Nota dell’autore.
Nel licenziare questa prima parte del terzo volume ci pare necessaria, al solito, una breve avvertenza. Con il periodo che qui è trattato la biografia di Mussolini è inscindibilmente collegata non solo alle vicende politiche, economiche e sociali italiane, ma anche a quelle internazionali. In un certo senso si può anzi dire che queste si collocano sempre di piú al suo centro, condizionando in misura crescente tutte le altre. Da qui la necessità – pur rimanendo la nostra opera sempre strettamente aderente al taglio biografico che, non lo si deve mai dimenticare, le è peculiare – di allargare sempre piú il «ventaglio» della trattazione con squarci su problemi e vicende che a prima vista possono dare l’impressione di esulare in qualche misura dalla biografia di Mussolini, ma che sono invece indispensabili non solo a dare il necessario sfondo all’azione politica mussoliniana, ma per valutare quanto di tale azione rispondesse ad una precisa scelta dello stesso Mussolini e quanto fosse determinato da una diversa logica, insita nella realtà internazionale del tempo e come tale condizionata da tutta una serie di fattori tra i quali quello mussoliniano, fascista, italiano non era oggettivamente il piú rilevante. Ciò spiega la larga parte che in questo volume ha la politica estera e spiega il particolare modo con cui questa è trattata. In particolare perché: a) allo scopo di rendere la sua trattazione piú fusa e chiara, la politica estera degli anni precedenti il 1929 sia stata inserita in questo volume; b) la sua trattazione, se nelle grandi linee segue il criterio cronologico, sui singoli aspetti piú importanti è affrontata per «blocchi» di problemi, che tendono a vedere unitariamente i rapporti con alcuni paesi, prendendo l’avvio dal momento in cui tali rapporti assumono una maggiore rilevanza (e ciò spiega perché i rapporti con alcuni paesi in questa parte o sono appena accennati o non sono trattati per niente, dato che lo saranno nella seconda parte o addirittura nell’ultimo volume, allorquando assumeranno maggiore importanza o giungeranno «a maturazione»).
Una precisazione simile, del resto, vale anche per la politica interna. Anche a proposito di essa si è cercato di seguire il piú possibile l’andamento cronologico. Come nel precedente volume, questo andamento si è però spesso accompagnato ad una esposizione per problemi. È per questo che il lettore non troverà (o troverà appena accennati) in questa prima parte del terzo volume alcuni problemi che abbiamo ritenuto piú utile trattare unitariamente piú avanti. I casi piú rilevanti sono quelli che riguardano il rapporto Mussolini-intellettuali, il mito di Roma e della romanità, la meccanica del fascismo in quanto regime di massa e le analogie e differenze tra il fascismo e il nazionalsocialismo.
Come nel passato, molti sono coloro che dovremmo ringraziare per i documenti, le testimonianze e i suggerimenti fornitici. Nella impossibilità di ringraziarli tutti vogliamo – al solito – ringraziare la giunta e il consiglio superiore degli Archivi e i funzionari tutti dell’Archivio Centrale dello Stato. Un particolarissimo ringraziamento dobbiamo soprattutto ai professori Ruggero Moscati e Giampiero Carocci, della Commissione per la pubblicazione dei documenti diplomatici, alla cui liberalità e collaborazione dobbiamo la consultazione dei documenti dell’Archivio storico del Ministero degli Affari Esteri: senza di essi questo lavoro sarebbe stato praticamente impossibile. Molte altre persone che piú dovremmo ringraziare sono in questi anni scomparse: sentiamo per questo doppiamente il dovere di ricordarle insieme alle altre alle quali piú va il nostro ringraziamento: le signore Nelia Bottai e Olga Turati, i signori Gherardo Casini, Riccardo Del Giudice, Alberto De Stefani, Giuseppe Attilio Fanelli, Luigi Fontanelli, Giovanni Giuriati, Dino Grandi, Giorgio Pini, Gastone Silvano Spinetti, Duilio Susmel e Leonardo Vitetti. Né possiamo dimenticare gli amici Elena Aga Rossi, Ennio Bozzetti, Luigi Goglia, Francesco Margiotta-Broglia, Massimo Mazzetti, Mario Missori e Pietro Pastorelli.
Come i precedenti, anche questo volume è dedicato alla memoria di Delio Cantimori.
R. D. F.