第一章

第一章:“或许我的命运在7月25日画上句号才是最可取的宿命”:一位“亡者”重返政治舞台

Capitolo primo: «Forse sarebbe stato preferibile che il mio destino si compisse il 25 luglio»: un «defunto» torna sulla scena politica

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正如我们在上一卷的结语部分所预示的那样,将墨索里尼软禁于蓬扎岛(Ponza)的决定与实施显得极其仓促。这一举措完全是出于尽快将该囚犯转移出首都的紧迫需求,事前既未经深入调研与周密筹划,对于如何处置这一棘手人物亦无任何明确构想,更无人愿意承担做出实质性决定的责任。况且,除了或许阿夸罗内(Acquarone)之外,无人知晓国王与巴多格里奥(Badoglio)对此究竟作何盘算——绝不能排除巴多格里奥内心深处曾盘算过让墨索里尼“意外”死亡的念头——因而谁也不愿贸然采取主动。最后,同样不可低估整个行动中一系列负面因素的严重拖累(这在墨索里尼被羁押的整个时期皆属实情):因唯恐德国人破译截听,行动中几乎无法使用常规的电话、电报和无线电通讯手段;军事当局对官方负责此项行动的警察部队(或许也包括对塞尼塞〔Senise〕本人)深怀戒心,因而实际更倾向于倚重宪兵(carabinieri);由此在宪兵与警察之间引发了一种双头体制以及某种暗中盯防与互争高下的竞争关系,这无疑丝毫未能使整个行动变得更为顺遂,也无助于达成当局原本期望实现的目标。

建议将墨索里尼转移并拘禁于比罗马更适宜且安全之地者,是若干军方高层要员,尤其是陆军大臣索里切(Sorice),他们为此敦促塞尼塞向巴多格里奥进言。当这位警察总监提议蓬扎岛时,陆军元帅采纳了建议,但却流露出相较于蓬扎更中意文托泰内岛(Ventotene)的倾向。在塞尼塞看来,这一抉择显然极不明智:在文托泰内岛关押墨索里尼势必面临巨大困难,盖因该岛是大批反法西斯流放犯(confinati)的集中流放地,而这些犯人即将获释,这势必使隐匿前“领袖”关押地点的企图彻底落空。因此,塞尼塞在指派总督察波利托(Pòlito)全权负责押解行动时,明确指示他在押解囚犯登岛前务必亲临现场(de visu)查明岛上虚实,视情况再转往蓬扎岛1。这恰恰正是波利托与宪兵总指挥切里卡(Cerica)将军为其配备的副手佩拉吉(Pelaghi)宪兵中校所采取的行动——盖因他们刚一抵岛便察觉到该岛根本不适于羁押,此外还有一个塞尼塞始料未及的第三重缘由:岛上驻扎着数百名德国军人。

Come abbiamo anticipato nelle pagine conclusive del precedente volume, l'internamento di Mussolini a Ponza fu deciso ed attuato in modo estremamente precipitoso, per la necessità di allontanare il piú presto possibile il prigioniero dalla capitale, senza che la cosa fosse stata studiata e preparata in anticipo, senza alcuna idea precisa circa il futuro da riservare all'ingombrante personaggio e senza che qualcuno se la sentisse di assumersi la responsabilità di una vera decisione. E ciò tanto piú che nessuno, salvo forse Acquarone, doveva avere idea di cosa pensassero in proposito il sovrano e Badoglio (che non è affatto da escludere che nell'intimo accarezzasse l'idea di una morte «accidentale» di Mussolini) si guardava bene dal prendere iniziative. Né, infine, è da sottovalutare il peso negativo (e qui il discorso vale per l'intero periodo della detenzione di Mussolini) che su tutta l'operazione ebbero la quasi impossibilità di servirsi per essa dei consueti mezzi di comunicazione telefonici, telegrafici e radio per timore che i tedeschi potessero intercettarli, la diffidenza delle autorità militari verso le forze di polizia (e forse verso lo stesso Senise) alle quali ufficialmente l'operazione era affidata e il loro conseguente preferire di fatto ad esse i carabinieri: da qui un dualismo e una sorta di sotterranea sorveglianza e concorrenza tra carabinieri e polizia che non giovarono certo a rendere piú facile e conforme ai risultati, che bene o male si volevano conseguire, l'operazione stessa.

A suggerire il trasferimento e l'internamento in un luogo piú adatto e sicuro di Roma furono alcuni esponenti militari e in primis il ministro della Guerra Sorice che sollecitarono all'uopo un intervento di Senise presso Badoglio. Il maresciallo, a cui il capo della polizia propose l'isola di Ponza, accettò il suggerimento, ma mostrò di preferire Ventotene a Ponza. Una scelta, questa, che a Senise apparve subito infelice, dato che la custodia di Mussolini a Ventotene avrebbe presentato grosse difficoltà essendo l'isola la sede di una colonia di massa di confinati antifascisti la cui imminente liberazione avrebbe oltre tutto reso impossibile mantenere segreto il luogo dove era internato l'ex «duce», sicché Senise, incaricando l'ispettore generale Pòlito di occuparsi dell'operazione, gli dette però istruzione di rendersi conto de visu della situazione nell'isola prima di sbarcare il prigioniero e, al caso, di proseguire per Ponza1. Il che fu ciò che appunto fecero Pòlito e il tenente colonnello dei carabinieri Pelaghi, che gli era stato affiancato dal comandante generale dell'arma, generale Cerica, non appena si resero conto dell'assoluta inidoneità dell'isola anche per un terzo motivo che Senise non aveva previsto: la presenza in essa di alcune centinaia di militari tedeschi.

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然而,蓬扎岛旋即也证明同样不敷所用2。将囚犯安置在圣玛丽亚(Santa Maria)地区一所曾用于流放伊梅鲁拉斯(ras Immerú)且俗称“拉斯之屋”的废弃民宅中,对于一个依照罗马指令既要受到极其严密监控、又须享有充分礼遇的人物而言,条件未免过于简陋逼仄。更为关键的是,该岛既无法确保墨索里尼羁押消息的绝对保密,也无法提供充足的安全庇护。

尽管人数少于文托泰内岛,但蓬扎岛上同样关押着若干反法西斯政治犯(其中包括即将获释的内尼〔Nenni〕与扎尼博尼〔Zaniboni〕),他们迅速获悉了墨索里尼的到来3,此举在当地居民中激起了极大的好奇,甚至不乏同情态度的流露4,据说甚至个别被流放者亦是如此5。不仅如此,蓬扎岛还是为沿海及坎帕尼亚各城镇补给物资的众多渔船的停泊基地,因此墨索里尼在岛上的消息走漏势所难免。更有甚者,在负责看押前“领袖”的人员中,有人心怀法西斯主义倾向(其中一名宪兵甚至为被剥夺读报和听广播权利的墨索里尼手抄战报),另一些人则毫不掩饰对其人道上的同情乃至好感(甚至向其索要签名):由此产生了给予他超越安全条例规定之宽待的倾向——诸如准许在“拉斯之屋”周边散步、在弗龙托内小海湾(caletta di Frontone)沐浴游泳,以及获准在8月7日清晨参加悼念其子布鲁诺(当天适逢其逝世周年祭日)的弥撒;该弥撒系应墨索里尼要求,由蓬扎堂区神父路易吉·玛丽亚·迪耶斯(Luigi Maria Dies)在圣玛丽亚教堂主持,但他本人却未能出席,因其在6日至7日深夜便被押上“黑豹”号(Pantera)并转移至拉马达莱娜岛(La Maddalena)6。对囚犯抱有这种态度的绝非仅限警察部门;在实际负责看押墨索里尼的宪兵官兵当中,同样大有人情愿罔顾本应恪守的安全禁令而通融放宽待遇,以至于8月10日墨索里尼刚被押抵拉马达莱娜岛,警卫分队指挥官梅奥利(Meoli)中校及其副手双双遭到撤换7,改由巴多格里奥在埃塞俄比亚战役中结识并深为器重的阿尔贝托·法约拉(Alberto Faiola)中尉接替8
代表海军再次主持押解行动的毛杰里(Maugeri)海军少将向墨索里尼解释称,转移至拉马达莱娜岛是为了防范英美或德国方面为劫夺他而可能发动的突袭。然而,这一托词不过是半真半假的遁词而已。

Anche Ponza si rivelò però quasi subito inadatta2. La sistemazione del prigioniero, in una casa in abbandono in località Santa Maria dove era stato confinato ras Immerú e che era comunemente definita «la casa del ras», era troppo precaria per un uomo che, secondo le istruzioni di Roma, doveva essere tenuto sotto strettissima sorveglianza, ma trattato con tutti i riguardi. Ma ciò che piú conta l'isola non assicurava né la possibilità di tenere segreta la presenza di Mussolini né una sua adeguata tutela.

Pur meno numerosi che a Ventotene, anche a Ponza vi erano dei confinati antifascisti (tra i quali Nenni e Zaniboni ormai prossimi ad essere liberati) che subito vennero a conoscenza della presenza di Mussolini3 e questa suscitò molta curiosità e piú di una manifestazione di simpatia nella popolazione locale4 e, pare, persino in qualche confinato5. Come se ciò non bastasse a Ponza avevano base e attraccavano vari pescherecci che rifornivano le località costiere e campane, sicché non era possibile che la notizia della presenza nell'isola di Mussolini non si diffondesse. Come ciò non bastasse, tra gli addetti alla custodia dell'ex «duce» vi erano alcuni di sentimenti fascisti (uno di essi, un carabiniere, procurò a Mussolini, a cui erano vietati la lettura dei giornali e l'ascolto della radio, la trascrizione dei bollettini di guerra) e altri che non nascondevano la loro comprensione umana e, forse, simpatia per lui (sino ad arrivare a chiedergli un autografo): da qui una sorta di disposizione a concedergli piú di quanto le norme di sicurezza avrebbero consigliato, qualche passeggiata nei dintorni della «casa del ras», qualche bagno nella caletta di Frontone e il permesso di recarsi la mattina del 7 agosto alla messa in memoria del figlio Bruno (di cui sarebbe ricorso quel giorno l'anniversario della morte) che fu celebrata, su sua richiesta, ma senza che egli potesse intervenirvi poiché nella notte tra il 6 e il 7 fu imbarcato sul Pantera e trasferito alla Maddalena, dal parroco di Ponza don Luigi Maria Dies nella chiesa di Santa Maria6. E ad avere questo atteggiamento verso il prigioniero non erano solo gli agenti di polizia; anche tra i militi e gli stessi ufficiali dei carabinieri, ai quali di fatto era stata affidata la custodia di Mussolini, non pochi erano infatti quelli disposti ad alleviare la sua condizione passando sopra le norme di sicurezza alle quali avrebbero dovuto attenersi, tanto è vero che il 10 agosto, appena effettuato il trasferimento di Mussolini a La Maddalena, sia il comandante del distaccamento, tenente colonnello Meoli, sia il suo vice sarebbero stati sostituiti7 con il tenente Alberto Faiola che Badoglio conosceva personalmente e stimava avendolo avuto alle sue dipendenze in Etiopia8:
Il trasferimento a La Maddalena fu giustificato con Mussolini dall'ammiraglio Maugeri, che anche questa volta presiedette all'operazione per conto della Marina, con l'opportunità di scongiurare eventuali colpi di mano anglo-americani e tedeschi per impadronirsi di lui. Una giustificazione che era però solo una mezza verità.

6–7

没有任何史料表明盟军曾考虑过发动武装突袭,一切迹象均表明他们根本不知晓墨索里尼身在何处。然而,德国方面的情况则截然不同。实际上,自7月25日政变后的最初几天起,德国人便在各个圈子里疯狂打探有关墨索里尼的消息,甄别关于其下落的无数流言9。在这场代号为“橡树行动”(operazione «Eiche»)的营救图谋中,德国各情报机关之间的争功掣肘与缺乏协调成为其显著特征10,加之无论在个人恩怨还是政治层面的暗中倾轧,以及纳粹显贵们的荒唐干预(希姆莱甚至一度委托一批占星术士参与“搜寻”),这些努力并未取得实质成果11。因此,在墨索里尼被转移至拉马达莱娜岛之际,德国人仍在黑暗中盲目摸索,并受一条错误线索误导,认定墨索里尼被关押在文托泰内岛以东的岩石小岛圣斯特凡诺(Santo Stefano)。

Che gli Alleati pensassero ad un colpo di mano non risulta da nessuna fonte e tutto lascia ritenere che essi non sapessero dove Mussolini si trovava. Diversa era invece la situazione per quel che riguardava i tedeschi. Sin dai primi giorni dopo il 25 luglio, essi, infatti, andavano freneticamente cercando notizie su Mussolini in tutti gli ambienti, vagliando le innumerevoli voci che circolavano sulla sua sorte9. I loro sforzi, spesso caratterizzati da rivalità e mancanza di coordinamento fra i vari servizi interessati a quella che fu chiamata l'operazione «Eiche»10 e da sotterranei contrasti sia personalistici sia politici e da assurde interferenze di gerarchi nazisti (Himmler arrivò al punto di incaricare della «ricerca» un gruppo di astrologi), non sortirono però tangibili risultati11. Sicché al momento del trasferimento a La Maddalena essi brancolavano ancora nel buio e seguivano una falsa pista secondo la quale Mussolini si sarebbe trovato a Santo Stefano, un isolotto roccioso ad est di Ventotene.

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7月28日墨索里尼抵达成蓬扎岛的同时,正对该岛的大陆沿海一带立即流传开前“领袖”身在文托泰内或蓬扎的风声。早在29日,驻罗马的纳粹警察机关首脑赫伯特·卡普勒(Herbert Kappler)就从一名在加埃塔(Gaeta)休假的德国水兵处获悉其登上“珀尔塞福涅”号(Persefone)的消息;尽管两天后一名空军技术人员证实了此点,但这并未给搜寻带来任何实质进展。得知“珀尔塞福涅”号驶向文托泰内后,卡普勒向该岛的德军驻防长官打听进一步消息,对方却保证岛上绝无墨索里尼的任何踪影。卡普勒因而被迫在整个庞廷群岛(isole Pontine)展开一场艰难而漫长的拉网式排查。排查的结果一方面使他深信墨索里尼必定被羁押在圣斯特凡诺岛(很可能是受卡纳里斯〔Canaris〕海军上将的情报机关同样搜集到的传言误导——该传言声称墨索里尼在厄尔巴岛或其附近,加之卡普勒将托斯卡纳的波尔图圣斯特凡诺〔Porto Santo Stefano〕与庞廷群岛中的同名孤岛相混淆),并全力押注于这一假设(甚至为此策划突袭该岛);另一方面,此举也惊动了意大利情报机关,后者为转移视线,成功向他散布假消息,谎称墨索里尼已从蓬扎岛转运至拉斯佩齐亚(La Spezia),正被严密羁押在“利托里奥”号(Littorio)战列舰上12

Contemporaneamente all'arrivo di Mussolini a Ponza, il 28 luglio, lungo la costa antistante l'isola erano cominciate subito a circolare voci che asserivano che l'ex «duce» era a Ventotene o a Ponza. Già il 29 Herbert Kappler, capo dei servizi di polizia nazisti a Roma, era stato informato da un marinaio tedesco in licenza a Gaeta del suo imbarco sul Persefone; l'informazione, confermata due giorni dopo da un tecnico aeronautico, non gli aveva però fatto fare nessun progresso. Risultando che la Persefone aveva fatto rotta per Ventotene, Kappler si era rivolto per ulteriori notizie al comandante del presidio tedesco in quest'isola che gli aveva assicurato che in essa non vi era traccia alcuna di Mussolini, sicché si era visto costretto ad avviare una non facile e lunga ricerca sistematica in tutte le isole Pontine, con il risultato, per un verso, di convincersi che Mussolini dovesse essere a Santo Stefano (probabilmente tratto in inganno da una voce, raccolta anche dai servizi dell'ammiraglio Canaris, che lo voleva all'Elba o nelle vicinanze, e da una sua confusione tra Porto Santo Stefano e l'isolotto della Pontina) e di privilegiare al massimo questa ipotesi (sino a preparare un colpo di mano su di esso) e, per un altro verso, di mettere in allarme i servizi italiani, che, per depistarlo, riuscirono a fargli giungere la notizia che Mussolini era stato portato da Ponza a La Spezia dove era custodito a bordo della Littorio12.

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事后看来,尽管当时局势确实令人难安,但也绝未凶险到必须火速将墨索里尼转移的地步,更何况是转移至拉马达莱娜岛这样一处地点——塞尼塞事后得知时,认为此举“甚至比蓬扎岛更为不妥”:鉴于该岛聚集着大量水兵,且他们与大陆保持着频繁的直接或间接联络,其中不仅存在潜伏法西斯分子随时准备解救墨索里尼13或向德军通风报信的风险,更遑论岛上还驻有一定数量的德国水兵14。关键在于,德国秘密情报机关的极度活跃,使得罗马方面对德军即将——若非已经——查明墨索里尼下落的恐惧急剧膨胀。加之8月初有关部门发现利托里亚(Littoria)的若干法西斯分子正策划动用渔船突袭营救墨索里尼15,且8月6日在蓬扎岛(及其后在拉马达莱娜岛和大萨索山)直接负责看押墨索里尼、后来加入秘密军事阵线(Fronte militare clandestino)的宪兵军士长奥斯瓦尔多·安蒂基(Osvaldo Antichi)向切里卡将军汇报了警卫戒备中存在的“松懈懈怠”;在此背景下,不难理解罗马何以仓促决意火速转移墨索里尼。由于当时毫无周全去向考量,当局最终选中了拉马达莱娜岛,误以为作为海军主要基地之一,那里定是最安全且足以御防突袭之所。绝不能排除的是,大部分军方高层对警察系统的戒备与不信任,以及对自己麾下官兵及海军人员效能与忠诚度的过高估计,在这一抉择中起到了推波助澜的作用。就已知事实而言,最具深意的一点在于:这一决断乃是由巴多格里奥、海军大臣德库尔滕(De Courten)、切里卡以及阿夸罗内背着塞尼塞私下作出的。

Col senno del poi si potrebbe dire che, se non c'era da stare tanto tranquilli, la situazione non era neppure cosí drammatica da rendere urgentissimo il trasferimento di Mussolini e per di piú in una località come La Maddalena che Senise – quando, a cose fatte, ne fu informato – considerò una scelta «anche meno opportuna di quella a Ponza», dato il gran numero di marinai che erano nell'isola e i continui contatti diretti ed indiretti che essi avevano con il continente, il rischio che tra essi vi fossero dei fascisti pronti a liberare Mussolini13 o a informare i tedeschi e la presenza, per di piú, di un certo numero di marinai tedeschi14. Il fatto è che l'attivismo dei servizi segreti tedeschi aveva fatto crescere a dismisura a Roma il timore che questi stessero per individuare, se già non lo avevano fatto, il luogo in cui si trovava Mussolini. Se a ciò si aggiunge che nei primi giorni di agosto era stato scoperto che alcuni fascisti di Littoria stavano progettando un colpo di mano con barche da pesca per liberare Mussolini15 e che il 6 agosto il maresciallo maggiore dei carabinieri Osvaldo Antichi, responsabile della custodia diretta di Mussolini a Ponza (cosí poi a La Maddalena e sul Gran Sasso) e successivamente membro del Fronte militare clandestino, aveva informato il generale Cerica della «rilassatezza» della sorveglianza attorno al prigioniero, non è difficile capire perché Roma decise improvvisamente di trasferire su due piedi Mussolini e, non avendo alcuna idea sul dove, finí per scegliere La Maddalena, pensando che, essendo una delle principali basi della Marina, costituisse il luogo piú sicuro e atto a impedire eventuali colpi di mano. Né è da escludere che alla scelta contribuissero la diffidenza e lo scetticismo di buona parte dei vertici militari verso la polizia e la sopravvalutazione dell'efficienza e della fedeltà dei propri uomini e di quelli della Marina. Significativo in questo senso è che, per quel che se ne sa, la decisione fu presa da Badoglio, dal ministro della Marina De Courten, da Cerica e da Acquarone senza interpellare Senise.

9

安蒂基多年后应宪兵将军菲利波·卡鲁索(Filippo Caruso)的要求所撰写的一份报告,提供了现存史料中最精准的时间线索与事实细节。该报告16写道:
“8月5日,我在蓬扎岛登上一艘护卫舰前往加埃塔,随即转乘火车抵达罗马。我当面向宪兵总指挥汇报了岛上局势及墨索里尼的精神状态。切里卡将军让我把汇报内容当面向一位王室显贵重述了一遍——我事后才得知此人正是宫内府大臣阿夸罗内伯爵;阿夸罗内听完汇报后离开了约莫半小时,返回后指示我做好准备,称将安排将其转送别处。次日即8月6日我返回蓬扎岛,当晚接到加密电报通知:7日凌晨3时许,一艘驱逐舰将在外海锚泊,接运墨索里尼及其护卫随行人员。直到动身前一小时,墨索里尼才得知行程。他穿好衣服,喝了一杯牛奶,随后我们乘坐预先备妥的驳艇登上了‘黑豹’号驱逐舰——正如在远海等候我们的水手所言,这是一艘从土伦港缴获自法国人的驱逐舰。该舰由毛杰里海军少将指挥,墨索里尼正是从他口中得知我们的目的地是拉马达莱娜岛。我们在风暴肆虐的第勒尼安海中航行,当日下午13时许驱逐舰靠泊拉马达莱娜岛。”

正如塞尼塞早已料到的那样,拉马达莱娜岛的方案绝未优于蓬扎岛17。墨索里尼的抵达并未瞒过外界视线,尽管对其人身实施了最为严苛的监控(在其羁押居所韦伯别墅〔villa Weber〕内派驻了12名警卫,别墅近郊则部署了约百名宪兵与警察,而海军依据德库尔滕经毛杰里当面下达给布里沃内西〔Brivonesi〕海军少将的命令,对海湾航道实行“最高警戒”,“以防德国发动突袭”18),墨索里尼依然与外界保持着接触:部分属于经批准的接触,如与本堂神父萨尔瓦托雷·卡普拉(Salvatore Capula)的会面;部分则完全是秘密联络,例如与邻近别墅业主阿尔多·基里科(Aldo Chirico)医生的往来——基里科是墨索里尼在罗马短暂受押期间所结识的埃托雷·基里科(Ettore Chirico)上校的亲戚,他一获悉墨索里尼驻留该处,便通过负责为墨索里尼洗涤衣物的韦伯别墅门房之女玛丽亚·佩多利(Maria Pedoli)设法与其建立了联系。正是从基里科手中,墨索里尼获得了一份关于7月25日后局势演变的书面简报(据称长约两页公文纸)。按照安蒂基1958年的说法,8月中旬驻防在萨索罗索(Sasso Rosso)地区的两名海防民兵(Milmart)军官一旦获悉墨索里尼羁押在拉马达莱娜,竟策划了一项营救方案,企图用摩托艇将其运往外海转交接应的德国水上飞机;该行动原定于8月15日夜间实施,但因行动前两天夜间警戒哨在韦伯别墅附近撞见一名行迹可疑的男子而告吹:警卫戒备随即加强,两名军官亦因此放弃了原计划。然而,这一说法纯属事隔多年的私下吐露,且在安蒂基为卡鲁索将军所撰写的正式报告中未见任何痕迹,因而不足为信19

Un rapporto redatto anni dopo dall'Antichi, su richiesta del generale dei carabinieri Filippo Caruso, offre gli elementi temporali e di fatto piú precisi tra quelli disponibili. In esso16 si legge:
Il 5 agosto m'imbarcai a Ponza su una corvetta che mi portò a Gaeta donde proseguii in treno per Roma. Riferii personalmente al Comandante generale dell'Arma sulla situazione e sul morale di Mussolini. Il generale Cerica mi fece ripetere quanto gli avevo detto ad un'alta personalità della Real Casa – seppi poi trattarsi del Ministro conte Acquarone –, il quale, dopo avermi ascoltato, si assentò per una buona mezz'ora e, ritornato, disse di tenermi pronto perché si sarebbe provveduto a trasferirlo altrove. Ritornai a Ponza il 6 successivo ed in serata un telegramma cifrato avvertiva che verso le ore 3 del giorno 7 un cacciatorpediniere avrebbe attraccato al largo per imbarcare Mussolini e la scorta. Mussolini venne preavvisato del viaggio soltanto un'ora prima. Si vestí, sorbí una tazza di latte ed insieme, a mezzo d'una imbarcazione preventivamente disposta, raggiungemmo il Pantera, cacciatorpediniere rilevato ai francesi dal porto di Tolone, come mi dissero i marinai che ci attendevano al largo. Era comandato dall'ammiraglio Maugeri, dal quale Mussolini apprese che eravamo diretti a La Maddalena. Attraversammo il Tirreno, in burrasca, e verso le ore 13 dello stesso giorno il cacciatorpediniere attraccò a La Maddalena.

Come Senise aveva subito previsto, la soluzione La Maddalena non si dimostrò affatto migliore di quella Ponza17. L'arrivo di Mussolini non passò inosservato e nonostante la piú severa sorveglianza esercitata attorno alla sua persona (a villa Weber, dove fu alloggiato, vi erano dodici uomini di guardia e negli immediati dintorni della villa era dislocato un centinaio tra carabinieri e agenti di polizia, mentre la Marina, secondo gli ordini di De Courten trasmessi personalmente da Maugeri all'ammiraglio Brivonesi, teneva sotto «massima sorveglianza» l'estuario «per evitare qualche colpo di mano tedesco»18) egli continuò ad avere contatti con l'esterno, alcuni autorizzati, quelli con il parroco don Salvatore Capula, alcuni clandestini, come quelli con il proprietario di villa Weber che viveva in una villa vicina, il dottor Aldo Chirico, parente del colonnello Ettore Chirico che Mussolini aveva conosciuto durante la sua breve detenzione romana, che appena seppe della sua presenza si adoperò per entrare in contatto con lui tramite la figlia del guardiano di villa Weber, Maria Pedoli, che si occupava di lavargli la biancheria. Fu proprio dal Chirico che Mussolini ebbe una breve relazione scritta (sembra due fogli protocollo) su quanto era accaduto dopo il 25 luglio. Secondo quanto affermato nel 1958 dall'Antichi, a metà agosto due ufficiali della Milmart, il cui reparto era di stanza in località Sasso Rosso, appena conosciuta la presenza di Mussolini alla Maddalena, avrebbero addirittura elaborato un piano per liberarlo, portarlo con un motoscafo al largo dove sarebbe stato in attesa un idrovolante tedesco. L'operazione avrebbe dovuto essere messa in atto nella notte del 15 agosto, ma sarebbe andata a monte perché due notti prima le forze addette alla sorveglianza avrebbero sorpreso un uomo che si aggirava con aria sospetta nei pressi di villa Weber: da qui un aumento della sorveglianza e il desistere dal loro piano da parte dei due ufficiali. La notizia, frutto di confidenze posteriori di vari anni e della quale non vi è traccia alcuna nel rapporto che l'Antichi stese per il generale Caruso, non è però credibile19.

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截至8月11日,德国人尚完全不知道墨索里尼身在拉马达莱娜岛,意方亦未怀疑到德方已有所察觉;然而,指挥驻撒丁岛意军的巴索(Basso)将军却认为有责任敦促索里切将囚犯转移至别处。

他在致索里切的信中写道20:“谨此陈明,在相关水域〔指面对韦伯别墅的水域〕巡弋着大量用于维持科西嘉海上交通及护卫帕劳(Palau)同盟后勤基地的盟军舰艇(而我方舰艇极少)。此种局面难保不致发生意外纰漏。窃以为将该重要人物转移他处更为妥当;若势必仍留岛屿,亦宜迁往撒丁岛内陆山区之某一村镇,彼处之警戒监视当可做到更为绝对与森严。”

L'11 agosto i tedeschi non avevano ancora alcuna idea che Mussolini fosse alla Maddalena, né da parte italiana si sospettava che potessero saperlo, eppure il generale Basso, comandante le forze italiane in Sardegna, sentí il dovere di sollecitare Sorice a trasferire altrove il prigioniero.

Faccio presente – gli scriveva20 – che in quelle acque [prospicienti villa Weber] esistono numerosi mezzi navali alleati (e pochissimi nostri) adibiti al traffico marittimo con la Corsica ed alla difesa della base logistica alleata di Palau. Questa situazione può non far escludere la possibilità di inconvenienti. Reputerei piú conveniente che il personaggio fosse trasferito altrove e, ove forzatamente debba permanere nelle isole, in uno dei paesi montani interni della Sardegna, dove la sorveglianza potrebbe essere piú assoluta e rigorosa.

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几乎可以肯定,正是基于巴索将军的这一进言,塞尼塞才再次向巴多格里奥提出这一全盘问题,向其力陈“绝对必须由一名警察省长级官员主持前领袖的看押,而非如目前这般仅委派一名宪兵基层下级军官”,并推荐了波利托的人选。巴多格里奥接受了该提议,但坚持要亲自当面下达相关训令。

元帅对波利托交代称:武装守卫力量必须坚决击退任何营救墨索里尼的企图,在任何情况下绝不能将其移交给企图实施营救者。

带着这番严正训示,波利托于8月14日赶赴拉马达莱娜岛实地考察局势,但借用塞尼塞的话来说21,“他返回时神色极度惶惑不安”:
当地比文托泰内岛还要不安全,不仅到处都是德国水兵,而且尽管采取了一切防范措施,墨索里尼在此的消息早已暗中蔓延开来。总之,必须立即转移至更适宜之地。

面对如此明确坚决的表态,巴多格里奥于8月16日通报切里卡:看押墨索里尼的职责已全权移交予波利托,并责成塞尼塞与波利托着手研究应采取的替代安置方案。

此前,这位警察总监曾考虑过那不勒斯的蛋堡(Castel dell'Uovo)或圣埃尔莫城堡(Sant'Elmo);但该方案因被认为缺乏可行性而遭否决。此时,塞尼塞与波利托转而考虑远离居民点、但便于从罗马迅速抵达的某座乡间庄园别墅。

依照塞尼塞的记述22,波利托本人亦将举家迁入该别墅,对外谎称该囚犯是一位抱病在身、需静养避世的亲戚;内部服务则由绝对忠诚可靠的警员承担,如此即可免去那些引人注目、迟早会招致外界猜疑的大规模戒备阵仗。

说干就干,就在8月16日当天,波利托在佩拉吉中校的陪同下启程前往翁布里亚(Umbria)寻觅适宜的庄园。他们最终选中了距佩鲁贾(Perugia)14公里处的贡扎加侯爵夫人(marchesa Gonzaga)庄园,并随即将其征用。然而在次日傍晚的返程途中,两人乘坐的汽车在圣杰米尼(Sangemini)附近冲出路面发生车祸。佩拉吉在事故中当场丧生,波利托身负重伤被送往医院抢救,生死悬于一线23

Fu quasi certamente in seguito a questo passo del generale Basso che Senise ripropose tutta la questione a Badoglio, facendogli presente «la necessità assoluta che alla custodia dell'ex duce presiedesse non, come era in atto, un semplice ufficiale subalterno dei carabinieri, ma un prefetto funzionario di polizia» e proponendogli il nome di Pòlito. Badoglio accettò la proposta, ma volle impartire personalmente le relative istruzioni.

Gli disse cosí che la forza avrebbe dovuto opporsi a qualsiasi tentativo per liberare Mussolini e, ad ogni modo, non avrebbe dovuto mai consegnarlo a coloro che avessero tentato l'impresa di liberarlo.

Con questo viatico il 14 agosto Pòlito si recò a La Maddalena per rendersi conto de visu della situazione, ma, per dirla con Senise21 – «ne tornò subito assai sconcertato»:
la località era ancor meno sicura di Ventotene, formicolava anche di marinai tedeschi e, malgrado ogni cautela, vi serpeggiava già la notizia della presenza di Mussolini. In conclusione, si imponeva un nuovo trasferimento in luogo piú adatto.

Di fronte ad una presa di posizione cosí netta, Badoglio, il 16 agosto, informò Cerica che la responsabilità della custodia di Mussolini era trasferita a Pòlito e incaricò Senise e lo stesso Pòlito di studiare la soluzione da adottare.

In precedenza il capo della polizia aveva pensato a Castel dell'Uovo o a Sant'Elmo, a Napoli; la sua proposta non era stata però accolta perché ritenuta inattuabile. Ora Senise e Pòlito si orientarono verso qualche villa di campagna lontana dai centri abitati, ma facilmente raggiungibile da Roma.

Anche Pòlito – secondo quanto scritto da Senise22 – vi si sarebbe trasferito con la sua famiglia e avrebbe fatto passare il prigioniero per un parente malato e bisognoso di solitudine. Fedelissimi agenti avrebbero provveduto ai servizi e si sarebbe cosí potuto fare a meno di quei vistosi apparati che danno all'occhio e presto o tardi mettono in sospetto.

Detto fatto, il 16 agosto stesso Pòlito, accompagnato dal tenente colonnello Pelaghi, partí per l'Umbria per cercare la villa adatta. La scelta cadde su quella della marchesa Gonzaga, a quattordici chilometri da Perugia che venne subito requisita. Sulla via del ritorno, la sera successiva la vettura sulla quale i due viaggiavano andò però fuori strada in prossimità di Sangemini. Nell'incidente Pelaghi trovò la morte, Pòlito rimase gravemente ferito e dovette essere ricoverato in clinica tra la vita e la morte23.

12–13

波利托的意外退出导致整个行动陷入停顿,塞尼塞不得不另选干吏接手执行。他挑中了的里雅斯特警察局长(questore di Trieste)、总督察朱塞佩·格利(Giuseppe Gueli)。格利精明能干,但在心性骨气上却被证实与波利托迥异,且对此前内情一无所知;因此他被紧急召至罗马,随后又被派往拉马达莱娜岛摸清底细并建立必要联络。返抵首都后,格利受到巴多格里奥召见,元帅向他重申了曾对波利托交代过的训令——据格利在墨索里尼获释后从维也纳呈送给他的一份备忘录所载24,当塞尼塞召其赴京接替波利托时,曾更为露骨严酷地向其预先传达了这番意思。在这次召见中,或在此前通过塞尼塞之口(具体细节尚不明确,正如重新定夺关押地的原委同样不甚明了25),元帅告知他已选定大萨索山(Gran Sasso)上帝王台(Campo Imperatore)作为墨索里尼的新羁押地26。尽管一切均在以极高效率推进,但与若非波利托遭遇意外本应实施转移的时间相比,这一变故依然导致从拉马达莱娜的撤离耽搁了约莫一周。话虽如此,同样应当指出的是,与某些人所认定的相反,8月27日至28日夜间从拉马达莱娜岛的撤离行动,既非由于一架来自科西嘉的德军战机超低空掠过韦伯别墅所致,亦非因掌握了德军正在酝酿突袭的确凿情报——意方对此毫不知情;而突袭之所以尚未发生,纯粹是因为希特勒在最后关头选择按兵不动,认定有关墨索里尼身在拉马达莱娜的情报尚不够确凿,且唯恐旨在营救他的军事行动会为意大利人脱离轴心国集团提供借口。

L'uscita di scena di Pòlito provocò una battuta d'arresto nell'operazione e Senise dovette trovare un altro funzionario a cui affidarne l'esecuzione. La sua scelta cadde sul questore di Trieste, l'ispettore generale Giuseppe Gueli, un funzionario abile, ma che si sarebbe dimostrato di una tempra diversa da quella di Pòlito e che era all'oscuro di tutto, sicché dovette essere convocato a Roma e poi inviato alla Maddalena perché potesse rendersi conto della situazione e prendere gli opportuni contatti. Rientrato nella capitale il Gueli fu ricevuto da Badoglio che gli ripeté le istruzioni che aveva già dato a Pòlito e che – secondo quanto il Gueli avrebbe scritto in una memoria indirizzata a Mussolini da Vienna dopo che questi era stato liberato24 – gli erano state anticipate piú crudamente da Senise allorché l'aveva convocato a Roma per affidargli la successione di Pòlito. In questa occasione o già prima, tramite Senise – la cosa non è chiara, cosí come non sono chiare le ragioni del ripensamento25 – il maresciallo lo informò di aver scelto per Mussolini Campo Imperatore sul Gran Sasso26. Per quanto tutto fosse fatto con la massima celerità, ciò comportò un ritardo di circa una settimana rispetto a quando il trasferimento dalla Maddalena avrebbe avuto luogo se Pòlito non fosse uscito di scena. Detto questo, va per altro detto anche che, contrariamente a quanto ritenuto da alcuni, il trasferimento da La Maddalena, nella notte tra il 27 e il 28 agosto, non fu provocato dal sorvolo a bassissima quota di villa Weber da parte di un aereo tedesco proveniente dalla Corsica né da concrete informazioni su un prossimo colpo di mano tedesco che era in preparazione, ma di cui nulla da parte italiana si sapeva. E che se non aveva avuto già luogo era stato solo perché Hitler all'ultimo momento aveva preferito soprassedere, non ritenendo sufficientemente sicure le notizie raccolte sulla presenza di Mussolini a La Maddalena e temendo che un'azione militare per liberarlo offrisse agli italiani il pretesto per staccarsi dall'Asse.

13–14

8月中旬,德国海军(Kriegsmarine)冯·坎普茨(von Kamptz)上尉偶然发现了墨索里尼身在拉马达莱娜的首批蛛丝马迹,但他未能核实真伪;于是核查可靠性的任务被交由海军中校许内乌斯(Hunaeus)负责,鉴于其担任意大利驻撒丁岛海军司令部的德方联络官,拥有更大的活动自由度。党卫队瓦格尔(Warger)中尉被假借译员身份派去协助他,瓦格尔隶属于奥托·斯科尔兹内(Otto Skorzeny)上尉的特种部队,而希特勒早在7月25日政变后不久便已责成斯科尔兹内与施图登特(Student)将军通力合作营救墨索里尼27。两人轻而易举地搜集到了更为翔实的情报28,以至于8月16日施图登特将军认为必须亲赴希特勒的大本营,当面汇报查明的情况,呈交他拟定的营救行动方案,并请求批准付诸实施。然而与人们通常的设想相反,希特勒尽管批准了该方案并同意为施图登特部队调配一个水上飞机中队,却并未批准立即采取行动。促成这一决定的原因,极有可能是因为就在那几天隆美尔(Rommel)向元首汇报称,其“从可靠渠道”获悉墨索里尼正被关押在拉斯佩齐亚的一艘战列舰上,目前正在核实确证;不过,最根本的决定性动机正如我们前述所言,乃是政治考量:避免使同罗马本已剑拔弩张的关系急剧恶化,不给巴多格里奥政府撕毁盟约脱离轴心集团提供口实。正如施罗德(Schröder)精辟指出的那样29

Le prime tracce della presenza di Mussolini alla Maddalena erano state casualmente trovate verso la metà di agosto dal capitano della Kriegsmarine von Kamptz che non era però riuscito a controllarle, sicché l'incarico di verificarne l'attendibilità era stato affidato al capitano di fregata Hunaeus, che, data la sua posizione di ufficiale di collegamento presso il comando della Marina in Sardegna, aveva maggiori possibilità di movimento. A lui era stato affiancato, sotto le mentite vesti di interprete, il tenente Warger delle SS, in forza presso il gruppo speciale del capitano Otto Skorzeny a cui Hitler aveva affidato subito dopo il 25 luglio il compito di collaborare con il generale Student per liberare Mussolini27. I due non avevano avuto difficoltà a raccogliere notizie piú precise28, sicché il 16 agosto il generale Student si era sentito in dovere di recarsi al quartier generale di Hitler per informarlo personalmente di quanto appurato, sottoporgli il piano d'azione da lui elaborato per liberare Mussolini e chiedergli l'autorizzazione a procedere alla sua esecuzione. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, Hitler, pur approvando il piano e accettando la richiesta di assegnare alle forze di Student anche una squadriglia di idrovolanti, non aveva autorizzato per il momento l'azione. A questa decisione contribuí assai probabilmente il fatto che proprio in quei giorni Rommel lo aveva informato di aver saputo «da fonte attendibile» che Mussolini era tenuto prigioniero su una corazzata a La Spezia e che erano in corso indagini per aver conferma della notizia. Il motivo decisivo dovette essere però, come già abbiamo detto, di natura politica: non far precipitare i già tesi rapporti con Roma e non offrire al governo Badoglio l'alibi per sganciarsi dall'alleanza. Come giustamente ha scritto lo Schröder29,

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希特勒毫不犹豫地下令施图登特在“橡树行动”框架下做好突击韦伯别墅的一切必要准备。这一计划在实施上相对容易:鉴于德国舰船频繁停靠该岛港口,德军完全有可能神不知鬼不觉地将党卫队“帝国领袖”突击旅(Sturmbrigade ‘Reichsführer SS’)的部分部队从科西嘉调往拉马达莱娜,从而发动一次出其不意的闪电突袭解救墨索里尼。然而,尽管实施“橡树行动”的时机十分有利,希特勒依然认为应当审时度势,将发动一场如此赤裸裸针对意大利现政府的军事行动的最终命令,视政治局势的演变而定。

总而言之,墨索里尼之所以能被运离拉马达莱娜岛并在当时暂时避开德国人的掌握,端赖希特勒本人的审慎与迟疑所赐。

前一天傍晚在接到法约拉中尉关于即将启程的预先通知后,8月28日凌晨,墨索里尼登上一架涂有红十字标志的水上飞机;经过一个半小时的飞行,飞机降落在布拉恰诺湖畔(lago di Bracciano)的维尼亚迪瓦莱(Vigna di Valle)水上机场30。从那里,囚犯被安置进一辆救护车,在三辆汽车的护卫下(车上随行人员包括格利督察、法约拉中尉和安蒂基军士长等人)被押送至阿奎拉省(provincia dell'Aquila)的阿塞尔吉(Assergi)。该地正是大萨索山缆索铁道的山下始发站所在,在其附近为他征用了一所名为“小别墅”(La villetta)的住宅;在接下来的数日内,这里便成为墨索里尼幽禁生涯的第三处关押所31

Hitler non esitò a dare a Student l'incarico di fare i preparativi necessari nel quadro dell'operazione «Eiche» per un colpo di mano contro villa Weber. Questo piano doveva essere relativamente facile a realizzarsi: dato che navi tedesche approdavano continuamente al porto dell'isola, vi era la possibilità di trasferire delle truppe appartenenti alla Sturmbrigade ‘Reichsführer SS’ dalla Corsica a La Maddalena senza dare nell'occhio e di tentare un colpo di mano a sorpresa per la liberazione di Mussolini. Ma per quanto l'occasione per l'esecuzione dell'operazione «Eiche» fosse favorevole, Hitler ritenne opportuno subordinare l'ordine definitivo per l'inizio di un'azione militare cosí chiaramente diretta contro il governo italiano in carica, allo sviluppo della situazione politica.

In conclusione, se Mussolini poté essere portato via dalla Maddalena e sottratto per il momento ai tedeschi ciò fu dovuto a Hitler.

Preavvertito la sera precedente della prossima partenza dal tenente Faiola, nelle primissime ore del mattino del 28 Mussolini fu imbarcato su un idrovolante con i contrassegni della Croce Rossa che, dopo un'ora e mezzo di volo ammarò a Vigna di Valle, sul lago di Bracciano30. Da qui il prigioniero, con un'autoambulanza scortata da tre vetture sulle quali, tra gli altri, erano l'ispettore Gueli, il tenente Faiola e il maresciallo Antichi fu condotto in provincia dell'Aquila, ad Assergi, dove era la stazione inferiore della funivia del Gran Sasso e in prossimità della quale era stata requisita per lui una casa nota come «La villetta» che, per qualche giorno, divenne la terza residenza di Mussolini prigioniero31.

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宪兵总指挥部于1945年1月31日呈交制裁法西斯高级专员公署(Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo)的关于“营救墨索里尼”的报告表明32,早在8月26日傍晚,便有一支由43名宪兵与30名治安警察(guardie di pubblica sicurezza)组成的警卫分队在此等候该囚犯,配备有两挺重机枪和两挺轻机枪,不久后又增配了一个拥有6条警犬的军犬分队。这一兵力部署从一方面看显得过度铺张,势必引人侧目并激起公众好奇,加之“墨索里尼抵达后的约四天内,缆车仍照常运营,因为帝王台饭店里仍住有大约二十名伤兵和避暑度假者”(直到当局决定将过于暴露的“小别墅”中的墨索里尼迁往山巅饭店时才将他们清场),以至于短短两天内前“领袖”在当地的消息便在周边区域乃至阿奎拉市内不胫而走33;从另一方面看,若真要抵御德军的正面进攻,这支兵力又完全不敷所用——相较之下,帝王台饭店则要易守难攻得多,该处只能经由缆车抵达,或穿越一片被该饭店所居高临下瞰制的高原旷野(海拔2112米,正如墨索里尼对其看守所言,乃是“世界上最高的监狱”),抑或从空中突袭,尽管当时谁也未曾料想过“绝无可能”的空降突击。这便解释了为何在9月3日(即明确规定将墨索里尼移交盟军的停战协定签署的同一天),罗马下达了将囚犯由“小别墅”转移至山巅饭店的指令34

Dalla relazione sulla «liberazione di Mussolini» inviata il 31 gennaio 1945 all'Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo dal Comando generale dei Carabinieri32 risulta che sin dalla sera del 26 agosto era in attesa del prigioniero un distaccamento di 43 carabinieri e 30 guardie di pubblica sicurezza con due mitragliatrici e due fucili mitragliatori ai quali si sarebbe aggiunto di lí a poco un gruppo cinofilo con sei cani lupo. Un dispiegamento di forze per un verso eccessivo, in quanto non poteva non dare nell'occhio e suscitare curiosità, tanto piú che, «per circa quattro giorni dall'arrivo di Mussolini, il servizio della funivia continuò a funzionare, poiché ancora all'albergo Campo Imperatore alloggiavano una ventina di militari feriti e dei villeggianti» (che furono sgomberati solo quando fu deciso di trasferire Mussolini dalla troppo esposta «La villetta» all'albergo sulla montagna), sicché bastarono un paio di giorni perché la notizia della presenza dell'ex «duce» prendesse a circolare nella zona e anche all'Aquila33; per un altro verso insufficiente se si fosse trattato di sostenere un attacco tedesco, assai meglio fronteggiabile invece a Campo Imperatore, accessibile solo o servendosi della funivia o attraverso un vastissimo pianoro sul quale dominava l'albergo (sito a 2112 metri, «la piú alta prigione del mondo» come Mussolini avrebbe detto ai suoi guardiani) ovvero dall'aria, anche se nessuno prese in considerazione l'«impossibile» eventualità di un attacco dal cielo. Il che spiega perché il 3 settembre (lo stesso giorno della firma dell'armistizio che prevedeva esplicitamente la consegna di Mussolini agli Alleati) arrivò da Roma l'ordine di trasferire il prigioniero da «La villetta» all'albergo sulla montagna34.

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墨索里尼在帝王台度过的这十天,无疑是其整个被囚禁时期在历史上最为重要的阶段,也是理解其在被德军解救后政治行止的关键转折点。

在被拘禁的初期——即在蓬扎岛期间,且在很大程度上其后亦是如此——正如我们此前指出的那样35,墨索里尼的心境陷入了彻底的颓丧与消沉,以至于几乎完全感受不到外界消息彻底断绝所带来的沉重压迫(直到8月19日,他甚至连儿子维托里奥〔Vittorio〕的下落都一无所知)。他唯一存在、或至少最为强烈的情感——一如我们此前所言——是对“他的”罗马涅(Romagna)故土那份撕心裂肺般的刻骨思念。

I dieci giorni trascorsi da Mussolini a Campo Imperatore sono certamente i piú importanti storicamente di tutto il periodo della sua detenzione e costituiscono un momento essenziale per la comprensione del suo comportamento dopo la liberazione ad opera dei tedeschi.

Nel primo periodo della detenzione, a Ponza, ma in buona misura anche dopo, lo stato d'animo di Mussolini – lo abbiamo già detto35 – era stato di totale prostrazione e di abbattimento che erano giunti al punto di non fargli sentire neppure il peso della pressoché totale mancanza di notizie nella quale era tenuto (sino al 19 agosto persino sulla sorte del figlio Vittorio). Il suo unico o, almeno, piú vivo sentimento era stato – lo abbiamo pure già detto – uno struggente e nostalgico desiderio della «sua» Romagna.

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即便他全神贯注地读完了里乔蒂(Ricciotti)神父所著的《耶稣基督传》(Vita di Gesú Cristo)——正如他在8月5日致迪耶斯神父并将该书连同1000里拉(“由您按最妥当的方式支配”)一同赠予时所写,称其为“一部令人心潮澎湃、一口气读完的杰作”——并请求为亡子布鲁诺的“灵魂”做一场追思弥撒36,但在我们看来,这既不足以构成如迪耶斯神父所断言的那种“重归上帝”的证据37,亦无法证明在那几周里宗教信仰成为了其思想的核心。

关于里乔蒂神父的那本书,绝不可忽视的事实是:那是当时墨索里尼手头仅有的寥寥数本书籍之一38;且据迪耶斯神父本人所知,墨索里尼在蓬扎岛阅读时所作的下划线与旁注,关涉的并非宗教教义层面的重要段落或概念,而是犹大的背叛、使徒的逃散、耶稣在至暗绝境时刻所处的彻底孤独等具体情节——在他当时那般特殊的心理状态下,他无疑是以一种近乎自传式的隐喻来解读这些场景的39。至于为亡子举行弥撒的愿望,仅凭其对布鲁诺非同寻常的挚爱(他在7月30日致妻子的信中写道:“在这第二个令人心碎的忌日来临之际,布鲁诺一直、且此时此刻仍与我同在”40),以及其性格深处植根于纯朴农民传统的质素,便足以解释清楚。在我们看来,即便援引他于8月31日在“小别墅”致其妹埃德维杰(Edvige)信中的如下段落,亦无法为迪耶斯神父的论点提供佐证41
“在某座岛上,时隔四十年后,我开始重新走近宗教。一位声誉卓著的本堂神父曾为此悉心引导。随后我离开了该处,他的辛劳遂告中断。无论如何,在我威尼斯宫书桌台灯旁摆放的一个文件夹里(我曾徒劳地索要过它),有一份我亲笔写下的遗嘱(1943年5月),其文曰:‘我生为罗马天主教徒,亦愿死为罗马天主教徒。我不希冀任何形式的葬礼与丧仪礼遇。’特将此遗愿告知于你。”

Anche l'interesse da lui messo nel completare la lettura della Vita di Gesú Cristo di padre Ricciotti, «un libro esaltante che si legge veramente tutto di un fiato», come scrisse il 5 agosto a don Dies inviandoglielo in dono insieme a mille lire («di cui disporrete nel modo piú conveniente») e la richiesta di celebrare una messa in suffragio dell'«anima» del figlio Bruno36, non ci pare autorizzi a parlare né di un «ritorno a Dio», come ha fatto il Dies37, né a porre il fatto religioso al centro dei suoi pensieri in quelle settimane.

Per quel che riguarda il libro del Ricciotti, non bisogna sottovalutare il fatto che era uno dei pochissimi libri che in quel momento aveva a disposizione38 e che, per quel che se ne sa dallo stesso don Dies, le sottolineature, i segni da lui fattivi a Ponza non riguardavano passi o concetti significativi sotto il profilo religioso, ma episodi, quali il tradimento di Giuda, la fuga degli apostoli, la solitudine nella quale Gesú si era trovato nel momento supremo, che nella sua particolare condizione psicologica di quei giorni doveva aver letto in una chiave quasi autobiografica39. Quanto poi al desiderio che fosse celebrata una messa in suffragio del figlio, a spiegarlo bastano il suo particolare affetto per Bruno («Bruno è stato ed è con me in questi giorni nei quali il secondo triste anniversario cade» scrisse il 30 luglio alla moglie40) e quel tanto della sua personalità che affondava le radici nella sana tradizione contadina. Né a convalidare l'affermazione di don Dies ci pare si possa addurre questo passo della lettera che il 31 agosto scrisse da «La villetta» alla sorella Edvige41:
in una isola avevo cominciato, dopo quarant'anni, il mio avvicinamento alla religione. Se ne occupava un parroco di fama ottima. Poi sono partito e la di lui fatica rimase interrotta. Ad ogni modo in una delle cartelle che tenevo vicino al lume sul mio tavolo di lavoro a palazzo Venezia e che ho invano chiesto, c'è di mio pugno un testamento (maggio 1943), che dice: «Nato cattolico, apostolico romano, tale intendo morire. Non voglio funerali e onori funebri di nessuna specie». Porto a tua conoscenza questa mia volontà.

