò a sua volta a lungo il gen. Mischi. Nel verbale della riunione si legge infatti:
    «Premesso che abbiamo in atto uno sbandamento molto vasto di ordine spirituale, cui consegue uno sbandamento materiale, cioè quello della renitenza e delle diserzioni, il Capo di S.M. afferma che molto può fare di buono la propaganda.
    Una delle battute veramente scaltre che la propaganda nemica ha svolto è stata quella di creare l'ossessione nei nostri uomini di essere portati in Germania, per andare a combattere chissà dove. Nell'azione di stretta aderenza che dobbiamo avere con i problemi disciplinari e penali non v'à dubbio che la propaganda va considerata in primo piano.
    Occorre svolgere una azione di contro propaganda.
    Dato che il numero degli apparecchi radio in Italia non è molto forte come in altri paesi, gli uomini chiamati alle armi arrivano pressoché inconsci degli influssi della propaganda nemica.
    Se si verificano sbandamenti grossi presso i reparti, vuol dire che c'è qualche cellula nemica che lavora. Quando arrivano alle armi i contingenti bisogna inserire degli elementi fiduciari, ed inserirli fin dal primo momento per non destar sospetti.
    Questi fiduciari debbono svolgere azione di controllo. Un altro pilastro che si affianca a quello dell'azione di controllo, è quello della propaganda. Ma la propaganda non bisogna intenderla come in passato (discorsi, frasi rettoriche, ecc.).
    Un'idea concreta come vada fatta la propaganda, si può avere prendendo le mosse da quanto fanno i partigiani in questo campo (l'ora politica). Senza arrivare a mettere i commissari politici, bisogna scegliere soldati o sottufficiali particolarmente idonei che parlino ai camerati con ragionamenti semplici, spiccioli e che diffondano giornali, pubblicazioni.
    Questi possono sostituire i propagandisti ufficiali ed ad essi converrà affiancare l'opera dei fiduciari, che, agendo talvolta come agenti provocatori, spingano gli elementi contrari a rivelarsi permettendo cosí di individuare gli individui e le cellule ostili». 

  388. Cfr. O. POPPI, Il commissario cit., p. 113, ma anche pp. 79 sg., dove, a proposito dell'ingresso dei partigiani a Montefiorino, è detto: «tutta la popolazione era sulle porte delle case ed in realtà forse si sentiva liberata dallo stato di incertezza fra fascisti e partigiani». 

  389. E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., pp. 59 sg. 

  390. Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 274 sg. 

