Documento 3
824–825

3. B. Mussolini: «Aforismi» (1931)

Aforismi

    1. Una Monarchia giustifica la sua ragione d’essere quando il primo a sentirsi monarchico sia il Re; caso contrario non si può pretendere che i monarchici stessi siano meno repubblicani del re.
    1. Quando un re abdica, si dimette e quindi dev’essere sostituito: o da un altro re, se esiste o da un presidente. Nel qual caso bisogna per forza proclamare una repubblica. L’impero non nasce mai dalle dimissioni di un sovrano. La sua apparizione è piú complicata, piú nobile, piú grande: nasce da una designazione muta o palese del popolo o da una vittoria.
    1. La repubblica di Spagna non ha avuto – in generale – una buona stampa: nessuno ne sentiva, in Europa, l’urgente necessità. Ai fini europei è avvenimento infinitamente piú importante, l’accordo navale o la mossa austrotedesca.
    1. A Parigi l’ex-re ha avuto delle accoglienze formidabili. Spiegazione: a Madrid sono stufi della monarchia, a Parigi della repubblica.
    1. La repubblica spagnuola non è una rivoluzione: è un plagio. Un plagio in ritardo di ben 150 anni. Fare una repubblica parlamentare, oggi, significa impiegare il petrolio al tempo della luce elettrica.
    1. Rivoluzione? Ma la Rivoluzione è prima di tutto un movimento d’idee che si sviluppa e si universalizza. Dove tutto ciò in Spagna? La Repubblica annuncia una serie di processi retrospettivi: i capi sono – infatti – dei grandi avvocati.
    1. Un regime non si difende alla ultima ora: si difende sin dalla prima e successivamente in tutte le ore e in tutti i minuti e anche all’ultima ora, ma in questo caso con la decisione piú inesorabile: che cosa sono un migliaio di morti (ma potrebbe bastare una scarica a salve) se si è convinti che il trionfo di un certo principio, significhi la rovina di un popolo e la probabilità di un numero infinitamente maggiore di vittime, domani?
825

8.

Kerensky non richiama Nicola. Prepara Lenin.

9.

Oggi non è piú questione di repubblica o di monarchia, ma di comunismo o fascismo.

10.

Anche in Italia taluno si meraviglia che il clero spagnuolo e i cattolici di Spagna, abbiano mollato la Monarchia. Ciò è accaduto esattamente una settimana dopo le cerimonie della Pasqua durante le quali il Re aveva lavato i piedi ai mendicanti e era andato in processione. S. M. Cattolica di Spagna non ha avuto difensori tra i cattolici. Questo è il fatto. Ma quali i motivi? Motivi d’ordine storico: la Chiesa non fa una vera e propria questione di istituzioni politiche, se non in linea estremamente teorica: ma giudica le istituzioni dall’atteggiamento ch’esse tengono di fronte alla Chiesa. Non v’è dubbio che la Monarchia spagnuola favoriva la Chiesa. Tuttavia l’appoggio è mancato. Bisogna convincersi che i Vescovi non sono capi politici o generali d’esercito, ma pastori: gli uomini ch’essi dirigono, formano il gregge, un gregge di pecore. Ora un lupo solo, sgomina un milione di pecore.

11.

La stupidità della democrazia che vive su di una enorme menzogna abbinata ad una portentosa vendita di fumo per il popolo cosiddetto sovrano, si appalesa ancora una volta nei riferimenti che taluni avanzano fra Italia e Spagna. Bisogna per far ciò, essere stupidi sino alla sublimazione.

12.

Il paradossale in tutto ciò è che i democratici non hanno rispettato la volontà della maggioranza: Zamora ha calpestato, quindi, uno dei dogmi della democrazia: il responso delle urne è stato annientato e le città hanno sopraffatto le campagne. Per instaurare il regime degli immortali principi, bisognava cominciare col rinnegarli.

Bisogna essere inintelligenti per prendere tutto ciò sul serio!