18–19

这段文字引发的首要思考在于:这一“走近宗教”(这与真正的“重归上帝”殊为两事)并非发生在墨索里尼未与迪耶斯神父发生直接接触的蓬扎岛,而是发生在拉马达莱娜岛;在那里,他曾与萨尔瓦托雷·卡普拉神父进行了数次交谈(据称有四次,卡普拉神父始终拒绝透露谈话内容)42;然而一旦离开拉马达莱娜,这种接触便停留在最初萌芽状态。没有任何依据表明在被囚禁的最后阶段,墨索里尼曾流露出续接与卡普拉神父开启的话题的意愿。第二重观察则关涉上述引文所处的具体语境:它出现在一封长信的末尾部分43,而该信的核心主旨乃是其身体状况、幽闭境遇,尤其是其精神状态。从这一语境中,清晰地展现出同一种心理态度的两个侧面:其一是对于毛杰里、波利托、格利以及负责看守的宪兵与警员向其断续透露的政治与军事局势,表现出极其深沉的漠不关心与疏离感:
“就我个人而言,我认为自己已是一个四分之三的死人。剩下的不过是一具自十个月前便陷入机体衰竭的骨骼与肌肉。对过去休提半字,过去亦已随之俱亡。我毫无留恋,亦无所希求……
在数周时间里,我在精神上陷入彻底的孤立隔绝:来自外界的仅有一封戈林的电报和元首的一份赠礼。随后我收到过战报。其余消息则零星罕见。我自己亦只愿获悉最不可或缺的消息。我甚至不想要报纸。正如你所知,我们的名字已被取缔、唾弃、抹杀……”
其二则是同样深沉的渴望,期盼能早日获准“前往罗卡,并在那里安然等待我余生的终结——我但愿这终结早日降临”。正是在此处,墨索里尼顺笔提及了“走近宗教”。然而其表述方式却极为异寻常,纯属顺带提及(en passant),甚至用了“顺便提一句”(a proposito)作为引子;这足以说明他对该事其实何等漫不经心,之所以提起,不过是为了向其妹表明心愿:当死神最终降临时,切莫举行“任何形式”的丧礼。

Una prima considerazione suscitata da queste righe è che l'«avvicinamento alla religione» (cosa diversa da un vero e proprio «ritorno a Dio») non si sarebbe verificato a Ponza, dove Mussolini non ebbe contatti diretti con don Dies, ma alla Maddalena, dove invece ebbe alcuni colloqui (sembra quattro) con don Salvatore Capula (che si è sempre rifiutato di rivelarne gli argomenti)42, ma che, lasciata la Maddalena, sarebbe comunque rimasto allo stato iniziale. Niente offre infatti appiglio per pensare che nell'ultimo periodo della detenzione Mussolini mostrasse il desiderio di riprendere il filo del discorso iniziato con don Capula. Una seconda osservazione concerne il contesto in cui era inserito il passo citato; nella parte conclusiva cioè di una lunga lettera43 il cui tema centrale era costituito dalle sue condizioni fisiche, l'isolamento in cui viveva e soprattutto il suo stato d'animo. Da questo contesto emergono due aspetti di uno stesso atteggiamento psicologico. Un profondo disinteresse e distacco dalle vicende politiche e militari delle quali Maugeri, Pòlito, Gueli, i carabinieri e gli agenti addetti alla sua sorveglianza gli avevano dato e gli davano qualche sommaria notizia:
per quanto mi riguarda io mi considero un uomo per tre quarti defunto. Il resto è un mucchio di ossa e muscoli in fase di deperimento organico da dieci mesi a questa parte. Del passato non una parola. Anch'esso è morto. Non rimpiango niente, non desidero niente...
Per alcune settimane il mio isolamento morale è stato assoluto: dal mondo ho ricevuto un telegramma da Goering e un dono dal Führer. Ho poi avuto i bollettini di guerra. Altre notizie sporadiche e rare. Io stesso non desidero che di conoscere l'indispensabile. Nemmeno desidero giornali. Come sai, il nostro nome è bandito, esecrato, cancellato...
E, insieme, un altrettanto profondo desiderio che gli fosse presto concesso di «andare alla Rocca e ivi aspettare tranquillamente la fine, che mi auguro sollecita, dei miei giorni». Era a questo punto che Mussolini inseriva il riferimento all'«avvicinamento alla religione». In modo però tutto particolare, en passant, introducendolo addirittura con un «a proposito» che lascia intendere quanta poca importanza dovesse dare alla cosa e che se ne parlava era per far sapere alla sorella che era sua volontà che, quando la morte fosse finalmente sopravvenuta, non vi fossero funerali «di nessuna specie».

19–20

如果说在致其妹的信中他自称为“四分之三的死人”,那么在之前的数周里,类似的辞藻曾屡次出现在墨索里尼的口头与笔端。在8月24日致法约拉的一封信中,他自称为“这个死讯尚未公布的死者”44。而据曾有机缘目睹这些字条的阿尔蒂耶里(Artieri)所言,佩多利藏在脏衣服里带出韦伯别墅的所有便条,落款一律署为“已故的墨索里尼”(Mussolini, defunto)45。若说他这样做是为了博取怜悯以获取某些细微的实际便利,未免难以令人信服。《沉思录》的整体基调以及我们所知其在那几周里的言谈,高度一致地勾勒出一种被彻底颓丧、对万事万物的冷漠弃绝,以及渴望躲藏入罗马涅故里的罗卡德莱卡米纳泰庄园“销声匿迹”所主导的心境:在这种心境中,既容不下追悔,更容不下东山再起、重登政治舞台的丝毫妄念。如果在向其妹全面描述其处境时自称“四分之三的死人”,那么在与毛杰里少将、安蒂基等人回顾其政治生涯的历程时,他更将其定性为“彻底终结”,毫不含糊地宣称“我实际上已经死了”,其随笔笔记亦充斥着同样的论调46

Se con la sorella si disse «per tre quarti defunto», espressioni consimili erano ricorse piú volte nelle settimane precedenti sulla bocca e negli scritti di Mussolini. In una lettera, scritta al Faiola il 24 agosto, si era definito «questo morto di cui non si annuncia ancora il decesso»44. E a detta dell'Artieri, che ebbe la possibilità di vederli, tutti i bigliettini che la Pedoli portò fuori da villa Weber nascosti nella biancheria sporca erano firmati «Mussolini, defunto»45. Che lo facesse per farsi compatire e trarre qualche piccolo vantaggio pratico non è molto credibile. Il tono generale dei Pensieri e quanto sappiamo dei suoi discorsi in quelle settimane concordano nel delineare uno stato d'animo dominato dall'abbattimento e da una sorta di disinteresse per tutto e dal desiderio di rifugiarsi e «scomparire» in Romagna, alla Rocca delle Caminate: uno stato d'animo in cui non vi è spazio né per i rimpianti né tanto meno per qualsiasi velleità di rivincita, di ritorno sulla scena politica. Se, tracciando un quadro complessivo della sua condizione, con la sorella si diceva «per tre quarti defunto», con l'ammiraglio Maugeri, con l'Antichi e con altri ancora, ripercorrendo le tappe della sua avventura politica, la definiva «finita» e affermava senza mezzi termini «io sono praticamente defunto» e dello stesso tenore erano le sue annotazioni46.

20

在这种精神状态下,真正引起他关切的事唯有一件,真正令其寝食难安的念头亦只有一个:巴多格里奥究竟将如何处置他的命运,以及盟军可能通过武装突袭将他俘获的危险。

此时的他对巴多格里奥已作好了面对任何可能性的准备,甚至包括巴多格里奥已下达将其处死密令的可能。这在事实上极为显著:甚至在获释之后,他仍竭力探求澄清此事,试图从当时均身在北方的格利与法约拉口中查明他们究竟接到过何种实质密令,却始终未能探出究竟47。同样,他绝不排除这位陆军元帅正盘算着将他移交给盟军。这一前景极大加剧了他的惊恐与焦虑,指向此点的史料佐证极为翔实且无可辩驳。然而,相较之下,要确凿判定他对德国可能发动的武装劫夺究竟持何种态度,则要困难得多。

我们此前已经提及,当毛杰里以罗马方面唯恐德国发动突袭并进而促使其在德国支持下重返政治舞台为由,向其解释从蓬扎转移至拉马达莱娜的缘由时,墨索里尼所流露出的强烈愤慨,以及他那斩钉截铁的回答(在海军少将看来这绝非作伪):他绝不会企图依靠德国的庇护重掌大权48。设若他当时确作如是想,便不难理解被德国人“营救”的前景对他而言绝非乐事。在这方面,有两份关于8月17日或18日一架德军战机超低空掠过韦伯别墅的证词颇具深意,尤其是将其互相对照审视时更是如此。在叙述该事件时,安蒂基在为《周刊Incom》撰写的回忆中称,当时与其同在别墅露台上的墨索里尼曾“带着挑衅的口吻”对他说道:“瞧,德国人发现我们了。”然而在给卡鲁索将军的正式报告中,安蒂基转述这句话时措辞略有微调(但这或许并非无关紧要:“瞧,德国人已经发现我们了”),更为关键的是,他对当时说话的语气未着一字。这似乎表明,在通俗周刊上,安蒂基有意迎合公众普遍认定墨索里尼极度渴望被德军营救并重返战场的固有观念,因而添油加醋,而在官方正式报告中他则不敢造次。若采纳这一解释,那么在M. 阿格里科拉与M. 达林巴拉合著的《囚禁中的墨索里尼》(该书大部分取材于宪兵总指挥部泄露出的内线情报以及部分看押人员的私下披露)中的记载便获得了明确含义:正是在德机低空掠过之后,墨索里尼——仿佛旨在促使当局将其转移别处——开始抱怨拉马达莱娜岛的气候,声称此地气候势必彻底摧垮其健康49。这足以证明,他对德国发动突袭的恐惧,丝毫不在对盟军突袭的戒备之下。

In questa condizione psicologica una sola cosa lo interessava e una sola idea lo turbavano veramente. Quale sorte gli riservasse Badoglio e la possibilità che gli Alleati potessero impadronirsi di lui con un colpo di mano.

Da Badoglio ormai si attendeva qualsiasi cosa, anche che avesse dato ordine di ucciderlo. Tanto è vero che anche dopo la liberazione avrebbe cercato di mettere in chiaro la questione e di sapere da Gueli e Faiola, che si trovavano entrambi al nord, quali istruzioni avessero effettivamente avuto, senza però riuscire a scoprire qualcosa47. Cosí come non escludeva affatto che il maresciallo potesse pensare di consegnarlo agli Alleati. E la cosa aggravava di molto il suo turbamento e i suoi timori. Numerose ed inequivoche sono le testimonianze in questo senso. Piú difficile è stabilire con certezza il suo atteggiamento circa l'eventualità di un colpo di mano tedesco.

Abbiamo già parlato della sua indignazione allorché Maugeri gli motivò il trasferimento da Ponza alla Maddalena con il timore nutrito a Roma di un colpo di mano tedesco e di un suo conseguente ritorno sulla scena politica a fianco della Germania e della sua secca risposta (che all'ammiraglio parve sincera): mai avrebbe tentato di tornare al potere con l'appoggio tedesco48. Se la pensava cosí, è facile capire che la prospettiva di essere «liberato» dai tedeschi doveva essergli tutt'altro che gradita. Non prive di significato, specie se viste in relazione l'una con l'altra, sono a questo proposito due testimonianze connesse al sorvolo a bassissima quota, il 17 o il 18 agosto, di villa Weber da parte di un aereo tedesco. Riferendo l'episodio, l'Antichi ha scritto nei suoi ricordi per «La Settimana Incom» che Mussolini, con il quale si trovava in quel momento sulla terrazza della villa, gli avrebbe detto «con accento di sfida»: «vedete, i tedeschi ci hanno individuati». Nel rapporto per il generale Caruso egli riferisce però la frase in modo leggermente diverso (ma, forse, non privo di qualche significato: «vedete, i tedeschi ci hanno già individuati») e – quel che piú conta – non dice nulla circa il tono con cui essa fu pronunciata. Quasi che per un settimanale popolare abbia voluto adeguarsi all'idea prevalente che voleva Mussolini ansioso di essere liberato dai tedeschi e di tornare in campo e, quindi, abbia calcato la mano, cosa che invece non si permise in un rapporto ufficiale. Se si accetta questa ipotesi, acquista allora un preciso significato quanto affermato nel Mussolini in prigionia di M. Agricola e M. Da Limbara (costruito in buona parte su notizie filtrate dal Comando generale dei Carabinieri e su confidenze e indiscrezioni di alcuni addetti alla sorveglianza di Mussolini) e cioè che fu dopo il sorvolo dell'aereo tedesco che Mussolini – quasi cercasse di farsi trasferire altrove – prese a lamentarsi del clima de La Maddalena, dicendo che esso avrebbe finito per rovinare del tutto la sua salute49. Il che proverebbe che temesse un colpo di mano tedesco non meno di uno alleato.

21

在大萨索山幽禁的那些日子,不仅是其整个拘禁期最重要的篇章,亦是史学考订上最难以确凿重构的段落。事实上,或许唯有一点可以断定:所有无论亲临现场还是身处后方亲身经历其事的当事人,要么皆出于强烈的个人动机,视特定时机与交谈对象而定,极力将自己在事件中所扮演的角色置于最有利于自身的聚光灯下;要么便是在事隔经年后,受制于后来的局势变迁、外部信息及心境变化而加以追忆粉饰。

表面上看,在帝王台居留的最初几天在相对平静安宁的气氛中度过。警戒防务工作(包括设在阿塞尔吉与缆车山下站之间的检查哨卡)给人留下了运转高效的印象。在当地既未发现行迹可疑的德国人,亦无任何迹象显示墨索里尼的囚禁所已被侦知。最后,囚犯本人亦过着极有规律的生活。

他被安置在饭店二楼的一套套房中,由门厅、一间卧室、一间小客厅(他在其中进餐:白米饭、鸡蛋、熟洋葱、少量肉食、牛奶和大量水果)及浴室组成;与之一门相通的相邻房间住着负责贴身看押并充当警卫勤务兵的宪兵。根据饭店女秘书留存的笔记(该笔记系宪兵总指挥部于1945年1月转交制裁法西斯高级专员公署的文件之一):
“他习惯在早晨9时许起床,用过简便早餐后下楼至饭店餐厅,与格利督察以及自诩为巴多格里奥心腹密友的法约拉中尉交谈。
他喜欢借助望远镜眺望大萨索山脉的壮丽全景;在那些晴空万里、艳阳高照的日子里,山脉显得格外雄浑挺拔。
中午12点半,墨索里尼上楼回房用午餐,餐食如前所述;下午两点左右,他照例在安蒂基军士长陪同下走出饭店散步……
他时而喜欢散步,时而喜欢坐在饭店门前广场的矮墙上。通常在下午4点半左右返回饭店,有时在回房前会在门卫室驻足向某位警员询问几句。
稍后,他便差人唤格利督察上楼到其套房内攀谈;格利曾称,鉴于墨索里尼极为深邃的才智,与他的交谈度过了其一生中最美好的时光。依我看,他们的谈话多半围绕政治与当前时局展开……
在晚间19点整准时用过晚餐后,他再次下楼来到饭店餐厅,与格利督察、法约拉中尉、安蒂基军士长及另一名军士长玩起他习惯的意大利扫雪牌(scopone,这是他在被囚期间养成的习惯)。他收听饭店里的广播收音机,不论是德国、意大利还是美英的广播皆听。面对广播中针对他个人的侮辱谩骂,他始终面无表情、泰然处之。”

I giorni del Gran Sasso, oltre che i piú importanti di tutto il periodo della sua detenzione, sono anche i piú difficili da ricostruire con sicurezza. Di una cosa sola, forse, si può infatti essere certi: tutti coloro che, in loco o a distanza, li vissero in prima persona o hanno avuto buone ragioni personali per prospettare la parte che vi ebbero nella luce – a seconda del momento e degli interlocutori – per essi piú vantaggiosa o lo hanno fatto ad una certa distanza di tempo sotto il condizionamento di situazioni, notizie e stati d'animo successivi.

Apparentemente i primi giorni del soggiorno a Campo Imperatore trascorsero in una relativa calma e tranquillità. Il servizio di vigilanza (compreso il posto di blocco tra Assergi e la stazione base della funivia) dava l'impressione di essere efficiente. Tedeschi con fare sospetto in zona non ne erano segnalati né vi erano elementi che potessero far pensare che la prigione di Mussolini fosse stata localizzata. Questi infine conduceva una vita assai regolata.

Era alloggiato in un appartamento al secondo piano dell'albergo, composto di un ingresso, una stanza da letto, un salottino (dove prendeva i pasti: riso in bianco, uova, cipolla cotta, poca carne, latte e frutta abbondantissima), un bagno; in una stanza intercomunicante stava il carabiniere che lo sorvegliava e gli faceva da attendente. Secondo alcuni appunti della segretaria dell'albergo facenti parte dei documenti che il Comando generale dei Carabinieri trasmise nel gennaio 1945 all'Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, soleva alzarsi al mattino verso le ore 9 e dopo la piccola colazione scendeva nella sala da pranzo dell'albergo a conversare con l'Ispettore Gueli ed anche con il tenente Faiola, che si spacciava per amico fidato di Badoglio.
Gli piaceva ammirare, anche con l'aiuto di un cannocchiale, il panorama meraviglioso della catena montuosa del Gran Sasso che, in quelle giornate di limpido azzurro e di sole, spiccava maestosa e superba.
Alle 12 ½ Mussolini saliva nel suo appartamento per la seconda colazione, composta di quanto sopra e verso le due scendeva abitualmente a fare la sua passeggiata fuori dell'albergo accompagnato dal maresciallo Antichi...
Preferiva a volte passeggiare, a volte sedersi sui muriccioli di fronte al piazzale dell'albergo. Rientrava abitualmente verso le 4 ½ e qualche volta, prima di salire in stanza, si soffermava a fare qualche domanda a qualcuno degli agenti che era in portineria.
Piú tardi faceva chiamare l'ispettore Gueli perché salisse nel suo appartamento a conversare con lui; Gueli diceva aver trascorso con Mussolini le sue piú belle ore, data la profonda intelligenza di questi. Le loro conversazioni si basavano, credo, piú che altro sulla politica, ed il momento attuale...
Dopo il pranzo che egli faceva regolarmente alle 19, scendeva di nuovo nella sala da pranzo dell'albergo a giocare la sua abituale partita a scopone (abitudine presa durante la prigionia) con l'Ispettore Gueli, con il tenente Faiola, il maresciallo Antichi ed un altro maresciallo. Egli ascoltava la radio che era in albergo sia tedesca che italiana, che americana o inglese. Alle insolenze rivolte a lui restava impassibile.

22–23

然而,隐藏在这层表象背后的真实图景却大相径庭。警戒体系本身存在着诸多重大漏洞与弊端。鉴于饭店的地势,负责看押护卫墨索里尼的驻军分队被认为足以击退地面发动的任何进攻;然而面对来自空中的突袭却毫无任何防备预案——正如我们前述,空降突袭被当局认定是绝无可能的。与罗马的联络稀疏微弱,而随着9月8日停战宣告,联络变得愈发艰难。格利与法约拉彼此之间疑窦丛生、相互提防。鉴于无法预料政局与战局的最终结局,两人一方面极力在表面上扮演恪尽职守、严格执行上级训令的忠诚模样;另一方面又竭力在不危及自身安全的前提下,向墨索里尼暗送秋波,暗示自己乃是其忠实友人50。至于警戒体系的实际效能,仅需提及宪兵副准尉朱塞佩·阿切塔(Giuseppe Accetta)在1945年呈交制裁法西斯高级专员公署的案卷报告中指出的事实便已足够:饭店女秘书弗拉维娅·马尼亚内利(Flavia Magnanelli)不仅有时自行前往阿奎拉,而且从饭店用德语打电话也无人过问或干涉51。她是否与德国情报部门暗通款曲如今已无从考证;但确凿无疑的是,自那架漆着红十字标志的水上飞机从拉马达莱娜降落至维尼亚迪瓦莱水上机场那一刻起,德方情报机关就已经牢牢咬住了大萨索山这条线索。

La realtà che si celava dietro quest'apparenza era però ben diversa. Il servizio di vigilanza aveva una serie di difetti e di smagliature. Data la posizione dell'albergo, il distaccamento addetto alla sorveglianza e alla protezione di Mussolini era considerato piú che sufficiente per respingere un eventuale attacco via terra; nulla era stato previsto però per fronteggiare un attacco dal cielo, considerato – lo abbiamo detto – impossibile. I contatti con Roma erano scarsi e con l'8 settembre si sarebbero fatti sempre piú difficili. Gueli e Faiola si guardavano l'un l'altro con sospetto. Non avendo idea degli sbocchi che avrebbe avuto la situazione politico-militare, ognuno dei due, per un verso, voleva apparire il piú ligio alle istruzioni loro impartite, per un altro, cercava – senza però compromettersi in alcun modo – di far capire a Mussolini di essere suo amico50. Quanto all'effettiva efficienza della sorveglianza, basti dire che dalla relazione del vice brigadiere Giuseppe Accetta, inclusa tra gli atti trasmessi nel 1945 all'Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, risulta che la segretaria dell'albergo, Flavia Magnanelli, non solo si recava talvolta all'Aquila, ma che nessuno faceva obiezioni al fatto che telefonasse dall'albergo parlando in tedesco51. Se essa era in contatto con i servizi tedeschi è impossibile dire; quel che è certo è però che questi erano sulla pista del Gran Sasso sin da quando l'idrovolante della Croce Rossa proveniente dalla Maddalena era ammarato a Vigna di Valle.

23–24

实际上,那架水上飞机被驻扎在布拉恰诺湖畔的一支德国飞行中队指挥官所察觉:尽管该军官并未亲眼见到墨索里尼,但他向施图登特将军汇报了飞机降落以及降落后随即有一辆由车队护送的救护车驶离基地的情形。正是凭借这第一条模糊线索,德国情报机器迅速开动,随后搜集到的一系列新线索更使其如获至宝(意军一支部队向该区域集结、在阿塞尔吉与缆车山下站之间设立检查哨、意方断然拒绝德方出于试探而提出的将帝王台饭店辟为德军官兵疗养所的请求等等),尤其是德方破译截获了一份加密电报,电报中格利向塞尼塞报告称大萨索山周边及山巅的安全保卫部署已全部就绪。在这一背景下,施图登特(他甚至已派飞机对饭店周边区域拍摄了一系列航拍照相,以便研判最适宜的突袭战术)之所以未更早发动行动,乃是出于双重缘由:缺乏希特勒本人的最终首肯,以及停战宣告突然降临迫使德军必须优先筹措最紧迫的全盘应对举措,从而使最后的突击准备暂告微歇52

Il velivolo era stato infatti notato dal comandante di una squadriglia tedesca che aveva base sul lago di Bracciano: pur non avendo visto Mussolini, l'ufficiale aveva informato il generale Student dell'ammaraggio e del fatto che subito dopo dalla base era uscita un'autoambulanza scortata. Su questo primo vago indizio la macchina tedesca si era messa subito in moto, incoraggiata da una serie di altri indizi via via raccolti (l'afflusso nella zona di un contingente militare italiano, l'istituzione del posto di blocco tra Assergi e la stazione inferiore della funivia, il rifiuto frapposto da parte italiana ad una loro richiesta – fatta ad hoc – di adibire a convalescenziario per militari tedeschi l'albergo di Campo Imperatore, ecc.) e soprattutto dall'intercettazione di un cifrato con cui Gueli informava Senise che le misure di sicurezza attorno e sul Gran Sasso erano state ultimate. Stando cosí le cose, se Student (che aveva anche provveduto a far scattare da un aereo una serie di fotografie della zona attorno l'albergo cosí da studiare il tipo di azione piú conveniente) non si mosse prima fu dovuto a un duplice fatto: la mancanza del benestare di Hitler e il sopravvenire della notizia dell'armistizio e la necessità di predisporre le prime e piú urgenti contromisure che imposero una breve battuta d'arresto degli ultimi preparativi52.

24

就墨索里尼本人而言,情况亦复如是。对他而言,外表同样掩盖了真相。相较于在蓬扎、拉马达莱娜乃至在“小别墅”的最初几天,他的心理状态即使未见真正好转,倒也未曾恶化;然而在帝王台,其精神状态却经历了一场渐进式的持续恶化,这并未逃过与他接触最频繁的人的眼睛,并以种种方式表露出来53;而随着9月8日停战的降临,这一恶化更演变成为一场彻头彻尾的心理崩溃。

据安蒂基记述54,当格利告知他停战的消息时:
“他猛地跳起身来,手舞足蹈;一把将正在阅读的书狠狠摔了出去,随即破口大骂巴多格里奥背信弃义。他当即预言德国人必将实施严酷报复。‘这对意大利来说是个极其灾难的日子,’他怒吼道,‘你们现在就瞧瞧德国人会怎么干吧!’接着他摇晃着脑袋补充道:‘他们绝不会容忍这等背叛!’”

次日他感到极度不适,于是从阿奎拉紧急召来一名军医中尉,“该军医诊断……其宿疾(胃溃疡)出现了轻微复发”55,这正是他极度高度精神紧绷的明证。然而,崩溃的高潮发生在9月11日至12日夜间:当墨索里尼从德国广播中获悉阿尔及尔电台(Radio Algeri)报道称停战条款明文规定将他移交盟军后,他企图割腕自杀。

关于这一事件本身并无任何疑问,存疑的仅在于个别具体细节以及对该举动的定性评价。

墨索里尼在9月12日凌晨3时用吉列刀片企图割腕自杀前夕致信法约拉中尉56,此信对于聚焦其内心世界极为关键,但对其他细节却语焉不详:
“亲爱的法约拉,原谅我的打扰,请允许我在共同生活了一个月后的这一决战关头以‘你’相称。
机缘巧合,偏偏是我亲自听到了德国电台的官方通报,其原话如下:
‘北非盟军司令部通报:巴多格里奥元帅已承诺将墨索里尼移交盟军。’基于以下理由,我坚信此消息属实:
第一,德国电台不可能凭空捏造敌方的官方通报。
第二,该通报发布于巴多格里奥与艾森豪威尔会谈之后。
第三,该计划与德军入侵以及不知在何处、以何种形式成立的国家法西斯政府直接相关。
你截至今日尚未接到相关命令的事实,并不排除今夜或明日你便会收到指令的可能。
凭你的亲身惨痛经历,你深知落入敌手意味着什么。求你免去我承受此等奇耻大辱与毁灭。把你的手枪送来给我。谢谢你,永别了。墨索里尼。
又及:为何在我房门前派驻一名岗哨?难道我还会企图逃跑吗?M.”

Né le cose stavano diversamente per quanto concerneva Mussolini. Anche per lui l'apparenza non corrispondeva alla realtà. Rispetto a quella dei primissimi giorni trascorsi a Ponza, alla Maddalena e ancora a «La villetta» la sua condizione psicologica se non era realmente migliorata non era però neppure peggiorata; a Campo Imperatore essa subí invece un progressivo peggioramento che non sfuggí a coloro che avevano con lui i maggiori contatti e che si manifestò in vari modi53 e assunse il carattere di un vero e proprio tracollo con l'8 settembre.

Secondo l'Antichi54, quando il Gueli lo informò dell'armistizio era scattato in piedi gesticolando; aveva scaraventato via, lontano da sé, il libro che stava leggendo, poi si era messo ad accusare Badoglio di tradimento. Subito aveva preannunciato rappresaglie tedesche. «Questo è un gran brutto giorno per l'Italia – urlò; – vedrete ora i tedeschi cosa faranno!» poi scuotendo la testa aveva aggiunto: «non tollereranno mai questo tradimento!»

Il giorno dopo accusò un forte malessere sicché fu fatto venire dall'Aquila un tenente medico «il quale constatò... un leggero rincrudimento del suo male (ulcera allo stomaco)»55, segno evidente dello stato di tensione in cui si trovava. Il clou del tracollo si verificò però nella notte tra l'11 e il 12 settembre, quando, appreso da una trasmissione tedesca che Radio Algeri aveva dato la notizia che l'armistizio prevedeva la sua consegna agli Alleati, Mussolini tentò di tagliarsi le vene dei polsi.

Sul fatto in sé non vi sono dubbi, qualche incertezza concerne alcuni particolari e la sua valutazione.

La lettera che, alle tre del mattino del 12 settembre, Mussolini scrisse al tenente Faiola56 immediatamente prima di tentare di tagliarsi le vene dei polsi con una lametta gillette, è importante per mettere a fuoco il suo stato d'animo, ma lascia tutto il resto nell'oscurità.
Caro Faiola, scusa il disturbo e lascia che – dopo un mese di vita in comune – ti dia del tu in quest'ora decisiva.
Il caso ha voluto che proprio io prendessi la comunicazione ufficiale della radio tedesca, che ha detto letteralmente quanto segue:
«Il Quartier Generale Alleato dell'Africa del Nord comunica: Il Maresciallo Badoglio ha promesso la consegna di Mussolini agli Alleati». Ritengo la notizia vera per i seguenti motivi:
1º La radio tedesca non può inventare una comunicazione ufficiale nemica.
2º Tale comunicazione avvenne dopo il colloquio Badoglio-Eisenhower.
3º Il piano è in relazione con l'invasione tedesca e colla costituzione – non si sa dove, né come – del Governo nazional-fascista.
Il fatto che tu non abbia ricevuto ordini in tal senso, fino ad oggi, non esclude che tu li possa ricevere stanotte o domani.
Tu sai, per dura esperienza, che cosa significhi cadere in mani nemiche. Ti prego di risparmiarmi tale onta e tale rovina. Mandami la tua pistola. Grazie e addio. Mussolini.
P.S. Perché una sentinella alla porta del mio alloggio? Ho, forse, l'intenzione di fuggire? M.

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《一年史》提供的线索更为有限;在书中墨索里尼写得更加含糊其辞,实际上仅止于提到他曾致信法约拉称“英国人休想活着抓住他”,对割腕自杀一事只字未提57
“9月11日星期六傍晚,大萨索山弥漫着一种诡异的迷茫与等待氛围。此时人尽皆知政府已随国王一同出逃,并盛传国王即将退位。负责看押墨索里尼的头目们显得局促不安,仿佛面对着必须执行一项极为令人作呕的任务。在11日至12日的深夜两点左右,墨索里尼起身给中尉写了一封信,信中告诫他英国人休想活着抓走自己。法约拉中尉在收缴了领袖房内残留的一切金属利器、特别是剃须刀片后,向他重申道:‘我曾在托布鲁克受过重伤沦为战俘,亲眼目睹了英国人对意大利人的残酷虐待,我决不会把一个意大利人交到英国人手里。’说完他又抽泣起来。
当夜余下的时光在平静中度过。”

然而,《一年史》的亲笔手稿表明,这一段落乃是出版前重新斟酌修改的结果,当时墨索里尼显然认为不深入过多细节更为得体。手稿原件证明,起初在详述了他是如何得知巴多格里奥政府已承诺将他引渡给盟军的消息、以及该消息在他本人及其若干看守心中激起的剧烈反应之后,他曾直言不讳地提及自杀未遂事件,并做出了如下重构——除非认定这纯属旨在促使看押负责人竭尽全力保全其性命的一场双簧苦肉计58(然而鉴于他对格利与法约拉深怀戒心,这一假说显得极不可能)——在我们看来,这段手稿叙述归根结底最有助于澄清该事件的真相59
“墨索里尼……深信该消息属实。他决意绝不活着落入英国人、特别是美国人手中。在夜间,墨索里尼进行了尝试并证实吉列剃须刀片足以割断手腕静脉。顿时警报大作,房内一切金属物件被立即搜缴没收。曾在真诚仇恨我们的英国人治下的埃及当过战俘的宪兵指挥官对领袖说道:‘在事情发生前一小时,您将收到预警并能够逃走:我以我独生子的性命向您起誓。’”

La Storia di un anno offre ancor meno elementi; in essa Mussolini si sarebbe tenuto infatti ancor piú sul vago, limitandosi praticamente a dire di aver scritto al Faiola che «gli inglesi non lo avrebbero mai preso vivo», senza far cenno alcuno al tentativo di tagliarsi le vene57:
Il sabato sera, 11 settembre, una strana atmosfera di incertezza e di attesa regnava al Gran Sasso. Oramai era noto che il Governo era fuggito, insieme col re, del quale veniva annunciata l'abdicazione. I capi che avevano la sorveglianza di Mussolini sembravano imbarazzati, come davanti all'obbligo di dare esecuzione a un compito particolarmente ingrato. Nella notte dall'11 al 12, verso le due, Mussolini si alzò e scrisse una lettera al tenente, nella quale lo avvertiva che gli inglesi non lo avrebbero mai preso vivo. Il tenente Faiola, dopo avere portato via dalla stanza del Duce tutto ciò che rimaneva di metallico e di tagliente e in particolar modo le lame dei rasoi, gli ripeté: «Fatto prigioniero a Tobruk, dove fui gravemente ferito, testimone delle crudeltà britanniche sugli italiani, io non consegnerò mai un italiano agli inglesi». E tornò a piangere.
Il resto della notte trascorse tranquillamente.

L'autografo della Storia di un anno rivela però che questo passo fu il frutto di un ripensamento intervenuto prima della pubblicazione, allorché Mussolini dovette pensare che era piú opportuno non entrare in troppi particolari. La stesura autografa prova infatti che inizialmente, dopo essersi dilungato su come aveva appreso la notizia che il governo Badoglio si era impegnato a consegnarlo agli Alleati e sulle reazioni che essa aveva suscitato in lui e in alcuni dei suoi sorveglianti, aveva fatto esplicito riferimento al suo tentato suicidio, dandone una ricostruzione che – a meno di non voler pensare a una messa in scena volta a spingere coloro che avevano la responsabilità della vigilanza su di lui ad adoperarsi per la sua salvezza58, cosa che però appare assai improbabile, se non altro per la diffidenza che nutriva nei confronti del Gueli e del Faiola – è a nostro avviso quella che, tutto sommato, aiuta maggiormente a mettere a fuoco l'episodio59:
Mussolini era... convinto che la notizia corrispondesse a verità. Egli era deciso a non consegnarsi vivo agli inglesi e soprattutto agli americani. Nella notte Mussolini provò e constatò che le lame di un rasoio gillette erano sufficienti per aprirsi le vene. Ci fu allarme e immediato sequestro di ogni oggetto metallico. Il Comandante dei C.C., che era stato prigioniero degli inglesi in Egitto che ci odiano sinceramente, disse al Duce: «Un'ora prima che vi accada, sareste avvertito e potrete fuggire: ve lo giuro sulla testa del mio unico figliuolo».

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同样关于墨索里尼本人,最后还有其在意大利社会共和国(RSI)初期的机要秘书乔瓦尼·多尔芬(Giovanni Dolfin)在其1944年2月5日的日记中所记录的第三份证词60
“我第一次极为惊异地从墨索里尼本人口中得知,他曾企图用剃须刀片自杀,但被宪兵的及时介入所制止,随后宪兵的不间断看守使他完全失去了重蹈覆辙的可能。领袖向我补充说,他当时清醒地确信自己将被引渡给英国人,他的人身已成为那场臭名昭著的停战协定中的交易筹码。
他利用法约拉中尉曾沦为英国战俘而对英军怀有的刻骨仇恨,曾试图徒劳地说服中尉在关键时刻借给他一把手枪,以便在移交前开枪自尽。‘我绝不可能,’墨索里尼声称,‘忍受这等奇耻大辱。’而法约拉当时仅承诺至少提前一小时向他预警。”

格利在其维也纳备忘录中对该事件只字未提。法约拉亦然;但在前述1944年2月29日的备忘录中,他提供了一个经过粉饰润色但绝非毫无价值的版本——依我们之见,这一叙述乃是出于他当时(正如格利一样)所处的特殊处境所致:一方面意在拔高自己在帝王台时期的“亲墨索里尼”举动(亦不可排除其企图以“最光彩”的辞令掩盖下文即将论及的那段暗中筹划将墨索里尼转移他处的隐秘内情),另一方面则唯恐披露了一段尚不知墨索里尼本人是否愿让外人知晓的隐秘内幕而铸成大错:
“11日傍晚,领袖在收听广播时得知停战条款中包含将其引渡给敌人的内容,”备忘录写道,“他大为惊骇震动,并在深夜将我唤去;他深知我是从英国战俘营归来之人,向我倾吐了该消息给他带来的无尽恐慌,并告诉我他宁可自行了断亦不愿承受此等奇耻大辱。
我认为自己的职责不仅在于安抚他称我们尚未接到任何相关指令,更在于向他承诺、乃至起誓:倘遇此种不测,我将亲自护引他翻山越岭潜逃。
直到我作出如此郑重的誓言后,他才同意上床就寝,我也才得以让他真正安下心来。”

Sempre per quel che riguarda Mussolini, vi è infine una terza testimonianza riferita nel proprio diario dal suo segretario particolare nei primi tempi della Rsi, Giovanni Dolfin, sotto la data del 5 febbraio 194460:
Apprendo per la prima volta e con sorpresa, dallo stesso Mussolini, di un suo tentativo di suicidio con una lametta di rasoio, stroncato dall'intervento dei carabinieri, che con la loro continua sorveglianza lo avevano posto poi nelle condizioni di non poterlo ripetere. Il Duce mi aggiunge che era nettamente persuaso di essere consegnato agli inglesi e che la sua persona era stata frutto di contrattazioni nel famoso armistizio.
Facendo leva sull'odio che il tenente Faiola manifestava contro gli inglesi, dei quali era stato prigioniero, aveva tentato inutilmente di persuaderlo d'imprestargli, al momento opportuno, una pistola, per potersi sparare prima della consegna. «Non avrei potuto – afferma Mussolini – sopportare una tale umiliazione». Il Faiola gli avrebbe soltanto promesso di avvertirlo almeno un'ora prima.

Il Gueli nella sua memoria viennese non fa cenno alcuno all'episodio. Lo stesso vale anche per il Faiola che, però, nel già ricordato promemoria del 29 febbraio 1944 offre di esso una versione edulcorata, ma non priva di interesse, dettata a nostro avviso dalla situazione particolare nella quale (cosí come il Gueli) si trovava in quel momento e dalla volontà, da un lato, di valorizzare il proprio comportamento «filo mussoliniano» a Campo Imperatore (né è da escludere la preoccupazione di presentare nella luce «migliore» l'oscura vicenda, di cui parleremo tra breve, dei preparativi fatti in quei giorni per trasferire Mussolini in un'altra località) e, da un altro lato, di non compiere passi falsi rivelando un episodio che non sapeva se Mussolini gradisse o no che fosse conosciuto.
La sera dell'11 il Duce – si legge nel promemoria – ascoltando la radio, apprese che fra le clausole dell'armistizio era compresa la consegna della sua persona al nemico. Ne rimase impressionatissimo, e, chiamatomi nella notte, esternò a me, che sapeva reduce dalla prigionia inglese, tutta l'apprensione che gli causava tale notizia, dicendomi anche che avrebbe preferito darsi la morte piuttosto che subire simile onta.
Ritenni mio dovere non solo di rassicurarlo che nessun ordine al riguardo era a noi pervenuto, ma di promettergli, anzi di giurargli, che, di fronte a simile eventualità, io lo avrei guidato e protetto in una fuga attraverso le montagne.
Soltanto dopo questo mio cosí solenne impegno egli consentí a coricarsi e potei lasciarlo veramente tranquillizzato.

27

阿切塔副准尉的报告中则包含了一段简短的记述,该记述几乎可以断定系道听途说的二手传闻,因而就细节而言不足为据:
“在德军突降前数日,墨索里尼陷入了身心的彻底崩溃;在行动前几天,他曾企图自杀,先是试图夺取负责守卫他的宪兵的手枪,在宪兵警觉制止而未能得逞后,又企图使用剃须刀片割腕自杀,该企图同样被该宪兵所制止。”

饭店女秘书的证词无疑同样属于二手材料,但它绝非缺乏价值:这不仅因为它显然反映了法约拉当时对马尼亚内利所讲的原话,更由于其最后一个自然段赋予了法约拉一种与其后来在北方所吹嘘的立场截然相反的姿态,从而间接证实了墨索里尼内心深处其实对法约拉深怀戒心,并不相信法约拉自称若接到引渡命令便愿助其逃跑、且未接到过在遇劫夺时将其就地处决的密令之类的言辞61

Un accenno, rapido e frutto quasi certamente di notizie di seconda mano che lo rendono quanto ai particolari poco attendibile, è invece nella relazione del vice brigadiere Accetta:
pochi giorni prima della scesa dei tedeschi Mussolini cadde in un abbattimento fisico-morale e qualche giorno prima tentò di suicidarsi, prima con la pistola del carabiniere addetto al suo piantonamento e poi – non riuscitoci poiché il carabiniere, accortosene, glielo aveva impedito – tentò di tagliarsi le vene dei polsi, facendo uso di una lametta da barba, tentativo che venne impedito dallo stesso carabiniere.

Pure di seconda mano è certamente la testimonianza della segretaria dell'albergo, che però non è priva di un certo interesse, sia perché rispecchia evidentemente quanto detto alla Magnanelli dal Faiola, sia soprattutto per l'ultimo capoverso in cui è attribuita al Faiola una posizione opposta a quella da lui vantata al nord e che indirettamente avvalora l'idea che Mussolini al fondo diffidasse di lui e delle sue affermazioni di essere pronto ad aiutarlo a fuggire se gli fosse pervenuto l'ordine di consegnarlo agli Alleati e di non aver avuto istruzioni per una sua soppressione nel caso di un tentativo di liberarlo61:

28

“11日平稳度过,墨索里尼在晚间照常收听广播,并听到了巴多格里奥签署的停战协定条款。
据查,就在当夜凌晨3点,墨索里尼给法约拉中尉送去了一封信,其文如下:
‘在这短短数日里,我已看出你是我的真诚朋友,你是一名军人,比我更懂得落入敌手意味着什么。收听柏林广播时我听到停战条款中包含将我活着移交给英国人。在承受此等奇耻大辱之前,我求你把手枪送来给我。’
这究竟是意在自尽,还是企图索取武器以备防卫?
中尉是在凌晨3点从在领袖门外值守的哨兵手中接到这封信的。法约拉起身前往宽慰墨索里尼;据中尉事后所述,墨索里尼当时似乎还企图用刀片割腕,被他及时夺下。
12日早晨如常度过;在早餐时(我一向与格利督察和法约拉同桌进餐),后者在获悉德军占领罗马的消息后,惊讶于驻罗马部队何以竟未向德军反击,并说道:‘如果德国人打到这里来,我们就把他们全变成尸体,而领袖他们只能得到一具尸体;巴多格里奥下达的密令正是如此:“留给德国人一具死尸,绝不能留活口。”’”

相较于上述证词,最可靠的叙述(尽管在其呈交给卡鲁索将军的所谓官方版本中出现了一处笔误62,将自杀未遂的日期倒填为9月6日至7日夜间)依然当属安蒂基军士长——更何况在事发后他是第一个见到墨索里尼的人,因为看守囚犯的宪兵当场直接向其求援。在安蒂基笔下,该事件被叙述如下:
“清晨时分,在墨索里尼门前值守的宪兵紧急差人将我唤去。我匆忙赶往其住处,因墨索里尼在向宪兵递交了一封信后企图用吉列刀片割腕自杀。我立即赶到墨索里尼身边,同时未忘差人通报法约拉中尉。我发现墨索里尼满手是血,双腕皆有创口。我当即用绷带为他紧紧包扎手腕以止血。伤情并不严重(仅为皮肉划痕),因而避免了最坏后果。事后墨索里尼对自己的举动深表懊悔,并恳求我们休要大惊小怪。那封信则留在了法约拉中尉手中。”

Il giorno 11 passò senza incidenti, Mussolini la sera ascoltò regolarmente la radio e fra l'altro sentí le clausole dell'armistizio fatto da Badoglio.
Risulta che la notte stessa, alle ore 3 del mattino, Mussolini mandò una lettera al tenente Faiola cosí concepita:
«In questi pochi giorni ho potuto capire che mi sei veramente amico, sei un soldato e sai meglio di me cosa significa cadere nelle mani del nemico. Ascoltando la radio Berlino ho sentito che in una clausola d'armistizio c'è la mia consegna vivo agli inglesi. Prima di subire tale umiliazione, ti prego di mandarmi la tua pistola».
Era questa una intenzione di uccidersi o di avere un'arma per una eventuale difesa?
Il tenente ebbe questa lettera alle 3 del mattino dal piantone che montava la guardia fuori dell'appartamento del Duce. Faiola si alzò ed andò a confortare Mussolini, il quale sembra, a seconda di quanto disse poi il tenente, abbia tentato di tagliarsi anche le vene del polso con una lametta, che egli avrebbe fatto in tempo a togliergli.
La mattina del giorno 12 trascorse normalmente; a colazione, che facevo sempre insieme all'Ispettore Gueli e Faiola, quest'ultimo, avendo saputo dell'occupazione di Roma da parte dei tedeschi, si meravigliava come mai le truppe che erano a Roma non reagissero contro i tedeschi e disse anche: «se qui verranno i tedeschi li faremo tutti cadaveri e il Duce l'avranno morto; La consegna che ha dato Badoglio è questa: “Ai tedeschi morto non vivo”».

Rispetto a queste testimonianze la piú attendibile (nonostante un lapsus calami nella versione, diciamo cosí, ufficiale, quella cioè al generale Caruso62, per cui il tentato suicidio è retrodatato alla notte tra il 6 e il 7 settembre) è, ancora una volta, quella del maresciallo Antichi, che, oltre tutto, fu il primo a vedere Mussolini dopo il fatto, essendo stato quello al quale era ricorso immediatamente il carabiniere di guardia al prigioniero. In essa l'episodio è riferito in questi termini:
nelle prime ore del mattino, il carabiniere di sentinella alla porta di Mussolini, mi fece chiamare urgentemente. Mi recai in fretta da Lui perché Mussolini aveva tentato di tagliarsi i polsi con una lametta gillette dopo avergli consegnato una lettera. Mi recai immediatamente presso Mussolini, non senza far avvertire della cosa il Ten. Faiola. Trovai Mussolini con le mani insanguinate e con una ferita ad ambo i polsi. Provvidi immediatamente a stringergli i polsi con una benda onde fermare l'emorragia. Le lesioni non erano gravi (scalfitture), e si poté evitare il peggio. Successivamente Mussolini si pentí dell'atto, e pregò di non dar peso alla cosa. La lettera rimase in possesso del Ten. Faiola.

29

导致这一心理崩溃的因素,除广播中传来的消息外,无疑还包括数日来笼罩在帝王台的“诡异迷茫与等待氛围”——正如墨索里尼自己在《一年史》中所追忆的那样——以及该囚犯在某种程度上不可能毫无所觉的若干客观事实。
据安蒂基记述(卡鲁索将军在其官方报告中全文采纳了该记述),9月8日停战协定签署的消息传来后,大萨索山守军曾试图通过无线电与内政部、陆军部乃至宫内府取得联络,但徒劳无功:
“再也无人应答,消息一片混乱。我们陷入了彻底孤立与令人心力交瘁的漫长等待之中。
事实表明,在宣布停战的一两天后,便开始察觉到德国军机在帝王台上空低空盘旋,纳粹军官在阿奎拉的饭店里频繁进出。
这些调动最终引起了阿奎拉宪兵大队指挥官朱利奥·切萨雷·库尔乔(Giulio Cesare Curcio)少校的注意,他向比安科罗索(Biancorosso)省长作了汇报,以便省长通报给格利督察。”

格利在自维也纳呈送墨索里尼的备忘录中所给出的版本则详尽得多,但却难言令人信服,这不仅关涉该备忘录意在为格利本人的行止树立何种形象(考虑到其撰写时的处境,这种粉饰情有可原):
“正如我曾对您略微透露过的那样,8日早晨塞尼塞阁下曾给我打来电话询问最新动向,并向我确认:遇有事端必须极其谨慎行事。他随后问我这是否亦始终是我的意见。我回答称确是如此,并请求获准赴罗马当面磋商。在此必须指出:我当时并未被硬性要求必须常驻大萨索山,我的任务仅是组织各项勤务,将具体指令交代给法约拉中尉,并偶或前往检查执行情况。塞尼塞阁下称将非常高兴与我面谈,但他补充道:‘来的时候切莫向任何人透露我们此前谈过的任何话。’
这句话让我疑窦丛生:设若在我离开期间德国人前来接运阁下,接奉了上峰明确密令且已调派了执行人手的法约拉中尉将作何举动?只要我留在现场,他深知责任全系于我一人之身,便绝不敢擅自采取行动。
于是我向塞尼塞阁下表示,动身前我需再作斟酌。
随后在当晚,消息传来说德军已合围罗马,街头已发生交火,并补充称德军正征用街上行驶的所有车辆。
鉴于返程已无安全保障,如您所忆及的那样,我决意不再启程……

A determinare questo crollo psicologico dovettero contribuire, oltre alle notizie apprese dalla radio, la «strana atmosfera di incertezza e di attesa» che – come lo stesso Mussolini avrebbe ricordato nella Storia di un anno – regnava da qualche giorno a Campo Imperatore e alcuni fatti dei quali il prigioniero non poteva non essere in qualche misura a conoscenza.
Secondo l'Antichi, ripreso e fatto proprio dal generale Caruso nel suo rapporto, l'8 settembre, appresa la notizia della conclusione dell'armistizio, dal Gran Sasso fu tentato invano di mettersi in comunicazione via radio con il ministero dell'Interno, con quello della Guerra e persino con quello della Real Casa:
Nessuno rispondeva piú e le notizie erano confuse. Rimanemmo isolati ed in estenuante attesa.
Stà di fatto che, dopo uno o due giorni dalla proclamazione dell'armistizio, s'incominciarono a notare aerei tedeschi sorvolare a bassa quota la località di Campo Imperatore ed ufficiali nazisti andare e venire all'albergo dell'Aquila.
Tali movimenti finirono per attirare l'attenzione del comandante il gruppo Carabinieri dell'Aquila, maggiore Giulio Cesare Curcio, che ne riferí al prefetto Biancorosso; perché potesse renderne edotto l'ispettore Gueli.

La versione del Gueli, nella memoria indirizzata a Mussolini da Vienna, è molto piú ricca, ma tutt'altro che convincente, e non solo per quel che concerne l'atteggiamento dello stesso Gueli che essa vuol accreditare, comprensibile date le circostanze nella quale fu scritta:
Come Vi avevo detto, solo in parte, la mattina del giorno 8 mi ha telefonato l'Ecc. Senise per richiedermi le novità e mi ha confermato che – al caso – bisognava agire con molta prudenza. Mi ha poi domandato se questo era anche sempre il mio parere. Ho risposto di sí ed ho chiesto di poter andare a Roma per conferire. Da notare a questo punto che non mi si era fatto obbligo di permanere al Gran Sasso: dovevo solo organizzare i servizi; lasciare le consegne al Tenente Faiola e andare qualche volta ad ispezionar l'esecuzione. L'Ecc. Senise mi disse che sarebbe stato ben contento di vedermi, aggiungendo, però: «Venendo non dite niente a nessuno di quanto abbiamo detto prima».
Tale frase mi lasciò perplesso: se nella mia assenza fossero venuti i tedeschi a prelevarVi, come si sarebbe comportato il Faiola che aveva avuti ordini precisi dai suoi superiori e che aveva già destinati gli uomini per la bisogna? Sino a che stavo io sul posto lui non avrebbe mai agito di iniziativa, sapendo che la responsabilità gravava esclusivamente su di me.
Dissi allora all'Eccellenza Senise che prima di allontanarmi ci avrei pensato sopra.
La sera poi mi giunse notizia che i tedeschi avevano circondato Roma e che già si sparava nelle vie, con l'aggiunta che venivano da loro requisite tutte le automobili che circolavano.
Non avendo la sicurezza del ritorno, come Voi rammenterete, decisi di non partire...