  391. G. AMENDOLA, Lettere a Milano cit., pp. 422 sgg. 

  392. Sul problema delle rappresaglie molto è stato detto e scritto con vario spirito e intento. Nella maggioranza dei casi per spiegare e giustificare perché il movimento partigiano e i comunisti in particolare non commisurarono maggiormente l'obiettivo valore militare delle azioni intraprese ai rischi di rappresaglie ai quali esse esponevano i civili; inoltre per mettere in luce i dissensi che una condotta cosí spregiudicata della lotta suscitò all'interno della resistenza e tra i partiti del Clnai (per un quadro d'insieme cfr. C. PAVONE, Una guerra civile cit., pp. 475 sgg.); in altri ancora sotto il profilo della posizione verso di esse del clero. Molto meno ci si è soffermati invece sulle reazioni di coloro che vi furono coinvolti e ne furono le principali vittime.
    Sulla posizione del clero avremo occasione di tornare. Per quello delle autorità ecclesiastiche, basti qui dire che essa fu improntata quasi sempre ad una condanna delle violenze in genere e delle rappresaglie in particolare, senza distinzione tra chi ne fosse l'autore cfr. I.-D. DURAND, L'Église catholique dans la crise de l'Italie (1943-1948), Rome 1991, pp. 142 sgg. Diverso fu solo il tono, da quello piú sfumato dell'episcopato triveneto (cfr. S. TRAMONTIN, La notificazione dell'episcopato triveneto dell'aprile 1944, in «Humanitas», 1975, pp. 889 sgg.) a quello piú esplicito dell'episcopato piemontese, che nella Lettera degli arcivescovi e vescovi della regione piemontese al clero e al popolo nella Pasqua 1944 si espresse in questi termini: «Le armi sono a tutela dell'ordine, a difesa della Patria, cioè dei cittadini che compongono la Patria. Non devono mai essere strumento di feroci vendette, tanto piú quando fossero usate contro popolazioni inermi, contro famiglie piú disgraziate che colpevoli.
    E se la nostra voce può arrivare a tanti sconsigliati che ricorrono alla violenza e all'insidia contro le Autorità locali e le truppe di occupazione, vogliamo ricordare ad essi che tali attentati terroristici, contrari a ogni diritto divino ed umano, ottengono un'unica conseguenza sicura: pene inenarrabili contro gli innocenti indifesi.
    E finalmente ai Comandi delle truppe di occupazione ricordiamo le stesse parole dette dal Divin Maestro al rappresentante di Roma che occupava la Palestina: “Non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall'Alto”. Per questo, noi, unicamente armati della forza del diritto, ricordiamo ad essi che tutte le Nazioni devono seguire lo stesso Codice eterno della Legge naturale e divina; e che è troppo necessario rispettare con tutti queste leggi di umanità, se non si vuole che i lamenti delle vittime innocenti pesino terribilmente sulla bilancia del Giudice nel giorno del rendiconto finale.
    In conclusione, non ci stancheremo mai di condannare risolutamente ogni forma di odio, di vendetta, di rappresaglia e di violenza, da qualunque parte venga e qualunque giustificazione ostenti; né ci stancheremo mai di levare la voce a nome di Dio contro ogni infrazione dei principii di umanità e di diritto naturale, che non possono mai essere calpestati, pena la morte di ogni onestà e giustizia.
    I grandi principii del rispetto alla persona umana - a ogni persona - e alla famiglia - a ogni famiglia -, proclamati solennemente da Pio XII nel Messaggio Natalizio del 1942 costituiscono il Codice fisso di ogni vivere civile e di ogni speranza in un domani migliore». 

  393. Per i criteri basilari tecnici e giuridico-politici delle operazioni anti partigiane tedesche cfr. A. POLITI, Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944, Roma 1991; per l'aderenza di tali criteri alle norme internazionali sul diritto di guerra cfr. L. OPPENHEIM, International law, I, London - New York - Toronto 1962². 

  394. Sulla uccisione di Igino Ghisellini non è mai stata fatta completamente luce. I fascisti l'attribuirono ai partigiani, secondo altri fu invece opera di fascisti estremisti che non condividevano la linea politica conciliante di Ghisellini. Per la questione che qui interessa la cosa non ha gran valore, dato che i protagonisti della strage, venuti in gran parte da fuori Ferrara, erano convinti che Ghisellini era stato ucciso dai partigiani e questi non disconobbero la paternità dell'uccisione loro attribuita. Cfr. in particolare A. BALBONI - E. BONETTI - G. MENARINI, Repubblica Sociale Italiana e Resistenza a Ferrara 1943-1945, Ferrara 1990, pp. 31 sgg.; C. ZAGHI, Terrore a Ferrara durante i 18 mesi della repubblica di Salò, Bologna 1992, pp. 33; A. GUARNIERI, Dal 25 luglio a Salò. Ferrara 1943. Interpretazione della «lunga notte», Casalecchio di Reno 1993, pp. 53 sgg.; G. GANDINI, La notte del terrore, Castel Maggiore 1994. Piú importante ai fini del nostro discorso è G. PINI, Ragazzo del '99 cit., VI. Bufera (1942-45), p. 63, che oltre a fornire interessanti elementi sulla strage di Ferrara, fa risalire ad essa l'avvio vero e proprio della guerra civile:
    «Per immediata, tragica rappresaglia all'assassinio di Ghisellini, uomo onesto ch'era stato prode combattente, a Ferrara furono prelevati dal carcere alcuni detenuti politici, e fucilati a ridosso di un muro presso il castello Estense. Ma della morte del federale i fucilati non erano stati responsabili, perché già arrestati al momento del delitto, sicché la drastica vendetta mi impres- sionò negativamente, contrario come sono alla soppressione violenta della vita umana, qualunque ne sia la motivazione. Per me si tratta sempre di delitto, tanto piú grave se commesso in nome dello Stato. Con ciò non dimenticavo affatto che prime vittime della ferina lotta civile non erano stati i ribelli ma fascisti colpiti in agguati.
    Presto appresi particolari di quella cupa giornata ferrarese, il cui svolgimento era stato dominato dalle volontà di uomini accorsi in luogo da Verona per mandato dell'assemblea adunata in Castelvecchio. Quegli uomini avevano agito con dura freddezza contro il parere del capo provinciale Vincenzo Berti, il quale, in seguito al fatto compiuto, si era dimesso. Piú tardi egli mi confidò che una sua proposta di nominare me a succedergli era stata lasciata cadere dai capintesta della giornata, fra i quali era Pagliani. Fu invece nominato Enrico Vezzalini.
    Il funesto evento aggravò la tensione politico-psicologica, e intensificò il succedersi di azioni e reazioni, lo stillicidio di attentati e rappresaglie, il costituirsi di nuclei di fuori legge composti di uomini rifugiati alla macchia per svariati motivi: sfuggire la deportazione in Germania o l'arruolamento militare, la disciplina bellica, insidiare i reparti militari tedeschi, sabotare il traffico e i servizi, l'amministrazione civile, perfino favorire gli eserciti stranieri avanzanti dal sud. Senza dubbio gli impulsi a tali comportamenti erano diversi e molto confusi, e solo una minoranza fra i partigiani agiva consapevolmente per servire cause ideali». 