30

当晚我被召至阿奎拉军事驻防司令部参加会议。我发现所有人(上校、省长、警察局长、皇家宪兵大队长)皆因您身在大萨索山而忧心忡忡。我对他们进行了安抚,并拒绝了他们企图调派50名士兵配带一门轻型火炮进驻缆车山下站的增援提议。
在接下来的数日里,传来的消息愈发严峻:德军占领罗马;国王与政府弃城出逃;德军在罗马城内构筑街垒,甚至在楼宇露台上架设武器。
我的等待开始变得焦灼难耐,尤其是在反复权衡事态演变之后,我形成了如下坚定确信:‘在当前关头,唯有墨索里尼能够拯救这座永恒之城。设若他重获自由,并能成功促使希特勒制止洗劫、避免在罗马爆发血腥鏖战,则他不仅拯救了罗马古城,更将在历史上拔高至凌驾于国王、巴多格里奥等人万丈之上的崇高地位……’
我甚至考虑过亲自将您护送交给德国人的可行性;但这一念头旋即被如下顾虑所打消:此举充其量不过将注定要发生的事提前数小时而已,反而可能引发我与宪兵之间的武装冲突,将您置于极度危险之中……
我始终将付诸此种举动的考量,严格限制在接到将您引渡给英国人的正式命令这一唯一假设之下。最后一日的黎明终于降临。
敌机反复在各个方向呼啸掠过;夜间停驻在阿奎拉城郊的满载德军卡车曾向一名面包师傅打听通往大萨索山缆车的路线(此系警察局通报);德军部队源源不断开过阿奎拉,一辆载有两名军官的轿车曾打听大萨索山方位,声称要运送伤兵前往该处(此系省公署通报)。
上午10时,阿奎拉省长给我打来电话,称希望在缆车山下站与我相会。
我下山赴会,他告诉我他预料山巅饭店必将遭遇突袭。随后他用极为不恭的措辞痛斥了巴多格里奥政府。
我表现得胸有成竹,表示绝无更换羁押处所的必要。
我返回山巅,发现饭店与缆车员工已惊惶失措。其中一人(滑雪教练)向我倾吐大家的恐慌,并补充说若干人员正企图逃离。我安抚了他,且未向法约拉透露半字,以免他加强外围警戒。
13时30分,阿奎拉警察局长通过电话向我宣读了来自罗马的如下电报:‘嘱令格利总督察务必保持最大限度谨慎句号警察总监塞尼塞’。我佯称听不清楚,让该局官房长官向警局接线员复述了一遍,由其记录在案。这固然可能是一份伪造电报,但即便如此亦伪造得天衣无缝,盖因以往每当与塞尼塞阁下谈及确保您的人身安全时,他一贯使用‘谨慎’二字。
直到此时,我才唤来法约拉并向其通报了电文。安蒂基亦闻讯赶来。他们询问我对此电的解读:我明确表示,此电绝无其他含义,唯一的意思便是在事发时必须避免流血冲突。
我确信这正中两人下怀,因为我从两人的表情上——尤其是法约拉脸上——觉察出一种如释重负的欣慰。随后我便去用午餐并就寝休息。”

La sera stessa sono stato chiamato ad intervenire ad una riunione presso il Comando del Presidio Militare dell'Aquila. Trovai tutti (Colonnello, Prefetto, Questore, Comandante Gruppo RR.CC.) preoccupati per la Vostra presenza al Gran Sasso. Li rassicurai e rifiutai l'ausilio di 50 soldati con un pezzo d'artiglieria leggera, che volevano inviare alla stazione base della funivia.
Nei giorni seguenti sono pervenute notizie sempre piú gravi: i Tedeschi occupano Roma; il Re ed il Governo sono fuggiti; i Tedeschi si asserragliano in Roma e piazzano armi anche sulle terrazze dei palazzi.
La mia attesa cominciava a diventare spasmodica, specialmente perché, pensando e ripensando al corso degli avvenimenti, mi sono formata la seguente convinzione: «in questo momento solo Mussolini può salvare la Città Eterna. Se, libero, riesce ad ottenere da Hitler di impedire i saccheggi e di evitare “la battaglia di Roma salva l'Urbe e s'innalza di mille cubiti su Re, Badoglio... ecc...”».
Ho anche pensato alla convenienza di portarVi addirittura io dai Tedeschi; ma sono stato dissuaso da tale proposito dal pensiero che ciò avrebbe anticipato solo di poche ore ciò che doveva avvenire e avrebbe potuto far nascere un conflitto fra me ed i Carabinieri, esponendo Voi a grave pericolo...
L'attuazione di tale proposito l'ho sempre prevista per il solo caso, in cui fosse arrivato l'ordine di consegnarVi agli inglesi. E spuntò l'alba dell'ultimo giorno.
Aeroplani passati a piú riprese in tutte le direzioni; tedeschi con autocarri, fermatisi durante la notte alle porte dell'Aquila, avevano richiesto ad un fornaio quale era la strada che portava alla funivia del Gran Sasso (segnalazione della Questura); formazioni tedesche continuavano a passare per l'Aquila ed una macchina con dentro due Ufficiali aveva richiesto dove si trovava il Gran Sasso, perché avevano dei feriti da portare colà (segnalazione della Prefettura).
Alle 10 mi telefona il Prefetto dell'Aquila, dicendo che voleva vedermi alla base della funivia.
Scendo e mi dice che prevede un attacco all'albergo superiore. Mi parla poi con termini tutt'altro che riguardosi del Governo Badoglio.
Mi mostro sicuro del fatto mio e dico che non è il caso di cambiare sede.
Risalgo e trovo il personale dell'albergo e della funivia in allarme. Uno, il maestro di sci, mi parla della preoccupazione di tutti e mi aggiunge che diversi vogliono andar via. Lo rassicuro e non dico nulla a Faiola per evitare che rinforzi il servizio esterno.
Alle 13,30' mi chiama telefonicamente il Questore dell'Aquila e mi legge il seguente telegramma da Roma: «Raccomandare Ispettore Generale Gueli massima prudenza punto Capo Polizia Senise». Fingo di non aver sentito bene e lo faccio ripetere dal Capo di Gabinetto di quella Questura all'Agente telefonista, il quale lo scrive. Poteva anche trattarsi di telegramma falso, ma, in tal caso, è stato falsificato molto bene, perché tutte le volte che si è parlato con l'Ecc. Senise di assicurare la Vostra integrità personale, si è sempre usata la parola «prudenza».
Solo allora chiamo Faiola e gliene dò comunicazione. Viene anche Antichi. Mi domandano la mia interpretazione: dico chiaro che non può significare altro se non che, al caso, bisogna evitare spargimento di sangue.
Devo ritenere che ciò corrisponde alla loro aspirazione, perché ho notato nelle espressioni di entrambi, specie del Faiola, un senso di sollievo. Dopo di che pranzo e vado a riposare.

31

对于塞尼塞打来的这些电话,安蒂基或许毫不知情;然而客观事实是,法约拉在其1944年2月的备忘录中同样对9月8日早晨的那通电话只字未提;而在谈及停战后的那些日子时,他写道:
“自那一天起,我们所有人都愈发感到迷茫不知所措,唯独格利督察例外——唯有他一人能够通过一台简陋残破的无线电收发两用机同罗马保持断续的联络。”
法约拉更言之凿凿地宣称:直到10日格利“被请至阿奎拉省公署”之前,“我们未曾接到任何特别训令”;并补充说格利自阿奎拉返回后,仅向其透露“外界对我们的处境怀有若干担忧,但未再多言一句”。随后法约拉便转入叙述12日早晨即德军发动突袭前的情形:
“9月12日早晨10时许,格利督察接到阿奎拉警察局官房长官打来的电话。承蒙其相邀,我旁听了通话,并听取了一份署名塞尼塞的电报宣读,凭记忆其文如下:‘告诫格利总督察务必高度谨慎行事’。
11时30分许,省长阁下将格利督察召至缆车山下站。我不知他们谈了些什么。面对我关于是否有新动向的询问,督察含糊其辞地答道:‘他们始终在替我们担惊受怕’。
餐桌上我们谈及了德国军队充当解放者实施干预的可能性。我们达成完全一致的决定:我们将放弃任何形式的抵抗,顺从交出。”

同样,塞尼塞在其回忆录中对8日的电话亦未着一字。在他对那场戏剧性日子及停战宣告随之而来的深夜的重构中,甚至连格利与墨索里尼的名字都未曾出现。唯有在谈及9日的事件以及与内政大臣里奇(Ricci,巴多格里奥在仓皇取道佩斯卡拉出逃前曾委托其代理内阁总理之职)的最后会晤时,塞尼塞才提及了他们63
“在里奇大臣离开内政部大楼(Viminale)之前,我特意向他汇报了此前为看押前政府首脑而下达给格利督察的各项处置指令,并向其请示:鉴于全国局势已发生剧变,与当初下达训令时的情况已大相径庭,上述指令是否依然应当视为有效?换言之:倘若德国军队如预料中那般前来强行解救墨索里尼,我们的人是否应当将其处决以防其活着落入解救者之手?”

Delle telefonate di Senise è possibile che l'Antichi non fosse al corrente; è però un fatto che anche il Faiola nel suo promemoria del febbraio 1944 non fa cenno a quella dell'8 settembre mattina e, parlando dei giorni successivi all'armistizio, scrive che da quel giorno rimanemmo tutti sempre piú disorientati, ad eccezione dell'ispettore Gueli che, solo fra tutti, aveva possibilità di saltuarie comunicazioni con Roma attraverso una piccola ed imperfetta radio trasmittente e ricevente, e asserisce a tutte lettere che sino al 10, quando Gueli «fu invitato in Prefettura a l'Aquila», «nessun ordine particolare ci pervenne» e aggiunge che, al ritorno dall'Aquila, l'ispettore si limitò ad accennargli «che si nutriva qualche preoccupazione nei nostri riguardi, ma null'altro mi disse». Dopo di che passa poi a parlare di ciò che sarebbe avvenuto il 12 mattina, prima dell'attacco tedesco:
La mattina del 12 settembre verso le 10 l'ispettore Gueli fu chiamato al telefono dal capo di gabinetto del Questore dell'Aquila. Potei, per suo invito, seguire la conversazione e ascoltare la lettura di un telegramma a firma Senise che ricostruisco a memoria come segue: ‘Avvertite ispettore generale Gueli di agire con molta prudenza’.
Verso le 11,30 lo stesso ispettore fu chiamato alla stazione inferiore della funivia dall'Eccellenza il Prefetto dell'Aquila. Ignoro cosa si siano detto. A mia richiesta se vi fosse qualche novità l'ispettore mi rispose evasivamente: ‘Sono sempre preoccupati per noi’.
A tavola parlammo dell'eventualità di un intervento liberatore da parte germanica. Decidemmo, di pieno accordo, che avremmo ceduto senza contrastare in alcun modo.

Anche Senise non fa cenno alcuno alla telefonata dell'8. Nella ricostruzione da lui fatta degli avvenimenti di quella drammatica giornata e della notte che seguí l'annuncio dell'armistizio i nomi di Gueli e di Mussolini neppure appaiono. Solo parlando di quelli del 9 e dell'ultimo incontro avuto con il ministro dell'Interno Ricci – al quale Badoglio, ormai sulla via di Pescara, aveva affidato l'interim della Presidenza del consiglio – egli fa loro cenno63:
Prima che il ministro Ricci lasciasse il Viminale, non mancai di metterlo al corrente delle disposizioni che erano state impartite all'ispettore Gueli per la custodia dell'ex capo del governo e di chiedergli se esse dovessero ritenersi tutt'ora vigenti dopo la situazione verificatasi nel Paese, cosí diversa da quella che esisteva quando tali disposizioni furono date. In altri termini: se le forze tedesche, come era da presumere, fossero venute a liberare Mussolini dalla prigionia, dovevano i nostri uomini eliminarlo perché non cadesse vivo nelle mani dei suoi liberatori?

32

“这一问题纯属政治性质,绝非我一个执行机关、而是代表政府的大臣所应当裁决的。
因此我向里奇大臣陈明了我的顾虑,他不仅完全赞同我的看法,而且深恐处决墨索里尼将给国家招致灭顶之灾,遂与我一致认定有必要立即致电格利,嘱其一旦遭遇德国突袭务必审慎定夺。
因此我的考量与大臣完全吻合,我随即致电格利督察,向其通报了与里奇商定的一致意见。”

依照塞尼塞所述64,次日清晨罗马周边的军事态势“似乎有所好转”,以至于一度让人以为或许能够阻止德军占领首都。

“为此我致电格利,嘱其完全无视我前一天向其下达的指令,因此在任何假设情况下皆须严格依照最初领受的指令行事。”

然而到了11日下午,一切希望皆化为泡影,以至于这位警察总监——依照其回忆录所述65——再次面临着“严酷的两难抉择:墨索里尼究竟应当活着还是死去落入其解放者之手?”:
“如果墨索里尼被处决,日耳曼人的雷霆之怒势必如火山爆发……德军照例会将复仇伪装为正义,他们首先将就地屠杀恪尽职守的警员与宪兵,继而肆意纵火洗劫,尽显其残暴本性。
而墨索里尼之死难道便能阻止一个法西斯傀儡政权的死灰复燃吗?……此外,即便德国人放弃强加一个傀儡意大利政府,我们的人民在他们的铁蹄蹂躏下其命运亦绝不会更加优渥……最后绝不可忘记的是,当时民间因政府经办停战的拙劣方式及其前后的种种窝囊行径而对政府积怨甚深;一旦墨索里尼被杀,不满分子势必将其奉为政府与警察暴行的殉难者。鉴于盲从盲动的群氓在困难时刻往往丧失理智,这些人很可能会怀念墨索里尼,将其视为唯一能够减轻苦难的救星。
反之,设若将墨索里尼活着交出,德国人无疑将凭借武力重新扶植其掌权。但这对他本人而言将是何等彻底的精神毁灭!对他那病态狂妄的虚荣心而言,沦为他一贯暗藏仇恨与怨怼的盟友的奴隶、不得不献祭出最后一丝尊严,这又是何等残酷的惩罚!当年那个曾令全意大利为之战栗、且因种种复杂缘由(甚至独立于其政绩之外)而赢得外国列强高度重视乃至尊重的领袖,如今还将剩下些什么!”

Il problema era squisitamente politico e non io, organo esecutivo, ma il ministro, che rappresentava il governo, doveva risolverlo.
Esposi dunque i miei dubbi al ministro Ricci ed egli non solo li divise pienamente, ma preoccupandosi del grave pericolo al quale la soppressione di Mussolini avrebbe esposto il Paese, convenne con me nella necessità di telefonare subito a Gueli affinché, nella ipotesi di un colpo di mano dei tedeschi, si regolasse con prudenza.
Il pensiero mio, dunque, coincideva perfettamente con quello del ministro, e perciò chiamai subito al telefono l'ispettore Gueli e gli comunicai quanto con Ricci si era convenuto.

La mattina del giorno dopo, sempre secondo Senise64 la situazione militare attorno a Roma «parve migliorare», sí da far pensare per un momento di poter impedire l'occupazione della capitale da parte tedesca.

Per tale motivo telefonai a Gueli di non tenere alcun conto delle disposizioni che gli avevo dato il giorno precedente, e che perciò in qualsiasi ipotesi si fosse regolato secondo la consegna prima ricevuta.

Nel pomeriggio dell'11 ogni speranza si era però dissolta, sicché il capo della polizia – stando sempre alle sue memorie65 – si trovò nuovamente di fronte al «tremendo dilemma: Mussolini doveva cadere vivo o morto nelle mani dei suoi liberatori?»:
Se Mussolini fosse stato soppresso, era prevedibile lo scatenarsi della terribile ira teutonica... Camuffando, come al solito, la vendetta per giustizia, i tedeschi avrebbero prima massacrato guardie e carabinieri sul posto del dovere e si sarebbero poi abbandonati a distruzioni e saccheggi, propri della loro istintiva ferocia.
E forse la morte di Mussolini avrebbe impedito la resurrezione di un governo fascista?... Del resto, quando anche i tedeschi avessero rinunciato ad imporre un fittizio governo italiano, la sorte del nostro popolo non sarebbe stata migliore sotto il [loro] dominio... Né infine va dimenticato che erano assai vive in quel momento le ostilità contro il governo pel modo come aveva condotto l'armistizio e per le circostanze che prima e dopo l'avevano accompagnato, sicché di Mussolini ucciso i malcontenti avrebbero fatto una vittima del governo e della polizia. E poiché vi sono sempre nelle folle quelli che non ragionano, costoro nella difficoltà dell'ora avrebbero potuto rimpiangere Mussolini come l'unico uomo atto ad alleviarle.
Se invece Mussolini fosse stato consegnato vivo, i tedeschi lo avrebbero indubbiamente rimesso al potere con la forza delle armi. Ma quale distruzione morale per lui! Quale castigo pel suo folle orgoglio diventare schiavo di un alleato contro cui aveva covato sempre odio e rancore e al quale avrebbe dovuto fare olocausto della sua ultima dignità! Che ne sarebbe rimasto di quel duce che aveva fatto tremare l'Italia, e per complessi motivi, anche indipendenti dai suoi meriti, si era persino imposto alla considerazione, se non proprio alla stima, delle potenze straniere!

33

“战争的结局大局已定;胜利盟国的严厉审判虽或推迟,但终将不可避免地降临;他往昔的威望将在哪怕尚对他忠诚的人心中被彻底侵蚀掏空;而只要他心中尚存一星半点爱国热忱乃至廉耻之心,他就必须穷尽一切心力去避免或至少减轻已然清晰逼近我们国土的灭顶之灾。”

由此塞尼塞得出了他深信不疑的结论:“倘若不处决墨索里尼,意大利所蒙受的损害反而较小。”诚然,巴多格里奥在8月曾“明令无论付出何种代价,绝不能让前领袖落入企图营救者之手”,且陆军元帅“在出逃前并未留下新的训令”,“但自那之后局势已发生了根本蜕变”;至于里奇大臣,在9日“战局看似有望转圜的关头”,就早已“坚决明确反对处决墨索里尼”。尽管如此,塞尼塞声称自己仍感到有必要“征询其他方面的意见”,并与国王的女婿、罗马“不设防城市”司令卡尔维·迪贝尔戈洛(Calvi di Bergolo)伯爵以及索里切大臣探讨了此事,“并非为了向他们征询新对策,而是将其作为我自己已然敲定的决断向其通报”。
“无论前者还是后者皆不可能对墨索里尼心慈手软:处决墨索里尼原本更符合他们的利益……然而两人皆毫无保留地赞同了这一决断。”

正是在与这两位要员会面后,塞尼塞——依照其自述——着手向格利传达了指令:
“回到内政部后,我想通过电话与格利通话。
这已绝无可能:德国人早已切断了与阿奎拉的一切通讯线路。于是我给格利发了一封无线电报,建议他务必高度审慎行事。
这份电报是在德国人动用庞大机械化部队、滑翔机、轰炸机及全部武装重武器占领帝王台并解救前领袖前数小时送达目的地的。”

行文至此,在展开叙述大萨索山事件及解救墨索里尼的具体经过之前,有必要在两个关键问题上稍作驻足辨析。第一重问题关涉巴多格里奥。亲巴多格里奥派的回忆录与史学著作一贯声称:陆军元帅根本不知道与英美签署的停战协定中包含引渡墨索里尼的条款;且在9月8日傍晚至次日仓皇登舰南逃的兵荒马乱漩涡中,他完全把对墨索里尼命运下达指示一事遗忘殆尽了。

L'esito della guerra era ormai deciso; il severo giudizio delle nazioni vincitrici sarebbe giunto, sia pure dopo qualche tempo, ma immancabile; la popolarità di una volta sarebbe stata intanto minata anche nel cuore di coloro che potevano essergli ancora fedeli; e, se gli fosse rimasta ombra di patriottismo o anche di pudore, avrebbe dovuto dirigere ogni suo sforzo ad evitare o almeno attenuare i danni che già si profilavano enormi per la nostra terra.

Da qui la conclusione alla quale Senise si sentiva portato: «l'Italia avrebbe ricevuto danno minore se Mussolini non fosse stato soppresso». Certo, Badoglio in agosto «aveva disposto che l'ex duce non fosse, a qualsiasi costo, lasciato nelle mani dei suoi eventuali liberatori» e il maresciallo, «prima di partire, non aveva lasciato nuove istruzioni», «ma da allora la situazione era radicalmente cambiata» e quanto al ministro Ricci, il 9, nel momento «in cui parve che le sorti italiane potessero rialzarsi», si era già «dichiarato fermamente avverso all'eliminazione di Mussolini». Ciò nonostante, Senise afferma di aver ancora sentito il bisogno «di raccogliere qualche altra opinione» e di aver parlato della questione con il conte Calvi di Bergolo, genero del re e comandante della «città aperta» di Roma e col ministro Sorice, «non per chiedere loro nuovi pareri, ma come di decisione già da me adottata».
Né l'uno né l'altro potevano essere teneri con Mussolini: il loro interesse era anzi che egli fosse eliminato... Eppure entrambi approvarono senza riserve la decisione.

Fu dopo l'incontro con i due che Senise – stando sempre al suo racconto – provvide a comunicare le sue istruzioni a Gueli:
Tornato al ministero dell'Interno volli parlare per telefono con Gueli.
Non fu possibile: i tedeschi avevano già tagliato le comunicazioni con Aquila. Allora feci a Gueli un radiogramma consigliandolo di regolarsi con la massima prudenza.
Il radiogramma giunse a destinazione qualche ora prima che i tedeschi, con rilevanti forze militari motorizzate, con alianti, aeroplani da bombardamento e tutto l'arsenale dei mezzi bellici, occupassero Campo Imperatore e liberassero l'ex duce.

Giunti a questo punto, prima di parlare degli avvenimenti del Gran Sasso e della liberazione di Mussolini, è necessario soffermarci su due questioni. La prima riguarda Badoglio. La memorialistica e la storiografia filobadogliane hanno affermato che il maresciallo ignorava che l'armistizio con gli anglo-americani prevedesse la consegna di Mussolini e che nel turbinio di avvenimenti succedutisi tra il tardo pomeriggio dell'8 settembre e il suo imbarco, il giorno dopo, per raggiungere il sud egli si sarebbe dimenticato di dare disposizioni sulla sorte di Mussolini.

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坚称巴多格里奥对盟军的立场一无所知,是绝对不可置信的。盟军方面在同卡斯特拉诺以及扎努西(Zanussi)接触时皆曾明确提及引渡墨索里尼。更为关键的是,即将在9月29日由巴多格里奥于马耳他签署的“长停战协定”(long armistice)文本在罗马早已尽人皆知:该文本系9月1日由扎努西带回罗马,并由马尔凯西(Marchesi)上校于5日再次带抵罗马——两天前卡斯特拉诺在卡西比莱(Cassibile)签署“短停战协定”(short armistice)时马尔凯西在场,当时贝德尔·史密斯(Bedell Smith)将军亲手将“包含停战补充条款的卷宗,即‘长停战协定’”连同史密斯将军致巴多格里奥的一张亲笔便条交给了卡斯特拉诺66。在长停战协定第29条中白纸黑字写道:
“贝尼托·墨索里尼及其主要法西斯同党,以及一切涉嫌犯有战争罪及类似罪行之人……须立即予以逮捕并移交联合国武装部队。联合国就此发布之一切命令均须得到恪守遵循。”

既然绝对不可相信巴多格里奥会对如此明确正式的条款一无所知,那么尽管他在9月9日凌晨随国王仓皇奔逃佩斯卡拉的撤离行动极其狼狈,声称他会彻底遗忘对墨索里尼的处置指示同样令人难以置信;即便退一万步作荒谬的假设——假定他确实一度遗忘——他在沿途行进中亦不可能不联想到这一关头,盖因车队途经之地距离大萨索山近在咫尺,他完全仍能派人前去接管墨索里尼并将其一同带往南方,从而履行停战条款强加的义务。更何况在克雷基奥城堡(castello di Crecchio)停驻用午餐时,当女主人博维诺公爵夫人询问他此刻墨索里尼可能境遇如何时,巴多格里奥竟回答称德国人大概已经把他救走了67。更为可信的解释是:巴多格里奥之所以未下达任何新指示,是因为他指望格利与法约拉恪守此前交代给他们的既定密令——绝不将活着的囚犯交到德国人手里68;且最关键的是,他打心底里根本不希望墨索里尼落入盟军手中受审。在这方面,对巴多格里奥真实心态洞察最为深刻的,依我们之见乃是特里翁费拉(Trionfera)多年前的一席话69
“对墨索里尼的一场公审势必彻底揭开战争以及意大利覆亡过程中无数同谋勾当的疮疤。战争固然是墨索里尼执意挑起的,但同谋共犯大有人在。巴多格里奥本人亦绝不可能全身而退。正因如此,这位陆军元帅才冷酷 cynically 地听任领袖被德国人劫走:无论墨索里尼此后发表何种言论——事实亦果真如此——在历史上都将丧失可信度,因为其言论势必因复仇心理以及最主要的是因受制于希特勒的附庸地位而大打折扣。”

Che Badoglio non conoscesse il punto di vista degli Alleati non è assolutamente credibile. Della consegna di Mussolini essi avevano fatto cenno sia con Castellano sia con Zanussi. Ciò che piú conta è però che il testo del long armistice, quello che Badoglio avrebbe firmato a Malta il 29 settembre, era noto a Roma, dove era stato portato il 1° settembre da Zanussi e il 5 dal colonnello Marchesi, presente a Cassibile quando due giorni prima Castellano aveva firmato lo short armistice e il generale Bedell Smith aveva consegnato a Castellano «il fascicolo delle clausole aggiuntive dell'armistizio, il “lungo armistizio”» con un biglietto per Badoglio dello stesso generale Smith66. E nel long armistice, all'articolo 29, era detto:
Benito MUSSOLINI, i suoi principali associati fascisti e tutte le persone sospette di aver commesso delitti di guerra e delitti analoghi... saranno immediatamente arrestati e consegnati alle forze delle Nazioni Unite. Tutti gli ordini impartiti dalle Nazioni Unite in questo riguardo verranno osservati.

E se non è assolutamente credibile che Badoglio ignorasse una richiesta cosí esplicita e ufficiale, per quanto precipitosa fosse la sua partenza, nelle prime ore del 9 settembre, per Pescara con il sovrano, altrettanto incredibile è che egli si dimenticasse di dare disposizioni su cosa fare di Mussolini e – ammesso per assurdo – che se ne fosse veramente dimenticato che non si ponesse il problema lungo la strada, passando non lontano dal Gran Sasso e potendo ancora mandare qualcuno a prelevarlo per condurlo al sud con sé e potere cosí adempiere a quanto imposto dall'armistizio. E ciò tanto piú che durante la sosta per la colazione al castello di Crecchio quando la padrona di casa, la duchessa di Bovino, gli chiese cosa poteva essere successo a Mussolini in quel momento egli rispose che probabilmente i tedeschi lo avevano già liberato67. Assai piú credibile è che Badoglio non dette alcuna disposizione perché contava che Gueli e Faiola si attenessero alle istruzioni loro impartite di non consegnare vivo il prigioniero ai tedeschi68 e che soprattutto non voleva che Mussolini finisse in mano agli Alleati e fosse processato. Chi in questo senso ha intuito meglio l'atteggiamento di Badoglio ci pare sia stato anni orsono il Trionfera quando ha scritto69:
un suo processo avrebbe consentito di mettere a fuoco tante complicità nella guerra e nella rovina d'Italia. La guerra l'aveva voluta lui, ma c'erano dei corresponsabili. Neanche Badoglio ne sarebbe uscito bene. Per questo, il maresciallo lasciò cinicamente che il duce se lo prendessero i tedeschi: qualunque cosa avesse potuto dire dopo – come infatti accadde – sarebbe stata priva di valore storico, perché viziata dal desiderio di vendetta e, soprattutto, dalla soggezione verso Hitler.

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第二重问题则关涉塞尼塞。他在回忆录中的自述在若干细节上多多少少得到了格利、法约拉等人的证词佐证。尤其是这些证词证实了他确实废除过(9月10日)当初下达的关于绝不能让墨索里尼活着落入德军之手的密令70,且其后向格利告诫要“最大限度审慎行事”。然而这句告诫却可作两种截然不同的解读:其一是指格利应当避免与德军正面火拼,以免导致大萨索山守军官兵伤亡并危及墨索里尼的生命;其二则是塞尼塞借此代指他向该督察下达过的、但我们至今尚不知晓的某些其他秘密训令71

引发我们这一怀疑的根据主要有二。首先是塞尼塞在其回忆录中对向盟军移交墨索里尼一事保持的彻底缄默(在回忆录中他甚至完全不提切里卡与宪兵部队,仿佛有意将他们排除在此事之外):我们再次感到难以、乃至绝不可能相信塞尼塞对停战协定第29条会一无所知。诚然,如果说这位直到最后一刻仍被蒙在鼓里的警察总监获悉停战协定达成的时间较军方首脑滞后尚属情理之中,但断言他在整整四天里持续对此一无所知、且在同索里切探讨墨索里尼处置方案时后者竟对此只字不提,则是绝对令人难以置信的。更何况他在10日便依据停战协定的规定向各省省长下达了释放所有被拘押意籍与外籍政治犯的通令72。除此以外,那几天在帝王台发生的若干事实,进一步令人推测存在着某些被塞尼塞在其回忆录中、以及被格利与法约拉在其辩护状中刻意隐瞒的另外密令。我们所指的事实是:从马尼亚内利的笔记中可知,在10日当天——即依照塞尼塞的说法,他已取消前一天要求格利不再遵守不留活口给德军指令的那一天——帝王台上却展开了防御战备动员(“警员们忙着准备武器与手榴弹,仿佛在大敌当前准备迎战;甚至在阿布鲁佐公爵避难所附近设立了警戒哨”),这表明格利与法约拉尽管明知大难临头(阿奎拉方面频频通报德军部队正在集结——正是这批部队随后在谷底掩护空降兵的突击——且大萨索山上空低空盘旋着显然执行侦察任务的德机),却并无违抗塞尼塞指令之意。更不仅如此,据副准尉朱塞佩·阿切塔与萨尔瓦托雷·贝利诺(Salvatore Bellino)的报告,在9月12日“前数日”,有“若干便衣平民”抵达成饭店,其中包括一名滑雪教练多梅尼科·安东内利(Domenico Antonelli),他们据称是协助将墨索里尼转移至另一处秘密地点的协助人员。

La seconda questione riguarda invece Senise. Quanto da lui scritto nelle sue memorie trova in alcuni casi riscontri piú o meno espliciti nelle testimonianze di Gueli, di Faiola e in altre. In particolare queste confermano che egli revocò (il 10 settembre) le istruzioni impartite a suo tempo perché Mussolini non fosse assolutamente consegnato vivo ai tedeschi70 e che, successivamente, raccomandò a Gueli di «regolarsi con la massima cautela». Una frase, questa, che però si presta a due interpretazioni. Che Gueli dovesse evitare uno scontro con i tedeschi che poteva provocare vittime tra gli uomini del distaccamento del Gran Sasso e mettere in pericolo la vita di Mussolini, ma anche che con essa Senise si riferisse ad altre istruzioni da lui impartite all'ispettore e che noi non conosciamo71.

A suscitarci questo sospetto ci inducono soprattutto due cose. Innanzi tutto il silenzio di Senise nelle sue memorie (nelle quali oltre tutto non c'è alcun cenno a Cerica e ai Carabinieri, quasi essi fossero stati tenuti da lui volutamente fuori della questione) sulla consegna di Mussolini agli Alleati: ancora una volta ci pare infatti difficile, per non dire impossibile credere che Senise non sapesse nulla dell'articolo 29 dell'armistizio. Se è infatti credibile che il capo della polizia – sino all'ultimo tenuto all'oscuro della conclusione dell'armistizio – apprendesse la cosa in ritardo rispetto ai vertici militari, non lo è affatto che continuasse ad ignorarlo per quattro giorni e che quando parlò con Sorice della questione Mussolini questi non gliene facesse neppure cenno. E ciò tanto piú che il 10 diede istruzioni ai prefetti di mettere in libertà, secondo quanto stabilito dall'armistizio, tutti gli internati italiani e stranieri72. A ciò si deve aggiungere che alcuni fatti avvenuti in quegli stessi giorni a Campo Imperatore fanno pensare all'esistenza di altre istruzioni passate sotto silenzio sia da Senise nelle sue memorie sia da Gueli e Faiola nei loro memoriali difensivi. Ci riferiamo al fatto che dagli appunti della Magnanelli si apprende che il 10, quando cioè, secondo Senise, egli aveva revocato l'ordine impartito il giorno prima a Gueli di non attenersi piú alle istruzioni avute a suo tempo di non far cadere Mussolini vivo in mani tedesche, a Campo Imperatore furono fatti apprestamenti difensivi («gli agenti facevano preparativi di armi e bombe a mano, come se ci si dovesse preparare ad un attacco; furono perfino messe sentinelle vicino al rifugio Duca degli Abruzzi»), il che fa pensare che Gueli e Faiola, pur essendo informati della minaccia che si addensava su loro (dall'Aquila veniva segnalato l'afflusso di truppe tedesche – quelle che avrebbero appoggiato a fondovalle l'attacco dei paracadutisti – e il Gran Sasso era sorvolato da aerei tedeschi che avevano tutta l'aria di essere in missione ricognitiva) non intendessero disattendere gli ordini di Senise. Come ciò non bastasse, dai rapporti dei vicebrigadieri Giuseppe Accetta e Salvatore Bellino risulta che «pochi giorni prima» del 12 settembre erano giunti all'albergo «dei borghesi», tra cui un maestro di sci, Domenico Antonelli, che avrebbero dovuto collaborare al trasferimento di Mussolini in un'altra località.

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“在向长官请示后,”阿切塔在报告中写道,“我得知他们是一批精通大萨索山地形的滑雪者与登山者,前来与警卫指挥官商榷随后向官兵传授滑雪技能的事宜,并研商通过山区转移墨索里尼的可能。在12日清晨即被俘当日,我依稀听闻中尉与军士长将在下午把墨索里尼带往远离饭店的一所牧民茅舍。我不知究竟是何缘故。”

贝利诺的记述则更为具体确凿:
“在墨索里尼获释当天,宪兵中尉与治安警察总监早已定下方案将他转移,安置在距离大萨索山数公里的一处农舍中;转移原定于其获释当晚实施,事实上,当滑翔机着陆时,农夫们正牵着四头骡子靠近饭店,准备运送他前往新住所。”

Dietro domanda ai superiori – si legge nel rapporto dell'Accetta – io venni a sapere che erano degli sciatori, scalatori e conoscitori del Gran Sasso, venuti a prendere accordi col comandante del distaccamento per prossime istruzioni sciistiche ai militari e per eventuale trasferimento di Mussolini per le montagne. La mattina del 12 e cioè il giorno della cattura sentii vagamente che nel pomeriggio il tenente e il maresciallo magg. avrebbero dovuto portare Mussolini in una capanna di pastori a molta distanza dall'albergo. Non seppi il perché.

E ancor piú preciso è quanto riferito dal Bellino:
Il giorno in cui fu liberato Mussolini era già stato stabilito dal tenente dei Carabinieri e dal generale di P.S. di portarlo via e di stabilirlo in una casa di contadini a pochi chilometri dal Gran Sasso, ciò doveva avvenire alla sera della sua liberazione, difatti quando atterrarono gli alianti i contadini si avvicinavano all'albergo con quattro muli per trasportarlo alla sua nuova residenza.

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对于这些事实,人们可以作出种种解释。依我们之见,最合乎逻辑的推论是:格利与法约拉并非擅自行动,而是遵循着唯有塞尼塞才能下达给他们的密令,或至少是在竭力贯彻塞尼塞的大政方针。归根结底,他们预料到德军即将展开营救行动,但同时又认定盟军先头部队必将迅速挺进大萨索山区域,因此企图将囚犯转移出帝王台并向德军隐匿藏匿,以便随后能够将其完整移交给英美盟军;而他们之所以未能得逞,纯粹是因为他们根本未料到会有空中天降的突击,只严密提防着谷底以及尤其是高原方向的地面进攻,因而误以为自己尚有充足的时间将墨索里尼安全转移藏匿。若采纳这一解释,则几乎必然得出结论:塞尼塞在整个事件中所持的立场与他在回忆录中所描绘的图景截然不同。这位深知从一开始就撕毁停战协定如此重大条款之后果严重性的警察总监,企图在德军与巴多格里奥之间玩弄两面手法。这场瞒天过海之计之所以破产,纯粹是因为施图登特及其伞兵部队闪电般的速度与出神入化的战术素养,其天降突袭将意大利警卫部队彻底打懵(“这场突袭——副准尉阿切塔在其报告中写道——因人们压根未曾料想攻击竟会来自空中,导致了极大的混乱”),在绝大多数人心中引发了彻底的惊恐瘫痪,从而瓦解了哪怕最微弱的抵抗图谋。

突击发生在9月12日下午14点30分许。约十分钟前,一支由约50辆架设机枪的装甲挎斗摩托车、装甲车、10辆坦克、约40辆满载士兵的卡车与轻型卡车、3辆红十字卡车和1辆救护车组成的德军机械化纵队,沿着帕加尼卡-卡马尔达-阿塞尔吉公路雷霆般扑向缆车山下始发站,一举摧毁了设防掩护的宪兵哨卡,未遭任何抵抗便占领了该站。另有德军部队在连接巴扎诺与阿塞尔吉的公路上设防展开,掩护进攻部队的翼侧。几乎在同一时刻,针对帝王台的空降突击拉开了序幕。

整个行动——代号“橡树行动”——由德国空降兵部队或许最具谋略与胆识的指挥官施图登特将军全盘策划,他将战役的具体实施委托给了哈拉尔德·莫尔斯(Harald Mors)少校;莫尔斯亲自指挥了谷底地面的突击行动,得手后随即驱车直登帝王台,而空中空降突击则由其最得力的副手冯·贝尔勒普施(von Berlepsch)中尉率领。德国宣传机器随即围绕解救墨索里尼展开了铺天盖地的盛大宣教攻势,将全部功勋归于斯科尔兹内一人,以至于多年来他一直被世人冠以“墨索里尼的解救者”之名73。事实上,这位党卫队上尉在行动中几乎未承担任何组织工作,更谈不上指挥之责。凭借高超的手腕与毫无顾忌的投机钻营,斯科尔兹内巧借自己作为施图登特解救墨索里尼特设政治顾问的身份,向将军求得作为观摩特邀嘉宾随队参战的特权;当军事行动落幕后,他又受莫尔斯之托护送墨索里尼飞往普拉蒂卡迪马雷(Pratica di Mare,搭乘由空军王牌飞行员格拉赫〔Gerlach〕上尉驾驶的“鹳”式侦察机)并进而飞往德国,从而得以抢先向新闻界发布这场轰动性壮举的第一手通报。面对斯科尔兹内对全盘功绩的冒名独吞,施图登特曾向戈林提出极其强烈的抗议(戈林将此视为希姆莱借机拔高党卫队以贬损空军威望的险恶权术),但戈林却无力扭转乾坤,盖因希特勒在此期间已全盘采纳了“斯科尔兹内版本”,并亲笔起草了官方公报74

Varie sono le spiegazioni di questi fatti che si possono tentare. La piú logica, a nostro avviso, è che Gueli e Faiola non si muovevano autonomamente, ma secondo istruzioni che poteva aver loro impartito solo Senise, o, almeno, che si adoperavano per tradurre in atto sue indicazioni di massima. In buona sostanza, che, in previsione di un'azione tedesca per liberare Mussolini, ma, insieme, pensando che le truppe alleate sarebbero rapidamente giunte nella zona del Gran Sasso, essi volevano mettere al sicuro il prigioniero, allontanandolo da Campo Imperatore e nascondendolo ai tedeschi, in modo da poterlo poi consegnare agli anglo-americani e che se non poterono farlo fu perché non si attendevano un attacco dal cielo, ma da fondovalle e soprattutto attraverso l'altopiano e credevano quindi di aver piú tempo a disposizione per portare Mussolini in un luogo al sicuro dai tedeschi. Se si accetta questa spiegazione è pressoché obbligatorio concludere che Senise ebbe in tutta la vicenda una posizione diversa da quella illustrata nelle sue memorie. Consapevole della gravità di disattendere sin dall'inizio una condizione cosí importante dell'armistizio, il capo della polizia avrebbe tentato di giuocare sia i tedeschi sia Badoglio. Se il giuoco non riuscí fu per la tempestività e le eccezionali qualità tecniche di Student e dei suoi paracadutisti, il cui attacco colse di sorpresa il distaccamento italiano («la sorpresa – avrebbe scritto il vicebrigadiere Accetta nella sua relazione – determinata dal fatto che mai si supponeva che un attacco fosse venuto dall'aria, provocò una grande confusione»), suscitando nei piú un vero e proprio panico e impedendo il minimo tentativo di difesa.

L'attacco ebbe luogo attorno alle quattordici e trenta del 12 settembre. Una decina di minuti prima una colonna tedesca composta da una cinquantina di motocarrozzette blindate e armate di mitragliatrice, di autoblinde, dieci carri armati, una quarantina di camions e camionette carichi di soldati, tre camions croce rossa e un'autoambulanza piombò per la rotabile Paganica-Camarda-Assergi sulla stazione base della funivia travolgendo il posto di blocco dei carabinieri a sua protezione e impadronendosene senza incontrare resistenza. Altre forze si schierarono a protezione degli attaccanti sulla rotabile che collegava Bazzano con Assergi. Quasi contemporaneamente aveva inizio l'azione dal cielo su Campo Imperatore.

Tutta l'operazione – in codice «Operazione Eiche» – era stata ideata dal generale Student, forse il piú abile e valoroso comandante di truppe paracadutiste tedesche, che ne aveva affidato la realizzazione al maggiore Harald Mors che diresse personalmente l'azione a fondo valle, conclusa la quale salí subito a Campo Imperatore, mentre quella dal cielo venne guidata dal suo piú stretto collaboratore, il tenente von Berlepsch. La propaganda tedesca – che attorno alla liberazione di Mussolini orchestrò subito un grande battage – avrebbe attribuito tutto il successo dell'operazione a Skorzeny, tanto che questi per anni è passato per il «liberatore di Mussolini»73. In realtà il capitano delle SS non ebbe in essa pressoché alcun ruolo organizzativo e tanto meno direttivo. Con grande abilità e spregiudicatezza egli riuscí a farsene attribuire tutti i meriti giuocando sul fatto che, nella sua qualità di consigliere politico di Student per la liberazione di Mussolini, aveva da lui ottenuto di partecipare all'impresa come osservatore-ospite e, conclusasi la parte militare di essa, era stato da Mors incaricato di accompagnare Mussolini a Pratica di Mare (sulla «cicogna» del capitano Gerlach, uno degli assi della Luftwaffe) e poi in Germania e aveva potuto dare alla stampa le prime notizie sulla clamorosa azione. Di fronte a questa indebita appropriazione di tutto il merito di essa Student avrebbe fermamente protestato con Göring (che vide in essa una manovra di Himmler volta a valorizzare le SS a danno della Luftwaffe) che però non poté fare nulla per ristabilire la verità dato che Hitler aveva nel frattempo fatto propria la «versione Skorzeny» e aveva scritto di suo pugno il relativo comunicato74.

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就在莫尔斯少校攻占缆车站的同时,帝王台上空出现了一队运输机,它们随即解脱了拖曳至此的9架滑翔机。在意大利方面关于该行动现存的叙述中,最完整、且从墨索里尼传记考订角度而言最重要的,当属安蒂基军士长的见证75

Mentre il maggiore Mors si impadroniva della base della funivia, sul cielo di Campo Imperatore apparve un gruppo di aerei da trasporto dai quali si sganciarono i nove alianti che essi avevano trainato sin lassú. Tra le narrazioni di parte italiana dell'azione disponibili la piú completa e, sotto il profilo della biografia di Mussolini, piú importante è quella del maresciallo Antichi75.

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“我们望见它们逆着日光在空中盘旋摇曳,借着气流俯冲而下;第一架滑翔机打了个转,向下降得更低,距离我们的高度仅剩数米,随后再度现身,近乎悬停般展开着陆滑跑。
另外七架滑翔机循着同样的航线,借着相同的气流接连降落。那与其说是降落,毋宁说是一场以最低速度实施的撞击。在怪石嶙峋、向上倾斜的草甸上仅滑跑了数米便刹停。第一架滑翔机在距饭店约百米处停下,我看见一只手臂推开了机舱门,但一时间舱门处却无人现身。正在此时,其中一架滑翔机狠狠撞毁在岩石堆上;在这声凶险的巨响之后,笼罩着一片令人毛骨悚然的死寂。他们为什么还不下来?我记得自己曾如此自问。墨索里尼与我在一起,他神情凝重、若有所思,我们从他套房的狭小窗口注视着这幕景象。他眼神迷茫、忧心忡忡地凝视着这一幕。‘这可真是最不该发生的祸事,’在德国滑翔机现身那一刻他脱口叹道。我离开了他,下楼来到隔壁大厅法约拉中尉身边,他此刻或许需要我的协助。决战的零点时刻终于到来了。”

“那真是度日如年的漫长瞬间;我记得我手下的一名值班哨兵眼看一架滑翔机几乎直冲自己撞来,便朝着那架在距离他仅数米处撞碎在一处花岗岩绝壁上的飞行器狂奔而去。刹那间整个场面骤变。从第一架滑翔机的机舱门洞里,我瞥见一名伞兵迅捷无比地翻身跃下,手脚并用爬行数步,随即卧倒在地。身着迷彩服的他隐蔽得近乎无形。随后是其他官兵:一跃而出,立即卧倒。与此同时,其他伞兵亦以同样的战术动作小心翼翼地陆续跃出机舱。最后,从第一架滑翔机中走出一名意大利军官。他并未如其他人那般卧倒,而是沿着草丛中依稀可辨的狭窄小径昂首向饭店走来。紧随其后的是一名身材魁梧高大、体魄骇人的德国人。他手端冲锋枪紧随其后,随时准备击发。其他德军呈一路纵队鱼贯跟进。走在队伍最前列的是我们那位意大利军官,身后至少跟着十二名弯着腰、紧握武器的德军。他们将这名军官当成了人盾;我甚至看到第一名德国士兵弓着身子走得颇为吃力,拼命蜷缩在那位个头明显矮他一截的军官身后……我辨认出那位身着灰绿色军服的军官军阶:那是一位将军。他扎着军官武装带,蹬着锃亮的马靴,军帽上佩戴着银色菱形将官军徽。身后的德军斜挎着机枪弹带,头戴伞兵特有的头盔,身披迷彩服。我移开目光,望见更多伞兵正交替掩护前出:在岩石后伏低隐蔽、跃入开阔地狂奔、又重新隐蔽进另一处岩壁之后。足有上百人之众。他们同样在等待着第一声枪响、第一串扫射,等待着战斗打响的信号。空气中回荡着他们低沉粗粝的呼号以及下士和中士们的喝令声。此时我也听到了那位将军的高声叫喊:‘不要开枪!’他距离饭店已不足三十米。那队人马再次停下脚步。在沉寂中,我听到了另一架战机由远及近的轻微轰鸣,那是一架‘鹳’式飞机。它顺着一条山沟盘旋爬升而上,在操控下摇曳摆动,勉强在满布砾石的高原平地上颠簸降落。直到此时,那位意大利将军才仿佛终于看到了我们中的某些人。我听见他对一名探出窗外、惊骇愕然的宪兵厉声吼道:‘格利专员在哪里?格利在哪里?’那名宪兵甚至未及回答他。与此同时,我看到从那帮德国人中分出两名士兵,径直扑向饭店后立面的唯一大门和电话总机小房。他们手挽冲锋枪,步步为营、缓缓逼近,警惕地打量着他们仍误以为是一座坚固堡垒的饭店外墙,随时准备向任何一扇可疑的窗户倾泻弹雨。他们的推进姿态宛若正步入一座刚刚攻克的敌国城池。他们冲上前,扯断了所有电话线,随即飞奔回刚才拐过墙角、此时正集结在正立面下——恰恰就在墨索里尼窗户正下方——的那支一路纵队之中。我又听到了近在咫尺的那位将军的狂喊:‘不要开枪!’紧接着另一个声音随即应和回响。那是墨索里尼探出窗外的声音:‘不要流血,不要开枪!’墨索里尼呼喊道。
此时德国人已冲入前厅;那位身材高大魁梧得宛如巨人的纳粹军官是一名上尉,他将野战便帽歪斜地扣在后脑勺上,双眼喷火,面颊泛红。此时他狂吼着:他已经撇下了那位对他已毫无利用价值的意大利将军。他正面对着我和法约拉中尉。宛如走火入魔一般,嘴里依然用德语咆哮着不知何意的话语,我看见他三步并作两步飞奔上楼;他刚才在外边看到了墨索里尼,深知该扑向何处。他紧握手枪,依然自以为必须动用武力从看守手中强行夺取墨索里尼。他上气不接下气地冲进了这名囚犯的房间。
关于奥托·斯科尔兹内——因为那位摔跤手般体魄健硕、第一个跨过饭店门槛的巨人军官正是他——我至今仍保留着这段记忆。我仍能清晰忆起那一刻他的模样:目光狂乱,满面潮红;歪戴着帽子,神情蛮横跋扈。我紧随其后登楼,意识到身后还有其他人跟进。直到这一刻,全场未响一枪,未见流血,未起任何冲突……在小房间里,我身旁立着一名此前未曾见过的德国军官:那是一位少校,金发、身材矮小瘦削,与身材魁梧、气喘吁吁、正立正敬举手礼向墨索里尼致意的斯科尔兹内形成鲜明反差。囚禁墨索里尼的那间狭小套房顿时挤满了人。斯科尔兹内如木桩般僵立在墨索里尼面前;我听见他近乎发表了一通演说,手舞足蹈,频频提及希特勒之名。墨索里尼环顾四周,转动着双眼,仿佛正竭力参透这场突如其来的解救究竟包涵着何种实质意义。
而正当斯科尔兹内宛如中邪狂徒般滔滔不绝时,墨索里尼却神情倦怠、萎靡不振,毫无欢欣之色,缓缓坐在床沿边……疲惫不堪的墨索里尼甚至没有从床上起身,仅用德语简短应答了数语,我听见他也提及了希特勒。
从德军滑翔机触地那一刻算起,满打满算不过过去了八分钟。正在此时,一名宪兵跑来通报称乘缆车上来了更多德军,且后续部队正源源而至。他告诉我这是第二批次。第一批地面部队早在滑翔机降落的同一时刻便已攻抵山巅。随后他补充道:‘他们队伍里有一位少校,就是站在您身旁的那位。’我转过头,望见刚才注意到的那位金发、清秀瘦弱的少校……
在斯科尔兹内的滔滔长篇大论与墨索里尼的致谢言辞结束后,全场出现了片刻沉寂。那位党卫队上尉环顾四周,随即又重新焦躁起来;‘仪式’已经结束。我深知他当天急躁的缘由:他唯恐随时会遭遇盟军战机的空袭。”

Li vedemmo volteggiare contro sole ondeggiando e scendere, sfruttando la corrente; il primo aliante girò, scese ancora piú in basso, di pochi metri, dalla nostra quota, poi ricomparve, quasi fermo, per cominciare l'atterraggio.
Altri sette alianti compirono lo stesso giro, sfruttando la stessa corrente e presero terra. Non fu un atterraggio ma quasi un urto, a minima velocità. Pochi metri di corsa sul prato irto di rocce, in salita. Il primo aliante era sceso ad un centinaio di metri dall'albergo, vidi un braccio aprire lo sportello, poi per un attimo nessuno comparve in quel vano. Fu allora che uno degli alianti si sfasciò sulle rocce; un silenzio agghiacciante seguí quel tonfo sinistro. Perché non scendono? ricordo di essermi chiesto. Mussolini era con me, assorto, pensieroso, guardavamo la scena dalla piccola finestra della sua camera. Fissava quella scena senza interesse, preoccupato. «Questo non ci voleva» aveva detto all'apparire degli alianti tedeschi. Lo lascio, scendo nella sala accanto al ten. Faiola che può avere bisogno di me. È arrivata l'ora X.

Attimi eterni; ricordo un mio carabiniere di sentinella che si è visto quasi venire addosso un aliante, correre verso l'apparecchio che, a pochi metri da lui, si è sfracellato contro uno sperone di granito. Di colpo la scena muta. Dal vano dello sportello del primo degli alianti scorgo, rapidissimo un paracadutista scendere, fare pochi passi carponi, poi gettarsi a terra. Scompare, quasi invisibile con la sua tuta mimetica. Poi altri uomini: un balzo e subito pancia a terra. Dagli altri alianti scendono intanto, prudenti, con la stessa tecnica, altri paracadutisti. Infine, dal primo degli alianti scende un ufficiale italiano. Non si getta a terra come gli altri ma viene avanti verso l'albergo, sul piccolo sentiero appena riconoscibile tra l'erba. Dietro di lui è sceso un tedesco, alto, grosso, imponente. Gli cammina dietro con un mitra in mano, pronto a fare fuoco. E in fila indiana altri uomini vengono avanti. Apre la marcia l'ufficiale nostro, sono in dodici almeno dietro di lui, curvi, le armi in pugno. Si fanno scudo dell'ufficiale, vedo anzi che il primo dei tedeschi fa fatica a star chino, al riparo delle spalle dell'ufficiale che è nettamente piú basso di lui... Riconosco i gradi dell'ufficiale in divisa grigio verde; è un generale. Ha il cinturone, gli stivali lucidi, la bustina con la losanga, d'argento. Dietro, i tedeschi hanno i nastri delle mitragliere a tracolla, gli elmetti caratteristici dei paracadutisti, la tuta mimetica. Giro gli occhi e vedo altri paracadutisti avanzare e appiattarsi dietro le rocce, uscire allo scoperto, correre, tornare a ripararsi dietro un altro sperone. Sono un centinaio. Anche questi aspettano il primo colpo di fucile, la prima raffica, il segnale di battaglia. Si sentono le loro grida gutturali, gli ordini dei caporali, dei sergenti. Ora sento anche la voce del generale gridare qualcosa: «Non sparate!» È a non piú di trenta metri dall'albergo. Ancora una sosta del gruppo. Nel silenzio sento il rombo leggero di un aereo che si avvicina, è una «cicogna». Arriva risalendo un canalone, oscilla sotto i comandi, atterra a stento, rimbalzando tra le pietre del pianoro. Il generale italiano deve aver visto solo adesso qualcuno di noi. Lo sento urlare ad un carabiniere che si è affacciato ad una finestra, sbigottito, sorpreso: «Dov'è il commissario Gueli? Dov'è Gueli?» L'altro non gli risponde nemmeno. Dal gruppo dei tedeschi vedo intanto staccarsi due uomini che si dirigono verso la sola porta della facciata posteriore e la stanzetta del centralino telefonico. Camminano col mitra sotto il braccio, lentamente, passo, passo, squadrando la facciata dell'albergo che loro credono ancora un fortilizio, pronti a far partire una raffica verso la prima finestra sospetta. Vengono avanti come se si addentrassero nelle vie di una città appena conquistata. Arrivano, strappando i fili, corrono a riprendere il loro posto in fila indiana nel gruppo che ha appena svoltato l'angolo ed è ora sotto la facciata principale, proprio sotto la finestra di Mussolini. Sento di nuovo, vicinissima ora, la voce del generale urlare: «Non sparate», e un'altra voce subito rispondergli, fargli eco. È la voce di Mussolini che si è affacciato alla finestra: «Non spargete sangue, non sparate!» grida Mussolini.
Ormai i tedeschi sono dentro l'atrio; l'ufficiale nazista, alto, gigantesco è un capitano, ha la bustina gettata di traverso sulla nuca, gli occhi accesi, le guance rosse. Adesso urla: ha superato il generale nostro che non gli serve ormai piú. È di fronte a me ed al tenente Faiola. Come un ossesso, ancora urlando chissà che in tedesco, lo vedo fare ora le scale a tre gradini per volta; ha visto Mussolini da fuori, sa dove andare. Ha la pistola in pugno, crede ancora di dover liberare Mussolini strappandolo a qualcuno. Arriva nella stanza del prigioniero col fiatone.
Di Otto Skorzeny – poiché era lui l'ufficiale gigantesco, dal fisico da lottatore che per primo varcò la soglia dell'albergo – ho ancora oggi quel ricordo. Lo rivedo come in quei minuti, con lo sguardo allucinato, rosso in volto; con la bustina di traverso e il fare prepotente. Salii subito dietro di lui e mi accorgo che altri ci seguono. Non c'è stato sino a questo momento un solo colpo di arma da fuoco, non un incidente, nulla... Nella stanzetta mi trovo accanto un ufficiale tedesco che non avevo visto sino a quel momento; è un maggiore, un biondino basso, esile, l'opposto di Skorzeny che vedo massiccio, trafelato, sull'attenti e salutare con il braccio alzato Mussolini. La piccola stanza, che ospitava Mussolini si è intanto riempita di gente. Skorzeny è lí impalato dinanzi a Mussolini; lo sento tenere quasi un discorso, agitarsi, nominare Hitler varie volte. Mussolini si guarda intorno, gira gli occhi, sembra volersi rendere conto del reale significato di quella liberazione.
E mentre Skorzeny come un invasato continua a parlare, lui, stanco, avvilito, tutt'altro che entusiasta, si siede sulla sponda del letto... Stancamente Mussolini senza alzarsi dal letto gli risponde in tedesco poche parole e sento che anche lui nomina Hitler.
Sono passati sí e no otto minuti dal momento in cui i tedeschi hanno preso terra. Un carabiniere intanto mi avverte che con la funivia sono arrivati altri tedeschi e che altri ne stanno sopraggiungendo. È il secondo viaggio, mi dice. Il primo gruppo è venuto su proprio negli stessi minuti in cui gli altri atterrarono con gli alianti. Poi aggiunge: «C'era un maggiore con loro, quello che è lí accanto a lei». Mi volto e vedo il maggiore biondino, esile, dall'aspetto delicato che avevo notato pochi attimi prima...
Dopo lo sproloquio di Skorzeny e le parole di ringraziamento di Mussolini ci fu un attimo di silenzio. Il capitano delle SS si guardò intorno poi tornò ad avere fretta; la «cerimonia» era finita. Conosco la ragione della sua fretta in quel giorno, temeva da un momento all'altro, un attacco aereo alleato.

41

“他再次啪地立正,用德语询问墨索里尼希望被护送去往何处。这名囚犯或许压根未曾料到会有此一问;他抬起眼帘,迟疑了片刻,随即说道:‘去罗卡德莱卡米纳泰。’我记得这次他是用意大利语回答的。
斯科尔兹内连眼皮都没眨一下。‘楼下有车吗?’他问道。楼下停着格利督察的轿车,其司机当时亦在墨索里尼套房内,遂走上前应声。‘你负责带上领袖的行李,送往罗卡德莱卡米纳泰,’斯科尔兹内命令道。随后他转向墨索里尼:‘领袖,您愿意随我同行吗?’
一名宪兵将墨索里尼的零星物品收拾起来:寥寥几件内衣、书籍,以及在蓬扎和拉马达莱娜期间一直摆在床头的亡子布鲁诺的遗像,捆扎成一个包裹,用麻绳草草系好。与此同时,墨索里尼穿上了那件黑色大衣,戴上一顶软呢帽:一切就绪。他从我身旁走过,望了我一眼,我向他报以微笑,却能清晰读出他眼中浓重的惶惑与忧虑。在平地上,他与我仅距咫尺,身侧簇拥着德军,身后是依然手舞足蹈的斯科尔兹内,然而他依然挤出了一句话:‘我本情愿由意大利人来解救,’他说着越过了我。此刻我彻底懂得了他的另一句话,即在窗前望见德国滑翔机从天而降时所发出的叹息:‘这可真是最不该发生的祸事。’
在门口我看到一名挎着电影摄影机的伞兵正在拍摄现场实况。在斯科尔兹内力邀其合影留念时,墨索里尼勉强挤出一丝苦笑……
几名宪兵围聚在‘鹳’式飞机四周。驾驶战机的是一名年轻的上尉飞行员,我看见他依然坐在座舱操控席上;当他看到斯科尔兹内陪同墨索里尼走近时,便跃下机舱与其相拥。我看见他们开始交谈,随即演变为争执:斯科尔兹内坚持要求这架‘鹳’式飞机除飞行员外,同时载运他本人与墨索里尼。三人共乘,对于这样一架轻型飞机而言堪称极度超载。飞行员极力争辩,试图劝阻斯科尔兹内,但后者一意孤行并最终占了上风。然而飞行员要求必须先清理平地上的碎石砾石,于是斯科尔兹内喝令手下并招呼四周的宪兵一同协助搬运。在众人清理跑道之际,党卫队上尉折返墨索里尼身旁问道:‘哪些人随您同行?’墨索里尼环视左右,随即指点道:‘格利督察、法约拉中尉和安蒂基军士长。’‘很好,’斯科尔兹内答道,随即转身走开。
我们三人面面相觑:这一发问意味着什么?尤其是德国人那句‘很好’又究竟包涵着何种深意?
法约拉中尉与我不谋而合:我见他附在格利耳边低语了几句,随后便悄然抽身返回饭店。如此一来,他便成功避免了被押送去德国不知所终的命运。而我则走近墨索里尼,将他引至一旁,设法以男人对男人坦诚相见的方式与其单独私语。我深知他绝不会对我怀恨在心,深知他是器重我的。‘我是摩德纳省弗里尼亚诺的帕武洛人,’我对他说,‘我的先祖一贯教导我憎恨这帮异族;若您将我带走,您带走的将是一个仇敌;我恳求您听任我自生自灭。’‘好的,亲爱的安蒂基,好的。我会记住你的。’这便成了他对我讲的最后一句话。
从第一架滑翔机触地算起过去了二十分钟,墨索里尼即将作为自由之身离开帝王台。然而我分明记得未曾见过他有丝毫轻松坦然之态,我坦白承认,在那些最后的瞬间,我对这位饱经沧桑、疲惫不堪、完全被命运巨浪所吞噬的老人油然而生一股同情乃至怜悯之情。我看见他与斯科尔兹内低语,提及了我的名字;毫无疑问,正是他的一句话使我免遭被强行押解去德国的劫难。”

Si irrigidí di nuovo sull'attenti ed in tedesco capí che chiese a Mussolini dove volesse essere condotto. Il prigioniero non si attendeva forse quella domanda; sollevò lo sguardo, ebbe un attimo di incertezza, poi disse «Alla Rocca delle Caminate». E ricordo che lo disse in italiano questa volta.
Skorzeny non batté ciglio. «C'è una macchina giú?» chiese. C'era quella dell'ispettore Gueli, il cui autista, che era anche lui nella stanzetta di Mussolini, si fece avanti. «Lei prenderà la roba del duce e la porterà alla Rocca delle Caminate», gli disse Skorzeny. Poi rivolto a Mussolini disse: «Vuole seguirmi Duce?»
Un carabiniere radunò le poche cose di Mussolini, la scarsa biancheria, i libri, il ritratto del figlio Bruno che era stato accanto al suo letto nei giorni di Ponza e della Maddalena e ne fece un unico pacco, legandolo alla meglio con dello spago. Intanto Mussolini si è infilato il cappotto nero e un cappello floscio: è pronto. Mi passa accanto, mi guarda per un attimo, gli sorrido, ma gli leggo l'inquietudine, la preoccupazione negli occhi. Sul pianoro è a pochi centimetri da me con i tedeschi al fianco, con Skorzeny alle spalle che gesticola ancora, eppure riesce a dirmi qualcosa. «Avrei preferito essere liberato dagli italiani» dice e mi supera. Adesso comprendo l'altra sua frase, quelle parole, «Questo non ci voleva», che aveva detto alla finestra della sua camera vedendo calare gli alianti tedeschi.
Sulla porta vedo un paracadutista con una macchina da presa cinematografica che «gira» le scene. Mussolini sorride di malavoglia mentre Skorzeny lo invita a posare per una foto ricordo...
Alcuni carabinieri sono attorno alla «cicogna». Il capitano che lo pilotava è un giovane, lo vedo ancora ai comandi del suo aereo, ma quando vede Skorzeny avvicinarsi con Mussolini, scende e lo abbraccia. Li vedo parlare, poi discutere: Skorzeny vuole che la «cicogna» porti, oltre il pilota, sia lui che Mussolini. Tre persone, un carico enorme per un apparecchio piccolo come quello. Il pilota discute, tenta di dissuadere Skorzeny, ma questi insiste e la spunta. Il pilota vuole però che il terreno sia sgombrato dai sassi e allora Skorzeny ordina ai suoi uomini ed invita i carabinieri che sono lí intorno di dare una mano. Mentre quelli lavorano, il capitano delle SS torna verso Mussolini e gli domanda: «Quale è il vostro seguito?» Mussolini si guarda intorno poi indica: «L'ispettore Gueli, il tenente Faiola ed il maresciallo Antichi», dice; «va bene», risponde Skorzeny e si allontana.
Noi tre ci guardiamo negli occhi: cosa significa quella domanda e, soprattutto, cosa significa quel va bene del tedesco.
Il tenente Faiola ha il mio stesso pensiero: lo vedo mormorare qualcosa all'orecchio di Gueli, poi si allontana, torna nell'albergo. Eviterà cosí di finire chissà dove in Germania. «Io invece mi avvicino a Mussolini, lo chiamo da una parte, trovo modo di parlargli a quattrocchi da uomo a uomo. So che non può portarmi rancore, so che mi stima». Io sono di Pavullo nel Frignano (Modena), – gli dico. – Questa gente i miei antenati mi hanno sempre insegnato ad odiarla, se mi portate con voi, portate un nemico, vi prego lasciarmi al mio destino». «Va bene caro Antichi, va bene. Mi ricorderò di te». Saranno quelle le ultime parole che mi rivolgerà.
Sono passati venti minuti dal momento dell'atterraggio del primo aliante sul pianoro e Mussolini stà per lasciare Campo Imperatore libero ormai. Ricordo però di non averlo visto tranquillo e confesso di aver provato in quegli ultimi momenti della simpatia ed anche della compassione per quell'uomo ormai anziano, stanco, dominato dagli eventi. L'ho visto parlare con Skorzeny, fare il mio nome e, senza dubbio, è stata una sua frase ad evitarmi la deportazione in Germania.

42

对墨索里尼并非以狂喜、而是以惶惑与忧虑迎接自身“获释”深有同感的,绝非仅限安蒂基一人。如阿切塔副准尉这般纯朴的底层士官,在追忆墨索里尼登上格拉赫上尉的“鹳”式飞机那一刻时,亦清晰记得其脸上浮现出的“一抹凄楚苦笑”,并评注道:“那是一个被异族之手解救、且清醒意识到自己已将祖国拖入万劫不复深渊之人的苦笑。”所有在那一天及其后数日有幸目睹其真容并与之交谈的人,无不产生类似观感。除所有人皆公认其身体健康极度虚弱衰竭之外,无人觉得他真正因获释而欢欣,更遑论企图重燃战火。斯科尔兹内写道,自己面对的是一个“病入膏肓、或许已彻底玩完之人”76;在慕尼黑见到他的鲁道夫·拉恩(Rudolf Rahn)写道,自己得到的“是一个疲惫消沉、对其身处的绝境了然于胸之人的印象;他语气亲和、顺从且克制;显然他更情愿把自己埋首于一间安宁避世的图书馆中”77;而深谙其为人且掌握第一手内幕的道尔曼在多年后的一次访谈中亦指出78
“我相信墨索里尼宁可留在大萨索山上仰望雄鹰翱翔!在他抵达德国后见过他的所有人皆告诉我,他已成了一个心力交瘁的垂暮老翁。所有人都对我重申此点。而当我在一个月后前往罗卡德莱卡米纳泰拜谒他时,我自己亦清醒地意识到他的政治生涯早已彻底终结。”

同样不可忽视的,还有皮埃尔·德里厄·拉罗谢尔(Pierre Drieu la Rochelle)这位敏锐心理学家在其10月4日的日记中所写下的断语——在前“领袖”重返舞台后,拉罗谢尔极可能是依据从德国上层搜集的情报写道79
“可怜的墨索里尼,被德国人顺手捡走实乃其莫大之不幸:对他而言本已到了该收场的时刻,而他自己亦本心渴望收场。”

Ad avere l'impressione che Mussolini non accogliesse con esultanza ma con inquietudine e preoccupazione la propria liberazione non fu solo l'Antichi. Un uomo semplice come il vicebrigadiere Accetta, rievocando il momento del suo imbarco sulla «cicogna» del capitano Gerlach, ha ricordato di aver notato sul suo volto «un mesto sorriso» e ha osservato: «era il sorriso di un uomo liberato da mano straniera e consapevole di aver trascinato nel baratro la patria». E impressioni simili ebbero tutti coloro che quel giorno e in quelli immediatamente successivi ebbero occasione di vederlo e di parlargli. A parte lo stato fisico, da tutti giudicato assai precario, a nessuno sembrò veramente contento di essere stato liberato e tanto meno che pensasse a riprendere la lotta. Skorzeny ha scritto di essersi trovato di fronte un uomo «dall'aspetto gravemente malato, forse, per sempre finito»76; Rudolf Rahn, che lo vide a Monaco, ha scritto di aver avuto «l'impressione di un uomo abbattuto e stanco, pienamente conscio della situazione disperata in cui si trovava; parlava con tono amichevole, rassegnato e moderato; ed era evidente che avrebbe preferito andarsi a seppellire in una tranquilla biblioteca»77; Dollmann, che lo conosceva bene e aveva avuto informazioni di prima mano, in un'intervista di molti anni dopo avrebbe detto78:
Io credo che Mussolini avrebbe preferito restare sul Gran Sasso ad ammirare il volo delle aquile! Tutti quelli che lo videro, dopo il suo arrivo in Germania, mi dissero che era ormai un uomo stanco, invecchiato. Questo mi hanno ripetuto tutti. E anch'io, quando andai a fargli visita, un mese dopo, alla Rocca delle Caminate, mi resi conto che ormai la sua vicenda politica era conclusa.

Né si può non ricordare quanto scritto da Pierre Drieu la Rochelle, da quel fine psicologo che era, ma assai probabilmente anche grazie a notizie raccolte negli ambienti tedeschi, nel suo diario il 4 ottobre, dopo il ritorno alla ribalta del «duce»79.
Pauvre Mussolini, il est bien malheureux d'avoir été ramassé par les Allemands: il était temps pour lui de finir, et il voulait finir.

43

正如前述,墨索里尼原本渴望立即奔赴罗卡德莱卡米纳泰庄园,且当斯科尔兹内询问其意欲何往时他便当即表达了这一心愿。当得知希特勒正在德国恭候大驾时,他流露出恼怒之态,并坚称自己“迫切需要”与家人团聚80。然而一切皆属徒劳:元首的训令明确无误。在格拉赫驾驶的“鹳”式飞机降落的普拉蒂卡迪马雷机场,一架亨克尔运输机已奉命在此守候,接运其直飞德国。当晚他抵达维也纳,次日转抵慕尼黑。在此期间,一架德国专机已将拉凯莱夫人及其子女罗马诺(Romano)与安娜·玛丽亚(Anna Maria)从弗利(Forlì)接抵慕尼黑,在机场迎候他的到来。

“我原以为会看到他容颜憔悴,”其妻拉凯莱写道81,“但当贝尼托迈着一贯敏捷的步伐向我们走来时,他那惨白的面容令我心如刀割。他脚蹬滑雪靴,身穿那套磨损得极厉害的黑色西装——那是我从罗卡寄给他的,罗卡庄园里当时只剩下准备捐给穷人的破旧衣物。他的第一句话是:‘我还以为再也见不到你了。’在相拥片刻之后,我们相对无言。随后,得知他必须立即再度启程,我们退入机场司令部的一间套房,在那里我们得以畅所欲言。我们相互打听着这段残酷分离岁月中的种种遭遇。看似不可思议的是,对于7月25日政变后意大利本土形成的局势,他竟然仍几乎一无所知。”

次日即9月14日,墨索里尼从慕尼黑再度乘机飞抵拉斯滕堡(Rastenburg,狼穴)。

关于希特勒与墨索里尼的初次会晤,戈培尔记述称“异乎寻常地亲切友好”;而墨索里尼在《一年史》中对拉斯滕堡会谈的唯一简短提及中,仅称其受到了“纯粹手足般的接纳”82
尽管对希特勒积怨已久,且对德国人近乎强行将其押解至此、完全无视其(无论对斯科尔兹内还是在维也纳通电话时对希特勒本人)渴望先回罗卡庄园休养以平复近两个月来严重创伤的恳求深感恼怒,并且出于对等待着自己的未知命运的深深恐惧,墨索里尼在此际不可能不意识到:自己重获自由乃至保全性命全拜希特勒所赐。反观希特勒,尽管极力责怪墨索里尼未曾如自己屡次告诫的那般先发制人破获并粉碎政敌的阴谋、乃至听任自己猝不及防沦为阶下囚,并极可能暗中怀疑墨索里尼本人亦曾动过背弃德国的念头(戈培尔9月23日的日记中曾有此影射83),但他深知:既然墨索里尼已重获自由,无论其情愿与否,自己都必须竭尽全力促使其重掌法西斯大旗并出任新意大利政府的首脑。除一系列与意大利战局直接挂钩的次要现实考量外,有两大根本动机驱使希特勒必须如此行事:法西斯主义乃墨索里尼一手缔造,举世皆将两者视为一体;设若这位“导师”拒不重返战斗岗位,举世必将认定他对这位“学生”彻底丧失信心且认定战局已彻底败局已定。无论从宣传战角度、还是对随时可能步意大利后尘的欧洲仆从国而言、抑或对德国国内舆论而言,希特勒皆绝不容许发生此种情况84。除此以外还有另一重不遑多让的战略恐惧:唯恐对德国战局指导深怀不满的日本会借墨索里尼“隐退”为借口单方面撕毁《三国同盟条约》85。这便解释了为何在机场当着众多记者、摄影师和政要显贵之面,两人的初次会面显得“异乎寻常地亲切友好”;而两人随后在闭门密室、屏退一切外人耳目的密谈中,气氛却远非如此融洽。

Mussolini, lo si è visto, avrebbe voluto recarsi subito alla Rocca delle Caminate ed espresse questo desiderio non appena Skorzeny gli chiese dove voleva essere condotto. Quando seppe che Hitler lo attendeva in Germania ebbe un gesto di stizza e ribadí di avere «impellente bisogno» di raggiungere la famiglia80. Tutto fu però inutile: gli ordini del Führer erano precisi. A Pratica di Mare, dove atterrò la «cicogna» di Gerlach, lo attendeva un Heinkel per condurlo subito in Germania. A sera era a Vienna, da dove, il giorno dopo, fu trasferito a Monaco. Qui, intanto, un aereo tedesco aveva portato da Forlí la moglie Rachele e i figli Romano e Anna Maria che lo attendevano all'aeroporto.

Immaginavo di trovarlo molto sciupato – ha scritto la moglie81 – ma quando Benito viene verso di noi, pur col solito passo svelto, il suo viso assai pallido mi stringe il cuore. Calza gli scarponi da sci e indossa l'abito nero assai sciupato, che gli avevo mandato dalla Rocca, dove tenevo solo abiti fuori uso accantonati per donarli ai poveri. Le sue prime parole sono: «Credevo di non rivederti piú». Per qualche istante, dopo esserci abbracciati, restiamo senza parole. Poi, sapendo che deve ripartire subito, ci ritiriamo in una stanza del comando dell'aeroporto e lí possiamo confidarci liberamente. Ci siamo interrogati a vicenda su tutti questi terribili giorni di separazione. Sembra incredibile, ma egli è ancora quasi all'oscuro della situazione che si è creata in Italia dopo il 25 luglio.

Il giorno successivo, il 14 settembre, da Monaco Mussolini fu portato, sempre in aereo, a Rastenburg.

Del primo incontro tra Hitler e Mussolini Göbbels scrisse che fu «straordinariamente cordiale e amichevole»; Mussolini, nell'unico brevissimo accenno ai colloqui di Rastenburg da lui fatto nella Storia di un anno parlò solo di un'accoglienza «semplicemente fraterna»82.
Nonostante il rancore che covava da tempo nei confronti di Hitler, l'irritazione per essere stato condotto da lui quasi di peso, ignorando la sua richiesta (a Skorzeny, ma anche allo stesso Hitler, quando gli aveva parlato per telefono da Vienna) di recarsi innanzi tutto in famiglia alla Rocca delle Caminate e di riposarsi dal trauma degli ultimi due mesi e, crediamo, mosso dal timore per il futuro che gli si preparava, Mussolini non poteva in quel momento non rendersi conto di dovere a Hitler la libertà e probabilmente la vita. Il Führer, a sua volta, pur facendo carico a Mussolini di non aver preso in tempo – come lui gli aveva suggerito piú volte – le contromisure necessarie a prevenire e stroncare sul nascere le perfide manovre dei suoi avversari e di essersi lasciato sorprendere da essi e, probabilmente, sospettandolo addirittura di aver pensato anche lui ad uno sganciamento dalla Germania (un accenno in questo senso è nel diario di Göbbels alla data del 23 settembre83), sapeva che, tornato ormai Mussolini libero, egli non poteva – lo volesse o non lo volesse – non fare di tutto perché riassumesse la guida del fascismo e si mettesse a capo di un nuovo governo italiano. A parte una serie di considerazioni «minori», legate cioè alla situazione italiana, due erano i motivi che glielo imponevano. Il fascismo era creatura di Mussolini e agli occhi del mondo i due movimenti e i due regimi si identificavano; se il «maestro» non avesse ripreso il suo posto di lotta tutti avrebbero pensato che non aveva piú fiducia nell'«allievo» e che considerava ormai perduta la partita. E questo Hitler non poteva consentirlo né propagandisticamente, né rispetto agli alleati europei, che sarebbero stati incoraggiati a seguire l'esempio italiano, né alla propria opinione pubblica interna84. A questo motivo se ne aggiungeva poi un altro non meno importante: il timore che i giapponesi – assai critici verso la sua conduzione strategico-politica della guerra – potessero prendere a pretesto il «ritiro» di Mussolini per sciogliere il Tripartito85. Ciò aiuta a spiegare perché, se il primo incontro, all'aeroporto, presenti giornalisti, cinereporters e autorità varie, fu «straordinariamente cordiale e amichevole», molto meno lo furono i successivi colloqui tra i due, quasi tutti svoltisi in forma privata, senza occhi e orecchie indiscreti.

44–45

要真正领会9月14日至15日这轮密谈的深层氛围及其在墨索里尼内心激起的人性与政治炼狱,必须回溯7月25日政变对德国特别是对希特勒本人而言究竟意味着什么。在此意义上,我们刚才勾勒的宏观背景不过是其底色而已。为了构建更全面的历史参照坐标,一方面必须回溯德国早自6月初便对意大利脱离战争抱有的深刻恐慌,以及在7月25日前便着手制定的应急干预预案(“阿拉里克”与“君士坦丁”计划),乃至政变后立即拟定或实施的作战预案(旨在占领罗马与梵蒂冈、逮捕国王王室与反德军政要员、解救墨索里尼并复辟法西斯的“施瓦茨行动”〔operazione «Schwarz»〕,该行动在停战宣布后被裁并调整为“轴心行动”与“橡树行动”);另一方面,则必须审视9月8日至14日之间所发生的剧烈事态演变86

Per capire veramente il clima di questi colloqui – il 14 e 15 settembre – e i problemi umani e politici che essi suscitarono in Mussolini è necessario rifarsi a ciò che per i tedeschi e per Hitler in particolare aveva significato il 25 luglio. E in questo senso le considerazioni generali che abbiamo appena abbozzato non ne costituiscono che lo scenario di fondo. Per un quadro di riferimento piú completo bisogna, per un verso, rifarsi ai timori tedeschi, risalenti almeno ai primi di giugno, per una possibile fuoriuscita dell'Italia dalla guerra e alle contromisure ad hoc messe allo studio già prima del 25 luglio (i piani «Alarich» e «Konstantin»), e a quelle studiate o adottate subito dopo (l'operazione «Schwarz», che prevedeva l'occupazione di Roma e della Città del Vaticano, l'arresto del re, della famiglia reale e degli esponenti politici e militari ostili alla Germania, la liberazione di Mussolini e la restaurazione del fascismo, poi ridimensionata in quelle «Achse» e «Eiche» appena annunciato l'armistizio) e, per un altro verso, a quanto era avvenuto tra l'8 e il 14 settembre86.

45

巴多格里奥取代墨索里尼的宣告令德国措手不及,并在其决策层中引发了巨大混乱。除确信墨索里尼绝非自愿辞职而是宫廷政变的牺牲品外(数日之内德国高层甚至普遍以为他难逃一死87),起初除希特勒外无人知晓究竟该如何应对这一变局。

在元首眼中,铲除墨索里尼借用戈培尔的话说不过是一场“惊天背信弃义”的前奏。巴多格里奥效忠盟约的宣示纯属缓兵之计。真相在于意大利新政府正在紧锣密鼓策划全面背叛(“他们宣称要继续战斗,但这是彻头彻尾的背叛!我们必须看得一清二楚:这是不折不扣的背叛!”),且这一背叛早已山雨欲来。使危机急剧爆发的是法西斯大委员会会议;依据来自罗马的最早情报,法里纳奇在会上扮演了“笨拙愚蠢的弄臣角色,或许出于最美好的意愿与动机”,却起到了“致命的破坏作用”,从而为国王的大打出手大开方便之门。

L'annuncio della sostituzione di Mussolini con Badoglio aveva colto di sorpresa la Germania e seminato la confusione tra i suoi capi. A parte la convinzione che Mussolini non si fosse dimesso, ma fosse stato vittima di un complotto (da cui, per alcuni giorni, piú di uno aveva pensato non sarebbe uscito vivo87), sulle prime nessuno, salvo Hitler, aveva avuto idee chiare su come affrontare la situazione.

Per il Führer la liquidazione di Mussolini non era, per dirla con Göbbels, che l'antefatto di un «gigantesco» caso di «abiezione». Le affermazioni di fedeltà all'alleanza di Badoglio erano puramente strumentali. La verità era che il nuovo governo italiano stava preparando il tradimento («dichiarano di voler continuare a combattere, ma è un tradimento! Dobbiamo essere bene in chiaro: si tratta di un vero tradimento!») e che esso era del resto già nell'aria. A far precipitare la crisi era stato il Gran Consiglio, nel corso del quale – stando alle primissime notizie giunte da Roma – Farinacci si era comportato «da sciocco maldestro e, forse con la migliore volontà e le migliori intenzioni», aveva avuto «una parte fatale», permettendo al sovrano di entrare in azione.

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“归根结底,”希特勒在7月27日对戈培尔说道,“这场危机矛头直指德国。其目标在于促使意大利脱离战争,从而给帝国制造极端险恶的危机局面。毫无疑问英美在幕后推波助澜。巴多格里奥在走出这决定性一步前,必定早已与敌人展开了秘密媾和谈判。他通告中所谓战争继续的声明纯属空话。巴多格里奥别无选择只能这般表态,否则必将引致国防军的雷霆进击,而意大利亦将沦为战场——这正是他们目前竭力企图避免的。”

在军事层面,希特勒认为盟军必将尝试在热那亚一线实施大规模登陆,将意大利腰斩为两段并彻底孤立在南线交战的德军主力。由此他坚信必须迅雷不及掩耳地实施武装干预以先发制人,牢牢掌控意大利全境,阻止敌人夺取意境空军基地对德国南部实施毁灭性轰炸,并最终对“叛徒”施加严厉惩戒并重建法西斯政权。起初,希特勒尽管深知墨索里尼与法西斯体制在意大利民间威信丧尽,却未曾料到整个法西斯党竟会如此不堪一击、宛如阳春白雪般瞬间瓦解冰消;因此他认定只要赶在新政权立足未稳前果断出击,乾坤依然完全可以逆转。在这方面,他在7月26日对冯·克鲁格(von Kluge)陆军元帅所说的一席话极具启发:
“在我看来这整出丑剧不过是一场典型的军事政变,一如当年贝尔格莱德政变如出一辙,由此衍生的伪政权必将迅速土崩瓦解。”
次日在元首大本营,在海军首脑亦出席的高层军事会议上,面对约德尔(Jodl)和邓尼茨(Dönitz)等对法西斯死灰复燃深表怀疑(“我深疑法西斯主义是否尚有任何意义,无论对那些主张继续与我们并肩作战的人而言、还是对意大利人民自身而言,”邓尼茨直言不讳地指出)、虽坚信“在任何情况下”绝不可撤离意大利但极力主张不应为一场草率冒进的行动而从东线抽调宝贵兵力、因而倾向于推迟“施瓦茨行动”以便有更多时间研判巴多格里奥政府真实意图(凯塞林甚至认为该政府“值得信任”)并以最小代价筹备周全对策的高级将领,希特勒反驳道:
“我们必须猝然发难。否则英美将长驱直入占领各大机场。法西斯党目前不过是被打懵了而已,必将在我们的战线后方重新崛起。唯有法西斯党情愿与我们并肩死战。因此我们必须扶植其复辟。任何主张继续迁延推迟的高谈阔论皆大谬不然:如此我们将冒痛失意大利并将其拱手让予英美的灭顶之灾。这些道理绝非纯粹军人所能参透。唯有具备深刻政治头脑之人方能洞若观火地看清前路。”

In ultima analisi – Hitler aveva detto a Göbbels il 27 luglio – questa crisi è diretta contro la Germania. L'obiettivo consiste nel far ritirare l'Italia dalla guerra per creare al Reich una situazione eccezionalmente pericolosa. Senza dubbio gli inglesi e gli americani hanno fomentato la crisi. [Sicuramente] Badoglio aveva iniziato trattative col nemico prima di fare questi passi decisivi. L'asserzione del suo proclama, secondo cui la guerra continua, non significa nulla. Badoglio non avrebbe potuto esprimersi altrimenti, poiché, in tal caso, avrebbe provocato l'immediato intervento della Wehrmacht e l'Italia sarebbe diventata teatro di guerra, cosa che oggi colà si cerca di evitare.

Sotto il profilo militare, Hitler pensava che gli Alleati avrebbero tentato uno sbarco, forse all'altezza di Genova, per tagliare in due l'Italia e isolare le forze tedesche impegnate nel sud. Da qui la sua convinzione che fosse necessario un pronto intervento per prevenire questa mossa, assicurarsi il controllo dell'Italia, impedire al nemico di impadronirsi delle sue basi aeree e bombardare da esse la Germania meridionale e, infine, per punire esemplarmente gli autori del «tradimento» e ricostituire un governo fascista. Agli inizi, infatti, Hitler, pur essendo consapevole che Mussolini e il fascismo avevano ormai perso buona parte del loro ascendente sul popolo italiano, non aveva previsto che anche il partito non avrebbe retto e si sarebbe dissolto come neve al sole e, quindi, aveva pensato che, se si fosse agito tempestivamente, prima che la nuova situazione si fosse consolidata, questa poteva essere ancora capovolta. Assai significativo, a questo proposito, è quanto aveva detto il 26 luglio al feldmaresciallo von Kluge:
tutta questa storia è per me un tipico putsch, come lo fu quello di Belgrado, e il regime che ne è sorto si sfascerà e il giorno dopo, al Quartier generale, presenti anche i capi della Marina, in polemica con quei capi militari e in primis con Jodl e Dönitz che non nascondevano il loro scetticismo circa la possibilità di una rinascita del fascismo («dubito che il fascismo abbia piú alcun significato, sia per coloro che favoriscono la continuazione della guerra al nostro fianco, sia per lo stesso popolo italiano» aveva detto senza mezzi termini Dönitz) e – pur essendo convinti della necessità di non evacuare «in nessun caso» l'Italia – si preoccupavano di non distogliere truppe dal fronte orientale per un'operazione precipitosa e propendevano per un rinvio dell'operazione «Schwarz» in modo da avere piú tempo per valutare le effettive intenzioni del governo Badoglio (che Kesselring riteneva «degno di fiducia») e apprestare meglio e col minor dispendio di forze possibile tutte le opportune contromisure aveva replicato:
dobbiamo agire all'improvviso. Altrimenti gli anglosassoni marceranno contro di noi occupando gli aeroporti. Il partito fascista è attualmente solo stordito e risorgerà nuovamente dietro le nostre linee. Il partito fascista è l'unico disposto a combattere al nostro fianco. Dobbiamo perciò instaurarlo di nuovo. Ogni ragionamento che proponga ulteriori ritardi è errato: con esso corriamo il pericolo di perdere l'Italia e darla agli anglosassoni. Questi sono argomenti che un militare non può comprendere. Solo un uomo di senso politico può vedere chiaramente la sua via.

47–48

由此坚定了他在7月27日对戈培尔与戈林吐露的决绝信念:必须立即对罗马发动突袭抓捕行动——“一旦俘获国王、巴多格里奥以及幕后操盘的黑手,大局立告逆转”,便可着手重建法西斯政府;在墨索里尼获释之前或倘若其遇害,希特勒原打算将这一政权托付给已逃入驻罗马德国大使馆并被其火速召至大本营的法里纳奇。
然而在短短十天之内,希特勒不得不被迫大幅度削减其宏图大计。国防军最高统帅部(OKW)与海军总司令部在凯塞林将军的研判以及在德方新特使鲁格(Ruge)海军少将报告的支撑下(鉴于希特勒对完全失宠并遭图森特〔Toussaint〕将军撤换的冯·林特伦〔von Rintelen〕深怀戒心,鲁格特使的意见尤显举足轻重),并未正面顶撞元首,而是借由一系列严密的战术技术论据与政治利害考量,成功遏制了希特勒的焦躁盲动。突袭罗马固然完全可行,但在军事上势必陷于泥潭,在政治上更是彻底灾难。在军事上,此举将使向意大利调遣新援军变得极其困难乃至化为泡影,并将置驻西西里与南部、更遑论驻撒丁岛的德军于绝境之中,以至于在现实层面必须做好牺牲当时在意大利的大部分精锐部队的沉重代价。在政治上,这势必彻底断送德国在意大利仅存的人心支持,并必然激起意大利陆海军的全面激烈武装反弹。在7月27日与8月1日的两份报告中,鲁格对此作了极其透彻的剖析:
“依我之见,拟议中的强力措施在当前关头势必将意军尚存的绝大部分主力彻底推向敌对立场,给德国在历史面前留下不可饶恕的罪责,却无力带来战局的积极扭转……罢黜领袖在当前关头固然是一记极不明智的昏招。然而民意却一致排斥其复辟,盖因他是被自己人逼迫下台的。从中人们看到了其疾病缠身、精力枯竭的征兆,以及在这一危难关头治理国家的彻底无能。如格罗西(Grossi)和塞斯蒂尼(Sestini)等少壮派军官充分承认其往昔功勋,但对他们而言他已是一个无力拯救意大利的病人,军官们无法再为他效命拼杀……反之,设若我们此刻保持克制静观其变,我们在军事上尚能从意大利榨取若干资源并极大强化自身战略态势。即便巴多格里奥政府最终走向投降(哪怕与敌人的接触亦尚不能完全证实此点),我们在军事上的处境亦远优于此刻贸然出击。在那种情况下,留在我们身边的意大利人将远多于贸然干预其内部事务而为其提供倒戈借口时的情形。我深信,在当前局势下,拟议中的突击行动在军事上带给我们的损害将远大于其可能带来的微薄收益。”

Da qui la sua convinzione – espressa sin dal 27 luglio a Göbbels e a Göring – che si dovesse procedere a un colpo di mano su Roma: «una volta catturati il re, Badoglio e gli altri che armeggiano dietro le quinte, la situazione sarebbe capovolta» e si sarebbe potuto ricostituire un governo fascista che, sino a quando Mussolini non fosse stato liberato o nel caso che fosse stato ucciso, egli pensava potesse essere affidato a Farinacci, che si era rifugiato all'ambasciata tedesca a Roma e che subito aveva fatto convocare al suo Quartier generale.
Nel giro di una decina di giorni Hitler aveva dovuto però rassegnarsi a ridimensionare radicalmente i suoi piani. Pur senza contrastarlo esplicitamente, sia l'OKW sia il comando supremo della Kriegsmarine, confortati anche dal giudizio di Kesselring e – cosa piú importante, data la scarsa fiducia che ormai Hitler nutriva di lui (von Rintelen, caduto completamente in disgrazia, fu addirittura sostituito con il generale Toussaint) – del vice ammiraglio Ruge, inviato subito in Italia per rendersi conto de visu della situazione, erano riusciti infatti a tenere a freno la sua impazienza adducendo una serie di argomenti tecnici e di considerazioni politiche. Un colpo di mano su Roma sarebbe stato certamente possibile, ma avrebbe determinato una situazione militarmente difficile e politicamente negativa. Militarmente avrebbe reso piú difficile se non impossibile l'afflusso di nuove forze in Italia e avrebbe messo in gravi difficoltà quelle dislocate in Sicilia e nel Mezzogiorno, per non dire quelle che si trovano in Sardegna, tanto che, realisticamente, si doveva mettere in conto la perdita di buona parte delle truppe dislocate in quel momento in Italia. Politicamente avrebbero alienato alla Germania le ultime simpatie che essa vi aveva e provocato certamente una forte reazione dell'Esercito e della Marina italiani. In due rapporti, uno del 27 luglio e l'altro del 1° agosto, Ruge era stato a questo proposito esplicito:
secondo il mio parere, le misure progettate porterebbero, nel momento attuale, la maggior parte delle forze italiane ancora esistenti contro di noi e costituirebbero per la Germania una colpa di fronte alla storia senza essere in grado di provocare un mutamento adeguato della situazione... La destituzione del Duce è stata una misura molto infelice in questo momento. Il suo ritorno viene tuttavia rifiutato da tutti e ciò per il modo in cui egli si è lasciato costringere alle dimissioni dai suoi stessi uomini. In ciò si vede il segno della sua malattia e della diminuzione delle sue energie e la prova della sua incapacità di guidare lo stato in questa difficile situazione. Gli ufficiali piú giovani, come Grossi e Sestini, riconoscono pienamente i suoi meriti, ma per loro egli è un uomo malato che non può salvare l'Italia e per il quale essi non possono impegnarsi... Se invece ora aspettassimo, potremmo ancora ottenere qualcosa dall'Italia sul piano militare e rafforzare notevolmente la nostra posizione. Perfino se il governo Badoglio dovesse capitolare (anche un contatto con il nemico non costituisce una prova di ciò), la nostra situazione militare sarebbe migliore che se agissimo adesso. In tal caso rimarrebbero al nostro fianco piú italiani di quanti ne rimarrebbero se venisse loro offerto un sicuro motivo di defezione, che allo stato attuale non esiste, ma che sarebbe offerto subito da un simile intervento nei loro affari interni. Sono convinto che, nella presente situazione, l'operazione progettata ci danneggia militarmente molto piú di quanto ci possa essere utile.

48

8月2日,凯塞林亦向大本营报告称自6日起“施瓦茨行动”已具备实施条件,但出其不意的突袭奇效已荡然无存:面对德军在意大利本土、罗马外围及首都城内急剧增加的驻军,意军已全面强化了防御戒备,正枕戈待旦。至此,希特勒于8月5日不得不承认该突袭行动已毫无意义,最好将全盘精力转向筹备在意大利公开“背叛”时刻采取的严密反制举措(对此他深信不疑),以及筹划旨在解救墨索里尼的“橡树行动”;然而正如我们所见,即使在查明墨索里尼关押处所后,希特勒在最后一刻前依然按兵不动,以免激化矛盾,并以此争取时间向意大利本土调运更多重兵部队88

Il 2 agosto Kesselring aveva a sua volta comunicato che dal giorno 6 l'operazione «Schwarz» poteva essere eseguita, ma che ormai sarebbe mancata la possibilità di contare sul fattore sorpresa: gli italiani, di fronte all'accresciuta presenza tedesca in Italia, attorno a Roma e nella stessa capitale, avevano rafforzato le loro misure di difesa ed erano ormai sul chi vive. A questo punto, il 5 agosto Hitler aveva dovuto convenire che l'operazione non aveva piú senso e che fosse meglio indirizzare tutti gli sforzi alla preparazione delle contromisure da adottare al momento del «tradimento» italiano, di cui era sempre sicuro, e all'operazione «Eiche», alla quale – come abbiamo visto –, una volta individuato il luogo in cui era tenuto prigioniero Mussolini, non avrebbe dato però sino all'ultimo il via libera per non far precipitare la situazione e avere il tempo per trasferire in Italia altre forze88.

49–50

从更狭义的政治维度而言,希特勒最初的设想正如我们前述,是至少在过渡阶段将意大利“敌对伪政权”的权柄托付给罗伯托·法里纳奇89。然而,这位德国在意大利号称“最忠诚挚友”的政治明星却迅速陨落,甚至早于元首最终认定暂缓与罗马撕破脸之前便已宣告破灭。导致其迅速失宠的,正是法里纳奇在抵德后先后与冯·里宾特洛甫以及希特勒本人举行的会晤。希特勒对他的观感堪称灾难性的一塌糊涂:元首原本期盼见到的是一位头脑清醒、斗志昂扬、足以力挽狂澜的法西斯铁血干将,然而展现在眼前的却是一个心灰意冷、猥琐狭隘、对大势浑然不知且对墨索里尼满腔怨毒的失意小人。

Sotto il profilo piú propriamente politico, la prima idea di Hitler era stata, l'abbiamo già detto, quella di affidare, almeno per il momento, la guida di un «controgoverno» italiano a Roberto Farinacci89. La stella del piú «fedele amico» che la Germania contasse in Italia era però subito tramontata, ancor prima che il Führer si convincesse che era piú opportuno non precipitare i rapporti con Roma. A farla tramontare erano stati gli incontri che Farinacci aveva avuto, appena arrivato in Germania, prima con von Ribbentrop e poi con lo stesso Hitler. Questi infatti ne aveva avuto una impressione disastrosa. Invece di un fascista lucido e combattivo, capace di prendere in mano la situazione, si era trovato di fronte un uomo annientato e meschino, incapace di rendersi conto di cosa fosse effettivamente avvenuto e pieno di rancore verso Mussolini.

50

“元首原本期待他能对局势演变表达深切痛心,”戈培尔在其日记中写道90,“且至少能展现出对领袖毫无保留的休戚与共。然而他却毫无此类表现。他呈交元首的汇报充斥着对领袖个人品行与政令举措的严苛挞伐……在我看来,法里纳奇这个笨拙蠢才多半是被意大利贵族与共济会的阴暗阴谋所蒙蔽欺骗并不自觉地卷入了其中;如今他自然不愿承认自己的过失,哪怕这过失是无心之失。
从元首与法里纳奇的谈话中清晰可见,此人绝不可被我们委以经天纬地的重任。无论如何我们必须竭尽全力将其置于我们的严密监控之下。目前元首已将其交由希姆莱看管照顾。”

9月8日局势的急转直下丝毫未能拉升法里纳奇的政治行情:鉴于墨索里尼生死下落不明(9月10日在罗马民间流传着朱塞佩·卡拉多纳转述、并被德博诺记入日记的传言91,称墨索里尼在阿奎拉的一家诊所因手术失败已告身亡),德国方面起初仅将法里纳奇视为与亚历山德罗·帕沃利尼、雷纳托·里奇以及维托里奥·墨索里尼共同组成的一个以“领袖”名义行事的临时四头政治委员会(quadrunvirato provvisorio)成员之一而已。这一方案显然并未深得希特勒欢心;尽管四头委员会已在紧锣密鼓地开展工作92,希特勒依然采纳建议接见了朱塞佩·塔西纳里(Giuseppe Tassinari)——塔西纳里作为杰出的农政专家与组织管理者在德国享有极高声望,被希姆莱尤其是道尔曼视为统领新法西斯政权并赋予其纯技术官僚色彩的最理想人选93

Il Führer – aveva annotato Göbbels nel suo diario90 – si aspettava che egli esprimesse il suo profondo rincrescimento per gli sviluppi della situazione e che, per lo meno, si mostrasse senza riserve solidale col Duce. Viceversa non ha fatto nulla di tutto ciò. Il suo rapporto al Führer consiste soprattutto in una severa critica alla personalità e ai provvedimenti del Duce... A me pare che quell'imbecille maldestro di Farinacci possa essere stato abbindolato e abbia preso parte al complotto losco dell'aristocrazia e massoneria d'Italia; ora, naturalmente, non vuole confessare la propria colpa anche se questa è stata involontaria.
Dal colloquio del Führer con Farinacci risulta evidente che quest'uomo non può essere utilizzato da noi per grandi compiti. In ogni modo facciamo di tutto per tenerlo sotto il nostro controllo. Il Führer, per ora, lo ha affidato alle cure di Himmler.

Né il precipitare, l'8 settembre, della situazione aveva fatto risalire le azioni di Farinacci: in mancanza di notizie precise sulla sorte di Mussolini (a Roma il 10 settembre circolava la voce, riferita da Giuseppe Caradonna e riportata da De Bono nel suo diario91, che Mussolini fosse morto in una clinica di L'Aquila in seguito ad una operazione), in un primissimo momento da parte tedesca si era pensato infatti a lui solo come ad uno dei componenti, con Alessandro Pavolini, Renato Ricci e Vittorio Mussolini, di una sorta di quadrunvirato provvisorio che avrebbe dovuto agire in nome del «duce». Una soluzione, questa, che Hitler non doveva però aver visto di buon occhio se – nonostante il quadrunvirato si fosse già messo al lavoro92 – aveva accettato il suggerimento di incontrare Giuseppe Tassinari che godeva in Germania di una notevole stima come tecnico e organizzatore ed era considerato da Himmler e ancor piú da Dollmann l'uomo piú adatto a guidare il nuovo governo fascista e ad imprimergli un carattere essenzialmente tecnico93.

51–52

唯有在这次会见未获成功(据沃尔夫将军称,这位前农业大臣犯下了激怒希特勒的三大“过失”,导致谈话“未如我们期盼的那般顺遂”),且恰逢墨索里尼已被安然护抵拉斯滕堡之后94,元首才最终决意全盘押注于墨索里尼一人,彻底搁置了不仅希姆莱(据沃尔夫透露给塔西纳里的意思,希姆莱认定墨索里尼乃至法西斯体制本身早已“过时落伍”,极力主张德国应培植“新鲜血液”,若希特勒执意起用墨索里尼,亦仅应赋予其徒有其表的虚位元首特权而非实权)、而且其政治随从室及国防军统帅部内部诸多实权人物对其复辟所提出的或明或暗的强烈异议。

Solo dopo l'insuccesso dell'incontro (l'ex ministro dell'Agricoltura commise, secondo il generale Wolff, tre «errori» che indisposero Hitler e non fecero andare il colloquio «come speravamo») ed essendo nel frattempo giunto a Rastenburg Mussolini94, il Führer aveva deciso di puntare su quest'ultimo, lasciando cadere le obiezioni che a un suo ritorno al potere venivano mosse piú o meno esplicitamente non solo da Himmler (che, secondo quanto il generale Wolff lasciò capire a Tassinari, considerava Mussolini e lo stesso fascismo «superati» e avrebbe voluto che la Germania si appoggiasse su «nuovi elementi» o, se proprio Hitler voleva Mussolini, che questi avesse un potere solo di facciata e non effettivo), ma anche da vari altri esponenti sia del suo entourage politico sia dell'OKW.

52–53

冯·凯特尔与隆美尔原本倾向于由德国国防军直接军事接管意大利本土全境,彻底摒弃任何意大利中介代理人,且绝不建立任何新的意大利军队,而是将意大利兵员直接编入德军序列。这一极端主张遭到了其他军方将领的抵制,他们认为若无意大利傀儡政权充当挡箭牌,直接接管统治意大利将极其繁难沉重乃至化为泡影;更何况希姆莱明确宣称自己手中并无充裕的警察宪兵警力足以在意大利“实施铁血高压统治”。持类似但略有差异立场的是斯佩尔(Speer,对他而言唯一关键的是能够架空意大利机关直接对工业生产与军工军械做出最终决断)和绍克尔(Sauckel,他完全从能为帝国榨取多少意大利劳工劳动力的特定视角打量意大利格局,旨在将一部分德国本国技术劳工从军工车间抽调补充前线国防军,并为修筑‘东线壁垒’掠夺苦力)95

Von Keitel e Rommel avrebbero preferito che la Wehrmacht assumesse il controllo diretto del territorio italiano, senza intermediari di sorta e che non si procedesse alla costituzione di un nuovo esercito italiano, ma che gli italiani fossero inquadrati in quello tedesco. Questa soluzione estrema non era condivisa da altri esponenti militari che consideravano troppo gravoso, se non addirittura impossibile, amministrare direttamente l'Italia senza un paravento italiano. E ciò tanto piú che Himmler dichiarava di non aver forze di polizia sufficienti per «potervi governare con la forza». Su posizioni simili, ma non eguali, erano Speer, a cui, in definitiva, importava solo di poter decidere tutte le questioni inerenti la produzione e gli armamenti scavalcando, se necessario, gli organi italiani, e Sauckel, che considerava l'assetto dell'Italia nell'ottica particolare della forza lavoro che essa poteva assicurare alla Germania, sia per disimpegnare dalle industrie belliche un certo numero di lavoratori specializzati tedeschi da trasferire alle forze armate, sia per fornire mano d'opera per la costruzione del «vallo orientale»95.

53

在更狭义的政治层面上,德国统治集团内部各执一词:一部分人认定墨索里尼重掌权柄不可或缺;另一些人则更中意建立一个彻头彻尾的吉斯林式傀儡政权,以便减少掣肘并确保德国在意大利享有更大的为所欲为之特权;最后还有一部分人对墨索里尼是否尚有心力掌权深怀疑虑。更不用说罗森堡(Alfred Rosenberg)一贯(且此后仍将持续)痛斥墨索里尼曾包庇庇护犹太人96;而狂热的大日耳曼主义分子——最典型的如蒂罗尔帝国大区长官霍费尔(Franz Hofer)与克恩滕帝国大区长官赖纳(Friedrich Rainer)——早已巴望着将帝国的南部疆界大举向南推进,不仅将上阿迪杰(南蒂罗尔),更将特伦蒂诺、威尼托乃至威尼斯朱利亚全盘鲸吞入德国版图,并为此立即向希特勒展开游说。戈培尔在其日记中的论述极具代表性。
在这位宣传大臣看来,意大利人借由其背叛,为自己选择了“历史上所能记忆的最为可耻的政治命运”:
“他们丧失了荣誉。一个人绝不可能在四分之一世纪内两次背信弃义而不永远玷污其政治荣誉……这场战争唯一确凿无疑的铁律,便是意大利必将战败。对其领袖的卑劣背叛,乃是对其盟友全面背叛的序幕。领袖将作为最后的罗马人载入史册,然而在他那伟岸的身躯背后,一个吉普赛式的卑劣民族将彻底腐烂殆尽……意大利人因其不忠与背叛,已丧失了维系一个现代民族国家的一切权利。他们必须依照历史的铁律,承受最为严酷的惩罚惩戒。”

然而在当前关头,最紧迫的任务是“竭尽所能抚绥安顿我们即将接管的意大利各地区”,因此不仅必须对任何领土变更“暂缓搁置”,而且必须以最大限度的审慎与高超的政治智慧行事,杜绝一切可能产生适得其反后果、激怒意大利民众、给德国武装部队制造巨大掣肘并“宣判任何新法西斯政权陷入政治瘫痪”的鲁莽举措:
“眼下我们对意大利民众必须隐忍不发、休提非议,因为我们用得着他们,尤其在我们的后勤补给线与交通枢纽方面。即便我们的手心再痒,对意大利军队亦绝不可肆意诽谤,因为我们至少必须说服他们放弃抵抗并向我们的部队缴械。”

A livello piú propriamente politico le opinioni erano divise tra coloro che ritenevano indispensabile che Mussolini riprendesse in mano il potere, chi, invece, avrebbe preferito un mero governo quisling che avrebbe creato alla Germania meno problemi e le avrebbe assicurato una maggiore mano libera in Italia e chi, in fine, nutriva dubbi sulla disponibilità di Mussolini. E questo per non dire di Rosenberg, che accusava (e avrebbe continuato ad accusare) Mussolini di aver protetto gli ebrei96, e dei pangermanisti piú accesi – tipici i casi dei gauleiter del Tirolo e della Carinzia, Hofer e Rainer – che già vedevano la frontiera meridionale della Germania spostarsi sino ad inglobare non solo l'Alto Adige, ma anche il Trentino, il Veneto e la Venezia Giulia e a questo scopo si erano subito mossi presso Hitler. Significativo è quanto si legge nel diario di Göbbels.
Per il ministro della Propaganda, col loro tradimento gli italiani avevano scelto «il piú ignominioso destino politico che la storia possa ricordare».
Hanno perso l'onore. Non si può mancare di parola due volte nel corso di un quarto di secolo senza macchiare per sempre il proprio onore politico... L'unica cosa sicura di questa guerra è che l'Italia la perderà. Il vigliacco tradimento al suo capo è stato il preludio di un tradimento contro il suo alleato. Il Duce entrerà nella storia come l'ultimo romano, ma dietro la sua potente figura un popolo di zingari terminerà d'imputridire... Gli italiani, per la loro infedeltà e il loro tradimento, hanno perduto qualsiasi diritto a uno stato nazionale di tipo moderno. Debbono essere puniti severissimamente, come impongono le leggi della storia.

Per il momento era però indispensabile «fare il possibile per pacificare le regioni italiane delle quali prenderemo possesso», sicché bisognava non solo «differire» ogni mutamento territoriale, ma agire con la massima prudenza e il massimo senso politico, evitando iniziative che avrebbero avuto effetti controproducenti, avrebbero indignato il popolo italiano, creato difficoltà alle forze armate tedesche e «condannato all'inattività politica qualsiasi governo neofascista».
Per il momento non diremo nulla contro il popolo italiano perché possiamo averne bisogno, specialmente per le nostre linee di rifornimento e per le comunicazioni. Nemmeno l'esercito deve essere diffamato, per quanto ci possa prudere di farlo, perché dobbiamo almeno persuaderlo a non offrire resistenza e a consegnare le armi alle nostre truppe.