  395. Cfr. C. PAVONE, Una guerra civile cit., pp. 463 sgg. e 489 sgg. 

  396. ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 5, fasc. 28/R, «G.N.R.», sottof. 23, ins. C. 

  397. Per la gente l'effetto negativo delle rappresaglie e contro rappresaglie era fortissimo sia nelle campagne che nei centri minori e nelle città e si sommava a quello delle rapine e violenze che venivano un po' ovunque commesse da gruppi o singoli individui, partigiani, fascisti, banditi puri e semplici che fossero e alle quali in certe zone e località le forze di polizia e le autorità locali della Rsi non erano in grado di porre freno. Valgano ad esempio due rapporti dell'8 febbraio e del 9 settembre 1944 del questore di Torino al capo della polizia sulla situazione a Torino e nella provincia (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Div. affari gen. e ris., 1944-45, b. 7, fasc. C2, sottof. «Torino». Nel primo dei due rapporti si legge:
    «La situazione politico-economica del capoluogo e della provincia anche nella decorsa settimana non ha avuto accenni di miglioramento. L'attività degli elementi del disordine si è manifestata in numerosi episodi. Rapine, attentati, assassinî, repressioni e rappresaglie, requisizioni illegittime e sequestro di persone hanno funestato la popolazione... Lo scoramento avvilisce gli animi anche della parte piú saggia della cittadinanza, disorientata fra autorità legittime - spesso operanti indipendentemente l'una dall'altra nello stesso campo - e quelle costituitesi illegalmente che si impongono con la violenza, e vive con l'impressione di non aver garanzia alcuna di sicurezza dei beni e della vita stessa, sempre a repentaglio ed alla mercé dell'arbitrio e della prepotenza anche di lestofanti che si avvantaggiano dell'equivoco.
    L'attività caotica dei diversi organismi di polizia è tale da non riuscir facile di stabilire se la scomparsa improvvisa di persone sia dovuta a causa legittima o delittuosa».
    Nel secondo la situazione nella provincia è prospettata in questi termini:
    «Mancano, da tempo, possibilità di controlli e fonti continue di informazioni. Nell'assenza di presidi e, dove questi esistono, italiani e tedeschi, nell'indipendenza in cui essi si mantengono, da ogni e qualsiasi contatto con le autorità costituite italiane, risiede la causa prima della irrilevante azione di governo e di comando che si può esercitare. I podestà e commissari prefettizi locali, esautorati perché non appoggiati da un potere esecutivo onnipresente, esposti tra l'incudine del ribellismo e il martello delle improvvise azioni di rappresaglia che piombano sui varî comuni ogni volta che incidenti si verificano, non hanno modo di collaborare attivamente con il centro; spesso essi vengono rastrellati ed occorre lunga opera di persuasione per ottenere il rilascio e garantire la continuazione della loro opera, sia pure formale. Conseguentemente tutte le amministrazioni comunali risentono di uno stato di marasma e vanno come possono... Le azioni di rappresaglia, ad opera di reparti italo-germanici, vengono compiute in maniera spesso indiscriminata: incendi di abitazioni, fucilazioni, impiccagioni, rastrellamenti per l'invio al lavoro in Germania, si accompagnano frequentemente a rapine consumate da elementi senza controllo che profittano del momento per fare man bassa su quanto trovano. Da parte della polizia germanica, mi risulta, alcuni di questi rapinatori, appartenenti a forze armate italiane, sono stati fucilati senza pietà.
    Tutto ciò, aggiunto alla grave situazione alimentare, crea e fomenta la psicosi della insurrezione e l'odio accumulato dalla repressione che, quasi sempre, colpisce gli innocenti è tale che la vendetta sarebbe tremenda se il Piemonte dovesse essere abbandonato dalle truppe operanti».
    A proposito di quest'ultima osservazione, cfr., per quel che riguarda i propositi di vendetta che circolavano negli ambienti della resistenza, G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 229 e 235 (agosto-settembre 1944).
    Quanto alla situazione nel capoluogo il rapporto del questore di Torino del 9 settembre 1944 riferiva:
    «La borsa nera è prospera come non mai, nonostante l'opera della polizia economica coadiuvata dalle altre. I prezzi sono in continuo, vertiginoso aumento. Tutto è oggetto di borsa nera. La Questura di Torino ha messo le mani su di una banda di minorenni rapinatori a mano armata di tabaccherie: essi si servivano di un falso timbro di “brigata garibaldi” per prelevare i generi di monopolio e rivenderli a prezzi di mercato nero... Gli attentati contro gli appartenenti alle forze armate italo-germaniche, operati a mezzo ciclisti, sono aumentati... Gli attentati dinamitardi aumentano anch'essi. Oltre al panico e alle vittime che provocano, sono causa di rappresaglie che raddoppiano l'odio contro le autorità locali e le truppe d'occupazione. Cosí, piú profondo si scava il solco del sangue e la catena delle azioni e reazioni si allunga ogni giorno di piú, con prospettive quanto mai sfavorevoli e nefaste per la concordia civica e le leggi dell'umanità. Oltre alla Questura, alla G.N.R., alle varie polizie tedesche, alle SS. italiane, innumerevoli altre polizie operano perquisizioni, rastrellamenti, fermi. Un tentativo di coordinamento è stato tentato ed ha portato a disciplinare, in parte, questo delicato settore; ma oggi operano la X Mas, l'Aviazione, l'Esercito Repubblicano, la Brigata Nera, tutti i comandi che hanno truppa ai loro ordini. Ne consegue che, a parte l'illegale procedere di detti Enti, a parte i furti che spesso si ac- compagnano a tali arbitrarie operazioni, si perde di vista il fine ultimo da perseguire e l'ordine, anziché essere ristabilito, viene perturbato con deleterie conseguenze per il prestigio della Repubblica Sociale Italiana e delle Sue istituzioni».
    Quanto alla pubblicità delle esecuzioni per rappresaglia, valga ad esempio quanto sempre il questore di Torino riferí telegraficamente al capo della polizia il 25 luglio 1944:
    «Spirito pubblico depresso e disorientato da rappresaglie attuate organi responsabili. Impiccagioni decise da Comando tedesco ed eseguite da elementi della “Leonessa” nelle vie centrali di Torino hanno prodotto penosissima impressione nella massa che ha assistito ad esse allibita e raccapricciata per quanto eseguite in ritorsione di gravi attentati perpetrati da elementi irresponsabili in danno di due ufficiali delle Forze Armate dell'Asse».
    Poche settimane dopo a Bologna furono trovati sette cadaveri sui quali era posto un cartello con la scritta «Assassini e sabotatori». Riferendo sul ritrovamento al capo della polizia (che ne fece oggetto di un appunto a Mussolini), il questore del capoluogo emiliano il 19 agosto scrisse che dalle prime notizie raccolte che si trattava di abitanti di Molinella uccisi a Bologna da «elementi della Gnr» per rappresaglia al tentato duplice omicidio di due loro commilitoni, aggiungendo a mo' di commento:
    «Il criterio, del tutto arbitrario, per nulla confortato da elementi di responsabilità diretta o indiretta, con cui si è proceduto all'arresto e alla fucilazione dei predetti individui, ha determinato oltre a un senso di allarme fra la popolazione di questo Capoluogo anche un certo panico, non scevro da vivo risentimento per il sistema del tutto illegale e di puro arbitrio.
    Anche presso il Comando locale Germanico delle SS il fatto sovra esposto ha prodotto una sfavorevole impressione.
    Peraltro elementi sani cittadini benpensanti non mancano di far rilevare che il persistere in tale sistema errato di rappresaglia, determinerebbe, a protrarsi piú a lungo, piú aspra reazione da parte del pubblico» (ACS, Min. Interno, Direz. gen. PS, Segreteria part. del Capo della polizia, RSI, b. 48).
    E ciò tanto piú che un precedente eccidio commesso un mese prima aveva già profondamente scosso la popolazione bolognese, tanto è vero che il capo della polizia in un appunto a Mussolini in data 3 agosto dedicato alla situazione emiliana (ivi, b. 57) si era trattenuto ampiamente su di esso:
    «È fuori dubbio che ha suscitato un'enorme indignazione l'uccisione dei cinque detenuti sovversivi uccisi all'alba del 14 corrente mese davanti al Municipio di Bologna, mentre la popolazione è rimasta quasi indifferente di fronte all'uccisione di altri nove detenuti per ordine del comando germanico.
    Il fatto che sui cadaveri dei primi cinque fu posto un cartello con su scritto: “traditori presi in possesso di armi” e poi si seppe dal comunicato apparso sul «Resto del Carlino» che i suddetti fucilati erano stati presi dal carcere, contribuí ancora di piú ad aumentare l'indignazione. È evidente che l'avversione contro il P.F.R. scusa molta gente, ma è altresí evidente che il ceto medio giustificherebbe l'azione difensiva dei fascisti se «le cose fossero fatte con piú legalità».
    Un gruppo di professionisti ex fascisti diceva che «certe azioni dei partigiani giustificavano una reazione da parte del P.F.R., ma che la procedura usata all'alba del 14 corr. mese era dell'ottima propaganda a favore dei sovversivi».
    Poco tempo dopo, un effetto negativo anche maggiore, tanto da essere definito nella «Relazione al Duce» per il mese di agosto 1944 sull'opinione pubblica nella provincia di Milano, redatta dal capo dell'Ufficio stampa della Prefettura F. Fuscà, «assolutamente deprimente per la popolazione» e da indurre le autorità fasciste a non procedere all'esecuzione (come rappresaglia d'un attentato terroristico che aveva avuto luogo al posto di ristoro della stazione) di altri venti ostaggi, ebbe a livello di opinione pubblica la fucilazione di quindici presunti gappisti eseguita a piazzale Loreto a Milano. (In Archivio F. Fuscà). 