54

历史的总账将在适当时机彻底清算,“因为归根结底,我们必须就意大利对轴心国所犯下的骇人背叛行径获取沉重的补偿”97

在7月25日之后不久,戈培尔曾对墨索里尼是否愿重掌权柄深表怀疑98。随着9月8日停战的爆发,这一疑虑烟消云散,取而代之的则是对前“领袖”的身心状态是否足以承担如此沉重使命的深刻担忧99;更主要的是深恐其重返政治舞台势必在清算时机成熟之际极大增加向意大利算账的阻力,从而缩水德国因遭背叛而理应攫取的割地赔款。翻阅其日记便足明此点。就在墨索里尼获释前夕的9月11日,戈培尔记道100
“关于领袖,从情感角度而言,设若我们无法将其解救,自然令人极度痛惜遗憾。然而从纯粹政治视角来看,这却并未引起我过多不快。我们必须以冷酷的机会主义眼光审视这一切。设若领袖执掌一个崭新的法西斯意大利,在诸多我们眼下原本能够对意大利毫无约束为所欲为的事务上,我们无疑必须对他礼让三分。即便元首坚决否认,我亦不相信元首能有胆量从一个由领袖掌舵且在战时恪尽职守的法西斯意大利手中强行割走南蒂罗尔。然而我们不仅必须收复南蒂罗尔,更应将帝国的边境线向南推进至整个威尼斯区以南。凡属往昔奥地利之领地,皆必须重新归还我们手中。”

I conti sarebbero stati fatti al momento opportuno, «perché in ultima analisi dobbiamo ricevere qualcosa in compenso dell'orribile tradimento che l'Italia ha commesso contro l'Asse»97.

Subito dopo il 25 luglio Göbbels aveva nutrito dubbi sulla disponibilità di Mussolini a riassumere il potere98. Con l'8 settembre questi dubbi si erano però dissolti, facendo posto a quello sull'effettiva capacità psicofisica del «duce» a far fronte ad un compito tanto pesante99 e soprattutto alla preoccupazione che un suo ritorno sulla scena politica potesse rendere piú difficile, quando fosse giunto il momento opportuno, fare i conti con l'Italia e meno consistente il compenso dovuto alla Germania per il tradimento subito. Basta scorrere il suo diario per rendersene conto. Alla vigilia della liberazione di Mussolini, l'11 settembre, Göbbels annotava100:
Per quanto riguarda il Duce, credo che, da un punto di vista sentimentale, sarebbe naturalmente molto increscioso se non potessimo liberarlo. Da un punto di vista politico, tuttavia, la cosa non mi spiacerebbe molto. Dobbiamo considerare tutte queste cose con un freddo opportunismo. Se il Duce si mettesse a capo di una nuova Italia fascista, dovremmo indubbiamente tener conto anche di lui in molte cose nelle quali possiamo ora agire senza restrizioni di fronte all'Italia. Anche se lo negasse, non credo che il Führer avrebbe il coraggio di togliere, ad esempio, il Tirolo meridionale a un'Italia fascista governata dal Duce e che si comporti bene per tutto il resto della guerra. Dobbiamo tuttavia non solo riavere il Tirolo meridionale, ma, come io ritengo, portare la linea di confine a sud delle Venezie. Tutto ciò che era un tempo possesso austriaco deve ritornare nelle nostre mani.

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而在两天后评论墨索里尼获释事件时,戈培尔写道101
“尽管从人性角度而言我对解救领袖深感宽慰动容,但就政治得失而言我却深表怀疑。只要领袖退隐出局,我们在意大利原本享有绝对自由的支配权。我们本可毫无顾忌地依据巴多格里奥政权的滔天背叛,强行推行关涉意大利一切遗留问题的终极解决方案。
在我看来,帝国的疆界除南蒂罗尔外还应涵盖威尼斯全境。而设若领袖重返政坛,这一切将变得步履维艰。即便关于我们对南蒂罗尔的领土索求,我们亦将面临重重阻力。在领袖统领下(只要他真能重整旗鼓),意大利将试图重新组建一个残存国家,对这一国家我们在诸多层面将背负盟友义务……一个由领袖执掌的政权势必继承《三国同盟条约》所规定的一切权利与义务。这真是一个令人忧心忡忡的前景!”

在拉斯滕堡会见之后,戈培尔的这一基本立场并未发生根本改观,尽管与他的担忧相反,希特勒在随后的事实中表明其绝无放弃最初战略意图之意(其意图与这位宣传部长的野心大同小异)。当墨索里尼首次流露出企图重新收回此前由德国全盘操控的法西斯对意广播宣传主导权时,戈培尔的反应极具代表性:“我们很快就会尝到,”他带着恼羞成怒的口吻记道,“领袖重返意大利政治生活所带来的苦果”102

E due giorno dopo, commentando la liberazione di Mussolini101:
Per quanto io sia commosso dal lato umano della liberazione del Duce, sono tuttavia scettico per quanto riguarda i vantaggi politici. Finché il Duce era fuori di scena, potevamo avere le mani libere in Italia. Senza alcuna restrizione e basando la nostra azione sull'enorme tradimento del regime di Badoglio, potevamo imporre una soluzione di tutti i nostri problemi concernenti l'Italia.
A me sembrava che, oltre al Tirolo meridionale, il nostro confine avrebbe dovuto includere le Venezie. Ciò sarebbe difficilissimo nel caso che il Duce rientri nella vita politica. Andremo incontro alle piú grandi difficoltà anche per quanto riguarda le nostre pretese sul Tirolo meridionale. Sotto la guida del Duce, sempre che egli riprenda la sua attività, l'Italia tenterà di riorganizzare un troncone di Stato verso il quale avremo, sotto molti aspetti, degli obblighi... Un regime sotto la guida del Duce diverrebbe presumibilmente erede di tutti i diritti e doveri contemplati dal Patto Tripartito. Una prospettiva piuttosto preoccupante!

Né da questo atteggiamento Göbbels si sarebbe sostanzialmente discostato dopo l'incontro di Rastenburg, nonostante che – contrariamente ai suoi timori – Hitler avesse mostrato, come vedremo, di non essere disposto a recedere dai suoi primitivi propositi, non molto diversi da quelli del suo ministro. Caratteristica fu la reazione di quest'ultimo al primo cenno di Mussolini di voler riprendere in mano la propaganda radiofonica fascista sin lí ispirata e controllata dai tedeschi: «sentiremo presto – annotò con tono stizzito – gli effetti del ritorno del Duce nella vita politica italiana»102.

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然而最终的裁决权牢牢掌握在希特勒一人手中。自7月25日起希特勒便坚信墨索里尼一旦垮台意大利势必倒戈叛变;尽管早有预料与防备,停战协定的公开宣告依然在整体上打了他一个措手不及。当我们说措手不及,指的并非事发时机(9月8日国防军最高统帅部已基本完成了各项反制预案,以至于约德尔在前一天已拟就了强制巴多格里奥政府接受国防军军事接管意大利全境的最后通牒),而是指意大利退出战争的方式。这一方式固然绝谈不上光彩夺目;然而对希特勒这样一个只认自身狂热“历史天命”、并在这种病态狂热视角下将“荣誉感”奉为绝对决断价值的人而言,违背誓约并在其“天命”背后暗中“倒戈谋叛”便构成了不可饶恕、无可宽宥的滔天罪愆。在这方面,他于9月10日发表的广播演说极具震撼性103
“意大利政府决意背弃盟约、退出战争并将意大利本土变为战场,为此它大可罗织其所能想见的一切遁词。然而,它事先甚至未曾与盟友进行过哪怕丝毫磋商通气的事实,却是永远无法洗脱的罪责。
不仅如此:就在巴多格里奥元帅签署停战协定的同一天,他接见了德国临时代办,并向其信誓旦旦地保证:他,巴多格里奥元帅,绝不会背叛德国,我们应当对他报以完全信任,他将用实际行动证明自己配得上这份信任,且最重要的是意大利决计未曾考虑过投降妥协。
就在投降公诸于世的同一天,国王召见了德国临时代办,向其做出了极其宽泛的坚决保证,坚称意大利决不会投降,并将无论顺境逆境始终恪守对德国的忠诚。就在这桩背叛公诸于众一小时之后,意大利总参谋长罗阿塔面对我们的全权军事代表,依然言之凿凿宣称那纯属英国宣传机器下流无耻的捏造谎言。
同一时刻,意大利外交部代表信誓旦旦声称该消息不过是英国人的典型阴谋诡计,他将予以正式辟谣澄清;然而一刻钟之后他却被迫承认消息确凿无误,意大利确实已退出了战争。
在挑起世界大战的民主煽动家眼中,在意大利当政诸公眼中,这一连串手法或许堪称其政治战术手腕的高超典范。
然而历史终有一日将作出公正判决,一代又一代的意大利人将为这种施加于一个曾为其倾洒鲜血、做出种种牺牲、远超条约字面要求恪尽盟友职责的伙伴身上的背叛伎俩而感到无地自容。”

La decisione spettava però a Hitler. Sin dal 25 luglio questi era stato certo che, abbattuto Mussolini, l'Italia avrebbe defezionato; per quanto previsto e atteso, l'annuncio dell'armistizio l'aveva però colto tutto sommato di sorpresa. E quando diciamo colto di sorpresa non ci riferiamo al momento (l'8 settembre l'OKW aveva ormai sostanzialmente completato le previste contromisure, tanto che il giorno prima Jodl aveva preparato l'ultimatum per imporre al governo Badoglio l'assunzione del controllo militare dell'Italia da parte della Wehrmacht), ma al modo con cui l'Italia era uscita dal conflitto. Un modo non certo brillante ma che a un uomo come Hitler, che non vedeva altro che la propria «missione» e in quest'ottica fanatica assegnava al «senso dell'onore» un significato e un valore decisivi, diventava una colpa indelebile e senza possibilità di attenuanti per chi, secondo lui, era venuto meno ad essi e aveva «congiurato» contro la sua «missione». Significativo è in questo senso il discorso da lui pronunciato alla radio il 10 settembre103.
Che il Governo italiano si sia deciso a rompere l'alleanza, e uscire dalla guerra o a rendere in tal modo l'Italia stessa teatro della guerra, può essere da esso motivato con tutte le ragioni che crede. Ma non potrà mai scusare il fatto di non essersi messo neanche preventivamente d'accordo con i suoi alleati.
Non basta: lo stesso giorno in cui il maresciallo Badoglio aveva sottoscritto l'armistizio, egli ricevette l'incaricato d'affari germanico e l'assicurò che lui, maresciallo Badoglio, non avrebbe mai tradito la Germania, che noi dovevamo aver fiducia in lui, e che lui avrebbe dato prova colle sue azioni di essere degno di tale fiducia, e che, soprattutto, l'Italia non pensava affatto a capitolare.
Il giorno stesso della capitolazione, il Re chiamò l'incaricato d'affari tedesco e gli diede ampie assicurazioni che l'Italia non avrebbe mai capitolato, e che sarebbe rimasta fedele alla Germania nella buona e cattiva sorte. Un'ora dopo che era stato reso noto il tradimento, il Capo dello Stato Maggiore italiano Roatta, dichiarò, di fronte al nostro plenipotenziario militare, essere quella una volgare menzogna e una invenzione della propaganda inglese.
Nello stesso momento, il delegato del Ministero degli Esteri italiano assicurava che quella notizia non era che un tipico raggiro britannico, che egli avrebbe smentito, mentre un quarto d'ora dopo doveva ammettere che la cosa era esatta e che l'Italia era effettivamente uscita dalla guerra.
Agli occhi degli aizzatori democratici della guerra mondiale, nonché a quelli degli attuali uomini di governo italiani, questo procedimento potrà sembrare un brillante esempio dell'abilità tattica della loro politica.
La storia giudicherà un giorno altrimenti e generazioni e generazioni d'italiani si vergogneranno che questa tattica sia stata applicata verso un alleato che aveva adempito con sangue e con sacrifici di ogni genere, attenendosi piú di quanto bastava alla lettera dei patti.

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而这番公开言辞不过是他真实内心波澜的苍白回响而已;在撰写讲稿时,他特意字斟句酌地采用了“克制”的语调措辞,唯恐激起意大利民间过于强烈的抵触情绪,从而诱发他们如某些局部地区已然发生的那样自发抵抗德军进攻。戈培尔日记为他在初闻停战宣告时的真实第一反应提供了最佳佐证:他雷霆震怒、五内俱焚。“他早已预见到了意大利的背叛如铁板钉钉”,然而“他万万未曾料到这场背叛竟会以如此丧失人格尊严的下作方式收场”,并视“整个意大利问题为惊天动地的卑劣样本”。由此坚定了他“在意大利实行彻底清洗(fare tabula rasa)”的铁血决意104

而这绝非仅仅停留在口头虚张声势,希特勒随即颁布的一系列决断足以证明其决心“惩戒”意大利、对其施加铁血压制并将其经济与人力潜能压榨至极限。他当即批准了阿尔巴尼亚与克罗地亚宣告的全面独立,并授权后者全盘吞并达尔马提亚沿海;他明令上阿迪杰与特伦蒂诺直至维罗纳城郊划归蒂罗尔帝国大区长官管辖,将威尼斯朱利亚与威尼托一部分划归克恩滕帝国大区长官管辖;将其余意大利领土划分为“作战区”与“占领区”两大板块,分别受隆美尔与凯塞林司令部全权统辖;更进一步明令在“占领区”内“关于军备与工业生产的一切事务的最高全权”皆归斯佩尔独揽掌控。绝不能以为他是因为在尚未获悉墨索里尼下落、唯恐巴多格里奥将其引渡盟军的前提下才痛下杀手的。仅需一桩事实便足明其真实心迹:9月13日解救墨索里尼的消息传来后,斯佩尔原本认定前一天签署的赋予其对意经济全权的法令必将撤销,遂立即向元首请示;希特勒不仅当面确认该法令依然有效,而且为绝杜对其真实意图的任何猜疑,竟命人将该法令重新打字并将签署日期倒填为9月13日当天并立即签署生效105

E queste parole non erano che una pallida eco di ciò che egli pensava, ché scrivendo il discorso era stato attento a usare un tono, un linguaggio «moderati» per non suscitare negli italiani reazioni troppo negative e indurli, come in certe località già stava avvenendo, a resistere agli attacchi tedeschi. Il diario di Göbbels offre la miglior testimonianza di quale era stata la sua vera reazione appena informato dell'armistizio. Era infuriato e sconvolto. «Prevedeva il tradimento italiano come qualcosa di assolutamente sicuro», ma «non credeva possibile che questo tradimento si verificasse in modo cosí disonorevole» e considerava «tutto il problema italiano come un gigantesco esempio di abiezione». Da qui la sua decisione di «fare tabula rasa in Italia»104.

E che non fossero solo parole lo dimostra una serie di decisioni da lui subito adottate che non lascia dubbi sulla sua volontà di «punire» l'Italia, sottoporla ad un ferreo controllo e sfruttarne al massimo le potenzialità economiche e umane. Aveva approvato la piena indipendenza proclamata dall'Albania e dalla Croazia e autorizzato questa ad annettersi tutta la Dalmazia; aveva stabilito che l'Alto Adige e il Trentino sino quasi a Verona passassero sotto la giurisdizione del gauleiter del Tirolo e la Venezia Giulia e parte del Veneto sotto quella del gauleiter della Carinzia e che il resto dell'Italia fosse suddiviso in due zone, una «operativa», l'altra «occupata», dipendenti rispettivamente dai comandi di Rommel e di Kesselring; e, ancora, che nella zona «occupata» il controllo «su tutte le questioni di armamento e di produzione» spettasse a Speer. Né si può pensare che a spingerlo ad usare una mano tanto pesante fosse il fatto che prese queste decisioni prima di avere notizie sulla sorte di Mussolini e quando temeva ancora che Badoglio lo consegnasse agli Alleati. Basta un episodio a dimostrarlo: il 13 settembre, giunta la notizia della liberazione di Mussolini, Speer ritenne che il decreto riguardante i suoi poteri (firmato il giorno prima) sarebbe stato revocato e ne parlò subito con lui; Hitler non solo gliene confermò la validità, ma, perché non vi fossero dubbi sulle sue reali intenzioni, fece riscrivere il decreto con la data di quel giorno e lo firmò subito105.

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如果说围绕拉斯滕堡会晤的历史大背景并不缺乏确凿的文献与详尽的参照坐标,那么关于希特勒与墨索里尼在为期两天的密谈中所探讨的具体内容,史料状况却截然相反。关于这轮密谈的档案文献极其匮乏,且极难判定其中所流传的某些具体记述究竟具有多大的实质可靠性。

戈培尔日记提供的线索并不丰富,然而它依然透露出两人密谈期间未尝不曾出现过剑拔弩张的紧张时刻,且在根本上希特勒并未被促使其从最初立场后撤半步;以至于在9月17日这位宣传大臣得以带着心满意足的口吻记道:“我极度欣慰元首始终如一地恪守其最初构想;显然他不再受任何感情用事所左右;意大利问题必须彻底推倒重来重新考量解决”106

数日后希特勒向戈培尔通报了密谈的经过。在缺乏正式会议纪要与其他目击证言的情况下,戈培尔日记所留存下的转述几乎构成了德国高层关于这轮会谈所透露出的全部内情;该记载极具史料价值,尤其是对于洞察密谈的总体氛围及其对希特勒造成的深刻心理冲击而言更是如此。

“领袖的个人魅力,”戈培尔在9月23日记道107,“并未能如以往历次会晤那样给元首留下强烈震撼……领袖并未能从意大利的灭顶灾难中得出元首所期盼他得出的道义结论……元首原以为领袖首当其冲会一心渴望向背叛他的人施加雷霆复仇。然而墨索里尼却丝毫未曾流露出任何此类意图,这恰恰暴露出了他那永远无法逾越的局限性。他绝非元首或斯大林那般的铁血革命家。他被自己的意大利民族属性捆绑得如此之深,以至于缺乏世界级革命家与颠覆者的魄力禀赋……我原本唯恐元首与领袖的会面会促成昔日亲密友谊的死灰复燃,从而给我们制造出极其尴尬棘手的政治难题。然而这一幕并未发生;恰恰相反,我从未见过元首对领袖如这次这般彻底幻灭……当然,元首与领袖之间并未爆发真正的正面决裂。然而考虑到元首以往对他的顶礼膜拜,如今元首认定领袖已无重大政治前途的事实本身,便包涵着千钧分量……我们可以认定元首对领袖其人已陷入深沉的彻底幻灭。为了我们未来的战局指导,我们理应为此感到庆幸。元首再也不愿将领袖的个人威望奉为我们对意关系的基石。他如今要求索取地缘领土担保,以绝杜下一场背叛危机的重演……”

Se sul clima politico generale in cui si inserí l'incontro di Rastenburg non mancano, come abbiamo visto, notizie e punti di riferimento precisi, diversa è la situazione per quel che concerne i colloqui che si svolsero nei due giorni che durò l'incontro tra Hitler e Mussolini. La documentazione su di essi è infatti scarsa e non è facile stabilire in che misura certe affermazioni in esse riferite siano sostanzialmente attendibili.

Il diario di Göbbels non offre molti elementi, lascia tuttavia capire che nei colloqui tra i due non mancarono momenti di tensione e che sostanzialmente Hitler non fu indotto a recedere dalle sue iniziali posizioni, tant'è che il 17 settembre il ministro della propaganda avrebbe potuto annotare compiaciuto: «Sono lietissimo che il Führer abbia conservato immutate le sue originarie intenzioni; evidentemente non si lascia piú influenzare da considerazioni sentimentali; il problema italiano deve essere considerato e risolto ex novo»106.

Alcuni giorni dopo Hitler riferí a Göbbels l'andamento dei colloqui. Il resoconto conservatoci dal diario di Göbbels costituisce, in mancanza di verbali e di altre testimonianze, pressoché tutto ciò che sul versante tedesco trapelò di essi e hanno un notevole interesse, soprattutto per capire il loro clima generale e il loro effetto su Hitler.

La personalità del Duce – annotò Göbbels il 23 settembre107 – non l'ha colpito cosí fortemente come nei loro precedenti incontri... Il Duce non ha tratto dalla catastrofe italiana le conclusioni morali che il Führer si aspettava da lui... Il Führer si aspettava che, per prima cosa, il Duce si preoccupasse di vendicarsi ampiamente su chi l'aveva tradito. Ma Mussolini non ha dato a vedere di voler far nulla di simile, e con ciò ha dimostrato quali sono i suoi limiti oltre i quali non saprà mai andare. Non è un rivoluzionario come il Führer e Stalin. È cosí legato alla sua italianità che gli mancano le qualità del rivoluzionario e del sovvertitore mondiale... Temevo che l'incontro tra il Führer e il Duce potesse portare di nuovo a una stretta amicizia la quale avrebbe creato difficoltà politiche imbarazzanti per noi. Ma ciò non si è verificato; al contrario, non ho mai visto il Führer tanto deluso dal Duce come questa volta... Naturalmente non c'è stato un vero e proprio contrasto tra il Führer e il Duce. Ma il fatto stesso che, secondo il Führer, il Duce non ha un grande avvenire politico significa molto, se si pensa all'ammirazione che aveva per lui... Possiamo ritenere che il Führer sia profondamente deluso riguardo alla personalità del Duce. Dobbiamo rallegrarcene per la nostra futura condotta della guerra. Il Führer non vuol piú fare della personalità del Duce la pietra angolare dei nostri rapporti con l'Italia. Egli ora chiede garanzie territoriali per impedire un'altra crisi...

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至于会谈中更狭义的政治议题,史学上唯有回溯墨索里尼在那几天对其子维托里奥所作的透露108,尤其是数月之后对卡洛·西尔韦斯特里(Carlo Silvestri)的长谈109,以及特别是在意大利社会共和国行将就木的最后时刻对其若干亲信信徒的倾吐110
在为期两天的会谈中,希特勒穷尽一切心力诱导墨索里尼出任新法西斯政权的首脑。为此他软硬兼施动用了一切手段;然而他绝未动摇其根本图谋,亦未在实质上更改前几天已然敲定的任何一项既定决断,充其量要么闭口不提(就已知史料而言,他根本未提及意欲且随后强行强加给社会共和国的巨额占领军费分摊),要么将其表述得含混暧昧、轻描淡写,将其粉饰为战时军事需求所迫的临时权宜之计——如设立阿尔卑斯山麓(Prealpi)与亚得里亚海滨(Litorale adriatico)两处“作战区”的举措便属此类。在这方面,据墨索里尼转述给安富索(Anfuso)的话111,希特勒在泛泛谈及地中海与亚得里亚海时,曾间接试图对其好言安抚:声称一切皆未改变,在战争胜利后一切亦绝不会改变。唯一的崭新现实在于,由于9月8日停战倒戈,德国的“战略任务自然”发生了演变,“以至于不得不由德方单独处置若干局势,例如阿尔巴尼亚局势,而无暇兼顾意大利的利益”。真正的核心课题唯有一个:“我们必须赢得这场战争”。
“一旦赢得战争,意大利的一切合法权利必将获得全面恢复。其根本先决条件在于法西斯主义必须涅槃重生,并对叛党施加铁血清算!”

唯独在此一关节点上,希特勒表现得斩钉截铁且毫无妥协余地:必须对7月25日的“叛党”——首当其冲便是齐亚诺(四重背叛者:背叛祖国、背叛法西斯、背叛盟约、背叛家族)——施以死刑极刑;墨索里尼必须重掌政权;新法西斯政权必须以“墨索里尼—格拉齐亚尼”双雄体制为核心枢纽,盖因格拉齐亚尼乃是唯一享有足以重整意大利陆军所需崇高威望的将领。
设若希特勒在其他事务上尚显闪烁其词,那么在这三项原则上他却寸步不让:
“一天的时间亦不可耽搁延误。必须在明天之内,由阁下在广播中庄严宣告废黜君主制,宣告意大利法西斯国家诞生,国家大权须全盘集中于阁下一人之手;阁下从而将成为——且绝无可能、亦绝不接受任何其他保证人——德意两国结盟条约完全有效性的最高担保人。”

Per il contenuto piú propriamente politico dei colloqui non c'è che da rifarsi a quanto Mussolini disse in quei giorni al figlio Vittorio108 e soprattutto, vari mesi dopo, a Carlo Silvestri109 e, specialmente nell'ultimissimo periodo della Rsi, ad alcuni suoi fedeli110.
Nei due giorni dei colloqui Hitler si impegnò a fondo per indurre Mussolini a mettersi a capo del nuovo governo fascista. A questo scopo si serví di tutti i mezzi; mai però venne meno ai suoi propositi di fondo, né modificò praticamente in nulla le decisioni che aveva già adottato nei giorni precedenti, limitandosi o a non farne cenno (per quel che se ne sa, non parlò affatto della contribuzione finanziaria che voleva imporre e avrebbe imposto alla Rsi) o a presentarle in modo ambiguo, sfumato, come necessità contingenti, dettate dalle esigenze belliche, come nel caso della istituzione delle «zone di operazioni» delle Prealpi e del Litorale adriatico. A questo proposito anzi, secondo quanto Mussolini avrebbe detto ad Anfuso111, Hitler, parlando in generale del Mediterraneo e dell'Adriatico, cercò indirettamente di rassicurarlo: nulla era cambiato e nulla sarebbe cambiato a guerra finita. L'unico fatto nuovo era che, in conseguenza dell'8 settembre, i «compiti strategici» della Germania erano solo «naturalmente» diventati tali «che si era dovuto risolvere alcune situazioni, come quella albanese, senza tener conto contemporaneamente degli interessi italiani». Il vero problema era un altro: «dobbiamo vincere la guerra».
Vinta la guerra l'Italia sarà ristabilita nei suoi diritti. La condizione fondamentale è che il fascismo rinasca e faccia giustizia di chi ha tradito!

Solo a questo proposito Hitler fu esplicito ed intransigente: i «traditori» del 25 luglio e in primis Ciano (quattro volte traditore: della patria, del fascismo, dell'alleanza, della famiglia) dovevano essere puniti con la morte; Mussolini doveva riassumere il potere; il nuovo governo fascista doveva imperniarsi sul binomio Mussolini-Graziani, l'unico generale che godesse del prestigio necessario a ricostituire un esercito italiano.
Quanto sul resto fu ambiguo e sfumato, tanto su questi tre punti Hitler fu intransigente:
Non bisogna perdere una sola giornata di tempo. È indispensabile che, già entro la giornata di domani, voi annunciate alla radio che la monarchia è deposta e che sorge lo stato fascista italiano in cui i poteri dovranno essere accentrati nella vostra persona, che cosí si renderà garante (e non è possibile né accettabile altro garante) della piena validità dell'alleanza tra la Germania e l'Italia.

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设若墨索里尼拒不从命,希特勒扬言必将在意大利实行焦土政策——更何况在其看来,意大利在背叛后本就理应承受此等浩劫。据墨索里尼事后向卡洛·西尔韦斯特里的倾吐(在更简练的辞令下他亦曾对其他人谈及),早在第一次密谈中希特勒便在这方面讲得一清二楚:
“我必须开门见山。意大利的背叛设若被盟军充分加以利用,原本足以促成德国的猝然崩溃。面对我们其他盟国中任何可能企图效尤意大利之辈,我必须当机立断树立一个施加雷霆惩戒的可怕榜样。我之所以暂停了一份各项战术细节皆已筹措就绪的全面惩戒计划,纯粹是因为我深信必能将阁下解救出险,从而阻止阁下依照巴多格里奥的阴谋被引渡给英美盟军。然而设若阁下令我大失所望,我必将下令全盘执行该惩戒毁灭计划。”

次日,当察觉到墨索里尼心灰意冷、对最终胜利早已丧失信心且更情愿不再涉足政坛时,希特勒先是竭力为其打气鼓劲,向其大谈即将投入实战打击英国的具有“骇人毁灭威力”的“秘密武器”(“我们拥有魔鬼般的武器”),并宣称自己情愿同苏联达成和平媾和协定112;随后他便以较前一天更为凶暴的口吻重申了毁灭恐吓:
“设若阁下拒不通过出任国家元首兼新政府首脑以重新赋予德意结盟以生命力,意大利北部必将对波兰的命运艳羡不已!在那等情形下,齐亚诺伯爵自然绝不会移交给阁下:他将在德国就地被绞死……要么法西斯共和国新政权以墨索里尼—格拉齐亚尼体制为基石,要么意大利将承受较波兰更加悲惨的屠戮虐待。我说更加悲惨,是因为波兰被视为被征服国,而意大利将被不加任何区别地视为全体叛徒的巢穴!”

Se Mussolini non avesse accettato, egli avrebbe fatto dell'Italia terra bruciata, come, del resto, dopo il suo tradimento essa meritava. Secondo quanto Mussolini avrebbe riferito a Carlo Silvestri (ma in termini piú succinti anche ad altri), già nel primo colloquio Hitler fu a questo proposito chiarissimo:
Devo essere molto chiaro. Il tradimento italiano, se gli Alleati avessero saputo sfruttarlo, avrebbe potuto provocare il subitaneo crollo della Germania. Dovevo dare subito un terribile esempio di punizione per tutti quelli, tra gli altri nostri alleati, che potessero essere tentati di imitare l'Italia. Ho sospeso l'esecuzione di un piano già predisposto in tutti i suoi particolari solo perché ero sicuro di potervi liberare e di impedire cosí che foste consegnato agli anglo-americani secondo il progetto di Badoglio. Ma se voi mi deludete, io devo dare ordine che il piano punitivo sia eseguito.

E il giorno dopo, avendo capito che Mussolini era sfiduciato, non credeva piú nella vittoria e avrebbe preferito non tornare sulla scena politica, prima cercò di rincuorarlo, parlandogli delle «armi segrete» di «tremenda potenza distruttiva» («abbiamo delle armi diaboliche») che presto sarebbero entrate in azione contro l'Inghilterra e dicendosi disposto a trattare un accordo con l'Unione Sovietica112, poi ribadí con ancor maggior violenza le minacce già formulate il giorno prima:
L'Italia settentrionale dovrà invidiare la sorte della Polonia se voi non accettate di ridare valore all'alleanza fra la Germania e l'Italia mettendovi a capo dello Stato e del nuovo governo. In tal caso il conte Ciano non vi sarà naturalmente consegnato: egli sarà impiccato qui in Germania... O il nuovo governo della repubblica fascista si impernia sul binomio Mussolini-Graziani o l'Italia sarà trattata peggio della Polonia. Peggio, dico, perché la Polonia fu considerata un paese di conquista; l'Italia sarà considerata il paese dei traditori senza discriminazioni.

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这便是在其核心要义上希特勒所摆出的铁血立场。接下来我们唯有审视墨索里尼本人的心理防线。
正如其对西尔韦斯特里所言,墨索里尼在面对与希特勒的会见时早已“心力交瘁、丧失信心、抑郁消沉”:
“我甚至唯恐自己患上了胃癌。在被囚禁期间,我的胃部宿疾急剧恶化,曾遭遇过数次极为骇人的绞痛发作。我毫无开口交谈、辩驳争论的心绪,唯求获得片刻宁息安眠。”

当寒暄客套过后希特勒切入意大利局势正题时,他“顿感如堕万丈深渊”。数句交锋之后,当印证了其内心深处的最大恐惧——即希特勒强令其重登大宝——墨索里尼竭力拖延时间,试图回避作出任何实质承诺:
“我苦苦哀求元首留给我数天时间以容我周全考虑。然而他猛然拔高声调压制了我的话音:‘我已经考虑得够充分了。阁下必须通过宣告建立意大利法西斯国家、并自封为领袖,来重新赋予我们两国未曾废除而仅遭背叛的同盟以生命力。阁下由此将如我这般,同时集国家元首与新政府首脑于一身;而新政权的构建必须在一周之内全面完成……’我使尽了浑身全部辩才机锋,企图说服元首收回执意逼我出任国家元首兼政府首脑的强求。我早已彻底抛弃了一切个人野心;更何况我压根不相信法西斯主义尚有死灰复燃的可能。既然巴多格里奥与王室甘愿承担挑起内战的弥天大罪,我决不愿分担这一历史罪责。”

然而一切抗辩皆如对牛弹琴:作为回应,对方从泛泛的政治清谈直接转入将意大利“波兰化”的赤裸裸讹诈(甚至狂妄呓语要动用新型‘魔鬼武器’对米兰、热那亚和都灵实施‘彻底毁灭’),并声称要将全体意大利人视作‘必须严惩的叛逆’。次日的会谈情形亦如出一辙,两人的焦点实际上已从墨索里尼是否接受希特勒关于重掌权柄的‘勒令’(元首早已将其视为毋庸置疑的既成事实),转移至若干具体技术细节,例如新国家的国号名称以及组阁的人事班底。
走出第二轮密谈后,墨索里尼对其子维托里奥叹道:
“唯一的出路唯有重返战斗;别无选择:必须拯救意大利免遭更骇人的灭顶之灾,”随后补充道:“这场战争对轴心国而言尚未能断言必败”113

Questa, nelle sue linee essenziali, la posizione assunta da Hitler. Non ci resta ora che da vedere quella di Mussolini.
Come disse a Silvestri, Mussolini affrontò l'incontro con Hitler «stanco, sfiduciato, depresso».
Temevo persino di essere ammalato di cancro. Durante la prigionia, il mio vecchio male di stomaco si era notevolmente aggravato ed avevo avuto delle crisi tremende. Non avevo voglia di parlare, di discutere, ma soltanto di riposare.

Quando, dopo i convenevoli, Hitler cominciò a parlare della situazione italiana, si «sentí morire». Dopo le prime battute, avuta la conferma di ciò che temeva, e cioè che Hitler voleva che riprendesse il potere, cercò di guadagnar tempo, di non impegnarsi:
Scongiurai il Führer di lasciarmi qualche giorno per riflettere. Ma egli soffocò la mia voce, elevando il tono della sua: «Ho già riflettuto abbastanza. Voi dovete ridare valore all'alleanza fra i nostri due paesi, non denunciata ma soltanto tradita, annunciando la costituzione dello stato fascista italiano; e ve ne proclamate Duce. Sarete cosí, come lo sono io, contemporaneamente capo dello stato e capo del nuovo governo, alla cui costituzione occorre provvedere entro una settimana... Feci appello a tutte le mie risorse dialettiche per persuadere il Führer a non insistere sulla pretesa di volermi capo dello stato e del nuovo governo. Ormai avevo rinunciato a qualsiasi ambizione personale; inoltre non credevo ad una possibile resurrezione del fascismo. Se Badoglio e la monarchia si erano assunti la responsabilità di scatenare la guerra civile, io non volevo condividere tale responsabilità.

Tutto fu però inutile: per tutta risposta, dai discorsi piú o meno politici, il suo interlocutore passò alla minaccia di «polonizzare» l'Italia (arrivando a farneticare la «distruzione totale» di Milano, Genova e Torino, usando su di esse le sue nuove «armi diaboliche») e di considerare tutti gli italiani «dei traditori da punire». Né le cose andarono diversamente nel corso dei colloqui del giorno dopo, quando i discorsi tra i due si spostarono di fatto dalla questione dell'accettazione o meno da parte di Mussolini della «richiesta» di Hitler di riassumere il potere – data dal Führer per scontata – ad alcuni aspetti particolari, quali il nome da dare al nuovo stato e gli uomini che ne avrebbero costituito il governo.
Uscendo da questa seconda serie di colloqui, Mussolini disse al figlio:
«l'unica soluzione è tornare al combattimento»; «non c'è altra scelta: bisogna salvare l'Italia da maggiori disastri» e aggiunse: «la guerra non si può ancora dichiarare perduta per l'Asse»113.

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据瑞士瓦莱州蒙泰的马莱沃精神疗养院院长A. 勒蓬(A. Repond)博士于1945年6月向瑞士联邦总检察署秘密呈递的《关于埃达·齐亚诺夫人的报告》(埃达自1944年1月逃抵瑞士后曾长期在该院疗养住院)所载,在慕尼黑启程谒见希特勒之前,墨索里尼曾向苦苦哀求其退隐政坛的爱女埃达信誓旦旦许诺:自己决不会被对方动摇心志(ne se laisserait pas ébranler)114。另据卡洛·西尔韦斯特里所述115,墨索里尼重获自由后的最初真意甚至原本是企图退隐避难于中立国瑞士。设若这一证词属实(且极具可靠性),那么在短短四天之内,墨索里尼便从一个潜在的流亡隐士被骤然打回了前“领袖”的原形——一个被打落半截、实际沦为德军阶下囚、但在名分上依然被称为“领袖”的人物。行文至此,除非完全抹杀其在数周囚禁生涯中屡屡重申的自视为政治“僵尸死人”的全部言论价值,或者满足于某种“墨索里尼与法西斯注定只能这般收场”的纯粹意识形态先验论,无数历史拷问便排山倒海般涌上心头。

从传记学角度而言,我们认为必须首先直面的首要课题——这是宏观全局性的课题,其他问题皆为其派生分支——在于判定:9月8日停战以及德国人的解救,究竟在何种程度上改变了墨索里尼此前的心境世界。

据其妻拉凯莱夫人(她在墨索里尼前往拉斯滕堡之前及其返抵之后皆曾与其深谈)的证词116,在会晤希特勒之前当被问及打算时,墨索里尼曾回答称决心“竭尽所能保全意大利民众的安全”:“设若我不留在他们身边以缓冲减震,德国人的报复必将惨绝人寰。”然而他亦补充道:“但一切决断皆待同希特勒面谈之后方能定夺。”这足以让人推断:在现实中,尽管预见到了希特勒的态度及其强令自己重掌政权的企图,墨索里尼当时并未作出任何真正既定决断,且在其内心深处,尚抱有一丝侥幸能够推脱避开这一厄运。否则便无法解释为何当他自拉斯滕堡返抵慕尼黑后,其妻依然竭力力劝他绝不可答应出任新共和政府的首脑。

A quanto si legge nel «Rapport sur Madame Edda Ciano» trasmesso in via confidenziale nel giugno 1945 al Ministero Pubblico della Confederazione dal dottor A. Repond direttore della Maison de Santé de Malévoz di Monthey, nel Valais, dove Edda Ciano era stata ricoverata a lungo dopo che, nel gennaio 1944, si era rifugiata in Svizzera, a Monaco, prima di recarsi da Hitler, Mussolini aveva promesso alla figlia, che insisteva con lui perché si ritirasse dalla vita politica, che non si sarebbe lasciato ébranler114. Stando poi a Carlo Silvestri115, l'intenzione di Mussolini, tornato in libertà, sarebbe stata addirittura quella di ritirarsi in Svizzera. Se la testimonianza è attendibile, e molto probabilmente lo è, nel giro di quattro giorni, da esule potenziale Mussolini si venne invece a trovare ancora «duce». Un «duce» dimezzato e praticamente prigioniero dei tedeschi, ma formalmente pur sempre «duce». A questo punto, a meno di negare ogni valore a quanto da lui detto e ripetuto piú volte nelle settimane della prigionia di considerarsi e di essere politicamente «defunto», ovvero di accontentarsi di una spiegazione in chiave tutta ideologico-politica del tipo Mussolini e il fascismo non potevano finire che come finirono, gli interrogativi si affollano.

Biograficamente, il primo problema da affrontare ci pare debba essere quello, di ordine generale e di cui gli altri non sono che aspetti particolari, di stabilire in che misura l'8 settembre e la sua liberazione ad opera dei tedeschi abbiano modificato il precedente stato d'animo di Mussolini.

Secondo la testimonianza della moglie116 che poté parlare con lui sia prima che si recasse a Rastenburg sia appena ne tornò e che, prima dell'incontro con Hitler, gli aveva chiesto le sue intenzioni, Mussolini avrebbe risposto di essere deciso «a fare quello che sarà possibile per la salvezza del popolo italiano»: «se non resto al loro fianco, per attutire il colpo, la vendetta dei tedeschi sarà terribile». Ma avrebbe anche aggiunto: «ma ogni decisione è rimessa a dopo aver parlato con Hitler». E ciò autorizza a pensare che in realtà, pur prevedendo l'atteggiamento di Hitler e la sua richiesta di riassumere il potere, non avesse ancora preso nessuna vera decisione e, nell'intimo, sperasse di potersi sottrarre ad essa. Non si spiegherebbe altrimenti come – tornato da Rastenburg – la moglie potesse consigliarlo di non accettare di assumere la guida del nuovo governo repubblicano.

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决非偶然的是,在1981年决意发表其1943—1944年日记的序言中,路易吉·博拉(Luigi Bolla,社会共和国时期曾任外交副国务秘书马佐利尼的亲信幕僚,但他并非法西斯分子,且战后成为真诚的民主人士)深感有必要重温并深思墨索里尼的心境以及其为何同意执掌社会共和国,并写下了如下发人深省的文字117
“当墨索里尼自德国归来,面容深陷枯槁,双目神采尽失,语调单调而凄楚,几乎令人难以辨认;在那一刻许多人心如明镜:他绝非主动向希特勒乞求这一搭起悲剧性傀儡伪局的差事,而是在清醒意识到唯有自己才能使意大利中北部免遭南斯拉夫式生灵涂炭的厄运后,方勉为其难接受了这一重担。”

与这一问题紧密交织的另一大疑窦在于:墨索里尼当时是否尚真诚相信德国有反败为胜的可能?
9月下旬在罗卡德莱卡米纳泰庄园,当其妹埃德维杰向其提出这一疑问时,他答复道118
“设若我不这般设想,我将万劫不复;设若我确凿知晓社会共和国……注定只能充当一个幽灵、一个徘徊在边缘炼狱的虚无幻影,我将生不如死。就战局现状而言,德国人若能在盟军之前抢先投入使用交战双方皆在研制的新型毁灭武器,他们依然将赢得胜利……”

在同其若干最亲密幕僚谈及此事时,其措辞亦当大同小异;仅举一例,共和法西斯党(PFR)副书记皮诺·罗马尔迪(Pino Romualdi)在其回忆录中探讨该问题时,最终断言墨索里尼并未认定德国人已丧失了一切获胜希望119。正如人们所见,这种信念的核心力量与致命脆弱同时凝聚在这一逻辑之中:它远非某种确凿无疑的铁律,而高度类似墨索里尼对其妹提及“秘密武器”时的那种浮木心理。这便解释了为何一个脚踏实地、在共和国初期与其朝夕相处、比任何人都更能洞若观火地窥探其灵魂深处细微波动与行止阴影的实务官吏——乔瓦尼·多尔芬——反而断定墨索里尼对德国的胜利早已不抱任何幻想120,且归根结底每当他联想到德军胜利的前景时,他认定这对意大利而言绝不会比盟军胜利更为优渥,以至于对多尔芬坦言道121
“设若局势对他们顺遂,德国人势必让我们为自身的‘背叛’以及为他们替我们提供防卫而付出极其沉重血腥的代价。”

Non è certo un caso che, nell'introduzione scritta nel 1981, quando decise di pubblicare il suo diario del 1943-44, Luigi Bolla (al tempo della Rsi stretto collaboratore del sottosegretario agli Esteri Mazzolini, ma non fascista e dopo la fine della guerra sincero democratico) abbia sentito il bisogno di tornare e di soffermarsi sullo stato d'animo di Mussolini e sul perché avesse accettato di porsi a capo della Rsi, scrivendo tra l'altro117:
Quando Mussolini fece ritorno dalla Germania, con il viso scavato, lo sguardo spento e la voce monotona e triste, quasi irriconoscibile, fu chiaro a moltissimi ch'egli non aveva certo sollecitato da Hitler l'incarico di mettere in piedi una tragica finzione, ma l'aveva accettato sapendo di essere il solo in grado di evitare all'Italia centro-settentrionale una sorte simile a quella jugoslava.

A questo problema se ne lega strettamente un altro: Mussolini credeva ancora nella possibilità di una vittoria tedesca?
Alla sorella Edvige, che, verso la fine di settembre, alla Rocca delle Caminate, gli pose questo interrogativo rispose118:
guai a me se non lo pensassi, guai a me se sapessi con certezza che la Repubblica sociale... è destinata a restare una larva, una cosa da limbo. Cosí come stanno le cose, i tedeschi vinceranno se faranno in tempo ad usare prima degli Alleati i nuovi mezzi distruttivi che gli uni e gli altri studiano...

Né in termini molto diversi dovette esprimersi con alcuni dei suoi piú stretti collaboratori, se, per fare un solo esempio, il vice segretario del Pfr, Pino Romualdi, affrontando nelle sue memorie questo problema, ha finito per concludere che Mussolini non credeva che i tedeschi avessero ormai perso tutte le possibilità di vincere119. Una convinzione, come si vede, che aveva il suo punto di forza e di debolezza al tempo stesso in quel tutto che ne fa qualcosa di ben lontano da una certezza e di molto simile a quanto detto da Mussolini alla sorella riferendosi alle «armi segrete». E ciò spiega come un uomo con i piedi saldamente a terra e che visse i primi mesi dell'esperienza repubblicana a stretto contatto con lui, avendo, come forse nessun altro, la possibilità di scrutarlo nel profondo e di cogliere le minime oscillazioni e sfumature del suo animo e del suo comportamento, Giovanni Dolfin, abbia ritenuto invece che non nutriva piú alcuna illusione nella vittoria della Germania120 e che, tutto sommato, quando pensava ad una tale eventualità, non doveva considerarla per l'Italia molto piú positiva di quella di una vittoria alleata, tanto da dirgli121:
se le cose andassero bene per loro, i tedeschi ci farebbero pagare ben caro il nostro ‘tradimento’ e per averci difeso.

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至此我们触及了全盘历史之谜的核心症结:墨索里尼究竟为何同意出任新共和政府的首脑?
是出于恐惧吗?绝不能在绝对意义上排除此点,但我们不予采信。这不仅因为无论政敌与历史学家作何评价,他绝非懦夫胆小之辈;更因为他不可能不意识到——一旦重获自由——希特勒绝无可能对其本人痛下杀手:正是促使元首不惜一切代价要将其绑在战车上的同等动机,在更大程度上阻止了元首对其施加人身迫害。是出于向‘背叛’他的人复仇吗?确有人作如是观,但该解释同样不足为信。这不仅因为他绝非希特勒或斯大林那般嗜血成性的复仇狂徒,更因为即便他真有此心,在其掌控的大网中尚存的大鱼早已寥寥无几;最后更因为正如后文所昭示的那样,铁的事实证明他从未施加过任何私人报复,连维罗纳审判本身亦完全是由德国人(一心要取齐亚诺项上人头)和共和法西斯党强加于他的妥协产物。

同样不可断言这是一场突如其来的野心死灰复燃——一方面源于虚荣野心或傲慢自尊,另一方面源于渴望通过轰轰烈烈重归其早年的革命与社会主义原点而‘体面落幕’。设若说墨索里尼在意识到无法挣脱希特勒的魔爪后确曾盘算过此种‘复归’,那确实毋庸置疑。这从他当即断然抵制希特勒强加的‘意大利法西斯国’(或‘法西斯共和国’)国号,并坚决固守‘意大利社会共和国’(Repubblica sociale italiana)的命名中清晰可见——希特勒对此国号深表不满并企图重新议定,但墨索里尼在元首反悔之前便生米煮成熟饭向外界公布宣示122。尽管墨索里尼或明或暗地思忖向左转已非一朝一夕,但这绝非促成其接受重任的根本驱动力;这充其量不过是他(连同诉诸‘国家荣誉’的大旗)用来为自身妥协寻找合法性说辞、并企图借此扩大自身社会认同基础的手段而已。盖因其深谙德国人的秉性及其推进自身战略图谋的铁血决绝,他不可能不明白德国高层对于意大利法西斯任何真正的激进社会转型势必怀有极度敌意:这在眼前势必给德方对意军政经济管理制造无穷新的混乱与掣肘,在长远更可能动摇乃至挑战国家社会主义对整个泛‘法西斯’阵营的绝对意识形态与道义领导权——而7月25日政变本已彻底将这一霸权定于一尊。在这方面,戈培尔在11月中旬对共和法西斯党纲领要点的按语极具说明意义:“设若落实这样一份社会纲领,面对法西斯分子的激进主义,我们将不得不为自身保守感到无地自容”123

E con questo arriviamo al nodo della questione: perché Mussolini accettò di porsi a capo del nuovo governo repubblicano?
Per paura? Non lo si può escludere in assoluto, ma non lo crediamo. Sia perché, checché abbiano affermato vari suoi avversari e storici, non era un pauroso; sia perché non poteva non rendersi conto che – una volta tornato libero – Hitler non avrebbe potuto prendere «provvedimenti» contro di lui: gli stessi motivi che lo inducevano a volerlo ad ogni costo al suo fianco, a maggior ragione glielo avrebbero impedito. Per vendicarsi di chi lo aveva «tradito»? Qualcuno lo ha sostenuto, ma anche questa spiegazione non è credibile. Sia perché non era un vendicativo sanguinario alla Hitler o alla Stalin, sia perché, anche se lo fosse stato, nella sua rete di pesci grossi sui quali vendicarsi ne erano rimasti ben pochi, sia, in fine, perché, come vedremo, i fatti dimostrano che di vendette personali non ne fece e che lo stesso processo di Verona gli fu imposto dai tedeschi (che volevano soprattutto la testa di Ciano) e dal Partito fascista repubblicano.

Né si può pensare ad un improvviso ritorno di fiamma alla cui origine sarebbero stati, per un verso, l'ambizione o, se si preferisce, l'orgoglio e, per un altro verso, il desiderio di «finire in bellezza» con un clamoroso ritorno alle sue origini rivoluzionarie e socialiste. Che a un «ritorno» del genere Mussolini abbia pensato appena capí di non potersi sottrarre alla stretta di Hitler è indubbio. Lo lasciano intravvedere la sua immediata opposizione alla denominazione «Stato» (o «Repubblica») «fascista italiano» voluta da Hitler e il suo arroccarsi su quella di «Repubblica sociale italiana», che Hitler non gradiva e avrebbe voluto ridiscutere, ma che Mussolini praticamente gli fece accettare e rese nota prima che il Führer potesse ripensarci122. Anche se ad una sterzata a sinistra Mussolini pensava piú o meno confusamente da tempo, questa non fu però la molla della sua accettazione; fu solo uno dei due modi (l'altro fu l'appello all'«onore nazionale») per cercare di giustificare la sua accettazione e per cercare di allargare l'area dei consensi attorno a sé. Ché, conoscendo bene i tedeschi e la loro indefettibile decisione nel perseguire i propri propositi, non poteva non rendersi conto di quanto essi sarebbero stati ostili ad una vera, radicale svolta sociale del fascismo italiano, che, nell'immediato, avrebbe creato loro una serie di ulteriori difficoltà nella gestione delle cose (e in primis dell'economia) italiane e, in prospettiva, avrebbe rischiato di rimettere in discussione la leadership ideologica e morale del nazionalsocialismo sul composito mondo del «fascismo» che il 25 luglio aveva inequivocabilmente attribuito finalmente loro. Significativo è a questo secondo proposito quanto, a metà novembre, Göbbels avrebbe scritto a commento dei punti programmatici del Pfr: «se un tale programma sociale fosse attuato avremmo motivo di vergognarci di noi di fronte al radicalismo dei fascisti»123.

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至于谈及野心与虚荣,必须谨记如今史学界公认的铁律:墨索里尼从一开始便心知肚明自己的回旋余地与自主空间极其狭隘、饱受掣肘,其真实地位充其量不过是一个徒有虚名的三流附庸仆从,日复一日遭受德国人的虚伪蒙蔽欺骗,以至于每当其不堪重负时,便忍不住对德国人发起狂暴的痛斥,甚至发出如下悲鸣倾诉124
“这帮家伙硬咬定称我们为盟友纯属自欺欺人!倒不如让他们索性彻底撕下伪善假面具,直截了当地告诉我们:我们同其他所有人一样不过是被征服的臣民与沦陷的占领区!这反倒能让我们早日终结这场滑稽丑剧,并彻底简化我们个人的历史课题。”

他是如此清醒,以至于公开坦承自己125
“自国王宫邸被捕之日起我便是一个囚徒……社会共和国的真正统治首脑绝非墨索里尼,而是拉恩。设若希特勒与德国赢得战争,墨索里尼与意大利同样满盘皆输。对我们而言已绝无生路可逃:在那边,我们是被无条件投降的死敌;在这边,我们是被肆意践踏的叛逆。”

至于在此后的数月里,在个别亢奋狂热的瞬间,他或许一度丧失对其真实处境的清醒感知,高估自身能量乃至妄言声称感觉德国人已然“懊悔准许我们组阁、尤其是由我出任总理”126,这完全是另一重课题,与他当初决意重掌权柄的动机风马牛不相及,而必须置于另一重维度下审视:即其精神状态日益频繁的剧烈摇摆,在其由万念俱灰的意志消沉,跌宕转入事实上日益罕见的自我麻醉与亢奋狂热,抑或堕入冷酷现实主义的彻底颓丧(甚至绝望叹道“或许我的政治命运在7月25日便画上句号才是最可取的宿命”127)。

Quanto infine a parlare di ambizione, di orgoglio, bisogna ricordare che ormai è pacifico che Mussolini sin dall'inizio fu consapevole che i suoi margini di autonomia e di manovra sarebbero stati minimi, mal tollerati e la sua reale posizione solo formalmente diversa da quella di un satellite di terza classe, ipocritamente ingannato ogni giorno dai tedeschi, al punto, quando non ne poteva proprio piú, di lasciarsi andare a delle vere e proprie filippiche contro di loro e di abbandonarsi a sfoghi come questo124:
È perfettamente inutile che questa gente si ostini a chiamarci alleati! È preferibile che gettino, una buona volta, la maschera e ci dicano che siamo un popolo ed un territorio occupati come tutti gli altri! Ciò ci darà il modo di porre termine alla commedia e di semplificare il nostro problema personale.

Tanto consapevole da arrivare a riconoscere di essere125:
prigioniero dal giorno che mi arrestarono in casa del re... Il vero capo della Repubblica sociale non è Mussolini, ma Rahn. Se Hitler e la Germania vincessero la guerra, Mussolini e l'Italia l'avrebbero ugualmente perduta. Per noi non c'è piú via di scampo. Di là siamo nemici che si sono arresi senza condizioni, di qua siamo dei traditori.