  398. Tipica è a questo proposito la risposta che il commissario politico e il comandante della I divisione Garibaldi Osoppo diedero il 3 settembre 1944 al vescovo di Udine Giuseppe Nogara che aveva chiesto loro il rilascio di tre prigionieri onde evitare rappresaglie tedesche. «Il fatto che le rappresaglie minaccino delle popolazioni servirà a convincere sempre maggiori masse che inermi in questo momento non si rimane» (cfr. T. VENUTI, Corrispondenza clandestina col Vaticano. Carteggio Nogara-Montini 1943-1945 con appendice, Udine 1980, p. 110). 

  399. Cfr. O. POPPI, Il commissario cit., p. 109. 

  400. Tra queste motivazioni una delle piú importanti per capire perché i rapporti tra le popolazioni e i partigiani ebbero caratteri diversi a seconda delle zone è costituita dal fatto che alcune formazioni erano composte essenzialmente da elementi del luogo in cui operavano, mentre altre erano formate da elementi di altre località o erano provenienti da altre zone. Nel primo caso i rapporti furono sempre buoni; negli altri subirono spesso un progressivo deterioramento, poiché, non dovendo preoccuparsi delle proprie famiglie e del proprio ambiente tradizionale, non di rado i partigiani non tenevano conto delle conseguenze che le loro operazioni potevano avere per la popolazione e non si ponevano il problema della precarietà delle sue condizioni di vita ed esigevano (anche manu militari) rifornimenti e aiuti che eccedevano le sue possibilità. 

  401. In quest'ottica, crediamo che sia opportuno andar cauti anche nel giudicare i crescenti casi di delazione che, soprattutto nella seconda metà del 1944, si verificarono un po' dappertutto. to. Probabilmente una parte notevole di essi fu infatti frutto solo dell'esasperazione per il comportamento di alcune bande e di singoli partigiani e non di filo fascismo o di sete di danaro. Sulla piaga delle delazioni cfr. A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., pp. 133 sgg.: «Fino a che... una unità restava nella valle di costituzione dove gli stessi valligiani avevano contribuito alla sua creazione, l'intera popolazione civile dava assistenza ed aiuto, ma quando gruppi di armati affluirono in una zona e cominciarono a requisire abitazioni, a imporre tributi, a pretendere prestazioni, la popolazione diede segni di insofferenza, avanzò reclami, criticò gregari e comandi. Venne cosí a mancare quella solidarietà che è condizione indispensabile perché forze di guerriglia possano resistere contro forze regolari. Di qui il circolo chiuso di rastrellamenti che generarono, col timore, defezioni e delazioni, e rastrellamenti sempre piú duri perché condotti su indicazioni e precisazioni di personale esperto». 

  402. G. BOCCA, Storia dell'Italia partigiana cit., pp. 179 sgg. 

  403. R. CADORNA, La riscossa cit., p. 146. 

  404. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, p. 168. Riguardo sempre all'Emilia-Romagna cfr. anche E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., pp. 370 e 501, nonché S. FOLLONI, Commissariato e commissari nella guerra di liberazione a Reggio Emilia cit., p. 23, che ha scritto:
    «Ma dopo la prima decade di agosto, quando la rappresaglia nemica aveva invaso i paesi ritenuti sicuri, bruciate le borgate, distrutte le poche ricchezze e riserve alimentari delle famiglie, deportati alcuni loro uomini in Germania ed altri lasciati morti sul terreno; quando le formazioni partigiane - che li avevano assicurati della loro forza di contrastare un eventuale tentativo di ritorno dei tedeschi - se le videro invece in pochi giorni scomparire nel nulla, lasciandoli soli davanti alla ferocia dell'invasore, cosa potevano pensare le popolazioni della montagna?»
    Accenni a rapporti «un po' acri» e ad un «certo distacco» (tale da far «dilagare» in certe zone la delazione «per opera della popolazione ai danni dei partigiani») si trovano anche in rapporti e relazioni comunisti. In una relazione del luglio 1944 sulla situazione nell'Appennino parmense, per esempio, è affermato che, un po' per deficienze ed errori dei garibaldini, un po' per la «scarsa sensibilità politica dei montanari della zona» e per la loro paura dei rastrellamenti, la liberazione di alcune zone si era praticamente trasformata «in vera occupazione» il che aveva reso «scarsissima la partecipazione dei civili alla lotta e alla difesa» (cfr. Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, pp. 121 sg., ma cfr. anche III, p. 626). 

  405. Le formazioni GL nella Resistenza cit., p. 273. L. VALIANI, Tutte le strade conducono a Roma cit., pp. 375 sg., riproducendo la relazione di Agosti ne dà un testo lievemente attenuato. 

  406. Cfr. per esempio E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., p. 501:
    «Un terzo fattore di crisi del movimento partigiano fu la crescente ostilità della popolazione della montagna. I primi sintomi si erano manifestati fin dai quarantacinque giorni di Montefiorino: il disordine, gli episodi di violenza e soprattutto lo sfruttamento delle risorse locali ne erano stati la causa principale. A questa si erano aggiunte, in seguito, le rappresaglie perpetrate dai tedeschi nel grande rastrellamento estivo, ripetute in piú occasioni anche in settembre e ottobre». 

  407. Cfr. a questo proposito la bella descrizione di una di queste requisizioni fatta da B. FENOGLIO ne Il partigiano Johnny, Torino 1992, pp. 56 sg. 

  408. Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 152 sg. 

  409. Cfr. P. TOGLIATTI, Opere, V, 1944-1955, a cura di L. Gruppi, Roma 1984, pp. 106 sg., discorso «sui compiti del Pci nella situazione attuale» (Firenze, 3 ottobre 1944). Cercando di dare un colpo alla botte e un altro al cerchio, Togliatti disse: «Nell'ultimo periodo dell'illegalità, quando si è sviluppato il movimento dei partigiani, si sono compiuti da parte dei compagni, da parte di gruppi partigiani, degli atti completamente legittimi e giustificati diretti contro le proprietà dei fascisti, dei loro protettori, ecc. Questi atti noi li approviamo, perché è stato il nostro partito che li ha organizzati. Ma state attenti che il movimento partigiano decadrebbe nella stima, non dico del paese in generale, ma dei lavoratori, degli operai stessi, se oggi si continuasse sulla stessa strada, se cioè nel movimento dei partigiani si introducessero elementi che facessero diventare i partigiani una specie di banditi in licenza, i quali compiono atti di violenza per conto proprio». 