Che poi, nei mesi successivi, in qualche momento di esaltazione, potesse perdere il senso della sua effettiva condizione e sopravvalutare le sue possibilità sino ad arrivare a dire di aver l'impressione che i tedeschi si fossero pentiti «di averci permesso di formare un governo, soprattutto presieduto da me»126, è un'altra questione, che nulla ha a che fare con quella della sua decisione di riassumere il potere e che va vista in un'altra ottica. In quella del sempre piú frequente alternarsi dei suoi stati d'animo, del suo passare da momenti di abulia a momenti, in verità via via meno numerosi, di autoillusione e di esaltazione o di lucido realismo e di abbattimento (arrivando persino a dire che «forse sarebbe stato preferibile che il mio destino [politico] si compisse il 25 luglio»127).

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“有时,”多尔芬某日对此评注道128,“他宛若一个完全游离于现实与人间烟火之外的狂想者;有时,他又不过是一个同我们所有人一样背负着无尽痛苦与幻灭的凡夫肉胎。”

在排除了上述所有阐释假说之后,唯一确凿成立的解释,正是墨索里尼本人及其当时若干核心幕僚(无论直接抑或间接表述)所反复诉诸、且以不同语调与视角被几乎所有外国传记作家所一致采信的历史结论129:墨索里尼之所以重掌大权,是因为唯有在这一前提下希特勒才不会将其所占领的意大利变成第二个波兰;是因为他奢望凭借自己的周旋存在能够减轻占领体制的残暴蹂躏,尤其是阻止德国人在阿尔卑斯山麓与亚得里亚海滨两处‘作战区’为所欲为直至将其全盘吞并割裂。他设想:设若在其庇护遮掩下社会共和国能够‘忠诚’履行为盟友助战的义务,从而借此‘洗刷国家荣誉’,则希特勒对待意大利的手段或许将有所克制缓和;且在战胜之后,德国亦不得不投鼠忌器。由此促成了墨索里尼执掌社会共和国、并竭力促使意大利重返对德并肩作战战场的决断(他对多尔芬说:“我们只剩下一条唯一的逃生生路:立即重返战斗……设若我们欲保全自身独立的最高福祉,就必须在面对德国人时重新赢回威望与实力”130),寄望借此缓解意大利面对德国所处的极端弱肉强食的屈辱劣势。归根结底,这与他在11月初力邀皮耶罗·皮森蒂(Piero Pisenti)出任司法大臣时所讲的一番话如出一辙131:幻想作为政权的法西斯体制继续苟延残喘已绝无可能;唯一的课题唯有“设法为祖国效命,拯救其脱离已然倾覆的深渊”。

Talvolta – osservò un giorno Dolfin a questo proposito128 – mi pare un sognatore, fuori della realtà e della vita; tal'altra, soltanto un uomo, come noi tutti, con la somma delle sofferenze e dei disinganni.

Scartate tutte queste spiegazioni, l'unica rimasta è quella alla quale hanno fatto cenno tanto lo stesso Mussolini quanto alcuni suoi piú stretti collaboratori di quei mesi (direttamente o indirettamente poco importa) e che, con toni e sfumature diverse, è stata accettata anche da pressoché tutti i suoi biografi stranieri129: Mussolini riassunse il potere perché solo a questa condizione Hitler non avrebbe fatto dell'Italia da lui occupata una sorta di Polonia e perché sperava di potere con la sua presenza rendere meno pesante il regime d'occupazione, in particolare di impedire che i tedeschi avessero carta bianca nelle «zone d'operazione» delle Prealpi e del Litorale adriatico e se le annettessero. Se sotto la sua guida-schermo la Rsi avesse contribuito «lealmente» alla lotta a fianco dell'alleato, «riscattando» cosí l'«onore nazionale», il trattamento riservato da Hitler all'Italia sarebbe stato – pensava – meno duro e, in caso di vittoria, la Germania non avrebbe potuto non tenerne conto. Da qui la decisione mussoliniana di assumere la guida della Rsi e di adoperarsi per un ritorno dell'Italia sul campo di battaglia a fianco della Germania («una unica possibilità di salvezza» ci resta, disse a Dolfin: «ritornare subito a combattere... è necessario riacquistare nei... confronti [dei tedeschi] prestigio e forza se vogliamo conservare il bene supremo della nostra indipendenza»130), nella speranza di rendere cosí meno pesante lo stato di drammatica inferiorità di fronte alla Germania in cui si trovava l'Italia. Né piú né meno, a ben vedere, di quello che, solo con un giro di parole un po' meno immediato ed esplicito avrebbe detto ai primi di novembre a Piero Pisenti offrendogli il ministero della Giustizia131. Pensare a una continuazione del fascismo come regime era impossibile; l'unica cosa era cercare «di mettersi al servizio della patria, per risollevarla dalla crisi in cui era caduta».

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在同希特勒这轮会晤之后,尽管重重劫难横亘眼前,坚信唯有自己才能充当阻遏灭顶之灾防波堤的执念,已在他心中坚不可摧地彻底扎下了根基。

在这一视角下,对于墨索里尼及其若干核心幕僚而言,首要战略目标乃是‘保卫’两大‘作战区’,坚决阻止德国人将意大利在当地的政治、行政与军事存在彻底驱逐殆尽,防范形成既成事实导致在德国战胜时被正式并入帝国版图;且即便在德军战败这一概率大得多的前景下,亦能防范奥地利乃至尤其是南斯拉夫对该领土提出领土割让索求132。关于墨索里尼身边的亲信幕僚,帕沃利尼于1943年10月10日致墨索里尼的信件、以及安富索于次年9月27日致马佐利尼的信函极具说明性。前者明确指称保卫‘作战区’将构成社会共和国得以存在的‘首要历史合理性依据,无论未来大势究竟如何演进’133;后者将视野拓宽至全盘对德关系及德国对意政策时写道134
“我们唯一的历史告慰在于:意大利民众根本不知晓设若没有墨索里尼横亘在他们与德国之间,何等毁灭性灾难必将劈头盖脸降临其头顶。我说,设若国防军将意大利视为毫无国家政府之沦陷殖民地的主张得逞,意大利人将尝尽百分之百的德军占领之苦,而如今他们所承受的不过是其中的一半而已。”

借由这一极难否认其核心主导地位的历史解释——即便我们不能全盘排除其他次要考量可能在微观上促成了墨索里尼的决断(诸如绝不愿将政权拱手让予如法里纳奇这般一方面更加极左复仇、另一方面对德方一切指令更为屈膝俯首的法西斯狂徒)——该问题似乎便可盖棺论定。

Dopo i suoi incontri con Hitler, la convinzione che soltanto lui potesse fare argine ai pericoli della situazione, era diventata incrollabile, nonostante tutte le difficoltà che gli si schieravano innanzi.

In questa ottica, il primo obiettivo, per Mussolini come per vari suoi collaboratori, era quello di «difendere» le due «zone di operazione» impedendo che i tedeschi estromettessero da esse qualsiasi presenza politica, amministrativa e militare italiana e si determinasse una situazione di accettazione del fatto compiuto che ne avrebbe sancita l'annessione alla Germania nel caso che questa uscisse vittoriosa dal conflitto, ma che, anche in quello, molto piú probabile, di una sua sconfitta, avrebbe favorito le pretese austriache e soprattutto jugoslave su di esse132. Per quel che riguarda alcuni dei piú stretti collaboratori di Mussolini, indicativo è quanto avrebbero scritto allo stesso Mussolini, Pavolini, il 10 ottobre 1943, e Anfuso, a Mazzolini, il 27 settembre dell'anno successivo. Il primo riferendosi esplicitamente alle «zone di operazioni» affermò che salvarle sarebbe stata «già una prima giustificazione storica» dell'esistenza della Rsi «comunque si svolgano i fatti in futuro»133; il secondo, allargando il discorso a tutto il rapporto con la Germania e alla sua politica in Italia134 scrisse:
l'unico nostro conforto è che gli italiani non sanno cosa si sarebbe abbattuto sul loro capo se non ci fosse stato Mussolini tra loro e la Germania. Se, dico, avesse trionfato il concetto della Wehrmacht di considerare l'Italia come paese occupato senza governo nazionale, gli italiani avrebbero conosciuto al cento per cento i piaceri dell'occupazione tedesca mentre adesso ne conoscono soltanto la metà.

Con questa spiegazione, alla quale è difficile non attribuire il maggior rilievo, anche se non si può escludere in toto che qualcuna delle altre possa aver contribuito marginalmente a determinare la decisione di Mussolini (quale quella di non voler lasciare campo libero a quei fascisti, come Farinacci, per un verso piú estremisti e vendicativi, per un altro piú proni a qualsiasi richiesta tedesca), ci pare che la questione potrebbe dirsi risolta.

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然而,当年曾效忠于社会共和国的诸多人物对墨索里尼的这一抉择所赋予的(现实与道义)重大意义——借用皮耶罗·皮森蒂回忆录的书名而言,甚至将其捧为所谓的‘必要共和国’(repubblica necessaria),乃至将墨索里尼奉为在护卫意大利全民族祭坛上彻底焚膏继晷的‘自我牺牲殉难者’——促使我们必须在此做出最后两点简短的宏观历史反思。即便关于这些反思所潜藏的重大命题我们随后尚有机会做深入展开,然而它们无论在传记学还是在纯粹史学考订上的分量皆如此泰山压顶,以至于我们有必要在此时便先行点题标明。

第一重反思关涉社会共和国的所谓‘必要性’。正如我们将在下一章所展开论述的那样,对社会共和国的效忠依附(正如对抵抗运动的投身依附一样)绝不可从某种单一铁板一块的先验视角一概而论。其动机可谓千差万别、五花八门:有时是‘崇高’的,有时是‘卑劣’的,有时是理性算计,有时是出于盲目本能,甚至往往受制于机缘巧合乃至命运捉弄;唯有深入挖掘前二十年法西斯时期的意大利社会深层现实(有时甚至需追溯至更早年代),细密考订9月8日之后骤然形成的生死残局及其对每个个体心灵的不同冲击,方能真正参透此中幽微。然而强调这些绝不可导向将所有政治立场混为一谈的和稀泥相对主义,绝不可形成忽视那些主导性历史抉择之重大定性意义的平庸史观——正是那些关键首脑的原初抉择直接或间接牵动影响了千千万万人的抉择;后者的动机固然值得体谅理解,但在历史审判席上,绝不可将两者置于同一道义平面之上相提并论。这便是关于墨索里尼决意以自己之名义、聚集于其个人光环周遭缔造社会共和国这一决断的论述必然汇聚之处。并进而引向更具重大历史分量的课题:即社会共和国在1943—1945年的历史惊涛乃至其后整个战后岁月中所扮演的深远角色——我们指涉的绝不仅限(亦主要非指)战后初期,而是涵盖此后直至今日的全盘历史长河。

社会共和国的构建在墨索里尼所期许的若干局部指标上确实达成了一定成效,这一点任谁亦无法彻底抹杀否定。然而其实质要害在于其在眼前战时及长远战后所付出的滔天代价与沉重后果。显而易见,在此处关于战后维度的第二重课题仅能作大纲式的宏观勾勒;然而这绝不可被无视、掩盖或逃避。盖因这直接关涉能否真正参透自解放(Liberazione)以来意大利所发生的一切历史本质,能否最终超越那种将我们当代史完全政治化、工具化的狭隘史观——该史观将战后当代史单纯描摹为一场与旧时代的彻底决裂(这一决裂被认定仅部分成功、因而归根结底尚待继续推进),将其奉为某种与‘旧事物’水火不容之‘崭新’维度的展现;而其所谓的旧事物不仅指(且往往并非主要指)法西斯主义,更是指涉自意大利复兴运动(Risorgimento)以降整个民族国家的政治与文明演进历程。

Il significato e il valore (pratico e morale) che alla decisione mussoliniana sono stati attribuiti da vari uomini che avevano militato nella Rsi, sino a farli parlare – per dirla col titolo dei ricordi di Piero Pisenti – di «repubblica necessaria» e di un vero e proprio «sacrificio» di Mussolini sull'altare della difesa dell'Italia e degli italiani, ci inducono però a due ultime brevi considerazioni. E ciò anche se sulle questioni che esse sottendono avremo occasione di tornare piú ampiamente. Le loro implicazioni, sia sotto il profilo biografico sia sotto quello storico tout court, sono infatti di tale portata che è opportuno farvi sin d'ora almeno cenno.

La prima considerazione riguarda la «necessità» della Rsi. Come vedremo nel prossimo capitolo, le adesioni alla Rsi (cosí come quelle alla Resistenza) non possono essere viste in modo unitario, in un'ottica univoca. Le motivazioni, a volte «nobili», a volte «ignobili», a volte razionali, a volte istintive, a volte persino dettate da circostanze particolari se non addirittura dal caso, furono infatti innumerevoli e di ogni tipo e tali da poter essere comprese solo scavando nella realtà italiana del ventennio precedente (e talvolta anche piú indietro) e nella drammatica situazione determinatasi dopo l'8 settembre e ricostruendo il diverso impatto che essa ebbe sui singoli individui. Dire questo non deve però portare ad un appiattimento di tutte le posizioni, ad un giudizio che non tenga conto del significato assunto da certe scelte primarie, da certe adesioni che, direttamente o indirettamente, influenzarono le altre, le cui motivazioni vanno, certo, comprese cosí come tutte le altre, ma non possono, appunto, essere messe, in sede di giudizio storico, sullo stesso piano di quelle da esse influenzate. È qui che inevitabilmente sfocia il discorso sulla decisione di Mussolini di accettare di dar vita, nel proprio nome e attorno alla propria persona, alla Rsi. E con esso quello, storicamente piú importante, del significato che la Rsi ebbe nelle vicende del 1943-45 e ancora dopo, in quelle del dopoguerra. E non ci riferiamo solo (e tanto) all'immediato dopoguerra, ma a tutto il periodo successivo, sino ad oggi o quasi.

Che la costituzione della Rsi abbia conseguito alcuni dei risultati che Mussolini si era proposto non è possibile negare in toto. La questione sostanziale è però quella dei costi e delle conseguenze che essa comportò nell'immediato e nel dopoguerra. Ovviamente, in questa sede il secondo aspetto – quello relativo al dopoguerra – può essere posto solo nei suoi termini piú generali; non può però essere né ignorato, né sottaciuto, né eluso. Ne va infatti della possibilità di capire ciò che è avvenuto in Italia dalla Liberazione in poi e di superare finalmente una interpretazione tutta politica e strumentale della nostra storia piú recente che vede questa come una rottura col passato – riuscita solo parzialmente e, dunque, ancora tutto sommato, da realizzare – e come la manifestazione di un «nuovo» radicalmente diverso dal «vecchio», intendendo per vecchio non solo (e spesso non tanto) il fascismo, ma tutto lo sviluppo politico e civile nazionale dal Risorgimento in poi.

69–70

设若将该问题置于代价与历史后果的天平之上审视,毫无疑问,历史的砝码无可挽回地全盘向墨索里尼该项抉择的反面彻底失衡倾斜。盖因社会共和国的建立正是意大利内战(guerra civile)的万恶之源(因为尽管长期以来人们极力讳莫如深地否认它,但这正是不折不扣的内战,且除南斯拉夫外中西欧没有任何一个国家经历过如此浩劫135);这场内战在1943—1945年间血洗了德军占领区,在意大利同胞之间凿下了仇恨的血海深仇,并在战后数十年间深深绑架羁绊了全民族的政治机体,赋予其一种截然不同于法国、比利时乃至在某种程度上不同于德国自身的病态特质——顺笔提及,依我们之见,这种特质恰恰构成了所谓‘意大利特殊病理案例’(caso italiano)最显著、若非最关键的核心特质。设若没有社会共和国,抵抗运动原本将呈现出纯粹的民族爱国性质,呈现为一场全民同仇敌忾对抗德国占领军的民族解放圣战;其社会阶级斗争属性由于很大程度上失去了在意识形态上将政治敌人直接指认为阶级敌人的着力点,其权重势必大打折扣;由此共产党人对游击队运动的操弄渗透、领导权夺取及其工具化运用的空间将被极大压缩,在战后亦将无从将这种霸权投射至越来越广阔的政治、社会与文化阵地,无从借由一种虚构的‘神圣统一抵抗运动’的政治神话来绑架勒索其他政治文化阵营以推进其自身的政制蓝图。而事实上,当年的武装游击队武装斗争远非他们所吹嘘的那般铁板一块,其为之流血牺牲的价值追求与政治蓝图——除反法西斯这一公约数外——千差万别,且植根于与共产主义本质截然水火不容的民主理念与实践之上。

Posta la questione sul piano dei costi e delle conseguenze, è fuor di dubbio che storicamente la bilancia si squilibri irrimediabilmente a tutto svantaggio della decisione mussoliniana. La costituzione della Rsi fu infatti all'origine della guerra civile (ché di ciò si trattò, nonostante si sia cercato a lungo di negarlo, e che, a parte la Jugoslavia, nessun altro paese dell'Europa centro-occidentale conobbe135) che, nel 1943-45, insanguinò le regioni occupate dai tedeschi, divise profondamente gli italiani e scavò solchi d'odio tra loro e condizionò poi massicciamente per decenni la vita italiana, dandole un carattere diverso da quello di altri paesi occidentali, quali la Francia, il Belgio e, in qualche misura, la stessa Germania. Un carattere, detto per incidens che, a nostro avviso, costituisce una delle peculiarità, se non addirittura la piú significativa, del cosiddetto «caso italiano». Senza la Rsi la resistenza avrebbe avuto un carattere essenzialmente nazional-patriottico, di lotta di liberazione contro l'occupante tedesco; i suoi aspetti sociali, mancando in gran parte la possibilità di identificare ideologicamente il nemico politico con il nemico di classe, avrebbero avuto meno peso e, quindi, i comunisti meno possibilità di incidenza, di egemonia e di strumentalizzazione del movimento partigiano e, dopo la Liberazione, di trasferire tale incidenza ed egemonia in settori sempre piú larghi della vita politica, civile e culturale e di usarle per condizionare le altre forze politiche e culturali con l'immagine di una resistenza unitaria da perpetuare con la costruzione, nello spirito e con gli obiettivi per i quali era stata combattuta, della nuova società democratica. Laddove, in realtà, il movimento partigiano combattente era stato assai meno unitario di quanto da essi asserito, cosí come i valori e gli obiettivi in nome dei quali aveva lottato erano – a parte l'antifascismo – assai diversi e si fondavano su una concezione e una pratica della democrazia antitetiche rispetto a quelle del comunismo.

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第二重反思则关涉墨索里尼所谓的‘自我牺牲’。单纯宣称墨索里尼重返政坛主要是出于希特勒将意大利‘波兰化’的恐吓,是远远不够的。诚然其回旋余地与抵制德军的实际手段微乎其微,正如他对法西斯党内残余势力的威望号召力远非昔日可比;然而在上述两方面,铁的事实表明——除个别由于其偶发性而显然受制于一时心境冲动而非坚定意志与严肃从政承诺的孤立插曲外——墨索里尼在社会共和国日常治理中所倾注的心力,远远低于人们所期待的水准,尤其远远低于其身后吹鼓手们所竭力粉饰的那个将全副身心‘奉献牺牲于意大利全民族’的救世主光环。真相要接近得多的是:在迈出了同意重登大宝这一决定性第一步之后,作为社会共和国政治领袖的墨索里尼在实质上几乎形同虚设。一部分是由于他清醒自知能有所作为者微乎其微,自认通过将自己的名号奉献给社会共和国便已然做完了他所能做的一切;一部分是由于他极力规避遭受新的耻辱挫败,不愿诉诸令其作呕的铁血手段;而最根本的,则是因为即便重登‘领袖’宝座,他在政治与精神上依然认定自己不过是一具名存实亡的‘政治僵尸’,对万事万物皆心如止水,对未来再无丝毫兴致眷恋。

由此导致他将自己彻底封闭于个人的内心悲剧之中,与其说在主持政务,毋宁说是在翘首坐待——借用一句文字双关语——自身的肉体与政治终局,对于那些他早已丧失信念、且无论如何皆视作无足轻重之琐屑的‘国家大政’,抱以冷漠彻骨的超然疏离。依我们之见,路易吉·博拉在其1943—1944年日记的序言中对这一精神病理状态做出了极其入木三分的精准解剖136
“人们常说墨索里尼在加尔多内(Gardone)沦为了阶下囚,此话固然属实;然而在成为德国人的囚徒之前,他首先沦为了自己的囚徒,沦为了自己一手炮制的领袖神话的囚徒,沦为了自己往昔岁月的囚徒,并且——或许最根本的是——沦为了他清醒意识到自己已将无产阶级、社会主义、共和主义与世俗主义的原点教条背叛殆尽的罪恶感的囚徒,沦为了自己一生毁多于建、未曾留下任何足以超越其肉身存续之历史遗训的幻灭感的囚徒。他深知大局已定败局难挽,且在现实中根本不存在他在某次演说中所妄言的‘补考过关’:于是他听任自己沉沦随波逐流,任由内心的煎熬折磨撕咬自身——这种自残折磨在某种意义上或许充当了一种令其获得慰藉的初步赎罪,却彻底剥夺了他直面一项艰巨绝伦却非绝无可能之历史使命所需的意志筋骨——而这原本是唯一能够促使其在‘他的’人民面前洗刷部分罪愆的救赎之路。”

La seconda considerazione riguarda invece il «sacrificio» di Mussolini. Dire che Mussolini fu indotto a tornare sulla scena politica soprattutto dalla minaccia di Hitler di trattare l'Italia come la Polonia non basta. Che i suoi margini di manovra e le sue possibilità di contrastare i tedeschi fossero assai scarsi è certamente vero, come è vero che anche rispetto ai fascisti il suo prestigio e la sua autorità erano molto minori di un tempo. Nell'uno come nell'altro caso è però un fatto che – a parte episodi particolari, che, proprio per la loro episodicità, appaiono determinati, piú che da una precisa volontà e da un effettivo impegno politico, da un momentaneo stato d'animo, da uno scatto essenzialmente umorale – l'impegno messo da Mussolini nella gestione politica della Rsi risulta inferiore a quello che ci si potrebbe attendere e in particolare a quello di cui hanno parlato molti dei suoi postumi esaltatori, in primis quelli che hanno voluto vestirlo dei panni di colui che si sarebbe tutto dedicato e sacrificato all'Italia e per gli italiani. In realtà è molto piú vicino al vero dire che, fatto il primo e decisivo passo, quello di accettare di tornare al potere, Mussolini come capo politico della Rsi non esistette quasi. Un po' perché consapevole di poter fare ben poco, in sostanza di aver fatto tutto quello che poteva fare dando il suo nome alla Rsi; un po' perché voleva evitare di collezionare nuovi scacchi e nuove umiliazioni o di ricorrere a mezzi che gli ripugnavano; e soprattutto perché, pur avendo riassunto il ruolo di «duce», continua a sentirsi sostanzialmente un «defunto» politicamente e spiritualmente e, dunque, lontano da tutto e per il quale il futuro non presentava piú alcun interesse.

Da qui il suo rinchiudersi in se stesso, nel suo personale dramma, attendendo – ci si passi il giuoco di parole – assai piú la propria fine che a quegli «affari di stato» ai quali non credeva piú e comunque considerava ormai col distacco dovuto alle cose irrilevanti. Bene ci pare abbia colto questa condizione psicologica Luigi Bolla nelle pagine da lui premesse al suo diario del 1943-44136:
Si è detto che Mussolini a Gardone era prigioniero ed è vero, ma prigioniero di se stesso prima che dei tedeschi, prigioniero dei miti da lui creati a sua misura, del suo passato e – forse soprattutto – della consapevolezza di aver rinnegato punto per punto le sue origini e i suoi postulati di proletario, socialista, repubblicano e laico, di aver distrutto e non creato, di non aver formulato nessun messaggio che potesse sopravvivergli. Egli sapeva che la partita era perduta e che non esistevano quegli «esami di riparazione» cui l'ho sentito accennare in un discorso: si lasciava quindi andare, si abbandonava a un tormento intimo che forse in un certo modo lo confortava come una prima espiazione ma che gli toglieva la forza necessaria per affrontare un compito arduo però non impossibile, l'unico che avrebbe potuto redimerlo almeno in parte di fronte al «suo» popolo.

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“这项历史使命——昭然若揭横亘在眼前——他显然曾瞥见过其轮廓,然而却仅仅将其视为一场无法企及的虚幻幻梦,以至于他甚至未曾尝试将其勾勒为施政纲领的基石。他听任旁人随意操弄摆布,即便在维罗纳审判这等惊天悲剧中亦是如此,即便在《维罗纳宣言》纲领性宣示或《企业集体化法》(Legge sulla socializzazione)等重大意识形态法案上亦是如此:诚然对于后者,因其重新唤醒了他灵魂深处古老的社会主义初心回响,他随后曾竭力争夺其立法生父的名分,甚至洋洋自得宣称借由该法自己在‘波河平原四处埋下了定时引爆的社会炸弹’。无可否认,他曾无数次向德国军政首脑乃至希特勒本人提出交涉干预,曾颁布政令化解其幕僚之间已达引爆沸点的倾轧争斗,曾签署过汗牛充栋的政府法令;然而所有这一切几乎无一不是在客观情势逼迫或属下强推下被动应付,毫无周密宏图,毫无坚定信念,毫无斗志风骨。”

“在费尔特里内利别墅(villa Feltrinelli)那凄凉幽暗的氛围中——在缺乏阳光的日子里宛如卡夫卡式的荒诞布景般令人产生窒息幻觉——他以慢动作机械复刻着昔日的残影轨迹,过着消磨批阅公文公函与大段大段无聊死寂光阴的公务员式庸常例行生活,几近沦为对自己昔日形象的荒诞反讽模仿:这是其逃避‘行使意志’的唯一避风港,唯有如此方能不打破那层将其与外界隔绝、任其在等待天谴极刑降临前苟延残喘的虚无真空。”

“偶尔令其重燃热忱的记者或讲坛煽动家的灵光闪现,属于他往昔乃至今日依然独步天下的专业领域,因而依我之见,这丝毫未曾动摇我关于其作为社会共和国首脑所保留的定格印象:一个在我记忆中因直面自身毁天灭地之惨败而彻底崩溃萎靡、陷入一场被‘无能为力’的宿命确信所理性伪装的意志瘫痪之中的废人。唯有借由这种心理病理解读,方能解释他在诸如枪决齐亚诺等若干极端原则性事件上、乃至在整个社会共和国存续期间所一贯保持的彻底缺位与逃避遁世。”


Questo compito – era lí davanti agli occhi – egli certamente lo intravvide, ma come un sogno irrealizzabile, tanto che non cercò neppure di adombrarlo quale base di un programma. Lasciò fare agli altri, anche in circostanze drammatiche come il processo di Verona, anche per enunciazioni ideologiche come il manifesto programmatico o la legge sulla socializzazione: di questa tuttavia rivendicò poi la paternità per l'eco delle voci antiche ch'essa aveva risvegliato in lui, fino ad affermare compiaciuto di avere, con tale legge, «disseminato la valle del Po con bombe sociali a scoppio ritardato». Certo, intervenne innumerevoli volte presso le autorità germaniche e presso lo stesso Hitler, adottò provvedimenti per dirimere fra i suoi collaboratori rivalità giunte a temperatura di scoppio, firmò molti atti di governo; ma sempre o quasi sempre perché costretto o spinto dalle circostanze e dagli uomini, senza un disegno articolato, senza convinzione e senza mordente.

Nella squallida cornice della villa Feltrinelli, quasi allucinante nelle giornate senza sole come uno scenario kafkiano, egli seguiva al rallentatore la falsariga dei vecchi tempi, una routine da funzionario in attesa di pratiche da smaltire e larghe ore morte, quasi la parodia di se stesso: era l'unica via per esimersi dal «volere», per non intaccare quell'atmosfera di vuoto che lo isolava e gli consentiva di sopravvivere in anticipazione della fine-castigo.

Gli sprazzi che ogni tanto lo riaccendevano come giornalista o come tribuno appartengono a settori dove egli era ed è rimasto imbattuto e quindi non contrastano, a mio parere, con l'impressione che ho serbato di lui come capo della Rsi: un uomo che continuo a ricordare annientato dalla constatazione di un devastante fallimento e irretito da un'abulia razionalmente mascherata dalla convinzione di «non potere». Solo in questo modo mi sembra possibile spiegare l'assenteismo da lui mantenuto in alcuni casi-limite, come quello della fucilazione di Ciano, e a maggiore ragione in tutto il corso della repubblica.


注释 · Note


  1. 参见 J. DI BENIGNO, Occasioni mancate. Roma in un diario segreto 1943-1944, Roma 1945, pp. 90 sg.; C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia, Roma 1944, pp. 221 sg. 

  2. 关于墨索里尼在蓬扎岛的居留,参见 M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia. Vita intima dell'ex dittatore dal 25 luglio al 12 settembre 1943, Roma 1944, pp. 12 sgg.; F. MAUGERI, Mussolini mi ha detto, Roma 1944, pp. 29 sgg.; G. MURATORE - C. PERSIA, I dodici giorni di Mussolini a Ponza, Bologna 1945; L. M. DIES, Istantanea mussoliniana a Ponza, Roma 1949; A. TAMARO, Due anni di storia 1943-45, Roma 1948, I, pp. 162 sgg.(宪兵军士长塞巴斯蒂亚诺·马里尼回忆录);O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini, 载 «La Settimana Incom», 1958年2月22日; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso. Una storia da rifare, Milano 1973, pp. 64 sgg. 与 77 sgg. 

  3. 内尼于8月4日获释解除流放,并于次日离开蓬扎岛。他在7月28日的日记中写道:
    “关于7月25日政变的真正含义,直到今天早晨,我们仍停留在种种揣测阶段——我们自己的推测、英国电台的广播、灯塔水手的零星传闻。
    但今天早晨,墨索里尼在皇家宪兵押解下(尽管未戴手铐)的抵达,及其被软禁于邻近的圣玛丽亚村,至少揭开了谜团的一角,即所谓‘自愿辞职’的真相。
    上午十时许,G.40号护卫舰驶入港口并在距码头一百米处抛锚。一名将军和数名军官登岸。镇上和流放营中一片惊奇骚动。军官们在港务局周围穿梭忙碌。岛上唯一的一辆汽车被流放营长官征用,风驰电掣般向岛内圣玛丽亚方向驶去。
    岛上盛传的流言是:护卫舰上载有一百名德国军人,将于傍晚登岸进驻该岛。
    时值十一点,一艘小艇脱离护卫舰侧舷,驶向距离蓬扎仅一步之遥的圣玛丽亚村。艇上载有一名平民(我随后才得知此人正是墨索里尼,当时我并未认出他来)以及六名宪兵。
    关于这位以意想不到的降临‘荣宠’我们的小岛的不速之客的首批消息,是几分钟后由扎尼博尼告诉我的,并得到了兰比亚塞军士长的证实。片刻之间,消息便传遍了所有流放犯和岛民的唇齿之间,引发了比25日‘辞职’更大的震惊。
    墨索里尼被软禁在圣玛丽亚的‘拉斯之屋’,之所以如此命名,是因为数月前这里曾关押过战俘伊梅鲁拉斯。在一名前陆军中校指挥下,十四名宪兵在其住所四周站岗放哨。两人负责其个人起居侍奉。护卫舰的军官们称,他显得神情恍惚多于听天由命,仿佛一个尚未完全参透自己究竟遭遇了何种变故的人。
    从我房间的窗口,借由望远镜,我现在能清晰地看到墨索里尼:他也站在窗前,只穿着衬衫,正神经质地用手帕擦拭着额头。”(P. NENNI, Diari 1943-1956, a cura di G. Nenni e D. Zucaro, Milano 1981, pp. 23 sg.)。
    至于扎尼博尼,据路易吉·玛丽亚·迪耶斯神父所述(Istantanea mussoliniana cit., p. 8),这位老兵的反应化作了这样一席话:“我不会再去圣玛丽亚散步了,因为当一个敌人倒下时,我便不再有与之战斗的心思。我只求保持敬意。” 

  4. 参见 L. M. DIES, Istantanea mussoliniana cit., p. 18. 

  5. 同上书,pp. 8 sg. 

  6. 同上书,p. 18. 

  7. J. DI BENIGNO (Occasioni mancate cit., pp. 91 sg.) 鉴于其与罗马军方高层的密切关系,完全可被视为可靠的史料来源;他写道,梅奥利中校之所以被选中指挥负责看押墨索里尼的宪兵分队,是因为他素有“谁也休想糊弄我”的声名,且以“性格刚毅、少言寡语”著称。“然而没过几天,消息便传到了〔罗马〕:即便梅奥利也未能抵御住这尊崩塌的巨人那奇异的蛊惑魅力。”他并未玩忽职守,“但从给予囚犯的若干宽待中可以看出,他心中正悄然滋生出与其铁面无私的宪兵威名大相径庭的同情软化心理”。 

  8. 在一份1944年2月29日写于布雷西亚的备忘录中,阿尔贝托·法约拉中尉(此时已晋升为上尉)写道,他于8月9日被切里卡将军召至罗马,获悉自己被任命为负责韦伯别墅看守的宪兵与警察联合分队指挥官。宪兵总指挥将其职责归纳为五条:
    “a) 严禁任何外人与领袖发生任何形式的接触,本人对其人身安全负全责。
    b) 服从布里沃内西海军少将视现场情况向我下达的勤务指令,遇有一切变故均须向其请示。
    c) 对领袖人身予以周全细致、毕恭毕敬之照顾,照料其膳食、起居舒适与医疗之一切需求。
    d) 听任领袖在别墅内部及其附属花园范围内享有充分自由,警卫人员之防范严密限制在花园外部,内部警戒由我本人亲自负责。
    e) 倘遇不法分子或敌方特务袭击,须与海军司令部取得联络请求增援,进行殊死抵抗。”
    随后,在被要求进一步阐明所接指令及其可能经历的变动时,法约拉于1944年3月22日在布雷西亚省公署签署了一份补充声明(除其本人签字外,末尾亦有总督察朱塞佩·格利的签名),其文如下:
    “为充分阐明我今年2月29日的备忘录及3月1日的声明,特此声明:当宪兵总指挥切里卡阁下责令我先在拉马达莱娜、后在大萨索山负责看押墨索里尼阁下时,曾向我下达明确训令,要求我动用一切支配手段坚决阻止任何越狱企图以及劫夺领袖的企图。
    在这些训令中,切里卡心中或许暗含着在万不得已的紧急关头既可对领袖本人使用武器、亦可对任何企图协助其潜逃或实施劫夺者使用武器的意思——但该命令从未正式下达给我。
    回溯过往全过程,我已形成明确确信:切里卡下达给我的明确命令此前必定已经下达过——只是随着时间推移,必定介入了我所不知晓的某种崭新情势,促使我的指挥官产生了某种心理状态,从而衍生出交代给我的具体指示。
    此外我谨此声明,我对领袖的一切举措皆出于在一切方面予以通融照料的真诚意愿;在任何情况下,我都绝不会对其使用武器。”(B. SPAMPANATO, Contromemoriale, Roma 1952, II, pp. 427 sgg.)。这两份文件的原件现存 ACS, B. SPAMPANATO, b. 2, fasc. RSI, sottof. «Faiola Alberto e Gueli Giuseppe». 

  9. 根据其中若干传言,墨索里尼被关押在罗马郊区的某处要塞中——布拉斯基堡(forte Braschi)、布拉韦塔堡(forte Bravetta)或博切亚堡(forte Boccea)。另有传言称其在圣母安息堂(Madonna del Riposo)附近的某家诊所。绝大多数传闻则将其关押地指向第勒尼安海的某座岛屿。甚至还有流言声称他在罗马某处庄园中受国王留客招待(国王打算迟早重新起用他掌权),或声称他已逃往西班牙。9月8日停战后不久,甚至盛传他已经死亡。参见 ACS, Min. Interno, Polizia politica, categ. Q, fasc. 178, sottof. 71; 以及 G. ARTIERI, Prima durante e dopo Mussolini. Memorie del Novecento, Milano 1990, pp. 430 sg. 

  10. 关于“橡树行动”,参见 J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943. Die deutschen Gegenmassnahmen im italienischen Raum: Fall «Alarich» und «Achse», Göttingen 1969, pp. 252 sgg. 

  11. 关于负责搜寻墨索里尼的德国各情报机关之间的争功掣肘与缺乏协调,亦参见 F. W. DEAKIN, Storia della repubblica di Salò, Torino 1968, p. 536 的论述。 

  12. 参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 70 sgg.,尤其是 73 sgg.; Fuehrer Conferences on matters dealing with the German Navy, 1943, London 1947, pp. 115 sg. 根据齐亚诺在维罗纳审判期间的只言片语,曾有人推测德国人(即道尔曼〔Dollmann〕)获悉墨索里尼的转移情报系来自这位前外交大臣,而后者又是从若干海军军官处听闻的。参见 G. BOCCA, La repubblica di Mussolini, Bari 1977, pp. 11 sgg. 然而德国的外交档案与回忆录均未证实这一假说。 

  13. 水兵当中同样存在法西斯分子的事实见诸诸多史料。关于“珀尔塞福涅”号舰员,参见乔治·维亚内洛(Giorgio Vianello)海军上尉的证言,载 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 68 sg.; 关于“黑豹”号舰员,参见 F. TRAXINO, Ho viaggiato col Duce da Ponza alla Maddalena, 载 «Il Popolo di Alessandria», 1944年1月20日; 以及 A. MAGNANI, Dal diario di un ufficiale di Marina. Mussolini a bordo del «Pantera», 载 «Sveglia!», 1944年8月16日。 

  14. 参见 C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., p. 222. 

  15. 参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 62; S. CORVISIERI, All'isola di Ponza. Regno borbonico e Italia nella storia di un'isola (1734-1984), Roma 1985, p. 329. 

  16. ASCAC, «Arresto – Detenzione – Liberazione di Mussolini», 菲利波·卡鲁索将军所撰报告,ff. 10 sg. 

  17. 关于墨索里尼在拉马达莱娜岛的居留,参见 M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., pp. 21 sgg.; C. BRUNI, Mussolini alla Maddalena, confinato a Villa Weber, 载 «Giorni», 1950年2月12日; A. CHIRICO, Testimonianze di un vicino di casa. Prigioniero alla Maddalena Mussolini si definí «defunto», 载 «Il Tempo», 1955年2月20日; 同作者, Dai ricordi di un medico condotto. Mussolini alla Maddalena ignorava perfino la sorte del figlio, 载同刊,1955年2月24日; G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena, 载同作者, La pulce nello Stivale. Viaggi nell'Italia malata, Milano 1956, pp. 311 sgg.; O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. Skorzeny stava per piombare su di noi, 载 «La Settimana Incom», 1958年3月1日; R. LARCO, Mussolini prigioniero a Villa Weber, 载 «Tempo illustrato», 1962年6月2日; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 95 sgg. 

  18. F. MAUGERI, Mussolini mi ha detto cit., p. 46. 

  19. 参见 O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. Skorzeny stava per piombare su di noi cit. 无论如何值得注意的是,在《庞廷与撒丁沉思录》中,墨索里尼于8月12日记道:“昨夜哨兵因察觉可疑声响而鸣枪”(MUSSOLINI, XXXIV, p. 280)。
    关于另一起据称“差一点就得手”的未遂营救计划,参见 G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., p. 317 的记述。然而该计划同样绝不可信。促使我们将这两起营救企图视为出于幻想或自我标榜的根据在于,两起事件皆声称有德国人卷入;而这在德方史料中找不到丝毫佐证,并且与德方究竟于何时获悉墨索里尼身在拉马达莱娜以及德方原本如何筹划营救行动的已知史实完全相悖。 

  20. 此信由墨索里尼刊登于《一年史》(MUSSOLINI, XXXIV, p. 363)。原件现存 ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1. 

  21. 参见 C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., pp. 222 sg. 

  22. 同上书,pp. 223 sg. 

  23. 同上书,p. 224;以及波利托于1945年7月15日呈交财政部的战时抚恤金申请书,附有巴多格里奥确认其系“因公负伤”的证明文件(我们谨向特佐·马菲〔Terzo Maffei〕博士致谢,承蒙其允许查阅这两份文献)。 

  24. 据格利致墨索里尼信中所述,塞尼塞自初次会面起“便向我阐明,此项任务关乎护卫阁下之人身安全,并须千方百计阻止德国人劫夺阁下。一旦发生此种情形,必须向阁下开枪,只留给对方一具尸体。我回答称,我是一介战士而非刺客,于是他告诉我宪兵已被赋予了相应任务。
    面对我的进一步异议,他向我补充称,与所有人的主张相反,他本人并不赞同走向此类极端举动,且事情总能找到可能的解决办法:必须竭尽全力阻止阁下被劫夺,但如有可能,亦应避免流血发生”(ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1)。
    关于格利的“备忘录”、其呈送墨索里尼的经过以及墨索里尼在此际对格利与法约拉所作的评价,参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia, Milano 1949, pp. 246 sgg. 以及 pp. 233 sgg. 

  25. 如果一定要做出某种推测的话,那就是巴多格里奥(及其背后的阿夸罗内)一方面搁置了卡尔博尼(Carboni)将军刚被任命掌管军事情报局(SIM,8月18日)时提出的将墨索里尼交由其羁押“以便实施向盟军移交”的请求(参见 G. CARBONI, L'armistizio e la difesa di Roma. Verità e menzogne, Roma 1945, p. 93 n.);另一方面则认为适宜将墨索里尼安置在一个不易遭到任何发现其行踪者(无论德军或意军法西斯)突袭劫夺的隐秘地点,并将其完全置于自己的直接掌控之下,从而能够由他本人决定是否、何时以及如何向盟军移交,而不把如此微妙的关键大事交到卡尔博尼手里。这一推测或许能从以下事实中获得佐证:在8月底(参见 J. DI BENIGNO, Occasioni mancate cit., p. 104,8月31日条),面对陆军部坚持要求将墨索里尼转移至别处的催促,巴多格里奥一如既往地不作明确表态,却说道:“实在不行我们就把他送去西西里岛”。考虑到当时的局势,这句话只能有一种解读:我们将把他移交给盟军。更何况在那个时期,很难设想这位元帅会不知道移交墨索里尼已被列为提交给卡斯特拉诺(Castellano)将军的停战条款之一。 

  26. 据格利称,在其自拉马达莱娜返回后,塞尼塞责成他在“阿奎拉方向”物色转移墨索里尼的处所;而依照塞尼塞的说法(他在回忆录中写道自己并不赞同该地点,并立即指示格利“另寻别处”),这一选址乃是巴多格里奥早在召见格利接替波利托之前便已敲定的(参见 C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., p. 224)。 

  27. 参见 Fuehrer Conferences, 1943 cit., pp. 118 sgg. 与 123; O. SKORZENY, Vivere pericolosamente, Milano 1970, I, pp. 227 sgg. 

  28. 参见 O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, pp. 251 sgg.(其中不乏失实之处以及作者对自己所起作用的一贯夸大);A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 106 sgg.(该书过于依赖斯科尔兹内的复述);尤其是 J. SCHRÖDER, La caduta di Mussolini e le contromisure tedesche nell'Italia centrale fino alla formazione della Repubblica Sociale Italiana, 载 «Storia contemporanea», 1972年12月,pp. 823 sgg. 

  29. J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., p. 256. 

  30. 在维尼亚迪瓦莱水上机场,墨索里尼被几名军人认出;“阿列特”装甲师(divisione Ariete)的一名上尉詹·卡洛·祖卡罗(Gian Carlo Zuccaro)在得知消息后纠集了一批军人急赴机场企图解救他,但当他们赶到时小车队早已启程离去。参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 128 sg. 

  31. 关于这次转移,墨索里尼在《一年史》(MUSSOLINI, XXXIV, pp. 364 sg.)以及更为详尽的《意大利大萨索山沉思录》中均有记述。后者写道:
    “清晨四点刚过,我乘汽车离开了拉马达莱娜的韦伯别墅。随行护送的有法约拉中尉、安蒂基军士长和一名宪兵。从海军司令部空无一人的码头,我们乘坐摩托艇登上了红十字会水上飞机。我询问法约拉要把我带到哪里去。他回答我道:‘我无可奉告’。
    由于严重超载,飞机勉强离水升空。经过一个小时近乎恒定高度的飞行,掠过第勒尼安海面,我打了个盹。当我们即将降落在布拉恰诺湖的维尼亚迪瓦莱水上机场时,我被唤醒。
    在警卫看押下踏上陆地后,我看到治安警察高级督察朱塞佩·格利、一名宪兵中校和几名警员在此等候。格利告诉我,鉴于波利托将军在车祸中负伤,已由他接替主持关照我本人的勤务工作。他随后请我登上一辆由宪兵军士驾驶的军用救护车。我与那位中校、法约拉、安蒂基及那名宪兵一同乘入,而格利和警员们则坐进一辆同样属军用的1100型轿车。
    我深信我们终于要去罗卡德莱卡米纳泰(Rocca delle Caminate)了,并向中校表达了这一想法。但这位军官摇了摇头表示否定。我便问他究竟要去何处。他答复称无权向我透露。
    沿着卡西亚大道(via Cassia),在作为开道车的1100型轿车引领下,救护车高速驶抵罗马城郊。随后拐上萨拉里亚大道(via Salaria),向萨比纳(Sabina)方向疾驰。路上车辆稀少,但沿途有宪兵巡逻。越过列蒂(Rieti)、奇塔杜卡莱(Cittaducale)、卡内特拉(Canetra)和安特罗多科(Antrodoco)后,我们离开萨拉里亚大道,转入阿布鲁佐亚平宁山脉的17号公路,向塞拉迪科尔诺(Sella di Corno)爬升。
    下完塞拉迪科尔诺的下坡路,进入阿奎拉省阿布鲁佐境内后,因遭遇防空警报我们停了下来。我们走下车,望见天际极高处有一队敌机。它们编队严密向北飞去。现场混乱达到了极点:平民和军人四处奔逃,不知逃向何方。有些人破口大骂。我亲眼看到一名士兵扔掉了步枪;亲耳听到另一名士兵在抱头鼠窜之前对一名少尉破口辱骂。我们的出现几乎无人注意:无论如何没人认出我来。
    然而在越过阿奎拉数公里后、我们仅仅掠过的巴扎诺(Bazzano)村,情况却截然不同。救护车再次停下,这次是因为发动机故障。一位衣衫褴褛、身材瘦小的老人在经过车窗摇下的车前时,瞥见车内的我。他的惊愕显而易见,但他立即恢复了镇定。他压低嗓门急促地对我说:‘领袖,我是博洛尼亚的老法西斯党人。我在这儿开了一家榨油坊。他们把法西斯一笔勾销了。但长不了,绝长不了。老百姓受够了巴多格里奥和他的爪牙;老百姓要的是一个懂得带来和平的政府。’
    在约十分钟内排除故障后,我们继续前行直至邻近的帕加尼卡(Paganica)村,由此驶上缆车与大萨索山的17号乙线支线公路。沿着山路盘旋穿过卡马尔达(Camarda)和阿塞尔吉村,我们于十三点三十分抵达大萨索山小别墅。”
    《意大利大萨索山沉思录》手稿与《庞廷与撒丁沉思录》手稿一道,系墨索里尼于9月10日晚托付给格利督察的——正如我们后文将详述的那样,墨索里尼当时因唯恐被移交给英美方面而动了自杀的念头。在随后的混乱岁月里,这两本笔记一直留在格利手中,其后被德军查扣并送往柏林帝国特务外交部,后者又转交给了希姆莱。希姆莱下令将其译成德文并拍照留档。原件于1945年1月由沃尔夫(Wolff)将军归还给墨索里尼,因墨索里尼早就屡次请求他设法搜寻。然而在此之前,墨索里尼必定已经通过某种途径(具体情况不明)获得了照片副本;这从他在《一年史》中的若干引述中清晰可见。1945年4月,无论原件、照片副本还是德译本皆散佚流失。《庞廷与撒丁沉思录》于1950年由《萨尔茨堡新闻报》(Salzburger Nachrichten)发表(德文版),该报系从一名掌握其德译本副本的前党卫队军官手中购得;多年后,D. 苏斯梅尔(D. Susmel)在德国查获了一份《意大利大萨索山沉思录》的德译本副本,并在《画报时代》(Il Tempo illustrato,1964年2月22日、29日,3月7日、14日)上予以报道并刊发了大量节录。 

  32. ACS, Presidenza Consiglio Ministri, Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, fasc. I-65. 这份“报告”由一系列备忘录、报告以及1943年8月28日至9月14日期间身在“小别墅”或帝王台饭店的宪兵和民间人士的笔录陈述组成;除阿塞尔吉分驻所指挥官、宪兵军士 P. 卡鲁西(P. Carusi)的一份外,所有陈述均写于1944年7月至8月间,其中不乏不准确之处,尤其在所汇报事实的日期方面。 

  33. 参见 C. FIORI, La confinata, Milano 1979, pp. 108 sgg. 

  34. 关于墨索里尼在“小别墅”与帝王台的居留,参见 Con Mussolini a Campo Imperatore, s.l. né d.(根据帝王台饭店员工多梅尼科·安东内利〔Domenico Antonelli〕与弗拉维娅·朱拉托〔Flavia Jurato〕的证言写成);O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini, 载 «La Settimana Incom», 1958年3月8日、15日和22日; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 130 sgg.; 但最主要的依据依然是宪兵总指挥部与菲利波·卡鲁索将军的报告、高级督察朱塞佩·格利呈墨索里尼备忘录以及阿尔贝托·法约拉上尉的备忘录。 

  35. 参见 Mussolini l'alleato, I, pp. 1407 sgg. 

  36. MUSSOLINI, XXXI, p. 265. 

  37. 参见 L. M. DIES, Istantanea mussoliniana cit., pp. 12 sgg. 据宪兵军士长塞巴斯蒂亚诺·马里尼的证言(参见 A. TAMARO, Due anni di storia cit., I, p. 165),系迪耶斯神父主动恳求(“苦苦哀求”)能与墨索里尼交谈。“在向墨索里尼转达此事时,我流露出愿意满足神父愿望的倾向。领袖神态和蔼亲切,直截了当地对我说:‘不,不,马里尼,尽你的本分职责。’过了几分钟,他向我询问神父的品行声望、政治面貌及其年龄。我作了极其正面赞誉的回答,因实情确是如此;至于年龄,我说他大概三十刚出头。在随后的几天里,领袖告诉我他已致信神父,请他在即将到来的星期六为其亡子布鲁诺做一场弥撒,并补充说已送去1000里拉分发给岛上最贫困的村民,此外还赠予了一本他在那几天阅读的关于耶稣基督生平的小册子。” 

  38. 7月30日,“龙虾贩托托诺”(安东尼奥·费奥拉)往返于海岛与大陆之间的“玛丽亚·帕切”号机帆船为墨索里尼运来了两个小皮箱,内装衣服、内衣,以及一个装有两封信(一封来自其妻拉凯莱,另一封来自埃达)、数张布鲁诺及其他家人的照片和1万里拉现金的信封。这两个小皮箱是由其妻托付给波利托督察的,波利托曾前往托洛尼亚别墅(数日后他从该别墅“护送”拉凯莱前往罗卡德莱卡米纳泰庄园)向她转交了其夫的一张便条,字条中保证自己一切安好,并让她通过送信人带去(“我不能告诉你我身在何处”)“几件衣服(我正缺衣少物)和若干书籍”(MUSSOLINI, XXXI, p. 264)。在送去的书籍中便有这本《耶稣基督传》,据其妻拉凯莱·墨索里尼所述,墨索里尼此前曾一直将该书翻开着摊放在床头柜上(R. MUSSOLINI, Benito il mio uomo, Milano 1958, p. 202)。在拉马达莱娜岛,墨索里尼随后收到了希特勒为其六十一岁寿辰所赠的生日礼物——一套装帧极其精美的二十二卷本尼采全集;在收到这套全集后——因已有书可读——他于8月19日致信妻子写道:“至于书的事,你不必再操心了”(MUSSOLINI, XLIII, p. 79)。 

  39. 在这方面,《庞廷与撒丁沉思录》中的一条随笔笔记极具启发意义:“近来有两本书深引我兴趣:G. 里乔蒂的《耶稣传》与萨波纳罗的《贾科莫·莱奥帕尔迪》。莱奥帕尔迪亦何尝不是在某种程度上被钉上了十字架!”(MUSSOLINI, XXXIV, p. 277)。 

  40. MUSSOLINI, XXXI, p. 264. 

  41. 同上书,p. 268. 

  42. 参见 G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., pp. 316 sg.; R. LARCO, Mussolini prigioniero a Villa Weber cit.; 以及墨索里尼本人在《庞廷与撒丁沉思录》中8月17日的记载,其中写道:“我与他简短聊了聊我的近况,并告诉他他的造访有助于我克服由与世隔绝——而非其他一切——所引发的严重精神危机”(MUSSOLINI, XXXIV, p. 290)。这一表述不带任何宗教色彩,令人想到他渴望排遣孤独,渴望与那些虽然通常“体贴周到、毕恭毕敬”(“他们称呼我‘阁下’,我真不知有何由头,并且还努力关照我的健康”)、虽能与其打牌消磨时光却无法满足其人际交流渴望、无法将其从愁绪中解脱出来的看守之外的人倾心交谈。关于这一点,8月13日《沉思录》中的另一段随记亦颇具说明性:“我向来对填字游戏、画谜和其他猜谜毫无兴趣。然而今天由于无书可读,多亏有了它们,我才得以‘消磨时间’,正如人们所说,赶在时间消磨我之前将其消磨掉”(参见 MUSSOLINI, XXXI, p. 267 与 XXXIV, p. 283)。 

  43. 该信全文参见 MUSSOLINI, XXXI, pp. 267 sg. 