  410. Cfr. Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà cit., pp. 157 sg. e 229; Le Brigate Garibaldi nella Resistenza cit., II, pp. 475 sg. e 569 sg.; Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 181 e 274 sgg.; G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., pp. 85 sgg. e 370. 

  411. Secondo il generale R. OPERTI, Il tesoro della 4ª Armata cit., pp. 241 sg., «in vaste zone la popolazione - che aveva accolto inizialmente con la piú viva simpatia e con tangibili forme di assistenza il sorgere della partigianeria - fu sconcertata al punto da desiderare la liberazione perché avessero termine non soltanto le soperchierie del nemico ma anche le soperchierie del sedicente amico il quale considerò, con troppa frequenza, il campo di lotta come territorio da preda». Utili elementi per valutare quanto limitato fosse lo scarto tra l'operato dei «ribelli» e quello «dei banditi» in L. CAVAZZOLI, La gente e la guerra. La vita quotidiana del «fronte interno». Mantova 1940-1945, Milano 1989, pp. 185 sgg. 

  412. Significativo è a questo proposito quanto l'Agosti affermava nella sua relazione del 31 dicembre 1944 subito dopo il passo da noi citato poco sopra: «Si aggiunga il dilagare del banditismo, la cui linea di demarcazione dal movimento partigiano è spesso assai incerta. La mancanza di un regolare finanziamento in questi ultimi mesi, il disgregarsi di molte formazioni maggiori in seguito ai rastrellamenti, e in genere il crescente disprezzo per la vita umana, per la proprietà e per le leggi della convivenza civile che è un inevitabile portato della guerra civile, hanno creato in molte zone una situazione intollerabile. Alla requisizione piú o meno ordinata è subentrato troppo spesso il saccheggio indifferenziato, che non rispetta neppure i modesti averi del cittadino sfollato o le scorte essenziali del piccolo proprietario agricolo, e che si fa piú ingiustificato e intollerabile quando s'innesta su operazioni di borsa nera. Fenomeni come quelli di autocarri rubati e poi venduti, tramite loschi intermediari, ai tedeschi; o di partite di stoffa o di vino rimessi in circolazione sul mercato nero sono purtroppo frequenti e forniscono facile argomento alla propaganda nazifascista. Altro fatto che indispone è lo spreco: il combattente per sua natura è portato a sprecare, e il partigiano ha in questo campo i peggiori difetti del combattente: ma il contadino o l'operaio sfollato, che assiste al banchetto organizzato dal capopartigiano nella locanda del paese, che vede il partigiano ubriaco, che manca della razione di carne, perché le bestie destinate al consumo di un mese sono state malamente macellate per l'uso di un piccolo reparto, formula un giudizio severo sul fenomeno partigiano ed è portato a considerarlo come un fenomeno di parassitismo non dissimile da quello delle brigate nere. Per fortuna nostra, i fascisti e i tedeschi - con la bestialità delle distruzioni e dei massacri e con la ferocia delle loro rapine - si inibiscono di sfruttare il facile tema propagandistico della difesa dell'ordine e della proprietà» (Le formazioni GL nella Resistenza cit., pp. 273 sg.). 

  413. Cfr. G. AGOSTI - L. BIANCO, Un'amicizia partigiana cit., p. 372. A proposito dello stato d'animo che si andava diffondendo tra la popolazione contadina, sintomatica è la raccomandazione, contenuta in un ordine inviato dal Comando militare regionale piemontese ai primi di dicembre al comando delle formazioni autonome, di evitare di imporre «coattivamente» (cioè «pena altrimenti la distruzione dei beni»), come spesso avveniva, alle famiglie contadine l'«ospitalità» di gruppi di partigiani. «Infatti, la violenza, in uno con il timore delle rappresaglie nazifasciste - spiegava l'ordine - potrebbero provocare delazioni e ribellioni, con gravissimi pregiudizi di ordine morale e materiale» (cfr. A. TRABUCCHI, I vinti hanno sempre torto cit., p. 131).
    Sempre allo stesso proposito si veda anche in B. FENOGLIO, Il partigiano Johnny cit., p. 295, la descrizione di come i contadini, ormai stanchi dei partigiani, si comportavano spesso di fronte alle loro «richieste di ospitalità»: «I contadini li ricevevano solo con un cenno ed un sospiro, indicavano il posto e la paglia - non prestavano piú coperte - poi salivano al piano soprano per rincuorare le loro donne prese da attacchi di cuore. Ed uno di orecchio buono poteva cogliere fra le fessure del piancito i loro gemiti e frasi di fuoco e morte e poi il soffocato zittio degli uomini, ché i partigiani non sentissero e non s'offendessero. Li svegliavano alle quattro ed anche prima, senza piú offerta di pane e nemmeno d'acqua calda per sgelare d'uno scroscio lo stomaco, li mettevano fuori e li lasciavano in quell'impossibile mondo di tenebra e gelo». 

  414. Cfr. L. LONGO, Un popolo alla macchia cit., pp. 201 sgg.; ID., Sulla via dell'insurrezione nazionale cit., pp. 362 sgg.; D. L. BIANCO, Guerra partigiana cit., p. 109 (per il quale le requisizioni avrebbero costituito una testimonianza del carattere «popolare» della resistenza e confermato la «profonda solidarietà» tra partigiani e popolazione civile). 

  415. E. GORRIERI, La Repubblica di Montefiorino cit., pp. 370 sgg. 

  416. G. ZANDANO, La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli cit., p. 125. 

  417. G. PANSA, Guerra partigiana tra Genova e il Po cit., pp. 353 sgg. 

  418. Nei suoi interventi Rusconi, pur non occupandosi dei singoli aspetti della vicenda resistenziale né dell'evoluzione dell'atteggiamento popolare verso di essa e nonostante qualche residuo soggiacimento alla vulgata (caratteristico è a questo proposito il suo uso, dopo aver posto l'accento sulla «crisi complessiva» che fu alla base di tanta parte dei comportamenti post 8 settembre, del termine «attesismo», caricato per di piú di un valore al tempo stesso moralistico e negativo che lo rende in sostanza sinonimo di «opportunismo»), ha colto bene, da un lato, il decisivo valore che per la comprensione della realtà italiana hanno le vicende del 1943-45 e il rapporto tra esse e quelle degli anni successivi, nel corso dei quali presero corpo il successo elettorale democristiano tanto nelle regioni che non avevano vissuto o avevano vissuto marginalmente la resistenza quanto in quelle che erano state teatro di essa e nelle quali i democristiani avevano avuto una presenza e un ruolo assai inferiori rispetto a quelli delle sinistre; da un altro lato, come la storia della resistenza per essere convincente, valorizzare veramente la scelta partigiana e spiegare sia le sue idealità sia le sue immaturità e i suoi errori debba essere oggetto di una lettura «autentica» (che tenga cioè conto della «crudezza e contraddittorietà dei suoi motivi etici e politici») e non «in chiave di “moralità e cultura” (rigorosamente laica la prima, rigidamente di sinistra la seconda)» come avvenuto sino ad oggi. Debba cioè prendere le mosse da un effettivo e non preconcetto approfondimento dell'«intero quadro motivazionale della crisi del consenso al regime» che abbracci tutto il periodo dal 1943, e in particolare dall'8 settembre (ché sotto questo profilo il 25 luglio fu solo la sua «espressione “di palazzo”»), al 1948 e tenga presente - la sottolineatura di Rusconi dell'8 settembre come decisivo termine a quo è eloquente - che, per importante che sia stata, la crisi del consenso al regime finí dopo l'armistizio per costituire solo un aspetto di una ben piú vasta e multiforme «crisi collettiva», «ad un tempo ambigua e irreversibile». Cfr. G. E. RUSCONI, Per una revisione storica della Resistenza cit.; ID., L'ultimo azionismo, in «il Mulino», luglio-agosto 1992, pp. 575 sgg.; ID., Non ci furono «abusivi», in «La Stampa», 14 ottobre 1992 (in risposta a N. BOBBIO, La Resistenza appartiene a chi ha combattuto, ivi, 11 ottobre 1992). 

  419. Cfr. F. CHABOD, L'Italia contemporanea (1918-1948), Torino 1961, pp. 118 sg. e 124 sg.