  44. 该信连同致A. 法约拉的其他信件于1985年11月在伦敦苏富比拍卖行付拍,承蒙法约拉中尉之子塞尔吉奥·法约拉博士的慷慨应允,我们得以对该信进行了复印。我们所引用的段落亦载于该次拍卖图录之中。 

  45. 参见 G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., p. 316. 

  46. 参见 Mussolini l'alleato, I, pp. 1407 sgg. 

  47. 参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 234:
    “此中情由并未盖棺论定。指挥驻帝王台宪兵分队的法约拉宪兵中尉始终断然否认曾存在过该处决命令。格利则斩钉截铁地持相反主张,明确指称该密令确实存在,且系法约拉直接、秘密领受自宪兵总指挥部……英国首相丘吉尔亦曾宣称巴多格里奥确实下达过该指令,但宪兵未能将其执行,‘因为他们被斯科尔兹内上尉的党卫队和伞兵雷霆闪电般的行动所彻底震惊震慑’。” 

  48. 参见 Mussolini l'alleato, I, pp. 1409 sg. 

  49. 参见 M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., pp. 26 sg. 

  50. 在格利于1943年9月14日自维也纳致墨索里尼的前引备忘录中写道:
    “当我们初次单独交谈时,阁下曾对我说,您自视为一个垮台者、一个死人!我回答说您绝不应这般看待自己,您依然能够重返岗位报效祖国!另一次我对您说,只要有我在您身边,您就绝不用担心会受到任何伤害。
    还有一次我吻了您的手(这是西西里人特有的礼节,与咬耳朵的暗号正好相反)。
    又一次——当您提出渴望前往罗卡德莱卡米纳泰时——我对您说我将向罗马请示,并告诉您塞尼塞阁下赞同这一计划……
    最后我对您说,既然已成立了与巴多格里奥相对立的国家法西斯政府,没有任何一个意大利人会不期盼由您出任该政府首脑。” 

  51. “据我所见,她〔马尼亚内利〕与总督察、中尉及两位军士长关系融洽,经常与他们交谈、打牌。她与墨索里尼的接触并不频繁。凭借与负责人之间的友好关系,在最后那些日子里,她对当兵的态度颐指气使宛若女主人。她精通德语,我曾数次见到她在电话里用德语同阿奎拉通话。面对我的质问,她回答称是在与同样谙熟德语的朋友交谈。
    在德军突击队抵达营救墨索里尼的前一天,马尼亚内利携带两只皮箱动身前往阿奎拉,行动当天她并不在场。” 

  52. 参见 J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., pp. 320 sg.; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 136 sgg.; O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, pp. 264 sgg. 

  53. 除若干广为人知的证言外,参见 V. NOVI 记录的牧民阿方索·尼西(Alfonso Nisi)的证言,载 Un pecoraio del Gran Sasso fu il confidente di Mussolini, 载 «Tempo illustrato», 1954年4月22日。据尼西所述(他当时正在帝王台一带进行羊群夏牧,早在法约拉指挥布拉恰诺宪兵队时便与其相识;法约拉请他在饭店附近驻留数日,一来为军官食堂供应小羊肉,二来陪伴一下情绪在极度消沉与极度烦躁之间剧烈摇摆、似乎唯有在牧民陪伴下才能获得片刻安宁平静的墨索里尼),墨索里尼极度抑郁消沉,某晚甚至让他为自己“排扑克牌算命”以占卜等待着自己的命运究竟为何。 

  54. O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. «Vedrete cosa faranno ora i tedeschi», 载 «La Settimana Incom», 1958年3月15日。 

  55. 参见宪兵总指挥部移交制裁法西斯高级专员公署档案中收录的弗拉维娅·马尼亚内利“笔记”。 

  56. 该信正如前述另一封信一样,于1985年11月在伦敦付拍。我们保存有法约拉中尉之子同样提供给我们的该信照片底片。 

  57. MUSSOLINI, XXXIII, p. 393. 

  58. 最先主张双簧苦肉计说法的是法约拉,见其于1945年6月4日为宪兵总指挥部撰写的《关于大萨索山帝王台营救墨索里尼事件的报告》。在这份极其语焉不详且闪烁其词的报告中,法约拉极力将一切责任推卸给格利,并竭力粉饰美化自己。该报告曾以《帝王台:命令是“彻底放弃抵抗”》为题发表于《新生》(Rinascita),1963年7月20日,pp. 19 sgg. 

  59. ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1. 

  60. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., pp. 234 sg. 

  61. 马尼亚内利的证词得到了安蒂基的间接证实,安蒂基在《周刊Incom》上写道,他坚信一旦德军发动突袭,“凭借我们的地形与武器,我们原本能够坚守很长时间”,且“要么是我,要么是法约拉中尉”宁可“将墨索里尼就地处决”亦绝不会将其拱手交出。“因为这是我们接到的命令,且在整个9月9日及随后的一整夜里,从未有人撤销过这一密令。” 

  62. 在实质上大同小异、仅篇幅略长的记述,参见 O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. In quella triste stanza d'albergo del Gran Sasso, tentò, un giorno, di tagliarsi le vene; arrivammo in tempo a salvarlo e lui ci pregò di dimenticare quel suo gesto disperato, 载 «La Settimana Incom», 1958年3月8日。 

  63. C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., pp. 251 sg. 

  64. 参见同上书,p. 252. 

  65. 参见同上书,pp. 254 sgg. 

  66. 参见 G. ZANUSSI, Guerra e catastrofe d'Italia, II, Giugno 1943 - Maggio 1945, Roma 1946, p. 121,以及 pp. 108 sg.; L. MARCHESI, Come siamo arrivati a Brindisi, Milano 1962, pp. 73 与 78. 

  67. 参见 R. ZANGRANDI, 1943: l'8 settembre, Milano 1967, p. 235. 

  68. 巴多格里奥实际上蓄意企求墨索里尼身亡的可能,或许连丘吉尔当年亦曾有所怀疑。依我们之见,这可以从丘吉尔于1943年9月21日在下院的演说中窥见端倪。在强调“无条件投降”明文规定引渡墨索里尼之后,丘吉尔先是为巴多格里奥“开脱”,称“在宣布停战以及我们主力部队登陆之前,不可能预先安排将其单独交出,因为此举势必向敌人彻底暴露意大利政府的意图”,并表示不怀疑“巴多格里奥政府决不让他逃脱”并将之引渡给盟军的真诚愿望。丘吉尔称,引渡之所以未果,是因为“介入了完全超出我们掌控的意外情势”,即德军发动的“极其大胆且兵力庞大”的突袭。然而在说完这些后,丘吉尔却补充了一句极为耐人寻味、绝难视为完全开脱的话,恰恰使我们认定丘吉尔内心深处并不完全相信陆军元帅的诚意:“我不认为巴多格里奥政府存在疏忽怠惰或恶意背信,然而该政府却手中留有另一张牌:负责看守的宪兵曾领受在遇有营救企图时即向墨索里尼开枪的命令,但在面对从天而降的庞大德军部队时,宪兵未能履行职责,因为德军势必将由宪兵对领袖的人身安全负全责。”参见 W. CHURCHILL, In guerra. Discorsi pubblici e segreti, II, 1943-1945, Milano 1948, pp. 86 sg. 

  69. R. TRIONFERA, Valzer di marescialli – 8 settembre 1943, Milano 1976, p. 127. 

  70. 关于此点的一处类似提及,亦参见 M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., p. 30. 

  71. 据法约拉于1945年6月4日致宪兵总指挥部的报告中所述,格利在9月12日曾对其表示,“高度审慎行事”意味着“依据此前与警察总监达成的协议暗号,原命令已被更改,必须将墨索里尼交出”。参见 R. ZANGRANDI, 1943: l'8 settembre cit., pp. 239 sg. 

  72. ACS, Min. Interno, Direz. gen. P.S., Div. affari gen. e ris., Mobilitazione civile, b. 13, fasc. 57, «Campi di concentramento, Affari generali, Armistizio». 

  73. 在接下来的数周里,意大利社会共和国的报刊同样采纳并照搬了德国宣传战的口径(德方还充分利用了在帝王台拍摄的一组将斯科尔兹内置于墨索里尼身旁最显眼前景的照片)。仅举一例,参见 La liberazione di Mussolini, 载 «Orizzonte», 专刊号,1944年,pp. 13 sgg. 

  74. 关于斯科尔兹内、莫尔斯、格拉赫与道尔曼各自的版本与订正,参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 158 sgg.; 以及 M. PATRICELLI, Operazione quercia. «Liberate Mussolini!» Genesi, dinamica e conseguenze del blitz sul Gran Sasso, Chieti 1993, pp. 43 sgg.(该书主要基于对莫尔斯少校作用的史料重建)。关于斯科尔兹内本人,亦参见 Vivere pericolosamente cit., I, pp. 273 sgg. 至于严谨的史料文献重构,最后参见 J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., pp. 320 sgg.
    斯科尔兹内对该项行动的构思与组织的唯一实际贡献,仅限于他向施图登特提出并被采纳的一项建议:让空降兵带上一名意大利高级警官同行,以其出面瓦解意方警卫的抵抗意志,并在必要时充当人质。为此,治安警察警员部队总指挥费尔南多·索莱蒂(Fernando Soleti)将军遭到了德方的“扣留拘押”。 

  75. 在呈送给卡鲁索将军的文本与1958年3月22日发表于《周刊Incom》的文本之间,仅存在微小异文。相较于前者,后者额外包含了一段关于运载墨索里尼飞离帝王台的“鹳”式侦察机从饭店门前狭小平台上起飞的生动描绘:
    “我记得起飞时的情形:发动机油门开到最大,一群空降兵死死拽住飞机,随后飞行员打了个手势,他们松开了手。‘鹳’式飞机向前滑跑、颠簸颠跳,却未能升空,撞上一块岩石,机头猛然翘起,在几乎即将跌落万丈深渊的悬崖边缘继续滑跑,随后终于离地脱离。它跌落消失在下方深渊的虚空中。顿时一片极度揪心的恐慌:难道坠毁了?然而它却奇迹般重新现身:飞行员成功恢复了对战机的操控。战机正好在我们头顶盘旋了一圈,伴随着空降兵们震耳欲聋的‘万岁’欢呼,随后战机昂首远去……” 

  76. 参见 O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, p. 291. 据 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 155 的记述(该书未注明史料来源),当德军指挥部随行的乌发电影公司(UFA)摄影师请求其面对镜头拍摄时,墨索里尼长叹一声道:“随你们怎么处置我吧。”莫尔斯少校亦曾回忆道:“面对眼前这个神情绝望、双目无神的人,我心中不由升起一丝疑虑,暗想:‘将他重新交还给尘世,究竟算不算得上一桩善行?’”(同上引书,p. 173)。 

  77. R. RAHN, Ambasciatore di Hitler a Vichy e a Salò, Milano 1950, p. 273. 

  78. 参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 163. 

  79. P. DRIEU LA ROCHELLE, Journal 1939-1945, a cura di J. Hervier, Paris 1992, p. 344. 

  80. 参见 A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 156. 

  81. R. MUSSOLINI, La mia vita con Benito, Milano 1948, p. 209. 

  82. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo, Milano 1948, p. 601; MUSSOLINI, XXXIV, p. 395. 

  83. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 641:“元首告诉我,尽管缺乏确凿证据,但他绝不排除领袖在某一时刻曾暗中盘算过背弃我们。” 

  84. 早在7月25日政变之际,希特勒便深恐铲除墨索里尼与法西斯体制会促使“某些德国颠覆集团”效尤、“企图发动巴多格里奥及其追随者在罗马所发动的那种政变”,遂下令希姆莱“一旦显露此类危险苗头即刻采取最为严酷的警察铁血举措”(同上引书,p. 544)。 

  85. 在1947年春向南斯拉夫军事法庭预审法官所作的供述中,F. 赖纳在论及1943年9月12日在元首大本营召开的研商意大利局势及应变举措的最高会议时宣称:希特勒最大的恐慌在于,设若不立即扶植一个忠于三国同盟的意大利政府,日本便可能借此宣布该同盟已不复存在并“自寻出路”。参见 E. APIH, Tre documenti sulla politica nazista nel «Litorale Adriatico», 载 «Il movimento di liberazione in Italia», 1972年1-3月,p. 70. 戈培尔在日记中亦表达了同样的关切,尽管措辞略微含蓄,参见 Diario intimo cit., p. 598(1943年9月13日)。希特勒的忧虑极易理解:当时柏林与东京的关系本已陷入低谷,日本对德国的全盘战局政治指导以及拒绝真诚推动与苏联谈判媾和的做法深怀不满。 

  86. 关于这一系列变故,参见 J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit.; 关于希特勒企图武装突入梵蒂冈逮捕庇护十二世的计划,参见 R. A. GRAHAM, Il Vaticano e il nazismo, Roma 1975, passim,尤其是 pp. 89 sgg. 

  87. 在7月25日政变发生后,凯塞林与冯·马肯森曾先后向巴多格里奥和维托里奥·埃马努埃莱三世紧急打探墨索里尼的生死下落,但仅获得了其一切安好的含糊笨拙保证。7月26日巴多格里奥向凯塞林表示自己无法告知前领袖关押何处,因唯有国王一人知晓;而国王在随后的数日内同凯塞林及冯·马肯森(后者以奉命向墨索里尼“当面转达”元首六十寿辰祝贺为由索要行踪)交谈时,亦坚称自己不知情,但称将立即向巴多格里奥过问。7月30日在元首大本营召见马拉斯(Marras)将军时,希特勒亲自打探墨索里尼的近况,仅获得了其“身体状况良好”的泛泛答复,以及提到墨索里尼在7月26日凌晨致巴多格里奥并已通报驻罗马德国使馆的一封亲笔信。正如不难理解且正如所有德方现存文献所证实的那样,面对意方的这种推诿闪烁态度,希特勒在数日之内曾深信墨索里尼已被杀害;且即便后来确证其尚在人世,亦始终深恐其遭就地处决。参见 A. KESSELRING, Memorie di guerra, Milano 1954, pp. 179 sg.; P. PUNTONI, Parla Vittorio Emanuele III, Milano 1958, p. 148; DDI, s. IX, X, p. 743 以及关于德方其他类似质询的 pp. 727 与 789 sg. 

  88. 关于这整部分内容,参见 Hitler stratega, a cura di H. Heiber, Milano 1966, pp. 212 sgg. 与 270 sgg.(收录了7月25日下午与夜间、26日正午前在元首大本营召开的高层军事战况会议纪要,以及7月26日希特勒与冯·克鲁格会谈纪要);Fuehrer Conferences, 1943 cit., pp. 102 sgg.(7月27日会议纪要);J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 532 sgg.(7月25-29日条目);以及 J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., 第四章。
    在7月30日同希特勒会见(会见中马拉斯向元首力陈由两国最高军政首脑举行会晤以“共同研判局势”的必要性)后随即发回罗马的报告中,马拉斯将军指出,自己得到的印象是:元首(元首起初指出“意大利国内局势依然高度混沌不明;政府地位看似脆弱不稳,因而此类高层会晤在当前关头很可能会迅速被急剧的事态演变所抛弃”,随后才勉强接受了举行外长与总参谋长级别会晤的建议)“正静候意大利局势的进一步演变,以判定意方的终极立场并确定应采取的决断举措;他深怀猜疑,企图争取时间以便预先筹备可能采取的反制措施;下一次高层会晤的结果很可能促使德国立即表明立场并实施全面干预”。
    8月9日——即在塔尔维西奥(Tarvisio)与德方会谈三天后——外交大臣拉法埃莱·瓜里利亚(R. Guariglia)向内阁会议呈交了一份关于该会谈的专题报告,依据最高统帅部提供的数据,报告中概述了7月25日后“德军重兵的大举集结入境”。依据该报告,最早的调动始于7月29日。8月1日和2日,德军“扬言动用武力”,在未预先通知的情况下径直闯过勃伦纳山口国界。“随后局势被表面合法化,因意大利最高统帅部事后补签了允许德军通行的许可证。由此拉开了一场装备充足的德军部队持续且密集的入境大潮。截至今日,经由勃伦纳山口入境四个师,经由芒通入境三个师,经由塔尔维西奥入境一个师,此外还有一个原本调往西西里却在普拉蒂卡迪马雷扣留集结的机降空降师。
    关于日耳曼军队在意大利境内集结的战略图谋,值得注意的是,依据高度一致的情报反映,德国士兵、尤其是从勃伦纳入境的党卫队师官兵,毫不掩饰其进驻意大利的目标,公然声称他们是前来‘恢复秩序并复辟墨索里尼政权’的。大批党卫队士兵钢盔上甚至涂写着‘领袖万岁’的口号。
    ‘阿道夫·希特勒警卫旗队’装甲师于7月26日奉命离开奥廖尔,同日‘大德意志大师’步兵师奉命离开比利时,皆接领以强行军速度火速开赴意大利的严令。
    这批部队乃是德国所拥有的最精锐装甲突击部队。将其从原驻扎的关键战略要地抽调南下,足见德国人对意大利局势赋予的极端重视。
    除此以外还必须审视德军在意大利本土已然完成的既定部署,包括驻扎在博尔塞纳(距罗马仅数公里)的装甲部队,以及据证实已进驻罗马、配备冲锋枪的党卫队部队——其确切兵力无从查考,但各方估计在6千至1.5万人之间。
    更不用说已经进驻意大利各大机场的德国空军机群,以及数小时之内便能轻易转场进驻的庞大机群,更不用说德国人对我全国铁路网络所实施的间接控制”(参见 DDI, s. IX, X, pp. 798 sgg.)。 

  89. 依据希姆莱的一项提议,希特勒原本设想法里纳奇“抗衡伪政权”的首批政令之一应当是向意军官兵发布呼吁,准许其各回各家。“面对现存的这支军队已毫无指望,因为当兵的都在逃跑。”与其如此,不如把赌注押在由自愿报名者以及那些“因畏惧自身下场而被迫入伍”的法西斯分子组成的一支新军上。至于其他人,随后完全可以“通过强迫其在德国服苦役”而加以榨取利用。参见 Hitler stratega cit., pp. 257 与 277(1943年7月26日);以及 A. TAMARO, Due anni di storia cit., I, pp. 447 sg.,收录了国家法西斯政府在停战宣告后于9月9日向全体意大利军人发布的第一道文告,文告中向官兵发出如下号召:“拒不向敌人投降。拒不与日耳曼战友反目成仇。凡有能力者皆须继续与其并肩作战。其余官兵即刻返回城乡家中,静候即将迅速下达之新军令。” 

  90. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 547 sg.(1943年7月27日)。次日,在谈及希特勒对法里纳奇抱有的虚妄幻想以及会晤带来的巨大幻灭感时,戈培尔再度记道:“元首原本期盼见到一位狂热效忠领袖的信徒,而在现实中面对的却是一个行将就木的废人,正用哭丧般的腔调企图对领袖肆意谩骂诋毁”(同上引书,p. 553)。 

  91. 现存 ACS, E. DE BONO, Diario, 第47册笔记本。 

  92. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 570 以及特别是 584 sg.,其中的字句极其传神地勾勒出德方在同意大利法西斯展开这桩“崭新”合作时从一开始便抱有的支配俯视心理:“所谓的临时法西斯政府正在元首大本营勤勉卖力地干活,尽管偶尔个别成员因对我们推行的大政方针持有异议而流露出不耐烦情绪……然而若不为我们效命,这帮先生们还能有何作为呢?……对他们而言,无论如何,在元首大本营为一个崭新——哪怕是残破版——的法西斯意大利卖命,总好过在意大利本国沦为阶下囚乃至被乱枪处决要好得多”(1943年9月10日)。 

  93. 与此同时,9月10日,柏林威廉街外交部紧急从欧洲各使领馆驻地将若干意大利外交官与新闻记者召回柏林,征询他们对意大利局势以及意大利倒戈在各占领区和中立国所引发的政治海啸的研判。在被召见者中亦包括马西莫·罗卡(Massimo Rocca,他早在数年前便重归法西斯怀抱,当时为布鲁塞尔的《新报》等报刊撰稿,并在7月27日向墨索里尼致发过极尽热烈声援的电报);罗卡在其《欧洲的覆亡:从海外冷眼旁观法西斯二十年对外政策》(La sconfitta dell'Europa, Milano 1960, pp. 332 sg.)中声称,他在该场合直言不讳地警告德国人,认为“企图复辟法西斯政权乃是一记毁灭性的弥天大错”。9月14日一旦获悉墨索里尼获释的消息,罗卡随即致信墨索里尼称:“承蒙德国政府召赴柏林,我原已作好承担一切历史责任的准备,甚至包括在意大利组阁以继续与德日并肩死战。今日获悉阁下安然脱险,我谨将自己置于阁下鞍前马后,誓死捍卫意大利的未来与荣誉。既然阁下今日已不再需要防范君主制的暗箭中伤,我深信阁下必将感受到不仅向法西斯党人、更向全体尚存祖国尊严与大义之意大利同胞发出庄严号召的紧迫需要与历史使命”(ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 20, fasc. 112/R, «Massimo Rocca»)。 

  94. 参见 E. DOLLMANN, Un libero schiavo, Bologna 1968, pp. 285 sgg. 与 296 sgg.,但最核心的史料当属塔西纳里本人的日记笔记(现存 Archivio G. Tassinari)。从中可知,早在8月间这位前农业大臣便曾被劝诱前往德国“以保全其人身安全”。在最初一轮不知由何人出面的试探后,道尔曼与党卫队迪特里希(Dietrich)将军接踵而至,后者告诉他德国高层曾长时间深入探讨过他的情况。然而塔西纳里对这些拉拢均未予理睬,明确表态称尽管自己对巴多格里奥“愚蠢”的政策深恶痛绝,但坚信“为国家大义必须精诚团结一切力量”,因此任何可能产生的新政府必须由国王或王储正式任命,而绝不可“构建在德国刺刀丛林之上”;且设若意方恪守盟约“事关国家荣誉”,德方则绝不可动摇侵犯勃伦纳国界的不可侵犯性,且必须保障意大利民众口粮的物资调配以及防卫意大利各大都市所急需的战斗机机群。9月8日停战爆发后,沃尔夫将军再度登门力劝,并于11日下午亲自赶赴代森扎诺恳请塔西纳里前往元首大本营“同元首、里宾特洛甫及希姆莱当面磋商务商”。这一次塔西纳里接受了邀请。原定于13日清晨启程的行程遭遇延误,盖因原本用于接送塔西纳里的希特勒私人专机必须先将墨索里尼从普拉蒂卡运抵慕尼黑,且沃尔夫必须向希姆莱请示在领袖获释的新情势下是否仍需推进“塔西纳里行动”。会见(里宾特洛甫与沃尔夫亦在场,塔西纳里一抵大本营便与里宾特洛甫进行了简短友好的交谈)遂在9月14日午后举行,当时希特勒“神情颇显焦躁神经质”,正焦灼等候墨索里尼专机的降落。“我们探讨了背叛事件,”塔西纳里记道,“元首指出致命的过错在于当初保留了萨伏伊王室掌权。他强调必须立即重建法西斯党,面对我的异议他反驳称即便天主教会亦曾经历严重危机并最终复兴涅槃。他向我打听经由这二十年沧桑淘洗出的党内骨干,然而我的回答却绝非其心目中所期盼的答案。许多聪明才智之士如今要么被野心彻底带入歧途(一如大委员会的表决所昭示的那样),要么在贪婪暴富的狂潮中堕落腐化;尸位素餐的平庸之辈窃据了太多指挥要津。我直言道:法西斯主义正陷于深刻危机,其症结在于人事,而非主义本身。它丧失了起步阶段所秉持的那些崇高理想与道德光芒,即正义、道德操守、政治责任感,也就是诚信、忠诚与真理。元首向我提及了若干人名;尽管当着六七个人的面(除译员等人外,里宾特洛甫与沃尔夫始终在场)臧否人物极为尴尬,我依然坦诚直率地陈明了自己的真知灼见,并重申我相信唯有这般坦诚方能有助于增进两国的友谊。
    在侍从两度通报墨索里尼专机即将降落后,会谈在进行了约二十分钟后戛然而止。我察觉到齿轮未能严丝合缝地咬合。这原本需要充分准备:我应召前去原本是为了商榷大相径庭的议题。最主要的是,墨索里尼的获释彻底颠覆了全盘棋局,本应开门见山直陈此点,甚至原本应当取消我此行,因为我的出现除了徒增尴尬别无所成……我暗想必须尽早尽快向墨索里尼通风报信……”两天后沃尔夫向其证实他的“直觉”确凿无误:沃尔夫指出塔西纳里犯下了三大过失——8月底当道尔曼代表希姆莱力劝时未能果断赴德;9月11日当沃尔夫亲赴代森扎诺邀请时竟然磨蹭了近两天才启程;以及对希特勒提及的若干要员“给出了负面评价”。尽管如此,在沃尔夫(即在希姆莱)看来显然尚留有一线生机;否则无法解释为何沃尔夫竭力劝他留在大本营,“声称我还有机会同元首面谈”,并千叮万嘱倘若获邀入阁切莫推辞。然而塔西纳里决意不再滞留,次日便踏上归国旅程;在返抵意大利后,传来了新内阁名单中压根没有他名字的讯息(而此前数日的私下传言盛传他将出任农业大臣)。“我深知,”他在日记中写道,“自己该将这记解职重击归功于谁,而这反而让我心中充盈着安详平静的释然。”他所指之人究竟是谁尚无定论;极可能是布法里尼·圭迪、里奇和帕沃利尼,但亦绝不排除他指的是墨索里尼本人——他在9月15日下午曾与墨索里尼进行过一场“气氛冰冷彻骨”的会面,会面后他对墨索里尼无论在精神还是身体上是否尚有能力“挑起重建国家的万钧重担、拥有纠正体制弊端并克服导致全盘危机的软弱性的力量”深表怀疑。 

  95. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., passim; A. SPEER, Memorie del Terzo Reich, Milano 1969, p. 404; R. RAHN, Ambasciatore di Hitler a Vichy e a Salò cit., pp. 272 sg.; F. W. DEAKIN, Storia della repubblica di Salò cit., p. 525. 

  96. F. ANFUSO, Da Palazzo Venezia al lago di Garda (1936-1945), Bologna 1957, p. 321. 

  97. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 565, 570, 573, 579 sg. 国防军最高统帅部在军官内部秘密下发的一份《关于对待意大利居民行为准则的德军士兵须知备忘录》中亦贯彻了完全相同的精神。该备忘录开篇写道:
    “7月25日,多年来历经考验的意大利领路人墨索里尼遭到罢黜。随着巴多格里奥元帅与敌人达成停战协定,这场背信弃义彻底完成。由此,一个滥用权力祸国殃民的逆贼集团的阴暗勾当向举世彻底大白天下。
    基于这一事实,现对全体德国军人对待意大利人之个人行止做出如下训令:
    第一,绝不可因罗马一小撮令人作呕的财阀政客所犯下的滔天罪行而归咎于意大利人民全民族。
    总体而言意大利民众绝不应遭受侮辱与人格贬损。(此条亦同样适用于对待天主教会)。
    第二,反之,巴多格里奥身边的叛国奸党理应承受最严厉的谴责;他们犯下了三重背叛:
    ——他们向敌人屈膝无条件投降,背叛了意大利人民;
    ——他们背叛了对德国的结盟义务,而德国三年来始终是其真诚忠实之盟友;
    ——他们最终背叛了欧洲争取自由独立之圣战。
    第三,对一切积极向上的中坚力量必须予以扶植优待,尤其是法西斯党人。
    须以同志般的情谊感召他们与我们并肩作战。
    对于愿与我们并肩战斗的意大利整建制部队与散兵个员,须以战友同志之礼相待并予以优待。
    第四,对一切积极武装抵抗与任何破坏破坏企图,皆须施以铁血重创。
    第五,对于无法争取与我们同行的分子,任其自便;须劝导其安心还乡与妻儿团聚,谨守安分守己。
    由此,他们将免于沦为交战双方粉碎碾压之牺牲品。
    ——总而言之,必须向当地民众阐明:设若由巴多格里奥引狼入室的金权财阀统治与共产主义最终夺取政权,意大利必将走向万劫不复之彻底混乱与亡国灭种”(备忘录抄本现存 ACS, F. DIAMANTI, 单一卷宗)。 

  98. 尤其参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 541, 549, 551(1943年7月27日):“我不知领袖是否情愿组建一个与意大利国王相对立的抗衡政府。我深表怀疑。然而设若国王落入我们手中,此事倒完全可以纳入考量……马肯森发来一封信,信中领袖对巴多格里奥给予他的礼貌礼遇表达了感谢。他宣称自己依然忠于王室……极难判定这封信究竟是亲笔真迹还是伪造信件。设若属实,意味着领袖已无意再过问天下大势……我不知领袖是否尚情愿配合我们的政策……” 

  99. 同上引书,p. 597(1943年9月13日)。 

  100. 同上引书,pp. 590 sg. 

  101. 同上引书,pp. 597 sg. 

  102. 同上引书,pp. 607 sg.(1943年9月18日)。 

  103. 参见 M. DOMARUS, Hitler Reden und Proklamationen 1932-1945. Kommentiert von einem deutschen Zeitgenossen, II (1939-1945), Wurzburg 1963, pp. 2035 sgg. 

  104. 参见 J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 565 sgg.(1943年9月8-10日)。 

  105. 参见 A. SPEER, Memorie del Terzo Reich cit., pp. 404 与 705. 

  106. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 606. 

  107. 同上书,pp. 624 sgg. 

  108. 参见 V. MUSSOLINI, Mussolini e gli uomini nel suo tempo, Roma 1977, pp. 149 sgg. 

  109. 参见 C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo (1943-45), Milano 1949, pp. 30 sgg.; 以及在 ACS, Collezione D. Susmel, b. 8, fasc. «Carlo Silvestri» 中所存墨索里尼与西尔韦斯特里谈话(尤其是第四次谈话)的完整笔录,作者随后在其著作中以缩写形式使用了这些材料。 

  110. 例如参见 MUSSOLINI, XXXII, pp. 198(1945年4月20日同 G. G. 卡贝拉的谈话)与 189(1945年4月18日同 G. 尼科莱蒂的谈话)。 

  111. 参见 F. ANFUSO, Da Palazzo Venezia al lago di Garda (1936-1945) cit., pp. 327 sg. 

  112. 这一消息在 J. RIBBENTROP, Fra Londra e Mosca. Ricordi e ultime annotazioni, Milano 1954, p. 32 中获得了确凿印证,书中写道:“当墨索里尼获释抵达元首大本营时,希特勒在墨索里尼面前令我极其惊愕地宣称有意与俄国达成谅解。面对我请示指示的恳求,他未作答复,且在次日便重新断然拒绝了任何接触尝试。”
    实际上,德国对苏秘密试探早在8月间便已展开。希特勒起初曾予以批准,随后——就在会见墨索里尼前数日——将其局部叫停,告知冯·里宾特洛甫在同莫斯科达成协议之前更情愿先试探与伦敦媾和的可能性。关于这些试探的实质规模与深度(即便在希特勒局部改变主意后里宾特洛甫依然暗中维系这些渠道),目前缺乏确凿文献。确凿无疑的是战略情报局(OSS)对此了如指掌,且在各个圈子——尤其是瑞典外交圈——窃窃私语不胫而走,以至于一方面引发了苏联的三次正式辟谣澄清(两次通过外交途径正式知会美方,一次由驻斯德哥尔摩公使A. 柯伦泰向英国记者发表公开专访澄清),另一方面引发了日本深恐柏林在未事先与东京磋商的情况下单独与莫斯科媾和结盟的巨大恐慌。参见 I. FLEISCHHAUER, Die Chance des Sonderfriedens. Deutsch-sowjetische Geheimgespräche 1941-1945, Berlin 1986, pp. 185 sgg.; P. E. SCHRAMM, Hitler capo militare, Firenze 1965, pp. 84 sgg. 

  113. 参见 V. MUSSOLINI, Vita con mio padre, Milano 1957, p. 201; 同作者, Mussolini e gli uomini nel suo tempo cit., p. 150. 

  114. BA, Schweizerische Bundesanwaltschaft, Polizeidienst, C.13.1499, «Edda Ciano Mussolini». 

  115. 参见 C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo cit., p. 33. 

  116. 参见 R. MUSSOLINI, Mussolini privato, Milano 1980, p. 257; 以及同作者, La mia vita con Benito cit., pp. 209 sg.; B. D'AGOSTINI, Colloqui con Rachele Mussolini, Roma 1946, p. 62. 

  117. L. BOLLA, Perché a Salò. Diario della Repubblica Sociale Italiana, Milano 1982, pp. 41 sg. 

  118. 参见 E. MUSSOLINI, Mio fratello Benito, Firenze 1957, p. 208. 

  119. 参见 P. ROMUALDI, Fascismo repubblicano, Milano 1992, p. 38. 

  120. 卡米洛·朱里亚蒂(Camillo Giuriati)亦持完全相同的见解。“领袖,”他在1943年10月3日对博拉说道,“完全确信这场棋局早已彻底输光,他之所以重返岗位,纯粹是为了在德国人面前力求保全尚可挽救的一切”(参见 L. BOLLA, Perché a Salò cit., p. 108)。 

  121. 参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 198. 

  122. 参见 C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo cit., pp. 34 sg. 

  123. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 680. 

  124. 参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 89. 

  125. MUSSOLINI, XXXII, p. 180. 

  126. 参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 86. 

  127. 同上引书,p. 24. 

  128. 同上引书,p. 84. 

  129. 在墨索里尼的外国传记作家中,唯有 D. MACK SMITH (Mussolini, Milano 1981, p. 380) 坚称其主观上渴望重登历史前台。G. ROUX (Mussolini, Paris 1960, p. 436) 主要强调会见希特勒时墨索里尼在身心状态上压根不具备拒绝抵制的可能。C. HIBBERT (Benito Mussolini, London 1962) 虽对此问题浅尝辄止,但总括而言不排除墨索里尼寄望通过妥协使得意大利免遭过分严苛的荼毒。在 A. BRISSAUD (Mussolini, III, L'agonie au bord des lacs, Paris 1983) 看来,墨索里尼对未来毫无幻想,但寄望在一定程度上平息希特勒的雷霆震怒。断语最为决绝有力的当属 I. KIRKPATRICK (Portrait d'un démagogue, Paris 1967, p. 621):墨索里尼绝非卑劣懦夫,且胸中激荡着某种真诚的爱国热忱;由于深谙希特勒的残暴心性深知其必将对任何反抗者施加毁灭性复仇,墨索里尼将自己视作“阻隔在自身人民与日耳曼蛮族之间的一道缓冲减震垫”。 

  130. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 27. 

  131. 参见 P. PISENTI, Una Repubblica necessaria (R.S.I.), Roma 1977, p. 63. 

  132. 参见 G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., pp. 198 sg. 

  133. 参见 G. BOCCA, La repubblica di Mussolini cit., pp. 53 sg. 

  134. ASMAE, RSI, Gabinetto, b. 31, Germania, fasc. 1, Affari politici, sottof. «Situazione politico-militare e relazioni italo-tedesche. Rapporti dell'Ambasciatore Anfuso». 

  135. 在1943—1945年间以及战后初期,主要唯有法西斯分子才公开谈及内战。在反法西斯阵营内部,承认这是一场内战的人屈指可数——主要是行动党人(azionisti)。最坚决否认内战说法的当属共产党人(例外极其罕见且缺乏权威性)。在他们看来,抵抗运动乃是全民族抵抗德国侵略者及其法西斯走狗伪政权的民族解放战争。在此理论模式下,法西斯分子被剥夺了一切自主性、一切理想追求以及任何代表性,而被贬损为纯粹见钱眼开、毫无原则的汉奸叛徒。这一框架(伴随着对盟军在支撑武装抵抗运动及决定其‘最终胜利’中所起决定性作用的近乎彻底低估乃至全盘否认)长期以来在意大利史学界占据着绝对统治地位。直到1985—1986年前后,学界才重新开启关于内战概念的严肃讨论。首倡此议的当属 C. PAVONE (La guerra civile, 载 «Annali della Fondazione Luigi Micheletti», 1986, 第2期,pp. 395 sgg.);帕沃内随后屡次回顾该议题,并对其最初的论点做了细化与部分修正软化(这些观点最初在抵抗运动亲历者与左翼史学界遭到了极冷淡的排斥反弹;参见收录于 Guerra, resistenza e dopoguerra. Storiografia e polemiche recenti, Bologna 1991, pp. 85 sgg. 的文献综述)。其代表作首推《一场内战:关于抵抗运动道德伦理的历史随笔》(Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza, Torino 1991),阅读该书时宜结合 G. E. RUSCONI (Se cessiamo di essere una nazione, Bologna 1993,尤其是第三章)的论述加以参酌。 

  136. L. BOLLA, Perché a Salò cit., pp. 42 sg. 


  1. Cfr. J. DI BENIGNO, Occasioni mancate. Roma in un diario segreto 1943-1944, Roma 1945, pp. 90 sg.; C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia, Roma 1944, pp. 221 sg. 

  2. Sul soggiorno di Mussolini a Ponza cfr. M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia. Vita intima dell'ex dittatore dal 25 luglio al 12 settembre 1943, Roma 1944, pp. 12 sgg.; F. MAUGERI, Mussolini mi ha detto, Roma 1944, pp. 29 sgg.; G. MURATORE - C. PERSIA, I dodici giorni di Mussolini a Ponza, Bologna 1945; L. M. DIES, Istantanea mussoliniana a Ponza, Roma 1949; A. TAMARO, Due anni di storia 1943-45, Roma 1948, I, pp. 162 sgg. (memoriale del maresciallo dei carabinieri Sebastiano Marini); O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini, in «La Settimana Incom», 22 febbraio 1958; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso. Una storia da rifare, Milano 1973, pp. 64 sgg. e 77 sgg. 

  3. Nenni, che fu liberato dal confino il 4 agosto e lasciò Ponza il giorno successivo, annotò sotto la data del 28 luglio:
    «Sul significato del 25 luglio noi siamo rimasti fino a stamani al capitolo delle ipotesi, le nostre, quelle della radio inglese, qualche si dice dei marinai del faro.
    Ma stamane l'arrivo di Mussolini fra i reali carabinieri (benché senza manette) e il suo confinamento nella prossima frazione di Santa Maria, ha schiarito almeno un lembo del mistero, quello delle pretese dimissioni.
    Verso le dieci la corvetta G.40 ha fatto il suo ingresso nel porto e ha gettato l'ancora a cento metri dal molo. Un generale e alcuni ufficiali sono scesi a terra. Grande curiosità nel paese e al campo. Andirivieni di ufficiali attorno alla capitaneria. L'unica automobile dell'isola è stata mobilitata dal direttore del campo per una corsa all'interno in direzione di Santa Maria.
    La voce prevalente è che cento tedeschi sono imbarcati sulla corvetta e che sbarcheranno in serata per presidiare l'isola.
    Sono le undici quando una barca si stacca dai fianchi della corvetta e prende la direzione di Santa Maria, una frazione a un tiro di schioppo da Ponza. Sono a bordo un civile (che poi apprendo essere Mussolini e che sul momento non riconosco) e sei carabinieri.
    La prima notizia sull'ospite che ci “onora” della sua inaspettata presenza mi è data qualche minuto piú tardi da Zaniboni e mi è confermata dal maresciallo Lambiase. Dopo poco essa corre sulle labbra di tutti i confinati e degli isolani sollevando piú stupore delle “dimissioni” del 25.
    Mussolini è confinato a Santa Maria nella ‘villa del ras’, cosí chiamata perché ha ospitato per alcuni mesi il prigioniero di guerra ras Imerú. Quattordici carabinieri montano la guardia attorno alla sua dimora al comando di un tenente-colonnello. Due sono addetti al suo servizio personale. Gli ufficiali della corvetta lo dicono stordito piú che rassegnato, come di uno che ancora non realizza appieno ciò che gli capita.
    Dalla finestra della mia stanza, col cannocchiale, ora vedo distintamente Mussolini: è anch'egli alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte» (P. NENNI, Diari 1943-1956, a cura di G. Nenni e D. Zucaro, Milano 1981, pp. 23 sg.).
    Per quanto concerne Zaniboni, secondo don L. M. DIES (Istantanea mussoliniana cit., p. 8), la sua reazione di vecchio soldato si sarebbe concretizzata in queste parole: «Non andrò piú a passeggio a Santa Maria, perché quando un nemico è caduto io non ho piú l'animo di combattere. Mi limito a rispettarlo». 

  4. Cfr. L. M. DIES, Istantanea mussoliniana cit., p. 18. 

  5. Ibid., pp. 8 sg. 

  6. Ibid., p. 18. 

  7. J. DI BENIGNO (Occasioni mancate cit., pp. 91 sg.), che, per i suoi rapporti con i vertici militari romani, può essere considerata una fonte tutt'altro che inattendibile, ha scritto che il tenente colonnello Meoli era stato scelto per comandare il distaccamento dei carabinieri incaricato di sorvegliare Mussolini perché «aveva fama di “a me non la mi fa”» ed era noto per il suo «temperamento duro e di poche parole». «Dopo non molti giorni giunse però [a Roma] notizia che anche il Meoli non aveva resistito allo strano fascino imbonitore del gigante crollato». Non era venuto a meno al suo dovere, «ma da qualche concessione fatta al prigioniero si arguí che egli covava una sensibilità in contrasto con la sua fama di carabiniere implacabile». 

  8. In un promemoria in data 29 febbraio 1944 redatto a Brescia il tenente Alberto Faiola (nel frattempo promosso capitano) scrisse che, convocato a Roma il 9 agosto dal generale Cerica, fu da questi informato della sua designazione a comandante di distaccamento di carabinieri e di agenti di polizia preposti alla vigilanza di villa Weber. Il comandante generale dei carabinieri gli avrebbe sintetizzato i suoi compiti in cinque punti:
    «a) impedire assolutamente ad estranei di avere contatti di sorta col Duce rispondendo io personalmente della sua incolumità.
    b) ottemperare agli ordini di servizio eventualmente impartitimi sul posto dall'ammiraglio Brivonesi, al quale avrei dovuto far capo per ogni occorrenza.
    c) aver scrupolosa, riguardosa cura della persona del Duce, provvedere a tutte le sue occorrenze di vitto, di comodità e di cure.
    d) lasciare al Duce piena libertà nell'ambito della villa e del parco annesso, limitando tutta la vigilanza del personale all'esterno del parco stesso e riservando a me personalmente la sorveglianza interna.
    e) nella eventualità di attacco da parte di malintenzionati o di agenti nemici, difesa ad oltranza chiedendo rinforzi al comando marina».
    Successivamente, invitato a precisare meglio le istruzioni ricevute e le modifiche delle quali eventualmente esse fossero state oggetto, il 22 marzo 1944 il Faiola verbalizzò nella sede della Prefettura di Brescia una dichiarazione aggiuntiva (in calce alla quale appare, oltre alla sua, la firma dell'ispettore generale Giuseppe Gueli) che cosí suonava:
    «A pieno chiarimento del mio pro-memoria in data 29 febbraio u.s. e delle mie dichiarazioni in data 1° Marzo, preciso che quando ebbi dall'Eccellenza Cerica Comandante Generale dell'Arma l'incarico di prendere in custodia alla Maddalena prima e al Gran Sasso dopo la persona della Eccellenza Mussolini, mi vennero da Lui date le precise consegne di impedire con i mezzi a mia disposizione ogni tentativo di fuga e ogni tentativo di ratto del Duce.
    In tali consegne era forse nell'animo del Cerica la conseguente consegna di fare uso delle armi in caso di estrema necessità sia contro la Persona del Duce che contro chiunque avesse comunque tentato di agevolarne la fuga o di effettuarne il rapimento, – ma a me non venne data.
    Ripensando a tutto il trascorso mi sono formato preciso convincimento che gli ordini espliciti che il Cerica mi dava, dovevano essere stati effettivamente dati prima – e che in proseguo di tempo però era dovuto intervenire qualche fatto nuovo, che io ignoro, che aveva dovuto creare uno stato d'animo nel mio comandante dal quale derivavano le consegne a me date.
    Tutti i miei atti peraltro nei riguardi del Duce sono stati dettati, tengo a dichiarare, dalla precisa volontà di agevolarlo in tutto e mai, per nessuna ragione, avrei fatto uso delle armi» (B. SPAMPANATO, Contromemoriale, Roma 1952, II, pp. 427 sgg.). Gli originali dei due documenti sono in ACS, B. SPAMPANATO, b. 2, fasc. RSI, sottof. «Faiola Alberto e Gueli Giuseppe». 

  9. Secondo alcune di queste voci Mussolini si sarebbe trovato in uno dei forti alla periferia di Roma, forte Braschi, forte Bravetta, forte Boccea. Altre parlavano di una clinica nei pressi di Madonna del Riposo. Le piú numerose lo localizzavano però in un'isola del Tirreno. E né mancava quella che lo voleva ospite del re (che pensava di richiamarlo prima o poi al potere) in una villa romana o rifugiato in Spagna. Subito dopo l'8 settembre corse anche la voce che fosse morto. Cfr. ACS, Min. Interno, Polizia politica, categ. Q, fasc. 178, sottof. 71; nonché G. ARTIERI, Prima durante e dopo Mussolini. Memorie del Novecento, Milano 1990, pp. 430 sg. 

  10. Sulla operazione «Eiche» cfr. J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943. Die deutschen Gegenmassnahmen im italienischen Raum: Fall «Alarich» und «Achse», Göttingen 1969, pp. 252 sgg. 

  11. Sulle rivalità e la mancanza di coordinamento tra i servizi tedeschi che si occuparono delle ricerche di Mussolini cfr. anche il giudizio di F. W. DEAKIN, Storia della repubblica di Salò, Torino 1968, p. 536. 

  12. Cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 70 sgg. e specialmente 73 sgg.; Fuehrer Conferences on matters dealing with the German Navy, 1943, London 1947, pp. 115 sg. Sulla base di un accenno fatto da Ciano durante il processo di Verona, è stato ipotizzato che i tedeschi (e cioè Dollmann) abbiano avuto notizie sugli spostamenti di Mussolini dall'ex ministro degli Esteri che le avrebbe avute a sua volta da alcuni ufficiali di marina. Cfr. G. BOCCA, La repubblica di Mussolini, Bari 1977, pp. 11 sgg. Né la documentazione né la memorialistica tedesche confermano però l'ipotesi. 

  13. La presenza anche tra i marinai di elementi fascisti risulta da varie fonti. Per l'equipaggio della Persefone cfr. la testimonianza del tenente di vascello Giorgio Vianello, in A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 68 sg.; per quello del Pantera cfr. F. TRAXINO, Ho viaggiato col Duce da Ponza alla Maddalena, in «Il Popolo di Alessandria», 20 gennaio 1944, e A. MAGNANI, Dal diario di un ufficiale di Marina. Mussolini a bordo del «Pantera», in «Sveglia!», 16 agosto 1944. 

  14. Cfr. C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., p. 222. 

  15. Cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 62; S. CORVISIERI, All'isola di Ponza. Regno borbonico e Italia nella storia di un'isola (1734-1984), Roma 1985, p. 329. 

  16. ASCAC, «Arresto – Detenzione – Liberazione di Mussolini», relazione redatta dal generale Filippo Caruso, ff. 10 sg. 

  17. Sul soggiorno di Mussolini a La Maddalena cfr. M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., pp. 21 sgg.; C. BRUNI, Mussolini alla Maddalena, confinato a Villa Weber, in «Giorni», 12 febbraio 1950; A. CHIRICO, Testimonianze di un vicino di casa. Prigioniero alla Maddalena Mussolini si definí «defunto», in «Il Tempo», 20 febbraio 1955; ID., Dai ricordi di un medico condotto. Mussolini alla Maddalena ignorava perfino la sorte del figlio, ivi, 24 febbraio 1955; G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena, in ID., La pulce nello Stivale. Viaggi nell'Italia malata, Milano 1956, pp. 311 sgg.; O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. Skorzeny stava per piombare su di noi, in «La Settimana Incom», 1° marzo 1958; R. LARCO, Mussolini prigioniero a Villa Weber, in «Tempo illustrato», 2 giugno 1962; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 95 sgg. 

  18. F. MAUGERI, Mussolini mi ha detto cit., p. 46. 

  19. Cfr. O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. Skorzeny stava per piombare su di noi cit. Va comunque rilevato che nei Pensieri pontini e sardi il 12 agosto Mussolini annotò: «stanotte le sentinelle hanno fatto fuoco per dei rumori sospetti» (MUSSOLINI, XXXIV, p. 280).
    Ad un altro presunto progetto per liberare Mussolini fallito «solo per un pelo» accenna G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., p. 317. Anch'esso è però tutt'altro che credibile. Ciò che ci induce a considerare i due progetti frutto di fantasia o di esibizionismo è il fatto che in entrambi sarebbero stati coinvolti i tedeschi; cosa che non trova conferma alcuna da parte tedesca ed è in contrasto con quanto si conosce sul momento in cui i tedeschi vennero a conoscenza della presenza di Mussolini a La Maddalena e su come pensarono di organizzare l'operazione per liberarlo. 

  20. La lettera fu pubblicata da Mussolini nella Storia di un anno (MUSSOLINI, XXXIV, p. 363). L'originale in ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1. 

  21. Cfr. C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., pp. 222 sg. 

  22. Ibid., pp. 223 sg. 

  23. Ibid., p. 224; nonché la richiesta di pensione di guerra presentata da Pòlito il 15 luglio 1945 al ministero del Tesoro con allegata una dichiarazione di Badoglio confermante la «causa di servizio» (ringraziamo per aver potuto consultare i due documenti il dr. Terzo Maffei). 

  24. Secondo quanto il Gueli scrisse a Mussolini, Senise, sin dal primo incontro «mi chiarí che si trattava di salvaguardare la Vostra persona e di impedire in tutti i modi che i Tedeschi Vi rapissero. In tal caso bisognava far fuoco su di Voi e far trovare un cadavere. Risposi che ero un uomo di battaglia e non un assassino e allora lui mi disse che della bisogna erano stati incaricati i Carabinieri.
    Alle mie ulteriori obbiezioni, mi aggiunse che, contrariamente al parere di tutti, lui non riteneva giusto arrivare a simili eccessi e che la cosa avrebbe potuto sempre trovare una soluzione possibile: bisognava far di tutto perché non veniste rapito, evitando, però, al caso di arrivare al sangue» (ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1).
    Sulla «memoria» del Gueli, il suo invio a Mussolini e il giudizio espresso in tale occasione da questi sul Gueli e il Faiola cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia, Milano 1949, pp. 246 sgg., nonché pp. 233 sgg. 

  25. Se una ipotesi si può fare è che Badoglio (e dietro di lui Acquarone), se per un verso aveva lasciato cadere la richiesta fattagli dal generale Carboni, appena era stato nominato alla direzione del SIM (il 18 agosto), di avere in consegna Mussolini «per poterne effettuare la consegna agli Alleati» (cfr. G. CARBONI, L'armistizio e la difesa di Roma. Verità e menzogne, Roma 1945, p. 93 n.), per un altro verso ritenne opportuno sistemare Mussolini in una località meno esposta ad un colpo di mano da parte di chi (tedeschi o italiani) l'avesse individuata, ma sotto il suo controllo, cosí da poter essere lui a decidere se, quando e come consegnarlo agli Alleati e non lasciare tutta la delicata questione nelle mani di Carboni. L'ipotesi potrebbe, forse, trovare una conferma nel fatto che a fine mese (cfr. J. DI BENIGNO, Occasioni mancate cit., p. 104, alla data del 31 agosto) al ministero della Guerra che insisteva perché Mussolini fosse trasferito altrove, Badoglio, pur non prendendo al solito alcuna posizione, avrebbe detto: «caso mai lo manderemo in Sicilia». Una frase che, dato il momento, può essere interpretata in un modo solo: lo consegneremo agli Alleati. Tanto piú che a quell'epoca è difficile pensare che il maresciallo non sapesse che la consegna di Mussolini figurava nelle clausole di armistizio sottoposte al generale Castellano. 

  26. Secondo Gueli, al suo ritorno dalla Maddalena, Senise lo avrebbe incaricato di trovare «verso l'Aquila» il posto dove trasferire Mussolini; secondo invece Senise (che ha scritto nelle sue memorie che non lo condivise e che avrebbe detto subito al Gueli «di fare altre ricerche») la scelta sarebbe stata fatta da Badoglio già prima che egli chiamasse Gueli a sostituire Pòlito (cfr. C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., p. 224). 

  27. Cfr. Fuehrer Conferences, 1943 cit., pp. 118 sgg. e 123; O. SKORZENY, Vivere pericolosamente, Milano 1970, I, pp. 227 sgg. 

  28. Cfr. O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, pp. 251 sgg. (dove non mancano però imprecisioni e una costante amplificazione della parte avuta dall'autore); A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 106 sgg. (che dipende però troppo dalla ricostruzione di Skorzeny); e soprattutto J. SCHRÖDER, La caduta di Mussolini e le contromisure tedesche nell'Italia centrale fino alla formazione della Repubblica Sociale Italiana, in «Storia contemporanea», dicembre 1972, pp. 823 sgg. 

  29. J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., p. 256. 

  30. All'idroscalo di Vigna di Valle Mussolini fu riconosciuto da alcuni militari; un capitano della divisione Ariete, Gian Carlo Zuccaro, risaputa la notizia, radunò un gruppo di militari e si precipitò all'idroscalo per liberarlo, arrivando però quando il piccolo convoglio di macchine era già partito. Cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 128 sg. 

  31. Del suo trasferimento Mussolini dette conto sia nella Storia di un anno (MUSSOLINI, XXXIV, pp. 364 sg.) sia, piú dettagliatamente, nei Pensieri del Gran Sasso d'Italia. In questi si legge:
    «Ho lasciato la villa Weber alla Maddalena poco dopo le quattro del mattino in automobile. Mi accompagnavano il tenente Faiola, il maresciallo Antichi e un carabiniere. Dalla banchina deserta del Comando di Marina siamo stati condotti in motoscafo a bordo dell'idrovolante della Croce Rossa. Ho chiesto a Faiola dove mi si conducesse. Ma mi ha risposto: “Non posso dirvelo”.
    Sovraccarico, l'apparecchio ha stentato a decollare. Dopo un'ora, durante la quale abbiamo sorvolato il Tirreno, a quota quasi sempre costante, mi sono appisolato. Sono stato risvegliato quando stavamo per ammarare sul lago di Bracciano, all'idroscalo di Vigna di Valle.
    Messo piede a terra sempre scortato dai miei custodi, ho trovato ad attendermi l'ispettore superiore di Pubblica Sicurezza Giuseppe Gueli, un tenente colonnello dei carabinieri ed alcuni agenti. Gueli mi ha comunicato che, essendo il generale Pòlito rimasto ferito in un incidente automobilistico, egli lo aveva sostituito nella direzione del servizio concernente la mia persona. Mi ha invitato quindi a salire su un'autoambulanza militare, al cui volante era un graduato dei carabinieri. Vi ho preso posto, assieme al tenente colonnello, a Faiola, Antichi e al carabiniere, mentre Gueli e gli agenti sono saliti su una 1100 berlina, pure militare.
    Ero fiducioso che saremmo finalmente andati alla Rocca delle Caminate, e in tal senso mi sono espresso con il tenente colonnello. Ma l'ufficiale ha scosso la testa in segno di diniego. Gli ho chiesto allora quale fosse la diversa meta. Mi ha risposto che non era autorizzato a rivelarmela.
    Per la Cassia, a velocità sostenuta e preceduta dalla 1100, che fungeva da battistrada, l'autoambulanza è arrivata alle porte di Roma. Ha imboccato quindi la via Salaria, diretta verso la Sabina. Il traffico era scarso, ma la strada era pattugliata da carabinieri. Superate Rieti, Cittaducale, Canetra, Antrodoco, abbiamo lasciato la Salaria per la strada numero diciassette dell'Appennino abruzzese e siamo saliti verso Sella di Corno.
    Dopo la discesa di Sella di Corno, ormai nell'Abruzzo aquilano, ci siamo fermati causa un allarme aereo. Siamo scesi dalla vettura e abbiamo scorto, altissimi nel cielo, un gruppo di apparecchi nemici. Volavano compatti verso nord. Sul luogo la confusione era al colmo: civili e militari fuggivano non si sa dove. Alcuni imprecando. Coi miei occhi ho visto un soldato abbandonare il fucile; con le mie orecchie ho udito un altro gridare parole offensive ad un sottotenente prima di darsela a gambe levate. La nostra presenza è stata appena notata: comunque non sono stato riconosciuto.
    Ciò è avvenuto invece a Bazzano, paese qualche chilometri dopo l'Aquila, che abbiamo appena rasentato, dove l'autoambulanza si è fermata di nuovo, questa volta causa una avaria al motore. Passando davanti ad un finestrino abbassato della vettura, un uomo anziano, malvestito e mingherlino, mi ha scorto nell'interno. Il suo stupore è stato evidente, ma si è ripreso subito. Sottovoce e in fretta, è riuscito a dirmi: “Duce, sono un vecchio fascista bolognese. Ho qui un frantoio. Hanno dato un colpo di spugna al fascismo. Ma non dura, non può durare. La gente è stufa di Badoglio e dei suoi; la gente vuole un governo che sappia dare la pace”.
    Riparato il guasto in una decina di minuti, abbiamo continuato sino alla vicina frazione di Paganica, ove abbiamo imboccato la strada numero diciassette bis della Funivia e del Gran Sasso. Salendo e attraversando i paesi di Camarda e Assergi, siamo arrivati alla Villetta del Gran Sasso alle tredici e trenta».
    Il quaderno dei Pensieri del Gran Sasso d'Italia fu affidato, con quello dei Pensieri pontini e sardi, all'ispettore Gueli la sera del 10 settembre da Mussolini allorché questi pensò, come vedremo piú avanti, al suicidio per non essere consegnato agli anglo-americani. Nella confusione dei giorni che seguirono i quaderni rimasero nelle mani del Gueli al quale furono successivamente sequestrati dai tedeschi che li inviarono a Berlino al ministero degli Esteri, che li passò a sua volta a Himmler. Questi li fece tradurre in tedesco e fotografare. Gli originali furono restituiti nel gennaio 1945 dal generale Wolff a Mussolini che da tempo gli aveva chiesto di fare ricerche per ritrovarli. Già prima Mussolini doveva però essere entrato in possesso (non è chiaro come) delle copie fotografiche; lo si evince chiaramente da alcune citazioni nella Storia di un anno. Nell'aprile 1945 sia gli originali sia le copie fotografiche sia le traduzioni in tedesco andarono dispersi. I Pensieri pontini e sardi furono pubblicati (in tedesco) nel 1950 dalla «Salzburger Nachrichten» che li aveva acquistati da un ex ufficiale delle SS che era entrato in possesso di una copia della loro traduzione in tedesco; anni dopo, una copia della traduzione dei Pensieri del Gran Sasso d'Italia fu rintracciata in Germania da D. Susmel che ne dette notizia e ne pubblicò ampi stralci su «Il Tempo illustrato», 22 e 29 febbraio, 7 e 14 marzo 1964. 

  32. ACS, Presidenza Consiglio Ministri, Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, fasc. I-65. La «relazione» consiste in una serie di promemoria, relazioni e dichiarazioni verba- lizzate di carabinieri e di civili che tra il 28 agosto e il 14 settembre 1943 erano a «La villetta» o all'albergo di Campo Imperatore, salvo una, quella del brigadiere comandante la stazione di Assergi, P. Carusi, tutte redatte nel luglio-agosto 1944, in cui non mancano imprecisioni, specie nelle date dei fatti riferiti. 

  33. Cfr. C. FIORI, La confinata, Milano 1979, pp. 108 sgg. 

  34. Per il soggiorno di Mussolini a «La villetta» e a Campo Imperatore cfr. Con Mussolini a Campo Imperatore, s.l. né d. (fondata sulle testimonianze di Domenico Antonelli e di Flavia Jurato, del personale dell'albergo di Campo Imperatore); O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini, in «La Settimana Incom», 8, 15 e 22 marzo 1958; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 130 sgg.; ma soprattutto le relazioni del Comando generale dei Carabinieri e del generale Filippo Caruso, la memoria per Mussolini dell'ispettore generale Giuseppe Gueli e il pro-memoria del capitano Alberto Faiola. 

  35. Mussolini l'alleato, I, pp. 1407 sgg. 

  36. MUSSOLINI, XXXI, p. 265. 

  37. Cfr. L. M. DIES, Istantanea mussoliniana cit., pp. 12 sgg. Secondo la testimonianza del maresciallo Sebastiano Marini (cfr. A. TAMARO, Due anni di storia cit., I, p. 165) fu don Dies a sollecitare («scongiurare») la possibilità di parlare con Mussolini. «Nel fargli tale comunicazione mi mostravo favorevole a venire incontro al desiderio del parroco. Il Duce con cordiale affabilità, semplicemente mi disse: no no, Marini, fate il vostro dovere. Dopo qualche minuto mi chiese informazioni morali e politiche del reverendo, nonché sulla sua età. Gliele detti ottime, perché tali erano e circa l'età dissi che poteva avere poco piú di trenta anni. In uno dei giorni seguenti il Duce mi comunicò di aver scritto una lettera al parroco invitandolo a voler dire, per il prossimo sabato, una Messa per il defunto suo figlio Bruno, aggiungendo che gli aveva mandato 1000 lire da distribuire ai piú poveri di Ponza, in piú gli aveva fatto donazione di un opuscolo sulla vita di Gesú Cristo, che aveva letto in quei giorni». 

  38. Il 30 luglio con il motoveliero Maria Pace di Totonno l'aragostaro (Antonio Feola) che faceva la spola tra l'isola e il continente arrivarono a Ponza due bauletti per Mussolini contenenti abiti, biancheria e una busta con due lettere, una della moglie Rachele, l'altra di Edda, alcune fotografie di Bruno e di altri famigliari e diecimila lire. I due bauletti erano stati affidati dalla moglie all'ispettore Pòlito che gli aveva portato a villa Torlonia (da dove qualche giorno dopo la «scortò» alla Rocca delle Caminate) un biglietto del marito che l'assicurava di star bene e le diceva di mandargli attraverso il latore («non posso dirti dove mi trovo») «un po' di indumenti, di cui sono sprovvisto, e dei libri» (MUSSOLINI, XXXI, p. 264). Tra i libri inviatigli era la Vita di Gesú Cristo che secondo la moglie Rachele Mussolini aveva lasciato aperto sul suo tavolino da notte (R. MUSSOLINI, Benito il mio uomo, Milano 1958, p. 202). A La Maddalena Mussolini avrebbe poi ricevuto il dono di Hitler per il suo sessantunesimo compleanno, una edizione in ventidue volumi magnificamente rilegati delle opere di Nietzsche, ricevuta la quale – avendo ormai da leggere – il 19 agosto, scrisse alla moglie «quanto ai libri non occupartene piú» (MUSSOLINI, XLIII, p. 79). 

  39. Significativa è a questo proposito un'annotazione dei Pensieri pontini e sardi: «Due libri mi hanno molto interessato in questi ultimi tempi: La vita di Gesú di G. Ricciotti e Giacomo Leopardi di Saponaro. Anche Leopardi è stato un po' crocifisso!» (MUSSOLINI, XXXIV, p. 277). 

  40. MUSSOLINI, XXXI, p. 264. 

  41. Ivi, p. 268. 

  42. Cfr. G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., pp. 316 sg.; R. LARCO, Mussolini prigioniero a Villa Weber cit.; nonché quanto annotato dallo stesso Mussolini nei Pensieri pontini e sardi alla data del 17 agosto, dove si legge tra l'altro: «L'ho intrattenuto brevemente sulle mie faccende e gli ho detto che le sue visite mi avrebbero aiutato a vincere la grave crisi morale provocata dall'isolamento piú che da tutto il resto» (MUSSOLINI, XXXIV, p. 290). Un'affermazione priva di qualsiasi implicazione religiosa e che fa pensare ad un desiderio di combattere la solitudine e di parlare con qualcuno che non fosse uno dei suoi custodi, in genere «pieni di premure e di riguardo» («Mi danno dell'“Eccellenza” non so bene a quale titolo e cercano anche di preservare la mia salute») e con i quali poteva, per passare il tempo, giocare a scopa, ma che non riuscivano a soddisfare il suo desiderio di rapporti umani e a distrarlo dai suoi pensieri. Significativa a quest'ultimo proposito un'altra annotazione, del 13 agosto, dei Pensieri pontini e sardi: «Non mi sono mai interessato di parole incrociate, sciarade ed altri indovinelli. Oggi, data la mancanza di libri, ho avuto grazie ad essi la possibilità di ammazzare il tempo, come si dice, prima che il tempo mi ammazzasse» (cfr. MUSSOLINI, XXXI, p. 267 e XXXIV, p. 283). 

  43. La si veda nel suo testo integrale in MUSSOLINI, XXXI, pp. 267 sg. 

  44. La lettera, andata all'asta insieme ad altre pure ad A. Faiola, nel novembre 1985 presso Sotheby's di Londra, è stata da noi fotocopiata grazie alla gentilezza del dottor Sergio Faiola, figlio del tenente Faiola. Il passo da noi citato è riportato anche nel catalogo dell'asta in questione. 

  45. Cfr. G. ARTIERI, Mussolini alla Maddalena cit., p. 316. 

  46. Cfr. Mussolini l'alleato, I, pp. 1407 sgg. 

  47. Cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 234:
    «La circostanza non è pacifica. Il tenente dei carabinieri Faiola, che comandava il reparto dell'arma distaccato a Campo Imperatore, continua a negare che l'ordine sia mai esistito. Il Gueli afferma invece decisamente il contrario, specificando che la disposizione c'era, e che il Faiola l'aveva avuta direttamente e segretamente dal Comando Generale dell'Arma... Il premier britannico Churchill ha dichiarato infatti che Badoglio aveva impartito l'ordine, ma che questo non aveva potuto essere eseguito dai carabinieri “perché sorpresi dalla fulmineità dell'azione delle SS e dei paracadutisti del capitano Skorzeny”». 

  48. Cfr. Mussolini l'alleato, I, pp. 1409 sg. 

  49. Cfr. M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., pp. 26 sg. 

  50. Nella già citata memoria indirizzata a Mussolini dal Gueli il 14 settembre 1943 da Vienna si legge:
    «La prima volta che parlammo da soli, Voi mi diceste che ormai Vi ritenevate un caduto, un morto! Risposi che non dovevate ritenerVi tale e che potevate ritornare ancora a rendere ser- vizi alla Patria! Altra volta Vi dissi che sino a che Vi stavo vicino, non avevate nulla da temere in Vostro danno.
    Altra volta Vi baciai la mano (segnale caratteristico per i siciliani opposto a quello del morso all'orecchio).
    Altra volta ancora – alla Vostra richiesta di andare a Rocca delle Caminate – Vi dissi che ne avrei parlato a Roma e Vi aggiunsi che la Eccellenza Senise era favorevole a tale progetto...
    Per ultimo Vi dissi che, essendosi già istituito il Governo Nazionale Fascista in opposizione a quello di Badoglio, nessun italiano poteva fare a meno di desiderare che Voi ne foste in Capo». 

  51. «Questa [la Magnanelli] a quanto ebbi modo di constatare, era in cordiali rapporti con l'Ispettore, col Tenente e coi due marescialli, coi quali tutti si intratteneva spesso a colloquio ed a giuocare a carte. Non frequenti erano i suoi incontri con Mussolini. Approfittando della sua amicizia coi dirigenti, aveva, negli ultimi giorni, assunto un atteggiamento da padrona coi militari. Conosceva bene la lingua tedesca e qualche volta la vidi al telefono a parlare in tedesco con l'Aquila. Dietro mia domanda rispose che parlava con degli amici, pure conoscitori della lingua tedesca.
    Il giorno prima dell'arrivo della spedizione tedesca per la liberazione di Mussolini la Magnanelli partí con due valigie per l'Aquila e quel giorno era assente». 

  52. Cfr. J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., pp. 320 sg.; A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 136 sgg.; O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, pp. 264 sgg. 

  53. Oltre alle testimonianze piú note cfr. quella dell'allevatore Alfonso Nisi raccolta da V. NOVI, Un pecoraio del Gran Sasso fu il confidente di Mussolini, in «Tempo illustrato», 22 aprile 1954. Secondo il Nisi, che si trovava nella zona di Campo Imperatore per il pascolo estivo delle sue greggi e che, ben conosciuto dal Faiola sin da quando questi aveva comandato la tenenza di Bracciano, e che l'aveva pregato di fermarsi qualche giorno in prossimità dell'albergo, sia per rifornire di abbacchi la mensa militare, sia per intrattenere un po' il prigioniero che alternava momenti di grande sconforto e di vivo nervosismo e sembrava trovare momenti di calma e di serenità dalla compagnia dell'allevatore, Mussolini era estremamente depresso e una sera arrivò a farsi «fare le carte» da lui per conoscere la sorte che lo attendeva. 

  54. O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. «Vedrete cosa faranno ora i tedeschi», in «La Settimana Incom», 15 marzo 1958. 

  55. Cfr. gli «appunti» di Flavia Magnanelli inclusi nella documentazione trasmessa dal Comando generale dei Carabinieri all'Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo. 

  56. La lettera, come l'altra già citata, andò all'asta nel novembre 1985 a Londra. Di essa conserviamo copia fotografica fornitaci anch'essa dal figlio del tenente Faiola. 

  57. MUSSOLINI, XXXIII, p. 393. 

  58. Il primo a sostenere la tesi della messa in scena è stato il Faiola nella «Relazione sulla liberazione di Mussolini da Campo Imperatore» stesa in data 4 giugno 1945 per il Comando generale dei Carabinieri. Nel rapporto, estremamente vago e reticente, il Faiola tendeva a scaricare ogni responsabilità sul Gueli e presentare se stesso nella luce migliore. Fu pubblicata col titolo Campo Imperatore: l'ordine fu di «cedere senz'altro», in «Rinascita», 20 luglio 1963, pp. 19 sgg. 

  59. ACS, Manoscritti autografi delle memorie del duce, b. 1. 

  60. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., pp. 234 sg. 

  61. La testimonianza della Magnanelli è indirettamente confermata dall'Antichi che su «La Settimana Incom» ha scritto di essere convinto che, in caso di un attacco tedesco, «con la nostra posizione e con le nostre armi avremmo potuto resistere a lungo» e che «o io o il tenente Faiola» piuttosto che consegnare Mussolini «lo avremmo soppresso». «Perché questi erano gli ordini che avevamo e che nessuno, per tutto il 9 settembre e la notte successiva, ci disdisse». 

  62. Sostanzialmente non diversa, solo un po' piú lunga, è la narrazione di O. ANTICHI, Sono stato il carceriere di Mussolini. In quella triste stanza d'albergo del Gran Sasso, tentò, un giorno, di tagliarsi le vene; arrivammo in tempo a salvarlo e lui ci pregò di dimenticare quel suo gesto disperato, in «La Settimana Incom», 8 marzo 1958. 

  63. C. SENISE, Quando ero Capo della Polizia cit., pp. 251 sg. 

  64. Cfr. ibid., p. 252. 

  65. Cfr. ibid., pp. 254 sgg. 

  66. Cfr. G. ZANUSSI, Guerra e catastrofe d'Italia, II, Giugno 1943 - Maggio 1945, Roma 1946, p. 121, nonché pp. 108 sg.; L. MARCHESI, Come siamo arrivati a Brindisi, Milano 1962, pp. 73 e 78. 

  67. Cfr. R. ZANGRANDI, 1943: l'8 settembre, Milano 1967, p. 235. 

  68. Che Badoglio in effetti volesse la morte di Mussolini, forse dovette sospettarlo anche Churchill. Ci pare lo si possa arguire da quanto il 21 settembre 1943 disse ai Comuni. Dopo aver ricordato che la «resa incondizionata» prevedeva esplicitamente la consegna di Mussolini, egli infatti prima «assolse» Badoglio dicendo che «non era tuttavia possibile prendere disposizioni perché egli fosse consegnato separatamente prima dell'annunzio dell'armistizio e del nostro sbarco principale, perché ciò avrebbe senz'altro rivelato le intenzioni del Governo italiano al nemico», e non mettendo in dubbio «l'interesse del governo Badoglio di non farselo scappare» e di consegnarlo agli Alleati. Se ciò non era avvenuto, aveva detto, era stato perché erano «intervenute circostanze del tutto indipendenti da noi» e cioè l'attacco tedesco, «molto audace ed ese- guito con forze numerose». Detto questo Churchill aggiunse però una frase assai meno assolutoria che, appunto, ci fa pensare che al fondo non fosse pienamente convinto della buona fede del maresciallo: «Non credo ci fosse trascuratezza o malafede da parte del Governo Badoglio, il quale però si era tenuto un'altra carta da giocare: i carabinieri di guardia avevano avuto l'ordine di sparare su Mussolini nel caso si tentasse di liberarlo, ma vennero meno al loro dovere in vista delle considerevoli forze tedesche piombate giú dal cielo, le quali li avrebbero indubbiamente tenuti responsabili della vita di lui e della sua sicurezza». Cfr. W. CHURCHILL, In guerra. Discorsi pubblici e segreti, II, 1943-1945, Milano 1948, pp. 86 sg. 

  69. R. TRIONFERA, Valzer di marescialli – 8 settembre 1943, Milano 1976, p. 127. 

  70. Cfr. un accenno in questo senso anche in M. AGRICOLA - M. DA LIMBARA, Mussolini in prigionia cit., p. 30. 

  71. Secondo quanto il Faiola scrisse il 4 giugno 1945 al Comando generale dei Carabinieri, il 12 settembre Gueli gli avrebbe detto che «agire con molta prudenza» significava «per convenzione concordata precedentemente con il capo della Polizia, che gli ordini erano stati cambiati e che Mussolini doveva essere consegnato». Cfr. R. ZANGRANDI, 1943: l'8 settembre cit., pp. 239 sg. 

  72. ACS, Min. Interno, Direz. gen. P.S., Div. affari gen. e ris., Mobilitazione civile, b. 13, fasc. 57, «Campi di concentramento, Affari generali, Armistizio». 

  73. Anche la stampa della Rsi avrebbe nelle settimane successive ripreso e fatto propria la versione della propaganda tedesca (che si avvalse anche di una serie di fotografie scattate a Campo Imperatore nelle quali Skorzeny appariva in primo piano a fianco di Mussolini). Cfr., per fare un solo esempio, La liberazione di Mussolini, in «Orizzonte», numero unico, 1944, pp. 13 sgg. 

  74. Per le versioni e precisazioni di Skorzeny, Mors, Gerlach e Dollmann cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., pp. 158 sgg.; nonché M. PATRICELLI, Operazione quercia. «Liberate Mussolini!» Genesi, dinamica e conseguenze del blitz sul Gran Sasso, Chieti 1993, pp. 43 sgg., fondato essenzialmente sulla ricostruzione del ruolo del maggiore Mors. Di O. SKORZENY cfr. anche Vivere pericolosamente cit., I, pp. 273 sgg. Per una ricostruzione storico-documentaria cfr. infine, J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., pp. 320 sgg.
    Il contributo di Skorzeny all'ideazione e organizzazione dell'impresa si limitò alla proposta (accettata da Student) che i paracadutisti portassero con sé un alto ufficiale della polizia italiana per disorientare con la sua presenza gli italiani e disporre per ogni evenienza di un ostaggio. A questo scopo fu «fermato» il generale Fernando Soleti, comandante del corpo degli agenti di P.S. 

  75. Minime sono le varianti tra il testo per il generale Caruso e quello pubblicato da «La Settimana Incom» del 22 marzo 1958. Rispetto al primo, questo contiene in piú una vivace de- scrizione del decollo dal piccolo pianoro antistante l'albergo della «cicogna» che portò via da Campo Imperatore Mussolini:
    «Ricordo il decollo: il motore gira al massimo e un gruppo di paracadutisti trattiene l'aereo, poi ad un gesto del pilota lasciano la presa. La “cicogna” rulla, sobbalza, non si alza, urta contro una roccia, s'impenna, rulla ancora mentre sta per raggiungere l'orlo del baratro, poi finalmente si stacca. Scompare in basso nel vuoto. Un attimo di ansia: è precipitato? Ricompare invece: il pilota è riuscito a riprenderne il controllo. Un giro proprio sopra di noi mentre i paracadutisti urlano il loro “evviva”, poi l'aereo si allontana... » 

  76. Cfr. O. SKORZENY, Vivere pericolosamente cit., I, p. 291. Secondo A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 155, che non dicono da chi hanno avuto la testimonianza, quando l'operatore dell'Ufa presente tra gli uomini del comando tedesco gli chiese di posare per una ripresa cinematografica, Mussolini, con un sospiro, avrebbe detto «fate di me ciò che volete». Il maggiore Mors ha a sua volta detto che «di fronte a quell'uomo deluso, dallo sguardo spento, fui colto da un dubbio e pensai: “Sarà una buona azione restituirlo al mondo?”» (ibid., p. 173). 

  77. R. RAHN, Ambasciatore di Hitler a Vichy e a Salò, Milano 1950, p. 273. 

  78. Cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 163. 

  79. P. DRIEU LA ROCHELLE, Journal 1939-1945, a cura di J. Hervier, Paris 1992, p. 344. 

  80. Cfr. A. PETACCO - S. ZAVOLI, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso cit., p. 156. 

  81. R. MUSSOLINI, La mia vita con Benito, Milano 1948, p. 209. 

  82. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo, Milano 1948, p. 601; MUSSOLINI, XXXIV, p. 395. 

  83. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 641: «mi ha detto che, per quanto non ne abbia le prove, non esclude che il Duce, in un certo momento, possa aver meditato di abbandonarci». 

  84. Già in occasione del 25 luglio Hitler si era preoccupato che la liquidazione di Mussolini e del fascismo potesse spingere «qualche gruppo sovversivo tedesco» a «tentare il medesimo colpo operato a Roma da Badoglio e dai suoi seguaci» e aveva ordinato a Himmler di «disporre le piú severe misure di polizia nel caso che si delineasse un pericolo del genere» (ibid., p. 544). 

  85. Nella deposizione resa nella primavera del 1947 al giudice istruttore del tribunale militare jugoslavo, F. Rainer, facendo riferimento ad una riunione tenutasi il 12 settembre 1943 al Quartier generale del Führer per discutere la situazione italiana e i provvedimenti da adottare, affermò che la maggiore preoccupazione di Hitler era che, se non fosse stato ricostituito un governo italiano aderente al Tripartito, il Giappone avrebbe potuto prendere la cosa a pretesto per dichiarare che questo non esisteva piú e «prendere una via propria». Cfr. E. APIH, Tre documenti sulla politica nazista nel «Litorale Adriatico», in «Il movimento di liberazione in Italia», gennaio-marzo 1972, p. 70. Nello stesso senso, anche se in termini meno espliciti, cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 598 (13 settembre 1943). La preoccupazione di Hitler si spiega facilmente con i non buoni rapporti che ormai vi erano tra Tokyo e Berlino a cui i giapponesi contestavano sia la strategia politica complessiva di guerra, sia il non volersi seriamente impegnare in una trattativa con l'Urss. 

  86. Per tutte queste vicende cfr. J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit.; per i propositi di Hitler di irrompere in Vaticano e catturare Pio XII, cfr. R. A. GRAHAM, Il Vaticano e il nazismo, Roma 1975, passim e specialmente pp. 89 sgg. 

  87. Notizie della sorte di Mussolini erano state chieste subito dopo il 25 luglio da Kesselring e da von Mackensen sia a Badoglio che a Vittorio Emanuele III ottenendo però solo generiche e maldestre assicurazioni sul fatto che stava bene. A Kesselring – il 26 luglio – Badoglio disse di non potergli dire dove l'ex «duce» si trovasse, poiché lo sapeva solo il sovrano; questi, nei giorni immediatamente successivi parlando con lo stesso Kesselring e con von Mackensen (che chiedeva anche lui notizie di Mussolini dovendogli portare «personalmente» gli auguri del Führer per il suo sessantesimo compleanno) affermò però anche di non saperlo, ma che avrebbe subito parlato della cosa con Badoglio. Hitler, a sua volta, chiese personalmente notizie di Mussolini al generale Marras allorché il 30 luglio lo ricevette in udienza al suo Quartier generale, ottenendo solo la generica risposta che era in «buone condizioni» e un altrettanto generico riferimento alla lettera che Mussolini aveva scritto a Badoglio nelle prime ore del 26 luglio e che già era stata portata a conoscenza dell'ambasciata tedesca a Roma. Cfr. A. KESSELRING, Memorie di guerra, Milano 1954, pp. 179 sg.; P. PUNTONI, Parla Vittorio Emanuele III, Milano 1958, p. 148; DDI, s. IX, X, p. 743 nonché, per altre simili richieste tedesche, pp. 727 e 789 sg. Come è facile capire e come tutte le fonti tedesche disponibili confermano, di fronte a questo atteggiamento italiano Hitler per vari giorni aveva pensato che Mussolini fosse stato ucciso e, anche quando non vi furono piú dubbi sulla sua sorte, era rimasto col timore che potesse essere soppresso. 

  88. Per tutta questa parte cfr. in Hitler stratega, a cura di H. Heiber, Milano 1966, pp. 212 sgg. e 270 sgg., i verbali delle riunioni sulla situazione militare tenute al Quartier generale del Führer nel pomeriggio e nella notte del 25 e nella tarda mattinata del 26 luglio e quello del colloquio Hitler - von Kluge del 26 luglio; in Fuehrer Conferences, 1943 cit., pp. 102 sgg., il verbale della riunione del 27 luglio; J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 532 sgg. (25-29 luglio); nonché J. SCHRÖDER, Italiens Kriegsaustritt 1943 cit., cap. IV.
    Nel rapporto inviato a Roma subito dopo il suo incontro del 30 luglio con Hitler (durante il quale gli aveva fatto presente l'opportunità di «un esame in comune della situazione» e di un incontro a questo scopo tra i massimi vertici politici e militari dei due paesi) il generale Marras osservò di aver avuto l'impressione che il Führer (che, in un primo momento, aveva osservato che «la situazione interna in Italia appare ancora molto incerta; che la posizione del governo non sembra solida e che pertanto un siffatto incontro potrebbe essere nel momento attuale rapidamente superato dagli avvenimenti» e solo successivamente aveva accettato l'idea di un incontro al livello dei ministri degli Esteri e dei capi di Stato maggiore generale) «sia in attesa degli ul- teriori sviluppi della situazione in Italia per orientarsi circa l'atteggiamento definitivo italiano e i provvedimenti da prendere; che abbia dei sospetti e intenda guadagnare qualche tempo per predisporre le eventuali contromisure; che i risultati del prossimo incontro potrebbero determinare una immediata presa di posizione e un intervento della Germania».
    Il 9 agosto, tre giorni dopo l'incontro con i tedeschi a Tarvisio, il ministro degli Esteri R. Guariglia sottopose al Consiglio dei ministri una relazione su di esso nella quale era contenuta, sulla base dei dati fornitigli dal Comando supremo, una sintesi dell'«intenso afflusso di truppe tedesche» dopo il 25 luglio. Stando a tale sintesi, i primi «movimenti» erano cominciati il 29 luglio. Il 1° e il 2 agosto truppe tedesche, «con la minaccia di far uso delle armi» avevano varcato senza preavviso la frontiera del Brennero. «Piú tardi la situazione fu regolarizzata, avendo il Comando Supremo italiano dato il suo permesso al passaggio delle truppe tedesche. E cominciò cosí un costante ed intenso afflusso di truppe con abbondante materiale. Alla data odierna sono entrate in Italia quattro divisioni dal Brennero, tre divisioni da Mentone, una divisione da Tarvisio ed una divisione di paracadutisti avio-trasportata che, destinata in Sicilia, è stata invece fermata a Pratica di Mare.
    Circa gli scopi di tali concentramenti di truppe germaniche in Italia è da notare che, secondo concordi segnalazioni, i soldati tedeschi, specie quelli della divisione SS entrata dal Brennero, non nascondevano lo scopo della loro discesa in Italia affermando di essere venuti per “mettere l'ordine e ristabilire il regime di Mussolini”. Numerosi soldati delle SS portavano anche sui loro caschi la scritta “Viva il Duce”.
    La divisione “Leibstandarte Adolf Hitler” partí da Orel il 26 luglio e lo stesso giorno partí dal Belgio la divisione “Hoch und Deutsch Meister”, con l'ordine di raggiungere l'Italia a tappe forzate.
    Si tratta di truppe corazzate d'assalto fra le migliori che la Germania possiede. Il fatto di averle tolte dai punti importantissimi da cui provenivano dimostra tutta l'importanza che i tedeschi annettevano alla situazione italiana.
    Occorreva poi tener presente la già esistente dislocazione delle truppe tedesche in Italia, fra cui le truppe corazzate esistenti a Bolsena a pochi chilometri da Roma, le forze delle SS armate di fucili mitragliatori, che consta vi sono a Roma ed il cui numero non è possibile sapere con esattezza, ma che alcuni fanno ammontare a 6 ed altri a 15 mila.
    E tutto ciò senza voler parlare dell'aviazione tedesca che è già nei campi italiani e di quella che sarebbe facilissimo trasportarvi in poche ore, e senza neanche parlare del controllo indiretto che i tedeschi esercitano sulla nostra rete ferroviaria» (cfr. DDI, s. IX, X, pp. 798 sgg.). 

  89. Seguendo un suggerimento di Himmler, Hitler aveva pensato che uno dei primi atti del «controgoverno» di Farinacci sarebbe dovuto essere quello di rivolgere un appello ai militari italiani per autorizzarli a tornarsene a casa. «Con l'esercito attuale non c'è niente da fare, perché i soldati fuggono». Meglio puntare su un nuovo esercito costituito da volontari e da quei fascisti che si sarebbero visti costretti ad arruolarsi «per il timore della sorte che li attende». Quanto agli altri, in un secondo tempo sarebbero potuti essere utilizzati «facendoli lavorare» in Germania. Cfr. Hitler stratega cit., pp. 257 e 277 (26 luglio 1943); nonché in A. TAMARO, Due anni di storia cit., I, pp. 447 sg., il primo proclama «agli italiani» diffuso il 9 settembre dal Governo Nazionale Fascista subito dopo l'annuncio dell'armistizio in cui era rivolto il seguente invito ai militari: «Rifiutate di consegnarvi al nemico. Rifiutate di rivolgervi contro i vostri commilitoni germanici. Tutti coloro che lo possano fare continuino le operazioni al loro fianco. Gli altri raggiungano le loro case nei paesi e nelle città, in attesa degli ordini che verranno prontamente impartiti». 

  90. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 547 sg. (27 luglio 1943). Il giorno dopo, tornando sulle «illusioni» che Hitler si era fatto su Farinacci e sulla delusione provocatagli dall'incontro con lui, Göbbels avrebbe annotato ancora: «si aspettava di vedere un ardente seguace del Duce e, in realtà, si è trovato di fronte un uomo finito che tenta di vituperare il Duce con voce piagnucolosa» (ibid., p. 553). 

  91. In ACS, E. DE BONO, Diario, quaderno n. 47. 

  92. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 570 e soprattutto 584 sg., nelle quali si leggono parole che rivelano bene l'atteggiamento psicologico che già presiedeva da parte tedesca alla «nuova» collaborazione con i fascisti italiani. «Il cosí detto governo fascista provvisorio sta diligentemente lavorando al Quartier Generale del Fürer, anche se l'uno o l'altro dei suoi membri si impazientisce qualche volta perché non è d'accordo con le tendenze politiche generali che sono da noi perseguite... Ma che altro possono fare questi signori, se non lavorano per noi?... È molto meglio per loro, in ogni caso, lavorare nel Quartier Generale del Führer per una nuova, sia pur ridotta, Italia fascista, che essere imprigionati o magari fucilati, in Italia» (10 settembre 1943). 

  93. A sua volta, il 10 settembre, la Wilhelmstrasse convocò d'urgenza a Berlino dalle varie sedi europee nelle quali essi si trovavano in quel momento alcuni diplomatici e giornalisti italiani per sentire le loro opinioni sulla situazione italiana e sulle ripercussioni che la defezione italiana avrebbe avuto nei territori occupati dalle forze armate italiane e nei paesi neutrali. Tra i convocati fu anche Massimo Rocca (che da tempo si era riavvicinato al regime e che collaborava al «Nouveau Journal» e ad altri giornali di Bruxelles e il 27 luglio aveva inviato a Mussolini un calorosissimo telegramma di solidarietà) che nel suo La sconfitta dell'Europa. La politica internazionale del ventennio vista dall'estero (Milano 1960, pp. 332 sg.) ha affermato di aver detto in tale occasione ai tedeschi di considerare «un gravissimo errore tentare di restaurare il regime fascista». Appena giunta la notizia della liberazione di Mussolini, il 14 settembre, Rocca avrebbe poi scritto a questi: «Chiamato a Berlino dal Governo tedesco, ero pronto ad assumere tutte le responsabilità, anche quella di formare un governo in Italia, per continuare la guerra a fianco della Germania e del Giappone. Oggi, sapendoti liberato, mi pongo a tua disposizione, per salvare l'avvenire e l'onore dell'Italia. E perché oggi non hai piú bisogno di difenderti contro l'insidia della monarchia, sono certo che tu sentirai il bisogno, il dovere e l'utilità di far appello non solo ai fascisti, ma a tutti gli italiani che serbano il sentimento della patria e dell'onore» (ACS, RSI, Segreteria part. del Duce, Carteggio ris., b. 20, fasc. 112/R, «Massimo Rocca»). 

  94. Cfr. E. DOLLMANN, Un libero schiavo, Bologna 1968, pp. 285 sgg. e 296 sgg., ma soprattutto le note di diario dello stesso Tassinari (in Archivio G. Tassinari). Da esse risulta che già in agosto l'ex ministro dell'Agricoltura era stato esortato a recarsi in Germania per «salvaguardare la sua incolumità». Ad un primo passo, non risulta da chi fatto, ne erano seguiti altri da parte di Dollmann e del generale delle SS Dietrich, che gli aveva detto che in Germania si era lungamente parlato di lui. Tassinari aveva però lasciato cadere le avances, chiarendo che, pur non condividendo affatto la «stolta» politica di Badoglio, era dell'idea che fosse necessario «unire tutte le forze per il bene della patria», sicché un eventuale nuovo governo doveva essere nominato dal re o dal principe ereditario e non «erigersi sulle baionette tedesche» e che, se da parte italiana era «questione d'onore tener fede all'alleanza», da parte tedesca non si doveva mettere in discussione l'intangibilità della frontiera del Brennero e dovevano essere assicurati i rifornimenti occorrenti per l'alimentazione degli italiani e gli aerei da caccia necessari per la difesa delle loro città. Sopravvenuto l'8 settembre, Wolff era tornato ciò nonostante alla carica e nel pomeriggio dell'11 aveva chiesto a Tassinari di recarsi al Quartier generale del Führer «per conferire con lui, con Ribbentropp e con Himmler». Questa volta Tassinari aveva accettato l'invito. La partenza, fissata per il 13 mattina, aveva però subito un ritardo, dato che l'aereo personale di Hitler, che avrebbe dovuto portare Tassinari a Rastenburg, dovette prima provvedere a trasportare Mussolini a Monaco e Wolff dovette chiedere a Himmler se nella nuova situazione determinata dalla liberazione del «duce» era ancora il caso di dar corso all'«operazione Tassinari». L'incontro (presenti anche Ribbentrop, con cui Tassinari aveva già avuto un breve ma cordiale colloquio appena arrivato, e Wolff) ebbe cosí luogo nel primo pomeriggio del 14 settembre, mentre Hitler «piuttosto nervoso» era in attesa dell'arrivo di Mussolini. «Abbiamo parlato – annotò Tassinari – del tradimento ed egli ha detto che l'errore era stato quello di aver mantenuto al potere Casa Savoia. Ha detto che bisognava ricostituire subito il Partito ed alle mie obiezioni ha risposto che anche la Chiesa ha avuto crisi profonde e che poi è risorta. Mi ha chiesto di uomini del Partito che il vaglio di questo ventennio ha selezionato, ma la risposta non poteva essere quale lui attendeva. Molti intelligenti fuorviati ormai dall'ambizione (vedi il voto del Gran Consiglio) o corrotti dalla sete di arricchimenti; troppi incapaci ai posti di comando. Il Fascismo, dissi, è in profonda crisi, per colpa delle persone, non dell'idea. Ha perduto la luce di quei valori ideali e morali con i quali è partito, e che sono la giustizia, la moralità, il senso politico, cioè onestà, lealtà, verità. Il Führer mi ha fatto alcuni nomi e per quanto un giudizio fosse imbarazzante, dato alla presenza di sei o sette persone (erano sempre presenti Ribbentrop e Wolff, oltre l'interprete ed altri) ho detto onestamente e schiettamente quello che pensavo ribadendo che con questa sincerità credo si possa contribuire all'amicizia fra i due Paesi.
    Sollecitato il Führer due volte per l'arrivo di Mussolini, il colloquio è stato interrotto dopo una ventina di minuti. Ho avuto la sensazione che qualche cosa non si era ingranata. Occorreva una preparazione: io sono andato – chiamatovi – per discorrere di ben altre cose. E soprattutto la liberazione di Mussolini spostava il piano ed era bene dirlo francamente, omettendo lo stesso viaggio mio, perché la mia presenza non poteva che imbarazzare... Ho pensato che sia bene avvertire subito subito Mussolini...» Che la «sensazione» da lui avuta corrispondesse al vero fu confermata due giorni dopo da Wolff che gli disse che aveva commesso tre errori: non essersi recato in Germania a fine agosto, quando Dollmann, a nome di Himmler, lo aveva esortato a farlo; aver, poi, tardato quasi due giorni a partire, quando l'11 settembre egli si era recato da lui a Desenzano per chiedergli esplicitamente di andare a Rastenburg; e «avere espresso parere negativo sopra diversi uomini» di cui Hitler gli aveva parlato. Ciò nonostante per Wolff (e cioè per Himmler) un margine di possibilità doveva ancora esservi; non si spiegherebbe altrimenti che lo esortasse a rimanere a Rastenburg, «perché, dice lui, avrò qualche altro colloquio col Führer, e a ogni buon conto gli raccomandò di non rifiutare un'eventuale offerta di entrare nel nuovo governo. Tassinari non volle però trattenersi oltre e il giorno dopo si mise in viaggio per tornare in Italia, dove lo raggiunse la notizia di non essere stato neppure incluso nel nuovo governo (di cui secondo alcune indiscrezioni dei giorni precedenti dicevano avrebbe dovuto fare invece parte come ministro dell'Agricoltura)». «Compresi – scrisse nel suo diario – a chi si doveva questo siluramento, che mi riempiva di serena gioia». A chi volesse riferirsi non è chiaro; probabilmente a Buffarini Guidi, Ricci e Pavolini, ma non è da escludere che, invece, pensasse a Mussolini, con cui aveva avuto un incontro nel pomeriggio del 15 settembre «in un'atmosfera di ghiaccio» e dal quale era uscito fortemente dubbioso che Mussolini fosse spiritualmente e fisicamente in grado di «riprendere l'immane lavoro della ricostruzione, con la forza di correggere i difetti e superare le debolezze che avevano messo tutto in crisi». 

  95. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., passim; A. SPEER, Memorie del Terzo Reich, Milano 1969, p. 404; R. RAHN, Ambasciatore di Hitler a Vichy e a Salò cit., pp. 272 sg.; F. W. DEAKIN, Storia della repubblica di Salò cit., p. 525. 

  96. F. ANFUSO, Da Palazzo Venezia al lago di Garda (1936-1945), Bologna 1957, p. 321. 

  97. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 565, 570, 573, 579 sg. Su questa linea si mosse anche l'OKW in un «promemoria per i soldati tedeschi circa il comportamento verso la popolazione italiana “diffuso” riservatamente tra gli ufficiali». Nell'inizio di esso si legge infatti:
    «Il 25 di luglio è stato cacciato Mussolini, il provato conduttore dell'Italia per tanti anni. Questo tradimento si è ora completato con l'armistizio che ha concluso il Maresciallo Badoglio col nemico. Con questo gli affari loschi di una cricca rivoluzionaria che ha adoperato il proprio potere a danno del popolo, sono a conoscenza di tutto il mondo.
    A partire da questo fatto, si danno per il comportamento personale di ogni soldato tedesco, verso gli italiani, le seguenti disposizioni:
    1º) Al popolo italiano non si deve fare alcun rimprovero per quello che ha commesso un gruppo di schifosi politicanti plutocratici a Roma.
    Il popolo italiano nel suo complesso non deve essere né offeso né toccato nel suo onore. (Questo vale anche per il comportamento verso la chiesa cattolica).
    2º) Piú grave biasimo meritano invece i traditori intorno a Badoglio; essi hanno fatto un triplice tradimento:
    – Hanno tradito il popolo italiano nei confronti del suo nemico e cioè per una capitolazione incondizionata;
    – Essi hanno tradito gli obblighi dell'alleanza verso la Germania la quale è stata sempre per tre anni un fattivo alleato;
    – ed essi hanno tradito infine la battaglia d'Europa per la sua libertà.
    3º) Tutti gli elementi positivi ed attivi devono essere aiutati e favoriti e tra questi soprattutto i fascisti.
    Essi sono da indurre affettuosamente a militare al nostro fianco.
    Reparti italiani e soldati singoli, che vogliano combattere con noi, sono da accettare cameratescamente e da trattare bene.
    4º) Ogni resistenza attiva e ogni tentativo di sabotaggio, dovranno essere colpiti fortemente.
    5º) Gli elementi che non possono essere convinti ad essere con noi, sono da lasciare in pace; bisogna consigliarli ad andare a casa dove la moglie e i bambini li attendono e di trattenersi presso di loro calmi.
    Con questo, essi evitano il pericolo di essere frantumati fra le due parti combattenti.
    – In complesso, bisogna chiarire alla popolazione, che l'Italia sarebbe andata incontro al sicuro caos e alla disfatta, se la plutocrazia ed il comunismo (al quale il tradimento di Badoglio ha aperto le porte), avessero definitivamente assunto il potere» (copia del promemoria in ACS, F. DIAMANTI, b. unica). 

  98. Cfr. in particolare J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 541, 549, 551 (27 luglio 1943): «Non so se il Duce sarebbe disposto a formare un controgoverno in contrasto col re d'Italia. Ho i miei dubbi. Ma se il re fosse nelle nostre mani, la cosa si potrebbe prendere in considerazione... Mackensen ha mandato una lettera in cui il Duce esprime i propri ringraziamenti a Badoglio per il cortese trattamento che gli è stato accordato. Egli si dichiara ancora fedele alla casa reale... È difficile stabilire se questa lettera sia autentica o apocrifa. Se fosse autentica significherebbe che il Duce non ha piú intenzione di interessarsi degli avvenimenti... Non so se il Duce possa essere disposto a collaborare alla nostra politica...» 

  99. Ibid., p. 597 (13 settembre 1943). 

  100. Ibid., pp. 590 sg. 

  101. Ibid., pp. 597 sg. 

  102. Ibid., pp. 607 sg. (18 settembre 1943). 

  103. Cfr. M. DOMARUS, Hitler Reden und Proklamationen 1932-1945. Kommentiert von einem deutschen Zeitgenossen, II (1939-1945), Wurzburg 1963, pp. 2035 sgg. 

  104. Cfr. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., pp. 565 sgg. (8-10 settembre 1943). 

  105. Cfr. A. SPEER, Memorie del Terzo Reich cit., pp. 404 e 705. 

  106. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 606. 

  107. Ibid., pp. 624 sgg. 

  108. Cfr. V. MUSSOLINI, Mussolini e gli uomini nel suo tempo, Roma 1977, pp. 149 sgg. 

  109. Cfr. C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo (1943-45), Milano 1949, pp. 30 sgg.; nonché in ACS, Collezione D. Susmel, b. 8, fasc. «Carlo Silvestri», le trascrizioni dei colloqui (in particolare il quarto) tra Mussolini e Silvestri e da questi poi utilizzati in forma ridotta nel suo libro. 

  110. Cfr., per esempio, in MUSSOLINI, XXXII, pp. 198 (colloquio con G. G. Cabella – 20 aprile 1945) e 189 (colloquio con G. Nicoletti – 18 aprile 1945). 

  111. Cfr. F. ANFUSO, Da Palazzo Venezia al lago di Garda (1936-1945) cit., pp. 327 sg. 

  112. La notizia trova conferma in J. RIBBENTROP, Fra Londra e Mosca. Ricordi e ultime annotazioni, Milano 1954, p. 32, dove si legge: «Allorché Mussolini, dopo la sua liberazione, venne al Quartier Generale del Führer, Hitler disse con mia grande sorpresa in sua presenza di voler intendersi con la Russia. Alla mia preghiera di darmi istruzioni non diede una risposta, e già il giorno seguente respinse di nuovo ogni presa di contatto».
    In realtà sondaggi tedeschi presso i sovietici erano in corso dall'agosto. Hitler li aveva in un primo momento autorizzati, poi – pochi giorni prima di incontrare Mussolini – parzialmente bloccati, dicendo a von Ribbentrop che preferiva fosse, prima di arrivare ad un accordo con Mosca, sondata la possibilità di una pace con Londra. Sulla consistenza di questi sondaggi (che von Ribbentrop continuò a tenere in piedi anche dopo che Hitler cambiò parzialmente idea) mancano notizie precise. Ciò che è certo è che di essi ne fu al corrente l'OSS e si sussurrava in vari ambienti, soprattutto svedesi, al punto di provocare, per un verso, tre smentite sovietiche (due per via diplomatica agli americani e una sotto forma di una intervista rilasciata ad un giornalista inglese dall'ambasciatore a Stoccolma A. Kollontaj) e, per un altro verso, le preoccupazioni giapponesi che Berlino potesse allearsi con Mosca senza neppure consultarsi prima con Tokyo. Cfr. I. FLEISCHHAUER, Die Chance des Sonderfriedens. Deutsch-sowjetische Geheimgespräche 1941-1945, Berlin 1986, pp. 185 sgg.; P. E. SCHRAMM, Hitler capo militare, Firenze 1965, pp. 84 sgg. 

  113. Cfr. V. MUSSOLINI, Vita con mio padre, Milano 1957, p. 201; ID., Mussolini e gli uomini nel suo tempo cit., p. 150. 

  114. BA, Schweizerische Bundesanwaltschaft, Polizeidienst, C.13.1499, «Edda Ciano Mussolini». 

  115. Cfr. C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo cit., p. 33. 

  116. Cfr. R. MUSSOLINI, Mussolini privato, Milano 1980, p. 257; nonché ID., La mia vita con Benito cit., pp. 209 sg.; B. D'AGOSTINI, Colloqui con Rachele Mussolini, Roma 1946, p. 62. 

  117. L. BOLLA, Perché a Salò. Diario della Repubblica Sociale Italiana, Milano 1982, pp. 41 sg. 

  118. Cfr. E. MUSSOLINI, Mio fratello Benito, Firenze 1957, p. 208. 

  119. Cfr. P. ROMUALDI, Fascismo repubblicano, Milano 1992, p. 38. 

  120. Della stessa opinione era anche Camillo Giuriati. «Il Duce – disse il 3 ottobre 1943 a Bolla – è perfettamente convinto che la partita è perduta ed è ritornato al suo posto unicamente per cercare di salvare il salvabile di fronte ai tedeschi» (cfr. L. BOLLA, Perché a Salò cit., p. 108). 

  121. Cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 198. 

  122. Cfr. C. SILVESTRI, Mussolini, Graziani e l'antifascismo cit., pp. 34 sg. 

  123. J. GOEBBELS, Diario intimo cit., p. 680. 

  124. Cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 89. 

  125. MUSSOLINI, XXXII, p. 180. 

  126. Cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 86. 

  127. Ibid., p. 24. 

  128. Ibid., p. 84. 

  129. Dei biografi stranieri di Mussolini solo D. MACK SMITH, Mussolini, Milano 1981, p. 380, ha affermato che egli «voleva» tornare alla ribalta. G. ROUX, Mussolini, Paris 1960, p. 436, ha posto essenzialmente l'accento sul fatto che, incontrando Hitler, Mussolini non sarebbe stato nello stato d'animo e nelle condizioni fisiche di opporre un rifiuto. C. HIBBERT, Benito Mussolini, London 1962, ha appena sfiorato la questione, ma, tutto sommato, non ha escluso che Mussolini abbia sperato di evitare con la sua accettazione un trattamento troppo duro all'Italia. Per A. BRISSAUD, Mussolini, III, L'agonie au bord des lacs, Paris 1983, Mussolini non si faceva illusioni per il futuro, ma sperava di placare in qualche misura l'ira di Hitler. Piú deciso nel suo giudizio è stato I. KIRKPATRICK, Portrait d'un démagogue, Paris 1967, p. 621: Mussolini, ha scritto, non era un vile ed era animato da un certo sincero patriottismo; conoscendo abbastanza Hitler per saperlo capace di vendicarsi in modo terribile di chi gli faceva opposizione, si vide «come un cuscinetto tra il suo popolo e i barbari tedeschi». 

  130. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., p. 27. 

  131. Cfr. P. PISENTI, Una Repubblica necessaria (R.S.I.), Roma 1977, p. 63. 

  132. Cfr. G. DOLFIN, Con Mussolini nella tragedia cit., pp. 198 sg. 

  133. Cfr. G. BOCCA, La repubblica di Mussolini cit., pp. 53 sg. 

  134. ASMAE, RSI, Gabinetto, b. 31, Germania, fasc. 1, Affari politici, sottof. «Situazione politico-militare e relazioni italo-tedesche. Rapporti dell'Ambasciatore Anfuso». 

  135. Nel 1943-45 e ancora successivamente di guerra civile parlarono soprattutto i fascisti. In campo antifascista assai pochi furono coloro – soprattutto azionisti – che riconobbero che si trattava di una guerra civile. Fermissimi nel negarlo (le eccezioni alla regola furono rare e non autorevoli) furono soprattutto i comunisti. Per essi la resistenza era una guerra di liberazione nazionale contro il tedesco invasore e i suoi «manutengoli» fascisti combattuta da tutto il popolo. Ai fascisti, in questo schema, veniva negata ogni autonomia, ogni ideale ed ogni rappresentatività ed essi venivano ridotti a meri «traditori» prezzolati e senza principî. Questo schema (integrato da una pressoché totale sottovalutazione, se non addirittura negazione, del ruolo decisivo che nel sostenere la resistenza armata e nel determinarne la «vittoria» ebbero gli eserciti alleati) è stato a lungo egemone anche in sede storiografica. Solo col 1985-86 si è ripreso a parlare di guerra civile. A proporre la questione è stato soprattutto C. PAVONE, La guerra civile, in «Annali della Fondazione Luigi Micheletti», 1986, n. 2, pp. 395 sgg., che è successivamente tornato piú volte su di essa precisando e in parte annacquando le sue prime prese di posizione (inizialmente accolte dalla pubblicistica e dalla storiografia resistenziale e di sinistra con scarso favore; cfr. la bibliografia in Guerra, resistenza e dopoguerra. Storiografia e polemiche recenti, Bologna 1991, pp. 85 sgg.). Di lui si veda soprattutto Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza, Torino 1991, da leggere tenendo presente quanto scritto da G. E. RUSCONI, Se cessiamo di essere una nazione, Bologna 1993, in particolare il cap. III. 

  136. L. BOLLA, Perché a Salò cit., pp. 42 sg.